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Appunti storia della storiografia

3 problemi:
1) Rapporto tra storia e storiografia
2) cosa è la storiografia?
3) Cosa significa modernità?
Storiografia moderna sono i modi e le forme che hanno caratterizzato la cultura europea tra 500 e
700 e i modi e le forme che caratterizzano oggi la storiografia moderna.
Orientamenti recenti storiografici:
– estensione della dimensione mondiale (world history)
– problemi della storia globale → analisi dei processi di globalizzazione.
Documentazione visiva → ogni forma di rappresentazione visuale è un'importante fonte storica. Mi
informa su temi in cui la sola documentazione scritta non é sufficiente.

Il modo di definire il proprio rapporto con il passato non avviene solo con i libri.
Quando usiamo le parole in storiografia, utilizziamo degli strumenti complessi che non vanno usati
alla leggera → storia, storiografia, moderna → espressioni di un pensiero. Lo storico scava nel
passato, per sciogliere dei fatti, il mestiere di storico consiste in molto altro però: lo storico si pone
dei problemi dovuti agli elementi che si trova davanti → perché accadono le cose? Lo storico deve
utilizzare degli elementi concettuali che sono esplicativi → Rinascimento, illuminismo ecc... Questi
termini sono concetti utilizzati per dare ordine a ciò che altrimenti sarebbe caos.
Rapporto tra storia e storiografia → ingenuamente è il rapporto tra ciò che avviene e ciò che viene
raccontato in base a ciò che avviene. Il documento, che consente allo storico di ricostruire la storia,
é esso stesso una rivoluzione. Con documento non si deve intendere solo fonti scritte. Un gruppo di
storici si é mosso intorno alla rivista delle Annales (Fevbre, Bloch), che prende ispirazione dalla
rivista “Sintesi storica”. Questi storici si chiedevano quale è il compito di uno storico. Gli storici
ricoprivano cariche importanti. Si diceva che le fonti dello storico stanno negli archivi (anche
archivio è un concetto). Fevbre nega questa affermazione dicendo che è il problema che si pone lo
storico a creare le fonti → mi pongo il problema del rapporto tra natura e uomo → non posso
basarmi solo sui documenti archiviati, ma devo, per esempio collaborare con un botanico, con un
geologo, con un paleologo. Lo storico deve elaborare i concetti che mettono ordine. Il rapporto tra
storia e storiografia quindi è più apparente che reale. I fatti esistono per scelta → esistono fatti che
contano e fatti che non contano. Anche oggi i giornali decidono di che cosa parlare o meno,
scegliendo. Sono gli stessi problemi che si pone lo storico a creare una gerarchia, quali sono i gatti
più importanti o meno. La visione positivista della stira (lo storico deve solo costruire un castello di
verità, in maniera distaccata) non ha retto. Il mestiere di storico non è quello di ricostruire la verità
con la V maiuscola, perché non esiste tale verità. Rinascimento non avrebbe bisogno di tante
spiegazioni come parole → rimando a un'epoca, a una fase della storia dell'arte ecc.. Chi viveva in
questa epoca non sapeva di vivere il Rinascimento, è semplicemente un’intenzione successiva, uno
storico ha inventato questo concento, è un artificio concettuale. Concetti cambiano nel tempo.
Lo storico ha un uso dei concetti importante. Se un concetto storiografico non funziona più, non si
usa, tuttora si cambia e questo crea dei problemi. La trasposizione della storia in antica, medievale,
moderna è un artificio concettuale che ora sta entrando in crisi. Per esempio il Medioevo viene
utilizzato anche per il Giappone, dove tuttavia non si può proprio parlare di Medioevo. Tuttavia
viene utilizzato, perché l'Europa ha avuto un ruolo predominante in cultura → le altre società si
sono adeguate ai suoi concetti. Lo stesso avviene per la modernità → non è avvenuta, non solo
globalmente, ma anche per un'Europa allargata nell'area balcanica dove non è avvenuto un processo
di modernità come è avvenuto nell'Europa occidentale. Esistono, quindi, dei problemi aperti. Il fare
storia fa parte di tutta l'umanità. Lasciare una traccia è un modo comunicativo per tenere unita la
società. Quasi tutte le società che hanno un modo per fare storia, hanno un’espressione storica.
Espressione storia che varia da società a società (orale/scritta per esempio). Quando si ha
un’organizzazione statale complessa, ogni persona che ricopre all'interno di essa un ruolo
importante si organizza per lasciare una propria memoria. Esistono degli attori che mirano a
conservare la memoria. Questa è una forma di fare storia.
Storiografia è un termine proprio della società occidentale, soprattutto latina. La storiografia, infatti
è molto pertinente nell'Europa Occidentale, molto meno da altre parti. Il nostro modo di fare storia
ha origine greca. Le genealogie non sempre si basano sui fatti veri. Le genealogie sono un elemento
importante di qualcosa → non sono utili alla ricostruzione della verità ma se si vuole ricostruire la
mentalità e la cultura dell'epoca sono utilissime.
Non esiste cesura netta tra storia e storiografia. La storiografia è divisa da un contesto all'altro, in
alcuni contesti è registrazione degli eventi, in altri vite di santi, genealogie ecc... I concetti
definiscono un loro tipo di storia.

Storiografia= forma di ricostruzione del passato e forme di trasmissione della memoria.


Relativizzare è importante, la storia si occupa di tutto quello che è avvenuto, i documenti sono
soltanto come tanti → anche “documento” è un concetto, “intellettuale” è un altro concetto. Molti
intellettuali si sono riuniti intorno agli Annales e hanno cambiato quello che è il concetto di
documento (Fevbre). Fevbre riporta, per esempio, la geografia descrive la storia, riducendo il
documento al territorio. Storiografia è un lavoro collettivo, non individuale. Non esiste la storia
senza lo storico. Non esiste un passato, senza che nessuno lo guardi. Modernità, la storiografia
moderna è una delle declinazioni possibili della storiografia. Si utilizza moderno come una parola
che non crea problemi. Talvolta, è utilizzata in maniera sbagliata. Ma perché utilizzo moderno per
una serie di processi che sono avvenuti tra la fine del 1700 e la fine del 1800? Il termine moderno
viene assegnato a queste epoche storiche anche per i processi editoriali/commerciali che influiscono
molto. I concetti sono strumenti che vanno utilizzati come tali.
Altra domanda, in ambito umanistico si affianca periodizzazioni diverse, passando a una disciplina
all'altra, perché? (Arte moderna → qualcosa che accade a partire dalla metà del 1800 o fisica
moderna sempre nel 1800). Più coerente di questa rappresentazione dell'età storica nell’era
moderna è quella dello stato moderno → statalità accresciuta nei vari stati (Spagna, Francia). Lo
stato moderno quanto dura? E' arrivato fino ad oggi? Gli storici dicono che in realtà non è proprio
moderno. Lo stato che si forma con il matrimonio fra Aragona e Castiglia non è omogeneo del tutto
→ ha ancora forti poteri locali. Lo stesso assolutismo francese è in realtà, l'età del compromesso tra
i vari poteri (feudali e locali). La nobiltà quasi spazzò via la monarchia. I grandi di Francia, quindi,
avevano delle funzioni importanti. Il termine modernità quindi viene usato in maniera impropria ne
nostro contesto culturale. I sintomi di un sentimento di inappropriatezza di alcuni concetti storici
sono almeno 3:
1) L'estensione, il prefisso post che esprime la necessità di esprimere nuovi termini, Post-
moderno, non si svolge più nel moderno. Post- moderno è differente da contemporaneo, il
Risorgimento probabilmente è post moderno. La contemporaneità è un concetto puramente
accademico a differenza della modernità.
2) Fare periodizzazioni secondo contenuti è una necessità torica. Bisogna relativizzare tutte le
periodizzazioni in vigore (storia antica, medievale, moderna, contemporanea). Il termine
storiografia moderna riconduce a un periodo storico dove si perfezionano le tecniche e gli
obiettivi di fare storia, del mestiere di storico quando si parla di mutamenti non si tratta mai
di una pagina che si chiude e una pagina che si apre → non si apre un nuovo capitolo. Nella
storia culturale di un contesto si vede l'insieme di mutamenti ma anche una continuità. Es.
Newton → scienziato moderno, tuttavia Newton era anche maestro di alchimia e astrologia.
Scienziato moderno immerso nel suo contesto culturale, ancora influenzato, nonostante i
progressi scientifici da figure quali gli alchimisti e gli astrologi. Utilizzo del termine Post-
moderno è una delle manifestazioni più chiare di inadeguatezza e di difficoltà di elaborare
un nuovo concetto. Con postmoderno, nozione nata in campo filosofico poi estesasi in altre
discipline, si intende una visione organica della realtà che vede una società nuova rispetto a
quella vigente → es. marxismo. Le ideologie non si sono tradotte in mondi nuovi, ma in
totalitarismi diversi. Questa visione organica della storia del mondo è una visione assoluta.
Storiografia moderna → artificio intellettuale basato sui documenti. La storia dei concetti è una
storia di strumenti datato di storicità. Crisi → non è solo da intendere in senso decadente, ma anche
di rimessa in discussione. Crisi della coscienza europea è un concetto elaborato negli anni 1930 per
indicare non solo un processo nel quale la cultura europea, tra 1600 e 1700, mette in discussione
valori culturali, ma anche è il periodo in cui vengono gettate le basi per un nuovo mondo. Così in
questa accezione non rimanda solo a una perdita ma anche a processi di creazione. L'utilizzo del
termine occidente si ha a partire dalla 2° metà del 1700, includendovi anche il mondo americano.
Noi viviamo in un ambito di crisi. Sintomi testimoni del fatto ce stiamo vivendo un periodo di crisi
di concetti e periodizzazioni:
1) Dilatazione del termine post, lo storico fa fatica a utilizzare un linguaggio formalizzato dalle
società scientifiche. Per gli storici postmodernisti anche gli storici possono utilizzar eun
linguaggio formalizzato dotato di strumenti di verificabilità → attacco al concetto di
moderno. La crisi di nazione moderna fa sì che la modernità sia un sistema che si esprime in
grandi dualogie → Marxismo. Grandi ideologie che si proiettano nel futuro. Nessuna ha
funzionato → nelle sue forme totalizzanti diventano tirannie. Esistono tante teorie quanti
sono i soggetti che hanno vissuto e vivono in una società, da qui nascono gli studi di genere.
La storia dal basso porta nuovi protagonisti, nuovi attori che non hanno avuto voce, gran
parte dell'umanità non ha lasciato traccia di sé → scarsa documentazione, si cerca di capire
la loro prospettiva attraverso alcune fonti come, per esempio, gli atti processuali. Non è più
solo la storia di chi prende decisioni (politiche, ecc..) ma anche di chi subisce tali decisioni.
2) La dilatazione del termine “invenzione”. Se facciamo un repertorio dei libri di storia della
cultura, scritti a partire dal 1880, vediamo il termine “invenzione” usatissimo. Con il
termine “invenzione” si intende dire che si costruisce un sistema d'ordine, si elabora un
artificio concettuale che stabilisce un ordine. Una scoperta rimane tale in eterno, mentre
un'invenzione, in futuro, può essere sostituita da un nuovo criterio d'ordine. La dilatazione
del termine “invenzione” è dovuto dalla certezza che gli storici non hanno la verità assoluta.
Se ci si presenta una verità assoluta, lo storico scopre e basta come uno scienziato scopre
delle leggi fisiche. Gli storici non costruiscono tasselli di verità. Le storie false sono
interessanti tanto quanto quelle “vere”.
3) Utilizzo del termine “svolta”. Svolta degli annales è la prima grande svolta collettiva → è la
scuola degli annales a cambiare la concezione della storia, non solo quelle dei grandi ma
anche quella delle classi basse. Svolta spaziale → per esempio, come può essere nata
un'idea di Rousseau? Si cerca di capirlo studiando l'ambiente che il filosofo ha frequentato,
dove ha vissuto. La svolta spaziale vuole capire anche come alcune idee hanno avuto
successo mentre altre no. Svolta animale → si pone l'accento sul mondo animale che è
inevitabilmente legato a quello umano. Umanità e animalità si legano.
4) I settori storici sono legati tra loro → Storia del diritto, il diritto è legato a tutta la società.
Perché si è formato una nozione di storiografia moderna= Come si lega una nuova visione di
storico alla visione di modernità? Come mai questa nozione é entrata in crisi? L'idea di
storia e di mestiere di storico concepite come moderno prende forma tra 1400/1500. Ciò è il
risultato dell'incrocio di 2 versanti teorici:
- tradizione classica che ha come centro la vita della società umana, spiegabile razionalmente. La
vita sociale si configura con la politica: il modo in cui il cittadino partecipa alla politica e quanto
incide su di essa.
- Visione del cammino dell'umanità di tipo provvidenzialistico (destino), un filo che lega passato
presente e futuro → filo dovuto a un regista. Meccanismo che si porta dall'antichità remota verso il
futuro. Visione che affonda le sue radici in ambito pre-cristiano e, con il tempo, si laicizza. Mi
consente di trarre risposte per quel che ci sarà in futuro.
Questi due aspetti sono messi in evidenza nella storiografia moderna come elemento fondante. La
nazionalità politica la notiamo in Tucidide. Lui spiega perché si scatenano le guerre, perché queste
vengono vinte o perse (guerra del Peloponneso). Un altro esempio è Polibio che vuole spiegare la
superiorità romana. Ciò spiega la modernità di questi storici. Dono più moderni rispetto a storici a
noi più vicini. Erodoto ci da una visione etnografica, prestando attenzione anche al mondo naturale.
Polibio ci pone di fronte anche all'aspetto della spiegazione dei mutamenti di istituzioni attraverso
cicli costituzionali. Perché è andato delineandosi un nuovo mestiere di storico? Uno dei motivi è la
conoscenza dei testi, 1453 → caduta di Costantinopoli → diaspora di intellettuali che invadono
l'Europa, soprattutto l'Italia con testi greco-latini. Ciò porta alla nascita della filologia. Un altro
motivo è l'esigenza di una storiografia che richieda una ricerca e un mestiere → nascita di una
figura tecnica che ha il compito di scrivere storia, lo storico inizia a prendere corpo come specialista
dedicato alla scrittura della storia (storie nazionali). Individuo che vende la propria competenza ai
principi di stati nazionali che vanno a formarsi all'epoca. Nascita del concetto di “Medioevo”.
Ancora nel 1800 si lavora su storia politica greca, avendo come punti di riferimento gli autori
classici → classicità è un canone di riferimento. Per noi gli autori classici sono incorporati nella
coscienza di modernità. Moderno: inizia a essere pieno di contenuti, a cui diamo una forte
caratterizzazione concettuale.

Valore pedagogico della storia → insegna agli uomini di provare a prendere la strada giusta, quali
sono le conseguenze di alcune azioni ecc.. La storia serve sia ai principi che al popolo. “La storia
insegna ma non ha scolari”(Antonio Gramsci) → rimanda all'utilità dello studio della storia come
“Historia magistra vitae”(Cicerone). Il manuale del buon governo è la storia. Leonardo Bruni
mette come attore principale non un principe ma tutta Firenze. Il compito dello storico studia il
passato, da cui ricava leggi e le pone come criterio di ordinamento al presente. La fase sopra, scritta
da Gramsci in un momento di crisi, vuole proporre una linea di consapevolezza e di partecipazione
al passato della collettività. L'illustrazione trascina comportamenti collettivi (Fascismo) →
l'antidoto dell'illusione è la storia che permette di avere una propria coscienza critica. Gli storici
iniziano a definirsi come personalità intellettuali autorevoli che hanno questo compito. Avviene in
primo luogo in ambito italiano, in questa fase inizia a formarsi il compito della storia. Il pensiero di
Gramsci riporta all'umanismo fatto sulla base della nuova circolazione di testi scritti, la storia affina
le armi sulla base della filologia → La ricerca nell'analisi del testo di cosa è vero e di cosa è falso,
di cosa é autentico e di cosa non lo è. “Donazione di Cotantino” (Lorenzo Balla) → potere
temporale della chiesa viene messo in dubbio su base filologica. La filologia si applica anche ai
movimenti. La filologia e la storicizzazione può essere applicata a qualsiasi documento, come la
Bibbia, si mette in discussione un'autorità tradizionale. Chi lavora sul testo biblico si pone su un
piedistallo che mette in discussione l'autorità ecclesiastica. Vengono, per esempio, messi in dubbio i
tempi biblici del mondo. I tempi della storia del mondo, la Bibbia spiega all'umanità quale è il posto
e ci dava un tempo universale molto breve, iniziato nel 4400 a.C., nel 1656 a.C. Si ha il diluvio
universale. Questo universo estremamente corto, nel momento in cui si comincia a comparare la
narrazione biblica con le altre storie, entra in discussione. Gli annali cinesi sono inconfutabili, in
quanto legato all'osservazione astronomica. Tutto questo lavoro ha a che fare con una cerchia stretta
di persone. La filologia è l'anima distintiva dello storico. Gli storici iniziano a entrare nelle
corporazioni giuridiche, che hanno bisogno del sapere storico per scavare, per esempio, nel diritto
feudale ecc.. leggi fondamentali. Il contesto in cui la storiografia moderna si afferma, durante la
formazione degli Stati nazionali, che si legittimano grazie alle leggi fondamentali → ci dicono cosa
è giusto e cosa non lo è→ sono un patrimonio, una tradizione di norme che mantengono il giusto
rapporto tra il sovrano e la comunità. Bodin dice che il re in Francia è assoluto (libero dalle catene
dei re precedenti) ma non può estendersi in campi che non sono a lui conformi, il re non può
mettere in dubbio la proprietà. Chi è l'interprete delle leggi fondamentali? Sono i magistrati, che
lavorano sulle antiche corti, su fonti che vengono dal passato. I parlamenti in Francia sono composti
da magistrature che hanno anche il compito di studiare la legittimità degli editti/decreti regali. In
Inghilterra c'é un parlamento che incarna il rispetto delle leggi fondamentali → I sassoni hanno
portato agli inglesi il principio che il re è il “Primus inter pares” e che iene delegato da
un'assemblea a portare a termine il compito di tenere unito il paese. Tra il 1500 e il 1600, in Francia
e in Inghilterra sono gli storici a occuparsi di queste questioni. La storia assume connotati narrativi
del resoconto unitario → inizia da un punto e finisce in un altro. Si ha la divaricazione tra lo storico
narratore e lo storico erudito → questa doppia linea si afferma nella 2° metà del 1700, dove si
ricompone. Si ha, infatti, le grandi opere dell'erudizione ecclesiastica settecentesca → I Maurini:
congregazione di San Mauro che produce una grande quantità di ricerca erudita “Vite dei Santi”;
Bollandisti: altra congregazione dedita alla ricerca erudita non solo però, nella vita dei santi, ma
anche nella cronologia. Ludovico Antonio Muratori scrive “Le antichità italiane del Medioevo”,
anche lui segue la linea erudita dell'approccio filologico che non ha la connotazione
religioso/politica → scontro si ha dopo, i risultati delle ricerche filologiche. Le forme della storia
narrativa sono numerose → il 1600 è pieno di storie che si giustificano in base alla loro eleganza
letteraria. Un'integrazione tra i due versanti non la troviamo in modo chiaro fino alla 2° metà del
1700 → manuali con le note → il testo è la parte narrativa, le note la parte erudita → Edward
Gibbon nel 1700 scrive “Storia della decadenza e caduta dell'Impero romano”, grande testo
letterario di dimensione europea, Gibbon si legge benissimo senza guardare le note ma guardando le
note, si trova una grande ricerca erudita. Idea di uno sviluppo lineare degli eventi. Ogni cosa nelle
vicende umane ha un percorso riassumibile in fasi circolari, riconducibili alla natura. L'idea, quindi,
di un percorso umano volto solo al progresso non regge. Gli umanisti ripudiano la circolarità, gli
umanisti riprendono i classici come modello di riferimento, ma si ritengono superiori.
Rivoluzione → ritorno al punto di partenza (prima della rivoluzione francese), Inghilterra subisce
convulsioni politiche profonde a causa dei primi Stuart → il re diventa dittatore, non rispettando i
patti. Una volta avvenuta la gloriosa rivoluzione si chiude il cerchio. La rivoluzione è gloriosa
perché mette fine alle rivoluzioni. Gli inglesi del 1700 sono consapevoli delle cause che hanno
portato alle rivoluzioni e quindi sono superiori agli inglesi del 1600. Dall'umanesimo in poi, si ha
un modello circolare in cui il tempo crea consapevolezza → ogni circolo porta a una maggior
consapevolezza, portando l'uomo a migliorare rispetto ai predecessori (che avevano minore
consapevolezza). Si propone di trovare una chiave di lettura di tutto il mondo. La storia moderna
tende a diventare storia universale → tutto il mondo si ritrova inquadrato all'interno di fasce:
antichità, medioevo, ecc.. Quando, nel 1500, vengono elaborate queste fasce e la storiografia
moderna, vengono posti su scala mondiale (poi più tardi verrà tutto ridimensionato in dimensione
europea).

Il nuovo modi di concepire la storia non é antireligioso. Molti storici sono religiosi. Il problema è
quello di distinguere tra fede e scienza (soprattutto a partire dal XVIII secolo). Inizia ad emergere
nel corso del 1600 le due linee di erudizione e di narrazione, che andranno a unirsi nella 2° metà del
1700. Causa di un processo di espansione dell'Europa oltre i suoi confini → l'Europa intende
riprodurre la propria identità su nuovi territori (America, Asia, Africa) → secondo un processo di
civilizzazione. La guerra dei 30 anni fu una guerra terribile, dimezza la popolazione della
Germania. Il XVII secolo è pieno di guerre, ma meno cruente rispetto alla guerra dei 30 anni. La
guerra è importante per gli effetti, ma anche perché cambia la tecnologia della guerra che influenza
l'intera società e economia dei paesi. Panker (storico) la vede come una rivoluzione militare. E' un
altro elemento di discontinuità. La tecnologia fornisce degli strumenti che incrementano la
convenzione di potenza → consapevolezza degli strumenti che governano il mondo (Bacone) →
nuovo organo, espone la sicurezza di poter governare il mondo tramite la scienza e la tecnologia.
Gli antichi non sapevano alcune cose che invece i moderni sanno grazie alle scoperte degli antichi.
Gli strumenti del sapere sono importanti quanto la riflessione. Le 3 grandi scoperte artigianali sono :
– Polvere da sparo
– Bussola
– Stampa
Queste tre scoperte secondo Bacone cambiano l'assetto del mondo.
L'acquisizione di questi strumenti permette il mutamento del mondo tutto (forte eurocentrismo. Non
si pensa che in Corea c'era già una sorta di stampa. Frontespizio del “Nuovo organo” di Bacone →
nave che va oltre le colonne d'Ercole → Europa esce dai suoi confini e la liberazione delle scelte
scientifiche che arpono alla scienza un nuovo orizzonte. Questo tipo di immagine era pregno di
ottimismo, che sebbene pieno di ostacoli, supera del tutto l'apocalisse → “I 4 cavalieri
dell'apocalisse” di Albrecht Durer (1456-1498): paura, insicurezza. I 4 cavalieri sono la fame, la
peste, la guerra. Il mondo moderno si lascia alle spalle l'apocalisse e grazie agli strumenti, guarda
un mondo nuovo, quadro “Gli ambasciatori” (1533) → le due figure importanti della vita politica-
commerciale del tempo sono caratterizzati da una grande sicurezza e si propongono con grande
autorevolezza. Uno è ecclesiastico, l'altro no. Si hanno gli strumenti per controllare il mondo
(mappamondo con la linea marcata dal “Trattato di Tordesillas” con la spartizione delle Americhe).
L'abbigliamento di uno degli ambasciatori → la pelliccia fa riferimento alla concezione della
pelliccia, tutto ciò si identifica una forte consapevolezza della propria autorità. Tutti gli oggetti
dipinti hanno una storia. Di fronte a questa autorevolezza e dignità si pone un teschio (Anamorfosi:
figura che cambia a secondo del punto di vista). Il teschio significa che gli ambasciatori comunque
non dimenticano quali sono i loro limiti. Nell'angolo alto del quadro c'è un crocifisso → quando ci
si rende che anche gli strumenti sono limitati, c’è sempre Cristo. Etienne-Louis Boullée
“Cenotafio di Newton” è un progetto che ci propone le scoperte di Newton. Queste scoperte danno
a Newton un valore secolare. La dimensione geometrica ci permette di razionalizzare tutto. Siamo
in una fase in cui la convinzione di poter guidare tutto razionalmente è diffusa. In questa fase si è
già messa su un binario la storia → lo storico deve studiarla perché é sul binario che si muove il
futuro. Nella visione settecentesca, la civiltà assume un ruolo centrale. La civiltà dei nativi è legata
inevitabilmente all'evangelizzazione. Encomienta è l'affidamento di un territorio e di tutto ciò che
c'è dentro (persone, animali, ecc..) per rivelare la verità. L'idea di civiltà, quindi del XVIII secolo, è
legata all'evangelizzazione. Nel 1700, attraverso l'idea di poter analizzare la società tramite
strumenti scientifici (nasce la scienza sociale), di formulare una visione progressista dell'umanità
attraverso fasi organiche, basate solamente su come procurarsi i beni di sussistenza e i beni
economici. Ciò si pone come schema di comprensione dell'universo. I selvaggi americani sono
selvaggi perché si procurano i beni di sussistenza in maniera primitiva, e non perché incivili (1600)
→ 1° stadio dell'umanità. Il 2° stadio dell'umanità è il nomadismo, spostamenti massivi legati
all'allevamento. Il 3° stadio è l0agricoltura, in cui si sono formare realtà statuali. E poi c’è lo stadio
contemporaneo legato al commercio. Gli storici del 1700, quindi, fanno una comparazione tra varie
società, per capire anche società sconosciute. I gesuiti sono una base dell'evoluzione settecentesca.
Gli stessi illuministi, che odiavano i gesuiti avevano un’educazione gesuita. Joseph-Francois
Lafitau aveva viaggiato molto in America. Scrive “Costumi dei selvaggi americani comparati a
quello dei tempi greci” dove analizza società selvagge americane comparandole con l'antica Grecia.
Le cose che non comprende prova a capirle studiando la società greca. Le arti e le lettere sono un
punto essenziale. Quando io ho la consapevolezza di essere al vertice di una scala, come gli europei,
mi sento automaticamente responsabile per il resto del mondo → colonialismo. Contraddizioni,
l'illuminismo che abbraccia l'intera umanità, legittima in un certo sento la schiavitù. L'umanità è
diversa a causa della varietà di specie umane. Questa variazione può essere mentale e culturale. Per
questo si vuole estendere il disegno europeo nel mondo. La rivoluzione francese mette in campo le
folle come attore attivo, mentre prima il popolo era qualcosa da combattere e da temere. Inoltre si
ha la 1° rivoluzione industriale inglese che cambia l'economia, con elementi di cambiamento come
l'elettricità che convenzionalmente, fanno finire la modernità. Con tristezza si guarda il “mondo
nuovo” sostituire quello “vecchio”.
In ambito settecentesco, si ha un'unica civiltà, con la C maiuscola. In una civiltà fortemente diversa,
per equipararla a quella europea, vengono introdotti immediatamente gli strumenti necessari. Nel
Bengala, per essere reso simile alla società britannica, viene introdotta la nozione di proprietà.
Commercio é strumento di pace → punto di forza della società europea, che é ritenuta anche la più
bella.

L'età moderna e la storiografia può caratterizzarsi da una dimensione globale? Si.


Nazione non è n termine inventato nel corso del 1800, ma sicuramente nel corso del 1800 si carica
di valori forti e prorompenti dell'identità. La valenza che nazione e patria hanno prima una identità
diversa. Patria e nazione comprimono la collettività come attore principale. La nazione viene vista
come popolo a partire dal 1789 → nazione è un corpo collettivo. Idea della storia della comunità
come centrale. In ambito settecentesco nasce la figura dello storico delle rivoluzioni.
World History e globalizzazione → termini assai diffusi.
Storia mondiale e storia globale vanno studiati per gli effetti, soggetti ecc...
– World history, è possibile considerare il mondo come teatro unitario di dinamiche storiche?
E' possibile uscire da una dimensione locale? Si si può, confronto con altre comunità dovuto
alla globalizzazione.
– Global History, attenzione ai processi di globalizzazione economico-sociale contemporanea
porterà a decidere la loro origine. Attenzione spostata sulla contemporaneità. Si tenta di
slegare a contemporaneità. Questa differenza ha avuto un’importanza in origine. Ora invece
la Storia globale viene vista non più come oggetto, ma come metodologia.
Le sintesi di storia mondiale sono deludenti perché non riportano le fonti. La comunicazione
pubblica crea opinioni, informazioni ecc... Guardare al mondo come oggetto mutante. I processi di
economica mondo sono reali. Lae complessità di una cultura è data soprattutto dalle sue
contaminazioni. La prospettiva mondiale ci sollecita a guardare a queste cose.
Storia globale → non si limita ad ambiti particolari, ma studia la storia come connessione.
Storia atlantica → se voglio capire cosa succede in Francia o negli USA, non posso limitare il mio
studio sulla storia francese o sulla storia dell'America del nord. Attori rivoluzionari francesi si
muovono dalla Francia agli USA, quindi bisogna guardare in maniera più estesa. Si esce da un
identità nazionale?
Industria di schiavi
Esiste una prospettiva che tende a uscire dalle nostre radici. Le radici rappresentano un territorio
diversificato che si intreccia. Cercarne una significa trovarne altre. Cosa significa estendere al
mondo concetti che provengono dalla cultura europea? → Christopher Bayly “La nascita del
mondo moderno, 1780-1914”. Bayly ci dice che è utilizzabile la nozione di modernità al mondo
solo spostando la datazione. C'è stato un processo che é il lungo 1800 in cui il mondo si conforma
alla nazione di modernità (trasmette imposizioni o adattamenti spontanei) → si può parlare di
mondo moderno. Anne-Louis Girodet “Ritratto di Jean-Baptiste Belley” (1757), è un ritratto di
una persona di colore, si appoggia sul busto di Raynal, autore di una opera sul colonialismo,
denuncia lo schiavismo e il dispotismo esercitato dagli europei contro i colonizzati. Secondo lui
alcune colonie sono buone e altre cattive, quelle buone sono dove si porta la civiltà europea. Altro
quadro “Allegoria alla gloria di Napoleone” di Veron Bellecourt, dove una signora raffigurata in
abiti classici mostra una tavola che racconta le imprese di Napoleone a personaggi provenienti da
tutto il mondo. Questa signora è Clio, la dea della storia. La storia si propone come esempio, tutti i
personaggi vogliono adeguarsi ai valori europei.

L'800 diventa la fase in cui il primato europeo manifesta come canone delle dinamiche del passato.
La nozione di civiltà é un concetto chiave legato all' ina.. Rimane un eurocentrismo forte, Europa di
nazioni, ciascuna nazione, in modo originale, si propone come portatrice di civiltà. In questa fase
nasce la nozione di filosofia nella storia → possibilità di individuare la ragione che regola tutto il
percorso della vicenda umana. La filosofia della storia va a vantaggio dell'eurocentrismo. Quello
che, nella nozione didattica, si configura come età delle nazioni (1800) é un'ottica fortemente
eurocentrica. Il1800 si configura come prospettiva del mondo europeo?
Problema della necessità di fare la storia del mondo e di riformulare, di conseguenza, la nozione di
modernità. La trasformazione del mondo è quanto avviene nel lungo 1800. Tante delle categorie
tradizionalmente inserite nella nozione europea di modernità→ Prima rivoluzione industriale, viene
ritenuta una discontinuità rispetto all’epoca precedente. La rivoluzione industriale interviene come
mutamento profondo nel contesto europeo. Se io estendo questo processo a livello globale, che cosa
ricavo? Ciò mi impone un pregiudizio: il motore della storia è da una parte (Europa), dall’altra c’è
chi corre dietro al motore. Nella prospettiva mondialista, ci sono molti elementi di muto in questa
narrazione→ nelle altri parti del mondo non c’è una stagnazione, si avviano processi culturali,
sviluppi vari, accelerazioni economiche, come in Cina meridionale, in Messico ecc… Ci sono delle
realtà in cui il termine “Rivoluzione industriale”, non mi serve. Si esce dalle categorie
dell’eurocentrismo, per riformulare nozioni→”Rivoluzioni industriose”: sono accelerazioni che
derivano da processi che non necessariamente derivano da macchine e tant’altro. Occidente
dinamico vs. Oriente statico→ Oriente visto negativamente,
diversità totale. Pieno di questo tipo di schemi, una prospettiva globale parte a comparare Occidente
a Oriente, dimostrando che non è così. La Cina diventa un oggetto speciale di attenzione, una
dinamica che ha portato la Cina a essere oggetto di uno studio fondamentale della storiografia
mondialista. Perché la Cina ha ceduto il passo all’Europa?
Ha subito la mondializzazione europea, essendo già avanti all’Europa in alcuni ambiti? Negli anni
1700-1800, dove l’Europa si dibatte tra dazi, gabelle, lasciti di una tradizione che non corrisponde
alla realtà, la Cina ha un sistema fluviale straordinario di irrigazione dell’area fondiaria. La Cina
risponde meglio alle esigenze della realtà rispetto all’Europa. Ma perché la Cina rimane in una
posizione subordinata? E’ problema ancora aperto, In Cina, probabilmente, accelerazioni
economiche non determinarono una industrializzazione espansiva. Nel Regno Unito è un processo
in cui la disponibilità di energia si unisce al carbone, che si trova in un’area concentrata. E’ la
produzione in eccesso che impone la domanda (non è più la domanda ad avere la produzione) in
ambito inglese. In termini molto accorciati, si aumenta la domanda. Inoltre la materia prima come il
cotone viene da oltre Atlantico, e quindi non c’è bisogno di dedicare terre alla coltura del cotone.
Ciò determina uno spirito aggressivo di conquista del mercato, che nell’ altri parti del mondo
subiscono. Si crea quindi divergenza. Tutto questo ci consente di dire che la “Modernità” ha
concentrazioni diverse. I modi che sono propri del contesto europeo. Non esiste più la Modernità
con la M maiuscola, ma processi di modernizzazione, modernità multiple. Perciò si ha un
indebolimento molto forte di ciò che la tradizione europea ha significato. L’Europa ha cambiato il
mondo, e non sempre l’ha fatto per il meglio (studi post-coloniali) → il primato europeo viene
contestato. Esigenza di ridimensione dell’Europa alla sua dimensione reale. Dal punto di vista
storiografico si valorizzano le minoranze, gruppi marginal→ al contrario si radicalizza troppo
l’Europa. Sull’altro versante, si ha la rivendicazione dell’Europa, che ritiene che essa stessa ha
cambiato il mondo in meglio (soprattutto storici statunitensi), secondo loro l’Europa non va
ridimensionata, l’Europa è stata un punto di riferimento, di diritto ha avuto un primato e questo
primato va recuperato, l’ottica delle diversità ha corroso il primato europeo, e l’Occidente
indebolito subisce terrorismi dell’Islam, C’è un mondo della libertà, e un mondo di non libertà.
Negli estremi di entrambe le parti ovviamente ci sono delle problematiche. Ci sono, tuttavia,
elementi interessanti da entrambe le parti. Il relativismo in assoluto, è un difetto.

Conferenza: Atteggiamento aristocratico

Frances Amelia Yates→ studiosa indipendente e libera. Il mestiere di storico si traduce nel
riconoscimento di tutto quello che è stato scritto nell’europa studiata e di quello che è stato scritto al
riguardo. Patrizia del Piano traduce il materiale della Yates scrittice della storia dal punto di vista
femminile, la Yates mette la propria esperienza nel suo modo di scrivere, sono testi che si
avvicinano molto al racconto. La Yates vuole essere esterna all’accademia. I suoi saggi sono tradotti
in tantissime lingue. La Yates ha inoltre contribuito a formare la nozione di Rinascimento. La Yates
coglie l’ipocrisia inglese. I primi anni del 1900 sono anni in cui viene messa a dura prova. Nel 1912
affonda il Titanic ma un altro evento che la sconvolge è la morte del fratello al fronte. Rimane
sconvolta anche dai fascismi. Il 1900 non le piace, secondo lei bisogna ritornare a un’altra epoca →
nel Rinascimento, lei vede solo il bello e lo mitizza come l’età dell’oro.
Ha un forte senso di appartenenza alla famiglia.
La Yates (autodidatta) scrive un’autobiografia. Lei descrive la sua vita come una successione di
fortune, dice di aver perso il treno della corriera accademica. Lei ha studiato bene Shakespeare,
scrive un’opera su Floro, Poi si mette a tradurre Giordano Bruno e ricostruisce il contesto culturale
rinascimentale. Yates vuole esaltare la prospettiva femminile del potere.
Astrea→ divinità, dea della giustizia e dell’uguaglianza. Elisabetta I ritorna sulla terra per riportare
giustizia, uguaglianza sulla terra, secondo la Yates. Il potere di Elisabetta è immortalato nei ritratti.
Momenti di epifania di Elisabetta → raffigurazioni in cui Elisabetta si manifesta ai sudditi tramiti
simboli propri di Astra. La Yates parla di cultura popolare però lei si sofferma su punti che hanno
poco a che fare con il popolo. Le interessano ambiti culturali. Lo storico deve lavorare sulle cose
belle che danno speranza.

Ci sono due versanti:


1) Documentazione visuale, come testimonianza di eventi ecc… Ci dà una percesione più
diretta rispetto allo scritto e rispetto alla rilevanza di un evento.
2) Espressione, più sintetica, più incisiva di concetti, di idee e di principi filosofici ecc…→
sintesi concettuale (frontespizi ecc…).
Esspressione simbolica è la narrazione storica
come la pittura del 1800.
“Lit de justice tenu par Louis XV” dipinta da
Louis-Michel Dumesnil, ilustra la ceremonia
del “Lit de justice”. In Francia, è morto Luigi
XIV, l’erede non aveva l’età per salire sul
trono. Luigi XIV aveva pensato a questo
problema e aveva deciso che la reggenza, pur
di evitare che finisse in mano a Filippo
d’Orleans, sarebbe andata a un consiglio di
reggenza, fino alla maggiore età di Luigi XV.
Filippo d’Orleans tenta di aggirare la
disposizione del re sole, per acquisire la
reggenza. Ciò rappresenta la “Lit de justice”,
una seduta del parlamento francese che doveva ratificare la reggenza. Nel quadro si vede anche
l’erede di 5 anni al trono. Questa è una fotografia di un evento. Si vede tutta l’architettura dei poteri
di Francia. In questo quadro tutto è esatto, persino l’arazzo ci fa capire la rilevanza di questo evento.
Luigi XV non viene rappresentato come bambino, ma come uomo più piccolo. Viene rappresentato
anche la governante. Dopo questo evento, fino al 1723, si ha un periodo di grande sperimentazione
sotto Filippo d’Orleans, con un governo collegiale. Questa politica, tuttavia, non funzionò.
Attraverso la maestosità, si evidenzia la rilevanza dell’evento.
“The House of Common” dipinto da
George Hayter. Il dipinto rappresenta
la prima riunione dell’ House of
Common dopo il 1832. Ci porta una
rappresentazione fedele. Tutti i
personaggi rappresentati hanno tratti
fisici distinguibili. Il quadro ci illustra
una avvenimento importante. Su questo
evento c’è una grande documentazione
sia scritta che visuale.
Illustrazione della diversità→ Nel 1700
si hanno viaggi sempre più legati alla
ricerca scientifica.
I viaggi di Cook furono 3, nei quali riporta una grande quantita di nuove conoscenze. Cook fu
sponsorizzato, non furono viaggi di iniziative private. In questi viaggi si portavano degli scienziati
che disegnavano ciò che incontravano, come Sydney Parkinson che disegnava gli usi e costumi di
popolazioni e le specie botaniche. Si vede come l’interesse etnografico assume connotati precisi
(l’etnografia è una disciplina ancora non esistente, nasce nel 1800). La rappresentazione delle piante
non aveva un intento artistico, ma puramente scientifico. Dettagli molto curati. Parkinson si porta
alcune piante dietro. Si hanno già termini molto precisi. Joseph Bauks è un altro disegnatore.
L0immagine ci documenta l’ampiezza delle conoscenze etnografiche-culturali del periodo.
Thomas Salmon scrive “Lo stato presente di tutti i paesi e popoli del mondo” presenta delle
illustrazioni. Solomon non dice nulla di nuovo, ma è un raccoglitore. Il libro è un’edizione
popolare.
La cartografia diventa molto di più rispetto alla collocazione dei luoghi su una mappa→ Willem
Blaeu è un artefice insieme alla famiglia di una produzione cartografica importante, come “Cartina
dell’Africa” del 1644. A fianco ci sono disegnati i costumi delle popolazioni, vengono poi estratte le
atté portuali. Zona per zona avranno una mappa e una rappresentazione sintetica del paese.
Le carte geografiche assumono una dimensione di propaganda→ si dà un’idea di identità nazionale,
come le carte geografiche a forma di animale, ad esempio il Belgio venne rappresentato a forma di
Leone (carta del 1611), significato di autorità e di virtù. Ciò vale sia per l’Oriente che per
l’Occidente.
“Frontespizio dell Eciclopédie” (1751-1772), viene rappresentata al centro che scaccia le nubi.
Tutte le cose che stanno sotto la verità come la teologia, per esempio, che è spaventata perché non è
più più la via da percorrere per la verità. Le altre persone rappresentano le discipline più importanti.
Sotto il frontespizio, si ha una legenda che ci spiega tutta l’immagine. Molte voci dell’enciclopedia
sono scritte da persone ecclesiastiche, per far sembrare l’opera meno eversiva.
William Hogarth dipinse “Beer Street and
Gin Lane” che rappresenta le catastrofi che
produce il consumo dell’alcol. Il governo
inglese, alla fine del 1600, aveva favorito la
distillazione alzado i dazi su prodotti esterni.
Hogarth individua in questo provvedimento
una piaga sociale. Alcool come il Gin è
produttore del male. La Birra no però, perché
tradizione nazionale.

Il collezionismo arriva attraverso la raccolta di oggetti diversi che fungessero da testimonianza per
temi diversi. Molti di questi disegni sono opere di grandi disegnatori, come il collezionismo di
disegno, Matteoli contribuisce alla conoscenza della botanica. Tuttavia serviva certo che Mattioli
collezionasse piante. Mattioli ritiene che la conoscenza sia ancora di tipo aristotelico e non
scientifico, al contrario di Aeudraudi che avvia indagini. Nel 1500 il collezionismo di piante/erbari
diventa importante soprattutto da un punto di vista medico. Andrea Cisalpino, cambia il modo di
catalogare, piante non ordinate per proprietà formancentriche ma per gerandine. I musei cambiano a
partire dal XVII secolo. La matematica parte a organizzare oggetti scientificamente in un musea e
alla destinazione tra oggetti umanistici e oggetti scientifici. Nel 1700 nascono i musei Scientifici in
Italia. I primi sono musei appartenenti all’ambito universitario. Nel 1771 si ha la fondazione del
museo universitario di Pavia. Si ha un museo poi a Torino, e a Padova. Questi musei sono di
supporto alla didattica universitaria che è una didattica nuova. Nascono le prime cattedre italiane di
scienze naturali che rientrano in ambito storico-filosofico. Il museo della Specula, voluto da Piertro-
Leopoldo di Lorena. Francesco Stefano aveva comprato alcune collezioni fiorentine e la porta a
Vienna. Pietro Leopoldo, appena salito al potere riporta tutti gli oggetti del valore scientifico e dopo
aver acquistato palazzo Torreggiani, mise tutti questi oggetti nelle collezioni medicee. Questi sono
le collezioni private del granduca di Toscana, ma sono visibili a chiunque nel palazzo. Pietro
Leopoldo è influenzato dall’illuminismo. Pietro Leopoldo spese somme ingenti per questa
operazione. Si aveva un biglietto d’ingresso in due turni diversi, primo turno era riservato a tutti che
fossero vestiti decentemente, il secondo turno era per le persone intelligenti. L’accesso era gratuito.
Leopoldo si ispirava alla ”Nuova Atlantide” di Bacone, dove il popolo era felice perché gli uomini
di scienza aiutavano nel governo. Leopoldo chiamava il suo museo casa di Salomone. Con questo si
voleva dire che il popolo del granducato ha felice parte al buon operato di Leopoldo. Una persona
completamente illetterata cosa imparava da questo museo? Qualcosa riusciva a capire
(rappresentazioni del corpo umano). Le persone colte potevano leggere le spiegazioni degli oggetti.
L’Enciclopedia nel territorio toscano, ha avuto un grande successo. In Toscana si ebbe un progetto
di realizzazione di un’enciclopedia italiana. Si ha il primo studio di inseminazione artificiale.
Ferdinando III e Pietro Leopoldo pagarono per questa enciclopedia. La cultura enciclopedia
francese ha un grosso peso culturale in Italia, come “Manuale di Ornitologia” scritto da Manetti nel
quale vengono rappresentati tutti li uccelli imbalsamati. Innocenti Alessandri scrisse “Manuale sui
Mammiferi”. L’estetica ha un elemento fondamentale. Nasce la matematica di Linneo, tuttora
utilizzata. Linneo disse che le piante devono essere organizzate sulla base del fiore. Nel 1800 si
organizzò la conoscenza in modo geografico. Paolo Salvi studia la fauna del granducato toscano. Il
libro “Pomona Italiano” scritto da Giorgio Gallesio, il quale fu sepolto in Santa Croce, era un
ligure. Partecipò per conto della repubblica di Genova al congresso di Vienna.
Ci fu una nazionalizzazione del mondo natruale.