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Lavoro socialmente necessario (importante per il 3°par.

di
Tomba in Tomba Sacchetto 2008)
 Ciò che il capitalista acquista col salario non è il lavoro svolto dal
produttore ma una parte del suo tempo; la quantità di tempo
necessaria per fabbricare un oggetto misura il suo valore di scambio;
la misura del tempo quindi è «un dato indispensabile» alla produzione
e si concreta nei calcoli relativi alla giornata lavorativa,  basati sui
tempi del lavoro socialmente necessario e sulla forza produttiva o
produttività del lavoro che dipende dal grado medio di abilità
dell'operaio e dal grado di sviluppo tecnologico degli impianti. 

Quanto maggiore è la forza produttiva, tanto minore è il tempo di


lavoro necessario per produrre una data quantità di merce nell'unità di
tempo; ciò indica che per ottenere una certa produzione giornaliera si
può ricorrere tanto al miglioramento degli impianti quanto a un
aumento delle ore lavorative nella giornata. Il capitalismo industriale è
ricorso e ricorre indifferentemente alle due soluzioni. La durata della
giornata lavorativa è stata ed è calcolata sulla base di pure esigenze
economiche: l'uomo è qui semplicemente il mezzo per raggiungere
uno scopo a lui estraneo, cifra dì un calcolo economico in cui, fino a
quando non riguarda l'entità del profitto, la durata della vita della
forza- lavoro è priva di interesse. Il calcolo infatti deve limitarsi a
prevedere un logoramento «normale» di tale forza; ma, si chiedeva
Engels, che cosa vuoI dire normale? Il termine è molto vago e su
questo si sviluppa una controversia tra classe operaia e capitalisti che
solo la forza può decidere; di qui la lunga lotta per definire la durata
contrattuale della giornata lavorativa normale. 

Lavoro socialmente necessario

E' la quantità di lavoro necessaria in media per la produzione di un dato


oggetto; sulla sua base viene determinato il valore di scambio dell'oggetto
stesso. Così se per costruire un tavolo dello stesso tipo la media dei falegnami
impiega x ore, questo tempo misura il lavoro socialmente necessario per la
costruzione di quel tavolo. Se infatti il valore di scambio del tavolo fosse fissato
sulla base del tempo impiegato da ogni singolo falegname, si verrebbe a creare
la paradossale situazione di un valore di scambio tanto più alto quanto minore
è la capacità dell'artigiano. Il discorso è in linea di massima lo stesso anche per
i prodotti sofisticati delle industrie: la quantità di lavoro per costruire un
alternatore di un dato tipo è calcolata sui tempi medi impiegati dalle varie
fabbriche che lo producono: la fabbrica che impiegasse un tempo sensibilmente
superiore a quello medio si troverebbe ben presto in una difficile situazione.
Questo stato di cose viene talvolta indicato come «economia basata sulla
contabilità delle ore di lavoro». 

Non tutto il lavoro socialmente necessario produce nello stesso tempo lo stesso
valore di scambio: quanto maggiore è il grado di qualificazione-specializzazione
del lavoro impiegato per costruire un oggetto tanto maggiore è il valore di
scambio.