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Bl 3074 PIERO POZZATI CLAUDIO CECCOLI Professore incarcato Profestre ordinario sell Universita ot Bologna nella Universi Bologna TEORIA E TECNICA DELLE STRUTTURE Volume secondo SISTEMI DI TRAVI Parte seconda Applicazioni pratiche Prima ristampa riveduta 4.2: 4100059457 COLLOCAZIONE Bae. AS.8 DATI SBN meet om inva AUG |_Se2. Ow fous ahd (3 cuss NOTE UNIVERSITA" DI PADOVA UNIVERSITA’ DI PADOVA UTET © 1977 Unione Tipografico-Eaitrice Torinese corso Raffaello, 28 = 10125 Torino © Prima ristampa riveduta 1980 © Ristampa 1986 B vietata la riproduzione anche parzile in qua: siasi forma e con qualsiasi mezzo (comprese fo- tocopie © microfilm), ‘Tpogratia Sociale Torinese cotso Monte Cusco, 108 ~ 10141 Torine ISBN 85-02-03526-1 PREFAZIONE Secondo quanto @ stato gid accennato nella precedente premessa, questa seconda parte del volume If riguarda ancora i sistemi di travi, ed & dedicata alle applicazioni — trattate in parte nelle esercitazioni dell insegnamento di {Tecnica delle costruvionin —, di natura tanto teorica e numerica, quanto pratica; per cui, prima di addentrarci in un campo in cui si rifletton nume- rose question ricorrenti nella progettazione delle strutture, pud essere utile qualche breve riflessione sul carattere che si & pensato di dare al presente volume. Innanzi tutto & sembrato opportuno, pur nella primaria considerazione dei temi aventi prevalente caraitere formative, non trascurare questioni partico- Tarmente utili per la professione, cercando di trarre da cid che é pitt inariabile esperienza e guida per il meno costante. Tale impronta unitaria data al pro- Blema della progettazione pud meglio servire a rendere pitt agevoli le scelte che un ingegnere deve inevitabilmente compiere, nonché ad attenuare 1a dan- rosa divisione di conoscenze che spesso induce chi realizza costruziont in cal- ‘cestruzzo armato a considerare fuori del suo campo quelle metalliche, e vice- versa. Per ogni progetto sussistono infatti, qualunque sia il materiale impiegato, criteri di base identici che soltanto da un’esposizione compatta possono emer- gere chiaramente: per cui é opportuno che le varie specializzazioni, oggetto di corsi suecessivi, si innestino nel tronco di wna comune introduzione. ‘Stintende che, non esserdo pensabile il concreto manifestarsi di una vo- lonta, quale quella necessaria al progettare, indipendentemente dalla conoscenza dei dati fondamentali, un primo ampio capitolo, pari allincirea a un quinto del volume, & dedicato alle proprieta riguardanti 1 materiali che pis interessano Tingegneria civile: Pacciaio e il calcestruzzo, estesamente; in breve Value ‘minio, con le sue leghe leggere, ¢ il legno; di altri material, che pur consen- tiranno probabilmente decisive innovazioni nel futuro — quali resine, plastiche ¢ caleestruzzi fibrosi, ossia miscelati a gran rumero di brevi tratti di fili sot~ tilissimi di acciaio —-, non si & parlato, essendo ancora acerbe le loro tecno- logie, e anche per il carattere che & stato dato all’opera. In merito alle proprieté dei materiali, purtroppo in genere non & semplice 1a definizione del legame tra tensioni e dilatazioni, anche perché su di eso i ‘fluisce, in misura alle volte preminente, il tempo in cui si afferma lo stato di tensione. Infati si hanno deformazioni viscose, che aumentano spontaneamente, w Prefazione ssia non variando le sollecitazioni; altre deformazioni che, rimossi i carichl, ‘manifestano lentissimi_ritorni; inoltre i legami possono cambiare applicando iit volte le sollecitazioni. II calcestruzzo presenta in genere marcatamente tali deviazioni dalla sem- plicistica ipotesi della linearita tra tensionie dilatazioni; pertanto della viscositd sebbene essa interessi (seppure in variabilissima misura) tutti i materiali, par leremo nel paragrafo riguardante il calcestruzz0, proprio per la singolare ri- levanza che per ess0 acquista, e per le conseguenti notevoli implicazioni che possono aversi, in senso positivo e negativo, nei confronti soprattutto delle Strutture iperstatiche e prefabbricate, comungue di tutti gli assetti che risul- tino influenzati dalle deformazioni differite. Le caratteristiche del calcestruzzo, sensibili a molteplict influence (basta pensare che la sola umidita dellaria du- rrante il primo indurimento pub suggellarne definiticamente la natura), risultano dificilmente interpretabili mediante formule teoriche, in particolare nei con- fronti del comportamento viscoso; iuttavia, pur essendo le ipotesi introdotte largamente approssimative, non di rado in scarso accordo con esperienze fatte, si é ritenuto opportuno un cenno ai fondamenti della viscosita, soprattutto in considerazione delle istruttive indicazioni generali sulle quali, in virtt di ess, 2 possibile fissare lattenzione. Nell'anibito dei problemi connessi con il tempo, ha anche grande impor- tanza poter definire le proprieta del materiali sotto Vazione di effetti che hanno Pintensita variabile fortemente e per un gran numero di volte: pur volendo limitarsi a citazioni che riguardino soltanto Pingegneria civile, basta pensare alle strutture reggenti macchine con parti in continuo movimento, o soggette 4a incessanti variazioni termiche. Si manifesta allora, seguendo una dizione tanto fortunata quanto impropria, un comportamento «a fatica» assai com- plesso, che & impossibile rappresentare mediante i modelli classici del continuo, ‘avendo sso natura tipicamente discontinua e fortemente localizzata; € ine= vitabilmente si rileva, con un tipico infragilimento dei materiali anche duttli tn abbassamento delia soglia della resistenza, notevole, rispetto s"intende alle vicende statiche, per la maggior parte dei materiali; ed & perd ormai accertato il fatto che anche tendendo a un numero infinito di ripetizioni, la materia trova tum proprio accomodamento, e non si dissolve a sua facoltd di resistenza. La ‘fatica» dei materiali — che pits faciimente appare dove piit si addensano le tensioni e si hanno discontinuita di caratteristiche e di forma — acquista ov- viamente particolare importanza per i collegamenti e per le saldature. Ci 2 sembrato inoltre che nel capitolo relativo alle proprieta dei material (© meglio a suo coronamento, potesse essere opportuno anche un cenno sulle condizioni che debbono essere verficate per dar luogo alla plasticizzazione dei ‘materiali stessi, quando siano soggetti non a semplice tensione normale. Tale Breve riferimento potra essere utile anche per meglio rendersi conto del perché di certe norme o istruzioni richiamate nel testo, quali, ad esempio, quelle re- lative alle tensioni di contatto o alle veriiche delle saldature. A proposito di normative, 0 in genere di istruzioni, si troveranno frequen- temente richiamate, oltre alle vigenti, quelle fornite dal C.E.B., che ha il ‘merito di aver creato la base di una comune intesa sulla quale appoggiare i vari regolamenti per il calcestruzzo. Tali richiami sono stati ritenuti opportuni ‘pur avendo presente Vinevitabilita dei loro frequenti aggiornamenti. La tecno- Togia presenta questa triste necessita di un incalzante fare e rifare: certamente Prefazione vu Pattuale tendenza, seppur rispondente a lodevoli intenti, a produrre norme troppo analitiche rischia di irretire sempre pit U'attivita’dell'ingegnere, pro- spettando al giovane un labirinto di regole entro il quale rischia di perdere la comprensione delle questioni di maggiore importanza. Pertanto si & cercato i insistere sulle ragioni che hanno ispirato le norme o le istruzioni, € sui rmiti della legittimita delle loro applicazioni. Anche i particolari costruttivi in genere derivano da un processo di ra- gionamenti e da risultati vari scaturiti da esperienze, conoscendo i quali altri ‘casi simili possono essere afirontati. Nei capitoli If ¢ If, dedicati ai collega- ‘enti e ai vincoli, verranno trattate all’inizio questioni abbastanza general, ‘quali, ad esempio, le saldature, i problemi «di contatto , la diffusione di ca- Tichi concentrati; poi si passerd ai pite signifcativi tipi e ai particolart ricor- rentiy in pratica, nelle costrizioni di caleestruzzo armato e di acciaio, accen- nando anche agli appoggi di gomma sintetica oppure al teflon. In particolare per i collegamenti e i vincolici si deve preoccupare non soltanto dell'esistenza ddi adeguati margini di sicurezza, ma anche del loro regolare funzionamento in esercizio: 1a necessita di considerare certi coeffcienti, certe regole in appa- renza disinvolte & sempre istruttioa quando si cerchi di comprenderne il signi- ‘ficato, e di abituarsi alla constatazione della decisiva importanza dell’ esperienza, ‘specialmente nella messa a punto di tali organi strutturali Limportanza dei collegamenti& destinata a crescere, per la tendenza sempre iit diffusa a realizzare in appositi stabilimenti le varie parti delle costruzioni dda unire successivamente in opera, assicurando il necessario grado, oltre che ai resistenza, di stabilita dell equilibrio per le parti singole e per le struture considerate nel loro insieme; notevoli passi sono stati compiuti nelle tecniche della saldatura, € innovazioni radicali saranno perseguibili se, come iniziali esperienze fanno ben sperare, si potranno incollare tra loro stabilmente mem- brature di acciaio € ai calcestruzzo. Mentre i pit rilevanti collegamenti metallici saranno trattatt nel cap. Il, ‘quelli delle costruzioni di caleestruzz0 armato si troveranno descritti nel cap. V, riguardante i telai, e nel cep. VIII dedicato alle strutture prefabbricate. La prefabbricazione, che fu naturale per le costruzioni metalliche, si sta diffon- ddendo rapidamente aniche per quelle di calcesiruzz0 armato, favorita dalla no- tevole diminuzione dei pesi propri, resa possibile dalla precompressione dal- Fimpiego dei calcestruzzi leggert. E chiaro che ci si avvia a considerare anche le costruzioni come un prodotto industriale; ma é auspicabile che, specialmente nelledilizia, prevalga la tendenza al processo «per componenti», assicurando cosi, come per le sirutture metalliche, i grandi vantaggi dell'industrializzazione, ‘ma anche il prezioso apporte di una collaborazione a carattere individuale. Ov- tiamente non esiste per le strutture prefabbricate una statica particolare. Ma esistono questioni che acquistano singolare rilievo: per i collegamenti delle co- Struzioni di calcestruzzo armato si hanno in genere problemi maggiori che per ‘quelle metalliche, sia per la difficolta di far ricorso a unioni con bulloni saldature, sia per la notevole influenza che possono avere i processi viscosi, spesso esaltati ancke dalla circostanza della limitatezza dei getti di sutura; inolire i problemi della stabilita dellequilibrio, specialmente per la struttura considerata nel suo insieme, sono resi spesso assai ardui dalla dificolta di giv- dicare Peficacia dei collegamenti, per di pie insidiata nel tempo dai medesimi processi viscost. vu Prefazione Le applicazioni pratiche riguardanti i sistemi di travi che costituiscono le strutture di edifici multipiani si troveranno svolte nei capitolt IV, V, VE: il primo di essi raccoglie le osservazioni introduttive di carattere generale, ri- chiamando in breve i valori dei carichi verticali e orizzontali (delle azioni si- ssmiche si parlera nella terza parte) e le combinazioni da adottare: sofferman- dosi incece sui delicati problemi delle azioni termiche, delle verifiche e delle salvaguardie contro il pericolo di incendi. Svolte tali premesse, nel cap. V ver~ anno esaminate le questioni riguardanti le strutture di caleestruzz0 armato, comprese quelle a setti realizzate mediante casseri «a tunnel» componibili; soluzione quest'ultima, per certe sue caratteristiche, non al riparo da perples- sita, Il cap. VI tratteré invece le strutture di acciaio, considerando, con le re- lative prerogative, collegamenti rigidi, semirigidi e flessibili, e insistendo sulla questione, tipica delle strutture metalliche, della deformabilita, che frequente- ‘mente si connette con quella della stabilita dell’equilibrio, Gii effetti delle azioni orizzontali acquistano grande importanza quando i numero dei piani diviene notevole, e richiedono pertanto uno studio partico- larmente attento, con Vadozione di adeguati controventamenti per i quali spess0, non bastando il ricorso a strutture isolate, viene coinvolto Pintero edificio, concepito alla stregua di un’unica complessa mensola verticale che si spicca dalle fondazioni. Degli «alti edifici» si parlerd nel cap. VI, cogliendo occasione per esa- ‘minare particolarmente il problema — che per essi acquista notevole rilievo, ‘ma che interessa ovviamente le strutture in generale — della ripartizione delle ‘azioni orizzontali all’interno di complessi sistemi di strutture, comprendenti telai (anche reticolari) e setti pieni 0 forati, continui sino alle fondazioni, 0 pensili su pilastri. I metodi di calcolo sono ovviamente quelli gid trattath nel precedente volume I, parte I*; ma, a parte questioni di carattere esecutivo, Si troveranno ampliati alcuni procedimenti, riportando diagrammi atti a faci- licare i caleoli ea determinare rapidamente, per gli orientamenti nella proget- tazione, gli ordini di grandezza delle sollecitazioni; in. particolare verranno sviluppati esempi relaticamente allo studio di sistemi aventi marcato funziona- ‘mento spaziale, risolti sia tenendo conto, con Vimpiego delle matrici in forma ‘addensata, della loro effettiva configurazione di entita discrete; sia conside- rando un procedimento molto semplificativo indicato al termine del cap. XVI della precedente parte. Tali esempi consentiranno anche di considerare le in- ‘ertezze che non di rado rendono poco veritieri gli schemi strutturali, essendo le costruzioni dotate di irrigidimenti (in particolare quelli dei muri e dei pan- nelli di tamponamento) dificilmente interpretabili con formule; e di insistere quindi sulla necessita di adeguare Vafinamento dei calcoli al grado di atten- dibilca delle ipotesi, evitando esiziale involuzione del calcolo inteso come orpello. Nello stesso cap. VII verré inoltre trattato il sistema strutturale, sog- setto ad azioni orizzontali, costituito da strutture « inerociate », ossia da setti solidali con telai ad essi ortogonali; e trasferendo 1a soluzione dal discreto al continuo, seguendo un procedimento frequente nello studio delle strutture ‘acronautiche. Anche le coperture meritano un esame particolare, poiché per esse si pud passare dai normali solai a strutture di grande luce, nella cui realizzazione ‘si sono cimentati senza soste la fantasia creativa e l'ardimento dei progettsti. Ul cap. 1X, in cui verrd trattato tale tema, é stato fonte di non lievi incertezze, Prefazione % per la notevole disomogeneiti del suo contenuto e per il suo carattere inevita- bilmente aneddotico; tuttavia si & pensato che alcuni esempi € V'illustrazione, eorredata di osservazioni critiche, di alcune tipologie ricorrenti (compresi gli uusuali solai) possano fornire qualche utile elemento di guida e di informazione tun Settore tanto importante ¢ spesso suggestivo dell attivita del progettsta. ‘Sempre in tema di applicaziont, abbiamo ritenuio opportuno non far man. care qualche indicazione sui tralicei (cap. X) e in particolare sulle iorri reti colari che sostengono i conduttori eletrici. Le alte antenne vincolate da stralli costituiscono un caso rilevante, meritevole di essere trattato sia per gli spunti utili che pud avere per alire strutture, in particolare per i ponti sospesi, sia anche per Pistruttica illstrazione di un'indagine numerica avente natura mar- catamente non lineare. Infine ci é sembrato che non potesse mancare, per il carattere professionale € pratico del presente volume, un cenno alle prove di carico ¢ al rilevamento delle deformazioni frequentenente eseguibili sulle strutture. Sono prove molto significative e utili, quando si abbia chiaro cid che di vero ci si pub attendere da esse. Parlarne & certamente istruttivo, anche in vista del delicato impegno che richiedono le operazioni di collaudo; inolire ci @ sembrato che concludere pparlando di esperienze segni la necessita di non perdere il diretto contatto con {a realta delle cose, che non di rado nei nostri modelli teorici si specchia no- tevolmente deformata, Forse sarebbe stato opportuno che il presente volume, che segna un com pendio applicativo relaticamente ai sistemi di travi, coronasse anche lespo- sizione dell analisi dinamica + del calcolo limite delle strutture; nella precedente premessa é gia stato detto perché si rimvia la trattazione di tali argomenti, che contiamo di sviluppare insieme con il prof. Chiarugi, alla parte 3* dello stesso volume II, T riferimenti bibliografici disseminati lungo il testo hanno il solo scopo di richiamare le fonti pitt dirette di consultazione. Prima di concludere ei & gradito ricordare 1a cordiale collaborazione, at- tuatasi in ripetuti scambi di opinioni, avuta dagli amici professori Alessi ¢ Chiarugi; e ringraziare sentitamente la Casa editrice UTET per la cura posta nella pubblicazione. ‘Bologna, marzo 1977 P. Pozzani-C. Ceccou B— Pozzare-Ceceou, 12. INDICE I. Proprieti dei material. 14. Premessa Pp 1.2. Proprietd fondamentali del calcestruzzo . 1.21. La prova a compressione semplice 122 Inflenza delet, della temperatura e delle condizioni ambien- tall-di maturazione sulla resistenza a compressione 1.23, La resstenza a trazione semplce 128, Legame fra tension! normale dilatazioni per carichi di breve fC lunga dursta: clastic, elastcita ritardata e viscosita 4) Premessa 1} Elasticith ritardata © viscostt. Simulazione det fenomeni: me- diante modeli ‘6 Dati sperimentalisull'elasticitaitardata e sulla viscosta 4 Conn’ alla tearia semplifiata della «vscosita lineare + (Withney) ¢) Viscosit lineare: atimento delle deformazioni; invarianca degli Stati di tensione delle struttre iperstatiche ‘fy Viscostt lieare: effetidifferiti nel tempo per cedimenti di vincol 4) Viscostalinare; rflessi sulle struture costruite in tempi suc 4p Valutazione affinata delle deformazioni viscose Resistenza e legame fra tensioni e deformazioni del calcestruzzo in relazione allo studio delle travi inflesse Deformazior! differite per riiro La fessurazione . Cenno al calcestruzzi leggeri enn biblcgrafet {@) Principal propreta del calesstruzzo (resistenza a, compressione E trazione, legame tensioni-deformazioni, viscost ritio) 1b) Viscosith = Elastica ritardata 6) Fessurazione ‘Acciai per carpenteria 13.1, Premessa x Indice 1.32, Prova a trazione semplice. Determinazione delle principali ea- ratterstche meceaniche 4) Prova a trazione semplice 4) Diagrammi tensione effettiva-dilatazione effettiva 1.33, Effetio Bauschinger. Ciclt di isteresi ') Effetto Bauschinger 5) Gilt di isteresi, 1.34. Prove di piegamento, Durezza 135, Frattura dutule o fragile. Resiienza 136. Rotture fragili: osservazioni 1137. Cenni bibliograft 1.4, Acciai per le strutture di cemento armato ¢ di cemento armato [precompresso 14.1. Accial per costruzioni di calcestruzz0 semplicemente armato 142, Acciai per costruzioni di calestruzzo armato precompresso. 1.5, Cenno alle proprieta dell'alluminio e delle sue leghe leggere 1.5.1. Generalitt 152: Principal leghe 1.6. Cenni alle proprietd del legno 1.6.1. Generalits {62 Principali proprieta meccaniche 11. Proprieta dei materiali soggetti ad azioni ripetute (resistenza a fatica) LTA. Premessa 172, Esperienze fondamentali e diagrammi significativi @) La curva di Wohler 5) Ml diagramma di Smith 1.7.3. Meceaniamo e caratteristiche della rottura per fatica 1.714, Influenza ‘della concentrazione delle tension! sulla rottura per fatica 1.758 Influenza della levigatura della superficie sulla resistenza a fa tica, Altre influence 1.7.6 La determinazione della sicurezza. Osservazioni conclusive 1.8, Richiami sui criteri di resistenza basati sulla limitazione degli stati di tensione ‘massima tensione tangenziale 0 di Tresca ‘metodo della curva intrinsoca (0. di Moh) 1.84, Criter energetic Beltrami, Hencky, Huber, von Mists) IL. Collegamenti di elementi strutturali metallic. 2.1, Premessa 2.2. Unioni con chiodi ¢ bulloni 22.1. Chiodi 222! Bulloni 223. Chiodi e bulloni soggetti a sforz0 taglante. Condizioni di re- Esempio 21. 2.24. Chiodi-e Bulloni sogeetti a trazione. Condizioni di resistenza Esempio 2.2 93 93 98 102 104 108 106 109 4 1d 18 BY — Pozzatt-Ceccou Indice xan 225, Sollecitazioni composte di taglio e sforan normale 2.6. Collegamenti di element tesi 0 compress io 23. Aessibili, semirigide © 4) Collegament fess ) Collegamentisemirigidi * 129 ©) Collegamenti rid + BL Esempio 24. * 133 22.8. Giunt, Unioai correnti * 134 Ezempio 2:5, » 136 229, Unioni ad aitrito con bulloni ad alta resstenza + 139 2.3. Unioni saldate +a 231. Premessa » 14 23.2. Acciai per strutture saldate > 142 23.3. Procedimenti di saldatura 3 143 234. Difetti e control di qualitt delle saldature > 146 23.5. Tipi di saldature ad arco +147 236. Criteri di calcolo dei collegamenti saldati. Verifiche di resi- stenza dei cardoni di saldatura » 150 236.1. Saldature di testa e aT +131 23.62. Saldsture d'angolo soleitate in direzione longitudinale 9 trasversale » 152 4@) Saldstura d’angolo longitudinale $12 ve + 136 6.3. Saldature dangolo soggette & Hessione © taglio > 136 6.4, Saldature d'angolo soggette a torsione © a taglio e torsione + 159 Exempio 2.6, + 160 Esempio 27. + 162 236.5 Saldature d'angolo soggette a ty. t+ Oy + 163 23.7. Osservazioni su alcuni tpicicollegamentisaldati » 163 Esempio 2.8. » 167 238. Le autotensioni ¢ gli effetti dovuti agli intagli:alcune regole di progettazione dei collegamentsaldat + 169 24, Cenni ad alcuni collegamenti tipici per aste tubolari vim 244. Osservazioni introduttive +i 242. Principal tpi di collegamenti m4 2.3. Collegamenti di tcavi e di pilastri metallici a strutture di calee- struzzo sai 2441, Esempi core incasti di colonne ad opee i calestruzzo + 177 ‘celonne in opere di ealoestrizzo’ casi pib complessi + 182 Empio 25. 185 IIL, Particolari tipi di vincolo: cerniere e carrell. 3.1, Premessa p187 3.2, Tensioni di contatto fra corpi cilindrici e sferici + 188 3.3. Contatto fra superfici piane. Compressioni localizzate e diffu- sione delle tensioni + 196 2 34, 36. 37. 38. 39. Indice “Appogssemplic fio strani per trav infeed picola Cemiere ¢ carrelli di acciaio per travi inflesse Esempio 3.1. Cerniere di calcestruzzo armato Esempio 3.2 Particolari tipi di cerniere ¢ carrelli per strutture di calcestruzzo armato. Appoggi pendolari Appoggi di gomma 3.811, Generalita 3182. Caratterstiche dei materiali impiegati 3813. Crter di caleolo ‘a) Conseguenze dei carich vertical 3) Conseguenze di coppie (0) Conseguence di azioni radenti Esempio 33. 3.84, Appogg! non armatt Particolari tipi di appoggio fissi e scorrevoli IV. Strutture per edifici multipiani: osservazioni introduttive, 4. 42. V. Edifici Sa. Premessa Problemi generali riguardanti Ia progettazione delle strutture per cedifici multipiani 421, Premessa 42.2, Azioni che sollectano le strutture ‘) I earichi vertical 1) Leazione del vento e considerazioni sulla formazioni ) Variazioni termiche 4) Cedimenti delle fondazioni 423, La combinazione dei carichi e delle azioni che sollecitano le siruture 424, Cites di limitazione delle deformazioni degli impatcati 4255, Resistenza al fuoco multipiani con struttura portante di calcestruzzo. Telai di tipo tradizionale interamente costruiti in opera Sil, Premessa $1.2 Crter di valutazione degli effetti conseguenti ai carichi vertical Esempio 5. 3, Norme particolari di progettazione ed esecuzione 5.4.34. I pllastel 5432 Le tavi P Pp P. 205 207 215 217 220 258 258 263 om 214 274 27 mm 5.2. Cenni alle struttute con elementi portanti a setti 52:1. Osservazioni introdut 52.2. Solai e pareti ‘a) Cenni alle modalith costruttive 5) Pareti non arate Esempio 52. Peet) 52.3. Problem! paricolari connessi con il caleolo delle pareti con fori Effet dh variazioni di dimension! dei seti. Set su ap- posal isolat| . 4) Osservazioni oreliminar > 5) Criteri di diseibuzione delle armature in eorrispondenza di fori 4i limitate dimensioni rispetto a. quelle dela parete . ©) Pareti su appogel isola, Pareti con brusche variazioni di sezione + VI. Edifici multipiani con struttura portante di acciaio, 6.1. Osservazioni introduttive P 62:1. Impaleati di tipo tradizionale per luci ¢ carichi non elevati—» Esempio 6.1 ‘ Esempio 6.2. ‘ 6.2.2. Inmpaleati con luci elevate e sovraccarich usual : 1623, Inmpaleati con luct € sovraccarichi elevatt : Esempio 63. : 6.3, Principali tipi di collegamenti per ossature con nodi rigidi, se- mirigidi e a cernisra . 63.1. Osservazioni introduttive 63.2. Telai con noll rgidi Esempio 6.4 633. Telal con nodi a cerniera ‘ 64. I controventame 64,1, Premessa . 642, L controventamenti di piano : 643. Strutture di controventamento vertical : '2) Controventariento con telai a nodi rigidi ‘ 5) Controventanento mediante mensole di calcestruzzo ‘ ) Controventanenti mediante mensole verticali a traliccio ‘ 4) Osservazion’ in merito alla deformabilit dei controventamenti i acciaio (portali @ nodi rigid o travature reticolari) ‘ VII. Alti edifici. 7.1. Premessa P 7.2. Ripartizione delle azioni orizzontali fra due 0 pitt mensole di inrigidimento. Diagrammi per faciltare il caleolo ed applicazioni + 721. Considerazioniintroduttive sulla ripartizione delle azioni ori ontali fra varie mensole doppiamente incastrato 9.24, Coperture di calestruzzo realizzate impiegando element a Pa rete soltle azerta afiancat 9.2.5. Coperture plane di notevole luce con element portant! di acciaio 'a) Coperture con trav reticolart Esempio 9.2 By Copertute ean portali metallici ‘0) Azioni orizzontali'€ presidi contro i pericoli di instabilta 9.26, Strutture retzolari spazali ') Osservazioni introduttive 2) La valutazione degli sforzi nelle aste 6) Particolari costruttivi Esempio 93. ip. xv Indice 9.3. Coperture a falde piane p. 467 9.3.1. Coperture (a due falde) «a spinta eliminata» realizzate con solat mist + 467 ‘Tabella 9.5. Copertura a due falde a spinta eliminata + 469 Exempio 9.4, + 469 9.32, Coperture ea shed» di calcestruzzo armato e metaliche + 471 ‘o) Esempi di strutture ¢a shed di calcestruzzo armato 3 4n ') Esempi di strutture va shed» metaliche 3475 9.4, Coperture ad arco +479 9.4.1. Considerazioi introduttive » 479 Esempio 9.5. 3 430 9.42, Esempi di coperture ad arco + 430 ‘a) Volta a spinta eliminata| + 430 ') Archi di ealcestruzzo 0 metallic + 432 9.8. Cenni a strutture elementari ricorrenti » 484 9.5.1. Solai misti di laterizio e calestruzzo ‘@) Modalita. di esecuzione +) Criteri di dimensionamento e di calcolo 486, Esempio 9.6. Esempio 9.7, 488 © Ripartzione’trasversale dei carichi o disuniformit& di luc teramente di calcestruzz0 X, Torri a traliccio. 10.1. Premessa 497 497 499 10.13, Cenno al caloolo del tralicct spaziali + 499 10.2. Sostegni delle linee elettriche + Sot 10.21, Azioni esterne e sollecitazioni * sol 10.3. Torti strallate » 505 10.3.1, Equilibrio © deformazione delle funi con gli ancoragsi a diverso livello + 506 4) La configurazione equilibrata + 305 1) Come uno spostamento ‘orizzontale relative degli ancoragsi si ripercuote Sul valore dello sforzo medio $'e sulla deformata della fune 10.32. Torri strallate soggette al vento '4) Osservazioat preliminarl, TI caso » piano dellasta sorreta da due strat 0) Lasta vincolata da tre stali 6) [rasta Soggetta al vento © vincolata da pitt ordini di stralli XI. Prove 1A Premessa, p- $20 i carico sulle strutture € misure delle deformazioni. Indice 112. Misura 11.2.1. Misura degli spostamenti, Flessimetri meccanici ed elettrii 1122! Misura delle rotazioni. Clinomet 1123. Misura delle dilatazioni. Estensimetsi Esteasimetri meccanich stesimettielettric 11233, Estensimettt acastict spostamenti, rotazioni, dilatazioni 11.3. Prove di carico e collaudi 113.1, Ordini di grandezza dei movimenti da misurare 1132. Movimenti per effet ter 1133, Prove di caro ) Generali io 11 b) Modalita dele prove 11.4. Cenni bibliografici Appendici I: Profilati a doppo T simmetrict Ti: Angolari e profiati aC Mi: Tabella dei coeficienti +6 Indice deglt autori is + 540 Carrroto I PROPRIETA DEI MATERIAL 1.1, Premessa. La tendenza naturale a utizzare a fondo le possbilta di resistenca delle strut tu fa nla fo svuppo unt vstiaina a sprmeniae fe ener Ie propritd c 1 compartment! sotto carico dei material al ine del Toro impiego nelle ostruionis portant, acingendoei a tallare var problemi pid direttamente pplcait della pogetavione, non st pub fare a mend dl una premessa stall Propriety In cui conoseenen per f progeist © per i cosrttort ha, importanza Escndialé, Necessramente Tespositione dovrd. Sere ‘molto contrat, exsendo ‘siti {nuuiero Gt seasa! sul coutibut, © per a pid, probletice sega i nt rcs continua vole; aie inde a mate Till pid frequentemente impiegal (clestruzzo, acciio,alluminio, legno), con Finendimento ai fornire una iracia tale tante question! che sarebbero da tatare, sonche lt opportun rferiment per capitol suecesii ‘Una pate preponderante di co che segue sari dedicata — in relazione anche al merito proceso di revisone e unifeatione operato dal Comité Européen du Beton (CEB) ~ al elcestrurzo, materiale ioc Gi rors, che ero presenta causa della sua composia natura, comportament sotto van aspett singoar,dilfcimente interpretabil con relaron! avest vallith sicura e generale; C0, in parcolae, per lio e i Moage, fenomeni che hanno tanta importanza nel determina i Eomportamento delle struttte di calcestruzzo con e senza il presido di armature Per al acrat impiegat nelle carpenterc metaliche verranno Tichiamat, laser con fe pit slgniteative caratirsuche, alcuni esensali tipi dt experense; si to- Nerannd inolife riportat | principal dati riguardantgi-dcial per il ealsstruzzo trmato e precompresso. Anke nelingegnena vives & racontrato un crescente interesse por Valluminio, materiale presioso quando simpongono lmitazion di 0, largamente iplcgato ad exempio nelle cosruziont aeronautiche; e380 te Eide: patiolar condecenze teenologthe, potendo acquire (ed. anche perdre) notevolt vantaggi sotto Tastee i tatament termi Segert un cennd. per i Icgno, material veterano dele costruzion. BE 'sembrato che, a conclsione i‘un riferimento, seppur breve, riguardante te proprieth dei material, non potessero mancare alcunt chia’ divcaratere generale, che con Te sess fropreta sono stetamente conness Anz tutto sol fonomeno dalla Taica che, prineipalmente pet | metal, costusce una dll qe- sont chive della progetaione delle macchine e anche sepure in ridota msi, per paricolan tipr-d strate; purtroppo, come vedremoy ¢ un problema tutto Eker exsendo, nel suoi confront, da th ito impotente fa core del continuo deformabile, dallaliro ass delicate Te espeienze sie qualh-debbono fondast ali orlentamenti della progetuzione. Inlire, poiche ogni valuazione deve alla fin Hine confi nel ete! dt siurezza, vere brevementerichiamata, qualia parte i essi che riguarda le condizos! di plasticizasione dei material e che pio dict famente core nelle normative. 1 — Pozzan-Crecous, 12 2 Capitolo primo 1.2, Propr ‘4 fondamentali del calcestruzzo. Li 1. La prova a compressione semplice. 42) La prova a compressione semplice& Ia pit) comune ¢ facile da attuare, ma & anche una fra le prove pit importanti per la qualificazione dei caloestruzzi. ‘Un provino prismatico a sezione cilindrca © quadrata viene inserito fra piatti di una pressa e portato a rottura con velocita di acorescimento del catico prestoché costante; la tensione di rottura convenzionale & il rapporto fra il earico’massimo misurato allatto della rottura ¢ l'area della sezione del provino. Ovviamente la tensione normale di rottura cosi definita é il valor medio delle tension! normall che si esercitano sulle due facce del proving a contatto con i pial della press Tm Ttalia Ia prova a compressione semplice per la valutazione della resistenza si esercta di solito su provini cubic; le dimensioni dei provini stessi, come pure ie modalita di preparaztone e stagionatura, sono unifcate ™. A titolo d'esempio, nella tabella seguente si riportano le dimensioni in relazione al diametro massimo Gell'inerte impiegato. d= dimensione mass sma dellinerte espres- sain. ss mm d<2 2 325,86. Pertanto Ia resstenza carattristica, vale Rix 32135206 25,862 258 kgjem?, valore che, data la forte dipersione dei ‘slat, & sensibmente infriore anche al minimo valore delle resistenze medie ‘el priv el calcolo delle strutture le verifiche di resstenza sono frequentemente im- prontate al criterio di limitsre, con adeguato margine di sicure/za rspeto alla fensione caraterisica di rotura, le tensioni normali conieguenti alle condizioni di esereizio; la seclta del valore Rye condiiona quindi in misura essenziale. le dimension degli elementistrttrali, e poiché nelle struture di calcestruzo il peso proprio ha in genere unvinfuenca non trascurabile,€ di solito conveniente fer 1 Eom allimpiego di calestwai ad elevate revatenza, © tuttavia da tener presente che alti valori R’px sono difficilmente ottenibili senza accurati e continui controlli ‘ella composizione del calcesruzzo, nonché delle condizioni dt posa in opera. Pet ‘0 Per un numero di preleviinferiore a 10 si pud assumere come resistenza caratte~ ristca il-minore det valor! seguenti: 1) il valore finimo delle medie aritmetiche. delle resistenze dei preliev, prese a sruppi di tre, diminuito di 70 kglcm*; 2) il valore minimo elle resstenze di prelievo, 6 Capitolo primo tale motivo & sconsiglabile far ricorso a resistenze caratterstche elevate (orien- tativamente superioria 300 kg/cm), se nel cantiere non sono disponibili atrezza- ture adeguate, se non & qualifcata a Suficienza la fonte di approvvigionamento Gel cement ¢ eae sao ’ ei esistenze caraiteristiche dell'ordine jem* ¢ oltre si possono pit facil mens ttencre nel canted pbbneaaone acca con ental soma. 1.2.2, Influenza delleti, della temperatura e delle condizioni ambientali di maturazione sulla resistenza a compressione. In quanto precede si é sempre fatto riferimento alla resistenza del conglomerato misurata a 28 giorni di maturazione ©. Per calcestruzzi normalmente stagionati he Fig. 13 in ambiente umido alla temperatura di 20 C, la resistenza varia nel tempo in modo Simie a quelle potato nels ig 1.3: la curva (ot fei a eles normal € la curva (0) a calcestruzzi ad alta resistenza. E da notare che per calcestruzi normali la variazione di resistenza nel tempo non & in genere suscettibile di fori Variazioni, e che per queli ad alta resistenza si possono avere scarti anche molto Sensibit rpetto af val orienaivi iportatinela ig 1-3. Sempre per ealetruza normali, sono state proposte varie regole empiriche per estrapolare i valori della resstenza 228 glo! sulla bese dei valor murat in tempi precedent requente mente si considera il legame lineare fra la resistenza e il logaritmo. del temy (@aineratlo’ di tempo approssinatvamente eompreso trate giori © doe esi ‘La resistenza del calcestruzzo pud varie, in alcuni casi anche sensibilmente, in rapporto alle condizioni ambientali che si registrano soprattutto nelle prt settimane di maturazione. E di fondamentale importanza, e e10 non solo in ordine alle caratteristiche di resistenza ma anche a quelle di deformabilita, che durante il periodo di presa e i primi tempi del periodo di indurimento non venga sottratta al gto Pca necestria per Tidratazone del cemento, Cid si otdene in praia evilando, pet quanto possibile, Tevaporazione dell'acqua, evaporazione che di- pende soprattto dal temperature © umiita relative delPambient, dal grado Gi aerazione e dal rapporto fra la superficie e il volume dei gett Appare quindi evidente che la massima attenzione deve porsi nelle stagioni calde e per gett di Timitato volume quali, ad esempio, travi di piccolo spessore e solette di sola. 82 Le modalita con cul devono essere conservati i provini durante la. maturazione sono unifcate Proprieta materiali 7 Liinnalzamento di temperatura dei getti ha come effetto quello di accelerare Ie reazioni chimiche di idratazione del cemento © conseguentemente di favorire nei primi giorni di stagionatura l'indurimento; tuttavia a lungo termine un calce- struzzo con indurimento acelrato raglungs restenze un po’ inferiori @ quelle di un calcestruzzo di uguali caratteristiche normalmente stagionato. Per ogni tipo di cemento esiste, nei primi giorni di indurimento, una temperatura dei getti ott- ‘male ai fini del raggiunigimento della massima resistenza possibile; orientativamente per cementi normali tale temperatura é di 18°C circa”. Nei cantieri di prefabbricazione i ritmi di produzione giornaliera pongono la necessiti di portare il calcesiruzzo allindurimento con resistenze a compfessione elevate nel pit breve tempo possibile; per accelerare V’indurimento, & prassi ormai comune far ricorso alla maturazione con vapore a pressione ambiente. Comune- ‘mente si inizia il ciclo termico dopo 2--3 ore dalla fine del getto ¢ successivamente si eleva la temperatura del vapore con un gradiente di 25°C circa per ora, fino a raggiungere temperature dellordine di 70-80 °C. La durata del riscaldamento & variabile in relazione alla temperatura raggiunta dal vapore, alla forma ¢ dimen- sione dei getti, ma € comungue dell’ordine di qualche ora. La maturazione a vapore é controindicata per i cementi alluminosi; con i ‘a rapido indurimento, tipo Portland, si ottengono i risultati migliori con getti a limitato rapporto A/C (orientativamente dell'ordine di 0,5). ‘Al'termine del ciclo di maturazione, il caleestruzzo ha solitamente resistenze del Nordine del'0Y, ceptto a quelle che avrehe ata 228 gota con cielo normale di maturazione. Col tempo li resistenza si accresce, ma non & detto tuttavia che a 28 giorni sia superiore a quella di un calcestruzz0 normalmente maturato, 1.23, La resistenza a trazine semplice, §—§ —— £=====}—~ a Pg yl for sea cone, at to gt te coe cece lsalan clei, sonar ae ee engin! to, ceo, lie i tet ol ro pn se 2 fle apace te a ceeding open ioc | ore aa eee ane PO So Legis : 1) prove a trazione sem on eh Roe pre te res fi ee sui os eS, ge, fg sg vin ore ed = mee Bos scone ee ee ae oe por ft le scam aoa soe ee no ro eg oes a css sabes on ea eee came cconsueti calcoli di resistenza delle») Prov a tmione ample i provini 09 B da notare che la temperatura cui si fa rferimento & quella effettiva dei geti ¢ ‘non quella dellambiente. 8 Capitol primo le prove danno rsulat fortemente inluenzati sia dalla forma del provino, sia allt modalith i eecurione della prova stessa. In genere i valor delle tensont di rottra che si deducono con la pfova a trazione semplice sono inferior, a pana Gi qual dt cles, gue dedote mediante una prova a fesone; Si pud in parte spcgare tenendo presente che elle prove a! flesione si fa sentire Fienza” della plastcizzsione Sl materiale nella fase precedente la rottra Di solito la resstenza a trazione semplice ¢ sensiblmente infeiore, anche della reli, aquella misorata con una prova a flessone. ° ‘Minori-dispersioni-dirisultatTornsce Ta. prova brasliana consistente, come sou a fg Lae otoporte un provna ingsico an eaneo unre, 6 ompressione applicato lungo due gencratric!dlametralmente oppose: si inducono nel provino tersoni di traione fa dterone normale a quella Wt applicazione del faico. Noto il caico i rottura, si deduce la tensione di rottura par tazione me- Sante la elaione: 2P Roa DT dove D ed 1 rappresentano ispetivamente il dametro dela sezione del provne tn hinghezra ©, “a roisenza a traione, valtata con la prova brasilian, @ superire a quella rata mediante travone.semplice, mentte & minore (oienativament dl 30.407) a qualia valtata Son prove 4 fesione. Ta testa a trazione & molto variable ance per calesruzi i comparable composirione ¢ di snaloghe restenze a compresione "Attolo orienatvo © in mancanza oh dati sperimentali desumibiti da prove inet, si puo assumere la resstenza a tazione par a 1/10 della corrisponente fesistenra & compressione. In reall le sistematiche experienze condotte mostano, Chisramente, che il Toro rapporto € varie e, genralment, diminusce al ee: secre dela resstenza a compresione. Le condiaon’ gi maturazione. hanno tina otevole influenza’ un calestruzzo maturatoallaria secen, ad exempio, presenta tn rapporto fra resistenzaatazione e compressione sesiblmente infeore& quello i un tnalogo caleestrurzo maturato n ambiente umido. Sulla sorta de risltatisperenai,numerose formule empitiche sono state roposte per esprimere il legume fra e'due tension! di otra PE eB ha proposto Te seguent reaziont (yq-resisenza caratteristca a tr- ions, Rye =restena caratterstiea a compressions, in kjem*, misurata su provi cilindrici): R= 0,59 VR 0.) Rye=7+0,06 Rox’, 12} che forniscono valori pressoché coincidenti nel campo delle consuete tensioni carat- teristiche di rottura a compressione semplice. Formula analoga alla [1.2] propongono le attuali norme jtaliane relative alle fopere in calcestruzzo precompresso, con riferimento perd alla tensione Ry,’ mi- surata su provini cubic. ‘Vale la pena infine di ricordare che, fra i numerosi fattori che influenzano la resistenza a trazione, uno dei determinanti é lo stato di tensione cui si trova soggetto il calcestruzzo durante il primo periodo di maturazione. Ricerche sperimentali Ihanno confermato che la resistenza a trazione puo accrescersi, anche notevolmente, 0 Tale relazione si deduce calcolando, mediante la teoria dell'lasticita, il valore ‘massimo della tensione di trazione, nell'potesi, quindi, che il calestruzzo sia un mate- Fale elastico, omogeneo € iotropo. Proprieta materiali 9 ee 2S guaape, te nes ven eopoe a so te compeaione en at pa dd ee OB, gna o- pon mit cal Soporte dete ee mi pee rn a a vac con, lg rs «poco lr esis eg ne ee ome SET AMES ah tee a aa i den ung in gee sien ere Soop. ae tyrone Seamer on 1.2.4, Legame fra tensioni normali ¢ dilatazioni per carichi durata: elasticiti, elssticith ritardata e viscosita. 4) Premessa. Per un provino di caleestruzzo soggetto a un ciclo di carico ¢ sca- rapid il legume fa terwone o ¢ datazione £ 8 quasi ineare, a condzion, tende, di mantenere i valcri della tensione sensibilmente inferiori a quelli corr spondent alla tensione di rota. Al contrario potraendo i tempo di caricamento, illlegame o-, si modifica nella forma qualitativamente riportata nella fig. 1.5 breve © lunga (g-modio aorigine sy.” aeante ea, angete a ») Fig. 15 a diferenza di comporamento& sontasiimente dows, ote che alle defor. mazioni plastiche, a quelle «viscose, osia alle deformaziontspontance che ine tabilmente si manifestano anche per carichi costanti edi durataTelativamente rmodesta , B tipico quind del Calcestrazzo un comportamento non, lineare © non elastico, anche per saricki di non Tunga durata;€ fo scostamento dalla lege lineae fra tonsioni 6 deformazioni ¢ tanto pid accentuato quanto pit la tensione @ prossima quella di rottra. Tutavia, pure in modo impropio, st dei ‘thodilo di elstiita stantanco il limite del rapporto fra Vineremento di tensione ©» Tn un earicamento abbastanza rapido Jo scostamento dall'andamento.lineare & soprattutto conseguente alle deformazioni. pastiche (irrevesibil); anche le deformazioni diferite presentano una parte reversiile (elastictaritardata) ed na ireversibile (viscont), Le deformazioni viscose, di solito molto preponderant rspetto 2 quelle elastiche ritardate, hhanno, come si & detto, Io stesio carattere di ireversibilita delle deformazion’ plastiche, "a in'ratica ¢ impose distnguere netamente da ese, pur esendo diverse le rel 10 Capitolo primo ¢ i corispondenteineremento di dltazione misurat, come & facile comprendere dal valore tg ta ossia dal coeficlenteangolare della rettatangente in un punto a ‘Si defnisce invece «modulo seeante o «modulo apparente> il rapporto fra la tensione totale appliata e la cormspondente diatanone. Il module tangente airongine eh nor peosht gine ah modulo sete rea a agains ai scarica (curva BAC della Nig 1-3) in allt termini, la tangente nelVorigine alla Curva ot din cco oi cariso & pratcamente parila alla reta congivngente Punt estremi BC del diagramma di scarico. Dissolt si constata che al erezere della tensioned rotura diminuite la defor- abil, quindcalesstuzsi con elevate resistnze mecaniche preseatano. moduli pil eleva rispetto'acalcestroma di seadente quality © cos! pure per ‘uno neo {po ai ealestruzz, a deformatalta diminuise al crescere delretd perch, come 2 git accennato, aumenta in genere con Teli, soprattuto nelle prime settimane 4 sigionaturay Ix reistenza meceanica ©. Ta ipendenza frail modulo tangentealorigine e Ia tensone di rottora pub exere, pos, sezond ane nome, ela segue forma, se Tindurmeno del Galeestruzo & naturale: Exo’ 18.000 Voy” (in. kgjom), dove Ry’ rappresenta la resistenza a compressione a j giomi di stagionatura ‘2 conseguentemente qq’ rappresenta il modulo tangente all’origine j giorni di stagionatura. ‘in effet il modulo di elasticita ¢ influenzato da numerosi fattori e una deter- rminazione corretta di esso pud farsi soltanto attraverso misure dirette su. provi In particolare influenzano fortemente i moduli, a parte i fattori gia citati, 1a hhatura degli inertie gli eventuali cicli di carico cui sia stato sottoposto il provino. Le proprieta meccaniche degli inerti in genere hanno scarsa influenza sulla res stenza meccanica del conglomerato, s'intende a condizione che non siano di qualita particolarmente scadente, perché in tal caso si avrebbe la loro rottura prima an- Cora di quella della pasta di cemento; mentre possono incidere sensibilmente sul- Fentita dei moduli. A parita d'altre condizioni, se i moduli degli inerti sono elevati, & elevato anche il modulo del conglomerato. Hanno pure importanza la forma e le dimensioni degli inerti; per ottenere moduli elevati & opportuno adottare inerti di grossa pezzatura senza eccedere nella quantita di pasta di cemento. A tale riguardo si tenga presente che Ia pasta di cemento, confezionata come si & accennats solo con cemento e sabbia, ha moduli inferiori anche del 5074 a quelli di_un corrispondente calcestruzz con normale granulometria. Di conseguenza, elevate resistenze con limitati valori dei moduli possono riscontrarsi in particolare pper travi a parete sottile, per le quali si é frequentemente costretti a impiegare ranulometrie con inerti di piceole dimensioni. Ripetizioni di carico e scarico provocano una ritenzione delle deformazioni itreversibili, di modo che nei successivi cicli di carico il legame o-e & sempre pil prossimo, soprattutto nel suo tratto iniziale, a un legame di tipo lineate © gli Incrementi delle deformazioni residue sono conseguentemente sempre pill limi tati (ig. 1.6). Evidentemente tale osservazione vale non facendo vafiare, per ci scun ciclo di carico, il valore massimo della tensione; in caso contratio, il le- game e-e @ pressoché lineare fino al valore della tensione massima raggiunta nei © In genere Vincremento del modulo con V'eti del calcestruzzo & per calestruzzi rmaturati normalmente, pit accentuato dell'ineremento di resistenza, ‘80 La misura del’ modulo tangente all’origine € sperimentalmente piuttosto delcata, futtayia essa pub farsi per via indireta, tenendo presenti le osservazioni fate, altraverso Ja-misura del modulo fccante in un ciclo di scarico. Proprietd material n cicti precedenti e successivamente segue una legge o-¢ che &, con buona approssi- azine, analogn a quella ie si sebbe avult per un provino ariato per Ia rima volta. Pill modulo secante dipends, come 2 ovvio, olite che dai fattori cui dianzi si @ fatto cenno, anche dallentiti della tensione’raggiunta in rapporto alla tensione di rottura. Per tensioni massime non superiori al 30% della tensione di rottura e ‘sempre con riferimento al prmo ciclo di earicamento, V'entitd del modulo secante © orientativamente dell’ordine dell’85% del modulo tangente all’origine; esso tende, Fig. 16 € tenendo presenti le osservazioni precedent, al modulo iniziale se i earichi sono ripetuti. Tale argomento verti ripreso nel punto 1.2.5. 'Puo avere importanza in alcune applicazioni pratiche anche la conoscenza dei ‘moduli per tensione di trazione,sollecitazione per la. quale il calcestruzzo presenta Comportamento di materiale spiccatamente fragile. Le esperienze hanno mostrato che il modulo a trazione nel tratto inizale del diagramma o-« € prossimo a quello allorigine misurato in una prova a compressione °"; ma con T'elevarsi della tensione, diminuisce, soprattutto a causa di uno stato di diffuse microfessure. Le dispersion dei dati sono nolevoli; tuttavia, per tensioni prossime a quelle di rot- tura e per caleestruzzi armati in modo abbastanza diffuso, pud essere assunto (si cita cid a titolo puramente indicative) pari a 1/2=-1/3 di quello iniziale relativo alla compressione. ‘In quanto precede si 2 sempre fatto riferimento, pit o meno espicto, al legame fra tension eformaciont per careh of breve Guat " . ta ritardata e viscositd. Simulazione dei fenomeni mediante Prima di esaminare, se pure per sommi capi, alcuni fondamentali aspetti del comportamento del calzestruzzo soggetto a carichi di lunga durata, pos- sono essere opportune alcune considerazioni preliminari per chiarire il signi ficato di viscositi © di elasticita ritardata, fenomeni che, in varia misura, sono comuni a tutti i materiali da costruzione, ma che spiccatamente si riscontrano nel calcestruzzo. ‘83 Si veda ad esempio A.M. Nevitte, Properties of Concrete, Pitman, 1968. A tale proposito si trova affermato (cap. VI): +... So far we have considered the modulus of elasticity in compression, but for any concrete the modulus in tension has sensibly the Same value, The tensile modulis can also be determined {rom measurement of deflexion of flexure specimens; where necessary, a correction for shear should be applied» 2 Capitoto primo Per viscositi s'intende l’accrescimento spontaneo nel tempo delle defor- mazioni del materiale conseguenti a una condizione permanente di carico. ‘Un modelo schematico di un corpo avente comportamento elastico € viscoso ud essere ottenuto, come mostra la fig. 1.7a, disponendo in serie una molla € un cilindro, pieno di liquido viscoso, con un pistone forato: applicato il carico, si verifica un primo spostamento del cilindro a causa della sola deformazione «istantanea» della mola; poi il movimento aumenta pro- ‘gressivamente per il lento passaggio del liquido da una camera all'altra dello stesso cilindro; ed & chiaro che, se al tempo 1 generico si rimuove il catico, Fig. 1.7 la molla istantaneamente si accorcia, mentre permane lo scorrimento fra ilindro e pistone. A tali deformazioni irreversibili si di il nome di defor- mazioni viscose; un corpo a comportamento perfettamente elastico e viscoso viene definito corpo di Maxwell. Se invece si dispone una molla in parallel con un cilindro del tipo di quello sopra descritto, si ottiene un corpo caratterizzato da elasticita ritardata € definito corpo di Kelvin (fig. 1.76): quando si applica il carico non si registra alcun sensibile movimento; ma fluendo lentamente il liquido, 1a molla viene rogressivamente caricata, ¢ tutto il peso tende a trasferirsi su di essa, perd con velocita via via decrescente, poiché, con il progredire del tempo, risulta sempre minore Ia differenza di pressione del liquido contenuto nelle due camere del cilindro. Se al tempo t, generico si rimuove il carico, é facile com- prendere che ha inizio, con analogo decorso, un movimento all’indietro per effetto della molla che si scarica, per cui dopo un tempo sufficientemente grande il sistema ritorna praticamente nella posizione iniziale; quindi gli spostamenti seguono con ritardo Vapplicazione e la rimozione dei carichi, € le deformazioni non sono irreversibili. Disponendo in serie i due meccanismi ae b della fig. 1.7 si ottiene il modello di un corpo dotato di elasticita, elasticita ritardata e viscosita, il cui comportamento, per una condizione di carico assegnata nell’intervallo di tempo 0-1, & qualitativamente rappresentato nella fig. 1.Jc. Si noti per inciso che la deformazione elastica e quella viscosa, che si intrecciano du- Proprieta materiali 3B rante la fase di carico, pessono essere valutate, sperimentalmente, dopo lo searico. ©) Dati sperimentali sullelasticita ritardata ¢ sulla viscosita. Le precedenti semplici considerazioni consentono di rendersi pit facil- mente conto del comportamento del calcestruzzo sottoposto a carichi di Tunga durata. t 4 tempi Fig. 18 In modo molto schematico si pud pensare che il calcestruzzo sia formato dda una parte solida (gli inerti) legata dalla pasta cementizia, concepita come tun liquido dotato di viscesiti molto elevata. Se si riporta, per un generico provino di calcestruzzo compresso assialmente, 'andamento delle dilatazioni in funzione del tempo, si ottiene il diagramma qualitativamente rappre- sentato nella fig. 1.8; ¢ rappresenta, con evidente signi- ficato dei simboli, Ia dilacazione istantanea, mentre ¢a, allistante generico 1, & la dilatazione differita, ossia la somma delle dilatazioni per elasticita ritardata e per vi- scosita #9, Se ad un istante generico f, si scarica il ‘439 11 pith semplice tipo ei esperienza in proposito consiste nel sottoporre provini prismatci a compressione monoassiale co- Stante nel tempo. Il dspositivo.sperimentale. pit correntemente impicgato 2 schematicamente illustrato nella fig. ay il carico viene applicato mediante una molla la cli rgidezza per sforzo assale ¢ incomparabilmente pil piccola di quella dei provini, di ‘modo che pli accorciamenti differti dei provini stesst inducono nella’molla variazioni di sforo inapprezzabili. E da notare che Con le modalita di prova cul cianzi s € fatto cenno non & possi- bile separare gli effetti della viscosita da quel eventual del ritio: @ chiaro che per ottenere risullti depurati da quest ultimo effetto, occorrerebbe misurare 11 iti net tempo su provini axaloghi ma non sollecitai. In realth, viscosita ritiro si ine 4 Capitolo primo provino, si manifesta un «ritorno istantaneo », inferiore all’accorciamento misurato all'atto dell'applicazione del carico; poi il provino continua ad allungarsi, ma, con o=0, della dilatazione 4 soltanto una parte, viene restituta, ¢ resta una dilatazione permanente che é funzione della tensione @ raggiunta all'atto del caricamento, della durata di applicazione del carico ¢ infine, ovviamente, delle caratterstiche del materiale Per applicazioni del carico protratte per vari anni é stato constatato che la dilatazione totale tende ad acerescersi con velocita via via minore, sino a che, dopo una decina d°anni, gli incrementi percentuali di dilatazione pos- sono ritenersi ai fini pratici trascurabili. Sono ad esempio significative, a tale proposito, le esperienze di Troxell, Raphael e Davis, che hanno rrilevato le deformazioni differite di provini per circa 30 anni 4%: stando ad esse, il 75% circa delle deformazioni totali si é registrato nel primo anno; ¢ Tin- cremento di deformazione dopo dieci, venti e trenta anni é risultato rispetti- vamente pari a circa I'l1%, 20% e 25% della deformazione totale. Sembra dunue lecito ritenere che le deformazioni viscose tendano ad un limite con il progredire del tempo, o, in altri termini, che la velocita de/dt tenda a zero: € cid, stando anche all’intuizione, potrebbe essere spiegato come conseguenza {di un graduale, se pure lento, processo di indurimento della pasta cement Premesse queste osservazioni introduttive generali, pud essere opportuno soffermarsi brevemente sul comportamento del calcestruzzo, € considerare quale misura i contributi dati dalla viscosita dal’clastiita ritardata agiscano nel produrre le complessive deformazioni differite Per determinare dungue i movimenti dovuti alla sola elastcita ritardara, si consideri una serie di provini di uguali caratteristiche (dimensioni, com- flucnzano reciprocamente ¢ non sarebbe quindi lecito, a rigore, sommare i loro effetti pen= sando che ess! avengano separatamente. ‘tis! Per un materiale. + eastico-perfettamente vscoso? si avrebbe che, per tensione invariable, la velocitt di deformazione sarebbe costante, quindi Ta dilatazione si acere- scerebbe indefintivamente allaumentare del tempo. Tl Tawto che nei calcesruzzi le dilatazioni diferite possano tendere invece a un limite € legato. in parte alla cicostanza che al crescere dell'eth del calestruzzo si acerescono le Caratteristiche di resistenza dela pasta di cemento ¢ diminuisce quindi la deformability; in parte alla cirostanza che le deformazioni viscose comportano modificazioni della Struttira interna del materiale tendenti'a frenare la prosecuzione del fenomeno. in pratica, per applicazioni dl carico della durata di qualche anno, ilvalore totale della dlilatazione & aesai prossimo al valore limite asintotico. E cid viene interpretato dai mo~ ‘ell analitci: adottando ad esempio a legge di Withney (ctata in seguito) si ha che, dopo 2e 3 anni, la dilatazione viscosa & rispettivamente 185% e il 95% circa di quela limite Si‘ veda in proposito: G, F. Troxent, J. M. Ramuatt, R, E. Davis, « Longtime Creep and Shrinkage Test of Plain and Reinforced Concrete, Proc. 4.5.7:M., 58, 1958. to che le deformazioni viscose tendano ad un limite per durate tate, nelle applicazionipratiche si assume limitata V'enita delle ‘deformazioni viscose. A tale propesito Nevitte alferma: «The rate of creep decreases, however, at a continuos rate, and it ie generally assumed that creep tends to a limiting Value after an infinite time under load; this has not, howerer, been proved » (op cit nella hota I: 11): L'affermazione di Neville si trova confermata da vari Autor si cita, ad esem- pio, interessante nota di H. RUscit, D. JUNGwikTs, H. K. Hitsbont, « Valutazione critica Sei procedimenti per stabilire Vinflenza della viscosa © del tio’ del calcestruzzo sul ‘comportamento delle strutture portant, Cosrruion! in cemento armato, Politecnico i Milano, Halcementi. 1974. Proprieta materiali 1s posizione del calcestruzzo, modalita € tempo di maturazione) soggetti tutti, al tempo f,, allo stesso carico. Se, in tempi successivi, essi vengono scaricati progressivamente, si ottengono, per quanto riguarda le sole deformazioni ifferite, diagrammi e-1 simili a quelli rappresentati nella fig. 1.9a. Ciascun provino i, caricato per il tempo fe scaricato quindi al tempo 1, restituisce la dilatazione a tempo infinito ¢, che, per le osservazioni dianzi riportate — poiché, per definizione, lelasticita ritardata & la medesima per il provino sotto carico e scarico —, pud essere considerata Ia dilatazione per elasticita ritardata che ha subito il provino 1 soggetto a carico costante nell’intervallo di tempo 1-f,, essendo f, la data del caricamento. Quindi mediante i dia- Fig. 19 grammi della fig. 1.9a si possono costruire i due diagrammi 1), 1) della fig. 1.95; il primo rappresenta andamento nel tempo della dilatazione ¢,, ‘mentre il secondo quello della dilatazione viscosa e,: evidentemente la somma 4 +60 Fappresenta Ia dilatazione totale , (fig. 1.94). Le esperienze hanno mestrato che il valore del rapporto fra la dilatazione per elasticita ritardata a tempo infinito ¢ Ia dilatazione elastica iniziale a 28 giorni di maturazione sisente poco della composizione del calcestruzzo e della sua eti all’atto delt'applicazione del carico; e precisamente si @ con- statato che Vincremento di deformazione per elasticita ritardata pud essere assunto dell’ordine del 30-40% della deformazione clastica iniziale. ‘A sua volta lo scorrimento viscoso ¢q, che risulta dalla differenza eyé,, e che di luogo, come si é detto, a deformazioni irreversibili, pud essere con- siderato come somma di due contributi, comunemente definiti « scorrimento di_base» e «scorrimento per essiccamento» @4; si manifesta soltanto il primo quando sono imped:ti scambi di umidita con I'atmosfera. Se al con- trario & possibile il processo di essiccamento, le deformazioni viscose si incrementano in misura tanto pitt sensibile quanto pid é facilitato tale pro- ccesso; quindi in presenza di aria molto secca, € se gli spessori dei provini sono piccoli. In realtd é difficile determinare sperimentalmente in quale (010 ‘Tale distinzione sembra sia stata espressa per Ia. prima volta da A. M. Nevitte: ‘Theories of ereep in concrete), ACT Journal, Proc. 52, 1955, 16 Capitolo primo misura i due contributi diano Iuogo allo scortimento ¢, totale, € ci si deve accontentare di considerazioni di carattere qualitativo; ma si pud comprendere, tenuto conto della diversa natura dei due fenomeni, che sulla deformazione viscosa totale hanno influenza varie circostanze ¢ pitt precisamente, oltre all’entita della sollecitazione, la natura della pasta di cemento, il volume percentuale della pasta stessa, 'umidita del calcestruzzo all'inizio del carico, Veta di caricamento, le condizioni ambientali (umidita dell’aria) e infine anche le dimensioni dei provini. In sostanza, perd, le varie esperienze hanno messo in luce che lo scorri- ‘mento viscoso pud essere considerato, con discreta approssimazione, propor- zionale alla tensione,circostanza questa, come vedremo, che é fonte di sensibili ‘ ¢ 7 4a + al tow ~ 4 "7 6 ed 4 t Fig. 1.10 semplificazioni nello studio delle conseguenze della viscosita nelle strut- ture 49, Vedremo che un analogo criterio di proporzionalita viene di solito applicato alle deformazioni per elasticita ritardata. In quanto precede si sono prese in considerazione soltanto condizioni di carico costante applicate per assegnati intervalli di tempo; mentre nella realti le strutture sono frequentemente soggette a cicli di carico, per cui pud essere interessante valutare anche Ventita delle deformazioni viscose per condizioni di carico mutevoli. Varie esperienze hanno da tempo posto in evidenza che in genere é lecito calcolare le deformazioni viscose totali sovrapponendo gli effetti. E per meglio comprendere come sia da intendere tale sovrapposizione, si consideri, a titolo d’esempio, il ciclo di carico rappre- sentato nella fig. 1-10: il diagramma (1) rappresenta I'andamento delle deforma- zioni viscose conseguente alla tensione o applicata nell'intervallo di tempo t-f,3 mentre il diagramma (2) rappresenta la variazione delle deformazioni viscose per lo stesso provino soggetto, a partire dal tempo t, alla sola tensione Ac. Per il ciclo di carico completo (o+4o) Pandamento delle complessive de- "82 Cig vale a condizione che la tensione applicata sia sufficientemente discosta dalla tensione di rottura; in pratica inferiore al 50-+70%. Per tensioni elevate comparirebbero alfinterno della massa di caleestruzzo micro-essurazioni e conseguenti deformazioni plac Stiche irreversibil. Lipotesi i linearita fra tension ¢ deformazioni inoltze meno incerta nell'ambito di soliectazioni monoassali di compresione, Proprieta materiali Ww formazioni viscose pud essere approssimativamente ottenuto sommando, ad ‘ogni istante, le ordinate dei diagrammi (1) e (2); ossia considerando che la vivenda viscosa innescata da uno stato di tensione a partite da un generico tempo t sia indipendente dalla preesistenza di altri stati di tensione. Tale roprieti pud anche essere estesa, seppure con attendibilitt pit dubia, a riduzioni di carico; per cui, in particolare, Ia dilatazione al tempo ¢ prodotta dda una tensione costante @ applicata nell'intervallo di tempo fy-f, pud essere valutata, come mostra la fig. 1.106, sottraendo le ordinate dei diagrammi (1) € Q), quest'ultimo tracciato per a=—o. Gli errori che si commettono con tale modo di procedere possono essere particolarmente sensibili_ nel valutare le dilatazioni Ae per effetto di 4a, se questa & piccola rispetto alla tensione applicata 29; per cui fortunatamente diventano pit rilevanti ‘quando il fenomeno della viscosita, che interessa soprattutto per i carichi permanenti, ha invece limitata importanza. d) Cenni alla teoria semplificata della « viscosita lineare» (Withney) 0, limitiamo a indicare brevemente alcuni significativi risultati connessi con lipotesi della viscosita lineare. Benché limitatamente attendibili nella Toro portata quantitativa, come € stato messo in luce da numerost accer- tamenti sperimentali, essi possono essere utili per comprendere abbastanza agevolmente, almeno nelle linee generali, certi rilevanti aspetti del complesso comportamento viscoso delle strutture, per altro gid oggetto di trattazioni teoriche pit! sofisticate (y. bibliografia). er la suddetta ipotesi, poiché le deformazioni viscose sono considerate proporzionali alle tensioni si pud scrivere, per uno stato di tensione monoassiale, deg FO (t, de, a essendo de, l'incremento i deformazione viscosa al tempo 1>r, conseguente- alla tensione o agente al tempo t ¢ nell’intervallo di tempo dr; ed essendo E il correlativo modulo di deformazione allo stesso tempo t. La funzione © (t, 2), detta nucleo ereditario, dipende, oltre che dalle variabili r ¢ 1, anche ‘416 i vedano in propasite anche le esperienzecitate da A. M. Nevitie(v. nota 1.11). fain Gy. Winner, 193%. citaz, par, 1.29. Inoltre: A. Huser, « Von Kriechen ‘und. Fliesen der etharteten Betons und seiner praktischen Bedeutung », Zement, 1935, SSI. D. McHenry, +A New Aspect of Creep in Concrete and its Application to Designs, Proc. ASTM, 1943, 40.-_V. FRaNCIOst, # Le deformazioni permanent sotto Earico costante nelle struture in conglomerato cementizio, Rendicon del Corso di per- fesionamento in cemento armas, Milano, Politecnico, 1958; + Introduzione alla cosiddetta {iscosita idem, 1960; + Utiizzazione della vscosith’ dei calcestruzzigiovani per la corre- one dele caratteristiche dello sforz0 », Giornale del Genio Cicile, 1963, luglio-agost. TeRevzutus, + La vscostas, lexione 7" del Corso di teoria e tecnica delle strutture, Liguori, ‘Napoli, 1961, — F, MARTIN, «GI effet viscos sulle strutturerealizzate in fasi successive, 11 Cemento, 19 v Miotiacet, Applicasiont det princip! dl viscosia, Tamburi Milano, 1991 Sulla vscosita«lineare vari fondamentalcontribuli si trovano ricordati nella bibliografia (punto 1.29 18 Capitolo primo dalle caratteristiche del calcestruzzo; owiamente, se la tensione varia nel- Vintervallo di tempo f,-f, 1a deformazione viscosa risulta, al tempo t, 7 [ao Dar. 6 Nelle applicazioni pratiche frequentemente si adotta, per sempliciti, un nucleo creditario indipendente da ¢, funzione quindi, per un assegnato tipo di caleestruzzo, soltanto diz, con r riferito al tempo ty in cui il calcestruzzo ha acquisito un sufficiente indurimento. Classica, a tale proposito, é la posi- Zione suggerita da Withney (per 7>1,): D=kpe-*-o, 1.3) dove, a parte il solito significato dei simboli, k e sono due costanti — ta prima adimensionale, la seconda avente dimensione (7~!] — dipendenti sol- tanto dalle caratterstiche del calcestruzzo, mentre, come si é detto, 1, & la data di sufficiente suo indurimento (6, facile rendersi conto del signi- ficato di tale posizione: se al tempo tla tensione agente &o, nel tempo dr la dilatazione si incrementa di de, tale incremento —che, una volta definti i va- Iori delle costanti in gioco, dipende quindi solo dao e + —si conserva in modo irreversibile nel materiale qualunque sia il tempo f successivo a r; inoltre per il modulo di elasticita di solito si adotta il valore che si ha all'inizio del cari- camento, Se la tensione a agisce con valore costante nell'intervallo di tempo (et), la dilatazione viscosa totale al tempo tf vale quindi (fig. 1.114): kBo co a ee Per ty tendente ad infinito © 4.1, — vale a dire per una condizione di carico pensabile di durata illimitata ¢ agente sin dalla data di maturazione del calcestruzzo — dalla relazione precedente si ottiene, passando al limite: quindi & é il rapporto fra Ia dilatazione viscosa totale a tempo infinito ¢ la dilatazione o/E iniziale (ossia al tempo m=F,), permanendo I'azione del ans tte SR ce ete rey soe een cae gen arses a te es ae ca i: nbn sss coe eisai a EDGAR ice Satan ocmaracouarin toh oe Seer cence arcuate mean SESH RE be hme See AED See So ORe Soeur Proprieta materiali 19 ‘catico a partire dallo stesso tempo f, (fig. 1.116). Le esperienze mostrano ‘che, nell'ambito dei calcestruzzi di normale composizione, hanno notevole influenza le condizioni ambientali di maturazione € pitt precisamente l'umi- dita relativa dellaria. Mediamente spesso si pud assumere all'incirea € di solito si pone anche =1 anno™, facendo riferimento orientativamente un tempo 1, (inizio del caricamento) sufficiente a rendere la resistenza pari 3/4 circa di quella a 28 giorni Ricordando le osservazioni di carattere qualitativo riportate precedente ‘mente, risultano subito evidenti le limitazioni derivanti da una tale approssi ‘mativa interpretazione del complesso fenomeno della viscosita; in particolare, ‘con una funzione ereditaria del tipo [1.3], non é possibile tener conto, come mostra la stessa fig. I.Lla, della restituzione della deformazione elastica ritardata, Ma i vantaggi che si ottengono con questo modo di procedere sono notevoli e tali, coms vedremo, da giustificarne 'applicazione almeno pet i pitt correnti casi pratici; e pud convenire commentare brevemente le salienti_ semplificazioni ©) Viscosita lineare: aumento delle deformazioni; invarianza degli stati di tensione delle strutture iperstatiche. Precedentemente si & considerato il comportamento viscoso di un provino caricato assialmente; si supponga ora che, per un’assegnata struttura iso- statica 0 iperstatica (ma con vincoli rigidi) valga in ogni suo punto Ia rela- Zione [a], con la funzione (t, x) assegnata e uguale per ciascun punto della struttura stessa, Allora alle deformazioni istantanee conseguenti all'assegnata applicazione del carico fanno seguito incrementi di deformazioni viscose (quindi valori complessivi) proporzionali alle deformazioni istantanee; ed é cchiaro che, svolgendosi il fenomeno nel rispetto della congruenza, i movi- ‘menti si acerescono nel tempo senza che vari lo stato di tensione della struttura calcolato nel regime elastico. Quindi se si indica con 3. un qualsiasi movi- mento, ad esempio la freceia di una trave, calcolato in tale regime, il movimento 20 Capitolo primo complessivo al tempo generico + vale, tenendo presente la relazione [1.3] € indicando con 1, la data di applicazione del carico, uo, = Se, [1 +k (em "91 eA), fa E poiché si suppone Jy, inversamente proporzionale al modulo di elasti E al tempo %,, si pud anche affermare che un movimento totale al tempo 121, pud essere calcolato in regime «elastico » adottando il modulo di defor- mazione differito: Eqn E(k (eA eH, il quale, in particolare, per ¢ tendente ad infinito ¢ ty E,=EV( +h. toy di Frequentemente, come si é detto, & possibile porre, per il calcestruzzo, 2; quindi il modulo « differito» per strutture sottoposte, subito dopo un sulficiente indurimento del calcestruzzo, a carichi permanenti & pari circa 41/3 del modulo «istantaneo » Daa cid consegue che le deformaziont elastiche dovute ad esempio ui pest ropri sono destinate, per le strutture di calcestruzzo armato, ad accrescersi fortemente nel tempo, attingendo cvalori pressocke tripli delle deformazioni istantanee elastiche, senza che si verifichino, per configurazioni iperstatiche, ‘appreszabili alterazioni degli stati di tensione, Cid, s‘intende, stando alle ipotesi formulate, E perd opportuno ricordare che, tra le varie ipotesi, € supposto il materiale omogeneo [@ (t, 2) uguale per ciascun punto della struttura}, prescindendo quindi, oltre che dai fenomeni di fessurazione del caleestruzzo, dalla presenza delle armature S) Viscosita lineare: effeti differiti nel tempo per cedimenti di vincoli. Pensiamo che ad un generico vincolo i di una struttura iperstatica scarica venga impresso un cedimento 6,(), variabile nel tempo con legge assegnata Sia R,(@) il valore della reazione dello stesso vincolo correlativa al cedi mento ¢;, ¢ sia inoltre ¢,« 1o spostamento, in regime elastico, indotto nella di- rezione del cedimento dalla forza R,=1. Al tempor, nell'intervallo dr, il cedi- 4,2) de ed & evidente che I'incremento di movimento conseguente alla deformazione viscosa (per 1=1) [¢, « Ri(t) ® (6, 1) de], sommato a quello di deformazione elastica conseguente alla variazione di R, {c, . dR, (2)}, deve uguagliare l'in- ‘eremento di cedimento impresso dé, (r). Pertanto: ie Re) ® (2) debe Ry (dB, (2) ta Un caso particolare, ma ricorrente nella pratica, si ha, ad esempio, quando tun vincolo subisce al tempo generico 1,>r, un cedimento assegnato 3 che Proprietd materia a resta costante nel tempo. Dalla [ec] si ottiene, ponendo in evidenza dR, (z): i ()=—Ri (2) © (62) de, con riferimento alla particolare funzione [1.3], AR (x)= Rea) kfle-W-9 de 5 da cui, tenuto presente che, pet 4, Ri(4)=Ria, (reazione valutata in regime clastico), si ottiene integrando, e dopo aver determinata Ia costante ROR, uw E facile riconoscere che la reazione & massima per =f, e vale, come deve essere, Rj,q13 Mentte per { tendente ad infinito si ottiene il valore mit intotico -¥0 Ry(O)=Ria oH Inoltre, se 13 tz, cio’ se il cedimento interviene su una struttura con caleestruzzo stagionato da lungo tempo, R,(c0)=Ri.a, (Si ricorda che tf, @ Ia data di sulficiente sua maturazione). Dunque con il progredre del tempo la reazione del vincolo, quindi anche le sollecitazioni della struttura, diminuiscono rispetto ai valori iniziali, e tale diminuzione & tanto piit sensibile quanto pit giovane é il calcestruzzo all inizio dello stato coattivo. Ad esempio, se un cedimento interviene all'atto del disarmo di una struttura (f,=f,), le sollecitazioni S, che insorgono ten- dono ai valori limiti S.=Sie*, ¢ per il corrente valore di k=2 S.=0,135 5, quindi valori modesti rispetto a quelli iniziali; cid che legittima in parte la tendenza, corrente nella pratica, a non protrarre, oltre il tempo indispen- sabile, i disarmi. 1g) Viscositad lineare: rflessi sulle strutture costruite in tempi successivi. Le strutture di calcestruzzo vengono costruite non di rado in fasi successive sensibilmente distanziate nel tempo, per cui i carichi derivanti dai pesi per~ manenti agiscono su strutture il cui assetto si pud modificare sensibilmente ‘con il progredire della costruzione. Gli esempi sono molteplici, e basta pensare al caso ricorrente nella pratica di travi con soletta collaborante, resa solidale in tempo successivo alla data di costruzione delle travi stesse; oppure, in tema di costruzioni prefabbricate, all"introduzione di vincoli (atti a realizzare la ccontinuita di elementi strutturali) dopo l'applicazione dei pesi propri ¢ di quelli (tutti o in parte) permanenti 2 Capitolo primo Comunemente si definisce «regime di sforzi instaurerebbe, per effetto dei carichi permanenti, in una struttura realizzata interamente in un"unica fase di costruzione; ed @ possibile allora mostrare che, per effetto della viscosita, il regime degli sforzi di una struttura, con vin- coli iperstatici introdotti dopo Vapplicazione dei catichi, si evolve con il progredire del tempo verso il regime principale, In altri termini sussiste la circostanza, peraltro intuitiva, che se in una struttura si introducono, dopo Vapplicazione di carichi permanenti, ulteriori vincoli, il suo stato di solle- citazione si evolve verso Vassetto che si avrebbe pensando quei vincoli agenti prima dell'applicazione dei carichi; fatto questo che in sostanza si verifica erché i vincoli aggiunti ostacolano il libero prodursi di certi movimenti Viscosi. Ed @ evidente che tale fenomeno, per quanto é stato visto, é tanto Pitt accentuato quanto pit i caleestruzzi sono giovani Consideriamo a tale proposito una struttura che, soggetta ad assegnati carichi agenti simultaneamente e inizialmente isostatica, viene resa iperstatica al tempo f, mediante I'introduzione di m vincoli. Al tempo generico t, suc- cessivo af, pensiamo di svincolare la struttura sopprimendo gli m legami iperstatici ¢ ponendo in evidenza le m incognite X,, le cui intensita sono evidentemente anche funzione del tempo +: nell’intervallo di tempo de le variazioni dei movimenti correlativi alle incognite X, valgono, per effetto ei carichi (indicando con {a,} il vettore dei movimenti dovuto ai carichi agenti sulla struttura isostatica pensata con comportamento elastico, € con- siderando il valore ®, della funzione nucleo ereditario, calcolato al tempo = riferito alla data dell'applicazione dei carichi, ossia di {a,}): ® (Dar {a}; Per contro, alle variazioni del vettore {¥,(2)} corrispondono le variazioni di movimento in regime elastico Di fax@}, essendo [D,] la matrice delle flessibilita della struttura (cap. XV vol. II, parte 1*). Infine, per effetto della viscosita del calcestruzzo si avranno, ormai con evidente significato dei simboli, gli ulteriori incrementi (trascurando gli infi- nitesimi d’ordine superiore DAKO} OUD ar. Per evidentiragioni di congruenza, al tempo generico 1 deve risultare, per vincoli rigidi, sommando gli effetti (ognuno associato alla relativa fun- zione ©): @3 [Gade] ( [ero+[oooen a) =o. fel Se si premoltiplicano entrambi gli addendi della [g] per [D,~], ricordando che il prodotto [DI {a,}——{}u, (essendo Xx, le incognite staticamente Proprieti material 2 indeterminate nel regime principale), si ottiene, ordinando i vari termini fle X(,) sono tutte nulle, essendo Ja struttura resa iperstatica al tempo 4] eo} {frooen a} =(}../ 0604. ia) Se si fa riferimento al solito nucleo ereditario funzione soltanto di (¢-t,), se si suppone che Ia data di applicazione dei carichi coincida praticamente con f, il problema si semplifica motevolmente perché, derivando a [fi] ri- spetto a f, si @ ricondotti alla soluzione di equazioni differenziali del tipo: aXe) at tale equazione differenziale ammette l'integrale: X=%ea [te leo4), 0 e assumendo la funzione @(t) nella forma [1.3] si ottiene me 4) +X ()PM=M%a) PO § XO=Kra, [1b MP tempo, le azioni interne Dalla [1.4] si nota quindi che, con il progredire ialmente nulle, tendono in corrispondenza dei vincoli sovrabbondanti, al valore asintotico X(0)=Kia, (Ine). Problemi analoghi al precedente si pongono, pet le stesse ragioni dianzi cesposte, anche quando una struttura & realizzata in tempi successivi; insor- gono tuttavia per il calcole alcune complicazioni numeriche derivanti in parte dalla circostanza che a seguito.di differenti tempi di maturazione dei getti jn genere non é pit lecilo assumere la funzione nucleo ereditario uguale in ciascun punto della struttura. Per Timportanza pratica di tali question, principalmente per le struture pre- fabricate Cap. Vil) consieriamo,& too i eempio, i caso semplce ma isu tivo di due travi di Uguale lice, soggette al solo peso proprio e rese solidali, me- diante un « giunto» in opera in corrispondenza dell appoggio centrale (fig. 1.122). AAlVinizio ivcollegamento non esiste, © alle due campate, appoggiate agit estremi © indipendenti tr loro, & consentito di deformarsiliberamente; ma, nei tempi suc- ‘cessivlallapplicazione del eallegamento, ogni rotazione relativa delle due Sezioni estreme affaceiate sullappoggio interno viene impedita. Si trattaallora di valutare Trintensita. del momento Mletfente incognito sullappogsio alla data =f, In vir della relazione [], Pespressione al tempo + dell'incog jeamente indetermi nata vale: ~" feo) x=% line 1, 03) 4 Capitolo primo € se si adotta per la funzione (0) Vespressione semplifcata {1.3}, come si fatto per ricavare la (1.4), si ottiene, misurando f, ¢ a partire dalla data di suficiente maturazione dei getti e pensando quest'ultima data coincidente con quella de- applicazione dei carichi (e ponendo, come di solito & lecito, f-—1): mKeanes) x(=%,[1-€ |. tL) © per # tendente allinfinito: wean [i-e "4, un dove, pud essere opportuno ripeterlo, X_ rappresenta il valore dellincognita X Staticamenteindterminataealeslata in regime elatco, mente f Sl temo inter corso fra la data di maturazione det get delle trav e quella in eu il collegamento a, Hitnto in opera aYAtSHTSEUATETOT ftom : e c x(t trac appoggiate trave continua ridistribuzione dei Fig, 12a moment fleet a i alla “viscosa risulta operante, Si noti che, nella [1.7], s© & tende ad infinito, Xo) si annulla, mente @ massive = f0, vale dre ge 16 de trav sono ree sla uo dopo V'applicazione del carico. Nella fig. 1.126 sono riportat. in funzione dif ¢ pet divert valor di ky i rapporti X(@/. L'entta di ¥ pud vere paragonatie Ad X, soprattutto quando il collegamento & effetuato’ sb travi con calestrusre porate “(alot ai ‘y pico) nia, considerando ad exenpio: foe pose 2, quindi con deformazione viscosa’ finale pari al doppio. della deformacione elastca' (si veda, a proposito del significato dt &, il Part 12de), dalla TIT oitiene ¥()=0,865 X,; mentre se si consent alle trv prima di attuare [a sol darieti, di esplicare it 5074 delle detormazioni viscose’ (k= 1), X(o)=0,632%,, Quindi, in definitive, almeno neltambito della schematizzazione’ che st & sunt per descrivere il complesso fenomeno della viscosity il regime degi sford che st Instaure non é sempre trscurabile © sintende che i collegamentt devono adegus: tamente venire progettai ¢ dimensionat. ‘Ad un risultato approssimato di X(-e) si pud pervenire introducendo una sem- Plificazione nel procedimento di calcolo dianzi esposto. Infatt, al tendere dit Ad infinito, la deformazione viscosa finale risente sempre meno’ della circostanza cche X cresce gradualmente da zero al valor massimo X(=). Allora, in via sempl ficata, si pud pensare ad una applicazione costante di X(c2) sin dall’atto della. so darizzazione, per cui il suo valore pud essere calcolato scrivendo Ia semplice Proprieta materiali 25 condizione di congruenza [della deformazione del carico resta la parte viscosa che si sviluppa nel tempo (©—t); quella dovuta alla X comprende anche la compo- nente elastical: XD 4s kee Ape tke ge 2aey , tenendo presente la [1.3], con f=1 ¢ computando il tempo 1, a partire dalla ata dela necessatia maiurazione, si ottiene: ken’ KON Thee (rete!) o a a 3 % 5 06 O7 8 — t{anni) Fig. 1125 ‘Ad esempio, per k=1; 2; 3 € 1:=0; 0,693 anni (cui corrisponde ¢~=0,5), si ricavano | seguenti valori del rapporto X(2)/X, (tra parentesi 1 valori + esatt dotti applicando la 1.7): 0 sss) 0750 950 0500 0,632) 0,667 (06: 5 Oss (0483) 01500 4683) ean (0779) 1) Valutazione affinata delle deformazioni viscose. Il CEB ha proposto criteri di valutazione delle deformazioni viscose ap- portando qualche ritocco e affinamento a quelli richiamati nei punti prece- enti, Cid porta naturalmente a maggiori complicazioni perché, come ve- remo, scompare Ia classica semplifcazione di considerare ® dipendente soltanto da t ¢ irreversibili le deformazioni Stando alle indicazioni del CEB, la deformazione totale dfferita, al tempo 14, di un caleestruzzo di assegnata composizione e caricato al tempo generico ply 10. 09, 08. ~ a7. 2» 7 by s » on. - PS : ° ~~. ° 7 Tha ‘uate egritotay «= Se K, asf? _ 9 so] | 7 5 | 2 | 3 | al] | | | | Ty . |A-matomcine nau B+ na al wna 0 a D.* lta i 05, | : ! || Bodo go “Fi 113. — Secondo il CEB: +—du- 900 Fig. 1.13, ~ Secondo il CEB: ¢=du- Proprieta: material a 1): emete= F U+Ke Ol, fy pud essere posta nella forma ((= in cui o rappresenta la tensione applicata al tempo f,>t.; E ¢ il modulo di clasticiti. secante del calcestruzzo a 28 giorni di maturazione, o(t) una opportuna funzione del tempo t=1—f,, ossia della durata di carica- mento (fig. 1.13a). Inoltre K é un coefficente numerico uguale al prodotto di quattro fattori: K=KK Ki Key dove K; tiene conto, nel modo rappresentato nella fig. 1.136, delleta del calcestruzzo all’atto del caricamento; K; delle condizioni ambientali di matu- )) is Cot ho Gl Fig 114 razione (fig. 1-13¢); Ky della composizione del calcestruzzo (fg. 1.216), nella quale Ky=K;') e infine K, dello spessore « fitizio», definito come rapport fra area della sezione ¢ del semiperimetro a contatto con I'atmosfera (ig. 1.21a, dove Ke=K,)- Se, pet un assegnato calcestruzzo e per assegnate condizioni di matura- zione, si riportano gli andamenti nel tempo delle deformazioni differite cal- colate mediante la [1.5] ¢ per diverse date di inizio del caricamento a o=cost, si ottengono diagrammi il cui andamento qualitativo é riportato nella fig. 1.14a, Si noti che ora, se i tempi r non sono molto elevati rispetto alla data di carico, i vari diagrammi non sono sovrapponibili mediante tra- slazione verticale nel senso precisato nella nota (1.19); ossia che la variazione nel tempo delle deformazioni differite risentono, tramite il coeffciente Ky, delle diverse eta di caricamento, consentendo cosi una maggiore aderenza alla realta. Per un ciclo di carico simile a quello rappresentato nella fig. 1.14, le deformazioni residue al tempo generico >t, si possono calcolare sovrappo- nendo gli effetti delle condizioni di carico 1 e 2 rappresentate nella stessa fig. 1.140; si pone allora in evidenza Ia deformazione elastica ritardata che viene restituita dopo 10 scarico. 28 Capitolo primo __Varie altre espressioni sono state proposte per interpretare il fenomeno viscoso, © fra queste pud essere opportuno ricordare quella di Arou- tiounian 0.20, 1.2.5, Resistenza e legame fra tensioni ¢ deformazioni del calcestruzzo in rela- ione allo studio delle travi inflesse. La conoscenza delle caratteristiche fisiche e meccaniche del calcestruzz0 costi- tuisce indispensabile premessa per I'analisi delle strutture di calcestruzzo armato. Qualche breve richiamo allo studio delle travi inflesse pud essere in questa sede ar ‘fog Fig. 115 ange. ‘ah ‘opportun per mostrare, in un campo di vasta applicazione quale & appunto leo delé'membrature infese, Te Corelaiont ce! intercorovo. fa Veetive conporamento lela equ chimes ven ididonto mediante lc eaperienze sui provni, ichiamate-nei precedent paragraf. ‘Bei vari problemi connessi con fo studio delle trav fafess, intressano in par- ticolare quel della resistenza © della deformabiit Come'& note, con il erterio dele tension’ ammisibil, ammessa al solito Ia con- servezione dalle serio pine, si considera lineare il lgame fra tension! dias Zion, i modo che le tesioni sono ealolate mediante le consuete formule della iessone semplie per la sezione parsalizata tesa omogenea,ossia ostituta dal calcestruzo compres dll'aea del armatura mealies raformata (Hg 113), 4 V, par. 1.2.8, Inoltre: W. NowAckt, Theorie du fluage, Eyrolles, Pats, 1965. In proposito ® utilei'esposizione di M. A. Culoino, de la Recherce, Eyrolles, 1967. ‘a0 Tale criteio di calcolo rise al 1894 ad opera di Coignet © De Tedesco. Pochi ‘anni dopo, perb, hulle (1897) ¢ Ritter (1899) anticiparono il concetto della limite della Sezione, abbandonando Tipotesi_ della ripartizione lineare delle tension! del caleestruzzo ed assumendo per esse una variazione parabolica nellaltezza fino al valore limite corrispondente alla tensione di rottura c,” per compressione semplice (Be. 1.13) Proprieta materiali 29 RE ee chi dl 0 ea ter igs tn gem le compet mite ro ee ie Sema eral lire amos gn Seamer ot mae aa Rate nae ace a 2 Per il calcolo a rottura é fondamentale lo studio dell’effettivo comportamento ee atten eomeetah ee eae lear or lt el pre cmp el ets, ompocanents ce pte sien, ame elo ul mgs aw eae row 8 Prone prov rama Ee perce wear cnet podel it rr enn, nae mora he gay elon ome of ® . oe LZ - _ —F wl wrats oman oeF precol Fm oneal) weal a S950 CEB oe x * Se Hit i) Cr wip 16 (Honest, 195, v bi): i primo tratto dela curva & com buona approssimazion, parabolico fino a’ un valore della dilatazione mediamente corrispondente a 2+ 10-*; A tale valore, in seguito indicato con eq, corrisponde anche la massima tensione ‘normale oy, che & praticamente coincidente con il valore della tensione di rottura 24’ rmisurato st provini cilindrici con la stessa velocita di caricamento con cui si sup- pone effettuata la prova a flessione “#9. TI secondo tratto della curva & rettlineo & pone in evidenza che la tensione corrispondente alla dilatazione di rottura, dellordine di 3,7-10, @ inferiore alla massima tensione ‘*. In defintiva, adottando il diagramma o—e della fig. 1.16, la distribuzione delle tensioni normali nella fase precedente la rottura € quella schematicamente riportata nella fig. 1.174, 2 Jp realth Hognestad nelle proprie esperienze ha trovato valori della massima tensione inferior, se pure di poco, a queli misurati con provin clindrci. Pub essere oppor- tno, pet chiarezza, sottolinears che le esperienze sono state effettuate con carich di ‘breve durata, ‘Come si vedra in seguito, la tensione o,’ e Ia corrispondente dilatazione possono variare sensibilmente per carichi‘di langa durata¢ cost pure il legame fra o ed e. 2) T valori di ¢, ed. ¢, rapettivamente uguali a 2-10-* ¢ 3,7-10-%, sono valor medi convenzionalmente assinti nei caleoli, In real entrambi i limiti sono. suscettibilt ‘di fort variazioni sia in relazione alla qualith e al'et del calcestruzi, sia anche in rela ‘lone alla percentuale di armatura della sezione, alla durata © al numero ei caricamenti calle caratteristiche di solleitzione (momento flttente e sforzo normale). In genere i ‘aleestruzci di minor resistenza sono pit « duttlie dei calcestruzai ad alta resistenza. Si veda anche TT. C. Hsu, F. O. State, G. M. Srumman, G. Waste, + Microcraking of Plain Concrete and the Shage of the Sires:-strain Cures, J. ACI, 60, 1963. 30 Capitolo primo Il CEB, in via di semplificazione, consiglia di far rferimento al diagramma para bolaetangoo riportato rll sea fi. 1.175 pertanio Ia tension, raggiuto i valore massimo per e,=2:10-, si mantiene costante fino alla rottura che si sup- pone avvenga quando Ia dilatazione perviene al valore limite di 3,5 10 Quanto ‘esposto precedentemente @ relative ad un calcestruzzo di assegnata resistenza all‘atto del caticamento e portato a rottura in breve tempo (qualche ora al massimo). La resistenza del calcestruzzo varia, e sensibilmente, sia in relazione iatazioni lcgramon. dle tensioni he ‘ase neutro. (rgnesad) a) Fig 117 4 6 6 7 ben Fig. 118 all’et (circostanza questa gia illustrata nel par. 1.2.1), sia anche in relazione alla Gurata i appicazione del carico. Le fig. 18 ¢ 1-19 mostrano, a titolo indicative, per due calcestruzz sottopot 1 prova di carico rispettivamente dopo 28 giomi e'l anno cirea, Tinfluenza che sulla resistenza a compressione e sulla deformazione ha la durata ¢ di applicazione el carico. Con una prova rapida, della durata di qualche minuto, Ia resistenza a compressione non differisce, sostanzialmente, da quella, nelle figure indicata come ‘istantanea misurata su provini cilindrici, con prova ‘di carico normalizzata se- condo i rte gid epost hel par. 1.21 Dall’esame delle figure emerge quindi chiaro il fatto che la rottura, come d'al- tronde la deformazione, non dipende soltanto dal valore, ma anche dalla permanenza della tensione; in particolare, per un carico di durata illimitata, la rottura soprag- Proprieta materi 31 giunge quando il valore della tensione applica &, dl'rdine dl/80% cea di {quello relative a una prova rapida, per un calcestruzzo sottoposto a catico dopo 28 giorni di maturazione; e i valori sono ancora minori per calcestruzzi pitt sta- fat, Tenendo presente pero che al crestere delet del ealestruzo, aumenta ia resistenza a rottura, la condizione pit critica & in genere relativa al caricamento del caleestruzzo a circa 1 mese di maturazione. o- G06 US 4 & ex? Fig. 119. — (CEB, 1970, ali considerazioni, la resistenza a compressione del calcestruzz0 loli viene considerata pari all’857 di quella misurata con prova, rapida su provini cilindrci; poiché inolte la resistenza ha carattere probabilistico, Svanche evidente che si deve considerare la resstenza caateristicn defini nel punto 12.1 9, 'A proposito dei ecriteri di resistenza», ossia delle ipotesi ¢ dei metodi adottati per defini la crs del_materll in relaione alle sollectaioni che sud es Agiscono, per il calcsstruzzo & rritenuto attendibile il. procedimento di Mohr (par. 183). 1.2.6, Deformazioni differite per ritiro. La contrazione di volume che, con il progredire del tempo, si’ manifesta nei getti di calcestruzzo maturati in ambiente hon saturo d'acqua, prende il nome di Fitiro o, pit) procisamente, di ritiro idraulico, per distinguerlo dal ritiro termico, che si attua in misura completa di solito a breve termine dalla presa del calce~ struzzo, a seguito del raffreddamento dei getti per dispersione del calore di idra- tazione del legante. Di norma il ritiro idraulico & preponderante rispetto a quello G10 $i & gid accennato che le norme italiane fanno riferimento alla resistenza cubica rica. Di conseguenza la resistenza del calcestruzzo nel calcolo delle sezion| inflsse o pressoinfesse deve essere assunta pari a. 0,85"°0,83 Ry’=0,70 Rw', dove i primo fattore tiene convensioralmente conto della durata di applicazione ‘del carico, mente il secondo (0,83) & il ceefficiente di conversione fra la resstenza cubica e quella Clindrica; Ry’ al solito a reistenza caratteristica misurata su provini cubic 2 Capitolo primo termico, a meno che non si tratti di opere particolarmente massicce quali, ad esempio, dighe, blocchi di fondazione per grandi impianti industriali o strutture per reattori nuclear. . ‘Le cause e il meccanismo di attuazione del ritiro sono a tutt’oggi oggetto di studio, ma nella sostanzasembra che tale fenomeno debba imputarsi all'evapo- azione dell'acqua interstiziale, cui fa seguito una contrazione di volume del materiale. ‘Se il calcestruzzo viene costantemente mantenuto immerso in acqua, o comunque in ambiente molto umido, il ritiro idraulico é, di norma, trascurabile, e pud anche ‘cambiare segno; esso si accresce sensibilmente con izione all’atia. La dipen- Genza del ritiro dalla percentuale di umidita dellaria €, orientativamente, posta 6am demain niace 5 Sis mal wide ». Gf oem Do Se mat ce pl lr ge erttict ¢eamangu rl «clr oo» & ow» midi ration deli % Fig. 1.20. — (CEB, 1972) evidenza dal dagramma della fg. 1.20; rst, ad esempio, che il rio eonri- spondente al 1%, df umidita&superiore al doppio del ito corrispondente al 90%, sperienze scmbrano confernare che Venta totale del rire dei caeestruz spon alfara si searsamente infuonzata dal tempo di conservazione dei gett ‘SPambiente umido: in alt termini, ealcetrzzi staghonati sche pet tempo abba- Manea lungo in ambiente molto umido e suocrsivamente espostall'aria manife- Sano rr poco divest da quel di cacetrustanaloghsagionticostantemente Silaria, Vieeersa, caleestruse che abbiano subito un rr fdraulco, se vengono Siceesivamente timers in acqua o in ambiente malio umido, aumentano di ‘lume, na tale aumento € in genere molto inferiore alla conrazione di volume te al rio; pe cu il iro & un fenomeno per grande parte ireversibie. molto azsnft| maniflsano Insc | cern per gual Tevapors tion dele intersted ature ancor prima defi ne della «prea el Tegante &. Fefale motive & opportune mantenereacuratamente agra gti, 9 comun- que protti dal iste contatto del'sra, peri tempo necesario afinc st possa AMérbre concluso it fenomeno della pres” A. parld alte condizoni, i rio si 2) 11 periodo di. presa pud essere molto varabile, sia in relazione alla temperatura ambiente, sia in relazione alla quality del cemento e af it impiegati. In condizioni hormal, osia senza aggiunte di additivi che possono accelerare o ritardare la presa, Period’ di presa & dell'ordine di 12 ore, alla temperatura di 20°C. Poche ore possono sere sufficient nel caso della maturazione a vapore. Proprieta: material 3 autenua al erescere delle dinensioni massime degli inet, © con granulometse adattead asiourare un buon seraggio gl ste inert Di tli circostanzs& ele Tendersi conto osservando che il Hiro dipende, come i & deto, im misura prevac lente dalFevaporarione deltacqia interstate, oxi, in sostana, dal volume degli interaii. Du esperienze fatten consaterebbe, ad esempio, che impiegando sabbie Gon dimension de grani di O§ mm anaiche 0,1 mm, itiro gngersbbe a rdurs ai ciren i 28% Il fapporto cequa-cemento nom ha sostanzate influenza, sempre the si mantenga tale rpporto enro | valor! normal compresi fra 04.¢ 0,6. Al con- traro, la ingern gi macinazone el cemento pd aver peso. non trascurab Fegan fini possono avere rite! molto for, e poiché in genere ln hineza di ac hazione del cemento & Tavorevole alaccescimento della Tesistenea meceanica inc tial, si manifesta la sfortunala circostanca che, per i cement correnemente impicgai nella pratica Gopra tutto neltstabiliment di prefubbricazone), avent eit retenze meeaice nial sono geete sera. + attenuate il rir, come gid deo, ® oppostino impiegaregranulometre che asscurino gett’ molto compat, adoliare possbiimente inert di dimension fon troppo piesa, manteners agnati i get el eriodo di «prea» Nella tabella seguente sono riportati, a titolo orientativo, gli ordini di granx ddezza dei ritiri di calcestruzzi — maturati in aria con umidita relativa pati al 68°, — in funzione delle dimensioni massime degli inerti "29 D (dimensione massima i) Imm 5mm 20mm 50 mm_200 mm ¢, (dilatazione di ritiro) 77+10-$ 47+10-# 3110-24-10 16+ 10-* Forma ¢ dimensioni dei getti hanno anch’esse influenza tutt'atro che trascu- rabile. Poiché, V'abbiamo gis accennato, il ritito dipende essenvialmente dalla evaporazione ell’acqua intesstziale, il parametro definito come rapporto. fra superficie totale esposta allcria e ‘volume racchiuso pud dare T'idea dellatt tudine, pitr o meno accentuata, delle strutture a manifestare contrazioni; a parita ‘di altre condizioni, travi con sezioni molto slanciate, 0 con sezioni sparse © spessori sottili, manifestano ritiri pill accentuati di strutture con sezione com: patta 1, Quanto & stato acoennato si riferisce a caleestruzzi non armati e liberi i deformars Per valutare, se pure in modo approssimato, influenza delle armature, si con- sideri un prisma di calcestruzzo con barte d'armatura centrate; siano A, € Aq rispettivamente le aree delle sezioni del calcestruzzo e dell'acciaio. Se con E, ed Ey si indicano i moduli elastici», ¢ con ¢ ed é. rispettivamente la dilatazione del calcestruzzo armato ¢ quella che’ manifesterebbe il calcestruzzo se fosse senza atura, per evidenti ragioni di equilibrio si ha, nell'ambito delle consuete ipotesi, "820 A, JoiseL, Les fissures du iment, STAR, Paris, 1961. Tra i var iievi sperimentali dedicat ai ritito, icordiamo quello motio accurato di'R. L’Hewwire, Revue des materia ide construction et des travaue pibblles, . 469, 1984 ‘da notare inoltte che in un solido di calcestruzzo il ritiro.non & uniforme: & meno accentuato nelle parti interne © via via progredisce verso la superficie. Tale Fito, etto comunemente + diferenziac®, comporta allinterno del solido delle aulotensior the possono avere notevole importanza soprattutto nelle strutture. massicce. In conelusione, nelle appicaziont pratiche i tio non pud essere considerato solo una proprieti intrinseca del cakestruzzo, ma in qualche modo correlato anche alla forma € ‘Simensioni dell'clemento steutturle, 2 Porzan.Cxce 4 Capitolo primo ‘¢ ammettendo che I'aderenza tra calcestruzzo e acciaio si manifesti sin dallinizio +): e=OTIA eras na25% forte, =} s+ e500 res Proprieta materi 35 Di norma, in modo del tutto analogo a quanto gia si é visto a proposito della viscosita del calcestruzzo, per valutare, nei correnti casi pratici, 'ebtta del itiro, si ammette lindipendenza dei vari fattori che influenzano il fenomeno. Pertanto Ia dilatazione conseguente al ritito, e corrispondente a un istante generico, pud essere orientativamente valutata mediante la. seguente relazione: st For KKK’ GK' La funzione é & riportata nella fig 1.2, € con essa si tiene conto del Fito in dipendenza delle condizioni di maturazione. Tcoefcienti X’, © K’, tengono conto, rispettivamente, della composizione del caleestruzz0 ¢ della variazione nel tempo dl stro (igg. 1-31 e 1.136). Il coeticiente 2, contempla invexe Tuenza dla diensione cn arma det get: quna, nito lo Spessore itizio come rapporto fra perimetro della sezione a contatto eltara ed aren della serone sts, In vargsione in funzione dsllo spessore fttizio del coefciente K's & riportata nella fg. 1.21. Infne il coefficiente K”, dipende dalla percentuale di armatura; esso pud essere posto nella form 1 Tem? x’ dove + rappresenta, col solito signficato dei simboli, la percentuale di armatura fal il rapporto frail moduio elastico dell aciaio € quello del ealerstruzzo. Le istruzioni del CEB consigliano di adottare Le norme italiane, in via semplficata © salvo determinazioni dirette, suggeri- scono di assumere, a titolo orientativo, i seguenti valori medi delle dilataziont per ritiro (viferiti a spessori dellordine di 20 em e per stagionatura dei getti in am- biente normale): ‘fv=40° 10-* per ealeesiruzz0 non armato, i= 30-10- per ealeesuzzo con perentale darmatura <1% 520: 10-* per calsesruzz0 con percentuale darmatura > 1c 1.2.7. La fessurazione. 4a) Nelle strutture di calcestruzzo armato inflesse o tese la formazione di fessure & in pratica pressoché inevitable, anche per condizioni normali di esercizio, se non si fa ricorso alla precompressione. S'intende che la fessurazione deve es- sere, per quanto possibile, limitata perché se le fessure sono molto raffitite, o se Ia loro apertura é eccessive, aumenta la deformabilita degli elementi strutturali © possono aversi temibili fenomeni di corrosione delle armature &®, ‘A titolo esemplificativo pud essere utile un breve richiamo sui criteri che pitt correntemente vengono applati per Ia valtaione delTapertara massima delle 122% A tale riguardo Vattuale normative italiana prescrive che debba essere effetuata la valutazione dell'apertura.maisima delle lesioni, qualora il progettsta adotti, per il calcolo delle strutturey il metodo degli «salt limites. L’apertura massima delle lesion, ‘con carichi di lunga durata (pei propr, permanenti e carichi accidentali con durata di pplicazione di almeno 30 gion anche non Gonsecutiv) non deve superae iit di 0,1 mm, 02 mm e 0,3 mm rispettivamerte in presenza di ambiente aggressivo, ambiente esterno normale e ambiente interno normale. Con i massimi carich, 1 limiti sono invece di 0,2 mm, 03 mm © 0,4 mm, Se si adotts il metodo delle tensioni' ammissibily non & richiesto ii caleolo dell'apertura massima delle lesioni; tutavia ¢ buona norma effettuare il controllo Gell'entita delle lesioni, soprattuto quando si adottano barre d'acciaio ad alta resistenza edi diametro clevato, Relativamenteallinfluenza delle fesure sullo stato di deformazione, si veda il par. 113.1 36 Capitolo primo COvviamente, in una trave tesa o inflessa, la fessurazione si manifesta quando le tensioni normali di trazione superano il valore limite della resistenza a.,, che ud essere ricavato sperimentalmente; e s'intende che, in-mancanza di sperimen- fazione diretta, si potrd far ricorso al valore della resistenza dedotto mediante la relazione (1.1] riportata nel punto 1.2.3. Di solito, con i normali_proporziona- ‘menti delle sezioni, le tensiont di trazione, ovviamente calcolate pensando il calce- struzzo reagente anche a trazione, attingono valori maggiori di quelli corrispondenti alla resistenza e pertanto, anche in condizioni normal di esercizio, la fessurazione in alcune parti delle struiture appare inevitable. Al Fig. 1.22 Si consideri, tanto per fissare le idee, una trave prismatica di caleestruzzo soggetta a sforzo assiale di trazione; se in una sezione si perviene alla tensione ‘di rottura, improvvisamente si forma una lesione, e lo sforzo normale si trasferisee dda una parte allaltra della trave soltanto per mezzo delle armature, la cui tensione 8 ovviamente definita dal rapporto fra lo sforzo normale applicato € l'area com- plessiva delle sezioni delle barre (ammesso che il baricentro delle aree delle sezioni {elle barre coincida con la retta dazione dello sforzo normale). In cortispondenza ella lesione, le tensioni normali del calcestruzzo si sono bruscamente annullate, ma a distanze via via crescenti da essa, a causa dell'aderenza fra acciaio © cal- cestuzz, gradualmente fo sforzo normile i ritaseriee in parte al calesruzzo stesso finché, raggiunta nuovamente Ia tensione di rottura, si manifesta un‘ule teriore Iesione. Per semplicita supponiamo le fessure equidistanziate di AI (fi- jura 1,224); se si indica con én la dilatazione media dell’acciaio nel tratto AB i lunghezza Al e fem la dilatazione media del calcestruzzo, l'ampiezza della lesione ud porsi nella forma =): m= 0.8) w= Alan (42 Si tratta di un'ampiesza media (considerando le sezioni piane) perché in reat le sezioni si ingobbiseono, presentando distacchi che sono limitatt in prossimita dei ferti a prezzo, s'intende, di local scorrimenti tra actiaio e calcestruzzo) © crescent allonta- rnandosi da es Rispeto alla complessita del fenomeno, tale eriterio di calcolo pub essere considerato appena orientativo. Proprieta: materiali 37 Dialtra parte la dilatazione media del'acciaio & sensbilmente pit. grande di quella del alcestruzz0, di modo che com pud essere trascurata TspetlO & ten: Pertanto i caleolo dell'ampiczza w & sostanzialmente ricondotto alla valutazione Gi AL ed tan Alen). ‘Ammetifamo, se pure con Timitata rispondenza alla realt, che le tensioni di aderenza fra avciaio e ealcestruzz0 siano distribuite uniformemente longo Tintero traito if, © che pure uniformi siano le tensioni normali per il calcestruzz0 nelle sezioni rette a sUfficiente distanza dalle lesion. Allora, con siferimento alla fc gura 1.226, se /¢ il numero delle bare, d il loro diametro e 4, area della sezione Gi calcestruzzo, si ha 0) AN=Ny—Net* xd Aga? 5 ind® U9} AN=cerAe dda cui, uguagliando le due expressioni: Oe Alyy r hax 1.10) Per determinare la dilatazione media can dell’acciaio nel tratto Alpas/2, basta osservare che (Ag= 140) wan guint (1.12) In defnitiva, avendo posto approssimativamente w2tan dl, risulta: 1 ond (oe we EE (oH): ad La relazione [1.13] & stata ricavata partendo da ipotesi indubbiamente molto schematiche,tuttavia in essa «i trovano gia le premesse necessaric per meglio com- render signa emit vali delle formule ce, pe gran parte dette Sulla base dt indagini sperimentali, pid correntemente.vengono impiegate pet il calcolo dellampiezza dele fesure.’ aa Poiht sembra lito suppor, anche in seuito ad esperinze, che la tenione media di aderenza limite © sia proporzionale alla resistenza a trazione Ger, in via ij 3 3 orientativa si pud assumere 1=W}- ogy © Ede rispettivamente per barre lisce © ad aderenza migliorata. Cosi stando le cose, Vapplicazione della [1-13] imme data, perché tutte le grandezze che in essa figurano sono facilmente determinabil- luna volta assegnate la sezione di calcestruzzo, la quantita di armatura e le caratte, ristiche dei materiali. i consider, a titolo d'esempio, Ia sezione di un tirante di 25x25 em di calee- struzzo di classe 300 soggetto a uno sforzo normale di 45 t. L'armatura sia costi- tuita da 12 barre di 20mm di diametro (4,=37,70 om) di acciaio FeB32k; si assume la resistenza del caleestruzzo a trazione pari a 30 kg/cm’, 20 Si ammette in genere, come si vedra in seguito, che le tensioni di aderenza rag ‘iungano un limite dipendente soltanto dalla qualita del calcestruzzo (0 meglio, dalla sua resstenza a trazione) e dalla rugosita delle barre d’acciai. 38 Capitolo primo La distanza massima fra due consecutive fessure risulta, applicando la [1.10] Bit pcs) owas amaun, ac enn mip, wet a Sande a ah 3 re le diese os tu cee Wo ura ermine Fp del ion & 7 ome det far che ina ie fe a Sai a ee en i ae Ze i aca ee Bers dein Sinan ro pe me ac a cic a ae te senate ml (CS aa Deena on er a ete ee nd 600 kglem’, oq 25 kglem*, —#= 0,05, 50 kgjem’, pari al 16% circa della tensione massima del Pacciaio 9, 3) Quanto & stato fino ad ora esposto si rferisce al calcolo della fessurazione di tun’asta soggetta solo a sforzo normale, ma s‘intende che criteri analoghi possono ‘essere applicati anche al caso di travi semplicemente inflesse. ‘Si ceusideri, a titolo d'esempio, un tronco di trave compreso fra due lesioni distant le si supponga che, nel tratto compreso fra le sezioni A e B, il momento flettente resti costante (si esamina quindi solo "influenza del momento flettente fe si trascura quella del taglio) (Aig. 1.22c). Per evidenti ragioni di equilibrio, Corrispondenza della sezione S deve risultare, tenute presenti le consuete ipotesi € il solito significato dei simboli (#,~braccio della coppia interna nella sezione Fessurata; oy,—tensione dell'acciaio nella sezione fessurata x=0; ogy=tensione del- Vacciaio nella sezione mediana del tratto 40): al Ades Aatartind tF9 114) Aatasho=Mat Me dove My ¢ M, rappresentano rispettivamente la parte del momento flettente assor- bito dalie armatufe e dal calcestruzzo teso nella sezione 5. tas da notare fra Paltro che il contributo del calcestruzzo teso tende col tempo fad attenuarsi a causa del progresivo allentamento delle tensioni + i aderenza; allenta- ieo che in parte ¢ dovio la vacoxth dl eas. Per cave neh. dura Cf imagsior sagione quindl per i carichi-permanenti o per carichi ripetuti, vari Autor Supperteono di trascurare del tuto il termine che, entro parentesi nella (1.13, corrisponde alla restenza a trazione del calcestruzo. Proprieta materiali 39 Ponendo per semplcita ely’=W", modulo di resistenza al lembo inferiore della sezione interamente reazente): Mae Aatesh Wy si ottiene, combinando le due equazioni [1.14] che contengono le incognite Ale 9, w Sine 2 Fad Tg 143) Per calcolare 'ampiezza wv delle fessure non resta che valutare Ia dilatazione media dellacciaio nel tratto compreso fra le sezioni A e B. Per x=0, ¢4=daolE,i mentre per x= Al/2 risulta, tenendo presenti le rela- ioni [1-14] e [1-15] er Say ted Wa on tor Onn Wty et F, Ey AgEg ind hig tt Eq EqAghy” Pertanto Ia dilatazione medi vale: Wo EAghe tan € in definitiva risulta, applicando Ia [1.8 (1.16) Come si & ripettamente acennato, Ie relazioni precedent, relative alla fesu- razione delle ase sa tse se iflese, sono stale Tieaate al solo scopo di porre in evidenza, sotto Vaspetto pevalentemente qualitativo, Tinfluenza del vari pars: met che possono influenzae 'ampiezza delle lesioni; per eul & da tener precente the ease possono fomire soltantoindicazioni di larga massima ‘Numero studi ed esperinze sono sta eflettuati per cercare di interpretare it complesso fenomeno dla fessurazione,fenomeno che dipende non soltanto dai paramets posi in evidenza dll relaioni [13] [1-16 ma anche da alte mote Pllc cixcostanze qual, tanto per eitarne aleane fra ie pi sigiieatve, la disposi Fone’ delle armature, Ventidy del ricoprimento, di cilestrzzo, la forma le dimension stese della tave, 1a natura dl earch (di breve 0 lunga dura, © Tipetut), Ta qualith del calstruzo, i rit, la viscosa. c) Le mumerose formule proposte in quest ulimi anni, in parte adotate dalle normative di vari Paes, si tovano spe in dsaccordo fa loro, ci staa igo fleate la dificolt che x incoatra el vlersintetizare un fenomieno che, conviene pss nel reali al pest a empl! sctematzason. Al fin & fore indiasion’ di qualche ull per le applicazionl pratiche, ai riene opportuno ‘hiamare brevemente la fomtla recestements proposta dal CEB, fortis che, Come ed ae sstansiente ong da coe analogh a Gull che hanno ondoto alle 1-13] [1.16] (Bull. n. 8, 1973). ‘Secondo il CEB, oft, apertura massima delle lsioni per elementi sia tes sia infles, pud port nla forma jour #4] | 0.171 40 Capitolo primo dove, a parte il solito signiicato dei simboli, ¢ € don rappresentano rispettivamente iWricoprimento delle armature ela tensione media det calestrurzo tes nl torno delle barre; cg, ¢ 1a tensione dall'acciaio valutata senza tener conto della resistenca a trazione del cacestruzzo eso. Ricordando la [1.13], il secondo fattore della [1.17] corrisponde alla distanza massima Algae fa duc lesioni, mentre i fattore 1/E,lCae Seal corrisponde alla dilatazione media dell acca. ‘A. differenza della {1-13}, compare nella [1.17] V'influenza dello spessore del Heoprimento posto nella forina i un pportuna funione e) da deterninare spe Fimentalmente; pure sperimentalmente devono essere detcrminate sia la funzione fleas) sia Ta tensione: media del calcesttU220 (em) Sera epics ei ptr comin ef Cone Hoare, a ricoprimento. Inolire, per quanto riguarda la funzione f(a), appare lecito rite- here che Tinduenza ‘del rapporto fra In tensione 6 rotora del calcestruzzoe la tensione media di adetenza sia praticamente costante e funzione soltanto del tipo i armatura (lisia 0 ad aderenza. migliorata). Tnfine vey pud essere posta nella forma: Gem =KsSer con K, dipendente solo dalla percentuale di armatura (1), ma praticamente costante per cu ora pb extereassunta pat a citea 30 gle’, per pereenual superior © Uguali a 0.04. In definitiva V'espressione proposta dal CEB, valida nel caso di barre ad aderenza migliorata, & la seguente (v. nota 1.31, pag. 36): viaa=(1504016-2) (4-22) 10+ am, ty ‘con ¢, d espressi in cm e dy in kglem*. Per armature lisce Wax Pud essere ottenuto moltiplicando il valore fornito dalla [1-18] per 1,2 0 1,5, a seconda della qualita dell’esecuzione dei gett. Pet catichi ripetuti o di lunga durata il CEB consiglia di adottare, anziché il valor medio della tensione dell'acciaio, il suo valore massimo day. Un'ultima osservazione prima di chiudere T'illustrazione delle formule pro- poste dal CEB: la percentuale d'armatura data dal rapporto fra Varea della Sezione di acciaio e I'area del calcestruzzo 4. Per i tiranti de & ovviamente uguale all‘area della sezione del tirante; per le travi inflesse ad anima sottile con bulbo, ‘Aq corrisponde all’area della sezione del bulbo; infine per le travi rettangolari 0 aT sottoposte a flessione semplice si assume 4,~0,25 bh (essendo 6, la larghezza dell'anima e Valtezza della. sezione). ‘A titolo d'esempio ci si propone di valutare, applicando la [1.16] ¢ la {1.18}, Vampiezza massima della fessura per una trave di calcestruzzo semplicemente ap- poggiata agli estremi con sezione a forma di T, larga 30 cm e alla 60 cm, con Ia larghezza dell'ala superiore di 60 cm e lo Spessore della soletta di 20 em. TI momento di esercizio conseguente ai carichi permanenti, compresi i pesi propri, & di 12 tm e l'armatura & costituita da 5 barre di 20 mm di diametro (4q™=15,7 em?) con ricoprimento c=3 em. ‘Svolgendo | caloli, la tensione del'acciaio corrspondente al momento di eser- izio_e Valutata considerando la sezione parzializzata (con n=10 € A’a=0,25 Aes ‘h=57 cm) risulta 0,=1461 kglem*. Inoltre si ha, ricordando la definizione dei simboli che figurano nelle [1.14] e seguenti J=0,74 108 em, 14-10% em’, A 2,2 cm. Proprieta materiali 41 Posto 0 cando Ia {1-15} si oitiene: 5/4 oe (per barre ad aderenza migliorata), appli- Alay =20,6 cm , ¢ Vapertura massima delle leioni risulta, dalla [1.16]: 20,108 mm. 15,7 Applicando invece la [1.18], posto e=3 em, = 35-35 -p35 08; ‘ 2 2 ips wou” (15-34016 5355) (1461 225) 10*=008 mm. 4) calcolo pud essere enche effettuato, secondo una proposta di Leonhardt (Gi veda la bibliografia), definendo I'e area efficace», vale a dire larea della sezione i calcestruzzo tes0 allinterno della quale Vampieza delle fessure @ influenzata Se 3|@ Fr Fig. a dalla presenza del'acciaio. A tale proposito per una sola barra I'area efficace assume di forma circolare con D=14d (essendo d il diametro della barra). Di scende allora che, per un gruppo di barre addensate in corrispondenza dell'in- tradosso di una tave, Marea efficace, in tratteggio nella fig. a, pud essere posta nella forma: Ay, =B dey, essendo dey (ammesso ¢ dolei € 015-70,25%, + semiduri — C0,25-0,50%, uri C_0550=0,75%%, + durissimi — C>0,7574. 11 carbonio eleva le caratteristiche di resistenza, ma riduce sensibilmente la dut- tilita e la saldabilita; per tale motivo gli acciai per costruzioni sono in genere a basso tenore di carboni “Assieme al carbonio gli acciai contengono sempre, quali elementi di lega, il silicio e il manganese nella misura circa dello 0,374, Fosforo e zolfo sono da consi Gerare come temibili impurezze e la nostra normativa prescrive che non si debba superare il tenore complessivo dello 0,1%. 48 Capitoto primo an, Sfiniscono « gat, aciai con quantittivi opportuni La classificazione degli, acciai & stata unificata nell'ambito della Comunita Europea del Carbone e dell’Acciaio. Sostanzialmente vengono divisi in due geuppi: gruppo I: acciai designati solo in base alle proprieta fisico-meccaniche, gruppo I esignati in base alla loro. composizione chimica. TaneLLa 1.3. Cr, Ni, Mo, V, 1 Tipo 1 Tipo 2 Tensione di rottura a trazione (kg/mm) | da 370.47 | da 42.052 da s2a62 Tensione di snervamento. . . (kgimm')| 224 | 226 | 236 Resilienza UNI4713-69 . . (kgm/em) | 23,5 | 235 | 235 Allungamento a rottura 7 -| 22 | 22 | an Diametro mandrino per prova di pie mento’ freddo. so bare 0. proflst TR0®; amspess._provetta) ose | 150 Sa Gi acciai del gruppo II sono suddivisi, a loro volta, in tre classi: classe I: acciai non legati, classe II: acciai debolmente legati, classe TIT: acciai legati. Infine le classi comprendono due suddivisioni: 1%: acciai di uso generale, 28: acciai speciali. Gli acciai comuni. per earpenteria appartengono al I gruppo e sono in genere actiai dole non Tega Tori allo stato gregle. lamineiore, sen aleun part colaretrattamento terhico. Vengono indicati mediante la sigla Fe (smbolo di base) seguita da un numero che rappresenta il carico. di roltura a trazione espresso Jn'kglmm*: cos, ad esempio, il simbolo Fe 42 rappresenta un accaio. con carico i rottura di 4200 kgfem! &, Liatttudine alla saldabilita dell'acciaio & convenzionalmente indicata mediante le lettere , B, C e D, che nell’ordine stanno a rappresentare acciai con carat stce di sida via va crescent 029, ‘normativa italiana suddivide gli acciai del 1 gruppo in due tp, te cui carat- teische meccaniche devono soddsfare Te limitazion portate nella tabela 2) Quatcherichiamo dei principal merod di lvoracione dei metal pud essere tile per sotoineare la foro inflenza determinant sulle earatterstiche mecca, nie es prodot ivr me Eto, i metal, ein partiolare Vacca cui in seguito si fark pesca tiferimento, vengone prodotti per fusione allo stato grezo it lingott (lus, bi Tete) © quest afore Volt, sottopost a ci di lavorsione meceaic, sia ldo 238 Si veda in proposito Ia. UNI 7070-72, ‘3 Si veda in proposito, del Cap. Il, la parte relativa ai collegamenti saldati, Proprieta materiali 49 € sia a freddo, per ottenere i prodotti lavorati sotto forma di lamiere, piatti, barre, Profit, fil bullon, exe. corentemente impiepati per Ia realizzazione e i colle- gamento dei vari elementi strutturali. Oltre alla lavorazione meccanica, i pezzi Vengono frequentemente sotioposti a particolari cicli termici, comunemente detti il cui scopo & quello di ottenere strutture metallurgiche atte a conferire ai materiali caretteristiche meccaniche adeguate all’impiego_previsto. ‘La formazione meccanica dei pezzi pud essere ottenuta in diversi modi, sostan- ialmente pero riconducibili a due categorie: 1) processo di formazione per compressione © trazione (ad esempio forgia- tura, laminazione, estrusione); 2) processo i formazione per flessione e taglio. I pitt noto proceso di Lavorazione & quello di laminazione, sia a caldo sia a freddo, con il quale si ottiene Ia pitt parte dei pezzi laminati © profilati comune- ‘mente impiegati nelle costrutioni ‘Nel proceso di Jaminazione a caldo i lingotti, convenientemente riscaldati a ‘una temperatura tale da rendere il materiale plastico, passano per serie di rulli con- trappostt e ruotanti in senso inverso, e vengono sbozzati. I prodotti sbozzati sono sotto forma di barre quadrate o rettangolari e prendono il nome, a seconda delle dimensioni e della suctessiva destinazione, di slebi (attiy ad esempio, per ottenere lamiere), blumi e billette (per ottenere profilat, barre e fii). Successivamente i semi Javorati vengono trasformati, mediante tecnica analoga, in barre, lamiere, piatti ¢ profilat!; 1a prima sbozzacura, ad esempio, pud richledere qualche decina Ui pas- Sogqiaravetso i rll ¢ To sso vale er 18 produrone det lavort a laminazione migliora le caratteristiche del prodotto ottenuto dal lingotto: infatti le forze di compressione esercitate dai rulli ¢ il progressivo assottigliamento della sezione trasversale del lingotto favoriscono eliminazione dei gas e delle cavild presenti nella massa stessa del pezzo (soffiature), mentre le considerevoli deformazioni indotte dal processo di lavorazione affinano la grana del materiale con evidente vantaggio nel confronti dell’omogeneita del prodotto e delle caratte- tistiche di resistenza. In tal processi di lavorazione & importante non soltanto Trentita delle deformazioni, ma anche la. velociti con cui queste avvengono. Esi- stono per contro alcuni inconvenienti della laminazione a caldo. Innanzi tutto, ‘2 motivo delle elevate temperature dei pezzi, sono favorite le reazioni di ossida- Zione del metallo sulla parte superfciale, e' i pezzi subiscono nella loro. massa un ciclo di raffreddamento non uniforme, cui conseguono, a lavorazione ultimata, stati di autotensione o tensiani residue. Alle tensioni residue sono dovute, in gran parte, distorsi pezzi lavorati e, in presenza di fenomeni di fatica, pericolose cause d’innesco di rotture. Nei feno: meni d'instabilita dell'equilitrio le tensioni residue possono anticipare il collass La laminazione a freddo é frequentemente usata, specie per material non ferrosi, per ottenere, mediante incrudimento, resistenze elevate; s"intende che cosi operando Si ha anche una notevole ¢iminuzione della dutiliti. Quando la lavorazione a Freddo richiede deformazioni eccessive, il metallo pud «erettare + (ossia screpolarsi) prima di raggiungere la forma e le dimensioni volute, Allora & necessario ricorrere 4 passi successivi di lavorazione, consistenti in cicli alternati di deformazione a freddo ¢ di ricotura; con il titamento di reotura si possono pot eiminare ressoché completamente Ie tensioni residue. Pr Mediante if processo dl trafilatura a freddo si producono, ad esempio, i fi di acciaio armonico, solitamente impiegati per le costruzioni di calcestruzzo precom- presso o per Ia realizzazione di funi-e cavi. In genere, dopo la traflatura, il mate- Fiale viene sottoposto a un ciclo termico di rinvenimento (se ne parlera a proposito dei trattamenti termici). Il procedimento, consistente nell’elevare le caratteistiche di resistenza di un acciaio mediante trafilatura a freddo, rsale ala fine del’800 circa. Caratteristica degli acciai cosi ottenuti é Vassenza di'un ben definito valore della 50 Capitolo primo tensione di snervamento ¢ il pericolo di notevoli abbattimenti della resistenza per ‘effetto di riscaldamento, Si veda anche in proposito il par. 1.4, T processi di formazione per flessione consistono in sostanza nel piegare sottili lamiete in forme simili a quelle dei profilati. Tipici, a tale proposito, sono i profil sagomati a freddo; lo spessore delle lamiere dev'essere contenuto ‘di norma entro Yordine di grandezza di alcuni millimetri. ) Metall o leghe allo stato solido sottoposti a particolari tattament! termict sono suscetibili di variare profondamente Ie loro caraiteristiche meceaniche. E pos- sibile pertanto intervenire Sui prodotti di laminazione 0 di fusione con opportuni trattamenti termici per ottenere variazioni delle originari caratteristiche in Tela- ione agli impieghi Specifici cui i prodotti sono. destnat. T principal trattamenti termici sono la ricottura, la normalizzazione la tempra ¢ il rimenimento; le operazioni di tempra e rinvenimento associate prendono comu- ements il nome di bonfea. Ricottura. — Pet ricottura si intende Vintero ciclo termico comprendente il riscaldamento (fino ad una temperatura prossima o di poco superiore a quella critica), Ia permanenza a tale temperatura ¢ infine il successivo lento raffredda- ‘mento.’ In genere la ricottura di luogo a una composizione pid omogenea, ed elimina eventuali eterogeneiti del prodotto solidficato dalla colata (tipico a tale roposito é il trattamento di ricottura per la pid parte delle leghe leegete dell'allu- minio; si veda il par. 1.5); pud essere ovviamente operata sia sui lingotti sia si rodoiti semilavorati o fini La ricottura dei prodotti lavorati @ utile per eliminare incrudimenti dovuti a processi di lavorazione meccanica, o per togliere stati di autotensione ¢ favorire quindi lavorazioni meccaniche a freddo (ricottura di addolcimento). Frequentemente si indica con il termine di « distensione + un processo di ricot- tura a temperatura relativamente bassa per attenuare in pezzi lavorati tensioni interne: trova utile impiego per parti di strutture saldate’ che notoriamente, al termine del processo di saldatura, possono essere sede di elevate autotensioni ‘do- vute ai ritiri dei cordoni di saldatura. A trattamenti termici di ricottura sono spesso sottoposte anche numerose leghe dell‘alluminio (si veda in proposito il par. 1.5) ‘Normalizzazione. — Consiste in un riscaldamento degli acciai decisamente supe- riore al punto critico e per un tempo tale da ottenere la completa trasformazione della massa in acciaio austenitico; il successivo raffreddamento deve essere molto lento, La normalzazione oviamente annulla git efett di qualsiash precedente ciclo termico. Tempra. — La tempra dell'acciaio consiste, come la ricottura, nel riscaldamento fino a temperatura di poco superiore al punto critico, prolungata per un tempo sufficente ad assicurare I’austenizzazione;, perd successivamente si opera un brusco raffreddamento con trasformazioni in acciai di tipo martensitico, Tali acciai hanno clevata durezza e fragilita. La tempra pud essere quindi impiegata per accrescere Ia durezza dellacciaio. genomeni spontansi di tempra si possono ad esempio avere nei proces di saldatura. Rinenimento. — Con it rinvenimento, che consiste nel riscaldare un temprato a moderaia temperatura per un tempo pil 0 meno lungoy st adda Taetiaio otenendo un aumento di enact Per gi aa lat st ponsono aver, quali eet colateralt nega, riduioni anche notevoli della relienza, senca araxion! senibil della dureora © dele carateritiche @resistena. Come si gia accennato, le ope prendono il nome d «bonfia» mni combinate di tempra e rinvenimento Proprieta materiali st Con ta bonifica si posseno migliorare notevlmente le carateristiche di res- steal aciatcomuntalerbonis debolnenteloguSena nuns 3 ade. fre carateristiche dl esenaa © tenacita-Gel progott, Cos, ad exempio, sono Settopost a tratamento i bonifia buon ad ita resstenza di coment impiego Ferealizare funn dle suture dh aceito @ fil rf rede {Analogo trattamento termico & operato per numerose leghe Teggere del alumi rio allo topo dt accrescernela rsienza meocanic, Va mato che qualia rat mento temico suocesivo alla bonifica psd variare in modo profondo le carats {he metallurgichee meccanicne del metal o dell legal caso ad esempio, come si Start i sefato, det procs oi sldatara per fstone che, per I'levsto apport Termico Tose, posson ricestituie nel metallo base saldato strutted tempra. 1.32 Prova a trazione semplice. Determinazione delle principali carateri- stiche meccaniche. 4) 1 tipo i prova pia semplicee dfs, utile per la determinazione delle pri cipal cartes meseapiche deg atcialconsite, come & not, nel soloporre ne semplice provatavent forma e dimension normalize. wa anf W @ Hee $ Faye Iv Fig. 124 = 5% 1 diagrammi che rappresentano il legame fra. le tension’ normali dy, dette anche tensioniShominalt Capporto fa To sforzo normale e Varea della scvione iniziale Gel proving), ele dlaazion eq hanno, per vari tipi i acial duttlt comunemente ftmplogati nelle costuzion, Vandamento™ qualitatvo rappreseniato nella ig. 124; In Uigtazione-e, delta anche dilatazione snominale > 0 «convenzionae , &definta ome rapport ira allungunento dalla bas, Ia lunghezza della base sess indeformata, ° Il primo tratto OA del diagramma rappresenta un comportamento pressoché elastic lincate; segue quid un breve tao @ comportamento, elastico non heave cui fa seguto ~ tatto BC del dlagramma ~ la fase. suervamento; si de fnise tensions dl spervamento quel valore della tensione per il quale Tallunga- mnento del provino si acrese sensibilmeate senza apprezzabi aument di teasione. in real 1a maggior pate deg scciai Gulia basso tenore di carbonio pre- sentano due valor della tessione di snervamento'e precsamente un limite supe- Flore, raggiunto il quale aumentano le dlatazion| Gon ridurione della tensione emia wn lit fore ct cortyponde un asrexcinero sponta dle ‘itasion, Seneaapprezzatil variazion’ dla ersione. Generalmente per definite fe earateistiche dagit accel sf fa iferimento al Imiteinferiore di stervamento, anche se la sua conretia determinazione & causa di qualche dificoka durante 10 Svolgimento della prova a 2 Capitolo primo La deformazione plastica a tensione pressoché costante si accresce fino a un determinato limite (punto C del diagramma o,—,), superato il quale occorrono ulteriori aumenti di tensione per accrescere le" dilatazioni; tale fenomeno prende il nome di incrudimento. La fase di incrudimento, la cui entita & sostanzialmente legaa alle caratertiche di composzione chimica ¢ erisalina degli ac, ha termine quando si raggiunge il valore della tensione di rottura (punto D del dia- gramma 9,—¢,), cui corrisponde una ben accentuata contrazione trasversale del rovino in'corrispondenza della sezione di rottura (strizione) con successivo decre- ‘mento del valore della tensione nominale fino al raggiungimento della rottura 0, In realta il tratto discendente del diagramma o,—¢, & conseguenza del fatto che in ordinate sono riportati i valori delle tensioni nominali anziché quelli delle tensionieffettive, dati dal rapporto frail valore dello sforzo normale e 'area effetiva ay oA enone nomsnale rata a. Fig. 125 bi, della sezione. Nella fig. 1.25 sono riportati a confronto gli andamenti qualitativi delle CUVE Froainani— te, (CUIVA. 1) © Sunstive—en (Curva 2) 29); risulta evidente, dall'esame della Curva"2, che il fenomeno dell‘incrudimento in realta prosegue fino alla rottura del materiale. Gli elementi caratteristici del diagramma convenzionale o,~f_ sono, tenendo presente quanto sopra esposto, la tensione di snervamento, la'tensione di rottura € Vallungamento a rottura. I limiti di snervamento e di rottura valgono a definite Ie caratteristiche di resistenza del materiale, mentre 'allungamento a rottura & indice della sua duttlita. L’allungamento a rottura viene misurato convenzional- ‘mente come differenza fra la lunghezza della base 1, prima ¢ dopo la rottura (f- gua 1.29; a unghezza del provino dopo ta offal misuraaceostando le pat Staccate in modo tale da renderle combacianti. L’allungamento percentuale dipende dalla lunghezza della base di riferimento; di norma per provini aventi sezione cit- ‘colare si assume la base pari a 5 volte il diametro della'sezione. Gli acciai duttili presentano allungamenti percentuali dell’ordine del 20-25%, ‘Nella tabella 1.4 sono riportate le principali caratterstiche meccaniche, unita ‘mente alle composizioni chimiche standard, degli acciai comuni al carbonio di impiego pit frequente (i valori riportati corrispondono a quelli unifcati), secondo 1830 Le tensioni di snervamento per gli acciai dutliimpicsati nella carpenteria pos- sono varie, come si vedra in seguito, fra i limiti di circa 2400 © 3600 kglem*, a seconda ell pT [acsena ‘Tenendo presente che la tensione di snervamento molto prossima alla tensione 0, corrispondente al limite di elastcita lineare e che il modulo di‘elasticita normale E & di circa 2,1" 10" kg/em* qualungue sa il tipo di acciaio, si ha che la dilatazione e, pud variare fra i Uniti di cea 1" 10-* e 1,7- 10-*, Nella fig. 1.24 la dilatazione e, ¢ stata indicats, rspetto agli altri valor, molto maggiore (~20 volte) di quella che in genere si ha realmente, "a0 Si veda anche il punto Proprieta materiali 3 la tabella UNI 7070-72. Tali acciai vengono forniti in commercio sotto forma di aminati a caldo, profilati, barre, larghi piati, lamiere e tubi; forma e caratteristiche geometriche delle sezioni dei profilati, nonché la serie degli spessori delle lamiere, Sono state opportunamente normalizzate. ‘Tavetta 1.4. — Caratteristicte meceaniche e chimiche del prineipali acciai unificart itd in forma di profati, laminati e larghi piatti (sul prodoti finit). ovat Aw ‘Composizione chimica aeltacciaio CRETE ASelENE 0,065 0.085 0,050 045 0,065 0,085 0,050, 0,045 A BO Bo | 3747 | 24za1 | 28226 bo A co 225 | ms Bo uo co bo 0,035 0,050 R= tensione di rottura Qglmm’); R, = tensione di snervamento (kglmm'); A’ © allungamento percentuale minimo. (TL yalore maggiore si riferisce a spessori dei provini fino a 16 mm e quello minore 8 spessori fino a 100 mm, ‘2 Non effervescente; ® semicalmato; calmato a grano fine. Da tempo sono in commercio accisi che, sostanzialmente derivati da. acciai comuni al earbonio, presentano elevate tensioni di snervamento mediante opportune composizioni chimiche; vengono prodotti sotto forma di lamiere e contrassegnati Sigle T1 e Tis, I prim hanno tension di snervamento dell’ordine 70 kgimm™ © rottura a circa 90 kg/mm; i secondi, valori rispettivamente dell’ordine dt 60 © 70 kgimm*. La duttlita & soddisfacente, © con adeguate teenologie sono resi anche saldabii. Gli aeciai COR-TEN (Corrosion Resistance-Tensile strength) hanno invece resistenze meccaniche analoghe a quelle degli acciai tipo 2, ma in compenso sono caratterizzati da elevata resistenza alla corrosione; possono essere quindi impiegati, lanche senza vernici protetive, per la realizzazione di strutture direitamente esposte alle azioni atmosferiche (trace, ponti, serbatoi), con evidenti vantaggi sui costi di manutenzione. Riprendendo in esame la prova a trazione semplice, ¢ da notare che, se in corri- spondenca di-un qualsisi funto compres fra Be D si efltua lo scarico’ del proino il corspondente Gagramma ¢yr€ rappresentao, con buona apposs- azione, da una retta, quale” ad esempio fa C’C” della fig. 1.24, parallela alla retta O4; di conseguenza scltanto una parte della dilatazione totale viene ricupe- rata, mentre permane una dilatazione residua che in genere é molto maggiore di quella restituita, La dilatazione totale pud quindi essere considerata come somma i due componenti, una elastica (e,) © una plastica (c,), che & irreversbile. 4 Capi 10 primo, Sottoponendo il provino a un nuovo caricamento,siripercorre una linea poco discosta dala retta C'"C";raggiunto il punto’ diagramma tension deformazions, Pet caich ulteriormente crescent, nuovamente segue al incr la curva C’D. La ten: Sone corrpondenteal punto pub este considera comme nuova estone d ner- vamento. Nel linguageo tecnico Corrente si dice che il materiale & stato inerudto. B) Diagrammi tensione effettivacdilarazione effettiva. Come & stato accennato nel punto precedente, la tensione nominale per un provino soggetto a trazione semplice & il rapporto fra lo sforzo normale e'Iarea della sezione iniziale (0 nomi nale del provino); la tensione media effetiva & invece il rapporto fra lo sforzo L BMS ws a) Sa as ae ae ee? eo BEES 8 8 88 Fig. 1.26 normale ¢ Vrea effetiva dela sezionetrasverale del provino, In regime elastico [a contezione del provino comportavariazioni molto imitate delf'area della e- Zone edi conseguehea la tensone efetiva& pratcamente coincident con valor Geta tensone nominate; la resa cosa on po dist quando Ml proving, Taggiunto fo snervamento, incominca a maniestare una contfazione traversal sciibie, nara! analog vlgono aie pet la distasone media defo come rapport fa allngamento fe la kmghezoainzale f. La defnzione Coretta ot Ineremento della dataione € i rapport, in un istante generico di cance, fa Tin crerento ei allungamento dea lungheeza dl proving silstante genetio; i ia tazione totale effetva © et conseguenra Vintegrale dep Increment dilatazion, ‘Ammeso che, in regine di grandi allungamente sia lecto assumere #05 gina rata volume provi come eso ae stant (Ales AD, si pouredbe imontrare che fra la tensione o efftiva dilatazione nominate