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Corso di Laurea: SCIENZE DELL'ECONOMIA 2013

Insegnamento: STORIA D'IMPRESA


Lezione n°: 8
Titolo: I nuovi orientamenti
Attività n°: 1

Introduzione

Nelle precedenti lezioni abbiamo individuato i contorni e gli attori che hanno
caratterizzato il pensiero economico fino alla metà dell’ottocento. Abbiamo visto da
una parte la tradizione continentale, molto più remota, caratterizzata per
l'individuazione del ruolo dell'imprenditore in un sistema economico statico.
Dall'altro lato, abbiamo visto anche la tradizione anglosassone, che dava uno spazio
insufficiente a tutti gli aspetti soggettivi che avrebbero potuto incidere in condizioni
di equilibrio.
In questa lezione vedremo come queste vecchie tradizioni lasceranno il posto a
nuovi indirizzi a partire dagli ultimi trent'anni dell'ottocento. Approfondiremo
economisti che nell'Europa continentale accantonarne i loro interessi per
l'imprenditore e vedremo anche economisti anglosassoni considerare il ruolo
specifico dell'imprenditore.
Particolare attenzione sarà dedicata a Schumpeter.
Corso di Laurea: SCIENZE DELL'ECONOMIA 2013
Insegnamento: STORIA D'IMPRESA
Lezione n°: 8
Titolo: I nuovi orientamenti
Attività n°: 1

La Scuola di Losanna

Sul finire dell'ottocento la teoria economica si avvalse dei contributi fondamentali di


Leo Walras e Vilfredo Pareto, entrambi interessati a formulare una teoria
dell'equilibrio economico generale.

Marie-Esprit-Léon Walras, professore dell’Università di Losanna, dedicò la maggior


parte della sua vita all'elaborazione di quel sistema di dottrine economiche, che
valse ad assicurargli un posto tanto alto nella storia dell'indagine scientifica.
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Insegnamento: STORIA D'IMPRESA
Lezione n°: 8
Titolo: I nuovi orientamenti
Attività n°: 1

Leo Walras
Nonostante l'importanza dei suoi contributi allo studio dei problemi monetari e di
politica economico-sociale (invocò la nazionalizzazione della rendita fondiaria), il suo
nome è legato soprattutto all'approfondimento dell'economia pura. Il suo nome è
associato al modello di equilibrio economico generale. In esso si analizza il problema
dello scambio di più merci tra più consumatori, in un contesto di concorrenza perfetta, e
si dimostra l'esistenza di un sistema di prezzi in corrispondenza del quale ciascun
soggetto raggiunge la sua posizione di ottimo (massimizzazione dell'utilità)
compatibilmente con quella di tutti gli altri soggetti. Lo stesso sistema di prezzi consente
anche il raggiungimento dell'uguaglianza tra domanda e offerta delle merci in tutti i
mercati assicurando così l'equilibrio economico dell'intero sistema. Il modello di
equilibrio generale venne applicato da Walras dapprima ad una situazione di puro
scambio per essere esteso poi anche al caso della produzione di nuovi beni e quindi a
quello dell'accumulazione di capitale e dell'allocazione del credito.
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Insegnamento: STORIA D'IMPRESA
Lezione n°: 8
Titolo: I nuovi orientamenti
Attività n°: 1

Vilfredo Pareto
Vilfredo Pareto (1848-1923) nacque a Parigi, dove il padre di origini italiane viveva esule.
Passò in Francia i primissimi anni della sua vita, ma in Italia completò i suoi studi di
ingegneria e iniziò la sua attività professionale.
Iniziò ad occuparsi di economia, fin quando abbandonò ogni altra attività pur di dedicarsi
alla ricerca scientifica. L'ostilità della classe universitaria del tempo gli negò una cattedra in
Italia e così accettò l’incarico all’università di Losanna, succedendo a Walras
nell’insegnamento dell’Economia politica.
Il Manuale di Economia Politica è opera profondamente innovatrice, in cui la formazione
matematica dell'autore si manifesta in tutta la sua genialità. Tuttavia l’impostazione
scientifica data allo studio del sistema economico non lascia spazio a incertezze o a
elementi soggettivi; si tratta di costruzioni ardite e astratte. I fattori produttivi sono tre:
terra, capitale e lavoro e dunque l’imprenditore, non essendo un fattore di produzione,
non viene preso in considerazione.Così, con la scuola di Losanna, si spezza la tradizione
continentale che aveva individuato molte delle caratteristiche tipiche dell’imprenditore
moderno.
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Insegnamento: STORIA D'IMPRESA
Lezione n°: 8
Titolo: I nuovi orientamenti
Attività n°: 1

Alfred Marshall

Così come Walras e Pareto prendevano le distanze dalla tradizione continentale,


Alfred Marshall (1842-1924) in Inghilterra rompeva la tradizione dei classici, pur
restando nella scia di Ricardo e di Mill.
Docente all'università di Cambridge (1885-1908), fu l’esponente più rappresentativo
della scuola neoclassica e creatore del sistema detto degli equilibri parziali.
Attraverso l'analisi di breve e di lungo periodo della curva di domanda generata dalle
preferenze dei consumatori e della curva di offerta, Marshall determina il prezzo di
equilibrio del singolo mercato, ossia quello attorno al quale il mercato tende a
gravitare.
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Insegnamento: STORIA D'IMPRESA
Lezione n°: 8
Titolo: I nuovi orientamenti
Attività n°: 1

Il quarto fattore: l’organizzazione

Tra i meriti ad attribuire a Marshall vi è certamente quello di aver inaugurato un


nuovo ambito di studi, quello dell’economia industriale, in cui riserva
all’imprenditore un ruolo specifico, quello di organizzatore della produzione.
Analizzando soprattutto piccole e medie imprese, Marshall sostiene che questa
funzione organizzativa rappresenta un quarto fattore di produzione.
Dunque assistiamo ad un vero e proprio ribaltamento sia della tradizione
anglosassone precedente, che dei nuovi paradigmi della scuola di Losanna.
La vera e propria innovazione teorica si ebbe con Schumpeter, che già abbiamo
incontrato nelle prime lezioni a proposito della ciclicità e che nella prossima sessione
analizzeremo meglio.
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Insegnamento: STORIA D'IMPRESA
Lezione n°: 8/s1
Titolo: Il soggettivismo metodologico
Attività n°: 1

Il soggettivismo metodologico

Un effettiva valorizzazione del ruolo dell’imprenditore si ebbe in Germania e in


Austria grazie ad una maggiore enfasi posta sul soggettivismo metodologico,
inaugurato da Karl Menger (1902-1985), per cui l’oggetto fondamentale dell’analisi
scientifica dell’economia è costituito innanzitutto dai comportamenti degli agenti
individuali, consumatori o imprenditori, e non dalle variabili macroeconomiche.
Sulla scia di quanto tracciato dal soggettivismo metodologico, presero corpo i
contributi sul ruolo dell’imprenditore di Max Weber (1864-1920) e Werner Sombart
(1863-1941), entrambi sociologi, ma soprattutto da Joseph Alois Schumpeter (1883-
1950). Weber teorizzò l’idealtipo dell’impresa capitalistica razionale, mentre
Sombart descrisse molto puntualmente l’imprenditore capitalista, espressione sia
dello spirito d’intrapresa che del diligente e parsimonioso spirito borghese, intesi
come motore dell’economia.

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Insegnamento: STORIA D'IMPRESA
Lezione n°: 8/s1
Titolo: Il soggettivismo metodologico
Attività n°: 1

Joseph Alois Schumpeter

Sia Weber che Sombart contribuirono alla maturazione di quel clima culturale in cui
presero corpo le intuizioni scientifiche di Schumpeter. Sociologo, storico, statistico,
matematico, studioso di dottrine politiche, Schumpeter è uno dei personaggi più
eclettici del Novecento, ma soprattutto è un economista il cui contributo va ben
oltre l’aver formalizzato il significato dell’attività imprenditoriale. L’economista
austriaco, infatti, non si interessa dell’imprenditore per inquadrare la sua funzione
all’interno di un’azienda, ma ne analizza il ruolo all’interno del dinamico svolgersi del
sistema capitalistico.

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Lezione n°: 8/s1
Titolo: Il soggettivismo metodologico
Attività n°: 1

La visione dinamica dello sviluppo


Il contributo più durevole del pensiero schumpeteriano è proprio la visione dello
sviluppo economico, che segna un punto di rottura rispetto alla teoria ortodossa, le
cui analisi avevano privilegiato la staticità della condizione d’equilibrio, per
sostituirla con una più dinamica, attenta cioè alle discontinuità, ai cambiamenti di
lungo periodo che caratterizzano la storia del capitalismo.
Tutta la costruzione scientifica dell’economista austriaco è fondamentalmente
basata sulla ricerca delle forze endogene che spingono il sistema capitalistico lungo
un sentiero caratterizzato da un andamento ciclico, così come abbiamo visto
all’inizio del corso. Schumpeter cerca di fornire un’interpretazione di questa ciclicità
persistente, avvalendosi dell’approccio storico: il fattore causale decisivo
risiederebbe proprio nell’innovazione e l’imprenditore il soggetto “vocato” a
realizzarla, assurgendo quindi al ruolo di motore primo dello sviluppo economico.

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Titolo: Il soggettivismo metodologico
Attività n°: 1

L’imprenditore schumpeteriano

A questo punto possiamo comprendere meglio la definizione dell’imprenditore


schumpeteriano, ovvero colui che realizza le innovazioni; definizione che può
apparire imprecisa se si considera che è lo stesso Schumpeter che afferma:
“Nessuno è mai imprenditore per tutto il tempo e nessuno può mai essere solo
imprenditore”. La difficoltà è riconducibile al tipo di impresa e al contesto storico in
cui opera. Spesso l’imprenditore si può trovare tra i capi d’azienda, ma non è
assolutamente necessario che sia l’”inventore” o che abbia fornito i capitali
necessari; può essere un manager, un impiegato stipendiato, il proprietario di un
pacchetto azionario. Ciò che conta è che sia innovatore.

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Lezione n°: 8/s1
Titolo: Il soggettivismo metodologico
Attività n°: 1

Dal capitalismo manageriale al capitalismo trustificato

Gli scritti di Schumpeter risentono ovviamente del contesto storico cui si trovava. Le
prime opere risalgono alla sua permanenza in Europa, caratterizzato dal capitalismo
imprenditoriale.
Sul finire degli anni 30 si trasferisce negli Stati Uniti, dove il capitalismo
imprenditoriale sta lasciando il posto al capitalismo trustificato, il capitalismo del big
business, in cui i manager, e non più gli imprenditori, erano gli attori principali del
progresso e l'attività innovativa diveniva endogena al sistema delle imprese.
Dunque, anche in letteratura troviamo distinzione tra un approccio in stile “primo
Schumpeter”, volto a valorizzare le figure dei singoli imprenditori e un altro, definito
“secondo Schumpeter”, più interessato ad analizzare l’evoluzione delle strutture
organizzative interne all’impresa.

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Insegnamento: STORIA D'IMPRESA
Lezione n°: 8/s2
Titolo: Frank Knight
Attività n°: 1

Frank Knight

Oltre alla teoria schumpeteriana, merita di essere menzionata l’opera dello


statunitense Frank Knight (1885-1972), di matrice istituzionalista.
Secondo Knight, gli aspetti qualificanti dell’imprenditore sono il rischio e l’incertezza.
Il rischio è misurabile e valutabile, e quindi può essere coperto da assicurazione e
trasferito ad altri. L’incertezza non è quantificabile, perché implica situazioni nuove e
sconosciute e quindi non può che essere affrontata dall’imprenditore, che deve
decidere e controllare.

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Insegnamento: STORIA D'IMPRESA
Lezione n°: 8/s3
Titolo: Riferimento bibliografico
Attività n°: 1

Riferimento bibliografico

Manuale, par. 1.3

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