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Costo: risorsa sacrificata per conseguire uno specifico obiettivo aziendale.

Esso è misurato con il


valore monetario necessario per acquistare la risorsa.

Esistono diverse classificazioni dei costi:

1. COSTI VARIABILI/FISSI

2. COSTI DI PRODOTTO/PERIODO

3. COSTI DIRETTI/ INDIRETTI

Costi variabili/ fissi

Un costo aziendale si dice variabile se esso varia al variare del volume produttivo. Per poter attuare
una distinzione tra costi fissi/variabili occorre quindi definire:

1) orizzonte temporale di riferimento

2) volume operativo

ESEMPIO:

Costo fisso: affitto fabbricato

Costo variabile: costo materie prime

Costi diretti/indiretti

Una voce di costo si dice diretta se è possibile individuare in modo univoco il suo legame ad un
determinato prodotto/processo produttivo.

Tutti i costi che non sono diretti vengono chiamati OVERHEAD.

La presenza di overhead (costi indiretti) comporta un problema di allocazione dei costi nel caso in
cui dobbiamo associarli ad un prodotto !!

Costi di prodotto/periodo

Costi di prodotto: valore delle risorse utilizzate per la realizzazione di un determinato prodotto/
servizio

Costi di periodo: valore delle risorse impiegate in attività non associabili alla realizzazione di un
prodotto/servizio secondo un nesso di causalità (ovvero non direttamente associabili alle operazioni
di trasformazione fisica dell’input in output), ma sostenuti per il funzionamento complessivo
dell’azienda

Costi di prodotto:

lavoro diretto LD

OVERHEAD
Di produzione orti

costi Arministrativi
Costi di periodo:
spese generali

spese DI VENDITA

spese Discrezionali PUBBLICITA

Costi inventariabili/non inventariabili

La distinzione tra costi di prodotto e costi di periodo è fondamentale per la valorizzazione delle
scorte.

Infatti, i costi di prodotto (anche detti costi inventariabili) vengono “incorporati” nel valore delle
scorte, e quindi vanno a costituire il “valore” del magazzino di una impresa!!

Al contrario i costi di periodo sono anche detti NON inventariabili, ovvero non contribuiscono a
determinare il “valore” del magazzino.

Ammortamento

L’ammortamento riguarda il costo annuo di un bene avente utilità pluriennale.

Per determinare l’ammortamento da associare ad un bene è necessario determinare

– il costo del bene

– la vita utile del bene, ovvero la stima del periodo (anni) in cui il bene sarà utilizzato dall’impresa

Costo del Bene


Ammortamento =

VITA UTILE

Costo pieno industriale

Quando ci viene chiesto di stabilire “quanto costi realizzare un prodotto” il parametro che vogliamo
calcolare sarà il CPI (costo pieno industriale).

In generale la totalità dei costi aziendale può essere schematizzata nel seguente modo:

1) Costo primo= MD + LD

2) Costi di conversione= LD+ OVH= CC

3) Costo pieno industriale CPI= CC+ MD

4) Costo pieno aziendale CPA= CPI+ costi di periodo

Il calcolo dei costi pieni di prodotto presenta come unica difficoltà il fatto di dover determinare la
quantità dei costi indiretti da associare ad ogni prodotto !!

Dobbiamo quindi introdurre dei criteri di allocazione dei costi indiretti !!

Product costing

Esso consiste nelle tecniche di allocazione dei costi ai prodotti/servizi aziendali. I metodi di product
costing si differenziano in base alla modalità di attribuzione dei costi indiretti, che può essere:

1) Proporzionale : si allocano al singolo prodotto/servizio delle quote di costi indiretti in modo


proporzionale al consumo di una determinata risorsa, detta base di allocazione, da parte di quel
prodotto

2) Causale : si allocano al singolo prodotto/servizio le voci di costo relative alle risorse indirette
specificamente consumate da quel prodotto/servizio

In particolare noi utilizzeremo due metodi di product costing:

1) JOB ORDER COSTING ( metodo proporzionale)

2) ACTIVITY BASED COSTING ( metodo causale)

JOB ORDER COSTING

Utilizzato in organizzazioni il cui output (in termini di prodotti) è chiaramente quantificabile in termini
di unità/lotti.

Il job order record rappresenta il documento fondamentale del JOC.

In esso vengono registrate tutte le voci di costo associabili al job durante la sua lavorazione (nel
momento in cui tali costi sono sostenuti).

Le voci relative ai costi diretti (MD e LD) vengono “caricate” sui job order record in tempo reale e
sono quindi disponibili e direttamente (e univocamente) associate al lotto/prodotto

L’allocazione dei costi indiretti passa invece attraverso tre fasi:

1. Individuazione e computo delle voci di costo indiretto (overhead) da allocare

2. scelta della base di allocazione (indicatore del consumo delle risorse)

3. allocazione degli overhead ai diversi lotti/prodotti

il coefficiente di allocazione k viene cacciato

Herognirepartoproduttivo nelseguente modo µ Base Oratotali


diallocazionetotale

perassegnare ai diversi lotti la loro parte di orti Bisogna sfruttare

Questa relazione orti k ba consumo nellabase

aavocazione daparte
nelprorotto iesimo

ACTIVITY BASED COSTING

Questo metodo di product costing nasce per colmare un grave problema dovuto all’applicazione del
JOC in realtà produttive in cui sono presenti prodotti in piccole quantità ma che sono il risultato di
un processo produttivo complesso.

L’ABC è generalmente utilizzato in realtà produttive con:

– elevata incidenza dei costi indiretti sul totale dei costi di produzione

– struttura di costi indiretti complessa (molteplicità di determinanti/driver di costo)

Si basa sull’idea che i prodotti “consumino attività” e che queste ultime assorbono risorse (costi).

Questo metodo assume che la complessità sia la principale determinante del costo !!

Passi logici:

1. Identificare le attività che determinano/causano il consumo delle risorse e il loro peso relativo (in
termini di consumo)

2. Calcolare i costi delle attività sulla base del rispettivo consumo di risorse (attribuendo/allocando i
costi delle risorse tramite opportuni resource driver)

3. Identificare gli activity driver per ciascuna attività, ossia le grandezze che spiegano l’utilizzo di
ciascuna attività da parte dei prodotti

4. Allocare i costi delle attività ai prodotti tramite gli activity driver identificati

JOC vs. ABC

PRODOTTI/SERVIZI

PRODOTTI/SERVIZI

Activity

Drivers Necessitano di

generano

ATTIVITA

richiedono

COSTI Resource
Drivers

RISORSE

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Esercizio

L Impresa SPACE tili a n macchinario prod tti o per la reali a ione di d e

prodotti: valvole tradizionali, prodotte su vasta scala (90 unità), e valvole

innovative, prodotte su scala minore (10 unità).

Il tempo di funzionamento del macchinario produttivo richiesto per la

realizzazione di una valvola è il medesimo per la tipologia tradizionale ed

innovativa, ed è pari a 1 minuto/u.

In 120 min ti, nel reparto prod tti o dell impresa engono effett ate le

seguenti operazioni:

Produzione di 90 unità di valvole tradizionali (90 minuti);

Riattrezzaggio e preparazione della macchina (10 minuti);

Produzione di 10 unità di valvole innovative (10 minuti);

Riattrezzaggio e preparazione della macchina (10 minuti);

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Esercizio

L ammortamento del macchinario, per i 120 min ti considerati, pari a 1.200 .

Si vuole calcolare il costo pieno industriale delle valvole realizzate nei 120

min ti considerati, s pponendo che l nico costo da allocare sia rappresentato

dall ammortamento del macchinario.

Aiutare il management della SPACE ad effettuare questa valutazione, utilizzando

sia il metodo del JOC che l ABC.

Commentare quindi le differenze tra i valori ottenuti.

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Esercizio: soluzione..

JOC

JOC_T = (1.200/100)*90 = 1080 euro Costo da allocare

JOC_I = (1.200/100)*10 = 120 euro


(Ammortamento) = 1.200

1min sia per unità


ABC

tradizionali (T) sia per

Identificare le attività: Produzione e Riattrezzaggio/Preparazione quelle innovative (I)

Determinare il costo di ciascuna attività sulla base del rispettivo consumo di risorse

Produzione: (1200/120)*100 = 1000

Riattrezzaggio: (1200/120)*20 = 200

Iden ificare i dri er che spiegano l ili o delle a i i da par e dei di ersi prodo i
Produzione numero valvole = 90 + 10 = 100

Riattrezzaggio tempo impiegato (uguale in entrambi i casi)

Allocare i costi delle attività ai prodotti in base ai driver identificati

Produzione: 1000/100 = 10

Valvole Tradizionali = 10*90 = 900

Valvole Innovative = 10*10 = 100

Riattrezzaggio: 200/2 = 100

Calcolo Costo Pieno Industriale

Va Ta a = 900 + 100 = 1000 ( 11,11 a )

Va I a = 100 + 100 = 200 ( 20 a )

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BILANCIO D’ESERCIZIO

Il bilancio d’esercizio serve a sintetizzare tutte le operazioni di gestione condotte dall’impresa nel
corso di un dato periodo temporale. Tutte le informazioni riportate nel bilancio sono tradotte in
termini monetari.

La scrittura del bilancio si fonda sui principi contabili, che costituiscono i fondamenti e le regole di
carattere generale (linee guida) cui devono uniformarsi i principi contabili applicati alle singole voci
di bilancio.

Uno dei principi contabili che maggiormente ci interessa è la competenza economica la quale
rappresenta il principio base per la contabilizzazione delle operazioni di gestione aziendale.

Esso implica che: l’effetto delle operazioni e degli altri eventi deve essere rilevato contabilmente ed
attribuito all’esercizio al quale tali operazioni ed eventi si riferiscono e non a quello in cui si
concretizzano i relativi movimenti finanziari (incassi e pagamenti).

I documenti che compongono un bilancio d’esercizio sono i seguenti:

1) Stato patrimoniale

2) Conto economico

3) Rendiconto finanziario

4) Nota integrativa

5) Prospetto delle variazioni di patrimonio netto

Stato patrimoniale

Il Passivo di Stato Patrimoniale riporta il valore dei diritti vantati sulle risorse dell’impresa
(obbligazioni dell’impresa verso terzi)

Tali diritti sono classificati per natura in:

• Mezzi propri (o patrimonio netto) →diritti degli azionisti dell’impresa

• Mezzi di terzi (debiti..) →diritti degli stakeholder

I mezzi di terzi vengono distinti poi in base alla loro “fruibilità temporale” con riferimento al ciclo
operativo dell’impresa.

INDICATORI DI BILANCIO ( teoria + metodi svolgimento esame )

Gli indicatori di bilancio sono costruiti per valutare - attraverso misure che “sintetizzano” e
“aggregano” le voci di bilancio - se l’impresa soddisfa queste condizioni:

• Equilibrio economico

• Equilibrio finanziario

La valutazione dei due equilibri avviene attraverso un insieme di indicatori:

• indici di redditività

per la verifica dell’equilibrio economico

• indici di liquidità

per la verifica dell’equilibrio finanziario

L’analisi degli indicatori - per essere significativa - non può mai riferirsi ad un unico periodo e ad
unica impresa.

Non esistono, infatti, valori soglia assoluti per valutare l’equilibrio dell’impresa.

Indici di redditività

Indici di redditività di secondo

Roe Utilenetto d'esercizio livello

PATRIMONIO NETTO

ROI utile operativo pag Rot utile operativo RICAVI

CAPITALE INVESTITO RICAVI PATRIMONIO NETTO

ONERI proventi FINANZIARI

Mezzi di terzi

utilenetto d'esercizio

s
utile ante imposte e gestione

straordinaria

MT MEZZI DI TERZI

E PATRIMONIO NETTO

Rapporto di leva

Il legame esistente fra i vari indicatori viene chiamata leva finanziaria:

Roi r
the

ROI s
ROE

ESERCIZIO 2

STATO PATRIMONIALE ATTIVO 31/12/2018 31/12/2017

B) IMMOBILIZZAZIONI
I - Immobilizzazioni immateriali

Costi di impianto e di ampliamento 220.000 520.000

Costi di ricerca, di sviluppo e di pubblicità 450.000 354.740


Diritti di brevetto industriale e diritti di utilizzazione delle opere dell'ingegno 145.040 125.306

Concessioni, licenze, marchi e diritti simili


Totale immobilizzazioni immateriali (I)
14.624
829.664
12.651
1.012.696

II - Immobilizzazioni materiali
Impianti e macchinario 20.000 211.500

Altri beni 24.000 73.150

Totale immobilizzazioni materiali (II)


C) ATTIVO CIRCOLANTE
44.000 284.650

Crediti
1) Verso clienti

Esigibili entro l'esercizio successivo 54.665 621.012

Esigibili entro l'esercizio successivo 6.815 75.352


Totale crediti 61.480 696.364

Disponibilità liquide
Depositi bancari e postali 25.000 30.500

Denaro e valori in cassa 14.371.446 11.681.267

Totale disponibilità liquide 14.396.446 11.711.767


TOTALE ATTIVO 15.331.590 13.705.477

STATO PATRIMONIALE PASSIVO


A) PATRIMONIO NETTO
31/12/2018 31/12/2017

I - Capitale 5.925.640 5.122.550


II - Riserva da soprapprezzo delle azioni 714.050 617.277

III - Riserve di rivalutazione 1.000 1.000

IV - Riserva legale
V - Riserve statutarie
133.123
66.662
143.732
71.966

VI - Riserva per azioni proprie in portafoglio


Utile (perdita) dell'esercizio
1.398
520.352
1.509
1.409.365

Totale patrimonio netto (A) 7.362.224 7.367.399


B) FONDI PER RISCHI E ONERI

1) Per trattamento di quiescenza e obblighi simili 31.218 67.607

2) Per imposte, anche differite 5.848 15.840


3) Altri 1.400 1.500

Totale fondi per rischi e oneri (B) 38.466 84.947

D) DEBITI
4) Debiti verso banche

Esigibili entro l'esercizio successivo


Esigibili oltre l'esercizio successivo
28.936
12.313
74.849
55.444

Totale debiti verso banche (4) 41.249 130.293

5) Debiti verso altri finanziatori - -


Esigibili entro l'esercizio successivo 360.006 264.028

Esigibili oltre l'esercizio successivo 813.212 596.367

Totale debiti verso altri finanziatori (5) 1.173.218 860.395

7) Debiti verso fornitori


Esigibili entro l'esercizio successivo 3.000.000 2.200.000

Totale debiti verso fornitori (7) 3.000.000 2.200.000

9) Debiti verso imprese controllate


Esigibili entro l'esercizio successivo 156.156 156.155

Esigibili oltre l'esercizio successivo - -

Totale debiti verso imprese controllate (9) 156.156 156.155


12) Debiti tributari

Esigibili entro l'esercizio successivo 6.608 17.710

Totale debiti tributari (12) 6.608 17.710

13) Debiti verso istituti di previdenza e di sicurezza sociale


Esigibili entro l'esercizio successivo 4.789 13.138

Totale debiti verso istituti di previdenza e di sicurezza sociale (13) 4.789 13.138

14) Altri debiti

Esigibili entro l'esercizio successivo


Totale altri debiti (14)
3.548.880
3.548.880
2.875.440
2.875.440

Totale debiti (D)


TOTALE PASSIVO
7.930.900
15.331.590
6.253.131
13.705.477

CONTO ECONOMICO 31/12/2018 31/12/2017

A) VALORE DELLA PRODUZIONE


1) Ricavi delle vendite e delle prestazioni 4.600.000 5.575.210

4) Incrementi di immobilizzazioni per lavori interni - 100.000

Totale valore della produzione (A)


B) COSTI DELLA PRODUZIONE:
4.600.000 5.675.210

6) Per materie prime, sussidiarie, di consumo e merci 2.000.000 1.345.040

7) Per servizi
8) Per godimento di beni di terzi
828.025
271.592
908.059
288.763

9) Per il personale:

a) Salari e stipendi
b) Oneri sociali
254.435
30.532
545.790
70.341

c) Trattamento di fine rapporto 27.214 58.659

e) Altri costi
Totale costi per il personale (9)
-
312.182
1.279
676.069

10) Ammortamenti e svalutazioni:

a) Ammortamento delle immobilizzazioni immateriali


b) Ammortamento delle immobilizzazioni materiali
41.483
4.400
50.635
28.465

d) Svalutazione crediti attivo circolante e disponibilità liquide 1.230 13.927

Totale ammortamenti e svalutazioni (10)


12) Accantonamenti per rischi
47.113
480.000
93.027
580.971

14) Oneri diversi di gestione 9.600 11.619

Totale costi della produzione (B)


C) PROVENTI E ONERI FINANZIARI:
3.948.512 3.903.548

16) Altri proventi finanziari:

b) Da titoli iscritti nelle immobilizzazioni che non costituiscono partecipazioni


c) Da titoli iscritti nell'attivo circolante che non costituiscono partecipazioni
5.000
75
5.000
-

d) Proventi diversi dai precedenti 425 350

Totale altri proventi finanziari (16)


17) Interessi e altri oneri finanziari
5.500
-
5.350
-

A imprese controllate 1.000 1.500

Altri
Totale interessi e altri oneri finanziari (17)
14.112
15.112
14.144
15.644

Totale proventi e oneri finanziari (C) (16-17) - 9.612 - 10.294

E) PROVENTI E ONERI STRAORDINARI:


20) Proventi - -

Altri 10.000 -

Totale proventi (20)


21) Oneri
10.000 -

Altri 1.562 -

Totale oneri (21)


Totale delle partite straordinarie (E) (20-21)
1.562
8.438
-
-

RISULTATO PRIMA DELLE IMPOSTE (A-B+-C+-D+-E)

22) Imposte sul reddito dell'esercizio, correnti, differite e anticipate - -


Imposte correnti 122.896 332.863

Imposte anticipate 6.145 16.643


Imposte differite 922 2.496

Totale imposte sul reddito dell'esercizio (22) 129.963 352.003

23) UTILE (PERDITA) D'ESERCIZIO 520.352 1.409.365

Utilizzando i prospetti di CE e SP sopra riportati, calcolate i seguenti indici di bilancio. Per ogni indice indicate:
(i) la formula utilizzata (ii) il valore dell’indice per ciascuno dei due anni. I risultati devono essere indicati con due

cifre decimali.

ROE, ROI, D/E, r, s, ROS, ROT, Leva finanziaria


Individuazione termini utili al calcolo degli indici di bilancio

I termini che ci interessano sono i seguenti:


1) patrimonio netto

2) utile netto d’esercizio


3) utile operativo

4) capitale investito

5) oneri e proventi di natura finanziaria


6) ricavi

7) utile ante imposte e gestione straordinaria


8) mezzi di terzi

Patrimonio netto:

Lo si può ricavare guardando direttamente il passivo dello stato patrimoniale

Utile netto (perdita) d’esercizio:

Lo si trova alla fine del conto economico

Utile operativo:

Corrisponde alla differenza tra ( totale valore della produzione ) - ( totale costi della produzione)

Possiamo trovare questi due elementi all’interno del conto economico.

Capitale investito:

Coincide con il totale dell’attivo dello stato patrimoniale

Mezzi di terzi:

Individuabili tramite il passivo dello stato patrimoniale ( ricordare la differenza tra mezzi propri, cioè
diritti vantati dagli azionisti, e mezzi di terzi !! )

Oneri e proventi finanziari:

Sono facilmente individuabili all’interno del conto economico

Ricavi:

Coincidono con il valore della produzione individuabile nel conto economico.

INVESTIMENTI

Un progetto di investimenti aziendale ha le seguenti caratteristiche:

• impatto temporale di lungo periodo

• Effetto economico significativo

• Difficile reversibilità

L’elemento fondamentale che ci permette di valutare un investimento é il NCF(t). Esso rappresenta


la differenza tra i flussi di cassa in ingresso e in uscita in un dato anno t.

In generale possiamo dire che il tempo possieda un valore intrinseco che dobbiamo essere in grado
di valutare correttamente. ( bisogna saper considerare il tasso di inflazione e di rischiosità degli
investimenti) !!

Per tenere in considerazione il tempo, é necessario introdurre una funzione di equivalenza che renda
indifferenti per l’impresa i flussi di cassa che si manifestano in istanti temporali differenti !

Per fare ciò possiamo sottostare a diverse ipotesi:

• Rischiosità investimento nulla

sotto questa approssimazione si introduce il tasso di interesse risk free.

Per calcolare quindi il valore attuale di un ammontare di cassa futuro possiamo scrivere che

Xt t no anni

Xo i tasso di interesse riskFree

i i it

Operazione di attualizzazione di flussi di

cassa futuri

Rilasciando gradualmente l’ipotesi iniziale, si sostituirà al coefficiente i un nuovo parametro K che


terrà conto anche dei tassi di inflazione e della rischiosità dell’investimento.

Una definita l’operazione di attualizzazione è possibile calcolare il valore attuale netto del progetto
di investimento per l’impresa come:

NET NLFHI
NPV

Present value t.no ltk1t


Nella pratica andremo a dividere l’orizzonte temporale in due parti poiché risulta impossibile
valutare correttamente gli effetti di un investimento dopo molti anni dal suo inizio.

VALORE TERMINALE

tiene CONTO DELLO

SVILUPPO A l a

I d
orizzonte DI

pianificazione 1 costi dismissione impianto usato

AI FINI DELL'investimento
Come si usa il criterio del NPV?
2 prezzo di vendita all'anno T

Dell'impianto
Se NPV > 0:

• all’impresa conviene intraprendere il progetto di investimento

Se NPV = 0:

• per l’impresa è indifferente intraprendere o meno il progetto di investimento

Se NPV < 0:

• all’impresa non conviene intraprendere il progetto di investimento

Componenti dell’NPV

Per valutare i costi/ricavi esistono due logiche diverse:

1) logica finanziaria

Si considerano nei costi/ricavi solo ciò che è associato ad un’uscita/entrata di cassa per l’impresa

FF(t) = Ricavi (t) – Costi (t)

I (t): Investimento nell’anno t

NCF (t) = FF (t) – I (t)

2) logica incrementale ( differenziale )

• si considerano solamente i ricavi e i costi differenziali generati dal progetto di investimento, ossia i
ricavi e i costi che l’impresa avrebbe se decidesse di effettuare l’investimento, ma che non
avrebbe se non lo effettuasse (costi evitabili)

• Attenzione alla definizione del caso base (es: il caso in cui non viene effettuato alcun investimento
oppure si confrontano più progetti di investimento)

• attenzione a considerare adeguatamente i costi affondati (irrecuperabili)

Le componenti de NPV (4/5)

Come viene finanziato un progetto di investimento?

Capitale de e a (Mezzi Propri) + Capitale e a

e da banche o istituti di credito (Mezzi di Terzi)

Coloro che vantano i diritti di proprietà sul capitale de e a (soci

o azionisti) richiedono una remunerazione annua sul capitale pari a kE

Le banche o istituti di credito chiedono a c e una remunerazione

annua sul capitale che forniscono a e pari invece a KD

Economia ed Organizzazione Aziendale 18


Le componenti de NPV (5/5)

E / E+D a e e a a % de e b ece a e ea a e e d e e

finanziata con ca a e

D / E+D a e e a a % de e b ece a e ea a e e d

investimento finanziata con ca a e e a e

L e a c ede rendimento minimo sul capitale complessivamente investito nel

progetto che tiene conto sia di k che di k e che verrà quindi utilizzato come tasso di
E D

attualizzazione dei NCF (t). Ad esempio:

Ioni nettiditerzi

k= Oh
E
k + E
D
k D

E+D E+D

Questo tasso è anche detto WACC Weighted Average Cost of Capital (Costo Medio

P de a de Ca a e) de ea

Economia ed Organizzazione Aziendale 19


Il PBT e l’Internal rate of return sono altre due

Il Pay Back Time (PBT) metodologie valutative relative alla bontà di un


investimento !!

I PBT de a a d a da: Q a e ece a a ea e

e a e de de a c e a e e e ?

Ipotesi semplificative:

I(0) 0 e I( ) = 0, e 0

FF (0) = FF(0) I(0), per t = 0

FF ( ) = FF( ), e 0 < < T

FF (T) = FF(T) + V(T), e =T

È possibile costruire la funzione di payback:

t
FF ' ( j )

PB (t ) =

j =0 (1 + k )^ j

Economia ed Organizzazione Aziendale 28


La funzione di payback

Se PBT > t cut off, a ea c e e a e de e e e

Se PBT = t cut off, e ea d ffe e e a e de e e e

Se PBT < t cut off, a eac e e a e de e e e

Economia ed Organizzazione Aziendale 29


L Internal Rate of Return

Introduciamo le medesime ipotesi semplificative descritte parlando della funzione

di pay-back:

I(0) 0 e I( ) = 0, e 0

FF (0) = FF(0) I(0), per t = 0

FF ( ) = FF( ), e 0 < < T

FF (T) = FF(T) + V(T), e = T

È possibile esprimere il NPV come funzione del tasso di attualizzazione k che in

questo caso diventa una incognita x:

FF (t ) V (T )

NPV ( x) = I (0) +

(1 + x)^ t
t =0 (1 + x)^ t

Economia ed Organizzazione Aziendale 30


L Internal Rate of Return

Il tasso di attualizzazione che annulla il valore de NPV viene detto Internal

Rate of Return (IRR) o Tasso Interno di Rendimento (TIR) del progetto

Economia ed Organizzazione Aziendale 31


L Internal Rate of Return

Se IRR > k (c de ca a e de e a):

è conveniente intraprendere il progetto di investimento

Se IRR = k:

e ea d ffe e e a e de e e d e e

Se IRR < k:

e ea c e e e a e de e e d e e

L IRR è quindi un indicatore relativo, che esprime il rendimento annuo

intrinseco di un progetto di investimento, facilmente confrontabile con il

rendimento di altri investimenti alternativi

Economia ed Organizzazione Aziendale 32


DECISIONI AZIENDALI DI BREVE PERIODO

Sono decisioni che non modificano radicalmente la strategia di lungo periodo dell’azienda, la sua
struttura e le risorse utilizzate/a disposizione.

Le decisioni di breve periodo sono articolabili tramite le seguenti domande:

1) il bene prodotto è profittevole?

2) qual è la minima quantità da produrre per pareggiare i costi variabili? E per pareggiare i costi
totali?
analisi Breakevenpoint
3) nel caso di più beni prodotti, qual è il mix di produzione più profittevole?

4) in base ai vincoli esterni/interni quali beni ci conviene produrre e in che quantità?

5) conviene produrre internamente il bene o acquistarlo dall’esterno?


Maker BUY

Ricordiamo la differenza tra costi fissi e variabili:


grande impatto sulle
• fissi: il loro valore non dipende dal volume di produzione
decisioni di BREVE PERIODO
• Variabili

Ai fini dello studio delle decisioni di breve periodo è bene anche effettuare la seguente divisione dei
costi:

• costi evitabili: sono costi strettamente influenzati dalla decisione


es materiali diretti
• Costi non evitabili ( es: costi indiretti fissi )
lavoro IIII
diretto i

MODELLO BREAK-EVEN:

serve per individuare il volume minimo di produzione che consenta ad un’azienda di coprire i costi !

Ipotesi monoprodotto:

NON RICAVI

costi p Q Cf cin Q P Lun Q CF


margine operativo netto

margine di contribuzione unitario


BEP non 0 Q CF

P cin non P Chu

Contesto multiprodotto

CF Nil tergernotafffeo Il mix del

Quite

2 Nil Muli Mcneil Mln nel prodotto i

unavolta calcolato Qnt si trovano le quantità di m Dep

sfruttando le percentuali Hi

Modelli di supporto

• Break-Even: individuare il volume minimo di produzione che consente ad

una azienda di cop i e i costi

• Scelta Mix Ottimale di Produzione: individuare, dati dei vincoli produttivi,

il piano di produzione che massimizza il profitto di una impresa con più

linee produttive

• Analisi della Contribuzione: individuare la redditività delle diverse linee

produttive

• Analisi Make or Buy: stabilire se sia più conveniente produrre

internamente o acquistare dall e e no

Economia ed Organizzazione Aziendale 11


Margine di Contribuzione

• Una parte dei ricavi deve essere tale da coprire i costi variabili di produzione

• Il margine che residua è detto margine di contribuzione

• Se il MC è tale da coprire anche i costi fissi allora è stato raggiunto il volume

di pareggio

• Ulteriori unità di margine di contribuzione determinano i profitti.. Generazione

di reddito per l imp e a una volta che tutti i costi (fissi e variabili) sono coperti

• (E possibile esprimere il volume di pareggio anche in termini di ricavi

moltiplicando per il prezzo di vendita)

Economia ed Organizzazione Aziendale 15


Margine di Contribuzione del Prodotto Equivalente

• Imprese con più linee produttive

• HP: sono note le quantità vendute (mix delle vendite)

• MC è dato dalla media ponderata, per le quantità vendute, dei

margini di contribuzione dei singoli prodotti

Economia ed Organizzazione Aziendale 16


Mix Ottimo di Produzione

• L a ienda desidererebbe massimizzare il Margine di Contribuzione ..

• Ma ha dei vincoli di capacità produttiva, è soggetta a condizioni di mercato ..

𝒙 𝒙 * = 1 .. N

𝑵 𝒊 𝒊𝒊
𝑵

𝒎𝒂𝒙 𝒙𝒊 ∗ 𝒑𝒊 𝒄𝒆𝒊 𝒙𝒊 ∗ 𝒕𝒊𝒋 𝑻𝒋 𝒋 𝟏 . . 𝑴

𝒊 𝟏
𝒊 𝟏

• L imp e a può scegliere tra N prodotti che utilizzano M distinte risorse

• x , p e ce rappresentano rispettivamente la quantità prodotta, il prezzo


i i i

unitario e il costo evitabile unitario del prodotto i-esimo

• Vincoli: quantità prodotta non supera la domanda (x*) e, per ciascuna risorsa

j‐esima, la quantità complessivamente richiesta (ricavata a partire dal consumo

unitario della risorsa, tij) non supera la capacità disponibile (Tj)

Economia ed Organizzazione Aziendale 17


Mix Ottimo di Produzione

Se esiste sia un vincolo interno di capacità produttiva sia un vincolo esterno sui

singoli volumi di produzione (tipicamente derivante da un vincolo di domanda)

si procede per step successivi, prima puntando sul prodotto a massimo margine

di contribuzione per risorsa scarsa (per tener conto del vincolo interno) e

producendone sino al soddisfacimento della domanda (per tener conto del

vincolo esterno), e poi gli altri prodotti

Economia ed Organizzazione Aziendale 18


Make or Buy

Fondamentale distinguere i costi e i ricavi differenziali tra alternative

mutualmente esclusive

Differenziale voce di costo o ricavo che, esaminata in relazione ad una

determinata ipotesi, risulta differente rispetto ad n ipo e i alternativa

In una decisione di Make or Buy, l al e na i a Buy (così come la scelta fra fornitori

diversi) deve quindi essere effettuata in base al costo complessivo generato

dall outsourcing (es, tener in considerazione qualità, tempistiche del servizio, ..) e

non solo in base al prezzo d acq i o (es, costo totale del possesso)

Economia ed Organizzazione Aziendale 19


Analisi Alternative

Con l’analisi di alternative si vuole valutare quale prodotto è più

conveniente

La valutazione di alternative è fatta in termini differenziali

I parametri di riferimento sono: costi e ricavi incrementali MON

L’alternativa scelta è quella con MON più elevato

Economia ed Organizzazione Aziendale 20


Analisi Alternative

Le fasi per valutare le alternative sono le seguenti:

• Identificazione delle alternative

• Identificazione dell’alternativa di riferimento caso base

• Identificazione dei costi evitabili

• Calcolo del MON (in termini differenziali!)

Economia ed Organizzazione Aziendale 21


BUSINESS PLAN

Esso serve ad individuare gli obiettivi di medio periodo ( 3-5 anni ). Ha valenza sia interna
( assegnazione responsabilità ) che valenza esterna ( presentazione obiettivi a terzi ).

Viene generalmente diviso in piani per singole aree funzionali dell’azienda, in cui si delineano le
attività e i risultati attesi dal progetto imprenditoriale.

• Piano delle vendite: ha come obiettivo quello di definire le potenzialità del/i mercato/i di
riferimento del/i prodotto/i o dei servizi che l’azienda intende offrire e come intercettare e
promuovere tali vendite

• Piano della produzione: ha come obiettivo quello di descrivere i quantitativi e le modalità di


produzione del mix di beni e servizi che si intendono offrire.

• Piano degli investimenti

• Piano finanziario

Budget

Il budget è un programma di azione espresso in termini monetari che copre un predefinito arco
temporale, solitamente pari a un esercizio.

È importante capire che il budget non è una previsione del futuro basata esclusivamente su dati
storici !

Il budget si propone di identificare un piano d’azione, specificando:

• obiettivi

• Tempistica

• Risorse

L’attività di budgeting ( cioè, come già detto, la definizione di un piano d’azione ) viene svolta
tramite la redazione del MASTER BUDGET !

Master budget

Si tratta di un documento di programmazione di natura amministrativo-contabile in cui vengono


presentati e analizzati i risultati economico-finanziari che l’azienda intende conseguire in un periodo
breve di tempo generalmente pari a un esercizio.

L’attività di pianificazione aziendale si organizza quindi nel seguente modo:

1) identificazione degli obiettivi:

Si individuano delle linee guida generali dell’impresa

2) budgeting:

Focus sulle azioni necessarie nel breve periodo per la realizzazione dei programmi pluriennali
( business plan ). La fase di budgeting è divisa in diverse fasi:

• definizione obiettivi

• Misurazione risultati

• Analisi scostamenti tra previsioni e risultati

• Implementazione azioni correttive

3) redazione del master budget

Business plan Master budget

• Business Plan: descrive gli obiettivi e le attività da compiere su un periodo di riferimento di medio
termine generalmente pari a 3-5 anni

• Master Budget: obiettivi e risultati attesi nel prossimo esercizio

Il Business Plan ha quindi come orizzonte di analisi l’attività dell’azienda in un intervallo futuro di
medio termine, mentre il Master Budget indica gli obiettivi da conseguire nel breve periodo per
soddisfare il Business Plan pluriennale

Elementi costitutivi master budget

Esso è formato da tre tipologie di budget:

1) budget operativi: inerenti la definizione dei programmi di gestione operativa. Traducono in termini
economici i processi fondamentali dell’impresa (acquisto, produzione, distribuzione e vendita), e le
relative attività di supporto.

2) budget degli investimenti: definiscono gli impegni di risorse finanziarie in investimenti/


disinvestimenti (risorse “capitalizzate”, ad utilità ripetuta nel tempo).

3) budget finanziari: valutano l’impatto sulla posizione finanziaria complessiva dell’impresa (entrate/
uscite di cassa) dei progetti di investimento/disinvestimento (budget investimenti) e dei programmi
di gestione caratteristica (budget operativi)

Inoltre il master budget può presentarsi in diverse configurazioni in relazione alle diverse tipologie di
impresa

I diversi tipi di output Benirservizi

Durata delProcesso produttivo

Input Master Budget

• Pre-consuntivo, ovvero i risultati di chiusura del periodo (solitamente l’anno) precedente quello
oggetto del budget

• Previsioni, ovvero stime ed assunzioni di base sull’andamento delle principali variabili nel periodo
di budget (es., stime di andamento di mercato, prezzi delle materie prime, ...)

La parte del master budget di cui ci interessiamo è il budget operativo relativo alle imprese
industriali ( output= prodotti ). Il budget operativo come abbiamo già specificato traduce in termini
economici i processi fondamentali dell’azienda cioè:

• vendita

• Produzione

• Approvvigionamenti ( materie prime , WIP , prodotti finiti )

• Marketing e gestione commerciale

Il budget operativo quindi tenendo conto di tutte le azioni fondamentali dell’azienda è utile per
individuare i costi di prodotto e i costi di periodo di budget !

Per l’individuazione dei costi di periodo di budget si possono sfruttare due approcci diversi:

• Approccio incrementale: percentuale di aumento/riduzione rispetto all’anno precedente, ad


esempio collegato all’andamento delle vendite. Tuttavia questo approccio non rileva eventi non
ricorrenti accaduti nell’anno e amplifica gli errori;

• ZBB (Zero Based Budget): ridefinizione integrale e complessiva dell’ammontare delle risorse
assegnate alle varie attività, in base alla valutazione di quante risorse ci si dovrebbe dotare per
rispondere alle esigenze dell’impresa.

Il budget delle vendite (1/3)

Fondamentale l accuratezza delle previsioni, in quanto questo budget influenza tutto

il processo (normalmente è tra i primi budget ad essere elaborati)

MESI GEN FEB MAR APR MAG GIU LUG AGO SET OTT DIC TOT

PRD

AAA

BBB

...

TOT

Il budget delle vendite normalmente viene poi riclassificato :

• per famiglia/linea di prodotti/business unit

• per area geografica

• per tipologia di cliente

• per agente/canale di vendita

Economia ed Organizzazione Aziendale 16


Il budget delle vendite (2/3)

Tiene conto ad es. degli strumenti tipici del marketing (ricerche di mercato,

sondaggi, tecniche di previsione della domanda, ecc.). Il livello di vendite

previsto si baserà su:

– andamento delle vendite nei periodi precedenti;

– andamento generale dell economia e delle aree di business in cui opera

l impresa;

– risultati delle ricerche di mercato (fondamentali per prodotti nuovi);

– politiche di pricing;

– livello di pubblicità/attività di promozione previsti;

– intensità concorrenza;

– qualità della forza vendita

– ..

Economia ed Organizzazione Aziendale 17


Il budget delle vendite (3/3)

Il livello dei prezzi può variare nel corso dell anno in base a:

– stagionalità;

– evoluzione del mercato;

– politiche promozionali;

– scelta strategica dell impresa;

– ..

Il budget delle vendite è strettamente collegato al budget di marketing

(si pensi all impatto delle politiche commerciali). Una parte del budget

delle funzioni marketing/vendita viene elaborata parallelamente al

budget delle vendite.

Economia ed Organizzazione Aziendale 18


Il budget della produzione (1/3)

Una volta pianificate le vendite, bisogna identificare la quantità di output (Qp) che

l impresa intende produrre per far fronte al piano delle vendite (Qv).

La quantità di produzione programmata per ciascun prodotto in ciascun periodo è

funzione anche delle scorte iniziali (note dal pre-consuntivo) e di quelle finali (che

dipendono dalla politica dell impresa budget delle scorte/approvigionamento)

Qpi = [Qvi + (SFi - SIi)]

Economia ed Organizzazione Aziendale 19


Il budget della produzione (3/3)



Per completare il budget della produzione è necessario effettuare una

verifica di congruenza tra le risorse disponibili e quelle richieste:


∑ Qp x t ≤ T
i i ij j per ogni risorsa j-esima.


tij = consumo della risorsa j-esima da parte del prodotto i (es. ore macchina) e

Tj = disponibilità totale della risorsa


Qualora si verificasse un superamento del limite di capacità produttiva, sono

possibili le seguenti azioni:


– Mutamento della politica di vendita;


– Revisione della politica delle scorte (riduzione delle scorte finali);

– Modifica della capacità produttiva con nuovi investimenti di processo;

– Esternalizzazione di una parte delle attività produttive.


Economia ed Organizzazione Aziendale 21

Il budget degli approvvigionamenti

Può riferirsi a voci relative a: materie prime, WIP, PF.

Per la determinazione degli acquisti è necessario conoscere la politica delle

scorte (FIFO, LIFO, prossima slide) di questo tipo di materiali

Può essere integrato con dati di input provenienti dal budget delle lavorazioni

esterne, ad esempio per risolvere vincoli di fattibilità

Economia ed Organizzazione Aziendale 23


Il budget delle scorte PF e WIP

Necessario conoscere la tecnica di contabilizzazione delle scorte

(FIFO/LIFO)

• Utilizzando la tecnica FIFO, le scorte finali generalmente saranno

costituite dal prodotto realizzato nel periodo per determinarne il

valore è necessario conoscere i costi di produzione previsti

• Utilizzando la tecnica LIFO, le scorte finali comprenderanno

generalmente la parte delle scorte iniziali.

Economia ed Organizzazione Aziendale 24


Il conto economico di budget

Il conto economico di budget fino all utile operativo previsionale può

essere redatto come:

Fatturato (dal budget delle vendite)

+/- scorte (fin-iniz) (dai budget delle scorte)

- Costi di produzione (dal budget dei costi di produzione)

- ..

- Costi di periodo (dal budget dei costi di periodo)

--------------------------------------------------------------------

UTILE OPERATIVO previsionale (o di budget)

Economia ed Organizzazione Aziendale 30


Il conto economico di budget

NB: verificare che l utile previsionale di budget sia coerente con gli

obiettivi strategici dell impresa

In caso di non rispondenza con gli obiettivi si può:

• reiterare la definizione dei budget, eventualmente ripartendo dal

budget delle vendite o agendo sui costi di produzione

Economia ed Organizzazione Aziendale 31



Consolidamento del Budget

Processo iterativo


Conto Stato

Economico Patrimoniale

Previsionale Previsionale

Budget

Rendiconto

Finanziario


Previsionale


Economia ed Organizzazione Aziendale 32

Considerazioni su decisioni di breve periodo

Nel caso in cui dovessimo analizzare quale alternativa di produzione sia la più vantaggiosa ( data la
presenza di vincoli sia interni che esterni all’impresa ) nel breve periodo, specialmente nel caso di
aziende con più linee produttive, possiamo seguire i seguenti ragionamenti :

• come prima cosa ci conviene individuare ed esplicitare gli eventuali vincoli di produzione

• Nel caso in cui tutti i costi evitabili fossero associabili ai prodotti in modo univoco allora possiamo
sfruttare il metodo dell’analisi tramite margine di contribuzione per risorsa scarsa !

• Nel caso in cui invece non potessimo seguire il ragionamento enunciato previamente, dobbiamo
ipotizzare quali saranno le possibili impostazioni di produzione nel breve periodo, per poi valutarle
( tramite la logica differenziale rispetto al caso base ) tramite confronto del margine di
contribuzione standard !

ivB il metodo di analisi nel margine di contribuzione per risorsa critica

ci permettedi capire subito Quale sia il piano di produzione migliore

DAperseguire ait.in nella massimizzazione nelprofitto

Conto economico di budget


essoviene generato a partire dalle diverse voci DI BUDGET
e servefondamentalmente per poter ricavare i valori del
Mli e non
sviluppa
si nei seguenti passaggi logici
fatturato calcolato a partire miBurnetnellevendite
pe
Cdr costinellaproduzione Asca
scorieprodotti anti
margine lordo industriale Finali iniziali dipende strettamenteranalogica
costi di periodo divalorizzazionenellescorte

margine operativo netto

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