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Mutevoli profili della contemporaneità

Author(s): Simone Neri Serneri


Source: Contemporanea, Vol. 2, No. 4 (ottobre 1999), pp. 713-715
Published by: Società editrice Il Mulino S.p.A.
Stable URL: https://www.jstor.org/stable/24651845
Accessed: 03-04-2020 15:19 UTC

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N EVIDENZA

I tempi della sto


ranea

a cura di Simone Neri Serneri. Intervengono Charles S. Maier


Detti, Nicolas Roussellier e Marco Meriggi

Simone Neri Serneri

Mutevoli profili della contemporan

La storia contemporanea è un paradosso? poranea? Significa, forse prim


Per definizione, la storia è il passato, è ciò mergersi in quella stratificazione
che si distingue dal presente. Eppure, non si e di etichette, che le precedent
può guardare al passato che muovendo dal ci hanno lasciato, non poco p
presente, cosicché - è stato detto - tutta la nostra percezione del rapporto tr
storia è storia contemporanea. Se ne deve e passato. A cominciare dall'am
concludere che la «storia contemporanea» mantica di cui è ormai caricato
non esiste? D'altronde, in ogni epoca, la più tra storia moderna e storia cont
usuale via d'accesso agli studi storici è sem- Entrambi i termini rimanda
pre stata la «storia contemporanea», un porto con l'attualità, con ciò c
campo disciplinare dai confini incerti, mo- presente e si distingue dall'a
bili e soggetti alla strabordante pressione percezione di questo rapporto non
del tempo presente. Anche noi, ancora una univoca: dipende dalla prospe
volta, siamo indotti dal presente a ripensare rale e geografica, anche oggi e n
la natura e i tempi della nostra storia con- grafia più recente, e presuppone,
temporanea, in sintonia, del resto, con il una definizione della moderni
progetto di questa rivista. stra modernità, che, pure, è diversa e mobi
Gli storici, da sempre, si sono definiti tali in le, quando si passi dalla storia alle scienze
virtù della capacità di distinguere il presen- sociali, dalla filosofia all'estetica,
te dal passato e, ancora, sempre hanno di- Con una semplificazione estrema, potrem
scusso sul limite che separa il presente dal mo dire che, a partire dalla tradizione sto
passato e quindi anzitutto su ciò che distin- riografica del primo Novecento, la distin
gue la storia contemporanea. Insomma, de- zione tra modernità e contemporaneità si è
finire la storia contemporanea e discutere sedimentata secondo due orientamenti. Per
di storia contemporanea significa riaprire la cultura anglosassone, la storia moderna
interrogativi di metodo e di merito: come si scaturiva dal declino del potere imperiale e
definisce e cosa definisce la storia contem- si radicava nella distinzione tra chiesa e sta

Contemporanea / a. II, n. 4, ottobre 1999

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to e nell'affermarsi della sovranità monar- mune, all'origine della storia contempora
chica nazionale, in quella lunga transizione nea europea o mondiale? E quando e dove
identificabile, tra il XVI e il XVII secolo, con situarlo: nelle rivoluzioni atlantiche o nella
la Early Modem History. Da lì proseguiva «lunga» rivoluzione industriale, nella nasci
con sostanziale continuità fin sullo scorcio ta della «società civile» e degli ideali del li
dei XIX secolo, traendo da quelle originarie beralismo o nel diverso rapporto tra l'Euro
vicende nutrimento ideale e istituzionale e pa e il resto del mondo? 0 nell'insieme di
ad esse dando sviluppo e compimento. La questi fattori?
storia contemporanea - aveva suggerito la Inoltre, quale che sia l'origine della storia
Cambridge Modem History e la New Cam- contemporanea, in qual modo quella ha
bridge Modem History lo avrebbe confer- improntato di sé i tempi che giungono fino
mato, qualche decennio più tardi, - nacque a noi? Quei tratti fondativi come si sono di
come storia del XX secolo, si affermò nei panati, in quella che è ormai una vera e pro
primi decenni di quel secolo come storia pria «età contemporanea», distesa lungo
del tempo presente. D'altronde, fin dagli due secoli e compiutamente distinta dalla
anni Venti e, soprattutto, dopo l'ultima guer- precedente età moderna?
ra anche tra gli storici tedeschi andò conso- Possiamo condividere la tradizione storio
lidandosi, anche se sospinta da istanze in grafica tuttora assai vitale che, seppur con
parte diverse, una novecentesca Zeitgeschi- argomenti e giudizi molto diversi, pone con
chte. insistenza l'accento sul 1914 e la Grande

Invece, per gli storici francesi e, dietro di Guerra


loro, per quelli italiani la storia contempo- XX sec
ranea si era distaccata da quella moderna lo spi
assai prima. La rottura, come è noto, anda- tìac
va datata al 1789, al crollo subitaneo del- temp
l'antico regime, celebrato da Michelet, e, co- se
munque, al diffondersi di quegli ideali di li- ide
bertà e di nazione dai quali, in Italia come stenz
altrove, erano scaturite l'epopea e la storia egem
dei Risorgimento, le radici dell'Italia con- zione
temporanea di Croce e, nonostante tutto, di qua si
Volpe. In sostanza, è evidente, come gli uni gna
e gli altri, gli anglosassoni, come i francesi e dalla
gli italiani, guardassero anzitutto alle, di- dal conf
verse, radici storiche e ideali del proprio smo e
stato nazionale. marsi della società urbana, industriale e di
Cosa resta ormai di queste scansioni del massa o, ancora, dall'emerg
passaggio dalla storia «moderna» a quella tà extraeuropee. È una pers
«contemporanea»? Esiste un termine a quo, vata tradizione che, in sostan
una fase periodizzante, condivisibile e co- valore periodizzante delle c

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una marcata distinzione, se non un contra- della «territorializzazione» del potere eco
sto, tra Ottocento e Novecento e, più implici- nomico e politico, l'estendersi della indu
tamente, anche tra la storia d'Europa e strializzazione e della interdipendenza
quella del resto del mondo. economica culminato nella «globalizzazio
Quanto, invece, gli ultimi due secoli ap- ne») si sarebbero riverberate sulla morfo
paiono all'osservatore di fine millennio ac- logia delle formazioni sociali, delle istitu
comunati da un tratto unitario? Quanto è zioni statali e delle relazioni internaziona
più consona alla storia contemporanea li? In questa prospettiva, la storia contem
una periodizzazione che ne evidenzi, anzi- poranea parrebbe sostanzialmente identi
ché le crisi e le fratture, le fasi interne e in ficarsi con il pieno sviluppo e l'espansione
particolare, come alcuni studiosi suggerì- mondiale di quella formazione sociale «in
scono, quella lunga fase di transizione po- dustriale-capitalistica» germinata nel cuo
sta a cavallo tra il XIX e il XX secolo, tra gli re dell'Europa nella tarda età moderna. Se
anni Sessanta-Ottanta dell'uno e i Cin- così fosse, il 1974 o, altrimenti, il 1989 ne
quanta-Settanta dell'altro, nel corso della avrebbero forse scandito la conclusione,
quale ima o più trasformazioni strutturali separandola dalla storia del tempo presen
(un ciclo dell'economia-mondo, il compi- te, dalla fase aurorale di una nuova e di
mento della rivoluzione industriale, la fine versa «storia contemporanea»?

715

Charles S. Maier

I paradossi del «prima» e del «poi».


Periodizzazioni e rotture nella storia

Che cosa costituisce un'epoca storica? Gli tra loro collegati, che, nel caso dei periodi
storici delineano unità temporali che defini- appena richiamati, sono: le esplorazioni, il
scono «ere» o «periodi». Ma, in tal modo, cosa predominio europeo, la crisi internazionale
intendono effettivamente? Il problema meri- o il dopoguerra e la ricostruzione. Al tempo
ta qualche riflessione sistematica. Per un stesso, l'idea di un'epoca o di un'era implica
verso, quei termini sottintendono una qual- che l'arco di tempo preso in esame sia da di
che unitarietà sottesa a una serie di eventi - stinguere rispetto a quelli precedenti e ai
certi attributi comuni, oltre alla mera vici- successivi. Costruire una periodizzazione,
nanza temporale, che danno coesione al loro dunque, significa individuare sia una unità
svolgimento. Vale a dire, quando gli storici storica, sia una differenziazione cronologica,
studiano e quindi si riferiscono a «l'età delle Sebbene questo sia ciò che gli storici fanno di
scoperte geografiche» o «l'età dell'imperiali- solito, entrambe le operazioni sollevano dei
smo», «il periodo tra le due guerre» o «il do- le difficoltà concettuali,
poguerra», con quelle definizioni suggeri
scono l'esistenza di un insieme di fenomeni Le «sorprese» della storia, o

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