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INFRASTRUTTURE FERROVIARIE E NUOVA CONCEZIONE DEL PAESAGGIO

Nel diario di Goethe, scritto durante il viaggio con partenza da COSA VIENE MENO?
Francoforte e arrivo a Heidelberg, nel 1797, si percepisce una descrizione
accurata del paesaggio, viene descritta la strada come “raccomodata con I sensi, l’olfatto, la vista (per l’alta
velocità), l’udito.
calcare” e la percezione che si addentra in dettagli come le
Il paesaggio diventa volatilizzato e
caratteristiche della pavimentazione stradale. A questa intensità di
quindi la difficoltà di riconoscere
percezioni e di impressioni, pone fine la ferrovia. Chiaramente come qualcosa al di fuori di quel finestrino.
abbiamo gia affermato, essa, come UNITA MACCHINA, si interpone tra Burkhardt nel 1840 descrive che non
viaggiatore e paesaggio,scombinando il rapporto tra viaggiatore e spazio si possono più distinguere
percorso. casolari,alberi e ciò porta il
viaggiatore, che non ha più il tempo
materiale di osservare, a trascurare
Lo spazio paesaggistico si trasforma in spazio geografico, infatti, come gli oggetti e i dettagli del paesaggio
afferma STRAUS,nel paesaggio, noi ci spostiamo da uno spazio parziale a più vicino, per poter osservare ciò
un altro spazio parziale,ci muoviamo da un luogo per raggiungere un che invece si trova a maggiore
distanza “che scompare più
altro luogo e che il luogo in cui ci troviamo non è mai in un rapporto con
lentamente”.
il tutto.

Chiaramente l’unità macchina, la ferrovia,è l’agente determinante di


questa trasformazione, di questo cambiamento delle percezioni, e di
interposizione tra uomo-paesaggio-spazio percorso. Si raggiunge cosi
una forma di viaggio diverso in cui si considerano i punti di arrivo e di
partenza e in cui lo spazio intermedio viene saltato. Questo ci mostra il
carattere chiuso e costruttivo dello spazio geografico in cui ci troviamo in
quanto individui.

Quindi da che il contesto geografico si incarnava nel mutare dei


paesaggi, ora possiamo fare molte ore di treno e scendere all’arrivo
senza avere più quel rapporto vivo con il paesaggio e la natura che si
aveva in precedenza.

La ferrovia viene considerata metaforicamente come “ una forza che


annulla spazio e tempo, è un proiettile” e i viaggi in treno “sono spari attraverso il paesaggio con vista e
udito che vengono meno”, allora i binari, le trincee e le gallerie “sono come il mezzo che permette di
sparare quel proiettile”, sono rappresentate come la canna di un fucile.

Il viaggiatore allora diventa un pacco, non più un individuo, da trasportare da una destinazione all’altra.

Secondo Gastineau, in “la vie en chemin de fer” nel 1861 il movimento del treno attraverso il paesaggio è il
movimento del paesaggio stesso. Quindi lo scenario che la ferrovia crea con la velocità, si manifesta come
PANORAMA: cambia la prospettiva, gli scenari, la percezione e soprattutto la rapidità con ciò che di più
vicino è sotto i nostri occhi scompare in pochissimo tempo.
Per Sternberger, la ferrovia, come anche il sistema di trasporti, risulta essere il primo responsabile della
panoramatizzazione del mondo < “ la ferrovia oltre a collegare mondi lontani, diminuisce la percezione di
cogliere ciò che di più bello c’era durante un viaggio, poiché con l’elevata velocità gli oggetti vicini si
volatilizzano”.

Se da un lato si perde la prospettiva, l’osservazione, la percezione del paesaggio, dall’altro tutto ciò viene
soppiantato dalla lettura, considerato un paesaggio sostitutivo.

Ciò può essere anche assimilato alla fotografia: infatti ciò che all’inizio affascinava non era la fotografia in
se, ma come l’oggetto poteva comparire sulla lastra. Ecco perche con la rinascita fotografica, la vicinanza
agli oggetti che viene persa, viene tanto apprezzata nel mezzo tecnico (es. Gino Soggetti, Paesaggio, 1918).