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Non il dare inizio all'accusa, o giudici, mi appare ardua impresa, ma il desistere una volta che abbia

cominciato a parlare; da loro sono stati commessi sì gravi e tanti delitti che né mentendo potrebbe
accusarli di fatti più gravi di quelli compiuti, né volendo dire il vero sarebbe in grado di dire tutto,
ma è necessario o che l'accusatore venga meno al discorso o che gli faccia difetto il tempo.

Mi pare stia per accaderci il contrario che nel passato. Prima infatti gli accusatori dovevano
mostrare il loro risentimento quale fosse contro gli accusati; ora invece bisogna chiedere agli
accusati che odio avevano contro la città, per cui osarono commettere tali errori contro di lei.

Io dunque, o giudici, pur non avendo mai affrontato un dibattito giudiziario né per me né per un
altro ora sono stato costretto dagli avvenimenti ad accusare costui, così che spesso sono caduto in
una grande sfiducia, temendo di sostenere fiaccamente e inefficacemente l'accusa per me e per mio
fratello per la mia inesperienza. Pertanto cercherò di informarvi dall'inizio quanto più brevemente
potrò.