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Pseudoscienza

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«È vero, inizialmente risero di Niccolò Copernico e di Albert Einstein, ma è altrettanto
vero che risero pure di Bozo il pagliaccio...»

(Carl Sagan)
Il termine pseudoscienza, nell'epistemologia, indica ogni teoria, metodologia o pratica che afferma,
pretende o vuole apparire scientifica ma che tuttavia non mostra i criteri tipici di scientificità ovvero non
ha alcun'aderenza al metodo scientifico (o metodo sperimentale)[1][2][3], che è il metodo alla base della
scienza moderna per dimostrare le proprie affermazioni e progredire. Tra i primi ad usare il termine ci fu
François Magendie[4], pioniere della fisiologia. Il termine deriva dal prefisso greco ψευδής pseudés
(falso, mendace) e dal latino scientia (conoscenza).

Indice
Definizione
Identificare le pseudoscienze
Caratteri
Le fallacie logiche che alimentano le tesi pseudoscientifiche
Il dibattito sulle pseudoscienze
Scienza e pseudoscienza
Alcuni esempi di teorie pseudoscientifiche
Il problema del metodo
Metodi inadatti?
Il problema dei risultati
La critica alle pseudoscienze
Le truffe
Aspetti di psicologia clinica
La psicoanalisi
Grafologia
La "scienza" imposta
Scienza e non-scienza
Metafisica e pseudoscienza
Protoscienza e pseudoscienza
Motivazioni psicologiche e sociologiche delle pseudoscienze
Le pseudoscienze come religioni atee
Note
Bibliografia
Articoli su riviste con revisione paritaria
Altri articoli
Libri
Voci correlate
Altri progetti
Collegamenti esterni

Definizione
Viene chiamata pseudoscienza qualsiasi dottrina che in superficie appare essere scientifica o che ha dei
presupposti scientifici, ma che contravviene ai requisiti di verificabilità richiesti dalla scienza o
comunque devia sostanzialmente da altri fondamentali aspetti del metodo scientifico[2]. In senso più
restrittivo Martin Gardner definisce la pseudoscienza "una teoria interpretativa della natura che,
partendo da osservazioni empiriche per lo più fortemente soggettive, tramite procedimenti solo
apparentemente logici, giunge a un'arbitraria sintesi, in stridente contrasto con idee comunemente
condivise"[5].

In epistemologia tuttavia non c'è unanime accordo su come stabilire in modo oggettivo un confine netto
fra scienza e pseudoscienza[6]. Tipicamente la transizione tra i due campi è caratterizzata dall'incremento
degli esami scientifici e delle prove a supporto della teoria; ad esempio, la deriva dei continenti, un
tempo ritenuta una teoria pseudoscientifica[7], è oggi parte integrante del patrimonio scientifico,
soprattutto dopo la scoperta delle prove paleomagnetiche che sostengono il concetto di tettonica a zolle.
Anche l'evoluzione della specie o l'eliocentrismo sono state sottoposte inizialmente a feroci critiche
scientifiche.

Il termine pseudoscienza ha oggi una connotazione negativa poiché segnala che gli argomenti definiti
pseudoscientifici sono inaccurati o ingannevolmente presentati come scienza[8].

Identificare le pseudoscienze
Gli standard per determinare se una conoscenza, una metodologia o pratica siano scientifiche possono
variare da un campo scientifico all'altro, tuttavia, esistono una serie di principi base sui quali gli
scienziati concordano come la riproducibilità e la verificabilità intersoggettiva.[3][9] Questi principi
mirano ad assicurare che prove rilevanti possano essere riprodotte e/o misurate nelle medesime
condizioni. Ci si aspetta inoltre che ogni dato sia documentato e reso pubblico al fine di potere essere
sottoposto a revisione paritaria così consentendo successivi e ulteriori esperimenti volti a confermare la
veridicità o falsità dei risultati dichiarati e a convalidare l'attendibilità dei valori numerici, stabilendone la
significatività statistica e l'intervallo di confidenza[3].

Alla metà del XX secolo Karl Popper suggerì il criterio della falsificabilità per distinguere la scienza da
ciò che non è scienza[10]. Affermazioni come "Dio ha creato l'universo" possono essere vere o false ma
nessun test può provare che esse siano false quindi tali asserzioni non sono scientifiche, queste
affermazioni si pongono fuori dai confini propri della scienza[11].

L'esigenza di proporre solo affermazioni suscettibili di falsificazione comporta che la scienza è


metodologicamente naturalistica, cerca cioè spiegazioni solo all'interno del mondo materiale,
astenendosi da ogni eventuale contributo, vero o falso che sia, suggerito dalla religione.[12] Molte
discipline ritenute pseudoscientifiche, come scientology o la
psicoanalisi, sono spesso accusate di essere delle religioni laiche.[13]

La scienza va distinta quindi dalla rivelazione, dalla teologia o dalla


spiritualità. Tuttavia quando la ricerca scientifica produce risultati che
contrastano ad esempio con la interpretazione creazionista delle
scritture, la reazione dei creazionisti è quella sia di rigettare le
conclusioni della ricerca[14] e dei suoi fondamenti scientifici[15] sia di
rigettare la metodologia[16]; per questi motivi il creazionismo è
considerato pseudoscienza da gran parte della comunità scientifica[17] È Mappa frenologica del XIX
questo uno dei casi in cui il termine di "pseudoscienza" viene utilizzato secolo. La frenologia fu
dai seguaci di una teoria giudicata pseudoscientifica per negare tale definita una pseudoscienza
attribuzione ribaltando invece la stessa accusa sulla teoria scientifica nel 1843 e continua anche
oggi ad essere considerata
dalla quale si differenziano. Posizione analoga a quella dei creazionisti
tale.[4]
è tenuta anche dagli scientologisti che credono nelle teorie dianetiche.

Caratteri
Una pseudoscienza può essere caratterizzata da alcuni dei seguenti aspetti:

affermazioni vaghe, imprecise prive di specifiche misurazioni[3] o per le quali si sostiene che
non siano misurabili[18];
affermazioni prive di verifica sperimentale oppure in contraddizione con altri risultati
sperimentali;
affermazioni impossibili da verificare o da confutare[19];
tendenza a modificare abitualmente la natura delle proprie asserzioni per sfuggire alle
critiche;
presentazione di risultati sperimentali privi di qualsiasi forma di peer review (la cosiddetta
"scienza delle conferenze stampa");
violazione del rasoio di Occam, ovvero il principio secondo il quale per spiegare un dato
fenomeno si debba preferire, tra le teorie possibili, quella con meno assunzioni possibili[20];
denuncia di un presunto ostracismo della "scienza ufficiale", dovuto a chiusura mentale e
interessi economici[21];
mancanza di effettivo controllo sui risultati come l'utilizzo del doppio cieco nella
sperimentazione;
asserzioni che si afferma non siano state dimostrate come false e che quindi devono essere
vere (o viceversa). È il cosiddetto caso dell'argumentum ad ignorantiam[22];
asserzioni eccessivamente legate a prove testimoniali o esperienze personali. Tali prove
possono essere utili per contestualizzare la scoperta ma non devono essere usate per il
test di verifica d'ipotesi[23].

asserzioni che presentano dati che sembrano comprovare il risultato ma che non tengono
conto di altri dati che confliggono con esso[24]. Questo è un esempio di effetto di selezione
ovvero una distorsione della prova o dei dati che ha origine nel modo in cui i dati sono
raccolti.
richiamare l'olismo come opposto al riduzionismo; coloro che propongono teorie
pseudoscientifiche, in particolar modo nel campo della medicina alternativa spesso
ricorrono al "mantra dell'olismo" per spiegare i risultati negativi[25];
mancanza di evoluzione e progressi nel proprio
campo[26]. Terence Hines ha, ad esempio, rilevato che
l'astrologia non è pressoché mutata negli ultimi duemila
anni.[27]. Di contro la conoscenza che la scienza
produce è attendibile ma non infallibile e, di
conseguenza, essa può essere mutevole nel tempo.
Analogo discorso può essere fatto per l'omeopatia i cui
principi fondanti sono praticamente immutati dalla fine
del Settecento[9];
incapacità di autocorreggersi. Nelle ricerche scientifiche
si commettono errori che tendono a essere eliminati nel Dipinto di Alexander Beydeman nel
tempo[28], al contrario, le pseudoscienze sono accusate quale gli omeopati osservano le
di rimanere inalterate nel tempo a dispetto delle brutalità della medicina del XIX
contraddizioni intrinseche; secolo
Argumentum ad populum (principio di maggioranza): ad
esempio, nella medicina alternativa, il soggetto fa leva
su un ragionamento: se migliaia di persone vi ricorrono, qualche cosa di vero deve pur
esserci[9][18];
principio d'autorità (Ipse dixit): nella pseudoscienza si riscontra la tendenza a fare accettare,
senza possibilità di critica, il pensiero di una data persona (l'autorità) sulla base del fatto che
questa deve essere considerata superiore[29].
Come si vende una pseudoscienza
Le fallacie logiche che alimentano Chet Raymo enuncia quelli che sono una serie
le tesi pseudoscientifiche di azioni che vengono tipicamente utilizzate per
accreditare una teoria pseudoscientifica[30],
Il bioeticista George Dvorsky ha enunciato
occorre:
quelli che sono i più comuni errori di logica che
tendono ad alimentare nel pubblico la credenza 1. conferire alla teoria un'aura di scientificità
in tesi pseudoscientifiche.[31] 2. falsificare le credenziali di chi la propugna (ad
es. qualificandolo come Ph.D.)
La falsa equivalenza: si tende a mettere 3. esporre la teoria in modo molto semplice,
sullo stesso piano tesi scientifiche e tesi astenendosi dalla matematica
pseudoscientifiche sulla base non delle 4. non esitare a spiegare tutti i fenomeni che oggi
prove a sostegno ma della percezione e la scienza non riesce a spiegare
della bravura dialettica del sostenitore
5. mostrare almeno una dozzina di ricorrenze per
delle teorie antiscientifiche; è ciò che
ogni fenomeno che si vuole esistente
avviene ad esempio nei dibattiti su
evoluzionismo e creazionismo o in 6. tenersi alla larga dalle superstizioni più ingenue
(ad esempio gli oroscopi)
quelli sul riscaldamento globale.
7. porre l'individuo al centro di una fitta rete di
Appello alla natura: si tende a influenze cosmiche
considerare ciò che è naturale come
buono e giusto e quello che è creato 8. aggiungere un po' di sesso (non guasta mai)
dall'uomo attraverso il progresso e la 9. non avere paura di lanciarsi contro la scienza
tecnologia come cattivo perché istituzionale
altererebbe il flusso naturale delle cose, 10. tenere pronto il famoso passo dell'Amleto "ci
non considerando il progresso stesso sono più cose in cielo e in terra, Orazio, di
come parte integrante del corso della quante ne sogni la tua filosofia."
natura.
Selezione osservativa: è la tendenza a generalizzare singoli casi facendone regole erga
omnes ignorando così non solo le basi di una qualsiasi analisi statistica ma cancellando
dalla propria analisi tutti i dati che la contraddicono (ad esempio il citare un conoscente che
è vissuto sino a 100 anni bevendo e fumando come prova di non nocività di fumo e alcol).
Appello alla fede: è la tendenza a commistionare o sostituire prove e atti di fede; si rinuncia
a capire qualcosa e si presta in essa una fiducia incondizionata a prescindere da ogni
evidenza scientifica.
Il Dio dei vuoti: la scienza non spiega tutto né ha la pretesa di farlo, per colmare questi vuoti
la gente si affida a spiegazioni metafisiche e pseudoscientifiche.
Appello alle conseguenze: si diffida della ricerca scientifica in ragione delle paventate
conseguenze negative che essa può avere; tuttavia le eventuali conseguenze negative non
sono imputabili alla ricerca in sè ma al modo in cui questa viene condotta o usata.
È solo una teoria: si concreta nel considerare teorie in senso riduttivo anche quelle che per
portata applicativa hanno assunto il ruolo di paradigma (ad esempio la teoria della
relatività).
Sostituirsi a Dio: è un corollario dell'appello alla natura, cioè l'idea che la scienza non debba
occuparsi di materie che si ritengono pertinenza di un'Entità suprema.

Il dibattito sulle pseudoscienze

Scienza e pseudoscienza
«La pseudoscienza è un despota tale che fino ad oggi non se n'erano ancora
conosciuti. Un despota che ha i suoi sacerdoti e i suoi schiavi»

(Fëdor Dostoevskij da I demoni[32])


La scienza non afferma l'assoluta verità delle proprie affermazioni[9]; infatti una teoria scientifica deve
essere ritenuta valida soltanto fino a quando riesce a spiegare i fenomeni noti e a fornire previsioni che
siano verificabili sperimentalmente; e una nuova teoria potrà soppiantarne una precedente solo qualora
riesca a prevedere o spiegare fenomeni non previsti o non spiegati fino ad allora. Inoltre essa sarà ritenuta
"vera" solo se riesce a resistere ai tentativi di "falsificazione"; per tale motivo, l'attività degli scienziati,
se da un lato consiste nel raccogliere nuovi dati e nel formulare nuove teorie, dall'altro, si svolge nel
cercare di falsificare le teorie e le affermazioni altrui. Quindi, in ambito scientifico, il ruolo della critica
reciproca è di fondamentale importanza[9].

Ad esempio, la teoria newtoniana della gravitazione universale,


che sembrava poter spiegare ogni fenomeno fisico legato
all'interazione tra corpi celesti (determinismo), è stata inglobata
dalla teoria della relatività di Einstein, che ha previsto e spiegato
nuovi fenomeni di origine gravitazionale (ad esempio, la
precessione del perielio di Mercurio e la deflessione dei raggi
luminosi ad opera dei campi gravitazionali, per ricordarne
alcuni).

Secondo i sostenitori delle pseudoscienze, invece, la scienza non


accetterebbe l'esistenza dei fenomeni che non riesce a spiegare; la
Galileo Galilei iniziatore del metodo
scientifico
pseudoscienza quindi, si propone di accogliere e spiegare con
metodi alternativi questi fenomeni. Tuttavia essi sono finora
risultati inesistenti se indagati tramite il metodo scientifico[33] (ad
esempio, gli influssi degli astri sulla personalità degli individui, oppure la capacità di comunicare con il
pensiero o di prevedere il futuro); e quindi la scienza risponde a simili obiezioni richiedendo la prova
scientifica per le pretese fenomenologie pseudoscientifiche. La questione pertanto si riduce a una scelta
fra chi ammette l'esistenza della sola oggettiva razionalità scientifica, e chi invece afferma che gli eventi
si possano spiegare attraverso altre vie, non necessariamente razionali e oggettivate dalla rilevazione
empirica o sperimentale.

Il termine "pseudoscienze" è stato coniato per sgombrare il


campo da discipline che, pur presentandosi al pubblico come
scientifiche, pretendono di fornire risultati che avrebbero un
grado di verificabilità e quindi di autorevolezza pari a quello
delle scienze, ma che tuttavia rifiutano di applicare i metodi
rigorosi richiesti dal metodo scientifico.

Molti sostenitori delle pseudoscienze sono tali perché ritengono


desiderabile poter oltrepassare i limiti che la conoscenza
scientifica impone; lo scontro verte tuttavia sul fatto che le La deviazione della luce così come
teorizzata da Einstein e che trovò
pseudoscienze pretendono di esibire l'etichetta di scienza senza
conferma per la prima volta durante
essere disposte a pagare il prezzo, in termini di metodo rigoroso, l'eclissi del 1919
che questa etichetta richiede[9]. Inoltre, se anche le scienze
ufficiali fossero tanto ottuse e conservatrici quanto vengono
dipinte dagli adepti delle pseudoscienze, non si capirebbe allora il senso di tanta insistenza nel volersi
definire scienze, se non per uno scopo propagandistico e pubblicitario.

La scienza non può spiegare tutto. Esistono campi molto importanti della vita umana su cui la scienza
non può dire nulla, semplicemente perché il suo metodo non è adatto a trovare le risposte per certe
domande[9]. La scienza non può ad esempio stabilire se una musica è bella o no: i concetti di "bello" o
"brutto" non appartengono alla scienza, ma all'estetica, che non è una scienza formale in quanto non
adotta il metodo scientifico, ma che tuttavia pone e cerca di risolvere questioni di indubbio interesse.

Nello stesso modo, la scienza non ha nulla da dire né pro né contro l'esistenza di Dio[11]. Il concetto di
Dio appartiene a campi diversi della conoscenza, come la religione e la metafisica, da cui la scienza
formale - o in linea generale tutte le discipline che adottano il metodo scientifico - si è
metodologicamente dissociata in tempi relativamente moderni. Ciò non toglie che comunque esistano
parecchi pareri contrari, come ad esempio il pensiero di Sam Harris:

«immaginate: [...] abbiamo tutti questi uragani nel Golfo, ed immaginate che qualche
senatore dicesse che in realtà dobbiamo tutti pregare Poseidone, che dopotutto quella
è la sua giurisdizione, che l'oceano si sta riprendendo le nostre città. Chiaramente
questa sarebbe la fine della carriera politica di quella persona. E guardate, non è che
qualcuno abbia scoperto nel III secolo che il Dio biblico esiste e Poseidone no: le due
affermazioni hanno esattamente la stessa dignità intellettuale. Sono possibili due casi:
o hai delle buone ragioni per credere ciò che credi, oppure non le hai. Se hai buone
ragioni, la tua credenza fa parte del panorama generale della razionalità scientifica, e
quindi non c'è bisogno della fede perché ciò che credi dia i suoi frutti. [...] La religione è
l'unica area della nostra vita dove non avere ragioni, o avere ragioni che non stanno in
piedi, è considerato una cosa buona e nobile. Anzi viene considerato ancor più nobile
se credi solo per fede, senza evidenza [...] è proprio questo il messaggio della parabola
di San Tommaso che dubitava.»

(da un discorso di Sam Harris per presentare il suo libro La fine della fede)
Diversa è la posizione di Hilary Putnam, che ritiene in linea di principio le verità religiose non in
conflitto con la scienza[34]. Altri tuttavia sono di diversa opinione e indicano teorie come il creazionismo
e il disegno intelligente quali esempi di pseudoscienze[35].

Alcuni esempi di teorie pseudoscientifiche


Tra le pseudoscienze più diffuse nella cultura popolare contemporanea si annoverano l'astrologia (con
innumerevoli seguaci in tutto il mondo, benché nulla di quanto affermi sia dimostrato scientificamente),
il creazionismo, la lottologia. Anche l'omeopatia è considerata una pseudoscienza in quanto è
incompatibile con le attuali conoscenze biochimiche e non fornisce dimostrazioni sperimentali dei suoi
effetti curativi.

Le discipline pseudoscientifiche sostengono di basarsi su fatti ed


eventi apparentemente reali e dimostrati, anche se talvolta si
fondano solo su sensazioni, impressioni e desideri dei cosiddetti
"ricercatori" che se ne occupano.

Sensazioni:
quando una persona "si sente osservata", spesso
avverte "una strana sensazione" (alcuni dicono
addirittura "uno strano pizzicore sul collo"); questo Esperimento di deprivazione
fenomeno sarebbe dovuto, sempre secondo gli sensoriale volto a dimostrare la
pseudoscienziati, a una capacità telepatica del telepatia
nostro cervello, che tutte le persone avrebbero, la
maggior parte delle quali però senza rendersene
conto.
Impressioni:
altre pseudoscienze, come l'oniromanzia, affermano che durante il sonno le capacità del
cervello si amplificano, per cui è possibile avere sogni premonitori attraverso i quali
prevedere il futuro. Tuttavia, da Sigmund Freud in poi si è iniziato ad interpretare i sogni
da un diverso punto di vista, tentando di spiegare da un punto di vista scientifico il modo
in cui il cervello rielabora ricordi e sensazioni per formare dei sogni legati sia ad
elementi di realtà esterna che ad elementi endopsichici. La validità scientifica di tali
risultati è tuttavia altamente controversa. Basti pensare che le modalità d'interpretazione
dei sogni da parte di Freud e di Carl Gustav Jung (fondatori rispettivamente della
psicoanalisi e della psicologia analitica) sono profondamente diverse, e non vi è un
criterio oggettivo e valutabile sperimentalmente per discernere tra le due, così come tra
le altre teorie che sono state formulate in proposito. Oggi anche molti psicoanalisti
sostengono che l'interpretazione dei sogni, e la psicoanalisi in generale, sia più "arte"
che scienza; in ciò distanziandosi dallo stesso Freud, secondo cui la psicoanalisi
sarebbe una scienza, basata in ultima istanza sull'osservazione imparziale dei dati
clinici.
Desideri:
la psicologia rileva, a proposito delle pseudoscienze, che esse si basano
fondamentalmente sul desiderio innato, più o meno cosciente, che l'uomo ha di spiegare
tutti i fenomeni del mondo che lo circonda. Le dottrine delle pseudoscienze, essendo
talvolta molto vaghe e approssimative (proprio perché spesso basate su impressioni e
sensazioni, in contrasto col metodo scientifico), sono alle volte più semplici di
un'equazione matematica, di una legge fisica o di una dimostrazione geometrica.
Anche nell'architettura si hanno alcune teorie discutibili e discusse, come quella che vorrebbe indagare
presunti benefici effetti dell'opportuna esposizione dell'abitazione rispetto alla rete di Hartmann, secondo
il quale tutta la Terra sarebbe percorsa da un "reticolo di energia" (chiamato appunto rete di Hartmann);
alcuni nodi di questa rete sarebbero "positivi", mentre altri sarebbero "negativi" e costruire una casa su un
nodo "negativo" risulterebbe in effetti disastrosi sugli abitanti. Analoghi concetti sono espressi dal feng
shui cioè l'arte di arredare basata sull'ascolto delle energie che pulsano tra le mura delle nostre case e
nei luoghi in cui trascorriamo la maggior parte del nostro tempo[36].

Il problema del metodo


«Ritenni necessario rigettare come interamente falso tutto ciò in cui potessi
immaginare il minimo dubbio»

(Cartesio Discorso sul metodo)


Le "pseudoscienze" non sono "discriminate" dalla comunità scientifica per via dei loro campi di studi, nei
quali avrebbero dato risultati talmente sconvolgenti da mettere in pericolo la carriera degli scienziati
ufficiali. Le pseudoscienze sono definite "pseudo" per via del loro metodo di ricerca, ossia non per ciò su
cui ricercano, ma per il modo in cui lo ricercano[33]. Senza metodo sperimentale non c'è conoscenza di
tipo scientifico, dunque le discipline che non si basano sul metodo sperimentale non possono ambire a
fornire risultati definibili "scientifici".

La scienza compie continuamente errori, tuttavia ammette la


correzione degli errori, e se dimostra che una certa teoria è errata,
il sapere scientifico si corregge[28]. Se una teoria viene smentita
(attraverso gli esperimenti e le verifiche), tutta quella parte di una
scienza che si basava su di essa deve cambiare. Al contrario, tutte
le pseudo-scienze hanno la caratteristica di rimanere valide e di
non cambiare anche se si dimostra sperimentalmente che le basi
stesse su cui si fondano sono errate[28]. Ne consegue che la
conoscenza che esse forniscono non può essere di tipo scientifico,
dato che per la scienza può essere definito "vero" solo ciò che è
dimostrato: la loro sarà una conoscenza simile a quella della
religione, in cui è "vero" ciò a cui si crede, e non ciò che si è in
grado di dimostrare. Un vero scienziato accetta qualsiasi
fenomeno, anche se inspiegato, purché sia accertato che tale
fenomeno esista[37].

Un esempio di questo fenomeno è quello dell'astrologia, che


Manoscritto del XIV secolo
nell'antichità veniva considerata una scienza, poiché inglobava
descrivente l'influenza dei segni
astrologici sul corpo umano quegli studi che anche oggi appartengono a una scienza, cioè
l'astronomia. L'accumularsi di queste conoscenza ha diviso
l'astronomia, che si è attenuta ai dati scientifici via via
accumulati, dall'astrologia, che invece è rimasta fedele al modello superato.

L'astrologia è oggi considerata unanimemente "non scientifica"[38][39] ed è considerata tout court una
pseudoscienza.[40]. Nel 1975 l'American Humanist Association pubblicò un manifesto sull'astrologia,
firmato da 186 scienziati e tra questi 18 premi nobel, in cui era scritto che la comunità scientifica era
preoccupata dell'aumento delle persone che credono nell'astrologia pur in mancanza di basi e prove
scientifiche e nonostante ci siano forti prove contrarie sulla sua validità scientifica[41]. Il manifesto
suscitò l'attenzione del filosofo della scienza Paul K. Feyerabend che lo criticò nel suo libro La scienza in
una società libera (1978), per il tono autoritario delle affermazioni e per la mancanza di prove a sostegno
delle tesi sostenute[42]. Più in generale Feyerabend affermava che la stessa scienza è più aggressiva e
dogmatica delle istituzioni religiose[43].

Nella scienza la teoria di partenza e la motivazione alla ricerca in sé sono certo importanti (un'ipotesi di
partenza sbagliata può fare sprecare tutto il tempo e tutto il denaro seguendo false piste), ma non
essenziali: quello che conta è infatti un risultato che sia scientificamente verificabile, anche se contrasta
con l'ipotesi di partenza (che verrà cambiata dal nuovo risultato, se si dimostra dopo verifiche che era
corretto). Al contrario, nelle pseudoscienze la teoria di partenza è sempre più importante del risultato, al
punto che si piegano le osservazioni in modo da adattarle alla teoria di partenza. Ogni volta che una
dottrina non ammette di modificare le proprie tesi di partenza in caso di risultati contrastanti con esse, si
tratterà di una pseudoscienza[28].

Il celebre fisico Richard Feynman, in occasione del suo discorso di inaugurazione dell'anno accademico
1974-75 al Caltech, conia il termine “scienze da cargo cult” per spiegare l'approccio errato che le
pseudoscienze assumono nell'indagine dei fenomeni. Il termine “cargo cult” (culto del cargo), si riferisce
ai riti praticati da alcune popolazioni polinesiane, le quali durante la seconda guerra mondiale vennero in
contatto con la civiltà occidentale, beneficiando delle merci (vestiario, cibo in scatola, ecc.) che venivano
portate dagli aerei (i cargo, appunto) come approvvigionamento per i soldati. A guerra terminata, tali
popolazioni istituirono dei rituali per tentare di evocare nuovamente l'atterraggio dei cargo, costruendo
piste di atterraggio e finte torri di controllo, imitando cioè quello che avevano visto fare dai militari. Ecco
un passaggio del discorso di Feynman:

«Gli studi pedagogici e psicologici che ho citato sono esempi di quelli che chiamerei
una scienza da cargo cult. Nei mari del Sud vive un popolo che pratica infatti il culto dei
cargo: durante la seconda guerra mondiale hanno visto atterrare aerei carichi di ogni
ben di Dio, ed ora vorrebbero che la cosa continuasse. Hanno tracciato sul terreno
delle specie di piste; accendono fuochi ai loro lati; hanno costruito una capannuccia in
cui si siede un uomo con due pezzi di legno a mo' di cuffie, e da cui sporgono dei
bambù a mo' di antenne radio (l'uomo rappresenta il controllore di volo); ed aspettano
che gli aerei atterrino. Fanno tutto correttamente; la forma è perfetta e rispetta quella
originale: ma la cosa non funziona. Non atterra nessun aereo. Così parlo di scienze da
cargo cult: sono scienze che seguono i precetti e le forme apparenti dell'indagine
scientifica ma alle quali, però, manca un elemento essenziale, visto che gli aerei non
atterrano.»

(Richard Feynman)
Tramite questa analogia Feynman intende mettere in evidenza come le pseudoscienze, nonostante tentino
di scimmiottare il metodo scientifico, manchino totalmente o parzialmente dell'elemento essenziale che
dovrebbe caratterizzare una scienza, ovvero l'integrità scientifica, la capacità di mettere continuamente in
discussione le supposizioni iniziali sulla base dei risultati sperimentalmente ottenuti.

Metodi inadatti?
«Affermazioni straordinarie richiedono prove straordinarie»
(Marcello Truzzi[44])
La storia della scienza ha conosciuto numerosi casi di fenomeni che era impossibile studiare per l'assenza
di strumenti adatti a farlo. Ad esempio, in epoca antica era impensabile studiare i raggi X o le onde radio,
che oggi fanno parte della vita di tutti i giorni. Dunque, affermano i cultori delle pseudoscienze, è del
tutto possibile che i fenomeni delle "scienze alternative" siano reali, ma sia la scienza tradizionale ad
essere incapace di studiarli coi suoi metodi, che si rivelano insufficienti.

Questa osservazione è sensata: la scienza non è in grado di escludere che alcuni o anche tutti i fenomeni
ipotizzati dalle pseudo-scienze siano "veri", dato che la scienza può fare affermazioni esclusivamente su
ciò che sia possibile sperimentare. Il problema è semmai di tipo epistemologico: per poter studiare questi
pretesi fenomeni occorre come prima cosa dimostrare che esistono. E questa dimostrazione tocca ai
sostenitori della loro esistenza[33].

Gli strumenti per studiare onde radio e raggi X non si sono assemblati da soli, ma sono stati costruiti per
amplificare fenomeni che erano stati riscontrati dagli scienziati nel corso delle loro ricerche. Tocca ai
cultori delle pseudoscienze riuscire a costruire gli apparecchi che rendano percepibile ciò che non lo è, o
almeno proporre teorie che riescano a spiegare perché risulti impossibile registrare sperimentalmente tali
fenomeni.

La stessa scienza patologica offre esempi di come entusiasmo e "abbagli collettivi" diano vita a fenomeni
in realtà inesistenti, come fu, ad esempio, per i raggi N, ritenuti esistenti e oggetto di pubblicazioni
scientifiche per un paio di anni fino a quando nel 1905 il fisico statunitense Robert W. Wood non smentì
sperimentalmente ogni probabile esistenza di tali raggi[45].

Il problema dei risultati


Il campo delle pseudoscienze ha visto all'opera, nel dopoguerra, ad esempio nel campo della
parapsicologia, un nucleo di ricercatori onesti, preparati, e determinati ad applicare il metodo scientifico
al campo di ricerca da essi scelto. Tuttavia, nel campo delle pseudoscienze quando si applica, come nel
caso di tali ricercatori, un rigoroso metodo scientifico non si ottengono mai, in nessun caso, risultati
significativi[18].

Anche l'interesse, spesso citato dai cultori delle pseudo-scienze, da parte degli eserciti sovietico e
statunitense nel periodo della Guerra Fredda, che consentì lo stanziamento di fondi per ricerche estese in
questo campo, ebbe vita piuttosto breve proprio per la totale assenza di risultati in condizioni
scientificamente controllate, al punto che questa esperienza meritò all'ESP (acronimo di Extra Sensorial
Perception, percezione extrasensoriale) il nomignolo di "Error Some Place" ("c'è un errore da qualche
parte")[46].

Il problema fondamentale delle pseudo-scienze, in conclusione, non è quello di "produrre risultati non
spiegabili in base alla scienza tradizionale": il problema è non riuscire a produrre risultati di sorta in
condizioni scientificamente controllate. Ad esempio, l'omeopatia non è mai riuscita a dimostrare la
proprietà curative dei propri prodotti, in misura superiore a quella del semplice effetto placebo, ogni volta
che si è operato in condizioni di doppio cieco[47][48].

La critica alle pseudoscienze


Al fine di mettere alla prova la presunta esistenza del paranormale, ma anche le teorie pseudoscientifiche,
è stato istituito il "premio Randi": da diversi anni è in palio la cifra di un milione di dollari che verrà
consegnata a chiunque sia in grado di dimostrare sperimentalmente l'esistenza di poteri paranormali o la
validità delle affermazioni di molte pseudoscienze (come, ad esempio, prevedere il futuro con l'oroscopo
o distinguere una soluzione omeopatica con diluizione superiore a 12 CH dall'acqua distillata). Nessuno
ha ancora vinto il premio.

In Italia opera il CICAP (Comitato Italiano per il Controllo delle


Affermazioni sulle Pseudoscienze) che, sulle orme dell'omologo
CSICOP (Committee for the Scientific Investigation of Claims Of the
Paranormal) cerca di diffondere la pratica della sperimentazione e
dell'osservazione oggettiva di fronte a presunti fenomeni paranormali.

Le truffe
In alcuni casi viene sollevato nei confronti delle pseudoscienze,
soprattutto alla luce dei flussi di denaro che provocano, il sospetto di
malafede, spesso suffragato da coerenti esiti giudiziari.

Ad esempio esistono alcune discipline che si occuperebbero degli


influssi negativi che influenzerebbero il destino delle persone. Si parla
in concreto di alcune correnti dell'occultismo, dello spiritismo, della Harry Houdini fu tra i primi a
magia bianca e della magia nera, che avrebbero come funzione primaria interessarsi di debunking.
quella di rimuovere fastidiosi inconvenienti della quotidianità come il
malocchio oppure il superamento degli ostacoli per la comunicazione
con i propri defunti. Su tali materie opera infatti un numero ingente di sedicenti maghi e medium; pochi
tra questi rifiutano una congrua remunerazione, il che legittima il dubbio sulle loro reali finalità.

Se da un lato tali attività sono sospette di frode a danno della buona fede dei clienti va però rilevato che a
un così vasto numero di operatori corrisponde un ben più vasto uditorio di potenziali clienti i quali vanno
a costituire un vero e proprio mercato a causa della loro superstizione. Coloro cioè che "tolgono il
malocchio" esistono poiché vi sono coloro che credono in primo luogo che il malocchio esista e, in
secondo luogo, che il malocchio stesso possa esser tolto così come sarebbe stato applicato. Una delle
linee difensive più comuni di tali operatori è infatti che essi andrebbero a soddisfare un fabbisogno che
non è stato creato da loro (sebbene si astengano in genere dal compiere azioni che tale fabbisogno
potrebbero sopprimere).

Allo stesso modo le medicine alternative, come l'Omeopatia o i fiori di Bach, muovono ingenti quantità
di denaro al punto che ci sono persone che hanno come unico lavoro la messa in atto di terapie basate su
principi pseudoscientifici, riviste specializzate e rubriche dedicate anche in giornali quotidiani a tiratura
nazionale come La Stampa[49].

Aspetti di psicologia clinica


Neurologi, psicologi e altri membri del mondo accademico si dicono preoccupati[50] per l'incremento di
ciò che loro considerano pseudoscienza promossa in ambito psicoterapico e psicologico e attraverso
terapie pseudoscientifiche come la programmazione neurolinguistica[51], il rebirthing, il reparenting, e
altre pratiche adottate anche da enti pubblici, governativi e professionali[51]. Gli accademici affermano
che tali terapie, prive di base scientifica, utilizzate da sedicenti psicologi, possono determinare danni,
screditano le terapie legittime e tendono a diffondere nella società falsi concetti relativi alla natura della
mente e del cervello.[52]

La psicoanalisi
Pur essendo normalmente esercitata da persone con una formazione di tipo scientifico[53] e pur
proponendosi come "scienza", la psicoanalisi sembra rifuggire da ogni elemento quantitativo e
apparentarsi piuttosto con la letteratura tanto da risultare totalmente estranea al metodo scientifico.
Secondo l'interpretazione classica di Karl Popper, infatti, la psicoanalisi (così come il materialismo
dialettico e lo storicismo, che si sono presentati come teorie scientifiche), è una pseudoscienza in quanto
non soddisfa il requisito fondamentale di controllabilità sperimentale (verificazionismo), che sta alla base
del metodo scientifico. Qualunque insuccesso, infatti, può essere attribuito all'incapacità del paziente di
raccontare la propria storia passata con sufficiente dettaglio e onestà. Freud, inoltre, e sino a pochi
decenni fa la totalità degli psicoanalisti, rifiutò l'uso di tecniche empiriche per misurare l'esito dei
trattamenti.[54] La credibilità scientifica di Freud, in quanto clinico, venne distrutta dall'accesso a dati
relativi all'effettivo esito clinico dei casi da lui vantati nei suoi articoli scientifici. Per esempio nello
scritto "Etiologia dell'isteria", pubblicato nel 1896, Freud proclama il felice esito di 18 casi di isteria da
lui curati, mentre nella corrispondenza privata con Wilhelm Fliess, successiva alla pubblicazione,
riconosceva di non averne completato alcuno.[55]

Secondo Popper, quindi, si tratta di cosiddette "teorie altamente esplicative", nel senso che sembrano
avere una spiegazione valida per ogni fenomeno da esse preso in considerazione. Questo è però anche il
loro punto debole, in quanto il loro potere esplicativo si sottrae a qualsiasi controllo empirico
riproducibile sperimentalmente; cioè, per usare la terminologia di Popper, non sono "falsificabili".

Lo statuto epistemologico della psicoanalisi è quindi stato variamente criticato e lungamente dibattuto,
anche in parallelo alle sue diverse evoluzioni teoriche e metodologiche. Le osservazioni popperiane sulla
sua scarsa falsificabilità hanno diffuso una visione piuttosto critica del suo status epistemico [56][57][58] e, a
partire dagli anni ottanta e novanta del XX secolo, hanno costretto gli psicoanalisti a una maggiore
attenzione per la verifica empirica dei loro risultati clinici.[59][60] In parallelo, inoltre gli studiosi dei
fondamenti teorici della psicoanalisi si sono interessati all'integrazione della modellistica teorica
psicoanalitica con altre linee di ricerca psicologica e psichiatrica[61][62][63] e agli spunti integrativi con le
neuroscienze.[64][65][66] Questi sviluppi hanno portato a una visione più articolata e in forte evoluzione del
suo statuto scientifico, nel contesto dei più ampi studi psicodinamici.

Grafologia
Uno status ambiguo ha la grafologia che, se in ambito giudiziario (intesa nell'accezione esclusiva di
perizia grafica, ad esempio nelle valutazioni di corrispondenza di campioni di grafia) è ritenuta
sostanzialmente valida e gode di una certa attenzione, in ambito psicologico e personologico[67] è tuttavia
(ad esempio per la parte che dovrebbe svelare la personalità dello scrivente) priva di qualsiasi supporto
scientifico e sperimentale[68][69] ed è considerata tout court una pseudoscienza[70][71].

La "scienza" imposta
Pseudoscienza sarà per forza di cose anche ogni scienza la cui verità è imposta con mezzi normativi e
coercitivi dal potere politico, come la "biologia" di Trofim Lysenko sotto Stalin, che demolì, di fatto, la
biologia sovietica e inflisse danni enormi all'agricoltura dell'URSS. La teoria era sostenuta dallo Stato in
maniera coercitiva: chi esprimeva dissenso nei confronti di tale costruzione teorica non incorreva in una
smentita a mezzo di articoli scientifici, bensì nell'internamento in un gulag.

Lo stesso va ovviamente detto della pretesa del comunismo del periodo staliniano di avere trovato una
forma di "materialismo scientifico" in grado di analizzare la società e le sue dinamiche con risultati e
certezze assolutamente "scientifiche".

Infine, pseudoscienza si rivela qualsiasi scienza nella quale l'agenda politica prevale sul bisogno di
conoscenza. Questo è, per esempio, il caso del razzismo scientifico, che oggi è facilmente riconoscibile
come pseudoscienza, ma che, all'inizio del Novecento, ottenne uno status di tutto rispetto in cerchie
piuttosto ampie, pur non avendo mai ottenuto il consenso pieno della comunità scientifica. Caratteri
simili presenta oggi, per molti versi, anche la sociobiologia.

Scienza e non-scienza
Pur essendo estranee al campo delle pseudoscienze, taluni campi del sapere sono discussi nella loro
qualificazione di scienza in senso proprio. Alcune dottrine umanistiche, per il loro campo di studio (la
psiche umana, la società umana, la politica...), secondo alcuni (essenzialmente di estrazione positivista)
non potrebbero ambire ad uno status scientifico in senso stretto[72][73], non essendo in grado di produrre
dati sperimentali, verificabili e falsificabili, come ad esempio, talune scienze sociali quali:

le scienze politiche
le scienze dell'educazione
le scienze della comunicazione
la bioetica
Ognuno di questi ambiti di conoscenza troverebbe una migliore collocazione nell'ambito della filosofia
che della scienza. Esse sarebbero "scienze" solo nel senso antico del termine ("sapere", "conoscenza"),
ma non in quello moderno.

Metafisica e pseudoscienza
Non tutta la non-scienza è pseudoscienza. Così come metafisica e pseudoscienza non sono
necessariamente concetti analoghi o similari. Ogni teoria scientifica viene formulata all'interno di un
inquadramento concettuale, che appartiene alla metafisica. Ne è un esempio lo spaziotempo assoluto
della meccanica newtoniana. Una stessa teoria scientifica può essere calata in diverse metafisiche: è il
caso delle interpretazioni della meccanica quantistica (quella di Copenaghen, quella a molti mondi,
quella delle variabili nascoste, ecc.). La differenza tra metafisica e pseudoscienza è data dalla circostanza
che la seconda non teme di essere smentita poiché non si presta al confronto e cresce "cancerosamente"
su se stessa; [...] la linea di demarcazione tra la metafisica e la pseudoscienza sta nella loro fecondità o
sterilità nei confronti delle teorie confutabili da esse generate[74]. La metafisica diventerà pseudoscienza
quando, invece di anticipare i fatti, li rincorrerà creando una serie di ipotesi ad hoc[74].

Protoscienza e pseudoscienza
Da non confondere con la pseudoscienza è la protoscienza; quest'ultimo è un termine usato per descrivere
ipotesi che non sono ancora state adeguatamente testate con metodo scientifico poiché risultano
"immature" e non pronte per essere testate. Tale termine può inoltre descrivere la transizione di un corpo
di conoscenze pratiche verso l'area scientifica[75]. Di contro il termine pseudoscienza è riservato a quelle
teorie che non sono sperimentabili (in pratica o in principio) o per le quali i test svolti hanno dato esito
negativo. Ciò non toglie che un'area di conoscenza definita protoscienza possa, una volta sperimentata
con esito negativo, confluire nel campo delle pseudoscienze, così è stato ad esempio per l'alchimia.

Motivazioni psicologiche e sociologiche delle pseudoscienze


Il pensiero pseudoscientifico è stato spiegato in termini psicologici e sociologici. La tendenza umana di
ricercare conferme piuttosto che confutazioni (cd. effetto di selezione)[76], la tendenza a mantenere
credenze confortanti e la tendenza a generalizzare sono alcune delle ragioni poste alla base del pensiero
pseudoscientifico. Secondo Beyerstein, gli esseri umani sono portati ad associazioni fondate sulle sole
somiglianze e spesso sono portati a sbagliare l'attribuzione dell'effetto a una data causa.

Lindeman sostiene che le motivazioni sociali (ad esempio: comprendere se stessi e il mondo, avere il
senso del controllo sulle cose, sentirsi accettati e mantenere la propria autostima) sono più facilmente
appagate dalle pseudoscienze che non dalla scienza[77]. Inoltre le spiegazioni pseudoscientifiche
generalmente non sono analizzate razionalmente ma solo con il metro dell'esperienza; si ritiene valido ciò
che "funziona ed è soddisfacente e sufficiente per se stessi", offrendo così una descrizione del mondo
semplicistica e riducendo l'ammontare di lavoro necessario per comprendere situazioni ed eventi
complessi[77].

Odo Marquard[78] ritiene che i vantaggi che la scienza fornisce all'uomo sono dapprima accolti con
entusiasmo, poi con indifferenza, quindi con ostilità. Nella società attuale, tale ostilità si manifesta o con
l'aderenza a movimenti New Age o con l'adesione a discipline alternative più a "misura d'uomo", spesso
l'essere umano manifesta questa ostilità aderendo a entrambe[79].

Le pseudoscienze come religioni atee


Da un punto di vista sociologico, il proliferare delle pseudoscienze nel XX secolo può essere spiegato col
tentativo di fornire, a dottrine che un tempo sarebbero rientrate senza alcun'incertezza nel campo della
religione, l'autorevolezza della scienza, percepita a livello popolare come fonte di "certezze" più della
religione (una percezione questa che non è invece condivisa dal mondo scientifico stesso, che non ha
certezze definitive, ma solo teorie accettate come valide fino a prova contraria).

In un certo senso le pseudo-scienze sono una risposta pseudo-religiosa alla crisi d'autorevolezza delle
religioni, un esempio ne sono i cosiddetti movimenti del potenziale umano[80].

Le pseudoscienze hanno una visione al tempo stesso atea e religiosa della vita[80]. Postulano una realtà in
cui la vita umana è sì pervasa e spesso condizionata da immani energie (cosmiche, psichiche, eteree... o
più banalmente magnetiche, radioattive e simili), ma nella quale la felicità non è garantita
dall'obbedienza cieca a un Dio[80].

Al contrario le pseudoscienze pongono l'enfasi sulla capacità dell'individuo di comprendere caso per
caso, situazione per situazione, ma soprattutto (pseudo) razionalmente e con atteggiamento di ricerca per
così dire "scientifica", gli elementi che permettono l'armonia fra l'essere umano e l'ambiente che lo
circonda, "personalizzando" su misura il rapporto con il trascendente[81]. Le pseudoscienze hanno
insomma subito l'innegabile fascinazione delle scienze nella loro visione della Natura come immenso
orologio i cui meccanismi sono studiabili e comprensibili, e di conseguenza nel loro bisogno di
esaminare la realtà circostante per capirla, e per capirne le leggi, in modo da piegarle a favore degli esseri
umani.

D'altro canto le pseudoscienze, come le pseudoreligioni, preferiscono sempre il metodo deduttivo[82]:


un'"antica tradizione" (la cui "verità" si basa esclusivamente sull'autorevolezza derivata dalla sua
antichità o, in casi come il "marxismo scientifico" da quella indiscutibile del suo fondatore), stabilisce
alcuni principi generali astratti, a partire dai quali si scelgono selettivamente i fenomeni adatti a
confermare la tradizione stessa, che quindi si auto-conferma, senza bisogno di un confronto coi dati
sperimentali della realtà. Il metodo scientifico viene anzi disprezzato, svalutato e definito "inadatto a
capire le verità davvero profonde" ogni volta che produce risultati che contraddicono le "verità" che non
si ha intenzione di mettere in discussione[83].

Da questo punto di vista, insomma, più che di "pseudoscienze" sarebbe opportuno parlare di "religioni
scientiste-meccaniciste", su base atea, che concepiscono la realtà come un immenso meccanismo, per
spiegare il quale non hanno bisogno di fare ricorso a una divinità, ma che al tempo stesso rifiutano di
usare il metodo scientifico per dimostrare quelli che affermano - a torto - essere "fatti" "scientificamente
dimostrabili"[84].

Questa contaminazione di due piani, quello religioso e quello scientifico, che nella cultura ufficiale sono
invece separati[80], spiega anche come mai le pseudo-scienze arrivino spesso a contaminare in modo
sincretistico elementi religiosi ed elementi scientifici[85]: ad esempio il guaritore che pretende di curare
imponendo le mani potrà far precedere il rito da una preghiera o usare la bibbia come talismano, mentre
poi indossa guanti o mascherina chirurgica. Oppure le dottrine New Age mescolano buddhismo,
astrologia, numerologia e varie altre dottrine[81].

Nelle pseudoscienze si incontrano in effetti tutti i gradi di mescolanza fra linguaggio scientifico e
contenuto religioso, fino al caso estremo delle vere e proprie religioni scientiste, come Scientology[84].

Note
1. ^ (EN) "Pseudoscientific - pretending to be scientific, falsely represented as being scientific",
dal New Oxford American Dictionary, pubblicato dalla Oxford University Press.
2. (EN) Ad esempio, Hewitt et al. Conceptual Physical Science Addison Wesley; 3 edition (July
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3 edition (July 25, 2003) ISBN 0-8053-8738-2
3. (EN) Si veda anche, e.g., Gauch HG Jr. Scientific Method in Practice (2003)
4. (EN) Magendie, F (1843) An Elementary Treatise on Human Physiology. 5th Ed. Tr. John
Revere. New York: Harper, p 150. Magendie refers to phrenology as "a pseudo-science of
the present day" (note the hyphen).
5. ^ Nel nome della scienza (http://www.cicap.org/new/articolo.php?id=100235) di Francesco
D'Alpa
6. ^ (EN) Il filosofo della scienza Paul Feyerabend, in particolare, ha sottolineato la difficoltà e i
rischi legati al tentativo di definire con estrema precisione tale confine: "The idea that
science can, and should, be run according to fixed and universal rules, is both unrealistic
and pernicious. ... the idea is detrimental to science, for it neglects the complex physical and
historical conditions which influence scientific change. It makes our science less adaptable
and more dogmatic:"Vedi Paul Feyerabend (https://www.marxists.org/reference/subject/philo
sophy/works/ge/feyerabe.htm)
7. ^ William F. Williams, editor (2000) Encyclopedia of Pseudoscience: From Alien Abductions
to Zone Therapy Facts on File, p. 58 ISBN 0-8160-3351-X
8. ^ (EN) However, from the "them vs. us" polarization that its usage engenders, the term may
also have a positive function because "[the] derogatory labeling of others often includes an
unstated self-definition "(p.266); and, from this, the application of the term also implies "a
unity of science, a privileged tree of knowledge or space from which the pseudoscience is
excluded, and the user's right to belong is asserted " (p.286) -- Still A & Dryden W (2004)
"The Social Psychology of "Pseudoscience": A Brief History", J Theory Social Behav
34:265-290 DOI: 10.1111/j.0021-8308.2004.00248.x (https://dx.doi.org/10.1111%2Fj.0021-8
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9. Scienza, pseudoscienza e irrazionalità (http://ulisse.sissa.it/biblioteca/saggio/2002/Ubib0202
01s002/at_download/file/Ubib020201s002.pdf) Archiviato (https://web.archive.org/web/2011
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fisicamente (http://www.fisicamente.net/SCI_FIL/index-1085.htm) )
10. ^ (EN) Popper, KR (1959) "The Logic of Scientific Discovery".
11. (EN) Karl R. Popper: Science: Conjectures and Refutations (http://philosophyfaculty.ucsd.ed
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13. ^ Per la psicoanalisi si veda per esempio i capitoli 14-16 di Richard Webster, Why Freud
was wrong e le fonti ivi citate.
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15. ^ (EN) Creation (http://www.creationontheweb.com/images/pdfs/tj/v17n1_proteins.pdf)
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19. ^ (EN) Lakatos I (1970) "Falsification and the Methodology of Scientific Research
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195; Popper KR (1959) The Logic of Scientific Discovery
20. ^ Gauch HG Jr. (2003) op cit 269 ff, "Parsimony and Efficiency"
21. ^ (EN) e.g. archivefreedom.org (http://archivefreedom.org/) which claims that "The list of
suppressed scientists even includes Nobel Laureates!"
22. ^ (EN) Macmillan Encyclopedia of Philosophy Vol 3, "Fallacies" 174 ff esp. 177-178
23. ^ Bunge M (1983) Demarcating science from pseudoscience Fundamenta Scientiae 3:369-
388, 381
24. ^ Thagard (1978)op cit at 227, 228
25. ^ Ruscio J (2001) Clear thinking with psychology: Separating sense from nonsense, Pacific
Grove, CA: Wadsworth
26. ^ (EN) Lakatos I (1970) "Falsification and the Methodology of Scientific Research
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195; Thagard (1978) op cit writes: "We can now propose the following principle of
demarcation: A theory or discipline which purports to be scientific is pseudoscientific if and
only if: it has been less progressive than alternative theories over a long period of time, and
faces many unsolved problems; but the community of practitioners makes little attempt to
develop the theory towards solutions of the problems, shows no concern for attempts to
evaluate the theory in relation to others, and is selective in considering confirmations and
disconfirmations."
27. ^ Terence Hines, Pseudoscience and the Paranormal: A Critical Examination of the
Evidence, Prometheus Books, Buffalo, NY, 1988. ISBN 0-87975-419-2. Thagard (1978) op
cit 223 ff
28. Ruscio J (2001) op cit. p120
29. ^ Dossier di Roberto Vanzetto (http://www.anisn.it/vicenza/articoli/torinosc/pseudosc.pdf)
Archiviato (https://web.archive.org/web/20070202081041/http://www.anisn.it/vicenza/articoli/
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30. ^ Il dubbio e la fede. L'elettrizzante contatto tra scienza e religione, Chet Raymo, Baldini
Castoldi Dalai, 2008, ISBN 8860732115,
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33. La scienza, il paranormale e la pseudoscienza (http://pesanervi.diodati.org/pn/index.asp?a=
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34. ^ Hilary Putnam: On negative Theology, Faith and Philosophy 14/4 (1997), 407-422.
35. ^ Così, per esempio, Alexander Bird, loc. cit.; cfr. anche Overton 2000.
36. ^ Dalla saggezza d'Oriente: arredare con il Feng Shui (http://www.cicap.org/new/articolo.ph
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37. ^ Toraldo di Francia, G. "Errori e miti nel concetto comune di scienza", in Aa. Vv., Pensiero
scientifico e pensiero filosofico, Padova: Muzzio (1993)
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consultato il 26 novembre 2015 (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2016).
42. ^ Paul Feyerabend e il manifesto anti-astrologico del 1975, di Enzo Barillà (http://www.enzo
barilla.eu/articoli/paul%20feyerabend%20e%20il%20manifesto%20anti%20astrologico%20d
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43. ^ Contre la méthode, esquisse d'une théorie anarchiste de la connaissance, Editions du
Seuil, 1979, p. 332.
44. ^ Una frase molto simile fu espressa anche dal noto astrofisico statunitense Carl Sagan:
"Extraordinary claims require extraordinary evidence". Entrambe derivano probabilmente da
un analogo pensiero espresso originariamente da Pierre-Simon Laplace.
45. ^ Il caso dei raggi N, su vialattea.net.
46. ^ Acronim finder, su acronymfinder.com.
47. ^ Margherita De Bac, È provato: «L'omeopatia è inutile», Corriere.it, 28 novembre 2007. URL
consultato il 16 agosto 2010.
48. ^ The Lancet - volume 370, numero 9600, 17 novembre 2007
49. ^ La Stampa, appuntamento con l'omeopatia, su lastampa.it. URL consultato il 24 giugno 2010
(archiviato dall'url originale il 20 settembre 2011).
50. ^ Justman, S. (2005). Fool's Paradise: The Unreal World of Pop Psychology. Ivan R. Dee.
[1] (https://www.amazon.com/Fools-Paradise-Unreal-World-Psychology/dp/1566636280)
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(archiviato dall'url originale il 3 luglio 2007).; Herbert JD, et al. (2000) Science and pseudoscience in
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53. ^ In molte nazioni l'abilitazione all'esercizio di tale ruolo professionale è aperto
esclusivamente ai medici e agli psicologi
54. ^ Francesca Ortu, La Psicoanalisi e la ricerca empirica (http://www.rivistadipsicologiaclinica.i
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Archive., Rivista di Psicologia Clinica, n°1, 2007.
55. ^ Cfr. per esempio Richard Webster, Why Freud was wrong, HarperCollins, 1995, p. 207.
56. ^ Frank Cioffi, Freud and the Question of Pseudoscience, Open Court Publishing Company,
1998. ISBN 978-0-8126-9385-0.
57. ^ Grünbaum, A. (1984) The Foundations of Psyhoanalysis. A Philosophical Critique.
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58. ^ Catherine Meyer (2005), Il libro nero della psicoanalisi Fazi editore.
59. ^ Shapiro, T., & Emde, R.N. (Eds.) (1995). Research in Psychoanalysis: Process,
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Bibliografia

Articoli su riviste con revisione paritaria


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Altri articoli
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qui (http://www.sfu.ca/~beyerste/research/articles/02SciencevsPseudoscience.pdf)
(EN) Massimo Pigliucci, Science and fundamentalism, in EMBO reports, vol. 6, nº 12, 2005,
pp. 1106–1109, DOI:10.1038/sj.embor.7400589.

Libri
Martin Gardner, Nel nome della scienza, Ancona: Transeuropa, 1999 (titolo originale: Fads
and Fallacies in the Name of Science, 1957)
Paolo Rossi, Introduzione, in Paolo Albani, Paolo della Bella, Forse Queneau. Enciclopedia
delle scienze anomale, Bologna, Zanichelli, 1999, ISBN 9788808260703.
Fred Wilson, The Logic and Methodology of Science and Pseudoscience, Toronto:
Canadian Scholars Press, 2000, ISBN 1-55130-175-X
Alan Sokal, Pseudosciences et postmodernisme. Adversaires ou compagnons de route?,
Parigi: Odile Jacob, 2005
Karl Raimund Popper, Congetture e confutazioni, Ed. Il Mulino - Bologna 1972
Massimo Pigliucci, Boudry M (edit), Philosophy of Pseudoscience: Reconsidering the
Demarcation Problem (https://books.google.com/books?id=Pc4OAAAAQBAJ), University of
Chicago Press, 2013

Voci correlate
Pseudoscienze Altre voci correlate
Agopuntura I ciarlatani della salute
Antroposofia Karl Popper
Archeologia misteriosa Metodo scientifico
Astrologia Nuova cronologia
Creazionismo Pier Luigi Ighina
Cronovisore Problema della demarcazione
Cristalloterapia Scienza
Dianetics Scienza di confine
Feng shui Scienza patologica
Fisiognomica Scienziato pazzo
Frenologia Scienza spazzatura
Lottologia Trofim Lysenko
Meteorognostica
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y:Pseudoscience?uselang=it)

Collegamenti esterni

Pseudoscienza, su thes.bncf.firenze.sbn.it, Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze.


(EN) Sven Ove Hansson, Science and Pseudo-Science, in Edward N. Zalta (a cura di),
Stanford Encyclopedia of Philosophy, Center for the Study of Language and Information
(CSLI), Università di Stanford.
Teorie scientifiche (molto) poco ortodosse e pseudoscienza (http://www.arcetri.astro.it/~com
ore/skeptic/science.html) a cura di G. Comoretto, dell'Osservatorio astrofisico di Arcetri
(EN) Pseudoscienza sul "Dizionario Scettico" (http://skepdic.com/pseudosc.html) di Robert
Todd Carroll
Razionalità scientifica e pseudoscienze eretiche (http://www.medicinealtre.it/rivista-scientific
a/1997/4_97_rossi_pseudoscienze.pdf) di Paolo Aldo Rossi
Scienza, pseudoscienza e irrazionalità (http://ulisse.sissa.it/biblioteca/saggio/2002/Ubib020
201s002/at_download/file/Ubib020201s002.pdf) Archiviato (https://web.archive.org/web/201
11119205939/http://ulisse.sissa.it/biblioteca/saggio/2002/Ubib020201s002/at_download/file/
Ubib020201s002.pdf) il 19 novembre 2011 in Internet Archive. di Silvano Fuso
(EN) John Clute, David Langford e Peter Nicholls (a cura di), Pseudoscienza, in The
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