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Politica
Matteo Renzi lascia il Pd: dalla
Bolognina a Leu, trent'anni di
scissioni nel centrosinistra
Nel 1989 lo strappo di Occhetto: andò via Cossutta che fondò
Rifondazione Comunista. Prima della scelta di Renzi, l'addio di
Bersani e Speranza
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ABBONATI A 17 settembre 2019

Trent’anni fa, quando Occhetto annuncia il


cambio del nome del Pci (alla Bolognina, il 12
novembre 1989) si capisce subito che la
celebre compattezza comunista è finita
insieme al vecchio partito. La prima scissione
è quella nostalgica di Cossutta che fonda il
partito della rifondazione comunista, proprio
mentre, nel 1991, nasce il Pds, partito
democratico della sinistra. Da allora tante
rotture si sono consumate, anche dopo la
nascita del Pd, che avrebbe dovuto, per sua
natura riunire del due anime del riformismo,
quella socialista e quella cattolica.
La svolta di Achille Occhetto alla Bolognina
L'INTERVISTA ESCLUSIVA Matteo Renzi
annuncia nuovo partito: "Lascio il Pd e sarà un bene per tutti, anche per Conte"
Due anni dopo la fondazione infatti, nel 2009, è proprio Francesco Rutelli a lasciare. Nasce
“Alleanza per l’Italia” dove arriva anche Bruno Tabacci. Per qualche anno il Pd resta più o
meno unito, fino al 2015 quando Giuseppe Civati, che aveva partecipato alle primarie del
2013 proprio contro Matteo Renzi, se ne va e fa nascere “Possibile”. Qualche mese dopo
tocca a Fassina con “Futuro a Sinistra”.

Nel 2017, dopo la sconfitta al referendum, arriva la scissione che segna di più il rapporto tra
Renzi e l’ala sinistra: abbandonano quelli della ditta da Bersani a D’Alema. “Peggio della
scissione c’è solo il ricatto”, dice all’epoca Renzi. Cita “i diktat della minoranza” e aggiunge
che “fuori di qui ci stanno prendendo per matti”. Ma la rottura si consuma lo stesso. Nasce
Articolo 1 guidato da Roberto Speranza (oggi ministro della Sanità) che poi confluirà in
“Liberi e Uguali” di Grasso che alle elezioni del 2018 raccoglie il 3,4% dei voti. E quando, alla
fine di agosto, il Pd decide di fare l’alleanza con i 5S per il Conte bis, Carlo Calenda lascia
per dare vita a “Siamo Europei”. Infine la scelta di Matteo Renzi.

INTERVISTA
Renzi lascia il Pd: “Uscire dal partito sarà un bene
per tutti. Anche per Conte”
DI ANNALISA CUZZOCREA

APPROFONDIMENTO
Matteo Renzi e il nuovo partito: da Boschi a
Bellanova: ecco chi segue l'ex segretario nella sua
avventura
DI GIOVANNA CASADIO

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