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OTTO WAGNER

Uno dei grandi maestri operativi a Vienna in quegli anni, e che più influenzarono
l’architettura europea fu sicuramente Wagner.

Nel 1860 lavora alacremente a edifici costruiti nel Ring, l’architettura di questo
periodo si rifà al rinascimento cercando stilemi facili da riprodurre, ne risulta un
architettura semplice ma anche abbastanza piatta.

Nel 1880 la sua idea stilistica cambia notevolmente:

1882 --> PARLAMENTO, mantiene caratteri tipicamente classici (frontone, pronao,


ecc) ma in copertura troviamo solo un tamburo senza cupola (Bernini, Louvre). E’
un atto forte, decapita l’architettura toglie l’elemento architettonico simbolo del
potere.

1880 --> ARCHIBUS (nn realizzato) Grande complesso che presenta un piccolo
edificio con copertura in ferro e vetro inserito in un contesto che rimanda
fortemente ad uno stile passato.
In quegli anni a Berlino si pensavo di costruire una cupola in ferro e vetro per il
Duomo.

LANDERBANK è il vero punto di svolza nell’architettura di Wagner.


Presenta una planimetria irregolare composta da forme diverse che sono
caratterizzate da uno sviluppo lungo un asse principale fortemente ruotato
rispetto alla strada.
La stanza centrale degli sportelli ha una copertura piana in ferro e vetro.

Wagner professava lo “stile utile” è un discorso programmatico: l’architettura


deve esprimere le tecnologie del tempo; arte è destinata ad inglobare e
conquistare l’ingegneria, ampliandone gli orizzonti.

“Moderne Architektur” (1896) la necessità è l’unica padrona dell’arte, vuole


mantenere la prerogativa della grande arte ma non può farlo prescindendo
dall’ingegneria. Deve partire interrogandosi sul ruolo della stessa.

MAGAZZINO -> edificio in muratura sovrapposto alla base caratterizzata da grandi


vetrate che sovvertono la regola del pieno vuoto, c’è il montaggio dei diversi
blocchi in corrispondenza della funzione.

METRO STATIONS
In quegli anni uno dei più grandi progetti di Wagner fu la costruzione delle stazioni
della metropolitana della città.
Recupera il concetto di riconoscibilità caro a Ledoux con le sue barriere doganali,
le variazioni vengono fatte in base al luogo mantenendo caratteristiche comini
come il bianco del marmo e il metallo verde per la parte strutturale.

•¥ KARLPLAZ --> il rivestimento utilizzato collega fortemente Wagner a Semper


(tema dell’architettura tessile), è un forte tentativo di dare peculiarità all’edificio
in base al luogo dove è stato edificato, la piazza più importante della città.
Decide di raddoppiare la stazione per inquadrare la chiesa di San Carlo.
•¥ STAZIONE DELL’IMPERTORE --> recupera i caratteri chiavi del potere come
la cupola che ha tratti simili alla chiesa imperiale di San Carlo.

Riesce a creare un connubio tra il nuovo e il vecchio, divetano due entità distinte
che si compenetrano ma ben definite nella loro identità e diversità.
E’ un tentativo di COESIONE.

CHIUSURA DI NUSSDORF --> infrastruttura industriale composta da due parti:


ponte e i piloni ai lati con funzione “ingegneristica”.
Le due questioni sono distinte, attenzione viene focalizzata sui piloni che vengono
configurati con una grande voluta che assieme ad un piedistallo regge un leone
che guarda verso l’esterno della città. Diveta una ideale porta urbana.
Il ricciolo va ad opporsi alla corrente d’acqua

MAJOLIKAHAUS --> Viene scelta la maiolica perché è facilmente pulibile dallo


smog, questo particolare motivo floreale lega a doppio filo l’idea semperiana del
tessuto come rivestimento, sembra un tessuto dal quale sono state ritagliate le
bucature. L’apparato decorativo risulta appeso a modiglioni che sorreggono con
corde tutta la facciata.

POST SPARKASSE

Facciata rivestita con pilastri in pietra mentre il rivestimento della parte superiore
viene effettuato con lastre imbullonate, riprende il bullone dall’industria navale e li
mantiene evidenti per permettere di comprendere il carattere della facciata.
Dichiara la sua intenzione di rivestire l’edificio: non c’è identità tra struttura e
rivestimento, quest’ultimo è qualcosa d’altro.

Il basamento e i piani principali seguono questo ritmo decorativo, che nella fascia
centrale è più ricco e complesso.

L’interno dello spazio per gli sportelli viene sviluppato come un ambiente a tre
navate, con piastrellature che scandiscono la divisione tra la parte degli sportelli e
la navata centrale.
La copertura è in ferro e vetro che diventa un rivestimento, si nota infatti che la
struttura di metallo prosegue oltre il vetro: è una copertura che non ha funzione
strutturale ma di definizione dello spazio.
E’ l’esasperazione del concetto semperiano di volto e tatuaggio che qui con
Wagner diventano divisi.

SAINT LEOPOLD
Era la chiesa del manicomio di
Vienna. La facciata presenta due campanili laterali che inquadrano il corpo
centale. Viene mantenuta la cupola e il pronao che però perde il carattere di
elemento classico nel momento in cui Wagner lo trapassa, lo taglia con una
pensilina di metallo.

La pianta centrale e gli ornamenti fanno riferimento all’architettura paleocristiana.

La cupola è eccentrica esternamente mentre internamente risulta molto


schiacciata, nell’intercapedine tra le due c’è una struttura in metallo che sorregge
la cupola esterna e alla quale viene appesa quella interna, la parte visibile quindi
non è strutturale ma solo un rivestimento.

“la grande città” (1911) progetto non costruito che recuperava l’idea di un suolo
pubblico essenziale per un forte rinnovamento della città

VILLA WAGNER --> viene costruita vicino alla sua prima casa dell’epoca del suo
lavoro nel Ring.
E’ una casa con uno sviluppo compatto, un unico volume semplificato, funzionale
con un minimo uso della decorazione.
La porta d’ingresso introduce due motivi: forma di lancia che rimenda al concetto
di difesa della casa verso l’esterno, e un’opera di Moser che ritrae Achille nell’atto
di difendere la casa con uno scudo.
Wagner dirà che per edificare la casa era stato costretto ad attenersi a vincoli
economici e funzionali il che denota una visione molto progressista.

Forte dualità presente in Wagner: presenza dell’architettura secolare che però non
basta più, è un tentivo nostalgico ma progressista di tenerne insieme i due aspetti
del momento comprende infatti la necessità di rinnovamento E’ un architetto alla
soglia tra due epoche, che non appartiene pienamente a nessuna delle due.