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Il sistema muscolare

1. Le proprietà del tessuto muscolare


Le proprietà fondamentali del tessuto muscolare sono
l’eccitabilità, la contrattilità, l’elasticità, l’estensibilità e la
tonicità.
ECCITABILITA’. E’ la capacità di reagire agli stimoli
provenienti dal sistema nervoso.
CONTRATTILITA’. E’ la capacità di contrarsi in risposta allo
stimolo nervoso; per le sue caratteristiche strutturali, un
muscolo può solo contrarsi, cioè accorciarsi; il rilassamento
che segue la contrazione è u processo passivo .
ELASTICITA’. E’ la capacità delle fibrocellule di riprendere la
forma e la lunghezza iniziali una volta cessato lo stimolo.
1. Le proprietà del tessuto muscolare
Le proprietà fondamentali del tessuto muscolare sono
l’eccitabilità, la contrattilità, l’elasticità, l’estensibilità e la
tonicità.
ECCITABILITA’. E’ la capacità di reagire agli stimoli
provenienti dal sistema nervoso.
CONTRATTILITA’. E’ la capacità di contrarsi in risposta allo
stimolo nervoso; per le sue caratteristiche strutturali, un
muscolo può solo contrarsi, cioè accorciarsi; il rilassamento
che segue la contrazione è u processo passivo .
ELASTICITA’. E’ la capacità delle fibrocellule di riprendere la
forma e la lunghezza iniziali una volta cessato lo stimolo.
I tipi di muscolo
• I muscoli che formano il sistema muscolare si
dividono, in base al tessuto che li caratterizza e
all’aspetto che presentano al microscopio, in due
grandi tipologie : i muscoli lisci e i muscoli striati.
• I muscoli che formano il sistema muscolare si
dividono, in base al tessuto che li caratterizza e
all’aspetto che presentano al microscopio, in due
grandi tipologie : i muscoli lisci e i muscoli striati.
Muscoli Lisci
• Sono costituiti da tessuto muscolare composto da fibre
lisce, che sono fusiformi e più piccole delle fibre striate.
Sono muscoli a contrazione lenta e il loro
funzionamento è indipendente dalla volontà, per
questo sono detti involontari. Rivestono le pareti degli
organi interni preposti alla digestione, respirazione,
circolazione, escrezione.
Muscoli striati
• Sono costituiti da tessuto muscolare striato , per la
particolare caratteristica delle cellule che lo
compongono: esse infatti appaiano al microscopio
elettronico con una serie di bande chiare e scure. Sono
muscoli striati i muscoli scheletrici ed il muscolo
cardiaco.
• I muscoli scheletrici vengono chiamati muscoli
volontari in quanto deputati al movimento volontario,
riflesso ed automatico, e governati dal sistema
nervoso centrale e periferico.
• Il muscolo cardiaco è presente solo nel cuore. Per la
sua morfologia è in gran parte simile al muscolo
scheletrico: è infatti caratterizzato dal tessuto striato
tipico della contrazione volontaria, ma la sua azione è
involontaria;

La meccanica della contrazione


Ogni fibra è ricoperta da una membrana plasmatica
detta sarcolemma che contiene il sarcoplasma,
ricchissimo di mitocondri, e il reticolo
sarcoplasmatico
• I filamenti spessi sono composti da miosina, una
proteina formata da una testa globulare e una
coda fibrosa
• I filamenti sottili sono composti da tre proteine:
actina, tropomiosina e troponina
• Durante la contrazione muscolare le teste
miosiniche dei filamenti spessi esercitano una
trazione sui filamenti sottili, facendoli scorrere
verso il centro del sarcomero, che quindi si
accorcia.


• Prima di contrarsi, la fibra muscolare scheletrica
deve essere stimolata da un impulso, detto
potenziale di azione muscolare, emesso dal
relativo neurone motorio insieme al quale
costituisce una unità motoria.
• La sinapsi che si forma tra i terminali assonici di
un motoneurone e una placca motrice prende il
nome di giunzione neuromuscolare.
Dopo la contrazione la fibra si rilassa
• per effetto delle degradazione
dell’acetilcolina( mediatore chimico) ad opera
dell’enzima acetilcolinesterasi;
Il metabolismo del tessuto muscolare scheletrico
Nei mitocondri è presente una molecola,
chiamata ATP (acido adenosintrifosfato), che
fornisce l’energia necessaria per la contrazione –
decontrazione del muscolo.
L’ATP presente nelle fibre è sufficiente soltanto a
rifornire energia per i primi secondi di attività
muscolare. In seguito deve essere sintetizzato.
Durante queste brevi fasi, al’ATP produce energia
per la contrazione e subito dopo si trasforma in
ADP (acido adenosindifosfato).
A riposo le fibre muscolari scheletriche
producono ATP in eccesso che viene usato, in
parte, per produrre creatinfosfato, molecola a
elevato potenziale energetico costituita da
creatina.
La necessaria e continua trasformazione di ADP in
ATP si chiama ricarica dell’ATP. Ciò avviene per
mezzo di meccanismi che vanno a ricostruire
continuamente ATP ed energia: Meccanismo
anaerobico alattacido – meccanismo anaerobico
lattacido- meccanismo aerobico
Il meccanismo anaerobico
• Per produrre energia e riformare ATP dall’ADP,
questo meccanismo sfrutta la presenza nelle fibre
muscolari di un altro composto contenente
fosforo , la fosfocreatina (PC).Si attiva in assenza
di ossigeno (anaerobico cioè senza ossigeno) e
senza formazione di acido lattico
( alattacido).Questo processo è di breve durata
circa 5-8 secondi, quindi viene utilizzato per
attività di scatto, velocità.
Meccanismo anaerobico lattacido
• Quando lo sforzo si protrae oltre i 10 secondi e il
meccanismo anaerobico alattacido non basta più
per produrre energia e a riformare ATP, si innesca
un secondo processo energetico detto
anaerobico lattacido. Per ottenere l’energia
necessaria per ricaricare l’ATP, questo
meccanismo non utilizza l’ossigeno ma i depositi
di glicogeno (ottenuti dalla scomposizione di
zuccheri e grassi assunti con l’alimentazione)
presenti nel fegato e nei muscoli.

Meccanismo anaerobico lattacido


• Il glicogeno si combina con l’ADP formando ATP.
Poiché il processo avviene in assenza di ossigeno,
insieme alla produzione di energia si ha
formazione di acido lattico nei muscoli.
• Quando l’acido lattico supera una certa quantità,
la contrazione può diventare dolorosa e subentra
il fenomeno della fatica. E’ un meccanismo di
breve durata 1 -2 minuti.
A questo punto subentra la fase di recupero
attraverso la respirazione in forma intensa.
L’ossigeno introdotto nella fase di recupero ha la
capacità di diminuire la quantità di acido lattico
circolante .
Il meccanismo aerobico
• Quando lo sforzo si protrae da diversi minuti a
qualche ora interviene un altro meccanismo,
molto più lento ad entrare in azione ma che può
mantenere il lavoro per lunghissimo tempo: il
meccanismo aerobico. Questo meccanismo
sfrutta come carburante i glucidi e i lipidi presenti
nel muscolo e come comburrente l’ossigeno.
Quando gli zuccheri ( glicogeno) e i grassi presenti
nei muscoli vengono a contatto con l’ossigeno
trasportato dal sangue, bruciano, producendo
l’energia necessaria per trasformare l’ADP in ATP
e lasciando come prodotti di rifiuto il diossido di
carbonio, espulso con la respirazione, e acqua,
espulsa con il sudore. Con questo meccanismo
sono prodotte quantità di energia ben più alte
rispetto ai precedenti meccanismi.
• Caratteristiche delle fibre muscolari
• Le fibre muscolari non sono tutte uguali, esse si
distinguono in fibre rosse, bianche e intermedie,
dove il colore è determinato dalla quantità di
mioglobina che contengono.
Le fibre ossidative lente (o rosse)
• sono piccole di diametro;
• contengono molta mioglobina;
• si contraggono e si rilassano in tempi più lunghi
rispetto alla fibre bianche rapide;
• possono sostenere contrazioni prolungate e
intense
Le fibre bianche o rapide
• sono intermedie di diametro;
• contengono molta mioglobina;
• hanno un alto contenuto di glicogeno e generano
molto ATP.
Le fibre intermedie hanno caratteristiche miste,
La maggior parte dei muscoli scheletrici è
costituita da tutti e tre i tipi di fibre.
Le fibre muscolari di una qualsiasi unità motoria
sono tutte dello stesso tipo e si ha l’attivazione di
una certa unità in base al tipo di sforzo fisico cui il
corpo va incontro

I tipi di contrazione muscolare

Le contrazioni muscolari sono di due tipi.


• Contrazione isotonica: la tensione sviluppata dal
muscolo rimane pressoché costante, mentre il
muscolo cambia di lunghezza.
Contrazione isometrica: la tensione generata non
è sufficiente a superare la resistenza dell’oggetto
sul quale è applicata la forza e la lunghezza del
muscolo non cambia.