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Sicurezza, salute e organizzazione del lavoro book

Sicurezza, salute e organizzazione del lavoro La normativa

Il decreto legislativo 81 del 2008: è la principale normativa di


La prima cosa da fare riferimento in tema di sicurezza e salute sul lavoro e viene definito
come Testo Unico sulla sicurezza. Lo scopo di tale disciplina
La sicurezza e la salute sono beni essenziali. è infatti quello di riordinare e coordinare tutta la normativa
Gran parte degli infortuni che si verificano nei luoghi di lavoro sono dovuti al mancato esistente, fornendo indicazioni chiare rispetto a diritti ed obblighi
rispetto delle norme di sicurezza ed alla carenza di un’adeguata cultura della di ciascuno.
prevenzione. La decisione di predisporre un Testo Unico deriva da un significativo aumento negli
La prima cosa da fare? Essere informati sulla normativa e su come è organizzata la ultimi anni degli infortuni sul lavoro e delle cosiddette “morti bianche”.
sicurezza in azienda; riconoscere le proprie responsabilità e seguire le procedure Regole e sanzioni da sole tuttavia non bastano… la consapevolezza di ognuno, accanto
corrette! alla corretta applicazione delle norme, è fondamentale.
Rispetta ogni giorno te e gli altri!
Il decreto 81 ha una portata generale, si applica a tutti i settori di attività, privati e
A, b, c della sicurezza pubblici, e a tutte le tipologie di rischio, a prescindere dalle dimensioni dell’azienda.
D’altra parte riguarda tutti i lavoratori. Per lavoratore si intende infatti: “la persona
In questo modulo conoscerai l’a,b,c della sicurezza, in particolare: che, indipendentemente dalla tipologia contrattuale, svolge un’attività lavorativa
nell’ambito dell’organizzazione di un datore di lavoro pubblico o privato, con o senza
la normativa di riferimento. Qual è la legge in materia? Dobbiamo far riferimento retribuzione, anche al solo fine di apprendere un mestiere, un’arte o una professione”.
solo al decreto 81 del 2008 oppure ci sono altre norme importanti? Rientrano quindi in questa definizione anche, ad esempio, i tirocinanti.

i principi fondamentali. Quali sono i principi a cui si deve ispirare una buona
Evoluzione storica
organizzazione aziendale della prevenzione?
Come arriviamo al Testo Unico del 2008? Quali sono state in passato le norme che
i soggetti coinvolti nella tutela della sicurezza in azienda. Sai qual è il tuo ruolo hanno cercato di tutelare la sicurezza e la salute sui posti di lavoro?
al riguardo? Nel secondo dopoguerra, con la ripresa economica, i posti di lavoro si moltiplicano ed
in parallelo crescono gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali.

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Per questo motivo negli anni ’50-’60 vengono emanate Non solo il Testo Unico
importanti normative in materia. Si tratta del d.p.r. n.
547/1955 sulla prevenzione degli infortuni sul lavoro e La salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro sono tutelate ampiamente dalla normativa
del d.p.r. n. 303/1956 sull’igiene del lavoro. Tali decreti già vigente. Sapevi che la loro importanza è sottolineata non soltanto da leggi e decreti,
ponevano obblighi a carico dei datori di lavoro, senza tuttavia ma anche dalla nostra Costituzione e dal Codice Civile? Vediamo in sintesi gli articoli
riconoscere uno spazio specifico alla tutela collettiva. principali. Nella Costituzione dobbiamo far riferimento agli articoli n. 32, 35 e 41.
La giurisprudenza era peraltro ancora lontana dall’affermare l’esistenza di un diritto
soggettivo del lavoratore alla sicurezza. L’art. 32 recita “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto
dell’individuo e interesse della collettività”. La tutela quindi non si limita alla
Con gli anni ’60 e i primi anni ’70, si riconosce sempre più l’importanza della tutela della protezione del lavoratore come singolo individuo, ma comprende anche quella
sicurezza, anche sul piano contrattuale. Uno specifico ruolo al riguardo è attribuito alle dell’intera collettività. Si pensi al costo per tutti noi di un elevato numero di
rappresentanze dei lavoratori dall’art.9, dello Statuto dei lavoratori (legge n.300/1970). infortunati o di ammalati a causa di lavoro.
Negli anni seguenti, nonostante la riforma sanitaria (legge n.833/1978) l’attenzione ai
temi della salute e sicurezza sul lavoro sembra affievolirsi. L’art. 35 sottolinea invece l’ambito di applicazione della norma costituzionale.
È solo negli anni ’90 che emerge un nuovo impulso in materia, grazie in particolare alla Infatti l’articolo recita: “La Repubblica tutela il lavoro in tutte le sue forme ed
normativa comunitaria ed al suo recepimento sul piano nazionale. L’Italia recepisce le applicazioni”. La tutela quindi non si limita al lavoro subordinato, ma al lavoro in
direttive europee con il noto decreto legislativo n.626/1994. tutte le sue forme ed applicazioni ovvero anche quello autonomo o comunque
svolto in situazioni di soggezione o sottoprotezione. Al riguardo il Testo Unico
Un quadro legislativo definitivo in materia di salute e sicurezza sul lavoro si ha tuttavia estende la sua applicazione: “a tutti i lavoratori e lavoratrici, subordinati e
solo con il citato Testo Unico, di riordino e coordinamento della normativa esistente autonomi, nonché ai soggetti ad essi equiparati”.
(D.lgs. n.81 /2008 così come integrato e corretto dal D.lgs. n.106/2009).
L’Accordo Stato-Regioni del 21 dicembre 2011 dà attuazione al Testo Unico per quanto L’art. 41 infine afferma che “L’iniziativa economica privata è libera. Non può
riguarda la formazione dei lavoratori. svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla
sicurezza, alla libertà, alla dignità umana”. Qui è esplicito il legame tra tutela
Prima di tutto quindi consapevolezza e conoscenza delle regole essenziali. Per della sicurezza e organizzazione del lavoro. La sicurezza è un presupposto
prevenire gli infortuni e garantire la salute e sicurezza nei luoghi di lavoro occorre infatti imprescindibile dell’iniziativa economica; l’azienda deve organizzarsi in modo
contestualizzare le norme al proprio ambiente lavorativo. tale che questa sia tutelata.

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È dalla Costituzione stessa dunque che nasce la volontà di tutela, ponendo le radici per
far crescere una consapevolezza profonda in materia. Come contribuire alla sicurezza in azienda

Anche il Codice Civile, in particolare l’articolo 2087, stabilisce principi fondamentali; Principi fondamentali
primo fra tutti il cosiddetto “dovere di sicurezza”. “L’imprenditore è tenuto ad
adottare nell’esercizio dell’impresa le misure che, secondo la particolarità del lavoro, Come contribuire alla sicurezza in azienda?
l’esperienza e la tecnica, sono necessarie a tutelare l’integrità fisica e la personalità La disciplina posta nel Testo Unico si ispira ad alcuni principi fondamentali per
morale dei prestatori di lavoro”. un’efficace azione aziendale per la prevenzione.
In questa frase l’attenzione è posta sulle misure preventive che il datore di lavoro
deve adottare, secondo i parametri della particolarità del lavoro, dell’esperienza e Questi sono:
della tecnica.
1. la valutazione dei rischi
Il datore di lavoro deve quindi non solo evitare
comportamenti contrari alla tutela della sicurezza (ad 2. la programmazione della prevenzione
esempio utilizzo di macchinari non a norma, mancanza di
dispositivi di protezione individuale etc.), ma deve anche 3. la partecipazione dei lavoratori e delle loro specifiche rappresentanze
attivarsi per predisporre un’organizzazione del lavoro
improntata alla prevenzione.
Valutazione dei rischi

La valutazione dei rischi in azienda è la prima forma di tutela. La valutazione deve


comprendere tutti i rischi esistenti, sia quelli legati all’impresa nel suo complesso
(con particolare riguardo ad esempio ai locali di lavoro) che quelli legati alla mansione
lavorativa (es. utilizzo delle attrezzature).
La valutazione dei rischi deve tradursi in un atto scritto, il documento di valutazione dei
rischi (DVR), che va custodito in azienda ed è di esclusiva responsabilità del datore di
lavoro. È uno dei suoi obblighi non delegabili e va redatto “con criteri di semplicità,

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brevità e comprensibilità, in modo da garantirne la completezza e l’idoneità quale secondo un approccio partecipativo e non conflittuale.
strumento operativo di pianificazione degli interventi aziendali e di prevenzione”. Ciò significa che il lavoratore non è più destinatario passivo di precetti e sanzioni, ma
Conoscere i rischi che si corrono in azienda rappresenta infatti il primo passo verso un soggetto attivo e responsabile della sicurezza propria e di quella altrui.
ambiente di lavoro più sicuro. Essenziali per garantire un più elevato livello di protezione sono in tale prospettiva
l’informazione, la formazione, la consultazione e la partecipazione dei lavoratori e delle
Programmazione della prevenzione loro specifiche rappresentanze.

Strettamente connesso alla valutazione dei rischi è il principio della programmazione Le regole vanno dunque applicate come scelta consapevole e
della prevenzione, considerando a tal fine le condizioni tecniche produttive condivisa. Ognuno partecipa alla sicurezza a partire dalle piccole
dell’azienda e la relativa organizzazione del lavoro. cose di ogni giorno: utilizzi correttamente gli strumenti di lavoro
La protezione della salute dei lavoratori va dunque programmata, figurando essa non che hai in dotazione? Sai come comportarti in caso di incendio?
come un elemento a sé stante, subordinato e conseguente alle scelte tecniche ed Qual è la procedura di emergenza da seguire? Chi devi avvisare?
organizzative, ma come un momento tipico, ordinario dell’organizzazione dell’attività Mantieni la stessa posizione per ore? Quando sollevi un peso
produttiva. pieghi la schiena o le gambe? Se un collega si sente male, sai cosa
Proprio sul terreno dell’organizzazione del lavoro si stanno peraltro delineando nuovi fare? A chi devi rivolgerti? Cosa puoi fare in concreto? Rifletti sui
profili di rischio, connessi agli aspetti relazionali ed al rapporto persona/ambiente (si gesti quotidiani che caratterizzano la tua giornata, anche al di fuori
veda ad esempio la tematica dello stress lavoro correlato). del contesto lavorativo.
Ne deriva un approccio integrato alla conoscenza, al controllo ed alla limitazione dei
rischi, mediante il legame tra prevenzione tecnica, organizzativa e sanitaria. Questo percorso formativo è solo il primo passo verso la
tua sicurezza e quella degli altri. È fondamentale essere
informati e consapevoli delle proprie azioni. Partecipa ai
Partecipazione dei lavoratori e delle loro rappresentanze corsi di formazione che la tua azienda organizza; considerali
come un’occasione di crescita per te e per chi ti sta accanto.
Il terzo principio che emerge dalla normativa è quello della partecipazione dei
lavoratori e delle loro rappresentanze alle questioni relative alla salute e sicurezza.
La programmazione della prevenzione, nei termini sopra precisati, dovrebbe infatti
scaturire da una gestione condivisa con i lavoratori e le loro specifiche rappresentanze,

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Una LINEA CONSULTIVA, formata da collaboratori del datore di lavoro, interni o


I soggetti della sicurezza esterni, chiamati a svolgere un ruolo tecnico e specialistico.
Ne fanno parte:
Tre linee di classificazione
l’RSPP e l’ASPP (rispettivamente Responsabile e Addetto del Servizio di
Abbiamo visto come la tutela della salute e sicurezza in azienda coinvolga tutti. La
Protezione e Prevenzione);
legge definisce in maniera dettagliata compiti e responsabilità delle diverse figure.
Di seguito presenteremo in generale i soggetti coinvolti rinviando ai moduli successivi
il Medico Competente.
per indicazioni più specifiche.

Una LINEA PARTECIPATIVA, che si caratterizza per l’approccio condiviso sopra


Al riguardo possiamo distinguere tra:
descritto.
Una LINEA OPERATIVA, composta da coloro che hanno il potere, o ai quali è affidato il
compito, di prendere decisioni operative in materia.
Appartengono a tale linea:

Appartengono ad essa: I lavoratori;

Il Datore di Lavoro; I RLS (Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza).

Il Dirigente;

Il Preposto;

Gli addetti alle emergenze (prevenzione incendi; primo soccorso; evacuazione


dei lavoratori).

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