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04 – Processo edilizio e normativa tecnica

PROCESSO EDILIZIO E NORMATIVA TECNICA

1. Processo edilizio e sistema edilizio

L’attività edilizia è quella che porta alla costruzione di nuovi edifici, al recupero di vecchi
edifici, al cambio di destinazione d’uso, alla demolizione di vecchi edifici, ecc. È molto
complessa e vasta e per questo in Architettura Tecnica si tratta in pratica solo di nuovi edifici.
Tale attività è caratterizzata da una serie di regole e norme relative al sistema edilizio e al
processo edilizio. Le regole e norme si raccolgono nella cosiddetta normativa tecnica, che
quindi riguarda sia il sistema edilizio che il processo edilizio.

Per sistema edilizio si intende l’insieme delle parti che compongono un’opera edilizia. È
l’insieme strutturato di unità ambientali/elementi spaziali (sistema ambientale o sub-sistema
ambientale) e di unità tecnologiche/elementi tecnici corrispondenti (sistema tecnologico o
sub-sistema tecnologico).

Per processo edilizio si intende la sequenza organizzata di fasi che portano dal rilevamento
delle esigenze della committenza-utenza di un bene edilizio al loro soddisfacimento attraverso
la progettazione, la produzione, la costruzione e la gestione del bene stesso (UNI 10838).
Il sistema edilizio si scompone in:
• sistema (o, meglio, sub-sistema) ambientale
• sistema (o, meglio, sub-sistema) tecnologico

Le norme si applicano chiaramente ad entrambi i sub-sistemi ed alle loro parti.

Sistema ambientale (o sub-sistema ambientale del sistema edilizio)

L’unità ambientale si identifica con un raggruppamento di attività compatibili


spazialmente e temporalmente, definite in relazione a determinati modelli di comportamento
dell’utenza. L’elemento spaziale si identifica con una porzione di spazio fruibile destinata ad
accogliere, interamente o parzialmente, una o più unità ambientali.

L’insieme strutturato di unità ambientali (da utilizzarsi in fase metaprogettuale) o di


elementi spaziali (da utilizzarsi in fase progettuale vera e propria) determina un sistema
ambientale riferito alla corrispondente fase operativa del processo edilizio.

Spazio interno di un edificio in relazione con lo spazio esterno tramite scambio flussi di
persone, cose, materiali ed energia.

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04 – Processo edilizio e normativa tecnica

Il sistema ambientale riguarda in sostanza l’insieme degli spazi interni dell’edificio, nei
quali si svolgono funzioni principali e secondarie degli utenti ed inoltre vi sono ambiti di
collegamento e per il posizionamento degli impianti.

Diagramma disposto in fase progettuale che mette in relazione diversi elementi spaziali
corrispondenti a unità ambientali.
SPAZIO CHIUSO SPAZIO APERTO

FUNZIONE A: camera, soggior., cucina, ecc. portico,


loggia, terrazza,
INFRASTRUTTURE SPAZI DI FRUIZIONE FUNZIONE B: ufficio, negozio, officina, ecc.
balcone scoperto,
A DELL’UTENZA PER FUNZIONE C: laboratorio, magazzino, ecc. balcone coperto,
RETE ATTIVITÀ PRINCIPALE
FUNZIONE D: stalla, magazzino, fienile, ecc.
tettoia,
fienile,
FUNZIONE E: camera, sala da pranzo autosilos

bagno, ripostiglio,
archivio,
SPAZI DI FRUIZIONE
magazzino e deposito senza permanenza di
DELL’UTENZA PER persone,
ATTIVITÀ SECONDARIA retro del negozio,
spogliatoio, ecc.

DELLA SINGOLA UNITÀ IMMOBILIARE: DELLA SINGOLA UNITÀ


corridoio, disimpegno, atrio, scala interna, IMMOBILIARE:
MBIENTE COMPLESSO ORGANISMO SPAZI DI
ecc. ballatoio, portico, viale di
STERNO EDILIZIO EDILIZIO CIRCOLAZIONE accesso, passaggio scoperto,
INSEDIATIVO E COMUNI A PIÙ UNITÀ IMMOBILIARI: scala, rampa, ecc.
COLLEGAMENTO androne, atrio, pianerottolo, scala, rampa, ecc.
COMUNI A PIÙ UNITÀ IMMOBILIARI:
portico, rampa, ecc.

centrale termica
vano tecnico (o motore)
LOCALI
ascensore
E VANI TECNICI montacarichi

DELLA SINGOLA UNITÀ IMMOBILIARE: DELLA SINGOLA UNITÀ


autorimessa pertinenziale, cantina, soffitta, IMMOBILIARE:
PERTINENZA centrale termica, posto auto coperto, ecc. posto auto scoperto, tettoia,
DELL’ORGANISMO giardino, cortile, ecc.
EDILIZIO COMUNI A PIÙ UNITÀ IMMOBILIARI:
lavatoio, soffitta comune, centrale termica, COMUNI A PIÙ UNITÀ IMMOBILIARI:
ecc. deposito bici comune, cortile,
posti auto comuni, terrazza, ecc.

Sistema tecnologico (o sub-sistema tecnologico del sistema edilizio)

L’unità tecnologica si identifica, invece, con un raggruppamento di funzioni, compatibili


tecnologicamente, necessarie per l’ottenimento di prestazioni ambientali. L’elemento tecnico
è un elemento che si identifica con un prodotto edilizio, più o meno complesso, capace di
svolgere, completamente o parzialmente, funzioni proprie di una o più unità tecnologiche.

L’insieme strutturato di unità tecnologiche o di elementi tecnici, rispettivamente secondo la


fase operativa metaprogettuale del processo edilizio, determina un sistema tecnologico (UNI
7867 Parte IV).

Per applicare le norme si deve presupporre una precisa individuazione degli elementi su
cui applicarle. Per questo l’UNI, ente di unificazione italiano, ha predisposto la
classificazione del sistema tecnologico secondo la norma 8290. La classificazione dell’UNI
8290 Parte I, benché riferita all’edilizia residenziale, è concettualmente estendibile ad
organismi edilizi con altre destinazioni d’uso.

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Dall’UNI 8290 (1)

Classi di unità Unità tecnologiche Classi di elementi tecnici


tecnologiche
Struttura portante
Insieme delle unità tecnologiche e degli elementi tecnici appartenenti al sistema edilizio aventi
funzione di sostenere i carichi del sistema edilizio stesso e d i collegare staticamente le sue parti.
Struttura di fondazione Strutture di fondazione dirette
Insieme degli elementi tecnici del Strutture di fondazione
sistema edilizio aventi funzione di indirette
trasmettere i carichi del sistema edilizio
stesso al terreno.
Struttura di elevazione Strutture di elevazione
Insieme degli elementi tecnici del verticali
sistema edilizio aventi funzione di Strutture di elevazione
sostenere i carichi verticali e/o orizzontali ed inclinate
orizzontali, trasmettendoli alle strutture di Strutture di elevazione spaziali
fondazione
Struttura di contenimento Strutture di contenimento
Insieme degli elementi tecnici verti cali
funzionalmente connessi con il sistema Strutture di contenimento
edilizio aventi funzione di sostenere i orizzontali
carichi derivanti dal terreno.

Chiusura
Insieme delle unità tecnologiche e degli elementi tecnici del sistema edilizio aventi funzione di separare e di
conformare gli spazi interni del sistema edilizio stesso rispetto all’esterno.
Chiusura verticale Pareti perimetrali verticali
Insieme degli elementi tecnici vert icali del Infissi esterni verticali
sistema edilizio aventi funzione di separare gli
spazi interni del sistema edilizio stesso rispetto
all’esterno.
Chiusura orizzontale inferiore Solai a terra
Insieme degli elementi tecnici orizzontali de l Infissi orizzontali
sistema edilizio aventi funzione di separare gli
spazi interni del sistema edilizio stesso dal
terreno sottostante o dalle strutture di
fondazione.
Chiusura orizzontale su spazi Solai su spazi aperti
esterni
Insieme degli elementi tecnici o rizzontali del
sistema edilizio aventi funzione di separare gli
spazi interni del sistema edilizio stesso da
spazi esterni sottostanti.
Chiusura superiore Coperture
Insieme degli elementi tecnici orizzontali del Infissi esterni orizzontali
sistema edilizio aventi funzio ne di separare gli
spazi interni del sistema edilizio stesso dallo
spazio esterno sovrastante

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04 – Processo edilizio e normativa tecnica

Dall’UNI 8290 (2)

Partizione interna
Insieme delle unità tecnologiche e degli elementi tecnici del sistema edilizio aventi funzione di
dividere e conformare gli spazi interni del sistema edilizio stesso.
Partizione interna verticale Pareti interne verticali
Insieme degli elementi tecnici vertical i del Infissi interni verticali
sistema edilizio aventi funzione di dividere Elementi di protezione
ed articolare gli spazi interni del sistema
edilizio stesso.
Partizione interna orizzontale Solai
Insieme degli elementi tecnici orizzo ntali Soppalchi
del sistema edilizio aventi funzione di Infissi interni orizzontali
dividere ed articolare gli spazi interni del
sistema edilizio stesso.
Partizione interna inclinata Scale interne
Insieme degli elementi tecnici del sistema Rampe interne
edilizio con giacitura prossima
all’orizzontale aventi funzione di articolare
gli spazi interni connessi del sistema
edilizio stesso, collegando spazi posti a
quote diverse.

Partizione esterna
Insieme delle unità tecnologiche e degli elementi tecnici del sistema edilizio aventi funzione di
dividere e conformare gli spazi esterni connessi con il sistema edilizio stesso.
Partizione esterna verticale Elementi di protezione
Insieme degli elementi tecn ici verticali del Elementi di separazione
sistema edilizio aventi funzione di dividere
ed articolare gli spazi esterni connessi con
sistema edilizio stesso.
Partizione esterna orizzontale Balconi e logge
Insieme degli elementi tecnici orizzontali Passerelle
del sistema edilizio aventi funzione di
dividere ed articolare gli spazi esterni
connessi con sistema edilizio stesso.
Partizione esterna inclinata Scale esterne
Insieme degli elementi tecnici del sistema Rampe esterne
edilizio con giacitura prossima
all’orizzontale aventi funzione di articolare
gli spazi esterni connessi del sistema
edilizio stesso, collegando spazi posti a
quote diverse.

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04 – Processo edilizio e normativa tecnica

Dall’UNI 8290 (3)

Impianto di fornitura servizi


Insieme delle unità tecnologiche e degli elementi tecnici del sistema edilizio aventi funzione di
consentire l’utilizzazione di flussi energetici, informativi e materiali richiesti dagli utenti e di
consentire il conseguente a llontanamento degli eventuali prodotti di scarto.
Impianto di climatizzazione Alimentazione
Insieme degli elementi tecnici del sistema Gruppi termici
edilizio aventi funzione di creare e Centrali di trattamento fluidi
mantenere negli spazi interni del sistema Reti di distribuzioni e terminali
edilizio stesso determinate condizioni Reti di scarico condensa
termiche, di um idità e di ventilazione. Canne di esalazione
Impianto idrosanitario Allacciamenti
Insieme degli elementi tecnici del sistema Macchine idrauliche
edilizio aventi funzione di addurre, Accumuli
distribuire e consentire l’utilizzazione di Riscaldatori
acqua nell’ambito degli spazi interni del Reti di distribuzione acqua
sistema edilizio stesso e degli spazi esterni fredda e terminal i
connessi. Reti di distribuzione acqua
calda e terminali
Reti di ricircoli dell’acqua calda
Apparecchi sanitari
Impianto di smaltimento liquidi Reti di scarico acque fecali
Insieme degli elementi tecnici del sistema Reti di scarico domestiche
edilizio aventi funzione di allontanare le Reti di scarico meteoriche
acque usate e le acque meteoriche fino alle Reti di ventilazione secondaria
reti esterne di allontanamento.
Impianto di smaltimento aeriformi Alimentazione
Insieme degli elementi tecnici del sistema Macchine
edilizio aventi fun zione di allontanare flussi Reti di canalizzazione
aeriformi raccolti dagli spazi interni del
sistema edilizio stesso
Impianto di smaltimento solidi Canne di caduta
Insieme degli elementi tecnici del sistema Canne di esalazione
edilizio aventi funzione di allontanare rifiuti
solidi, accumulandoli per la rimozione.
Impianto di distribuzione gas Allacciamenti
Insieme degli elementi tecnici del sistema Reti di distribuzione e terminali
edilizio aventi funzione di addurre,
distribuire domestici.
Impianto elettrico Alimentazione
Insieme degli elementi ed erogare Allacciamenti
combustibili gassosi per usi tecnici del Apparecchiature elettriche
sistema edilizio aventi funzione di addurre, Reti di distribuzione e terminali
distribuire ed erogare energia elettrica per
usi domestici.
Impianto di telecomunicazioni Alimentazione
Insieme degli elementi tecnici del sistema Allacciamenti
edilizio aventi funzione di distribuire ed Reti di distribuzione e terminali
erogare flussi informativi telefonici,
citofonici e televisivi, nonché di comandare
a distan za apparecchiature
elettromeccaniche.
Impianto fisso di trasporto Alimentazione
Insieme degli elementi tecnici del sistema Macchine
edilizio aventi funzione di trasportare Parti mobili
persone o cose

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04 – Processo edilizio e normativa tecnica

Dall’UNI 8290 (4)

Impianto di sicurezza
Insieme delle unità tecnologiche e degli elementi tecnici del sistema edilizio aventi funzione di
tutelare gli utenti e/o il sistema edilizio stesso a fronte di situazioni di pericolo.
Impianto antincendio Allacciamenti
Insieme degli elementi tec nici del sistema Rilevatori e trasduttori
edilizio aventi funzione prevenire, Reti di distribuzione e terminali
eliminare, limitare o segnalare incendi. Allarmi
Impianto di messa a terra Reti di raccolta
Insieme degli elementi tecnici del sistema Dispersori
edilizio a venti funzione di collegare ad un
conduttore posto a potenziale nullo
determinati punti elettricamente definiti.
Impianto parafulmine Elementi di captazione
Insieme degli elementi tecnici del sistema Rete
edilizio aventi funzione proteggere gli utenti Dispersori
ed il sistema edilizio stesso da scariche
elettriche atmosferiche.
Impianto antifurto ed Alimentazione
antintrusione Rilevatori e trasduttori
Insieme degli elementi tecnici del sistema Rete
edilizio aventi funzione prevenire, eliminare Allarmi
o segnalare intrusioni um ane o di animali,
indesiderate.

Attrezzatura interna
Insieme delle unità tecnologiche e degli elementi tecnici connessi con il sistema edilizio aventi
funzione di consentire o facilitare l’esercizio di attività degli utenti negli spazi interni del sistema
edilizio stesso.
Arredo domest ico Pareti contenitore
Insieme di elementi tecnici connessi con il (da definire)
sistema edilizio, quali mobilio o
suppellettili, destinati ad attrezzare gli
spazi interni.
Blocco servizi (da definire)
Insieme di elementi tecnici connessi con il
sistema edilizio, spec ializzati per fornore in
forma aggregata servizi richiesti da
particolari attività degli utenti.
Attrezzatura esterna
Insieme delle unità tecnologiche e degli elementi tecnici aventi funzione di consentire o facilitare
l’esercizio di attivit à degli utenti negli spazi esterni connessi con il sistema edilizio stesso.
Arredi esterni collettivi (da definire)
Insieme di elementi tecnici destinati ad
attrezzare gli spazi aperti dei complessi
insediativi residenziali.
Allestimenti esterni Recinzioni
Insiem e di elementi tecnici destinati ad Pavimentazione esterna
attrezzare e delimitare gli spazi aperti
connessi con il sistema edilizio stesso.

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04 – Processo edilizio e normativa tecnica

2. Normativa tecnica

Le norme edilizie, elaborate dagli enti legalmente predisposti, contengono un gran numero
di definizioni e procedure da seguire nell’attività edilizia. Le definizioni in esse contenute e le
procedure si usano nella predisposizione delle varie fasi di progettazione, nella redazione dei
capitolati e degli elaborati progettuali, nelle relazioni tecniche di accompagnamento, nelle fasi
di verifica e di controllo del progetto.
Le norme sono, in definitiva, un modo per unificare, a livello locale, regionale, nazionale
ed europeo, le definizioni dei termini di base nel settore dell’edilizia, con lo scopo di
uniformare, dal punto di vista delle terminologie, dei parametri e delle procedure, tutta
l’attività di programmazione, di progettazione e di esecuzione degli interventi edilizi.
Tutti parlano oggi di NORME TECNICHE riferendosi alle norme in generale. Tuttavia,
nel linguaggio normativo, con il termine norme tecniche (per es. norme UNI) si dovrebbero
designare per la precisione le prescrizioni che non hanno carattere di obbligatorietà, ma sono
spesso volontariamente rispettate dagli operatori; con il termine “regola tecnica” invece le
prescrizioni con valore obbligatorio emanate dagli enti predisposti.
Comunque, va bene nella prassi comune parlare generalmente di norme tecniche. Il
termine norma tecnica si riferisce nella prassi anche a prescrizioni obbligatorie.

Le prescrizioni possono essere riferite a diversi tipi di contenuti, riguardando:


• tutte le costruzioni in generale (norme per le costruzioni in zona sismica, …),
• le costruzioni in base alla destinazione d’uso (norme per l’edilizia residenziale,
l’edilizia scolastica, ospedaliera, …),
• le costruzioni in rapporto ai requisiti (norme di sicurezza, d’igiene, di fruibilità, ...).

Le regole possono essere emanate a livello nazionale (a volte vengono inserite regole
comunitarie armonizzate), a livello regionale o a livello locale. Le leggi statali valgono in
tutto il territorio nazionale (ad eccezione di leggi che riguardano le zone sismiche o le
comunità montane); le leggi regionali hanno potestà in alcuni ambiti, relativi soprattutto al
trasferimento delle funzioni amministrative in materia di urbanistica, viabilità, acquedotti e
lavori pubblici di interesse regionale.

Elaborano regole tecniche, sotto diverse forme giuridiche, Comandi dei Vigili del Fuoco,
USL, IACP, Centri di Ricerca.
La normazione tecnica è delegata a:
• Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR),
• Ente nazionale italiano di unificazione (UNI),
• Comitato elettrotecnico italiano (CEI).

Livello locale

Per quanto riguarda il livello locale si fa riferimento soprattutto ai Regolamenti Edilizi


comunali (RE). L’art. 25 della legge 47/85 Norme in materia di controllo dell’attività
urbanistico-edilizia, dà mandato alle Regioni di definire criteri ed indirizzi per garantire
l’unificazione ed il coordinamento dei contenuti dei RE comunali. L’Emilia Romagna, per
prima in Italia, con la legge regionale n. 33 del 1990, detta le direttive comuni in materia di
regolamentazione edilizia. L’ultima legge regionale dell’anno 2000 sostituisce i Regolamenti
Edilizi con i Regolamenti Urbanistici ed Edilizi (RUE).
Obiettivo è in senso generale il perseguimento della qualità nelle costruzioni.

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04 – Processo edilizio e normativa tecnica

LIVELLO REGIONALE-NAZIONALE

Le regole tecniche, in rapporto alla loro forma giuridica, sono elaborate da commissioni di
esperti e sono contenute in leggi statali o regionali, in Decreti del Presidente della Repubblica
(DPR), o in Decreti Ministeriali (DM). La forma più diffusa è quella del DM. Le competenze
dei diversi Ministeri interessati nel settore dell’edilizia riguardano:

• la sicurezza nelle costruzioni, aspetti fisico-tecnici, edilizia residenziale: Min. Lavori


Pubblici,
• la salute e l’igiene: Min. della Sanità,
• il risparmio energetico e le caratteristiche dei prodotti: Min. dell’Industria,
• la prevenzione degli infortuni sul lavoro: Min. del Lavoro,
• la prevenzione antincendio: Min. degli Interni,
• le opere pubbliche per la viabilità: Min. dei Trasporti

Le norme (regole) tecniche possono in definitiva essere distinte in tre grandi classi:

• norme di primo livello, prevalenti sulle altre disposizioni ed in grado di innovare


l’ordinamento: leggi, decreti-legge, decreti legislativi delegati, leggi regionali, decreti
ministeriali;
• norme di secondo livello, che comprendono i regolamenti settoriali dei vari ministeri,
regolamenti comunali, regolamenti di istituti autonomi, contratti collettivi di lavoro,
capitolati, …;
• norme di terzo livello, norme tecniche in senso stretto non aventi carattere giuridico
di cogenza: norme del CNR, norme UNI, norme CEI. Fanno parte di questa categorie
anche le norme elaborate dalle imprese produttrici o da consorzi di imprese (Marchi di
Qualità).

Le norme della terza classe, che sono solo raccomandate (non cogenti), diventano
obbligatorie (cogenti) all’interno di un progetto qualora siano inserite all’interno delle norme
di primo e secondo livello (per es. all’interno dei capitolati), o qualora la loro continua
osservanza produca la formazione di una consuetudine.

Il Testo Unico per l’Edilizia (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in
materia edilizia), approvato dal C.d.M. il 17 maggio 2001, raccoglie tutte le disposizioni da
osservare per il progetto. Le norme che riguardano i materiali in parte sono stabilite
obbligatoriamente per legge (norme cogenti), in parte sono riportate nei contratti d’appalto, o
nei capitolati speciali d’appalto per specifica richiesta del committente (norme raccomandate).

Enti di normazione - UNI

Gli enti normazione operanti in Italia sono il CNR, l’UNI, l’ICITE e il CEI. Essi sono
stati riconosciuti dalle autorità governative e lavorano in modo indipendente, in convenzione
tra loro o di concerto con il Ministero dell’Interno, il Ministero dei Lavori Pubblici ed il
Ministero dell’Industria.

L’UNI, Ente Nazionale Italiano di Unificazione, nato nel 1921, è il principale organo e
svolge attività normativa in tutti i settori tecnici, esclusi i settori elettrotecnico ed elettronico,
per i quali opera il Comitato Elettrotecnico Italiano (CEI).

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04 – Processo edilizio e normativa tecnica

In base allo statuto i suoi compiti sono:

• elaborare e pubblicare norme terminologiche, dimensionali, qualitative, di collaudo dei


prodotti impiegati nei settori di sua competenza;
• costituire archivi di norme nazionali ed estere allo scopo di fornire le informazioni
richieste dai settori produttivi;
• promuovere iniziative di carattere culturale nel campo normativo organizzando riunioni,
convegni e corsi di istruzione;
• intrattenere rapporti con l’Organizzazione Internazionale di Standardizzazione (ISO),
con il Comitato Europeo di Normazione (CEN) e con gli Enti Formatori degli altri
paesi, in particolare quelli dei Paesi maggiormente industrializzati (BSI, AFNOR,
DIN, ANSI, …);
• concedere il diritto d’uso del marchio UNI ai prodotti muniti del certificato di
conformità alle norme UNI.

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04 – Processo edilizio e normativa tecnica

3. Modelli funzionali e alternative tecniche conformi

I modelli funzionali definiscono le parti o strati funzionali degli elementi tecnici sopra
elencati. Gli strati principali, che in opportune successioni vengono rappresentati nei modelli
funzionali fondamentali, sono detti primari.

Si tratta di strati e di elementi ancora non dimensionati, direttamente finalizzati ad


accentuare le funzioni previste per ogni classe di elemento tecnico. L’uso dei modelli
funzionali consente di definire le parti funzionali delle varie sottoclassi di elementi tecnici. I
modelli funzionali sono nella fase progettuale il primo strumento concettuale per procedere
successivamente a definire in modo corretto le soluzioni tecniche. Inoltre consentono di
classificare le tipologie di soluzioni disponibili in rapporto alle possibilità offerte dal mercato
e dalla tecnologia. Infine facilitano la ricerca dei motivi funzionali che portano ad una o a
all’altra soluzione.

Nel caso di pareti verticali, per esempio, i modelli funzionali sono:

• parete isolata all’esterno


• parete ventilata
• parete ventilante
• isolamento interno
• parete isolata nell’intercapedine
• parete leggera
• parete omogenea
• parete trasparente

Per progettare completamente l’elemento tecnico si deve compiere un secondo passo,


quello di tradurre un modello funzionale in alternativa tecnica conforme . La trasformazione
di un modello funzionale in alternativa tecnica conforme, e quindi in soluzione tecnica
avviene tramite la scelta di specifici materiali in base allo studio di compatibilità, di resistenza
(meccanica e non) e di collegamento e di ogni altro problema indotto dal controllo di
interazione reciproca tra uno strato funzionale ed il successivo.

Un’alternativa tecnica conforme ad un dato modello funzionale è una sequenza ordinata di


elementi e strati funzionali merceologicamente classificati, tale da assicurare il corretto
funzionamento di ogni singolo elemento o strato. Nelle alternative tecniche conformi
compaiono anche gli strati e gli elementi funzionali integrativi, sia dovuti al materiale scelto,
sia dovuti ai problemi di collegamento e interazione tra gli strati funzionali primari.

Soluzioni tecniche conformi di chiusura verticale esterna: parete monostrato ( a sin.),


multistato isolata nell’intercapedine (al centro), parete ventilata (a destra).

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04 – Processo edilizio e normativa tecnica

Requisiti degli elementi tecnici secondo UNI

In sostanza, la classificazione del sistema tecnologico è l’equivalente, in campo tecnico-


normativo, di quello che Mandolesi faceva con la scomposizione dell’organismo costruttivo
in elementi di fabbrica e elementi tecnici funzionali. Le unità tecnologiche della Norma UNI
corrispondono agli elementi di fabbrica e gli elementi tecnici agli elementi tecnici funzionali.

Le unità tecnologiche (e quindi gli elementi tecnici) che compongono il sistema


tecnologico sono caratterizzate da un insieme di requisiti (in ingl. requirements) legati al loro
funzionamento. Questi requisiti li connotano e devono guidare la progettazione delle varie
soluzioni. I requisiti a cui devono rispondere gli elementi tecnici, che rappresentano la messa
in pratica della suddivisione del sistema edilizio in unità tecnologiche, sono molto vari. La
risposta ai requisiti accade in termini di prestazioni degli elementi.

Normativa oggettuale-descrittiva e normativa esigenziale-prestazionale

Questo sistema concettuale (con ricadute operative molto forti) di concepire gli elementi
tecnici in rapporto alle loro prestazioni, in risposta a requisiti, porta a definire la cosiddetta
normativa tecnica esigenziale-prestazionale.

La normativa, applicata al sistema tecnologico, si divide in descrittiva-oggettuale ed


esigenziale-prestazionale.

La normativa oggettuale definisce le caratteristiche (oggettuali) chimico, fisiche,


meccaniche, nonché geometrico-dimensionali di materiali, semilavorati o componenti,
attraverso prescrizioni normative che si articolano in:

• norme di accettazione, di materiali, semilavorati e/o componenti, con la


descrizione delle qualità e caratteristiche oggettive degli stessi,
• norme di esecuzione, consistenti nella descrizione della corretta modalità di
posa in opera, ovvero di realizzazione di sub-sistemi e sistemi edilizi ed
impiantistici,
• norme di controllo, consistenti nella descrizione dei metodi e tipi di controllo,
da eseguirsi per la verifica delle proprietà richieste.

La normativa esigenziale-prestazionale definisce il comportamento in esercizio (in


opera) atteso della soluzione tecnologica, le cui caratteristiche devono soddisfare il sistema
esigenziale atteso dall’utenza, prescrizioni normative che si articolano in:

• requisiti, che costituiscono la richiesta rivolta ad un dato elemento edilizio


affinché questo abbia determinate caratteristiche tali da soddisfare determinate
esigenze, in condizioni d’uso prefissate ed in presenza di determinati fattori
esterni,
• specifiche di prestazione, che consistono nell’associare ad ogni requisito dei
livelli di soddisfacimento, con parametri tecnico-scientifici, ovvero
l’indicazione dei valori che devono essere assicurati, e dei metodi di verifica o
criteri di valutazione, attraverso procedure unificate di calcolo, prove
sperimentali standardizzate in opera e/o in laboratorio, o criteri di giudizio
tendenzialmente univoci.

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04 – Processo edilizio e normativa tecnica

Il modo di procedere descrittivo dice che cosa si deve fare garantendo, se fatto
correttamente, il raggiungimento del risultato; quello prestazionale dice unicamente il
risultato che si deve raggiungere non garantendo nulla se non il livello dello stesso.

Concepire gli elementi tecnici del sistema tecnologico attraverso requisiti vuol dire
adottare un sistema normativo di tipo ESIGENZIALE-PRESTAZIONALE

Per quanto l’evoluzione della normativa, possiamo affermare che in edilizia ha subito tre
grandi trasformazioni, così schematizzabili:

1° Normativa oggettuale-descrittiva - produzione prevalentemente artigianale


2° Normativa esigenziale-prestazionale - prima industrializzaz. settore edilizio
3° Normativa processuale di qualità - macroimpresa a struttura policentrica

Il passaggio da una organizzazione artigianale del lavoro ad un assetto organizzativo


basato su elementi tipici dell’industrializzazione, ha determinato il riconoscimento
dell’importanza della progettazione, come luogo di sperimentazione e ricerca
dell’innovazione tecnologica, e la necessità di superare la tradizionale normativa tecnica
basata sulla definizione della regola d’arte a favore di una diversa normativa in grado di
supportare l’innovazione tecnologica e non di contrastarla. Tale normativa (prestazionale) non
si basa sulla definizione delle descrizioni del prodotto da realizzare (normativa oggettuale),
ma sull’esplicitazione dei requisiti da soddisfare.

Requisiti degli elementi tecnici secondo UNI 8290 2a parte

L’UNI 8290 (seconda parte) riporta un lungo elenco di requisiti per gli elementi tecnici. Li
riportiamo tutti in ordine alfabetico. Solo di alcuni (in grassetto) diamo la definizione.

• affidabilità: capacità di mantenere sensibilmente invariata nel tempo la propria


qualità in condizioni d’uso determinate.
• anigroscopicità,
• asetticità,
• assenza dell’emissione di odori sgradevoli e di sostanze nocive,
• assorbimento acustico: attitudine di un oggetto a trasformare parte dell’energia di
una radiazione sonora su di esso incidente in altre forme di energia
• assorbimento luminoso,
• attitudine all’integrazione impiantistica,
• attrezzabilità,
• comodità d’uso e manovra,
• comprensibilità delle manovre,
• controllo (non inteso come “regolazione” o “verifica” ma come complesso di
operazioni mediante le quali le variabili essenziali che definiscono gli stati di un
sistema vengono mantenuti entro limiti assegnati): del contenuto energetico intrinseco,
del fattore solare, del flusso luminoso, del rumore prodotto, dell’aggressività dei
fluidi, della combustione, della condensazione interstiziale e superficiale, dell’inerzia
termica, della portata, della pressione di erogazione, della scabrosità, della temperatura
dei fluidi e della uscita dei fumi, delle dispersioni di fluidi e gas, delle dispersioni di
calore per rinnovo d’aria e per trasmissione, delle tolleranze.
• efficienza: capacità costante di rendimento nel funzionamento.
• facilità d’intervento,

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04 – Processo edilizio e normativa tecnica

• idrorepellenza: attitudine a non essere penetrato dai fluidi liquidi,


• impermeabilità ai fluidi aeriformi,
• impemeabilità ai liquidi: attitudine a non essere permeato da fluidi liquidi,
• integrazione,
• isolamento acustico: attitudine a fornire un’adeguata resistenza al passaggio dei
rumori,
• isolamento elettrico,
• isolamento termico: attitudine a fornire un’adeguata resistenza al passaggio di
calore in funzione delle condizioni climatiche,
• limitazione dei rischi di esplosione,
• manutenibilità: possibilità di conformità a condizioni prestabilite entro un dato
periodo di tempo in cui è compiuta l’azione di manutenzione,
• pulibilità,
• reazione al fuoco, grado di partecipazione di un materiale combustibile ad un fuoco
al quale è sottoposto,
• recuperabilità,
• regolabilità,
• resistenza:
agli attacchi biologici,
al fuoco: attitudine a conservare, entro limiti determinati, per un intervallo di
tempo determinato, le prestazioni fornite,
al gelo,
alle intrusioni,
all’irraggiamento: attitudine a non subire mutamenti di aspetto e caratteristiche
chimico-fisiche a causa dell’esposizione all’energia raggiante,
meccanica: attitudine a contrastare efficacemente il prodursi di rotture o
deformazioni gravi sotto l’azione di determinate sollecitazioni,
• riparabilità,
• smaltimento dei gas nocivi,
• sostituibilità,
• stabilità:
chimico-reattiva,
morfologica,
• tenuta:
agli aeriformi,
all’acqua: attitudine ad impedire l’ingresso dell’acqua,
alla grandine,
alla neve,
alle polveri,
ventilazione.

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04 – Processo edilizio e normativa tecnica

4. Normativa esigenziale-prestazionale e qualità

L’applicazione della normativa esigenziale-prestazionale porta necessariamente a


coinvolgere il concetto di qualità per gli edifici, che si traduce in qualità del sistema
ambientale e (degli spazi) e qualità del sistema tecnologico (dei prodotti e degli elementi
tecnici).

La qualità edilizia è la misura del grado di rispondenza delle prestazioni dell'organismo


edilizio e/o delle sue parti alle esigenze, espresse attraverso i requisiti ambientali e
tecnologici che ne hanno guidato la progettazione e la costruzione. La qualità ambientale è la
misura del grado di rispondenza delle prestazioni dell'organismo edilizio e/o delle sue parti ai
requisiti ambientali. La qualità tecnologica la misura del grado di rispondenza delle
prestazioni ai requisiti tecnologici.

Le prescrizioni relative al sistema edilizio hanno dunque l’obiettivo di garantire la qualità


delle costruzioni in relazione alle esigenze degli utilizzatori.

L’attività di progettazione mette quindi in continua relazione tre fattori fondamentali:

ESIGENZE-REQUISITI-PRESTAZIONI

Qualità

L’insieme delle proprietà e delle caratteristiche di un prodotto o di un servizio che


conferiscono ad esso la capacità di soddisfare esigenze espresse o implicite. (UNI ISO 8402).

Qualità edilizia (UNI 10838)

Insieme delle proprietà e delle caratteristiche dell’organismo edilizio o di sue parti che
conferiscono ad essi la capacità di soddisfare, attraverso prestazioni, esigenze espresse o
implicite.

La qualità edilizia viene normalmente articolata in:


• qualità funzionale-spaziale
• qualità ambientale tecnologica
• qualità tecnica
• qualità operativa
• qualità utile
• qualità manutentiva

La qualità dei prodotti per l’edilizia, intesa in senso generale, è stata in realtà da sempre
uno degli aspetti più indagati e formalizzati della tecnica o arte del costruire. In epoca
artigianale la qualità era garantita dalla messa in opera “a regola d’arte“ e da processi
produttivi consolidati nel tempo con l’esperienza. Poi, con lo sviluppo industriale, ci si è
sempre più concentrati sull’idea di offrire una garanzia di qualità DEI PRODOTTI, in
rapporto alla loro produzione.
La relazione tra forma, funzione e caratteristiche dei materiali ha predominato sulla
componente organizzativa dell’impresa e sull’abilità degli esecutori, che venivano lasciati in
secondo piano e considerati come un fatto acquisito. La qualità veniva vista come conformità
del prodotto, ciò significava considerare i prodotti per l’edilizia come manufatti di qualità.

04-14
04 – Processo edilizio e normativa tecnica

Poi, più recentemente, diciamo alcuni decenni fa, si è parlato di prodotti derivanti da specifici
processi produttivi di qualità, ovvero processi che, oltre al prodotto finito, dovevano
garantire la correttezza e l’adeguatezza dei processi stessi di fabbricazione.

Oggi il sistema di controllo della qualità dei prodotti è cambiato ulteriormente e si è


ampliato. Vengono riconosciute infatti la centralità del progetto, anche degli stessi
componenti e sistemi per l’edilizia e l’importanza della corretta installazione dei
componenti e di esecuzione delle lavorazioni di cantiere, ovvero, la centralità del controllo
delle modalità di assemblaggio dei prodotti rispetto alle loro qualità intrinseche.

La qualità dei prodotti per l’edilizia è sicuramente oggi più avanzata rispetto alla qualità
nella progettazione e nei processi costruttivi. Tutto ciò, sia per la vicinanza del sistema
produttivo al settore manifatturiero (dove si sono sviluppate prima metodologie del controllo
di qualità), sia per la spinta delle Direttive Europee, sia, e soprattutto, per effetto di una
consolidata tradizione di controllo dell’idoneità tecnica dei prodotti. Tuttavia si può parlare di
qualità riferendosi all’intero processo, sia per quello che riguarda il prodotto, sia per quello
che riguarda la sua installazione o messa in opera. Si può parlare di qualità di progettazione e
di qualità di esecuzione o gestione e controllo.

Tutto ciò porta ad un’articolazione normativa, sia di prodotto che di processo, molto
complessa.

Non si può non affrontare un discorso strutturato sulla qualità dei prodotti per l’edilizia e
della loro certificazione, senza soffermarsi sul ruolo globale della normativa tecnica in
edilizia e sui concetti di qualità, controllo e certificazione del processo intero.

Direttiva 89/106/CEE

A parte i requisiti precedentemente esposto della UNI 8290 2a parte, i requisiti di


riferimento per i prodotti sono racchiusi in 6 famiglie, citate dalla Direttiva CE 89/106.

La Direttiva 89/106/CEE (relativa al ravvicinamento delle disposizioni legislative,


regolamentari e amministrative degli Stati Membri concernenti i prodotti da costruzione),
modificata dalla Direttiva 93/68/CEE, è di grande importanza culturale perché definisce i
requisiti essenziali della costruzione a cui tutti i materiali ed i prodotti devono fare
riferimento quando vengono messi in opera. Tali materiali devono essere già pensati,
all’atto della loro produzione, per essere idonei alla costruzione futura.
La Direttiva dice inoltre che, per poter circolare liberamente nella Comunità europea, i
prodotti devono essere dotati di marcatura CE, che attesta la loro idoneità all’impiego
previsto.

Ai fini della Direttiva:

• per materiale da costruzione s'intende qualsiasi prodotto fabbricato per essere


permanentemente incorporato nelle opere di costruzione;
• i materiali da costruzione sono nella direttiva denominati prodotti;
• le opere di costruzione, che comprendono edifici ed opere d'ingegneria civile, sono
invece denominate genericamente opere.

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04 – Processo edilizio e normativa tecnica

Direttiva 89/106/CEE e marcatura CE


I prodotti devono essere inglobati, montati, applicati o installati nelle opere in modo tale
che queste possano soddisfare, se adeguatamente progettate e costruite, i requisiti essenziali
previsti dalle norme e citati nella Direttiva.
I requisiti essenziali applicabili alle opere e suscettibili di influenzare le caratteristiche
tecniche di un prodotto sono enunciati in termini di obiettivi nell'allegato I della Direttiva.
Direttiva 89/106 CEE - REQUISITI ESSENZIALI (ALLEGATO I)
I prodotti devono essere idonei alla realizzazione di opere pronte all’uso, nell’integralità e
nelle relative parti, tenendo conto dell'aspetto economico, e a tal fine devono soddisfare
requisiti essenziali, laddove siano stabiliti, per un periodo di tempo economicamente
adeguato o ragionevole. I requisiti come norma presuppongono azioni prevedibili.

1. Resistenza meccanica e stabilità


L’opera deve essere concepita e costruita in modo che le azioni a cui può essere sottoposta
durante la costruzione e l'utilizzazione non provochino:
• il crollo intero o di parti;
• deformazioni di importanza inammissibile;
• danni ad altre parti dell'opera od alle attrezzature principali o accessorie in seguito a
una deformazione di primaria importanza degli elementi portanti;
• danni accidentali sproporzionati alla causa che li ha provocati.
2. Sicurezza in caso di incendio
L’opera deve essere concepita e costruita in modo che, in caso di incendio:
• la capacità portante dell'edificio possa essere garantita per un periodo di tempo
determinato;
• la produzione e la propagazione del fuoco e del fumo all'interno delle opere siano
limitate;
• la propagazione del fuoco ad opere vicine sia limitata;
• gli occupanti possano lasciare l'opera o essere soccorsi altrimenti;
• sia presa in considerazione la sicurezza delle squadre di soccorso.
3. Igiene, salute e ambiente
L’opera deve essere concepita e costruita in modo da non compromettere l'igiene o la salute
degli occupanti o dei vicini e in particolare in modo da non provocare:
• sviluppo di gas tossici;
• presenza nell'aria di particelle o di gas pericolosi;
• inquinamento o tossicità dell'acqua o del suolo;
• difetti nell'eliminazione delle acque di scarico, dei fumi e dei rifiuti solidi o liquidi;
• formazione di umidità su parti o pareti dell'opera.
4. Sicurezza nell'impiego
L’opera deve essere concepita e costruita in modo che la sua utilizzazione non comporti
rischi di incidenti inammissibili, quali scivolate, cadute, collisioni, bruciature, folgorazioni,
ferimenti a seguito di esplosioni.
5. Protezione contro il rumore
L’opera deve essere concepita e costruita in modo che il rumore cui sono sottoposti gli
occupanti e le persone situate in prossimità si mantenga a livelli che non nuocciano alla loro
salute e tali da consentire soddisfacenti condizioni di sonno, di riposo e di lavoro.
6. Risparmio energetico e ritenzione di calore
L’opera ed i relativi impianti di riscaldamento, raffreddamento ed aerazione devono essere
concepiti e costruiti in modo che il consumo di energia durante l'utilizzazione dell'opera sia
moderato, tenuto conto delle condizioni climatiche del luogo, senza che ciò pregiudichi il
benessere termico degli occupanti.

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04 – Processo edilizio e normativa tecnica

Gli Stati membri presumono idonei al loro impiego i prodotti che consentono alle opere in
cui sono utilizzati, se adeguatamente progettate e costruite, di soddisfare i requisiti essenziali,
e qualora essi rechino la marcatura CE, che indica il soddisfacimento delle disposizioni della
Direttiva.

La marcatura CE attesta:
• che sono conformi a norme nazionali in cui sono state trasposte le norme
armonizzate, i cui estremi sono stati pubblicati nella Gazzetta ufficiale delle
Comunità europee (gli Stati membri pubblicano gli estremi di tali norme
nazionali),
oppure
• che sono conformi ad un benestare tecnico europeo rilasciato secondo una
certa procedura;
oppure
• che sono conformi a specificazioni tecniche nazionali, che gli Stati membri
considerano conformi ai requisiti essenziali, nella misura in cui non esistano
specificazioni armonizzate, e di cui redigono un elenco.

La qualità dei prodotti per l’edilizia

La qualità dei prodotti per l’edilizia è prevalentemente perseguita attraverso la


qualificazione, che può avvenire secondo due approcci metodologici distinti:

• sulla base di requisiti scelti e imposti dal committente, tramite i documenti


progettuali, soprattutto attraverso le specifiche tecniche di capitolato;

• sulla base di requisiti fissati da regolamenti o norme che trattano le


caratteristiche dei prodotti.

Siccome oggi tutti i prodotti da costruzione sono chiamati a fornire caratteristiche di base per
rispondere a regolamenti e direttive di origine comunitaria, al committente è riservato il ruolo
di esprimere solo le caratteristiche di qualità addizionali dei prodotti sulla base del progetto
definito.

Conformità del prodotto

Se tutte le procedure di prova e verifica di qualità previste sono state condotte in modo
corretto, allora si può dire che quel prodotto è CONFORME alle prescrizioni tecniche che gli
erano state richieste.

La conformità viene determinata a livello di prodotto singolo, di elemento tecnico


complesso, di progetto intero; essa viene valutata in modo specifico per ogni livello di
verifica nelle varie fasi del processo edilizio. Se il prodotto “passa” quella verifica, allora è
ritenuto conforme.

Le ben note ISO 9001, ISO 9002, ISO 9003 (ora Vision 2000), sono norme che regolano il
controllo della qualità edilizia nel processo edilizio a tutti i livelli. Le aziende, i produttori, le
società di servizio e progettazione che vogliono progettare, costruire e gestire in qualità
seguono le norme ISO 9000, cioè si sottopongono ad una serie di procedure che garantiscono

04-17
04 – Processo edilizio e normativa tecnica

il rispetto della qualità, cioè il controllo della qualità. In tal modo possono ottenere da enti
riconosciuti il Certificato di Qualità.

In sintesi:
• le ISO 9000 certificano il processo nel suo complesso (e quinid l’impresa costruttrice o
l’azienda produttrice)
• il marchio CE certifica il prodotto singolo

Controllo della qualità nell’attività edilizia

La necessità di determinare sia qualitativamente che quantitativamente le condizioni di uso


e di sollecitazione introduce un’assoluta relatività nella definizione delle prestazioni che
dipendono, volta per volta, da contesti specifici d’impiego e dagli effetti delle azioni esterne.
La qualità non è quindi valutabile in assoluto, ma solo in relazione ai parametri che la
determinano e agli obiettivi per cui è stato realizzato e progettato il bene edilizio. L’obiettivo
principale del controllo della qualità è quello di garantirla: definito che cosa si vuole
dall’oggetto edilizio in termini di prestazione, la normativa deve indicare come si debba
procedere per verificare se ciò che viene offerto corrisponde alla qualità richiesta.

Il controllo della qualità non è facile per due motivi: il primo riguarda la carenza di
conoscenze di tipo tecnico-scientifico relative alla vita e alla gestione dell’oggetto costruito, e
quindi la mancanza di strumenti normativi corrispondenti; il secondo sta nel fatto che alcuni
momenti del processo edilizio non possono essere valutati in modo deterministico, con la
difficoltà di specificare parametri oggettivi (per es. numerici, come la resistenza meccanica di
un materiale) per leggere la qualità.

Metodi di controllo e verifica nell’attività edilizia

La qualità quindi può essere determinata o tramite variabile, cioè

“carattere di un requisito misurabile rispetto ad una scala continua suscettibile di assumere


valori diversi”,

oppure attraverso attributo, inteso come

“carattere non misurabile, di un requisito sul quale è dato univocamente un giudizio di


appartenenza ad una categoria o a più categorie alternative.” (UNI 7867 parte II)

Per poter disporre di strumenti normativi di controllo della qualità bisogna, prima, individuare
dei metodi di verifica della rispondenza tra le prestazioni e i requisiti delle parti e dell’insieme
dell’organismo edilizio da realizzare (procedure di prova e parametri di controllo) per poi
definire i valori e le fasce di valori che si vogliono riscontrare per ciascun parametro di
controllo.

I metodi di verifica possono usare:

prove naturali (per es, prove d’invecchiamento naturale),


prove seminaturali ( simulazioni, sollecitazioni accelerate, …),
calcoli, giudizio,
metodi statistico-oggettivi (per es. percentuali di soddisfazione tra gli utenti…).

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04 – Processo edilizio e normativa tecnica

CLASSIFICAZIONE DEI METODI DI PROVA SUI PRODOTTI DA COSTRUZIONE


Si hanno quando l’elemento oggetto della prova è sottoposto a sollecitazioni indotte da agenti naturali (caldo, freddo,
Metodi irraggiamento solare, agenti atmosferic eccetera) finalizzati a testare il comportamento in esercizio dello stesso; tali metodi
Naturali richiedono un tempo molto lungo per la lettura dei risultati, dovendo aspettare la comparsa degli effetti;
Prevedono l’uso di agenti artificiali in grado di simulare azioni reali, con il vantaggio di una notevole accelerazione
Metodi
nell’ottenimento dei risultati, si basano essenzialmente sullo svolgimento di prove di laboratorio;
seminaturali
Metodi di Si basano sull’elaborazione di dati sperimentali, derivanti da campagne di rilevamento o da prove di altra natura, sono utili,
calcolo ad esempio, per la previsioni delle prestazioni ambientali e tecnologiche;
Sono usati per valutare le condizioni ambientali complessive offerte dagli spazi costruiti delimitati da subsistemi di
Metodi di
componenti; ad esempio possono essere usati per esprimere giudizi sull’illuminazione naturale ed artificiale, sull’isolamento
gradimento
acustico, sulla temperatura e umidità degli ambienti interni eccetera; tali metodi si esplicano attraverso il giudizio di
statistico
gradimento espresso da campioni di utenti e possono avere una notevole utilità per la progettazione o per la
soggettivi
sperimentazione di soluzioni innovative.

Il controllo della qualità dell’organismo edilizio avviene dunque nel processo in modo
molto complicato: in sintesi prima a livello di materiali e componenti, poi a livello di
progetto vero e proprio, come assemblaggio degli elementi precedenti e progetto degli spazi,
quindi a livello di messa in opera e costruzione - all’inizio, durante e alla fine -
considerando l’edificio nella sua interezza.

Metodi di controllo e verifica nell’attività edilizia

Le verifiche nell’attività edilizia possono essere:

1. verifiche progettuali
2. verifiche in laboratorio
3. verifiche in opera

Le verifiche in laboratorio ed in opera riguardano il manufatto costruito o in fase di


costruzione.

Le prove sul manufatto possono essere fatte in opera od in laboratorio ed essere di tipo
distruttivo o non distruttivo.

• prove distruttive, che non consentono ulteriori utilizzazioni dell’elemento, nemmeno


per altre prove, vengono effettuate essenzialmente su tipi (prototipi o elementi di
produzione industriali), che vengono sottoposti a test di laboratorio; prove tipiche sono
quelle relative alla resistenza all’urto, alle sollecitazioni meccaniche, al fuoco eccetera,
le quali per fornire i dati relativi, prevedono la ripetizione o l’intensificazione delle
sollecitazioni fino alla rottura o alla distruzione dell’elemento di prova;

• prove non distruttive, sono costituite da prove di controllo a posteriori realizzate in


opera, finalizzate a verificare il comportamento in esercizio di materiali, componenti,
sistemi costruttivi; tali tipi di prove assumo un importanza crescente in relazione
all’aumentare degli interventi di recupero, che richiedo una importante attività di
diagnosi, non solo statico-strutturale, finalizzata ad accertare la qualità reale e
potenziale del manufatto edilizio esistente, e conseguentemente l’impegno tecnico-
economico dell’intervento di recupero.

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04 – Processo edilizio e normativa tecnica

I sistemi di certificazione dei prodotti

Oggi la pratica prevalente, dei sistemi di certificazione, rimane quella tradizionale, basata
sul controllo di qualità dei prodotti, ovvero sulla valutazione della qualità intrinseca
oggettuale degli stessi, che può essere controllata e certificata attraverso diverse modalità,
quali:

• •omologazione, che consiste nell’approvazione da parte di un ente terzo delle


caratteristiche di un determinato prodotto, attività strettamente correlata alla
certificazione cogente, ovvero alla verifica di requisiti e caratteristiche imposte per
legge, come ad esempio la verifica dei requisiti di sicurezza, di salute eccetera,
• certificato di conformità, di tipo consensuale, ovvero il riconoscimento da parte di un
soggetto terzo della conformità del prodotto a specifiche richieste, ad esempio
capitolari,
• certificato di idoneità tecnica, finalizzato ad esprime un giudizio sull’idoneità di
impiego di un determinato materiale, componente o sistema, attestando l’idoneità a
determinati impieghi dichiarati,
• marchio di qualità, rilasciati in Italia, in larghissima parte da enti privati, che attestano
la rispondenza a norme e/o specifiche di determinati prodotti, per meglio qualificare i
prodotti sul mercato, ad esempio i Marchi di Qualità rilasciati da associazioni di
categoria quali l’ANDIL,
• autocertificazione, che costituisce una dichiarazione del produttore su determinate
caratteristiche del proprio prodotto, dichiarazione che si basa su dare evidenza
oggettiva dei controlli di qualità svolti.

Norme armonizzate e benestare tecnico

Per norme armonizzate si intendono le specificazioni tecniche (norme e benestare


tecnico) adottate dal CEN o CENELEC o da entrambi su mandato della Commissione,
conferito conformemente alla direttiva 83/189/CEE, sulla base di un parere formulato dal
comitato permanente della costruzione.
A livello di norme armonizzate sono stati preparati dalla Commissione, per esempio, gli
Eurocodici sul progetto e l’esecuzione di strutture.

La Commissione Europea ha delegato agli Organismi di normazione (Comitati Tecnici del


CEN -Comitato Europeo di Normazione) il compito di tradurre in requisiti tecnici specifici di
ciascun prodotto da costruzione i sei “requisiti essenziali” stabiliti dalla Direttiva. I requisiti
essenziali sono precisati in documenti (documenti interpretativi) destinati a stabilire i
collegamenti necessari tra i requisiti stessi ed i mandati di normalizzazione, i mandati di
orientamento per il benestare tecnico europeo oppure il riconoscimento di altre specificazioni
tecniche. Per tener conto di eventuali differenze di condizioni geografiche o climatiche o di
abitudini di vita, nonché dei diversi livelli di protezione esistenti sul piano nazionale,
regionale o locale, ciascun requisito essenziale può infatti dar luogo alla fissazione di classi di
prestazione in documenti interpretativi e in specificazioni tecniche.

La domanda per il rilascio di un benestare può essere presentata da un fabbricante o da


un suo mandatario stabilito nella Comunità presso uno solo degli organismi competenti per
il benestare. Gli organismi competenti per il benestare designati dagli Stati membri sono
riuniti in una Organizzazione. Quest’ultima nell’esercizio dei propri compiti è tenuta ad uno
stretto coordinamento con la Commissione che consulta il comitato sui problemi importanti.

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04 – Processo edilizio e normativa tecnica

Marchi di organismi di certificazione in Europa

Attestato di conformità

Nel caso in cui esistano norme nazionali in cui sono state trasposte le norme
armonizzate, o specificazioni tecniche nazionali, nel caso manchino norme armonizzate, un
fabbricante può chiedere l’attestato di conformità del proprio prodotto.

Nella determinazione delle procedure per il rilascio dell’attestato di conformità di un


prodotto con le specificazioni tecniche devono essere applicati i seguenti metodi di controllo
della conformità:

• prove del tipo iniziale del prodotto effettuate dal fabbricante o da un organismo
riconosciuto;•prove di campioni prelevati nella fabbrica secondo un determinato
piano di prova prescritto dai fabbricante o da un organismo riconosciuto;•prove
per sondaggio (audit-testing) di campioni prelevati nella fabbrica, sul mercato o su
un cantiere da parte del fabbricante o di un organismo riconosciuto;prova di
campioni prelevati su un lotto già fornito o da fornire, effettuata da fabbricante o
da un organismo riconosciuto;
• controllo della produzione nella fabbrica;
• ispezione iniziale della fabbrica e del controllo di produzione nella stessa da parte
di un organismo riconosciuto;sorveglianza, valutazione e stima permanenti del
controllo di produzione nella fabbrica da parte di un organismo riconosciuto.

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04 – Processo edilizio e normativa tecnica

L’attestato di conformità di un prodotto alle norme o al benestare può avere due forme:
• una dichiarazione di conformità da parte del fabbricante,
• un certificato di conformità da parte di un organismo riconosciuto.

La dichiarazione CE di conformità contiene in particolare:


• il nome e l'indirizzo del fabbricante o del suo mandatario stabilito nella Comunità,
• la descrizione del prodotto (tipo, identificazione, impiego, ecc.),
• le disposizioni a cui risponde il prodotto,
• le condizioni particolari di utilizzazione del prodotto,
• il nome e l'indirizzo dell'organismo riconosciuto, se del caso, il nome e la qualifica della
persona autorizzata a firmare la dichiarazione a nome del fabbricante o del suo
mandatario.

Il certificato CE di conformità contiene:


• il nome e l'indirizzo dell’organismo di certificazione,
• il nome e l'indirizzo del fabbricante o del suo mandatario stabilito nella Comunità,
• la descrizione del prodotto (tipo, identificazione, impiego, ecc.),
• le disposizioni a cui risponde il prodotto,
• le condizioni particolari di utilizzazione del prodotto,
• il numero del certificato,
• le eventuali condizioni di durata di validità del certificato,
• il nome e la qualifica del fabbricante.

Oggi solo alcuni prodotti per l’edilizia sono dotati di tale marcatura, ma il numero è in
continuo aumento: 46 norme sono già state citate nella Gazzetta Ufficiale della Comunità
Europea ed è pertanto già partito il periodo transitorio (21 mesi) consentito per la coesistenza
della norma europea armonizzata e dei regolamenti nazionali vigenti nei diversi Paesi della
UE.

L’elenco sotto riportato cita alcune delle norme citate in Gazzetta ufficiale per le quali è
già stata predisposta la versione in lingua italiana e che pertanto sono già state pubblicate
come norme Uni En.

Esempi di norme già pubblicate in lingua italiana che riguardano direttamente l’edilizia

Uni En 197-1:2001
Cemento - Parte 1: Composizione, specificazioni e criteri di conformità per cementi comuni.
Data di entrata in vigore della norma europea armonizzata: 01/04/01
UNI EN 13251:2002
Geotessili e prodotti affini - Caratteristiche richieste per l'impiego nelle costruzioni di terra, nelle fondazioni e
nelle strutture di sostegno.
Data di entrata in vigore della norma europea armonizzata: 01/10/01
UNI EN 934-4:2002
Additivi per calcestruzzo, malta e malta per iniezione - Parte 4: Additivi per malta per cavi di
precompressione - Definizioni, requisiti, conformità, marcatura ed etichettatura.
Data di entrata in vigore della norma europea armonizzata: 01/05/02
Esempi di norme in fase di traduzione (non hanno ancora la denominazione UNI EN, ma solo EN)

EN 1337-7:2000
Appoggi strutturali - Parte 7: Appoggi sferici e cilindri di PTFE.
Data di entrata in vigore della norma europea armonizzata: 01/10/01
EN 12094-13:2001
Sistemi fissi di lotta contro l'incendio - Componenti di impianti di estinzione a gas - Parte 13: Requisiti e
metodi di prova per valvole di intercettazione e valvole di non ritorno.

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04 – Processo edilizio e normativa tecnica

Data di entrata in vigore della norma europea armonizzata: 01/01/02


EN 12859:2001
Blocchi di gesso - Definizioni, requisiti e metodi di prova
Data di entrata in vigore della norma europea armonizzata: 01/04/02
Varie EN 13162:2001 su Isolanti termici per edilizia:
Prodotti di lana minerale ottenuti in fabbrica
Prodotti di polistirene espanso ottenuti in fabbrica
Prodotti di polistirene espanso estruso ottenuti in fabbrica
Prodotti di poliuretano espanso rigido ottenuti in fabbrica
Prodotti di resine fenoliche espanse ottenuti in fabbrica
Prodotti di vetro cellulare ottenuti in fabbrica
Prodotti di lana di legno ottenuti in fabbrica
Prodotti di perlite espansa ottenuti in fabbrica
Prodotti di sughero espanso ottenuti in fabbrica
Prodotti di fibre di legno ottenuti in fabbrica

EN 1125:1997/ A1:2001 Accessori per serramenti - Dispositivi antipanico per uscite di sicurezza azionati
mediante una barra orizzontale - Requisiti e metodi di prova - Data di entrata in vigore della norma europea
armonizzata: 01/04/02•EN 12839:2001 Prodotti prefabbricati di calcestruzzo - Elementi per recinzioni - Data
di entrata in vigore della norma europea armonizzata: 01/03/02 •EN 459-1:2001 Calci da costruzione - Parte 1:
Definizioni, specifiche e criteri di conformità - Data di entrata in vigore della norma europea armonizzata:
01/08/02 EN 934-2:2001 Additivi per calcestruzzo, malta e malta per iniezione - Additivi per calcestruzzo -
Definizioni, requisiti, conformità, marcatura ed etichettatura - Data di entrata in vigore della norma europea
armonizzata: 01/05/02

Conformità del prodotto

Presentazione su Web di un prodotto edilizio (Lecablock) certificato non CE, ma


appartenente al marchio Lecablocco. Questa marcatura dimostra uno sforzo per la ricerca di
qualità attraverso una certificazione, anche se non esiste ancora per questo tipo di blocchi, una
certificazione europea.

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