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Giuseppe Ungaretti (1888-1970) Tutte le poesie sono raccolte in Vita di un uomo

1888 Nasce ad Alessandria d’Egitto da genitori di origine lucchese+.


1890 Muore il padre, impiegato come sterratore nei lavori per la costruzione del canale di
Suez, la madre mantiene la famiglia e gli studi dei figli grazie alla gestione di un forno.
In Egitto il giovane Ungaretti frequenta le scuole francesi, dove conosce le opere di
Baudelaire, Nietzsche, Leopardi e Mallarmé. A quegli stessi anni risalgono la sua
amicizia con Enrico Pea, anarchico emigrato, e quella con Moammed Sceab, che
morirà suicida a Parigi, oltre a un fitto rapporto epistolare con Jahier e Prezzolini.
Parigi

1912 Frequenta a Parigi la Facoltà di Lettere dell’Università della Sorbona ed è allievo del
filosofo Henri Bergson. A Parigi frequenta i caffè letterari, dove conosce i
rappresentanti delle Avanguardie, tra cui Picasso, Apollinaire, Papini e Soffici.
Carso

1914 Allo scoppio della Prima guerra mondiale, torna in Italia e si schiera fra gli
interventisti. Parte come volontario e combatte prima sul Carso, poi in
Francia.
1916 Pubblica la prima raccolta di liriche scritte in trincea con il titolo Il porto sepolto, poi
confluite nella raccolta Allegria di naufragi del 1919.
1919 Sposa Jeanne Dupoix e, dopo un breve soggiorno a Parigi, si stabiliscono a Roma dove
nascono i due figli, Anna Maria e Antonietto.
1922 Aderisce al fascismo e ottiene un modesto impiego al Ministero degli Esteri. Riscopre
Petrarca, Leopardi, Dante.
1928 Si converte alla religione cattolica.
1933 Pubblica una nuova raccolta poetica, Il sentimento del tempo, in cui raccoglie le poesie
scritte tra il 1919 e il 1932.
Brasile

1936 Si trasferisce in Brasile a insegnare Letteratura italiana all’Università di San Paolo.


1937 Muore il fratello.
1939 Muore il figlio Antonietto, di nove anni.

1942 L’entrata in guerra del Brasile contro l’Italia costringe Ungaretti al rientro in patria.
A Roma, viene nominato Accademico d’Italia e gli viene offerta la cattedra di
Letteratura moderna e contemporanea, che conserverà fino al 1958, quando andrà in
pensione.
1947 Pubblica Il dolore,
1950 Pubblica La terra promessa,
1961 Pubblica Un grido e paesaggi e Il taccuino del vecchio.
1958 Dopo una lunga malattia, muore la moglie, Jeanne.
1969 Pubblica l’edizione completa della sua opera poetica, Vita di un uomo.
1970 Muore a Milano.

1.L'autore.Nella sua vita è importante sottolineare la formazione internazionale (nasce ad Alessandria


d'Egitto da genitori italiani; studia alla Sorbona di Parigi; torna in Italia partecipando alla prima guerra
mondiale; insegna all'Università di San Paolo in Brasile, poi torna a Roma) A Parigi ha contatti con poeti del
simbolismo La sua poesia nasce in opposizione alle tendenze poetiche in voga in Italia: la poesia di
D'Annunzio, il Futurismo, il Crepuscolarismo; parte della ricerca di forme nuove ed essenziali, capaci di
esprimere la drammatica condizione umana dell'uomo del 900. Decisiva è l'esperienza come soldato nella
prima guerra mondiale. La sua poesia è più vicina a quella della corrente dell'Ermetismo (Quasimodo, Gatto)
ma secondo la maggior parte dei critici Ungaretti nel suo complesso non si può collocare nell'Ermetismo e
solo una parte della sua poesia può essere considerata ermetica.(i critici hanno coniato il termine di "poesia
pura" o "poesia del frammento")

2. Caratteristiche della poesia di Ungaretti


a. Carattere autobiografico (la raccolta complessiva si intitola "Vita di un uomo")
b. Simbolismo (intuizioni, non chiara consapevolezza, destate da immagini che richiamano ad altro)
c. poetica del frammento
d. essenzialità della parola, rifiuto della frase ben costruita, mancanza di rime e di punteggiatura
e. uso dell'analogia "mettere in contatto immagini lontane, senza fili (es.: fratelli-foglia appena nata)
f. sinestesia (es: respiro il fresco che mi lascia il colore del cielo)
g. rifiuto delle ideologie: il poeta è piuttosto il "vecchio lupo di mare" che salva dal naufragio poche
cose essenziali
3. Fasi della poesia di Ungaretti
Possiamo distinguere tre fasi:
a) Prima fase : L'allegria (1919): versi brevi, parole essenziali con pochi aggettivi, manca completamente
la punteggiatura. E' una raccolta di poesie scritte durante la guerra e comprende a sua volta due sezioni:
"Il porto sepolto" e "Allegria di naufragi". "Naufragio" è la guerra  che fra crollare i miti e rende l'uomo
consapevole della sua fragilità" Allegria" è il ritrovamento del vero significato delle cose, la possibilità
di salvare le cose essenziali come fa il lupo di mare "Porto sepolto" : il porto è l'approdo, la sicurezza,
ma è sepolto, e quindi da ritrovare e riscoprire

Il primo titolo del 1916 (Il Porto Sepolto) si riferisce a una poesia nella quale Ungaretti esprime l’analogia
tra la funzione del poeta e della poesia e la figura del porto di Alessandria d’Egitto sprofondato con tutti i
suoi tesori negli abissi del mare: il poeta è colui che riesce ad affondare nel profondo dei segreti
dell’esistenza umana e riemergere per comunicare dei frammenti di inesauribile segreto. Il secondo titolo,
Allegria di Naufragi, si riferisce invece a una condizione molto particolare che il poeta ha vissuto nella sua
esperienza di guerra: l’allegria è infatti il sentimento particolare che l’uomo vive nel momento in cui, giunto
al limite estremo di vicinanza alla desolazione e alla morte, non può far altro che sentirsi tutt’uno con la
natura, che nel suo paesaggio (in questo caso quello roccioso del Carso) riflette la condizione dell’uomo, e
anche in una dimensione di fratellanza con gli altri uomini accomunati dalla stessa esperienza; dal naufragio
quindi dell’uomo nasce l’allegria

L’argomento principale dell’Allegria è quindi la Prima Guerra Mondiale, un’esperienza traumatica che mette
il poeta a contatto con una situazione estrema di dolore ma anche di bestiale violenza. I soldati, nelle trincee
sul Carso, vivono sempre nella precarietà, in bilico tra la vita e la morte ma talvolta il poeta
ritrova un contatto puro con la natura e si identifica in una parte dell’universo: il ritrovato contatto con la
natura interrotto dalla brutalità della guerra gli fa sembrare quasi di essere felice ritrovando un equilibrio e da
questa e da questa esperienza di naufragio scaturisce l’allegria. Stamani mi sono disteso / in un’urna
d’acqua / e come una reliquia / ho riposato - dalla poesia I Fiumi.
Le idee poetiche e l’esperienza di Ungaretti trovano, nella sua prima importante raccolta, una forma
perfettamente aderente ai contenuti. Le poesie sono in genere estremamente brevi e l’espressione
concentrata, forte e incisiva. Portano tutte il luogo e la data precisi della loro composizione, come se fossero
un vero e proprio diario nel quale il poeta ha annotato la sua esperienza. Ungaretti spiega la brevità delle
poesie dell’Allegria dicendo che era dovuta mancanza di carta e alla precarietà dei mezzi a disposizione al
fronte dovendo annotare le sue poesie su supporti di fortuna doveva concentrare in poche brevi righe, la sua
la forma è estremamente innovativa e soprattutto si adatta perfettamente alla situazione poetica e umana Le
brevi poesie, fatte di versi frantumati e di parole spesso isolate sullo sfondo della pagina bianca creano una
novità nel campo della poesia italiana ma non si tratta solo di una sperimentazione fine a se stessa, ma di un
vero e proprio linguaggio di straordinaria intensità ed essenzialità: la parola si trova da sola sul foglio ed
emerge dal silenzio, come descritta.
La caratteristica peculiare delle poesie dell’Allegria sono i cosiddetti “versicoli”: i versi tradizionali vengono
frantumati e ridotti spesso a pochissime parole anzi la parola si trova da sola sul foglio ed emerge dal
silenzio come l’uomo solo nel naufragio emerge nell’allegria. Questo linguaggio essenziale mette in risalto
l’uomo solo di fronte ai limiti stessi e alla fragilità della condizione umana; vengono espressi così sentimenti
e stati d’animo essenziali, quali corporeità e fragilità, paura e speranza, amore e orrore, disperato
attaccamento alla vita, immagini vicine all’arte dell’espressionismo. La poesia è fatta di parole e silenzi, e i
silenzi caricano di forza le parole, come lo stesso Ungaretti ha dimostrato nel modo di lettura delle sue
poesie, caricando di senso la singola parola, il singolo fonema e i silenzi stessi
 
b)  Seconda fase: Sentimento del tempo (1933)
E' caratterizzata da una forma più discorsiva e meno concisa, con versi anche lunghi come l'endecasillabo.
Il protagonista è l'uomo con la sua ricerca di valori e significati che oltrepassano lo scorrere del tempo.
L’argomento delle poesie sono riflessioni sul tempo e sulla morte. Avvicinamento alla religione cristiana

c) Terza fase: Il dolore (1947) La terra promessa (1950) Il taccuino del vecchio (1960)
Il dolore riflette dolorose vicende personali e collettive: la morte del figlio, Roma occupata dai tedeschi
durante la seconda guerra mondiale, si alternano più dense riflessioni sul destino dell’uomo e meditazioni
sulla vita e sulla storia degli uomini con la malinconia e l’ironica saggezza della vecchiaia, con modi poetici
sempre più vicini alla tradizione lirica italiana.
La terra promessa ha come filo conduttore personaggi della mitologia antica che cercano la loro "terra
promessa" ma muoiono prima di  vedere compiuto il loro sogno: Palinuro (timoniere di Enea) e Didone.