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Traduzioni asseverate e legalizzazioni 16 Feb 2008

Ci sono due tipi di legalizzazioni:

a) Legalizzazione del documento originale:


Viene legalizzata la firma del funzionario che rilascia il documento. Se si
tratta, per esempio, di un certificato rilasciato dal Comune, si legalizza la
firma del funzionario incaricato presso la Prefettura o il Comune stesso. Se si
tratta di un certificato del casellario, la firma del funzionario viene legalizzata
in Procura presso il Tribunale, ovvero dove fosse stata previamente
depositata.

b) Legalizzazione della traduzione asseverata:


Nel verbale di asseverazione, oltre alla firma del traduttore che giura per la
traduzione svolta, c'è anche la firma del Cancelliere avanti al quale il
traduttore ha prestato giuramento. Abitualmente tale firma è depositata nella
Procura della Repubblica presso il Tribunale. È proprio questa firma che viene
legalizzata (viene apposto un timbro e la firma del Procuratore)

Questa legalizzazione è richiesta quando la traduzione sarà utilizzata


all'estero.
Per contro, le traduzioni dalla lingua straniera verso l'italiano vengono
utilizzate in Italia e la legalizzazione non è necessaria.

La legalizzazione della traduzione asseverata può essere diversa a seconda


del Paese di destinazione:

1. Apostille de l'Aja: viene apposta quando la traduzione verrà utilizzata in


uno dei Paesi aderenti alla Convenzione de l'Aja. 
2. Legalizzazione semplice: il documento viene legalizzato con questo tipo di
timbro per tutti gli altri Paesi non aderenti alla Convenzione de l'Aja.

Alcuni Paesi (per esempio, Cuba, Brasile, Moldavia, ecc.) richiedono la doppia
legalizzazione (quella della firma apposta sul documento originale e quella
della firma del cancelliere apposta sulla traduzione) e devono avere ancora il
Nulla Osta del Consolato prima di essere inviati definitivamente al Paese di
destinazione. 

Nella maggior parte dei casi, essendo grafettati e timbrati originale e


traduzione in un unico fascicolo, basta legalizzare la firma del cancelliere che
compare sul verbale di asseverazione all'ultima pagina, e in questo modo il
timbro di legalizzazione rende valido l'intero documento.

Sito commune di roma


Per l'autenticazione della firma/sottoscrizione di una dichiarazione occorre:
 
• Mostrare la carta d’identità o il passaporto validi se cittadini/e italiani/e o appartenenti all’
U.E. (non italiani/e). Se stranieri/e non appartenenti all’U.E. il passaporto ed il permesso
di soggiorno.
 
• Portare l’atto o la dichiarazione da sottoscrivere da parte di una persona maggiorenne (il
genitore se l’interessato/a è minorenne, il tutore per gli interdetti) alla presenza del  funzionario
incaricato. Tale atto o dichiarazione si può predisporre al momento sui moduli disponibili al
municipio o si può portare già predisposta. In particolare l’atto di vendita per i velivoli e per le
imbarcazioni deve essere già predisposto rispettivamente in duplice e triplice copia.
 
• Portare l’ eventuale certificato di proprietà per l'autenticazione della firma della
dichiarazione di vendita di un bene mobile registrato.
 
Per gravi e comprovati motivi (malattia, invalidità ecc.) l'autenticazione della firma può avvenire
presso il domicilio dell' interessato/a, il quale dovrà attestare, con idonea certificazione,
l'impossibilita ad allontanarsi dal domicilio stesso.
 
 
Ai sensi dell’art. 47 del D.P.R. 445/2000 la dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà è una
dichiarazione concernente fatti, stati e qualità personali, a diretta conoscenza dell'interessato,
oppure resa nell’interesse del dichiarante ma riguardante anche stati, qualità personali e fatti
relativi ad altri soggetti di cui egli abbia diretta conoscenza.
Per i cittadini stranieri non appartenenti all’U.E. le dichiarazioni sostitutive possono riguardare
solamente gli stati, fatti e qualità personali certificabili o attestabili da parte di soggetti pubblici
italiani.
 
Gli stati, i fatti e le qualità personali di cui si tratta sono quelli non espressamente indicati
dall’art. 46 del D.P.R. e per i quali è possibile, in luogo della certificazione, presentare una
dichiarazione sostitutiva di certificazione (autocertificazione), vale a dire per esempio la
residenza, lo stato di famiglio, la cittadinanza ecc..
Le dichiarazioni sostitutive dell’atto di notorietà, come le istanze, se presentate alla pubblica
amministrazione o ai gestori/concessionari di pubblico servizio, sono senza autentica della
firma. Esse vanno bensì presentate e firmate direttamente presso l’ufficio che deve riceverle
dall’interessato, che deve farsi identificare tramite un documento valido, oppure datate, firmate
e spedite all’ufficio che deve riceverle via fax, a mezzo posta o tramite un incaricato munito di
delega insieme alla fotocopia del documento di identità del sottoscrittore (art. 38 del D.P.R.
445/2000).
Le medesime dichiarazioni sostitutive dell’atto di notorietà o le istanze rivolte ad organi diversi
dalla pubblica amministrazione o dai gestori di pubblici servizi, nonché le istanze e le deleghe a
terzi per la riscossione di benefici rivolte alla pubblica amministrazione e ai gestori di pubblico
servizio, sono soggette all’autentica della firma da parte dell’incaricato comunale, cancelliere,
notaio o segretario comunale (art. 21 del D.P.R. 445/2000).
 
L’incaricato del sindaco non è un notaio, può autenticare la firma soltanto in atti le cui
conseguenze sono previste dalla legge e non dipendono dalla volontà dell’interessato. Pertanto
in linea di massima non è di sua competenza l’autentica della firma sulle espressioni di volontà,
quali ad es. le procure, le disposizioni testamentarie e rinunce, atti e negozi tra privati, salvo su
quelle espressioni di volontà che possano essere ricomprese in istanze alla pubblica
amministrazione e su quelle previste per legge (ad esempio sulle procure speciale ad litem per
la costituzione di parte civile nei processi penali o atti per i quali il codice di procedura penale
prevede l’autentica di firma da parte del pubblico ufficiale, quietanze liberatorie per assegni
richiamati o protestati, dichiarazioni di vendita di beni mobili registrati).
Analogamente l’incaricato del sindaco non autentica firme isolate che non siano la sottoscrizione
di una dichiarazione o che siano sottoscrizioni di dichiarazioni in lingua straniera di cui non sia
comprensibile il significato. Nel caso si abbia bisogno di autenticare una firma su una
dichiarazione da produrre all’estero in lingua straniera, si consiglia di elaborare un testo bilingue
con la traduzione in italiano a fronte e in cui sia specificato che il testo in italiano è la traduzione
del testo in lingua straniera.
 
L’autenticazione della firma non deve essere confusa con la legalizzazione della firma di atti da e
per l’estero (art. 33 del D.P.R. 445/2000). La legalizzazione consiste nell’attestazione della
qualità legale del pubblico ufficiale che ha apposto la propria firma su un documento (atti, copie
ed estratti), nonché dell’autenticità della firma stessa. Le firme dei documenti rilasciati da
un’autorità consolare presente sul territorio italiano da far valere all’interno dello stato italiano
vanno legalizzate (con l’esclusione degli Stati aderenti alla convenzione europea di Londra del 7
giugno 1968 : Austria, Grecia, Portogallo, Svezia, Cipro, Irlanda, Norvegia, Regno Unito,
Svizzera, Francia, Liechtenstein, Paesi Bassi, Repubblica Ceca, Germania, Lussemburgo,
Polonia, Spagna, Repubblica Moldova e Romania) presso la prefettura competente per territorio.
La firma degli ufficiali d’anagrafe e di stato civile, e incaricati del Sindaco su certificati, estratti,
autentiche di firma da far valere all’estero (quindi anche davanti ad un’autorità consolare
straniera presente sul territorio italiano) sono legalizzate presso la prefettura (a Roma,
competente per la provincia di Roma, si trova in Via Ostiense 131/l ed è aperta il lunedì,
mercoledì, venerdì dalle 9.00 alle 12.00).
La legalizzazione delle firme dei notai, funzionari di cancelleria e ufficiali giudiziari sono di
competenza della Procura della Repubblica ( a Roma è in Via Gregorio VII, 122 ed è aperta:
lunedì e giovedì 9-15; martedì, mercoledì e venerdì 9-13).
I documenti formati o da far valere negli Stati aderenti alla Convenzione dell’Aja del 5 ottobre
1961 devono essere sottoposti alla formalità della postilla, c.d. “Apostille,” in luogo della
legalizzazione (prevede un timbro speciale attestante l’autenticità del documento e la qualità
legale dell’Autorità rilasciante). L’Apostille sugli atti formati nel territorio italiano da far valere
all’estero è di competenza della prefettura competente per territorio. L’Apostille per i documenti
formati all’estero da far valere in Italia è posta dall’Autorità estera nello stato estero. I
documenti formati all’estero sono altresì legalizzati presso i Consolati Italiani.
 
 
Per l'autenticazione di copie di documenti occorre:
 
• Mostrare il documento originale e la fotocopia dello stesso da autenticare;
 
• Mostrare il documento di identità valido di chi mostra l’originale e la copia.
 
L’ autenticazione delle copie è una dichiarazione di conformità di una copia con l’originale. Può
essere effettuata, dietro esibizione della copia e del documento originale, dall’incaricato del
sindaco, dal notaio, dal cancelliere e dal segretario comunale (comma 2 dell’art. 18 del D.P.R
445/2000). Ma può anche essere fatta dal pubblico ufficiale dal quale è stato emesso o presso il
quale è depositato l’originale, o al quale deve essere prodotto il documento. Pertanto, non si
possono effettuare copie di documenti rilasciati dal notaio come copie conformi o autentiche,
come gli atti di compravendita, ma in tale caso è il notaio stesso che può rilasciare altre copie
autentiche dell’originale depositato presso di lui. D’altra parte, se un documento deve essere
presentato ad una pubblica amministrazione, l’autenticazione può essere fatta dal responsabile
del procedimento, senza necessità che l’originale venga depositato presso la pubblica
amministrazione stessa. In tale caso la copia conforme può essere utilizzata solo nel
procedimento in corso.
 
 
L'autenticazione di copia di un documento può essere sostituita con una dichiarazione sostitutiva
dell'atto di notorietà da parte dell’interessato, attestante che trattasi di copia conforme
all'originale, soltanto in caso di documenti conservati o rilasciati da una pubblica
amministrazione, di pubblicazioni, di titoli di studio o documenti fiscali che devono essere
obbligatoriamente conservati dai privati.
 
 
Per la legalizzazione di fotografie occorre:
 
• Portare 1(una) foto recente, formato tessera, su fondo chiaro, posa frontale, a capo
scoperto, salvo sia coperto/velato per motivi religiosi.
 
 
• Mostrare un documento di riconoscimento in corso di validità.

Attestazione qualità legale Pubblico Ufficiale che appone la firma su un


documento

Prefettura - Ufficio Territoriale del Governo di Roma

Area IV quinquies - Diritti Civili, Cittadinanza, Condizione Giuridica dello


Straniero, Immigrazione e Diritto d'Asilo (clicca qui)
 
La "Legalizzazione" consiste nell'attestazione della qualità legale del
Pubblico Ufficiale che ha apposto la propria firma su un  documento
(atti, copie ed estratti), nonché dell'autenticità della firma stessa.
La Prefettura provvede, per delega del Ministero degli Affari Esteri, alla
legalizzazione delle  firme su documenti da e per l'estero.

La Prefettura legalizza:
     atti e documenti formati in Italia affinché abbiano valore
all'estero;
     atti e documenti formati da una rappresentanza diplomatica
o consolare estera residente in Italia, affinché abbiano valore in
Italia.

ATTENZIONE
La legalizzazione degli atti firmati dai Notai, dai Funzionari di
Cancelleria e dagli Ufficiali Giudiziari è di competenza della Procura
della Repubblica; l'Ufficio di Roma è in Via Gregorio VII, n. 122 con
l'apertura al pubblico: lunedì e  giovedì 9-15; martedì, mercoledì e
venerdì 9-13.

La legalizzazione delle firme non è necessaria per gli atti e i documenti


rilasciati dalle seguenti Ambasciate e/o Consolati aderenti alla
Convenzione Europea di Londra del 7 giugno 1968: Austria, Cipro,
Francia, Germania, Grecia,  Irlanda, Liechtenstein, Lussemburgo,
Norvegia, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca,
Repubblica Moldova, Regno Unito, Romania,  Spagna, Svezia, Svizzera,
Turchia.
I documenti formati o da valere negli Stati aderenti alla Convenzione
dell'Aja del 5 ottobre 1961 devono essere sottoposti alla formalità della
postilla c.d."Apostille" (prevede un timbro speciale attestante
l'autenticità del documento e la qualità legale dell''Autorità rilasciante),
in luogo della legalizzazione.

Dirigente dell'Area: Dott. Ilio RUGIERO


Email Dirigente dell'Area: ilio.rugiero(at)interno.it

Telefono: 0667294710
Fax: 0667294744
Ubicazione Ufficio: Via Ostiense 131/L 000154 Roma, scala B II piano
Funzionario delegato: Dr. Mauro Di Lello
Telefono: 06 67294633 06 67294732
Fax: 06 67294744

Indirizzo di posta elettronica: legalizzazione.prefrm(at)pec.interno.it


mauro.dilello(at)interno.it
Orario di apertura al pubblico:
Lunedì, Mercoledi e Venerdi dalle 09:00 alle 12:00
(fino alle 11.30 per la distribuzione dei numeri d'attesa).
Non è consentito prendere più numeri né presentarsi in più persone per
la stessa procedura.

Indirizzo per la corrispondenza:


Prefettura di Roma - Area IV quinques - Ufficio Legalizzazione
Via IV Novembre 119/A - 00187 Roma
Chi può fare la richiesta:
Tutti i cittadini italiani o stranieri che devono far valere un documento
italiano all'estero.
Tutti i cittadini italiani o stranieri che devono far valere un documento
consolare estero in Italia.

Cosa fare
L'interessato o altra persona delegata può presentare e/o ritirare la
documentazione da legalizzare direttamente in  Prefettura senza
prenotazione fino a cinque documenti. Nell'ipotesi di maggiori richieste
è necessario un accertamento suppletivo, che può variare da due a
quattro giorni lavorativi.
E' possibile trasmettere per posta il documento avendo cura di indicare
l'indirizzo al quale il documento dovrà essere restituito.

Documentazione richiesta:
L'atto da legalizzare e gli eventuali allegati.
Gli atti ed i documenti rilasciati da una rappresentanza diplomatica o
consolare presente in Italia, che devono valere in Italia, sono soggetti
all'imposta di bollo (€ 14,62), salvo i casi previsti dalle convenzioni
internazionali vigenti o formati da ambasciate e consolati di Paesi
appartenenti all'Unione Europea.

Riferimenti normativi:

    D.P.R. 28/12/2000, n. 445


    D.P.R. 3/11/2000, n. 396 (Regolamento per la revisione e
semplificazione dell'ordinamento dello Stato civile);
    Convenzione di amicizia e buon vicinato stipulata in Roma, fra
l'Italia e la Repubblica di San Marino il 31 marzo 1939, legge 6 giugno
1939, n. 1320 e successive modificazioni;
    Convenzione di Atene del 15 settembre 1977, legge 25 maggio
1981, n. 386;
    Convenzione dell'Aja del 5 ottobre 1961,legge 20 dicembre 1966, n.
1253;
    Convenzione Europea di Londra del 7 giugno 1968, legge 28
gennaio 1971, n. 222;
    Accordo di Roma del 9 dicembre 1987, legge 22 novembre 1988, n.
533 (Italia - Argentina);
    Convenzione di Bruxelles del 25 maggio 1987, legge 24 aprile 1990,
n. 106 (per gli Stati membri della C.E.E.).