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20/9/2018

Geografia umana e culturale mod. 1

Per me la geografia è → una disciplina che studia e descrive il paesaggio fisico di una certa
regione, indagandone, talvolta, il contesto socio-culturale ed economico.
Geografia→ guarda definizione Treccani. Studia come fenomeni scientifici e culturali sono in
contatto.
Ricerca su come i camminatori dei gruppi di cammino percepiscano il paesaggio intorno a
loro;
Ecologia politica che studia dinamiche ecologiche in relazione alla politca, che viene a
scontrarsi con la politica. Contesto insulare Madeira;
Riforma agraria del dopoguerra, come ha cambiato l’assetto territoriale;
Come una pratica economica e sociale rivitalizzi un comune semispopolato.
“Progress in human geography”, rivista più importante.
“Journal of cultural geography” rivista molto importante. Metodologia diverse, si possono
analizzare dati, ma usare anche fotografie e altri mezzi.
Rapporto tra la geografia e riforme e rivoluzioni→ XXXII congresso geografico italiano.
Neogeografia→nuovi strumenti per la ricerca cartografica.
Concetto di spazio sempre presente, lo spazio in tutte le sue declinazione: spazio fisico, il
modo in cu lo spazio viene rappresentato, immaginato e percepito, e come lo spazo è messo in
relazione con l’essere umano o tra luogo e luogo. Queste rappresentazioni possono essere di
tanti tipi diverse: cartografica, testuali. Carta fatta bene carta esplicativa, che la guardi e
capisci. Il prodotto però da ricerca è un articolo. Spazio rappresentato a livello visuale,
rappresentazioni dello spazio, raccontare lo spazio attraverso il teatro. Anni sessanta si
credeva che la geografia dovesse essere una scienza quantitativa, che si basava soprattutto sui
dati.

Giuseppe Dematteis, torinese, dove nei suoi due testi scritti riflette su come la geografia per
ragionare produce metafore. Montagna termine ombrello, e ogni metafora contiene un
progetto implicito. Se noi descriviamo un dato elemento, gli elementi che diciamo o
trascuriamo abbiamo un’idea su dove dobbiamo andare. Le descrizioni non sono mai neutre,
ma partigiane. “Zeus, le ossa del del bue e la verità degli aranci. Biforcazioni geografiche.”
Quando si fa una descrizione geografica non è vero che si sta facendo una descrizione
oggettiva, e dice che o si descrive come se le cose siano giuste e non possano essere
diversamente, il geografo al servizio del principe, oppure potrebbe far emergere degli
elementi che fanno presuporre come le cose debbano cambiare.
Il raccontare le cose come se fossero eterne è stato uno degli inganni della geografia per tanti
anni. Esempio con il mito di Prometeo. Dematteis dice che la geografia è un po’ così, ovvero
descrive la necessità del mondo, descrizione dove non ci sono soggetti, non ci sono mai
persone. Rapporto uomo-ambiente dove non emerge la politica, cita testo di Aldo Sestini
degli anni sessanta, quando il paesaggio italiano è stato devastato dalla cementificazione.
Sestini descrive le coste come se fossero immutabili, senza dire che la costa adriatica stesse
diventando una striscia di cemento. Dematteis dice che i geografi dovrebbero anche occuparsi
di ciò che non viene considerato esattamente immutabili, senza studiare solo processi
“oggettivi” e verticali. Non deve valutare il geografo se la trasformazione è sostenibile, al
massimo lo può fare come individuo. Geografia degli anni 40 pensava che le cose fossero
eterne, a volte si poneva come giustificazione dell’esistente, e ciò la rendeva molto debole,
perché sembrava solo mera descrizione.
La géographie, ça sert, d’abord, à faire la guerre, Lacoste 1973, divide il mondo in due tipi
di geografi, uno al servizio del principe, esempio Ratzel, che affermava come ogni popolo
avesse bisogno di uno spazio vitale, quindi Hitler si è sentito giustificato ad attaccare la
Polonia→ geografia per interventismo militare. È andato anche in Vietnam. Dice che sono
anche i professori delle accedemie che giustificano i comportamenti politici, giustificando
l’ordine esistente (anni 70). Questi geografi non sfruttano il potenziale per far vedere come il
mondo potrebbe cambiare. Analisi visuale più evidente d quella testuale.
Aspetto sovversivo della geografia, porta inevitabilmente alla rivoluzione perché capisce che
lo status quo non ha ragion d’essere in quella maniera. Modo con cui noi descriviamo un
luogo e influenzato dalla nostra visione di quello spazio.
Tra geografie e politiche, cioè come la geografia può entrare nei processi politici. Erodoto nel
suo viaggio in Asia centrale parla Pericle della struttura sociale dei barbari, per uno fargli la
guerra, due soprattutto perché ritrovano loro stessi nell’altro.
Mappe che hanno cambiato il mondo→ mappa di John Snow, epidemia di colera nel 1854,
che non si riusciva a capire da dove provenisse. Ha provato a mappare i morti per colera. I
morti erano concentrati attorno ad una via che aveva una pompa di acqua, che era il vettore
del vibrione del colera. Prima non erano riusciti perché avevano solo un elenco sterile di
nomi.
Poesia di Roberto Piumini→ Che cos’è la geografia? La geografia è dove stanno gli amici, le
strade per le bici, i posti felici. Casa nostra, geografia personale, politica ed emotiva. La
geografia è un modo di guardare il mondo, sta anche dove non si vede. Si trova la geografia
anche in un giornale. Facebook può essere interpretato come un luogo. Quando cambiano la
schermata d facebook noi cambiamo modo di rapportarci, stessa cosa quando ci rapportiamo
con un altro social network. Rapporto tra turismo e abitanti e in modo in cui la città evolve.

Concetti chiave delle geografia

LUOGO→ località contraddistinta da caratteristiche fisiche, culturali e sociali. Un luogo può


essere identificato in maniera univoca attraverso coordinate assolute, o in base alla posizione
geografica, cioè come un luogo descritto in relazione ai suoi luoghi geografici.
Al luogo è connesso il senso di luogo, cioè l’attaccamento emozionale che le persone
sviluppano nei confronti di determinate località. Principale teorica del concetto di luogo Doris
Massey.

SPAZIO→ Estensione della superficie terrestre di dimensioni non definite: assoluto, entità
geometrica, le cui dimensioni sono misurabili metricamente, relativo, le cui proprietà variano
a seconda dei contenuti. Possiamo distorcere la percezione dello spazio prescindendo dalla
distanza. Infine relazionale, definito dalle interazioni umane dalle percezioni, che sono
mutevoli. Spazio relazionale anche tramite Facebook. Alcune realtà sono più vicine di altre.
Spazio relazionale dipende anche dalle tue percezioni.

Distribuzione spaziale→ si mappano le aree, ad esempio maggioranza della popolazione che


parla italiano.

CONCETTO DI VARIAZIONE SPAZIALE→ come un certo dato cambia in vari luoghi

CORRELAZIONE SPAZIALE → come due fenomeni sono collegati. Es, food desert,
scarsissima offerta di cibo fresco o di qualità, da noi quasi non esistono, fenomeno che in
Italia esiste al massimo in montagna. In USA ciò avviene nei quartieri più poveri. Carta dei
food desert comparata con carta etnica delle minoranze. Comunità afroamericana di Chicago
dove c’era un food desert, perché i nigga sono i più poveri.

DIFFUSIONI→ movimento di persone, idee, fenomeni, da un luogo all’altro, con tempi e


modalità differenti. Per rilocalizzazione, contagio, gerarchica, diffusione di informazione di
una multinazionale prima a filiale più importante e poi agli altri, e per stimolo, simile a quella
per contagio, presuppone una rielaborazione connessa ad uno stimolo esterno di un’altra
persona. Un’idea si diffonde per rilocalizzazione e poi per contagio stimolo.

INTERAZIONE →relazioni tra due o più soggetti dove essi si scambiano più informazioni e
modificano le loro azioni in relazione alle loro idee e comportamenti reciproci. Gli scambi
avvengono quando i soggetti possono soddisfare vicendevolmente i loro bisogni.

OPPORTUNITÀ ALTERNATIVA→ l’interazione avviene finché non si trovano interazioni


più vantaggiose. Le sanzioni contro Ungheria e Russia hanno cambiato il mercato per
mancata disponibilità di prodotti. La globalizzazione fa in modi che le interazioni avvengano
su una scala sempre più grande, grazie anche alle nuove tecnologia e ai nuovi mezzi di
comunicazione. Es con rimesse, soldi che il migrante economico manda alla famiglia
d’origine. La maggior parte dal mondo occidentale, arrivando in Africa o Sud-Est asiatico.
Proposta di legge di tassare le rimesse dei migranti, che aprirebbe il campo a rimesse illegali.
Ciò avviene su scala mondiale

TERRITORIO→ esistono diverse accezioni di territorio, es territorio degli animali, l’animale


difende l’aria che gli compete. Il territorio di uno Stato è dato dai suoi confini. L’idea di
territorio a cui faremo riferimento è un approccio relazionale: superficie terrestre così com’è
stata modificata dall’uomo con azioni materiali, trasformazioni artificiali, e simboliche, da
nome a città. Cubo del territorio definito da Turco, diviso in tre momenti,
DENOMINAZIONE, REIFICAZIONE, STRUTTURAZIONE→ Primo elemento che
trasforma spazio in territorio è la denominazione, appropriarsi simbolicamente del territorio;
reificazione, render cosa, trasformare fisicamente, costruire case; strutturazione vuol dire dare
confini e funzioni al nostro territorio. Queste funzioni non sono solo ascrivibili ad un fiume o
ad una montagna.

CONCETTO DI SCALA→ cartografica, rapporto tra le dimensioni sulla carta e quelle nella
realtà. Rapporto numerico. Abbiamo poi la scala osservazionale, quella da cui io osservo un
fenomeno. Scala di misura taglia territoriale su cui avviene un fenomeno, es cambiamento
climatico può essere a livello mondiale, ma a volte può essere locale. Operazionale: si ribalta
la concezione di stato. Elemento molto importante è quello di ragionare sull’idea di scala
prodotta e sono oggettive, analizzare le scale in maniera critica significa ragionare perché
sono così. Esempio scala locale. Se si intende raggio di 100 km, regionale, nazionale, solo i
contadini che vivono in città.
Concetto di Alpi, politiche europee e programmi europei per le Alpi. Alpi food way o Alpine
space, programmi europei per la qualificazione delle Alpi. All’interno dello spazio alpino ci
sono anche città più grandi come Torino all’interno del progetto.

CONCETTO DI PAESAGGIO →definizione di convenzione europea del paesaggio.


“Determinata parte di territorio così com’è percepito dalle popolazioni o da un soggetto, il cui
carattere deriva dall’azione di fattor naturali e/o umani e dalle loro interrelazioni.” Il
paesaggio è il territorio come lo percepiamo noi.

REGIONE →una regione è un’area in cui i punti di essa hanno delle caratteristiche in
Piemonte. Regione Piemonte definita dall’ente definita regione Piemonte.

21/09/2018

Geografia collocata nelle scienze sociali, non scienza dura come le intendono gli inglese.
Geografia scienza della complessità, parla un po’ di tutto, e ciò è che la virtù della geografia.
Perché la geografia parla di tutto? Il geografo è un jake-of-all-trade perché si occupa di spazio
terrestre. Posizione base della spazializzazione. Da quando si sono messi insieme gli elementi
della geografia terrestre sono usciti i luoghi.

Tema della popolazione umane, il più importante della geografia, capire la geografia partendo
da contesto reale.

Numero abitanti: più di sette miliardi, il pianeta non è mai stato così tanto popolato. Paese più
popolato: Cina, a seguire India e USA. Paesi come India, sud est asiatico e sud africa. Grande
influenza della natura. Base colonialismo: scoperte geografiche. Nel 1920 eravamo 1
miliardo, ora siamo 7 miliardi. In meno di cento anni siamo aumentati di sei miliardi. Risorse
non rinnovabili, risorse rinnovabili finite, come l’acqua. Distribuzione ricchezze rispetto a
popolazione umane: meno dell’1% possiede più della metà delle risorse del pianeta. Potere
connettivo della geografia, che mette in correlazione cose molto diverse. Come siamo passati
ad essere così tanta gente? Due elementi centrali: diminuzione mortalità infantile. Ciò dovuto
ai miglioramenti nella medicina e all’accesso dell’acqua potabile, quindi allungamento
speranza di vita, quindi questi due fattori sono collegati. Secondo schema demografico
dovremmo avere una fase di stabilizzazione e abbassamento. Controllo delle nascite scelta
molto ristretta, l’unico posto in cui hanno tentato di imporla è in Cina, i cui costi si riducano
nel tempo. La Cina ha affrontato il problema della densità della popolazione attraverso la
politica del figlio unico e della diaspora, cioè i cinesi sono emigrati in tutto il mondo. Italia
primo paese con massiccia migrazione nella metà dell’ottocento fino al primo novecento. Più
di 2,5x10^6 immigrati italiani nel mondo, specialmente sud America e Usa. Tutti i paesi con
eccesso demografico incentivano e non possano impedire la diaspora di un popolo. Il numero
di persone di venti-venticinque anni è la metà del paese, in Italia siamo 30%.
Cosa diamo da mangiare a tutta sta gente? Perché meno gente soffre la fame? Non notizia
certa. Se le risorse sono sempre le stesse e la popolazione è aumentata cosa è successo?
Aumento delle rese aumenterà come la popolazione mondiale e il suolo coltivabile, risorse a
rischio, il suolo, la componente fertile del terreno, è a rischio desertificazione. Metà del suolo
non possiamo utilizzarlo perché creeremmo grandi danni ambientali. Consapevolezza del
limite = consapevolezza ecologica. L’unica risorsa per affrontare il futuro è il progresso
tecnologico.
Conseguenza del popolamento→ trasformazione del paesaggio. Il pomodoro si diffonde
nell’ottocento. Tradizione del pomodoro molto recente. Con molta difficoltà noi mangiamo
varietà troppe antiche. Il pomodoro di Pachino è un ibrido, prodotto da un incrocio, i
contadini comprano i semi da chi detiene i diritti d’autori, cioè Israele.
Il Bangladesh è un paese molto a rischio, perché è un paese sotto il livello del mare, rischio
inondazione ed è molto popolato. Siamo passati dal 20% di popolazione urbana al 50% di
popolazione urbana di oggi.

27/09/2018
Concetti chiave della geografia: territorio, spazio, paesaggio.
Strumenti della geografia: la geografia si fa con tanti strumenti differenti, uno però in
particolare è più conosciuto: la carta geografica, la rappresentazione di una porzione della
superficie terrestre, ridotta in scala, approssimata, cioè essendo in scala deve approssimare la
realtà, di conseguenza ci saranno degli errori, dovuti alla scala e alla bidimensionalità.
Bisogna quindi fare una proiezione, sia ortogonale che matematica. La carta è oltretutto
simbolica, quindi a diversi elementi sono associati diverse convezioni, dei simboli.
Altro strumento sono i dati statistici, a cui i geografi si affidano per fare studi economici, tipo
il PIL, che però non ci dice niente sulla disparità della popolazione, la variazione della
popolazione, di tipo sociale, legati alla salute, alla struttura delle famiglie. I dati sono quindi
analizzati in riferimento alla distribuzione spaziale, cercando delle collocazioni tra spazio e
dati. Vi sono anche dati di tipo ambientale, come il clima e l’utilizzo del suolo e la copertura
forestale. In vent’anni la copertura forestale è aumentata, anche perché sono cresciute dove
c’erano spazi prima abitati, quindi lo spazio agricolo e abitato si è spopolato. Sono foreste che
non vengono curate perché non hanno una funzione per l’uomo. Se l’uomo non si occupa del
sottobosco gli argini del fiume in piena si riempiono di biomassa. Quindi questo è un dato sia
buono che cattivo, dipende dal punto di vista con cui si guarda al fenomeno. Differenza tra
indice ed indicatore: l’indicatore è uno, l’indice è l’insieme di più indicatori.
England’s deprived areas: maggior parte nel nord, ex area industriale.
Altro strumento della geografia: osservazione diretta. La distinzione tra strumenti e fonte è
molto labile. Le fonti letterarie sono fonti della geografia, e lo sono per diverse ragioni:
descrizioni di territori e paesaggi. Ovviamente non dobbiamo dimenticarci del filtro
dell’autore, ma se siamo bravi ad incrociarlo con altri fonti abbiamo diverse visioni del luogo.
La geografia ci offre luoghi immaginari, come ad esempio il Signore degli Anelli o ASOIAF,
oppure come Berlin e Harry Potter. Il luogo del romanzo non è mai quello reale, ma un luogo
verosimile, che ci trasmettono un certo senso del luogo, che contribuiscono a creare
l’immaginario di un luogo, che contribuisce a creare l’immagine che noi abbiamo del mondo.
“Atlante del romanzo europeo”, F.Moretti 1997. L’arte spesso si è prodotta nei luoghi di
potere che potevano finanziarla.
Altro strumento/Fonte: fonti visive. Si può fare geografia sulle immagini e con le immagini.
La prima vuol dire che si parte da fonti visive per capire la geografia di un luogo, oppure la
seconda, si può fare geografia producendo immagini, magari in collaborazione con la
popolazione autoctona, che fotografano il loro modo di percepire il loro territorio.
Strumento/Fonte: il cinema, che può essere un documento geografico, una fonte per
raccogliere un’informazione sul luogo, narrazione geografica, poiché spesso racconta un
luogo, agente geografico, cioè può contribuire a cambiare un luogo. Ad esempio a Torino si
girano tanti film e serie, perché a Torino c’è un’agenzia che aiuta nella logistica e nella parte
burocratica, e Torino è cambiata, entrando nell’immaginario collettivo in maniera diversa, che
ha permesso di incrementare il turismo.
Ultima fonte: sono le persone. Le persone si interrogano in modi diversi: si interrogano gli
esperti, o coloro che hanno informazioni e punti di vista privilegiati che rispondono alle
nostre esigenze; gli esperti a volte sono anche gli oggetti delle ricerche; poi ci sono dei
questionari, a risposte chiuse o semichiuse; alle volte magari si formano dei focus group, che
vanno a creare una conversazione e dinamiche molto interessanti; varie tipologie di
partecipazione in cui l’oggetto della ricerca, ad esempio una popolazione, è coinvolto
attivamente.
LA GEOGRAFIA URBANA
Ci sono diverse branche della geografia, che si occupano di cose diverse. La geografia urbana
si occupa di città, cioè di come la città si evolve dal punto di vista politico e sociale. Questa
divisione è messa in discussione dalla geografia tradizionale. Si studia poi la geografia delle
città, cioè come si distribuiscono sulla superficie e come interagiscono tra di loro. Si studia la
forma delle città, esempio Torino ha forma ortogonale perché era un ex accampamento
romano. Si studia la composizione di una città, come sono composti i quartieri e da chi, se ad
esempio ci sono quartieri popolari, quali minoranze abitano dove. Torino ha circa 80.000
studenti universitari e almeno 50.000 dipendenti dell’università. Si studia la funzione di una
città, e sono le funzioni a definire una città, non è solo la popolazione. Ad esempio, Cuneo,
55.000 abitanti, è polo di riferimento per le città della zona sud del Piemonte. Geografia
Culturale studia le lingue, le etnie, come i gruppi etnici si distribuiscono sul territorio e come
interagiscono tra si loro, studia i segni culturali nelle città e i paesaggi culturali.
Esiste la geografia politica, cioè la geopolitica e come i paesi interagiscono tra di loro, i
diversi nazionalismi, regionalismi e spinte indipendentiste. Si studia la geografia elettorale,
quindi le diverse forme di potere, come la democrazia. Studia come il potere condizioni e
trasformi i diversi luoghi e condizioni il comportamento degli abitanti. Può essere una cosa
esplicita, ad esempio l’altare della Patria a Roma, prima sotto il regno e poi sotto il fascismo,
oppure implicita come la pedonalizzazione di Piazza Vittorio.
La geografia sociale, connessa alla politica, che studia lo spazio sociale come un prodotto
vero e proprio. Dialogo con la sociologia, come succede con tutti gli altri tipi di geografia.
Rapporto tra società, spazio e individuo, correlati ad altri fattori.
La Terra è un geoide, perché ci sono diverse forze gravitazionali in gioco, come la forza peso
e la forza di attrazione gravitazionale. Per rappresentare la terra si usa un ellissoide, che
costituisce la superficie di riferimento, cioè quella che usiamo come riferimento. Tre tipo di
superficie terrestre: quella reale, geoidica, influenzata dall’attrazione, quella ellissoidica, cioè
quella astratta, e quella topografica, cioè la carta vera e propria. Ciascun punto sulla superficie
terrestre può essere localizzato in maniera univoca attraverso delle coordinate, che
individuano degli angoli. Paralleli sono porzioni di spazio della sfera, al massimo di 180,
mentre i meridiani sono semicirconferenze infinite passanti per i poli.
Le coordinate non sono universali perché esistono diversi sistemi di riferimento al secondo
della superficie che analizziamo. Il tipo di superficie che utilizziamo si chiama datum, che è
composto da l’ellissoide di riferimento, posizione relativa di ellissoide/geoide e rete geoidica.
Il principale sistema di riferimento globale: WGS84. Tutto ciò perché noi dobbiamo
rappresentare la Terra, in 3D, e passare al 2D.
Esistono tre tipi di proiezione, classificate per proprietà:
1) Equivalente, cioè si conservano i rapporti tra le superfici dei territori
2) Conformi, cioè conservano le forme (cioè gli angoli) reali dei territori
3) Equidistanti: conservano le distanze tra i punti sulla superficie terrestre.
Non si possono mantenere in contemporanea tutte e tre le caratteristiche su una cartina di
grande scala.
Possono essere classificate per “principio”:
1) Vere, come quelle di Disegno Tecnico, trasportano il reticolo geografico.
2) Modificate, che partono da vera e ne riducono le distorsioni
3) Proiezioni convenzionali che utilizzano modelli matematici
Esistono quelle classificate secondo fonte della proiezione:
1) Ortografiche, fonte luminose all’infinito
2) Gnomiche
3) Stenografiche
Spazio su cui è proiettata:
1) Cilindrico, distorsione minima sull’equatore, man mano che si sale verso i poli si ha
più distorsione e può essere diretta, inversa e obliqua. Cilindro tangente a
circonferenza massima;
2) Coniche, cono avvolto intorno alla terra, tangenza rispetto a parallela e meridiano, si
usa molto nel caso di rappresentazioni di superficie terrestre limitata in uno dei due
emisferi si usano queste proiezioni. Usata molto da cartografia statunitense. Le
tangenti si chiamano linee standard
3) Azimutali, con il punto di tangenza individuato da una retta dall’ellissoide, usate per
rappresentare i poli.
Quando si vuole rappresentare la superficie terrestre si usano dei compromessi, che
rappresentano il mondo in modo accettabile e che suggerisce la curvatura del globo
PROIEZIONE OVALE.
Carta di Mercatore sviluppata nel ‘700 in Olanda. Carta di Albers è quella usata negli Stati
Uniti. Distorsione di America Latina e Canada.
Scala: rapporto tra valore delle distanze misurate sulla carta e delle distanze reali.
Le carte possono essere:
1) A grande scala fino a 1:100.000
2) A media scala
3) A piccola scala
Noi ci stiamo abituando a carte sempre più dinamiche, che ci cambiano scala in automatico.
La riduzione è raramente rappresentata correttamente in ogni punto della carta
1) Distorsione delle proiezioni
2) Simbolismo
Il rilievo: dai mucchi di talpa al Digital Terrain Model. Nella storia il rilievo è uno dei simboli
su cui si è più dibattuto: c’erano i mucchi di talpa, il metodo lisca di pesce che rappresenta il
crinale, con tinte altimetriche, più marrone più è alto, oppure col tratteggio. La curva di
livello, o isoipsa, unisce due punti aventi la stessa quota. Più le curve di livello sono vicine,
più il livello è alto. Quando la pendenza è troppo elevata si lascia spazio a motivi pittorici, che
assomiglia a metodo di lisca di pesce. Per le carte digitale si usa il Digital Terrain Model.
Carte degli insediamenti, che cambiano a seconda della loro funzione a livello di simboli. I
confini anche sono simboli. Confine tra USA e Canada è tracciato, confine terrestre più lungo
al mondo. Carte di trasporti e viabilità. Ragionamenti che riguardano la cartografia
tradizionale, =/= da cartografia digitale, simboli modificabili da noi. Leggere carta da Google
maps molto complicata, ed è difficile farsi una visione di insieme. Contiamo di avere una
scala poco dettagliato e si vedono meno cose.

28/09/2018
Aspetti sociopolitici e culturali della cartografia. Prima testimonianza carta geografica: 3000
a.C., in Val Camonica. Fin dalla preistoria l’uomo ha sentito il bisogno di rappresentare lo
spazio intorno a sé. Questa incisione rappresenta l’ipotetico villaggio dell’autore. Il villaggio
è rappresentato in tutte le sue forme. Le mappe avevano due funzioni, una pratica, per definire
le diverse funzioni dello spazio, ma hanno anche una funzione simbolica, che esprimono una
cosmogonia, cioè la visione che le popolazioni vogliono affermare dell’universo. La
rappresentazione cosmogonica era una forte rappresentazione del potere, poiché coloro che la
decidevano erano parte dell’élite. Le carte tentavano anche di misurare lo spazio intorno a sé,
tentando anche di misurare la superficie conosciuta. Già in epoca preclassica abbiamo
testimonianze di come le popolazioni fossero in grado di misurare con precisione le cose
intorno a loro. Ad esempio, la piramide di Cheope è alta esattamente 1x10^-3 del raggio
terrestre. La svolta si ha con la civiltà greca, specialmente con la scuola tolemaica. La prima
carta dell’ecumene, cioè le terre abitate dall’uomo, risale al periodo immediatamente
successivo ad Alessandro Magno, 540 a.C., che porta la cartografia ad un livello qualitativo
più alto. Dicearco Primo meridiano e parallelo, 300 a.C., Eratostene misura il raggio
terrestre nel 240 a.C.
Il più importante cartografo di origine ellenistica è Tolomeo, modello tolemaico, ha
sviluppato un atlante da 27 tavole, 150 d.C., molto utilizzato, che forniva informazioni su
come fosse fatto il mondo e su come si facevano le carte. Limiti orientali che si spingono fino
alla Corea. Grandi percorsi commerciali. No contatti con popolazioni subsahariani e
popolazioni mediterranee né c’erano le tratte atlantiche, che non si facevano perché i venti
alisei sono costanti, quindi le navi che superavano le colonne d’Ercole riuscivano ad arrivare
ma non a tornare indietro. Le navi arrivavano alle Canarie, che erano considerate le isole
perdute dalle quali non si tornava.
Se i Greci erano navigatori, filosofi e interessati agli aspetti non esattamente pratici della
scienza, i Romani erano innanzitutto un popolo di terra, ed in secondo luogo più pragmatici, e
di conseguenza le carte avevano un aspetto più pragmatico. La tabula Peuntingeriana, del IV
sec a.C., ha segnate strade utili per spostarsi e città per sostare, i fiumi, e i servizi con cui si
potevano attraversare. Questi percorsi si chiamavano itineraria picta o scripta, che erano
disegnati o scritti.
Nel medioevo la popolazione diminuisce per vari fattori e ci si dimentica molta della
conoscenza tecnica accumulata nei secoli, e si torna a navigare sotto costa. C’è ancora la
divisione tra carte con utilità pratica e carte simboliche e religiose. Carte religiose quasi tutte
a T ed O: Mediterraneo ad O, che circonda la Terra a T, senza essere indirizzate verso Nord.
Carte del 1250 d.C., periodo della IV crociata. Silon era probabilmente molto importante per
gli scambi commerciali di spezie. Con l’età moderna la carta moderna è sempre più al
servizio di stati ed impero. In Spagna e Portogallo si apre la via alle esplorazioni geografiche,
per trovare nuove tratte commerciali e nuove terre per sviluppare degli imperi coloniali. In
duecento anni si restituisce nelle carte dei dettagli abbastanza precise dell’America del Sud.
Al Nord gli insediamenti sono minori, quindi non si hanno abbastanza informazioni. I Paesi
Bassi avevano bisogno di una cartografia a piccola scala. Agli Olandesi interessava solo
aprire altre tratte commerciali, che avevano come protagoniste le Compagnie delle Indie, che
tentavano di avere il monopolio delle tratte. Finisce l’età coloniale di quell’epoca, e la
cartografia viene messa al servizio dello stato nazionale.
Ad esempio, nel 700 la Francia completa la sua unità in modo definitivo, e per affermare ciò
viene commissionata alla famiglia Cassinì, al servizio del re e poi della Repubblica, una
nuova carta geografica ufficiale del regno di Francia, finita dopo la Rivoluzione. La Francia è
già divisa in dipartimenti.
Ogni mondo ha sviluppato la sua specificità. Ad esempio, ai polinesiani interessava meno
della morfologia della costa, ma la posizione delle isole, sviluppando una cartografia molto
particolare.

Carta nautica polinesiana, dove i bastoncini sono le rotte che


portano da un’isola all’altra.
Politica della cartografia
L’inglese che salì su una collina e scese da una montagna, 1995. Film che narra di due
cartografi incaricati di mappare il regno inglese. Film importante per dimostrare come la
cartografia sia importante per il potere centrale, ci fa capire come gli oggetti geografici siano
metafore. Quella della cartografia è un’affermazione di potere della montagna, perché serviva
per ridimensionare l’orgoglio indipendentista di quelle popolazioni.
La scelta di come approssimare, ridurre e simbolizzare non è casuale, ma dettato da una certa
visione, che può essere quella di chi la produce o la commissiona.
Secondo Fremont la carta è un punto di forza per tre ragioni: militare, che permette di creare
anche delle strategie, nell’organizzazione territoriale, per capire come un territorio funziona,
si evolve e come viene gestito, e sociale, perché rivela disuguaglianze e conflitti sociali in
maniera più diretta di quanto possa fare un testo.
Esistono molti tipi di carte: quelle topografiche, che offrono rappresentazione più o meno
fedele della superficie terrestre, i cartogrammi, in cui la rappresentazione della superficie
integrata con informazioni sui suoi punti, come quella politica, carte topologiche, dove
vengono lasciate solo le informazioni necessarie, ad esempio la cartina della metro, o come
quella polinesiana, le metacarte, che modificano la forma di ciò che rappresentano in base alle
caratteristiche del fenomeno che rappresentano. Queste tipologie si intrecciano in una
classificazione per contenuto. La Francia ha sempre avuto un approccio molto duro contro le
minoranze linguistiche come quelle occitane, quindi il controllo linguistico da parte dello
stato nazionale molto forte. Affermazione araba mondiale: panarabismo, il popolo arabo è
uno e quindi deve essere unito, con l’arabo come lingua ufficiale.
Tentativi di proiezioni diverse che sono quasi provocatorie: negli anni ’70 Peters propone
planisfero dal suo punto di vista, che ingigantisce Sud America e Africa. Cartografo
australiano decide che si è stufato di stare in basso a destra e quindi si mette al centro in alto.
Il fatto che il nord sia sopra è perché la produzione culturale cartografica viene dal nord del
mondo.
Cartografia dal basso carte di qualcuno che le ha prodotte per i fruitori. Percorsi che
facciamo per correre usando le app, gli ideatori magari useranno i dati per altre cose, esempio
per la pubblicità o altra roba. Quando usiamo google maps stiamo producendo una carta. Idea
di produrre carte insieme ai futuri fruitori delle carte contribuisce al concetto di cartografia,
specialmente nella FAO, e ciò porta a mediazioni della realtà. Le carte partecipative possono
essere utili, perché queste carte contengono il punto di vista del fruitore, dove emergono
problemi che il cartografo può non conoscere. Se il fruitore conosce il suo territorio è più
facile che se ne prenda cura. Ciò ha anche fini politici, per no rendere tutti i processi politici
solo top-down ma anche bottom-up, con la partecipazione attiva dei cittadini, dalla quale
emergono i diversi problemi, luoghi e altre cose nascostecrowd mapping.
11/10/2018
La mappa mentale è uno strumento che permette di capire come le persone immaginano gli
spazi nella propria mente, sono strumenti prodotti a mano libera, nel disegnarlo si traducono
immagini spaziali in maniera diversa sa quella che si ha in testa. Ognuno di noi ha delle
mappe mentali per orientarci, per spostarsi in luoghi che conosciamo.
Il navigatore da informazioni sulle strade più rapide e veloci che a volte contrastano con le
mappe mentali, questo dimostra l’esistenza delle mappe mentali, la percezione del luogo
quindi è distorta dal nostro uso di quel luogo, da come pensiamo che il luogo sia organizzato.
Per sicurezza, creare mappe ci porta a definire luoghi o percorsi sicuri (che noi riteniamo tali)
È un modo in cui noi organizziamo le informazioni
Sono corredato da un immaginario legato ai luoghi, uno stato  emozionale della geografia
Un altro modo di lavorare con le mappe mentali è quello di usare un’altra scala. Lynch
pubblicò L’immagine della città nel ’64. Coinvolse Jersey City, Los Angeles, Boston; ragionò
su come le persone organizzassero le varie funzioni della città. Ci sono 5 tipi elementi
ricorrenti
1. Percorsi che ciascuno fa nella città, sono i canali lungo il quale si muove l’osservatore
(a piedi o con i mezzi)
2. Margini: confini dello spazio rappresentato. Il punto in cui delimiti non è reale, ma
come nella nostra testa territorializziamo lo spazio. Ci sono anche margini interni.
3. Quartieri: zone della città identificabili, insieme ai percorsi sono gli elementi in cui le
persone strutturano la propria relazione con la città
4. Nodi: punti o aree e sono i luoghi strategici della città (Metro, lavoro, centro
commerciale, casa)
5. Riferimenti: elementi che  fungono da riferimento per l’orientamento (la Mole, il Po)
Password: geo_let_18  serve per il materiale didattico
IL PAESAGGIO
Uno dei concetti principali della geografia umana e culturale. È molto complicato dare una
definizione di paesaggio. Secondo all’introduzione di Copeta è un’evidenza prescientifica.
Secondo Gambino (facoltà di architettura) il termine è polisemico quindi è impossibile
trovare una definizione univoca. Si è evoluto nel tempo, ma un punto in comune è che ci sono
alcuni elementi: SINTESI (racchiude tanti elementi e li ricompone in una maniera sintetica) e
MEDIAZIONE dello sguardo, quindi è qualcosa di percepito da noi come individui, ma anche
come appartenenti alla società.
NON è paesaggio:

 l’ambiente (c’è anche senza osservatore)

 spazio (il paesaggio è ANCHE spazio)

 territorio

 panorama (il paesaggio NON è SOLO panorama)

 luogo
Gambi si è occupato anche della dimensione storica, è lo sguardo a definire il paesaggio.
Questo era già chiaro agli albori della geografia moderna: Von Humboldt aveva l’idea che il
paesaggio unisce al percezione dell’oggettivo come questo si riverbera nell’osservatore.
Lo schema di Malchevski mostra con un grafico i vari elementi di cui si parlava prima. Nei
tre primi elementi l’uomo è una componente, non c’è un soggetto esterno. C’è poi il concetto
di natura: presuppone una visione antropocentrica perché è contrapposta all’antropico,
manufatti e uomo non sono compresi in questo schema. Gli ambienti di paesaggio e di
ambiente vissuto rientrano tra i componenti uomo e manufatti
Unisce la materialità territoriale con la rappresentazione individuale e sociale. (Lanzani,
politecnico di Milano)
Il rischio è di soggettivizzare il concetto di paesaggio. Quindi si deve basare su delle
componenti materiali.
Berch divide tra società paesaggistiche e non paesaggistiche.
In sintesi, il paesaggio
1. rappresentazione: identifichiamo una sintesi mediata dai nostri sensi
2. quadro di vita: contesto in cui siamo immersi; è la faccia del territorio in cui ci
muoviamo
3. patrimonio: il paesaggio vitivinicolo delle Langhe è un patrimonio che va tutelato; un
ecologo o un agronomo direbbero che quel luogo è un deserto, è una monocultura con
bassa biodiversità
Sulle slides l’evoluzione del paesaggio
12/10/2018
Il modo in cui si percepisce il paesaggio è diverso da chi ci vive e chi è turista . Il turismo ha
stravolto le dinamiche cambiando l’economia dei paesaggi.
Insider integrata e inclusiva. Non c’è una separazione definita del sé dalla scena, del
soggetto, dall’oggetto. Il collettivo esiste con l’individuale .
Outsider si allontana dalla scena.
Grazie al turismo la struttura economica si occuperà di mantenerlo anche il relazione alla vita
presente in loco. Alle volte proprio il turismo fa venir meno quest’attenzione , perché
mantenere lo stesso non dà guadagna.
Esternalità negativa o positiva.
Neorurali agricoltori giovani che decidono di costruire delle agricolture, vigne, pascoli…
Paesaggi antropici e paesaggi naturali.
Sito insieme degli elementi naturali del luogo in cui si sviluppa una città.
Noi viviamo in un mondo in cui l’uomo può andare ovunque, quindi se c’è un paesaggio
naturale è per mantenere l’ecosistema in equilibrio oppure perché non si è voluto sfruttare
alcune aree naturali.
Il governo dell’Homan ha ridotto un parco naturale perché hanno scoperto il petrolio e
l’UNESCO lo ha rimosso dalle aree protette. In Val Grande c’è un’area completamente
wilderness dove fino a cinquant’anni fa era praticato l’alpeggio. Area antropomorfizzata resa
naturalistica.
Definizioni a confronto
Convenzione europea del paesaggio anche per i paesaggi più degradati (Consiglio d’Europa,
2010).
Paesaggio una determinata parte del territorio, così come è percepita dalle popolazioni, il
cui carattere deriva dall’azione di fattori umani e/o naturali.
Gli stati firmatari si impegnano a mantenere /tutelare i vari paesaggi; prima del 2000 si
impegnavano solo per quelli più belli o di maggiore spessore.
Le regioni italiane si occupano dei paesaggi.
Paesaggio elementi culturali proprietà del lavoro combinato di uomo e natura.
Evolvono e ci sono forze sia interne che esterne.
Chi lo candida deve dimostrare il valore eccezionale di un dato paesaggio o sito storico-
culturale.
Patrimonio culturale

 Paesaggi*

 Monumenti

 Aree di monumenti

 Porzioni di città

 Porzioni di territorio
Patrimonio naturale

 Paesaggi* progettati e realizzati interamente dall’uomo (parchi, giardini)

 Paesaggi evoluti organicamente (frutto della società)

 Paesaggi associativi (valore che le società danno)


Sono le comunità che propongono la candidatura all’UNESCO.
Australia, Uluru-Icata Tjuta, gli Aborigeni chiamano così una montagna e le attribuiscono
elementi religiosi, quindi l’UNESCO ha inserito tale montagna nei paesaggi associativi.
Siti misti

 Conformazione geologica

 Paesaggio antropico
LANGHE-ROERO E MONFERRATO
Patrimonio UNESCO 2014
La prima candidatura era stata fatta quindici anni fa, ma non era stata accettata. Molte
candidature erano fragili, ma  grazie a Sergio conti si è iniziato a pensare a una candidatura
del paesaggio vitivinicolo. Grazie a “Sify” questi territori sono entrati nel patrimonio
dell’umanità.
1. Candidatura accettata
2. Rifiutata
3. Rimandata -> ha un valore ma così presentato non è accettabile
Cosa compone un paesaggio?
Fin dove arriva la tutela?
La candidatura iniziale prevedeva un percorso che coinvolgesse anche le aree più marginali
denominate in base alla produzione del vino. L’UNESCO non era convinto perché non
avevano caratteristiche eccezionali. Con la seconda candidatura si sono isolate delle zone per
tenere insieme anche la provincia di Alessandria. Il Roero, però, non c’era più perciò l’hanno
integrato nelle Langhe.
C’è un conflitto: chi deve valutare il paesaggio? Questi paesaggi sono espressione della
territorialità delle popolazioni locali o fondali del turismo globale?
Il paesaggio può essere letto come un testo. Per i Geografi vuol dire capirne le forme e
provare ad immaginare come “educare” al paesaggio.

QUATTRO FASI DELLA LETTURA DEL PAESAGGIO


1) Scomposizione del paesaggio nei suoi elementi essenziali (osservazione);
2) Riflessione sui significati e i valori (sfera delle emozioni);
3) Ragioni del paesaggio (sfera razionale);
4) Immaginare e indentificare l’evoluzione del paesaggio (analisi diacroniche).
Nord Italia, Centro Italia, Sud Italia.
Cascina, podere (mezzadria), masseria e latifondismo (al sud si vive in città e si lavoravano i
latifondi).
La geo-morfologia: forma della terra e delle sue componenti. Valle a “u” di origine glaciale,
valle a “v” di origine erosiva, serra morenica di Ivrea.
La vegetazione: componente altitudinale e componente latitudinale.
L’impronta umana:
1) Età pre-romana;
2) Età romana, centuriazione;
3) I paesaggi agrari, paesaggi relitti alberi per i bachi da seta (con filari di gelsi),
PIANTADA PADANA, FILARIO MARITATO;
4) I paesaggi industriali ;
5) I paesaggi del turismo;
6) Paesaggi della religione.
Paesaggi tattili, visivi, olfattivi del gusto, sonori (soundscape, paesaggi in musica, la musica
dei luoghi).

18/10/2018
Mangiare è un atto agricolo ed ecologico ogni volta che scegliamo cosa mangiare
compiamo un atto che ha che vedere con il settore agricolo e con l’ambiente. Si può dire
quindi che mangiare è un atto territoriale. Perché il cibo è una questione geografica? Il cibo è
un agente strutturante, configura il territorio in vari modi, ad esempio con l’agricoltura, alle
infrastrutture, e il modo in cui il cibo configura l’ambiente cittadino della piazza.
Gentrification si passa da un quartiere popolare ad un quartiere “riqualificato”.
La distanza dal mercato principale condiziona i sistemi produttivi nel territorio. Orticultura
nelle fasce vicine alla città. Attorno area boscata che doveva dare legname e fare da difesa.
Oltre il bosco la coltivazione dei cereali e gli allevamenti. Questo modello è stato modificato
nel tempo ma alcune cose resistono ancora.
Ristorazione che tende ad essere più concentrata in alcuni quartieri. Sistema che ruota intorno
alla grande distribuzione.
Il cibo produce paesaggio. Categoria importante paesaggio risultato delle strutture socio-
economiche. Il cibo produce il paesaggio e il paesaggio produce cibo. La produzione di cibo è
stata per molto tempo “place-based”. Il cibo diventa un elemento di marketing. Anche in
epoca romana si associano la qualità dei prodotti alla loro provenienza. Oggi questo assume
una sfumatura diversa, e spesso ciò è associata a delle etichette come DOP, denominazione
origine protetta, IGP e DOC, che riguarda i vini. il Barolo è un Nebbiolo prodotto solo a
Barolo e in qualche comune più in là.
Cibo è una parte fondamentale dell’identità personale e del patrimonio culturale di ciascuno.
Il cibo è una delle risorse che si possono usare per rilanciare il comune dal punto di vista
turistico e di riqualificazione del territorio. Quindi il cibo è una risorsa per le strategie di
sviluppo territoriale. Una componente enorme del mercato delle banane è formata da una sola
varietà, la cavendish, e ora c’è una malattia che potrebbe portare all’estinzione di quella
varietà.
Le reti e i flussi legati al cibo creano connessioni tra i luoghi. Forte esportazione di mele
piemontesi in Cina.
Per la Nutella si usano nocciole che arrivano da Avellino e dalla Turchia. La Ferrero è una
delle poche aziende “trasparenti”.
Il cibo è una questione geografica anche perché il cibo struttura i rapporti città-campagna: per
decenni chi si è occupato di pianificare la città ha ignorato il cibo, ma non era chiaro che tutte
le componenti settoriali fanno parte di un unico sistema.
Il comune di Torino ha 900.000 abitanti. Area metropolitana prima e seconda cintura, che
pur non appartenendo al comune di Torino sono collegati alla città, quindi 1,5 x10 6. In un
giorno si mangiano 1.590 tonnellate di cibo.
Il settore agroalimentare incide in maniera decisiva sulla modalità di utilizzo delle risorse
naturali. Tra i maggiori fattori di produzione dei gas serra c’è l’allevamento dei bovini, quasi
più di automobili e riscaldamenti.
Rapporto stretto tra cibo e territorio continua ad esistere anche se le filiere sono sempre più
globali, i grandi marchi sono sempre di meno, chiamati “big food”.
La globalizzazione del cibo non può essere completa per due ragioni: la cultura, perché è
ancora connotato dal punto di vista personale, e per la natura, cioè, posso costruire una
macchina ovunque, ma le nocciole non si possono coltivare ovunque.
Attenzione alla “trappola del locale” non è detto che il cibo sia sostenibile dal punto di
vista sociale e ambientale.
FOODSCAPE (o food envirorment) Paesaggio come quadro di vita, contesto anche
materiale, serbatoio di risorse dell’agire individuale di ogni quadro di vita. Secondo
quest’idea il foodscape è l’insieme di almeno tre elementi:
1) Politiche economiche, cioè cibo che ho ha delle politiche e dalle strategia delle
imprese; contesto istituzionale-economico;
2) Serie di variabili ambientali di diversa scala e natura, influenzate dalle informazioni e
dalle rappresentazioni collettive provenienti dai media, dalle quali dipendono la
disponibilità e l’accessibilità do determinati alimenti. Contesto organizzativo;
3) Variabili individuali, di tipo socio-demografico, psicosociale e percettivo. Contesto
individuale.
Il modo in cui mangiamo noi sono in grado di influenzare un settore. Il caso dell’olio di
palma è esemplare: molte volte l’olio di palma viene sostituito da cose che possono anche
essere più nocive, di conseguenza crisi del settore dell’olio di palma e, ad esempio, i Francia è
stato molto complicato trovare del burro, perché hanno iniziato ad usarlo per prodotti dolciari
e perché hanno iniziato ad usarlo in Cina.
Aspetto culturale del cibo.
Cos’è la cultura? Una serie di significati, trasmessi storicamente, incarnati in simboli, per
mezzo di cui gli uomini comunicano, perpetuano e sviluppano la loro conoscenza e i loro
atteggiamenti verso la vita approccio sociale alla cultura: la cultura è connessa alle
relazioni di potere e alle rappresentazione di sé e degli altri.
LA PRODUZIONE
- La nascita dell’agricoltura è uno dei principali momenti di svolta culturale nella storia
dell’uomo:
1) Dalla predazione alla produzione del cibo;
2) Il mito della violenza nei confronti della Terra soprattutto perché arrivava in un
momento in cui la Terra era considerata sacra;
3) Conflitti tra cacciatori e agricoltori (Caino e Abele);
4) I momento di avvio della nascita del fenomeno urbano surplus di cibo, quindi
la società inizia a strutturarsi, e nasce così il fenomeno urbano.
- Legata a rituali, superstizioni, sapere popolare e pratiche, ad esempio accendere dei
fuochi nei vigneti di Francia e Svizzera che potrebbero compromettere il raccolto.
In alcune parti di Sud America e Africa è il platano il cibo base della dieta, qua in Italia è il
grano. Questo aspetto culturale del cibo si riversa sul paesaggio (come i terrazzamenti in
Liguria, le mondine nelle risaie).
LA TRASFORMAZIONE
- Lavorazione, prodotti, ricette, saperi codificati e dei saperi popolari, rituali, che
possono essere collettivi o individuali.
Le tecniche di conservazione legate al cibo è probabilmente l’aspetto culturale più importante.
Il mondo di divide tra chi essicca il pesce, chi lo affumica e chi lo sala. Dove si fa una non si
fanno le altre.
IL CONSUMO
La scelta di ciò che si mangia è:
- Nutritiva;
- Economica;
- SIMBOLICA, cioè perché mangiamo una certa cosa.
- I cibi “speciali”, le religioni speciali, i tempi del cibo, cibo e genere, la quantità…
- Scegliendo quello che si mangia si sceglie chi si vuole essere e come si vuole
apparire;
- Posizione nella società;
- Stereotipi.
Cibo veicolo di possibile integrazione tra culture.
19/10/2018
Costruzione dell’identità italiana attraverso il cibo. “l’Arte del mangiar bene”, di Artusi
idea di unità nazionale attraverso la città.
Se la costruzione di una componente nazionale del cibo era parte della costruzione
dell’identità italiana, il modo di mangiare delle comunità italiane all’estero era sia un
modo per costruirsi un’identità propria per distinguersi dagli altri, sia erano riconosciuti
da altra gente e altre comunità. Le comunità italo-americane hanno adattato dei piatti,
trasformandoli in altri.
Mediamente gli italiani mangiano dieci volte la settimana le verdure. Noi mangiamo
mediamente 23,5 kg di pasta all’anno. Negli anni ’80 c’era anche una grande
affermazione del consumismo alimentare, se si poteva si mangiava. Alcune categorie di
prodotti da fine anni ’40 sono cambiate. In generale si mangia molto di più rispetto al
dopoguerra (capitan ovvio). Il consumo di pomodori è aumentato tantissimo. Diffusione
della dieta mediterranea anche propaganda del fascismo, anche per motivi di autarchia.
L’uso del burro cresce molto, cresce la birra e l’olio di semi non era utilizzato. Sia la
carne di manzo che la carne di maiale crescono tantissimo.
Crescita del “ready-to-eat”, cresce il consumo del cibo di lusso, cresce il consumo di cibo
“gluteen free”, i cibi “etnici” e del cibo “biologico”. Tra il 2011 e il 2013 ci sono sempre
più prodotti gluteen free, integrali e di soia.
Differenze del consumo di cibo tra le regioni italiane. Correlazione tra reddito medio e
tasso d’obesità: fino a qualche anno fa reddito più alto tasso maggiore d’obesità, ora la
situazione è inversa. Le regioni dove il reddito medio è più basso, hanno una popolazione
in percentuale più sovrappeso di altre.
QUALI SONO LE ORIGINI DELE PRATICHE E LA CULTURA ALIMENTARE DI
UN TERRITORIO?
Una volta che abbiamo a disposizione delle risorse bisogna sapere come usarle.
Come hanno fatto gli spaghetti al pomodoro a diventare il nostro piatto tipico?
1) Coltivazione del grano in epoca romana e produzione di una sorta di pasta,
chiamata “lagana”, che era pasta fresa;
2) Introduzione da parte degli arabi della produzione di pasta lunga e secca in
Sicilia;
3) Rapida diffusione lungo la Penisola di pratiche e saperi nuovi attraverso il
commercio marinaro;
4) XVII secolo: due invenzioni meccaniche rendono la produzione della pasta
meno costoso. Queste due cose sono la gramola e il torchio meccanico;
5) XVII secolo: crisi alimentare a Napoli, città più grande e più densamente
popolata d’Europa dopo Londra, facendo divenire la pasta l’alimento dei ceti
popolari, anche su impulso d’autorità locali;
6) Il pomodoro, di origine sudamericana, dopo essere arrivato nel Sud Italia
(Borboni) dalla Spagna come pianta ornamentale, inizia a essere utilizzato
come prodotto alimentare;
7) Diffusione della produzione industriale di conserve di pomodoro grazie a
Francesco Cirio, facendo in modo che ciò si possa diffondere a larga scala.
Ora la Cirio sta a Napoli, ma è nata a Torino;
8) Unità d’Italia e costruzione di un’identità nazionale grazie anche alle ricette
del tipo;
9) Emigrazione italiana all’estero e costruzione di un’identità nazionale
etereocentrata.
In una famiglia a Natale si riconosce che una certa ricetta sia tipica. In tutte le città
dell’Emilia-Romagna ci sono tanti tipi di pasta ripiena. A Ferrara hanno deciso di provare ad
ottenere un riconoscimento iniziale IGP, indicazione geografica protetta, e per ottenere ciò ci
va una ricetta specifica, pre-indicata, si traccia un confine geografico e un confine intorno alla
ricetta, non si può utilizzare il marchio IGP se si fanno i cappellacci di zucca fuori da Ferrara.
Ora non c’è più tanta diversità perché usano tutti la stessa varietà.
I prodotti tipici sono costruzioni socioculturali e politiche. Alcuni componenti delle attività di
un certo luogo vengono riconosciuti come tipici.
Progetto INTERREG programmi finanziati dalla UE che hanno come progetto la
cooperazione territoriale e il colmare le differenza territoriali. Possono essere multilaterali o
bilaterali.
Vi sono alcuni tratti in comuni tra i territori alpini di paesi diversi: l’agricoltura di montagna,
caratterizzata da breve stagionalità, quindi utilizzare prodotti con una stagionatura di non più
di quattro o cinque mesi, o comunque varianti che anche se ghiacciano frega niente, e poi
abbiamo bisogno di un’attività intensiva perché a causa della pendenza l’agricoltura non può
essere automatizzata, necessità di scambi e pratiche comunitarie. Forni comuni, riti, cereali di
montagna, come segale o il grano saraceno, la polenta, che era il tipico prodotto di scambio: i
montagnoli portavano il formaggio a valle che scambiavano con la farina di gran turco dei
contadini, la patata e la filiera del latte.
Alcuni ritengono che l’idea stessa di prodotto locale sia un ossimoro, perché da un lato
abbiamo processi e valori strettamente locali, ma forte influenza di fattori e spinte esterne,
dall’altro i prodotti locali diventano “tipici” attraverso spinte e logiche esterne, che di fatto
riducono la diversità.
Questo processo ha dei rischi: tra i primi la perdita della diversità, e la prevaricazione del
prodotto industriale a discapito di quello dei contadini, prodotto in maniera diversa, tutelando
i non i produttori locali ma quelli industriali. Nel caso del taleggio i piccoli produttori hanno
deciso di uscire dal marchio del taleggio DOP, che ha valore legale, mettendo il marchio del
Presidio Slow Food, che si distingue sul mercato dal taleggio.
Il paesaggio come sintesi del rapporto tra cibo e cultura. È sempre più diffusa la
consapevolezza che anche in città ci sono i paesaggi del cibo. A Torino i pastori che praticano
la transumanza attraversano la città a piedi, e ciò può far bene alla città, perché la pecora
taglia il prato e allo stesso tempo lo concima, elemento molto educativo. Appena fuori da
Milano si produce anche il riso in alcune zone, anche per tamponare l’espansione urbana, che
è tenuta più a bada dall’attività economica che dalla legge.
Aree circostanti alla città che possono essere fruite dai cittadini, che però possono creare dei
conflitti.
25/10/2018
1) Quanti sono gli abitanti del pianeta? Circa 7,6 miliardi
2) Di questi quanti milioni sono migranti e a che percentuale corrispondono della
popolazione mondiale? I migranti sono 258 milioni, cioè il 3,4% popolazione
mondiale.
3) Numero di immigrati regolari in Italia? Più o meno 5 milioni
4) Incidenza sulla popolazione italiana? 8,5
5) Percentuale in altri paesi europei come Germania Francia Spagna? Primo molto di più
Spagna e Francia meno
6) Stranieri regolari in Italia che lavorano in quali settori sono impiegati? Primario: più
del 50, secondario 30, terziario 20
7) Gli stranieri ci costano più o meno? Saldo positivo
Alcuni dati divisi tra Nord e Sud del mondo. Sul totale della ricchezza mondiale prodotta ogni
anno ala gran parte della popolazione.
Immigranti forzati del mondo 68 mln, rifugiati, richiedenti asilo e sfollati interni. Numero
in crescita.
Secondo relazione commissione parlamentare europea paese più male informato su questa
roba. Penalizzazione femminile grosso problema di equità di genere: rispetto agli stranieri,
colpisce il nome di giovani stranieri della nostra fascia d’età, 44% di ragazza che né studiano
né lavorano, rispetto al 24 italiane.
Nel 2004 il saldo migratorio era pressoché in equilibrio, cioè il numero di espatri e di rimpatri
rimane uguale, ma nel 2007 la tendenza cambia: tendono ad essere di più gli italiani che se ne
vanno. Nel 2013 gli espatri erano 82.095. Trend che si sta consolidando, dalla fine degli anni
’60 il fenomeno migratorio era fermo. Tra la seconda metà dell’ottocento e la prima del
novecento se ne vanno più o meno 25 mln, diaspora più grande della storia, anche di quella
dei siriani o degli albanesi. Si emigra verso Argentina e Brasile principali paesi di arrivo di
emigranti italiani. Metà della popolazione argentina è di origine italiana, il 15% del Brasile è
di origine italiana. Rientri in Italia dopo collasso economico argentino da parte di seconde e/o
terze generazioni.
Concetto di movimento negli USA uno dei concetti chiave nell’insegnamento della
geografi. Movimento delle idee. Tutto un pianeta ha dei flussi, delle cose che si muovono.
22/11/2018 modulo 2
Geografia scienza molto antica che rispondeva al bisogno primario dell’essere umano di
orientarsi.
I romani sono stati i primo a pensare lo spazio in senso moderno. Il primo geografo del
mediterraneo è stato Omero, perché è il primo autore a descrivere un viaggio “On the Road”,
racconta dei luoghi, come si vive e come si sopravvive. Filosofi pre-socratici molto vicini ai
geografi, ci costruivano un modello di interpretazione. Poi ci sono quelli che raccoglievano
testimonianze di viaggi, e costruivano sopra queste affermazioni delle descrizioni
paesaggistiche. Marco Polo un po’ geografo e un po’ inventore, creazione mitica del mondo
che prosegue ancora oggi. Studiamo il mondo non com’è ma come viene raccontato, che poi
forse è come diventerà (Chatwin, “Patagonia”). La carte molto spesso diventa una predizione
della realtà. Le mappe non sono strumenti oggettivi di conoscenza, ma rappresentazioni
soggettive. Dopo unità d’Italia si fa vedere un’Italia che coincide con i suoi confini “naturali”,
per fomentare le tesi irredentiste e farla sembrare più grande. Il mondo è molto più come lo
immaginiamo do come è in realtà. Una montagna è un concetto prima di essere un fatto fisico.
Nell’antichità le montagne erano abbandonate, e non avevano neanche nomi. Invenzione della
montagna come è oggi ci viene dal romanticismo. Gli antichi geografi non erano quasi mai
esploratori, ma rappresentavano il mondo seguendo le informazioni degli altri. Ciò vale per
Erodoto, e per avere una carta seria bisogna aspettare il 1700. Nell 800 i geografi andavano a
vedere come erano i paesaggi, faceva degli schizzi su cui poi basava le sue carte, la fotografia
non era ancora così diffusa. Andare direttamente sul campo fa la differenza per molte cose,
perché anche la carta geografica più dettagliata ha pochissimi elementi della realtà. La gran
parte delle cose vengono perse. Abbiamo bisogno che la letteratura stia in un luogo, perché se
no cambia il senso, abbiamo quindi bisogno di uno spazio geografico anche nella Commedia.
Antagonista di Popper Paul Feyerabend, che scrive “Contro il metodo”, che tenta di
dimostrare che le scoperte scientifiche non sono state fatte seguendo il metodo scientifico,
cioè che la scienza moderna e contemporanea ci ha insegnato che le cose riproducibili
scientificamente e in laboratorio è scientifica, l’altra faccia è che tutti i fenomeni che si
ripetono con frequenza e si possono catalogare sono scientifiche. Il corollario implicito è che
le cose fuori dall’ordinario, visto che la scienza non li riesce a studiare, non sono molto
interessanti. Questo processo di semplificazione del mondo è stato usato per controllare il
mondo stesso, la sua struttura. Questo è il lavoro che ha fatto la scienza, che ha portato
controllo politico-culturale e progresso tecnologico e scientifico. Tutta l’altra parte di cui non
diciamo nulla è molto più dell’altro, ed è anche importantissimo, facendo l’esempio delle
filosofie orientali che danno più importanza all’originalità che alla ricorsività.
Profondità e superficie nel conoscere i luoghi si inseguono. Noi conosciamo il mondo per
analogia, è più facile riconoscere che conoscere.
Pianura padana piatta per strategia agricola degli anni ’20-’30.
Terrazzamenti alluvionali gradoni formati dai fiumi. Il Po ha poca importanza a livello
morfologico, il territorio è stato modificato più dalla Dora Riparia, Stura e Sangone. A San
Mauro il Po aumenta di molto la sua portata. La città di Torino antica sorge da Piazza
Castello alla Chiesa della consolata, da Porta Palazzo a Via Pietro Micca, la città di Torino è
piccolissima, Piazza Vittorio nell’Ottocento è ancora un prato. Piazza San Carlo seconda metà
Ottocento, San Salvario fine Ottocento inizio Novecento.
Torino post-unitaria nasce il CAI, club alpino italiano, importante per la scoperta della
montagna. Torino verso ovest è contornata dalle Alpi, dimensione molto importante, Torino si
trova in un crocevia con le Alpi da un lato, le colline dall’altro e un lembo di terra
pianeggiante da un altro ancora. Chiunque avesse voluto passare per andare in Francia o in
Italia da una o dall’altra direzione dovevano passare di qua. Città non storicamente importante
fino al 1500-1600, dopo i Savoia spostano la capitale qua in Italia. I Savoia portano la capitale
qua perché Torino era un punto di passaggio, il nodo dei traffici, perché da qua si andava in
Francia dalla Val Di Susa, anche d’inverno. Savona considerata il porto commerciale di
Torino. Legame tra Torino e Venezia molto importante perché Torino è l’unica città ad avere
una nave da regata storica, che è a Venaria. Fino al 700 autostrada della pianura padana era il
Po. Da Venezia fino a Carmagnola il Po era navigabile, con un sistema di porti lungo la tratta,
spostando le merci da una nave grande fino ad una più piccola.
Il centro storico di Torino
Organizzazione di un’uscita Durante un’uscita di due ore bisogna sapere bene cosa c’è da
vedere. Bisogna quindi sapere bene dove andare, cosa osservare. Diverse funzioni dei
quartieri, cioè vie che hanno determinate destinazioni. Osservare ciò che potremmo definire
confini urbani, che fanno riferimento ad un certo tipo di persone che frequentano quel luogo
in un determinato momento, quindi ciò porta all’analisi dei flussi.
Osservazione trasformazioni storiche Piazza Castello: vediamo tutta la storia di Torino,
cambio di funzione che hanno avuto gli edifici, all’epoca Palazzo Madama e Reale erano
inaccessibili alla popolazione, oggi invece sono musei, strumenti di formazione culturale
aperti a tutti, di testimonianza storica; impianto delle strade del centro storico impianto a
scacchiera, da cui deriva la concezione di isolato, dalle insulae romane. Idea che il centro
storico sia da valorizzare idea europea. Tutto ciò serve ad affinare la nostra capacità di
osservazione.
23/11/2018
Lo Stato Islamico: dal MENA all’Europa
CEMRS Centro di ricerca dei punti strategici europeo.
Rapporti di forza tra stati non solo economici, anzi, talvolta sono secondari. Geopolitica
quella situazione in cui due o più attori politici si contendono un territorio o l’influenza su
esso rapporti di forza tra stati. Contesto di globalizzazione economica, è accompagnato
dalla globalizzazione culturale. L’ISIS usa molti canali di comunicazione globale.
Geopolitica e Terrorismo.
Terrore effetto del terrorismo modo per arrivare un fine, definito terrorista da soggetti
esterni, che usa la violenza, o la minaccia di essa, per indurre un terzo ad una scelta che
altrimenti non avrebbe perso. La parola però non è condivisa da tutti, esiste quasi una
definizione di terrorismo per ogni stato. L’applicazione quindi della strategia sarà differente.
Non tutti i gruppi vengono riconosciuti come terroristi da tutti gli stati. Hamas riconosciuto da
terroristi solo da alcuni, l’ISIS da praticamente tutti.
Bisogna considerare la realtà politica del 1916, definito un nuovo ordine per il Medioriente
allo sgretolarsi dell’Impero Ottomano, posto sotto il controllo delle potenze dell’Intesa,
riconosciuto come ordine di Skyes-Picot. Nel 2014 i confini disegnati da Skyes-Picot sono
stati fisicamente e idealmente abbattuti dallo stato islamico, trasportando via la terra che
separava Iraq e Siria. L’ISIS non esiste più per volontà dello stato islamico, perché capisce
che la sua natura non può esistere solo in una determinata realtà, ma vuole riprendere le
dimensioni che aveva nel medioevo, per poi spostarsi da un piano reale ad uno virtuale e
ideale: riesce infatti ad influenzare il nostro modo di vivere, di pensare, di come investiamo i
nostri fondi, creando anche un distacco generazionale tra quella più giovane e quelle più
anziane, che si sono lasciate corrompere rispetto a quelle più giovani, che si trasferiscono di
nuovo all’interno dello stato islamico per ritrovare le proprie origini. Espansione geografica
dello stato islamico non ha avuto la capacità di controllare stati estesi, ma punti strategici
come strade, infrastrutture legate allo sfruttamento delle risorse energetiche del sottosuolo. Lo
stato islamico riesce a sopravvivere sfruttando le fonti energetiche delle aree controllate, che
contrabbanda queste risorse, interagendo con attori esterni come Iraq, e supporto ad alcuni dei
gruppi che stanno con lo stato islamico, supporto che inizia molto prima, nei primi anni 2000
(2003) quando gli USA attaccano l’Iraq, abbattendo Saddam Hussein, azzerando lo stato
iracheno, le forze armate, lasciando centinaia di migliaia di uomini addestrati militarmente
senza lavoro. Fenomeno insurrezionale che cresce e si alimenta delle differenze tra sunniti
(minoranza) e sciiti (maggioranza), ma è l’appartenenza politica sulla base della religione è
settaria. Gli sciiti tolgono alla componente sunnita rappresentanza politica e di potere. Sulla
base di questa falda nasce la guerra civile. Dalla minoranza sunnita nasce Al-Queida, che
riesce a penetrare all’interno delle persone.
2011 guerra civile in Siria, ma sfuma in una guerra di prossimità, combattuta con il
sostegno di attori esterni non statali e statali (Proxy War).
Nel 2011 lo stato islamico di Iraq capisce che potrà approfittare della debolezza siriana
rovesciando Assad e rifondare il califfato.
AQI ISI Jabat al-Nusrah, qaidista, visione del mondo più globale, lotta per la visione
finale va oltre il controllo territoriale ed è proiettato nel futuro, riconosce Osama Bin Laden
come capo del movimento. ISI parte dal presupposto che per vincere bisogna avere uno stato
da cui partire. Il Leader è Ibrahim Al-Baghdadi.
Bin Laden muore nel 2011. Al Qaida non è per una lotta all’interno del mondo islamico,
mentre ISI sì, vuole eliminare gli sciiti.
Jan opera nel 2011-2013 seguendo le direzioni dei superiori, ma poi nel 13 scissione da Al-
Qaida, prendendo due direzioni diverse, stessa roba per Jabat, una parte diversa.
Nel 2014 con espansione tra Siria ed Iraq lo stato islamico si consolida, si fa anticipare dalla
paura. Migliaia di uomini scappano ancora prima che le milizie dello stato islamico arrivi,
lasciando dietro molte risorse belliche e monetarie, riorganizzandosi non solo come
insurrezionalisti ma anche come Proto-stato, sunnita e teocratico, diventano corpi d’armata, si
presentano come uno stato de facto. Capacità di dividere le informazioni. Da Iraq a Siria
tattiche e procedure si diffondono in maniera immediata, dai social network a diffusione
estremamente veloce di robe. Foreign Fighters or Terrorist fighters, who were able to help the
Islamic State to build its greatness, with a great enrolling campaign and a call to arms. To
every contrast strategy thought by the enemy, the Islamic State was able to respond in a very
efficient way.
Lo stato islamico ha avuto la grande capacità di trasformarsi all’esterno e all’interno. Capacità
attrattiva base del consenso e del supporto allo stato islamico, sia nei confronti dei musulmani
sia nei confronti dei non musulmani.
Nel 2014 lo Stato Islamico ha fatto una guida turista per il suo stato. La grande capacità di
comunicazione è uno dei punti di forza.
Stato Islamico formalmente sconfitto sul campo di battaglia tradizionale. Circa 80 attacchi
terroristici dal 2014 ad oggi. Due o tre persone che riescono nello “Stop Funzionale”. Attacco
a Bruxelles ha bloccato il traffico aereo europeo. Lo stato islamico sconfitto sul campo di
battaglia è rimasto orfano del modello proto-statale, spostandosi sul piano transnazionale,
riavvicinandosi in maniera competitiva ad Al-Qaida.
Al Shabab movimento jihadista somalo, dove la componente stato islamico e al shabab
potrebbero operare parallelamente. Popolazione assoggettata allo Stato Islamico tassata,
pressione fiscale intorno al 10%.
UK e Francia sono i paesi che hanno forniti il maggior numero di Foreign Fighters, che
rappresenta una minoranza all’interno dei paesi. Citando però l’indice di radicalizzazione, si
scopre che l’indice si trova nei paesi scandinavi, in Svezia e Danimarca.
29/11/2018
Rapporto tra geografia, letteratura e musica. Come le opere dell’ingegno possono essere
strumento per la geografia e oggetto di ricerca geografica.
Rapporto tra geografia e letteratura ha avuto un’evoluzione accelerata negli ultimi
quarant’anni, specie da quando la geografia ha avuto la “cultural turn” negli anni 70. Si è
diffuso in Francia e UK un diverso approccio allo studio della geografia, spesso dal punto di
vista più culturale come oggetto della ricerca. In realtà l’attenzione alla realtà era già partita
dagli anni precedenti. Svolta connessa ad approccio umanistico, veicolati da aspetti
geografici. Brosseau, “Progress in human geography”, geografo canadese. Si va oltre il
semplice utilizzo del ruolo letterario come fonte. Tre approcci: 1) complemento della
geografia regionale, 2) Resoconto dell’esperienza del luogo, come l’autore esperisce un
luogo, senso che l’autore trasmette, 3) Critica della realtà e delle ideologie egemoniche e
dell’assetto attuale del territorio, facendone emergere elementi negativi o in universi distopici.
1) Letteratura come geografia regionale:
-Fonti letterarie come fonti di informazione sui luoghi (prospettiva storica),
incrociando informazioni con nozioni di oggi. Esteso anche alle città e non solo ai
paesaggi rural;
-I narratori sono “portavoce” di luoghi e periodi storici;
-Due temi centrali:
• Verosimiglianza (“facts in fiction”, Aitken 1977);
• Rappresentatività dell’autore in un dato periodo storico o luogo.
-Chevalier (1993): la letteratura aggiunge alle altre fonti un “supplemento d’anima”

2) Resoconto dell’esperienza di luogo


-Movimento “form space to place”, Tuan, 1994;
-Attenzione all’espace vecu, lo spazio vissuto, Fremont 1974;
-Subject-centred geography
-Considerato ingenuo ricercare dati oggettivi nella letteratura
• I luoghi letterari non sono mai luoghi reali;
• I romanzi evocano l’esperienza interiorizzata del luogo;
• Concetti di identità spaziale, radicamento, senso del luogo.
3) Critica alla realtà e alle ideologie dominanti
-Approccio geografico radicale
-Letteratura come mezzo
• Per svelare problemi della realtà
• Per mostrare come potrebbe/dovrebbe essere
-Dimensione liberatrice dello scarto tra la realtà letteraria e quella riconosciuta.
-Letteratura di denuncia.
Atlante del romanzo europeo lo studio della letteratura ha vissuto uno space turn. La
geografia della letteratura può essere la letteratura nello spazio o lo spazio nella letteratura.
Moretti dice di non essere il primo ad usare le carte geografiche per spiegare la letteratura, lui
non le usa solo come ornamenti. Moretti si occupa di rapporto tra romanzo e stato nazione,
poi racconta due città, Parigi e Londra nel romanzo di 800 e 900, e come si è evoluto il
mercato del romanzo in Europa nell’Ottocento e Novecento. Nei romanzi di Jane Austen i
vicini di casa sono quelli della stessa estrazione sociale, osservazione topologico. Da dove
arrivano i cattivi nei romanzi inglesi dell’Ottocento? Dalla Francia, per esprimere il
sentimento antifrancese ottocentesco, mentre in Francia i cattivi sono tedeschi. Luoghi dei
romanzi dell’alta società: West End, mentre in Dickens East End. Luogo di pubblicazione di
alcuni generi letterari nell’Ottocento in Italia, forte concentrazione in Toscana e Lombardia.
Tematiche geografiche contenute all’interno dei libri.
Il viaggio può essere varie cose nella letteratura, può essere obbligato o no, allontanamento
dalla realtà difficile, oppure viaggio come opportunità di vita e scelta, esperienza
professionale o d’istruzione, resoconto di viaggio del passato. A volte è un’esigenza
spirituale, e poi il Grand Tour dei giovani borghesi e aristocratici come Goethe.
Luoghi immaginari di vario tipo, che possono essere semplicissimi oppure molto dettagliati, i
luoghi dettagliati possono essere anche verosimili. Possono essere misti, come Harry Potter,
altri sono luoghi archetipici, specie nelle favole di ambientazione medievale, luogo sia di cose
negative che di cose positive. Luoghi immaginari dove ci sono 7 romanzi e 8 film, e altri dove
ce ne sono centinaia come in Topolino.
La letteratura ha degli effetti anche sulla realtà, ricaduta turistica sui posti.
Parchi Letterari percorsi che usano testi di alcuni autori per suggerire ai turisti come
visitare il paesaggio.
30/11/2018
Montaggio e musica possono coincidere. Si può usare la musica per evocare un posto.
Il film è un documento geografico, ma è anche un agente geografico, perché il cinema è in
grado di influenzare un territorio da tanti punti di vista.
Il cinema produce immagine territoriale. Benvenuti al Sud girato a Castellabate, dipinto come
un posto idilliaco, che ha avuto una ricaduta turistica molto grande, con vantaggi e svantaggi,
perché qualcuno si lamentava dell’eccessiva turisticità del luogo, creando una discrepanza tra
realtà ed immaginario che si va a cercare. In alcuni centri città la sala cinematografica era
punto di raccordo della vita cittadina. Dinamica tra produzione culturale e uso dello spazio. A
Torino il ruolo del cinema è emblematico: museo del cinema, che fa da polo culturale, e la
film commission, struttura pubblica e privata che aiuta la gente a girare in Piemonte, la
maggior parte delle fiction rai sono ambientate a Torino, che ha portato molta gente a
conoscere Torino. La film commission finanzia anche le produzioni, che fanno girare
l’economia locale. “Basilicata Coas to Coast” fortemente voluto dalla film commission della
Basilicata.
Il film è narrazione geografica: opera che mette al centro del proprio discorso il rapporto tra
l’ambiente e l’uomo.
La geografia e la musica
- Le descrizioni dei luoghi in musica;
- Le descrizioni dei luoghi in musica e parole;
- La musica associata ai luoghi;
- La musica come elemento di identità territoriale.
Raggea riconosciuto come patrimonio materiale dell’umanità, in Italia lo era già un canto
sardo.
Erminio Macario, “Turin” 1973 canzone che racconta la Torino del Passato. Siamo negli
anni 70, Torino pacifica e non sconvolta da conflitti sociali, una città borghese ed era una città
che aveva triplicato il suo numero di abitanti.
Statuto, “Qui non c’è il mare”, 1992 finite le contestazioni, racconta la Torino dei palazzi
popolari. Torino degli operai, Torino industriale, denuncia sociale che esce fuori in mezzo
alla leggerezza della musica.
La città negli anni 80 seguiva il ritmo della fabbrica, quindi Piazza Vittorio alle 24.00 era
deserta.
Bea Zanin, Plaza Victoire, 2014 video molto geografico, che racconta la Piazza Vittorio
degli aperitivi attraverso Street View

Guido Gozzano, Torino, I Colloqui, 1911 « Da Palazzo Madama al Valentino


ardono l’Alpi tra le nubi accese…
È questa l’ora antica torinese,
è questa l’ora vera di Torino… »

Guido Catalano, A Torino, 2014 Competizione di Torino con le altre città, rivendicazioni
delle proprie specificità. http://www.guidocatalano.it/?p=2205, racconto di Torino un po’
intellettuale, a Torino convivono tante identità.

Quattro Torino diverse attraverso quattro spezzoni di film “Mimì metallurgico”, (1972),
Torino operaia, “Profondo Rosso” (1975) parte più misteriosa della città, “Un colpo
all’italiana” (1996), Torino trattata come se fosse James Bond ambientato a Bogotà, quindi
solo ambientazione per un’avventura, “Santa Maradona” (2001), Torino più moderna che
conosciamo noi. Anche l’uso della musica è molto diverso.

Ruolo del camminare

Ruolo del camminare, come ciò può incidere sulla nostra percezione del territorio.
Camminare modo in cui l’uomo si muove nello spazio. A partire dal XVIII secolo si
sviluppa l’idea che il camminare sia un modo specifico d’attivazione della relazione tra uomo
e paesaggio. Rousseau, “Fantasticherie del passeggiatore solitario”, Goethe, passeggiata come
momento d’ispirazione nel Werther. Nell’Ottocento strumento consapevole di esperienza
diversa del territorio in Coleridge, Thoreau e Wordsworth. Seconda metà dell’Ottocento
camminare come atto di distinzione sociale, soprattutto a Parigi, nasce figura del flaneur, che
indica il gentiluomo che vaga per le vie cittadine, provando emozioni nell'osservare il
paesaggio. La parola non presenterebbe però un'esatta traduzione in italiano. (Baudelaire e
Benjamin), cogliendo elementi che ci attirano, pensiero che si sviluppa nell’ambito artistico
decadente e simbolista. Presa di posizione artistica, aperto agli stimoli della città. Modo di
vedere le cose interessante, ma visione individualista della percezione tra uomo e spazio. Il
flaneur lo fa non per migliorare il mondo, ma la ritiene un’esperienza migliore per osservare
lo spazio.

Giampaolo Nuvolati, geografo urbano, ha preso le lettere della parola flaneur e ne ha fatto una
definizione con le lettere che la compongono. F folla, L lentezza, A annoiato, N
notte, E eroe, U uomo, R resistenza alle imposizioni della società borghese. Elemento
di resistenza con idea del camminare ripreso da movimenti successivi come Dadaismo e
Surrealismo. Si erano sviluppati movimenti dove la velocità era simbolo di progresso come il
futurismo.

• Passeggiata come pratica artistica e rivoluzionaria dadaismo: si passa da movimento


individuale a collettivo. Pratica artistica come proposta provocatoria di un modo diverso di
attraversare gli spazi della città.

• Internazionale lettrista/situazionista artisti francesi, che hanno forti legami con l’Italia,
esponente Guy Debord, dove si racconta cos’era la deriva urbana, la pratica di espressione
artistica e sovversiva che vedevano nel camminare a caso nella città, visione un po’
individualista. Non riconoscendosi nella visione della città come “macchina per la crescita”,
miravano ad una deriva urbana, una concezione di città che andava contro le idee borghesi.
L’hanno fatto in diversi modi, girando sugli autobus della città e osservando. Nel 1956 scrive
una teoria della deriva, si gira a caso guardando cose che prima non si conoscevano.

Ciò che facevano loro non era la flanerie, ma una cosa psico-geografica, vedere l’effetto che
ha la psiche sull’ambiente circostante, lo facevano in modo rigoroso. Questa idea è presa in
prestito per far vivere il territorio in modo diverso alle persone, componente di presa di
posizione maggiore delle specificità del territorio e per prendersene cura. Sempre più spesso
si usa il camminare per costruire una consapevolezza intorno al territorio, per sensibilizzare
sulle sue problematiche, sulle sue soluzioni e sulla conoscenza di questo territorio.

Alcuni isolati sono permeabili, si può passare dappertutto , altri invece no, perché hanno tante
barriere. Oggi è considerato un buon progetto urbano una cosa fatta con isolati porosi e
permeabili.

Quanto una città è camminabile? Elemento di qualità della città è la possibilità di muoversi a
piedi se lo si vuole. Muoversi a piedi ha un impatto sul nostro modo di vivere la città.
Muoversi a piedi e vedere più cose, mischiarsi con gli altri ha degli effetti diversi rispetto a
muoversi in macchina. Il muoversi a piedi genera pratiche, tipo fare acquisti, ZTL, uso di
parchi e spazi pubblici. Pratiche generate dal modo in cui ci si muove.

Dimensione collettiva, diritto di muoversi in bici senza rischiare la vita, diritto di muoversi a
piedi, etc. Alcuni modi di spostarsi hanno ricadute negative sulla collettività che non lo
rendono neanche più un diritto perché mina il diritto di una collettività.

Politiche della mobilità lenta: problemi che affliggono il paesaggio ordinario. Analizzare da
un lato la relazione tra il paesaggio e le pratiche di mobilità: come pratiche di mobilità
portano a diverse vie di mobilità.

Consegna: dovremo per l’orale camminare senza usare mezzi per un chilometro e mezzo da
casa mia nella direzione che voglio, possibilmente dritto. Scaricare app tipo strava, rux,
prospettiva simile a quella psicogeografica, ne deve uscire un racconto, bisogna georiferire il
percorso, raccontando in maniera polisensoriale, accessibilità degli spazi.
06/12/2018

Geografia delle immagini. Giuseppe De Matteis le metafore della terra. Quando parliamo
di geografia tentiamo di parlare per metafore e immagini potere della metafora nel
linguaggio geografico. Le mani sono il mezzo con cui noi entriamo dentro la geografia. Le
mani sono anche un’estensione della nostra mente. Peter Gould, Il mondo nelle tue mani,
scioglie la metafora delle mani, possibilità di manipolare il mondo, di cambiarlo e
trasformarlo. Un potere molto forte e una grande responsabilità: discorso di potere ma anche
di etica.

Non è il mondo nelle nostre mani, ma la sua rappresentazione,


infatti è la carta geografica ad essere disegnata sulle mani

Immagini di fratellanza, che ci fa capire che siamo tutti cittadini


del mondo. Politiche geografiche di oggi che sottolineano non ciò che ci unisce ma ciò che ci
divide, costruisce una rappresentazione spaziale dell’altro. Idea di fondo dietro nella cosa
idea non scientifica che un territorio produca un’identità e che sia un’identità esclusiva e non
inclusiva non si potrà mai essere un cittadino di quel luogo se non sono nato là e non lo
sono nati prima di me. Cosa intendiamo per spostamento? L’identità può aprire la strada a
diversi fascismi.

Si parla sempre di immagini, ognuno parla di cosa ci vede dentro. Contrapposizione tra noi e
loro. Dal tema diversità si arriva a parlare di disuguaglianza, arrivando a parlare di politica.

La morte del serpente trattazione Oceania e isole del Pacifico. L’illustrazione aveva un
enorme impatto. Rappresentazione Oceania sembianze animalesche dell’essere umano che
ammazza un serpente lunghissimo. Immagine palesemente inventata, selvaggio che è
diventato un “buon selvaggio” che ospita il turista occidentale. Rappresentazioni che creano e
sottolineano la diversità, sottolineando un noi e un loro, costruiscono una determinata
immagine delle mondo e delle culture umane.

“La Nascita di una Nazione”, Atlante Richetti, Torino, 1851. L’Italia ancora non esiste. Dalla
carta che vediamo si vedono i confini politici dell’Italia, la parte colorata, la parte disegnata e
quello che oggi consideriamo lo Stato italiano, anche se con qualche limitazione, Carta
costruita secondo ciò che veniva chiamato “Confine Naturale”, che non esistono a livello
geografico, ma solo a livello politico, che sono formati da accordi con altre nazioni. In questa
carta vediamo lo sparti acque alpino.
Atlante Scolastico Loescher, Torino, 1865 Trentino fuori dalla carta geografica.

Edizione Loescher 1874 nella seconda carta compare un riquadrino in alto vediamo
Venezia, uno dei simboli dell’Italia come città, insieme a Venezia compare Roma.

Per tutto un lungo periodo tra metà Ottocento e WWI che mentono, sapendo di mentire, sulla
rappresentazione del nostro paese. Nella prima perché lo stato del Piemonte ambisce a
diventare la regione egemonizzante e ad unire l’Italia, che sottolinea l’unità tra cultura,
insegnamento scolastico e politica. Torino si prende anche l’onere di costruire gli italiani, non
solo l’Italia. Movimento dell’irredentismo, sviluppatosi anche dopo l’unità italiana del 1861.
Rappresentazioni delle colonie italiane.

Carta muraria scolastica del 1942 Il mondo sembra in pace. Didascalia riferita a Mussolini.
Le immagini e le carte geografiche sono sempre espressioni di qualcuno che pensa che il
mondo dovrebbe andare in un certo modo, messaggio ideologico e di visione del mondo.
Nessuna legge scientifica ci dice come dovrebbe andare il mondo. Ogni rappresentazione è
una manipolazione che costruisce un’idea. Dimensione predittiva anche del futuro. Mentre ci
si dice come dovrebbe andare il mondo immaginiamo anche il suo futuro.

Immagini come strumento che ci fornisce delle informazioni ma anche come strumento che
può manipolare le nostre idee, ma che è anche vuota, a cui possiamo assegnare un certo
significato. L’immagine non è mai didascalica, l’illustrazione di una cosa, ma è sempre un
prodotto aperto di cui forniamo un’interpretazione a seconda della nostra cultura, del nostro
vissuto e della nostra contemporaneità. Le diversità esistono e sono importanti e che hanno
una dualità di valore, perché la diversità può diventare disuguaglianza, disparità ed
esclusione. E così va il mondo da sempre. Noi siamo abitanti di ambienti estremamente
diversificati, e l’uomo è un attore su questa scena. Nel suo modo di abitare il pianeta ne ha
cambiato la forma, e questo cambiamento diventa un agire economico, politico e sociale.
Tutte le complessità umane tentano di controllare ed influenzare quest’agire.

Giacomelli rappresenta il paesaggio marchigiano “Presa di coscienza sulla natura”.


Elemento antropico sempre presente. Controllo della natura imprescindibile dall’adattamento
dell’uomo al paesaggio naturale. Cuore dell’immagine vista strisce di terra che sembra
producano una ferita, che però è in grado di alimentare gli abitanti della terra. Partendo da
quattro immagini di paesaggio agricolo tradizionale, facendo un’operazione di geografia
culturale, si arrivi a riflettere sulla relazione uomo-natura, che comporta una serie di passaggi,
tra cui trasformazione fisica, modellamento come geografi, un momento di forte valore
economico, specie per chi ci deve campare lavorando la terra. Si costruisce un paesaggio
perché si è costretti a farlo per sopravvivere. Elemento della bellezza, cioè il contadino come
costruttore di bellezza. Coscienza del contadino in tutto ciò, no bellezza fine a sé stessa, anche
discorso economico non separato che ci viene dalla tradizione. Rapporto di solitudine legato
alla dipendenza, dover essere sulla terra per lavorare, il non potersi muovere per curare la
terra. Movimento di affrancamento e movimento dalla terra. Il minore vincolo è anche una
distanza, nella solitudine c’è anche una relazione, rapporto strettissimo tra chi coltiva la terra
e la terra stessa.

Prima si rappresenta il mondo come si vorrebbe, poi si modifica il mondo come lo si è


rappresentato. Valori parola importante in geografia. Più una cosa è vicina a noi, più
sappiamo ricondurlo alla nostra scala di valori.

7/12/2018

Diversi tipi di story telling all’interno di un documentario, nessuna narrazione è neutra e


oggettiva. Su dei racconti si costruisce un immaginario collettivo che ci è stato trasmesso
indirettamente. Queste narrazioni sono anche uno sguardo al futuro, perché ci dicono anche
come l’autore vorrebbe il mondo nel futuro. Concetto di bene culturale estremamente recente,
che è un prodotto della storia europea, trasmettendoci oltre al piacere estetico anche un valore
didattico.

Prima dello stretto di Gibilterra c’era una specie di diga, che poi cedette, creando lo stretto. Ci
vollero 4000 anni perché il mediterraneo si riempisse. 250 mln di anni fa c’era la Pangea, poi
con la deriva dei continenti questi si sono separati. Placca africana ed euroasiatica si
avvicinarono, andando a formare il fondale del mediterraneo e numerose isole, specie in
Grecia, prendendo il nome di isole Egee. 3000 anni fa addomesticazione da parte dei cretesi
dell’olivo selvatico. L’erezione del Vesuvio distrusse la città di Pompei, ma creò la
Pozzolana, che è ancora estratta per l’edilizia. Questo cemento veniva usato, mischiato ad
acqua e pomice, per costruire nuovi edifici.

Immagine di una famiglia di Pompei salvata dal Dottore.

Primi insediamenti permanenti mezzaluna fertile.

Intorno al 5500 a.C. l’agricoltura si era diffusa in tutto il Mediterraneo. L’agricoltura portò
all’allevamento. Si adoravano i tori (Uri), e ciò che la sua forza rappresentava.

Storia del mediterraneo formata dalla sua violenta geologia. I greci credevano che i terremoti
fossero causati da Poseidone, e le calamità naturali erano viste come presagi. 380 d.C. Impero
Romano dichiarato come religione di stato. Islam iniziò come movimento religioso e militare.
Dal 614 si spostarono dall’Arabia, conquistando poi l’Europa in poco tempo. Città di
Cordova capitale del Califfato di Cordova, che prima era una città romana. Al centro della
moschea, riconquistata la Spagna dai cattolici, ci fecero una cattedrale.

Rinascimento fiorì in ricche città italiane come Firenze, iniziando a scoprire il loro passato,
reinventandolo per il mondo moderno, dandoci grandi nomi nell’arte e nella scienza tecnica,
come Michelangelo, Leonardo, che fu scultore, scienziato, ingegnere e pittore. Le grandi città
rinascimentali competevano tra loro per commercio e cultura, e nessuna rappresenta meglio
questo aspetto di Venezia, che costruì un impero marittimo, ed è l’unica città ad essere
costruita letteralmente sul mare, a differenza di tutte le altre città marittime italiane. Venezia
ci ricorda che queste vittorie che l’uomo ha sulla natura non sono durature.

La collisione tra Africa ed Eurasia continua, e tra milioni di anni il Mediterraneo scomparirà,
lasciando a suo posto una catena montuosa più lunga dell’Himalaya.

Documentario che abbiamo visto: colonna sonora epica, netta distinzione tra noi (europei) e
loro (arabi). Narrazione disorganica. Non ci dice quasi nulla sul Mediterraneo oggi.
21/12/2018

Antropocene era geologica in cui la Terra è stata più modificata dall’uomo.

Ulisse Aldrovandi automatizzare e universalizzare il sapere attraverso un’organizzazione


microcosmica del macrocosmo. Per tanto tempo ricondurre tutto all’unico creatore era l’unico
modo per organizzare le meraviglie del mondo, che però lasciano dopo spazio ai dubbi sulla
nature di esse. Meraviglia = Dubbio = Cambiamento. Da quando la vita è migrata dall’oceano
alla terra ferma cataclismi naturali e climatici che hanno causato grandi estinzioni, i cui
fossili dividono il mondo in epoche geologiche. 2x10 5 primi ominidi, la crescita è avvenuta di
più negli ultimi 200 anni. Siamo noi la causa del cambiamento climatico. Antropocene era
dell’uomo, che potrebbe essere ricordato da fossili misti a plastica e cemento. Youtube 
Wonderkammer (gabinetto delle meraviglie) della nostra epoca, un pasticcio degno del 500, e
forse ci troviamo ancora nella stessa epoca, senza mai essere stati moderni. Mancanza di
meraviglia significa mancanza di senso critico su come agiamo su questo pianeta.

10/01/2019

Programma:

1) Le cinque letture: Gribaudi, approccio geografico al cibo, Levy, Castiglioni,


Dematteis su Zeus, ossa di bue e aranci;
2) Esercitazione che se fatta bene può alzare il voto di uno e due punti.

Le razze umane attuali