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COVID-19, sigla che sta per il Corona Virus Diseases 19 (cioè malattia da coronavirus 2019, in
quanto comparsa in Cina nel dicembre del 2019), è una malattia respiratoria causata da un
virus, che è il coronavirus cosiddetto SARS CoV-2. È denominato così perché è un coronavirus
molto simile a quello della SARS anche se diverso soprattutto per le implicazioni cliniche e di
trasmissibilità. Quindi è emersa in Cina nel dicembre 2019 si è poi diffusa ad altri paesi. È un
patogeno di probabile origine zoonotica. Si pensa che il reservoir, cioè il serbatoio di infezione,
sia costituito dal pipistrello in quanto il virus umano è molto simile a uno dei virus, o meglio dei
coronavirus del pipistrello.
Al momento purtroppo non esiste una terapia specifica, un vaccino prima di un anno
difficilmente lo avremo a disposizione.
Chiaramente abbiamo ancora un numero limitato di informazioni sulle caratteristiche cliniche
della malattia.
È un virus nuovo! Quindi da oggi a domani possono cambiare le informazioni. Quindi quello
che dico oggi potrebbe essere vecchio addirittura domani o dopodomani.

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Le modalità di trasmissione sono solo in parte note, ci sono cioè ancora dei dubbi
effettivamente sul dettaglio. Sappiamo che questo è virus respiratorio e quindi si trasmette da
persona a persona soprattutto attraverso le goccioline di saliva. Quindi è chiaro che anche se
persone asintomatiche vengono trovate positive per il virus al tampone orofaringeo possono in
teoria trasmettere l’infezione. Chiaramente se una persona è sintomatica, cioè ha tosse, la
probabilità di trasmissione aumenta.
Esistono importanti rischi di trasmissione in ambito assistenziale, così come era importante il
rischio di trasmissione per la SARS del 2002-2003 e come esistono importanti focolai di
trasmissione nosocomiale anche di un altro coronavirus abbastanza famoso che è il
coronavirus medio-orientale. Quest’ultimo diffuso soprattutto nella penisola arabica, ma che ha
dato un importante focolaio di trasmissione nosocomiale in Corea del Sud.

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Per quanto riguarda le misure di controllo chiaramente il tutto deriva dalla modalità di
trasmissione. Siccome è un virus che si trasmette in particolare per via respiratoria e si
trasmette per contatto relativamente ravvicinato (come potrebbe essere per esempio all'interno
del nucleo familiare o all’interno di un ospedale) le misure principali sono basate su quello che
noi definiamo come “distanziamento sociale”. Innanzitutto isolamento delle persone affette da
malattie da coronavirus. Quarantena dei contatti che vanno tutti rintracciati più rapidamente
possibile. Ma il distanziamento sociale vuol dire anche che, per esempio, nella situazione in cui
ci sia un focolaio epidemico in atto, le persone possono restare dentro casa oppure non
frequentare locali pubblici (che potrebbero essere e chiusi). Ovvero bisogna distanziare le
persone l’una dall'altra e quindi farle diventare un pò asociali e, in un certo senso, creando una
difficoltà al virus della sua trasmissione.

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Quella del nuovo coronavirus è stata dichiarata dallo OMS (Organizzazione Mondiale della
Sanità) un'emergenza di sanità pubblica di rilevanza internazionale. Ma che cos'è questa
emergenza di sanità pubblica globale? Deriva da un Regolamento Sanitario Internazionale
(RSI) del 2005. Si tratta di uno strumento giuridico internazionale, che come obiettivo va a
garantire la massima sicurezza contro la diffusione di malattie contagiose a livello
internazionale, con la minima interferenza possibile sul commercio, sui movimenti
internazionali e sui movimenti di popolazione. Questo perché chiaramente si deve sempre
raggiungere una sorta di equilibrio e di compromesso fra la tutela della salute della
popolazione e, allo stesso tempo, la tutela dell’economia globale. Quindi le misure che si
prendono sono misure che tengono conto sia della tutela della salute del cittadino che della
tutela dell’economia globale e della collettività in senso più ampio.
Fonte: World Health Organization. International Health Regulations (2005). Third edition.,
2016. (ISBN 978 92 4 158049 6) https://www.who.int/ihr/publications/9789241580496/en/

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Il Regolamento Sanitario Internazionale contiene nel suo ambito degli strumenti per la
valutazione del rischio di una potenziale emergenza di sanità pubblica di rilevanza
internazionale la cosiddetta Public Health Emergency of International Concern (PHEIC).
L’allegato 2 di questo Regolamento, oltre ad una lista di patologie ad alto rischio da segnalare,
propone quattro domande che guidano il processo decisionale quando noi consideriamo una
malattia una emergenza di sanità pubblica internazionale.
Le domande sono le seguenti:
• l'evento ha un impatto sanitario grave?
• è insolito e inaspettato?
• esiste un rischio significativo di diffusione a livello internazionale?
• esiste un rischio significativo di restrizioni al commercio o al traffico internazionale?
Queste sono le domande a cui bisogna rispondere per dichiarare un’emergenza a livello
globale.

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Gli Stati Membri dell'Organizzazione Mondiale della Sanità segnalano, in base al Regolamento
Sanitario Internazionale, una potenziale emergenza di sanità pubblica di rilevanza
internazionale. Questa viene valutata da quello che è definito come un comitato di emergenza
che viene appositamente convocato. Abbiamo visto nel caso di questo nuovo coronavirus che
il comitato d'emergenza nella prima convocazione aveva espresso dei dubbi, si era diviso
anche al suo interno, dopodiché ha dichiarato questa come un'emergenza sanitaria di
rilevanza internazionale in una seconda convocazione. È sembrata quindi una dichiarazione
sofferta da parte del Direttore Generale che però alla fine ha preso questa importante, ma
sofferta, decisione. Probabilmente questa indecisione deriva dal fatto che non si voleva
penalizzare il paese all'epoca più colpito, la Cina, che aveva messo in atto delle misure
particolarmente stringenti di contenimento dell'infezione del focolaio principale, che era quello
di Whuan, una città di oltre 11 milioni di abitanti che si trova all’interno della provincia di Hubei.
Fonte: Statement on the meeting of the International Health Regulations (2005) Emergency
Committee regarding the outbreak of novel coronavirus (2019-nCoV). 23 gennaio 2020,
https://www.who.int/news-room/detail/23-01-2020-statement-on-the-meeting-of-the-
international-health-regulations-(2005)-emergency-committee-regarding-the-outbreak-of-novel-
coronavirus-(2019-ncov)

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Quindi che cos'è un’emergenza di sanita pubblica di rilevanza internazionale? È un evento
straordinario, non è un evento comune. In base al Regolamento Sanitario Internazionale deve
costituire un rischio di sanità pubblica per altri Stati, quindi non basta che sia a livello di uno
Stato singolo. Finché la diffusione è confinata all'interno di uno Stato (come era all'inizio per il
coronavirus che era confinato all’interno di una area della Cina) evidentemente non scatta la
dichiarazione. La dichiarazione scatta quando invece altri paesi vengono messi a rischio, o
addirittura sono coinvolti, da questo evento straordinario e questo evento richiede una risposta
internazionale coordinata. Non è un più quindi un affare di un singolo stato, ma deve essere un
affare che coinvolge multiple entità statali.

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Il Regolamento Sanitario Internazionale, che nel 2005 ho visto la luce dopo l’epidemia di
SARS del 2002-2003 ha visto dichiarare 6 emergenze di sanità pubblica di rilevanza
internazionale:
1. nel 2009 la pandemia influenzale da virus H1N1
2. nel 2014 la ri-emergenza del virus Polio del tipo wild type e quindi del virus selvaggio della
polio
3. nel 2014 la grande epidemia di Ebola in Africa Occidentale
4. l'epidemia di zika da virus Zika nel 2018 (soprattutto quando Zika colpì l’America Latina)
5. nel 2019 l'epidemia da virus Ebola nella Repubblica Democratica del Congo
6. nel 2020 l'epidemia dal nuovo coronavirus in Cina
Naturalmente quella dichiarazione di emergenza di sanità pubblica di rilevanza internazionale
fa si che l’OMS possa richiedere dei fondi per combattere e per affrontare questi gravi problemi
di sanità pubblica globale.

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Ma allora perché COVID-19 è stato dichiarato emergenza sanitaria?
Innanzitutto perché si tratta di un nuovo virus di cui c'è una accertata trasmissione interumana,
quindi un potenziale pandemico.
Poi c'è una suscettibilità, che probabilmente è una suscettibilità universale, ovvero nessuno di
noi ha anticorpi contro questo nuovo virus, per cui siamo tutti potenzialmente suscettibili.
La vulnerabilità e l'impatto è da definire, però probabilmente è piuttosto elevata/o.
C’è assenza di misure di prevenzione vaccinale. Possiamo agire con l'isolamento, la
quarantena, per cercare di ostacolare o quantomeno ritardare la progressione e l'evoluzione
dell'epidemia. Infine c’è l’assenza di una terapia specifica.
Quindi il livello di attenzione complessivamente è definito come molto elevato.

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Quindi in base a una valutazione complessiva specifica dei criteri del Regolamento Sanitario
Internazionale (l’impatto e la gravità; l’inusuale/inattesa comparsa; la diffusione internazionale
e restrizioni al commercio o al traffico internazionale che possono nemmeno essere previste) è
stato dichiarato l'outbreak, ovvero i focolai di nuovo coronavirus sono stati dichiarati appunto
come un'emergenza sanitaria di livello globale.

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Quindi per concludere a livello internazionale il 30 gennaio del 2020, ai sensi del Regolamento
Sanitario Internazionale 2005, la malattia da nuovo coronavirus, definita come COVID-19, è
stata dichiarata quindi emergenza di sanità pubblica globale di rilevanza internazionale.
I paesi europei, sulla base di quelli che sono i regolamenti vigenti, si stanno preparando ad
affrontare un eventuale circolazione, che ormai è una circolazione di fatto della SARS CoV-2.
Dobbiamo dire che purtroppo, dopo alcune piccole catene di trasmissione che si erano
verificate in Germania in Francia, l'Italia è stato il paese per primo colpito in maniera pesante
da questo coronavirus. In Italia c'è una diffusione a livello di più regioni che sta mettendo a
dura prova la reattività del nostro Sistema Sanitario Nazionale. Il 31 gennaio 2020 nel nostro
paese è stata dichiarata un’emergenza sanitaria per un periodo di 6 mesi. Naturalmente
speriamo che la capacità di reazione sia è tale da circoscrivere o quantomeno mitigare
l'impatto del nuovo coronavirus nel nostro paese.

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Naturalmente si parla di una situazione che è in continua evoluzione, una evoluzione
particolarmente rapida tanto che alcune delle informazioni che abbiamo riportato potrebbero
essere aggiornate successivamente oppure non risultare del tutto aggiornate rispetto a quelli
che sono i dati disponibili più recenti. Quindi si raccomanda per tenersi aggiornati di fare
riferimento ai siti ufficiali del Ministero della Salute, dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS),
dell’European Center for Disease Control (ECDC) e dell'Organizzazione Mondiale della Sanità
(OMS).

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