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Anche al Cnr si cerca una

cura
www.almanacco.cnr.it

Tecnologia

Sanificazione = prevenzione

Nove giorni per vivere, un minuto per morire. Studi in letteratura


sulla persistenza dei Coronavirus animali e umani - non solo il
2019nCoV - evidenziano che questi, in particolari condizioni di
temperatura e umidità, possono sopravvivere fino a nove giorni a
contatto con superfici inanimate come metallo, vetro o plastica. Ma
basta un minuto per inattivarli, utilizzando soluzioni decontaminanti
a base di prodotti facilmente reperibili in commercio. Tra le misure di
contenimento del contagio del nuovo Coronavirus, insomma, anche la
sanificazione delle superfici riveste particolare importanza.

È sufficiente l'utilizzo di semplici formulazioni liquide - per esempio


contenenti alcol etilico o candeggina - per degradare il virus nel giro
di un minuto. “Una serie di studi sperimentali specifici hanno
recentemente dimostrato come alcuni prodotti facilmente reperibili in
casa siano in grado di inattivare il nuovo Coronavirus 2019-nCoV
molto rapidamente: un'adeguata disinfezione di superfici come
maniglie, pulsanti, tavoli, ripiani, ma anche dispositivi di protezione
impermeabili come guanti, stivali, tute protettive o simili, può
rivelarsi efficace e molto importante”, spiega Matteo Guidotti
dell'Istituto di scienze e tecnologie chimiche "Giulio Natta" (Scitec)
del Cnr di Milano. “Queste semplici preparazioni, inoltre, possono
rivelarsi utili in situazioni di emergenza, in cui la disponibilità di
prodotti disinfettanti specifici è limitata o addirittura nulla. Simili
formulazioni sono state applicate con successo anche in alcuni enti
pubblici lombardi per affrontare al meglio le difficoltà logistiche
nell'approvvigionamento di soluzioni decontaminanti”.

Vediamo allora come preparare questi superigienizzanti. “Servono, in


alternativa, etanolo (alcol etilico) al 70%, perossido di idrogeno
(acqua ossigenata) allo 0,5% oppure ipoclorito di sodio (la comune
candeggina da bucato o varechina) allo 0,1% e acqua di rubinetto,
necessaria ad abbassare l'eccessiva concentrazione dei prodotti
casalinghi, che può risultare non ottimale”, precisa il ricercatore del
Cnr-Scitec, che suggerisce tre preparazioni dall'efficacia
scientificamente confermata, che possono essere realizzate in casa:
“La prima prevede di miscelare 0,4 litri di alcol denaturato (rosa) al
90% - equivalente a circa due bicchieri di plastica colmi - e semplice
acqua del rubinetto, fino a un totale di mezzo litro. Questa soluzione
può durare anche una settimana. La seconda soluzione prevede invece
l'impiego di acqua ossigenata per medicazione al 3% (10 volumi):
sono sufficienti 0,1 litri - pari a circa metà bicchiere di plastica - da
miscelare con acqua del rubinetto fino ad arrivare a mezzo litro di
soluzione disinfettante. Terza alternativa, l'utilizzo di 10 ml di
candeggina da bucato al 5% (circa un cucchiaio da minestra) con
aggiunta di acqua di rubinetto fino ad arrivare a mezzo litro. Va
ricordato che tali soluzioni igienizzanti perdono efficacia nel tempo:
in particolare, le soluzioni a base di candeggina o di acqua ossigenata
vanno preparate ogni giorno perché il principio attivo non è stabile
oltre le 24 ore. Quella a base di alcol etilico, invece, dura anche una
settimana”.

Sanificazione fai-da-te, quindi, ma con due importanti avvertenze: “È


bene chiarire che questi preparati non devono essere usati
direttamente sul corpo, ovvero sulla cute”, conclude Guidotti.
“L'ultima avvertenza può sembrare banale, ma è altrettanto
importante: tali prodotti devono essere conservati in contenitori ben
chiusi ed etichettati, tali da non poter essere inavvertitamente confusi
con quelli di altri liquidi come acqua, vino o simili. E ovviamente
lontano dalla portata dei bambini”.

Francesca Gorini

Fonte: Matteo Guidotti, Istituto di scienze e tecnologie chimiche


"Giulio Natta" (Scitec), tel. 02/50314428 , email
matteo.guidotti@scitec.cnr.it -