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ORIGINI DELLA FERROVIA: UNITA MACCHINA

La ferrovia, che può sembrare come un qualunque altro mezzo di trasporto, di terra e di acqua, non è però
considerato come un mezzo autonomo (tra l’altro i veicoli restano gli stessi, vi è solo una riduzione
dell’attrito). Secondo Guillame Tell Poussin, nel 1839 venne definita come una costruzione non affatto
semplice, che ha lo stesso scopo di una strada o di un canale. Ovviamente, la difficoltà immaginaria dei
primi ingegneri, dimostro che invece ruote lisce in ferro potevano scorrere,facendo aderenza sul ferro liscio
delle rotaie, ed è cosi che la ferrovia mantiene il carattere di UNITA MECCANICA DELLE PROPRIE PARTI.
Secondo Franz Reuleaux la fusione tra carro e strada costituisce l’unità macchina.

Cosa costituisce l’unità macchina?

 Ruote
 Rotaie Il funzionamento e il coordinamento delle parti ne pregiudica il
 Vagoni rendimento di questa: chiaramente qualche piccola imperfezione che a
bassa velocità potrebbe generare una piccola vibrazione ad alta velocità
potrebbe generare un deragliamento.
Che funzionamento ha un sistema
del genere?

Il perfetto funzionamento prescinde dall’uniformità e dal perfetto incastro di movimenti coordinati,


altrimenti si autodistruggerebbe: ridefinizione disposizioni giuridiche, politico economiche e
integrazioni tecniche tra le quali il telegrafo elettrico. Ogni sezione o tronco della ferrovia è sotto il
controllo di un telegrafo. Questo comunica con il successivo per verificare se la linea è libera e invia un
segnale ottico al macchinista in modo tale che egli sia scomodato dal decidere in modo personale.

Allora il telegrafo diventa parte unitaria dell’unità macchina: in questo modo anche il macchinista
diventa manovratore di una macchina, che deve seguire i segnali direttamente trasmessi da una
centrale telegrafica. Esso è il sistema nervoso, come scrive Max Maria, dell’unità macchina. Questo man
mano assume un importanza notevole, non solo con funzione di segnalazione, ma anche come
contrassegno perche chi viaggia oramai vede i pali e i fili vicino al finestrino e il paesaggio subordinato a
questi.

Allora cosa costituisce l’unita macchina adesso?

1) Ruote
2) Rotaie
3) Vagoni
4) Telegrafo
5) Pali e fili del telegrafo che si inseriscono tra viaggiatore e paesaggio.

In più la meccanizzazione delle forze motrici, fu vissuto come perdita del rapporto vivo con la natura.
Lardner da una definizione di strada ideale “che dovrebbe essere perfetta, piana dura e diritta in modo
tale che un veicolo da un punto all’altro si muoverebbe con sola necessità di trazione al fine di superare
la resistenza dell’aria.
Superata secondo Lardner l’antitesi legata all’aderenza (scarsa) sulle strade piane e lisce per gli animali
da tiro, con la locomotiva, i quattro requisiti secondo cui una strada debba essere “liscia, diritta, piana e
dura” possono realizzarsi senza interferenze”.

È proprio la rotaia, ad incarnare la STRADA IDEALE, in uno spazio apposito che non è quello della rete
stradale tradizionale. La rotaia deve essere liscia e dura per mantenere minimo l’attrito e deve correre
piana e liscia per ottenere il massimo rendimento e il minimo dispendio di energia. Bisogna ricordare
che l’evoluzione nell’ambito automobilistico di asfaltatura e bitumatura (xx secolo) si raggiunsero i
livelli che in ambito ferroviario vennero raggiunti nel XIX secolo.

Viene meno di un rapporto diretto con la natura viva, infatti con lo sviluppo di terrapieni, gallerie e
viadotti, la ferrovia inizia ad attraversare il paesaggio come un righello.

Quindi questo fenomeno portato avanti dalla meccanizzazione delle forze motrici, viene reso ancor piu
evidente, perche il viaggiatore ha una percezione diversa ora: la strada si adatta al terreno, alle sue
asperità, la ferrovia che invece taglia in linea retta il paesaggio.

Questo rappresenta una perdita di questo paesaggio, soprattutto nelle gallerie. L’unità macchina, si
intromette tra il viaggiatore e il paesaggio; il viaggiatore percepisce il paesaggio attraverso l’unità
macchina, la percezione è più povera, meno naturale e soprattutto meno libera.

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