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Pubblicato il 22/11/2016
N. 02698/2016 REG.PROV.COLL.
N. 00572/2014 REG.RIC.

R E P U B B L I C A I T A L I A N A

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia

(Sezione Seconda)

ha pronunciato la presente

SENTENZA

sull’atto di riassunzione inerente al ricorso numero di registro generale 572 del


2014, integrato da motivi aggiunti, proposto dalla Fondazione Banco
Alimentare Onlus, in persona del legale rappresentate pro tempore,
rappresentato e difeso dagli avv.ti Salvatore Ferrara (C.F.:
FRRSVT67L18G273A) e Vittorio Fiasconaro (C.F.: FSCVTR68E02G273U),
con domicilio eletto presso lo studio del primo in Palermo, via Goethe n. 1;
contro
la Presidenza della regione Siciliana, la Giunta della Regione Siciliana e
l’Assessorato della famiglia, delle politiche sociali e del lavoro della Regione
Siciliana e l’Assessorato regionale dell’Economia, in persona dei rispettivi
legali rappresentanti pro tempore, rappresentati e difesi ope legis
dall’Avvocatura distrettuale dello Stato, presso i cui uffici sono domiciliati per
legge in Palermo, via A. de Gasperi, n. 81;
nei confronti di
- Consiglio regionale siciliano dell'Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti
Onlus, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentato e

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difeso dall'avv. Antonio Saitta (C.F. STTNTN63M13F158C), con domicilio


eletto presso lo studio dell’avv. Andrea Piazza in Palermo, via Duca della
Verdura n. 4;
- Centro Regionale Helen Keller, in persona del legale rappresentante pro
tempore, rappresentato e difeso dall'avv. Antonio Saitta (C.F.
STTNTN63M13F158C), con domicilio eletto presso lo studio dell’avv.
Andrea Piazza in Palermo, via Duca della Verdura n. 4;
- Ente nazionale per la protezione e l’assistenza dei sordi, in persona del legale
rappresentante pro tempore, rappresentato e difeso dall'avv. Antonio Saitta
(C.F. STTNTN63M13F158C), con domicilio eletto presso lo studio dell’avv.
Andrea Piazza in Palermo, via Duca della Verdura n. 4;
- Comitato Permanente per il Partenariato Euromediterraneo delle Autorità
Locali e delle Regioni, in persona del legale rappresentante pro tempore, non
costituito in giudizio;
- Fidal Sicilia Comitato Regionale,in persona del legale rappresentante pro
tempore, non costituita in giudizio;
- Istituto Siciliano di Studi Bizantini e Neoellenici “Bruno Lavagnini”, in
persona del legale rappresentante pro tempore, non costituita in giudizio;
- - Istituto nazionale del Papiro, Siracusa; Fondazione Giovanni Falcone e
Francesca Morvillo, Palermo; Fondazione culturale Mandralisca, Cefalù;
Associazione per la conservazione delle tradizioni popolari, Palermo;
Fondazione Ignazio Buttita, Palermo;OIKOS Istituto Europeo di Etnologia,
Museo N. Cassata, Barcellona P.G.; Istituto Gramsci Siciliano, Palermo;
Centro studi e iniziative culturali Pio La Torre, Palermo; Officina di studi
medievali, Palermo; Fondazione Leonardo Sciascia, Racalmuto; Fondazione
Famiglia Piccolo di Calanovella, Capo d'Orlando; Centro Nazionale Studi
Pirandelliani, Agrigento; Istituto Siciliano di studi bizantini e neoellenici,
Palermo; Centro siciliano Sturzo, Palermo; Centro studi Feliciano Rossitto,
Ragusa; Fondazione Gaetano Costa, Palermo; Centro culturale editoriale Pier
Paolo Pasolini, Agrigento; Istituto di studi storici Gaetano Salvemini,

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Messina; Istituto Siciliano di studi politici e economici, Palermo; ARCI Sicilia,


Palermo; Amnesty International, Palermo; Fondazione Giovanni Verga,
Catania; Accademia di Scienze, Lettere e belle arti degli zelanti e del dafnic,
Acireale; Fondazione Salvare Palermo, Palermo; Associazione Amici della
Musica "Benedetto Albanese", Caccamo; Fondazione Giovanni Guarino
Amelia, Canicattì; Biblioteca di studi filosofici, Palermo; Schegge d'Arte, San
Piero Patti; Teatro Ditirammu, Palermo; Comitato regionale Fidal Sicilia,
Palermo; Fondazione Teatro Luigi Pirandello — Agrigento, Agrigento;
Associazione Musicale Aretusea e del Val di Noto, Siracusa; Curva Minore —
Associazione per la musica contemporanea, Palermo; Fondazione Carnevale
di Acireale, Acireale; Symposium, Altavilla Milicia (PA); Asd Atletica
Villafranca, Villafranca Tirrena (ME); Asd Atletica Mazzarino, Mazzarino
(CL); Amici della musica di Cefalù, Cefalù (PA); Asd Trinacria Sport, Solarino
(SR); Atletica Padua Ragusa, Ragusa; Fondazione Teatro Città di Pace del
Mela, Pace del Mela (ME); Asd Compagnia Arcieri Floridia, Siracusa; Asd
Compagnia Arcieri Catania, San Gregorio (CI); Asd Milone, Siracusa; Asd
Selene Siracusa, Siracusa; Asd Femminile Diana Siracusa, Siracusa; Asd
Centro Sportivo Valderice, Valderice (TP); Polisportiva Libertas Militello,
Militello (CT); Società per Assistenza ai malato oncologico SAMO ONLUS,
Palermo; Associazione Bambino Emopatico ONLUS, Caltanisetta;
Associazione Thalassemici, Agrigento; Associazione Talassemici ONLUS
Ematologia — Ferrarotto, Catania; Associazione Talassemia Ospedale
Garibaldi ONLUS, Catania; Thalassemia Associazione Microcitemie ed
Emopatie di Lentini — Carlentini - Francofonte, Carlentini; Associazione
GRISE ONLUS, Catania; Associazione Talassemici della Provincia di
Trapani, Vita (TP); Libera associazione contro la Talassemia, Catania;
A.T.E.G. Associazione Thalassemici Embatici Gelesi, Gela; Associazione Pro
Thalassemici Ragusa, Ragusa; A.L.A.S. Associazione Assistenza Spastici
ONLUS — Sez. di Enna, Enna; Associazione Fanciulli Microcitemici,
Messina; Associazione Thalassemici Ospedale dei Bambini di Palermo

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ONLUS, Palermo; Associazione pro Emopatico Sciacca, Castelvetrano;


Associazione Microcitemici ed Emopatici di Siracusa, Floridia; Associazione
bambino; Emopatico ONLUS, Catania; L.A.T.E. "Maurizio Nicosia" (Libera
Associazione Talassemici Emopatici), Gela; Società per l'assistenza al malato
oncologico terminale SAMOT Onlus, Palermo; La Giostra della Vita,
Bagheria; A.T.E.S. - ONLUS, Palermo; THA Associazione Thalassemici Villa
Sofia, Palermo; A.G.S.A.S. - ONLUS Associazione Genitori Soggetti Autistici
Solidari, Palermo; Cooperativa sociale Le amazzoni, Palermo; Associazione
Siciliana Medullolesi Spinali, Palermo, in persona dei rispettivi legali
rappresentanti pro tempore, non costituiti in giudizio;
per l'annullamento:
a) quanto al ricorso introduttivo:
- della deliberazione della Giunta regionale di Governo n. 394 del 9 dicembre
2013, nella parte in cui stabilisce di riservare la somma di euro 2.447.000,00
per finalità di disagio sensoriale motorio, nell'ambito della disponibilità
economica assegnata al Dipartimento regionale della famiglia e delle politiche
sociali per la graduatoria redatta in attuazione dell'art. 128 della l.r. n.
11/2010, come modificato dalla l.r. 16/2013;
- della deliberazione della Giunta regionale di Governo n. 402 del 18
dicembre 2013 (costituente rettifica e conferma della precedente delibera n.
394/2013) nella parte in cui stabilisce di riservare la somma di euro
2.447.000,00 per finalità di disagio sensoriale motorio nell'ambito della
disponibilità economica assegnata al Dipartimento regionale della famiglia e
delle politiche sociali per la graduatoria redatta in attuazione dell'art. 128 della
l.r. n. 11/2010, come modificato dalla l.r. 16/2013;
- del decreto c/o decreti emessi dall'Assessore regionale per l'economia che
hanno approvato e/o rimodulato la ripartizione dei contributi (provvedimenti
non conosciuti dai ricorrenti), nella parte in cui stabiliscono di riservare la
somma di euro 2.447.000,00 per finalità di disagio sensoriale motorio
nell'ambito della disponibilità economica assegnata al Dipartimento regionale

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della famiglia e delle politiche sociali per la graduatoria redatta in attuazione


dell'art. 128 l.r. 11/2010;
- di ogni altro atto o provvedimento, connesso, presupposto o consequenziale
emesso dalle indicate autorità;
b) quanto al primo ricorso per motivi aggiunti:
- della deliberazione della Giunta regionale di Governo n. 405 del 19
dicembre 2013 (costituente modifica della precedente delibera n. 394/2013)
nella parte in cui conferma di riservare la somma di euro 2.447.000,00 per
finalità di disagio sensoriale motorio, nell'ambito della disponibilità economica
assegnata al Dipartimento regionale della famiglia e delle politiche sociali per
la graduatoria redatta in attuazione dell'art. 128 della l.r. n. 11/2010, come
modificato dalla l.r. 16/2013;
- del decreto Dirigente responsabile del servizio 4 del Dipartimento regionale
della famiglia e delle politiche sociali n. 2374 emesso in data 30 dicembre
2013 con il quale è stata approvata la ripartizione concreta dei contributi, nella
parte in cui stabilisce di riservare la somma di euro 2.447.000,00 per finalità di
disagio sensoriale motorio, nell'ambito della disponibilità economica assegnata
al Dipartimento regionale della famiglia e delle politiche sociali per la
graduatoria redatta in attuazione dell'art. 128 della l.r. n. 11/2010, come
modificato dalla l.r. 16/2013, e nella parte in cui riduce di conseguenza gli
stanziamenti a favore di parte di ricorrente in attuazione di quanto disposto
dalla deliberazione di Giunta n. 394/2013;
- del decreto dell’Assessorato regionale economia - dipartimento bilancio e
tesoro n. 3462 del 27 dicembre 2013 che ha istituito il relativo capitolo di
bilancio;
- di ogni altro atto o provvedimento, connesso, presupposto o consequenziale
emesso dalle indicate autorità;
c) quanto al secondo ricorso per motivi aggiunti:
- della deliberazione della Giunta regionale di Governo n. 391 del 29
dicembre 2014 (costituente integrazione della precedente delibera n.

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374/2014) nella parte in cui specifica che la proporzionalità della riduzione


del contributo è rapportata alla spesa storica dell’anno 2013, di cui al d.a. n.
3462 del 27 dicembre 2013;
- del decreto dell’Assessore Regionale all’Economia, n. 3999 emesso in data
30 dicembre 2014 con il quale è stata approvata la ripartizione concreta dei
contributi, nella parte in cui decurta l’assegnazione delle somme in favore del
Dipartimento Regionale Famiglia;
- del decreto dirigenziale n. 2950 del 31/12/2014 nella parte in cui decurta
l’assegnazione delle somme in favore della ricorrente;
- della direttiva assessoriale n. 46202 del 31/12/2014 (citata nelle premesse
del d.d. n. 2950 del 31/12/2014);
- di ogni altro atto o provvedimento, connesso, presupposto o consequenziale
emesso dalle indicate autorità;
Visto il ricorso, i primi motivi aggiunti ed i relativi allegati;
Visti gli atti di costituzione in giudizio della presidenza della Regione Siciliana
e dell’Assessorato della famiglia, delle politiche sociali e del lavoro della
Regione Siciliana;
Visti gli atti di costituzione in giudizio del Centro regionale Helen Keller, del
Consiglio regionale siciliano dell’Unione italiana ciechi ed ipovedenti e
dell’Ente nazionale per la protezione e l’assistenza dei sordi;
Vista la sentenza in forma semplificata del T.a.r. Sicilia, sez. III, n. 1268/2014
di accoglimento del ricorso in epigrafe;
Vista la sentenza C.g.a., sez. giur. n. 577/2014 con la quale, a causa della
mancata integrazione del contraddittorio, è stata annullata la sentenza di I
grado ed è stata rimessa la causa dinanzi al T.a.r.;
Visto l’atto di riassunzione proposto dalla parte ricorrente;
Vista l’ordinanza n. 198/2015 di fissazione dell’udienza per la discussione del
ricorso nel merito;
Visto il secondo ricorso per motivi aggiunti, con i relativi allegati;

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Vista l’istanza del 10/4/2015 avente ad oggetto l’autorizzazione alla


integrazione del contraddittorio (mediante notifica per pubblici proclami) nei
confronti dei controinteressati (individuati come tutti gli enti che, sulla base
del criterio della spesa storica del 2013, vengono a mantenere l’assegnazione
del medesimo importo attribuito alle Commissioni e ciò nei casi in cui
l’utilizzo del criterio della spesa storica del 2013 ha comportato l’attribuzione
ai relativi Dipartimenti – i.e. Dipartimento della Pianificazione strategica
presso l’Assessorato Salute, Dipartimento dei Beni Cutlurali, Dipartimento
del Turismo - di somme maggiori rispetto a quelle scaturenti dal lavoro delle
Commissioni, di talché l’accoglimento del ricorso comporterebbe una
riduzione frutto della decurtazione proporzionale tra tutti i destinatari);
Vista l’ordinanza collegiale n. 1663/2016 con la quale è stata disposta
l’integrazione del contraddittorio;
Visti i documenti depositati in giudizio dalla parte ricorrente in esecuzione
della citata ordinanza;
Visti gli atti tutti della causa;
Relatore alla pubblica udienza del giorno 10 novembre 2016 il Cons., dott.ssa
Federica Cabrini;
Uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;
Ritenuto in fatto e considerato in diritto quanto segue.

FATTO e DIRITTO
Con il ricorso e i primi motivi aggiunti, l’Associazione ricorrente (Onlus che
opera nel campo del sociale) impugna, chiedendone l’annullamento, i
provvedimenti con i quali la Giunta regionale, nell'ambito dei fondi assegnati
al Dipartimento regionale della famiglia e delle politiche sociali in attuazione
dell'art. 128 della l.r. n. 11/2010, come modificata dalla legge n. 16/2013 (EU
3.452.608,00), dopo l’approvazione della graduatoria da parte della
competente Commissione per l’anno 2013, ha stabilito di riservare la somma
di EU 2.447.000,00 in via esclusiva agli enti che operano per l’aiuto ai soggetti
con disagio sensoriale motorio, con conseguente decurtazione dei fondi a
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disposizione degli enti che operano in settori diversi, tra i quali l’Associazione
ricorrente (già collocatasi in posizione utile in graduatoria).
Deduce a tal fine le seguenti censure: violazione del bando quale lex specialis
della procedura - modifica del bando in un momento successivo alla
conclusione della procedura; vizio di motivazione - carenza assoluta di
motivazione; violazione dell'art. 128 comma 8 bis della L.R. 11/2010 - vizio
di incompetenza; violazione dell'avviso pubblico laddove è previsto il criterio
di modulazione proporzionale del contributo - violazione del principio di
uguaglianza e di non discriminazione; eccesso di potere per disparità di
trattamento - eccesso di potere per sviamento - violazione del principio di
trasparenza - violazione dell'art. 97 Costituzione sotto il profilo della
imparzialità e buon andamento.
Lamenta in sostanza che le uniche priorità fissate nell’avviso pubblico erano
“disagio sociale, disabilità e pregresso finanziamento”, di talché il nuovo
criterio di priorità (disagio sensoriale motorio) con destinazione esclusiva di
fondi e finanziamento nella misura del 100% è stato inserito illegittimamente
dopo la pubblicazione dell’avviso pubblico e ciò non solo senza addurre
alcuna motivazione, ma in dispregio al criterio di modulazione proporzionale
dei contributi fissato dall’avviso pubblico stesso.
Alcune delle associazioni controinteressate si sono costituite in giudizio al fine
di resistere al ricorso, eccependone l’inammissibilità ex art. 7 c.p.a. in ragione
della presunta insindacabilità delle scelte della Regione che avrebbero natura
politica e sarebbero state assunte nell’esercizio delle funzioni di governo.
Il ricorso è stato accolto dal T.a.r. Sicilia, sezione III, con la sentenza in forma
semplificata n. 1268/2014.
Con sentenza del C.g.a.r.s. n. 577/2014, a causa della mancata integrazione del
contraddittorio, è stata annullata la sentenza n. 1268/2014, con rimessione del
ricorso al T.a.r.
Parte ricorrente ha quindi ritualmente riassunto il ricorso davanti al T.a.r.

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Con successivo ricorso per motivi aggiunti l’Associazione ha impugnato i


provvedimenti in epigrafe indicati con i quali la Giunta regionale, tenuto
conto della contrazione delle risorse complessive disponibili, dopo
l’approvazione della graduatoria da parte della competente Commissione per
l’anno 2014, ha stabilito di ridurre proporzionalmente le somme assegnate a
ciascun dipartimento, rapportando però la riduzione non all’importo già
stimato dalle Commissioni, ma alla spesa storica dell’anno 2013.
Avverso i provvedimenti impugnati si deducono le seguenti censure:
violazione del principio di trasparenza, violazione dei principio attinenti
all’autotutela, violazione del principio del contrarius actus – violazione
dell’avviso pubblico e del bando di gara – violazione dell’art. 128, c. 8 bis, l. n.
11/2010, vizio di incompetenza – violazione del principio di imparzialità e
buon andamento, violazione dell’art. 97 Cost., eccesso di potere per
irragionevolezza, violazione del principio di proporzionalità, eccesso di potere
per totale contrasto con l’istruttoria compiuta, difetto e incongruenza della
motivazione, eccesso di potere per sviamento e disparità di trattamento, atteso
che la Giunta regionale ha applicato un criterio diverso da quello previsto
dalla lex specialis della procedura, sostituendo la propria valutazione a quella
già espressa dalle commissioni di valutazione, peraltro ancorando la riduzione
dei contributi ad un criterio (quello della spesa storica del 2013) illegittimo e
comunque sub iudice (v. ricorso introduttivo e primi motivi aggiunti).
Conclude quindi per l’accoglimento anche dei secondi motivi aggiunti.
In sede di esame della nuova istanza cautelare proposta con ordinanza n.
198/2015 è stata fissata udienza per la discussione del ricorso nel merito.
Con ordinanza n. 1663/2016 è stata quindi disposta l’integrazione del
contraddittorio, anche con riferimento ai secondi motivi aggiunti,
autorizzandone l’effettuazione per pubblici proclami.
In vista della trattazione del ricorso nel merito parte ricorrente ha prodotto la
documentazione attestante la regolare integrazione del contraddittorio.

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Alla pubblica udienza del giorno 11 novembre 2016, uditi i difensori delle
parti, come da verbale, il ricorso è stato trattenuto in decisione.
Rileva pregiudizialmente il Collegio l’infondatezza dell’eccezione di
inammissibilità sollevata dalla difesa delle Associazioni controinteressate
costituite.
Invero, l’operato della Giunta non è frutto di una scelta di natura politica, ma
esercizio di funzioni amministrative regolate da una legge regionale, come tale
non certo libera nei fini, ma sindacabile dal giudice amministrativo nei limiti
in cui la scelta dell’Amministrazione, pur dotata di ampia discrezionalità, violi
i precetti di legge e/o si palesi manifestamente arbitraria.
Nel merito, ritiene il Collegio che il ricorso sia fondato.
Devono preliminarmente esaminarsi il ricorso introduttivo e i primi motivi
aggiunti.
Orbene, dispone l’art. 128 l.r. n. 11/2010, come modificato dalla l.r. n.
16/2013:
- la Regione concede un sostegno economico sotto forma di contributi, ad
enti, fondazioni, associazioni ed altri organismi comunque denominati non
aventi scopo di lucro, per la realizzazione di iniziative aventi rilevanza sociale,
socio-sanitaria, culturale, storica, ricreativa, artistica, sportiva, ambientale, di
promozione dell'immagine della Regione e dell'economia locale, la cui attività
si ripercuote con riflessi positivi sull'economia del territorio (c. 1);
- i soggetti già destinatari di precedenti espresse norme regionali di
riconoscimento di specifici contributi, ove presentino istanza e abbiano i
requisiti per l'accesso ai contributi di cui al presente articolo, possono essere
prioritariamente beneficiari di un sostegno economico, nei limiti delle
disponibilità finanziarie previste nel bilancio della Regione (c. 2);
- ai fini di una corretta gestione delle risorse pubbliche sotto il profilo
dell'efficacia, dell'efficienza e dell'economicità sono determinati i criteri e le
modalità per l'erogazione dei contributi e per la dimostrazione della relativa
spesa (c. 3);

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- i contributi sono attribuiti ed erogati sulla base della disponibilità finanziaria


iscritta nel bilancio della Regione, della congruità della spesa e della validità
sociale e culturale della stessa, sottoposta alle valutazioni da effettuarsi a cura
di commissioni nominate da parte degli Assessori regionali dei dipartimenti
competenti (Beni culturali e identità siciliana; Famiglia, politiche sociali e
lavoro; Infrastrutture e mobilità; Istruzione e formazione professionale;
Risorse agricole e alimentari; Salute; Turismo, sport e spettacolo) (c. 8 bis);
- la Giunta regionale, entro 15 giorni dalla data di entrata in vigore della legge
di stabilità regionale, approva lo schema di avviso generale di selezione e
individua la struttura di massima dimensione che provvede alla pubblicazione
dello stesso. Tale avviso contiene le modalità attuative contenute nel presente
articolo e indica i dipartimenti regionali che devono pubblicare eventuali
avvisi speciali di settore previsti dalla vigente legislazione regionale (c. 8 ter);
- la concessione dei contributi agli enti, pubblici o privati, è subordinata alla
predeterminazione ed alla pubblicazione da parte dei singoli rami
dell'amministrazione regionale di specifici criteri e modalità relativi ai rispettivi
settori d'intervento cui i contributi sono diretti, da effettuarsi entro sessanta
giorni dall'entrata in vigore della legge (c. 10).
E’ evidente che, in ossequio ai principi generali che governano tutte le
procedure concorsuali (v. trasparenza e par condicio), la norma in esame
impone alla Regione di predeterminare i criteri in virtù dei quali effettuare la
scelta dei soggetti destinatari dei contributi stanziati dalla legge. Per quanto
attiene all’anno 2013, l’avviso 28 agosto 2013, pubblicato nella G.U.R.S. n. 41
del 6/9/2013, ha individuato i dipartimenti regionali competenti per materia
alla distribuzione dei contributi e ha previsto per ciascun dipartimento
differenti aree tematiche di partecipazione; inoltre, ha stabilito i criteri di
priorità, facendo riferimento solo a tre ipotesi: disabilità, disagio sociale, legge
regionale preesistente (con priorità “assoluta” per gli enti destinatari di
precedenti norme regionali di riconoscimento di specifici contributi e ciò in
ossequio al citato art. 128, c. 2, l.r. n. 11/2010, s.m.i.). L’avviso ha quindi

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imposto l’onere per tutti i partecipanti di indicare sulla busta di partecipazione


il criterio di priorità goduto.
Per come risulta dalla documentazione versata in atti, sia l’ente ricorrente che
gli enti controinteressati costituiti hanno partecipato alla procedura per
l’erogazione dei contributi afferenti al Dipartimento Regionale della Famiglia
e delle Politiche sociali, specificando in fase di partecipazione i criteri di
priorità di cui godevano, congruenti con l’avviso pubblico.
La Commissione ha quindi redatto la graduatoria per l’erogazione dei
contributi in ossequio alla lex specialis della procedura.
Tuttavia al momento di provvedere alla distribuzione finale delle somme
assegnate alla disponibilità del Dipartimento regionale della famiglia e delle
politiche sociali la Giunta Regionale (con la delibera n. 394/2013) ha
introdotto un nuovo e diverso criterio di preferenza rispetto a quelli previsti
dal bando riservando in via esclusiva agli enti operanti nel settore del “disagio
sensoriale-motorio” una quota dei contributi idonea a garantire il 100% del
finanziamento richiesto.
Ad avviso del Collegio è evidente che se pure è vero che la Giunta gode, nei
limiti di legge, di discrezionalità nella individuazione delle aree tematiche
meritevoli di sostegno e nella quantificazione delle somme erogabili per tali
aree, nonché nella determinazione di eventuali criteri di preferenza a favore di
categorie considerevoli di maggiore tutela, ciò non le consente, dopo
l’approvazione della lex specialis e al termine dell’iter procedimentale posto in
essere dalle competenti commissioni e volto alla formulazione della
graduatoria, di non rispettare quegli stessi vincoli cui si è in precedenza
assoggettata, ovvero di individuarne di nuovi, senza tra l’altro fornire alcuna
giustificazione a supporto della decisione adottata.
E’ evidente che in sostanza la scelta della Giunta Regionale nella destinazioni
dei fondi (scelta, come si è detto, non certo sottratta tout court al sindacato
del giudice amministrativo), una volta cristallizzate all’interno della lex
specialis, a sua volta predisposta nel rispetto delle indicazioni della legge

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regionale, condizionano il prosieguo dell’attività amministrativa, consistente


nella valutazione delle domande di partecipazione e nella ripartizione delle
somme in base ai punteggi attribuiti dalla competente Commissione.
I provvedimenti impugnati con il ricorso introduttivo e i primi motivi
aggiunti, a partire dalla delibera della Giunta regionale n. 394/2013, sono
pertanto illegittimi laddove hanno irragionevolmente espresso un nuovo
criterio di preferenza, innovando le regole sottostanti al meccanismo di
erogazione dei contributi fissate dall’avviso pubblico approvato in ossequio
alla legge regionale e, per l’effetto destinando in via esclusiva, nell'ambito della
disponibilità economica assegnata al Dipartimento Regionale della Famiglia e
delle Politiche Sociali, la somma di euro 2.447.000,00 agli enti operanti per
finalità di disagio sensoriale motorio.
Quanto ai secondi motivi aggiunti, ritiene il Collegio che essi siano parimenti
fondati.
Invero, è ovvio che in caso di riduzione degli stanziamenti di bilancio, si
determinerà una contrazione dei contributi in concreto erogabili, ma ancora
una volta la Giunta, dopo la pubblicazione dell’avviso ha surrettiziamente
introdotto un criterio non previsto dalla lex specialis di gara.
Infatti, in ossequio al disposto di cui all’art. 128, c. 8 bis, l.r. n. 11/2010, s.m.i.,
che dispone che i contributi sono attribuiti ed erogati dalla Giunta sulla base
della disponibilità finanziaria iscritta nel bilancio della Regione, l’avviso
pubblico 17 settembre 2014, pubblicato nella G.U.R.S. n. 39 del 19/9/2014 ha
stabilito che: “In sede di finanziamento, il contributo, in ragione del riparto
della dotazione complessiva prevista … potrà essere modulato in misura
proporzionale alle risorse assegnate a ciascun Dipartimento ed al punteggio
ottenuto da ciascun ente.”.
E’ evidente pertanto che la circostanza che la Giunta Regionale abbia
effettuato la decurtazione non semplicemente in misura proporzionale al
minor importo effettivamente stanziato per il 2014, ma rapportando la
contrazione alla spesa storica erogata nel 2013, ha comportato una alterazione

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ex post dei risultati ai quali erano giunte le Commissioni per l’anno 2014, in
disparte la considerazione che in ogni caso, il contributo erogato alla
ricorrente nel 2013 è comunque errato nel quantum in ragione dell’accertata
illegittimità della delibera di Giunta regionale n. 394/2013 e degli atti ad essa
conseguenti.
In conclusione il ricorso e i motivi aggiunti, in quanto fondati, vanno accolti,
con conseguente annullamento degli atti impugnati.
Tenuto conto dell’alterno esito delle fasi processuali le spese del giudizio
possono compensarsi tra le parti costituite e dichiararsi irripetibili nei
confronti di quelle non costituite, che non hanno comunque dato causa al
ricorso.
P.Q.M.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia (Sezione Seconda)
definitivamente pronunciando sul ricorso e sui motivi aggiunti, come in
epigrafe proposti, li accoglie e per l’effetto annulla gli atti impugnati.
Spese compensate tra le parti costituite.
Spese irripetibili nei confronti dei controinteressati non costituiti.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.
Così deciso in Palermo nella camera di consiglio del giorno 10 novembre
2016 con l'intervento dei magistrati:
Cosimo Di Paola, Presidente
Federica Cabrini, Consigliere, Estensore
Anna Pignataro, Primo Referendario

L'ESTENSORE IL PRESIDENTE
Federica Cabrini Cosimo Di Paola

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4/4/2020

IL SEGRETARIO

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