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STORIA

Gli skateboard simili a quelli che vediamo tuttora, hanno una storia relativamente recente, nascono infatti in
California alla fine anni ’50. Nelle giornate di mare piatto, un gruppo di surfisti annoiati applicano quattro
ruote ad una vecchia tavola da surf, lanciandosi su marciapiedi e strade in discesa. I surfers dedicati alla
tavola a rotelle iniziarono così a fare le prime evoluzioni, come "impennate" sulle ruote anteriori o posteriori,
giri su se stessi e così via. I più temerari facevano avanti e indietro sulle pareti verticali delle piscine vuote (le
famigerate pool, che in California a differenza delle piscine da noi conosciute, hanno un fondo tondo e
raccordato con transizioni). La leggenda racconta così la nascita dello skateboarding. 

Il primo skateboard professionale venne progettato nel 1963 e pubblicizzato dalla rivista “Surf guide” che
raccoglieva tra i suoi lettori i sostenitori di questo sport. Non era facile scivolare sulle prime tavole da
skateboard, le ruote erano di acciaio e la corsa risultava difficoltosa. Si passò presto alle ruote in argilla che
resero la corsa più semplice e consentirono di effettuare i primi “trick”, le famose acrobazie degli skaters. Ma
le ruote in argilla aderivano poco alla strada.Cadere era facile, in quei primi anni, gli incidenti tra gli skaters
furono molti e i Municipi Americani ne vietarono la circolazione in strada. L’attrezzo era però ancora
rudimentale: tavole strette e piatte, ruote di ferro o di legno, truck senza molleggi. Il 1975 è ricordato da tutti
gli skater come l’anno della rivoluzione, una rivoluzione tecnica che portò lo skateboard al successo, non
solo in California, ma in tutto il mondo.

Un giovane ingegnere, Frank Nashorthy, inventò le prime ruote ad Uretano, un materiale che garantiva una
maggiore presa sull’asfalto, evitando lo scivolamento improvviso della tavola. Queste nuove rotelle diedero
vita ad una vera e propria rivoluzione dello skateboard perché erano più veloci e più morbide e quindi più
confortevoli delle cosiddette Clay Wheels, le rotelle dei pattini.È nel 1975 che Road Rider, applicò alle ruote i
primi cuscinetti di precisione.
 
Nel 1976 Alan “Ollie” Gelfard inventò il trick base, usato poi per lo svolgimento di tutti gli altri trick, battezzato
“Ollie”, da cui sono state elaborate diverse centinaia di variabili acrobatiche. In Italia, attualmente lo
skateboarding è una disciplina sportiva riconosciuta dal C.O.N.I. ed affiliata alla “Federazione Hockey e
Pattinaggio” F.I.H.P. che vanta atleti conosciuti a livello internazionale.Grazie all'interesse globale di cui
godeva lo skateboarding, gli anni seguenti furono una continua evoluzione per questo sport. Si iniziarono a
delineare le varie specialità che esistono ancora oggi: il freestyle, lo slalom, la discesa libera (downhill) e
soprattutto lo skateboarding vert. Lo skateboarding vert consisteva nel fare manovre (o anche solo nel
cercare di andare più in alto possibile) sulle pareti delle piscine, o in strutture appositamente costruite come i
primi quarter negli antenati degli attuali skatepark.
 
La continua evoluzione tecnica imponeva però anche un'evoluzione dell'attrezzo, che continua anche ai
giorni nostri, tavole più larghe in acero canadese, ruote con cuscinetti più veloci e truck che rispondevano
meglio alle sollecitazioni imposte. Con milioni di praticanti in tutto il mondo si svilupparono grandi 
interessi attorno al mondo dello skateboard, molti ragazzi, che prima praticavano lo skateboarding solo per
passione, diventarono dei veri e propri professionisti dello sport, con stipendi e il proprio nome che appariva
sui giornali specializzati che giravano nelle mani degli appassionati in tutto il mondo.
Nacque intorno al 1982, la disciplina dello street-style, che consiste nell'usare le strutture urbane (come
scalinate, panchine, etc.) per eseguire le manovre, evitando così di pagare il park (o di fare chilometri per
trovarne uno). La disciplina dello street-style (o anche street) è indubbiamente quella più praticata dai
ragazzi in tutto il mondo, soprattutto perché praticabile quasi ovunque ma anche perché evita di doversi
impegnare nella costruzione di strutture.
Ruote
Anche per le ruote esiste un'infinità di scelta, ma dovendo classificarle possiamo, a
grandi linee, definire le loro caratteristiche principali:

 Diametro e Larghezza, portano con sé fattori di inerzia, per cui una ruota più
grande richiederà maggior sforzo per iniziare un movimento, ma allo stesso
tempo manterrà meglio la velocità, e viceversa per le ruote piccole, e fattori di
aderenza e attrito, per cui, una ruota più larga avrà più superficie di attrito
rispetto a una più piccola, e quindi più difficoltà a farle pattinare (slidare) sull'
asfalto.
 Durezza, nel mondo del longboarding si utilizza la scala di durezza Shore,
definita da valori come 80a,82a,84a.. ecc, con durezza crescente con l' aumento
della scala. I valori di durezza vanno dalle ruote più morbide intorno al 75A
(poco diffuse) alle ruote più dure oltre anche 100A. Una ruota più morbida
assorbe meglio le vibrazioni e i colpi dell' asfalto dissestato,offrendo un
coefficiente di aderenza maggiore ma tende a consumarsi più facilmente,
mentre una ruota più dura, consente in discipline come il downhill, di effettuare
più facilmente degli spettacolari slide, ma non tarda a sottolineare le
irregolarità dell' asfalto, che si ripercuoteranno maggiormente sui piedi del
rider.
 Posizione dei cuscinetti, influisce sulla distanza effettiva tra le 2 ruote
montate sullo stesso assale, in quanto possiamo trovare ruote "sideset", ossia
con sede dei cuscinetti ("core") spostata rispetto all' asse di simmetria della
ruota, oppure centerset se al centro.
 Tipo di profilo, che può essere a margine arrotondato oppure squadrato; il
primo consente una perdita di grip (aderenza) più progressiva, e quindi slide più
controllati, mentre il margine squadrato ha maggior grip e perdita di grip meno
prevedibile.

TRUCK
Definiamo un truck, la struttura che rende solidali le ruote al deck. Esso è
composto da più parti, tutte con precise funzioni:

 Baseplate o Basetta, la piastra che viene fissata tramite le 4 viti al legno. La


proprietà principale della basetta è la sua angolazione. Solitamente in
commercio si trovano basette a 43°, 45° o 50°, e questo angolo influisce sulla
capacità del truck di curvare di più all'aumentare dei gradi (in piano solitamente
si utilizzano 50°, mentre i valori minori per affrontare delle discese).
 Hanger o Assale, la parte di truck che permette di effettuare le curve, avente
un fulcro sulla basetta attorno a cui ruota; su di esso sono montate
rispettivamente 2 ruote. Gli assali si classificano in base alla loro lunghezza, la
quale comporta più o meno stabilità, oscillando tra i 190mm e i 130mm. (180
mm la più comune) .
 Bushings o Gommini, l' unica parte in materiale plastico di questo assieme,
frapposta tra basetta e assale, e poi tra assale e dado di bloccaggio, la quale,
deformandosi sotto l' azione del nostro peso conferisce al truck le sue
caratteristiche fondamentali: la reattività, la resistenza alla sterzata, il rebound
(ossia la forza con cui si riportano allo stato primitivo). Un gommino morbido
permetterà al truck di curvare con meno forza, e viceversa un gommino duro,
che invece favorisce la stabilità ad alte velocità.
 Pivot cup, il fulcro attorno a cui ruota l' assale, in cui è contenuto un
apposito inserto in plastica per limitare l' attrito per sfregamento, il pivot
bushing.
 Kinpin, la vite che supporta l'assale e i gommini.

I trucks si dividono in 2 grandi famiglie:

 TKP (traditional kinpin)


 RKP (reverse kinpin)

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