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Intervistare Yuri Di Gioia significa in qualche modo fare il punto sulla situazione culturale cittadina.

La Libreria Luidig negli anni ha assunto un ruolo notevole nella vita intellettuale di Benevento.
La sua ubicazione strategica su Corso Garibaldi ne ha fatto punto d’incontro per persone,
associazioni e idee. Lo abbiamo intervistato in occasione della mostra di Matteo Giagnacovo,
giovane autore della corrente Nuova Pittura Italiana che attua la sua ricerca pittorica guardando al
mondo degli animali.

La Luidig ha avviato quest’avventura come galleria d'arte contemporanea. Di conseguenza, ma


come si appende un quadro?

(ride) Chiedi a Gigi D'Alessio.

Torniamo seri. Investire economicamente nell'arte contemporanea nel 2013. Il quadro può essere
una forma valida d’investimento in questo momento di crisi?

Il quadro ha un valore prevalentemente artistico ed estetico, poi non è un mistero che esiste un lato
economico. C'è una vera e propria borsa per i quadri quotati, e il loro valore può nel tempo salire
notevolmente. E’ un tipo d’investimento in cui c'è poco rischio perché le gallerie di solito li ritirano
al prezzo d'acquisto. Inoltre non ci sono tasse da pagare

La Luidig si è inserita in una rete di gallerie presente in tutta Italia. Hai contatti con le altre gallerie,
vi scambierete i quadri e gli autori o siete indipendenti tra di voi.

Non lavoriamo in maniera indipendente perché la direzione artistica è sempre a firma di Enzo
Cannaviello. C'è una comunicazione tra galleristi, siamo in contatto e possiamo scambiarci pareri e
opinioni. Ci seguiamo tramite internet e visto che facciamo cose simili, ma con tempi diversi,
possiamo imparare dal lavoro degli altri.

La direzione artistica di Cannaviello è molto stringente o hai un margine di manovra nelle scelte.

Non mi sono preso margini di manovra come atto di rispetto verso Enzo. Una persona che da
quaranta anni sta in questo mondo a livelli molto alti ha solo da insegnare. Per adesso seguo la sua
direzione.

Che spazio è la libreria Luidig?

La Luidig è soprattutto uno spazio. Il suo valore principale coincide con il suo spazio, inteso come
luogo fisico, per la bellezza, per la collocazione. Questo è uno spazio aperto a tutta la città, alle
associazioni e agli enti. E’ un nodo centrale per molte attività. Sebbene non ami il termine, posso
dire che questa libreria è uno spazio interiore. Tra i vari nomi pensati per battezzare questo luogo
uno possibile era Heimat, una casa dell’anima.

Affacci sul corso e hai un punto di vista privilegiato sul cuore di Benevento. Che impressione hai
dal vedere chiudere i negozi.

Vedo negozi chiusi o che si aprono e si richiudono. Ho l'impressione di un centro città totalmente
deserto. Siamo l'unica attività culturale presente in una zona che è stata inserita nel patrimonio
Unesco. Penso che il centro di una città dovrebbe essere molto diverso. Vedo il solito struscio a cui
aderiscono molte persone ma che non possono fare nulla se non andare in un bar a bere qualcosa.

Esponi quadri, e la cosa attirerà i giovani artisti beneventani.

Una delle prime volte che Cannaviello è venuto ha detto che il sistema arte è come un tavolo, per
farlo stare in piedi servono quattro gambe. Queste gambe sono: l'artista, il gallerista, il critico e il
pubblico. Lui a Benevento ha portato la sua gamba, le altre tre sono da scoprire. Questo sistema si
crea nel tempo. Io lo dico sempre, Benevento deve sprovincializzarsi e deve avere a che fare con dei
flussi culturali. Avere a che fare con una rete che è presente in tutta Italia non può che far bene
anche agli artisti, che possono vedere quello che sta girando in Italia.

Parliamo della trasformazione. Quanto si trasformerà ancora la Luidig?

Una cosa finché è viva si trasforma. Una cosa inutile non si trasforma. Mi auguro che si trasformi
sempre, non so dire che forme, non so ipotizzare che animale fantastico verrà fuori. Di sicuro in
questi anni la Luidig si è sempre trasformata. Come ogni organismo vivente si interfaccia con
l'ambiente circostante e ne viene influenzato (positivamente o negativamente). Sicuramente si
trasformerà ancora.

Benevento citta colta o citta corta? O entrambe?

A me non piace avere un atteggiamento ossequioso verso la città. Inutile che ci facciamo i bocchini
a vicenda, Benevento non è una città colta. E’ la 104esima città su 104 per lettura libri. In passato ha
avuto una storia culturale, ora ha un gruppo di persone che si interessano di cultura ma non ha
grandi intellettuali. La grande massa è corta, vive della scia del passato. Benevento ha avuto la
fortuna di non essere invasa in maniera massiccia dai problemi delle grandi città. Il senso civico è
più alto di altre città. Resta una città corta, è corta di storia purtroppo, visto che la grande storia
italiana non è passata di qui. E’ una citta dove si vendevano ancora le persone dopo la seconda
guerra mondiale. E' in ritardo con le città europee e deve fare degli sforzi maggiori per allinearsi.
Bisognerebbe cercare di rompere questo ritardo dovuto a scelte politiche di un certo tipo. La
storiografia della città indica che i cognomi principali della città sono rimasti sempre gli stessi. Ecco
volendo parlare di trasformazione Benevento è una città che non si è trasformata

Dalle finestre di palazzo Collenea si gode di un punto di vista privilegiato sul corso cittadino.
Da qui, silenzioso guardiano di un faro che fende il buio intorno, Yuri elabora il suo sguardo sulla
città.

http://www.luidig.it/