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SET DOMANDE: Didattica dei disturbi specifici

dell’apprendimento
DOCENTE: Ferro Allodola Valerio

Domanda: I Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA), sono noti anche come:

Learning Objects
Learning studies
Learning Disabilities
Reflective Learning

Domanda: I DSA possono manifestarsi:

anche in bambini intelligenti, senza problematiche socio-culturali e con una scolarizzazione


adeguata
nessuna delle risposte precedenti
solo in bambini con problematiche socio-culturali e con una scolarizzazione non adeguata
solo in bambini con ritardo mentale

Domanda: Un esempio di strumento compensativo può essere:

promuovere l’utilizzo di uno o più strumenti compensativi per la lettura


“individualizzare” l’apprendimento della lettura
evitare la lettura ad alta voce in classe
leggere per lui a voce alta

Domanda: La Legge 170/2010:

riconosce la dislessia, la disortografia, la disgrafia e la discalculia quali disturbi specifici


dell’apprendimento che si manifestano in presenza di capacità cognitive adeguate, in assenza di
patologie neurologiche e di deficit sensoriali, ma possono costituire una limitazione importante per
alcune attività della vita quotidiana
in assenza di capacità cognitive adeguate, in assenza di patologie neurologiche e di deficit
sensoriali, che quindi possono non costituire una limitazione importante per alcune attività della
vita quotidiana
in presenza di capacità cognitive non adeguate, in presenza di patologie neurologiche e di deficit
sensoriali, che possono quindi costituire una limitazione importante per alcune attività della vita
quotidiana
in presenza di capacità cognitive adeguate, ma in presenza di patologie neurologiche e di deficit
sensoriali, che possono quindi costituire una limitazione importante per alcune attività della vita
quotidiana
SET DOMANDE: Didattica dei disturbi specifici
dell’apprendimento
DOCENTE: Ferro Allodola Valerio

Domanda: Per un alunno con diagnosi di DSA:

la scuola dovrà predisporre un Piano Educativo Personalizzato


nessuna delle risposte precedenti
la ASL dovrà predisporre un Piano Educativo Personalizzato
il Coordinatore pedagogico del comune di residenza dell'alunno dovrà predisporre un Piano
Educativo Personalizzato

Domanda: Si possono dispensare alunni e studenti dalle prestazioni scritte in lingua straniera in corso
d’anno scolastico e in sede di esami di Stato, nel caso in cui ricorrano le seguenti condizioni:

certificazione di DSA - richiesta di dispensa dalle prove scritte di lingua straniera presentata dalla
famiglia o dall’allievo se maggiorenne - approvazione da parte del consiglio di classe che confermi
la dispensa in forma temporanea o permanente
nessuna delle risposte precedenti
certificazione di DSA - richiesta di dispensa dalle prove scritte di lingua straniera presentata dalla
famiglia o dall’allievo se maggiorenne
certificazione di DSA - approvazione da parte del consiglio di classe che confermi la dispensa in
forma temporanea o permanente

Domanda: Il DM 12/07/2011 si compone di:

10 articoli
5 articoli
9 articoli
7 articoli

Domanda: Nel DM 12/07/2011 si parla di:

strumenti compensativi e misure dispensative


solo di strumenti compensativi
misure compensative e strumenti dispensativi
solo di misure dispensative

Domanda: Le Linee Guida per il diritto allo studio degli alunni e degli studenti con DSA – allegate al DM
12/07/2011 si compongono di:

una Premessa e di n. 7 capitoli


di n. 4 capitoli
una Premessa e di n. 5 capitoli
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una Premessa e di n. 3 capitoli

Domanda: La didattica personalizzata:

calibra l’offerta didattica e le modalità relazionali, sulla specificità ed unicità a livello personale dei
bisogni educativi che caratterizzano gli alunni della classe, considerando le differenze individuali,
soprattutto sotto il profilo qualitativo
è sinonimo di “autoappredimento"
calibra l’offerta didattica e le modalità relazionali, sulla specificità ed unicità a livello personale dei
bisogni educativi che caratterizzano gli alunni della classe, ma non considera molto le differenze
individuali, soprattutto sotto il profilo qualit
è sinonimo di “didattica individualizzata”

Domanda: Il Piano Didattico Personalizzato (PDP) è un documento di programmazione annuale in cui


vengono esplicitati:

gli interventi che intendono mettere in atto per ogni alunno con DSA.
nessuna delle risposte precedenti
gli interventi che intendono mettere in atto per ogni alunno certificato con la Legge 104/92
le regole di comportamento per ogni alunno certificato con la Legge 104/92

Domanda: Il PDP deve essere redatto e firmato dalle parti entro la fine del mese di:

Novembre
Settembre
Febbraio
Maggio

Domanda: Le poche ricerche italiane condotte con metodologie di screening per l’individuazione del rischio
di DSA (e per la sua riduzione) hanno confermato come:

sia possibile rintracciare una continuità tra difficoltà di sviluppo (soprattutto linguistico) nell’ultimo
anno della scuola dell’infanzia e difficoltà di apprendimento del codice scritto
nessuna delle risposte precedenti
sia possibile rintracciare una continuità tra difficoltà di sviluppo (soprattutto linguistico) nell’ultimo
anno della scuola dell’infanzia e difficoltà di apprendimento del codice orale
sia possibile rintracciare una continuità tra difficoltà di sviluppo (soprattutto linguistico) nel primo
anno della scuola dell’infanzia e difficoltà di apprendimento del codice scritto
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Domanda: I DSA:

fanno parte dei cosiddetti Disturbi di Sviluppo (neurodevelopmental disorder), caratterizzati dalla
presenza di limitazioni del funzionamento di specifiche abilità/competenze, derivanti da uno
sviluppo anomalo del sistema nervoso
nessuna delle risposte precedenti
fanno parte dei cosiddetti Disturbi fisiologici, caratterizzati dalla presenza di limitazioni del
funzionamento di specifiche abilità/competenze, ma con uno sviluppo nella norma del sistema
nervoso
fanno parte dei cosiddetti Disturbi di Sviluppo (neurodevelopmental disorder), caratterizzati
dall’assenza di limitazioni del funzionamento di specifiche abilità/competenze, ma con uno sviluppo
anomalo del sistema nervoso

Domanda: Per facilitare la comprensione e gli interventi possibili, possiamo suddividere i fattori di rischio
per un DSA in:

fattori socio-ambientali e fattori personali


nessuna delle risposte precedenti
fattori neurologici e fattori personali
fattori sociali e fattori antropologici

Domanda: Scrittura e lettura:

non sono naturali, ma l’esito di un apprendimento indotto dall’esterno


nessuna delle risposte precedenti
la prima è naturale, la seconda l’esito di un apprendimento indotto dall’esterno
la seconda naturale e la prima l’esito di un apprendimento indotto dall’esterno

Domanda: La lettura consta delle seguenti componenti:

percezione, visione, linguaggio, attività rappresentativa, attività simbolica


percezione, visione, attività rappresentativa, attività simbolica
visione, linguaggio, attività rappresentativa, attività simbolica
percezione, visione, linguaggio, attività simbolica

Domanda: La lateralità definisce:


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la mano dominante, quella che scrive


nessuna delle risposte precedenti
la formazione del pensiero del bambino
un meccanismo di difesa del bambino

Domanda: Il modello a due vie per la scrittura ritiene che:

la scrittura di parole sconosciute o di sequenze di fonemi avvenga attraverso un “processo non


lessicale” di Conversione Fonema-Grafema, che utilizza le regole di corrispondenza tra lingua
parlata e lingua scritta detto “via fonologica”
nessuna delle risposte precedenti
la scrittura di parole sconosciute o di sequenze di fonemi avvenga attraverso un “processo
lessicale” di Conversione Fonema-Grafema, ma che non utilizza le regole di corrispondenza tra
lingua parlata e lingua scritta
la scrittura di parole sconosciute o di sequenze di fonemi avvenga attraverso un “processo non
lessicale” di Conversione Fonema-Grafema, ma che non utilizza le regole di corrispondenza tra
lingua parlata e lingua scritta detto “via fonologica”

Domanda: Nel modello di Ferreiro e Teberosky, le fasi del processo di alfabetizzazione sono:

Fase della indifferenziazione, Livello presillabico, Livello sillabico, Livello sillabico-alfabetico, Livello
alfabetico
Fase della indifferenziazione, Livello presillabico, Livello sillabico, Livello alfabetico
Fase della indifferenziazione, Livello sillabico, Livello sillabico-alfabetico, Livello alfabetico
Fase della indifferenziazione, Livello presillabico, Livello sillabico-alfabetico, Livello alfabetico

Domanda: La rappresentazione spaziale del bambino è dominata fino ai 7 anni circa, secondo le teorie
psicologiche di Piaget, dai cosiddetti:

principi topologici
principi sociali
principi neurologici
principi antropologici

Domanda: Possiamo distinguere la consapevolezza fonologica in:

globale e analitica
analitica e eterodiretta
globale e personale
globale e autocentrata
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Domanda: Quando si impara a leggere e scrivere, ci sono delle competenze cognitive (denominati
prerequisiti) che sono coinvolte nel processo della letto-scrittura. Tra queste possiamo annoverare:

la discriminazione visiva; la discriminazione uditiva; la memoria fonologica a breve termine; le


abilità metafonologiche (o di consapevolezza fonologica); la coordinazione oculo-manuale;
l’associazione visivo-verbale e l’accesso lessicale rapido; l’elaborazione semantica di anticipazione
la discriminazione visiva; la discriminazione uditiva; la memoria fonologica a breve termine; le
abilità metafonologiche (o di consapevolezza fonologica); l’associazione visivo-verbale e l’accesso
lessicale rapido; l’elaborazione semantica di anticipazion
la discriminazione visiva; la memoria fonologica a breve termine; le abilità metafonologiche (o di
consapevolezza fonologica); la coordinazione oculo-manuale; l’associazione visivo-verbale e
l’accesso lessicale rapido; l’elaborazione semantica di anticipa
la discriminazione visiva; la discriminazione uditiva; la memoria fonologica a breve termine; le
abilità metafonologiche (o di consapevolezza fonologica); la coordinazione oculo-manuale;
l’associazione visivo-verbale e l’accesso lessicale rapido

Domanda: Per quanto riguarda la lettura come comprensione del testo, i prerequisiti sono:

la conoscenza lessicale; la comprensione delle strutture sintattiche; la capacità di fare inferenze


semantiche; la comprensione di un racconto; la memoria di lavoro
la conoscenza lessicale; la comprensione delle strutture sintattiche; la capacità di fare inferenze
semantiche; la comprensione di un racconto
la comprensione delle strutture sintattiche; la capacità di fare inferenze semantiche; la
comprensione di un racconto; la memoria di lavoro
la conoscenza lessicale; la capacità di fare inferenze semantiche; la comprensione di un racconto; la
memoria di lavoro

Domanda: Le difficoltà di lettura possono essere di due tipi:

evolutive o acquisite
nessuna delle risposte precedenti
evolutive o non acquisite
non evolutive o acquisite

Domanda: Le tipologie di dislessie evolutive sono:

dislessia fonologica; dislessia morfologica-lessicale (detta anche superficiale); dislessia mista


dislessia fonologica; dislessia mista
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dislessia morfologica-lessicale (detta anche superficiale); dislessia mista


dislessia fonologica; dislessia morfologica-lessicale (detta anche superficiale)

Domanda: Per Mucchielli e Bourcier per apprendere a rispettare l’orientamento sinistra-destra e


distinguere lettere diverse in base a diversi orientamenti spaziali è necessaria “la formazione dell’universo
orientato”, che è connessa ai seguenti fattori:

la lateralizzazione; lo schema corporeo; l’orientamento spazio-temporale; la stabilizzazione dei


valori, cioè la sicurezza nella loro stabilità
la lateralizzazione; lo schema corporeo; l’orientamento spazio-temporale
lo schema corporeo; l’orientamento spazio-temporale; la stabilizzazione dei valori, cioè la sicurezza
nella loro stabilità
la lateralizzazione; l’orientamento spazio-temporale; la stabilizzazione dei valori, cioè la sicurezza
nella loro stabilità

Domanda: Fin dalle prime riflessioni sulla dislessia è stato ipotizzato che il disturbo potesse essere causato
da disturbi:

visivi e uditivi
motori
tattili
dell’ intelligenza

Domanda: Il il “Locus of Control” è:

la tendenza che ha ognuno ad attribuire a fattori esterni o interni i propri successi o insuccessi
nessuna delle risposte precedenti
un disturbo dell’apprendimento
sinonimo di “autocontrollo”

Domanda: Tra i consigli che possiamo fornire ai genitori del bambino con DSA, possiamo annoverare:

aiutare vostro figlio nei compiti a casa senza sostituirvi a lui


nessuna delle risposte precedenti
cercare di evidenziare molto spesso le sue lacune
non essere troppo comprensivi verso vostro figlio, adottando se necessario delle punizioni
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Domanda: Per il bambino dislessico, la lettura di una semplice parola è il prodotto di singole attività che
devono essere svolte contemporaneamente, ovvero:

identificazione delle lettere; riconoscimento del loro valore sonoro; mantenimento della sequenza
di prestazione; rappresentazione fonologica delle parole; coinvolgimento del lessico per il
riconoscimento del significato
identificazione delle lettere; riconoscimento del loro valore sonoro; mantenimento della sequenza
di prestazione; rappresentazione fonologica delle parole
identificazione delle lettere; mantenimento della sequenza di prestazione; rappresentazione
fonologica delle parole; coinvolgimento del lessico per il riconoscimento del significato
identificazione delle lettere; riconoscimento del loro valore sonoro; mantenimento della sequenza
di prestazione; coinvolgimento del lessico per il riconoscimento del significato

Domanda: Gli elementi per rendere accettabile i primi anni della vita scolastica del bambino dislessico
sono:

flessibilità nelle proposte didattiche; successo e gratificazioni; finalizzazione delle varie attività
proposte; disponibilità di un adulto preparato, competente
flessibilità nelle proposte didattiche; successo e gratificazioni; disponibilità di un adulto preparato,
competente
flessibilità nelle proposte didattiche; finalizzazione delle varie attività proposte; disponibilità di un
adulto preparato, competente
successo e gratificazioni; finalizzazione delle varie attività proposte; disponibilità di un adulto
preparato, competente

Domanda: Nelle situazioni di dislessia, possono esserci alcune tipologie di reazione da parte del soggetto
dislessico e di chi gli sta intorno:

la dislessia può essere vissuta come una colpa, come un dono o focalizzandosi solo sugli aspetti
deficitari
nessuna delle risposte precedenti
la dislessia può essere vissuta come una colpa o come un dono
la dislessia può essere vissuta come una colpa o focalizzandosi solo sugli aspetti deficitari

Domanda: Durante la scuola dell’infanzia è possibile individuare la presenza di situazioni problematiche che
si evidenziano in difficoltà di:
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organizzazione e integrazione spazio-temporale; di memorizzazione; lacune percettive; difficoltà di


linguaggio verbale
organizzazione e integrazione spazio-temporale; di memorizzazione; lacune percettive
di memorizzazione; lacune percettive; difficoltà di linguaggio verbale
organizzazione e integrazione spazio-temporale; lacune percettive; difficoltà di linguaggio verbale

Domanda: Il metodo analitico-sintetico possiamo suddividerlo nei seguenti moduli:

insegnamento-appendimento dell’abilità di tracciare aste e filetti, ovvero dei segmenti di cui si


compongono le lettere (aste, curve, cerchi, punti) - composizione e riproduzione della lettera - si
impara a formare sillabe, parole e frasi
nessuna delle risposte precedenti
insegnamento-appendimento dell’abilità di tracciare aste e filetti, ovvero dei segmenti di cui si
compongono le lettere (aste, curve, cerchi, punti) - composizione e riproduzione della lettera
insegnamento-appendimento dell’abilità di tracciare aste e filetti, ovvero dei segmenti di cui si
compongono le lettere (aste, curve, cerchi, punti) - si impara a formare sillabe, parole e frasi

Domanda: L’abilità di lettura fonologica si può suddividere nelle seguenti parti:

lettura fonologica iniziale; lettura fonologica intermedia; lettura fonologica avanzata


nessuna delle risposte precedenti
lettura fonologica iniziale; lettura fonologica avanzata
lettura fonologica iniziale; lettura fonologica intermedia

Domanda: La disgrafia è:

una difficoltà specifica nella riproduzione dei segni alfabetici e numerici


una difficoltà specifica nella riproduzione dei segni numerici
una difficoltà specifica nella riproduzione dei segni alfabetici
una difficoltà specifica nella riproduzione della lettura

Domanda: Ogni forma specifica di disgrafia ha delle caratteristiche diverse, tuttavia i sintomi generali
fannpo riferimento ai seguenti elementi:

ritmo grafico - pressione sul foglio – posizione - direzione del gesto grafico
ritmo grafico - pressione sul foglio –direzione del gesto grafico
pressione sul foglio – posizione - direzione del gesto grafico
ritmo grafico - pressione sul foglio – posizione
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Domanda: Secondo l’equipe di De Ajuriaguerra, possiamo distinguere i seguenti tipi di disgrafia:

tese – molli – impulsive – maldestre - lente e precise


tese – molli – impulsive – maldestre
tese – impulsive – maldestre - lente e precise
tese – molli – impulsive –lente e precise

Domanda: Secondo Olivaux, possiamo distinguere i seguenti tipi di disgrafia:

strumentali – relazionali - non espressiva della personalità dello scrivente


strumentali – relazionali - funzionali
relazionali - non espressiva della personalità dello scrivente
strumentali – non espressiva della personalità dello scrivente

Domanda: La disortografia è:

la difficoltà a tradurre correttamente in forma grafica i suoni che compongono le parole


nessuna delle risposte precedenti
una difficoltà nel calcolo numerico
una difficoltà nella lettura

Domanda: Tra gli errori fonologici nella disortografia, rientrano:

omissione o aggiunta di lettere - inversione di lettere o sillabe - scambio di lettere - gruppi


ortografici complessi
inversione di lettere o sillabe - scambio di lettere - gruppi ortografici complessi
omissione o aggiunta di lettere - inversione di lettere o sillabe - scambio di lettere
omissione o aggiunta di lettere - inversione di lettere o sillabe - gruppi ortografici complessi

Domanda: Tra gli errori non fonologici nella disortografia, rientrano:

l’uso dell’H; uso di CU – QU – CQU – QQU; errori con SCE/SCIE


l’uso dell’H; uso di CU – QU – CQU – QQU
uso di CU – QU – CQU – QQU; errori con SCE/SCIE
l’uso dell’H; errori con SCE/SCIE
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Domanda: La discalculia è una difficoltà specifica nell’apprendimento del calcolo che si manifesta :

nel riconoscimento e nella denominazione dei simboli numerici, nella scrittura dei numeri,
nell’associazione del simbolo numerico alla quantità corrispondente, nella numerazione in ordine
crescente e decrescente, nella risoluzione di problemi
nel riconoscimento e nella denominazione dei simboli numerici, nella scrittura dei numeri,
nell’associazione del simbolo numerico alla quantità corrispondente, nella risoluzione di problemi
nel riconoscimento e nella denominazione dei simboli numerici, nella scrittura dei numeri, nella
numerazione in ordine crescente e decrescente, nella risoluzione di problemi
nel riconoscimento e nella denominazione dei simboli numerici, nella scrittura dei numeri,
nell’associazione del simbolo numerico alla quantità corrispondente, nella numerazione in ordine
crescente e decrescente

Domanda: La discalculia va identificata:

a scolarizzazione avviata e dopo un denso periodo di osservazione dei possibili cambiamenti del
bambino
nessuna delle risposte precedenti
prima della scolarizzazione e dopo un denso periodo di osservazione dei possibili cambiamenti del
bambino
a scolarizzazione avviata e dopo un brevissimo periodo di osservazione del bambino

Domanda: Quali sono gli strumenti che abbiamo a disposizione per l’intervento nei casi discalculia?

strumenti per la riabilitazione, strumenti compensativi, misure dispensative


nessuna delle risposte precedenti
strumenti per la riabilitazione e misure dispensative
strumenti compensativi e misure dispensative

Domanda: Ancora poco analizzato e indagato rimane il libro di testo. Da una ricerca condotta da Fantozzi
(2016), si cerca di stabilire se e quanto sia possibile intervenire procurando il minor danno possibile al resto
della classe, integrando l’attività didattica
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la Convenzione delle Nazioni Unite per i diritti delle persone con disabilità (ONU 2006) e
l’International Classification of Functioning, Disability and Health (OMS 2001)
nessuna delle risposte precedenti
la Convenzione delle Nazioni Unite per i diritti delle persone con disabilità (ONU 2006) e il DSM V
L’International Classification of Functioning, Disability and Health (OMS 2001) e il DSM V

Domanda: Non esistono evidenze scientifiche sull’efficacia di queste misure sui livelli di leggibilità del testo
per le persone con dislessia, ma è opportuno indicare tali criteri, esito di confronti tra professionisti
dell’apprendimento e utili per personalizzare

testo non giustificato - interruzione di riga che segua il ritmo del racconto - parole non spezzate per
non interrompere il ritmo di lettura - interlinea doppia tra le righe - paragrafi brevi e separati -
utilizzo di immagini che facilitino la comprensione del testo
testo non giustificato - interruzione di riga che segua il ritmo del racconto - parole non spezzate per
non interrompere il ritmo di lettura - interlinea singola tra le righe - paragrafi brevi e separati -
utilizzo di immagini che facilitino la compren
testo giustificato - interruzione di riga che segua il ritmo del racconto - parole non spezzate per non
interrompere il ritmo di lettura - interlinea doppia tra le righe - paragrafi brevi e separati - utilizzo
di immagini che facilitino la comprensione
testo non giustificato - interruzione di riga che segua il ritmo del racconto - parole spezzate per
interrompere il ritmo di lettura - interlinea doppia tra le righe - paragrafi brevi e separati - utilizzo
di immagini che facilitino la comprensione del

Domanda: La didattica è la teoria e la pratica dell’insegnamento ed ha per oggetto di studio:

i metodi - le pratiche - le tecniche di insegnamento


i metodi - le pratiche
le pratiche - le tecniche di insegnamento
i metodi - le tecniche di insegnamento

Domanda: La didattica si articola in diverse tipologie:

didattica generale - didattica speciale - didattica sperimentale - didattica modulare - didattica


disciplinare - glottodidattica - didattica personalizzata - didattica individualizzata
didattica generale - didattica speciale - didattica sperimentale - didattica modulare - didattica
disciplinare - glottodidattica - didattica individualizzata
didattica generale - didattica speciale - didattica sperimentale - didattica disciplinare -
glottodidattica - didattica personalizzata - didattica individualizzata
didattica generale - didattica speciale - didattica sperimentale - didattica modulare - didattica
disciplinare - glottodidattica - didattica personalizzata
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Domanda: Gli aspetti di base della didattica laboratoriale sono:

la manipolazione concreta; l’utilizzo di una determinata procedura nelle varie attività; la creatività;
lo “spiazzamento cognitivo”; la molteplicità dei livelli di interpretazione e dei punti di vista; la
valenza metaforica; il coinvolgimento emotivo e cognitivo
la manipolazione concreta; l’utilizzo di una determinata procedura nelle varie attività; la creatività;
la molteplicità dei livelli di interpretazione e dei punti di vista; la valenza metaforica; il
coinvolgimento emotivo e cognitivo
l’utilizzo di una determinata procedura nelle varie attività; la creatività; lo “spiazzamento
cognitivo”; la molteplicità dei livelli di interpretazione e dei punti di vista; la valenza metaforica; il
coinvolgimento emotivo e cognitivo
la manipolazione concreta; l’utilizzo di una determinata procedura nelle varie attività; la creatività;
lo “spiazzamento cognitivo”; la molteplicità dei livelli di interpretazione e dei punti di vista; la
valenza metaforica

Domanda: Gli elementi che rendono efficace la cooperazione sono:

l’interdipendenza positiva - la responsabilità individuale e di gruppo - l’interazione costruttiva -


l’attuazione di abilità sociali specifiche e necessarie nei rapporti interpersonali all’interno del
piccolo gruppo - la valutazione di gruppo
l’interdipendenza positiva - la responsabilità individuale e di gruppo - l’interazione costruttiva -
l’attuazione di abilità sociali specifiche e necessarie nei rapporti interpersonali all’interno del
piccolo gruppo
l’interdipendenza positiva - la responsabilità individuale e di gruppo - l’attuazione di abilità sociali
specifiche e necessarie nei rapporti interpersonali all’interno del piccolo gruppo - la valutazione di
gruppo
l’interdipendenza positiva - la responsabilità individuale e di gruppo - l’interazione costruttiva - la
valutazione di gruppo

Domanda: Esistono diversi modelli di Apprendimento Cooperativo:

Structural Approach - Learning Together - Group Investigation - Student Team Learning - Complex
Instruction - Communities Of Learners - Apprendistato Cognitivo
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Structural Approach - Learning Together - Group Investigation - Student Team Learning -


Communities Of Learners - Apprendistato Cognitivo
Structural Approach - Learning Together - Student Team Learning - Complex Instruction -
Communities Of Learners - Apprendistato Cognitivo
Structural Approach - Learning Together - Group Investigation - Student Team Learning - Complex
Instruction - Communities Of Learners

Domanda: Lo “Student Team Learning” è stato ideato da:

Robert Slavin
Daniel Goleman
Jack Mezirow
Jerome Bruner

Domanda: Abbiamo sempre due piani fondamentali che dobbiamo considerare se vogliamo comprendere il
funzionamento di un’organizzazione:

deliberato e emergente
passivo e emergente
deliberato e attivo
attivo e emergente

Domanda: Le comunità di pratica (CdP) sono:

forme di aggregazione che non nascono dalla volontà istituzionale, ma dall’interesse degli attori
organizzativi di condividere impegni, costruire nuove mission, generare alleanze anche inedite tra
gruppi professionali differenti
nessuna delle risposte precedenti
forme di aggregazione che nascono dalla volontà istituzionale e dall’interesse degli attori
organizzativi di condividere impegni, costruire nuove mission, generare alleanze anche inedite tra
gruppi professionali differenti
forme di aggregazione che non nascono dalla volontà istituzionale, ma dall’interesse degli attori
organizzativi di condividere impegni, ma senza costruire nuove mission e generare alleanze anche
inedite tra gruppi professionali differenti

Domanda: Gli elementi che caratterizzano una CdP sono:


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dominio – comunità – pratica


nessuna delle risposte precedenti
gruppo – comunità – pratica
soggetto – comunità – pratica

Domanda: Ogni docente, all’interno della propria organizzazione scolastica, troverà alcuni tipi di curricolo:

esplicito; implicito; nullo


nessuna delle risposte precedenti
esplicito e nullo
esplicito e implicito

Domanda: Lavorare sulle “distorsioni” significa:

rilevare le presupposizioni implicite, le assunzioni tacite, le idee radicate nel contesto culturale cui
si appartiene, che condensano le nostre idee sulla natura delle cose
nessuna delle risposte precedenti
rilevare le presupposizioni esplicite, le assunzioni tacite, le idee radicate nel contesto culturale cui si
appartiene, che condensano le nostre idee sulla natura delle cose
rilevare le presupposizioni implicite, le assunzioni esplicite, le idee radicate nel contesto culturale
cui si appartiene, che condensano le nostre idee sulla natura delle cose, cui corrispondono da un
lato un ‘sapere personale'

Domanda: La riflessione come processo critico (Mezirow, 2003) ha i seguenti obiettivi:

l'identificazione e l'analisi delle credenze, delle ideologie, dei modelli, delle teorie, dei presupposti
culturali, ideologici, istituzionali, sociali sottesi alle pratiche professionali - l'identificazione, l'analisi
e la trasformazione degli schemi e delle prospettive di significato che orientano gli apprendimenti
in un contesto di pratica
nessuna delle risposte precedenti
l'identificazione e l'analisi delle credenze, delle ideologie, dei modelli, delle teorie, dei presupposti
culturali, ideologici, istituzionali, sociali sottesi alle pratiche professionali
l'identificazione, l'analisi e la trasformazione degli schemi e delle prospettive di significato che
orientano gli apprendimenti in un contesto di pratica

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