Sei sulla pagina 1di 8

Lingue romanze

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.


Questa voce o sezione sull'argomento lingue non cita le fonti necessarie o quelle presenti sono
insufficienti.

Le lingue romanze, lingue latine o lingue neolatine[2] sono le lingue derivate dal latino. Esse sono l'evoluzione Lingue romanze
diretta non già del latino classico, bensì di quello volgare ossia "popolare" (dal latino vulgus 'popolo'), costituito Altri nomi Lingue latine
dalle varietà linguistiche sviluppatesi a seguito dell'espansione dell'Impero romano.
Parlato in Originariamente: Europa
Più di un miliardo di persone ha come lingua madre una lingua romanza; un miliardo e mezzo di individui (oltre meridionale; attualmente:
un sesto dell'umanità) ne parlano una almeno come seconda o altra lingua. L'area in cui queste lingue si sono anche America Latina,
sviluppate, e sono ancora parlate nelle loro versioni contemporanee, viene chiamata Romània e corrisponde alla Canada, Libano
parte europea occidentale dell'impero romano, esclusa la Britannia, con l'aggiunta di altre isole linguistiche (parzialmente), la maggior
neolatine minori diffuse nei Balcani (lingue romanze orientali). Nel Nordafrica l'invasione araba (VIII secolo) ha parte dell'Africa occidentale,
cancellato ogni volgare latino che vi si era sviluppato, mentre la persistenza dell'impero nella sua porzione
quasi tutto il Nordafrica,
orientale, con l'impiego prevalente della lingua greca a livello ufficiale, ha impedito la diffusione popolare del
parte del Corno d'Africa e
latino, prevenendo sviluppi linguistici analoghi a quelli occorsi nella porzione occidentale.
dell'Africa meridionale
Le lingue romanze, come il latino classico e i latini volgari, vengono classificate nelle ramificazioni delle lingue Locutori
italiche, nell'albero delle lingue indoeuropee; esse formano quello che in dialettologia viene chiamato continuum
Classifica 2[1]
romanzo.
Altre informazioni
Il termine romanzo deriva dall'avverbio latino romanice (a sua volta dall'aggettivo romanicus) riferito al parlare Scrittura Alfabeto latino
vernacolo (romanice loqui) rispetto al parlare in latino (latine loqui). Da romanicus e romanice deriva la forma
francese romanz, da cui l'italiano romanzo. Tassonomia
Filogenesi Lingue indoeuropee
Lingue italiche
Lingue latino-falische
Indice
Lingua latina
Distribuzione geografica Lingue romanze
Classificazione delle lingue romanze Codici di classificazione
Sostrato ISO 639-2 roa
Le lingue romanze oggi
ISO 639-5 roa
Principali differenze tra lingue romanze e latino
Dialetti e lingue romanze Glottolog roma1334 (http://glottolo
Problemi di riconoscimento g.org/resource/languoid/i
d/roma1334) (EN)
Grado di somiglianza lessicale tra lingue romanze
Storia delle lingue romanze
Dai volgari latini alle lingue romanze
Date di nascita delle lingue romanze
Dal De vulgari eloquentia ai giorni nostri
Note
Bibliografia Paesi in cui una lingua romanza è lingua
Voci correlate nazionale (arancione) o in cui viene
parlata comunemente (giallo chiaro).
Altri progetti
Collegamenti esterni

Distribuzione geografica
Originariamente le lingue romanze nacquero e si svilupparono nell'Europa meridionale, un tempo conquistata e colonizzata dagli antichi romani. Tuttavia grazie
alle scoperte geografiche, al conseguente colonialismo dei secoli XVI-XVIII e soprattutto in seguito all'espansione imperialista delle grandi potenze europee nel
corso dell'Ottocento le lingue romanze si diffusero anche in America, in Africa, in Asia e in Oceania, diventando una delle famiglie linguistiche più parlate al
mondo.

Da un punto di vista dei locutori madrelingua lo spagnolo è l'idioma più parlato, seguito dal portoghese e dal francese.

Per quanto riguarda invece il numero di Paesi in cui è parlata, la lingua più diffusa è il francese, presente in Francia, Svizzera, Belgio, in Canada, nei Caraibi, in
molti Stati dell'Africa e negli arcipelaghi dell'Oceano Pacifico. Lo spagnolo è parlato in Spagna e nell'America Latina, laddove il portoghese è presente invece,
oltre che in Portogallo, anche in Brasile e in alcune aree dell'Africa. Una significativa diffusione a livello europeo hanno anche il romeno, parlato in Romania e in
Moldavia, e l'italiano, presente in Italia, a San Marino, in Svizzera (Canton Ticino e Canton Grigioni), nella Città del Vaticano (dove anche il latino è considerato
lingua ufficiale), in Istria (è lingua ufficiale insieme con lo sloveno nei comuni di Capodistria, Pirano, Isola e Ancarano, nonché lingua ufficiale insieme con il
croato nel resto della Regione istriana), nel fiumano e in Dalmazia, a Malta, in Corsica, nel Nizzardo, nel Principato di Monaco, dove tuttavia non gode di nessun
riconoscimento ufficiale.
Diffusione delle principali lingue romanze
Lingua Numero di Paesi in cui è lingua ufficiale Paesi in cui è lingua ufficiale
Francese 32 vedi qui
Spagnolo 21 vedi qui
Portoghese 10 vedi qui
Italia, Svizzera, San Marino, Città del Vaticano,

Slovenia (comuni costieri istriani), Croazia


Italiano 6
(Regione istriana)

Rumeno 3 Romania, Moldavia, Serbia (Voivodina)


Catalano 2 Andorra, Spagna
Romancio 1 Svizzera
Creolo haitiano 1 Haiti

Classificazione delle lingue romanze


L'unità linguistica, intesa come conformità di usi linguistici all'interno di ampie comunità di parlanti, non è la condizione
naturale della lingua. La variazione è del tutto normale e non solo tra le diverse comunità, ma all'interno di ciascuna di esse Estratto dai Sacramenta Argentariae
ed è limitata soltanto dalla contingente necessità di comunicare. Già Dante aveva osservato che in una stessa città non si (842) altrimenti noti come Serment
parla allo stesso modo in tutti i rioni. Esistono quattro tipi di variazione: la variazione diatopica, che si realizza nello de Strasbourg o Giuramento di
spazio, ed è la variazione più evidente; la variazione diastratica, che si realizza in una comunità tra le condizioni sociali che Strasburgo (vedi nascita lingue
concorrono a formare la comunità; la variazione diafasica, che si registra in rapporto ai registri espressivi (solenne, romanze)
formale, familiare…); infine la variazione diacronica, che è quella che avviene nel tempo, che è ritenuta la più importante.
Naturale dunque che il mondo romanzo si sia frazionato nella molteplicità di
varietà che chiamiamo lingue romanze.

Sostrato

Il latino, estendendosi nel vasto territorio dell'Impero Romano, venne a


contatto con lingue diverse. Questo strato linguistico preesistente è detto
sostrato o substrato (dal latino substratum), concetto introdotto dal
dialettologo Graziadio Isaia Ascoli che studiò approfonditamente questo
fattore.

La lingua dei romani si impose sulle lingue dei popoli vinti, sostituendosi a
esse. Tuttavia, durante il progressivo tracollo politico e militare dell'Impero
romano, cominciò a risentire variamente del loro influsso, soprattutto nella
fonetica. La nozione di sostrato ci aiuta a spiegare quei fenomeni (soprattutto
fonetici ma anche, in misura minore, morfosintattici e lessicali), che non
possono ricondursi ai caratteri strutturali del latino. Per questo ci si riferisce
alle lingue di sostrato considerandole propriamente come la piattaforma del
ceppo neolatino. A titolo di esempio possiamo citare il mutamento di /f/ in /h/
nella regione iberica, attribuito al sostrato preindoeuropeo da alcuni studiosi,
a quello celtico da altri; erroneamente sono state attribuite al sostrato etrusco Le lingue romanze in Europa
la cosiddetta gorgia toscana e al sostrato celtico la mutazione di /u/ in /y/
avvenuta in certe lingue galloitaliche.

Strettamente connesso al concetto di sostrato è il concetto di superstrato. Il superstrato è rappresentato da una lingua che non s'impone sulla lingua parlata in una
determinata area linguistica, ma la influenza variamente soprattutto nella fonetica e nel lessico. Abbiamo per esempio un superstrato germanico in Francia e arabo
in Spagna. Il valore esplicativo della teoria del sostrato è stato contestato negli ultimi decenni sia dalla linguistica strutturale (che, come cause del mutamento
linguistico ha posto in primo piano fattori interni e sistematici) sia dalla sociolinguistica, che ha approfondito il concetto di interferenza linguistica.

Le lingue romanze oggi

Principali differenze tra lingue romanze e latino

Le lingue romanze moderne differiscono dal latino classico per vari aspetti:

Mancano i casi (con l'eccezione del romeno che ne conserva alcuni tratti);
Manca il neutro, quindi esistono solo due generi grammaticali, a differenza del latino classico (fanno eccezione il romeno, l'asturiano, il
napoletano e il siciliano, i "plurali sovrabbondanti" italiani e pronomi neutri in, catalano, italiano, portoghese e spagnolo);
Uso degli articoli grammaticali, a partire dai dimostrativi latini;
Introduzione di nuovi tempi (passato prossimo) e modi verbali (condizionale);
Sostituzione del tempo perfetto con nuove forme composte dal verbo "essere" o "avere" più il participio passato (con l'eccezione del galiziano,
in cui si trova una forma verbale derivata dal latino).

La lingua sarda si sviluppò, acquisendo la sua moderna fisionomia, senza stabilire significativi contatti con le altre e ha conservato, oltre a parte del substrato
autoctono, in determinati aspetti una maggiore somiglianza col latino. Anche il toscano, da cui deriva la lingua italiana, è ritenuto molto conservativo. La lingua
francese è quella più innovativa e discostata dal latino, essendo stata notevolmente influenzata dalle lingue germaniche parlate dagli antichi Franchi, mentre il
romeno è una sintesi che affianca a una forte conservazione della base latina elementi innovativi di origine slava, daca, greca e turca.
Grado di evoluzione secondo gli studi effettuati dal linguista di origini italiane Mario Pei rispetto al latino:

Lingua sarda: 8%
Lingua italiana: 12%
Lingua spagnola: 20%
Lingua romena: 23,5%
Lingua catalana: 24%
Lingua occitana (provenzale): 25%
Lingua gallega: 30%
Lingua portoghese: 31%
Lingua francese: 44%

Si noti la maggiore affinità col latino volgare delle parlate italiane rispetto alle altre.

Dialetti e lingue romanze

A rigore il numero delle lingue romanze dovrebbe corrispondere a quello di tutte le varietà neolatine (dette
dialetti romanzi) parlati all'interno della Romània; solo alcune di queste lingue però hanno subito nel corso
del tempo delle normalizzazioni (per il lungo uso, l'opera delle Accademie e dei grammatici nonché il peso
della tradizione letteraria) e godono di uno status di ufficialità: il portoghese (con 364 milioni di parlanti)[3],
lo spagnolo (con 500 milioni di parlanti)[3], il francese (con circa 275 milioni di parlanti)[3], l'italiano (con
circa 150 milioni di parlanti)[3], il romeno (con quasi 30 milioni di parlanti) e il catalano (con quasi 11 Legenda:
milioni di parlanti). A queste possiamo aggiungere le lingue alle quali è stato riconosciuto uno status di spagnolo
ufficialità in ambito locale, sebbene non abbiano ricevuto una normalizzazione o l'abbiano ricevuta portoghese
incompleta o non unanimemente accettata dai locutori: il gallego, il mirandese[4], l'occitano, il franco- francese
italiano
provenzale o arpitano, l'aromeno, il sardo, il corso, il friulano [5][6], il ladino dolomitico, il romancio [7], romeno
l'asturiano, l'aragonese, il leonese, il limosino, il piccardo, il vallone, il normanno, il gallo, il ligure, il (il colore scuro indica che la lingua è ufficiale; il
piemontese[8], il veneto, il lombardo, l'emiliano, il romagnolo, il napoletano, il siciliano, l'istrioto, colore chiaro indica che la lingua è di uso comune o
l'istroromeno, il meglenoromeno e il giudeo-spagnolo. amministrativo).

Alle popolazioni parlanti l'occitano, il franco-provenzale, il sardo, il friulano, il ladino dolomitico, è stato
riconosciuto dal Parlamento italiano, in attuazione all'art. 6 Cost. con la L. 482/99 [9], lo status di minoranza linguistica storica. Gli idiomi catalogati dai linguisti
come gallo-italici, liguri, piemontesi, veneti, lombardi, emiliani, romagnoli, napoletani, siciliani, possono trovare un riconoscimento legislativo (regionale)
esclusivamente culturale in attuazione all'art. 9 Cost. italiana quali componenti del "patrimonio culturale linguistico" delle singole regioni italiane.[10][11][12][13][14]

Ci sono anche dialetti che non hanno avuto alcuna normalizzazione, perché sono parlate da un numero molto ristretto di persone, per esempio la lingua
moesoromena.
Analogie tra alcune parole in diverse lingue romanze
Napoletano
Latino Sardo[15] Italiano Corso Spagnolo Portoghese Occitano Catalano Lombardo Friulan
(Napoli)
acquam abba acqua acqua acqua agua água aiga aigua aqua/eiva/ova aghe
cacio
caseus casu (toscano) casgiu case queso queijo (formatge) (formatge) (formai) (formadi)
(formaggio)
cælum chelu cielo cielu celo cielo céu cél cel cel cil
cantà
cantare cantare/i (toscano) cantà cantà cantar cantar cantar cantar cantà cjantâ
cantare
caballum càdhu/cuadhu cavallo cavallu/cavaddu cavallo caballo cavalo chival/chivau/chaval/caval cavall cavall cjavâl
capram craba capra capra capra cabra cabra craba/cabra/chavra cabra crava cjavre
clavis/clave crae/i chiave chjave/-i chjave llave chave clau clau ciav clâf
ecclesia crésia chiesa chjesa cchjésa iglesia igreja glèisa església gesa glesie
didu
digitus dito ditu dito (ddeta) dedo dedo det dit did dêt
(poddighe)
ego ègo/deu/deo io eiu ì (ijo/ije) yo eu ieu/jo jo (mi) jo
fà (toscano)
facere fàghere/fàiri fà fà hacer fazer far, faire, Hèr fer fà fâ
fare
filium fizu/fillu figlio figliolu/fiddolu figglio hijo filho Fiu/filh/Hilh fill (fioeu) fi/fiu
focum fógu fuoco fuocu foco fuego fogo foc foc fœg fûc
formicam formiga formica formica furmicula hormiga formiga formiga formiga formiga formie
flama frama fiamma fiamma fiamma llama chama flama flama fiamma flamme
homō
ómine/i uomo omu ommo hombre homem òme home omm om/omp
(hominem)
hospitalis ispidale ospedale spedale/spidali spitàle hospital hospital espitau hospital ospedaa ospedâl/sp
lactem late latte latti latte leche leite lach/let llet lat/lacc lat
lengua
lingua limba lingua lingua lengua língua lenga llengua lengua lenghe
(llengua)
platea pratza piazza piazza piazza plaza praça plaça plaça piazza place
pons/pontis ponte ponte ponte pónte puente ponte pònt pont pont puint
petram pedra pietra pietra petra piedra pedra pedra pedra pedra piere
rotam roda ruota ruota rota rueda roda roda roda rœda ruede
oculum ogru occhio occhiu uocchio ojo ollo uèlh ull œgh voli
sapone sabone sapone saponi sapone jabón sabão sabon sabó savon savon
nox/noctis note/i notte notte notte noche noite nuech/nuèit nit nocc gnot

N.B. Questa tabella ha uno scopo puramente esemplificativo e pertanto contiene un numero limitato di lingue. Le lingue sono state scelte per il loro discostarsi
progressivo dal latino, da sinistra a destra, ponendole tanto più a destra quanto più sono discoste dal quest'ultimo. Occitano e catalano sono incluse entrambe allo
scopo di mostrare la transizione tra due lingue assai prossime tra loro. (n.b: il francese, pur essendosi evoluto maggiormente rispetto al romeno, accoglie più radici
latine.)

Problemi di riconoscimento

Sebbene tra i linguisti sia comunque prevalente la tendenza a non distinguere tra dialetto e lingua da
un punto di vista sostanziale, l'attribuzione dello status di lingua piuttosto che di dialetto a questa o
quella parlata risulta sempre essere problematica e gravida di polemiche, in quanto le lingue sono
quasi sempre sentite come intimamente legate al concetto di nazione e, per questo, la loro
categorizzazione risente notevolmente di spinte socio-politiche che talvolta tengono in poco o nessun
conto criteri filologici o sociologici di classificazione.

Un esempio esplicativo può essere il seguente: istroromeno, meglenoromeno e macedoromeno non


hanno status ufficiale di lingua (da un punto di vista politico) pur essendo più discoste dal romeno del
Lingue e dialetti romanzi moldavo (lingua ufficiale della Repubblica moldava).

Un altro esempio è quello del corso, riconosciuto sin dal 1974 come lingua regionale dalla legge
francese e dalla classificazione ISO 639 sebbene (in quanto parte del gruppo toscano) sia ben più vicina all'italiano letterario di quanto non lo siano, ad esempio, i
dialetti italiani mediani come quelli marchigiani, che invece non godono di alcun riconoscimento.

Va inoltre segnalato che le varietà romanze formano un continuum dialettale; questo implica che a livello dialettale la transizione da una parlata all'altra sia quasi
sempre appena avvertibile, senza distinzioni nette. È dunque impossibile dare un esauriente e definitivo elenco delle parlate romanze, in quanto i caratteri
identificativi di una parlata sfumerebbero inevitabilmente in quelli delle parlate vicine; dunque a formare un'identità locale concorrono fattori di coscienza e di
storia comune più che di effettiva differenza linguistica.

Secondo alcuni linguisti italiani, per questo motivo istanze di natura sociale, culturale, politica ed economica giocano un ruolo fondamentale nei dibattiti se
considerare un dato idioma come "lingua" o "dialetto", nonostante tale distinzione non trovi alcun supporto solido da un punto di vista strettamente linguistico.[16]
Idiomi che non hanno ottenuto lo status di "lingua ufficiale", o che non possiedono una tradizione letteraria significativa, o che non hanno sviluppato una forma
standard su base almeno regionale, sono spesso andati incontro a frammentazioni o persino all'estinzione. D'altra parte, secondo alcuni linguisti italiani, alcuni
idiomi che pure vantano produzioni letterarie anche notevoli e che sono parlati da milioni di locutori (ad esempio il napoletano), non hanno mai ottenuto uno
status di lingua ufficiale per motivazioni storiche e socio-economiche.

Nelle più importanti università italiane gli idiomi neo-latini parlati in Italia, sulla base di considerazioni linguistiche (morfologiche, lessicali, ecc.), sono
classificati in tre gruppi: gruppo reto-romancio (friulano e ladino), gruppo italiano e gruppo sardo. Il gruppo italiano (a cui appartiene anche il napoletano)
costituisce il sistema linguistico italiano assieme all'italiano standard. Il gruppo reto-romancio a livello internazionale è considerato alla unanimità un gruppo
autonomo nell'ambito delle lingue romanze.

Grado di somiglianza lessicale tra lingue romanze


Secondo Ethnologue.[17]

% Catalano Francese Lombardo Italiano Portoghese Romancio Romeno Spagnolo Sardo

Catalano 85 85 87 85 76 73 85 76
Francese 85 89 89 75 78 75 75 80
Lombardo 85 89 89 77 85 75 77 80

Italiano 87 89 89 80 78 77 82 85(a)
Portoghese 85 75 77 80 74 72 89 76
Romancio 76 78 85 78 74 72 74 75
Romeno 73 75 75 77 72 72 71 74
Spagnolo 85 75 77 82 89 74 71 76

Sardo 76 80 80 85(a) 76 75 74 76

(a)I valori associati alla lingua sarda sono ambigui, dal momento che Ethnologue, ascrivendola alla famiglia romanza meridionale, la classifica come una macro-lingua che
include anche il sassarese e il gallurese, varietà pur linguisticamente appartenenti al gruppo delle lingue italo-dalmate.

Storia delle lingue romanze


Le lingue vive sono organismi in continua evoluzione: quando una lingua smette di evolversi e resta fissata nel suo lessico e nella sua struttura, generalmente si ha
a che fare con una lingua morta, come è oggi il latino.

È difficile stabilire una regola attraverso la quale si può individuare il momento preciso nel quale una lingua muore e nasce un nuovo idioma. In assenza di una
documentazione sufficiente, come nel caso della nascita delle lingue romanze, occorre ricorrere, come vedremo, a date convenzionali, coincidenti con quelle dei
documenti più antichi pervenutici nei quali appare per la prima volta la testimonianza scritta di una lingua abbastanza discosta, per lessico e struttura, da quelle
precedentemente note.

Sul processo che ha portato alla nascita di queste lingue è pertanto possibile fare soprattutto ipotesi e la carenza di dati certi lascia aperto il dibattito e le
interpretazioni, contribuendo al sorgere di differenti e a volte confliggenti scuole di pensiero sulle dinamiche che hanno dato origine le lingue romanze. Tali
differenti punti di vista risentono a volte anche del tentativo di dare maggiore legittimazione a posizioni politiche contemporanee andandone a cercare basi e
motivazioni nei processi che, parallelamente al sorgere delle lingue, hanno generato anche i popoli e gli stati nazionali poi divenuti attori del continente europeo.

Alcune linee guida sono comunque identificabili con sufficiente certezza e attorno a esse vi è largo consenso nella comunità scientifica.

Dai volgari latini alle lingue romanze

Attraverso un processo durato secoli e avviatosi, a seconda delle regioni, in epoche diverse (soprattutto
a partire dal IV secolo e poi proseguito, come vedremo, sino al X secolo), dall'incontro tra il latino
diffuso dall'autorità Romana a livello politico, culturale ed etno-sociale (portato cioè dalla migrazione
dei coloni di lingua latina o latinizzati) con le diverse lingue impiegate dalle popolazioni incluse nei
confini dell'impero romano, soprattutto nella sua porzione occidentale, hanno preso a svilupparsi, in
germe, quelle che poi diventeranno le lingue più propriamente definite come romanze.

Inizialmente vi fu una contaminazione del latino parlato dai funzionari, dai soldati e dai mercanti
Romani che risiedevano in una certa provincia, da parte degli idiomi (quasi tutti celtici) parlati in
quella regione dalle popolazioni autoctone. Il latino parlato da questi Romani, a propria volta, risentiva
delle loro origini, sia dal punto di vista regionale (ossia dalla provincia di provenienza, con inevitabili
differenze di accenti e lessico, derivate a propria volta dalla latinizzazione più o meno intensa di quelle
province; la stessa lingua etrusca impiegò alcuni secoli a scomparire ed era ancora viva sebbene in
grave declino agli inizi dell'Impero), sia dal punto di vista culturale (i soldati solitamente non
parlavano una lingua altrettanto ricca e normalizzata quanto quella dei funzionari statali). Tali
contaminazioni non furono mai decisive sino a che l'impero restò unito come entità politica, per
l'enorme influenza culturale che esso recava con il proprio dominio: ne è prova sufficientemente valida Lunghezza del dominio romano e distribuzione delle lingue
la relativamente scarsa sopravvivenza di termini di sicura e schietta origine celtica nelle lingue romanze[18]
romanze.

Alcuni, tuttavia, ipotizzando - più in base a ricerche di carattere speculativo che a dati certi - una notevole affinità tra latino e lingue celtiche (nell'ambito della
comune eredità indoeuropea), avanzano l'ipotesi che lo sviluppo delle lingue poi dette convenzionalmente romanze, sia partito soprattutto dalle lingue indoeuropee
parlate dalle popolazioni presenti nell'impero, sulle quali il latino (che ne condivideva comuni origini) avrebbe avuto un'influenza più limitata di quanto
generalmente accettato. Tali ricerche tendono a valorizzare il più possibili determinati caratteri linguistici che costituirebbero i sostrati non prettamente latini
(soprattutto celtici, ma anche affini seppur non coincidenti con il latino) delle lingue romanze, in opposizione ai superstrati intervenuti nella formazione delle
nuove lingue successivamente alla caduta dell'Impero romano, dovute all'influsso delle lingue (soprattutto germaniche, anch'esse di ceppo indoeuropeo) parlate da
popoli comunemente individuati come Barbari.
Va però osservato che tali ipotesi, per quanto talvolta affascinanti, mancano a tutt'oggi del sostegno di un corpus di testimonianze linguistiche e letterarie
abbastanza vasto che consenta loro di uscire dall'ambito delle speculazioni.

Il meccanismo di genesi delle nuove lingue si mise in ogni caso in moto con una brusca accelerazione con il crollo dell'impero e la migrazione massiccia e molto
concentrata nel tempo di popolazioni generalmente germanofone (Invasioni barbariche). A seguito delle invasioni in molte regioni dell'ex-impero venne persino
sconvolto l'equilibrio etnico e linguistico esistente, mentre le popolazioni più schiettamente latine e latinizzate furono a volte quasi del tutto spazzate via dalla
scena senza mai più essere sostituite, come avvenne in Britannia, totalmente evacuata all'inizio del V secolo da militari e funzionari per tentare di far fronte, con il
loro contributo, alle minacce frattanto subite da Gallia e Italia.

Date di nascita delle lingue romanze

La nascita delle diverse lingue romanze è variamente individuabile e documentata, e avviene - nella maggior parte dei casi - nei secoli immediatamente successivi
alla caduta dell'Impero romano d'Occidente, che causò la perdita dell'unità linguistica, oltre che politica, garantita dalle sue istituzioni.

La prima attestazione del termine romana (romana lingua, da cui il termine romanza nel senso di lingua derivata dal latino), risale al Concilio di Tours (813),
durante il quale così ci si riferisce alla lingua comunemente parlata all'epoca in Gallia, in opposizione alla lingua germanica parlata dai Franchi invasori.

Il Serment de Strasbourg o Giuramento di Strasburgo (842) è indicato come il primo documento ufficiale in cui si impieghi un antenato del francese (e del
tedesco, essendo stato redatto in due copie da Carlo il Calvo e Ludovico il Germanico, una latinizzante e l'altra germanizzante).

Tra i rari documenti pervenuti della lingua protofrancese, (fase iniziale del passaggio dal latino a una forma precoce di francese) è rilevante il Glossario di
Reichnau, redatto nel IX sec (880 d.C.) e avente varie colonne riguardanti lemmi latini e loro definizioni, insieme ad altre concernenti le lingue dell'area francese.

Il primo documento ufficiale giunto sino ai nostri tempi che attesta l'uso del volgare in Italia è il celebre placito capuano, databile al 960 (anche se esistono
attestazioni precedenti che, pur senza valore di ufficialità, testimoniano il distacco dal latino in corso almeno dall'VIII secolo, come ad esempio l'indovinello
veronese).

Sono del X secolo le Glosse silensi e le Glosse emilianensi, più antiche testimonianze esplicite dell'esistenza dello spagnolo antico: si tratta di annotazioni
aggiunte a testi latini da monaci Benedettini dei monasteri di San Millán de la Cogolla o di Suso. Tali note costituiscono vere e proprie traduzioni dello scritto
originale. Tra esse, ad esempio, si può leggere "quod: por ke" oppure "ignorante: non sapiendo".

Risale invece a poco prima del 1175 il più antico documento del volgare portoghese pervenutoci: si tratta di una sorta di patto di non aggressione tra due fratelli,
Gomes Pais e Ramiro Pais, recentemente scoperto dal ricercatore José António Souto. Prima di tale scoperta si reputavano più antichi alcuni testi con datazione
oscillante tra il 1192 e il XIII secolo, come l'Auto de Partilhas e la Notícia de Torto.

La scarsità di reperti antichi rende difficile non solo stabilire la "data di nascita" del romeno (una delle lingue romanze balcaniche), ma persino incerta la sua
evoluzione, a dispetto delle teorie, tuttora largamente condivise, che lo vogliono discendente più o meno diretto della comunità latinofona dell'antica Dacia
romana. Il più antico documento che fa certamente capo a un antenato dell'attuale romeno è una lettera scritta nel 1521 al giudice di Kronstadt, Hans Benkner.

Attualmente è controversa la datazione (e persino l'autenticità, almeno per quello che riguarda la sua ipotetica prima stesura) di quello che è comunemente ritenuto
il più antico documento del volgare sardo, la Donazione del giudice Torchitorio all'arcivescovo di Cagliari dei villaggi di Sant'Agata di Sulcis e di Sant'Agata di
Rutilas, risalente, pare, agli anni attorno al 1080.

Per quanto riguarda l'area ligure, il primo insieme di testi scritti interamente in lingua autoctona si colloca fra la metà del XIII secolo e la prima metà del XIV: si
tratta dell'opera dell'Anonimo Genovese, contenuta nel cosiddetto Codice Molfino e oggi attualmente conservata presso l'Archivio Storico del Comune di Genova.

Dal De vulgari eloquentia ai giorni nostri

Il primo documento teorico dedicato alle lingue romanze, scritto in latino, è il De vulgari eloquentia ("Sull'eloquenza del volgare") di Dante (XIII secolo), dove
appare la differenziazione in lingua d'oïl (galloromanzo settentrionale), lingua d'oc (galloromanzo meridionale) e lingua del sì (italoromanzo) riferendosi alla
forma rispettiva della parola assunta nelle diverse aree dalle varie lingue romanze.

Al di là di queste date, che in ogni caso attestano le date a partire dalle quali è certa l'affermazione di diversi volgari come lingue, va sottolineata l'espansione
straordinaria che diverse di esse hanno avuto nel mondo a seguito delle vicende coloniali.

La lingua romanza più parlata nel mondo è oggi lo spagnolo seguito da francese e portoghese (anch'essi con le loro varianti sorte in ambito coloniale) e quindi da
italiano e romeno.

Il latino ha notevolmente influenzato anche l'inglese, il cui lessico è in grande parte (circa il 60%) di matrice romanza o latina e, assieme alle lingue romanze, ha
contribuito anche alla nascita di molte lingue artificiali, sia universali (quali l'interlingua, il latino moderno e il latino sine flexione), sia usate per finzione come il
brithenig o il wenedyk.

Note
6. ^ http://www.udinetoday.it/cronaca/friulano-prove-invalsi.html?
1. ^ Lingue per numero di parlanti madrelingua fbclid=IwAR1Ni3Yn-12Z1r7VzvtKIpSxWo91hgxn-
2. ^ Riconoscendo l'arbitrarietà delle definizioni, nella nomenclatura qpAj01Hv9sbMEDvIkZQsmHySGw
delle voci viene usato il termine "lingua" se riconosciute tali nelle 7. ^ il "romancio" è divenuto dal 1938 una delle quattro lingue nazionali
norme ISO 639-1, 639-2 o 639-3. Per gli altri idiomi viene usato il della Confederazione Elvetica - dal 1982 ha lingua scritta unitaria e
termine "dialetto".
normata - dal 1996 è lingua ufficiale del Cantone dei Grigioni; tratto
3. CIA - The World Factbook - World da: Lorenzo Renzi e Alvise Andreose, "Manuale di linguistica e
4. ^ Mirandese riconosciuto ufficialmente nel Portogallo dal 29 gennaio filologia romanza", Edizione Il Mulino 2015 - pagina 46 e 47
1999, su mirandes.no.sapo.pt, 8 dicembre 2003. URL consultato il 22
febbraio 2009 (archiviato dall'url originale il 18 marzo 2002).
5. ^ Con la legge regionale Friuli-V.G. nr. 15/1996 è stata fissata la
grafia ufficiale della lingua friulana. https://arlef.it/it/risorse/grafia-
ufficiale/
8. ^ < Legge regionale 10 aprile 1990, n. 26. Tutela, valorizzazione e 11. ^ regione Friuli-Venezia Giulia - http://lexview-
promozione della conoscenza dell'originale patrimonio linguistico del int.regione.fvg.it/fontinormative/xml/XmlLex.aspx?
Piemonte., su arianna.consiglioregionale.piemonte.it, 10 aprile 1990. anno=2010&legge=5 - Legge regionale 17 febbraio 2010, n. 5 -
URL consultato il 14 ottobre 2017.. La L.r. 26/1990 è stata superata dalla Valorizzazione dei dialetti di origine veneta parlati nella regione Friuli
successiva L.r. regione Piemonte n. 11 del 7 aprile 2009 "Tutela, Venezia Giulia. - Art. 1 (Principi e finalità) 1. In attuazione dell'articolo
valorizzazione e promozione del patrimonio linguistico del Piemonte" 9 della Costituzione e in armonia con i principi internazionali di
(successivamente dichiarata parzialmente incostituzionale con la rispetto delle diversità culturali e linguistiche, la Regione valorizza i
Sentenza della Consulta n. 170 del 13-05-2010) dialetti di origine veneta individuati all'articolo 2, quali patrimonio
9. ^ L.482/99 (tutela minoranze linguistiche storiche) tradizionale della comunità regionale e strumento di dialogo nelle
http://www.parlamento.it/parlam/leggi/99482l.htm aree frontaliere e nelle comunità dei corregionali all'estero.
10. ^ Sentenza n. 81 del 20 marzo 2018 della Corte Costituzionale 12. ^ Regione Veneto -
italiana - https://bur.regione.veneto.it/BurvServices/pubblica/DettaglioLegge.asp
https://www.cortecostituzionale.it/actionSchedaPronuncia.do? id=196722 – Legge regionale n. 8 del 13 aprile 2007 - Tutela,
anno=2018&numero=81: ”il compito di determinare gli elementi valorizzazione e promozione del patrimonio linguistico e culturale
identificativi di una minoranza da tutelare non può che essere veneto. - Art. 1- Finalità - 1. La Regione del Veneto, in attuazione
affidato alle cure del legislatore statale, in ragione della loro degli articoli 2 e 4 dello Statuto, favorisce la tutela e la valorizzazione
necessaria uniformità per l'intero territorio nazionale. (…) In questa del patrimonio linguistico veneto.
cornice (sentenza n. 170 del 2010) non è consentito al legislatore 13. ^ Regione Piemonte, legge regionale n. 11 del 7 aprile 2009 "Tutela,
regionale configurare o rappresentare la “propria” comunità in quanto valorizzazione e promozione del patrimonio linguistico del Piemonte"
tale come “minoranza”. (…) Riconoscere un tale potere al legislatore http://www.minoranzelinguistiche.provincia.tn.it/binary/pat_minoranze_
regionale significherebbe, infatti, introdurre un elemento di - questa legge regionale è stata dichiarata parzialmente
frammentazione nella comunità nazionale contrario agli artt. 2, 3, 5 e incostituzionale dalla Consulta con la Sentenza n. 170 del 13-05-
6 Cost”. Con la Sentenza nr. 81/2018, la Corte Costituzionale italiana 2010
ha dichiarato incostituzionale la legge regione Veneto 13 dicembre 14. ^ Regione Lombardia, legge Regionale n. 25 del 7 ottobre 2016
2016 nr. 28 (applicazione della convezione quadro per la protezione "Politiche regionali in materia culturale - Riordino normativo"
delle minoranze nazionali) 15. ^ Ditzionàriu in línia de sa limba e de sa cultura sarda, Regione
autònoma de Sardigna. URL consultato il 28 febbraio 2019 (archiviato dall'url
originale l'8 ottobre 2017).
16. ^ Cysow & Good 2013.
17. ^ Ethnologue, Languages of the World, 15.ta edizione, SIL
International, 2005.
18. ^ András Bereznay, Erdély történetének atlasza, Méry Ratio, 2011,
p. 63, ISBN 978-80-89286-45-4.

Bibliografia
Rainer Schlösser, Le lingue romanze, Editore Il Mulino – anno 2005
Marcello Barbato, Le lingue romanze. Profilo storico-comparativo, Bari - Roma, Laterza, 2017.
Cysouw, Michael e Jeff Good, Languoid, Doculect, Glossonym: Formalizing the notion “language”, in Language Documentation and
Conservation, vol. 7, 2013, p. 331-359.
Holtus, Günter, Metzeltin, Michael e Schmitt, Christian, Lexikon der Romanistischen Linguistik (LRL), Niemeyer, Tübingen, 1988-2005.
Lindenbauer, Petrea, Metzeltin, Michael e Thir, Margit, Die romanischen Sprachen. Eine einführende Übersicht, G. Egert, Wilhelmsfeld, 1995.
Metzeltin, Michael, Las lenguas románicas estándar. Historia de su formación y de su uso, Academia de la Llingua Asturiana, Uviéu, 2004.
Bendict E. Vidos, Manuale di linguistica romanza, in Biblioteca dell'«Archivum Romanicum», traduzione di G. Francescato, II: Linguistica,
vol. 28, Prima (terza ristampa), Olschki, 1975, ISBN 978-88-222-2125-4.

Voci correlate
Classificazione delle lingue romanze
Dittongazione romanza
Filologia romanza
Giuramenti di Strasburgo
Glosse di Reichenau
Glosse emilianensi
Latino volgare
Lingue romanze balcaniche
Lingue galloromanze
Linguistica romanza
Lingue giudeo-romanze
Protoromanzo
Sequenza di Sant'Eulalia
Unione per il Mediterraneo
EuroMed

Altri progetti
Wikiversità contiene risorse su lingue romanze
Wikimedia Commons (https://commons.wikimedia.org/wiki/?uselang=it) contiene immagini o altri file su lingue romanze (https://commons.
wikimedia.org/wiki/Category:Romance_languages?uselang=it)

Collegamenti esterni
(EN) Lingue romanze, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
Lexikon der Romanistischen Linguistik (LRL), edd. Holtus / Metzeltin / Schmitt , su reference-global.com.
Michael Metzeltin, Las lenguas románicas estándar. Historia de su formación y de su uso, Oviedo, 2004, su books.google.at.
Atlas Lingüístico Románico (ALiR)
Thesaurus BNCF 147 (https://thes.bncf.firenze.sbn.it/termine.php?id=147) · GND (DE) 4115788-6 (https://d-nb.info/gnd/4115788-6) ·
Controllo di autorità
NDL (EN, JA) 00569674 (https://id.ndl.go.jp/auth/ndlna/00569674)

Estratto da "https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Lingue_romanze&oldid=111842650"

Questa pagina è stata modificata per l'ultima volta il 31 mar 2020 alle 11:21.

Il testo è disponibile secondo la licenza Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo; possono applicarsi condizioni ulteriori. Vedi le condizioni d'uso per i dettagli.