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LA RIPRODUZIONE

La riproduzione è quel fenomeno biologico che permette il proseguo della vita della specie oltre la
vita individuale. Si può presentare sotto duplice aspetto di propagazioe e di riproduzione
propriamente detta.

• propagazione
viene anche chiamata moltiplicazione vegetataiva ed è caratterizzata dal fatto che non vi è
cambiamento nel genotipo fra una genenrazione e l’altra.
Il primo è la scissione, caratteristica degli organismi unicellulari in cui, ptrevia divisione del nucleo,
membrana plasmatica e la parete cellulare si invaginano fino a dividere in due la cellula originaria.
Nella gemmazione la cellula madre al momento di moltiplicarsi emette una protuberanza in cui si
va a disporre un nucleo figlio ottenuto per mitosi dal nucleo, solo allora la gemma si distacca dalla
cellula madre , e prima di poter gemmare , deve raggiungere le dimensioni della cellula madre
In organismi poliplasti (alghe azzurre) spesso si verifica il processo di frammentazione, cioè lo
spezzettamento di una colonia porta alla formazione di piu colonie indipendenti.

• riproduzione propriamente detta


consiste nella formazione di cellule germinali speciali che prendono il nome di goni e sono
destinate a procreare un nuovo organismo che ha proprietà genetiche diverse dal l’organismo da cui
deriva.
Nelle piante vi sono due specie di goni gameti e spore
I gameti non essendo capaci di riprodurre l’ornanismo da soli si devono unire con un altro gamete,
il processo di fusione si chiama gamia e porta alla costituzione di una nuova cellula chiamata
zigote. Lo zigote ha un numero doppio (diplonte) di cromosomi che viene indicato con 2n, mentre i
gameti sono (aplonti) e vengono indicati con n.

GAMIA

Il processo piu semplice di gamia è l’isogamia che consiste nella fusione di 2 cellule
morfologicamnete identiche (isogameti) in tal caso non si può parlare di sesso (cellule femminili e
cellule maschili)
Tali gameti si formano in organi particolarmente adibiti a questo scopo, detti isogametangi. Se uno
dei due è più mobile dell’altro, pur essendo identici, allora si parla di cellula maschile e cellula
femminile. In questo caso si considera cellula femminile quella meno mobile (eterogamia
fisiologica) quando i due gameti sono diversi in dimensioni e il più grande rimane quasi fermo,
mentre l’atro, quello più piccolo, è il più mobile, i due gameti si dicono macrogamete (femminile)
e microgamete (maschile) e si formano nel macrogametangio e microgametangio.
La differenzazione può ancora continuare, il gamete femminile può essere immobile e pieno di
sostanza di riserva, il microgamete mobilissimo, si parla allora di cellula uovo e spermio tali
gameti si formano nel gametangio maschile e gametangio femminile.
Le spore più precisamete le meiospore sono il secondo tipo di cellule goniali presenti nei vegetali.
A idfferenza dei gameti possono riprodursi da sole dando luogo ad un novo organismo, si formano
in numero di 4 nello sporangio. Quando le spore sono tutte e 4 uguali si parla di isospore. Le
isospore si formano in un isosporangio. La sessualità si nota quando si attua la eterosporia, in
questo caso si distinguono macrospore e microspore che sono presenti nei macrosporangi e
microsporangi. Le microspore germinando daranno origine a individui capaci di formare solo
gameti maschili, mentre le macrospore solo elementi femminili. Con lòa gamia si realizza sia la
fusione dei citoplasmi che la fusione dei nuclei. Lo zigote che si forma è 2n, e può dividersi
formando un nuovo organismo in cui tutte le cellule sono diplonti, e solo allora alcune di queste
subiscono la meiosi
MEIOSI
La riduzione cromatica o meiosi avviene solo in cellule diplonti particolari, si compie sempre con la
succesione di due mitosi la prima divisione meiotica (riduzionale) e la seconda divisione meiotica.
Nella prima divisione il numero dei cromosomi si dimezza da 2n a n, mentre nella seconda viene
mantenuto, al termine quindi si ottengono 4 cellule aplonti.
La prima divisione meiotica ha inzio con la profase I in cui si notano diversi stadi.
Nello stadio leptotene si rendono evidenti i cromosomi che prendono l’aspetto di filamenti sottili
Nello stadio di zigotene si ha l’appaiamento dei criomosomi omologhi detto sinapsi
Nello stadio pachitene i cromosomi appaiati si contraggono e si spiralizzano e cominciano a
reduplicarsi fino a dimezzarsi
Nello stadio di diplotene la delaminazione di ciascun membro della coppia diviene visibile neno
che nel centromero
Con lo stadio di diacinesi termina la profase
A questo punto inizia la metafase I la membrana nucleare sparisce si sviluppa il fuso acromatico e
le tetradi si dispongono nel piano equatoriale
All’anafase I i cromosomi migrano verso i rispettivi poli
La telofase I ha inizio quando i cromosomi giungono ai rispettivi poli
Al termine della prima divisione meiotica si formano due cellule figlie che hanno il patrimonio
ridotto a metà rispetto alla cellula madre, inizia subito la seconda divisione meiotica con
La profase II , brevissima ed è seguita dalla formazione del fuso che segna l’inizio della metafase
II in questa fase i cromosomi si dispongono sul piano equatoriale, i centromeri si sdoppiano e i
cromatidi figli si separano e migrano verso i poli durante l’anafase II ogni nucleo risultante alla
telofase II possiede un numero aplonte di cromosomi ed ogni cromosoma è formato da un solo
cromatide.
La meiosi consta di due mitosi in cui i cromosomi si sdoppiano una sola volta, giungendo alla
formazione di 4 cellule aplonti.

CICLI ONTOGENETICI

La meiosi in alcuni organismi avviene subito dopo la gamia, in questo caso essendo all’inizio del
ciclo ontogenetico è detto meiosi iniziale e l’organismo che ne risulta è chiamato aplonte, infatti
l’unica cellula diplonte di tutto il ciclo è lo zigote. Se invece dopo la gamia avviene un ritardo
nell’accoppiamento fra cromosomi e un certo numero di divisioni intervengono tra gamia e meiosi,
si ottengono cellule diplonti che vanno a costituire un individuo a 2n cromosomi (diplofito o
sporofito) tale individuo è detto sporofito o diplofito in quanto differenzia una cellula che per
meiosi da luogo alle meiospore.
Dalla germinazione di una meiospora nasce un individuo n cromosomi (aplofito) detto anche
gametofito. Questo ciclo ontogenetico è formato da individui aplofito e diplofito che si alternano e
l’organismo viene detto aplodiplonte. Il passaggio tra aplofito e diplofito avvirene con la gamia,
mentre da diplofito a aplofito con la meiosi, questa viene detta meiosi intermedia. Non sempre
questo tipo di mriosi è perfettamente intermedia,infatti in base all’importanza delle due generazioni
assumono nel ciclo ontogenetico, gli organismi aplodiplonti possono essere di tipo diverso.
Organismi aplodiplonti con predominanza dell’aplofito quando la meiosi si sposta verso l’att
gamico al quale essa fa seguito
Organismi aplodiplonti con aplofito e diplofito equivalenti quando la meiosi è ugualmente
distante dai due atti gamici
Organismi aplodiplonti con predominanza del diplofito quando la meiosi si è spostata verso l’atto
gamico che essa precede

BOTANICA SISTEMATICA
La botanica sistematica o tassonomia si occupa di desrivere i vegetali dare un nome ed ordinarli in
gruppo secondo i loro caratteri. Verso il 1500 si cominciò a ordinare le piante basandosi su pochi
caratteri morfologici (classificazione artificiale) a questo appartiene il sistema sessuale di linneo.
Subito dopo Linneo comparve la classificazione naturale, che mettevano l’affinità naturale.
L’unità sistematica elementare è la specie, la quale possiede delle entità subordinate (sottospecie
forma) ed altre superiori ad essa (genere, famiglia, ordine, classe, divisione), secondo la
nomenclatura binomia di Linneo ogni specie è indicata con un binomio composto da due nomi
latini, il primo indica il genere e si scrive con l’iniziale maiuscola, il secondo indica la specie e si
scrive con l’uiniziale minuscola, al binomio si fa sempre seguire generalmente abbreviato il nome
dell’autore e degli autori che hanno descrito per primi la specie.

TALLOFITE
organismi muniti di tallo, alcuni sono procarioti (batteri e alghe azzurre) e altri eucarioti (alghe e
funghi)

PROCARIOTI
Vi appartengono ibatteri, cianobatteri hanno in comune la caratteristica di non avere ancora
individualizzatoun vero nucleo, infatti manca la membrana nucleare e il ncleolo, nel citoplasma non
vi sono alcuni organuli citoplasmatici come i cloroplasti, mitocondri i corpi del golgi, mancano cioè
gli organuli limitati da membrane.

BATTERI
I batteri sono organismi unicellulari, vivono isolati o riuniti in colonie nel suolo , acqua nelle cavità
naturali dell’uomo e degli animali.
La loro morfologia è molto varia sferiche (cocchi) a bastoncino diritto (bacilli) arcuato (vibrioni)
spiralato (spirilli).
La moltiplicazione dei batteri avviene per scissione che consiste nella reduplicazione del corpo
nucleare e susseguentemente nell’invaginazione della membrana plasmatica e della parete cellulare
che porta alla divisione in due cellule dalla madre.

ALGHE
Le alghe sono tallofite autotrofe, contenenti clorofilla, tipicamente acquatiche e con forma variabile,
possono essere costituite sia da cellule isolate, sia da colonie. Il loro corpo chiamato tallo, assume
acqua e sostanze disciolte nell’acqua su tutta la superficie.
Le alghe si differenziano per caratteri quali colore dovuta a pigmenti, differenza nei prodotti
dell’organicazione del C.
Alle alghe appartengono le seguenti divisioni, Procarioti (alghe azzurre) e tra i procarioti (alghe
rosse,brunr, verdi).

CORMOFITE
Le cormofite posseggono il cormo costruito per la vita subaerea, fanno parte le spermatofite che si
dividono in angiosperme e gimnosperme.

SPERMATOFITE
Sono piante munite di un organo particolare chiamato seme che racchiude l’embrione e lo
proteggedurante un periodo di vita latente. Il seme ha reso possibile il propragarsi della vegetazione
anche in zone dove le condizioni ambientali non permettono sempre la vita attiva della specie. Per
poter superare questi periodi avversi viene intercalato uno stadio di attesa prima che l’embrione si
sviluppi in individuo adulto. Nelle spermatofite l’embrione passa un periodo + o - lungo di vita
latente. Solo quando si verificano condizioni ambientali favorevoli avviene la germinazione.
Delle spermatofite fanno parte le gimnosperme (seme nudo)e angiosperme (seme rivestito).
GIMNOSPERME
Le gimnosperme sono piante a ovuli nudi. L’ovulo è un macrosporotecio trasformato, costituito da
una parte centrale detta nocella che comprende l’archesporio ed è ricoperta da un tegumento che
delimita all’apiceun sottile canale detto micropilo. La parete della nocella opposta al micropilo è
chiamata calaza. Su di essa si impianta una formazione speciale detta funicolo indispensabile per
ll’inserimento dell’ovulo sulla squama ovulifera. Nell’interno dell’ovulo si trovano le cellule
archesporali o cellule madri del megaspore (macrospore). Ciascuna cellula madre subisce la
meiosi eproduce 4 cellule megasporedisposte in fila. Di queste 4 megaspore tre degenerano e quella
rimasta da origine al gametofito femminile chiamato endosperma primario. Arrivato al suo
completo sviluppo, il gametofito, che è costituito da più cellule aploidi rimane in connessione con il
diplofito che lo ha prodotto. Quando l’ovulo nudo si trasforma in seme, il suo tegumento subisce
delle notevolitrasformazioni. Queste modificazioni e il distacco del seme dalla pianta madre
possono avvenire a completo sviluppo del gametofito femminile. Poiché nelle gimnosperme il
gametofito femminile si sviluppa dentro l’ovulo, è necessario che la microspora, divvenuta, dopo
alcune divisioni mitotiche, granulo pollinico venga portata direttamente sul micropilo. Quindi la
microspora deve fuoriscire dal microsporotecio, detto sacca pollinica, ad opera del vento o ad
opera degli insetti, deve essere trasportata sul micropilo. Il polline, arrivato sul micropilo, si
sistema in una specie di avvallamento, chiamato camera pollinica.
Le gimnosperme sono piante arboree o arborescenti a ramificazione spesso nonopodiale, le foglie
aciculari o squamose, la struttura primaria del fusto è eustelica, molto sviluppate sono le strutture
secondiarie sia nel caule che nelle radici. Il tessuto legnoso è costituito soltantoda tracheidi (legno
omoxilo)
Nelle gimnosperme ritroviamo le Ginkgophyta, Coniferophyta e Gnetophyta.

GINKGOPHYTA
Le Ginkgophyta per la maggior parte fossili del mesozoico, sono attualmente rappresentate da una
sola specie vivente Ginkgo biloba L., ritenuta un fossile vivente che è un albero dioico,originario
della Cina, nel Giappone è considerato albero sacro, il Ginkgo biloba può raggiungere anche 40 m
di altezza e il tronco 1 m di diametro. Ha rami lunghi con foglie sparse e rami corti con foglie
apicali. Le foglie a forma di ventaglio e a nervatura libera, sono caduche, quelle dei macroblasti
hanno la lamina divisa nel mezzo, quelle dei brachiblasti in genere sono intere. Le gemme che
originano le foglie sono miste, cioè oltre alla parte vegetativa hanno la parte riproduttiva. Il seme ha
la parte esterna del tegumento carnosa, di colore giallo e di odore sgradevole. La parte interna è
commestibile in asia, la parte esterna è fortemente irritante, che per semplice contatto determina
delle violente dermatiti, e per digestione dei disturbi dell’apparato digerente circolatorio e
respiratorio. Le foglie lavate in acqua e conservate in alcool possono servire per medicare le
ecchimosi le ulcere le bruciature. Gli estratti vengono usati per emorroidi, le pianta è utilizzata
anche per cosmesi.

CONIFEROPHYTA

Le Coniferophyta sono piante molto importanti nella vegetazione attuale, che formano boschi
imponenti fanno parte
le Coniferales sono alberi, che raggiungono dimensioni gigantesche ed età considerevoli,
eccezionalmente sono arbusti. La ramificazione è monopodiale, a volte simpodiale. Il fusto ha un
corpo legnoso molto sviluppato costituito da tracheidi aereolate,in cui si trovano i canali resiniferi.
Le foglie sono generalmente aghiformi tetrangonali usulalmente appiattite oppure squamiformi
molto ridotte. Le conifere sono piante generalmente monoiche,non si hanno apparati riproduttivi
bisessuali,ma sempre a sessi separati. Questi apparati sono detti stobili o coni. Lo strobilo maschile
è semplice, mentre quello femminile è composto.
All’ordine delle Coniferales appartengono diverse famiglie, le cui più importanti sono le Pinaceae
e le Cupressaceae.

Fam. Pinaceae sono arborescenti con foglie aghiformi a disposizione spiralata. I coni femminili
presentano brattee e squame sempre separate tra loro, maa diverse tra loro in base alla specie.

Sottofam. Abietoideae ha un solo tipo di rami, i macroblasti, con foglie tutte aciculari. Fa
parte Abies alba Miller (abete bianco) con coni eretti e brattee molto sviluppate, a maturità i
coni si sfasciano.

Sottofam. Laricoideae ha macroblasti con foglie di breve durata e brachiblasti con foglie
durevoli, disposte a verticillo, fa parte Larix decidua Miller (larice) vivente sulle alpi una
delle poche conifere a foglie caduche.

Sottofam. Pinoideae presenta i macroblasti che portano i catafilli e i brachiblasti hanno 2,5,7
foglie aciculari. Il genere Pinus è assai importante per la vegetazione delle nostre regioni.
Possiamo trovare Pinus pinea L. pino da pinoli, Pinus pinaster Aiton pino marittimo, Pinus
sylvestris pino silvestre, Pinus laricio pino di corsica.
Molte specie di Pinus forniscono la trementina, oleoresina costituita da essenza 20% eresina
70% in fase acquosa e 10% principio amaro, utile nelle affezioni delle vie respiratorie, ha
proprietà astringenti antisettiche e irritanti.

Fam. Cupressaceae sono alberi o arbusti con foglie opposte o veticillate mai spiralate. Gli apparati
riproduttori maschili presentano microsporofilli con 2, 8 sacche polliniche, quelli femminili hanno
squame ovulifere e brattee parzialmente o totalmente concresciute disposte a croce o a verticillo.

Sottofam. Juniperoideae hanno complessi brattea-squama in numero di 3, unico cono


carnoso, bacciforme appartiene Juniperus communis L. (ginepro) un arbusto o un piccolo
albero da 1 a 6 m diffuso in europa, ha fogie disposte a verticilli di 3, color verde , lineari
rigide. I coni femminili costituiti da brattee –squame carnose, concresciute dopo la
fecondazione, sono chiamati galbuli e costituiscono la droga, contengono un principio amaro
juniperrina e olio essenziale.
Juniperus oxycedrus L. è un arbusto o piccolo albero della regione meditteranea simile per
aspetto a Juniperus communis L. (ginepro) ma ha foglie un po più larghe e galbuli un po’
più grossi, per distillazione secca del legno si ottiene un liquido resinoso bruno scuro, che ha
proprietà antisettiche e parassiticide.

GNETOPHYTA
Le Gnetophyta sono la divisione più evoluta di gimnosperme, sono piante che spesso presentano
un abbozzo dell’altro sesso accanto al secco che è sviluppato. Nel legno secondario alcune
Gnetophyta non hanno solo tracheidi, ma anche trachee, nei rispettivi strobili intorno agli ovuli e
alle sacche polliniche si osservano delle foglioline che possono interpretarsi come una specie di
perianzio. In questa divisione comprende le Ephedrales.
Le ephedrales sono piante molto ramificate e di aspetto equisettiforme. Il genere ephedra
generalmente sono dioiche, di aspetto cespuglioso, suffrutici, di alteza variabile da 40 cm a 2m. I
rami sono gracili, angolosi, le foglie sono ridotte a delle scaglie membranose, inserite in numero di
4 o di 2 a livello dei nodi. Il legno della ephedra è eteroxilo, assenza di canali resiniferi. I fiori sono
ragruppati in infiorescenze unisessuali, le sacche polliniche sono all'estremità di filamenti così da
ricordare uno stame di angiosperme con alla base brattee che sembrano un rudimentale perianzio.
L'ovulo è avvolto da un tegumento che a maturità diventa carnoso e colorato di rosso. Doppia
fecondazione e seme composto da due cotiledoni.
ANGIOSPERME
sono dette angiosperme, perchè i loro ovuli sono sempre rinchiusi in un involucro, chiamato ovario,
costituito da carpelli. L'angiospermia a differenza della gimnospermia (ovuli chiusi in ovario e non)
rende necessaria la formazione di un organo particolare, lo stigma, costituito nella parte superiore
dell'ovario, in modo da permettere la cattura pollinica inpollinazione stigmatica, e la sua
germinazione. Tutto ciò avviene perchè nono munite di un organo particolare, il fiore e per questo
che vengono anche chiamate piante a fiore.
Le angiosperme sono piante legnose od erbacee, a ramificazione per lo più simpodiale, con foglie di
forma molto varia e legno di tipo eteroxilo.

FIORE
il fiore si genera da una gemma forale, che si sviluppa in appendici omologhe alle foglie alcune
sterili con funzione di protezione antofilli altre fertili sporofilli. In un fiore completo si può
distinguere un peduncolo fiorale, ultimo internodo dell'asse che porta il fiore e che termina in una
porzione slargata, più raramente allungata, chiamata ricettacolo o talamo in cui prendono
inserzione:
• esternamente gli antofili che costituiscono il perianzio, formato da sepali (calice) e da petali
(corolla) oppure il perigonio, formato da tepali
• internamente gli sporofilli differenziati sessualmente in stami che costituiscono l'androceo e in
carpelli che formano il gineceo
il fiore può essere classificato:
il fiore però non è sempre completo, a volte può essere incompleto, infatti è detto:
fiore sessile se manca il peduncolo,
fiore nudo se mancano gli antofilli,
fiore maschile quando presenta solo gli androceo o diclino
fiore femminile, se presenta solo il gineceo o diclino
fiore ermafrodito o monoclino quando possiede sia l'androceo che il gineceo
in base a quali fiori si trovano sulle piante abbiamo
piante monoiche con fiori sia maschili che femminili
piante dioiche quando i fiori maschili e femminili sono portati da individui diversi
piante poligamo-monoiche quando sulla stessa pianta troviamo fiori monoclini (quando possiede
sia l'androceo che il gineceo) e fiori diclini (fiori maschili o femminili)
piante poligamo- dioiche quando sulla stessa pianta troviamo fiori maschili e fiori ermafroditi o
monoclini, mentre su di un altro i fiori monoclini sono associati a quelli femminili.
Certi fiori sotto il calice e corolla possono essere coadiuvate nelle loro funzioni di protezione da una
o più foglie, chiamate brattee.

DIAGRAMMI E FORMULE FIORALI


i diagrammi fiorali si usano per indicare la disposizione dei diversi verticilli
la composizione di un fiore si può indicare in un modo molto rapido per mezzo della formula
fiorale.
In essa i diversi verticilli sono rappresentati da alcune lettere dell'alfabeto:
K=CALICE
C=COROLLA
P=PERIGONIO
A=ANDROCEO
G=GINECEO
a lato di ognuna di queste lettere si indica il numero dei pezzi del rispettivo verticillo se i pezzi sono
molti si indica ∞ se mancano del tutto si indica con 0. la parentesi tonda indica il concrescimento di
pezzi appartenenti allo stesso verticillo, la parentisi quadra il concrescimento tra pezzi di verticilli
diversi.
Quando l'ovario è supero si mette una linea sotto il numero dei carpelli lo costituiscono, quando è
infero una linea sopra.
Per esprimere i caratteri del sesso le sigle usate sono
♀ = femminile
♂ = maschile
γ = ermafrodito
♀ ♂ = monoico
♂-♀ =dioico
γ ♀ ♂ = poligamo monoico
γ ♀-♂ = poligamo dioico

PERIANZIO E PERIGONIO
Il perianzio è costituito da antofili (sterili) disposti in due verticilli, il calice formato da sepali,
verdi, di origine bratteale e la corolla formata da petali, generalmente colorata.
Se nel fiore sono presenti ambe due i verticilli ben differenziati tra di loro il fiore e diclamidato
eteroclamidato (perianzio), se invece i due veticilli non sono differenziati e i pezzi sono tutti uguali
si ha un fiore omoioclamidato (perigonio)

CALICE
i calici che lo costituiscono sono generalmente verdi e hanno aspetto di piccole brattee ,
mantengono anche la funzione clorofilliana, la struttura anatomica del sepalo è infatti molto simile a
quella della foglia
se i sepali del calice sono liberi abbiamo il dialisepalo se invece sono fusi il calice è detto
gamosepalo quando la fusione dei sepali è quasi completa si ha un calice detto dentato, invece
quando è ridotto si ha un calice partito.
È calice regolare quando la simmetria è raggiata nei confronti dell'asse centrale del fiore.
È irregolare quando la simmetria nei riguardi di un piano che lo divide in due parti uguali.
Nei confronti della morfologia esterna il calice regolare può essere:
cilindrico, cupuliforme, campanulato e vescicoloso.
Mentre il calice zigomorfo o irregolare può essere labiato costituito da due labbri uno inferiore
bidentato e no superiore tridentato, galeato con il sepalo posteriore fatto a elmo appendicolato
trasformato in pappo.
La durata del calice è assai diversa, può essere caduco totalmente, caduco parzialmente, persistente,
marcescente e accrescente.

COROLLA
i petali che la costituiscono sono nella maggior parte colorati, ogni petalo ha un'unghia, porzione
ristretta , + o – lunga, che si inserisce in un ricettacolo, e una lamina. La struttura anatomica è simile
a una foglia. Alla base del petalo può trovarsi un nettario, secernente nettare, oppure tutto il petalo
può essere un cornetto nettarifero. La durata della corolla è assai limitata una volta avvenuta la
fecondazione, appassisce e cade. Quando i petali sono separati tra di loro si parla di petali
dialipetala, quando invece i petali sono saldati tra di loro si parla di gamopetala.
Sia le corolle dialipetale che gamopetale possono essere nei confronti della simmetria regolari in
base ad un asse, e irregolari quando sono disuguali e simmetrici in base ad un piano

VARI TIPI DI COROLLE


le principali corolle dialipetale regolari sono
corolla rosacea costituita da 5 petali ad unghia corta
corolla cariofillacea costituita da 5 petali a unghia lunga
corolla crociata costituita da 4 petali disposti 2 a 2
tra le principali corolle dialipetale irregolari troviamo
corolla papilionacea costituita da 5 petali di cui quello superiore più espanso è detto vessillo, i
due laterali ali e i due inferiori uniti tra loro, formano la carena.
Le principali corolle gamopetale regolari sono
corolla tubulosa costituita da un tubo con all'apice dei denti o lobi
corolla campanulata costituita da un tubo che si slarga a forma di campana
corolla rotata costituita da un tubo brevissimo e da un lembo raggiato
tra le corolle irregolari troviamo
corolla labiata formata da 5 petali riuniti alla base in un tubo e separati alla fauce in due
gruppi uno da tre e uno da due
corolla personata
corolla digitata a forma di ditale.

ANDROCEO (maschile)
è formato dal complesso degli stami, ogni stame si compone del filamento e dell'antena
(microsporotecio) costituita da due teche, che portano ognuna due sacche o logge (diventano in
tutto 4 sacche due per ogni teca) che durante la maturazione si fondono. In esse sono contenute le
cellule madri delle microspore, che più tardi diventeranno granuli polinici.
Il filamento in genere eè di colore bianco e alcune volte piò anche mancare. L'apertura dell'antera
per l'emissione del polline può avvenire in diversi modi, deiscenza longitudinale che si attua per
mezzo di una fessura lungo l'asse di ogni loggia e la deiscenza trasversale attraverso una
fessura che interessa ambedue le logge.
A seconda del numero degli stami i fiori si dicono monandri con un solo stame diandri con due
stami triandri con tre stami poliandri con molti stami.
Le cellule madri contenute nelle teche subiranno la meiosi formando 4 microsore ciascuna, le
microspore sempre all'interno dell'antera vengono messe in libertà , esse dopo essersi divise
mitoticamente acquistano l'aspetto dei granuli pollinici.
La parete interna dell'antera presenta uno strato di cellule detto tappeto, dopo la meiosi il tappeto
inizia a degradarsi le sue pareti vanno incontro a lisi e i granuli iniziano a formare la parete.
Le microspore si dividono in due formando due cellule di cui una più grossa che ha funzione
vegetative e una più piccola che ha funzione generativa. In un secondo stadio la cellula generativa si
divide formando due cellule spermatiche che rappresentano i gameti maschili.

GINECEO (femminile)
è formato da uno o più carpelli ossia da foglie profondamente trasformate, ripiegate in modo da
formare una cavità chiusa chiamata ovario.
Nell'ovario che dopo la fecondazione si trasformerà in frutto,sono contenuti gli ovuli o
macrosporoteci che in seguito formeranno i semi.
l'ovario è sormontato da uno stilo che può considerarsi il prolungamento della foglia e da uno
stigma che rappresenta la terminazione dello stilo. Il complesso di stigma e stilo si chiama pistillo.
Il gineceo può essere formato da un solo carpello (monocarpico) o da più carpelli (policarpico), in
questo caso i carpelli possono rimanere tra di loro indipendenti e formare tanti pistilli per quanti
sono i carpelli, oppure i carpelli possono concrescere e formare un solo pistillo.
In base all'aspetto della regione ovariale possiamo riconoscere:
• ovari uniloculari formato da una sola foglia carpellare o da più foglie saldate per i margini,
la disposizione degli ovuli potrà essere parietale marginale, parietale laminare parietale
mediana e centrale.
• Ovari pluriloculari costituiti da più foglie carpellari che ripiegandosi provocano la
formazione di tanti setti che dividono la cavità in tante loggie.
Gli ovuli variano anche in base alle dimensioni della nocella
nella nocella si differenziano le cellule fertili o anche dette cellule madri delle megaspore
(megasporociti). Generalmente si sviluppa una sola cellula madre che si dividerà per meiosi
formando 4 cellule megaspore, di queste tre degenerano, mentre quella che resta germina,
originando per mezzo di tre divisioni mitotiche 8 nuclei che formeranno il gametofito femminile.
Questo gametofito rappresentato da 8 nuclei aploidi diventa di 7 cellule (6 aplonti e 1 diplonte) che
di seguito si trasforma in gametofito femminile con apparato oangiale o oangio costituito da una
oosfera o cellula uovo e due sinergidi queste presenti al micropilo o polo micropiliare ed un
apparato antipodiale al polo calazale.

INFIORESCENZE
i fiori riuniti su ramificazioni di tipo diverso, costituiscono le infiorescenze esse possono essere
classificate in:
infiorescenze monopodiali o indefinite o racemose in cui l'asse dell'infiorescenza può continuare
ad accrescersi e i fiori portati lateralmente, vi appartengono:
• racemo o grappolo con fiori peduncolati
• la spiga con fiori sessili
• l'ombrella con peduncoli fiorali di uguale lunghezza inseriti nello stesso punto, formando un
ombrello
• capolino
infiorescenze simpodiali o definite in cui l'asse si arresta precocemente nel suo sviluppo
producendo un fiore terminale e uno o due assi, sorgenti al disotto di questo fiore, vi appartengono:
• monocasio o cima unipara quando sotto il fiore apicale si forma un solo ramo che prterà a sua
volta un fiore apicale, la cima unipara è scorpioide se gli assi si formano sempre da un solo lato,
oppure sarà elicoide se igli assi si alternano.
• Dicasio o cima bipara, quando il ramo principale sotto al fiore terminale forna due assi secondari
opposti muniti a loro volta di fiore che continuano a ramificarsi nello stesso modo.
Infiorescenze composte o pluriassiali in cui l'asse infiorescenziale si ramifica originando molti
assi, tra esse troviamo:
• a pannocchia quando l'asse principale è il più lungo e su di esso si formano altri assi che si
dividono come il principale
• antela differisce dalla pannocchia perche gli assi laterali superano l'asse principale
• ombrella composta è un'ombrella dove al posto dei peduncoli fiorali ci sono degli assi portanti a
loro volta delle ombrelle (ombrelle delle ombrelle)
• spiga composta è simile alla spiga soltanto che al posto dei fiori si formano altri assi portanti a
loro volta dei peduncoli fiorali
• cima multipara o policasio con ramificazioni più di due
• grappolo di ombrelle un racemo che al posto di peduncoli fiorali si impiantano gruppi di
ombrelle
• grappolo di spighette
• grappolo di capolini

• infiorescenze di tipo particolare sono il conio di ficus carica che è costituito da un asse
infiorescenziale molto slargato formante una cavità, dove si impiantano i fiori e il ciazio dove vi
è un solo fiore femminile ridotto a un solo pistillo circondato da tanti maschili ridotto a un solo
stame il tutto avvolto da un gruppo di brattee.

FRUTTO
le conseguenze della fecondazione non si limitano solo alla formazione del seme dall'ovulo, ma
anche all'ovario che si trasforma in frutto.
l'ovario forma infatti il pericarpo che contribuisce alla protezione degli ovuli divenuti semi
nel pericarpio di alcuni frutti si possono distinguere uno strato esterno detto esocarpo uno
intermedio detto mesocarpo ed uno interno detto endocarpo.
I frutti possono anche svilupparsi senza fecondazione e quindi senza semi.

CLASSIFICAZIONE DEI FRUTTI


si distinguono diverse categorie di frutti
semplici, aggregati e sinantocarpici
i frutti semplici derivano da un ovario unico monocarpico o sincarpico e possono essere:
indeiscenti, deiscenti e dirompenti a seconda di come si comportano a momento della
maturazione
i frutti indeiscenti. In essi a maturità il pericarpo riveste sempre il seme e solo in seguito può
distruggersi, in questo tipo sono compresi frutti secchi e frutti carnosi
• frutti indeiscenti secchi in genere uniseminati comprendono l'achemio che deriva da un ovario
infero, nonocarpellare ed ha un pericarpio non aderente al seme, la noce che deriva da un ovario
supero, nonocarpellare ed ha un pericarpio non aderente al seme ricordiamo la nocciola la
ghianda, solo al momento della maturità le noci vengono disperse, la samara una noce alata la
cui disseminazione è facilitata per la presenza dell'ala, la cariosside a differenza della noce e
dell'archemio ha il pericarpo aderente al seme.
• Frutti indeiscenti carnosi in cui è facile distinguere un epicarpo, un mesocarpo e un endocarpo
comprendono la drupa che ha epicarpo sottile (buccia) mesocarpo carnoso (polpa) endocarpo
legnoso (nocciolo) che riveste il seme, la drupa contiene un solo seme,in alcuni casi la drupa
contiene più noccioli ognuno di esso con un solo seme, polisperma, la bacca ha pericarpo sottile
(buccia) mesocarpoe endocarpo carnoso (polpa) munita di più semi endocarpo non sempre
distinguibile dal mesocarpo. Tipi particolari di bacche sono il peponide con epicarpo e
mesocarpo fusi con esterno duro che gradatamente diventa carnosa e deriva da un ovario
infero(zucca, melanzana anguria), peperonide caratteristico del peperone deriva da un ovario
supero a maturità il pericarpo carnoso non molto sviluppato circonda una grande cavità in cui
alloggiano i semi, il pomo deriva da un ovario infero l'epicarpo è membranoso il mesocarpo
carnoso e l'endocarpo cartilaginoso che riveste i semi, esperidio tipico del frutto citrus è
pluricarpellare, pluriloculare con epicarpo sottile il mesocarpo spugnoso ed endocarpo
membranoso costituente gli spicchi.
I frutti deiscenti. A maturità si aprono permettendo la fuoriuscita dei semi possono essere
monocarpici tra cui il follicolo che è uniloculare uni e plurispermo , il legume che è uniloculare,
plurispermo e pluricarpici tra cui siliqua che è costituita da due carpelli ed è bioculare perchè la
cavità è divisa in due loggie da un falso setto, la cassula che è pluricarpellare a loggie plurisperme
in questo tipo sono compresi setticida(digitalis), treto (papeveri).
I frutti dirompenti. A maturità si dividono in numerosi pezzi monospermi, uniloculari chiamati
articoli di essi fanno parte il legume lomentaceo, la siliqua lomentacea, diachenio.
I frutti aggregati o composti. Sono derivati dalla trasformazione di un gineceo apocarpico, con
numerosi carpelli liberi tra di loro, ricordiamo la mora la fragola il frutto della rosa.
I frutti sinantocarpici o multipli sono quelli derivati da un infiorescenza. Il siconio del ficus è
costituito da un ricettacolo carnoso contenente parecchie piccole noci, derivate dai numerosi fiori.