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I derivati finanziari

Viene denominato strumento derivato (o contratto derivato, o semplicemente


derivato) ogni contratto o titolo, il cui prezzo derivi dal valore di mercato di una o
più attività (p.es. azioni, indici, valute, tassi di interesse, commodities).

I derivati sono prevalentemente utilizzati:


(a) Per finalità di copertura (hedging) di un rischio finanziario (p.es., fissazione
di un prezzo certo a fronte di una sua variazione aleatoria)
(b) Per finalità arbitraggiste (p.es., acquisto di un’attività quotata in un mercato e
vendita della stessa in un mercato differente)
(c) Per finalità speculative (p.es., scommessa su andamenti rialzisti o ribassisti
delle attività sottostanti)
Classificazione dei derivati finanziari

Derivati finanziari

Natura del Attività Meccanismo di


contratto sottostante mercato

Azioni
(Equities)

Contratti a Contratti Accordi Scambi in


Tassi di interesse
termine condizionati (Interest rates) Bilaterali Borse Valori
(Over the (Exchange
Counter, OTC) Traded)
Indici
Forward (Indexes)
Futures
Swap Reti di intermediari
Valute (Computer/Telefono)
(Forex/Currencies)

Impegni condizionati Grida o sistemi di


Beni materiali negoziazione
a dati eventi (Opzioni,
(Commodities)
Credit Default Swaps) elettronica
Derivati: modelli per il prezzamento e la copertura

Derivati
finanziari
(Forward, futures, Prezzamento e copertura
swap, opzioni, (Pricing & Hedging)
prodotti su tassi di
interesse$)

Processi a Processi a Calcolo di Ito (SD)


tempo discreto tempo continuo
Modello di Black e
Scholes
Modello Modelli Modelli per le opzioni
binomiale stocastici americane

Modelli per i
tassi di interesse
Teorema di Teorema di
rappresentazione rappresentazione
binomiale delle martingale
Il peso dei derivati

Nozionali in essere (in bln di dollari USA)

Fonte: Bank for International Settlements


Il peso dei derivati

Valore lordo di mercato (in bln di dollari USA)

Fonte: Bank for International Settlements


Il peso dei derivati

Esposizione in derivati delle principali banche statunitensi

Fonte: Bank for International Settlements


Derivati: Swap

Definizione. Accordo bilaterale over-the-counter (OTC) che prevede lo scambio di futuri


flussi di cassa alle condizioni definite nel contratto.

Osservazioni

1) L’accordo è non standarizzato e non è pertanto regolamentato da nessuna autorità


del mercato.

2) I futuri flussi di cassa – riferiti ad un capitale la cui entità è stabilita nel contratto (il cd.
nozionale) – possono interpretarsi, per entrambe le parti, come portafogli
obbligazionari o portafogli di contratti forward.
3) Lo scopo principale dello swap consiste nel modificare la tipologia di una posizione
debitoria (p.es. trasformare una passività contratta a tasso fisso in una passività a
tasso variabile, o viceversa)

4) Lo swap è estremamente diffuso nella pratica finanziaria. Il mercato degli swap


ammonta a centinaia di miliardi di euro.
5) La tipologia di contratto swap maggiormente diffusa è lo swap plain vanilla, nel
quale lo scambio riguarda poste di ammontare fisso contro poste di ammontare
variabile.
6) Di norma lo swap è al al netto, cioè ad ogni scadenza fissata dal contratto le parti
liquidano la differenza tra i flussi e non l’intero flusso.
Derivati: Swap

Esempio (swap su merci). Un’azienda elettrica acquista mensilmente C barili di petrolio

fluttuazione del prezzo spot del petrolio S(t) che di mese in mese si osserverà sul
per alimentare i propri impianti di produzione. In tal modo, l’azienda è esposta alla

mercato. Il flusso di cassa dell’azienda è variabile, essendo pari a C—S(t).

del flusso, trasformando la successione di pagamenti variabili (C⋅S(tj), tj =1,2,…,n) in


Temendo un aumento del prezzo del petrolio, l’azienda decide di modificare la tipologia

una successione di pagamenti fissi (C⋅X ad ogni scadenza tj).


Chiaramente l’azienda dovrà trovare una controparte disposta ad accettare lo scambio,
cioè a pagare fisso contro variabile.

Pagamenti fissi C⋅X

Pagamenti variabili C⋅S(ti)


Azienda elettrica Controparte

variabili C⋅S(ti)
Pagamenti
Ad ogni epoca ti le parti liquidano la differenza
Petrolio
D(ti) = C⋅S(ti)–C⋅X = C·[S(ti)–X].
Mercato spot
del petrolio Se D(ti) > 0 l’azienda elettrica guadagna
Se D(ti) < 0 l’azienda elettrica perde.
Derivati: principio generale di valutazione di uno swap

Come valutare il contratto, cioè qual è il «giusto» prezzo fisso X e come lo si determina?
Problema.

Seguendo la notazione dell’esempio, ad ogni scadenza ti (i =1,2,…, n) sappiamo che il saldo è


&  =  ∙ (  
ma all’epoca iniziale non è noto il prezzo spot che il sottostante avrà all’epoca ti . Tale prezzo
può essere stimato attraverso il suo prezzo forward  ,  .

Quindi, all’epoca t di stipula dello swap, il saldo stimato per ciascuna delle scadenze ti è
&  =  ∙  ,  
ed il valore dello swap all’epoca t è dato dalla somma dei futuri saldi attualizzati. Cioè:
! !
)=  ,  &  =   ,    ,  
"# "#

Il valore dello swap all’epoca di stipula viene uguagliato a zero in modo che assumere la
posizione lunga o corta nello swap dipenda solo dalle aspettative delle parti.

Pertanto, il valore X (entità del pagamento fisso unitario) che verifica la


! ∑!"#  ,   , 
  ,    ,   = 0 ⟹ =
"# ∑!"#  , 
determina quanto la “gamba fissa” dello swap deve pagare ad ogni scadenza ti (cioè qual è il
«giusto» prezzo dell’assicurazione).
Derivati: Swap su tassi di interesse (IRS)

Schema
Con riferimento allo scadenzario t0, t1,… tn , ad ogni scadenza ti (i = 0,…,n)

corrisponde il tasso di interesse fisso r


Parte A Parte B
corrisponde il tasso di interesse variabile ci
su un dato nozionale C(**).

Graficamente, sullo scadenzario t = t0 , t1 ,…, tn

C(c0 − r) C(c1 − r) C(ci − r) C(cn − r)

t t1 $ ti $ tn
Stipula IRS

Osservazioni
• Comunemente, come tasso variabile negli IRS viene assunto il London Interbank Offer Rate
(Libor), cioè il tasso di interesse interbancario riconosciuto sui depositi.
• In genere è la sola differenza  · (*+  ,) ad essere liquidata ad ogni scadenza.
Derivati: Valutazione dell’IRS

Per valutare il tasso IRS (tasso swap), per il quale – a differenza dei tassi interbancari a breve
(Euribor, Libor, tasso di rifinanziamento BCE ecc.) – non esiste un fixing ufficiale per le diverse
durate dello swap, si ragiona in modo analogo all’esempio prima considerato, calcolando:
(a) il valore attuale della gamba fissa, al tasso IRS incognito,
(b) il valore della gamba variabile, ai tassi dedotti dalla curva dei rendimenti generata dai tassi
osservati sul mercato (p.es. Euribor)
e uguagliando i due valori al momento della stipula dello swap. Cioè(*)

-.( ∙ 1 / 0# 1213
/ -.( ∙ 1 / 04 1215
/ ⋯ / -.( ∙ 1 / 0! 1217
=
= +(, # ) ∙ 1 / 0# 1213
/ +(, # , 4 ) ∙ 1 / 04 1215
/ ⋯ / +(, !2# , ! ) ∙∙ 1 / 0! 1217

essendo:
• IRS il tasso IRS che rende uguali, alla stipula, i valori attuali della gamba fissa e variabile

• 08 il tasso zero coupon spot vigente nel periodo 8 -esimo (: = 1, … , ;)


(cosiddetto «mark to market» nullo)

• +(, 82# , 8 ) il tasso di rendimento forward vigente tra 82# e 8 (p.es. l’Euribor)
(evidentemente +(, # ) è il tasso spot osservato al momento della stipula dello swap)

+(, # ) ∙ 1 / 0# 1213
/ +(, # , 4 ) ∙ 1 / 04 1215 / ⋯ / +(, !2# , ! ) ∙ 1 / 0! 1217
-.( = =
1 / 0# 1213 / 1 / 04 1215 / ⋯ / 1 / 0! 1217

∑!8"# +(, 82# , 8 ) ∙ 1 / 08 1219


= (avendo posto  = < )
∑!8"# 1 / 08 1219
(*) Si osservi che, comparendo come fattore in entrambi i membri dell’uguaglianza, il nozionale  è stato semplificato
Derivati: esempio di IRS

La società A può indebitarsi secondo le due alternative:


(a1) Tasso fisso pari al 4%
(b1) Tasso variabile pari al Libor semestrale (L6m)

La società B, che ha uno standing creditizio meno elevato, può indebitarsi secondo le due
alternative:
(a2) Tasso fisso pari al 6%
(b2) Tasso variabile pari al Libor semestrale + 50bp (L6m+0,50)

Supponiamo che la società A intenda avvalersi del finanziamento a tasso variabile (b1), mentre
la società B intende finanziarsi a tasso fisso (a2).
Se le due società si “accontentassero” delle condizioni loro offerte dal mercato pagherebbero il
finanziamento rispettivamente un tasso pari al Libor semestrale (A) e un tasso fisso pari al 6%
(B). Ma$
7entrambe le società possono spuntare condizioni migliori
attraverso la stipula di un opportuno IRS.
Se infatti supponiamo che
• la società A contragga il prestito a tasso fisso (pagando ad ogni scadenza il 4%)
• la società B contragga il prestito a tasso variabile (pagando ad ogni scadenza il L6m+50bp)
• le due società stipulano un IRS in base al quale la società A corrisponde ad ogni
scadenza alla società B il L6m− −75bp in cambio del pagamento, da parte della società
B, del tasso fisso pari al 4%.
Derivati: esempio di IRS (segue)

Calcoliamo, per un nozionale unitario, il saldo per le due società alla generica scadenza ti:

Paga Incassa Saldo

4% 4% − (4% + L6m − 0,75) =


Società A 4%
L6m − 0,75 − (L6m − 0,75)
L6m+0,50 L6m − 0,75 − (L6m + 0,50 +4%) =
Società B L6m − 0,75
4% − 5,25%

Concludendo

• La società A, che vuole indebitarsi al tasso variabile, paga un tasso pari al Libor
semestrale meno 75bp (senza stipulare lo swap avrebbe pagato il Libor semestrale)

• La società B, che vuole indebitarsi al tasso fisso, paga un tasso pari al 5,25% (senza
stipulare lo swap avrebbe pagato il 6%)

La stipula dell’IRS conviene ad entrambe le società.


Derivati: Forward e Futures

Definizione (Forward)
Il forward è un contratto a termine attraverso il quale le parti si impegnano a scambiare
un’attività sottostante ad una scadenza stabilita e al prezzo (prezzo forward) fissati alla
stipula del contratto. Il contratto è di tipo OTC (over-the-counter), cioè non standardizzato.

Definizione (Futures)
Il future è un contratto a termine attraverso il quale le parti si impegnano a scambiare
un’attività sottostante ad una scadenza stabilita e al prezzo (delivery price) fissati alla stipula
del contratto. Il contratto è standardizzato nelle sue caratteristiche principali (sottostante,
dimensione, termini di quotazione dei prezzi, scadenza, luogo di consegna del sottostante e
determinazione del prezzo).

Osservazioni
• L’acquirente assume la posizione cd. lunga, il venditore la posizione cd. corta.
• Gli obblighi contrattuali del forward (futures) possono essere onorati: (a) acquistando
(vendendo) realmente il sottostante a scadenza (il che accade il 2% delle volte), o (b)
prendendo una posizione di mercato opposta a quella iniziale.
• Se alla scadenza iI prezzo del sottostante è maggiore del prezzo forward (future), la
posizione lunga ha saldo positivo, altrimenti negativo (caso speculare per la posizione corta).
• La differenza principale tra futures e forwards risiede nel fatto che, mentre i forward sono
scambiati over-the-counter (OTC), i futures sono contratti standardizzati scambiati in
mercati istituzionali. In generale, la standardizzazione riguarda le date di consegna ed il
meccanismo implementato per contenere il rischio di default di una delle parti.
Derivati. Forward e futures

Sia () il prezzo all’epoca  del contratto, (() il prezzo all’epoca  del sottostante e = la
scadenza del contratto. Il payoff del contratto è descritto dalle Figure che seguono.

Payoff della posizione lunga Payoff for della posizione corta

Coeff. ang. = 1
Profitto o perdita Profitto o perdita

( = < ()
( = > () Posizione corta guadagna
Long position gains

( = < () ( = > ()


Posizione lunga perde Posizione corta perde

sottostante (()
Prezzo del Prezzo del

(()
sottostante

() = Prezzo di () = Prezzo di


acquisto del acquisto del
contratto forward contratto forward
(future) (futures) Coeff. ang. = 1

((=)  ()   ( =
Payoff della posizione lunga Payoff della posizione corta

((=)  > >  ((=)


Derivati: Meccanismi operativi dei futures

• Alla stipula di un future, viene richiesto il deposito di un margine, generalmente


corrisposto ad un intermediario indipendente con funzione di garante per entrambe le
parti contro un'eventuale inadempienza del contratto.
• I futures sono marked to market: al termine di ogni giorno di contrattazione il contratto
viene liquidato attraverso l’adeguamento del margine ed un nuovo contratto viene
riscritto. Ogni variazione (profitto/perdita) giornaliera viene registrata nei conti delle parti.
• Se il saldo del deposito scende al di sotto della soglia minima, viene richiesto un
versamento integrativo (la c. chiamata di margine o margin call).
• La standardizzazione dei futures riguarda:
• Sottostante: viene definito esattamente il bene oggetto di scambio a scadenza. Nel
caso si tratti di commodities, occorre indicarne la qualità, le caratteristiche
specifiche, le modalità di trasferimento e di stoccaggio e così via.
• Dimensione del contratto: specifica la quantità di sottostante che costituisce
l’oggetto dello scambio
• Condizioni di consegna: nella generalità dei casi a scadenza ha luogo la cd. Cash
settlement (cioè la liquidazione del controvalore anziché del sottostante in termini
fisici). Nel caso in cui abbia luogo effettivamente la consegna del sottostante
(physical settlement), occorre stabilire il tipo di consegna (il luogo ed i termini)
• Condizioni di quotazione: si specifica l’entità delle variazioni di prezzo del
sottostante in termini di tick e/o di eccesso di variazione.
• Limiti di posizione: il massimo numero di contratti che può aprire uno speculatore.
Vuole evitare che la speculazione possa “dirigere” il mercato; da tale limite sono
esclusi gli hedgers
Derivati: La Cassa di compensazione nei futures

• I futures non prevedono esborsi iniziali e pertanto sono soggetti al rischio di insolvenza di
una delle due parti.

• A tutela delle parti opera la Cassa di Compensazione (Clearing House), un organismo che:
• raccoglie i depositi che garantiscono il buon fine dell’operazione;
• elimina il rischio di insolvenza da inadempimento.

• La Cassa di Compensazione, per tutelarsi a sua volta, adegua il deposito di garanzia


giornalmente per tenere conto del valore delle posizioni in essere.

• L’intermediario presso il quale si opera apre un conto apposito per il deposito dei margini di
garanzia. Al momento dell’apertura del contratto deve essere depositata una somma
variabile (dipende dall’intermediario) non inferiore al 7.5% (in Italia) del valore sottostante al
contratto stesso.

• In genere gli intermediari richiedono un versamento che va dal 10% al 15% del valore del
contratto. In nessun caso il saldo del conto margini deve scendere al di sotto della
percentuale minima pari al citato 7.5%.

• Ogni fine giornata si chiude la posizione in essere, si calcolano gli eventuali profitti o perdite
che verranno accreditati o addebitate sul conto margini; contestualmente si riapre la
posizione al nuovo prezzo. Se per effetto di perdite continuate il saldo del deposito scende
al di sotto della soglia minima, è richiesto un versamento integrativo (la chiamata di
margine, “margin call”).
Derivati. Future, esempio

Esempio
Si acquista un contratto future sull’indice di borsa FTSE MIB, il FIB. Il valore del contratto è
calcolato attribuendo ad ogni punto indice il valore di 5€. Se il valore di acquisto iniziale fosse
18.800, il valore del contratto sarebbe 18.800€—5=94.000€. Con un deposito iniziale del 10%,
9.400€, e un minimo del 7.5%, 7.050€, una situazione tipica è riassunta nella seguente tabella:

Variazione Variazione Chiamata di


Giorno FIB Conto margini
punti valore margine
1 18.800 9.400

2 18.650 -150 -750 8.650

3 18.300 -350 -1.750 6.900 2.500


9.900
4 18.400 +100 +500
( = 6.900+2.500+500)
5 18.600 +200 +1.000 10.900

6 18.650 -50 -250 11.150

7 18.350 -300 -1.500 9.650

8 18.200 -150 -750 8.900 500


10.400
9 18.400 +200 +1.000
( = 8.900+500+1.000)
10 18.300 0 0 10.400
Derivati. Hedging con i future

Short Hedge
Si supponga che un operatore abbia in portafoglio un’attività (che assumiamo unitaria) che
dovrà vendere ad una data futura. Per coprirsi dal rischio che il prezzo dell’attività scenda,
l’operatore può attuare uno short hedge (copertura short) vendendo un contratto future
scritto sull’attività. In questo modo:
(a) Se il prezzo dell’attività scende, l’operatore perderà nel vendere l’attività, ma
guadagnerà sulla posizione corta assunta nel contratto future;
(a) Se il prezzo dell’attività sale, l’operatore guadagnerà dalla vendita dell’attività, ma
perderà sulla posizione corta assunta nel contratto future.

Long Hedge
Si supponga che un operatore debba acquistare un’attività (che assumiamo unitaria) ad
una certa data futura. Per coprirsi dal rischio che il prezzo dell’attività salga, l’operatore può
attuare un long hedge (copertura long) acquistando un contratto future scritto sull’attività.
In questo modo:
(a) Se il prezzo dell’attività scende, l’operatore perderà dalla posizione lunga assunta nel
contratto future, ma guadagnerà dall’acquisto dell’attività;
(a) Se il prezzo dell’attività sale, l’operatore guadagnerà dalla posizione lunga assunta nel
contratto future, ma perderà dall’acquisto dell’attività.

Osservazione
La copertura attraverso i futures non migliora il risultato finanziario complessivo, ma limita
l’esposizione al rischio dell’operatore.
Derivati. L’open interest

Open interest: è la somma di tutte le posizioni lunghe (o corte) che risultano in essere nel
mercato in un specifico istante.
Incremento dell’open interest  incremento del numero di operatori con aspettative opposte
circa il futuro andamento del sottostante.
Decremento dell’open interest  incremento del numero di chiusure dei contratti, spia di una
diffusa convergenza di aspettative.
1 2 3
T1 1 Future – L 1 1 1 Future – S 0
T2 1 Future – S 1 1 1 Future – L 0
T3 2 Futures – L 2 2
T4 2 Futures – S 2 2
Posizioni aperte (P) 2 6 4
Open Interest (P/2) 1 3 2

1 2 3
T1 1 Future – L 1 1 1 Future – S 0
T2 1 Future – S 1 1 1
T3 2 Futures – L 2 2
T4 2 Futures – S 2 2
T5 1 Future – L 1
Posizioni aperte (P) 2 6 6
Open Interest (P/2) 1 3 3
Derivati. L’open interest

Sito della CC&G (Cassa di Compensazione e Garanzia) (Gruppo London Stock Exchange) http://www.ccg.it/jportal/pcontroller/
Derivati. Pricing dei forward (futures)

Relazione tra il prezzo spot ed il prezzo forward (future)

• = epoca di scadenza del contratto (in unità di tempo);


Notazione:

•  epoca corrente (in unità di tempo);


• (() prezzo spot del sottostante all’epoca 
• > prezzo forward pattuito
• ? valore del contratto forward (future) (alla data di stipula). Tale valore viene posto
uguale a zero, in modo che assumere la posizione lunga o corta dipenda solo dalle

• (, =) prezzo forward (future) all‘epoca  di un contratto con scadenza =


aspettative delle parti.

• , tasso privo di rischio per unità di tempo, assunto costante tra  e =

Il principio di arbitraggio stabilisce che il prezzo forward all’epoca  è uguale a:

 , = = (  A B(C21)

Per  → =, A B(C21) → 1. Quindi, il prezzo forward (future) tende al prezzo spot quando il
Osservazione

tempo tende all’epoca di scadenza, cioè (, =) → ((=) per  → =.


Derivati. Pricing dei forward (futures)

Per dimostrare la relazione (, =) = (()A B(C21) , consideriamo i due seguenti portafogli

Portafoglio Contenuto Valore


A Posizione lunga su un forward ?
Liquidità >A 2B (C21)
B Una unità del sottostante (()

Investendo in  al tasso privo di rischio , la liquidità >A 2B (C21) , alla scadenza = la


somma varrà > , importo che garantisce l’acquisto del sottostante all’epoca di scadenza

Alla scadenza =, sia il Portafolio A sia il Portafoglio B varranno ((=) (cioè una unità del
del contratto forward (future).

valore all’epoca , cioè


sottostante) e quindi, per il principio di arbitraggio, entrambi devono avere lo stesso

? / >A 2B (C21) = (()

? = (   >A 2B (C21)
da cui

Poiché all’epoca di stipula il valore ? del contratto forward (future) è uguale a zero, si ha

(, =) ≔ > = (  A B (C21)


Derivati. Pricing dei forward (futures)

La stessa conclusione può essere raggiunta assumendo che l’uguaglianza  , = =


(()A B(C21) non valga. Ne consegue:
1° Caso:  , = > (()A B(C21)
Strategia  =
Prendere a prestito l’importo (() tra  e = al tasso , /(() (()A B(C21)

Acquistare il sottostante (()

Vendere il forward /()


Profitto 0 /E(F, G)  H(F)IJ(G2F)
2° Caso:  , = < (()A B(C21)
Strategia  =
Vendere allo scoperto il sottostante /(()

(()A B(C21)
Investire l’importo (() tra  e = al tasso , (()

Acquistare il forward ()

Profitto 0 H F IJ G2F
 E(F, G)

In entrambi i casi, se l’uguaglianza non valesse, si verificherebbe un arbitraggio.


Derivati. Opzioni

Una opzione call [put] sul sottostante (1 è il diritto di comprare [vendere] il sottostante al
Definizione (Opzione)

prezzo contrattualmente stabilito K (prezzo di esercizio, strike price).

alla scadenza = opzione europea


Tale diritto può essere esercitato: L
entro la scadenza = (opzione americana)
Il costo 1 ( < =) dell’opzione call [put] è detto premio dell’opzione.

Osservazioni
• I forwards e i futures obbligano il detentore del contratto a consegnare o ad accettare la
consegna del sottostante alla scadenza. Le opzioni conferiscono al detentore il diritto,
non l’obbligo, di acquistare o vendere il sottostante.
Uno dei problemi principali consiste nel calcolare il premio 1 in modo che esso non
generi arbitraggi. Al momento della scrittura dell’opzione all’epoca  , 1 non è noto.

Anche nel corso della vita dell’opzione (quando il premio 1 viene stabilito dal mercato
attraverso la domanda e l’offerta), l’opzione può non essere scambiata frequentemente.

1 , per esempio per valutare i suoi rischi o per avvantaggiarsi di un possibile mispricing.
D’altro canto, un operatore potrebbe avere l’esigenza di conoscere il valore giornaliero di
Derivati. Opzioni

Graficamente, il profitto/perdita può essere descritto come segue:

CALL PUT
P/P P/P
Profitto

Profitto
Posizione corta call Posizione corta put
X
c ((=) c X ((=)

X − c
Posizione lunga call Posizione lunga put
X / c
Perdita

Perdita
Derivati. Esempio di opzione

Acquisto di

- Scadenza (maturity): T = 3 mesi


- 100 opzioni call con sottostante Apple Inc. (AAPL)

- Prezzo di esercizio (Strike price): X = 480$


- Premio : c = 9.83 $ (*)

Il prezzo dell’Apple Inc. sia 460$.

Se alla scadenza (3 mesi)

(a) Il prezzo di Apple Inc. è ((=) > 480$, il compratore eserciterà l’opzione e, per ogni
opzione in portafoglio, il saldo sarà S(T) – X – c.

H(G) Saldo unitario N° Saldo S(T) Saldo unitario N° Saldo


totale totale
481$ 481-480-9.83 = -8.83 100 -883 $ 488$ 488-480-9.83 = -1.83 100 -183 $
482$ 482-480-9.83 = -7.83 » -783 $ 489$ 489-480-9.83 = -0.83 » - 83 $
483$ 483-480-9.83 = -6.83 » -683 $ 490$ 490-480-9.83 = 0.17 » +17 $
484$ 484-480-9.83 = -5.83 » -583 $ 491$ 491-480-9.83 = 1.17 » +117 $
485$ 485-480-9.83 = -4.83 » -483 $ 492$ 492-480-9.83 = 2.17 » +217 $
486$ 486-480-9.83 = -3.83 » -383 $ 493$ 493-480-9.83 = 3.17 » +317 $
487$ 487-480-9.83 = -2.83 » -283 $ 494$ 494-480-9.83 = 4.17 » +417 $
(*) Il
prezzo c è stato calcolato usando la formula di Black e Scholes (si veda, p.es., il software disponibile online all’indirizzo:
http://www.cboe.com/LearnCenter/OptionCalculator.aspx)
Derivati. Opzioni

(b) Il prezzo di Apple Inc. è ((=) < 480$, il compratore non eserciterà l’opzione ed il saldo
complessivo sarà – 100 · * = – 100 · 9.83$ = – 983$.

Graficamente, il profitto/perdita può essere descritto come segue:

P/P

Profitto

480
(X )
9.83
(c )
Prezzo a
scadenza del

((=)
sottostante

489,83
Perdita

(X/c)