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1.

Schopenhauer e Leopardi hanno un pensiero simile sulla natura, ma c’è anche una
differenza. La natura è vista in modo diverso su come si comporta verso l’uomo.
Per Leopardi la natura all’inizio del suo pensiero è benigna ma poi nella fase del
pessimismo cosmico dirà invece che è una matrigna. Non bisogna capire la parola matrigna
come malvagia, la natura in realtà è indifferente, infatti non si preoccupa per niente
dell’esistenza dell’uomo. La natura è meccanica perché vive per conto suo, è come una
macchina che funziona senza preoccuparsi dell’uomo.
Anche per Schopenhauer l’uomo non è al centro della natura, ma a differenza di Leopardi è
l’atteggiamento della natura verso l’uomo che è diverso. Per il filosofo tedesco la natura è
una forza negativa che vive all’interno dell’uomo provocando di continuo il desiderio. Lui la
chiama voluntas e intende quella forza che ci spinge a vivere, che per lui è negativa perché
ha solo lo scopo di conservare la specie. Questa natura maligna ci rende infelici perché ci
dà desideri impossibili da realizzare, quindi ci costringe a vivere e a non essere felici.
Riassumendo per entrambi gli autori l’uomo è infelice per colpa della natura, ma per
Leopardi la natura è indifferente all’uomo, per Schopenhauer è maligna.

2. La prima guerra mondiale si può interpretata secondo l’ideologia marxista.


Marx pensa che la storia sia un processo portato avanti dagli uomini che lottano per la
propria sopravvivenza. Gli uomini cercano il benessere economico e quindi la struttura
economica che creano nella società è fondamentale. Le leggi e le religioni sono una
conseguenza di questa struttura. La società è guidata dalla borghesia che cerca il proprio
interesse economico sfruttando gli operai. Marx nel 1848 pubblica a Londra con l’amico
Engels il “manifesto del partito comunista”. Le sue idee di parità economica fra i ceti della
società saranno riprese da Lenin in Russia è saranno la base dell’ideologia comunista.
Questa ideologia prevede la guerra come arma per ottenere da parte dei proletari i loro
diritti, quindi si può dire che la guerra per marx significa la rivolta dei lavoratori.
La crisi del ’29 può essere interpretata secondo il pensiero di marx. La crisi scoppio per la
cattiva distribuzione del reddito, la cattiva gestione delle industrie e la sbagliata economia
da parte dello stato che ha speculato anziché aiutare le industrie. In una economia
comunista questo non sarebbe successo, perciò potremmo dire che la crisi del ‘29 è la fine
naturale della società borghese capitalista. Poi dopo dobbiamo esprimere un mio giudizio
su tali interpretazioni individuandone eventuali punti di forza e/o di debolezza

3. La filosofia di Nietzsche può esser interpretata come una filosofia della responsabilità
umana cui l’individuo non può sottrarsi, in particolare nel XXI secolo. Concordi con tale
posizione? Giustifica il tuo pensiero argomentando in base a quanto studiato e letto di
Nietzsche