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TEMA E IMPROVVISAZIONE

(di Massimo Mantovani)

L'elemento portante di un'esecuzione jazzistica è il tema. Sebbene in tutti i trattati relativi al Jazz si
ponga un grande accento sull'improvvisazione, essa non può esistere senza il tema su cui è costruita.
Qualsiasi jazzista di rilievo durante le sue esecuzioni improvvisa sul tema, usando in qualche modo il
tema stesso come riferimento, fosse anche solo per alcune sue particolarità melodiche, armoniche o
ritmiche. È quindi fondamentale, per chiunque si addentri seriamente nello studio, imparare con
diligenza ad eseguire i temi ed iniziare ad affrontare l'improvvisazione partendo da essi.

Elementi strutturali del tema


Ogni tema è caratterizzato da diversi elementi: quello melodico (ad esempio la direzione ascendente o
discendente della melodia, gli intervalli utilizzati, etc.), quello ritmico (la particolarità di una figurazione
ritmica utilizzata, l'uso delle pause, etc.), l'armonia (gli accordi che lo accompagnano) e la forma (lo
sviluppo degli elementi precedenti all'interno della struttura generale). Tutti questi elementi in realtà
sono strettamente legati tra loro e questo legame dà come risultato l'identità stessa del tema. Alcuni temi
comunque possono distinguersi per uno in particolare di questi elementi (ad esempio: "Sophisticated
lady" o "Freedom jazz dance" per il profilo melodico, "C jam blues" o "Thelonious" per quello ritmico,
"Giant Steps" o "Passion flower" per la struttura armonica, "Pitechantropus erectus" o "Concerto for
Cootie" per la forma). Altri poi possono essere particolarmente riusciti sotto tutti i punti di vista (ad
esempio "Stardust" e "Monk's mood"). Un esercizio utile è quello di riconoscere durante l'ascolto quali
degli elementi di cui abbiamo parlato è particolarmente distintivo del brano e sentire in che misura ciò è
evidenziato dall'esecutore durante la sua improvvisazione.

L'analisi della struttura formale del tema è fondamentale per capire in quale modo utilizzare al suo
interno gli altri elementi al momento dell'improvvisazione.
Per comodità di analisi le varie sezioni di un brano vengono nominate con lettere maiuscole. Le sezioni
si distinguono nella maggior parte dei casi per la struttura armonica e sono generalmente lunghe otto o
sedici battute; il tema complessivo quindi sarà di trentadue battute o altri numeri multipli di otto (il giro
di Blues in dodici battute è un'eccezione a questa regola).
Prendiamo ad esempio la struttura armonica del brano "Take the A train" di Billy Strayhorn:

|C |C | D7 | D7 | Dm7 | G7 |C | Dm7 G7 ||
|C |C | D7 | D7 | Dm7 | G7 |C | C7 ||
|F |F |F |F | D7 | D7 | Dm7 | G7 ||
|C |C | D7 | D7 | Dm7 | G7 |C |C ||

Come si può notare, la prima, seconda e quarta riga sono uguali, a parte piccole varianti nell'ultima
battuta (peraltro anche la melodia è uguale); queste tre parti allora vengono identificate con la lettera A;
la terza riga, che si distingue armonicamente (e melodicamente) in modo marcato, viene identificata con
la lettera B: il brano ha quindi una struttura AABA in cui ogni sezione è di otto battute e la durata
complessiva è di trentadue battute. Durante le improvvisazioni questa struttura sarà sempre rispettata,
anche se viene sostituito, tolto o aggiunto qualche accordo da parte di uno o più elementi del gruppo o
anche se viene modificato il tempo originale, ad esempio da 4/4 a 3/4.

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La struttura AABA è tipica di molti brani jazz e dei cosiddetti "Standards" ossia canzoni originalmente
pensate per la musica di consumo e successivamente utilizzate dai jazzisti per le loro improvvisazioni.
Oltre alla forma AABA ne esistono altre come ad esempio AB o AA' ("The days of wine and roses" in
cui le due sezioni, di sedici battute ciascuna, si differenziano solo nella parte finale) oppure ABCD
("Stella by starlight" in cui le quattro sezioni sono tutte armonicamente diverse).

Eseguire ed elaborare il tema


Il jazzista difficilmente riproduce il tema di un brano esattamente come è scritto. Nella maggior parte
dei casi lo elabora ritmicamente o aggiunge variazioni melodiche. L'elaborazione ritmica in particolare
diventa quasi necessaria nell'esecuzione degli standards poiché in molti di essi la melodia originale non
era stata pensata per un approccio ritmico di tipo jazzistico. Per rendersi conto di ciò è sufficiente
ascoltare due versioni dello stesso brano eseguite da artisti diversi.
È possibile aggiungere pause, ribattere note, allungare o accorciare i valori ritmici, anticipare o ritardare
alcune note, aggiungere accenti e via di seguito, il tutto nel rispetto della struttura formale originale.
Poiché in questo articolo non è possibile fare un'analisi dettagliata di tutti questi metodi, ci limiteremo a
presentare una semplice melodia ed alcune possibili varianti.

Es. 1: melodia originale.

Es. 2: variante.

Es. 3: un'altra variante.

Le varianti melodiche includono, oltre agli abbellimenti (acciaccature, mordenti, trilli, etc.), il possibile
inserimento di note non esistenti nell'originale, come ad esempio appoggiature cromatiche (note un
semitono sopra o sotto la nota originale) o note aggiunte ricavate dagli accordi o dalla tonalità del
brano.

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Es. 4: abbellimenti aggiunti all'originale.

Es. 5: appoggiature cromatiche.

Es. 6: Note aggiunte ricavate dagli accordi e dalla tonalità.

Tutti questi elementi possono essere combinati con le varianti ritmiche. A titolo di esempio riportiamo
una sola possibile versione.

Es. 7.

Improvvisazione tematica
La variazione estemporanea del tema portata agli estremi livelli si trasforma in una vera e propria
improvvisazione tematica, ossia una melodia che si differenzia dal tema stesso fino ad acquisire una
nuova identità pur riproducendone i tratti essenziali. In realtà l'improvvisazione tematica può anche
nascere da una semplificazione del tema originale anziché da una elaborazione. Per improvvisare
tematicamente in pratica dovrete:
1. Conoscere il tema al punto da identificarne le note essenziali, quelle che ne costituiscono lo
scheletro melodico.
2. Inventare un melodia nuova che si basi sugli stessi tratti essenziali.

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Inizialmente questi esperimenti possono essere provati con calma e fissati definitivamente, come in una
vera e propria composizione scritta. Col tempo e con l'esperienza questa procedura diverrà più
spontanea fino a svilupparsi estemporaneamente.
Riprendendo la nostra melodia iniziale e suonandola ripetutamente possiamo identificare alcuni tratti
essenziali:

Es. 8.

Un'improvvisazione tematica potrebbe essere la seguente:

Es. 9.

o anche:

Es. 10.

In entrambi i casi la melodia nuova è stata costruita utilizzando i procedimenti melodici e ritmici già
analizzati.

Tra i musicisti che hanno fatto uso esteso dell'improvvisazione tematica vanno citati senz'altro Louis
Armstrong, Thelonious Monk e Billie Holiday.

SPUNTI PER L'ESERCITAZIONE

1. Analisi: suonando brani di repertorio e analizzandoli su carta, individuare le varie sezioni


osservandone la struttura armonica o gli elementi melodici comuni e contrassegnarle sullo spartito
con le lettere maiuscole. Ricordate che le sezioni generalmente hanno lunghezza di otto o sedici

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battute e che due sezioni uguali possono essere indicate con due lettere diverse se si differenziano
almeno nelle ultime tre o quattro battute.
2. Esercitatevi ad ascoltare incisioni di jazzisti di rilievo fino ad impararne a memoria l'esposizione del
tema e cantarla all'unisono con loro.
3. Sperimentate l'improvvisazione tematica su brani di diversa velocità e in differenti tonalità. Anche
dopo avere familiarizzato con altri metodi di improvvisazione, l'improvvisazione tematica può
sempre rimanere una risorsa utile nel vostro bagaglio tecnico.