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UNITTA’ LOCALE SOCIOSANITARIA DELLA REGIONE VENETO

DIPARTIMENTO DI PREVENZIONE
U.O. di MEDICINA DELLO SPORT
Progetto:

IL MALATO CRONICO IN PALESTRA CERTIFICATA

Le basi della
valutazione funzionale

Dott. Patrizio Sarto


U.O.C. Medicina dello Sport
2:2
1’30’’ x 4 rec. 1’

VO2
92.8 %
70 79.2 % 84.1 %
78 %
60
50
ml/kg/min

40
30
8.1 8.5
20
4.3 6.9
10
0
1 46
ALLENARE

COSA e COME
VALUTAZIONE FUNZIONALE

RISPOSTE FISIOLOGICHE QUALITA’


ALL’ESERCIZIO ORGANICO-FUNZIONALI

DOPO
GARA ALLENAMENTO DI BASE
ALLENAMENTO
(aggiustamenti) (aggiustamenti) (genetiche) (adattamenti)

Modello funzionale Modello funzionale


della gara dell’allenamento

COSA
ALLENAMENTO COME

PRESTAZIONE
Antropometriche Dati anagrafici

Caratteristiche
Tecniche ambientali
PERFORMANCE

Organico- Psicologiche
funzionali
Coordinative
La valutazione funzionale
Si occupa di fornire indicazioni
sullo stato e sulla evoluzione
dei fattori organico-funzionali
che contribuiscono a
determinare la prestazione
sportiva
Test di valutazione
funzionale
Consistono nella misura
rigorosa, diretta o indiretta, di
una o più grandezze
considerate rappresentative di
una determinata qualità che si
intende indagare.
Valutazione funzionale: obiettivi
 Determinare lo stato di forma fisica
 Identificare le caratteristiche fisiologiche di
un atleta
 Impostare/individualizzare un protocollo di
allenamento
 Monitorare gli effetti dell’allenamento
 Prevenire infortuni, reinfortuni,
sovrallenamento
 Facilitare la ripresa sportiva a seguito di
infortunio o inattività prolungata
 Identificare un modello funzionale
 Selezione dei talenti
Classificazione dei test
• Test generici che indagano
qualità fisiche generali
• Test specifici per un tipo di
sport

•Test da laboratorio
• Test da campo
Requisiti fondamentali:
VALIDITA’
(o accuratezza)

La validità consiste nel


misurare effettivamente il
parametro che si intende
valutare.
Requisiti fondamentali:
PRECISIONE
Si riferisce alla capacità di
uno strumento di fornire la
stessa misura di una
variabile quando si
effettuano misurazioni
ripetute nel tempo
Requisiti fondamentali:

A)Scarsa precisione e scarsa accuratezza


B) Buona precisione e scarsa
accuratezza
C) Scarsa precisione e buona
accuratezza
D) Buona precisione e buona accuratezza
Requisiti fondamentali:
AFFIDABILITA’
L’affidabilità si riferisce alla
capacità del soggetto di
ripetere la stessa prestazione
nel test, ed è quindi alta quando
un test è ben ripetibile.
Requisiti fondamentali:
OBIETTIVITA’
L’obiettività consiste nella capacità
del test di fornire lo stesso
risultato indipendentemente dalle
capacità esecutive dell’operatore;
riguarda la ripetibilità
intraoperatore e interoperatore.
Requisiti fondamentali
Per soddisfare questi requisiti
un test deve essere
standardizzato, vale a dire
eseguito sempre con le stesse
modalità e protocollo, nelle
condizioni il più possibile
ripetibili.
V= E/C
V=Prestazione C=Costo Energetico

E=Potenza
E=Potenza
E=Potenza

- Qualità organiche muscolari

-Caratteristiche:
- Anagrafiche
- Antropometriche
- Motivazionali
C= Costo Energetico
C= Costo Energetico

- Capacità coordinative
- Utilizzazione dell’attrezzo migliore
Vmax= Emax/Cmin
Individuazione
delle caratteristiche
fisiologiche
Caratteristiche aerobiche
H2O
ATP
CO2
Cr
Lattato
PCr Energia
Zuccheri Calore

O2 ADP

Zuccheri, Proteine Grassi


H2O
ATP
CO2

Energia
Calore

O2 ADP

Zuccheri, Proteine Grassi


FATTORI LIMITANTI DEL
SISTEMA AEROBICO:
FATTORI LIMITANTI DEL
SISTEMA AEROBICO:
- CAPACITA’
- POTENZA
SISTEMA AEROBICO
• FATTORI LIMITANTI
– CAPACITA’: - Disponibilita’ di Glucidi e Lipidi

– POTENZA: - Attività Cardiorespiratori


- Quantità Emoglobinica
- Funzione del Microcircolo
- Mioglobina
- Attività enzimi Mitocondriali
.

VO2 Max …..?


LA MASSIMA POTENZA AEROBICA

“Massima quantità di energia che


può essere resa disponibile
nell’unità di tempo sulla base
dei soli processi ossidativi”

Cerretelli
Per quanto un lavoro aerobico può
Essere protratto nel tempo?

…diminuisce all’
aumentare della frazione di Vo2 max
effettivamente utilizzata durante il
lavoro… in soggetti allenati esso è di
5 ore all’intensità di 60% di Vo2 Max
mentre solo di 20-25’ per una
Intensità

Pier Enrico di Prampero


Per quanto un lavoro aerobico può
Essere protratto nel tempo?
LA MASSIMA POTENZA AEROBICA

“Il Vo2 max è una misura


della massima potenza metabolica
E quindi della massima intensità di
Esercizio, che un soggetto può
sostenere per lunghi
periodi di tempo”

Pier Enrico di Prampero


Per quanto tempo un lavoro aerobico può
Essere protratto?

… in soggetti allenati esso è di


5 ore all’intensità di 60% di Vo2 Max
mentre solo di 20-25’ per una
Intensità del 100% Vo2 max…
LA MASSIMA POTENZA AEROBICA

“… praticamente il VO2 Max


può essere sostenuto per al massimo
20-25’… ”

Pier Enrico di Prampero


ENDURANCE SPORTS Maximal oxygen intake
ml/kg/min
Men Women

Long-distance running 75-80 65-70


Cross-country skiing 75-78 65-70
Road cycling 70-75 60-65
Skating 65-72 55-60
Biathlon 75-78 -----
Rowing 65-70 60-64
Swimming 60-70 60-64

Neumann 1988
GAMES Maximal oxygen intake
ml/kg/min

Men Women

Football ( Soccer) 50-57 ----


Ice hockey 55-60 ----
Basketball 50-55 40-45
Volleyball 55-60 48-52
Table tennis 40-45 38-42

Neumann 1988
COMBATIVE SPORTS Maximal oxygen intake
ml/kg/min

Men Women

Boxing 60-65 ----


Judo 55-60 50-55
Wrestling 60-65 ----

Neumann 1988
POWER SPORTS Maximal oxygen intake
ml/kg/min
Men Women

Sprint ( 200 mt. track) 55-60 45-50


Long Jump 50-55 45-50
Ski-jumping 40-45 ----
Sprint track and field 48-52 43-47
Decathlon 60-65 ----

Neumann 1988
Vo2 max
VO2 MAX VA
SEMPRE ESPRESSO IN
ml/kg/min?
l/min

ml/kg/min
l / min
ml/kg/min
• il valore massimo di Vo2 si raggiunge tra i 15-
20 aa. Astrand Ceretelli
• si stabilizza tra i 20-22 aa si stabilizza fino a 28
aa e poi lentamente decresce
• tende lentamente a diminuire con una caduta
libera dopo i 50 aa.
• all’età di 55 aa in media si ha circa il 27-25 %
del Vo2 di
• i maschi VO2 > 30 % rispetto alle
femmine
• se si considera il VO2 max relativo al
peso corporeo la differenza è di circa 15-
20%
• se il Vo2 max vene riferito ad un Kg di
massa magra la differenza è del 3-5 %
MODALITÀ DI ESECUZIONE
Umidità 50 %

Temperatura ideale
19-23 °C
Astensione da
sforzi intensi da
almeno 48 ore

Notte tranquilla

Astensione dal
alcool,fumo

Ultimo pasto 3 ore prima


PROTOCOLLO DEL TEST
-TEST TRIANGOLARE
incrementi del carico di lavoro di intensità e durata
variabile fino al raggiungimento del Vo2 max

- TEST RETTANGOLARI
Test a carico costante da mantenere per un tempo
prefissato o il più a lungo possibile
Frequenza cardiaca
Ventilazione
195 193 193
190 170
190 187 163
185
160 150
150
180 140
175 130
170 120 116

maschio femmina 110 104


100
ciclo pattini 90
80
maschio femmina
Vo2 Max

75 73
70 67,6
65 62,1
ml/kg/min 60
55 52,1
50
45
maschio femmina
.
VO2 MAX =
VO2 max on TREADMILL

90
80
70 65,6
ml/kg/min

60,2
60
50
40
30
20
Biathlon M Biathlon F

Sarto et all. 7th Con. of the European College of Sport Science 2002
VO2 max on TREADMILL
90 * *
82,5
* *
80 * 73,3
70 65,6 *
ml/kg/min

60,2
60
50
40
30
20
Biathlon M Biathlon M. Cross Country Biathlon F Biathlon F. Cross Country
Ski M * Ski F *

Sarto,et
Sarto,et all. 7th Congress of the European College of Sport Science 2002
** Faina, Dal Monte La Valutazione dell’
dell’atleta Utet
VO2 max on TREADMILL
90 **
82,5 **
80 * ** * 73,3
68,9 * ***
70 65,6
ml/kg/min

60,2 61,1
60
50
40
30
20
Biathlon M Biathlon M. Cross Country Biathlon F Biathlon F. Cross Country
Ski M * Ski F *
* Sarto et all. 7th Congress of the European College of Sport Science 2002
*Dal Monte A., Faina M.; Valutazione dell’atleta. Scienze dello sport Ed. UTET
*** Kenneth Rundell; Physiological characteristics and performance of top U.S. Biathles. Med. Sci. Sports Exerc. 1995
La soglia anaerobica
FATTORI LIMITANTI DEL
SISTEMA AEROBICO:
FATTORI LIMITANTI DEL
SISTEMA AEROBICO:
- Capacità
- Potenza
METABOLISMO
ANEROBICO LATTACIDO

• FATTORI LIMITANTI
– CAPACITA’: - Attività Latticodeidrogenasi
- Concentrazione H+

• FATTORI LIMITANTI
– POTENZA: - Attività degli enzimi glicolitici
- Qualità delle fibre muscolari
Lattacidemia a riposo:
1.0 – 1.5 mM
9 mg/100mL

N.B.: è possibile riscontrare valori


inferiori a 1.0 mM sia a riposo che
durante esercizio
ESERCIZIO A CARICHI
CRESCENTI 16 km/h
INTENSITA’

14 km/h

12 km/h

10 km/h

0 km/h 0 km/h

0’ 4’ 8’ 10’ 12’ TEMPO


VARIAZIONI LATTACIDEMIA
VARIAZIONI LATTACIDEMIA
DOPO ESERCIZIO MASSIMALE
AL CICLOERGOMETRO
4-8 mM

DOPO PROVE MASSIMALI DI 8-17 mM


CIRCA UN MINUTO NEI SEDENTARI

DOPO PROVE MASSIMALI


DI CIRCA UN MINUTO IN ATLETI 15-25 mM
DOPO PROVE MASSIMALI
INTERMITTENTI
32 mM
IL LATTATO VIENE
ACCUMULATO:
1) all’inizio dell’esercizio (early lactate
2) quando l’intensità dell’esercizio è
tale da richiedere l’intervento del
metabolismo anaerobico,
3) sempre, nei soggetti con difetti del
metabolismo ossidativo.
La soglia anaerobica:
Per gli anglofoni OBLA (onset blood
lactate accumulation) indica il punto di
inizio dell’accumulo di tipo esponenziale
dell’acido lattico nel muscolo con il
crescere dell’intensità di lavoro.

E’ un fattore predittivo molto preciso delle


attitudini atletiche per una prova di
resistenza (es. nella maratona possibile predizione
con errore 0,6% rispetto alla prestazione reale)
SOGLIA AEROBICA
Intensità di esercizio
al di sopra della quale
la concentrazione ematica
di lattato supera le 2 mM
Indica il passaggio dal metabolismo aerobico
al metabolismo parzialmente anaerobico
Determinazione della soglia
anaerobica:
• Valutazione indiretta (soglia ventilatoria)
tramite la misura dei gas respiratori

• Valutazione diretta (soglia metabolica)


tramite la misura della lattacidemia capillare

! Sempre durante esercizio a carichi incrementali (di


durata di almeno 3 min ciascuno per raggiungere lo
steady state) !
SOGLIA ANAEROBICA
Intensità di esercizio
al di sopra della quale
la concentrazione ematica
di lattato supera le 4 mM
Indica il passaggio al metabolismo quasi
esclusivamente anaerobico
ACCUMULO DI LATTATO
1) Tipo di esercizio
- componente isometrica
- equilibrio o incrementale
- tipo di ergometro
2) Intensità dell’esercizio
3) Durata dell’ esercizio
4) Masse muscolari coinvolte
ACCUMULO DI LATTATO

5) Allenamento
6) Dieta
7) Età del soggetto
8) Tempo del prelievo
9) Sangue venoso, arterioso, capillare
10) Metodica di analisi del campione
CINETICA DEL RECUPERO
La T ½ = 17 min

PASSIVO
PASSIVO
ATTIVO
ATTIVO
esercizio
esercizio

tempo
PICCO DI LATTATO POST ESERCIZIO
6-10
6-10 min
min

La 0-3
0-3 min
min

FT

esercizio
ST
esercizio

tempo
Curva lattato-velocità

fondist
15 i
14
13 veloci
12 sti
11
10
Lattato m m ol/l

9
8
7
6
5
4
3
2
1
0
26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38
Velocità Km /h
Sport Pattinaggio Data Sede l'Aquila

Curva lattato-velocità
15
14
15-
13
mar-
12 00
11
10
Lattato m m ol/l

9
8
7
6
5
4
3

2
1
0
27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39
Velocità Km /h
Sport Pattinaggio Data Sede l'Aquila

Curva lattato-velocità
15
14
22-
13 giu-00
12
15-
11
mar-
10 00
Lattato m m ol/l

9
8
7
6
5
4
3

2
1
0
27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39
Velocità Km /h
MADER TEST OF A ROLLER SKATER

15
14
22-
13 giu-00
12
11 15-
mar-
10 00
Lactate m m ol/l

9
8
7
6
5
4
3
2
1
0
27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40
speed Km /h
MADER TEST OF A BIATHLETE
29-
ago-
11
01
10 13-
nov-
9 01

7
Lactate m m ol/l

0
20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32
Speed Km /h
Soglia anaerobica

luglio
15
12,9 13,2 12,7
13
Km/h

11

7
D C A
reparti
Soglia anaerobica

luglio agosto
15 14,8
* 14,3 * 13,9 *
13,2
12,9
13 12,7
Km/h

11

9
D C A
* p <0.05 reparti
Soglia anaerobica

luglio agosto dicembre


15 14,8 14,7
14,3 14,3
13,9 13,7
13,2
12,9
13 12,7
Km/h

11

9
D C A
p= ns dicembre vs agosto reparti
Soglia anaerobica

luglio agosto dicembre giugno


15 14,7
*
14,1 *
13,4
13,1
13
Km/h

11

9
* p<0.05 vs luglio 2003
Robert
Acquafresca

Curva lattato-velocità

06-lug-06
10
9
8
7
Lattato mM

6
29-ago-06
5
4
3
2
1
0
8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18

Vel Km/h
Le caratteristiche del malato
cronico
MIOPATIA NELLO SCOMPENSO CARDIACO

NORMALE PAZIENTE
SCOMPENSATO

O2
O2
O2
O2
O2
-Geisterfer 1988
O2
O2

Metabolismo
aerobico Metabolismo
anaerobico
HF NORMAL

Circulation 1992;85;1751-1759
Sarto, et. al. Journal Cardiac Failure Vol 13 N° 9 2007
-Iperstimolazione simpatica
- Coats 1990
- Attivazione del Sistema SRAA
- Drexel 1987
- Aumentata rigidità della parete
vascolare
-Zelis 1968
- Alterato controllo locale della
vasomotilità
-Kaiser 1988

Precoce attivazione del metabolismo


anaerobico
Elevata produzione di acido lattico
Sospensione dell’esercizio
Blood Flow responses
In CHF Vs. Controll
6

2
* *
1
*
0
0 20 40 60
Watt
*p<0,001
Normali CHF

Wilson J. JACC Vol 22 N° 4 Supl. 1993


Blood Flow responses
In CHF Vs. Controll
6 Tagawa

5 OSSIDO Circulation
NITRICO 1994
4

3
OSSIDO NITRICO

2
* *
1
*
0
0 20 40 60
Watt
*p<0,001
Normali CHF

Wilson J. JACC Vol 22 N° 4 Supl. 1993


Luca Toni
TEST DI MADER

Marco
Borriello
Curva lattato-velocità
Max Presti
10
9
8 Antonella
7
Vel-4 Bellutti
Lattato mM

6
5
4 Vel-2
3 Willy 07-dic-
2 04
1
Pallhuber
0
8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18
Ippolito Vel Km/h
Sanfratello
Curva lattato-velocità

10
9
8
7
Lattato mM

6
5
4
3
2
1
0
8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18

Vel Km/h

LEONARDO BONUCCI
Curva lattato-potenza

12
11
10
9
Lattato mM

8
7
6 1 2
5
4
3
2
1
0
15 20 25 30 35 40 45 50 55 60 65 70 75

Watt
Curva lattato-potenza

12
11
10
9 CMD-
CMD-Post IMA
CMD-
CMD-Post IMA
Lattato mM

8 FE= 30 %
FE= 30 %
7
6 1 2
5
4
3
2
1
0
15 20 25 30 35 40 45 50 55 60 65 70 75

Watt
Curva lattato-potenza

12
11 CMD post IMA
10 Dializzato
9 cronico CMD-
CMD-Post IMA
Lattato mM

8 FE= 30 %
CMD-
CMD-Post IMA
7 3 FE= 30 %
6
5
1 2
4
3
2
1
0
15 20 25 30 35 40 45 50 55 60 65 70 75

Watt
Curva lattato-potenza

Vo2 Picco10
12 ml/Kg/min
11 Vo2 Picco 13
CMD post IMA ml/Kg/min
10 Vo2 Picco 19
Dializzato ml/Kg/min
9 CMD-
CMD-Post IMA
cronico
8 FE= 30 %
Lattato mM

CMD-
CMD-Post IMA
7 3 FE= 30 %
6
5
1 2
4
3
2
1
0
15 20 25 30 35 40 45 50 55 60 65 70 75

Watt
Curva lattato-potenza

5 CT Controllo
Lattato mmol/l

CT
4

0
15 20 25 30 35 40 45 50 55 60 65 70 75 80 85 90 95 100 105 110 115 120 125 130 135
Watt

Dati personali
Curva lattato-potenza

Controllo
5
CT CHF CHF
Lattato mmol/l

4
CT
3

0
15 20 25 30 35 40 45 50 55 60 65 70 75 80 85 90 95 100 105 110 115 120 125 130 135
Watt

Dati personali
Test sub massimale
Misura indiretta della
forza massima

Formula Matt Brzyski

Forza massima
1 RM
Test sub massimale
Stima indiretta della forza massima
(Formula Matt Brzyski)

Forza massima 1 RM
kg

kg

Dati personali
STIME DELLA FORZA MASSIMA NEL
CARDIOPATICO CRONICO

Dati
personali
STIME DELLA FORZA MASSIMA
NEL CARDIOPATICO CRONICO

Dati personali
STIME DELLA FORZA MASSIMA
NEL CARDIOPATICO CRONICO

dializzati

Dati personali
Curva lattato-potenza

PTCA Cotrollo
5
CT CHF
4 PTCA
Lattato mmol/l

CHF

3 CT

0
15 20 25 30 35 40 45 50 55 60 65 70 75 80 85 90 95 100 105 110 115 120 125 130 135
Watt
Sarto Journal Cardiovascular Medicine 2009
conclusioni

• Considerare la patologia di base e la storia di


malattia
• L’allenamento della forza deve prevedere una
fase di valutazione iniziale
• L’allenamento non può essere standardizzato
• Deve essere mantenuto nel tempo
• Quando correttamente prescritto è sicuro e privo
di complicanze

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