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Dal South Dakota a Benevento. Incontro con Ken Parker.

Quello di cui si è parlato nell’ultimo incontro realizzato da Bn Comix, associazione che riunisce un gruppo
appassionati di fumetto, alla Luidig è un personaggio basilare per il fumetto popolare italiano. Strana sintesi di
fumetto d’autore e popolare, la creatura di Giancarlo Berardi (testi ) e Ivo Milazzo (disegni) presenta l’epopea
del West vista con gli occhi di quello che è, fondamentalmente, un uomo qualunque e non il classico eroe
invincibile.

La presentazione del personaggio, tenuta dall’avvocato Giovanni Rossi, sincero appassionato di scrittura, arte e
di Ken Parker, si è rivelata un tuffo nella storia di un personaggio molto amato dai fan e che ha saputo ritagliarsi
un suo spazio nella storia del fumetto italiano.

La caratteristica principale di Kenneth Parker è sicuramente la sua profonda umanità. Diversamente da altri
personaggi iconici (Tex per rimanere in ambito western ) che hanno una psicologia più semplice e
comportamenti standardizzati, Lungo Fucile, il nome con cui Ken Parker è conosciuto dagli indiani, è meno
prevedibile. Cambia idea, sbaglia, è incoerente. In tutto e per tutto un uomo.

Questa serie a fumetti, per un totale di 59 volumi, è stata la prima a coniugare un formato popolare con un
approccio che non è sbagliato definire autoriale. La cura della psicologia del personaggio, la scelta di avere un
parco di disegnatori affini per tratto, le copertine acquarellate fanno sì che avvicinandosi all’opera si abbia la
sensazione di essere di fronte ad un prodotto artigianale, lontano dalle logiche del grande mercato. La
frastagliata storia editoriale della collana conferma questa visione. Ai due autori principali va ascritto il merito di
aver saputo creare un personaggio complesso e stratificato. Lo scavo della sua psicologia viene perseguito da
Berardi durante tutti i volumi che compongono la saga. Ci piace ricordare che tra gli sceneggiatori e i disegnatori
di questa collana iniziata nel 1977, si possono annoverare nomi che attulamente costituiscono le prime fila degli
autoridi casa Bonelli , non sorprende quindi vedere Tiziano Sclavi e Alfredo Castelli tra gli sceneggiatori e Carlo
Ambrosini tra i disegnatori di questa serie.

Un lungimirante Sergio Bonelli, il primo editore del personaggio, ha detto dei due autori:

"Quando Giancarlo Berardi e Ivo Milazzo mi propongono il loro Ken, un biondo personaggio western, ispirato,
nei lineamenti, a Robert Redford, mi rendo conto subito del loro talento. E, sia pure con una certa fatica, mi
sforzo di evitare il più possibile d'imporre loro i classici moduli espressivi bonelliani che fanno il grande
successo, proprio in quegli anni, di altre pubblicazioni da me edite. Ken Parker è un albo la cui poesia ha spesso
il sopravvento sull'azione, i dialoghi hanno più importanza degli spari e dei cazzotti, e il montaggio e lo stile
narrativo sperimentano continuamente nuove idee e soluzioni."

Ottimo esempio di questa capacità di fare poesia è sta la storia intitolata “Cuccioli”, inserita nel ciclo di storie "Il
Respiro e il Sogno", che durante la serata è stata proiettata per intero. Totalmente priva di testo e
magnificamente illustrata dagli acquerelli di Milazzo la storia racconta in maniera limpida e priva di retorica la
lotta per la sopravvivenza degli animali e degli esseri umani. Un racconto breve (in tutto venti tavole)dove viene
condensata tutta la profonda umanità di Ken Parker, capace di empatia verso gli animali e verso gli uomini. Sullo
sfondo della natura e delle sue leggi, crudeli ma che garantiscono l’equilibrio, Berardi e Milazzo ci parlano della
necessità di sopravvivere che guida tutti gli esseri viventi, legati tra di loro da un rapporto atavico e
indissolubile.

La misura dell’attualità del personaggio la si può ricavare dalle parole di Giancarlo Berardi, cheparlando della
sua creatura afferma: "Ken Parker è un uomo d'oggi, con i problemi d'oggi. Non ha nessuna certezza, nessuna
sicurezza, vive giorno per giorno con gli ideali che si è costruito da sé cercando ardentemente, disperatamente,
coraggiosamente e dolorosamente di essere coerente."

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