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UNIVERSITÀ DELLA TERZA ETÀ

fondata dal Lions Club di Cinisello Balsamo


patrocinata dal Comune di Cinisello Balsamo

ANNO ACCADEMICO 2017-2018

CORSO L'EUROPA
NEL PRIMO '900

PICASSO
La rivoluzione
dell'arte moderna

Docente: Pinuccia Roberto Indovina

24 aprile 2018
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Pablo Picasso
Picasso non è soltanto il più grande artista del ventesimo secolo ma anche il generatore di una serie
di energie, di idee guida, di possibilità alle quali tutti gli artisti della nostra epoca hanno attinto e
attingono alla ricerca di nuove creatività espressive.
Basta guardare la sua immensa produzione per constatare come Picasso ha segnato, col suo furore
creativo ed esistenziale, tutte le espressioni artistiche del suo tempo, dalla pittura, alla scultura, alla
ceramica, al teatro, alla letteratura al design, non adagiandosi mai sui risultati raggiunti ma
rinnovandosi continuamente in una continua ansia di ricerca della perfezione del linguaggio
universale.
Quello che ci ha lasciato è, soprattutto, una grande lezione di libertà e indipendenza. Il suo percorso
artistico è un susseguirsi di svolte di stile a cui corrispondono, sul piano personale ribaltamenti
affettivi e sentimentali.
Picasso, pur partecipando per circa mezzo secolo a tutte le manifestazioni della cultura francese,
rimane irriducibilmente spagnolo nel suo animo e nel suo carattere fortemente mediterraneo. Nella
formazione del suo genio ha avuto una parte importante l’eredità di Velasquez, di El Greco, di Goya
ma anche l’anarchismo architettonico di Gaudi, il trascinante impeto delle corride, il colore acceso
del folclore cioè una Spagna particolare, ardente, rivoluzionaria, violenta, appassionata, come lo è
la sua immensa produzione artistica.
Pablo Picasso nasce a Malaga nell’ottobre del 1881 da José Ruiz y Blasco e Maria Picasso. Il padre
pittore di scarso talento ma con approfondite conoscenze sulla tecnica del disegno, resosi conto
delle capacità del figlio, gli fornisce i primi insegnamenti accademici che saranno fondamentali per
la futura carriera artistica del piccolo Pablo.
Nel 1891 la famiglia Ruiz si trasferisce a La Coruña un porticciolo nell’estremo nord ovest della
Spagna dove il padre di Pablo è chiamato ad insegnare disegno presso la scuola di Arti e Mestieri
del posto e a dirigere un piccolo museo ad essa annesso. E’ un momento importante per la
maturazione stilistica di Picasso e anche per la sua formazione personale Egli, infatti, passa intere
giornate nello studio del padre e all’interno del museo a cimentarsi nel disegno a carboncino e ad
acquistare sicurezza nell’uso dei colori ad olio dei pennelli.
Nell’autunno del 1895, dopo una vacanza trascorsa a Malaga, la famiglia si trasferisce a Barcellona
dove il padre ottiene un posto di insegnante presso la Scuola d’Arte della città. Pablo inizia a
dipingere con foga e passione e ottiene una Menzione d’Onore a Madrid e una la medaglia d’oro a
Malaga con il dipinto Scienza e Fede realizzato secondo gli insegnamenti della pittura morale e
pietistica trasmessigli dal padre.
Le opere di questo periodo sono, perlopiù, ritratti dei membri della sua famiglia o quadretti a
carattere religioso che rivelano però grande talento, padronanza delle tecniche pittoriche e grande
introspezione psicologica. Prima comunione - Ritratto di Zia Pepa
Tra il 97 e il 98 Pablo è a Madrid per frequentare l’Accademia di San Fernando dove è stato
ammesso col massimo dei voti. Ma gli studi accademici non lo soddisfano e Pablo passa le sue
giornate nelle sale del Prado e ad approfondire e rielaborare per proprio conto i principi di nuove
forme espressive.
A causa di una grave malattia e costretto a lasciare Madrid. Trascorre la convalescenza in campagna
a Horta de Ebro ospite dell’amico pittore Manuel Palmarès. La vita all’aperto oltre che giovare alla
sua salute lo esalta e gli fa assaporare la gioia di vivere e gli rassoda il carattere. Si dedica ai lavori
dei campi in un clima di assoluta libertà e sperimenta un nuovo modo di dipingere più personale
lontano dalle regole imposte dalle Accademie

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Tornato a Barcellona, appena diciottenne, si sente ormai pronto ad intraprendere dei nuovi
percorsi conoscitivi avvicinandosi ai movimenti artistici e culturali del tempo. Egli inizia a
frequentare la taverna “Els Quatre Gats” luogo di ritrovo dei rappresentanti della cultura catalana e
prezioso crocevia di scambi culturali e stimoli creativi provenienti da tutta Europa. Tutti sono subito
conquistati dal grande carisma esercitato dal giovane Pablo che ha occasione, a sua volta, di
consolidare la sua formazione culturale.
Conosce il pittore Casagemas e intraprende con lui un viaggio verso le capitali Europee. La prima
tappa del loro viaggio è Parigi dove arrivano nell’ottobre del 1900 in piena celebrazione dei
festeggiamenti di fine secolo. I due amici sono catturati dal clima vivace e coinvolgente della città,
affittano un modesto studiolo e passano le giornate a visitare il Louvre e le tantissime gallerie e
mostre dedicate agli impressionisti e ai nuovi movimenti pittorici dei paesi europei.
Picasso rimane colpito dalla pittura di Van Gogh, Gauguin, Degas e soprattutto dai colori e dalle
ambientazioni di Toulouse Lautrec di cui subisce l’influenza. Le opere eseguite in questo periodo
sono una rivisitazione dei temi e dei moduli figurativi adottati dai maggiori pittori della generazione
precedente espressi con colori e con tecniche personalissime, ma, con un occhio critico che mette
in evidenza i risvolti torbidi della società del tempo. Le moulin de la Galette - Appuntamento -
Frenesia - Autoritratto.
Un ricco mercante Pedro Manach, affascinato dai colori delle sue opere e dall’originalità del suo
stile, offre a Picasso uno studio a Parigi e una somma di danaro mensile in cambio dell’esclusività
dei suoi dipinti. Nel febbraio del 1901 l’amico Casagemas si toglie la vita in seguito ad una delusione
sentimentale. Picasso, profondamente colpito, entra in uno stato di grande prostrazione e
improvvisamente cambia stile e adegua la pittura al suo stato d’animo.
Inizia da questo momento fino al 1903 quello che è individuato dai critici come periodo blu per la
scelta del colore blu come tono preminente dei suoi dipinti e per l’atmosfera di profonda tristezza
che li pervade. C’è sempre nei suoi dipinti un intrecciarsi di arte e vita perché egli riesce a
trasformare in stimoli creativi ogni profonda sensazione della sua anima.
Questa fase della vita di Picasso, infatti, oltre che essere caratterizzata da profonda insoddisfazione
e inquietudine interiore, è anche un periodo di indigenza e di precarietà economiche poiché,
Manach, deluso dal cambio repentino della pittura lo priva dell’atelier e del contributo economico.
L’eroica caparbietà del suo spirito non lo fa desistere dalla strada intrapresa; pertanto, pur di
continuare ad esprimersi senza condizionamenti e imposizioni, lascia l’appartamento parigino e
ritorna a Barcellona. A Barcellona Picasso si concentra sui temi del disagio esistenziale e morale
delle classi più povere; figure smunte ed emaciate, logorate dalla malattia e dall’indigenza,
prostitute, bevitrici di assenzio popolano i suoi quadri come fantasmi in un’atmosfera fumosa e
bluastra. La predilezione per il colore blu affonda le sue radici nella pittura spagnola de El Greco ma
risente anche dei toni tragici della pittura di Munch, e di quella della cultura simbolista tipica del
tempo.
Dal punto di vista stilistico i quadri del periodo blu sono caratterizzati da un’esasperata essenzialità
delle figure, quasi immobili nella loro disperazione ma ricche di espressività e di pathos. Sono di
questo periodo il dipinto, ricco di simboli, La Vita, dove compare il volto dell’amico Casagemas, La
Celestina, e il bellissimo Autoritratto con cappotto realizzato in un freddo soggiorno parigino.
Soggetti preferiti sono anche i ciechi forse perché ossessionato dalla perdita della vista cerca di
scacciare così lo spettro della cecità. Cieco con Chitarra - Il cieco e il ragazzo).
Pasto del cieco, eseguita qualche anno prima, sintetizza le caratteristiche del periodo blu:
monocromia, appiattimento della profondità, allungamento delle figure, stilizzazione e magrezza
dei corpi, costante raffigurazione di scene patetiche.
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Questa fase stilistica, nonostante la svalutazione fatta dai critici del tempo, e, dallo stesso Picasso,
per il facile sentimentalismo dei soggetti, farà la fortuna dell’artista perché qualche anno più tardi i
dipinti del periodo blu, saranno acquistati, quasi in massa, da due illuminati galleristi russi.
Nel 1904 Picasso lascia per sempre Barcellona e si trasferisce con l’amico Max Jacob a Parigi. I due
vanno ad abitare al Bateau Lavoir, una costruzione fatiscente priva di riscaldamento e di servizi
igienici nei pressi di Montmartre. Subito l’abitazione diventa punto di incontro dei giovani pittori e
letterati appartenenti alle avanguardie artistiche parigine. Frequentano il Bateau Lavoir oltre che il
poeta Apollinaire, Matisse, Modigliani, Braque e una pletora di modelle, prostitute, galleristi,
mercanti attirati dall’atmosfera bohémienne del posto.
In questo periodo Picasso incontra il primo grande amore della sua vita: Fernande Olivier (Signora
con ventaglio) una studentessa della scuola di Belle Arti, provocante e di straordinaria bellezza. I
tempi sono ancora duri ma l’amore per Fernande contribuisce a dare all’artista pace e serenità e lo
induce ad abbandonare i toni cupi dei dipinti del periodo precedente per una produzione dai toni
più caldi e dalle atmosfere pacate e serene.
Inizia così quello che una definizione tardiva classificherà come Periodo Rosa. Le opere realizzate
quasi tutte tra il 1904 e il 1906, presentano caratteristiche diverse dai quadri precedenti sia dal
punto di vista formale che da quello tematico. I colori diventano più luminosi e contrastanti e i temi
si concentrano principalmente su arlecchini, funamboli, giocolieri e sull’atmosfera variopinta e
melanconica del mondo del circo.
Il dipinto I Giocolieri sintetizza tutte le caratteristiche del periodo rosa: le linee aspre e spigolose
lasciano spazio ad un disegno morbido, scompaiono le figure di vecchi e malati per dar posto a
personaggi pieni di grazia e armonia, la cupa atmosfera del periodo blu si trasforma in una
luminosità calda e soffusa di una pacata serenità.
Picasso ama rappresentare i suoi personaggi lontano dal clamore delle scene, assorti in
atteggiamenti naturali o impegnati in attività quotidiane. Acrobata e giovane equilibrista -
Famiglia di saltimbanchi con scimmia. Dolcissimo e tenero il dipinto Maternità uno dei più famosi
del periodo. L’atmosfera è di grande delicatezza grazie anche ai toni del rosa e dell’arancio del
centro del quadro e del verde e dell’azzurro dello sfondo.
Ragazzo con pipa, dello stesso periodo, testimonia il fascino che l’omosessualità e la devianza
esercitano sull’ambiente frequentato dall’artista. I colori sono vivaci e allegri ma il pallore del volto
del ragazzo insieme con la corona e la pipa danno alla figura un aspetto inquietante.
Oltre che al tema degli arlecchini e degli acrobati il periodo rosa è caratterizzato da un interesse
per il nudo: donne, bambini, fanciulli si materializzano sulla tela dando origine a dei veri capolavori.
L’attenzione per la plasticità dei corpi nudi gli deriva dalle sue costanti visite al Louvre e dai dipinti
di Renoir, Manet, Cezanne, Gauguin di cui sono continuamente organizzate, in quegli anni, delle
mostre retrospettive. I due fratelli - La toilette - Ragazzo col cavallo.
Il tema del nudo offre a Picasso l’occasione per una radicale ridefinizione dei codici figurativi del
corpo umano e l’elaborazione di un nuovo linguaggio stilistico lontano dalla tradizione artistica che
l’ha preceduto. In questo suo cambiamento gioca una parte importante il fascino esercitato dalla
produzione di arte oceanica e africana proveniente dalle colonie ed esposta presso il museo del
Trocadero, meta preferita dalla nuova generazione di artisti parigini.
Picasso e anche Matisse trovano, in queste manifestazioni di arte radicalmente estranea ai criteri
estetici di bellezza dell’arte occidentale, la conferma che è possibile elaborare un’espressione
artistica svincolata dai mezzi tradizionali di rappresentazione. Così il corpo umano subisce una
“geometrizzazione” sempre più marcata e la volumetria delle figure lascia posto ad un’essenziale
semplificazione propria dell’arte primitiva.
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Punti chiave di questo momento di transizione sono alcuni nudi femminili, il Ritratto di Geltrude
Stein (1906) un suo Autoritratto (1907) dove i volti e le forme subiscono una rivoluzionaria
evoluzione che ribalta i canoni estetici tradizionali.
Lo sviluppo di questa tendenza artistica si avrà con Les damoiselles d’Avignon, opera realizzata tra
il giugno e il luglio del 1907 dopo una lunga gestazione, documentata da decine di disegni, pitture,
bozzetti.
In questo dipinto manca un’unità di composizione, il colore è duro e ardito, le figure piatte senza
volume; ma le linee, gli angoli, la sovrapposizione contemporanea di più piani, sovvertendo i cardini
accademici della tradizione pittorica occidentale aprono la porta alla straordinaria stagione della
ricerca cubista. Le cinque figure di donne si trovano in tre spazi differenti: la prima appoggiata ad un
albero, le due centrali attorno ad un tavolo con della frutta, le altre due all’aperto.
Gli spazi compositivi si sovrappongono in una serie di piani solidi che mostrano le figure da
angolazioni diverse. La rappresentazione pertanto tiene conto non di quello che l’autore vede nel
momento in cui dipinge ma di tutto ciò che conosce e percepisce del soggetto che rappresenta. Lo
spazio in cui si muovono le figure non è più oggettivo e percepibile ma uno spazio soggettivo più
mentale che reale.
In questa svolta rivoluzionaria della pittura, Picasso viene molto presto raggiunto da un giovane
pittore “fauve” frequentatore assiduo del Bateau Lavoir e degli ambienti culturali che gravitano
Intorno a Montmartre: George Braque. Fondamentale per entrambi, e, per la ricerca cubista in
generale, la retrospettiva delle opere di Cezanne organizzata al Salon d’automne del 1907. In
contrasto con il colorismo impressionista, Cezanne pone la solidità delle figure e delle forme come
caratteristica principale della sua produzione pittorica.
I due artisti, uniti da sincera amicizia e stima reciproca, si dedicano inizialmente a ricercare la forma
essenziale degli oggetti riducendoli a solidi geometrici. In questa prima fase, chiamata dai critici
proto cubista, i due artisti esaminano soprattutto il corpo umano (Braque Il grande nudo - Picasso
La driade) i paesaggi (Braque L’Estaque - Picasso Fabbrica a Horta de Ebro) che ricordano i dipinti
di Cezanne, come le Grandi Bagnanti- e le varie versioni della montagna di Sainte Victoire.
I dipinti mantengono ancora la volumetria delle forme e una sorta di prospettiva che, però, non è la
tradizionale, rispettosa di un punto di fuga centrale, ma una prospettiva mentale basata sulla
conoscenza della realtà.
Da questo stimolante connubio, che durerà dal 1909 al 1914, nasce quella lunga stagione di lavoro
comune: del cubismo analitico chiamato così per l’analisi concentrata sul soggetto colto
simultaneamente da diversi punti di vista.
Per giungere all’essenzialità della realtà essa non viene rappresentata come è vista
dall’osservatore, ma come l’artista la conosce e la percepisce nella sua mente. Ciascun oggetto
viene scomposto in mille sfaccettature e poi ricomposto sulla tela in una visione piatta ma
globale. I ritratti rappresentano i volti in maniera radicalmente antitetica rispetto alla tradizione
classica. Ogni tratto distintivo della personalità è frammentato in una miriade di sfaccettature
indistinte. Contano solamente la visione dell’autore e l’organizzazione spaziale del quadro.
(Braque Il Portoghese - Picasso Torero - Ritratto di Ambroise Voillard).
I due artisti ben presto si rendono conto che, concentrandosi ad esaminare tutti gli aspetti della
visione, si mettono in evidenza i piani che delimitano i volumi ma si perde la visione globale della
forma rendendo difficile la sua identificazione. Nella moltiplicazione degli angoli di visuale dello
stesso oggetto, viene a mancare il punto di vista unico della prospettiva e si genera una sorta di
ermetismo descrittivo perché non si individua più a quale oggetto appartenga questo o quel piano

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di visione, e la visione stessa è resa ancora più oscura da un colore non colore che non aiuta a
distinguerne le forme.
Per ovviare alla difficoltà di lettura delle loro opere, Braque e Picasso introducono nei loro dipinti, a
partire dal 1911, particolari figurativi schematici destinati ad aiutare, attraverso un processo
“mentale”, l’identificazione dell’oggetto rappresentato. In un primo tempo inseriscono nei dipinti
soltanto lettere o parole che rimandano al contenuto del quadro (Picasso - Natura morta sul
pianoforte) e poi, imitazioni più o meno realistiche di particolari facenti riferimento agli oggetti
rappresentati (lettere per giornali, schematizzazioni delle venature del marmo o del legno per un
tavolo ecc). (Braque - Violino con brocca - Picasso: Bottiglia di Brass con clarinetto, Violino e asso
di fiori).
Man mano ci si rende conto che è molto più facile e realistico aggiungere dei pezzi di carta con le
caratteristiche dei diversi materiali. Questa tecnica del papiers-collès porterà pian piano
all’utilizzazione del collage cioè all’aggiunta sulla tela di materiali eterogenei, piccoli oggetti,
bottoni, pettini, veri e propri frammenti della realtà che riportano immediatamente l’oggetto
dipinto al reale contesto di appartenenza.
L’osservatore così è in grado di stabilire un nesso tra ciò che è riprodotto sulla tela e l’oggetto
proprio perché l’artista traccia le coordinate di riferimento tra il quadro e la realtà sensibile; inoltre
l’introduzione di materiali esterni alla pittura, creando delle sovrapposizioni, può essere di grande
aiuto alla variazione dei piani introducendo nuove superfici tattili. Si assiste così alla formazione di
uno spazio articolato dove avviene la visione contemporanea di più oggetti resi rintracciabili dai
materiali utilizzati. Questo procedimento deduttivo che porta alla realizzazione di un’idea del
concreto e reale partendo da una rappresentazione astratta viene definito “cubismo sintetico”. Nel
cubismo sintetico l’immagine diventa una sintesi concettuale degli attributi essenziali
dell’oggetto.
Nel 1914 lo scoppio della prima guerra mondiale scompagina il panorama pittorico parigino.
Braque si arruola come volontario e viene ferito gravemente. A guarigione avvenuta si ritirerà in
Normandia e seguirà nuovi filoni di pittura. Morirà nel 1963. Mentre cresce l’interesse per la pittura
cubista, Picasso vive un momento di isolamento e riflessione che lo porterà ad abbandonare la
sperimentazione per tornare ad una pittura di tipo tradizionale vicina alle immagini simboliste. Nel
1916 rafforza la sua amicizia con Jean Cocteau, conosciuto qualche anno prima a casa della Stein.
Cocteau lo convince a disegnare i costumi e le scenografie per il balletto Parade messo in scena
dalla compagnia itinerante di balletti Russi di Sergej Diaglilev. Per allestire il balletto si reca in Italia
e visita, con Cocteau, Milano, Venezia, Firenze, Roma Napoli e Pompei. Le suggestioni ricevute
dalle collezioni rinascimentali e dai reperti archeologici lo fanno orientare verso una sorta di
classicismo rivisitato alla maniera della pittura metafisica di De Chirico e Carrà che inizia a delinearsi
nel panorama pittorico Italiano.
Durante il soggiorno italiano, si innamora perdutamente di una ballerina della compagnia, Olga
Koklova che sposerà nel 1918. La sua produzione pittorica si alterna tra composizioni cubiste e
composizioni della più spiccata tradizione Rinascimentale. L’Italiana è una composizione cubista del
1917 a cui seguirà due anni più tardi una dello stesso titolo ma dal carattere decisamente opposto.
Nella seconda si intravedono qui i tratti caratteristici della fase neoclassica di Picasso:
l’ingigantimento della figura e la deformazione delle proporzioni.
In entrambi i dipinti sono chiari i riferimenti alle tradizioni popolari Italiane per i costumi con cui
ama ritrarre le due figure. Nel solco della ritrattistica tradizionale è realizzato Ritratto di Olga in
poltrona probabilmente ripreso secondo la moda del tempo da una fotografia, e più tardi nel 1924
Paulo vestito da Arlecchino, una rivisitazione familiare e dolcissima del suo nume tutelare quasi
volesse trasmettere al figlio i doni magici e il suo talento.
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Tornati a Parigi, i Picasso, si trasferiscono in un lussuoso appartamento e iniziano a frequentare
l’alta società e a partecipare ai più grandi avvenimenti artistici del tempo. La nascita del primo figlio,
Paulo, trasporta Picasso in una dimensione intima e domestica celebrata in bellissimi quadretti
familiari dove si caratterizza la nuova tendenza della sua pittura. Donna e bambino in riva al mare -
Maternità.
La svolta classicista oltre che rivalutare i valori plastici della tradizione pittorica italiana e francese,
aderisce perfettamente alla personalità di Picasso, che, stanco del cliché stilistico cubista,
sperimenta nuove strade che possano alimentare la sua linfa creativa.
Ma ogni cambiamento di stile non annulla mai gli stili precedenti anzi li fonde e li rinnova per cui
la sua pittura rimane sempre originale e unica. Nel Flauto di Pan, per esempio, le due figure, nella
densità dei volumi e la rappresentazione dei corpi, mostrano un equilibrio classico che rimanda
all’arte greca e alle pitture pompeiane, l’ambientazione, invece, è quella indefinita dei dipinti del
periodo blu e rosa e le forme dello sfondo hanno il taglio cubista.
Anche in Donne che corrono sulla spiaggia i canoni classici sono rivisitati in maniera del tutto
personale, le proporzioni stravolte attraverso deformazioni e ingrandimenti ma la
rappresentazione risulta vivace e armoniosa.
Nel 1925 col dipinto La Danza Picasso pone fine alla sua rivisitazione del classico e fa piazza pulita
dei canoni espressivi rivisitati fino adesso, compresi quelli cubisti. La staticità e l’armonia dei dipinti
precedenti vengono totalmente sconvolte dall’irrompere di un violento e inquietante dinamismo. A
questa ennesima svolta della sua pittura corrisponde un periodo di gravi tensioni familiari. Il
rapporto con Olga diventa sempre più aspro e difficile e porterà nel 1935, alla separazione. La sua
pittura, in questo periodo, diventa dura e aspra con forme mostruose rese più inquietanti da colori
violenti e contrastanti che mostrano l’attenzione dell’artista per i temi freudiani che circolano negli
ambienti letterari del tempo. La rappresentazione del corpo dell’uomo e della donna è portata alle
estreme conseguenze e perde ogni familiarità con la realtà. Il bacio - Grande nudo su poltrona
rossa.
Questa violenza espressiva si placa solo in seguito all’incontro con Marie-Thérèse Walter, una
dolcissima ragazza di appena 17 anni, che sarà presto la sua modella e la sua amante. I dipinti di
questo periodo suggeriscono pace e serenità attraverso i colori tenui, le linee morbide, le atmosfere
sognanti. La lettura - Il sogno.
Ma Marie-Thérèese viene plasmata dall’anziano maestro e diviene ben presto oggetto di un intenso
rapporto carnale privo di remore e di tabù e di conseguenza musa ispiratrice dell’iconografia di una
passione erotica rabbiosa e totalizzante ora aggressiva, Figure in riva al mare ora serena e invitante
Donna nuda distesa.
Olga, ormai, mal sopporta la presenza dalla nuova fiamma ed esprime il suo dissenso in modo
drastico e violento. Picasso, per un intero anno dal 1933 al 1934, vive un periodo di profondo
disagio che rielabora in una serie di immagini dai toni aspri e duri sulla Corrida. Sono incisioni,
disegni e dipinti che insistono sull’aspetto violento dell’evento, in particolare sullo sventramento
del cavallo da parte del toro e la morte del torero. Corrida: la morte del torero.
Nel 1935, i due si separano definitivamente.
Gli avvenimenti bellici sconvolgono l’animo dell’artista già provato dalla turbolenta situazione
familiare. Il 26 aprile 1937 gli aerei della legione Condor tedesca, con la connivenza del dittatore
Franco, bombardano a tappeto la cittadina basca di Guernica, uccidendo gran parte dell’inerme
popolazione, in particolare donne e bambini. Picasso risorge dalla sua latente neutralità esasperato
dalla tragedia che sta insanguinando la sua patria col dipinto Guernica, che costituisce un manifesto

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universale contro le atrocità della guerra e simbolo della lotta contro ogni tipo di dittatura
totalitaria.
E’una grande composizione (349,3 h x776,6 l) in bianco e nero realizzata in soli quattro giorni dopo
il terribile bombardamento e presentata nel giugno dello stesso anno nel padiglione spagnolo
nell’Esposizione internazionale di Parigi. Per esprimere con immagini fortemente incisive gli orrori
della guerra, Picasso utilizza forme essenziali dalla forte carica simbolica. Nel quadro convivono
l’invettiva e la pietà, il palpito della vita e l’immobilità della morte, la disperazione e la speranza con
un’intensità narrativa espressa solo attraverso una straordinaria e appassionata combinazione di
valori pittorici.
Gli anni tra il 1937 e il 1942 vedono accanto a Picasso la contemporanea presenza di due donne.
Egli ritrae più volte le due donne in maniera speculare quasi a voler sottolineare la
complementarietà del ruolo che esse rivestono nella sua vita sia sentimentale che artistica: Dora
rappresenta l’intelligenza e la complicità creativa e Marie Thérèse la dolcezza la remissività.
Picasso ha bisogno di entrambe per appagare i propri bisogni intellettuali, erotici e affettivi.
Alle volte ritrae le donne per esprimere il tragico dolore delle mogli e delle madri di fronte agli
stermini della guerra Donna piangente e La Supplice entrambe rielaborazione delle tragiche figure
di Guernica.
Durante il secondo conflitto mondiale Picasso non si rende protagonista di nessuna presa di
posizione pubblica ma il lavoro di questi anni porta con se il rifiuto per la politica del fascismo e del
nazismo. Egli partecipa attivamente all’allestimento di spettacoli teatrali ed anima con la sua
presenza i circoli letterari più progressisti.
Nel 44 aderisce al partito comunista mantenendo però una posizione critica rispetto all’ideologia
di cui intravede l’impronta totalitaria. Finita la guerra, ricco, famoso, idolatrato dalle donne e dai
galleristi, si ritira sulla Costa Azzurra dove incontra Françoise Gilot, una giovane pittrice francese
che gli darà due figli. La nuova paternità e l’amore di Françoise gli restituiscono la gioia di vivere. La
drammatica intensità delle opere precedenti lascia spazio a composizioni dal carattere bucolico
popolate da fauni e creature fantastiche che esprimono la ritrovata serenità familiare e l’ennesima
rinascita del suo talento creativo. La gioia di Vivere - Pastorale - Bambino che gioca col camion. A
guerra finita, l’impegno per la pace diventa una costante dei suoi dipinti e della sua vita.
Il Disegno di una colomba da lui eseguito, viene utilizzato per il cartellone del Congresso Mondiale
della Pace organizzato a Parigi nel 1949. Egli chiamerà Paloma la bambina che nascerà l’anno dopo
e ci lascerà quasi come testamento centinaia di schizzi di colombe simbolo dell’anelito di pace
dell’intera umanità.
Françoise gli resterà accanto fino al 1953, quando, stanca dei suoi continui e plateali tradimenti, lo
abbandonerà portando via i bambini. L’ombra.
Dopo Françoise Gilot egli si unirà a Jaqueline Roque che sposerà nel 1961.
La creatività di Picasso, prorompente fino agli ultimi giorni di vita, subirà come un ripensamento e
ritornerà alle radici dell’arte moderna rivisitando le opere dei grandi del passato. Déjeuner sur
l’erbe - Las Meninas. Esegue anche ritratti e dipinti sempre saturi di una prorompente carica
erotica. Il Pittore e la modella - Il bacio.
Morirà a Mougins in Provenza nel 1973 all’età di 93 anni lasciando un patrimonio immenso di
pitture sculture incisioni ceramiche come nessun altro artista nella storia dell’arte mondiale.

A cura di Giuseppina Roberto Indovina


Cinisello Balsamo, 24 aprile 2018
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