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Giuseppe Parini

Parini viene definito un classico perché ha rinnovato la poesia scegliendo contenuti


nuovi e restituendole una funzione sociale, unisce il bello e il vero , due termini che
nella cultura illuminista sembravano in contrasto. Parini ci insegna che un poeta non è
chi fabbrica versi in quantità Ma chi, animato da una vocazione autentica dedica la
propria vita a un’attività di grande valore artistico, sociale e politico. Parini ha offerto un
esempio di coerenza ispirando la propria vita a valori proclamati nei suoi versi.
Parini nasce a Bosisio, presso Lecco nel 1729 da famiglia di piccoli commercianti egli
studia aMilano presso padri Barnabiti. Abbracciò lo Stato ecclesiastico e divenne Abate.
Nel 1752 completati Alcuni studi pubblico il primo volume di poesie: alcune poesie di
Ripano Eupilino entrò in contatto con la cultura illuministica europea punto per molti
anni fu precettore presso la nobile famiglia milanese dei Duchi Serbelloni, incarico per
lasciarle 1762 a seguito di un diverbio con la Duchessa.
Passo a servizio del Conte Imbonati e qui cominciò a comporre opere della sua fase
matura scegliendo argomenti ispirati ai problemi della società proponendosi come
consigliere delle istituzioni pubblico in particolare le prime Odi , Il Mattino, e Il
Mezzogiorno. Nel 1769 diresse la “Gazzetta di Milano “ e ottenne dal conte Firmian la
cattedra di eloquenza alle scuole palatine. Giuseppe Parini fu protagonista del
rinnovamento urbanistico e culturale della città.La morte del Conte firmian Parini ebbe
un progressivo ritiro dalla vita pubblica . L’arrivo dei francesi a Milano nel 1796 venne
chiamata a far parte della nuova municipalità da cui si dimise per la non condivisione
delle idee. La cattiva salute e la politica lo indussero a dedicarsi pressoché
esclusivamente agli studi affidando da alcuni allievi la pubblicazione definitiva delle odi
e lavorando al completamento del Giorno. Mori nel 1799 e il suo corpo fu sepolto nel
cimitero di Porta Comasina ando in seguito disperso come lamenterà foscolo nei suoi
sepolcri. Parigi si sveglia a restituire la dignità sociale alla
poesia, guidata dall’idea che la letteratura fosse chiamato a contribuire al miglioramento
della società. La poesia di Parini si fonda su una costante assieme etica e stilistica:
etica Nel senso che affronta temi rilevanti e utili estetica per senso che per farlo si serve
di un linguaggio alto e Arduo sei presa dalla tradizione dei classici che obbliga il lettore
a una lettura attenta e ponderata.
Le odi
Unendo un’idea di matrice classica con quelle illuministe ,Parini volle realizzare una poesia che
affrontasse i problemi della società contemporanea senza rinunciare alle istanze estetiche, cioè
ad accrescere la bellezza del mondo. Le Odi hanno lo scopo di trattare temi di utilità sociale ad
esempio la vita rustica, la salubrità dell’aria ,l’impostura, l’educazione. Parini appare ancora alla
ricerca di un equilibrio fra il bello poetico e l’utile illuminista. Più legate a piccole occasioni
autobiografiche sono le Odi della fase matura. La poesia si eleva a verità e valori universali,
mentre a livello stilistico viene finalmente raggiunto un perfetto equilibrio fra bello e utile. Le Odi
di questa stagione influenzeranno profondamente i grandi poeti dell’età successiva, tra cui
Foscolo, Manzoni e Leopardi. AI contenuti illuministici si aggiungono un nuovo stile: il lessico è
caratterizzato dalla mescolanza di latinismi, arcaismi e termini crudi e realistici; la sintassi è
caratterizzata dal ricorso frequente alle inversioni (iperbati, anastrofi); dal punto di vista della
metrica si hanno nuove soluzioni strutturali e ritmiche.

Il giorno
Il giorno è un componimento mai finito del poeta Giuseppe Parini che, inizialmente, si
divideva in tre parti (Mattino, Mezzogiorno, Sera). L’ultima sezione è stata in seguito
divisa in due parti (quelle incomplete), Vespro e Notte. L’idea dietro a questo poemetto
composto in endecasillabi sciolti è quella di rappresentare in
maniera satirica l’aristocrazia caduta di quel tempo. L’opera di Parini descrive la vita di
un “giovin signore”, la giornata di un pupillo appartenente alla nobiltà milanese, dando il
via a quella che viene chiamata la letteratura civile italiana.
Nel testo non c’è tanto un’aggressione diretta quanto una sottile ironia trasmessa dalle
parole di Parini, che vuole indicare al giovane aristocratico il modo giusto di impiegare
la sua giornata.
Il testo si compone quindi in 4 parti:
Il Mattino: Il giovin signore si sveglia, sceglie la colazione, fa le sue lezioni di canto,
danza e francese, pensa alla sua amata e fa la "toilette" (trucco e parrucco). Questa
prima parte contiene la "Favola di Amore e Imene" e la "Favola della Cipria" (entrambe
a sfondo mitologico e con intenti polemici).
Il Mezzogiorno: La dama (l'amata del giovin signore) fa la toilette e aspetta l'arrivo del
giovin signore. Si descrive poi il pranzo e i comportamenti dei partecipanti; passando
dal gran mangiatore al vegetariano che ama gli animali più degli esseri umani. Qui si
racconta l'episodio della "Vergine Cuccia".
Il Vespro: Il giovin signore incontra gli amici, fa le passeggiate in carrozza e incontra
diversi personaggi, ognuno con una condizione sociale diversa.
La Notte: Il giovin signore va con la sua dama a balli, teatro o a ricevimenti dove la folla
che vi partecipa offre: "un panorama desolante di imbecilli e delle loro stupide manie".
Vengono poi preparati i tavoli per il gioco d'azzardo e qui il poemetto si
interrompe.L’opera rientra nella tradizione del poema didascalico di ascendenza
classica, che aveva goduto di una certa fortuna fino al Rinascimento. Intento reale del
Giorno non è insegnare quel che va fatto, ma denunciare quel che si fa, come se
fosse ,un insegnamento alla rovescia.