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breve storia del toscano intero, bastava solo spuntarlo (poi le spuntature te le

(con particolare riferimento a Garibaldi) potevi masticare o sbriciolare nella pipa). Però, og-
gettivamente, come facevi a tene’ in equilibrio sulla
bocca una sleppa di quindici centimetri, quando ave-
A vi da imbracciare le armi e libera’ un Paese? Tagliavi
la sleppa a metà, ecco come. Differenza tra marem-
mano e ammezzato? Il maremmano dà una fumata
Vittoria!, storia di un “piccolo supereroe garibal- lunghissima e la forza del sigaro aumenta man mano,
dino”, è anche una storia di sigari. Questi esposti l’ammezzato è più pratico e ti prende subito a martel-
qui sono i Toscani intitolati a Garibaldi. Quindi, at- late i sensi; potremmo dire che è la stessa differenza
tenzione, non sono esattamente i sigari che fumava che passa tra riflessione e intuizione.
Garibaldi, anzi, a dirla tutta, oggi quelli nemmeno E il “Toscano Garibaldi”, allora, che è? Intanto,
esistono più in commercio. Mi spiego meglio: è vero si chiama così perché venne commercializzato per
che Garibaldi fumava i Toscani, ma quei sigari lì ave- la prima volta nel 1982, l’anno del centenario della
vano tutto un altro sapore, un altro odore rispetto morte del suddetto. Si tratta di un semplice omag-
agli attuali, erano potentissimi! Mettiamo pure che gio, ma assai brillante, secondo me, perché rivolto
un giorno di questi alle Manifatture al Garibaldi appassionato di siga-
Sigaro Toscano saltasse il ghiribizzo ri, al Garibaldi fumatore, all’uomo,
di rifare tali e quali i sigari d’allora, dunque, al suo vizio. Il “Garibaldi”
ma chi se li comprerebbe poi?! Oggi fu un’invenzione di Mario Soldati,
abbiamo gusti più delicati, olfat- forse il fumatore più fanatico e ma-
ti più suscettibili, appena una cosa è niacale di Toscani mai esistito. Aveva
più netta di altre ci puzza. “Il culo te notato, il Soldati, che alcuni sigari
puzza!”, verrebbe da rispondere. presentavano un gusto più dolce e un
Tant’è che il Toscano è considerato colore più chiaro rispetto al marro-
il gorgonzola dei sigari. E come il gor- ne scuro tipico del Toscano. Sotto-
gonzola, nacque per errore. Firenze. pose il busillis alle Manifatture, che,
1818. Una grossa partita di tabac- pensa che ti ripensa, alla fine scopri-
co Kentucky dimenticata all’aperto. rono che quei sigari erano più dolci
Poi, un temporale. Il tabacco si fra- e chiari perché fatti di solo tabacco
dicia tutto. Un disastro... Che si fa, coltivato nel salernitano e nel bene-
capo, lo si butta via?... Ma buttati te, ventanto, dove le piante vengono su
maremma troia! ’scolta che si fa ora: col sole forte e tengono quindi pa-
ora lo si sciuga per benino al sole. Poi recchio zucchero indentro alle foglie
lo si prende, lo si trincia, lo si avvol- (onde per cui i “Garibaldi” sono più
ge in una foglia sola di tabacco e lo campani che toscani). Allora, il Sol-
si vende pè du’ soldi al popolo. Da’ dati propose ai capoccia delle Mani-
retta a me, grullo!... Andò così che fatture di farci una linea apposita,
l’Italia ebbe il suo sigaro per antono- quella che poi sarebbe diventata dei
masia. Il tabacco bagnato, asciugan- “Garibaldi”, i Toscani più economici
dosi al sole, rifermentò, dando vita e golosi. Per cotanta pensata al Sol-
ad un sigaro portentoso; come ebbe a dirne Gianni dati, giustamente, ci hanno dedicato un’altra linea
Brera: “fumare il Toscano è una goduria greve e for- di Toscani, i “Mario Soldati”, appunto, versione più
te, del tutto priva di frivole moine... Se reggi alle raffinata (e costosa) dei “Garibaldi”.
fiammate di quell’inferno, puoi chiamarti beato” (e Quanto a me, un giorno lontano vorrò senz’altro
infatti al Brera ogni anno sulla tomba ci portano in proporre che si facciano anche gli “Antonello Ric-
omaggio un Toscano, per dargli il suo inferno e la ci”. Per fumarmeli quando sarò vecchio, finalmente
beatitudine). E poi era fatto semplice, robusto, era libero da tutti i tafanatori che la gioventù porta seco.
duro come il crognolo, potevi portartelo in bocca un In santa pace, in compagnia dei miei amici Prota
giorno intero e intanto farti i cazzi tuoi, e alla sera Alfonso e Fratejacci Stefano. Con immutate facce
quello era ancora buono, anzi era più buono, perché di culo, ascolteremo le nostre dentiere farneticare
era più umido. Vallo a fare con un cubano, poi mi dei bei tempi andati, dei nostri tempi da fumetto
dici cosa ne resta del tuo bel sigaro. andanti in fumo.
Ebbene, Garibaldi il Toscano se lo fumava ammez-
zato, uso, questo, che aveva appreso in Sud America.
Prima di Lui, si fumava “alla maremmana”, cioè tutto Silvio Scorsi