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a.a.

2006-2007

CHIMICA ORGANICA 1

Prof. Giuliana Pitacco


gpitacco@units.it
lab 337; tel. 040 558 3923

1
Testi consigliati
• W. H. Brown & C. S. Foote, Chimica Organica, EdiSES
• J. McMurry, Chimica Organica, PICCIN
• S. N. Ege, Chimica Organica, Ed. Sorbona
• K. Peter, P. Vollhardt, N. E. Schore, Chimica Organica,
Zanichelli.
• P. Y. Bruice, Chimica Organica, EdiSES.
• T. W. Graham Solomons, Organic Chemistry,
J. Wiley&Sons.

3
CHIMICA ORGANICA

4
Definizioni

• Vecchia: “derivata da organismi viventi”


• Nuova: “la chimica dei composti del carbonio”
• Da inorganico a organico, Wöhler, 1828

O
+ - calore
NH4 OCN H2N C NH2
ammonio urea
cianato Friedrich Wöhler
1800 – 1882

5
La chimica organica oggi

H
CLi Be
Na Mg
K
B
Al
C
Si
N
P
O
S
F
Cl
Br
I
la chimica dei composti del
carbonio
…..combinato con pochi altri elementi

6
Unicità del carbonio

• Il carbonio ha una chimica unica


• Si lega ad ogni altro elemento
• Si lega a sé stesso in lunghe catene
– la chimica organica comporta una enorme varietà di
composti, di strutture, di reazioni

7
Chimica organica

La chimica organica è presente in ogni aspetto della


nostra vita.
• biomolecole:
Biochimica
– proteine
Chimica Industriale
– DNA
Chimica Farmaceutica
• cibo
• vestiti
• medicine
• ….
8
Chimica organica

• La disciplina “chimica organica” organizza i


composti organici sulla base della loro struttura.
• Ne studia poi la reattività.
• E correla struttura con reattività.

STRUTTURA REATTIVITÀ

9
Obiettivi del corso
1. Assegnare struttura e nome ai composti organici.
2. Predire di una molecola:
• La struttura tridimensionale
• L’effetto della struttura sulla reattività (velocità della
reazione e posizione dell’equilibrio)
3. Comunicare tali conoscenze con opportuno
linguaggio.
4. Disegnare percorsi sintetici semplici.

10
Obiettivi del corso

• Sarà sufficiente:
– Conoscere un numero limitato di reazioni permesse e
regole semplici di analogia per poter estendere i
concetti a un numero illimitato di trasformazioni
chimiche.
– Acquisire automatismi nel riconoscimento di strutture
e nella loro trascrizione.
– Risolvere esercizi per una autovalutazione.

11
Struttura Atomica
• Nucleo carico positivamente molto denso e
piccolo: protoni, neutroni (10-15 m) nucleo
• Elettroni carichi negativamente in una nuvola
intorno al nucleo (10-10 m)
diametro:
numero di massa A = 6 p + 6 n = 12 amu 2 × 10-10 m
(200 pm)

12 14
6C
C isotopo
6
numero atomico
Z
Tutti gli atomi di un dato elemento hanno lo stesso numero atomico.
Gli isotopi sono atomi dello stesso elemento che hanno numero di neutroni
diverso e quindi differiscono nel numero di massa.
Orbitali

• Quantomeccanica: descrive le energie degli elettroni


e la loro posizione mediante una equazione d’onda
– La funzione d’onda è la soluzione dell’equazione
d’onda
– Ogni funzione d’onda è un orbitale, ψ
• ψ 2 descrive la regione di spazio nel quale un
elettrone ha maggiore probabilità di trovarsi
• La nube elettronica non ha confini, ha solo aree più
probabili.

13
Forme degli orbitali

• Gli elettroni sono confinati in regioni di spazio =


livelli energetici principali o gusci
– ogni guscio può contenere 2n2 elettroni (n = 1, 2, 3, 4..)
• I gusci sono divisi in sottogusci chiamati orbitali,
indicati con le lettere s, p, d,...
– s (uno per guscio)
– p (set di tre per il guscio 2 e superiori)
– d (set of cinque per il guscio 3 e superiori) .....

14
Gusci e orbitali

• Ogni orbitale può contenere 2 elettroni


3° guscio
capacità: 18 elettroni
Energia

2p
2° guscio
capacità: 8 elettroni

1° guscio
capacità: 2 elettroni

1s 2s15
Riempimento Orbitali Atomici

1. Principio dello Aufbau: gli orbitali si riempiono dal


basso in alto (energia crescente: 1s → 2s → 2p → 3s
→ 3p → 4s → 3d ).
2. Principio di esclusione di Pauli: solo due elettroni
per orbitale: spin su ↑ e spin giù ↓.
3. Regola di Hund: per un set di orbitali degeneri,
aggiungere un elettrone in ciascuno, appaiati, prima
di aggiungerne un secondo.

16
Configurazioni elettroniche degli
elementi del primo e secondo periodo
Elemento Configurazione Elettroni di valenza
H 1s1 1
He 1s2 2
Li 1s22s1 = [He]2s1 1
Be 1s22s2 = [He]2s2 2
B 1s22s22px1 = [He]2s22px1 3
C 1s22s22px12py1 = [He]2s22px12py1 4
N 1s22s22px12py12pz1 = [He]2s22px12py12pz1 5
O 1s22s22px22py12pz1 = [He]2s22px22py12pz1 6
F 1s22s22px22py22pz1 = [He]2s22px22py22pz1 7
Ne 1s22s22px22py22pz2 8

17
Elettroni di Valenza

Gli elettroni si dividono in elettroni


di core e elettroni di valenza.
• Na 1s2 2s2 2p6 3s1
core = [Ne]
valenza = 3s1

• Br [Ar] 3d10 4s2 4p5


core = [Ar] 3d10
valenza = 4s2 4p5

18
Teoria del Legame

• Gli atomi si legano perché il composto che ne deriva


è più stabile degli atomi separati.
• Il legame è il risultato di un bilanciamento tra forze
attrattive (elettroni e nuclei) e repulsive (elettroni-
elettroni e nuclei-nuclei).

19
La regola dell’Ottetto

• Gli atomi tendono a guadagnare, perdere,


condividere elettroni in modo da essere circondati
da otto elettroni di valenza (tranne l’idrogeno che
ne ha due).

20
Polarità del legame
• Differenza elettronegatività (∆X) degli atomi
• Generalmente:
– Quando ∆X < 0.5 Ÿ legame covalente
– Quando ∆X = 0.5 – 1.9 Ÿ legame covalente polare
– Quando ∆X > 1.9 Ÿ legame ionico

Scala di Pauling

elettronegatività crescente
elettronegatività crescente
21
Tipi di legami chimici

• Legame ionico: trasferimento di elettroni da un


atomo a un altro.
• Legame covalente: la coppia di elettroni è condivisa
da due atomi.

legame legame legame


covalente non covalente ionico
polare polare

22
Mappe di potenziale elettrostatico

LiH HH HF

rosso < arancio < giallo < verde < blu


potenziale potenziale
elettrostatico elettrostatico
più negativo più positivo 23
Strutture di Lewis
• Elettroni di legame: i composti organici
formano legami che derivano dalla
compartecipazione di elettroni.
• Elettroni di valenza non usati in legami Gilbert N. Lewis
(1875 – 1946)
sono chiamati elettroni di non legame o
elettroni di lone-pair.
densità
densità elettronica alta
elettronica ••
bassa
H Cl ••
•• lone pair (LP)
coppia di coppia di non
δ+ δ– legame o legame o non
H–Cl condivisa condivisa 24
Strutture di Lewis
Configurazione Simbolo di Lewis Valenza
Elettronica
4 elettroni di valenza: 4
C [He]2s22p2 C legami

5 elettroni di valenza: 3
N [He]2s22p3 N legami, 1 lone pair

6 elettroni di valenza: 2
O [He]2s22p4 O legami, 2 lone pair

7 elettroni di valenza: 1
F [He]2s22p5 F legame, 3 lone pair

7 elettroni di valenza: 1
Cl [Ne]2s22p5 Cl legame, 3 lone pair

25
Disegnare le strutture di Lewis

Cl
Cl C Cl O
Cl H C H H C C H

CCl4 CH2O C2H2

H
H H H
H C O H H C C C H H C N
H H
CH3OH CH3CHCH2 HCN
26
Assegnare cariche formali
1. Dividere gli elettroni di ogni legame per due
assegnando ciascun elettrone a un atomo.
2. Contare il numero di elettroni posseduto da
ciascun atomo paragonandolo con la sua valenza.
elettroni in eccesso Ÿ carica formale negativa
elettroni in difetto Ÿ carica formale positiva

27
Esercizio

• Disegnare le strutture di Lewis, determinare la carica


formale su ogni atomo delle seguenti molecole o ioni.

H3O+ CH3O– CH3+ CO N3–

28
Risposta
H H
H
H C O H C
H O H
H H
O: 6 – 5 = +1 C: 4 –4 = 0 C: 4 –3 = +1
O: 6 –7 = –1

1 2 3 1 2 3
C O N N N N N N

C: 4 – 5 = – 1
N1: 5 –5 = 0 N1: 5 –6 = –1
O : 6 – 5 = +1
N2: 5 –4 = +1 N2: 5 –4 = + 1
N3: 5 – 7 = –2 N3: 5 –6 = –1

29
2

Strutture di Lewis

• Quando per una molecola o ione è possibile scrivere


due o più strutture di Lewis non equivalenti, la
migliore (= la più stabile) è quella che ha:
ƒ il maggior numero di ottetti
In ordine
ƒ il minor numero di cariche formali decrescente
ƒ una carica – su un atomo più elettronegativo, di
una carica + su un atomo più elettropositivo importanza

ƒ minor separazione di carica possibile

30
Teoria del legame di Valenza
• I legami si formano per
sovrapposizione di orbitali x x
atomici occupati ciascuno da
un elettrone.
1sA 1sB
• Gli elettroni sono localizzati e
condivisi e attratti da entrambi
i nuclei.
• Maggiore è la sovrapposizione x
x
tra gli orbitali, più forte è il
legame.

31
Energia del legame

• La reazione 2 H· → H2 rilascia 436 kJ/mol.


• Il prodotto ha un’energia minore dei due atomi di 436
kJ/mol: H–H ha una forza di legame di 436 kJ/mol.
(1 kJ = 0.2390 kcal; 1 kcal = 4.184 kJ)

2H
E rilasciata quando
Energia

436 kJ/mol si forma il legame


E assorbita quando i
legami si rompono
H2

32
Lunghezza del legame
• È la distanza tra i
nuclei che porta al
massimo della (troppo vicini)

stabilità.
• Se troppo vicini, si

Energia
respingono perché (troppo lontani)

entrambi carichi
positivamente
• Se troppo lontani, il distanza di legame
legame è debole.
distanza internucleare

33
Teoria Orbitale Molecolare
• Robert Mulliken (1896-
1986)
• Gli elettroni di valenza sono
delocalizzati.
• Gli elettroni di valenza sono
in orbitali (chiamati orbitali
molecolari) distribuiti
sull’intera molecola.

34
Orbitali Molecolari

• Descrivono regioni di spazio in una molecola


– di forma, grandezza e energia specifici
• Sono formati combinando orbitali atomici
– quelli che hanno energia minore degli orbitali atomici
di partenza sono “di legame”
– quelli che hanno energia maggiore sono di
“antilegame”.

35
Orbitali Molecolari

OM antilegante H-H
Energia

orbitale 1s H orbitale 1s H

OM legante H-H

36
Orbitali Molecolari

• Terminologia
– stato fondamentale = a più bassa energia
– stato eccitato = non a più bassa energia
– σ = OM sigma legante
– σ* = OM sigma antilegante
– π = OM pi legante
– π* = OM pi antilegante

37
Legami σ
2p
simmetrico rispetto
alla rotazione attorno
all’asse internucleare
1s
σ 1s-2p

2p 2p
sovrapposizione
coda-coda
σ 2p-2p

38
Orbitali Molecolari σ1s

orbitale sigma
antilegante
Energia

(1 nodo)

orbitale sigma
legante

1s 1s

39
Orbitali Molecolari σ2p

40
Legame π

2p 2p
sovrapposizione
fianco a fianco

π 2p-2p

non simmetrico rispetto


alla rotazione attorno
all’asse internucleare

41
Orbitali molecolari π

42
Forma delle molecole

• Possiamo predire la forma delle molecole


semplicemente combinando gli orbitali atomici
disponibili su ciascun atomo?
• No

43
Risultati Sperimentali
H2O
2 orbitali
O = [He]2s22px22py12pz1
semivuoti a 90°
H = 1s1

H O l’effettivo angolo H-O-H


(misurato con la
104.5o H diffrazione elettronica)
è di 104.5o
Non c’è accordo con
il modello atomico!
44
Teoria VSEPR
• Gli elettroni di valenza possono formare legami
singoli, doppi, tripli o restare non condivisi.
• In ogni caso le regioni di densità elettronica
attorno al nucleo devono stare il più distanti
possibili per minimizzare le repulsioni.
• La necessità di minimizzare le repulsioni
determina la geometria della molecola.

45
Geometria delle Molecole

Geometria

• 4 regioni di densità elettronica attorno


TETRAEDRICA
all’atomo

• 3 regioni di densità elettronica attorno TRIGONALE


all’atomo PLANARE

• 2 regioni di densità elettronica attorno


LINEARE
all’atomo

46
Geometria tetraedrica

• 4 linee che si irradiano da un atomo centrale


formando angoli uguali descrivono un tetraedro.
• Gli angoli sono di 109°28'

atomo centrale

109°28'

47
L’atomo centrale può essere C,
N, O, etc.

C N O

109.5° 107° 105°


C tetraedrico • La repulsione tra coppia di legame e lone
pair è maggiore della repulsione tra coppie
di legame e quindi l’angolo aumenta.
• La repulsione tra lone pairs è ancora
maggiore. 48
Variazioni sul “tetraedrico”

H
In chimica generale si
Tetraedrico C
H H fanno delle distinzioni.
H
Sebbene le molecole
.. abbiano forme
Piramidale N differenti,
H H
H gli orbitali usano un
arrangiamento
H
tetraedrico (coppie
Angolare O .. incluse)
H ..

49
Repulsioni steriche

I gruppi CH3 sono più


voluminosi degli H, si
respingono allargando
CH3 l’angolo

H C
CH3 CH3
H 112o
H C
CH3
106o H

50
Elementi del 3° periodo non hanno
tendenza a diventare tetraedrici
repulsioni repulsioni minori: gli
maggiori
.. ..
elettroni sono più diffusi
e più lontani dal nucleo.

N ..
P ..
P
2° PERIODO H H
3° PERIODO H
93o
N
H H
H 107o
La coppia non condivisa sul P occupa
molto più spazio di quella dell’azoto 51
Geometria trigonale planare

• 3 linee che si irradiano da un atomo centrale


descrivono un triangolo equilatero, con angoli di
120°.

120°

52
Atomi trigonali planari

C N

..
+ + +
C N O

..
53
Geometria lineare

• 2 linee che si irradiano da un atomo formando angoli


uguali, stanno su una retta, con angoli di 180°.

180°

..
C C

54
In qual modo la molecola acquisisce
la geometria osservata?

IBRIDAZIONE

55
Orbitali ibridi
• Gli orbitali ibridi, che sono un’astrazione,
consentono di prevedere correttamente la forma
della molecola.
• Tre sono i tipi di orbitali ibridi:
ƒ sp3 (1 orbitale s + 3 orbitali p)
ƒ sp2 (1 orbitale s + 2 orbitali p)
ƒ sp (1 orbitale s + 1 orbitale p)

56
Metano CH4

• Sperimentalmente: 4 legami σ C-H a 109°

• Per formare 4 legami σ C-H a


109° bisogna usare 4 orbitali
atomici del carbonio – s, px, py,
e pz – e costruire 4 nuovi
orbitali equivalenti che puntino
nella corretta direzione.

• I 4 orbitali ibridizzano a dare 4 orbitali atomici


ibridi equivalenti sp3.
57
Ibridazione sp3
L’energia degli orbitali ibridi è
intermedia fra le energie degli
orbitali s e p di cui sono formati.

promozione ibridazione
elettrone
C 2s
2p
2s
2p
4 orbitali 4 orbitali atomici
atomici ibridi sp3

H orbitali sp3

4H
C C
H H
H σ(sp3C + 1sH)
C sp3 tetraedrico orbitali 1s
sovrapposizione i legami C–H
orbitali sp3 e 1s sono legami σ 58
Ibridazione sp3
2pz

4
sp3

2px
2py

4 orbitali atomici 4 orbitali ibridi tetraedro


2s, 2px,2py,2pz sp3
59
3
Atomi diversi dal C
e– val
promozione ibridazione
elettrone
6C 2s
2p 2p
2s
4 orbitali 4 orbitali
atomici atomici ibridi
sp3
promozione ibridazione
elettrone
7N 2s
2p 2p
2s 4 orbitali
atomici ibridi
sp3
promozione ibridazione
elettrone
8O 2s
2p 2p
2s
4 orbitali
atomici ibridi
sp3 60
Confronto

C N O
lone pairs
3
in OA s p
H
H H H
C H N H H O
H C H C C H
H H
H H H
σ(sp3C+sp3C) σ(sp3C+sp3N) σ(sp3C+sp3O)

61
Struttura dell’etano CH3–CH3

C sp3 C sp3 legame σ sp3C+ sp3C

CH3–CH3

62
Disegnare un atomo tetraedrico
linea a cuneo tratteggiata
linee continue dietro il piano del foglio
nel piano
H
C H
H
H
linea a cuneo davanti il
piano del foglio
(verso l’osservatore) 63
Etilene CH2= CH2
• Sperimentalmente: H H
– tutti e 6 gli atomi in un C C
piano H H
– angoli di 120°
• Per formare 3 legami σ
C-H a 120° bisogna
usare 3 dei 4 OA del
carbonio – s, px, py, e pz
– e costruire 3 nuovi
orbitali equivalenti

• L’orbitale 2p non ibridizzato è perpendicolare al


piano degli orbitali sp2 64
Ibridazione sp2 del carbonio

promozione ibridazione
elettrone
C 2s
2p
2s
2p 2p
3 orbitali
atomici ibridi
sp2

2p π

H H H H H H
sovrapposizione
C C orbitali 2p
C C = C C
H H H H
H H
σ(sp2C + 1sH)
doppio legame =
σ(sp2C + sp2C) tutti gli atomi coplanari
1σ + 1π
sovrapposizione orbitali p
133 pm
65
Ibridazione sp2 del carbonio
90°
2pz

3
sp2
+
120°
1
2px
2py

4 orbitali atomici 3 orbitali ibridi sp2 trigonale planare


2s, 2px,2py,2pz 1 orbitale atomico 2p 66
Etilene

legame π
orbitali 2p
legame σ

orbitali sp2
legame p
C sp2 C sp2 doppio legame C=C

67
Legame π

visto dall’alto

68
Ossigeno sp2
CH2O formaldeide

π lone pairs
in OA sp2
H H
C O C O
H H

tutti gli atomi coplanari


sovrapposizione orbitali p σ(sp2C + sp2O) + π

69
Acetilene C2H2
• Sperimentalmente:
– La molecola è lineare
– Gli angoli sono di 180° H C C H
• Per formare 2 legami σ C-H
a 180° bisogna usare 2 dei 4
orbitali atomici del carbonio
– s, px, py, e pz – e costruire
2 nuovi orbitali equivalenti.
• Gli orbitali 2p non ibridizzati sono perpendicolari tra
loro.
70
C sp

promozione ibridazione
elettrone
C 2s
2p
2s
2p 2p
2 orbitali
atomici ibridi
sp

2p 2 legami π

H C C H H C C H = H C C H

σ (spC + 1sH)
triplo legame =
σ (spC + spC) 1 legame σ +
2 legami π
120 pm 71
Ibridazione sp orbitali non
ibridizzati
2py 2pz
2pz
z
2
sp y

+
2pz x

2py
orbitali
2px ibridi
2py sp

4 orbitali atomici 2 orbitali ibridi sp2 lineare


2s, 2px,2py,2pz 2 orbitali atomici 2p 72
Acetilene
π py–py
π pz–pz

legame σsp-s

legame σsp-sp

73
Azoto sp

≡N
H-C≡

2p 2 legami π

H C N H C C = H C N

lone pair
in OA sp
σ(spC + spN) + 2π

74
Gli orbitali ibridi:
un ipotetico stadio intermedio
nel processo di formazione dei legami
orbitali orbitali atomici orbitali
atomici ibridi molecolari
2s, 2px,2py,2pz sp3, sp2, sp σ, π, n

processo di formazione dei legami

le sovrapposizioni tra gli orbitali ibridi


degli atomi porta ai legami finali
nella molecola che sono rappresentati dagli
orbitali molecolari
75
Perché si formano gli ibridi ?

1. Vengono minimizzate le repulsioni tra le


coppie minore
energia
2. Si formano legami più forti minore
energia
3. Gli ibridi hanno migliore direzionalità per
formare legami
4. Poiché di solito si verifica una promozione di
almeno un elettrone, gli ibridi dispongono di
un maggior numero di legami minore
energia

76
UNITÀ DI LEGAME

Gli atomi partecipano alla formazione delle


molecole secondo pattern ben definiti

77
Unità di legame di Lewis per i più comuni
elementi
I III IV V VI VII
.. ..
H B C N: O
.. :F
..
.. .. ..
Al C N O
.. :Cl
..
.. ..
C N: S
.. :Br
..
.. ..
C P: S
.. :..I
monovalente trivalente tetravalente trivalente bivalente monovalente78
Comuni unità di legame di Lewis con
carica
• Quando gli atomi hanno un numero di legami diverso
dalla loro valenza avranno una carica

+ +
C+ O: N - .. - ..-
+
B C: - O
.. : N
..
O
.. N+
.. -
N
..
CATIONI + ANIONI
N
Il tipo di carica dipenderà dal confronto tra elettroni posseduti e
elettroni di valenza dell’atomo. 79
Strutture con l’ottetto incompleto

• Gli elementi del terzo gruppo possono formare


strutture stabili con l’ottetto incompleto.
• Il Boro ha 3 elettroni di valenza e quindi può formare
solo 3 legami.

..
.B BF3 =
F
B
F
120o
F
trigonale
planare
80
Promozione
Quando formano legami GUSCI DI VALENZA
covalenti, tutti gli elementi dei
2A 3A 4A
gruppi 2A, 3A, 4A •
• • •C•
promuovono un elettrone al • Be • B• •
livello superiore in modo da
poter formare un maggior
• •
numero di legami • Be • • B• • C•

simboli di Lewis

Be 4 1s22s2 [1s2]2s2 [He]2s12px1


B 5 1s22s22p1 [1s2]2s22px1 [He]2s12px12py1
C 6 1s22s22p2 [1s2]2s22px12py1 [He]2s12px12py12pz1 81
Strutture con l’ottetto incompleto
H +
120o C H
H
carbocatione
Non è una molecola stabile,
è uno ione “intermedio”
- reagisce velocemente

82
Strutture con l’ottetto espanso
Sempre con lo scopo di formare il maggior numero possibile di
legami elementi dei gruppi 5A e 6A possono espandere l’ottetto

• Il Fosforo può formare fino a 5 legami


Cl GRUPPO 5A
Cl
P PCl5 = Cl P
Cl
Cl
• Lo Zolfo può formare fino a 6 legami
F GRUPPO 6A
F F
S SF6 =
F
S
F
F Sono disponibili
S 15 [Ne]3s23px13py1 [Ne]3s13px13py13pz13d13d1
gli orbitali 3d
83
Domanda. Quale è l’ibridazione degli atomi indicati?

CH3 OH
C CH

HO
17-etinilestradiolo
(“La Pillola”)

84
Risposta

sp3

CH3 OH
sp3 C CH

sp

HO
17-etinilestradiolo
sp3
(“La Pillola”)
sp2

85
Appendice

86
Paragone degli orbitali ibridi spx
maggiore
coda
carattere “p”

sp3 sp2 sp

carattere “s” maggiore


Per evitare confusione densità elettronica
il lobo posteriore nel lobo legante
è di solito omesso nelle
rappresentazioni e il
lobo anteriore viene
elongato per mostrare
87
la sua direzione omesso
Comuni Legami σ
σ1s–1s

σ2p–1s

σ2p–2p

σsp 3–1s σsp 3–sp3

88
Comuni Legami π

π 2p – 2p sovrapposizione
fianco-a-fianco

π 2p – 3d

89
Forza dei legami C-H

legame Energia Molecola


tipo Lunghezza Å
C-H Kcal KJ misurata

[CH2] 2p-1s 1.12 80 335

H–C– sp3-1s 1.10 101 422 CH3CH3

H–C= sp2-1s 1.08 106 444 CH2=CH2

H–C≡ sp-1s 1.06 121 506 HC≡CH

più “s” = più corto


carattere s più corto
= più forte 90
Forza dei legami singoli C–C

legame Energia Molecola


tipo Lunghezza Å
C-C Kcal KJ misurata

–C–C– sp3-sp3 1.54 83 347 CH3CH3

–C–C= sp3-sp2 1.51 109 456 CH3CH=CH2

–C–C≡ sp3- sp 1.46 – - CH3C≡CH

carattere s più corto Legami σ tipici hanno


energie di circa 80-
120 kcal/mole 91
Forza dei legami multipli C–C

Energia Kcal Molecola


legame tipo Lunghezza Å
KJ misurata

C–C sp3-sp3 1.54 83 347 CH3CH3

C=C sp2-sp2 1.34 146 611 CH2=CH2

C≡C sp - sp 1.20 200 837 HC≡CH

carattere s più corto Legami π tipici hanno


energie di circa 50-60
kcal/mole 92
Energie medie di legame
per legami singoli (Kcal/mole)
H C N O F Si S Cl Br I
104 99 93 111 135 76 83 103 87 71 H
83 73 86 116 72 65 81 68 52 C
39 53 65 - - 46 - - N
47 45 108 - 52 48 56 O
37 135 - - - - F
53 - 91 74 56 Si
60 61 52 - S
58 - - Cl
46 - Br
36 I 93
RISONANZA
RISONANZA
• Vi sono molecole le cui proprietà non sono
ben spiegate da una singola struttura di
Lewis che tenga conto cioé delle proprietà
osservate (contenuto energetico, lunghezza
dei legami, comportamento chimico, etc.)
• Si è allora costretti a sostituire a una singola
formula un insieme di formule di Lewis.
• Questo processo mentale di mediazione tra
più strutture si chiama RISONANZA.
RISONANZA
• Le forme di risonanza o forme contributive
si differenziano solo per la posizione degli
elettroni.
• Solo gli elettroni (lone pairs o π) possono
muoversi.
• I nuclei e gli angoli di legame restano gli
stessi.
• La risonanza genera una delocalizzazione di
carica elettrica.
Dalla Chimica Generale
• Ione nitrato, NO3–
_ _ _
O O O
N N N
O O O O O O

• La reale struttura è un ibrido di risonanza.


• I legami hanno la stessa lunghezza.
• Ogni ossigeno ha 1/3 di carica negativa.
Dalla Chimica Generale
• Possiamo immaginare che gli elettroni si
muovano in coppia per convertire una
forma di risonanza in un’altra.
_ _
O O O
_ N+ _ _ N+ N+ _
O O O O O O

– Il movimento di due elettroni viene indicato


con frecce ricurve a doppia punta.
Molecole organiche
Simultaneamente due elettroni del
Ione formiato legame π C=O si spostano sull’ossigeno
in alto diventando un lone pair


O O O½ -
HCO2 H C H C = H C
O O O½-
• nessuna struttura descrive ordine di legame 1/2
accuratamente lo ione formiato
• la specie reale è una media delle due
La freccia ricurva rossa indica che un lone
pair si muove dall’ossigeno in basso per freccia unica a doppia punta
diventare parte del doppio legame C=O
gli elettroni sono delocalizzati
Molecole organiche
Nitrometano, CH3NO2
Questa struttura di risonanza La nuova struttura di risonanza ha
ha lone pair qui… un doppio legame qui…

ordine di
legame 1/2

…e un lone pair qui


…e un doppio legame qui
freccia unica a doppia punta

gli elettroni sono delocalizzati


Strutture contributive
• Tutte le strutture contributive devono essere
corrette strutture di Lewis.
• Tutte le strutture contributive devono avere
il medesimo numero di elettroni condivisi e
non condivisi, solo diversamente distribuiti.
• Gli atomi occupano lo stesso posto in
entrambe le forme.
• Le forme di risonanza individuali sono
immaginarie.
Ibrido di risonanza
• Una struttura con forme di risonanza non
alterna tra le forme.
• È un ibrido delle forme di risonanza, e la
struttura reale è chiamata ibrido di risonanza.
• L’ibrido di risonanza è più stabile di ogni
singola forma di risonanza individuale.
• Maggiore è il numero di forme di risonanza,
più stabile è il composto.
Benzene
• Ad esempio, il benzene (C6H6) ha due
forme di risonanza
– Nell’ibrido di risonanza, tutti i legami C-C sono
equivalenti, a metà tra singoli e doppi.
Forme di risonanza più importanti
• Quando per una molecola si possono
scrivere più forme di risonanza disuguali, la
forma che contribuisce maggiormente alla
descrizione della molecola avrà:
il maggior numero possibile di ottetti.
il maggior numero possibile di legami.
la carica negativa sull’atomo più
elettronegativo.
la minore separazione di carica possibile.
Esempi
H + H H + H
CH2NH2 C N C N
H H H H
minore,
maggiore il carbonio non ha l’ottetto

.. – –
NCO– :N≡
≡C–O:
.. :N=C=O:
.. ..
maggiore, minore
la carica negativa sta
sull’atomo più
elettronegativo
Effetti della risonanza

• Due sono gli effetti principali della


delocalizzazione di elettroni, il primo
interessa l’energia l’altro la geometria della
molecola o ione:
– L’energia della specie viene abbassata.
– La parte di molecola interessata dalla risonanza
è planare: i legami diventano di ordine
intermedio.
Energia di risonanza ER
• È la differenza tra l’energia della molecola
reale (misurata) e quella della sua forma di
risonanza più stabile (calcolata).
..–
:N=C=O:
..
E ..–
N Energie stimate
:N≡
≡C–O:
..
E Le due strutture contributive
R hanno energia diversa
La carica negativa su O meglio
G ER che su N
I
la reale molecola ha energia più
A bassa di ciascuna delle forme
REALE contributive
MOLECOLA
Riconoscere la possibilità di
esistenza di forme di risonanza
Perché?
• È importante riconoscere la risonanza
all’interno delle molecole e ioni perché:
– Le strutture di risonanza ci informano sulla
distribuzione degli elettroni o cariche
all’interno della molecola.
– Conoscere la distribuzione elettronica in una
molecola consente di identificare i siti reattivi
della molecola o dello ione.
Risonanza
• La risonanza è possibile solo in sistemi nei
quali c’è coniugazione:
– tra legami π: O

– tra legami π e lone pairs: O..


.. N
..

– tra legami π e un orbitale vuoto: +


C
Atomi che partecipano alla risonanza
• Sono ibridizzati sp2, stanno sul medesimo
piano, in modo che gli orbitali p siano
paralleli e possano sovrapporsi.
..
H2C=CH-CH=CH-NH2
H . H
H .
H . . H . . H
. H .. .
H N H N H
H H H H
sp3 sp2
Esempi
1. Atomi ricchi di elettroni, adiacenti a un
legame π:
a. Lone pair adiacente a un legame π
b. Anione adiacente a un legame π
2. Atomi poveri di elettroni, adiacenti a un
legame π:
a. Radicale adiacente a un legame π
b. Catione adiacente a un legame π
3. Legame π adiacente a un legame π
• Ogni gruppo di tre atomi con un legame
multiplo ha due forme di risonanza:
0,1,2 elettroni 0,1,2 elettroni

legame multiplo legame multiplo


(doppio, triplo legame)
2 elettroni adiacenti a un legame π
Atomo adiacente ricco di e-
.. 2 elettroni

R N R + R
R N

• Molecola neutra H3C


C
C
R
H3C
C
C
R
(si crea una separazione H H
di carica) O O
• Anione H3C
C
C
R
H3C
C
C
R

H H

– –
Carbanione
(allilico)
Esempio
Fenolo:
OH OH OH OH OH

Non tutte
. . le 5 forme
. . contributive
O . . sono uguali.
H
Y
OH è elettron donatore:
ogni Y elettron donatore aumenta la densità
elettronica sull’anello: –OCH3, – NH2, –NHR,
–NR2, –NHCOR, –OCOR, –R
2 elettroni adiacenti a un legame π
legame π adiacente a un legame π

H H
+ H H

Y W
X Z H H
H H

molecola neutra H H
forme di risonanza con +
H H
separazione di carica
butadiene
1 elettrone adiacente a un legame π
Atomo adiacente povero di e-

. 1 elettrone

• Radicale . .

frecce ricurve Radicale


a 1 punta
(allilico)
indicano il
movimento di
un singolo e-
Esempio
Radicale benzile:

CH2 CH2 CH2 CH2 CH2


Orbitale vuoto adiacente a un legame π
Atomo adiacente povero di e-

orbitale vuoto

• Catione + +

Carbocatione
(allilico)
Esempio
Catione benzile:
CH2 CH2 CH2 CH2 CH2

Stabilizzato per risonanza


~ stessa stabilità del catione allile

. . vuoto
. .
. . stabilizzato per sovrapposizione
con il sistema π dell’anello
Risonanza in legami polari
• Per evidenziare la polarità di taluni legami
polari, è consentita la separazione delle
cariche, anche se lascia uno dei due atomi
senza ottetto.
δ+ δ- + ..–
C O
.. : C .. :
O
– La carica negativa deve stare sull’atomo più
elettronegativo, la carica positiva sull’atomo
meno elettronegativo.
Esempio
Benzaldeide
H O H O H O H O H O
C C C C C

δ–
H O H O δ+ Z
C C Y Il gruppo C=O è elettron attrattore.
Ogni gruppo Y=Z elettron
attrattore diminuisce la densità
elettronica sull’anello: –NO2, –CN,
–COOH, –COOR, –CHO, –COR,
–SO3H, – N+R3
Inibizione sterica alla risonanza
+ .. –
:O .. :
.. N O . . .
. . . O
O . . N ..
CH3 O
:O
..
CH 3

+ .. –
:O .. :
.. N O .
. . CH3 O
H 3C CH 3 . .
O . .
.N ..
CH3
:O
.. CH3 O
CH 3
Esempi
ANISOLO
.. CH .. CH
OCH3 sostituente :O 3 :O 3
elettron-donatore
orto orto
forme di Kekulé
meta meta
para
la densità elettronica viene
aumentata nelle posizioni o-, p-
.. CH .. CH .. CH
3 +O 3 +O 3
+O
.. –..

..

NITROBENZENE
..
.. - - .. ..
:O + O
.. : :O
N .. + O:
NO2 sostituente cariche singole N
elettron-attrattore

la densità elettronica
nelle posizioni o-, p-
viene diminuita
- .. .. - - .. .. - - .. .. -
:O :O :O .. :
.. + O
.. :
.. + O .. + O .. : N
N N

+ +

cariche doppie
Scrivere le molecole
Scrittura
Formula Formula
strutturale molecolare
=O
H–O–S–O–H H2SO4
=

O
Acido solforico
H H
– –
– –

H–C–C–H C2H6
H H
Etano
Tipi di scrittura
• Scrivere tutte le molecole secondo Lewis è
spesso lungo e noioso.
• I chimici hanno sviluppato alcuni tipi di
scritture rapide:
– Condensata
– Lineare
– Poligonale
Scrittura condensata
• Sono possibili vari gradi di condensazione
– Esempi: Alcani lineari e alcani ramificati
H
HH C H H
H H H H H H
H C C C H
C C C H
H C C C HH C H H
H H H H H H H

CH3 Alcuni
CH3CH2CH2CH2CH2CH3


H3C–C–CH3 legami
vengono


CH3 mantenuti

CH3(CH2)4CH3

C(CH3)4 o (CH3)4C
Scrittura condensata
• Sono possibili vari gradi di condensazione
– Esempi: Alcheni
H
H H C H H
C C CH3–C=C–CH3 CH3–CH=CH–CH3 CH3CH=CHCH3
H C H H H
H

– Alcoli
CH3
.. (CH3)2CHOH

H3C–CH–OH
..
I lone pair di elettroni non si scrivono.
Scrittura condensata
• Anche strutture complesse possono essere
scritte su una sola riga, usando le parentesi per
racchiudere un gruppo.
CH3
CH3-CH-CH-CH2-CH3 Alcano
ramificato
CH2-CH3

CH3CH(CH3)CH(CH2CH3)CH2CH3
Scrittura a scheletro
• Minima informazione ma non
ambigua
• I carboni non sono mostrati, si
assume che siano
all’intersezione di due o più
linee e al termine di ogni linea
• Gli idrogeni non sono mostrati
• Tutti gli atomi diversi da C e
H sono mostrati
Scrittura a scheletro
CH3
CH3CH2CH2CH2CH3 CH3 C CH3
CH3

H
CH3 C C CH3 CH3CH2CH CH2
H

H C C CH3 CH3 C C CH2CH3


Notazione per i poligoni
CH2
CH2 CH2
CH2 CH2
CH2
Esempi:

H
N

O
O
Nomi Generici
Nomi
• Nome Generico
– Identifica un intera classe con caratteristiche
simili:
• Mondo animale: felini, canidi, …….
• Mondo vegetale: solanacee, agrumi,….
• Farmacologia: antibiotici, antibatterici,…
• Chimica organica: alcoli, acidi, ammine…
• Nome Specifico
– Identifica un singolo composto all’interno di una
classe:
• Lupo, arancia, aspirina, etanolo,……
Esempio -OH

Nome generico: ALCOLI


NOME FORMULA
SPECIFICO SPECIFICA
H
metanolo H C OH
H

etanolo
H H
H C C OH
R-OH
H H
C 8H17

colesterolo Formula
HO
generica
INTERA STRUTTURA
determina: le proprietà fisiologiche

GRUPPO
STRUTTURA FUNZIONALE
DELLO
SCHELETRO R OH determina:
• le principali
determina: proprietà chimiche
• parte delle • parte delle proprietà
proprietà fisiche
fisiche • il nome generico
LEGAME
tra il residuo e il gruppo funzionale
determina:
• dettagli di proprietà chimiche
• parte delle proprietà fisiche
Concetto di Gruppo
• GRUPPO è una struttura parziale completa, tranne che
per un legame detto valenza libera o legame aperto:
• Gruppi contenenti solo C e H si dicono alchili e
vengono indicati con R- (R = residuo):
H H
H H H H H H C
H C H C C H C C C H
H
C C R-
H H H H H H H

• Gruppi contenenti anche altri elementi diversi dal


carbonio hanno simbolo X- o Y- o Z-:
H H
O X- Y-
H O H C O H C H N
H H Z-
Chimica dei Gruppi Funzionali
1. Imparare una serie di fatti sperimentali
(REAZIONI CHIMICHE) e correlarli con la
STRUTTURA della molecola.
2. Capire e imparare la spiegazione teorica di
tale correlazione (quando possibile).
3. Mettere insieme fatti sperimentali e teoria per
creare delle regole che servono a predire il
comportamento di composti analoghi (con il
medesimo gruppo funzionale).
Gruppi Funzionali
Gruppo Funzionale (GF)
1. Definisce una classe di composti
– Composti appartenenti ad una stessa classe
hanno proprietà simili e simile reattività.
2. È il sito di reazione
– Determina la chimica della molecola,
ossia la sua reattività
3. Fornisce una base per la nomenclatura
– Ad esempio, tutti i chetoni hanno nei loro nomi il
suffisso –one:
» acetone
» ciclopropanone
» cortisone
Composti senza gruppo funzionale
• Esiste una classe di composti che contengono
soltanto atomi di C e H legati in vario modo.
• Sono al 100% scheletro e quasi privi di
reattività. Sono gli
Idrocarburi
Alcani
• Tuttavia sono importanti perché su di essi si
basa la nomenclatura dei composti organici.
Gruppi Funzionali
• Gli alcani sono formati da soli C e H:
CH3CH2CH2CH2CH2CH3
• Se uno o più idrogeni vengono sostituiti da un
atomo diverso dall’idrogeno o da un nuovo
legame, si crea un Gruppo Funzionale.

C H C Cl

C H C O C C C C
H H H
Comuni Gruppi Funzionali
GF Classe GF Classe GF Classe
.. .. :O:
X : Alogenuri OH
.. Acidi Nitro
..
(X = F, Cl, Br, I) carbossilici N ..
composti
:O:
.. .. .. :
O
OH
.. Alcoli O.. Esteri .. .. Nitroso
.. :O:
carbossilici N O .. composti
Tioli .. ..
SH
.. .. N N Azo
O
.. Anidridi composti
..
O
.. Eteri :O: :O: :O:
.. Acidi
S OH
.. solfonici
N Ammine
N.. Ammidi :O:
..
:O:
..
Acil C C Alcheni
H .. :
X
Aldeidi alogenuri C C Alchini
:O: :O: (X = Cl, Br)

:O: Chetoni C N: Nitrili Aromatici


Notare !
• Alcuni gruppi funzionali sono strutture parziali con
una valenza libera che può essere saturata con un
residuo R:
.. H .. R H
OH
.. C N: R OH
.. R C N:
:O: :O:

• Altri hanno più valenze libere:


.. .. R1
.. O.. .. R O.. R1
O N
.. R O 1
.. :O: .. R :O:
N
R .. R2

• Ciò comporta la presenza di più residui (R, R1, R2,


etc.) e quindi di più scheletri.
Notare !
• Il doppio legame C=C, il triplo legame C≡C e
l’anello aromatico sono considerati gruppi
funzionali pur avendo solo carboni e idrogeni
perché sono siti di reattività.
• Una molecola può possedere un solo gruppo
funzionale (molecola monofunzionale) o più di
uno (molecola polifunzionale).
Molecole polifunzionali

N ammina
CH3
N
HO
ammina alchene
alcool
nicotina colesterolo
ammina
ammide aromatico
etere CH3O NH2
O CH3
CH3 N
N ammina
CH3O
O N N ammina etere
OCH3
ammide
CH3 etere
alchene

caffeina mescalina
Scheletro (solo C e H)
saturo CH3-CH-CH3
A
LINEARE C–C
L
(ACICLICO)
I
insaturo CH2=CH-CH2
C=C F
CŁC
A
saturo T
C–C I
C
CICLICO insaturo I
C=C
CŁC

aromatico AROMATICI
Classificazione di C & H
1. Carbonio saturo sp 3

• C primario (1°): Un carbonio legato a un solo altro


carbonio
– H 1°: un idrogeno legato a un C 1°
• C secondario (2°): Un carbonio legato a due altri
carboni
– H 2°: un idrogeno legato a un C 2°
• C terziario (3°): Un carbonio legato a tre altri carboni
– H 3°: un idrogeno legato a un C 3°
• C quaternario (4°): Un carbonio legato a quattro altri
carboni
Classificazione di C & H
1. Carbonio saturo sp 3
H C C C
C C Y C C Y C C Y C C C
H H C C
carbonio carbonio carbonio carbonio
primario secondario terziario quaternario
C 1° C 2° C 3° C 4°
Quando Y = H, alogeno, OH, NO2, COOR,
anche tali gruppi si definiscono 1°, 2°, 3°

• PERCHÉ QUESTA DISTINZIONE?


Perché velocità di reazione e posizione d’equilibrio
variano, per lo stesso GF Y, in funzione della
natura del carbonio cui Y è legato.
Classificazione di C & H
• primari (1o)
• secondari (2o)
• terziari (3o)
• quaternari (4o)

CH3 CH3
CH3 C CH2 CH CH3
CH3
Classificazione di C & H
2. Carbonio sp3 adiacente ad un carbonio sp2
• Un carbonio saturo (sp3) adiacente a un
carbonio insaturo (sp2) si definisce
– allilico, se il doppio legame è di un alchene
– benzilico, se il doppio legame è parte di un anello
aromatico
H vinilici H H H aromatico
C vinilici C C H C aromatici
C allilico C C C H benzilico
H C H
H allilico C benzilico
Classificazione di C
3. Gruppi funzionali insaturi
• Gruppi funzionali insaturi (C=C, C=C, C=O,
NO2, COOH, etc.) possono avere, rispetto ad
un’altra insaturazione presente nello scheletro,
tre posizioni relative. Possono essere:
– Isolati C C C C O Almeno 2 legami singoli fra
i legami doppi

Alternanza di legami
– Coniugati C C C O singoli e doppi

– Cumulati C C O Nessun legame singolo tra i


legami doppi
Classificazione di C
4. Doppi e tripli legami
• I doppi legami C=C si classificano in base al
grado di sostituzione dei carboni:
H R H R H R R1
CH2 C C C C C C C
R R1 H H R1 H H
monosostituito disostituito disostituito disostituito
geminale vicinale trans vicinale cis
R H R R3 R C C H
C C C C terminale
R1 R2 R1 R2 R C C R1
trisostituito tetrasostituito interno
Nomenclatura IUPAC
Nomenclatura IUPAC

• È un sistema nel quale ogni composto ha un


suo nome.
• Seguendo le regole, chiunque assegna a un
dato composto il medesimo nome.
• Viceversa, dato il nome di un composto,
ognuno è in grado di disegnare il composto.

STRUTTURA IUPAC NOME


Regole di nomenclatura

1. Identificare i GF.
2. Tra questi scegliere il gruppo principale
sulla base della tabella di priorità dei gruppi.
3. Scegliere la nomenclatura degli alifatici o
degli aromatici sulla base della posizione del
gruppo principale.
• il composto è aromatico se il gruppo principale
è legato direttamente all’anello
Nome del gruppo
Priorità Gruppo Classe come sostituente
(quando non è principale)

OH R OH
1 (C) acido alcanoico C carbossi
O O
2 –SO3H acido alcansolfonico R–SO3H solfo
O R OR1
3 (C) R1 alchil alcanoato C alcossicarbonil
O O
X R X
4 (C) alcanoil alogenuro C aloformil
O O
NH2 R NH2
5 (C) alcanammide C carbamoil
O O
H R H
6 (C) alcanale C formil
O O
il C tra parentesi deve portare nella numerazione della catena il numero 1
Nome del gruppo
Priorità Gruppo Classe come sostituente
(quando non è principale)

7 (C) N alcanonitrile R C N ciano


R R1
C C
8 alcanone osso
O O
9 –OH alcanolo R–OH idrossi
10 –NH2 alchilammina R–NH2 ammino

11 alchil alchil etere R R1 alcossi


O O
12 (C) (C) alchino R C C R1 ino
R R2
13 C C alchene C C ene
R1 R3
14 –X alogenoalcano R–X alo
15 –NO2 nitroalcano R–NO2 nitro
Nomenclatura
dei composti alifatici
Nomenclatura degli alifatici
1. Identificare la classe di appartenenza (gruppo
principale)
2. Identificare la catena principale di atomi di
carbonio contigui, seguendo le seguenti regole di
priorità:
– la catena principale deve contenere:
a. il gruppo principale
b. il massimo numero possibile di legami C=C e C≡C
c. il massimo numero possibile di atomi di C
d. il massimo numero possibile di sostituenti
3. Assegnare il nome alla catena principale in base
al numero di carboni da cui è formata.
4. Numerare la catena in modo tale che:
– al gruppo principale spetti il numero più basso
possibile
– ai gruppi secondari spetti il numero più basso
possibile (C=C precede C≡C)
5. Nel nome indicare il numero che spetta al gruppo
principale (tranne che per COOH, CHO, CN, etc.
che hanno il n° 1).
6. Includere nel nome il gruppo C=C (ene) (o C≡C,
ino).
7. Aggiungere il nome dei sostituenti davanti al
nome in ordine alfabetico con la posizione
relativa.
Procedura
1. Identificare la classe: alcanale, acido alcanoico,
alchene…
2. Identificare la più lunga catena di atomi di carbonio
3. Assegnare il nome della catena in base al numero di
atomi di C:
CH4 C1 metano CH3(CH2)5CH3 C7 eptano n- C13H28 C13 tridecano

CH3CH3 C2 etano CH3(CH2)6CH3 C8 ottano n-C14H30 C14 tetradecano

CH3CH2CH3 C3 propano CH3(CH2)7CH3 C9 nonano n-C20H42 C20 icosano

CH3(CH2)2CH3 C4 butano CH3(CH2)8CH3 C10 decano n-C30H62 C30 triacontano

CH3(CH2)3CH3 C5 pentano CH3(CH2)9CH3 C11 undecano n-C40H82 C40 tetracontano

CH3(CH2)4CH3 C6 esano CH3(CH2)10CH3 C12 dodecano etc.


– Se le catene possibili sono due, scegliere quella con il
maggior numero di sostituenti.
sostituenti
H3C CH CH 2 CH3 alchilici
CH3 (∈ solo C e H)
H3C CH2 C CH CH2 CH2 CH3
CH3
4. Numerare i carboni
– Partire dal lato più vicino al primo sostituente.
– Se vi sono due sostituenti equidistanti cercare il
sostituente successivo.

1
CH3 CH3
3 4 5
H3C CH CH CH2 CH2 CH CH3
2 6 7
CH2CH3
6. Includere nel nome il gruppo C=C
e/o C≡C
• Cambiare il suffisso da alcano in alchene o
alchino
• Assegnare al legame C=C e C≡C un numero di
posizione (il più basso possibile)
1 2 3 4 5 1 2 3 4 5 6
CH3–CH=CH–CH–CH3 CH3–C≡C–CH2CH2CH3
CH3
4-metil-2-pentene 2-esino

Nella numerazione, il doppio legame ha la


precedenza sui sostituenti
7. Nome dei sostituenti
a. Sostituenti alchilici (alcano ĺ alchile)
– C1: CH3–, metile
– C2: CH3CH2–, etile
– C3: CH3CH2CH2–, n-propile; –CH–CH3 , isopropile
CH3
– C4: CH3CH2CH2CH2-, n-butile; –CH2–CH–CH3 , isobutile
CH3
CH3
– –CH–CH2–CH3 , sec-butile; –C–CH3 , tert-butile
CH3 CH3
– etc.
7. Nome dei sostituenti
b. Sostituenti cicloalchilici
ƒ , ciclopropile; , ciclobutile;

ƒ , ciclopentile; , cicloesile

c. Sostituenti Alchenilici
Œ CH2=CH–, etenile o vinile;
Œ CH2=CH-CH2–, 2-propenile o allile
Π, fenile; CH2Р, benzile
7. Nome dei sostituenti
d. Sostituenti diversi da alchili: vedi Tabella dei
Gruppi Funzionali.
Œ –F, fluoro; –Cl, cloro; –Br, bromo; –I, iodo
Œ –NO2, nitro; –NH2, ammino; –CN, ciano;
Œ –SO3H, solfo; –CO–, oxo
Œ –OH, idrossi; –OR, alcossi; –COOH, carbossi
Πetc.
Alfabetizzazione
• I sostituenti vanno fatti precedere al nome in
ordine alfabetico.
• Il corsivo viene ignorato: sec-, tert-
• Se uno stesso sostituente è presente più volte,
usare di-, tri-, tetra-, etc.. Tali prefissi vengono
ignorati nella alfabetizzazione.
Sostituenti complessi
1. Assegnare il numero 1 al carbonio del sostituente
legato alla catena principale.
2. Numerare la catena di atomi di carbonio verso
l’esterno prendendo la catena più lunga. Dare il
nome alla catena alchilica con suffisso –ile
3. (Se c’è un doppio legame alchile diventa
alchenile)
4. Aggiungere i sostituenti con i loro numeri.
CH3
2 1
I gruppi complessi sono
CH3-CH- (1-metiletil)
posti in parentesi.
1 2 3 4
Esempi CH3-CH-CH2-CH2-CH3

CH3 CH3 (1-metilbutil)


CH3-CH-CH2-CH–
4 3 2 1 1 2 3
CH3-CH2-CH-CH2-CH3
(1,3-dimetilbutil)
(1-etilpropil)
CH3
2 3 4
1 2 3 4 5
CH3-C-CH-CH2-CH3
1 –CH2-CH=CH-C-CH3
CH2-CH3
O
(2-etil-1,1-dimetilbutil) (4-oxo-2-pentenil)
Composti ciclici sostituiti
• Ci si può basare o sull’anello o sulla catena più
lunga
CH3
C CH3

CH3 CH3 CH3


CH

isopropilcicloesano tert-butilciclopentano
2-cicloesilpropano 2-ciclopentil-2-metilpropano
Nomenclatura delle ammine
R3
R-NH2, R1-NH-R2 R1-N-R2
ammina ammina ammina
primaria secondaria terziaria
• Trovare la catena più lunga di atomi di C.
• -o dell’alcano è sostituito con -ammina.
• I sostituenti sull’azoto hanno N- come prefisso.
Br N(CH3)2
NH2CH2CH2CHCH2CH3 CH3CH2CHCH2CH2CH3
3-bromo-1-pentanammina N,N-dimetil-3-esanammina
Alternativa: considerare -NR1R2 come sostituente
Esempi

CH3 CH3
CH3–CH–CH2–N–CH3 N,N-dimetil-2-(metilpropil)ammina
3 2 1

3-(N,N-dimetilammino)-4-metilesano
N
Nomenclatura degli Eteri
R1-O-R2
• IUPAC: Alcossi alcano
CH3
O
CH3 –O– C– CH3 CH3

CH3
2-metil-2-metossipropano Metossicicloesano

• Comune: R1 ≠ R2: alchil1 alchil2 etere


R1 = R2: dialchil etere
CH3
CH3CH2–O–CH2CH3 CH3 –O– C– CH3
CH3
dietil etere t-butil metil etere
Esempi
OH O A. Gruppi funzionali: OH, CHO
B. Priorità: CHO (Gruppo principale)
4
3
2
1 H Classe: alcanale

C. Catena principale: C4
Nome parziale: butanale
D. Numerazione catena principale:
E. Assegnare il numero al gruppo principale
(quando serve): non serve
F. Includere nel nome il gruppo sussidiario: non c’è.
G. Aggiungere i sostituenti col loro numero: 3-idrossi.

3-idrossibutanale
A. Gruppi funzionali: COOH, C=C, F

4 B. Priorità: COOH
F 3C 3
2 COOH (gruppo principale)
5 1
Classe: acido alcanoico
C. Catena principale: C5
Nome parziale: acido pentanoico
D. Numerazione catena principale
E. Assegnare il numero al gruppo principale
(quando serve): non serve
F. Includere nel nome il gruppo sussidiario con il
relativo numero: acido 2-pentenoico
G. Aggiungere i sostituenti col loro numero:
5,5,5-trifluoro.

acido 5,5,5-trifluoro-2-pentenoico
A. Gruppi funzionali: OH, C-O-C, Cl
1
O B. Priorità: OH
HO 2 Cl
2 1 (gruppo principale)
Classe: alcanolo
C. Catena principale: C2
Nome parziale: etanolo
D. Numerazione catena principale
E. Assegnare il numero al gruppo principale
(quando serve): 1-etanolo
F. Includere nel nome il gruppo sussidiario con il
relativo numero: non c’è
G. Aggiungere i sostituenti col loro numero:
2-(2-cloroetossi)

2-(2-cloroetossi)-1-etanolo
2 4 6 A. Gruppi funzionali: SO3H, C=C, CN
3
1 5
CN B. Priorità: SO3H
(gruppo principale)
SO 3H Classe: acido alcansolfonico

C. Catena principale: C6
Nome parziale: acido esansolfonico
D. Numerazione catena principale
E. Assegnare il numero al gruppo principale
(quando serve): acido 3-esansolfonico
F. Includere nel nome il gruppo sussidiario con il
relativo numero: acido 1-esen-3-solfonico
G. Aggiungere i sostituenti col loro numero:
6-ciano

acido 6-ciano-1-esen-3-solfonico
A. Gruppi funzionali: C=C, C≡
≡C
2
B. Priorità: C≡C
10 8 4 3 (gruppo principale)
9 1
6 Classe: alchino
11 7 5
C. Catena principale: C11
Nome parziale: undecino
D. Numerazione catena principale
E. Assegnare il numero al gruppo principale
(quando serve): 3-undecino
F. Includere nel nome il gruppo sussidiario con il
relativo numero: 5-undecen-3-ino
G. Aggiungere i sostituenti col loro numero:
2,6,10-trimetil

2,6,10-trimetil- 5-undecen-3-ino
A. Gruppi funzionali: C=C, Cl, COO
O
3 B. Priorità: COO
1
Cl 2 2 (gruppo principale)
1 O
4 Classe: alchil alcanoato

C. Catena principale: C4. Catena secondaria: C2


Nome parziale: etil butanoato
D. Numerazione catena principale (e secondaria):
E. Assegnare il numero al gruppo principale
(quando serve): non serve
F. Includere nel nome il gruppo sussidiario con il
relativo numero: etil 3-butenoato
G. Aggiungere i sostituenti col loro numero in ordine
alfabetico: 4-cloro- 2,2-dimetil

etil 4-cloro-2,2-dimetil-3-butenoato
Da ricordare…
1. Il nome base usa sempre la catena più lunga
2. Numerare dalla fine più vicina al primo sostituente
3. I gruppi si scrivono in ordine alfabetico: a,b,c…..
4. Nell’alfabetizzazione i multipli sono ignorati: dietil= e
5. Carboni disostituiti (due gruppi) sono più importanti
dei monosostituiti (un gruppo)
6. I numeri sono separati dai numeri da virgole: 2,3
7. I numeri sono separati dalle parole da trattini: 3-etil
8. L’ultimo sostituente e la radice non sono separati …
metilesano
Nomenclatura degli aromatici
1. Identificare il composto base (v. tabella)
2. Numerare l'anello
a. Il carbonio cui il sostituente è legato porta il
numero 1
b. Numerare gli altri carboni nella direzione che
permetta il più basso set di numeri
c. A parità di numeri, vince il sostituente con
iniziale più bassa nell'ordine alfabetico
Priorità Composto Nome base Priorità Composto Nome base
base base

1 COOH acido benzoico


9
CH3
OH cresolo*

2 COOR alchil benzoato fenolo


10 OH

acido benzen
3 S O3 H
solfonico 11
CH3
NH2 toluidina*

benzoil
4 COX
12 NH2 anilina
alogenuro
X = Cl, Br
CH3
5 NHCOCH3 acetanilide 13 CH3 xilene*

6 CONH2 benzammide 14 CH3 toluene

7 CHO benzaldeide 15 benzene

8 CN benzonitrile *o-, m-, p-


Esempio
Cl
2
1 3 1. Gruppo principale: OH
4
3 5
Fenolo
2
6
2. Numerazione anello:
Cl 1
3. Sostituente complesso:
OH
(2-cloro-1-etilpropil)
gruppo
principale 4. Assemblaggio:

2-cloro-4-(2-cloro-1-etilpropil)fenolo
Dal nome al composto
da destra a sinistra

1. Identificare il gruppo principale - suffisso


2. Identificare la catena di atomi di carbonio
3. Identificare la posizione del gruppo
principale
4. Identificare i sostituenti e la loro posizione
sulla catena
5. Inserire gli idrogeni
Dal nome al composto

2-metilesano

5-etil-2-fenil-4-otten-3-one
O
Isomeri costituzionali
Isomeria costituzionale o strutturale

• Isomeri costituzionali sono molecole che


hanno lo stesso tipo e numero di atomi (stessa
formula) ma legati tra loro in modo diverso.
Esempio
.. ..
C2H6O CH3-O-CH
.. 3 H-O-CH
.. 2-CH3

formula isomeri costituzionali


moleculare - stessa formula molecolare
- differente struttura
Isomeria costituzionale

Formula Isomeri
Molecolare Costituzionali
CH 4 1
C 5H12 3
C 10H22 75
C 15H32 4 347
C 30H62 4 111 846 763
Numero di Insaturazione
formula molecolare AxByCzDw
A atomi tetravalenti; C, Si
B atomi monovalenti: H, alogeni
C atomi bivalenti: O, S
D atomi trivalenti: N, P

N.I. = x – y/2 + 0z + w/2 + 1

INSATURAZIONI: doppi legami, cicli, tripli legami


Come trovare gli
isomeri costituzionali
Isomeri di composti saturi che contengono
solo carbonio e atomi monovalenti
1. Formare tutti gli scheletri possibili:
i. Disegnare la catena lineare
ii. Rimuovere 1 carbonio e legarlo in differentiposizioni
della catena così accorciata
iii. Rimuovere 2 carboni dalla catena originaria, e sistemarli
sulla catena, sia individualmente sia insieme sullo stesso
carbonio
iv. Continuare così a rimuovere i carboni e legarli alla catena
sia individualmente che in gruppi fino a che non è
possibile creare nuovi isomeri.
2. Etichettare i carboni, se occorre
3. Aggiungere gli elementi monovalenti
Esempi
C4H10 C4 + C0 C3 + C1
2 isomeri

C5H12 C5 + C0 C4+C1 C3+2(C1)

3 isomeri

C6H14 C6 + C0 C5+C1 C4+2(C1)

5 isomeri
Isomeri di composti saturi che contengono
carbonio, atomi mono- e bi- o trivalenti

1. Dividere i C in 2 gruppi (se c’è O o S) in 3 gruppi


(se c’è N o P) in tutti i modi possibili
2. Formare tutti gli scheletri possibili
3. Etichettare i carboni
4. Legare O (o S) a 2 catene di C
Legare N (o P) a 3 catene di C
5. Aggiungere gli elementi monovalenti in tutti i
modi possibili, eventualmente etichettando
nuovamente lo scheletro
Esempi
C3H8O 1 elemento bivalente
1. Tutti i possibili
scheletri divisi C3 + C0 C2 + C1
in 2 gruppi a a

2. Etichettare b
i carboni

3. Aggiungere O
O
l’ossigeno O

4. Aggiungere
gli idrogeni OH
OH
dove serve

3 isomeri
C3H7OF 1 elemento bivalente
1. Tutti i possibili scheletri divisi C3 + C0 C2 + C1
in 2 gruppi a a
b
a a a b
2. Etichettare i carboni c b O c
b O a
3. Aggiugere l’ossigeno O
OH
4. Rietichettare i carboni F
OH
O

5. Aggiungere il fluoro OH F
F
OH
OH O
6. Aggiungere gli F
idrogeni F
HO F O F
F OH
8 isomeri
Isomeri di composti insaturi

1. Formare tutti gli scheletri possibili nel modo


già visto.
2. Inserire l’insaturazione o come legame
multiplo o come anello in tutti i modi
possibili.
3. Procedere nel modo visto precedentemente.
Esempio
C3H6O NI = 3 – 3 + 1 = 1 1 elemento bivalente

C3 + C0 C2 + C1
1. Tutti i possibili a a
scheletri divisi
in 2 gruppi. b

2. Etichettare. O O
O
3. Aggiungere
l’ossigeno
O
OH
4. Aggiungere OH O

l’insaturazione:
O
doppio legame OH O 9 O 9
o anello
5. Aggiungere O 9 O
O
gli idrogeni O 9

6. Eliminare 9
i doppioni O

9 isomeri
Isomeri costituzionali
• Sono molecole diverse. Hanno la stessa
formula ma i loro atomi sono legati in modo
diverso.
• Non possono interconvertirsi se non rompendo
e riformando legami
• Tutte le proprietà fisiche degli isomeri
costituzionali sono differenti:
– punti di fusione, punti di ebollizione, densità,
solubilità, etc.
Isomeri costituzionali
negli aromatici
1. Benzene
R
2. Benzene
monosostituito
R
R R

3. Benzene R1

disostituito
R1
R1
orto meta para
o- m- p-
R
R R
4. Benzene R
R
trisostituito in
modo uguale R R R
R
5. Benzene polisostituito in modo diverso
a
1) Inserire il b
R
1° sostituente
c a
2) Etichettare b

a b a
R
3) Inserire il b
R c b
R
2° sostituente d a a
c R1 R1
4) Etichettare d
R1
b

R2
3) Inserire il R R2 R R R
3° sostituente
2 R1 R1
4) Etichettare R1 R1 R
R2
…e così via
Teorie Acido-Base

valutazione degli acidi


Teoria di Brønsted-Lowry
• Acidi donano ioni H+
• Basi accettano ioni H+
CH3CO2H + H2O CH3CO2– + H3O+
acido acetico

CH3NH2 + H2O CH3NH3+ + OH–


metilammina

– La definizione di Brønsted significa che in acqua


CH3CO2H è un acido – e l’acqua stessa è una base.
– La definizione di Brønsted significa che in acqua
CH3NH2 è una base– e l’acqua stessa è un acido.
Teoria di Brønsted-Lowry
• CH3CO2H/CH3CO2– è una coppia acido-
base coniugata
• CH3NH2/CH3NH3+ è una coppia acido-base
coniugata
• Le coppie acido-base coniugati differiscono
per un protone, H+.
• Ogni acido ha la sua base coniugata e
viceversa.
Teoria di Lewis
• Base dona una coppia di elettroni (contiene
un atomo che possiede un lone pair o un
legame multiplo)
• Acido accetta una coppia di elettroni (ha
carenza elettronica)
orbitale pieno orbitale vuoto

Base di Lewis Acido di Lewis


Basi organiche

metilammina metanolo acetone


Forza degli acidi pKa
HA + H2O A– + H3O+
A– + H2O HA + OH–

[H3O+][A–] pKa = –log Ka


Ka =
[HA]
Kw [HA][OH–]
Kb (A–) = =
Ka(HA) [A–]

es. CH3CO2H Ka = 1.8 x 10–5 Kb = 5.6 x 10–10 CH3CO2–


pKa = 4.7 pKb = 9.3

HCN Ka = 7.9 x 10–10 Kb = 1.3 x 10–5 CN–


pKa = 9.1 pKb = 4.9
Acido Acido Formula pKa Base coniugata Base
più forte Acido iodidrico HI –9 I– più debole
Acido bromidrico HBr –8 Br–
Acido cloridrico HCl –7 Cl–
Acido solforico H2SO4 – 5.2 HSO4–
Ione idrossonio H3O+ – 1.74 H2O
Acido fosforico H3PO4 2.1 H2PO4–
Acido benzoico C6H5COOH 4.19 C6H5COO–
Acido acetico CH3COOH 4.76 CH3COO–
Acido carbonico H2CO3 6.36 HCO3–
Ione ammonio NH4+ 9.24 NH3
Fenolo C6H5OH 9.95 C6H5O–
Ione bicarbonato HCO3– 10.33 CO32–
Ione metilammonio CH3NH3+ 10.64 CH3NH2
Acqua H2O 15.7 OH–
Etanolo CH3CH2OH 15.9 CH3CH2O–
Acido Ammoniaca NH3 38 NH2– Base
più debole Etano CH3CH3 51 CH3CH2– più forte
Valutazione qualitativa della
forza degli acidi
• In acqua, tutti gli acidi formano lo ione idrossonio,
l’importante fattore di differenza è la base coniugata.
HA + H2O A– + H3O+
• La differenza tra un acido forte e un acido debole sta
nelle diverse stabilità delle loro basi coniugate.
E A - ACIDO DEBOLE ha la base
coniugata forte (= maggiore energia,
A-
meno stabile)

ACIDO FORTE ha la base


HA ionizzazione coniugata debole (= minore
HA più facile energia, più stabile)
Fattori stabilizzanti la base
• I fattori che stabilizzano la base coniugata
aumentano l’acidità dell’acido.
1. Risonanza
2. Elettronegatività
3. Grandezza degli atomi
4. Ibridazione
5. Effetti induttivi
6. Solvatazione
1. Risonanza
• Più numerose o più stabili sono le strutture
di risonanza della base coniugata, più forte è
l’acido.
– Es: Confronto tra acidità di alcoli alifatici (pKa ~15),
fenoli (pKa ~10), acidi carbossilici (pKa ~5)

ROH + H2O RO– + H3O+


C6H5OH + H2O C6H5O– + H3O+
RCOOH + H2O RCOO– + H3O+

Basi coniugate: RO–, C6H5–, RCOO–


Risonanza nelle 3 basi coniugate
1. R–O– non ha forme di risonanza
2. C6H5O– ha diverse forme di risonanza
3. R–COO– ha due forme di risonanza uguali
ione fenato

O O O O O

O– O
Strutture non equivalenti
R–C R–C
Carica sul carbonio e sull’ossigeno
O O–
Più strutture, ma non migliori
del carbossilato. ione carbossilato
Due strutture uguali.
2. Elettronegatività
• Localizzare nella base coniugata la carica
negativa sull’elemento più elettronegativo
rende l’acido più forte.
CH 4 NH 3 H 2O HF
pKa >45 34 16 3.5
–CH –NH HO– F–
3 2

EN 2.5 3.0 3.5 4.0


3. Grandezza
• Nella base coniugata, localizzare la carica
negativa su un atomo più grande porta ad un
acido più forte.
H2O H2S
pKa 16 7
R-COOH R-COSH
5 4

• S è più grande di O.
4. Ibridazione
Alcani Alcheni Alchini
H H H
H C H H C C H H C C H
H
pKa ca. 50 35 25

H H H
– – –
H C: H C C: H C C:

H
sp3 sp2 sp

Gli elettroni nell’orbitale sp hanno energia più


bassa perché sono più vicini al nucleo.
5. Effetti induttivi
• Gli effetti induttivi operano attraverso i
legami σ.
• Es: Alogenoacidi
– L’alogeno stabilizza la base coniugata attirando
densità di carica. L’effetto diminuisce con la
distanza. δ– δ+ O
Cl ‹
C –
O
CH3CH2CHClCOOH CH3CHClCH2COOH ClCH2CH2CH2COOH
pKa 2.9 4.0 4.5
5. Effetti induttivi
• Alogenoacidi
– La stabilizzazione è proporzionale alla
elettronegatività dell’alogeno.
I-CH2COOH Br-CH2COOH Cl-CH2COOH F-CH2COOH
pKa 3.13 2.87 2.81 2.66

– La stabilizzazione è proporzionale al numero di


atomi di alogeno.
CH3COOH ClCH2COOH Cl2CHCOOH Cl3CCOOH
pKa 4.75 2.81 1.29 0.65
6. Solvatazione
• La solvatazione abbassa l’energia dello ione
• L’acqua, solvente polare, solvata cationi e
anioni.
CH3
CH3COOH CH3CH2COOH CH3CH2CH2COOH CH3–C–COOH
CH3
4.75 4.81 4.87 5.02

– Il t-butile impedisce una buona solvatazione della base


coniugata a causa dell’ingombro sterico, per cui la
stabilizzazione è minore delle basi coniugate degli acidi
lineari.
Reazioni acido-base
• Predire la direzione di una reazione acido-
base.

Acido 1 + Base 2 Acido 2 + Base 1


Forte Debole

• Le reazioni vanno sempre dalla coppia A/B forte


alla coppia A/B debole
Predire le reazioni acido-base
Per capire da quale parte sta l’equilibrio:
1. Identificare le due coppie coniugate acido-
base
• Identificare l’acido a sinistra e l’acido a
destra dell’equazione.
• L’equilibrio sta dalla parte opposta
dell’acido più forte (col minore pKa) ossia
dalla parte della base più deole.
Predire le reazioni acido-base
• Affinché la reazione avvenga i prodotti
devono essere più stabili dei reagenti.
• I prodotti acido e base devono essere più
deboli e meno reattivi dell’acido e della
base di partenza.
CH3COOH + OH- CH3COO- + H2O
pKa 4.76 pKa 15.8

• Un acido con pKa minore reagirà con la base


coniugata di un acido con pKa maggiore.
Quanto spostato sarà l’equilibrio?
• Acido 1 + Base 2 Acido 2 + Base 1
[Base 1] [Acido 2] [H3O+] K a1 Ka reagente
Keq = +
= =
[Acido 1] [Base 2] [H3O ] K a2 Ka prodotto

pKeq = pKa (reagente) – pKa (prodotto)


Keq >> 1, l’equilibrio è spostato a destra
Keq << 1, l’equilibrio è spostato a sinistra
Keq ≈1, tutte le specie sono presenti
Esempio
CH3CH2OH + NaHCO3 CH3CH2O-Na+ + H2CO3
pKa 16 ≈6.5
pKeq = 16 – 6.5 = 9.5
Keq = 10– 9.5 << 1
pKa di nitrofenoli
OH OH OH OH
NO2

NO2
NO2
pKa 10 7.2 9.3 7.3
OH OH
O 2N O 2N NO2

NO2 NO2
4.0 0.4
Risonanza nel p-nitrofenato

O O O Il nitro
gruppo
– partecipa
alla
risonanza
– quando è in
NO 2 NO 2 – N posizione
O + O orto o para.
– O
O O

– N –
NO 2 NO 2 O + O
Stereochimica

Molecole nello spazio


Stereoisomeri: definizioni
• Stereoisomeri: isomeri che hanno la medesima
connettività tra gli atomi ma differente orientazione
3D degli atomi nello spazio.
• Stereoisomeri conformazionali: si interconvertono
per rotazione attorno a un legame.
• Stereoisomeri configurazionali: non possono
interconvertirsi senza rompere legami:
– Enantiomeri: stereoisomeri che sono immagini speculari
non sovrapponibili.
– Diastereomeri: stereoisomeri che non sono immagini
speculari.
A vs B
Stessa formula molecolare?
Sì No

I modelli di A e B sono Non c’è relazione


sovrapponibili? tra A e B
Sì No

A e B sono A e B sono
identici isomeri CHE TIPO DI ISOMERI?
A e B differiscono per la
rotazione attorno a un legame?
Sì No

A e B sono isomeri A e B hanno la stessa


formula condensata?
conformazionali Sì No

A e B sono A e B sono
stereoisomeri isomeri strutturali
A e B sono immagini speculari?
Sì No

A e B sono A e B sono
enantiomeri diastereoisomeri
Isomeri conformazionali
Sono strutture che risultano dalla libera
rotazione attorno a un legame singolo.
• Possono differire in energia.
• Prevale il conformero a energia più bassa.

Le molecole ruotano costantemente


attraverso tutte le conformazioni possibili.
Conformazioni limite dell’etano
CH3-CH3

staggered
eclissata
sfalsata

H
H H HH
H H
H H
H H
H

Proiezioni di Newman
Etano

torsional
strain

Torsional strain: la forza che si oppone alla rotazione di una


parte della molecola per portarla in eclissamento. L’eccesso
di energia presente nella conformazione eclissata.
Propano CH3-CH2-CH3

Strain torsionale: 3.3 kcal/mole per il maggior


ingombro del metile (rispetto all’idrogeno nell’etano)
Butano CH3CH3-CH2-CH3
Energie relative
E sin
5 5

Kcal/mol
sin
4
eclissato
3.6
3

2 gauche

gauche
1 0.9

0 anti
anti
Stereoisomeria Configurazionale
Chiralità
• Oggetti che non sono sovrapponibili alla
loro immagine speculare sono detti chirali.
• Oggetti che sono sovrapponibili alla loro
immagine speculare sono detti achirali.
• Un oggetto achirale ha almeno un
elemento di simmetria.
Chiralità

La molecola non è
sovrapponibile alla sua
immagine speculare:
è chirale

La mano destra non è


sovrapponibile alla mano
sinistra, che è la sua immagine
speculare
Piano di simmetria
Nessun
Piano di piano di
simmetria simmetria

Acido propanoico Acido lattico


(achirale) (chirale)
Enantiomeri
HO O O OH
C C
• Acido lattico
C C
HO H H OH
CH 3 H 3C
Enantiomeri
Cl
• 3-clorocicloesene

Cl Cl
Enantiomeri

• 2-butanolo
Carbonio stereogenico o stereocentro
• Un carbonio stereogenico è tetraedrico (sp3)
ed ha quattro sostituenti diversi:
Cl Cl

H F F H
Br Br

• Una molecola chirale ha uno stereocentro, è


dissimmetrica.
• Esiste in due forme, immagini speculari non
sovrapponibili, che formano una coppia di
enantiomeri (isomero destro e sinistro).
Attività ottica
• Le proprietà fisiche degli enantiomeri sono
identiche (punto di ebollizione, punto di
fusione, densità, indice di rifrazione, etc.)
tranne che per la direzione in cui ruotano il
piano della luce piano polarizzata.
• Gli enantiomeri sono isomeri ottici.
Tipi di luce
• Luce ordinaria consiste di onde che vibrano
in tutti i piani perpendicolari alla direzione
di propagazione.
• Luce piano polarizzata consiste di onde che
vibrano in un solo piano.

piano-
polarizzata
Polarimetro
• È lo strumento che misura il grado di rotazione
del piano della luce piano polarizzata.

destrorotatorio levorotatorio otticamente


(+) (–) inattivo
otticamente otticamente
attivo attivo
Attività ottica
• Composto otticamente inattivo:
a. molecola achirale
b. miscela racema, (±), miscela 50/50 dei due enantiomeri
• Composto otticamente puro: 100% di un enantiomero
• Purezza ottica (eccesso enantiomerico, e.e.)
= percento di un enantiomero – percento dell’altro
es. 80% di un enantiomero e 20% dell’altro
= 60% e.e. o purezza ottica
Attività ottica
T
• Rotazione specifica [α ]D
temperatura
rotazione osservata (º)

[α]TD = α
cl cammino ottico (dm)

riga D del sodio concentrazione (g/mL soluzione)

es. (+)-2-butanolo [α] 27 = + 13.5º


D
(–)-2-butanolo – 13.5º

La rotazione specifica calcolata in questo modo è una proprietà


fisica caratteristica di ogni composto otticamente attivo.
Rotazioni specifiche di composti
bioattivi
T
COMPOSTO [α
α]D
colesterolo – 31.5
cocaina – 16
morfina – 132
codeina – 136
eroina – 107
epinefrina – 5.0
progesterone + 172
testosterone + 109
saccarosio + 66.5
β-D-glucosio + 18.7
α-D-glucosio + 112
Configurazioni R e S
• R e S sono due descrittori che definiscono la
configurazione di uno stereocentro attraverso
un set di regole.
H H
C R OH HO C S
2-butanolo CH3CH2 CH2CH3
CH3 H3C

(–) (+)

• Tale assegnazione non dice quale enantiomero è


destrogiro e quale levogiro.
• Non c’è relazione tra la configurazione assoluta di una
molecola e il segno della sua rotazione ottica.
Convenzione R,S
• Regole di Priorità (Cahn, Ingold, Prelog)
– Ad ogni atomo legato direttamente allo
stereocentro viene assegnata una priorità, sulla
base del numero atomico. Più alto è il numero
atomico, più alta la priorità.
1 6 7 8 16 17 35 53
H CH3 NH2 OH SH Cl Br I

Priorità crescente
Convenzione R,S
• Se non si può assegnare una priorità sulla
base del numero atomico dell’atomo legato
allo stereocentro, si va al set di atomi
successivi.
• La priorità viene assegnata alla prima
differenza.
1 6 7 8
CH2 H CH2 CH3 CH2 NH2 CH2 OH

Priorità crescente
Convenzione R,S

• Gli atomi che possiedono doppi o tripli


legami sono considerati legati ad un numero
equivalente di atomi simili con legami
singoli.
H H
C O = C O
O C
Convenzione R,S
• Assegnare la priorità ai quattro sostituenti secondo
le Regole di Priorità.
• Orientare la molecola in modo che il gruppo a
priorità più bassa sia lontano dall’osservatore.
• Determinare la direzione di precessione degli altri
tre gruppi cominciando da quello con la massima
priorità:
• senso orario = R (rectus)
• senso antiorario = S (sinister)
Convenzione R,S

1 2 2 senso
senso 1
orario antiorario
C C
4 4
3 3
il sostituente
a minor
priorità
viene posto
dietro
R S
(rectus) (sinister)
Convenzione R,S
4 H
CH3
1
C OH (R)-2-butanolo
CH3 CH2 Et OH
2 CH3
3
4
H OH
3
C CH (S)-2-butanolo
CH3 CH2 3
Et CH3
2 OH
1
Convenzione R,S

4H
H4
HO COOH HOOC OH
1 C 2 2 C 1

3 CH3 3 CH3

acido (R)-(–)-lattico acido (S)-(+)-lattico


Proiezioni di Fischer

A A A
D B = D B = C C
D
C C B
Proiezioni di Fischer
• Determinare R e S nelle proiezioni di
Fischer
H (R)-2-butanolo
CH3 OH • quando il gruppo a priorità minore è sulla
verticale (legame dietro): leggere
CH2 CH3 normalmente
CH3 (S)-2-butanolo
H OH • quando il gruppo a priorità minore è
orizzontale (legame davanti): leggere
CH2 CH3 all’indietro (o leggere normalmente e
invertire R con S)
Proiezioni di Fischer
catena CH3
Cl Br principale in
H Cl
rosso
CH3 CH3
H H
ruotare orientare la catena principale
di 90o verticalmente H Br

CH3 CH3
H Cl H Cl
convertire H Br
H Br nella proiezione
CH3 di Fischer CH3
Proiezione di Fischer
CH3
OH
H H OH
orientazione
della H OH
catena principale H OH
CH3
e dei sostituenti CH3
nella proiezione
di Fischer OH
H

CH3

H OH
Regole di Fischer
• La catena carboniosa sta sulla linea verticale.
• Il carbonio più ossidato sta in alto.
–CH–OH
–CH3 < –CH2OH < C=O
< –CHO < –COOH

• Una rotazione di 180° nel piano non cambia la


molecola.
• Non ruotare di 90°!
• Non ruotare fuori dal piano!
Composti con due o più stereocentri

• Diastereomeri o diastereoisomeri:
stereoisomeri che non sono immagini
speculari.
• I diastereomeri hanno differenti proprietà
fisiche.

n carboni chirali Ÿ 2n possibili stereoisomeri


Composti con due stereocentri
es. CH3 CH CH CH3 22 = 4 possibili stereoisomeri
OH Br

CH3 CH3 CH3 CH3


H Br Br H H Br Br H
H OH HO H HO H H OH
CH3 CH3 CH3 CH3

enantiomeri enantiomeri

diastereomeri
Composti con due stereocentri
Diastereomeri: coppie di enantiomeri eritro e treo
A A A A
C B B C C B B C
C' B' B' C' B' C' C' B'
A' A' A' A'

diastereomero eritro diastereomero treo


Composti con più stereocentri

3 carboni chirali Ÿ 23 = 8 possibili stereoisomeri

R, R, R : S, S, S
R, R, S : S, S, R
R, S, R : S, R, S diastereomeri
S, R, R : R, S, S

enantiomeri
Composti con due o più stereocentri
uguali: composti meso
Contengono carboni chirali ma sono achirali
CH3 CH CH CH3 22 = 4 possibili stereoisomeri
Br Br
CH3 CH3 CH3 CH3
H Br Br H H Br Br H piano di
Br H H Br H Br Br H simmetria
CH3 CH3 CH3 CH3
treo eritro
enantiomeri stesso composto
meso

diastereomeri
3 stereoisomeri
Acido tartarico
HOOC CH CH COOH 22 = 4 possibili stereoisomeri
OH OH
R R, S S, R S, S R

COOH COOH COOH COOH


R S R S
H OH HO H H OH HO H piano di
H simmetria
R S S R
HO H H OH H OH HO
COOH COOH COOH COOH
treo eritro
enantiomeri meso
otticamente attivi otticamente inattivo

diastereomeri 3 stereoisomeri
Acido tartarico
acido (–)-tartarico acido (+)-tartarico acido meso-tartarico

[α]D = –12.0 [α]D = +12.0 [α]D = 0


pf 168 – 170 oC pf 168 – 170 oC pf 140 oC
solubilità di 1 g solubilità di 1 g solubilità di 1 g
0.75 mL H2O 0.75 mL H2O 0.94 mL H2O
1.7 mL metanolo 1.7 mL metanolo insolubile in CHCl3
250 mL etere 250 mL etere d = 1.666 g/mL
insolubile in CHCl3 insolubile in CHCl3
d = 1.758 g/mL d = 1.758 g/mL
Stereoisomeria geometrica
negli alcheni
• Notazione cis and trans negli alcheni
CH3 CH3 CH3 H
isomeri geometrici
C C C C
diastereomeri
H H H CH3
cis-2-butene trans-2-butene

la rotazione non è possibile


Esempi

cis

OH trans

cis

OH

cis trans
Stereoisomeri geometrici
• Notazione E-Z per gli alcheni
1. Determinare la priorità più alta fra i due gruppi di
sostituenti sui carboni olefinici, secondo le regole C.I.P.
2. Se i gruppi a maggior priorità sono:
su lati opposti: E (entgegen = opposto)
sullo stesso lato: Z (zusammen = insieme)

H Cl H CH2 CH3
CH3 > H
Cl > CH2CH3 C C C C
H3 C CH2 CH3 H3 C Cl

(E)-3-cloro-2-pentene (Z)-3-cloro-2-pentene
Notazione E-Z per gli alcheni
Regole di Priorità:
1. guardare al primo atomo legato al carbonio del doppio legame
2. maggior numero atomico = maggior priorità
3. se gli atomi sono identici, esaminare l’atomo successivo fino
alla prima differenza.
4. i legami multipli vanno trattati come 2 o 3 legami singoli
CH3 CH3
CH3 < CH2 CH3 < CH < C CH3 < CH2 Cl
CH3 CH3
(H,H,H) (C,H,H) (C,C,H) (C,C,C) (Cl,H,H)

H C C CH3 O O C
C C = C C H > C CH3 C CH3 = C CH3
H H H H H O
(C,C,H; C,H,H) (C,C,H; H,H,H)
Esempio
1 1 2 Cl
H 3C Cl H 1 CH CH
2 5 3
C C C C
H CH 2 H
2 2 1 2
2Z 5E
Cl Cl

(2Z,5E)-3,7-dicloro-2,5-ottadiene
Stereoisomeria geometrica
negli anelli
Anelli disostituiti
R R
entrambi i sostituenti dalla stessa parte
del piano medio dell’anello: cis

R
sostituenti da parti opposte del piano
medio dell’anello: trans
R
Esempi
CH
3 CH 3

CH CH 3
3
cis
CH H3C
3

CH H3C
3

CH 3 CH 3
CH 3 CH 3

trans
Risoluzione di Enantiomeri

Enantiomeri: identiche proprietà fisiche;


non possono essere separati.
Diastereomeri: differenti proprietà fisiche,
p.f., p.e., solubilità, etc.; possono essere
separati per distillazione, ricristallizzazione,
cromatografia, etc.
Risoluzione di Enantiomeri
A + B A B + A B
miscela (R) (R,R) (S,R)
racema enantiomero diastereomeri
R+S puro separazione
(agente
risolvente)
A B A B
(R,R) (S,R)
si rimuove
B
A A
(R) (S)
Risoluzione di Enantiomeri
O

OH + H2N

Cl
racemo (S)

O
O
+ OH
O– H3N
H Cl
Cl 1) separazione
+ (R,S) (R)
2) HCl
O O
+
O– H3N OH
Cl Cl H
(S,S) (S)
Risoluzione di Enantiomeri
Presenza di molti stereocentri
Enantiomeri? Diastereomeri? Meso?
• Assegnare (R) o (S) a ciascuno stereocentro.
• Gli enantiomeri hanno configurazione opposta in
tutti gli stereocentri corrispondenti.
• I diastereomeri hanno qualche stereocentro della
stessa configurazione, qualche altro di
configurazione opposta.
• I composti meso hanno un piano di simmetria
interno che riduce il numero di stereoisomeri.
• Il numero massimo di stereoisomeri è 2n, con n =
numero di stereocentri.
o 1
all 2
CHO CHO
H OH HO H
H
3
OH HO H ENANTIOMERI
H
4
OH HO H tutti gli stereocentri
H
5
OH HO H sono stati invertiti
I

6
CH2 OH CH2 OH
S

ro s io lo
alt CHO o
luc CHO gu CHO
HO
2
H
g
H OH H OH
DIASTEREOMERI
O

H OH HO
3
H H OH solo alcuni
H OH H OH HO
4
H stereocentri
S

sono stati invertiti


H OH H OH H OH
CH2 OH CH2 OH CH2 OH
E

tto CHO o
a
o
nn 2CHO ido 2 CHO gal
a tal 2CHO
m HO H H OH HO H
HO H
3 3 3
HO H H OH HO H HO H
4 4
H OH HO
4
H HO H HO H
H OH H OH H OH H OH
CH2 OH CH2 OH CH2 OH CH2 OH
Convenzione di Fischer-Rosanoff
• Prima del 1951, solo le configurazioni relative
potevano essere conosciute.
• Gli zuccheri e gli ammino acidi con la stessa
configurazione relativa della (+)-gliceraldeide furono
chiamati D e quelli con la stessa configurazione
relativa della (–)-gliceraldeide furono chiamati L (con
assegnazione arbitraria).
• Grazie alla cristallografia a raggi X, ora si conoscono
le configurazioni assolute della (+)- e della (–)-
gliceraldeide: D è (R) e L è (S).
• Non c’è relazione con il segno della rotazione.
Assegnazioni D e L
CHO CHO
H * OH OH a destra HO H OH a sinistra
CH2 OH CH2 OH
D-(+)-gliceraldeide L-(–)-gliceraldeide
(R)-(+)-gliceraldeide (S)-(–)-gliceraldeide
CHO C più
ossidato
H OH in alto
COOH
carbonio HO H
stereocentro
H2N H più vicino al H OH
C meno
H OH
CH 2 CH 2 COOH ossidato
C meno
CH 2 OH
ossidato
acido L-(+)-glutammico in basso
D-(+)-glucosio
Relazione struttura-proprietà
Momenti di dipolo dei legami
• Sono dovuti a differenza di elettronegatività degli
atomi.
• Dipendono dalla quantità di carica e dalla distanza
di separazione.
• In debyes,
µ = 4.8 x δ (carica dell’elettrone) x d (Å)

H3C–CH3 H3C–NH2 H3C–OH H3C–Cl H3C–NH3+Cl–


etano metilammina metanolo clorometano metilammonio
cloruro
non polare aumento di polarità ionico
Momenti di dipolo molecolari
• Dipendono sia dalla polarità dei legami che
dagli angoli di legame.
• Sono la somma vettoriale dei momenti di dipolo
dei legami.
• I lone pairs di elettroni contribuiscono al
momento di dipolo.

clorometano cloroformio carbonio tetracloruro acetonitrile


Forze intermolecolari
• La forza di attrazione tra le molecole
influenzano il p.f., il p.e. e la solubilità.
• La classificazione dipende dalla struttura.
– Interazioni dipolo-dipolo
– Dispersioni di London
– Legame idrogeno
Interazioni dipolo-dipolo
• Ha luogo tra molecole polari.
• La parte terminale positiva di una molecola si
allinea con la parte terminale negativa di
un’altra.
• Il guadagno energetico è maggiore delle
repulsioni per cui la forza netta è di attrazione.
• Dipoli più grandi determinano punti di
ebollizione più alti e maggiori calori di
vaporizzazione.
Dipolo-Dipolo
Attrazione

Repulsione (poco frequente)


Dispersioni di London
• Hanno luogo tra molecole non polari
• Sono interazioni tra dipoli temporanei.
• Atomi grandi sono più polarizzabili.
• La ramificazione abbassa il p.e. perché
provoca la diminuzione della superficie di
contatto tra le molecole.
CH3 CH3
CH3 CH2 CH2 CH2 CH3 CH3 CH CH2 CH3 H3C C CH3
n-pentano, b.p. = 36°C isopentano, b.p. = 28°C CH3
neopentano, b.p. = 10°C
Dispersioni di London

dipoli temporanei casuali quando separati

dipoli temporanei correlati quando in contatto


Legame idrogeno
• Forte attrazione dipolo-dipolo
• Le molecole organiche devono possedere
legami N-H o O-H.
• L’idrogeno di una molecola viene attratto
fortemente da un lone pair di elettroni di
un’altra molecola.
• O-H è più polare di N-H, per cui dà legami
idrogeno più forti.
Legame idrogeno
metanolo metilammina

legami legami
idrogeno idrogeno
Punti di ebollizione e forze
intermolecolari
CH3–CH2–OH CH3–O–CH3
etanolo, p.e. = 78°C dimetil etere, p.e. = –25°C

CH3CH2CH2 N H CH3CH2 N CH3 H3C N CH3


H H CH3
propilammina, p.e. 49°C metiletilammina, p.e. 37°C trimetilammina, p.e. 3.5°C

CH3–CH2–OH CH3–CH2–NH2
etanolo, p.e. = 78°C etilammina, p.e. 17°C
Solubilità
• Simile scioglie simile.
• Vi sono tre misure della polarità di un solvente:
– Momento di dipolo
– Costante dielettrica ε
– Miscibilità con acqua
• Soluti polari si sciolgono in solventi polari.
• Soluti non polari si sciolgono in solventi non polari.
• Molecole con forze intermolecolari simili si
mescolano liberamente.
Solventi
• Molecole con momenti di dipolo grandi e alte
costanti dielettriche sono considerate polari.
• Molecole con momenti di dipolo bassi e piccole
costanti dielettriche sono considerate non polari.
• I solventi sono stati classificati in tre categorie,
secondo la loro polarità.
– polari protici: contengono OH (o NH)
– (di)polari aprotici: non contengono OH ma hanno un
legame con un forte dipolo
– non-polari: bassa costante dielettrica e immiscibili con
acqua
Solventi polari protici
p.e., momento costante
Nome Struttura oC dipolo dielettrica
acqua H-OH 100 1.85 80
metanolo CH3-OH 68 1.70 33
etanolo CH3CH2-OH 78 1.69 24.3
1-propanolo CH3CH2CH2-OH 97 1.68 20.1
1-butanolo CH3CH2CH2CH2-OH 118 1.66 17.8
acido formico 100 1.41 58

acido acetico 118 1.74 6.15

formammide 210 3.73 109


Solventi (di)polari aprotici
p.e., momento costante
Nome Struttura oC dipolo dielettrica
acetone (CH3)2C=O 56 2.88 20.7

tetraidrofurano (THF) 66 1.63 7.52

dietil etere CH3CH2OCH2CH3 35 1.15 4.34

etil acetato 78 1.78 6.02

acetonitrile CH3CN 81 3.92 36.6


N,N-dimetilformammide
(CH3)2NCHO 153 3.82 38.3
(DMF)
metilene cloruro CH2Cl2 40 1.60 9.08
dimetil solfossido
(CH3)2S=O 189 3.96 47.2
(DMSO)
Solventi apolari aprotici
p.e., momento costante
Nome Struttura oC dipolo dielettrica
esano CH3(CH2)4 CH3 69 ---- 2.02

benzene 80 0 2.28

carbonio tetracloruro CCl4 76 0 2.24


Soluto ionico con solventi polari

cristallo ionico ioni idratati

• Solventi polari protici solvatano sia cationi che anioni


• L’idratazione avviene con rilascio di energia.
• Aumenta l’entropia.
Soluto ionico con solventi
non-polari

solvente
non polare

cristallo ionico non si scioglie


Soluto non-polare con
solventi non polari

solvente
non polare

solido non polare si scioglie


(forze intermolecolari deboli)
Soluto non-polare con solventi
polari

solido non polare


(forze intermolecolari deboli)
non si scioglie
IDROCARBURI
CxHy
Idrocarburi
• Alifatici
– Alcani o Idrocarburi saturi: idrocarburi con
soli legami singoli.
• Lineari o alcani normali, n-alcani
• Ramificati
– Alcheni o Olefine: idrocarburi con legami
doppi.
– Alchini: idrocarburi con legami tripli.
• Aromatici
Petrolio
Combustibili fossili
• Sono il risultato della lenta decomposizione,
in migliaia di anni, sotto alte pressioni e
temperatura, di materiale organico,
principalmente plankton e alghe da cui il
nome di combustibile fossile.
• Sono classificati in tre tipologie basate sulla
composizione chimica e origine:
– Carbone
– Petrolio
– Gas naturale
Petrolio
• Il petrolio è una miscela di migliaia di
composti chimici che si estrae dal
sottosuolo.
• Il petrolio greggio si trova in tutto il mondo
e varia moltissimo da zona in zona in
densità, contenuto di aromatici, zolfo e
metalli.
Petrolio
• La maggioranza dei suoi componenti sono: C 84-87%
– Idrocarburi, quali alcani (chiamati
H 11-14
paraffine), cicloalcani (chiamati nafteni),
alcheni, aromatici (~10%), S 0-6
poliaromatici (PAH). N 0-1
– Composti contenenti eteroatomi come
O 0-2
zolfo (tiofene e derivati), ossigeno (acidi
e fenoli), azoto (carbazolo, chinolina).
– Composti metallici, presenti in tracce –
V, Ni, Fe, Al, Na, Ca, Cu, e U.
Lavorazione del petrolio
• Comporta tre aspetti:
– Approvvigionamento di greggio.
– Conversioni: processi che convertono il
greggio in prodotti desiderati (separazione,
conversione, rifinitura, etc.) in modo
economico e ambientalmente accettabile.
– Prodotti: sono benzina, diesel, solventi, oli da
riscaldamento e oli combustibili, lubrificanti,
asfalti, oli combustibili pesanti e coke.
Raffineria
• Nella raffineria il greggio viene separato in gruppi
di idrocarburi mediante la distillazione frazionata.

• Ogni prodotto (miscela di composti) distilla in un range


di p.eb. e viene chiamato “frazione” o “taglio”.
• I vapori distillati si raccolgono in torri di condensazione.
Distillazione del greggio
Gas non liquefacibili
GAS
Gas liquefacibili
Colonna
distillazione Nafta leggera
Nafta
atmosferica Nafta pesante
Kerosene
Distillato
Di mezzo Gasolio (diesel)
Oli lubrificanti
Greggio Frazioni
Residuo o Oli pesanti
Pesanti
Asfalto

Gasolio
sotto vuoto
Oli lubrificanti
Colonna
distillazione Gasolio pesante
sotto vuoto
Residuo
Composizione
Prodotto Uso Range di p.eb. (°C)
(n. Carboni)
Gas (metano, etano,
riscaldamento, cucina 1–4 < 20
propano, butano)
Nafta intermedio che sarà ulteriormente
5–9 60 – 100
(leggera e pesante) lavorato per fare benzina

Benzina carburante per motori 5 – 12 40 – 205

Kerosene carburante per aerei 10 – 18 175 – 325

combustibile per diesel e olio


Gasolio 12 – 20 250 – 350
riscaldante

Olio Lubrificante lubrificanti, grassi 20 – 50 300 – 370

Olio pesante combustibile industriale 20 – 70 370 – 600

Residui coke, asfalto, peci, bitumi, cere 70 o più sopra 600


La raffinazione
• Processi fisici (separazione)
– desalatura
– distillazione frazionata
– estrazione
– miscelatura
• Processi chimici
– cracking (termico o catalitico)
– alterazione (reforming)
– unificazione (alchilazione)
– modificazione (isomerizzazione e polimerizzazione)
– trattamenti (hydrotreating)
Cracking
• Termico
– Ha lo scopo di produrre olefine per la
petrolchimica.
• Catalitico
– Ha lo scopo di aumentare il numero di ottani
della benzina.
Reforming Catalitico
• Aumenta il numero di ottani della benzina
partendo dalla nafta pesante.
Reforming Catalitico
• Isomerizzazione
Alchilazione & Polimerizzazione
• Alchilazione
– Ha lo scopo di produrre benzina ad alto numero di
ottani da olefine leggere e isoparaffine leggere.
– E l’opposto del cracking: piccole molecole si
combinano per dare molecole più grandi nel range
di p.eb. delle benzine.
Alchilazione & Polimerizzazione
• Polimerizzazione
– Propene e buteni possono polimerizzare per
dare prodotti nel range di p.eb. delle benzine
ad alto numero di ottani.
Hydroprocessing
• Include: Idrogenazione, Hydrocracking e
Hydrotreating.
1. Idrogenazione (H2 su catalizzatore di Pt, Pd,
Ni, supportati su silica e allumina):
Hydroprocessing
2. Hydrocracking

H2 H2

naftalene tetralina decalina

H2 H2

toluene etilcicloesano
H2
Hydroprocessing
3. Hydrotreating
– Rimuove gli eteroatomi (S, N, metalli) e le
impurità
Specifiche per la benzina
La benzina deve soddisfare molti criteri che variano
nel tempo e nelle aree geografiche. Alcuni di essi
sono:
• Tensione di vapore
• Numero di ottani
• Contenuto di Aromatici / Benzene
• Contenuto di Zolfo
Le benzine sono sempre miscele di composti.
Numero di ottani
• La scala in ottani è una descrizione di quanto
rapidamente brucia la benzina.
• Si basa sul:
1. n-eptano, cui viene assegnato numero di ottani 0.
2. 2,2,4-trimetilpentano, o isottano, cui viene
assegnato numero di ottani 100.

eptano 2,2,4-trimetilpentano
(isoottano)
Numero di ottani
Specifiche per oli
Altri prodotti, come l’olio per diesel, devono avere
altre specifiche come:
• Numero di cetano (n-esadecano)
• Densità
• Punto di versamento (Pour Point)
• Punto di Flash
• Viscosità
Petrolchimica
• I sette composti organici di base:
– Etilene
– Propilene
– Buteni – frazione C4
– Benzene
– Toluene BTX
– Xilene
– Metano
Trattamenti del gas e integrazione
raffineria-petrolchimica
METANO
ETANO

GAS GPL PROPANE


TRATTAMENTO DEHYDRO.
NATURALE O PROPANO
GAS
PRODOTTO ALCHILATI
n-BUTANO ISOBUTANO

CONDENSATO ISOBUTENE MTBE

ETILENE
PETROLIO NAFTA
DISTILLAZIONE STEAM
- Olio greggio
PETROLIO CRACKER PROPILENE
- Condensato GASOLIO
POLYGAS
BUTILENI

BUTADIENE BENZINA DA
PIROLISI

CRACKING
CATALITICO BENZINE
IDROGENO
BTX

BT
REFORMING
CATALITICO

IDRODEALCHILAZIONE TOLUENE
IDROCRACKING
DESOLFORAZIONE
CICLOESANO
I sette composti organici di base
Etilene Frazione C4 Benzene
Etilene dicloruro Butadiene Etilbenzene
Vinil cloruro Acido acetico Stirene
Etilbenzene Vinil acetato Cumene
Stirene Isobutene Acetone
Acido acetico Metil t-butil etere Fenolo
Vinil acetato Bisfenolo A
Etilene ossido Cicloesano
Etilene glicol Acido adipico
Nitrobenzene
Propilene Metano Toluene
Acrilonitrile Metanolo Benzene
Propilene ossido Formaldeide
Cumene Clorometani
Acetone Dimetil tereftalato
Fenolo Metil t-butil etere Xileni
Bisfenolo A Acido acetico p-xilene
n-Butirraldeide Vinil acetato Acido tereftalico
n-Butirraldeide Dimetil tereftalato
Urea
HCN
Petrolio e carbone fonti di
materiali per polimeri sintetici
greggio

etilene propilene butilene

polietilene Policarbonati gomma butile

polivinil Nylon gomma stirene-


cloruro butadiene
Epossidi
polivinil polistirene Poli metil
acetato metacrilato
politetrafluoro gomma stirene-
etilene butadiene polipropilene

etc.
Dal carbone
Carbone

Peci Coke
Acetone
Benzene Fenolo Naftalene
Metanolo
Polistirene Nylon Poliesteri
Formaldeide
Epossidi
Urea-
Policarbonati formaldeide

Fenol-
formaldeide

Melamina-
formaldeide

etc.
Dal carbone e dal petrolio

Coke Metano
dal carbone dal petrolio

Acetilene

Gomma Polimetil
nitrile metacrilato

Polivinil Polivinil
acetato cloruro
Energia vs Chemicals
21 CAMICIE

BENZINA ETILENE GLICOL 6 CONTENITORI IMMONDIZIE


PER 650 MIGLIA ETILENE O 276 M2 DI PELLICOLA PER
POLIETILENE SERRE

175 METRI DI TUBI PER


ACQUA
POLIPROPILENE 4 CASSE DI BIRRA O
PROPILENE 30 ROTOLI DI SPAGO
ACRILONITRILE
19 GALLONI 21 MAGLIONI O
NAFTA O 5 COPERTE

1 PNEUMATICO DI AUTO O
BUTADIENE
ELASTOMERI 13 DI BICI
BUTENE
3 CAMERE D’ARIA D’AUTO O
17 DA BICI
UN BARILE
DI PETROLIO AROMATICI CAPROLATTAME 500 PAIA DI CALZE
Alcani
• Formula generale : CnH2n+2
CH4 metano n-C11H24 undecano
CH3CH3 etano n-C12H26 dodecano
CH3CH2CH3 propano n-C13H28 tridecano
CH3(CH2)2CH3 butano n-C14H30 tetradecano
CH3(CH2)3CH3 pentano ¦
CH3(CH2)4CH3 esano n-C20H42 icosano
n-C7H16 eptano n-C30H62 triacontano
n-C8H18 ottano n-C40H82 tetracontano
n-C9H20 nonano ¦
n-C10H22 decano etc.
Alcani
• Tipi di carboni:
metili
CH3
CH3 CH CH2 CH3
metilene
metino
Relazione struttura-proprietà
• Attrazioni intermolecolari: forze di London
(o van der Waals)
p.e.
CH4 –160ºC
vs
C2H6 –89
C3H8 –42
n-C4H10 –0.4
n-C5H10 +36
maggiore superficie
Le per l’attrazione
– 0.4°C – 10.2°C
ramificazioni
abbassano il
p.e.
36°C 28°C 9°C
Proprietà chimiche degli alcani
Combustione
CnH2n+2 + O2 → nCO2 + 2n+2
Calori (entalpie) di combustione: ∆Hcomb

~ ~ ~ ~
1307.5 kcal 1306.3 kcal 1304.6 kcal 1303.0 kcal
~ ~ ~ ~

CO2 + H2O

Isomeri più ramificati hanno ∆Hcomb minore, sono più stabili.


Ossidazione e riduzione
H3C CH3 H2C CH2 HC CH

H OH O
O O
H C H H C H C C C
H H H H H OH O
metano metanolo formaldeide acido formico anidride
carbonica
ossidazione
più legami C-O, meno legami C-H

riduzione
meno legami C-O, più legami C-H
Numeri di ossidazione
1. A ciascun atomo di un legame assegnare
+1 all’atomo più elettropositivo e –1
all’atomo più elettronegativo (se gli atomi
sono uguali assegnare 0)
2. Sommare
-1
Cl
+1 +1 -1
Numero di ossidazione del carbonio
-1 C O +1 +1 +1 –1 = +2
+1 -1
+1
H
Esempi
• Determinare il numero di ossidazione dei C

H C N C = +2

H O
2 1 C1 = +3; C2 = -1
H C C O H
Br

H
H C Cl C=0
OH
Esempi
• Catalogare le seguenti reazioni come ossidazione,
riduzione o nessuna di esse.
Br Br
Ossidazione: Ogni C
H2C CH2 + Br2 H2C CH2 cambia da -2 a -1.

H H
H2C CH2 + H 2O H C C H
H OH

Nessuno. Un carbonio cambia da -2 a -3 (si riduce),


l’altro da -2 a -1 (si ossida).
Non c’è una variazione netta.
12

Cicloalcani

Alcani ciclici a n termini


Conformazioni dei Cicloalcani

• I cicloalcani adottano conformazioni di


minima energia.
• La stabilità dei cicloalcani dipende da:
– Strain d’anello = strain degli angoli di legame
(strain di Baeyer) + strain torsionale
(eclissamento) + strain sterico (van der Waals)
Strain d’anello
Strain d’anello
totale
31.5 kcal
piccoli strain angolare e
26.4
torsionale

7.0

0 strain minimo
normali

6.3

strain sterico
medi 9.6 transanulare

grandi > C12 1.2


Conformazioni nel ciclopropano

H H legami curvi, a banana


ciclopropano sovrapposizione debole
= strain degli angoli di legame
H H
(109.5º sp3, 60º nel triangolo)
H H

più, tutti gli H eclissati =


strain torsionale
Conformazioni nel ciclobutano

H H
H H H
ciclobutano H H H H
H
H 25°
H H angolo di
H H
H
puckering
se fosse planare, 90º “puckered”, 88º
tutti gli H eclissati strain angolare leggermente maggiore,
ma minore strain d’eclissamento
Conformazioni nel ciclopentano
25°
H angolo di
H H puckering
H
H
ciclopentano H
se fosse planare, 108º H
tutti gli H eclissati H H H
“envelope”
rileva l’eclissamento

envelope half-chair
Conformazioni nel cicloesano
1. Conformazioni a “sedia” e a “barca”
interazione
H H H H “flagpole” H H
H
H H H H H H
H H H H H
H H H H H
H
H H H H H H
H H H H H H

conformazione “chair” conformazione “boat” “skewed boat” ~ 1.5 kcal


- tutti gli atomi sfalsati - eclissamento più stabile della “boat”
- nessun eclissamento - strain sterico (0.01% a t.a.)
- nessuno strain sterico ∴ strain d’anello 10.8 kcal
∴ nessuno strain d’anello
(99.99% a t.a.)
Cicloesano
2. Posizioni equatoriali e assiali Equatoriali
Asse dell’anello Assiali
Equatore
dell’anello
Cicloesano
3. Interconversione sedia-sedia nel cicloesano

Ea ~ 10 kcal
Inversione sedia-sedia
sedia 1

half-chair 1

barca 2

barca 1

sedia 2 half-chair 2
La curva di interconversione
E
half-chair half-chair

boat

twist-boat

chair chair
Disegnare il cicloesano a sedia
Interazioni 1,3-diassiali
CH3
repulsioni
1,3-diassiali
metilcicloesano H CH3
H
H
CH3 ∆G ~ 1.8 kcal
0.9 kcal per ogni
H repulsione CH3-H
equatoriale assiale
(95%) H (5%) CH3
nessuno CH3 CH2 repulsioni H2C H
strain sterico steriche
(anti) H CH2 (gauche) H 2C H
H H
Cicloesani disostituiti

Stereoisomeri

configurazionali conformazionali
non si possono si possono
interconvertire se interconvertire per
non rompendo un rotazione attorno a
legame un legame
isomeri geometrici
cis-1,2-dimetilcicloesano
CH3
CH3

H CH3 H H
H 50:50 CH3

CH3 CH3
trans-1,4-dimetilcicloesano
CH3

CH3 H CH3
H
CH3
CH3
H
CH3 H

diequatoriale diassiale
nessuna repulsione 4 repulsioni 1,3-diassiali
= 4 x 0.9 = 3.6 kcal

∆G ~ 3.6 kcal
cis-1,4-dimetilcicloesano
CH3

CH3

CH3 H H CH3
H 50:50 H

CH3 CH3
∆G = 0 kcal
equatoriale-assiale assiale-equatoriale
2 x 0.9 = 1.8 kcal 2 x 0.9 = 1.8 kcal
trans-1,2-dimetilcicloesano
CH3

CH3
H CH3
H

CH3
H
CH3
H CH3

1 interazione gauche 4 repulsioni 1,3-diassiali


= 0.9 kcal = 4 x 0.9 = 3.6 kcal

∆G ~ 2.7 kcal
cis-1,3-dimetilcicloesano
CH3

CH3
H CH3
CH3
∆G ~ 5.4 kcal
H3C CH3

2 interazioni 1,3-diassiali CH3-H


nessuna repulsione
= 1.8 kcal
1 interazione 1,3-diassiale CH3-CH3
= 3.6 kcal
1-t-butil-4-metilcicloesano
Il gruppo tert-butile blocca la conformazione sedia-sedia
CH3

tBu

CH3

∆G ~ 3.7 kcal
CH3

1.8 kcal 5.5 kcal


Reazioni degli idrocarburi
1. Ossidazione non selettiva:
C C H combustione
Sostituzione O2
radicalica R-H CO2 + H2O
• nessun lone pair 2. Alogenazione
• nessun legame π hν
• non acidi R-H + X2 R-X + HX
• non basici 3. Nitrazione
• C-C, C-H legami forti R-H + HNO3 R-NO2 +H2O

alogenuri alchilici
reagiscono solo con specie
nitrocomposti
altamente energetiche
o ad alta temperatura
Ossidazione
• È una reazione importante economicamente.
• Tutti gli idrocarburi bruciano formando
carbonio diossido, acqua e calore.
• Sono infatti usati come combustibili.
2n+2
CnH2n+2 + O2 n CO2 + H2O + Calore
2
Ogni C dà una molecola di CO2
13

Alogenazione di alcani
calore
R–H + X2 —→
o luce R–X + HX una reazione di sostituzione

Reattività: F2 > Cl2 > Br2 > I2

troppo comuni troppo poco


reattivo reattivo
(endotermica)
Cl2 Cl2 Cl2 Cl2
CH4 → CH3Cl → CH2Cl2 → CHCl3 → CCl4
hν hν hν hν
+ HCl + HCl + HCl + HCl

Problema: miscela di prodotti


Soluzione: usare CH4 in largo eccesso (riciclandolo)
Meccanismo di una reazione
radicalica a catena
Radicale libero: specie con un numero dispari di elettroni
Stadio 1: Cl2 → 2Cl• (rottura omolitica) Iniziazione

Stadio 2: Cl• + CH4 → HCl + CH3• Propagazione


Stadio 3: CH3• + Cl2 → CH3Cl + Cl• determina la
migliaia di cicli = reazione a ”catena” reazione totale

totale: CH4 + Cl2 → CH3Cl + HCl

Talvolta: Cl• + Cl• → Cl2 Terminazione


CH3• + CH3• → CH3–CH3 (infrequente a causa
CH3• + Cl• → CH3Cl della bassa [rad•])
Stabilità dei radicali liberi
R–H → R• + H• ∆H = BDE bond dissociation energy
BDE
CH3–H 104 kcal
CH3CH2–H 98 kcal legami più facili a rompersi
CH3CH2CH2–H 98 kcal (ogni 1º) ∴ radicali liberi più stabili
(CH3)2CH–H 95 kcal (ogni 2º)
(CH3)3C–H 91 kcal (ogni 3º)

CH3CH2CH2• •
CH3CHCH3 minor energia, maggior stabilità,
più facile a formarsi
98 kcal 95 kcal ∴ Reattività dei C–H:
3º > 2º > 1º > CH3–H
∴ Stabilità dei C radicali:
CH3–CH2–CH3
3º > 2º > 1º > CH3–H
Regioselettività
Alcuni alcani danno un solo prodotto monoalogenato:
CH3–CH3 Cl2 CH3–CH2–Cl

hanno Cl2
legami hν Cl Utili
C–H tutti sinteticamente
uguali Cl
Cl2

Cl non tanto
Cl2 utile
Ma: CH3CH2CH3 CH3CH2CH2Cl + CH3CHCH3

si trova: 43% 57%
statisticamente: 75% 25%
(6 H) (2 H)
Regioselettività

Reattività dei C–H: 3º > 2º > 1º


– per Cl2, la reattività relativa è 5.2 : 3.9 : 1

Predire le quantità relative del prodotto monoclorurato:


Cl
Cl2
CH3CH2CH3 CH3CH2CH2Cl + CH3CHCH3

prodotto 2º reattività dell’H 2º numero di H 2º


= x
prodotto 1º reattività dell’H 1º numero di H 1º

3.9 x 2 7.8 57%


= = =
1x6 6 43%
Regioselettività
Il bromo è molto più selettivo:
Cl
Cl2 Cl +

43% 57%
Br
Br2 Br
hν Sinteticamente
3% 97% più utile

Relative reattività per il Br2: 3º 2º 1º


1640 82 1
Br2
hν Br
100%
Regioselettività

X
X2 + + +

X
X X
Cl2: 28% 23% 35% 14%
Br2: ~0% 90% 9% ~0%
Alogenazione del metano
Memento:
– Il Fluoro reagisce in modo esplosivo
– Il Bromo reagisce ma non come il Cloro
– Lo Iodio non reagisce
Quale stadio è responsabile di tale differenza?
∆H°, Kcal/mole

F Cl Br I

Stadio 1: X2 l 2 X• +38 +58 +46 +36

Stadio 2: CH4 + X• l CH3• + HX – 32 +1 +16 +33

Stadio 3: CH3• + X2 l CH3X + X• –70 – 26 – 24 – 20


Energetica della reazione
∆H°
36 Eatt +34 Kcal/mole
Stadio 2: CH4 + X• l CH3• + HX 32
I
reagenti prodotti 24 +33 Kcal/mole
Eatt +18 Kcal/mole
16
Br +16 Kcal/mole
∆H°, Kcal/mole 8
4
Cl Eatt +4 Kcal/mole
+1 Kcal/mole
0
Eatt +1.2 Kcal/mole
F Cl Br I

-32 Kcal/mole
– 32 +1 +16 +33 F

–32
Alogenazione allilica
• La bromurazione avviene con buona resa sul C allilico (C sp3
vicino a C=C). Il radicale allilico è stabilizzato per risonanza.
• Evitare un largo eccesso di Br2 usando N-bromosuccinimide.
O O

N Br + HBr N H + Br2

O O
NBS
• Perché la reazione sia utile le posizioni alliliche devono essere
equivalenti, altrimenti si ottiene una miscela di prodotti.
Br
NBS Br
hν NBS
H3CH2CCH CH2 H3CHCCH CH2
CCl4
Alogenuri alchilici

R X
1. Alogenuri alchilici

• Sono composti organici che contengono almeno


un legame carbonio-alogeno (C–X)
– X (F, Cl, Br, I)
• Il carbonio è sp3
• Possono contenere più legami C–X: composti
polialogenati.
1. Alogenuri alchilici
I. Proprietà e usi
• Solventi resistenti al fuoco
• Refrigeranti
• Composti farmaceutici e precursori
CH3CH2Cl CH3CH2Br CF3CCl2Br CCl2F2 CF2CHCl
cloroetano bromoetano alotano CFC-12
(anestetico locale) (fumigante) (anestetico) (Freon-12) Freon 22

• Pesticidi
Cl Cl
C Cl 3 Cl Cl Cl
Cl Cl Cl
Cl Cl

Cl Cl Cl
Cl
Cl Cl Cl Cl
Cl Cl

DDT Mirex Lindano


1. Alogenuri alchilici

II. Nomenclatura
IUPAC Comune
“alogenoalcano” “alchil alogenuro”

CH2Cl2 diclorometano metilene dicloruro


CHI3 triiodometano iodoformio
CBr4 tetrabromometano carbonio tetrabromuro
CH3Br bromometano metil bromuro
CCl2F2 diclorodifluorometano Freon-12
Cl
2-cloropropano isopropil cloruro

I
iodocicloesano cicloesil ioduro

Br
2-bromo-2,4-dimetilpentano --------
1. Alogenuri alchilici

II. Nomenclatura
Classificazione
R' H R' R''
CH3X RCH2X
R X R X
metilalogenuri primario secondario terziario
(1º) (2º) (3º)

H H H R

X X
allilico 1° allilico 2°
H H H R

X X

benzilico 1° benzilico 2°
1. Alogenuri alchilici

III. Struttura
• Il legame C–X si allunga scendendo nel gruppo e diventa
più debole.
Lunghezza di legame C-X e E di dissociazione

Å kcal/mole
CH3-H 1.09 104
CH3-F 1.42 105 Teflon !
CH3-Cl 1.78 80
CH3-Br 1.93 65
CH3-I 2.14 50
δ+ δ–
• Il legame C–X è polarizzato verso l’alogeno: R–X
• Dipoli di legame: C–F > C–Cl > C–Br > C–I
1.56 D 1.51 1.48 1.29
1. Alogenuri alchilici

IV. Relazione struttura-reattività


R–X
• punti di ebollizione: • Gli isomeri ramificati hanno
CH3CH3 –89ºC forma più compatta, diminuita
CH3Br 4ºC area di contatto, diminuita
CH3–CH2–CH3 –42ºC forza di attrazione di van der
CH3–CH2–F –32ºC
Waals e più bassi p.eb.
• la differenza è dovuta alla
maggiore polarizzabilità CH3CH2CH2CH2Br (CH3)3Br
delle 3 coppie di e- p.eb. 100°C p.eb. 72°C
dell’alogeno
• solubilità in H2O:
R-X insolubile
1. Alogenuri alchilici

V. Preparazioni
• Alchil alogenuri:
– da alcheni per addizione di acidi alogenidrici HCl, HBr,
HI (v. Capitolo Alcheni)
– da alcani e Cl2 o Br2, calore o luce (v. Capitolo Alcani)
– da alcoli per reazione con acidi alogenidrici (v. fine
Capitolo)
• Alchil dialogenuri:
– da alcheni per addizione anti di bromo e cloro (v.
Capitolo Alcheni).
2. Reattività di R-X
Legame debole
X, alta affinità
.. elettronica,
1) Sostituzione Nucleofila
R–X:
..
buon gruppo
uscente
R–X + Nu– R–Nu + X–
∴ R+ o Rδ+
Lone pair R elettrofilo R–X + Nu R–Nu+ X–
poco attaccabile da
disponibili un nucleofilo.
Un nucleofilo
è anche base. 2) Eliminazione
H–C–C–X + B– C=C + HB + X–

Nucleofilo: specie con disponibilità elettronica:


neutro, Nu; carico parzialmente Nuδ– o totalmente Nu– (base)
Elettrofilo: specie con carenza elettronica parziale Eδ+ o totale E+ (acido)
2. Reattività di alogenuri alchilici

I. Sostituzione Nucleofila
Il nucleofilo Y sostituisce X nel legame con il carbonio:

R X + Y R Y + X reazione di
substrato nucleofilo prodotto nucleofilo sostituzione
Nu– uscente
gruppo uscente
leaving group,
L.G.
Es.

H O CH3 Br CH3 OH + Br
2. Reattività di alogenuri alchilici
I. Sostituzione Nucleofila
A. Trasformazioni di gruppi funzionali
R X + HO R OH alcoli
alogenuro
alchilico R'O R O R' eteri
solo C sp3
O O
R' C O R' C OR esteri

HS R SH tioli

R'S R S R' tioeteri

CN R C N nitrili

R' C C R C C R' alchini

N3 R N N N azidi
2. Reattività di alogenuri alchilici

I. Sostituzione Nucleofila
B. Gruppi uscenti (LG, Leaving Group)
miglior gruppo uscente è quello che è base più debole
reattività: R–I > R–Br > R–Cl >> R–F
migliore L.G. peggior L.G.
il più reattivo il meno reattivo
la base
R X + Y R Y + X K>1 più forte
base base sposta la
più forte più debole base più
Es. debole

Br + NaF F + NaBr
bf bd
il precipitato
determina la
+ NaI acetone + NaBr (s) reazione
Br I bf (Le Châtelier)
bd
2. Reattività di alogenuri alchilici

I. Sostituzione Nucleofila
B. Gruppi uscenti (LG, Leaving Group)
Basi deboli che sono buoni gruppi uscenti

O O O–


––
––
Ioni I–, Br–, Cl– –O–S–R –O–S–OR –O–P–OR







O O O

Alogenuri Solfonato Solfato Fosfato


Molecole
H–OH R–OH R3N: R3P:
neutre
Acqua Alcoli Ammine Fosfine
2. Reattività di alogenuri alchilici

I. Sostituzione Nucleofila SN
C. Meccanismo
R X + Y R Y + X
• Si riconoscono due meccanismi limite che si differenziano
per il momento nel quale avvengono la rottura del legame
C–X e formazione del legame C–Y.
– Rottura del legame C-X e formazione del legame C-Y
hanno luogo nello stesso momento:
SN2: Reazione bimolecolare: 2 specie coinvolte nello stadio
lento, reazione concertata a 1 solo stadio.
– La rottura del legame C–X avviene prima che si inizi la
formazione del legame C–Y:
SN1: Reazione unimolecolare: 1 sola specie è coinvolta nello
stadio lento, reazione a 2 stadi
2. Reattività di alogenuri alchilici

I. Sostituzione Nucleofila SN
C. Due meccanismi limite
generale: velocità = k1[RX] + k2[RX][Y–]

aumenta k1
v
RX = CH3X 1º 2º 3º
S N2
aumenta k2
S N1
[Y–]
k1 ~ 0 k2 ~ 0
[RX] cost
velocità = k2[RX][Y–] velocità = k1[RX]
(bimolecolare) (unimolecolare)
S N2 S N1
2. Reattività di alogenuri alchilici: SN

A. Cinetica
Meccanismo SN2
es. CH3I + OH– → CH3OH + I–

si trova che: velocità = k[CH3I][OH–], ossia bimolecolare

∴ sia CH3I che OH– partecipano nel RLS

ricordando la reattività: R–I > R–Br > R–Cl >> R–F

∴ La rottura del legame C–X avviene nel RLS

Ÿ meccanismo concertato, a uno stadio:


[HO---CH3---I]–
ST

CH3I + OH–

CH3OH + I–
2. Reattività di alogenuri alchilici: SN

Meccanismo SN2
B. Stereochimica: inversione di configurazione

Reazione stereospecifica:

H Br HO H
NaOH

(R)-(–)-2-bromoottano (S)-(+)-2-ottanolo

La reazione procede con


inversione di configurazione
(non sempre con inversione
del descrittore)
2. Reattività di alogenuri alchilici: SN

Meccanismo SN2
C. Meccanismo
inversione di configurazione
Attacco da dietro:

H δ+ δ- H H
HO C I HO C I HO C + I
H H
H HH H

HO C I HO C I HO C I

sp3 sp2 sp3


ST ad alta energia
2. Reattività di alogenuri alchilici: SN

SN2 δ-
HH
δ-
Br----C----I
H
S.T.

E
N
E
R
G
I
A

Br– CH3I
BrCH3 I–
2. Reattività di alogenuri alchilici: SN

Meccanismo SN2
D. Effetti sterici
es. R–Br + I– → R–I + Br–
1. ramificazioni al carbonio α (X–C–C–C.... )
α β γ
Composto velocità relativa
metile CH3Br 150
RX 1º CH3CH2Br 1 aumento di
RX 2º (CH3)2CHBr 0.008 ingombro sterico
RX 3º (CH3)3CBr ~0

metilbromuro etilbromuro isopropilbromuro t-butilbromuro


2. Reattività di alogenuri alchilici: SN

Meccanismo SN2
D. Effetti sterici
1. ramificazioni al carbonio α

carbonio metilico
H
I C Br ingombro sterico minimo
H
H
H
H
H C carbonio 3°
H
I C Br ingombro sterico massimo
H C
H C
H H
H
2. Reattività di alogenuri alchilici: SN

Meccanismo SN2
D. Effetti sterici
1. ramificazioni al carbonio α

∴ Reattività verso SN2:

CH3X > 1º RX > 2º RX >> 3º RX

reagiscono più non reagisce


facilmente difficile con
con meccanismo meccanismo
S N2 S N2
(k2 grande) (k2 ~ 0)
2. Reattività di alogenuri alchilici: SN

Meccanismo SN2
D. Effetti sterici
2. ramificazioni al carbonio β
vel. rel.
β α
CH3 CH2 CH2 Br 1
CH3 ingombro
α
CH3 CH CH2 Br 0.003 sterico
crescente
CH3
α
CH3 C CH2 Br 0.00001
CH3
~ non c’è SN2 con i substrati neopentilici
(v. seguito)
2. Reattività di alogenuri alchilici: SN

Meccanismo SN2
E. Nucleofili e nucleofilicità (nucleofilia)
1. anioni
R X + OH R OH + X

R X + CN R CN + X

2. specie neutre
R X + H2O R O H + X ROH + HX
H idrolisi
solvolisi

R X + R'OH R O R' + X ROR' + HX


H alcoolisi
solventi
2. Reattività di alogenuri alchilici: SN

Meccanismo SN2
E. Nucleofili e nucleofilicità (nucleofilia)
a. specie cariche sono più nucleofile di specie neutre
HO– > H2O
RO– > ROH
HS– > H2S
b. quando gli atomi nucleofili sono dello stesso periodo, la
nucleofilia segue la basicità
H2N– > HO– > F–
H 3N > H 2O
RO– > RCO2–
c. quando gli atomi nucleofili sono dello stesso gruppo, la
nucleofilia segue la polarizzabilità (raggio ionico)
I– > Br– > Cl– > F–
HS– > HO–
PH3 > NH3
2. Reattività di alogenuri alchilici: SN

Meccanismo SN2
E. Nucleofili e nucleofilicità (nucleofilia)

Riassunto:

Nu molto buoni : I–, HS–, RS–, H2N–


buoni: Br–, HO–, RO–, CN–, N3–
abbastanza: NH3, Cl–, F–, RCO2–
cattivi: H2O, ROH
molto cattivi: RCO2H
2. Reattività di alogenuri alchilici: SN

Meccanismo SN1
A. Cinetica

es. CH3 CH3


H3C C Br + CH3OH ∆ H3C C O CH3 + HBr
CH3 CH3

3º, no SN2

Trovato: velocità = k[(CH3)3CBr] unimolecolare

∴ RLS dipende solo da (CH3)3CBr


2. Reattività di alogenuri alchilici: SN

Meccanismo SN1
A. Cinetica
CH3 CH3
RLS: H3C C Br H3C C + Br
CH3 CH3
carbocatione
CH3 CH3 H
H3C C HOCH3 H3C C O
CH3 CH3 CH3

CH3 H CH3
-H+
H3C C O H3C C O CH3 + HBr
CH3 CH3 CH3
2. Reattività di alogenuri alchilici: SN

Meccanismo SN1
A. Cinetica
Meccanismo a due stadi:

carbocatione

R+

RBr + CH3OH

ROCH3 + HBr
2. Reattività di alogenuri alchilici: SN

Meccanismo SN1
B. Stereochimica
CH3 CH3 CH3
R H2O R s
Br H HO H + H OH
CH3CH2 CH3CH2 CH3CH2

OH
R

Br OH2 CH3CH2 CH3


R + CH H
3
CH3CH2 CH3 CH3CH2 C H
H
H CH3
CH3CH2
OH2 S
HO
carbocatione
sp2 trigonale planare miscela racema
2. Reattività di alogenuri alchilici: SN

Meccanismo SN1
C. Stabilità dei carbocationi
Stabilità di R+ : 3º > 2º >> 1º > CH3+
Reattività di R–X verso la SN1: 3º > 2º >> 1º > CH3X

CH3+

1º R+
2º R+ benzilico 1°, allilico 1°
3º R+ benzilico 2°, allilico 2°
2. Reattività di alogenuri alchilici: SN

Meccanismo SN1
C. Stabilità dei carbocationi
Possibile riarrangiamento:

EtOH CH3CH2O
non

Br OCH2CH3

–H+
EtOH H
O
Et
2. Reattività di alogenuri alchilici: SN

SN1 vs SN2
A. Effetto solvente
nonpolare: esano, benzene
moderatamente polare: etere, acetone, etil acetato
polare protico: H2O, ROH, RCO2H
polare aprotico: dimetilsolfossido, dimetilformammide, CH3CN
solvatano cationi e anioni

Il meccanismo SN1 è favorito da solventi polari protici


stabilizzano R+, X–
relativamente a RX
H H
in solventi meno polari H O H
O O
R+X– in solventi più polari H H
C
H H
O O
RX H O H
H H
IV. SN1 vs SN2
A. Effetto solvente solvatano cationi non anioni

Il meccanismo SN2 è favorito da solventi moderatamente polari & polari aprotici


destabilizza Nu–,
rendendolo più nucleofilo

es. OH– in H2O: forti legami H con l’acqua rende OH– meno reattivo
OH– in DMSO: una scarsa solvatazione rende OH– più reattivo (nucleofilo)

in DMSO
in H2O
RX + OH–

ROH + X–
IV. SN1 vs SN2
B. Riassunto v = k1[RX] + k2[RX][Nu]
velocità di SN1 crescente (stabilità carbocatione)

RX = CH3X 1º 2º 3º
velocità di SN1 calante (ingombro sterico)

reagiscono può reagire con reagisce


principalmente entrambi i principalmente
con meccanismo meccanismi con meccanismo
SN2 SN1
(k1 ~ 0, k2 grande) (k2 ~ 0, k1 grande)

SN2 favorite da buon nucleofilo (velocità = k2[RX][Nu])


– di solito in solventi polari aprotici
SN1 decorre in assenza di un buon nucleofilo (velocità = k1[RX])
– di solito in solventi polari protici (solvolisi)
SN2 o SN1?
SN2 SN1
• Primari o metile • Terziario
• Nucleofilo forte • Nucleofilo debole (può
essere anche il solvente)
• Solvente polar aprotico • solvente polare protico
• v = k[RX][Nu] • v = k[RX]
• Inversione al carbonio • Racemizzazione di composti
chirale otticamente attivi
• Nessun riarrangiamento • Prodotti riarrangiati
SN2 o SN1?
Meccanismo
H C probabile
C C H C
X
SN1
C X X
3° benzilico 2° allilico 2°

C H H H H H
SN1 o SN2
C X X X a seconda del solvente
e altri parametri
2° benzilico 1° allilico 1°

RCH2X* CH3X SN2


1° metilalogenuri

*senza ramificazioni in β
V. Sostituzione vs Eliminazione

X
C C L’attacco al carbonio provoca sostituzione
H L’attacco all’idrogeno provoca eliminazione

Nu :
V. Sostituzione vs Eliminazione
A. Unimolecolare o bimolecolare?
(SN1, E1) (SN2, E2)
Velocità = k1[RX] + k2[RX][Nu o B]

• questo termine diventa più grande all’aumentare


della [Nu o B]

∴ reazione bimolecolare (SN2, E2) favorita da


alta concentrazione di un buon Nu o forte B

• questo termine è zero quando [Nu o B] è zero

∴ reazione unimolecolare (SN1, E1) avviene in


assenza di un buon Nu o forte B
V. Sostituzione vs Eliminazione
B. Bimolecolare: SN2 or E2? v = kSN2[RX][Nu] + kE2[RX][B]
1. struttura del substrato: ingombro sterico
diminuisce la v di SN2,
non ha effetti sulla v di E2, ∴ E2 predomina
NaOEt
Br O +
91% 9%
Br
ingombro " O +
sterico
13% 87%
crescente
Br " 100%

tBuOK O
Br +

15% 85%
nucleofilo stericamente ingombrato
V. Sostituzione vs Eliminazione
B. Bimolecolare: SN2 or E2?
2. base vs nucleofilo
• base più forte favorisce E2
• migliore nucleofilo favorisce SN2

NaI buon Nu
Br I 100%
debole B

NaOCH3
OCH 3 + buon Nu
forte B
40% 60%

tBuOK
+ cattivo Nu
OtBu
forte B e
5% 95% ingombrata
Eliminazione E2
• Stereochimica
È favorita la geometria anti perché consente una situazione
sfalsata.
B

H H
X X

antiperiplanare S.T. anti prodotto


alchene
Regola di Saytzeff (A. N. Zaitsev)
• Se sono possibili più prodotti di eliminazione, si forma in
percentuale maggiore l’alchene più stabile (quello più
sostituito).

R2C=CR2 > R2C=CHR > RHC=CHR > H2C=CHR


tetra > tri > di > mono

H Br CH 3 CH 3 H

OH H CH 3
H C C C CH 3 C C C CH 3 + H C C C
H H H H CH 3
H H H H
minore maggiore
V. Sostituzione vs Eliminazione
C. Unimolecolare: SN1 o E1?

OH
OH2
Br
H2O

base debole H
Nu debole OH2

per entrambe, v = k[RBr]

∴ non si controlla il rapporto di SN1 e E1


V. Sostituzione vs Eliminazione
D. Sommario
1. bimolecolare: SN2 & E2
Favorite da alta concentrazione di buon Nu o forte B

buon Nu, debole B: I–, Br–, HS–, RS–, NH3, PH3 favorita SN2

buon Nu, forte B: HO–, RO–, H2N– SN2 & E2

cattivo Nu, forte B: tBuO– (steric. ingombrato) favorita E2

Substrato:
la
1º RX principalmente SN2 (tranne che con tBuO–) ramificazione
2º RX sia SN2 che E2 (ma principalmente E2) in β
3º RX E2 soltanto impedisce SN2
V. Sostituzione vs Eliminazione
D. Sommario
2. unimolecolare: SN1 & E1

Ha luogo in assenza di buon Nu o forte B

cattivo Nu, debole B: H2O, ROH, RCO2H

Substrato:

1º RX SN1 e E1 (solo con riarrangiamento) non si controlla


2º RX il rapporto
SN1 e E1 (può riarrangiare) SN1 / E1
3º RX
Sostituzione o Eliminazione?
• La forza del nucleofilo determina l’ordine:
Nucleofilo forte reagirà SN2 o E2.
• Alogenuri primari di solito SN2.
• Alogenuri terziari miscela di SN1, E1 o E2.
• Alta temperatura favorisce l’eliminazione.
• Basi ingombranti favoriscono l’eliminazione.
• Buoni nucleofili, ma basi deboli favoriscono la
sostituzione.
E1 o E2?
E1 E2
• Terziario > Secondario • Terziario > Secondario
• Base debole • Richiesta base forte
• Solvente ionizzante • Polarità solvente non
importante
• v = k[alogenuro] • v = k[alogenuro][base]
• Prodotto di Saytzeff • Prodotto di Saytzeff
• Nessuna geometria • Gruppi uscenti coplanari
richiesta (anti)
• Prodotti di • Nessun riarrangiamento
riarrangiamento
VI. Sostituzione di Alcoli
Non si può sostituire direttamente:

R–OH + Y– → R–Y + OH–


base forte,
quando Y– è
cattivo gruppo uscente
una base più
forte di OH–

R–O– + HY

Bisogna trasformare il gruppo –OH in buon gruppo uscente:


es. –OH2+ per protonazione;
–O–SO2R esteri solfonici
VI. Sostituzione di Alcoli
A. Reazione di ROH con acidi alogenidrici HX
R–OH + HX → R–X + H2O
1°, 2°, 3°
ROH 3º: SN1CA catalizzata da acidi

H3C OH HBr H3C Br

OH protonato
diventa buon racemo
gruppo uscente H+
Br

H3C OH2 CH3


-H2O

planare
VI. Sostituzione di Alcoli
A. Reazione di ROH con acidi alogenidrici HX
Il meccanismo SN1 catalizzato da acidi

Ea più alta
Ÿ RLS
carbocatione
R+ + X–
intermedio
+ H2O possibilità di
riarrangiamenti

ROH
+ ROH2+
HX +
X– RX + H2O

RLS: ROH2+ R+ + H2O


v = k[ROH2+] i.e., unimolecolare
VI. Sostituzione di Alcoli
A. Reazione di ROH con acidi alogenidrici HX
Il meccanismo SN2 catalizzato da acidi
ROH 1º : SN2CA
H+
R CH2 OH R CH2 OH2 R CH2 X + H2O

X
S.T. v = k[ROH2+][X–] bimolecolare

H H
X C OH2
R

ROH ROH +
S.T.
2
+ +
HX X– RX + H2O
VI. Sostituzione di Alcoli
A. Reazione di ROH con acidi alogenidrici HX
ROH 2º: miscela di SN1CA e SN2CA
H OH Br H H Br
HBr
R S + R
87% 13%
∴ 26% racemizzazione (SN1CA)
74% inversione (SN2CA)

Riarrangiamenti possibili (per la parte che procede con meccanismo SN1):

HBr Br
OH
VI. Sostituzione di Alcoli
B. Sostituzione via esteri solfonici
O O
R S OH H+ + R S O-
O O
acido alcansolfonico ione alcansolfonato
acido forte base molto debole

Schema: O O
R OH + R' S Cl R O S R' + HCl
piridina
O O
alcansolfonil alchil alcansolfonato
cloruro (estere)
O O
Nu R O S R' R Nu + R' S O
O O
buon gruppo uscente
VI. Sostituzione di Alcoli
B. Sostituzione via esteri solfonici
O O
X CH3 S Cl + ROH CH3 S OR + HCl
O O
metansolfonil cloruro alchil metansolfonato
mesil cloruro MsCl alchil mesilato, R-OMs
Y CF3SO2Cl + ROH CF3SO3R
trifil cloruro, TfCl alchil triflato, R-OTf

Z CH3 SO2Cl + ROH CH3 SO3R

p-toluenesolfonil cloruro alchil tosilato, R-OTs


tosil cloruro TsCl

[ Br SO2Cl + ROH Br SO3R

brosil cloruro, BsCl alchil brosilato, R-OBs


VI. Sostituzione di Alcoli
B. Sostituzione via esteri solfonici
Esempi
TsCl
OH piridina OTs
NaI
I
NaCN
CN
NaSCH3
SCH3
La formazione dell’estere solfonico avviene con ritenzione di configurazione
H OH H OMs HS H
MsCl NaSH
piridina
ritenzione inversione
(SN2)
VI. Sostituzione di Alcoli
C. Altri esteri inorganici

1º, 2º ROH SOCl2 RCl


piridina gruppo uscente
molto buono
O O
RCH2OH S R CH2 O S Cl + H+
Cl Cl
Cl (SN2: solo 1° e 2°)

RCH2Cl + SO2 + HCl


piridina
VI. Sostituzione di Alcoli
C. Altri esteri inorganici
PBr3
1º, 2º ROH RBr
gruppo uscente
molto buono

RCH2OH Br P Br R CH2 O P(OR)2 + H+


Br
Br (SN2: solo 1° e 2°)

RCH2Br + H3PO3
Composti Organometallici

Metallo legato a carbonio.


es. CH3CH2MgBr (non CH3O–Na+)
δ- δ+
In generale: C M legame covalente ma polare
significativo carattere carbanionico
- base forte e buon nucleofilo
I. Nomenclatura
R M R M X
alchilmetallo alchilmetallo alogenuro

Li n-butillitio

MgBr
fenilmagnesio bromuro

(CH3CH2)4Pb tetraetilpiombo
II. Struttura di R-M
.
M
. •• +–
M X M

••
••
••
X ••
••
••

. R porta
M •• – δ- δ+
R . R M+ R–M carica
M negativa
. forma forma nucleofilo
M ionica covalente e base forte
2e- trasferiti
all’alogenuro % ionico
dalla superficie base più forte
C-K 51
metallica in 1 o più reattivo
C-Na 47
2 stadi C-Li 43 Li e Mg sono i
C-Mg 35 metalli più usati
C-Zn 18
C-Cd 15 nucleofilo migliore
C-Cu 9 meno reattivo
III. Preparazione di Composti Organometallici
Metalli del Gruppo I: Li, Na, K
R X + 2M R M + M+X-
Metalli del Gruppo II: Mg, Cu R = 1°, 2°, alcuni 3°, vinile, fenile

R X+ M R M+X- velocità: X = I > Br > Cl


solventi: eteri, pentano, benzene
A. Composti Organolitio
Et2O
Br + 2Li Li + LiBr
anidro

Br Li
Li
Et2O
III. Preparazione di Composti Organometallici
B. Reattivi di Grignard (organomagnesiaci)

Br Mg MgBr t-butilmagnesio bromuro


Et2O
anidro

Cl MgCl
Mg isopropenilmagnesio bromuro
Et2O
anidro

CH3 CH3

Mg
p-tolilmagnesio bromuro
Et2O
anidro

Br MgBr
III. Preparazione di Composti Organometallici
C. I composti organometallici sono basi forti.
δ- δ+
R M
base molto forte (base coniugata di una acido molto debole)

pKa pKa
R–H 60 HC≡C–H 25

H 45 ROH 16
H
45 H2O 16

NH3 36 RCO2H 5
III. C. Basi forti
∴ Bisogna evitare composti protici:

RLi + R´OH → RH + R´OLi

RMgBr + H2O → RH + HOMgBr

PhMgBr + NH3 → PhH + NH2MgBr

Ma può essere utile:


– Rimuovere un alogeno: H 2O
C–X ĺ CLi ĺ C–H
– Introdurre il deuterio:
D 2O
C–X ĺ CMgX ĺ C–D
IV. Sintesi di Alcoli
In generale:

-
O δ O–M+ OH
+
δ+ H3O
C C C
δ- δ+ R R
R M Reazione di
formazione di
legame C-C
IV. Sintesi di Alcoli
A. Reattivi di Grignard e aldeidi e chetoni
O O-MgX+ +
OH
H3O
C C C
R R
R MgX
O
1) RM gX
C R CH2 OH alcool 1°
H H 2) H 3 O +
formaldeide
O OH
1) RM gX
C R CH R' alcool 2°
2) H 3 O +
R' H
aldeide
O OH
1) RM gX
C R C R'' alcool 3°
R' R'' 2) H 3 O +
chetone R'
IV. Sintesi di Alcoli
B. Reattivi di Grignard e esteri
O OH
1) 2 RMgX
C R' C R (+ R"OH)
R' OR" 2) H3O+
R alcoli 3° con due gruppi uguali

O O O
C R' C OR" C + R"OMgX
R' OR" R' R
R
R MgX R MgX

O-MgX+ OH
+
H3O
R' C R R' C R
R R
IV. Sintesi di Alcoli
B. Reattivi di Grignard e esteri
Esempi
O OH
1) 2PhMgBr C
OCH3
2) H3O+

1) 2CH3MgBr
2) H3O+

CH3O2C HO bulnesolo
(intermedio per la sintesi
di farmaci e insetticidi)
IV. Sintesi di Alcoli
C. Reagenti Organolitio
O OLi OH
H3O+
C C C
R R
R Li
OH
O 1) Li

2) H3O+
IV. Sintesi di Alcoli
D. Ioni acetiluro
O O-Na+ OH
+
H3O
C C C
C C
HC CNa CH CH

OH
O 1) HC CNa
HC C C CH2 CH3
+
2) H3O
CH3
O OH
C CH

1) HC CNa
HO 2) H3O+ HO

HC≡CH + NaNH2 → HC≡CNa + NH3


V. Sintesi di acidi
CO2 solido (ghiaccio secco) reagisce con RLi e RMgX per
dare acidi carbossilici.
H3O+
R-Li + CO2 R-COO- Li+ R-COOH
etere
H 3O +
R-MgX + CO2 R-COO- MgX+ R-COOH
etere
Li COO-Li+ COOH
H3O+
+ CO2
etere
benzoato acido
fenillitio di litio benzoico
Mg 1) CO2
Br Mg Br COOH
etere 2) H3O+
bromuro benzilmagnesio acido
di benzile bromuro fenilacetico
VI. Reagenti Organorame
Sintesi di alcani

2RLi + CuX etere R2CuLi + LiX


litio
dialchilcuprato

etere
R2CuLi + R'X R R' + RCu + LiX
solo 1°
O O
Br (n-Bu)2CuLi
etere

Br
(Ph)2CuLi
etere
Alcheni
Alcheni
Idrocarburi con doppi legami
Carbonio-Carbonio
1. Struttura e Preparazione
Alcheni
• Sono anche chiamati olefine
• Includono molti composti naturali e importanti
prodotti industriali che costituiscono i composti
base per processi industriali.
• Si preparano industrialmente per cracking termico
di alcani lineari
CH3(CH2)nCH3 ĺ H2 + CH4 + CH2=CH2 +
CH3CH=CH2 + CH3CH2CH=CH2
I. Nomenclatura
Idrocarburi insaturi
H H CH3
CH3 CH CH2
C C C CH2
propene
H H CH3
(propilene)
etene 2-metilpropene
(etilene) (isobutilene)
H Cl
C C
H H α-pinene
cloroetene (trementina)
(vinil cloruro)
H H O

OH
acido oleico (un acido grasso monoinsaturo)
I. Nomenclatura
Alchene come sostituente
H2C CH– etenil (vinil) Esempi

H2C CH CH2 – 2-propenil (allil) vinil cloruro

H2C Cl
C– 1-metiletenil (isopropenil)
H3C alcool allilico

– CH2 –
metilene OH
CH2 –
isopropenil bromuro

CH2
Br
1-vinilcicloesene metileneciclopentano
II. Relazione struttura-reattività

Stabilità
1. più sostituito = più stabile
R R R H
C C > C C > RCH CHR , R2C CH2 > RCH CH2 > H2C CH2
R R R R

2. trans più stabile del cis; E più stabile del Z


H H
H H
H H
C C
C C
H H
H H
H H H HH H
repulsione
sterica
trans-2-butene cis-2-butene
(Z)-2-butene (E)-2-butene
III. Preparazione di Alcheni:

Reazioni di Eliminazione
Il doppio legame si forma attraverso reazioni di eliminazione:

X Y Reazione di Eliminazione
C C C C + X Y β-eliminazione o
1,2-eliminazione

A. Disidratazione di alcoli
B. Deidroalogenazione di alogenuri alchilici
C. Dealogenazione di dibromuri vicinali
III. Preparazione di Alcheni: Reazioni di Eliminazione

A. Disidratazione di alcoli
H OH
H+
C C C C + H2O Keq < 1

p.e. più alto p.e. più basso (si distilla l’alchene per
spostare la reazione a destra)

Esempi

OH
H2SO4

molecole
simmetriche
OH H3PO4

III. Preparazione di Alcheni: Reazioni di Eliminazione

A. Disidratazione di alcoli
1. Regola di Zaitsev: regioselettività e stereoselettività
– il prodotto principale della β-eliminazione è l’alchene più stabile

H2SO4
+
∆ regioselettiva
OH
90% 10%

OH H3PO4
∆ +

maggiore minore

H2SO4
+ +

OH 56% 32% 12%
stereoselettiva
III. Preparazione di Alcheni: Reazioni di Eliminazione

A. Disidratazione di alcoli
- reversibile
2. Meccanismo E1 catalizzato da acido (E1CA) - facilità di disidratazione:
3° > 2º > 1º

Stadio 1 + H3O + H2O Protonazione


O alcool
O
H H H

Stadio 2 Formazione del


+ H2O carbocatione
(RLS)
O
H H

Stadio 3 +
(nessun Nu o
presente)
H H Acqua funge da + H3O
H2O OH2 base
III. Preparazione di Alcheni: Reazioni di Eliminazione

A. Disidratazione di alcoli
2. Meccanismo E1 catalizzato da acido (E1CA)

Stadio 1 Stadio 2 Stadio 3

Ea più alta
Ÿ RLS
R+
+
H2O

ROH
+ ROH 2
+

H3O+ H+O
2 alchene + H3O+
III. Preparazione di Alcheni: Reazioni di Eliminazione

A. Disidratazione di alcoli
2. Meccanismo E1 catalizzato da acido (E1CA)

Stadio 3

Il prodotto più stabile ha


minore Ea, si forma più
velocemente.
Entrambi i prodotti
derivano dallo
stesso carbocatione R
intermedio.
III. Preparazione di Alcheni: Reazioni di Eliminazione

A. Disidratazione di alcoli
3. Riarrangiamenti dei carbocationi
Esempi

H3PO4
X + +

OH
64% 33% 3%
HO
Y +

maggiore minore

Z
OH + +
56% 32% 12%
III. Preparazione di Alcheni: Reazioni di Eliminazione

A. Disidratazione di alcoli
3. Riarrangiamenti dei carbocationi
shift 1,2: Il gruppo migra con la propria coppia di legame
CH3 CH3
C C C C shift di alchile
(metile)
H H
C C C C shift di idruro

In generale: R+ riarrangia in un altro R+ di energia uguale o più bassa:

2° 3° 2° 2° 3° 2°
veloce 3° 3°
lenti
III. Preparazione di Alcheni: Reazioni di Eliminazione

A. Disidratazione di alcoli
3. Riarrangiamenti dei carbocationi

H+ -H 2O veloce
X
OH OH2
-H+ -H+

3% 64% 33%
III. Preparazione di Alcheni: Reazioni di Eliminazione

A. Disidratazione di alcoli
3. Riarrangiamenti dei carbocationi
HO H2O veloce a causa
Y della
H+ -H2O diminuzione
dello strain
d’anello

H
-H+
+

Z Carbocationi primari non si formano; ma la migrazione può avvenire


ugualmente con concomitante perdita di H2O:

-H+
OH2 + +
H
14III. Preparazione di Alcheni: Reazioni di Eliminazione

A. Disidratazione di alcoli
3. Riarrangiamenti dei carbocationi
Sommario:
I carbocationi possono:

1) addizionare un nucleofilo

R +X R X

2) perdere un protone
H
-H+
C C C C

3) riarrangiare a catione più stabile, poi step 1) o 2)


III. Preparazione di Alcheni: Reazioni di Eliminazione

B. Deidroalogenazione di alogenuri alchilici


H X
C C + B C C + BH + X Eliminazione

base forte: KOH/etanolo


CH3CH2ONa/CH3CH2OH
tBuOK/tBuOH
• Meccanismo E2: Alogenuri alchilici secondari ingombrati e terziari
danno buone rese.
• Effetti stereoelettronici: eliminazione anti
• Segue la regola di Zaitsev: si forma in prevalenza l’alchene più stabile.
• Meccanismo E1: Alogenuri alchilici terziari con basi deboli
• Se la sostituzione è competitiva, come è il caso degli alogenuri primari,
usare una base ingombrata.
• Le basi ingombrate estraggono l’idrogeno meno ingombrato formando
l’alchene meno sostituito.
Basi ingombranti

CH 3 C H (C H 3 )2
_
H 3C C O N C H (C H 3 )2
H 3C N CH 3
CH 3 H

tert -butossido diisopropilammina 2,6-dimetilpiridina

(CH3CH2)3N:
trietilammina
III. Preparazione di Alcheni: Reazioni di Eliminazione

C. Dibromuri vicinali
• Si usa NaI in acetone o Zn in acido acetico.
• Gli atomi di bromo devono essere antiperiplanari (E2).

Br I–
Br
H CH3
=
H3C H
Br Br
trans

Br
I–
Br
H CH3
=
H CH3
Br Br
cis
Reazioni di Alcheni
Il legame π
C C

1. coordina acidi di Lewis


Il legame π è un sito
elettron-donatore
∴ debolmente basico 2. viene attaccato da elettrofili:
e moderatamente Addizioni elettrofile
nucleofilo

È relativamente
3. dà reazioni radicaliche:
debole, ca. 65
kcal/mole Addizioni radicaliche
IV. Reazioni di addizione

Reazioni di Addizione
Y Z
Reazioni di
C C + Y Z C C Addizione

Le reazioni sono esotermiche:

Esempio

Legami che si rompono: π C=C e H–Br


63 87.5 Somma: 150.5 kcal/mole
Legami che si formano: H–C e Br–C
99 68 Somma: 167.0 kcal/mole

Calore di reazione –16.5 kcal/mole


IV. Reazioni di addizione

Reazioni di Addizione
Tipo di Addizione
C C Prodotto
[Elemento aggiunto]

idrogenazione H H rottura ossidativa


C C C O O C
[H2], riduzione [O2], ossidazione

addizione HX H X idrossilazione OH OH
C C C C
[HX] [HOOH], ossidazione

idratazione H OH O
epossidazione
C C C C
[H2O] [O], ossidazione
X X
alogenazione H H
C C
[X2], ossidazione ciclopropanazione C
X OH C C
formaz. aloidrine [CH2]
C C
[HOX], ossidazione
IV. Reazioni di addizione

Idrogenazione di Alcheni
H H
Pt, Pd,
C C + H2 o Ni C C

O
acido oleico
OH (insaturo)

H2, Ni
O
acido stearico
(saturo)
OH
IV. Reazioni di addizione

Idrogenazione di Alcheni
H H
[H2]/Pt
1. Calori di idrogenazione: C C C C

∆Hº ~ –30 kcal/mol

30.1 meno stabile

28.1
27.8
27.2
26.7 più stabile

0 0
V. Reazioni di addizione

Idrogenazione di Alcheni
2. Stereochimica di idrogenazione

Y Y Z
YZ YZ
C C C C C C
Z
addizione anti addizione sin

L’idrogenazione catalitica procede per addizione sin:

CH3
H2 H
Pt H
CH3
cis
V. Reazioni di addizione

Idrogenazione di Alcheni
2. Stereochimica di idrogenazione: sin
Meccanismo probabile:

superficie
catalizzatore
IV. Reazioni di addizione

B. Addizione Elettrofila Y–Z

Gli elettroni π sono mobili e nucleofili (basi di Lewis),


reagiscono con elettrofili (acidi di Lewis). acidi
forti
elettrofilo
δ+ δ-
Y Z
Z
Y Y Z
alogeni
C C C C C C
RLS acidi
nucleofilo ipoalosi

L’elettrofilo Y–Z è formato da una parte elettrofila e


da una nucleofila
IV. Addizione Elettrofila

1. Addizione di acidi alogenidrici


Acidi deboli come acqua (pKa = 15.7) e acido acetico (pKa = 4.75)
non reagiscono con i doppi legami.
H X
C C + H X C C (X = Cl, Br, I)

alchil alogenuri
Reattività: HI > HBr > HCl >> HF (più forte l’acido = miglior elettrofilo)

δ+ δ-
H X
X H X
H
C C C C C C
RLS veloce
IV. Addizione Elettrofila

1. Addizione di acidi alogenidrici


I. Regola di Markovnikov
a) Doppio legame simmetricamente sostituito:

HBr

Br attacco
I indifferente
HI

b) Doppio legame non simmetricamente sostituito:


Br
HBr
CH3 CH CH2 CH3 CH CH2 H
non CH3 CH CH2 Br
H
Nell’addizione di HX a un alchene, l’H si lega al carbonio con più H.
IV. Addizione Elettrofila

1. Addizione di acidi alogenidrici


II. Meccanismo: 2 stadi con formazione del C+
Br
Br
H Br CH3 CH CH3
carbocatione 2°
più stabile prodotto
CH3 CH CH2 Markovnikov

Br Br
CH3 CH2 CH2
carbocatione 1°
meno stabile

Interpretazione meccanicistica della regola di Markovnikov:


La reazione procede attraverso l’intermedio carbocationico più stabile.
IV. Addizione Elettrofila

1. Addizione di acidi alogenidrici


II. Meccanismo

Ea più bassa
∴ maggior
velocità di
Br
formazione

Br
Br
Br
+ HBr
Postulato di Hammond
• Un intermedio più stabile si forma più velocemente di uno
meno stabile, ossia l’Ea del suo S.T. è più bassa. Perché?
• La struttura di uno S.T. assomiglia alla struttura della
specie stabile più vicina.
• Tutti i fattori che stabilizzano la specie stabile stabilizzano
anche lo S.T.
• Gli S.T. di stadi endotermici assomigliano strutturalmente
ai prodotti, gli S.T. di stadi esotermici assomigliano
strutturalmente ai reagenti.
• La formazione di un carbocatione è un processo
endotermico: il suo S.T. assomiglierà all’intermedio
carbocationico.
IV. Addizione Elettrofila

1. Addizione di acidi alogenidrici


III. riarrangiamenti carbocationici
Br
HBr
+

Br
HBr

H
Br

Br
1,2-H shift
Br
Br

meccanismo
IV. Addizione Elettrofila

1. Addizione di acidi alogenidrici


IV. Addizione radicalica di HBr

Br orientazione
senza
+ HBr Markovnikov
perossidi

con orientazione
perossidi Br antiMarkovnikov
(effetto perossido)
IV. Addizione Elettrofila

1. Addizione di acidi alogenidrici


IV. Addizione radicalica di HBr :
meccanismo a catena radicalico

R O O R 2 RO
Iniziazione
RO + HBr ROH + Br
Br
C C + Br C C

Br Br H Propagazione

C C + HBr C C + Br

totale: Br H
C C + HBr C C
IV. Addizione Elettrofila

1. Addizione di acidi alogenidrici


IV. Addizione radicalica di HBr

HBr
Br Br

Br

La reazione procede attraverso


Br l’intermedio radicalico più stabile


IV. Addizione Elettrofila

1. Addizione di acidi alogenidrici


IV. Addizione radicalica di HBr
Paragone: addizione di HBr con e senza perossidi

Br
HBr Br orientamento
Markovnikov
(H+)

Intermedio più stabile


in entrambi i casi.

HBr HBr orientamento


Br Br
peross. antiMarkovnikov
(Br•)

controllo regiochimico
IV. Addizione Elettrofila

2. Addizione di acido solforico (industriale)

H OSO3H H2O H OH
C C + H2SO4 C C C C

alchil idrogeno totale:


solfato idratazione

H2SO4 OSO3H H2O OH



orientamento
Markovnikov
IV. Addizione Elettrofila

3. Idratazione acido-catalizzata
H OH
H+ inverso della
C C + H2O C C disidratazione

H+ OH2 -H+ OH
H2O
Es.
-H+ -H2O H+
Principio di reversibilità microscopica

OH
H2O
Markovnikov
H2SO4
IV. Addizione Elettrofila

4. Addizione di alogeni
X
C C + X2 (X = Cl or Br)
C C
X
dialogenuro
vicinale
Addizione stereoselettiva anti:

Br
Br2
solo trans
CCl4
Br
IV. Addizione Elettrofila

4. Addizione di alogeni
Meccanismo: ioni alonio

Br
Br
Br Br
C C C C C C

Br Br
ione bromonio ciclico
Br
Br
Br Br

Br Br

addizione anti prodotto trans


5. Addizione di acidi ipoalosi

• Cloro acquoso è in equilibrio con acido ipocloroso e acido


cloridrico, Keq § 10-4. La concentrazione di HOCl può
essere aumentata aggiungendo AgOH.
Cl2 + H2O HOCl + HCl
• L’acido ipobromoso HOBr viene formato per idrolisi di N-
bromoacetammide:
CH3CONHBr + H2O HOBr + CH3CONH2
IV. Addizione Elettrofila

5. Addizione di acidi ipoalosi


Formazione di aloidrine
X
X2
C C C C + HX
H2O
OH
Br aloidrine vicinali
Br
Br Br Br
–H+
C C C C C C C C
OH2 OH
H2O
addizione anti
Br2 Br
H2O
OH
IV. Addizione Elettrofila

5. Addizione di acidi ipoalosi


Cl OH
Cl2
Regioselettività: non
H2O
OH Cl

Cl
Cl
Cl Cl Cl

maggiore forma
contribuente contribuente
del catione 1° maggiore
IV. Addizione Elettrofila

5. Addizione di acidi ipoalosi

Cl Cl
ibrido di risonanza:
δ+ δ+
OH2
OH2

Il C più sostituito porta maggiore carica δ+,


ha maggiore attrazione per il nucleofilo
IV. Addizione Elettrofila

5. Formazione di eteri
Altri nucleofili:
CH3
Br2
OCH3
CH3OH
Br

-H+
Br
Br
CH3
Br CH3
O
H
Br
CH3OH
IV. Addizione Elettrofila

6. Idroborazione-ossidazione
H BR2 H OH
R2BH H2O2
C C C C C C
un OH-
boroidruro
un organoborano
orientamento anti-Markovnikov
addizione stereoselectiva sin
nessun riarrangiamento
H2O2
6 + B2H6 2 )3 B 6 OH + 2 B(OH)3
OH-
diborano

CH3
1) B2H6 anti-Markovnikov
H
2) H2O2, OH- addizione sin
OH
V. Altre reazioni di alcheni

A. Idroborazione-ossidazione
Meccanismo:
δ- δ+
B2H6 2 BH3 H BH2
diborano borano
B più elettropositivo di H
δ- δ+
H BH2 δ-
H BH2 H BH2
CH3 CH CH2 CH3 CH CH2 CH3 CH CH2
δ+ addizione sin
un C più sostituito
porta maggior δ+
H BR 2
trialchilborano CH3 CH CH2

OH

anti-Markovnikov
V. Altre reazioni di alcheni

A. Idroborazione-ossidazione
Meccanismo:
–O–OH + H2O
HO–OH + –OH
ione
idroperossido


R2B R2B–O–OH
CH3 CH2 CH2 –O–OH CH3 CH2 CH2
trialchilborano
SN2 interna
R = CH3CH2CH2– la configurazione
O–R si mantiene
O–B–O–R O–BR2
acido
CH3CH2CH2–OH CH3 CH2 CH2 CH3 CH2 CH2
H3O+
trialcossiborano
V. Altre reazioni di alcheni

A. Idroborazione-ossidazione
Controllo regiochimico:

OH
H2O
Markovnikov
H2SO4

1) B2H6
OH anti-Markovnikov
-
2) H2O2, OH
5. Ossidazioni
1. Idrossilazione

Si formano glicoli sin:


Con KMnO4 in ambiente basico o con OsO4:
O O
Mn
+ MnO4- O O
R1 R3 + MnO42-
H2O, pH>8
R2 R4
R1 R3 HO OH
C C R1 R3
O O
R2 R4 R2 R4
Os
+ OsO4 O O
H2S + Os
piridina R1 R3 o NaHSO3
R2 R4
stereoselettività sin
III. Altre reazioni di alcheni
5. Ossidazioni
2. Epossidazione

O O O
C C + R C O OH C C + R C OH
perossiacido
epossido
Meccanismo:
O O HO
H R H R R
δ+ O O δ– O O O
R1 R3 R1 R3 O
C C C C R1 R3
R2 R4 R2 R4 R2 R4

S.T.
5. Ossidazioni
2. Epossidazione

Perossidi Nomenclatura:

O O
CH 3 C O OH
acido perossiacetico epossietano (etilene ossido)
O O

O OH 1,2-epossipropano (propilene ossido)

O
Cl
acido m-cloroperbenzoico
(mCPBA) 1,2-epossicicloesano (cicloesene ossido)
III. Altre reazioni di alcheni

B. Epossidazione
Addizione stereospecifica sin:

O
CH3CO3H
H H cis-2,3-epossibutano
H3C CH3

O
CH3CO3H
H CH3 trans-2,3-epossibutano
H3C H
Sintesi glicoli anti
2. Apertura degli epossidi in ambiente acido acquoso
H
O O HO H
+ H3O+ R2
H H H H H
R1 2
R R1 R 2
R1 OH2
H2O:

:
H2O

HO H
R2
H
R1 OH
III. Altre reazioni di alcheni
5. Ossidazioni
3. Ozonolisi

1) O 3
C C C O + O C rottura ossidativa
2) H 2 O, Zn

R R R R
1) O 3
C C C O + O C
2) H 2 O, Zn
R H R H
chetone aldeide
R H 1) O 3 R H
C C 2) H 2 O, Zn C O + O C
R H R H
chetone formaldeide
C. Ozonolisi
Meccanismo:

O
O O
O O
R1 H O O O O
C C R1 H R1 H
R2 R3 R2 R3 R2 R3
molozonuro
O
R1 O H O O

R3 R1 H
R2
O O R2 R3
workup ozonuro workup
Zn/H2O H 2O 2
riducente ossidante
R1 H R1 OH
C O + O C C O + O C
R2 R3 R2 R3
III. Altre reazioni di alcheni

C. Ozonolisi
Sintesi:

O
1) O 3
H
2) H 2 O, Zn
O
III. Altre reazioni di alcheni

D. Polimerizzazione

iniziatore
H2C CH radicalico CH2 CH n = 1000 – 10 000
n
Y Y
monomero polimero

iniziatori radicalici: O2
O
O di-t-butil perossido
O
O
O
dibenzoil perossido
O
O
O
III. Altre reazioni di alcheni

D. Polimerizzazione
monomero polimero

H2C CH2 CH2 CH2 polietilene


etilene n

H2C CHCH3 CH2 CH polipropilene


propilene n
CH3
H2C CHCl CH2 CH poli(vinil cloruro) (PVC)
vinil cloruro n
Cl

H2C CHPh CH2 CH polistirene


stirene n
III. Altre reazioni di alcheni

D. Polimerizzazione
monomero polimero

H2C CCl2 Cl
vinilidene Poli(vinilidene cloruro)
CH2 C
cloruro n (“Saran A”)
Cl

H2C CHCN CH2 CH Poliacrilonitrile


acrilonitrile n (PAN, “Orlon”, Acrilan)
CN

F2C CF2 CF2 CF2 Politetrafluoroetilene


tetrafluoroetilene n (PTFE, “Teflon”)
III. Altre reazioni di alcheni

D. Polimerizzazione
Polimerizzazione radicalica a catena:
∆ Iniziazione
ROOR 2 RO

RO + CH2 CH RO CH2 CH
R R
Markovnikov
RO CH2 CH + CH2 CH RO CH2 CH CH2 CH Propagazione
R R R R

RO CH2 CH CH2 CH + CH2 CH etc.


R R R
polimerizzazione “testa-coda”
Alchini

1
I. Nomenclatura e proprietà
H C C H acetilene (H2/carbone, CaC2/H2O)

Non comune in natura:


H
CH3 C C C C C C C O
C ichtheothereol
H
HO
Molti farmaci di sintesi: OH
CH3 C CH

H C C C CH2CH3
OH
3-metil-1-pentin-3-olo HO
(ipnotico, sedativo)
17-etinilestradiolo
2
II. Relazione Struttura-Proprietà

A. Struttura

H C C H

lineare,
sp 1 legame σ
2 legami π

C–C C–H D(C–C) D(C–H)


(pm) (pm) kcal/mol kcal/mol
CH3–CH3 sp3 (25% s) 153 111 88 98
H2C=CH2 sp2 (33% s) 134 110 146 108
HC≡CH sp (50% s) 120 106 196 128
3
II. Relazione Struttura-Proprietà

A. Struttura

H–C≡C–H + 2H2 → CH3CH3 ∆H = –74.5 kcal/mol

CH3CH2–C≡C–H ∆H = –69.9 kcal/mol

CH3–C≡C–CH3 ∆H = –65.1 kcal/mol

∴ più sostituito = più stabile

4
II. Relazione Struttura-Proprietà

B. Acidità degli alchini terminali

HC CH + OH HC C + H2O Keq ~ 10-10


pKa ~26 ~16

HC CH + NH2 HC C + NH3 Keq ~ 1010


pKa ~26 ~36

∴ R C CH + NaNH2 R C CNa + NH3


sodio ammide

• NaNH2 si ottiene da ammoniaca e sodio metallico.

Fe ..
NH3 + Na H–N: Na + 1/2 H2
H
sodio ammide 5
III. Preparazione di Alchini

A. Alchilazione di alchini terminali (SN2 )

NaNH2 RX 1°
H C C H H C CNa solo H C C R

buon Nu NaNH2
forte B R C CNa
R'X

Reazione di formazione di un legame C–C R C C R'

6
III. Preparazione di Alchini

B. Eliminazione di dialogenuri
X X H X 2 equiv.
B forte
C C o C C C C
(E2)
H H H X
dialogenuri dialogenuri
vicinali geminali

X X 1 equiv. X 1 equiv.
B forte B forte
C C C C C C
(E2) (E2)
H H H
facile difficile
NaNH2 KOH, 200ºC
tBuOK NaNH2, 150ºC
KOH
7
IV. Reazioni di Alchini

A. Idrogenazione
1. H2/catalizzatore
H2 difficile fermare
R C C R' R CH2 CH2 R'
Pt, Pd o Ni la reazione ad
alchene

2. H2/catalizzatore di Lindlar

Pd/CaCO3, Pb(OAc)2, chinolina ( )


N

“avvelena” il catalizzatore

H2 H H
addizione
R C C R' C C stereoselettiva sin
cat. di Lindlar
R R'
8
IV. Reazioni di Alchini

B. Riduzione su metallo-ammoniaca
R H
Na o K addizione
R C C R' C C
NH3(l) stereoselettiva anti
H R'
_
Na + NH3 (liq) Na+ + •(NH3)n

R C C R' trasferimento elettronico

H Tutti gli intermedi preferiscono


R – H N
•• la geometria trans
H
•C= C
R'

R H e- R H :NH3 R H
•C= C C= C C=C
R' ••
– R' :NH2- H R'
9
IV. Reazioni di Alchini

C. Addizione di acidi alogenidrici


R H X
HX HX
R C C H C C R C CH3
X H X
Markovnikov dialogenuro
geminale
R H Br
HBr HBr
C C R CH2 CH
perossido perossido
H Br Br
antiMarkovnikov
Es.
2HCl
CH3CH2C CH
Cl Cl
Br
2 HBr
10
perossido Br
IV. Reazioni di Alchini

D. Idratazione
O
H2SO4
R C C H R C CH3
HgSO4

OH O
R C CH2 R C CH3 tautomeria

Markovnikov

tautomeri: isomeri che differiscono per la


posizione di un doppio legame e di un idrogeno

11
IV. Reazioni di Alchini

D. Idratazione
tautomeria cheto-enolica

:OH O
R C CH2 R C CH3
forma enolica forma chetonica

H+ -H+

:OH OH
R C CH3 R C CH3
struttura di risonanza
più stabile

12
IV. Reazioni di Alchini

E. Addizione di alogeni
R X X X
X2 X2
R C C R' C C R C C R'
X R' X X
addizione anti

F. Ozonolisi
O O
1) O3
R C C R' C + C
2) Zn, H2O R OH HO R'

13
Areni
Composti aromatici
Areni: composti contenenti l’anello benzenico
Aromatico: aggettivo usato un tempo per indicare
“fragrante”, ora indica la elevata stabilità di un
sistema ciclico contenente elettroni π in coniugazione
Criteri per l’Aromaticità

1. Il sistema deve essere ciclico


2. Il sistema deve essere planare
3. Ogni atomo dell’anello deve far parte di un sistema π
esteso
4. Il sistema π esteso deve contenere (4n+2) elettroni π che è
chiamato numero di Hückel.
Esempi di sistemi di Hückel (4n+2)

n=0 n=1 n=1 n=1 n=2


ciclopropenil ciclopentadienil cicloeptatrienil
carbocatione carbanione carbocatione
ione tropilio

H O N O S
B
N N

n=0 n=1 n=1 n=1 n=2


Antiaromatico e Nonaromatico
• Composti antiaromatici sono ciclici, coniugati con 4n
elettroni in orbitali p che si sovrappongono, ma con
energia maggiore del sistema lineare corrispondente.

ciclopropenil ciclopentadienil cicloeptatrienil


carbanione carbocatione carbanione

• Composti non aromatici non hanno un anello con orbitali p


che si sovrappongono e non sono planari.
Orbitali molecolari
L’OM a più bassa energia ha 2 elettroni.
Ogni guscio pieno ha 4 elettroni.

guscio
E
aperto n gusci
n gusci
con 2 e-
pieni
in meno

aromatici: (4n+2) elettroni antiaromatici: (4n) elettroni


Benzene
Scoperta del Benzene
• Isolato nel 1825 da Michael Faraday che determinò in 1:1
il rapporto C:H.
• Sintetizzato nel 1834 da Eilhard Mitscherlich che
determinò la formula molecolare come C6H6.
• Altri composti con rapporti inferiori di C:H avevano un
odore piacevole per cui furono chiamati aromatici.
• La struttura fu proposta da Friedrich Kekulé nel 1866.
Benzene
H
C6 H6 H H
• esagono planare, tutti angoli di 120º
• tutti i legami C–C = 140 pm
H H
• tutti ibridizzati sp2
H

= =

Ibrido di due strutture contributive equivalenti

OM π6*
π4*, π5*
0
π2 , π3 tutti gli elettroni
in orbitali leganti
π1
Stabilità del Benzene
Più stabile dell’ipotetico “cicloesatriene”
1.34 Å
(C=C) Calori di idrogenazione
1.54 Å –80.4
(C–C)
~ –25.0 ~ 30 kcal più stabile del
“cicloesatriene”

–26.8
= Energia di risonanza
–49.8 stabilizzazione aromatica

–28.6 kcal

∴ la coniugazione da sola non spiega questa inusuale stabilità


Stabilità del Benzene
• La grande stabilità del benzene determina la sua
reattività:
¾ Quando reagisce perde l’aromaticità ma ha la
tendenza a tornare aromatico (con tutti i doppi
legami coniugati): le reazioni saranno di
addizione – eliminazione, ossia di sostituzione.
¾ Non reagisce come gli alcheni che possono
perdere il doppio legame, dando reazioni di
addizione.
Stabilità del Benzene
Br
Br2
addizione

Br
Br2
nessuna reazione

ma

H Br sostituzione:
Br2
bromo sostituisce
FeBr3
idrogeno
Nomenclatura
Alcuni nomi comuni:
CH3
CH3

H3C CH3
CH3

p-xilene mesitilene cumene

OH CO2H CH3
CH3 OH

o-cresolo acido salicilico N,N-dietil-m-toluammide


Idrocarburi aromatici policiclici (PAH)

8 1
7 2

6 3
5 4

naftalene antracene fenantrene


10 elettroni π 14 elettroni π 14 elettroni π
n=2 n=3 n=3
CH3 OH

NH2

CH3

1,4-dimetilnaftalene 1-naftolo 2-naftilammina


(α-naftolo) (β-naftilammina)
Allotropi del Carbonio
• Amorfo: piccole particelle di grafite; carbone, fuliggine,
nero di carbone.
• Diamante: uno scheletro di carboni tetraedrici.
• Grafite: strati di anelli aromatici fusi.

diamante grafite
Allotropi del Carbonio
• Fullereni: anelli a 5 e 6 termini arrangiati in forma di
pallone da calcio.
• Nanotubi: metà sfera C60 fusa a un cilindro di anelli
aromatici fusi.
Composti aromatici eterociclici

• Piridina
N contribuisce con 1 elettrone p
alla corrente d’anello
orbitale sp2 perpendicolare
al sistema π; nessuna interazione
N
N ibridizzato sp2

pKa 5.2
Composti aromatici eterociclici
H
N

pirrolo
orbitale
O sp2

furano
orbitali orbitale
2p 3p

tiofene
Reattività di composti aromatici
Come alcheni e alchini, gli 1. SE aromatica (addizione-eliminazione)
H E
aromatici reagiscono con E+,
+ E-Nu + H-Nu
ma con reazioni di
G G
sostituzione non di addizione 2. Riduzione dell’anello
L’anello può essere
H2/Pt
idrogenato ma in
alta p
condizioni spinte G G
3. Ossidazione della catena laterale
La catena laterale può R
KMnO4
COOH
essere ossidata senza ∆
G G
toccare l’anello 4. SN aromatica (addizione-eliminazione)
L Nu– Nu
I sostituenti W + L–
(attrattori) Due W (W) W (W)
consentono a L meccanismi 5. SN aromatica (eliminazione-addizione)
(leaving group) di SN ar L B– B– B H
di uscire come +
H–
H H B
nucleofilo G G G G
6. Metallazione
X MgX (Li)
Mg (Li)

G G
1. Sostituzione Elettrofila
Aromatica
1. Sostituzione Elettrofila Aromatica
A. Meccanismo
B. Alogenazione
C. Nitrazione
D. Solfonazione
E. Alchilazione di Friedel-Crafts
F. Acilazione di Friedel-Crafts
G. Acilazione-riduzione
1.1. Reattività e Orientamento nelle Sostituzioni Elettrofile
Aromatiche
Effetti dei Sostituenti
sostituenti attivanti
sostituenti disattivanti
sostituenti alogeni
Effetti di Sostituenti multipli
1. Sostituzione Elettrofila Aromatica

Br
Br2 addizione
alchene: C C C C elettrofila
Br

Br
aromatico: Br2 sostituzione
elettrofila
FeBr3 aromatica
1. Sostituzione Elettrofila Aromatica
• Alogenazione Cl
Cl2
clorurazione FeCl3
bromurazione

NO2
HNO3
• Nitrazione H2SO4

R
• Alchilazione RCl
di Friedel-Crafts AlCl3
O
C
RCOCl R
• Acilazione
di Friedel-Crafts AlCl3

H2SO4 SO3H
• Solfonazione SO3
fumante
1. Sostituzione Elettrofila Aromatica
H E
cat
+ E+ + H+
G G
E+ E–Nu Cat. Lewis Prodotto

FeCl3 Cl
1. Alogenazione Cl+ Br+ Cl–Cl, Br–Br
FeBr3
NO2
2. Nitrazione +NO
2 HO–NO2 H2SO4

R–X AlX3
3. Alchilazione R
R+ R–OH HF,H2SO4
di Friedel-Crafts
alchene H2SO4
O
4. Acilazione + R–COX C
R–C=O AlX3 R
di Friedel-Crafts R–CO–O–CO–R
SO3H
5. Solfonazione SO3 H2SO4
1. Sostituzione Elettrofila Aromatica
A. Meccanismo

• Queste reazioni sono legate da un unico meccanismo.


– Formazione di un elettrofilo E+: l’elettrofilo è legato a
un nucleofilo (Nu o Y); può staccarsi da solo o con
un catalizzatore.
• La reazione procede con meccanismo a 2 stadi:
1. L’aromatico attacca E+, perdendo l’aromaticità.
2. L’intermedio perde H+, riacquistando l’aromaticità.
A. Meccanismo generale: addizione-eliminazione
agisce
Csp3 Y da base
δ+ δ– E
H E H E H E
E–Y
Y
lento veloce

(+) o- a E (+) p- a E (+) o- a E


l’anello
E riguadagna
H E H E aromaticità
Y Y perdendo un
δ+ δ+
protone

δ+
E+ entra
Y– non si addiziona, ibrido di H+ esce
perderebbe aromaticità risonanza Sostituzione
complesso σ
o di Wheland
A. Profilo Energetico della Reazione
• Il primo stadio, l’addizione dell’E+ che porta
all’intermedio I, è rate determining perché distrugge
l’aromaticità.
ST1
ST2
Ea2
H E

Ea1

+ E+ E

+ H+

addizione eliminazione
B. Alogenazione
• Nella alogenazione, il benzene reagisce con Cl2 o Br2 in
presenza di un acido di Lewis come FeCl3 o FeBr3, per
dare clorobenzene o bromobenzene.
• Reazioni analoghe con I2 e F2 non sono utili perché I2 è
troppo poco reattivo, F2 reagisce troppo violentemente.
Br Br
+ –
Br Br Fe Br Br–Br–Fe–Br
Br Br base

Br H Br–FeBr3
+ – Br
Br–Br–Fe–Br Br
Br
H + F eBr 3 + H Br
Br
il catalizzatore
viene rigenerato
C. Nitrazione
• Nella nitrazione, il benzene reagisce con la miscela
solfonitrica (acido nitrico e acido solforico) per dare
nitrobenzene.
– H2O •• ••
H2SO4 + HNO3 HSO4 + H2O –NO2 NO2 O=N=O

••
••
acido base ione nitronio
(elettrofilo)
O
O N O N NO2
O
H

HSO4
H + H2SO4
base
NO2

La nitrazione è utile perché il nitro gruppo può essere ridotto a NH2.


D. Solfonazione
• Nella solfonazione, il benzene reagisce con triossido di
zolfo in presenza di acido solforico, per dare acido
benzensolfonico.
O O
S S+
O O H–O–SO3H O OH + O–SO3H
elettrofilo
O O
O
S S OH SO3H
O OH
+ H

HSO4
H + H2SO4
SO3H

La reazione è reversibile: l’acido solfonico, riscaldato in H3O+, ridà l’aromatico.


E. Alchilazione di Friedel-Crafts
• Un aromatico, trattato con un alogenuro alchilico e un
acido di Lewis (AlCl3) (o con un alcool o con un alchene
e un acido protico o di Lewis), dà un alchilbenzene.

R Cl + AlCl3 R + AlCl 4 coppia ionica


2° e 3°
δ+ δ-
R Cl + AlCl3 R–Cl–AlCl3

Cl– AlCl3
R H
R – H+ R

H + AlCl3 + HCl
R
E. Alchilazione di Friedel-Crafts
• Un altro modo per generare carbocationi:
– Da alcheni, per protonazione

+ HF +F

HF

– Da alcoli, per protonazione o con un acido di Lewis


ROH + BF 3 R + HOBF3

OH

BF 3
E. Alchilazione di Friedel-Crafts
• Alogenuri vinilici e arilici non reagiscono nelle
alchilazioni di Friedel-Crafts.
• Si verificano riarrangiamenti anche se non si formano
carbocationi liberi.

Cl
ma non
AlCl3

H H
+ – 1,2-shift
CH3–C–CH2–Cl–AlCl3 CH3–C–CH3
+
H
F. Acilazione di Friedel-Crafts
• Nella acilazione di Friedel-Crafts, un anello aromatico è
trattato con un cloruro acilico (RCOCl) o un’anidride
(RCOOCOR) e AlCl3 per dare un chetone aromatico.
• Dato che il nuovo gruppo legato al benzene (RCO) è
chiamato un gruppo acile, il trasferimento di un gruppo
acile da un atomo a un altro è chiamato acilazione.
O
C •• Al Cl3 R C O R C O + AlCl4
R Cl
••

•• ione acilio
(non riarrangia)
AlCl4 O
R C O
H O
– H+ R
R + HCl + AlCl3

RCO– acile
F. Acilazione di Friedel-Crafts

• Anidridi come agenti acilanti:

O O O
C C
CH3 O CH3
+ CH3CO2H
Al Cl3
Limiti delle reazioni di Friedel-Crafts

1. Alchilazione:
• Si formano prodotti di polialchilazione perché il prodotto
(aromatico alchilato) è più reattivo del substrato.
• Trasposizioni.
2. Alchilazione & Acilazione
Le reazioni di F. C. danno resa bassa quando sull’anello
aromatico vi siano gruppi
• elettron attrattori:
NO2, +NMe3, COOH, COR, CF3, SO3H
• un gruppo amminico:
NH2, NHR, NR2 (legano ad AlCl3 e diventano elettron
+ –
attrattori –NR2–AlCl3)
G. Come ottenere catene lineari
• Acilazione-riduzione → alchilbenzeni 1°
O O
C R riduzione R
R Cl
AlCl3
nessun
riarrangiamento

agenti riducenti: Zn(Hg), HCl (riduzione di Clemmensen)


NH2NH2, NaOH, calore (riduzione di Wolff-
Kishner)
O
O

Cl Zn(Hg)
AlCl3 HCl
SEA su Benzeni sostituiti

• La SEA è una reazione generale di tutti i composti


aromatici, compresi i PAH, gli eterociclici aromatici e i
benzeni sostituiti.
• Un sostituente influenza la SEA in due aspetti:
– La velocità della reazione in rapporto al benzene — Un
benzene sostituito reagisce più velocemente o più
lentamente del benzene.
– L’orientamento — Il nuovo gruppo entra in posizione
orto, meta o para rispetto al primo.
• È la natura del primo sostituente a determinare la velocità
della reazione (attivazione o disattivazione) e la posizione
del secondo sostituente (orientamento).
Reattività e orientamento delle SEA
Orientamento Velocità
relativa
OH OH OH
HNO3 NO2 • I gruppi OH e
H2SO4 +
1,000,000 CH3 rendono
l’anello
NO2 aromatico più
CH3 CH3 CH3 reattivo
NO2 rispetto al
HNO3 25
+
benzene e
H2SO4
orientano in
NO2
o-, p-
• sono gruppi
NO2 attivanti, o-,
HNO3
1 p-orientanti
H2SO4
Reattività e orientamento delle SEA
Orientamento Velocità
relativa
NO2
HNO3
1
H2SO4

Cl Cl Cl
NO2 Cl è un gruppo
HNO3
+ disattivante,
H2SO4 0.03 o-, p-orientante
NO2

NO2 NO2 NO2 è un


HNO3 gruppo
disattivante,
H2SO4 0.000001
NO2 m-orientante
Effetti dei sostituenti
Attivanti, o,p-orientanti Disattivanti, m-orientanti
cedono densità elettronica all’anello attirano densità elettronica dall’anello
–I, +R (+M) –I, – R (–M)
•• •• •• –CHO
–NH2 –NHR –NR2 fortemente
•• –COR
–OH attivanti
Attivazione

•• –COOR

Disattivazione
–OR
•• –COOH
–NHCOR moderatamente
•• attivanti –C≡
≡N
–OCOR
–SO3H
–R
debolmente
–Ar –NO2
attivanti
–NR3
Disattivanti, o,p-orientanti
–I, +R (+M)
I – Effetto induttivo
–F – Cl –Br –I R o (M) – Effetto di risonanza o mesomerico
Attivazione, Disattivazione, Orientamento

• I gruppi o-, p- orientanti hanno lone pair di elettroni


sull’atomo legato all’anello aromatico.
• I gruppi m- orientanti hanno una carica positiva, parziale o
totale sull’atomo legato all’anello aromatico.
• Per capire come i sostituenti attivano o disattivano l’anello
alle sostituzioni elettrofile, dobbiamo considerare il primo
stadio della SEA (lo stadio lento) che porta alla formazione
di un intermedio carbocationico stabilizzato per risonanza.
A. Profilo Energetico della Reazione
• Il primo stadio, l’addizione dell’E+, ossia la formazione
dell’intermedio I, è rate determining perché distrugge
l’aromaticità.
ST1
ST2
Ea2
G

Ea1
H
E

I
G
G
+ E+
+ H+
E
addizione eliminazione 42
Attivazione, Disattivazione, Orientamento
• Secondo il postulato di Hammond è possibile predire la
velocità relativa della reazione dalla stabilità
dell’intermedio carbocationico.
– Più stabile è il carbocatione, minore sarà l’energia
dello S.T. da cui deriva, minore l’Ea, più veloce la
reazione.
• Per valutare l’effetto di un sostituente:
1. Disegnare tutti gli intermedi che derivano da attacco in
orto, meta, para e valutarne la stabilità.
2. L’elettrofilo attacca la posizione che genera un
intermedio più stabile.
Attivazione, Disattivazione, Orientamento
• Gruppi elettron donatori (D) stabilizzano il carbocatione,
rendendo più veloce la reazione.
– attivano un anello aromatico verso l’attacco elettrofilo.
• Gruppi elettron attrattori (W) destabilizzano il
carbocatione, rendendo più lenta la reazione.
– disattivano un anello aromatico verso l’attacco
elettrofilo.
H H
D E W E

carbocatione più stabile carbocatione meno stabile


Sostituenti attivanti +I, +R: orientazione
Energia degli Intermedi
OH OH OH OH OH OH
H H H H
NO2 NO2
Attacco NO2 NO2 NO2 NO2
orto

stabilizzato preferito
OH OH OH OH OH

Attacco NO2
meta H H H
NO2
NO2 NO2 NO2

OH OH OH OH OH OH

Attacco
para NO2

H NO2 H NO2 H NO2 H NO2 NO2


preferito
stabilizzato
Sostituenti disattivanti –I, –R: orientazione
Energia degli Intermedi
NO2 NO2 NO2 NO2 NO2
H H H
NO2 NO2
Attacco NO2 NO2 NO2
orto

destabilizzato

NO2 NO2 NO2 NO2 NO2

Attacco NO2
meta H H H
NO2
NO2 NO2 NO2
preferito

NO2 NO2 NO2 NO2 NO2

Attacco
para NO2

H NO2 H NO2 H NO2 NO2

destabilizzato
Effetto dei sostituenti

sostituenti attivanti sostituenti disattivanti

E benzene E
orto, para
m eta

meta
orto, para
benzene
H E
H E
δ+ δ+
δ+ δ+

δ+ OH
δ+ NO2

HO
NO2
Alogeni –I, +R: disattivanti o-, p-orientanti
• Per effetto induttivo l’alogeno disattiva l’anello: la velocità
sarà < che nel benzene.
• Per effetto mesomerico l’alogeno stabilizza l’intermedio
quando l’elettrofilo è entrato in orto o para.
Cl

N O2

Cl Cl Cl Cl
Attacco
orto H H H H
& NO2 NO2 NO2 NO2
para

l’alogeno stabilizza
Cl Cl Cl

Attacco
meta H H H
NO2 NO2 NO2
nessun effetto
Alogeni: orientazione

meta
orto, para
benzene
E H E

δ+ δ+

δ+ Cl

Cl
Effetto dei sostituenti: riassunto
Y R

attivanti, o-, p-orientanti

Z
Y NR3

disattivanti, m-orientanti

disattivanti, o-, p-orientanti


Limitazioni nelle SEA

• Aromatici fortemente attivati (OH, NH2 e derivati, OR,


NHR, NR2) vengono polialogenati se trattati con X2 e FeX3.
– Per avere il prodotto monoalogenato, si alogena senza
catalizzatore.
• Un aromatico fortemente disattivato non dà reazioni di
Friedel-Crafts.
• Reazioni di F.-C. non avvengono in presenza di NH2 perché
questi si complessa con AlCl3 disattivando l’anello.
• L’alchilazione di F.-C. condotta con alogenuri alchilici porta
alla polialchilazione perché il monoalchilato è più attivato
del substrato.
• La polisostituzione non avviene con la acilazione di F.-C.
Effetto di sostituenti multipli
1. Il gruppo più attivante prevale nell’indirizzare la sostituzione.
2. La posizione tra due gruppi meta è troppo ingombrata per
poter essere sostituita.
CH3 CH3
troppo
ingombrata O2N
HNO3
H2SO4
CH3 CH3

CH3 CH 3
NO2
HNO3
H2 SO4

CH3 CH3
CH3 CH3 CH3
CH3 CH3 O2N CH3
HNO3 +
H2 SO4
O2N
Effetto di sostituenti multipli
OH OH
Br
Br2
FeBr3

CH3 CH3

OH OH OH
CH3 Br CH3 CH3
Br2
FeBr3 +

Br

OCH3 OCH3
SO3H
SO3
H2SO4

NO2 NO2
2. Riduzione dell’anello benzenico
a. Idrogenazione catalitica

H2/Pt, EtOH, 2000 psi


o H2/Rh/C, EtOH, 1 atm

b. Riduzione di Birch
Na, NH3 (l)
CH3 OH 1,4-cicloesadiene

CH3 Na, NH3 (l)


CH3 OH
ma non

alchene più stabile


3. Ossidazione della catena laterale
Reazioni benziliche
1. alogenazione radicalica
legame C–H
più debole Br
NBS

NBS: N-bromosuccinimmide

2. ossidazione di areni
Na2Cr2O7
R CH3 nessuna reazione
H2 SO4 , ∆

Na2Cr2O7
nessuna reazione
H2 SO4 , ∆
3. Ossidazione della catena laterale
Reazioni benziliche
ma:
CH3 CO2 H
Na2Cr2O7
H2 SO4 , ∆ qualsiasi gruppo
alchilico si
CO2 H ossida
Na2Cr2O7
tranne t-butile
H2 SO4 , ∆ (o gruppi
alchilici privi di
cumene H benzilici)
CH3 CO2 H
Na2Cr2O7
H2 SO4 , ∆
CH3 CO2 H

o-xilene acido ftalico


4. Sostituzione Nucleofila Aromatica

Addizione-Eliminazione
• Sono richiesti:
– Presenza sull’anello di un gruppo uscente, di solito un
alogeno.
– Presenza di sostituenti disattivanti in o- e p- al gruppo
uscente che stabilizzino l’intermedio.

Cl Cl
– OH
OH OH
+ Cl–
NO 2 – NO2 NO 2
intermedio
carbanionico
stabilizzato per
risonanza
4. Sostituzione Nucleofila Aromatica

Eliminazione-Addizione
• Quando viene riscaldato con NaOH acquoso sotto
pressione, il clorobenzene si converte in sodio fenossido,
poi acidificato in fenolo.
Cl OH

1. NaOH, H2O, calore, p


2. H3O+

Meccanismo:
Cl – OH
OH
H H H2 O H H

H H H H
H H
Benzino
Sintesi regioselettive:
la sequenza di reazioni determina il prodotto

NO2 NO2
HNO3 Cl2
H2SO4 FeCl3
Cl
Cl Cl Cl
NO2
Cl2 HNO3
+
FeCl3 H2SO4

NO2
Sintesi regioselettive:
la sequenza di reazioni determina il prodotto
O O O

Cl HNO3
AlCl3 H2SO4

NO2

NO2 O

HNO3 Cl
nessuna reazione
H2SO4 AlCl3
È l’attività del gruppo a determinare la scelta delle condizioni

CH3 CH3 CH3


Br
Br2
FeBr3 +

Br
OH OH OH
Br
Br2
H2O +

Br
NH2 NH2
Br Br
Br2 non si ferma al
H2O primo stadio

Br
Alcoli, Eteri
Tioli, Solfuri

1
Alcoli di interesse
• Metanolo, alcool del legno. È estremamente tossico
(15 ml causano la cecità, 100 ml causano la morte). È
CH3OH prodotto industrialmente dal gas di sintesi a 400°C:
CO + 2H2 → CH3OH cat ZnO2/cromia
È un comune solvente industriale.
È usato come carburante:
– alto numero di ottani
– basse emissioni, ma basso contenuto energetico
– fiamma invisibile
– il suo incendio si può estinguere con acqua

2
Alcoli di interesse
• Etanolo. È prodotto industrialmente per
idratazione dell’etilene. Si ottiene anche per
CH3CH2OH fermentazione di zuccheri e amidi ad opera
di lieviti. Quando l’alcool raggiunge la
percentuale di 12–15%, le cellule del lievito
muoiono.
í Forma con l’acqua un azeotropo a 95% di
etanolo.
í Gasahol: 10% di etanolo nella benzina
í Dose tossica: 200 mL.

3
Alcoli di interesse
• 2-propanolo o isopropanolo ha deboli
proprietà antibatteriche per cui viene usato
per disinfettare strumenti medicali o per
(CH3)2CHOH
pulire la pelle prima di un piccolo intervento.
Evapora rapidamente lasciando un senso di
freschezza.
• Sintesi industriale:
100-300 atm, 300°C
CH2 CH CH2 + H2O CH3 CH CH3
catalizzatore
OH

• Etilen glicol è il componente principale


degli anticongelanti. È tossico.
HOCH2CH2OH
4
Alcoli di interesse

OH
β-fenetil alcool
(lillà)

geraniolo
OH (gerani, formiche)

OH retinolo (vit A)

www.nounours.fr 5
Eteri di interesse

CH3CH2OCH2CH3 dietil etere (solvente, anestetico)

HO

α-tocoferolo (Vit E)
O

disparlure
(feromone sessuale femminile della falena)

6
Nomenclatura
Alcoli
IUPAC: alcanolo
í OH sulla catena più lunga
í il carbonio che porta l’OH con il numero più basso
Comune: alchil alcool
Classificazione:
OH OH

– –

R– CH2 –OH R–CH–R' R– C – R'
R"
primari secondari terziari
(1º) (2º) (3º)

7
Nomenclatura
Polioli
• Composti con 2, 3, 4 gruppi OH si chiamano dioli, trioli,
tetraoli, etc.
• Gli 1,2 dioli (dioli vicinali) sono chiamati glicoli.
• I nomi comuni dei glicoli usano il nome dell’alchene dai
quali derivano.

CH2CH2 CH2CH2CH3
OH OH OH OH

1,2-etandiolo 1,2-propandiolo
glicol etilenico glicol propilenico

8
Nomenclatura
Eteri
• Gli eteri hanno due residui legati ad un ossigeno.
O
R R

~112°
• R può essere alchilico (C sp3), vinilico, arilico (C sp2)
Classificazione:
CH3OCH3 CH3OCH2CH3
simmetrici asimmetrici
R uguali R diversi
Gli eteri possono essere lineari o ciclici.

9
Nomenclatura
Eteri ciclici

O ossaciclopropano 1,2-epossicicloesano
etilene ossido O
l’atomo di ossigeno viene
1,2-epossietano considerato un sostituente,
chiamato gruppo epossi
O ossaciclobutano
ossetano O
1,3-epossipropano 1,4-diossacicloesano
1,4-diossano
O ossaciclopentano O
ossolano
1,4-epossibutano Gli epossidi sono chiamati anche
tetraidrofurano ossidi dell’alchene da cui derivano.
O
O ossacicloesano CH2=CH2 H H
ossano H H
tetraidropirano etilene etilene ossido
10
Interessanti Eteri: gli eteri corona
• Un complesso etere corona-catione è detto complesso host-
guest.
• La capacità di una molecola host di legare guests specifici
è detta molecular recognition.

18-corona-6 complesso con K+ complesso con Li+ 12-corona-4


11
Nomenclatura
Tioli e solfuri
Tioli
• IUPAC: alcantiolo (stesse regole degli alcoli)
• comune: alchil mercaptano

1-Butantiolo
SH
Butil mercaptano
2-Buten-1-tiolo
SH
2-Butenil mercaptano
Solfuri (tioeteri)
• alchil alchil´ solfuro o dialchil solfuro

S Metil 2-metilpropil mercaptano


CH3
12
Proprietà fisiche
• Gli alcoli sono composti polari.
• La differenza di elettronegatività tra
ossigeno (3.5) e carbonio (2.5) è 1.0 e
tra ossigeno e idrogeno (2.1) è 1.5.
H
δ+ δ-
C O legami
H δ+ idrogeno
H H
• Nello stato liquido formano legami H
forti, che influenzano fortemente le solo deboli interazioni
dipolo-dipolo
proprietà fisiche.

• Anche gli eteri sono polari ma a causa


dell’ingombro sterico le forze attrattive
sono deboli.
13
Proprietà fisiche
Punti di ebollizione
O O S S
R H R R R H R R

legami H polari, ma senza legami H

p.eb.
CH3CH2OH 78ºC
CH3SCH3 37ºC forze di attrazione
CH3CH2SH 35ºC intermolecolari
CH3OCH3 –24ºC crescenti
CH3CH2CH3 –42ºC
• I punti di ebollizione degli eteri sono più bassi di quelli degli alcoli a PM
paragonabile e sono più vicini agli idrocarburi a PM simile.
• La differenza in elettronegatività tra S (2.5) e H (2.1) è 0.4. A causa della
bassa polarità del legame S-H i tioli si associano poco per cui hanno p.eb.
più basso degli alcoli a PM paragonabile e sono meno solubili in acqua.
14
Proprietà fisiche
Solubilità in acqua:
CH3CH2OH infinita
CH3OCH3 7 g/100 g acqua
CH3CH2CH2CH2CH2OH 2.3 g/100g
HOCH2CH2CH2CH2OH infinita
CH3CH2CH2CH2OCH3 scarsa
CH3OCH2CH2OCH3 infinita
H
O O
H H H H
O O O
R H H R R
sia accettore che solo accettore di
donatore di legami H legami H
R-OH C1 ↔ C4 ↔ C6 ↔ Cn
miscibile poco insolubile
solubile 15
Autoossidazione degli eteri
• In presenza di ossigeno atmosferico, gli eteri lentamente si
ossidano a idroperossidi e dialchil perossidi, entrambi
esplosivi.
• Precauzioni:
– Non distillare a secco.
– Conservare in bottiglie piene ben chiuse.
O O
H R O O H OOH

O O O O O
idroperossidi
+ O

O O
O

O
dialchil perossidi 16
Sintesi da laboratorio di alcoli

• Idratazione di alcheni (Markovnikov)


• Idroborazione-ossidazione di alcheni
(antiMarkovnikov)
• Idrolisi di alogenuri alchilici (íOH, H2O)
• Reattivi di Grignard o organolitio su aldeidi, chetoni,
esteri
• Riduzione con idruri di formaldeide, aldeidi, chetoni,
acidi

17
Reazioni dei reattivi di Grignard o organolitio con aldeidi

• Con formaldeide: sintesi di alcoli primari


O H2O
R OH
RMgX +
H H H H

Mg O H2O
Br MgBr + CH2OH
H H

• Con aldeidi: sintesi di alcoli secondari


O H2O R OH
RMgX +
H R' H R'

H
Cl MgCl O CH2CH3
Mg H2O HO
+
H CH2CH3
18
Reazioni dei reattivi di Grignard o organolitio con chetoni

• Sintesi di alcoli terziari

O H2O R OH
RMgX +
R' R'' R' R''

H3C
MgBr CH2CH3
O H2O HO
+
H3C CH2CH3

19
Reazioni dei reattivi di Grignard o organolitio con esteri

• Sintesi di alcoli terziari particolari


– Due gruppi uguali

O H2O R OH
RMgX + + RƍƍOH
R' OR'' R' R

MgBr
O H3C
H2O
+ HO
H3C OCH2CH3

20
Ricordare:

Br FG

Il reattivo di Grignard
FG = OH, NH, SH, COOH è protonato da questi
gruppi

O O O Il reattivo di
FG = CH , CR , CNR2 , C N , NO 2 , S O2 R Grignard si
addiziona a questi
gruppi

21
Riduzione di composti carbonilici

¾ Aldeidi e Chetoni

O Agente riducente H OH
C C

Più comuni: NaBH4 o LiAlH4


Meno comune: H2 e un cat come Pt, Pd/C, Ni

O NaBH4 OH
H

22
Idruri metallici

Fonti di ioni idruro H

H reagente più blando


NaBH4
H B í Na+ – può essere usato in
sodio boroidruro H H2O o ROH
H

LiAlH4 H reagente più forte


– reagisce violentemente
H Al í Li
+
litio alluminio con H2O o ROH
idruro (LAH) H H
– si usa in etere anidro

23
Sodio boroidruro
• Meno reattivo di LiAlH4 e quindi più selettivo
O H OH
R R' R R'
O
RCH2OH
R OH
O
nessuna reazione
R OR'

NaBH4 riduce chetoni ma non esteri

O O OH O

OCH3 OCH3

24
Litio Alluminio Idruro
• Molto reattivo
O H OH
R R' R R'
O
RCH2OH
R OH
O
RCH2OH + RƍOH
R OR'

LiAlH4 riduce sia chetoni che esteri

O O OH

OCH3 OH

25
Selettività
• NaBH4 e LiAlH4 non riducono doppi legami
O OH

CH3 CH3

H3CO H3CO

• H2/cat riduce anche i doppi legami

O OH
H2/Pt
CH3 CH3
H3CO H3CO

26
Meccanismo di riduzione
• Meccanismo simile:
– Trasferimento di idruro H-
H B
H O - O H
-
H B H2O O
H B H O
H H H H
4
H
+ B(OH)3
4 idruri attivi

H
H O - Al
- H Al H
H Al O O H2O O
H
H H
H H H
4
+ Al(OH)3
4 idruri attivi
27
Alcoli da epossidi
O 1) RMgX
OH alcool 1° con 2 carboni in più
2) H3O+ R

Meccanismo
O (SN2) OMgX H3O+
OH
R R

RMgX
Esempio
O
Br MgBr OH
Mg 1)
Et2O 2) H3O+

β-fenetil alcool28
Preparazione di 1,3-dioli

O O OH OH
NaBH4
CH3OH

1,3-dichetone 1,3-dioni

O OH
1) LAH
2) H2O
OH
CO2CH3
β-chetoestere

29
Preparazione di dioli vicinali
Idrossilazione di alcheni
OH OH
C C OsO 4 (cat)
C C
tBuOOH

O O
Os
O O basta una quantità
C C catalitica di OsO4
(tossico e costoso)
addizione sin

30
Sintesi di eteri per disidratazione di alcoli
H+ H+
CH2=CH2 CH3CH2OH 140°C CH3CH2OCH2CH3
→
180°C
solo eteri simmetrici
solo alcoli primari
Meccanismo:

H2SO4 HO H2O
OH OH2 O O
SN2 H

31
Sintesi di eteri: sintesi di Williamson
• Gli eteri sono prodotti di sostituzione nucleofila SN2 a
partire da alogenuri alchilici, alchil solfonati o alchil solfati
primari fatti reagire con alcossidi.

R1O–Na+ + RCH2L → RCH2OR1 + NaL

L = –Br, –I, –OSO2R, –OSO3R


RCH2L deve essere primario
• Sintesi di Williamson intramolecolare:
NaOH
– ClCH2CH2CH2CH2OH →
H2O O

Tutti gli ioni RO– che si


formano reagiscono
Cl í
O immediatamente
32
Sintesi epossidi
• Una versione intramolecolare della sintesi di Williamson a
partire dalle aloidrine porta agli epossidi.
B:
H O O– O
C C C C C C + X–
X –HB+ X
SN2 intramolecolare

• Da alcheni per trattamento con peracidi.


O
C C + RCOOOH C C + RCOOH

33
Reattività di alcoli
basico 1. Protonazione
R–OH + HA R–OH2+ + A–
..
R–O–H
.. 2. Formazione di legame H H
R–OH + R–OH R–OH O–R
debolmente 3. Deprotonazione
acido R–OH + Na R–O– Na+ + 1/2H2
.. 4. Eterificazione di Williamson
R–O
..
..

R–O– Na+ + Rƍ–X R–O–Rƍ + NaX


5. Eterificazione
fortemente 100–150°C
basico e R–OH + H2SO4 R–O–R + H2O
nucleofilo 6. Esterificazione
.. R–OH + Rƍ–COOH Rƍ–COOR + H2O
R–O–H
.. R–OH + H2SO4 R–OSO3H + H2O
7. Conversione ad alogenuri
debolmente R–OH + HX R–X + H2O
nucleofilo R–OH + SOCl2 R–Cl + SO2 + HCl
R–OH + PX3 R–X + H3PO3
..
–O–H
.. è LG 8. Disidratazione
RCH2–CH2–OH + H2SO4 RCH=CH2 + H2O
solo se protonato
9. Ossidazione
o esterificato 34
R2CH–OH + K2Cr2O7 (KMnO4) R2C=O
Basicità degli alcoli (Protonazione)


•• +
ROH + HX ROH + Xí
•• ••
pKa < –2 pKa = –2

CH3CH2OH + HBr CH3CH2OH2+ + Brí

35
Acidità degli alcoli (Deprotonazione)
• L’acidità dipende in primo luogo dal grado di stabilizzazione e di
solvatazione dello ione alcossido (base coniugata):
ROH + H2O RO– + H3O+
– La carica negativa degli ioni CH3O– e EtO– è accessibile alla
solvatazione come lo ione HO–. E infatti sono acidi come l’acqua.
– Aumentando l’ingombro sterico del gruppo alchilico, la capacità di
solvatare lo ione alcossido diminuisce, la base è meno stabilizzata,
l’acidità diminuisce.
pKa
HCl -7 Cl–
CH3CO2H 4.8 CH3CO2–
CH3OH 15.5 CH3O– metossido
H2O 15.7 HO– idrossido
CH3CH2OH 15.9 EtO– etossido
(CH3)2CHOH 17.1 iPrO– isopropossido
(CH3)3COH 18 tBuO– t-butossido
Effetti induttivi (CF3)3COH 5.4 (CF3)3CO– 36
Deprotonazione degli alcoli
Formazione di ioni alcossido:
RO– ~ stessa forza basica di HO–:
ROH + NaOH RONa + H2O Keq ~ 1 non reagiscono
pKa ~ 16 16 con basi deboli

• Reagiscono con basi forti come NaNH2, RLi, RMgX


• Si può usare un metallo alcalino (Na, K).
-1 0 +1 0
CH3CH2OH + Na CH3CH2ONa + ½H2 ossido-riduzione
sodio etossido

Ordine di reattività: CH3OH > alcoli 1° > alcoli 2° > alcoli 3°


K > Na

Con metanolo e K la reazione è esplosiva, con t-butanolo e Na la


reazione è troppo lenta.
37
Acidità dei tioli
• Sono più acidi degli alcoli, pKa 6-8

SH + HOí S- + H2O

• Sono più nucleofili

Br + HSí SH + Brí

38
Esterificazione
a. Esterificazione di Fischer (acidi carbossilici)
– La reazione tra un alcool e un acido carbossilico porta alla
formazione di un estere. ROH si comporta da Nu, RCOOH
da elettrofilo. È necessaria una catalisi acida.
O O
H+
C + R'OH C + H2O
R OH R OR'
K~1
Meccanismo:
H
O O OH OH H -H2O
H+ R C OH
C C R C O
R OH R OH
O OR' H +H2O
O R' H
R' H
H O Per spostare l’equilibrio a destra
O -H+
C R' si usa un eccesso di un reagente
C H+ R O o si rimuove un prodotto.
R ORƍ 39
Esterificazione di Fischer

• Esempi

O O
H2SO4
C + ∆ C
H3C OH OH H3C O
acido acetico alcool isoamilico isoamil acetato
banana
OH OH O
CO2H C
CH3OH OCH3
H2SO4

acido salicilico metil salicilato

40
Esterificazione
b. Esteri di acidi inorganici

O OCH3 OCH3
H3CO S OCH3 P H3CO P OCH3
O H3CO OCH3 O
dimetil solfato trimetil fosfito trimetil fosfato

La reazione di esterificazione di acidi inorganici si effettua a


partire dal cloruro dell’acido.
Esterificazione
c. Da cloruri di acidi e anidridi

O O N
C + R'OH C + HCl NH+Cl-
R Cl R OR'

O O O
C C + R'OH C + RCO2H
R O R R OR'

Viste dalla parte dell’alcool sono acilazioni di un alcool.


RƍOH + RCOCl → RƍOíCOR + HCl
RíCOí = acile
42
Esterificazione
Esempi di acetilazione di alcoli
O
OH
CO2H CH3COCl O
CO2H
piridina

acido salicilico acido acetilsalicilico


(aspirina)
HO O

Ac2O O
O O
NCH3 NCH3
O

HO O
morfina eroina

Ac2O = CH3COOCOCH3
anidride acetica
Conversione di alcoli ad alogenuri alchilici

La reazione degli alcoli con HX (X = Cl, Br, I) è un metodo


generale per preparare alogenuri alchilici 1°, 2°, 3°.
R–OH + H–X → R–X + H2O SN

• Reattività di ROH: 3º > 2º > 1º > CH3OH


• Reattività di HX:
– HI > HBr > HCl (segue l’ordine di acidità)
– solo gli alcoli 3º reagiscono con HCl a t ambiente
– gli alcoli 1º e 2º richiedono HBr o HI ed alte t
– Dato che Clí è un nucleofilo peggiore di Brí o Ií, la reazione degli
alcoli 1° con HCl avviene solo quando si aggiunge un altro acido di
Lewis, di solito ZnCl2. Esso complessa l’ossigeno rendendo OH
buon gruppo uscente e facilitando la SN2.
44
Conversione di alcoli ad alogenuri alchilici
Meccanismo buon gruppo uscente

+ SN1
RíOH + HíX –→ RíOH2 + –→Xí
o RíX + H2O
SN2
buon Nu

¾Metanolo e alcoli 1° formano RX con meccanismo SN2.


¾Alcoli 2° e 3° formano RX con meccanismo SN1.
H
í í
RCH2íOH + ZnCl2 –→ RCH2íOíZnCl2 –→ RCH2íCl + ZnCl2(OH)í
+
Clí
SN2
45
Conversione di alcoli ad alogenuri alchilici
Cloruro di tionile SOCl2
Cl Cl Cl
ROH + S O S O S O RCl + SO2
Cl R O Clí Clí R O +
H
N buon LG
NH Cl-

Tribromuro di fosforo PBr3


Br
Br P Br
ROH + P Br R O RBr + HOPBr2
Brí
Br H
buon LG

46
Disidratazione con H2SO4
• Quando un alcool ha due o tre carboni β, la disidratazione
segue la regola di Zaitsev.
• Il prodotto principale è l’alchene più sostituito più stabile.
OH2
H3O+ H H
OH calore OH2

> >

>

Alcoli secondari e terziari reagiscono con meccanismo E1, alcoli


primari con meccanismo E2.
47
Altri Agenti Disidratanti
Ossicloruro di Fosforo POCl3 e piridina
• Come H2SO4 o TsOH, POCl3 converte HOí, gruppo uscente cattivo,
in uno buono.
• La disidratazione procede poi con meccanismo E2 (senza
riarrangiamenti)
O
buon LG
H3C OH H3C O PCl2 CH3
O H
P Cl
Cl N
Cl íClí
+
íOPOCl
2
+

NH Cl-
48
Reazione di Eteri con acidi forti
• Quando gli eteri dialchilici reagiscono con HBr o HI, entrambi i
legami CíO vengono rotti e si formano due alogenuri alchilici.
H3C CH3 CH3
H3C CH3 HI
CH3 + CH3OH
CH3 H3C O SN1 H3C CH3
H3C O H
Ií Ií HI

H3C CH3
CH3I
H3C I
• Se gli eteri sono alchil aril eteri, l’OH che rimane sull’anello non viene
sostituito.

HI Ií
CH3 CH3 CH3I +
O O OH
H SN2
49
Reazioni di Apertura di Epossidi
• Gli epossidi contengono un anello a tre termini con due
legami polari.
• L’attacco nucleofilo apre l’anello facilmente anche in
presenza di un cattivo gruppo uscente.
• Tutti i nucleofili forti (íOH, íOR, íCN, íSR e NH3) aprono
l’anello con meccanismo SN2.

LG
O O OH
H–OH

Nu Nu

Nuí Due gruppi


funzionali su
C adiacenti
Reazioni di Apertura di Epossidi
Quando l’epossido è asimmetrico, la regioselettività della
reazione SN2 è diversa a seconda delle condizioni:
1. Con un nucleofilo forte, Nu- attacca il carbonio meno sostituito
O 1. íOCH3 HO H
H
H
H 2. H2O
OCH3
2. Con un acido che protona l’ossigeno, il Nu- attacca il carbonio più
sostituito.
δ+
H OH
O O + OH
H2SO4 δ+ CH OH
H Ł 3
H H H
H H H H3CO H
CH3OH
Ossidazione
• Gli alcoli primari sono ossidati prima ad aldeide poi ad
acidi se è presente acqua.
OH O O
[Ox] [Ox]
R H R H R OH
H

• Gli alcoli secondari sono ossidati a chetoni.

OH [Ox] O
R R R R
H

• I terziari non si ossidano.


Agenti ossidanti
• Gli ossidanti più comuni che possiedono legami metallo-
ossigeno contengono o Cr6+ (sei legami CríO) o Mn7+
(sette legami MníO).
• I reattivi del Cr6+ includono CrO3 e sodio o potassio
dicromato (Na2Cr2O7 and K2Cr2O7). Piridinio
clorocromato (PCC) è un ossidante del Cr6+ più blando e
selettivo, che viene usato in CH2Cl2, senza acqua.
• Il più comune reagente del Mn7+ KMnO4 (potassio
permanganato).
• Altri ossidanti comprendono OsO4 (osmio tetrossido) e
Ag2O [argento(I) ossido].

53
Agenti ossidanti
• Reattivo di Jones: CrO3, H2SO4, H2O, acetone
– Meglio per alcoli secondari

• Si può usare anche acido cromico


H2CrO4 (Na2Cr2O7/ H2SO4/H2O)

54
Agenti ossidanti particolari
• Piridinio clorocromato (PCC)
O
O
+ HCl + CrO3 Cr
N N+ O
Cl
H

• Piridinio Dicromato (PDC)

C r 2O7
N+
H 2

• Sono in grado di ossidare alcoli primari ad aldeidi


OH PCC O
H H H
55
Meccanismo di ossidazione di un alcool 1°

R O R H R
H C OH Cr H C O O H C O O
H O O H Cr H Cr
O O
-O HO
alcool 1° H2O
estere cromato

R
in assenza di acqua, l’ossidazione si ferma qui O + H3O+ + CrO32-
H
aldeide
R
R R R
H2O OH HO C O O
O H Cr O
OH O
H H HO HO
H2O
aldeide acido
idrata
56
Meccanismo di ossidazione di un alcool 2°

l’ossidazione avviene in
questo stadio: il n° di legami
C-H diminuisce, quello dei
legami C-O aumenta
O R H R
R
C OH + Cr R C O O R C O O
R O O H Cr
H O H Cr
-O O
HO
alcool 2° H2O
estere cromato

R
O + H3O+ + CrO32-
R
chetone 57
Ossidazione
Esempi
O
K2Cr2O7
OH OH
H2SO4
O
PDC o PCC
H
CH2Cl2

OH O
[O]
Ossidazione dell’etanolo
• Le ossidazioni con Cr6+ sono caratterizzate da
cambiamento di colore da arancio-rosso a verde, Cr3+.
• Si sfrutta questo cambiamento di colore per verificare il
contenuto alcolico del sangue: l’ossidazione di etanolo con
K2Cr2O7 arancio forma CH3COOH and Cr3+ verde.
• Si soffia in un tubo contenente K2Cr2O7, H2SO4, e un
solido inerte.
• Maggiore è la concentrazione di etanolo nel respiro,
maggiore è l’estensione della fascia verde nel tubo.

59
Ossidazione dell’etanolo
• Nel corpo l’etanolo viene ossidato nel fegato, attraverso la
catalisi dell’alcool deidrogenasi, ad acetaldeide CH3CHO
e poi ad acetato CH3COOí.
• Se l’etanolo è in eccesso si ha un aumento di acetaldeide
che è tossica.
• Se si ingerisce metanolo, esso viene metabolizzato a
formaldeide e acido formico che sono estremamente
tossici: il pH del sangue diminuisce, segue cecità e morte.
[O] O [O] O
CH3OH
alcool H H alcool H OH
deidrogenasi deidrogenasi

60
Composti Carbonilici

1
Introduzione
• Due grandi classi di composti contengono il gruppo carbonilico:
1. Composti che hanno solo atomi di carbonio e di idrogeno
legati al carbonile: aldeidi e chetoni.
O O
C C
R H R R'
aldeidi chetoni

2. Composti che contengono un atomo elettronegativo legato al


carbonile: acidi e derivati.
O
O O O O O
C
C C C C C R N
R OH R Cl R O R' R OR'
acidi cloruri acidi anidridi esteri ammidi

2
Il gruppo carbonilico

• Il gruppo carbonilico consiste di:


– un legame σ formato da
sovrapposizione di orbitali ibridi sp2
– un legame π formato da sovrapposizione di orbitali 2p.
• Il legame C=O è polarizzato verso l’atomo più elettronegativo,
rendendo il carbonio elettron deficiente.
• Usando la descrizione della risonanza il carbonile ha due forme
di risonanza.
δ+ δ-
C O C O C O

contributo contributo ibrido


maggiore minore
carbonile polarizzato
3
Aldeidi e Chetoni

4
Molecole che contengono il gruppo
carbonilico O
O O
H H
H
HO
OCH3

geraniale aldeide cinnamica vanillina


(E)-3,7-dimetil-2,6-ottadienale trans-3-fenil-2-propenale 4-idrossi-3-metossibenzaldeide

OH O

O O

testosterone progesterone canfora


5
Nomenclatura aldeidi
A. IUPAC
1. generale: alcanale (carbonio aldeidico #1)
2. aldeidi cicliche: cicloalcancarbossaldeide
3. priorità: aldeide > chetone > alcool

B. Nomi comuni
Usare il prefisso del nome comune dell’acido che si forma per
ossidazione, facendolo seguire da aldeide.
1 C: acido formico, formaldeide
2 C: acido acetico, acetaldeide
3 C: acido propionico, propionaldeide
4 C: acido butirrico, butirraldeide.
• In una molecola contenente un gruppo funzionale a priorità
maggiore, C=O è osso- e –CHO è formile.
• Aldeide priorità maggiore del chetone.

6
Nomenclatura chetoni
A. IUPAC
1. generale: alcanone (carbonio carbonilico # più basso)
2. priorità: aldeide > chetone > alcool

B. Nomi comuni
alchil alchilƍ chetone (dagli alchili legati a C=O)
chetoni aromatici: fenoni

O O O O

fenone acetofenone propiofenone benzofenone

7
Proprietà Fisiche
Proprietà Composti con PM paragonabile: i p. eb. e p.f. seguono il solito trend.
Maggiori le forze intermolecolari, maggiore il p.eb o il p.f.
p. eb. CH3CH2CH2CH2CH3 CH3CH2CH2CHO CH3CH2CH2CH2OH
e p.f.
PM 72 PM 72 PM 74
p.eb. 36°C p.eb. 70°C p.eb. 118°C
VDW VDW, DD VDW, DD, HB
CH3CH2COCH3
PM 72
p.eb. 80°C
forze intermolecolari crescenti
p. eb. crescente

Solubilità RCHO e RCOR solubili in solventi organici


RCHO e RCOR con <5C sono solubili in acqua
RCHO e RCOR con >5C sono insolubili in acqua

VDW = van der Waals, DD = dipolo-dipolo, HB = legame idrogeno


8
Formaldeide
• Gas a t.a.
• Formalina è una soluzione acquosa al 40%.

O O calore O H2O HO OH

H H H H
O
triossano formaldeide formalina
p.f. 62°C p.eb. –21°C

• Esiste anche un polimero lineare della formaldeide che si


chiama paraformaldeide.

9
Preparazione di aldeidi e chetoni

• Aldeidi
– Ossidazione di alcoli 1° con PCC
– Riduzione di esteri e nitrili con DIBAL-H e cloruri di acidi
con LiAlH[OC(CH3)3]3
– Idratazione di alchini terminali per idroborazione-
ossidazione
• Chetoni
– Ossidazione di alcoli 2° con reagenti di Cr6+
– Reazione di cloruri di acidi con organocuprati
– Acilazione di F.C.
– Idratazione di alchini interni per idroborazione-ossidazione

10
Preparazione di aldeidi e chetoni
• Riduzione di esteri e nitrili con DIBAL-H e cloruri di acidi con
LiAlH[OC(CH3)3]3.

OBut
Li+ H Al OBut H Al
OBut

Litio tri-tert-butilossialluminio idruro Diisobutilalluminio idruro


• Essi sono meno reattivi di LAH, in parte perché stericamente
ingombrati.
O 1) LiAlH(OBut)3, etere, -78°C O
R R
2) H2O
Cl H
O O
1) DIBAL-H, esano, -78°C
R R
2) H2O H
OR'
1) DIBAL-H, esano O
R-C싥N R
2) H2O
H 11
Riduzione di esteri e nitrili e cloruri di acidi
• Meccanismo:

O Al(OC(Me3)3 O Al[But]3 O Al[But]3 O Al[But]3


R H R H R C H R C H
í Clí
Cl Cl Cl
H2O

O
R
H

O AlBui2 O AlBui2 O AlBui2 O AlBui2 H O O


2
R H R H R C H R C H R
OR' OR' OR' í íORƍ H

O
H2O
R-C싥N AlBui2 R C N AlBui 2 R C N AlBui2 R
H H H H
12
Reattività di aldeidi e chetoni
C O 1. Formazione di legami H
2. Protonazione
basico

δ+ δ-
C O
Nucleofili dell’O 3. Addizione di H2O (idratazione)
C elettrofilo 4. Addizione di alcoli
Nucleofili dell’N 5. Addizione-eliminazione di NH3
e derivati G-NH2
ADDIZIONE Nucleofili del C 6. Addizione ioni CN–
NUCLEOFILA
7. Addizione di organometallici
Nucleofili dell’H 8. Addizione di idruro
9. Riduzione catalitica ad alcoli
10. Riduzione C=O a CH2
11. Ossidazione di CHO a COOH
13
Reattività di aldeidi e chetoni

• Le aldeidi sono più reattive dei chetoni verso i nucleofili per


ragioni steriche e elettroniche.

aldeidi chetoni
δ- δ-
: O: : O: : O: : O:
δ+ δ+
R H R H R R R R
ingombro sterico un solo R ingombro sterico due R
minore stabilizza la maggiore stabilizzano
carica + la carica +

C meno
elettrofilo

14
Addizione Nucleofila
• I carbonili reagiscono con i nucleofili carichi (:Nuí) o neutri
(:Nu). Se neutri, hanno un H legato (:Nu–H).
• La presenza o assenza di un gruppo uscente sul carbonile
determina il tipo di reazione.
1. Aldeidi e chetoni subiscono addizione nucleofila.
O O– O H
:Nu– H2O Nu– e H+
R H (R') R H (R') si addizionano
R H (R') Nu Nu
intermedio tetraedrico

2. I composti carbonilici che contengono un gruppo uscente


subiscono sostituzione nucleofila. Nu– sostituisce Z–

O O O
:Nu– Questa reazione è
R Z R Z chiamata sostituzione
–Z– R Nu
Nu nucleofila acilica:
intermedio tetraedrico RCO- era legato a Z
Z = Cl, OH, OR, OCOR, NH2, NHR, NR2 ora è legato a Nu.
15
Addizione Nucleofila ad Aldeidi e Chetoni
Quali Nu si addizionano al carbonile?
• Cl–, Br– e I– sono buoni nucleofili nelle sostituzioni al C saturo
ma sono inefficaci nelle reazioni al C insaturo.
– Quando essi si addizionano a un carbonile, si forma un
alcossido. Dato che X– è una base molto più debole
dell’alcossido, l’equilibrio è spostato verso i reagenti.
base forte

O O
C C
Cl
Cl– alcossido
base debole

16
Addizione Nucleofila ad Aldeidi e Chetoni
Meccanismo:
O O OH
H+
C C C
Nu Nu
Nu intermedio
tetraedrico

Con alcuni nucleofili neutri l’addizione ha luogo solo con catalisi acida.

OH OH
O H+ OH –H +
C C
C C
HNu Nu
HNu
intermedio
tetraedrico
17
3. Addizione di H2O – Idratazione
• Per trattamento di un aldeide o chetone con H2O in presenza di
un acido o una base si ha addizione di H e OH sul legame ʌ
C=O, generando un 1,1-diolo, gem-diolo o idrato.
O OH
H–OH
C R C H(R')
R H(R') H+ o –OH
OH
• La resa in gem-dioli è buona solo con aldeidi non ingombrate o
con aldeidi con gruppi elettron attrattori. Gruppi elettron
attrattori destabilizzano il carbonile favorendo la forma idrata.

O OH O OH
H2O H2O
C H C H C Cl3C C H
H H Cl3C H OH
OH

18
3. Addizione di H2O – Idratazione
• Sia l’acido che la base catalizzano l’addizione di H2O al carbonile.
1. In base, il nucleofilo è –OH, più forte di H2O.
H OH
O OH
O
C C + OH
C
OH OH
intermedio
HO
tetraedrico

2. In ambiente acido la protonazione dell’ossigeno del carbonile rende più


elettrofilo il carbonio.
H3O H OH OH
O O
C C + H3O
C C
O OH
H2O H H
H2O intermedio
tetraedrico 19
3. Addizione di H2O – Idratazione
• Aumentando il numero di alchili (elettron donatori) sul carbonio
carbonilico, diminuisce la quantità di forma idrata.
numero di R crescente
stabilità crescente del carbonile

O O O
C C C
H H H3C H H3C CH3
formaldeide acetaldeide acetone

H2O H2O H2O

OH OH OH
H C H H3C C H H3C C CH3
OH OH OH
99.9% 58% 0.2%
quantità di forma idrata crescente 20
4. Addizione di Alcoli: Formazione di Acetali
• Aldeidi e chetoni reagiscono con 2 equivalenti di alcool per dare
acetali.
• La formazione di acetali è catalizzata da acidi come TsOH (acido p-
toluensolfonico).
O H+ R''O OR'' gli acetali
C + 2 RƍƍOH non sono
H2O C
R R' R R' eteri
acetale
• Quando si usa un diolo si forma un acetale ciclico.
O
TsOH
O + HOCH2CH2OH + H2O
etilenglicol O

• La sintesi di acetali è reversibile. Per favorirne la formazione si rimuove


l’acqua.
21
4. Addizione di Alcoli: Formazione di Acetali
Meccanismo:
1) Attacco nucleofilo al carbonile catalizzato da acido (1 eq di alcool)

H
O O OH OH
H -H
C C R C R' R C R'
R R' R R'
O OR"
•• H R"
R"OH emiacetale
••
gen. instabile
2) SN1CA (1 eq di alcool):
••
R"OH
•• H R"
OH OH 2 O OR"
R R'
R C R' H C -H
R C R' R C R' R C R'
OR" O
OR" R" OR" OR"
emiacetale acetale
22
4. Addizione di Alcoli: Formazione di Acetali
Esempi
O CH O OCH
3 3
CH3OH, H+ cicloesanone
- H2O dimetil acetale

O OEt

H EtOH, H+ OEt benzaldeide


- H2O dietil acetale

O OH
HO O O 2-pentanone
H+
etilene acetale

O
OH O

H+
OH O 23
Acetali come gruppi proteggenti
O O
?
Br H HC C H

O OH
1) HC CNa l’addizione al
Br H 2) H2O Br C CH carbonile è più
veloce della SN2
protezione
del OH
HO
carbonile H+

H3O+ O
O O HC CNa O O
Br H HC C H HC C H
non reattivo
con nucleofili deprotezione 24
Acetali come gruppi proteggenti
O O

Br OH
O O
incompatibili
Mg

Br MgBr

OH
HO
H+

O
O O O O O
1)
Mg
2) H3O+
OH
Br MgBr

25
4a. Emiacetali ciclici
• Emiacetali ciclici a 5 e 6 termini sono composti stabili isolabili.

OH OH C legati a:
C legato a: un OH
HO OR O
un OH O un OR con R
un OR parte dell’anello
emiacetale O OH
O
H O
HO H = OH
5-idrossipentanale
6% 94%
O O OH
HO =
H H O
4-idrossibutanale OH
11% 89%
Sono reazioni intramolecolari, molto più veloci di quelle intermolecolari:
i gruppi reattivi OH e C=O sono spazialmente vicini. 26
5. Addizione Nucleofila di Rî
• Il trattamento di un’aldeide o chetone con un organometallico (RLi,
RNa, RMgX, RZnX), seguito da acqua produce un alcool 1°, 2°, 3°.
• Il nucleofilo è R–.
O OH
RƍƍMgX H2O
C R C H (R')
R H (R') o RƍƍLi R''
• Il meccanismo è a due stadi.

Li O–Li+ OH
O H–OH
H H + LiOH
H
attacco protonazione
nucleofilo (ac. debole)
intermedio
tetraedrico

27
6. Addizione Nucleofila di îCN
• Il trattamento di un’aldeide o un chetone con NaCN e un acido forte
come HCl addiziona HCN sul carbonile generando una cianidrina.
• Il meccanismo è il solito.
O O– OH
H–CN
C R C H(R') R C H(R') + –CN
R H(R')
CN CN Keq > 100
NaCN + H2SO4 → –CN attacco intermedio aldeidi e chetoni
protonazione cianidrina ciclici
nucleofilo tetraedrico
Keq < 0.02
• La reazione è reversibile in ambiente basico. chetoni lineari

O H –OH O– O
R C H(R') R C H(R') C + íCN
R H(R')
CN CN

28
Cianidrine come Intermedi di Sintesi
• Il ciano gruppo di una cianidrina può venir idrolizzato a gruppo
carbossilico per riscaldamento con un acido o una base acquosi o
può essere ridotto ad ammino gruppo (con un atomo di C in più).

OH OH
H2O
R C R' R C R'
H+ o –OH
CN COOH
α-idrossiacido
OH
riduzione
R C R'
1) LiAlH4
CH2NH2
2) H3O+
β-amminoalcool

29
La Reazione di Wittig
• La reazione di Wittig usa un carbonio nucleofilo (il reagente di Wittig)
per formare alcheni.
• Il gruppo C=O viene trasformato in C=C. Ilide: una
molecola che,
R Ph3P C R scritta nella
C O C C + Ph3P=O struttura di
Lewis, ha una
(R') H ilide del (R') H carica positiva
fosforo alchene e una negativa
su atomi
adiacenti.
• Formazione dell’ilide:
– Nel primo stadio si forma il sale di fosfonio.
– Nel secondo stadio una base forte rimuove un protone dando l’ilide.
H Bu–Li
SN2 Ph3P CH2 Ph3P CH2
Ph3P: + CH3–Br Ph3P CH2 –BuH
ilide
metiltrifenilfosfonio
bromuro carbonio nucleofilo
30
La Reazione di Wittig
• La reazione di Wittig è una addizione-eliminazione.
+
R O PPh3 O PPh3 R
C O H2C PPh3 R C CH2 R C CH2 C CH2
R' R' R' R'
+
betaina ossafosfetano
O=PPh3
trifenilfosfina
ossido
• La formazione del doppio legame P=O, molto forte, è la driving
force per la reazione di Wittig
• Quando il carbonio dell’ilide è sostituito si ottiene una miscela di
alcheni.

31
7. Addizione Nucleofila di Idruro Hî
Riduzione di C=O a CHOH

• Fonti di idruro sono sodio boridruro NaBH4 (in acqua o alcool) o litio
alluminio idruro LiAlH4 (in etere anidro). NaH non va bene perché H– è
un Nu debole. Segue la protonazione che produce un alcool 1° o 2°.
• Il nucleofilo è H:¯
O OH
NaBH4 H2O
C R C H(R')
R H(R') LiAlH4 H
• Meccanismo:

–BH3 Na+ –
– –B Na+
O O–AlH3 Li+ – OH
O––Al Li+ H–OH
H H H
H 4 H
Li+ H3Al–H intermedio
+ LiOH
tetraedrico
Na+ H3B–H
attacco protonazione
nucleofilo 32
Riduzione di C=O a CH2
1. Riduzione di Clemmensen: condizioni acide: Zn(Hg), HCl conc.,
riscaldamento.
O
Zn(Hg), HCl
C R–CH2–Rƍ
R R' EtOH, 80°C

2. Riduzione di Wolff-Kishner: condizioni basiche.


R NH2NH2 R R
1) NaOH, H2O, ∆
C O C N CH2
(R') H (R') H NH2 2) H3O+ (R') H
idrazone

3. Desolforazione di tiochetali (idrogenolisi): condizioni neutre


SH
HS S
Ni Raney
BF3, etere EtOH
O S
33
Meccanismo della Wolff-Kishner

R R R
C N C N C N
(R') H N H (R') H N H (R') H N H
H
si protona il
HO–
H2O C-, più
basico di N-
R R –N2 R R
H2O
H C H C N H C N
(R') H (R') H lento (R') H N (R') H N H –OH

carbanione

34
8. Addizione Nucleofila di Ammine e
Derivati

O
C
R CH2R

G-NH2 R2NH

G R R
N N
C C
R CH2R R CHR

immine enammine

G = –H, –R, –OH, –NH2, –NHC6H3(NO2)2, –NHCONH2

35
Meccanismo Formazione di Immine
• È simile all’addizione di alcoli:

+ +
O OH HO NH2 G HO NHG addizione
H+ C C
C C nucleofila
R CH2R R CH2R R CH2R R CH2R
carbinolammina
Ο
La formazione G–NH2 instabile
dell’immina è
H+
più veloce
quando il mezzo G G + +
N NH H2O NHG
è debolmente disidratazione
acido (pH 4-5). C C C
R CH2R R CH2R íH2O R CH2R
stereoisomeria
geometrica!

G = –H, –R, –Ar, –OH, –NH2, –NHC6H3(NO2)2, –NHCONH2


36
Meccanismo Formazione di Enammine
• La prima parte, addizione nucleofila, è uguale:

+ +
O OH HO NHR2 íH+ HO NR 2 addizione
H+ C C
C C nucleofila
R CH2R R CH2R R CH2R R CH2R
carbinolammina
Ο
La formazione R2 NH
H+
dell’enammina è
più veloce R + R
R R N +
quando il mezzo N H2O NR2
C disidratazione
è debolmente C R CHR íH O C
R CHR 2 R CH2R
acido (pH 4-5). H
enammina ione immonio

37
Formazione di Immine
G = –H, –R, –Ar
Composto
Ο Immina
carbonilico G–NH2
O NH

Ο H+ cicloesilimmina
+ H–NH2

CH3
O N N-metilimmina
H+ del 2-pentanone
+ CH3NH2

O
NH2 N-fenilimmina
H H+ N della
+ benzaldeide

38
Formazione di Immine
G = –NH2, –NHC6H3(NO2)2, –NHCONH2
Composto
Ο Immina
carbonilico G–NH2
O OH
N
+ HO–NH2 H+ acetone ossima

acetone idrossilammina
NNH2
+ H2N–NH2 H+ acetone idrazone
idrazina

NHNH2 NHN acetone 2,4-


+ H+ dinitrofenilidrazone
O2N NO2 O2N NO2
2,4-DNP
2,4-dinitrofenilidrazina

O O
+ H+ acetone semicarbazone
H2N NHNH2 H2N NHN
39
semicarbazide
Ossidazione delle aldeidi
O O
[O]
C C
R H R OH

[O] = CrVI MnVII


CrO3 KMnO4 Ag2O/NH3 O2
K2Cr2O7
OH
O CrO3 O
C
C R OH H3 O+ C
R H H R OH
Alcune aldeidi sono ossidate facilmente:
O O

Ag 2 O OH O2
H
NH4 OH, H2 O, aria
EtOH
40
Ossidazione dei chetoni
• I chetoni sono inerti alla maggior parte degli agenti ossidanti.
– Subiscono lenta rottura in soluzione bollente alcalina di KMnO4.

O 1 . KMn O 4 , H2 O,
Na OH COOH
2 . H3 O + COOH

• Reazione di Bayer-Villiger:
O O

C + RƍƍCOOOH C R + RƍƍCOOH
R R' Rƍ O
protonazione
chetone O–H R migra con ritenzione
O OH RíCR' di configurazione

RCR' OíOCRƍƍ attitudine migratoria:
R"COO
3° > 2° > 1° > CH3
O
41
Ossidazione dei chetoni di J. Baeyer-Villiger
Esempi

O O
O
CH3CO3H
non OCH3
O

CH3CO3H O
O
O

42
Acidi Carbossilici e Derivati

1
Acidi Carbossilici

2
Nomenclatura
IUPAC: acido alcanoico
Il carbonio carbossilico prende sempre il numero 1
Nomi comuni: Molti acidi alifatici hanno nomi storici.
La posizione dei sostituenti è indicata con lettere greche.
comune: ε δ γ β α O
C C C C C C OH
IUPAC: 6 5 4 3 2 1
nome nome
N. di C Struttura
base comune

1 HCOOH form- acido formico


2 CH3COOH acet- acido acetico
3 CH3CH2COOH propion- acido propionico
4 CH3CH2CH2COOH butirr- acido butirrico
5 CH3CH2CH2CH2COOH valeri- acido valerico
6 CH3CH2CH2CH2CH2COOH capro- acido caproico 3
Nomenclatura
Esempi
O
acido α-clorobutirrico
OH
Cl
O
acido γ-amminobutirrico
H2N
OH GABA
O

OH
acido γ-fenilvalerico

Br O
acido δ-bromocaproico
OH

4
Nomenclatura di acidi ciclici

• Alifatici: Acidi cicloalcancarbossilici.


• Aromatici: derivati dell’acido benzoico

COOH
acido cicloesancarbossilico

COOH
acido benzoico

COOH
acido o-idrossibenzoico
acido salicilico
OH

5
Acidi grassi saturi

COOH C12 acido laurico

COOH C14 acido miristico

COOH C16 acido palmitico

COOH C18 acido stearico

COOH C20 acido arachico

6
Acidi Grassi Insaturi

COOH C16 acido palmitoleico p.f. 0 ºC

COOH
C18 acido oleico p.f. 13 ºC

COOH
C18 acido linoleico p.f. –5 ºC

COOH
C18 acido linolenico
p.f. –11 ºC
COOH
C20 acido arachidonico
p.f. –49 ºC

7
Nomenclatura di Acidi Bicarbossilici
• IUPAC: acido alcandioico
• Comune: da ricordare
N. di C Struttura nome IUPAC nome comune
1 HOOC–COOH acido etandioico acido ossalico
2 HOOCCH2COOH acido propandioico acido malonico
3 HOOC(CH2)2COOH acido butandioico acido succinico
4 HOOC(CH2)3COOH acido pentandioico acido glutarico
5 HOOC(CH2)4COOH acido esandioico acido adipico
6 HOOC(CH2)5COOH acido eptandioico acido pimelico
COOH
HOOC
COOH COOH COOH
acido fumarico
COOH HOOC
HOOC COOH COOH
acido maleico acido ftalico acido isoftalico acido tereftalico
8
Proprietà fisiche
• Gli acidi carbossilici hanno p.eb. e p.f. maggiori di molecole con lo
stesso PM.
CH3CH2CH2CH3 CH3CH2CHO CH3CH2CH2OH CH3COOH
PM 58 PM 58 PM 60 PM 60
peb 0°C peb 48°C peb 97°C peb 118°C
VDW VDW, DD VDW, DD, HB VDW, DD, 2HB
forza intermolecolare crescente
• Gli acidi carbossilici esistono in forma dimera:
O H O
• Solubilità
R C C R
R–CO2H
O H O
R = C1–C3 miscibili con acqua
C4–C10 via via meno solubili
> C10 insolubili
VDW = van der Waals; DD = dipolo-dipolo; HB = legame idrogeno 9
Sintesi di acidi carbossilici

1. Ossidazione di alcoli 1° con H2CrO4 o KMnO4 in H2SO4.


2. Ossidazione di aldeidi con CrO3 o KMnO4 in H2SO4 o
Ag(I) ammoniacale Ag(NH3)2 (Reattivo di Tollens).
3. Ossidazione di alchilbenzeni con KMnO4/NaOH/∆ o
CrO3 H2SO4/H2O/∆.
4. a) Ossidazione di alcheni con KMnO4 in NaOH a caldo
b) Ossidazione di alcheni e alchini con O3.
5. Carbonatazione di reattivi di Grignard.
6. Idrolisi di derivati degli acidi e nitrili.
7. Ossidazione di metilchetoni (Reazione aloformica).

10
Acidi carbossilici via ossidazione
1. Da alcoli primari
2. Da aldeidi
3. Da aromatici sostituiti
H O
K2CrO7 entrambi i legami C-H sono
1. R C OH C
H2SO4, H2O R OH sostituiti da legami C-O
H

KMnO 4
R C H RCOOH
2. o
O K 2 Cr 2 O 7
O
CH3 CH2R CHR2 C
o o KMnO4 OH
3.

Ci deve essere almeno 1 legame C-H


11
Reazioni di rottura ossidativa
1. Rottura di alcheni
 Potassio permanganato a caldo
2. Rottura di Alchini
 Potassio permanganato a caldo
 Ozonolisi
KMnO 4
1. R–CH=CH–Rƍ RCOOH + R'COOH

1) O3 R R'
2. R–CŁC–Rƍ C O + O C
2) H2O HO OH

1) O3 R
R–CŁC–H C O + CO2
2) H2O
HO
12
Carbonatazione di Reattivi di Grignard

O
δ
R C δ+ O + O
H 3O
Mg O R C OMgX R C OH
Et 2O
X

13
Idrolisi di derivati degli acidi e nitrili
+
H
R C G R C OH + HG
H2O
O O

OH
R C G R C O– + G–
H2O
O O

dove G = –X, –OR, –NH2, –NHR, –NR2, –O C R


O

+ -
H o OH -
RC N R C NH 2 R C OH ( R C O )
H2 O
O O O

vedi infra
14
Derivati degli acidi carbossilici

15
Derivati degli acidi carbossilici
O O O O O
C C C C C R'
R OH R X R O R R O
acido alogenuro anidride estere
acido
X = Cl, Br
O O O
C H C R' C R' R C N
R N R N R N
H H R"
ammide 1° ammide 2° ammide 3° nitrile
strutturalmente
O diverso,
chimicamente
C affine
R G
16
Nomenclatura
A. Alogenuri acidi
O
O
Cl
Cl

etanoil cloruro cicloesancarbonil


(acetil cloruro) cloruro
O
O
Br
Br

butanoil bromuro
benzoil bromuro
(butirril bromuro)

17
Nomenclatura
B. Anidridi
O O 800°C O O
+ + H2O
R OH HO R' R O R'
R = Rƍ: anidride alcanoica
R  Rƍ: anidride alcanoica alcanoicaƍ

O O
anidride etanoica
O (anidride acetica)

O O
anidride metanoica propanoica
H O (anidride formica propionica)

18
Nomenclatura
B. Anidridi cicliche
O O

O O

O O
anidride butandioica anidride 4-cicloesene-1,2-dicarbossilica
(anidride succinica)
O O

O O

O O
anidride cis-butendioica anidride 1,2-benzenedicarbossilica
(anidride maleica) (anidride ftalica)
19
Nomenclatura
C. Esteri
alchil alcanoato

O
ottil etanoato
arancia
(ottil acetato)
O

O
etil butanoato
ananas
(etil butirrato)
O

O
3-metilbutil etanoato
banana
O (isopentil acetato, isoamil acetato)

OH O
metil 2-idrossibenzoato
OCH3 menta
(metil salicilato)

20
Nomenclatura
C. Esteri ciclici o lattoni
Dare il nome all’acido carbossilico, tagliare il suffisso -ico, e
aggiungere –olattone.
O
O O
α α α O
O O β δ
β β γ
γ
β-lattone γ-lattone δ-lattone
3-propionolattone 4-butanolattone 5-pentanolattone
β-propionolattone γ-butirolattone δ-valerolattone

O
O
2 1 1 O
3 2
O 3 5
H3 C 4
CH 3

3-butanolattone 5-esanolattone
β-butirolattone δ-caprolattone
21
Esempi di composti con un gruppo lattonico

Vitamina C o acido ascorbico.


È una vitamina idrosolubile sintetizzata
dalle piante ma non dall’uomo per cui è
necessario assumerla con la dieta.

Ginkgolide B è uno dei componenti


attivi dell’estratto del ginkgo biloba.

22
Nomenclatura
D. Ammidi
IUPAC: N-alchilalcanammide
comune: acido –ico + ammide
O O

NH2 NH2
propanammide
(propionammide) ciclopentancarbossammide
O O

NH CH3 NEt2
N-metiletanammide
(N-metilacetammide) CH3
O
N,N-dietil-m-metilbenzammide
H N(CH3)2 (N,N-dietil-m-toluammide, DEET)
N,N-dimetilmetanammide
(N,N-dimetilformammide, DMF) 23
Nomenclatura
D. Ammidi cicliche o lattami
Dare il nome all’acido carbossilico, tagliare il suffisso -ico, e
aggiungere -olattame.
O
O O
α α α NH
NH NH β δ
β β γ
γ
β-lattame γ-lattame δ-lattame
β-propionolattame γ-butirolattame δ-pentanolattame
α O
α O β
3
2
1
2 1
β 3 γ 4 NH
NH 5 6
H3 C δ ε
3-butanolattame 6-esanolattame
β-butirolattame ε-caprolattame

24
Lattami

penicilline penicillina G

cefalosporine cefalexina
S H
H H
H2 N N S
N C
N N
O CH3
CH3 O CO2 H
Cefetamet 25
Nomenclatura
E. Nitrili
IUPAC: alcanonitrile
comune: nome dell’acido –ico + onitrile

CH3C N
etanonitrile
(acetonitrile)

2-metilpropanonitrile
C N (isobutirronitrile)

CN
benzenecarbonitrile
(benzonitrile)

26
Ordine di precedenza dei GF

O
O R O O O
R > O > R > R > R
OH R OR' X NH2
O
acido anidride estere alcanoil ammide
carbossilico alogenuro

O O
> RCN > R > R > ROH > RNH 2
H R'
nitrile aldeide chetone alcool ammina

27
Reattività

28
Interconversione dei gruppi funzionali
Idrolisi
Formazione di alogenuri R OH
Formazione di esteri C
SOCl2
Formazione di ammidi O (PCl3)

Formazione di anidridi
H2O H2O
R O R R Cl
C C HCl C
O O RCOONa
RƍOH O
H2O NH3 H2O HA

NH3 RƍOH
RƍOH
NH3

P2O5 R NH 2 R OR'
C NH3 C
R CŁ N
1 H2O O O
29
Commento
1. Tutti i derivati si idrolizzano ad acido.
2. Vi sono delle conversioni di sola andata.
3. I nitrili sono connessi al resto attraverso l’ammide.
4. RCOCl e RCOOCOR, che sono localizzati
simmetricamente, svolgono il ruolo centrale nelle
trasformazioni.
5. Le vie preferite per arrivare dall’acido all’estere o
all’ammide non sono quelle dirette, ma quelle che passano
per il cloruro o l’anidride perché non richiedono catalisi.

30
Reattività di acidi e derivati
RíCíOH acido 1. Deprotonazione

=
O R–COOH + NH3 R–COO-NH4+
2. Protonazione
RíCíG R–COG + HA R–C–G + A–

=
=
+OH
..O basico 3. Idrolisi
.. R–COG + H2O R–COOH
4. Formazione di acil cloruri
C elettrofilo
R–COOH + SOCl2 R–COCl
δ+
RíCíG 5. Formazione di Esteri - Esterificazione
R–COG + R1OH R–COOR1
=

O δí
..
..

6. Formazione di ammidi - Ammonolisi


R–COG + NH3 R–CONH2
SN acile 7. Formazione di anidridi
R–COCl + R1COO– R–CO–O–COR1
Nu
..

Nu 8. Riduzione
í í

RíCíG RíCíG RíCíNu LiAlH H O+


R–COG 4 3
R–CH2OH o R-CH2NR2
=
=

O O
.. O
..
..
..

..
..
..

9. Reazione con organometallici


R1MgX H O+
R–COG 3
RR1R1COH
10. Disidratazione di ammidi
RíCíNH2 R–CONH2 + P2O5 R–C싥N
=

O 11. Trasposizione di Hofmann di ammidi


R–CONH2 + Br2 + NaOH R–NH2 31
Deprotonazione - Acidità
L’aspetto più importante è il legame O–H polare, che viene
rotto da una base. Gli acidi carbossilici sono donatori di protoni
(acidi di Bronsted-Lowry): pKa 3í5, acidi deboli.

O O
pKa
R C :B R C + HB+ RCO2 H 5
O H O H 2O 15.74
ROH 16
stabilizzato NH3 36
per RH ~50
risonanza

(Rivedere gli effetti induttivi e di risonanza sulla acidità)

32
Acidità
Effetti induttivi

FCH2CO2H > ClCH2CO2H > BrCH2CO2H > CH3CO2H


pKa 2.59 2.87 2.90 4.76

Cl3CCO2H > Cl2CHCO2H > ClCH2CO2H > CH3CO2H


pKa 0.64 1.26 2.87 4.76
Cl
CO2H > CO2H > CO2H

Cl Cl
pKa 2.86 4.05 4.52

CO2 H CO2 H CO2 H

NO2 OCH3
pKa 3.44 4.20 4.48 33
Conversione a sali carbossilati
1. Reazione con metalli attivi (Na, K)
2. Reazione con basi forti
3. Reazione con basi deboli

Na 0
1. RCOOH RCOOí Na + + ½H 2

Na OH
2. RCOOH RCOOí Na + + H 2 O

Na HCO 3 RCOOí Na + + H 2O + CO 2
3. RCOOH

I sali sono cristallini, non-volatili, si decompongono per riscaldamento a


300 – 400°C.

34
Basi per deprotonare gli acidi

Base acido coniugato pKa


Na+ HCO3– H2CO3 6.4
NH3 NH4+ 9.4
basicità crescente

Na2CO3 HCO3– 10.2


Na+ –OCH3 CH3OH 15.5
Na+ –OH H2O 15.7
Na+ –OCH2CH3 CH3CH2OH 16
Na+ H– H2 35

35
Basicità
• Il gruppo carbossilico (e derivati) può essere protonato da acidi
forti (H-A) all’ossigeno carbonilico (3 forme di risonanza).

O OH OH OH
C H–A C C C + :A–
R OH R OH R OH R OH

pKa –5.2
L’equilibrio è spostato a sinistra tranne nel caso dell’H2SO4 in cui la
forma protonata è abbondante (50%).

36
Sostituzione Nucleofila Acile
(addizione-eliminazione)

1. Aldeidi e chetoni che non hanno legato al carbonio carbonilico


un gruppo uscente subiscono addizione nucleofila (v. capitolo
aldeidi e chetoni).

O O– O H
:Nu– H2O Nu– e H+
R H (R') R H (R')
R H (R') si addizionano
Nu Nu
intermedio tetraedrico

37
Sostituzione nucleofila acilica
(addizione-eliminazione)
2. I derivati degli acidi, che hanno legato al carbonio carbonilico
un gruppo uscente o un gruppo che può diventare buon LG,
subiscono sostituzione nucleofila:
1° stadio: 2° stadio:
addizione eliminazione

Nu– sostituisce G–
O O O
:Nu– Questa reazione è
R G R G chiamata sostituzione
–G– R Nu
lento Nu nucleofila acilica.
intermedio
tetraedrico

G = Cl, OH, OR, OCOR, NH2, NHR, NR2


Nel caso dei cloruri acidi e delle anidridi Cl– e –OCOR sono
buoni LG e non vi è necessità di catalisi.
38
Sostituzione nucleofila acilica
Reattività osservata:
RCOCl > RCOOCORƍ > RCOORƍ • RCOOH > RCONR2 > RCOO–

Hammett: S.T.1 simile a I, intermedio


S.T.1 ƒ ~ stessa Energia per tutti i G
ƒ energia di partenza diversa
S.T.2
– S.T.1
Ea O
R G
Nu
intermedio RCOCl
tetraedrico
RCOG + Nu- RCOOCORƍ
RCOORƍ
RCOOH
RCONu + G- RCONR2
RCOO-
39
Struttura e Reattività
Cloro
O O appartiene al 3°
G = Cl, cloruri acidi C C periodo:
R Cl R Cl sovrapposizione
scarsa
O O
G = O, anidridi,
esteri, acidi C R' C R'
stabilità

R O R O
O O N meno
elettronegativo
G = N, ammidi C R' C R'
R N R N di O, porta
meglio carica
R'' R'' positiva

O O strutture di
G = O, sali C C
risonanza
R O R O uguali
40
La reatività è legata alla struttura
Velocità
Stabilizzazione relative
di idrolisi
O
C molto piccola 1011
R Cl
O O
C C piccola 107
R O Rƍ Più stabilizzato è
il carbonile,
O meno reattivo è.
C R' moderata 1.0
R O
O
C R'
R N grande < 10-2
R''
41
SN acile con catalizzatore acido
• Nel caso degli acidi, esteri, ammidi, i rispettivi gruppi –OH, –OR, –
NR2 diventano buoni LG solo protonandosi, quindi è necessaria
catalisi acida.

O O –
:Nu– HA O
R OH +
R OH R OH2
lento Nu Nu
intermedio
tetraedrico
–H2O

+
OH –H+ O

R Nu R Nu

42
SN acile con catalizzatore acido
• Anche il 1° stadio può richiedere catalisi, quando il Nu è debole, come
ad es. H2O nelle idrolisi:
+
O OH OH OH
HA :OH2 +
R ORƍ R OHRƍ
R ORƍ R ORƍ
lento + OH2 OH
estere
prototropia
–RƍOH
prototropia: spostamento
+
di un protone da un sito O OH
–H+
basico ad un altro
all’interno di una R Nu R OH
molecola

43
Formazione di Acidi - Idrolisi
Tutti i derivati degli acidi reagiscono con acqua a dare l’acido
carbossilico.
1. I cloruri e le anidridi reagiscono violentemente a t.a.:
CH3COCl + H2O → CH3COOH + HCl
CH3COOCOCH3 + H2O → 2 CH3COOH
2. Gli esteri devono avere un catalizzatore acido o basico:
H2SO4 ∆
CH3COOCH2CH3 + H2O CH3COOH + HOCH2CH3
3. Le ammidi devono avere un catalizzatore acido o basico &
riscaldamento:
H2SO4 ∆
CH3CONH2 + H2O CH3COOH + NH4+
4. I nitrili devono avere un catalizzatore acido o basico e
riscaldamento progressivo:
HCl
CH3CN + H2O → CH3CONH2 → CH3COOH + NH4+
40°C 100°C

44
Meccanismo delle Idrolisi
a. Cloruri acidi
H OH 2
O O O O
C R C Cl R C Cl C
R Cl R OH
O OH
H H -
H2O + H3O+ + Cl
b. Esteri (ambiente basico) non buon LG,
ma consente
O O formazione
O legame C=O
C R' R C OR' C H + R'O (179
R O R O Kcal/mole)
ÌOH Ì
HO irreversibile
O
HO = HO18
C Ì + R'OH
R O
45
Saponificazione

O
R1COO- Na+
O R2 OH
3 NaOH
R1 O O R3 HO OH + R2 COO- Na+

O O glicerina R3 COO- Na+

triacilgliceroli sapone
o grassi

• Ogni triacilglicerolo è un triestere che contiene tre lunghe catene


idrocarburiche da C12 a C20, che possono essere sature (acidi
grassi saturi) o contenere doppi legami Z (acidi grassi insaturi).
• Nelle cellule, questa reazione è catalizzata da lipasi.

46
Meccanismo Idrolisi Acida degli Esteri

c. Esteri (ambiente acido), reversibile

OH OH
O OH íH+
H+
C R' C R' R C OR' R C OR'
R O R O OH
OH2
H2O intermedio
senza cat intermedio tetraedrico
la reazione tetraedrico
è lenta protonato H+

OH H
O OH -R'OH
-H+ R C O
C H C H
R O R O OH R'

intermedio
H2O = H2O18 tetraedrico
protonato
47
Meccanismo Idrolisi
d. Nitrili & Ammidi (ambiente acido) equilibrio ammido-immidol
H+
R–C≡N: RíC≡NíH RíC=NíH RíC=NíH RíCíNH2

=
H2O OH2 OH O
OH2 OH2 OH OH
H+

– –

– –

– –
R–C–NH2 R–C–NH2 R–C–NH2 RíCíNH2 RíCíNH3

=
=

O OH OH OH OH

O OH

=
R–C–OH + NH4 R–C–OH + NH3
e. Nitrili & Ammidi (ambiente basico)
OH– H2O
R–C≡N: R–C=N– R–C=N–H R–C–NH2

=
OH OH O
OH O O
OH– H–OH
– –

=
=

R–C–NH2 R–C–NH2 R–C–OH + NH3 R–C–O– + NH4


=

O O– 48
Formazione di acil alogenuri
Si usano alogenuri di acidi inorganici SOCl2 (cloruro di tionile),
PCl3, PCl5, PBr3, PBr5.
N
RCOOH + SOCl2 RCOCl + SO2 + HCl
N Cl
Meccanismo per SOCl2 e PCl3: H

O Cl O H Cl O H Cl O H Cl
=

– –

– –




1. R–C–OH S O R–C–O–S–O R–C–O–S=O R–C–O–S=O
Cl Cl Cl
Cl
O
=

R–C–Cl + SO2 + HCl

O Cl O H O
=
=

=
2. R–C–OH P Cl R–C–O–P–Cl R–C–Cl + P(OH)Cl2

Cl Cl
Cl
49
Formazione di esteri
1. Da acidi carbossilici
ƒ con ROH e catalisi di un acido minerale (Fischer)
ƒ attraverso l’uso di diazometano (esteri metilici)
2. Da cloruri acidi
3. Da anidridi acide

R'OH
1. R–C–OH R–C–ORƍ + H2O
+
O H
O
CH2N2
R–C–OH R–C–OCH3 + N 2
O O

50
Formazione di Esteri - Esterificazione
a. Esterificazione di Fischer (dagli acidi e alcoli): reversibile
H+
RCOOH + RƍOH RCOORƍ + H2O

H
O O OH OH H -H2O
H+ R C OH
C C R C O
R OH R OH
O OR' H +H2O
O R' H
R' H
H O
O -H+
H+ C R'
C R O
R ORƍ

51
Formazione di Esteri - Esterificazione
b. Da acil cloruri e anidridi (metodo di elezione)
RCOCl + RƍOH RCOORƍ + HCl
RCOOCOR + RƍOH RCOORƍ + RCOOH
Cl Cl Cl
RƍOH -H+

– –
– –
– –
R–C–Cl R–C–OHRƍ R–C–ORƍ R–C–ORƍ R–C–ORƍ

=
=

O O– OH OH O
OCOR OCOR
RƍOH -H+
– –

– –
R–C–OCOR R–C–OHRƍ R–C–ORƍ R–C–ORƍ R–C–ORƍ
=

=
=
O O– OH OH O

c. Da un estere per transesterificazione.


ORƍ OHRƍ
H+
R–C–ORƍ RƍƍOH
– –

– –
R–C–ORƍ R–C–OHRƍƍ R–C–ORƍƍ R–C–ORƍƍ
=

=
=

O OH OH OH O

52
Formazione di ammidi – Ammonolisi
1. Diretta conversione di acidi ad ammidi (industriale)
2. Da cloruri acidi
3. Da anidridi
O O
4. Da esteri NH3
1. C C
R OH ∆ R NH2
O O
2. C + NH3 C ammide 1°
R Cl R NH2
O O O
3. C C + R"NH2 C ammide 2°
R O R R NHR"
O O
+ R"2 NH C ammide 3°
4. C
R OR' R NR"2

Vista dalla parte delle ammine è un’acilazione all’azoto


53
Meccanismo di Ammonolisi
NH3 -H2O
1. RCOOH RCOOíNH4+ RCONH2

í
O O OH O
–Clí
2. C R C Cl R C Cl C
R Cl R NH2
NH3 NH2
NH3
O Oí OH O
–RCOOí
3. C R C OCOR R C OCOR C
R OCOR R NH2
NH3 NH2 +
NH3 RCOOíNH4+
í
O O OH O
–R'OH
4. C R C OR' R C OR' C
R OR' R NH2
NH3 NH2
NH3
54
Formazione di immidi
• Le immidi sono ammidi doppie in cui un guppo amminico è legato a
due gruppi acilici.
– La immide più comune è la succinimmide.

NH pKa 8.5
O

– Le immidi cicliche si preparano per riscaldamento del sale di


diammonio dei diacidi.
O
O O
NH4+ -
OCCH2 CH2 CO- NH4+ NH
calore
O

55
Formazione di Anidridi
1. Disidratazione di acidi (industriale)
O O
RCOOH C C
800°C
R O R

2. Dal cloruro dell’acido e dal sale dell’acido stesso o di un altro acido


(anidridi miste)

RCOCl + RƍCOO-Na+ RCOOCORƍ

56
Formazione di Anidridi Cicliche
• Si formano da acidi bicarbossilici per forte riscaldamento:
O
COOH
O + H 2O
forte
COOH riscaldamento
O
acido succinico anidride succinica

O
COOH
O + H 2O
COOH forte
riscaldamento
O
acido glutarico anidride glutarica

57
Riduzione
• Gli acidi carbossilici sono difficili da ridurre:
NaBH4 riduce solo aldeidi e chetoni
H2/cat riduce legami C=C, aldeidi e chetoni
LiAlH4 riduce aldeidi e chetoni ed è il solo reagente
sufficientemente forte per ridurre gli acidi carbossilici ad alcoli 1°.
O O OH O
NaBH4
OH CH3OH
OH

OH O
H2
Pt OH

OH
1) LAH
2) H3O+ OH

B2H6 O

diglima OH 58
Riduzione
1. Anche gli esteri sono ridotti da LAH ad alcoli primari
2. Le ammidi si riducono ad ammine.
3. I nitrili si riducono ad ammine.

1. LiAlH4
RCOORƍ RCH2OH
2. H2O

1. LiAlH4
RCONRƍRƍƍ RNRƍRƍƍ
2. H2O

1. LiAlH4
RCN RNH2
2. H2O

59
Meccanismo della Riduzione
í
O O Li+ O í
O Li+
H3O+
1. C R C OR' C R C H RCH2OH
R OR' R H
H AlH3 í H
HíAlH3 Li+ RƍOAlH2íH Li+
í intermedio + AlH2ORƍ
tetraedrico

í í
O Li+ O AlH3 O AlH3 Li+ LiOAlH3
+
2. C R C NRƍRƍƍ R C NRƍRƍƍ RCH=NRƍRƍƍ
R NRƍRƍƍ
H H
HíAlH3 Li+
RCH2íNRƍRƍƍ
HíAlH3 Li+ HíAlH3 Li+
í í í
3. RíCH2íNíAlH3
:

RíC싥N: RíCH=N: AlH3 RíCH=NíAlH3

í
íAlH
AlH3 3
HOíH
í
HO2
RíCH2íNíAlR3 RíCH2íNH2 + R3AlOH Li+
í

íAlR
3 60
Riduzione con DIBAH
1. Acidi, esteri e nitrili vengono ridotti ad aldeidi usando 1
equivalente di idruro di isobutilalluminio a –70°C.
2. Se si usano 2 equivalenti si ottiene l’alcool.
O OAl [CH2CH(CH3)2]2 O
C R C OR' C
R OR' esano, –70°C R H
H H–OH
HíAl[CH2CH(CH3)2]2 + RƍOH+ Al(OH)3 + isobutano

HíAl[CH2CH (CH3)2]2 O
H3O+
RíC싥N: RíCH=N–HíAl[CH2CH(CH3)2]2 C
benzene, –70°C R H

61
Addizione dei reattivi di Grignard
1. Esteri RCOORƍ danno alcoli 3°
(HCOOR danno alcoli 2°)
2. Nitrili danno chetoni.
O
1) R'MgBr
R C N C
2) H3 O+ R R'
R'MgX
H3O+

N- MgBr+ NH
H3 O+
C C
R R' R R'

62
Addizione degli organolitio e dialchilcuprati
1. Gli organolitio sono più forti dei reattivi di Grignard
2. Con tutti i derivati si ottengono chetoni
3. Reagiscono anche con gli anioni carbossilato:

O OíLi+ OH O
R'Li -H2O
H+ R C Rƍ
RCOOH C R C Rƍ C
R OíLi+ R R'
OíLi+ OH
R'Li

4. I chetoni si possono preprare anche dagli alchilcuprati e i cloruri degli


acidi
O – +
O
1. 2 R'2Cu Li
C C
R Cl 2 . H3O + R R'

63
Disidratazione di Ammidi primarie a Nitrili
• Un’ammide primaria viene disidratata in un nitrile per azione di un
agente che lega fortemente l’acqua o la distrugge, H2SO4, P2O5, PCl3,
SOCl2.
H
RíC=NH R C NH
R N +
C H HO O O O RíC싥NH
H P P
O O O
O
O O O
P P
O O
RíC싥N
O O O HO O HO
P P P P
HO OO HO + H4P2O7
O HO OH
idratata

64
Trasposizione di Hofmann
• Un’ammide primaria viene trasformata in un’ammina primaria
con 1 atomo di C in meno.
O
Br2
C RíNH2
R NH2 NaOH
70-75°C
ammide 1° ammina 1°

O O O O
C H C H C Br C Br
R N R N R N R N
H Br Br H migrazione di R
OH OH
OH OH O–
OH OH
R–N=C=O RíN=CíOí RíNHíC=O RíNHíC=O RíNH2 + CO2
isocianato HO–H acido HO–H
carbammico
65
Acido Carbonico e Derivati
HO OH
H OH Cl OH
O
O O
acido carbonico acido formico acido cloroformico
HO OR RO OR Cl OR Cl Cl

O O O O
alchil dialchil alchil fosgene
idrogenocarbonato idrogenocarbonato cloroformiato

HO NH2 RO NH2 H2N NH2

O O O
acido carbammico alchil carbammati urea
o uretani
66
Enoli e Enolati

1
Idrogeni in α a un carbonile

• Solo gli idrogeni α sono acidi


• Gli idrogeni β, γ e δ non sono acidi
– non possono essere rimossi da una base

acido
non acidi

O H H H H
C C C C C
α β γ δ

2
Enoli
• Tutti i composti cabonilici sono in equilibio con le loro forme
enoliche.
• La percentuale di enolo presente dipende dalla natura del composto e
quindi dall’acidità dei suoi H α e dal solvente.
H
O O

(R) H
C H C tautomeria cheto-enolica
C 25°C C
H2O pKa = 16-20
aldeide enolo
(chetone)
β-dichetoni legame H
H δ- H
O O O O O O δ+
pKa = 9.0
25°C
H2O 3
Enolizzazione
• Le reazioni di enolizzazione possono essere catalizzate da acidi e da
basi

Catalisi acida
H H
O O H
O + O
H -H+
C H C H C H
C C C
C C

Catalisi basica
H
O O O O
OH- H2O + OH-
C H C C C
C C C C

enolato enolo

4
Ioni enolato
Scelta della base

O Keq ~ 1 O O
C H + OH- C C + H2O
C C C

Ka ~ 10-16 Ka ~ 10-16

O Li O Li H
N Keq ~ 1024
C H + C + N
C C

Ka ~ 10-16 litio Ka ~ 10-40


diisopropilammide
(LDA)
5
Reazioni di enoli e enolati
• Gli enoli e gli enolati sono nucleofili al C α e reagiscono con elettrofili:
– acidi
– alogeni
– alogenuri alchilici
– gruppi carbonilici

+ H
OH O B O
C C E C E
C + C C
E
O
C H enolo
C
O O
C C E
C E+ C

enolato carbonile
α-sostituito
6
Reazione di un enolo con un acido
• Si vede solo utilizzando un acido marcato con un isotopo.
CH3COCH3 + D2O CH3COCH2D + HOD
H2SO4 tracce
O
C CH3COCD3
H3C CH3
stadio lento D
H
OH +O O O
D H
C + C C
O H3C
H3C CH2 D H CH2D H3C CH2D
enolo

O O OH
C C C
H3C CD3 H3C CD2H H3C CHD
enolo 7
α-Alogenazione di Aldeidi e Chetoni
• Il trattamento di un’aldeide o un chetone con un alogeno, Cl2, Br2 o I2
porta alla sostituzione dello (o degli) idrogeno in α.
CH3COCH3 + Br2 CH3COCH2Br + HBr
H2O, 65°C
50%
+ CH3COCHBr2 + BrCH2COCHBr2
poco
O O
C C
H3C CH3 H3C CH2Br

stadio lento

OH H Br–
+O
C C
H3C CH2 Br–Br H3C CH2Br
enolo
8
α-Alogenazione di Aldeidi e Chetoni

O O
Cl2
Cl

O O
Br
Br2

9
α-Alogenazione di Aldeidi e Chetoni
• La reazione di α-alogenazione può essere acido catalizzata.

H H
H Br O :B O
O
C H C H Br–Br
C H3 C C H3 C C
H3 C CH 3
H H H

:B
H
O
O
C Br
C H3 C C
H3 C CHBr
H H

10
Reazione aloformica
O O
X2
C C + CHX3
R CH3 OH- R O
metil chetone aloformio

O O O O
X2 X2 X2
C OH- C OH- C OH- C
R CH3 R CH2X R CHX2 R CX3
+ H2O + X- + H2O + X- + H2O + X-

O O O
C R C CX3 C + CX3 RCO2í + HCX3
R CX3 R OH
OH
HOí

Test allo iodoformio per i metil chetoni: formazione di un voluminoso ppt giallo, CHI3.
11
α-Alchilazione
• Gli anioni enolato reagiscono con alogenuri alchilici dando
prodotti di α-alchilazione.

1. NaNH2
H 2. Br
H
O O

NaNH2

Br
H H
O Na+ O-Na+

12
Condensazione aldolica
1. aldeidi

carbonile di una aldeide


carbonio α dell’altra
O OH O
OHí
2 RíCH2íCíH RíCH2íCíCHíCíH aldolo
H R
nuovo legame

OHí, ∆
O
RíCH2íCH=CíCíH
R
aldeide α,β-insatura

13
Condensazione aldolica
Esempi

OH O O
O OH- ∆
H H
H

OH O O
O OH - ∆
H H
H

Ph Ph
H
OH- H H
Ph Ph
O
OH O O
14
Condensazione aldolica
Meccanismo
O
C
H3C H
OHí
Oí Oí O H2O OH O
C CH3íCíCH2íCíH CH3íCíCH2íCíH
H2C H aldolo
H3C H
C OH-
C nucleofilo
O
C elettrofilo O í OH- OH Oí
CH3íC=CH2íCíH CH3íCíCH2=CíH
aldeide α,β-insatura

15
Condensazione aldolica

2. Chetoni

carbonile di un chetone
carbonio α dell’altro
O OH O
OHí
2 RíCH2íCíRƍ RíCH2íCíCHíCíRƍ β-idrossichetone
Rƍ R
nuovo legame

OHí, ∆
O
RíCH2íC=CíCíRƍ
Rƍ R
chetone α,β-insaturo
16
Condensazione aldolica

2. Chetoni

OH O O
O OH- ∆

mesitil ossido
O
OH- HO O O

Ph Ph Ph Ph

17
Condensazione aldolica intramolecolare
2. Chetoni

O O O
OH- ∆

O HO

OH-

O O O O
H2O OH-

O O HO HO
18
Condensazione aldolica intramolecolare
2. Chetoni

O O
OH-

O
OH-

O O

O
O
19
Condensazione aldolica mista
Uno dei due componenti deve essere non enolizzabile, ossia non avere H-α.

O O
OH-
RíCH2íCíH + RƍíCH2íCíH tutti i possibili prodotti (4)

Il composto carbonilico enolizzabile viene aggiunto alla soluzione del


composto carbonilico non enolizzabile in base.

non condensa con se stessa


O
O O O
H H
OH
OH-, ∆

20
Condensazione aldolica mista
Esempi
O
O O OH O
H

OH-, ∆

O
OH O O
H
O
H H
H
OH-, ∆
O

H O O
O

OH-, ∆
benzalacetone dibenzalacetone
21
Aldeidi e Chetoni α,β
β-insaturi
O
O O
H
H H

propenale 2-butenale 3-fenilpropenale


acroleina crotonaldeide cinnamaldeide
aldeide cinnamica

O
O

4-metil-3-penten-2-one 4-fenil-3-buten-2-one
mesitilossido benzalacetone

22
Aldeidi e Chetoni α,β
β-insaturi
O H2CO O

H OH-, ∆ H
O OH- O
2
H ∆ H
O OH- O
2

O
O
PhCH=O
OH-, ∆ H
H

O
O PhCH=O
OH-, ∆
23
Reattività Aldeidi e Chetoni α,β
β-insaturi

O O
C C ma C C C C

Nu Nu
Nu Nu

Carbonili α,β-insaturi

O O O

-
= Oδ
δ+ δ+

due siti elettrofili


24
Aldeidi e Chetoni α,β
β-insaturi
Reazioni di addizione

H+
O O OH addizione 1,2 o diretta

Nu Nu
Nu

O O H+ OH O

Nu Nu Nu
Nu
ione enolato addizione 1,4 o coniugata

25
Aldeidi e Chetoni α,β
β-insaturi
Addizione diretta
1. Basi forti come RMgX, RLi, LAH: danno addizione diretta

O OH
1) PhMgBr
H 2) H3O+

O OH
1) HC CNa
2) H3O+ C CH

O OH

1) LAH
2) H3O+

26
Aldeidi e Chetoni α,β
β-insaturi
Addizione coniugata
2. La maggior parte degli altri Nu (basi più deboli): danno addizione
coniugata

O CN O
NaCN
H H2O H

O O
CH3SH
H2O CH3S

O O

NaN3
H2O
N3
27
Aldeidi e Chetoni α,β
β-insaturi
Addizione di Michael
È l’addizione coniugata di un enolato a un composto carbonilico α,β-insaturo

O O O O H2O O O

enolato chetone composto


α,β-insaturo 1,5-dicarbonilico

28
Aldeidi e Chetoni α,β
β-insaturi
Addizione di Michael
O O O

H O OH- H
+

OH- H2O

O O O O

H H

29
Aldeidi e Chetoni α,β
β-insaturi
Addizione di Michael
β-Dichetoni

O O O O O O
+ OH– + H2O

Ka = 10–9 Keq = 07 Ka = 10-16

O
O
O O NaOH O
+
CH3OH

O
30
Aldeidi e Chetoni α,β
β-insaturi
Reazione di anellazione di Robinson
È un’addizione di Michael seguita da condensazione aldolica

O O

OH-
+
O O O

addizione condensazione
di Michael aldolica
O

O
O

31
Aldeidi e Chetoni α,β
β-insaturi
Meccanismo della reazione di anellazione di Robinson
O O O
OH- H2O

O
O O O O
O O O

OH- H2O

O O
O O O
O
O O O

OH-

O O O
OH OH
32
Addizione coniugata di reagenti organorame
O OH
1) RMgX R
2) H3O+ addizione 1,2

Et2O
di solito 2 RLi + CuX R2Cu– Li+ + LiX
metile o 1°
O R O
1) R2CuLi
addizione 1,4
2) H3O+
alchilazione al
carbonio β
Et2O
2 CH3Li + CuBr (CH3)2CuLi Litio dimetil cuprato
O O
1) (CH3)2CuLi

2) H3O+ 33
Alchilazione di ioni enolato

O OH- O O la resa è di solito bassa


R X perché compete la
R
condensazione aldolica
metile o 1° alchilazione al C-α
SN2
I β-dichetoni invece non condensano con se stessi:
O O O O
K2CO3
+ R X

R
O O O
K2CO3 O
-
CH3I OH
O O ∆ O
34
Enolizzazione Esteri
Esteri: Gli idrogeni in α ad un carbonile estereo sono meno acidi, pKa ≅ 24, di
quelli in α di aldeidi e chetoni, pKa ≅ 16–20 (Effetto del gruppo ORƍ).
O O
R C + R'O R C + R'OH Keq ~ 10–6
CH2 OR' CH OR'
Ka ~ 10–22 Ka ~ 10–16

β-Chetoesteri
O O O O
C C + R'O C C + R'OH Keq ~ 105
R CH2 OR' R CH OR'

:
Ka ~ 10–11 Ka ~ 10–16

Carbanione O O O O
stabilizzato per C C C C
risonanza con 2 R CH OR' R CH OR'
carbonili 35
Reazioni di enolati di esteri
• Gli enolati di acidi ed esteri sono nucleofili al C α e reagiscono con
elettrofili:
– alogeni – Reazione di Hell-Volhardt-Zelinski (per gli acidi)
– alogenuri alchilici – Reazione di alchilazione di esteri
– gruppi carbonilici – Reazione di condensazione di Claisen

36
Reazione di Hell-Volhardt-Zelinsky
• È una reazione di α-bromurazione di acidi condotta con Br2 in
presenza di P elementare.
1. 2P + 3 Br2 J 2PBr3
2. RCH2COOH + PBr3 J RCHBrCOOH + HOPBr2

O O OO

í í
RíCH2íCíOH + RíCHíCíBr RíCH2íCíOíCíCHíR

í
í
Br Br Br
O O O O

í í
RíCH2íCíOíCíCHíR RíCH2íCíOíCíCHíR
í

í
Br– Br Br Br
O O
RíCH2íCíBr + RíCHíCíOH

í
Br
37
Reazione di α-Alchilazione
• Gli anioni enolato reagiscono con alogenuri alchilici per dare
prodotti di α-alchilazione.

O O Li O
LDA
R C R C R C
CH 2 OR' THF, -78°C CH OR' HMPA CH OR'
-78°C Rƍƍ
Rƍƍ–X

Li O
LDA: litio diisopropilammide N P
HMPA: esametilfosforammide NMe2
Me2N NMe2

38
Condensazione di Claisen
Un estere enolizzabile in ambiente basico (alcolato) reagisce con se stesso
per dare un β-chetoestere.

carbonio carbonilico di un estere


carbonio α dell’altro estere
O O O
1) R'Oí
2 R C R C C
CH2 OR' 2) H3O+ CH2 CH OR'

nuovo legame
R
β-chetoestere

39
Meccanismo della Condensazione di Claisen
O O O
R'Oí R C R C
R C
CH 2 OR' CH OR' CH OR'

:
Ka ~ 10–22 R
CH2 OR'
C
O O O
R C C + RƍOH
CH2 CH OR'
R Ka ~ 10–16
H3O+ O
O O O O R C
CH OR'
R C C R'O– R C C RCH2 C OR'
:

CH2 C OR' CH2 CH OR'


R R O
Ka ~ 10–11
La costante di eq. La costante di eq.
è grande ~105 è piccola ~10–11 40
Condensazione di Claisen
Esempi

O O O
1) NaOEt
OEt 2) H3O+ OEt
etil acetoacetato
etil 3-ossobutanoato

O 1) NaOCH3 O O
2) H3O+
OCH3 OCH3

41
Condensazione di Dieckmann
Condensazione di Claisen intramolecolare

O O
1) NaOCH3
CH3O
OCH3 2) H3O+ OCH3
O
O
CH3O-

O O
CH3O
OCH3 OCH3
O OCH3
O

42
Condensazione di Claisen mista
O O
RƍƍOí
RíCH2íCíORƍƍ + RƍíCH2íCíORƍƍ tutti i possibili prodotti (4)

Uno dei due esteri deve essere non enolizzabile:


O O O

H OR OR OR

formiati benzoati

O O
RO
RO OR OR
O
carbonati 1,2-diesteri

43
Condensazione di Claisen mista
Esempi
O O
O O
1) NaOCH3
+ + H OCH3
OCH3 H OCH3 2) H3O

O O O
O
+ 1) NaOCH3
OCH3 OCH3
OCH3 2) H3O+

O O
O
+ 1) NaOCH3
CH3O OCH3 H3CO
OCH3 2) H3O+ OCH3
O O

O O O
1) NaOCH3 H3CO
+ CH3O OCH3
OCH3 OCH3 2) H3O+
O O O
44
Acilazione con esteri di chetoni
Esteri che non formano enolati possono essere usati per acilare enolati di
chetoni.

O O O O
CH3O-
C R' + C C C
R CH2 R" OCH3 R CH R"
R'
non enolizzabile
CH3O-

O O O
O
C C C
R CH CH3O R" R CH C R''

R' R' OCH3

45
Acilazione con esteri di chetoni
Esempi

O O O
O 1) NaOCH3
+ H
H OCH3 2) H3O+

O O O
O 1) NaOCH3
+ OCH3
2) H3O+

46
Acilazione con esteri di chetoni
Esempi

O
O O
1) NaOCH3
OCH3 2) H O+
3
O
Ka~10-16 Ka~10-22

CH3O-

O OCH3
O O

OCH3
O

47
Sintesi di Chetoni da β-Chetoesteri
Decarbossilazione

O O O O O
H3O+ ∆ R'
R OR" o OH- R OH R + CO2

R' ∆ R' chetone


β-chetoestere β-chetoacido

H H
O O O

R O í CO2 R
R' R'
enolo

48
Sintesi di chetoni dall’estere acetoacetico

O O O O O
1)NaOEt H3O+
R
OEt OEt ∆
2) RX
acetone
R
monosostituito
1)NaOEt
Claisen EtO- 2) R'X

O O O O
H3O+
R
OEt OEt ∆
R R' R'
acetone
disostituito

49
Sintesi di chetoni da β-Chetoesteri
Esempio
O O O
1) EtO-
OEt OEt
2) H3O+

1) OH-, H2O
2) H3O+

O O O

∆ OH

50
Sintesi di acidi con 2 C in più da RX
RX J RCH2COOH

O O O O O
+
H3O
∆ Rƍ + CO
RO OR HO OH HO 2

Rƍ Rƍ
diestere malonico derivato dell’acido acido
monosostituito malonico
1. EtO-
2. RƍCl
H H
O O O O O

RO OR HO O í CO2 HO
R' R'
diestere malonico
enolo

51
Sintesi malonica

O O O O O
1)NaOEt H3O+
R
EtO OEt 2) RX EtO OEt ∆ HO
R acido acetico
dietilmalonato monosostituito
1)NaOEt
2) R'X

O O O
H3O+
R
EtO OEt ∆ HO
R R' R'
acido acetico
disostituito

52
Ammine
Classificazione
• Le ammine sono derivati dell’ammoniaca in cui uno o più
idrogeni è stato sostituito da un alchile o un arile.
• Sono le basi più forti presenti negli organismi viventi in
ammino acidi, peptidi, proteine, basi eterocicliche degli acidi
nucleici, alcaloidi, etc. e sono catalizzatori di importanti
reazioni biologiche.
R'
NH3 RNH2 R NH R' R N R' R N R''
R ''
R'''
ammoniaca 1o 2o 3o
ione
tetraalchilammonio
quaternario
Classificazione
• Le ammine vengono suddivise in:
• ammine alifatiche: ammine nelle quali l’azoto è legato solo
a gruppi alchilici H3C
N CH3 benzildimetilammina
CH2 ammina 3°

• ammine aromatiche: ammine nelle quali l’azoto è legato ad


uno o più gruppi arilici
CH3
N-metilanilina
NH ammina 2°
aromatica

• ammine eterocicliche: ammine nelle quali l’azoto è inserito


in un anello aromatico o alifatico

N N
N H N H
H
piridina pirrolo piperidina pirrolidina
Chiralità delle ammine
L’azoto può avere 3 gruppi differenti e 1 lone pair, e l’ammina è
chirale, ma gli enantiomeri non possono essere separati a causa
dell’inversione dell’N.

(R)-etilmetilammina stato di transizione (S)-etilmetilammina

Se l’azoto è impedito nella rotazione gli enantiomeri sono separabili.

(R)-1,2,2-trimetilaziridina (S)-1,2,2-trimetilaziridina
Inversione dell’azoto

La barriera dell’inversione è molto bassa: le ammine non sono


separabili.
orbitale sp2
R
N R
R

~6 kcal/mole

orbitale sp3 R
R
N R
N
orbitale sp3
R R
R

I sali di ammonio quaternario sono separabili.


Alcaloidi

NH2
NH2 HO
OH
dopamina
anfetamina
(trasmissione nervosa)

OH CH3O

NH2
CH3O
NHCH3 OCH3

efedrina (adrenalina) mescalina


O O
N
O

O NHCH3

NH2
metilenediossimetanfetamina
novocaina
(MDMA, “ecstasy”)
Composti Azotati
O CH3
HO NH2 H3C N
N
N N O N N
H H
CH3
Coniina Serotonina Caffeina

H3C O
CH3 H3C N
N Cl O OH
CH3 N
HO H3C CH3
N O Ph

Muscarina Nicotina Atropina


H NH2 HO
OCH3
N N N
H N S Cl CH3
O
H3C N H3C
OH
N OH HO

Chinino tiamina Morfina


Vit B1
Nomenclatura
IUPAC: alcanammina
come gruppo: H2N– ammino
RNH – (N-alchilammino)
R2N – (N,N-dialchilammino)
Comune: alchilammina, alchilalchil'ammina, dialchilammina, etc.

NH 2 NH 2
1-amminobutano 2-amino-2-metilpropano
butanammina 2-metil-2-propanammina
n-butilammina tert-butilammina
H
N N
CH 3
1-metilamminopropano dimetilamminoetano
N-metilpropanammina N,N-dimetiletanammina
metilpropilammina etildimetilammina
Nomenclatura
Ammine eterocicliche

NH2 N
N N
H N H N

anilina indolo piridina piperidina pirimidina

N N N
H H H

pirrolo pirrolidina imidazolo


Proprietà fisiche
• Le amine sono composti moderatamente polari
N H • legami idrogeno N–H----N sono più deboli di
R O–H----O (differenza in elettronegatività tra N e
H
H (3.0 – 2.1 = 0.9) è < di quella tra O e H (3.5 –
sp3 2.1 = 1.4))
trigonale piramidale
CH3CH3 CH3NH2 CH3OH
PM 30.1 31.1 32.0
p.eb., °C –88.6 < –6.3 < 65.0

NH2 NH N

p.eb., °C 48 < 34 < 3

Sono solubili in acqua.


Solubilità e odore
• Ammine corte (<6 C) sono solubili in acqua.
• Tutte le ammine sono accettori di legame idrogeno da acqua e
alcoli.
• La ramificazione aumenta la solubilità.
• La maggior parte delle ammine puzzano di pesce in
putrefazione.

NH2 putrescina
H2N
1,4-butandiammina nella carne in
cadaverina putrefazione
H2N NH2
1,5-pentandiammina

11
Sintesi di Ammine
1. Alchilazione diretta per l’ottenimento di ammine 1°
2. Sintesi di Gabriel di ammine 1°
3. Riduzione:
– di azidi
– di nitrili
– di ammidi
– di ossime
4. Aminazione riduttiva di aldeidi o chetoni
5. Riduzione di nitrocomposti aromatici
6. Riarrangiamento di Hofmann
7. Riarrangiamento di Curtius

12
Sintesi di Ammine
1. Alchilazione diretta – ammine 1°
• Le ammine reagiscono con gli alogenuri 1° con meccanismo SN2.
• Problema: polialchilazione: si formano miscele di prodotti mono-, di-, and
tri-alchilati e infine sali di tetralchilammonio.

RX RX RX RX
NH3 RNH2 R2NH R 3N R4N+X–

Nu NH3 + RX ĺ RNH3+ + X–
La reazione
B NH3 + RNH3+X– ' RNH2 + NH4+X– dovrebbe
fermarsi qui
Nu RNH2 + RX ĺ R2NH2+ + X–
B NH3 + R2NH2+ X– ' R2NH + NH4+X– etc. etc.
• L’alchilazione non può essere controllata!
• Per fare un’ammina 1° si usa un largo eccesso (10:1) di ammoniaca
con un alogenuro 1° o un tosilato 1° (SN2).
13
Sintesi di Ammine
2. Sintesi di Gabriel di ammine 1°
• Si usa l’anione ftalimide come una forma di ammoniaca che può essere
alchilata un sola volta.
• Il substrato RX deve essere adatto a SN2, poi si scalda con idrazina.
N non ulteriormente
O O O alchilabile
KOH _
N K+
R–X KOH R–NH2
NH N R +
H2O
acido ftalico
O O O
ftalimmide ftalimmide NH2–NH2 idrazina
pKa 9 potassica calore
O
Limiti della reazione: NH
1) RX solo 1° e 2° + R–NH2
NH
2) produce solo ammine 1°
O
Sintesi di Gabriel
Meccanismo

O HO NHNH O
2
NH2NH2 NHNH2
N-R N-R
NHR
O O O

O O

NH NH
RNH2 +
NH NH

O O NHR
ftalazina 1,4-dione
15
Sintesi di Gabriel
Esempi
O

NK O
H2NNH2
O
Br N NH2

O
O

NK O
Br
O NH2
N

O H2NNH2
NH2

16
Sintesi di Ammine
3a. Riduzione di azidi

• L’azide è un buon nucleofilo. Reagisce con alogenuri o tosilati


1° e 2° non ingombrati (SN2).
R–X + N3– ĺ R–N3 + X– Alchil azidi sono esplosivi!
Non si isolano.
• L’azide viene ridotta con LiAlH4 o con H2/Pt, Pd o Ni
H 3O +
R–N3 + LiAlH4 ĺ → R–NH2

Br N3 NH2
NaN3 1) LiAlH4
2) H2O

17
Sintesi di Ammine
3b. Riduzione di nitrili

• Il cianuro –C≡N è un buon nucleofilo per SN2.


• La riduzione del nitrile con H2/cat o LiAlH4 fornisce il gruppo –CH2NH2
(1 C in più rispetto alla catena originaria)

NaCN H2
R X R CŁN cat.
RCH2NH2
DMSO

Br CN 1) LiAlH4 CH2NH 2
NaCN
2) H 2O
Sintesi di Ammine
3c. Riduzione di ammidi
• Un cloruro di un acido reagisce con ammoniaca, un’ammina 1° o 2°
per dare un’ammide.
• Il C=O dell’ammide viene ridotto a CH2 con LiAlH4.
– ammoniaca dà un’ammina 1°:
O O
NH3 1) LiAlH4
Cl NH2 NH2
2) H3O+

– un’ammina 1° dà un’ammina 2°:


O O 1) LiAlH4
CH3CH2NH2 N
N + H
Cl 2) H3O
H
– un’ammina 2° dà un’ammina 3°:
O O
(CH3)2NH 1) LiAlH4
Cl N(CH3)2 N(CH3)2
2) H3O+
19
Sintesi di Ammine
3d. Riduzione di ossime

OH
O N H2/Ni NH2
NH2OH
H+

20
Sintesi di Ammine
4. Aminazione riduttiva di aldeidi o chetoni
• È una interessante reazione che ha il suo equivalente biologico nella
biosintesi degli ammino acidi.
• Si fa reagire un’aldeide o un chetone in presenza di un agente
riducente (H2/Ni, sodio cianoboroidruro Na(CN)3BH3, litio
cianoboroidruro Li(CN)3BH3, sodio acetatoboroidruro Na(Ac)3BH)
con:
1. ammoniaca: si ottiene un’ammina primaria
2. un’ammina primaria: si ottiene un’ammina secondaria
3. un’ammina secondaria: si ottiene un’ammina terziaria

21
Sintesi di Ammine
4. Aminazione riduttiva di aldeidi o chetoni

O NH3 NH 1) LiAlH4
NH2
1)
H+ 2) H3O+
immina ammina 1°

O CH3NH 2 CH3 1) LiAlH4 CH3


N HN
2) H+ 2) H3O+

immina ammina 2°

H 3C CH 3 H3C CH 3
O N N
(CH 3 )2NH Na(CH3 COO)3BH
3) H H
H+ CH 3 COOH

sale di imminio
22
Sintesi di Ammine
5. Riduzione di nitrocomposti aromatici
• È un metodo usato comunemente per sintetizzare aniline.
• –NO2 può essere ridotto a –NH2 in diverse condizioni:
– un idruro e un acido di Lewis (NaBH4 + NiCl2)
– un metallo attivo in soluzione acida (Fe/AcOH o HCl, Sn/HCl,
Zn/AcOH (Clemmensen))
– per idrogenazione catalitica in fase eterogenea (PtO2) o omogenea
(RuCl2(PPh3)3).

CH3 Zn, HCl CH3


EtOH
NO2 o NaBH4/NiCl2 NH2

O NO2 O NH2
Fe/AcOH
il CO non si riduce
Sintesi di Ammine
6. Riarrangiamento di Hofmann di ammidi 1° ad ammine 1°
7. Riarrangiamento di Curtius di acil azidi ad ammine 1°
• Hanno meccanismo simile ma differenti condizioni.
– Hofmann
O
X2, OH-
C RNH 2
R NH 2
H 2O

– Curtius

O O
N3í ∆ H 2O
C C R–N=C=O RNH 2 + CO2
R Cl R N3
acil azide alchil
isocianato

24
Riarrangiamento di Hofmann
In presenza di una base forte, le ammidi primarie reagiscono con cloro o
bromo per formare ammine con un atomo di carbonio in meno.
O O O
R N
H H H + Br- – estrazione di un
R N R N
– protone N-H
H Br
HO – Br–Br
N-Bromoammide
O –OH O
H
N–
R N R–N=C=O – estrazione di un
R
Br Br isocianato protone N-H
–O
– riarrangiamento
–OH
HO HO a isocianato
C O
R–N=C=O C O– C O R N
R N R N H H–O–H

H–O–H
–Isocianato
–CO2 reagisce con H2O
per dare acido
H carbammico che
R N perde CO2
H
Riarrangiamento di Curtius

O O
C ∆ H 2O
C

: :
:

R N=N=N: R NíNŁN: R–N=C=O RNH 2 + CO2


+
:

:NŁN:

26
Reattività delle Ammine

27
Basicità
• Il lone pair di elettroni può accettare un protone da un acido.
• Ammoniaca ha pKa = 9.26. Le alchil ammine sono di solito basi più
forti dell’ammoniaca (pKa 9.8 – 11).
• La basicità dipende da:
– 1) Solvatazione: Aumentando il numero di gruppi alchilici, la
solvatazione dello ione diminuisce (e con essa la stabilizzazione
dell’acido coniugato), per cui le ammine 2° e 3° hanno basicità
simile alle 1°.
– 2) Ibridazione dell’azoto: un lone pair in un orbitale a più alta
energia è più basico: Nsp3 > Nsp2 > Nsp
– 3) Ogni delocalizzazione del lone pair diminuisce la basicità.
Basicità

NH3

11.0 10.7 10.7 9.3 5.3 4.61

CH3CŁN

1.0 0.0 -1.0 -10.0

29
Acidità
• Ammine 1º e 2º sono anche debolmente acide (pKa NH3 = 34).
(pKa è qui usato come una misura dell’acidità dell’ammina e non
del suo acido coniugato). La reazione ipotetica è:
NH3 + H2O → NH2(–) + H3O(+)
• Gli stessi fattori che diminuiscono la basicità ne aumentano
l’acidità.

C6H5SO2NH2

33 27 19 15 10 9.6
• Per la deprotonazione si devono usare basi molto forti, derivati da
acidi molto deboli, es. KOH, NaH, RLi o sodio. Per una
deprotonazione completa la base deve essere circa 1 milione di
volte più forte.
30
Importanti basi organiche

Piridina Trietilammina Base di Hünig DBU

(C2H5)3N

5.3 10.7 11.4 12


Sodio HMDS LDA
Potassio
Base di Barton Sodio Litio
t-Butossido
esametildisilazide diisopropilamide

(CH3)3CO(–) K(+) [(CH3)3Si]2N(–) Na(+) [(CH3)2CH]2N(–) Li(+)

14 19 26 35.7
Reazioni di sali di ammonio quaternario
• Il gruppo –NR3+ è un buon gruppo uscente.
• La reazione dipende dalla base:
– se è un buon nucleofilo, si ha SN2
– se è una base forte di ha E2

SN2
Nuí + R–NRƍ3 —→ R–Nu + NRƍ3

Nuí: Fí, Clí, Brí, Ií, SNCí, CNí, ArOí, RCOOí, NO3í, ArSí

32
Reazioni di sali di ammonio quaternario
• Eliminazione di Hofmann
– Se la base è íOH, íOR e vi sono H β, si ha eliminazione.

CH3X ecc. Ag2O / H2O


NH2 NMe3 X –AgX NMe3 OH
Metilazione
esaustiva

OH
H H
+
150°C
95% 5%
NMe3

33
Reazioni di sali di ammonio quaternario
• Eliminazione di Hofmann
• Si forma l’alchene meno stabile per astrazione dell’H meno
inglombrato (Regola di Hofmann).
• Si pensa che lo S.T. abbia carattere carbanionico, non assomigli ai
prodotti e quindi non risenta dei fattori che stabilizzano gli alcheni.

δ- δ-
OH OH

H H
δ-
δ-
NMe3

34
Reazioni di sali di ammonio quaternario
• Eliminazione di Cope
• Quando un N-ossido di un’ammina terziaria viene riscaldato tra 150
e 200°C si ha una reazione di eliminazione con meccanismo sin
concertato.

Me Me
N H2O2
N + Me2N-OH
Me H2O H O Me
N,N-dimetil
idrossilammina
base forte

Quando si possono avere 2 eliminazioni, si forma l’alchene meno


sostituito, salvo quando vi sia in β un fenile:
H3C
H3C CH2 H CH3 H2C H
N
H
O + + Me2N-OH
H3C H CH3 CH3
calore

93% 7% 35
Stati di ossidazione dell’azoto
• Mentre l’ossigeno ha 2 soli stati di ossidazione, í2 e í1, l’azoto ne ha
molti, da í3 a +5.
Stato OX Formule (nomi)
_3 R3N (ammine)
R4N(+) (ammonio)
C=N–R (immine)
CŁN (nitrili)
_2 R2N–NR2 (idrazine)
C=N–NR2 (idrazoni)
_1 RN=NR (azo composti)
R2NOH (idrossil ammina)
R3NO (ammina ossido)
0 N2 (azoto)
R–N2(+) (diazonio)
+1 R–N=O (nitroso)
+3 R-NO2 (nitro)
RO–N=O (nitrito) 36
Ossidazioni di Ammine
• Le ammine sono ossidate facilmente, anche all’aria.
• Comuni agenti ossidanti: H2O2 , MCPBA.
• Le ammine 2° si ossidano a idrossilammina (íNOH)
R2N-H J R2N-OH

• Le ammine 3° si ossidano ad ammine ossido (íN+íO-)

R3N J R3N-O
Reagente Acido Nitroso
• L’acido nitroso si produce in situ mescolando sodio nitrito e
HCl o H2SO4, in acqua.
• L’acido nitroso viene protonato, perde acqua e forma lo ione
nitrosonio che è l’agente nitrosante.
+
H + + +
HíOíN=O HíOíN=O :N=O :NŁO + H2O
acido nitroso H ione nitrosonio
pKa 3.3 elettrofilo

• Essendo elettrofilo reagisce con le ammine che sono nucleofili.


– Ciò che accade dipende dalla natura dell’ammina, ossia se
1°, 2°, 3°, alifatica o aromatica.
Reazioni con Acido Nitroso
• Le ammine 1° formano sali di diazonio, RíN+≡N.
– I sali di alchildiazonio sono instabili e perdono azoto.
– I sali di arildiazonio sono stabili (a bassa t) e sono molto
usati in sintesi.
• Le ammine 2° formano N-nitrosoammine, R2NíN=O, che
sono cancerogene su animali da laboratorio.
• Le ammine 3° alifatiche reagiscono a caldo ma si
frammentano, quelle aromatiche subiscono nitrosazione al
C-para dell’anello, quando libero. Se porta un sostituente
reagiscono all’azoto.
Reazioni con Acido Nitroso: Diazosali
Ammine 1°

HNO2 H íH R
RíNH2 R N N=O N N=O RíN=NíOH
0°C H tautomeria
H X
:N=O N-nitrosoammina
H

alcoli, cloruri, SN1 H2O íN2 íH2O


alcheni, E1, E2 R RíNŁN X RíN=NíOH2
R = alchile
trasposizioni catione
diazonio

Se R = arile il sale di diazonio è relativamente stabile (-5°C - 0°C) è


può essere usato in reazioni successive.

40
Reazioni con Acido Nitroso

Ammine 2°

R HNO2 H íHX R
N H R N N=O N N=O
R 0°C R
R X
:N=O N-nitrosoammina

Ammine 3° aromatiche

CH3 CH3
NaNO2, HCl, H2O
N O=N N
CH3 0°C CH3

CH3 NaNO2, HCl, H2O CH3


O2N N O2N N
CH3 0°C N=O

41
Sali di Arendiazonio
• Stabili in soluzione a 0°–10°C.
• I sali di diazonio reagiscono con nucleofili che sostituiscono il
gruppo diazonio –+N≡N, liberando azoto.
• Dato che l’azoto è una molecola stabile le reazioni sono
termodinamicamente favorite.
• Le reazioni che usano come catalizzatore sali rameosi si dicono
reazioni di Sandmeyer.
• La reazione che, con tetrafluoborato BF4–, porta al fluoro
derivato si dice reazione di Schiemann. I sali di diazonio e
tetrafluoborato sono stabili e possono essere isolati.
• La reazione con acido ipofosforoso, H3PO2, rimuove un nitro
gruppo o un ammino gruppo e procede probabilmente con
meccanismo radicalico.
Reazioni dei Sali di Arendiazonio

43
Reazione di diazocopulazione
Nuí
N N N N X N N Nu

azocomposto
E>Z

• A meno che l’azocomposto non sia stabilizzato, la reazione retroscinde.


• La più importante applicazione è la SE aromatica di aromatici attivati da parte
del sale di diazonio. Gli azocomposti che si formano sono colorati dal giallo al
blu, dipendentemente dalla sostituzione e sono usati come coloranti.

Il gruppo Y
elettrondonatore
Z N N Z N N X + Y aumenta la
nucleofilicità
Il gruppo Z elettronattrattore aumenta dell’anello: O-,
la elettrofilicità dell’N NR2, NHR, OR

Z N N Y
44