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Break event point

L’espressione Breal Event Point, abbreviata con B.E.P., viene usata per indicare


il diagramma di redditività detto anche profitgraph. Esso non è altro che un
grafico che consente di avere una visione immediata della struttura economica
dell’azienda.
In particolare questo grafico permette di evidenziare il livello dei costi che
l’impresa deve sostenere e dei ricavi che consegue in funzione dei vari livelli di
produzione.
 
Il punto di equilibrio, che prende per l’appunto il nome di break event
point, rappresenta il volume di produzione che consente di avere un livello di
ricavi pari ai costi sostenuti.
Il grafico, infatti, permette una determinazione grafica del quantitativo di vendita
al quale costi e ricavi coincidono.
 
 
Vediamo come è possibile costruire tale grafico.
 
Innanzitutto è necessario disegnare gli assi cartesiani:
 sull’asse delle ascisse riportiamo il volume di produzione;
 sull’asse delle ordinate indichiamo i costi e i ricavi.
 

 
 
A questo punto dobbiamo disegnare la retta che rappresenta i costi totali.
Essi sono dati da:
 costi fissi
e
 costi variabili.
 
I costi fissi sono legati alla struttura e alla dimensione dell’impresa. Quindi,
questi costi non variano a meno che non cambino la struttura dell’impresa, le sue
dimensioni, la sua capacità produttiva.
Pertanto tali costi non dipendono dal volume della produzione.
 
Esempio: l’impresa sostiene costi fissi per 10.000 euro.
 
La retta che rappresenta i costi fissi è parallela rispetto all’asse delle
ascisse poiché non dipende dal volume della produzione.
 
Andiamo, allora, a rappresentarla sul nostro grafico, dove la indichiamo col
colore rosso e con la sigla CF (costi fissi).
 
 

 
Viceversa, i costi variabili, variano in funzione delle quantità prodotte.
 
Esempio: l’impresa sostiene costi variabili pari a 10 euro per unità prodotta.
 
La retta che rappresenta i costi variabili è una retta passante per l’origine: infatti,
quando le unità prodotte sono zero i costi variabili sostenuti sono anch’essi pari a
zero. Tali costi crescono col crescere della quantità prodotta.
 
Andiamo, allora, a rappresentare tale retta sul nostro grafico, dove la indichiamo
col colore blu e con la sigla CV (costi variabili).
Determiniamo due punti per i quali passa la retta in modo da poterla disegnare
agevolmente.
 
Esempio:
 produzione pari a 500 unità -  costi variabili 10 euro x 500 unità prodotte
=  5.000 euro
 produzione pari a 2.000 unità -  costi variabili 10 euro x 2.000 unità
prodotte =  20.000 euro.
 
 

 
 
A questo punto si è in grado di disegnare la retta dei costi totali.
I costi totali non sono altro che la somma di costi fissi e costi variabili.
 
Anche in questo caso, determiniamo due punti per i quali passa la nostra retta
per poterla disegnare senza difficoltà.
 
Esempio:
 produzione pari a 0 unità -  costi totali = costi fissi 10.000 +  costi variabili
10 euro x 0 unità prodotte =  10.000 euro
 produzione pari a 500 unità -  costi totali = costi fissi 10.000 + costi
variabili 10 euro x 500 unità prodotte =  15.000 euro.
 
Disegniamo la retta dei costi totali con il colore arancione e la indichiamo con la
sigla CT (Costi Totali).
 
 
 
 
Ora si tratta di tracciare la retta dei ricavi totali, che indicheremo col
colore verde e con la sigla RT (Ricavi Totali). Anche questa retta passa per
l’origine dato che se le vendite sono pari a zero anche i ricavi sono pari a zero.
 
Determiniamo due punti per i quali passa la nostra retta.
 
Esempio:
il prezzo di vendita unitario è pari a 20 euro.
Pertanto avremo:
 
 vendite pari a 0 unità  - ricavi totali = 0 x 20 euro = 0 euro
 vendite pari a 500 unità -  ricavi totali  = 500  x 20 euro = 10.000 euro.
 

 
 
 
Dal grafico si evidenzia che il livello di produzione che consente di eguagliare i
ricavi totali e i costi totali e di avere una situazione di equilibrio è pari a 1.000
unità.
Questo punto rappresenta il punto di equilibrio e lo abbiamo indicato con Q.
 
Per livelli di produzione inferiori a Q (nel nostro esempio livelli di produzione
inferiori a 1.000 unità) l’impresa sopporta dei costi superiori ai ricavi e quindi
sopporta una perdita. Mentre, per livelli di produzione superiori a Q, essendo i
ricavi superiori ai costi, l’impresa consegue un utile.
 
Per rendere più evidente il risultato abbiamo colorato di giallo l’area delle
perdite, a sinistra del punto Q, e di fucsia l’area degli utili, a destra del
punto Q.