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POTATURA DEGLI

ALBERI DA FRUTTA
E DELLA VITE
Come, quanto e perché
intervenire

Dott. Luca Casoli


casoli@fitosanitario.re.it
l.casoli@alice.it
335-5260795
FISIOLOGIA DELLO SVILUPPO VEGETATIVO E
DELLA FRUTTIFICAZIONE
Sviluppo vegetativo:

¾ Schiusa gemme (4 C°drupacee, 10 C°vite)


Il germogliamento inizia sempre dalle gemme apicali:
-Effetto trofico
-Effetto ormonale
¾ Rapido accrescimento fino al blocco per formazione della
gemma apicale e successiva dormienza delle gemme:

CITOCHININE AUXINE GIBERELIINE


(radici) (germogli apicali) (foglioline)

Inibizione org. vegetetativi


sottostanti Distensione =
FOGLIE AD.
INVERNO DORMIENZA Ac. abscissico
FISIOLOGIA DELLA FRUTTIFICAZIONE
Formazione delle gemme a fiore:
Le gemme prodotte all’ascella delle foglie sono inizialmente
indifferenziate; da maggio ad agosto in modo scalare avviene
il processo di differenziazione:
A
A Asse neutro (Reversibile)

93 fasi: B Appiattimento (Reversibile)

C Orceolo (Irreversibile)
B

•Posizione
•Illuminazione
•Arresto sviluppo veg.
9Influenzata da: •Quantità frutti C
•[] Giberelline
•Eventi sfavorevoli
DORMIENZA E FABBISOGNO IN FREDDO
Fino a fine estate azione
inibitrice dell’apice vegetativo

Differenziazione Dormienza indotta

Successivamente l’abbreviazione del


termo-foto induce la prod. di acido
abscissico che ne impedisce il
prematuro germogliamento.

Gemme dormienti: perché avvenga il germogliamento deve


usufruire di un certo numero di ore a T. inferiori ai +7 C°
Qualora tale necessità non sia soddisfatta:
•Ritardo e dilazionamento della fioritura
•Scarsa allegagione e cascola
Cos’è la potatura?
Operazione che mira, modificando artificiosamente
la morfologia e la fisiologia della pianta, a far si che
essa produca il massimo nel minor tempo possibile.
9Anche a livello familiare l'applicazione delle tecniche più
razionali e aggiornate, proprie della grande coltura, non può che
dare risultati soddisfacenti
9Una pianta lasciata a se stessa, oltre a essere ingombrante e
antiestetica, è destinata a concludere prematuramente la sua
modesta carriera produttiva

Come e su cosa agisce?


¾Regolare lo sviluppo mediante una adeguata forma di
allevamento
¾Ridurre la fase improduttiva
¾Mantenere un idoneo equilibrio
¾Massimizzare la produzione relativamente alle diverse
fasi del ciclo vitale
Regole generali per una corretta potatura

9 Il taglio deve essere


eseguito con arnesi
perfettamente affilati e
adatti alla consistenza e
al diametro del ramo:
appositi coltellini per i
tessuti teneri, erbacei o
carnosi, forbici di varia
misura e seghetti a
denti più o meno fini per
i tessuti semilegnosi o
lignificati
9 E' necessario che
la recisione
avvenga con

OK
facilità, senza
provocare
schiacciamenti,
slabbrature,
scheggiature: la
superficie di
taglio deve
essere netta

9 La recisione di un
ramo va eseguita
con tecnica
corretta
9 Le superfici di
taglio con
diametro
superiore ai 2-3
cm vanno protette
con l'apposito
mastice; le specie
resinose non
richiedono alcuna
applicazione,
mentre le
drupacee
producono spesso,
in corrispondenza
dei tessuti incisi,
della "gommosi"
sulla quale si
insediano muffe e
batteri
TIPI DI POTATURA:
9Potatura di trapianto: monda dell’apparato radicale,
sfoltimento ed eventuale cimatura dell’astone

9Potatura di allevamento: formazione della struttura;


riduzione della fase improduttiva

9Potatura di produzione: mantenimento rapporto prod./veg.

9Interventi straordinari:
¾Potatura di rimonda: risanamento e pulizia della chioma
¾Potatura di ringiovanimento: eliminazione di parte della
¾ vecchia chioma lasciando solamente qualche “tirasucchio”
¾Potatura di riforma: modifica della forma di allevamento
qualora non più razionale (Fattibile nella vite difficoltosa
nei fruttiferi)
BASI FISIOLOGICHE DELLA POTATURA:

I
9Ogni specie reagisce in modo differente agli interventi cesori,
per cui richiede una tecnica di potatura appropriata
9Le piante, però, sottostanno a leggi biologiche fondamentali e
mportante comuni, che è possibile studiare e sfruttare

Fattori che influenzano lo sviluppo vegetativo:


¾Età dell’albero
¾Specie e varietà
¾Portinnesto
¾Natura del terreno
¾Condizioni climatiche
Fattori che regolano l’entrata in fruttificazione:
¾Specie, varietà, portainnesti
¾Vigore dei rami
¾ Età, posizione dei rami
¾Azione delle foglie
¾Aspetti fisiologici (prod. S.S.; C/N)
INFLUENZA DELLA SPECIE SULL’ABITUS VEGETATIVO
A seconda di dove si trovano i
germogli con maggior sviluppo:
A Specie ACROTONE (Pomacee e
drupacee)

B Specie BASITONE (Olivo e mandorlo

A B C C Specie MESOTONE (cv.spur di melo)

Differenze fra specie


ACROTONE:
Impossibilità delle gemme
neo-formatesi di schiudersi
causa l’inibizione da parte
del germoglio che le porta
(sp. Acrotone).
Fenomeno meno pronunciato
in pesco e vite (femminelle)
Differente sviluppo legato al portainnesto a parità di varietà

M
E
L
O

P
E
R Cotogno* S 212 Cotogno A** BA 29*** Franco
O
VIGORIA CRESCENTE
*Sensibile a calcare attivo, disaffine con William e Decana
**Uniforme e compatibile con William
***Buona affinità e resistenza a calcare attivo
LA VEGETAZIONE HA DELLE REGOLE:
¾Influenza dell’inclinazione dei rami: la posizione
verticale dei rami favorisce lo sviluppo vegetativo mentre
quella inclinata è favorevole alla fruttificazione

¾Movimento della linfa : maggiore afflusso alle estremità;


più rapida nei rami dritti che in quelli curvati

¾Differente vigore dei rami in funzione della loro


distribuzione

¾Gradiente vegetativo: acrotono; mesotono; basipeto

¾Altezza della pianta: rapporto fra altezza fusto e altezza


totale
POTATURA DI ALLEVAMENTO: INDIRIZZI GENERALI
¾ Lo scheletro deve essere completato il prima possibile

¾ In una prima fase sono ammesse eventuali branche in


soprannumero da eliminare gradualmente nel tempo.

¾ I germogli destinati a costituire le branche principali


debbono esser individuati precocemente, opportunamente
stimolati ed allevati in maniera privilegiata rispetto agli altri.

¾ In caso di estrema vigoria le tecniche quali l’inclinazione


sono fondamentali; evitare la cimatura della freccia.

¾ Le branche fruttifere debbono occupare gli spazi compresi


fra branche primarie e secondarie ed essere il più possibile
orizzontali.
POTATURA DI ALLEVAMENTO:
Meno squilibri = Anticipo della produzione
Attuale tendenza alla riduzione dei tagli (potatura a
tutta cima) in quanto pregiudizievoli:
¾Riduzione della sup. fogliare e dei punti di accrescimento
¾Riduzione dello sviluppo dell’apparato radicale
¾Accentuano la vegetatività

Gli accorgimenti per attuare tale tipologia di potatura


attraverso l’impiego di rami anticipati stimolati mediante:

¾Cimatura
¾Intaccatura e incisione a “V”
¾Inclinazione piegatura curvatura
¾Con adeguati sesti di impianto fin dal vivaio
La cimatura naturale o chimica (anti-auxinici) provoca
effetti differenti a seconda del momento in cui viene
attuata:
*cimatura
**risposta al
taglio su pianta **
vigorosa
Precoce
*

Sviluppo naturale: preferibile NB: Impiegata per costituire


nel caso di piante vigorose forme a vaso mediante apposite
(potatura a tutta cima) impalcature

Consente un differente impiego degli elaborati


Tardiva garantendo una buona lignificazione
Incisione a V provoca l’immediato sviluppo di
germogli anticipati.

Particolarmente efficace su pero


Effetto di INCLINAZIONE, PIEGATURA, CURVATURA (specie acrotone)

•L’inclinazione riduce proporzionalmente lo


sviluppo dei germogli apicali, oltre l’orizz. si
inverte il gradiente vegetativo.
•In caso di curvatura il massimo sviluppo
riguarda i germogli inseriti dorsalmente nel
tratto ricurvo
VARIETA’ ESTIVE MATURAZIONE (gg da Golden Delicious)
Galaxy Stark -25
Scelta varietale Buckeye Simmons
Brookfield Gala Baigent
-22
Ruby Gala Gala Rossa
Gala Schnitzer

MELO
VARIETA’ AUTUNNALI
Gruppo Red Delicious
Superchief Sandidge
Jeromine -5
Red Chief
Gruppo Golden Delicious
Golden Delicious (clone B)
Smoothe (Yellow Delicious) 13\09
Altre autunnali
Primiera TR +9
Brina TR
+10
Modi TR
Harmonie Delorina TR +12
Scelta varietale VARIETA’ INVERNALI
Imperatore dallago +15
Superstyman +18
Granny Smith +20

MELO
Fuji naga-fu 6
Fuji naga-fu 12
Fuji kiku 8
+25
Fuji rakuraku
Fuji zen Aztec
Toshiro
Gold rush +28
Pink Lady cripps pink
+42
Pink Kiss Pink Rose
MATURAZIONE
VARIETA’ (gg da William)
Turandot -35
Scelta varietale Boheme -25

Carmen -20

Santa Maria -12

PERO
William
15/08
Sensation +10

Max Red Bartlett +13

Conference +14

Decana del comizio +20

Harrow Sweet +22

Abate Fetel +24

Packam’s triumph +28

Kaiser +31
FORME DI ALLEVAMENTO FRUTTICOLE

Debbono essere il più attinenti possibile al normale abitus


vegetativo e presentare alcuni requisiti fondamentali:
¾Massimizzare l’illuminazione dell’albero

¾Minimizzare il volume di ingombro

¾Sfruttare l’intera pianta sia dal punto di vista


produttivo che vegetativo
NB: le piante con sviluppo vegetativo contenuto presentano
nei primi 10 anni una produzione media nettamente superiore
rispetto alla stessa varietà innestata su portainnesto
vigoroso.
FORME DI ALLEVAMENTO FRUTTICOLE
Appiattite
¾Massimo investimento per unità di
superficie
¾Forme estremamente obbligate:
- Porta innesti adeguati
- Ritardo messa a frutto
¾Disposizione nord- sud
¾Richiedono una adeguata intelaiatura

In volume
¾Massimo sfruttamento della luce
¾Semplice costituzione e manut.
¾Adatte anche a cv. vigorose
¾Ottimali per frutteti hobbystici
¾Nessuna intelaiatura, massima
versatilità
¾Difficilmente meccanizzabili
PALMETTA a BRANCHE OBLIQUE REGOLARI:

-Ottenuta con potatura tutta cima


-Oggi si predilige la forma irrgolare
-Mantenimento dell‘omogeneo gradiente
di vegetazione nelle specie acrotone
-Ok per pomacee e drupacee

PALMETTA a BRANCHE ORIZZONTALI REGOLARI:

-Ottenuta con potatura tutta cima


-Si spoglia facilmente, rimangono
produttive solo le branche più alte
CANDELABRO

-Artificiose e di difficile ottenimento


-Impostazione adeguata dell’astone fin dal primo anno
-Numerose formazioni fruttifere direttamente su organi
principali: grande pezzatura; predisporre un adeguato
rinnovo.
-Soluzione attualmente impiegata per pero consente di
avere uno o più assi principali di “scorta”
PIRAMIDE FUSETTO

-Ormai abbandonata -Sostituisce la piramide


-Eccessivamente alta (7-8 m). -Altezza più contenuta (5 m.)
-Ritardo della piena prod. (7°y) -Più precoce nella prod. (5° y)
-Adottata per pero su franco -Adottata per pero su
cotogno
SPINDLEBUSH

-Tipico fuso del Trentino


-Ottimo per melo
-Precoce raggiungimento della piena
produzione (4°-5° y)
-Nella potatura di formazione si
privilegiano i rami con angolo di
inserzione maggiore e si eliminano i più
assurgenti e vigorosi
-Inclinazione delle branche oltre
l’orizzontale
VASO
-Ottimo per pesco ma anche per
altre drupacee e pomacee
-Numerose varianti
-Obbiettivo: ridurre al minimo i tagli
di formazione e anticipare la prod.
-Potatura di produzione prevede
soprattutto diradamenti e
asportazione dei rami centrali
VASO RITARDATO

-Ottimo per il melo


-Prolungamento dell’asse tagliato ad
altezza voluta
-Disposizione spiralata delle branche
superiori al primo palco
-Precoce messa a frutto
ALBERELLO

9forma di allevamento più diffusa a livello Hobbystico


9facile conseguimento ma presenta alcuni difetti:
- cattiva distribuzione della luce
- con il passare degli anni la prod. tende a localizzarsi
agli apici e all’esterno.
9Nella potatura di prod. è fondamentale eliminare i succhioni
interni che si sviluppano in schiena alle branche primarie
Alberello: pomacee, drupacee Vaso: melo, drupacee

-All’impianto: tagliare ad un'altezza -All’impianto: tagliare a 40 cm dal


che può variare dai 120 ai 170 cm dal suolo
suolo
-Potatura del primo anno: conservare
-Potatura del primo anno: conservare almeno tre rami vigorosi, che verranno
almeno tre di questi rami accorciandoli anch'essi tagliati a 20 cm o meglio
a venti cm ancora inclinati
-Potatura del secondo anno: tagliare i -Potatura del secondo anno: una volta
rami neo-formati a venti cm.
spuntati o ancor meglio inclinati,
-Portainnesto: franco, o comunque di produrranno la struutura definitiva.
elevata vigoria.
-Portainnesto: di bassa vigoria.
Palmetta: pero, drupacee escluso il ciliegio

-All’impianto: tagliare a 50 cm da terra


-Potatura del secondo anno: conservare almeno quattro
rami, disponendoli su due piani e ancorarli ad un sostegno
-Portainnesto: portainnesti di media vigoria

Fuso- fusetto: pero melo


-All’impianto: tagliare a 50 cm da terra
-Potatura del secondo anno: quattro-
cinque rami laterali andranno solamente
spuntati dando alla pianta una forma a
piramide
-Portainnesto: portainnesti clonali di
media vigoria
VITE:
Portinnesti:
420 A SO4 Kober 5 BB 1103 Paulsen 140 Ruggeri

VIGORIA CRESCENTE

Potature allevamento:
¾ Individuazione della forma di allevamento

¾ Il germoglio che si sviluppa dalla barbatella va sostenuto


verticalmente mediante legature

¾ Procedere alla periodica cimatura dei germogli laterali al


fine di privilegiare la costituzione del porzione permanente.

¾ In caso di sviluppo difficoltoso nell’ inverno del secondo


anno è possibile procedere ad un taglio di ritorno a 4 gemme
Guyot o cordone rinnovato:
Il cordone orizzontale viene
rinnovato annualmente.
Manutenzione laboriosa

Sylvoz e Casarsa:
Il cordone orizzontale è
permanente; si procede
annualmente al rinnovo degli
archetti.

Cordone libero e speronato


Anche in questo caso il cordone
orizzontale è permanente; ogni
anno si rinnovano gli speroni.
FORMAZIONI FRUTTIFERE:
Pomacee: ¾Lamburda

¾Brindillo

¾Borsa

¾Zampa di gallo

Drupacee:
¾Dardo

¾Brindillo

¾Maz. di maggio

¾Tripla gemma
P
O
M
A
C
E
E

I diversi tipi di gemme su melo: in basso una gemma a ”legno”


(piccola e triangolare) dalla quale si svilupperà un germoglio. In
alto una gemma a “fiore” (ingrossata e tondeggiante) che
emetterà fiori ed anche un germoglio (il termine esatto è
perciò “gemma mista”).
P
O
M
A
C
E
E

La “lamburda” è un ramo specializzato nella fruttificazione che


indirizza tutte le energie nella formazione di una gemma a
fiore e per questo la crescita è ridotta a pochi centimetri
all’anno.
P
O
M
A
C
E
E

Il “brindillo”: è un ramo di un anno, sottile, di medie


dimensioni (30-40 cm), che presenta la gemma apicale a fiore
mentre le laterali sono tutte a legno
P
O
M
A
C
E
Borsa:
E ingrossamento in
prossimità del
picciolo del
frutto dell’anno
precedente
La lamburda crescendo si ramifica originando altre lamburde,
che formano degli organi caratteristici e contorti chiamati
“zampe di gallo”. Sono formazioni troppo invecchiate che non
danno frutti di qualità poiché le lamburde presenti sono esili e
poco alimentate: diradare
I “dardi” sono gli equivalenti
D delle “lamburde” delle
pomacee. Anche questi sono
R rami “specializzati” nella
U produzione di frutti. Portano
P un gruppo di gemme a fiore e
A crescono di pochi centimetri
C all’anno. Molto frequenti
E sull’albicocco.
E
Anche nelle drupacee
troviamo il “brindillo” che
presenta però la
D
disposizione delle gemme
R invertita rispetto alle
U pomacee: quella apicale è a
P legno e tutte le altre sono
A a fiore.
C
E
E
Sui rami misti di susini e
D peschi sono presenti tre
R gemme ogni nodo: le due
U esterne, di forma
P tondeggiante, sono a
fiore, quella centrale è
A
più piccola e appuntita
C ed è una gemma a legno.
E
E
D
R
U
P
A
C
E
E

I “mazzetti di maggio” sono rami di pochi centimetri di


lunghezza che portano un gruppo di gemme a fiore. Si formano
sui rami di due-tre anni. Sono tipici del susino e soprattutto
del ciliegio
POTATURA DI PRODUZIONE FRUTTICOLE:
ƒSubentra gradualmente alla potatura di allevamento
ƒConserva l’equilibrio fra la potenzialità produttiva e l’attività
vegetativa
ƒConserva la forma di allevamento conferita e consente un
periodico rinnovamento della vegetazione.
Criteri generali:
9Inizio fruttificazione: prevale ancora l’att.
vegetativa Limitare gli interventi
cesori, asportare branche soprannumerarie
Una volta giunti 9Piena futtificazione: calo dell’attività
a fruttificazione vegetativa intensificazione degli
distinguiamo 3 interventi cesori per garantire un adeguato
fasi: rinnovo
9Senescenza: ulteriore calo dell’attività
vegetativa e progressiva diminuzione della
produzione cambio della struttura della
chioma potatura sempre + drastica
Ammodernamento della potatura di produzione:
9 Estrema semplificazione degli interventi
9 Riduzione del numero di tagli prediligendo il diradamento al
raccorciamento
9Rinnovo delle branchette fruttifere esaurite.
Regola generale: tener conto del seguente rapporto
N° complessivo gemme a frutto
Quantità di nuovo legno prodotto

9Piante vigorose o con limitato n° di gemme a frutto:

intervenire con potatura meno intensa (ricca) per ridurre il


vigore vegetativo e favorire la differenziazione a fiore
9Piante deboli o con molte gemme a frutto:

intervenire con una potatura energica (povera) per stimolare


la vigoria e quindi il rinnovo delle formazioni fruttifere.
IN CASO DI ALTERNANZA DI FRUTTIFICAZIONE ??
Problema che vede l’alternarsi di un anno di carica di produzione
ad un successivo con scarsa fruttificazione a causa di errata o
mancata potatura nei precedenti anni.
Come intervenire:
9Successivamente ad un’annata di produzione scarsa:

Eseguire una potatura energica (povera) al fine di ridurre il


numero di gemme che in quell’anno si saranno differenziate a
frutto; l’anno successivo sarà necessario diradare i frutti

9Successivamente ad un anno di carica:

Intervenire con una potatura poco energica (ricca) in


considerazione della scarsa attività vegetativa e della scarsa
differenziazione di gemme a frutto.
QUANDO EFFETTUARE LA POTATURA DI PRODUZIONE:
9 Maggiore lasso di tempo per intervenire rispetto alle
operazioni di potatura di allevamento e verde.

9Teoricamente eseguibili durante tutto il periodo di riposo.

9Nella pratica si tende a ritardare l’epoca di potatura:


¾ Possibilità di regolare la potatura in funzione della
stagione invernale che volge al termine.
¾In alcune specie la potatura eseguita prima del
periodo più freddo comporta un anticipo del ripresa
vegetativa = maggiori rischi in caso di gelate tardive.
¾Piante potate prima di forti abbassamenti di T°
possono essere danneggiate
9Interventi eseguiti dopo la ripresa veg. deprimono la pianta
9Il meglio nelle nostre zone: Drupacee Fine febbraio
Pomacee, vite I° dec. marzo
Potatura MELO:
-Fondamentale un adeguato equilibrio fra rami a
frutto e rami a legno.
-Esubero rami a frutto = alternanza.
-Tenere conto dell’evoluzione fruttifera della
pianta e dell’abitus produttivo della varietà:
9Deligio rosso: se vigoroso fruttifica su brindillo, se
standard su lamburda

9Stayman, Jonagold: fruttificano solo su lamburde


portate da branche di 3-4 anni.

9Gala, Golden delicious: fruttificano soprattutto su


lamburde portate da branche di 2-3 anni ed in parte
su brindilli e rami misti.

9Granny smith, Imperatore: fruttificano soprattutto


su brindilli e rami misti molto meno su lamburde.
Potatura PERO:
-Fondamentale un adeguato equilibrio fra rami a
frutto e rami a legno.
-Esubero rami a frutto = alternanza.
-Tenere conto dell’evoluzione fruttifera della
pianta e dell’abitus produttivo della varietà:
9Abate, Kaiser, Decana, Passa crassana:
fruttificano sopratutto su lamurde e rami misti
derivanti dal rinnovo (evoluzione dei brindilli)

9William,S. Maria: frutt. quasi esclusivamente


all’apice dei brindilli; importante il loro rinnovo
senza che vengano accorciati, ma solo diradati.

9Conference: fruttifica sia su lamburde che su


rami misti, poco su brindilli. Generalmente
l’allegagione è tale da richiedere il diradamento,
essenziale per ottenere un adeguata pezzatura.
Brindillo formatosi Evoluzione del Dopo la potatura
l’estate scorsa brindillo non cimato
(anno succ.) Prima della potatura
Pesco: Potatura DRUPACEE:
-inizia molto presto;
-fruttifica su ramo misto, dardo e brindillo.
-diradamento crescente dei rami misti (50-70 %)
-mantenere i rami a frutto il più possibile vicino
alla struttura scheletrica (asportazione dei rami
che hanno prodotto)
-eliminare i rami troppo vigorosi o male inseriti
-Pesca noce: rispettare maggiormente i r. misti.

Albicocco:
-Fruttifica su ramo misto e mazzetto di maggio su
rami di 1 anno
-eliminare i rami posti in schiena
-diradare i rami misti
-eliminare le branche fruttifere di 3-5 anni,
rinnovando con rami nuovi
Susino cino-giapponese:
-frutto grosso
-fruttifica su rami di 1 anno, mazzetti di maggio
e rami misti
-potatura energica
-asportare parte dei rami misti
-raccorciare i rami di più anni eliminare i polloni
Susino europeo:
-lenta messa a frutto
-frutto piccolo
-fruttifica su dardi: numero inferiore di gemme
a fiore e più anni di età
-accorciare i rami che portano i mazzetti
-eliminare i polloni e provvedere al rinnovo delle
branche.
Ciliegio dolce:-produce su mazzetto di maggio
-Leggeri e pochi tagli (estremamente vigoroso).
Ciliegio acido:-produce su ramo misto
-Potatura energica, sfoltire i rami misti.
POTATURA DI PRODUZIONE VITE:

Dove produce: La prod. si


localizza su vegetazione
dell’anno emessa da gemme
portate da tralci dell’anno
precedente

Evoluzione a frutto di uno


sperone (2-3 gemme)

Evoluzione a frutto di un
archetto (7-8 gemme)
Potatura di prod. VITE:
Guyot o cordone rinnovato:E’ a
tralcio nuovo con 1-2 tralci
inseriti direttamente sull’asta
ed 1-2 speroni per il rinnovo

Sylvoz e Casarsa:Si addotta una


potatura lunga 8-10 gemme
alternata ad alcuni speroni atti a
stimolare il rinnovo. In alcune cv.
si ha uno sviluppo non uniforme e
una maturazione scalare.

Cordone libero e speronato: Si


lasciano dei corti speroni (2-3
gemme) inseriti sul cordone
permanente. Per il rinnovo si
sfruttano i tralci che si
originano dalla corona
ACTINIDIA: Potatura di produzione
-Produzione localizzata sulle prime 3-4 gemme
dei tralci dell'anno.
-Necessario prevedere un periodico rinnovo dei
cordoni destinati a portare i tralci che emettono
i germogli fruttiferi.
-Molto vigorosa : nessun problema di rinnovo;
talvolta necessita di potatura verde.
-E’ una specie dioica: il maschio va potato poco al
fine di non accentuare la tendenza alla fioritura
anticipata rispetto alla femmina
KAKI: Potatura di produzione
-Fruttifica sia su rami dell'anno
che su brindilli.
-Privilegiare i rami robusti
considerato il considerevole peso
dei frutti.