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Al direttore del Dipartimento, prof.

Stefano Petrucciani
Al presidente del CAD, prof. Emidio Spinelli
Al vice-presidente del CAD, prof. Stefano Bancalari
Al coordinatore del dottorato, prof. Piergiorgio Donatelli
Alla Referente didattica, dott.ssa Valentina Petito

Gentili professori, gentile dottoressa,


vi scriviamo per sottoporre alla vostra attenzione le problematiche che abbiamo riscontrato nel
piano di studi di laurea magistrale per gli immatricolati nell’A.A. 2018-2019. Siamo un gruppo
considerevole di studenti laureandi, a cui si sono aggiunti degli studenti che incominceranno ora il
terzo anno di laurea triennale e temono per il piano di studi della loro magistrale.
Il problema fondamentale riguarda la possibilità di personalizzare il proprio percorso di studi
conformemente ai propri interessi scientifici e alle proprie necessità di ricerca, fondamentale per
una laurea magistrale e assente nel p.d.s. che ci viene proposto. Ciò contrasta evidentemente con la
descrizione del piano di studi esposta nella pagina del corso, la quale recita:

«il Corso di laurea magistrale in Filosofia offre corsi specialistici in tutti gli ambiti disciplinari della filosofia
contemporanea: filosofia teoretica di indirizzo tanto ermeneutico-continentale quanto analitico; logica,
epistemologia e filosofia delle scienze; filosofia morale, filosofia della religione, antropologia filosofica, bioetica
e studi di genere; estetica; filosofia del linguaggio; filosofia politica, sociale e del diritto. Ciascun ambito è
rappresentato da un corpo docente di diverso indirizzo e formazione (nazionale e internazionale), così da
consentire allo studente di ritagliarsi percorsi differenziati».

Il piano di studi smentisce quanto dichiarato, tanto da lasciare scontenti studenti dagli interessi
filosofici più disparati, vicini sia alla tradizione analitica sia a quella ermeneutico-continentale.
L’impossibilità di scegliere un ambito di specializzazione e di personalizzare il nostro percorso in
relazione alla tesi di magistrale ci lascia seriamente preoccupati per la nostra personale formazione
di studiosi e, conseguentemente, per il nostro futuro accademico.
In particolare, le criticità che abbiamo riscontrato sono:

I) per il primo anno, il piano di studi presenta i seguenti gruppi:


1) 18 CFU di storia della filosofia, divisi in esami da 6 CFU.
2) 18 CFU tra i corsi dei seguenti professori: Botti (12 CFU), Cozzo (6 CFU), Diodato (6
CFU), Donatelli (6 CFU), Gensini (6 CFU), Ippoliti (6 CFU), Marchetti S. (6 CFU), Pollo
(6 CFU), a cui si aggiungono i seguenti corsi, il cui docente non è stato indicato: Philosophy
of Science (12 CFU), Filosofia e scienza del vivente (6 CFU), Digital Humanities for
Philosophy (6 CFU),
3) 12 CFU tra i corsi dei seguenti professori: Bancalari (12 CFU), Baiocco (Psicologia dello
sviluppo, 6 CFU), Di Cesare (6 CFU), Fronterotta (6 CFU), Gonnelli (12 CFU), Guastini (6
CFU), Lucisano (Pedagogia sperimentale, 6 CFU), Marchetti S. (6 CFU), Mustè (12 CFU),
Petrucciani (6 CFU), Salvatore (12 CFU), Stimilli (6 CFU), Velotti (12 CFU); a cui si
aggiungono i seguenti corsi, il cui docente non è stato indicato: Antropologia filosofica III
(12 CFU), Aesthetics I (6 CFU), Theoretical Philosophy II (12 CFU), Storia moderna II.I (6
CFU), History of Metaphysics (6 CFU),
4) 6 CFU a scelta dello studente;
5) 6 CFU tra i corsi dei professori Betta (Storia contemporanea) e Croce

È immediatamente chiara la sproporzione tra i 18 corsi del gruppo 3, gli 11 corsi del gruppo 2 e
l’alternativa secca del gruppo 5. Tra i gruppi 2 e 3, il 3 risulta enormemente svantaggiato: non solo
sono a disposizione nel gruppo 3 un numero minore di cfu, ma lo stesso gruppo presenta una scelta
molto più vasta di professori, i quali ricoprono settori disciplinari più disparati rispetto al gruppo 2.
Ci appare anche problematico che ci sia un unico corso da 12 cfu nel gruppo 2, che, come abbiamo
segnalato, fa parte dell’ambito disciplinare già prevalentemente in quel gruppo.

II) Per il secondo anno, il piano di studi presenta

1) 12 CFU a scelta dello studente;


2) 12 CFU tra i corsi che dovrebbero essere tenuti dai seguenti professori: Botti (12 CFU),
Cozzo (6 CFU), De Palo (6 CFU), Kajon (6 CFU), Marchetti S. (6 CFU);
3) 6 CFU tra i corsi che dovrebbero essere tenuti dai seguenti professori: Allocca, Berti, Croce,
Di Cesare, Fronterotta, Longo (storia medievale, 6 CFU), Petrucciani, Pollo, Valenza,
Velotti.
4) 6 CFU di idoneità linguistica;
5) 24 cfu per la tesi;
Anche qui appare uno squilibro lampante tra il gruppo 2 (12 CFU tra 5 corsi) e il gruppo 3 (6 CFU
tra 10 corsi).

Il piano di studi che ne consegue è un ibrido che scontenta tutti e non soddisfa nessuno, lasciando
noi studenti seriamente preoccupati. Di fronte a questa situazione, molti studenti stanno seriamente
pensando di non iscriversi in Sapienza pur di avere la possibilità di una formazione accademica
adeguata ai loro interessi – anche al costo di perdere un anno di studi. Il piano di studi ci pare,
d’altronde, lesivo per gli interessi degli stessi professori, che potrebbero trovare i propri corsi
deserti a causa di gruppi opzionali troppo ampi (12 CFU tra 18 corsi e 6 CFU tra 10 corsi), peraltro
in un corso di studi dal numero di studenti ridotto come quello della laurea magistrale.
Ci appelliamo a voi affinché possiate mitigare un problema che rischia di rivelarsi increscioso per
gli studenti, per i professori e per l’Università, che potrebbe perdere un numero consistente di
iscrizioni.
Vorremo, infine, cercare di avere un colloquio verbale affinché i punti problematici si possano
chiarire più efficacemente e senza ambiguità.

Ringraziandovi per la disponibilità, porgiamo


Cordiali saluti

xxx

aprile.francesco81192@gmail.com
clara.ramundo@gmail.com
morgana.bizego@gmail.com
ludovica.forlivio@gmail.com
ainhoa.iacovacci@libero.it