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a Bibbia (dal greco antico βιβλίον, plurale βιβλία biblìa, che significa

"libri"[Nota 1]) è il testo sacro della religione ebraica e di quella cristiana.

È formata da libri differenti per origine, genere, composizione, lingua, datazione


e stile letterario, scritti in un ampio lasso di tempo, preceduti da una tradizione
orale più o meno lunga e comunque difficile da identificare, racchiusi in un canone
stabilito a partire dai primi secoli della nostra era[Nota 2].

Diversamente dal Tanakh (Bibbia ebraica), il cristianesimo ha riconosciuto nel suo


canone ulteriori libri scritti in seguito al "ministero"[Nota 3] di Gesù. La Bibbia
cristiana, quindi, risulta suddivisa in: Antico Testamento (o Antica Alleanza),
corrispondente alla Bibbia ebraica, e Nuovo Testamento (o Nuova Alleanza), che
descrive l'avvento del Messia e le prime fasi della predicazione cristiana.

La parola "Testamento"[Nota 4] presa singolarmente significa "patto",


un'espressione utilizzata dai cristiani per indicare i patti stabiliti da Dio con
gli uomini per mezzo di Mosè (antico testamento) e poi per mezzo di Gesù (nuovo
testamento).

Indice
1 Datazione
2 Bibbia ebraica
3 Bibbia cristiana
3.1 Antico Testamento
3.2 Nuovo Testamento
4 Generi letterari
5 Messaggio teologico
6 Lettura e interpretazione
7 Il testo
7.1 Fonti del testo ebraico
7.2 Fonti del testo greco
8 Versioni della Bibbia
9 Nelle altre religioni
10 Abbreviazioni bibliche
11 Note
11.1 Riferimenti
12 Bibliografia
13 Voci correlate
14 Altri progetti
15 Collegamenti esterni
Datazione
La critica biblica si interroga ormai da più di un secolo sulla datazione delle
varie opere che compongono la Bibbia. Cristiano Grottanelli, riassumendo, fa
presente che:
«Oggi un certo consenso è raggiunto, ma chiaramente in via provvisoria, su alcuni
punti. Mentre la scomposizione della Genesi e anche di altri libri o di parti di
essi, in fonti di diverse età è sempre più problematica, sembrano resistere alcuni
elementi acquisiti a partire dalle ricerche di biblisti tedeschi del secolo scorso,
ma non senza modifiche e ripensamenti. Fra questi spiccano: la datazione in età
monarchica di alcuni Salmi e di certi libri o parti di libri profetici;
l'attribuzione a età relativamente tardiva (secondo molti nettamente post-esilica)
di una redazione finale del Pentateuco; la visione unitaria dei libri narrativi
detti "Profeti anteriori" come opera di una personalità o scuola detta
"deuteronomistica" per i suoi rapporti di impostazione ideologica con il
Deuteronomio, ultimo libro del Pentateuco; la datazione post-esilica, e certo
successiva a quella deuteronomista, dei due libri delle Cronache. Tuttavia, anche
questi punti fermi secondo la maggioranza degli studiosi sono posti oggi in
discussione da alcuni studiosi che propongono date più basse, per esempio, per il
Pentateuco, e collocano il Deuteronomio in età post-esilica con (ma in altri casi
senza) un relativo abbassamento della fonte detta "deuteronomistica"»a