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piano paesaggistico scheda d’ambito

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livello d’ambito

ambito 14
colline di siena
Comuni di: Asciano (SI), Buonconvento (SI), Castelnuovo Berardenga (SI), Chiusdino (SI), Monteriggioni (SI), Monteroni d’Arbia (SI),
Monticiano (SI), Murlo (SI), Rapolano Terme (SI), Siena (SI), Sociville (SI)

profilo dell’ambito 1.
descrizione interpretativa 2.
invarianti strutturali 3.
interpretazione di sintesi 4.
disciplina d’uso 5.
informazioni relative al piano

Regione Toscana
Gruppi di lavoro

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Centro Interuniversitario di Scienze del Territorio


Gruppi di lavoro

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piano paesaggistico
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colline di siena

Monticiano
Sovicille Monteroni d’Arbia
Chiusdino Siena
Castelnuovo Berardenga

Rapolano Terme

Asciano

Murlo Buonconvento

Profilo dell’ambito
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Profilo dell’ambito

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colline di siena

Tre tipologie di paesaggio strutturano l’ambito delle Colline di Siena . La caratterizzazione principale è data dalle Crete, un vasto territorio - prevalentemente agricolo -
situato nella Collina dei bacini neo-quaternari; circondano le Crete le colline sabbiose o stratificate (la porzione meridionale del Chianti ed i rilievi al limite orientale dell’ambito),
con mosaici di aree forestali, seminativi e diffusi vigneti; nella parte sud ovest si trova un sistema collinare e alto collinare densamente boscato, segnato da un generale aumento
dei livelli di naturalità e dalla conservazione di paesaggi agro-pastorali tradizionali. Il territorio delle Crete disegna uno dei paesaggi di maggior pregio dell’intera regione (con
fenomeni di straordinario valore scenico e geologico, quali balze, calanchi, biancane). L’importanza strategica che l’erosione ha avuto nel modellare questo paesaggio e nel costitu-
irne l’identità ci pone di fronte ad un “conflitto” tra esigenze diverse. Da un lato, quella di tutelare forme straordinarie ed uniche, dall’altro la necessità di contenere i processi
di erosione del suolo, allo scopo di conservare la risorsa e di non sovraccaricare un sistema idrologico con aspetti di criticità. L’impianto insediativo dell’ambito ha al centro la
città di Siena, la cui localizzazione sullo spartiacque ha determinato una posizione chiave nel sistema di comunicazioni. Attraversata dalla Francigena, asse generatore del sistema
insediativo e dello sviluppo urbano ed economico-politico della città e dei borghi di origine medievale (Monteriggioni, Monteroni d’Arbia, Buonconvento), da Siena si diramano in modo

Profilo dell’ambito
radiocentrico le strade principali, lungo il cui tracciato si è sviluppata la maggior parte degli insediamenti residenziali e industriali. Particolarmente accentuata, in direzione
della Val d’Elsa e della Val d’Arbia, l’espansione delle frazioni e dei nuclei urbani posti a corona intorno al capoluogo; in buona parte caratterizzati da sfrangiamento dei margini
urbani e con tendenza alla dispersione insediativa, le espansioni residenziali e produttive dei centri lungo la SS2 e nella Montagnola senese. Con riferimento alla Montagnola Senese
(risorsa idrica strategica per l’intera regione) particolarmente critica la presenza di bacini estrattivi di dimensioni significative e cave abbandonate, oltre a diffusi fenomeni di
abbandono (riduzione e perdita delle piccole aree agricole tradizionali immerse nei boschi, scomparsa dei castagneti da frutto, ecc.).

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Descrizione interpretativa 2
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zionali ben distinte, una riferita al basso Pliocene e l’altra al
2.1 Strutturazione geologica e medio Pliocene. La prima successione dislocata sui margini
geomorfologica del bacino, comprende sabbie e ghiaie alluvionali e di tran-
sizione che, muovendosi verso l’interno, cambiano in argille
neritiche. La seconda successione include sabbie marine co-
stiere, conglomerati, argille neritiche e sabbie torbiditiche.
Tutti questi depositi risultano sommersi da sedimenti sab-
biosi marini che si sono depositati durante la regressione
marina del Pliocene medio che, oltretutto, ha indotto anche
l’emersione dei bacini dell’Appenino Settentrionale.
La successiva evoluzione della rete idrografica e il solleva-
mento dell’area orientale del bacino ha dato origine a depo-
criteri metodologici (LINK)
siti alluvionali poco spessi e discontinui che si sovrappongo-
no ai sedimenti pliocenici marini.
L’ambito delle Colline di Siena è articolato in elementi mor- La genesi della Montagnola Senese, che domina il settore
fostrutturali che comprendono il Bacino neogenico di Siena nord – occidentale dell’ambito, ha inizio a partire dal Car-
e una serie di dorsali collinari, identificabili nella Montagnola bonifero con varie fasi di deposizione: dapprima le rocce
Senese, nella Dorsale di Monticiano – Roccastrada, nella del Verrucano e successivamente i depositi carbonatici delle
terminazione settentrionale della Dorsale di Montalcino, e unità Toscane. L’area della pianura (Basamento ercinico) è
nei rilievi della Dorsale Rapolano-Trequanda. sprofondata e sono iniziati fenomeni di sedimentazione. Le
La tettogenesi delle dorsali che chiudono il bacino di Siena varie condizioni ambientali e marine hanno permesso, ini-
si sviluppa a partire dal Terziario, articolandosi in varie fasi zialmente la sedimentazione di dolomia, calcare massiccio
Descrizione interpretativa

fino al Tortoniano Superiore. Da questo momento il versan- e marmo (mare caldo e presenza di barriere coralline) e
te tirrenico dell’Appennino settentrionale entra in un regime successivamente calcari selciferi e scaglia (aumento della
Strutturazione geologica e geomorfologica

distensivo, mentre si smorzano le traslazioni orizzontali del- profondità del mare). Circa 100 milioni di anni fa lo sprofon-
le coperture; ed è proprio su quest’ultime che si deposita il damento cessò e, invertendosi, dette inizio alla deposizione
complesso Neoautoctono. costiera (Scisti, Pseudomacigno e Arenarie). I fenomeni di
Le fasi deformative avute nel terziario che hanno portato sprofondamento che sono susseguiti (spinte e accavalla-
nell’Appennino alla sovrapposizione delle varie unità tetto- menti fra zolla Africana e Sud-Europea), hanno indotto uno
niche (Unità Liguri al di sopra della Falda Tosca, e Falda spostamento delle rocce sedimentarie in profondità, dove
Toscana al di sopra delle unità metamorfiche), sono state elevata pressione e temperatura, hanno provocato la loro
anche le promotrici del sollevamento della Dorsale di Mon- trasformazione in rocce metamorfiche (Unità Metamorfica
ticiano. Toscana).
A partire dal Tortoniano Superiore, nella Toscana, si instau- La fase di sollevamento è avvenuta circa 20 milioni di anni
ra un nuovo stile tettonico che determina la formazione di fa sotto l’azione di forze compressive verticali e laterali.
bacini allungati in senso parallelo ai rilievi nord-appenninici L’area di Rapolano Terme, sul versante orientale dell’ambito,
e separati l’uno dall’altro da dorsali. costituisce, invece, un tratto della dorsale che si estende dai
Inizialmente i bacini ospitano ambienti lacustri che successi- monti del Chianti al Monte Cetona e rappresenta un elemen-
vamente vengono invasi dal mare a partire dal Messiniano, to morfologico di notevole interesse geologico e strutturale.
quando la trasgressione marina nella Toscana occidentale, In queste aree affiorano le formazioni triassico-mioceniche
arriva a lambire le pendici della Dorsale Medio - Toscana. della successione toscana non metamorfica, Formazione di
Nel Pliocene, la trasgressione marina interessa la Toscana M. Morello, sedimenti marini e continentali plio - quaternari.
meridionale arrivando a toccare il margine occidentale dei I depositi continentali sono costituiti da affioramenti di tra-
Monti del Chianti e il versante orientale della Val di Chiana; vertino e sedimenti fluvio - lacustri.
è proprio da questo momento che nasce il bacino neogenico Il geotermalismo e i depositi di travertino presenti nell’am-
di Siena. Il bacino neogenico di Siena occupa un settore bito sono strettamente legati alla presenza di faglie dirette
intermedio di quella lunga depressione tettonica che, dalla sviluppatesi durante la tettonica distensiva neogenica - qua-
Valle del Serchio, si estende verso SSE lungo la Valle dell’El- ternaria.
sa, la Valle dell’Arbia, l’alta Val d’Orcia el’alta Val di Paglia,
ricongiungendosi con il Graben della Val di Chiana-Val di
Tevere all’altezza del lago di Bolsena.
p. 8 Nel bacino si possono riconoscere due successioni deposi- Schema strutturale d’ambito
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Periodo preistorico-protostorico monti del Chianti o delle prime pendici della Montagnola Periodo etrusco
2.2 Processi storici di Le prime testimonianze antropiche risalgono addirittura al Senese. Nei primi secoli del periodo etrusco si registra quasi ovun-
territorializzazione Paleolitico Inferiore, con attestazioni ubicate agli estremi Per l’età del Bronzo possiamo ipotizzare una frequentazione que la prima massiccia occupazione del territorio, tramite
dell’ambito, sia lungo il corso della Merse (presso le località diffusa ma non intensa, attraverso piccoli insediamenti, sia un insediamento che si distribuisce principalmente sulle
Ponte a Macereto e Potatine) che al confine del territorio di in pianura che sui terreni di bassa collina e d’altura, che zone collinari, in particolare lungo i versanti, e sfrutta la
Monteriggioni con la Val d’Elsa (complesso litico “tayaziano” sembrano vivere di un’economia di tipo familiare, basata vicinanza ai fiumi, specie quando navigabili, come nel caso
genericamente localizzato fra Monteriggioni e Staggia). De- su agricoltura, allevamento e pastorizia. Due tipici esem- dell’Ombrone. Al centro della rete insediativa sono vari cen-
cisamente più diffuse le segnalazioni per il Paleolitico Medio pi sono, per la pianura, l’agglomerato rinvenuto in località tral place che si distribuiscono in maniera uniforme su tutto
e Superiore (fra le altre, quelle in località la Befa, le Volte Mencia (Piana di Montaperti, nei pressi del torrente Arbia il comprensorio e che si materializzano in residenze aristo-
Basse e più in generale la Piana di Rosia, Piana di Montaper- e di una sorgente di acqua sulfurea) e per le aree d’altura cratiche che rappresentano nuclei di potere territoriale, più
ti, Pian del Lago), principalmente concentrate lungo le fasce quello di Cetamura della Berardenga. Piuttosto tarde sono le o meno estesi e potenti, in grado di controllare un più o
alluvionali dei principali corsi d’acqua (Ombrone, Merse e attestazioni di insediamenti stanziali, più spesso testimonia- meno ampio territorio di pertinenza. Alcuni di questi centri
criteri metodologici (LINK)
Farma) e in particolare sui terrazzi fluviali. Piccoli gruppi ti dal rinvenimento di necropoli che di veri e propri abitati: gentilizi ci sono noti direttamente (reggia di Poggio Civitate
seminomadi di cacciatori-raccoglitori occupano quindi sta- è il caso del probabile insediamento villanoviano fra Podere a Murlo o Poggio Tondo a Castelnuovo Berardenga, con la
gionalmente le zone di pianura prevedendo però sposta- Mulinello e Sasseto nel Comune di Asciano. vicina necropoli del Poggione), altri invece dal rinvenimento
menti verso le aree collinari finalizzati alle attività di caccia Va segnalata infine la presenza, nel territorio di Sovicille e di sepolture privilegiate, come nel caso di Asciano (tumulo
e raccolta. della Montagnola senese, di alcuni castellieri (Monte Acuto, del Mulinello in VII-VI secolo a.C. e necropoli di Poggio Pinci
L’insediamento sembra farsi più rado nel periodo neolitico Poggio Pigna, Siena Vecchia e Rigomorto) fondati in quota nel V secolo a.C.), Monteriggioni (tombe gentilizie del Caso-
ed eneolitico: in quest’ultima fase si segnala anche l’esten- e in zone naturalmente difese, posti a controllo delle vie di ne alle pendici del Monte Maggio) o Sovicille (Volte Basse e
dersi del popolamento a quote maggiori, come nel caso dei comunicazione e delle sottostanti pianure agricole. Poggio Luco a Malignano). Questi nuclei di potere sorgono

Descrizione interpretativa
Processi storici di territorializzazione
2.2

Rappresentazione della rete insediativa di periodo preistorico e protostorico sulla base dell’informazione archeologica edita, con ipotesi delle direttrici di Rappresentazione della rete insediativa di periodo etrusco sulla base dell’informazione archeologica edita, con ipotesi delle direttrici di transito e comuni-
transito e comunicazione (tracciati restituiti con pallini neri: più grandi per la viabilità primaria, più piccoli per quella secondaria). Scala 1: 275.000. cazione (tracciati restituiti con pallini neri: più grandi per la viabilità primaria, più piccoli per quella secondaria). Scala 1: 275.000. p. 9
colline di siena
solitamente lungo rilevanti direttrici di traffico (sia terrestre dinamica, necessaria per altro ai grandi centri di riferimento le aristocrazie, che controllano il resto del territorio median- strutturata per nuclei familiari, che rioccupa spesso strut-
che fluviale) e in posizione sopraelevata rispetto al territorio per il territorio (Chiusi e Volterra). Si forma quindi un ceto te una rete di complessi rurali (fattorie e ville, come quella ture preesistenti (ad esempio la villa/mansio dello Spino e
circostante, in modo da controllarne le risorse (agricole ma medio di piccoli proprietari terrieri, dipendenti dalle città, della Befa) che fungono da nuclei di controllo e gestione di l’insediamento di Torri) o si aggrega attorno ai complessi
anche estrattive, come nel caso di quelle minerarie della che fondano tutto il loro potere sul possesso fondiario e sul proprietà terriere mediamente estese, cui fanno riferimento produttivi ancora in vita, come avviene nell’area a est della
zona di Sovicille o del travertino fra Asciano e Rapolano) controllo delle attività agricole, allevatizie e, in misura mino- i poderi contadini gestiti da coloni o servi. Si passa quindi città. Nelle zone più periferiche, invece, l’insediamento si
e le attività economico-produttive, incentrate principalmen- re, artigianali. L’economia del territorio risulta infatti marca- da uno sfruttamento della terra intensivo a uno estensivo e struttura secondo forme di sfruttamento del territorio di-
te su agricoltura e allevamento. Il popolamento risulta così tamente orientata verso attività agricole e pastorali in unità le abitazioni sparse si concentrano principalmente nei pressi versificate e di basso profilo, mirate essenzialmente all’au-
controllato da tali élites e articolato secondo due differenti poderali a gestione familiare o dipendenti dalle famiglie di delle grandi strutture di gestione. Dal II secolo d.C., e in tosufficienza: vengono occupate anche le aree boschive per
modelli: nuclei di abitazioni (massimo 5-6 unità abitative) rango medio residenti nel centro demico più importante forma più acuta nel secolo successivo, si risentono anche incentivare le attività silvo-pastorali tipiche dell’organizza-
gravitanti intorno a complessi produttivi di medio-grandi di- (villaggio). Nella parte occidentale dell’ambito si affermano in questo comprensorio gli effetti della crisi generale che zione economico-produttiva di questi secoli.
mensioni (fattorie), o case sparse a carattere monofamilia- anche i siti fortificati (talvolta vengono rioccupati i castellieri nel III secolo coinvolge l’Italia centrale provocando un for-
re; il villaggio risulta maggiormente attestato e diffuso nella abbandonati) che si pongono a controllo delle pianure agri- te spopolamento, con proporzioni drastiche nelle aree più Periodo medioevale
parte orientale dell’ambito. Un caso a parte è rappresentato cole e delle viabilità, fungendo inoltre da ricovero tempo- periferiche. Sopravvivono, pur ridimensionati, solo i centri La crisi finale del sistema politico ed economico romano,
dai siti d’altura e dai castellieri, che mancano degli elemen- raneo e forse sede di stoccaggio e smistamento di prodotti principali (più vicini alla città e alle arterie viarie) e le strut- aggravata da altri fattori quali la guerra greco-gotica, le ca-
ti di pregio delle residenze aristocratiche, ma si distinguo- per gli insediamenti agricoli dei dintorni. L’area dell’odierna ture produttive di maggiori dimensioni attorno alle quali si restie e le epidemie, si rispecchia in un’ulteriore contrazione
no comunque dagli altri insediamenti rurali per posizione. Siena sembra essere occupata a partire dal VIII-VII secolo concentra l’insediamento residuo. demografica e nella definitiva destrutturazione dell’insedia-
Questi possono quindi avere avuto varie funzioni, da quella a.C., ma si tratta di una frequentazione articolata in piccoli In epoca tardoantica denota una maggiore vitalità il più mento di tipo tardoantico. Questo viene soppiantato da un
residenziale a quella militare e di controllo del territorio e insediamenti, con caratteri più rurali che urbani, anche se immediato bacino senese, laddove le aristocrazie cittadine popolamento disarticolato e disomogeneo, conseguenza di
delle sue risorse produttive. Questa tipologia insediativa è va segnalata, dal II secolo a.C., la comparsa di case ricche riescono ancora a delegare la gestione delle proprietà a vil- un’occupazione caotica e non pianificata del territorio, lega-
particolarmente attestata nel territorio di Sovicille (Monte e un insediamento più strutturato. lici o conductores i quali controllano una popolazione rurale ta essenzialmente allo sfruttamento della terra e delle altre
Acuto, Poggio Pigna, Siena Vecchia e Rigomorto) dove ri-
sulta di difficile inquadramento (dubbi sulla natura e sulla Periodo romano
Descrizione interpretativa

cronologia) e dove sembra comunque essere abbandonata La crisi del sistema politico-economico etrusco (e in partico-
fra V e IV secolo a.C. (solo per Monte Acuto è attestata una lare il declino di Volterra, assediata fra 81 e 79 a.C. nell’am-
nuova frequentazione in epoca ellenistica). bito del conflitto civile fra Mario e Silla) e il passaggio alla
A partire dalla fine del VI secolo a.C., e per i due secoli sfera di influenza romana (con la nascita nell’86 a.C. del
Processi storici di territorializzazione

successivi, con lo sfaldamento dei potentati locali, dovuto municipio autonomo di Saena Iulia, città poi dedotta colonia
anche a processi di inurbamento delle élites, si avvia un pe- sotto Ottaviano) hanno come primo effetto una contrazio-
riodo di forte regressione demografica, di abbandono delle ne insediativa, demografica ed economica che si registra
campagne e di destrutturazione del modello insediativo di praticamente ovunque all’interno del comprensorio. Il bari-
fase orientalizzante e arcaica. Di fatto si assiste alla pro- centro politico spostato su Siena ha infatti inevitabilmente
gressiva scomparsa dei villaggi e all’evidente riduzione delle condizionato il paesaggio circostante attraverso la volontà
attestazioni dei complessi produttivi rappresentati dalle fat- di impiantare una nuova rete insediativa e riorganizzare il
torie: sopravvive sostanzialmente il solo insediamento spar- territorio. Tuttavia, per molte aree il processo di romaniz-
so. Lo spostamento delle principali direttrici viarie regionali zazione è piuttosto tardivo e tali cambiamenti avvengono
ha inoltre reso marginale il comprensorio e ha così ulterior- quindi con estrema lentezza e ritardo, mantenendo a lungo
mente contribuito alla contrazione insediativa. la strutturazione di età ellenistica, pur soggetta a una ge-
In età ellenistica (III-II secolo a.C.) si avvia una fase di nerale contrazione sotto molteplici aspetti. A rendere peri-
generale rinascita del territorio e di espansione insediativa ferico questo comprensorio è anche la trasformazione delle
e demografica. La crisi dei secoli precedenti innesca infatti principali arterie stradali: la Cassia passa da Chiusi e Arezzo
una redistribuzione del potere che induce un nuovo asset- verso Firenze, mentre l’Aurelia ha un percorso interamente
to socio-economico della campagna e una colonizzazione costiero, cosicché quest’area è attraversata solo da direttrici
degli spazi rurali che si materializza attraverso la capillare secondarie di collegamento alle primarie: fra queste ricor-
diffusione di fattorie e residenze più articolate (le cosiddette diamo comunque la diramazione della Cassia che collega il
“case ricche”), nonché con la ricomparsa dei villaggi. Persi- centro chiusino a Siena, probabilmente passando attraverso
ste l’insediamento sparso, con abitazioni singole poste diret- la mansio di Santa Cristina a Buonconvento.
tamente sui fondi agricoli: il popolamento si sviluppa spesso Una vera e propria ristrutturazione si ha quindi solo dalla
all’insegna della continuità insediativa e quindi sui versanti e prima età imperiale (I secolo d.C.) nel corso della quale si
le sommità collinari già occupate nei periodi precedenti. Alla assiste ad un riassetto insediativo che rispecchia le esigenze
base di questa ripresa è la nascita di un proletariato libero della nuova strutturazione economica basata su un’organiz-
che si insedia in ampi spazi, sfruttandoli intensamente e zazione della terra di tipo latifondistico. Nelle vicinanze delle
Rappresentazione della rete insediativa di periodo romano sulla base dell’informazione archeologica edita, con ipotesi delle direttrici di transito e comu-
diffondendo così la piccola proprietà e un’economia agricola città (in particolare di Saena Iulia) si dispongono le ville del-
p. 10 nicazione (tracciati restituiti con pallini neri: più grandi per la viabilità primaria, più piccoli per quella secondaria). Scala 1: 275.000.
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risorse disponibili, con frequente rioccupazione di spazi e neatesi nei due secoli precedenti. Questa maglia insediativa stelli, quasi sempre risultanti dalla fortificazione delle curtes pianificare e migliorare la produttività della terra (anche me-
strutture di età classica abbandonate o ridotte a ruderi. risponde a un preciso disegno dei nuovi organismi di potere già esistenti, in un periodo compreso fra X e inizi XII se- diante imponenti opere di bonifica) e a promuovere la for-
Dal VII secolo ha inizio una nuova fase insediativa guidata che tendono a impiantarsi appunto su strutture preesisten- colo: tale continuità non ha di fatto determinato modifiche mazione di aziende agricole strutturate (attraverso le quali
da iniziative di carattere pubblico, ecclesiastico o signorile ti mediante frequentazioni di successo che si consolidano traumatiche dell’organizzazione insediativa, che è ancora coordinare la produzione e gestire le risorse) o comprensori
che procedono alla riorganizzazione del popolamento me- nel tempo trasformandosi in centri di coordinamento e con- strutturata, oltre che sui centri castrensi, sui villaggi aperti di industriali (come nel caso del sistema di mulini e gual-
diante villaggi strutturati che sostanzialmente assorbono trollo della popolazione rurale e della produzione. Un ruo- attorno ai castelli stessi o alla fitta rete di edifici religiosi chiere lungo la Merse).
il precedente insediamento sparso e rioccupano i versanti lo cardine, nella determinazione della rete insediativa e di extra castrum (in particolare le pievi). Una seconda fase di A partire dalla metà del XIV secolo si verifica un forte regres-
collinari e le alture (eccezion fatta per le aree prettamente quella economico-produttiva, è svolto dai monasteri, spesso incastellamento si sviluppa poi dalla metà del XII secolo alla so demografico e insediativo che induce allo spopolamento
montuose), abbandonando le aree di pianura e i fondovalle, fondati in età altomedievale dai rappresentanti del potere prima metà del XIII secolo, disegnando un paesaggio sem- delle campagne e all’abbandono di alcuni insediamenti ru-
in quest’epoca spesso soggetti a fenomeni di esondazione. pubblico (è il caso di Badia Monastero, ad opera del gastal- pre più fortemente connotato dalle fortificazioni. In questi rali. Alle origini di questa crisi sono carestie ed epidemie
Questa nuova fase di controllo delle campagne ha la sua do Winigis, o del monastero di Sant’Eugenio, ad opera del secoli il grosso sviluppo di Siena impedisce la fondazione e (peste nera del 1348), ma anche l’aumento di pericolosità
origine principalmente dall’ambito cittadino, dove il potere gastaldo Warnefred). Le fondazioni abbaziali diventeranno lo sviluppo di grossi centri fortificati nei dintorni, dal mo- dell’intero comprensorio, soggetto alle sempre più frequenti
pubblico, quello ecclesiastico e le nuove aristocrazie si stan- nel tempo elementi decisivi nell’affermazione delle signorie mento che la città esercita una forte influenza sul contado scorrerie delle compagnie di ventura e alle pesanti conse-
no definitivamente assestando e da dove pianificano la loro territoriali, rendendo dinastici i loro poteri d’origine pubblica circostante, sulle sue comunità e le signorie connesse: tut- guenze del conflitto fra Siena e Firenze, fattori che inducono
espansione, tanto politica quanto economica, sul territorio: e ovviando al pericolo della dispersione patrimoniale; validi to, o quasi, deve rientrare nell’orbita cittadina, sia dal punto una nuova ondata di fortificazioni (nuove fortezze, consoli-
tali processi di accentramento insediativo si realizzano di esempi sono, agli inizi nell’XI secolo, l’abbazia di Serena di vista amministrativo che da quello fiscale e non vengono damenti dei castelli esistenti e fortificazione di villaggi). Tale
fatto fra fine VI e VIII secolo. Da questo momento il pa- (Gherardeschi) nel territorio di Chiusdino, o Abbadia a Isola tollerati centri di potere privato troppo vicini al nucleo ur- clima spinge a un massiccio inurbamento che riguarda tanto
esaggio si struttura su una rete di edifici religiosi (chiese, (Lambardi) in quello di Monteriggioni. bano. Il governo senese, del resto, non aveva nemmeno le Masse di Siena quanto i territori limitrofi.
pievi e monasteri) e di curtes (spesso dotate di chiesa) e vil- Nei secoli centrali del Medioevo, la più significativa varia- interesse a mantenere strutture fortificate in zone tanto in-
laggi (casalis) sorti dallo sviluppo dei nuclei insediativi deli- zione dell’assetto territoriale riguarda la comparsa dei ca- terne del proprio territorio: così i castelli superstiti perde- Periodo moderno
ranno progressivamente peculiarità difensive e consistenza L’inizio dell’età moderna coincide per il territorio di Sie-
demica, conservando però al loro interno strutture residen- na con la perdita dell’autonomia politica e l’annessione al

Descrizione interpretativa
ziali di tipo signorile e il ruolo di riferimento circoscrizionale. Granducato. Dopo il lungo periodo delle guerre “regiona-
L’unica eccezione sarà costituita, a partire dal XIII secolo, li” (battaglie di Montaperti, 1260, e di Colle, 1269), queste
dal territorio a nord della città, nel quale Siena investirà progressivamente si fanno internazionali con l’intervento di
pesantemente al fine di imporre un controllo forte e diretto truppe imperiali e francesi, in un crescendo di devastazione

Processi storici di territorializzazione


su un’area che era divenuta strategica nello scontro con che tocca anche la città, dove alla fine dell’assedio nel 1555
Firenze, dopo che quest’ultima era giunta a controllare il la popolazione si era ridotta a soli 8.000 abitanti, dai 15.000
Chianti. circa stimati nei decenni precedenti. Oltre agli effetti demo-
Nel basso medioevo la rete insediativa si articola quasi grafici, l’assedio lasciò un vistoso segno sul territorio con la
ovunque in castelli, villaggi (che aumentano per attestazio- distruzione dei borghi fuori delle porte principali della città.
ni e consistenza), grance e un diffuso insediamento sparso, In realtà in quello che dal 1559 viene chiamato lo “Stato
mentre si mantiene sostanzialmente inalterata la rete ple- nuovo” non cambia molto, rispetto alla repubblica. Riman-
bana, che si arricchisce comunque di un maggior numero di gono in piedi tutte le istituzioni politiche del territorio, come
chiese distribuite su un territorio sempre più intensamente il Concistoro, la Balìa, la Dogana e i Quattro Conservatori,
antropizzato e fittamente popolato. La crescita dimensiona- sotto il controllo di un governatore nominato dal Granduca.
le di villaggi o castelli è particolarmente intensa per alcu- Quest’ultima in particolare rimane l’istituzione delegata agli
ni centri (futuri capoluoghi come Buonconvento, Asciano, interventi sul territorio e alla manutenzione delle infrastrut-
Monteriggioni), che alterano in parte i precedenti equilibri ture.
insediativi determinando un accentramento a favore del nu- Tutto il periodo del governo mediceo è caratterizzato dal
cleo principale e a scapito di quelli minori circostanti, che consolidamento delle strutture economiche senesi, sotto lo
spesso scompaiono o subiscono forti contrazioni. Particolare stretto controllo delle grandi famiglie come i Chigi, i Del Taja,
è il territorio immediatamente circostante alla città di Siena, i d’Elci e i Piccolomini, nonché delle istituzioni ecclesiastiche
che si struttura mediante una fitta rete ecclesiastica e un come la Mensa Arcivescovile e l’Ospedale di Santa Maria
continuum di microinsediamenti suburbani (né rurali né cit- della Scala con la sua rete di “grance” ben documentate 2.2
tadini): si tratta della comunità della Masse, caratterizzata dai cabrei del Sei-Settecento.. Le grandi proprietà formano
da un alta densità demografica per una popolazione totale gradualmente un sistema di fattorie fondato su dimensioni
stimabile in circa 12.000 abitanti. Anche in questi secoli ri- poderali molto variabili, a seconda delle diverse capacità
vestono un ruolo particolarmente significativo i monasteri produttive del territorio. Si parla in alcuni casi di vera e pro-
(come San Galgano, Monte Oliveto Maggiore e Torri) che pria rifeudalizzazione di parti del territorio.
sono fra i maggiori possessores del territorio e fra le realtà Infatti le colline intorno a Siena offrono un quadro assai
Rappresentazione della rete insediativa di periodo medievale sulla base dell’informazione archeologica edita, con ipotesi delle direttrici di transito e
economico-produttive più vitali. La loro azione è mirata a articolato di vocazioni produttive, che vanno dall’agricoltura
comunicazione (tracciati restituiti con pallini neri: più grandi per la viabilità primaria, più piccoli per quella secondaria). Scala 1: 275.000. p. 11
colline di siena
intensiva delle Masse, tutto intorno alla cinta muraria, ai po- sulle provinciali: la Chiantigiana, la via della val d’Ambra, la tendenza a nuove forme di insediamento suburbano, testi- po’ alla volta ristrutturati a quattro corsie, si viene a formare
deri vinicoli del Chianti a quelli promiscui della Berardenga, Lauretana per Asciano, la Massetana, oltre alla traversa del moniata dal sorgere di nuovi quartieri-dormitorio come San una nuova “ypsilon” su scala regionale, analoga a quella
fino alle aree del seminativo nudo e del pascolo nelle Crete. Sentino (presso Rapolano) che fa parte della rete dei per- Dalmazzo e Uopini, Pianella, San Rocco a Pilli. Una nuova della matrice stradale che aveva fondato originariamente la
Non mancano le aree destinate al reperimento delle materie corsi di transumanza fra i monti del Chianti, la val di Chiana zona industriale si forma a Badesse, in comune di Monterig- forma urbana di Siena. Purtroppo la qualità dei manufatti,
prime, come i poggi del Vescovado (Murlo) e soprattutto la e la Maremma. gioni, lungo la nuova superstrada per Firenze. come i muri di sostegno, è particolarmente carente, per cui
Montagnola, che fornisce Siena di marmi, di lana, castagne, La ferrovia è arrivata presto nella provincia di Siena, che All’interno dei confini comunali, gli interventi più vistosi l’inserimento nel paesaggio delle nuove arterie stradali ha
legname, e che avrà il ruolo di riserva di acque con la fonte venne collegata ad Empoli (quindi a Firenze, Pisa e Livorno) sono quelli lungo i due fondovalle, della Tressa a S-O e del non di rado l’effetto di un pugno nello stomaco.
del Luco. nel 1849, dando una spinta decisiva alla modernizzazione Riluogo a N-E, dove si formano gradualmente due assi viari A parte questi fenomeni, che hanno alterato negativamente
Le dimensioni dell’appoderamento e la distribuzione dell’in- della società senese, e venne proseguita fino a Sinalunga di scorrimento collegati alla viabilità regionale, in parallelo l’assetto insediativo e quello delle infrastrutture, un aspetto
sediamento rurale assumono caratteri molto diversi, dal e Chiusi nel 1862. Nel 1865 venne iniziata, e in dieci anni con la liberazione dal traffico automobilistico del centro sto- caratteristico del territorio senese è dato dalla continuità
poderino di 7-8 ha nella Masse a quello di oltre 100 nelle terminata la ferrovia verso Grosseto, per Asciano e Monte rico realizzata con successo fra il 1963 e il 1965. Un episodio nelle forme dell’uso del suolo. Se nel 1830 questo compren-
Crete, dalla colonica isolata sulla sommità del poggio argil- Amiata, con percorso lungo e tortuoso. La “scorciatoia” per a sé è costituito dall’insediamento del nuovo ospedale alle sorio aveva il primato nei seminativi nudi, negli ultimi de-
loso al centro rurale organizzato intorno al nucleo di una la Val d’Arbia venne realizzata solo nel 1927. Scotte, a nord della città oltre la collina di Vico Alto. Intorno cenni il peso di questa forma di paesaggio tende ancora ad
villa-fattoria, a quello di una grancia o di un monastero. La popolazione degli undici comuni compresi nell’ambito all’ospedale si sono aggregati il quartiere di San Miniato, aumentare, da 36,80% nel 1960 fino a 39,15% nel 2010,
Il consolidamento del potere delle grandi famiglie senesi delle colline senesi passa da poco più di 50.000 abitanti progettato da De Carlo, e il polo scientifico universitario. quando ormai ha raggiunto lo stesso valore del bosco (che
ottiene il risultato di escludere qualsiasi intromissione da nel 1745 a quasi 65.000 dopo un secolo, secondo le fonti Negli stessi anni, con la superstrada Siena-Firenze e i col- continua a dominare i territori di Murlo, di Chiusdino e di
parte delle concorrenti famiglie fiorentine, ma non basta a registrate dal Repetti. In questo periodo il peso della città legamenti con la Valdichiana (Bettolle) e con Grosseto, un Monticiano).
evitare un generale decadimento delle opere di manuten- diminuisce, dal 44 al 42 %, mentre l’incremento della po-
zione del territorio, nei settori della viabilità e dell’ idraulica. polazione è ripartito in modo abbastanza omogeneo su tutti
I fondovalle e i rari piani inseriti nella morfologia collina- i comuni, anche quelli più svantaggiati come Chiusdino e
re subiscono un processo di impaludamento che colpisce Monticiano. A Buonconvento, lungo la via Romana, la popo-
alche quelle zone, come il piano di Rosia, dove nei secoli lazione raddoppia.
Descrizione interpretativa

prece denti si era riusciti a provvedere ad una buona regi-


mazione delle acque grazie a statuti locali che impegnavano Periodo contemporaneo
tutti i proprietari, grandi e piccoli. Sempre considerando le variazioni demografiche, si osserva
E’ solo con il governo lorenese che si assiste a una decisa che dal 1846, l’ultimo anno registrato dal Repetti, al 1951 la
Processi storici di territorializzazione

ripresa degli interventi di manutenzione idraulica e di boni- popolazione passa da 65.000 a circa 112.000, cioè più del
fica, oltre alla sistemazione delle strade e in generale alle doppio, per poi assestarsi nei decenni successivi intorno a
riforme fondiarie. Un caso emblematico è quello del pian del valori inferiori, fino a meno di 104.000.
Lago, posto fra Siena e la Montagnola, dove il proprietario Nello stesso intervallo secolare il peso della città cresce
Sergardi Bindi, dalla prima metà del Settecento, tenta a più fin quasi il 47 % e fino al 1971 cresce ancora fino al 61,3
riprese di prosciugare un’area che si è completamente im- %, mentre la popolazione dei comuni minori diminuisce in
paludata, senza riuscire altro che a indebitarsi, finché con modo assai marcato. Da quella data l’immigrazione verso il
l’intervento di Pietro Leopoldo non si riesce a incanalare le capoluogo comincia a distribuirsi piuttosto sui comuni limi-
acque attraverso una galleria di un miglio, opera straordi- trofi, nei nuovi quartieri che sorgono al confine con il comu-
naria di ingegneria idraulica che ancora oggi stupisce per la ne di Siena: così a Monteriggioni, Castelnuovo Berardenga,
sua concezione. Monteroni e Sovicille (in misura minore questo fenomeno
A conclusione del periodo delle riforme leopoldine, il Catasto tocca anche Asciano, la cui grande estensione comprende
del 1830 registra per le colline di Siena una situazione par- anche una frazione come Taverne d’Arbia che è già periferia
ticolare, nella quale il territorio è coperto prevalentemente di Siena). Invece la città, nei confini comunali, perde pro-
da bosco (32,72%) e da seminativo nudo (29,97%: la per- gressivamente popolazione, passando da 65.000 nel 1971 a
centuale più alta in tutto il Granducato, dove la media era di 52.000 abitanti nel 2001.
16,11%), mentre l’insieme delle colture permanenti, inclusi Fra gli altri comuni alcuni subiscono un calo demografico
i castagneti della Montagnola oltre ai campi promiscui delle continuo, con effetti di vera e propria desertificazione: la
Masse e della Berardenga, non raggiunge il 20%. Dunque densità scende a Monticiano e a Chiusdino, nel 2001, a va-
il paesaggio che si è formato al momento del passaggio lori vicini a 13 abitanti per kmq, contro una media di tutta
all’età contemporanea è dominato dalle grandi estensioni a l’area che passa da circa 80 a 75. A Murlo, dove il punto più
cereali: e come vedremo resterà tale fino ai giorni nostri. basso è raggiunto nel 1981 (con 15,57 ab/kmq), negli ultimi
Per quanto riguarda le strade, il periodo lorenese lascia in decenni si risale di poco, così come ad Asciano, a Rapolano
eredità all’età contemporanea una rete viaria che rimarrà e a Buonconvento, dove almeno i centri urbani sono favoriti
inalterata fino all’ultimo dopoguerra, fondata sulle tre stra- dalla vicinanza con arterie stradali.
de regie (la postale Romana, l’Aretina e la Grossetana) e L’andamento demografico riflette, come abbiamo visto, la Il territorio delle colline di Siena negli anni ’70 del XVIII secolo (Ferdinando Morozzi, Archivio Nazionale di Francia)
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piano paesaggistico
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livello d’ambito

colline di siena
Il mutamento più evidente, dal dopoguerra ad oggi, riguar-
da le colture permanenti, che avevano superato di poco il 20
per cento nel 1960, ma scendono ormai sotto il 10. Ciò si-
gnifica che tende a scomparire proprio quella coltura promi-
scua che aveva caratterizzato l’appoderamento delle Masse
e della Berardenga. La conseguenza più evidente di questo
processo, al di là delle cifre, è il fenomeno dell’abbandono
di quelle che una volta erano le terre più belle dal punto di
vista del paesaggio agrario, in particolare proprio nella zona
delle Masse, subito intorno alle mura, dove il terreno agrico-
lo viene lasciato incolto in attesa di altra destinazione.
Ci si consola assegnando un particolare valore evocativo, al
contrario di quanto si osservasse nel passato, al paesaggio
delle Crete, con i suoi seminativi nudi e qualche boschetto
di cipressi: uno degni stereotipi più diffusi del paesaggio
toscano da cartolina.

Descrizione interpretativa
Processi storici di territorializzazione
2.2

Il territorio nella carta dell’Inghirami (1830). Scala 1:600.000


p. 13
colline di siena

Caratteri del paesaggio


Descrizione interpretativa
Caratteri del paesaggio

link: www.paesaggiotoscana.it/schede/AMB14-2_caratteri.pdf scala originale 1:50.000


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livello d’ambito

colline di siena
legenda

Descrizione interpretativa
Caratteri del paesaggio
2.3

criteri metodologici (LINK)


p. 15
colline di siena
Ricalcando non solo nel titolo l’omonima opera di Cesare, lomini all’interno del duomo di Siena, le imprese di Pio II
2.4 Iconografia del paesaggio Enea Silvio Piccolomini descrisse nei suoi Commentarii Re- sulla base degli stessi Commentarii. Se il paesaggio di tipo
rum Memorabilium le imprese che affrontò tra l’ascesa al umbro come il prezzemolo si ritrova anche per ‘fare’ l’esotica
soglio pontificale (col nome di Pio II) e la partenza per la Scozia, non abbiamo invece modo di dubitare della veduta
crociata del 1463, allargando lo sguardo - cosa per noi in- delle colline senesi fuori Porta Camollia: vi si riconoscono la
teressante - agli usi, ai costumi e ai paesaggi che di queste colonna del Portogallo, l’antiporto di Camollia, la scomparsa
imprese furono teatro. Oggi, avendo l’accortezza di tener chiesa di San Basilio, il Duomo e il “facciatone”. Una visio-
presente il genere letterario e l’intento dell’autore, possiamo ne classica del dolce paesaggio italiano, privo di selve e di
leggere in quelle pagine se non la reale immagine del pae- orridi e di strapiombi ma grazie agli inserti antichi intriso di
saggio senese della seconda metà del Quattrocento almeno struggente bellezza, che non fatichiamo a riconoscere nella
la percezione che di quel mirabile paesaggio aveva un uomo veduta di Siena che Sir Richard Colt Hoare, antiquario e
colto e raffinato: “[…] intorno a Siena verdeggiavano i colli storico, tracciò con delicatezza di sguardo e di tratto per il
criteri metodologici (LINK)
tutti rivestiti di fronde e fiori, e nei campi alte e rigogliose pubblico d’oltremanica durante il suo lungo viaggio in Italia Telemaco Signorini, Autunno nei dintorni di Siena, collezione privata
erano le messi. La stessa posizione del territorio più vicino (tra il 1785 e il 1791). Cent’anni dopo, lo sguardo sulle colli-
a Siena offre uno spettacolo di bellezza inesprimibile. I colli ne senesi sarà nuovamente mutato: Telemaco Signorini,
coperti da vigne o da altri alberi da frutto, o lavorati a grano, attento alle caratteristiche del territorio e del lavoro dell’uo-
si sollevano mollemente su valli amene, dove verdeggiano mo, libero dalla ricerca della rovina classica come suggello di
i seminati o i prati e scorrono rivi di acqua perenne. Vicino bellezza e tutto teso all’indagine anche cromatica dell’insie-
vi sono folti boschi formatesi spontaneamente o curati dalla me, ci consegna un autunno fuori Siena. Un paesaggio arti-
mano dell’uomo […] né c’è poggio dove i cittadini non ab- colato in vigne, bosco, alberi da frutto e seminativi secondo
biano costruite splendide ville. Qui si ammirano nobili mo- il canone perfetto del Chianti che era ad esempio leggibile
nasteri abitati da uomini santi, lì si innalzano come fortezze negli immediati dintorni dell’Osservanza. A questo stesso
Descrizione interpretativa

abitazioni di privati cittadini”. Un paesaggio equilibrato di Ottocento laborioso, fondiario, profondamente agricolo cui
chiara matrice classicheggiante, come del resto è ben ma- si devono modifiche importanti dell’assetto territoriale della
nifesto nei magnifici sfondi che il Pinturicchio, aiutato da Toscana tutta, si riconducono le numerose cartoline a tema
illustri compagni, dipinse per illustrare, nella Libreria Picco- con le contadine di Siena diffuse a fine secolo. Con buo- Campagna senese, cartolina viaggiata nel 1905, Roma, ICCD
Iconografia del paesaggio

Bernardino di Betto detto il Pinturicchio e aiuti, Enea Silvio, vescovo di


Siena, presenta Eleonora d’Aragona all’imperatore Federico III, 1502- Bernardino di Betto detto il Pinturicchio e aiuti, Enea Silvio, opera a lato,
Richard Colt Hoare, Siena, tratto da A classical tour through Italy and Sicily, 1819, Londra, Victoria and Albert Museum
p. 16 1507, Siena, Libreria Piccolomini, Duomo particolare con le colline fuori Porta Camollia
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livello d’ambito

colline di siena
na pace della riduzione olografica di celebri pubblicità (set dei colli” (Mario Pratesi, Il mondo di Dolcetta). La nota sulle
del Mulino Bianco furono i dintorni di Chiusdino), ch’eppure ‘ondate’ verdeggianti ci spinge ormai al di fuori del cerchio
spicca per l’efficacia nella costruzione di un nuovo e più ristretto dei colli, verso Asciano, verso quel “mare mosso
digeribile immaginario paesaggistico, quest’angolo di Tosca- delle crete dilavate” adorato da Mario Luzi, che sarà oggetto
na non è dunque fatto soltanto di colline digitali all’infinito di una prossima scheda.
riproducibili tra grano perenne, cielo azzurro e cipressi pun-
tuti. E non è fatto nemmeno di soli sguardi contemplativi e
quieti: le fortezze medievali al crepuscolo piacevano ancora
nel secolo scorso, prima dell’icona nuova dell’agriturismo
come rifugio dalla città, e Monteriggioni a lungo fu vista
come cittadella fortificata teatro di celebri battaglie, prima
di divenire il borgo metafisico fotografato dai turisti di ogni
parte del mondo. Quando Pratesi ferma in parole il paesag-
gio attorno a Siena, aggiunge una nota d’esperienza che ci
dice molto: “Un’infinita campagna ineguale, profonda, spar-
sa di castelli e di case coloniche secolari, incupita qua e là
da cipressi, e ulivi ulivi ulivi a perdita d’occhio per le ondate

Descrizione interpretativa
Contadine senesi, cartolina viaggiata nel 1900, Roma, ICCD

Iconografia del paesaggio


Dintorni di Siena. Convento dell’Osservanza,
cartolina viaggiata nel 1905, Roma, ICCD

2.4

Chiusi. Fortezza medioevale (crepuscolo), Giorgio Vasari e Giovanni Stradano, Presa di Monteriggioni, 1563-65,
Dario Neri, Campagna senese, particolare, Siena, Collezione Monte dei Paschi
cartolina viaggiata nel 1945, Roma, ICCD Firenze, Palazzo Vecchio, Salone dei Cinquecento, soffitto p. 17
colline di siena

p. 18
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piano paesaggistico
REGIONE TOSCANA ambito 14
livello d’ambito colline di siena

Invarianti strutturali 3
colline di siena
Descrizione strutturale
3.1 I caratteri Il cuore dell’ambito delle Colline di Siena è rappresentato
idro-geo-morfologici dal bacino pliocenico senese, una delle principali tra le pro-
fonde depressioni tettoniche comprese nel territorio tosca-
dei bacini idrografici e dei no che, nell’epoca Terziaria, sono state occupate a lungo
sistemi morfogenetici da profondi bacini marini. Orientato in senso appenninico,
e quindi parallelo all’asse maggiore della penisola, il bacino
pliocenico senese rappresenta un segmento fondamentale
dei sistemi di comunicazione di lunga durata. La parte set-
I caratteri idro-geo-morfologici dei bacini idrografici e dei sistemi morfogenetici

tentrionale del bacino è pressoché interamente compresa


nell’ambito, con l’eccezione di lembi minori che si trovano
criteri metodologici (LINK) nell’ambito del Chianti.
La geomorfologia del bacino pliocenico senese è semplice
nei suoi motivi quanto articolata e sorprendente nelle sue
manifestazioni. Le formazioni affioranti si distribuiscono
in modo da ricordare e registrare l’eredità di un braccio di
mare stretto ma molto profondo.
La parte centrale, e in effetti la maggior parte della super-
ficie, è occupata dai depositi argillosi generalmente descrit-
ti come “Argille azzurre”, o più comunemente come argil-
le plioceniche. Nella loro manifestazione più tipica, questi
materiali argilloso-limosi, quasi impermeabili e facilmente
erodibili, quasi non influenzati da deformazioni tettoniche,
producono forme che sono divenute un classico. Le argil-
le azzurre, infatti, si erodono a formare colline di modesta
Il paesaggio delle Colline dei bacini neo-quaternari nei pressi di Asciano
(Foto adzam149 - Licenza CC BY-ND) estensione e rilievo, dalle forme alquanto arrotondate, inse- Il paesaggio del Margine presso San Galgano (Foto P. Bottarelli - Licenza CC BY-NC-ND)
Invarianti strutturali

rite in una trama data dal reticolo idrografico, molto denso e


fortemente gerarchizzato in un modello dendritico. Le forme ta dei versanti che, quando isolati, sono noti come balze, sia per le costruzioni sia per la provvista di acqua.
e le caratteristiche dei suoli permettono la coltivazione quasi mentre le risultanti valli, strette, ripide e in rapida erosione, Nella zona di Siena, sulle pendici più orientali del Chianti e
integrale, ma sono sfavorevoli alla colture arboree, risultan- sono note come calanchi. Data la loro grande frequenza nel su quelle della dorsale di Rapolano Terme – Monte Cetona,
do in un paesaggio di cereali e pascoli a perdita d’occhio. bacino, queste aree, appartenenti al sistema morfogenetico la presenza di materiali più resistenti, come i livelli cementa-
Le opportunità di insediamento sono molto ridotte, a causa della Collina dei bacini neo-quaternari a litologie alternate, ti nelle sabbie e i conglomerati quaternari sovrapposti ai de-
delle sfavorevoli caratteristiche geotecniche delle argille e fanno comunque parte delle “Crete senesi”; tuttavia, il pa- positi marini, sostiene forme ancora più marcate, con ampie
della scarsità di fonti idriche. In questo ambito si realizza esaggio, ad esempio, dell’area di Monte Oliveto Maggiore è spianate sommitali, versanti complessi e valli minori a fondo
quindi la corrispondenza piena tra il sistema morfogenetico chiaramente differenziato da quello più classico. I versanti piatto. Si tratta del sistema morfogenetico della Collina su
della Collina dei bacini neo-quaternari ad argille dominanti e ripidi determinano l’esistenza di significative aree boscate, depositi neo-quaternari a livelli resistenti. Questo sistema
del paesaggio noto a livello mondiale come Crete senesi. di scarsa produttività, mentre le sommità offrono qualche condivide molti caratteri del sistema precedente, ma pre-
Nell’ambito delle Colline di Siena esiste, però, una variazione possibilità per gli insediamenti e per le colture permanenti. senta condizioni ancora più favorevoli per l’insediamento.
Calanchi e balze nei pressi di Monte Oliveto Maggiore
(Foto Gunther Tschuch - Licenza CC BY-SA) importante. La ristrettezza del bacino marino originario, mai Sui bordi settentrionale e orientale del bacino, affiorano Nel caso di Siena, il sistema, con la sua maggiore resistenza
più largo di 25 km, e in genere molto più stretto, ha fatto sì estesamente le sabbie, deposte nelle zone periferiche oppu- all’erosione, è venuto a costituire lo spartiacque con l’adia-
che, intercalati nelle Argille azzurre, siano molto frequenti re durante la fase di chiusura del bacino. La diversa risposta cente bacino, geologico e idrografico, della Val d’Elsa, deter-
livelli di sabbie. Queste sabbie provennero dai bordi del ba- delle sabbia agli agenti dell’erosione determina un rilievo più minando una posizione chiave nel sistema di comunicazioni.
cino, per effetto di ripetute frane sottomarine; queste frane accentuato, con versanti più lunghi. Ampie aree, alle pendici A questa condizione favorevole si è unita la grande disponi-
sono un fenomeno comune, legato alla genesi delle rocce meridionali del Chianti e a quelle orientali della Montagnola bilità di superfici sommitali capaci di ospitare insediamenti,
dette torbiditi. Naturalmente, questi depositi pliocenici sono senese, sono rappresentate dal sistema morfogenetico della piccoli e grandi. La disponibilità di acqua è, storicamente,
molto giovani e la loro storia non ha mai permesso la tra- Collina dei bacini neo-quaternari a sabbie dominanti. Que- sufficiente a permettere un certo sviluppo, ma non tale da
sformazione in roccia, sullo stile della altrettanto nota For- sto sistema è caratterizzato dalla elevata fertilità dei suoli; in consentire uno sviluppo illimitato. Solo l’adduzione di acqua
mazione Marnoso-arenacea. La presenza di livelli sabbiosi, combinazione con la frequenza di pendenza piuttosto ripide, con grandi mezzi tecnologici, in tempi molto recenti, ha ri-
permeabili e più resistenti meccanicamente, genera forme questo ha permesso lo sviluppo di un sistema fortemente mosso questa limitazione.
più vivaci, caratterizzate da superfici sommitali subpianeg- orientato alle colture arboree e promiscue. La densità degli Il bacino senese, nel suo complesso, ospita un ricco retico-
gianti, bruscamente interrotte da versanti precipiti e nudi, insediamenti aumenta bruscamente al passaggio dai siste- lo idrografico ad andamento dendritico, dominato dai corsi
La Collina dei bacini neo-quaternari a litologie alternate nei dintorni di
p. 20 Frassini (Foto N. Nagel - Licenza CC BY-SA) affetti da movimenti franosi ed erosione accelerata. Si trat- mi ricchi di argille, grazie alle condizioni molto più favorevoli principali dei fiumi Arbia e Ombrone. Entrambi questi fiumi
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livello d’ambito

colline di siena
comprende il bacino di Chiusdino. Questo bacino semichiu-
so è l’eredità di fenomeni tettonici recenti, legati alla forma-
zione delle Colline Metallifere, e presenta la particolarità di
essere colmato da depositi miocenici e quaternari, senza in-
terposizione di depositi pliocenici. Il centro del bacino è do-
minato dall’ampio Fondovalle del Pian di Feccia e dal sistema
della Collina dei bacini neo-quaternari a litologie alternate,
mentre sui bordi sono presenti estese aree di Collina su de-
positi neo-quaternari a livelli resistenti, Margine e Margine

I caratteri idro-geo-morfologici dei bacini idrografici e dei sistemi morfogenetici


inferiore. All’estremità occidentale dell’ambito, i contrafforti
delle Colline Metallifere presentano sistemi di Montagna su
unità da argillitiche a calcareo-marnose, Montagna e Collina
Le “Crete Senesi” tra Taverne d’Arbia e Asciano (Foto cisko66 - Licenza CC BY). calcarea e Collina a versanti ripidi sulle Unità Liguri.
La parte occidentale dell’ambito ha quindi natura prevalen-
nascono dal versante meridionale dei monti del Chianti, ma L’Ombrone scorre invece sul lato orientale, con un corso mi morfogenetici di Collina; dal lato del Chianti, prevale la temente di Collina e Montagna; le pendenze, la rocciosità
il loro sviluppo è differenziato. L’Arbia scorre nel punto più prevalentemente erosivo e probabilmente formato per cat- Collina a versanti ripidi sulle Unità Toscane, mentre a est di e i suoli poco fertili danno a quest’area la natura di una
profondo del bacino, quasi a ridosso delle grandi strutture ture successive. Ai piedi della dorsale di Rapolano Terme Rapolano affiora la Collina calcarea. grande quinta boscosa, interrotta da valli e bacini insediati e
tettoniche che ne costituiscono il limite sud-occidentale. Si – Monte Cetona, la presenza, in destra idrografica, di am- La principale struttura che delimita ad ovest il bacino plio- coltivati. Il contrasto con il paesaggio del bacino pliocenico
tratta quindi del vero e proprio fiume assiale del bacino, pie espansioni di travertini recenti forma una vasta area di cenico senese è la Dorsale Medio-Toscana. A sud, affiorano senese è notevole e, in molti sensi, quest’area rappresenta
con un corso quasi rettilineo, anche se meandriforme, e un Alta pianura, dove il facile insediamento e la presenza della le formazioni del basamento metamorfico che, fortemente il confine interno della Maremma.
ampio Fondovalle alluvionale, storico granaio di Siena, asse risorsa mineraria hanno creato uno specifico sistema inse- sollevate, danno luogo ad un’ampia estensione di Montagna
di comunicazione e di insediamento. Lungo il corso sono diativo. antica sui terreni silicei del basamento; a nord della gola del Dinamiche di trasformazione
presenti anche terrazzi alluvionali appartenenti al sistema A nord, i terreni del bacino neogenico si spingono entro Rosia, invece, dominano i calcari toscani, nel paesaggio di Il paesaggio del Bacino senese, e dei bacini minori limitrofi,
del Margine inferiore, ben diffusi a monte di Isola d’Arbia l’adiacente ambito del Chianti. A nord-est, invece, l’ambito Collina calcarea della Montagnola senese. è il risultato della progressiva risalita delle colline, da parte
ma presenti anche più a valle, dove sostengono i borghi comprende la zona di raccordo tra i monti del Chianti e la Una profonda depressione strutturale delimita la Dorsale dell’agricoltura, dal Rinascimento in poi. La reazione dei ter-
storici di Cuna e Lucignano d’Arbia. dorsale Rapolano – Cetona; qui sono presenti i tipici siste- Medio-Toscana sul lato orientale. Di fronte alla Montagno- reni del Bacino è stata fortemente erosiva, con la formazio-

Invarianti strutturali
la senese, questa depressione produce un’area di pianura ne di un paesaggio fortemente modellato. In tempi recenti,
semichiusa, con substrato in parte carsico e riempita da al- la capacità di obliterare forme erosive anche di una certa
luvioni, con caratteri di Bacino di esondazione; verso sud, entità, grazie ai mezzi meccanici, ha indubbiamente reso
questa depressione è occupata dalla media valle del Fiume il paesaggio più dolce nei suoi aspetti percettivi, mentre la
Merse, che la separa da un ampio massiccio di sollevamento restrizione delle aree coltivate, a partire dal dopoguerra,
più recente, le colline di Murlo. Queste colline sono formate ha incrementato le estensioni di superfici restituite ad una
da un grande nucleo di Collina sulle Unità Liguri, prevalen- specifica “naturalità”. La tendenza alla sostituzione delle col-
temente a versanti ripidi, contornato di porzioni di Collina su ture seminative con i pascoli, nell’ultimo quarto del secolo
terreni neogenici deformati. scorso, ha creato un momento di equilibrio, suscettibile agli
Oltre gli spartiacque principali, l’ambito contiene porzioni effetti del rapido aumento dei prezzi dei cereali, con relativo
di bacini adiacenti. A nord, aree di Collina dei bacini neo- ritorno dell’aratro.
quaternari e di Alta pianura fanno parte del bacino della La relativa perdita d’importanza dell’antico asse di comuni-
Val d’Elsa; a ovest, oltre la Dorsale Medio-Toscana, l’ambito cazione lungo la Val d’Arbia e via Siena, dopo le bonifiche

3.1

Il paesaggio delle colline calcaree attorno Monteriggioni Colline sulle Unità Toscane nei dintorni di San Gusmè
Le Colline sulle Unità Liguri nei pressi di Crevole (Foto sylmar-nl - Licenza CC BY-NC-ND)
(Foto Blue Cap - Licenza CC BY-ND) (Foto alsam - Licenza CC BY-NC-ND) p. 21
colline di siena
PIANURE e
Sistemi morfogenetici FONDOVALLE
Alta pianura (ALP)

Fondovalle (FON)
I caratteri idro-geo-morfologici dei bacini idrografici e dei sistemi morfogenetici

Forme: Conoidi attive, terrazzi


fluviali bassi
Litologia: Alluvioni recenti;
travertini olocenici
Suoli: Suoli a tessiture
Forme: Piane di fondovalle sabbiose, o ricchi di scheletro,
Litologia: Depositi alluvionali calcarei
vari
Suoli: Suoli poco evoluti, ge-
neralmente calcarei, profondi,
spesso con limitato drenaggio
Invarianti strutturali

MARGINE
Bacini di esondazione
(BES)

Margine Inferiore (MARi)

Forme: Bacini di esondazione


e bonificati
Litologia: Depositi alluvionali
fini
Suoli: Vertisuoli, talvolta mal
drenati Forme: Conoidi e terrazzi flu-
viali intermedi, dune antiche
Litologia: Depositi tardo-
pleistocenici terrazzati
Suoli: Suoli evoluti, tessiture
varie

link: www.paesaggiotoscana.it/schede/AMB14-3I_morfo.pdf
p. 22
piano paesaggistico
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livello d’ambito

colline di siena

Collina dei bacini neo- COLLINA MONTAGNA Montagna antica su terreni


quaternari, litologie Collina a versanti dolci Collina a versanti dolci Collina su terreni neogenici silicei del basamento
Margine (MAR) alternate (CBAt) sulle Unità Liguri (CLVd) sulle Unità Toscane (CTVd) deformati (CND) (MASb)

Collina sui depositi neo-


quaternari con livelli
resistenti (CBLr)
Montagna calcarea (MOC)

I caratteri idro-geo-morfologici dei bacini idrografici e dei sistemi morfogenetici


Forme: Conoidi attive, terrazzi Forme: Modellamento erosivo Forme: Modellamento erosivo Forme: Superfici sommitali; Forme: Versanti complessi, Forme: Forme da
fluviali bassi intenso, rari ripiani sommitali intenso, rari ripiani sommitali versanti complessi, fortemente lunghi sollevamento antico; versanti
Litologia: Alluvioni recenti; residuali, versanti ripidi con residuali, versanti ripidi con antropizzati Litologia: Depositi miocenici convessi, ripidi con crinali
travertini olocenici movimenti di massa (balze e movimenti di massa (balze e Litologia: Unità della Falda e secondariamente pliocenici, arrotondati
Suoli: Suoli a tessiture calanchi) Forme: Ripiani sommitali, calanchi) Toscana, miste o a dominante con presenza significativa di Litologia: Basamento
sabbiose, o ricchi di scheletro, Litologia: Alternanze di depo- versanti con tratti ripidi Litologia: Alternanze di depo- silicoclastica sabbie, conglomerati e rocce Forme: Versanti ripidi; forme metamorfico toscano
calcarei siti neo-quaternari diversi e andamenti complessi siti neo-quaternari diversi Suoli: Suoli da sottili a coerenti carsiche, anche ipogee Suoli: Suoli sabbiosi, acidi e
Suoli: Suoli dei sistemi a sab- controllati dalla litologia Suoli: Suoli dei sistemi a sab- mediamente profondi, Suoli: Dati scarsi Litologia: Calcari metamorfici poco profondi
bie e argille dominanti Litologia: Depositi neo- bie e argille dominanti tendenzialmente acidi a del basamento paleozoico;
quaternari con presenza di tessiture sabbioso-fini calcari e calcareniti delle Unità
litologie resistenti (calcareniti, Toscane; calcari delle Unità
conglomerati, calcari Liguri, quando dominanti
continentali, piroclastiti) Suoli: Copertura pedologica
Suoli: Suoli profondi, ben discontinua, in genere sottile
drenati, con tessiture e
composizione controllati dalla
litologia, spesso molto evoluti
sui ripiani sommitali

Invarianti strutturali
COLLINA DEI BACINI Collina dei bacini neo- Collina calcarea (Cca) Montagna su Unità da
NEO-QUATERNARI quaternari, sabbie Collina a versanti ripidi Collina a versanti ripidi Collina su terreni silicei del argillitiche a calcareo-
dominanti (CBSa) sulle Unità Liguri (CLVr) sulle Unità Toscane (CTVr) basamento (CSB) marnose (MOL)

Collina dei bacini neo-


quaternari, argille
dominanti (CBAg)

Forme: Versanti convessi e


forme carsiche, comprendenti
Forme: Rari ripiani sommi- ampie conche Forme: Modellamento erosivo Forme: Superfici sommitali; Forme: Versanti convessi, Forme: Versanti complessi a
tali, versanti brevi, ripidi, valli Litologia: Calcari delle Unità intenso, rari ripiani sommitali versanti ripidi, lineari e ripidi, valli non aggradate o media pendenza, con frequenti
minori a fondo piatto Toscane, e delle Unità Liguri residuali, versanti ripidi con aggradati sospese movimenti di massa
Litologia: Sabbie neo-quater- quando dominanti; inclusioni di movimenti di massa (balze e Litologia: Formazioni Litologia: Basamento Litologia: Unità Sub-Liguri e
narie dominanti diaspri e radiolariti della Falda calanchi) arenacee della Falda Toscana, metamorfico toscano Liguri, miste o a dominanza di
Forme: Modellamento erosivo Suoli: Suoli a tessiture Toscana Litologia: Alternanze di depo- dominanti Suoli: Suoli acidi a fertilità rocce silicee; unità argillitiche e
intenso; movimenti di massa, sabbioso-fini; ben drenati, Suoli: Suoli argillosi, ben siti neo-quaternari diversi Suoli: Presenza di regolite limitata, spesso poco profondi calcareo-marnose Toscane
calanchi e biancane spesso calcarei drenati; profondi e acidi sulle Suoli: Suoli dei sistemi a sab- profondo e grossolano, Suoli: Suoli da sottili a
Litologia: Argille neo- grandi forme carsiche, sottili e bie e argille dominanti anche su versanti ripidi; suoli mediamente profondi, spesso
pietrosi sui versanti, profondi e
3.1
quaternarie dominanti profondi, sabbiosi, acidi ricchi di scheletro e/o calcarei
Suoli: Suoli argillosi poco ricchi di scheletro alla base dei
evoluti e Vertisuoli versanti

Depressioni Affioramenti link


tettono- di rocce abaco regionale dei sistemi
carsiche Ofiolitiche morfogenetici

p. 23
colline di siena
della Val di Chiana, ha ridotto la pressione insediativa, che
si è fatta comunque notevole negli ultimi decenni, concen-
trandosi sui Fondovalle e sulla Collina su depositi neo-qua-
ternari a livelli resistenti. Il Fondovalle più coinvolto è stato,
inevitabilmente, quello dell’Arbia. Intorno a Siena, la strut-
tura “forte” del sistema morfogenetico ha condizionato gli
insediamenti, evitando la perdita della struttura ma anche
sollecitando soluzioni particolarmente forzate.
Nei sistemi collinari e montani, invece, i sistemi rurali non
I caratteri idro-geo-morfologici dei bacini idrografici e dei sistemi morfogenetici

hanno mai trovato grande espansione, e l’abbandono delle


“isole” coltivate e dei piccoli insediamenti è stato molto netto
a partire dagli anni sessanta. L’attività estrattiva, importante
in passato, si è fortemente ridotta per varie dinamiche, dai Colline e fondovalle presso Monteroni d’Arbia (Foto LigaDue - Licenza CC BY)
danni di guerra alla insostenibilità economica della cave di
marmo. endemismo di tasso e formazioni di sughera. Oltre alle im- I travertini di Asciano, del Pleistocene-superiore, si svilup-
portanti specie animali (lontra e tritone) e arboree la riserva pano lungo una fascia articolata in terrazzi che degradano
Valori comprende numerose sorgenti geotermali, diffuse a partire verso la piana dell’Ombrone. A Rapolano i travertini sono
L’ambito rappresenta la giustapposizione sinergica di tre da Petriolo. localizzati nel geosito della “Montagnola di travertino e Mo-
paesaggi contrastanti; le Crete senesi, le colline sabbiose o Un parco di interesse mineralogico è quello delle Cetine di feta delle Terme di S.Giovanni”, un rilievo sviluppato in dire-
stratificate e le colline rocciose. Si tratta di tre dei principali Cotorniano, in comune di Chiusdino realizzato su un sito zione WNW-ESE per una altezza massima di 10 metri, sulla
paesaggi toscani, che qui assumono particolare valore per estrattivo di antimonio coltivato dal 1878 fino alla seconda cui sommità è presente una fessura lungo la quale sono
effetto della stretta associazione e dello stato di ottima con- guerra mondiale. La miniera delle Cetine è famosa in tutto allineate sorgenti di acqua termominerale e gas. La mofe-
servazione. L’associazione crea forti effetti percettivi, con la il mondo per l’importanza scientifica dei suoi minerali di al- ta, detta “del Bussoleto”, è rappresentata da un’importante
grande abbondanza di “balconi” che danno la visuale della terazione, alcuni dei quali rinvenuti, per la prima volta nel depressione presente nell’area delle terme di S. Giovanni.
profondità e della diversità del territorio e, simmetricamen- mondo, proprio alle Cetine: l’ Onoratoite (1947), la Cetineite Di 80 metri di diametro e geotermicamente attiva, è un sito
Le sorgenti termali di Bagni di Petriolo
te, con la costante presenza di colline alte e boscose a con- (1987), la Coquandite (1992) e la Brizziite (1994). globale per lo studio degli effetti delle alte concentrazioni di (Foto Archivio Geositi Provincia di Siena)
Invarianti strutturali

tenere le basse terre dei bacini. Siena e i suoi immediati din-


torni rappresentano forse la realizzazione più pregevole del
paesaggio della Collina su depositi neo-quaternari a livelli
resistenti, con un sistema insediativo denso ma fortemente
strutturato e perfettamente integrato con il sistema rurale.
Questo complesso di paesaggi e strutture territoriali rappre-
senta un valore assoluto, testimoniato dalla sua presenza
prorompente nella cultura grafica globale.
A questo valore di fondo, si aggiunge una lista particolar-
mente ampia di emergenze naturalistiche, paesaggistiche e
territoriali.
In questo contesto, un valore particolare è rappresentato
Galleria delle Cetine di Cotorniano
dai vari siti significativi per le forme di erosione, non pochi (Foto Archivio Geositi Provincia di Siena)
dei quali censiti come geositi e soggetti a regimi protezioni-
stici. Il valore si questi siti è ben consolidato, tuttavia, è ne-
cessario tenere presente che esso si origina da un processo
di degradazione del territorio, che nel suo normale incedere
comporta la distruzione di risorse naturali.
Al confine con l’ambito delle Colline Metallifere, la Dorsale
Medio-Toscana è tagliata trasversalmente dalla valle del tor-
rente Farma, imponente valle antecedente che forma una
importante riserva naturale. Il profondo incassamento della
vallata è all’origine di un fenomeno di inversione termica
che crea nel fondovalle condizioni mesooclimatiche speciali,
che permettono la presenza di boschi di faggio, acero e
La “balena bianca” di Rapolano (Foto Orsi Battaglini - Fonte I Paesaggi
anche betulla; al contrario, sui versanti sono presenti un Biancane di Leonina (Foto Archivio Geositi Provincia di Siena)
p. 24 Geologici della Toscana di C.A. Garzonio)
piano paesaggistico
logo REGIONE TOSCANA
livello d’ambito

colline di siena
Campacci” e “Buca del Borro”.
Le cavità impostate sulla Formazione dei Marmi si aprono su
fronti di cave presenti nel versante Ovest della Montagnola
Senese; le principali sono “Grotta dell’Ugola”, “Chioma di
Berenice”, “Grotta del Balcone” e “Grotta dei Pozzoni”. La
caratteristica peculiare più rilevante è la presenza delle con-
crezioni eccentriche, per cui queste cavità sono da conside-
rarsi, da un punto di vista naturalistico più rare e prioritarie
per la preservazione.

I caratteri idro-geo-morfologici dei bacini idrografici e dei sistemi morfogenetici


Criticità
L’ambito è sempre stato caratterizzato da una certa scarsità
Tentativi di sistemazione di versanti in erosione (balze e calanchi) nei
di risorse idriche. Nel corso del novecento, il problema è pressi di Chiusure (Foto C.A. Garzonio)
stato affrontato in modo radicale, con grandi investimenti.
Gli ultimi in ordine di tempo hanno permesso l’utilizzazio-
ne dell’acquifero profondo alimentato dalla Collina Calcarea
della Montagnola Senese, che si estende anche sotto altri
sistemi. Si tratta di una riserva idrica di importanza capitale
per tutta la Toscana, come dimostrato dall’attuale proget-
to di messa in produzione dei pozzi di Badia a Coneo (Val
d’Elsa) per il rifornimento di gran parte della Val d’Elsa e
oltre. La Montagnola Senese, in maggior parte compresa in
questo ambito, rappresenta quindi una risorsa idrica strate-
gica per l’intera Regione, da tutelare con la massima cura.
In questo contesto, è potenzialmente critica la presenza di
Versante in erosione lungo il Fosso Rigo
Affioramento di Travertini lungo il corso del Bèstina (Foto Archivio Geositi Provincia di Siena) alcuni bacini estrattivi di dimensioni significative e di cave (Foto Archivio Geositi Provincia di Siena)

Invarianti strutturali
abbandonate, non ripristinate.
Il secondo problema, in ordine di grandezza, in questo am- forestali si questi sistemi, ivi compresi i castagneti, sono
bito è l’erosione del suolo. Sebbene in forme diverse, l’in- legati a particolari, locali, situazioni la cui stabilità deve es-
tera area del Bacino senese e dei bacini limitrofi è soggetta sere valutata con particolare cura. In ogni caso, la copertura
ad un grave rischio di erosione del suolo. In effetti, come forestale di questi rilievi, in un ottica di gestione conser-
detto in merito alla struttura geologica e alle dinamiche si vativa, rappresenta l’uso del suolo più consono in termini
trasformazione, si tratta di un fenomeno attuale e anche già idrogeologici, e una parte fondamentale della struttura del
influente sulla storia recente. L’importanza che l’erosione ha paesaggio.
avuto nel modellare il paesaggio attuale e nel costituirne
l’identità pone una questione fondamentale, che prende la
forma di un contrasto tra esigenze ambientali diverse. Da un Indirizzi per le politiche
lato, l’esigenza di tutelare e riprodurre forme caratteristiche, La tutela delle risorse idriche dovrebbe essere perseguita
Dolina “Il Tondo” (Foto Archivio Geositi Provincia di Siena) dall’altro la necessità di contenere i processi di erosione del con un attento controllo sui bacini di ricarica degli acquiferi.
suolo, allo scopo di conservare la risorsa e di non sovracca- Ogni modifica del territorio in queste aree, soprattutto la
biossido di carbonio nell’aria. ricare un sistema idrologico con aspetti di criticità. Collina calcarea, deve essere accompagnata da valutazioni
In località Fungaia (Monteriggioni) sulla Montagnola Senese Il sistema idrografico dell’ambito presenta aspetti critici, evi- specifiche. Le attività estrattive debbono essere soggette
c’è il geosito della “Dolina Il Tondo”; cavità carsica nel cal- denziati dai gravi danni causati dall’Ombrone nel 1966: una a sorveglianza speciale, in particolare quelle che interes-
care cavernoso, copre un diametro di 50 metri e ospita rare parte significativa dei Fondovalle è esposta a eventi a lungo sano la formazione del Calcare cavernoso e delle Brecce e
specie erbacee e arbustive. tempo di ritorno; inoltre, gli effetti degli squilibri idrologici conglomerati a elementi di calcare cavernoso (MESa della
Le cavità carsiche nell’ambito si differenziano in base alle prodotti in questo ambito sono suscettibili di propagarsi agli Carta Geologica Regionale) che, in linea di principio, sono
due litologie carbonatiche prevalenti, il Calcare Cavernoso e ambiti posti a valle nel bacino dell’Ombrone.
Nelle aree collinari e montane, gli obiettivi di recupero e sal-
da limitare. La sorveglianza dovrebbe estendersi anche alle
aree adiacenti, se sono presenti formazioni permeabili come
3.1
la Formazione dei Marmi, entrambe localizzate nella monta-
gnola senese. Le grotte presentano differenze nella morfo- vaguardia dei significativi insediamenti rurali, in gran parte nel sistema della Collina dei bacini neo-quaternari a sabbie
logia e nel tipo di concrezioni accresciutesi al loro interno. abbandonati, debbono confrontarsi con la scarsa fertilità dei dominanti. I siti estrattivi dismessi debbono essere ripristi-
Le cavità ipogee sviluppate sul Calcare Cavernoso sono le suoli della Collina calcarea e dei rilievi collinari e montani nati con urgenza.
Depositi di travertino nei pressi della sorgente termale dell’Acqua Borra
più comuni e le più diffuse; si ricordano le grotte “Buca dei sui terreni silicei del basamento. Le particolari emergenze La preservazione di un equilibrio accettabile rispetto ai feno-
(Foto Archivio Geositi Provincia di Siena) p. 25
colline di siena
Carta di sintesi dei valori idro-geo-morfologici Carta di sintesi delle criticità idro-geo-morfologiche
I caratteri idro-geo-morfologici dei bacini idrografici e dei sistemi morfogenetici
Invarianti strutturali

Rischio di impoverimento di acquiferi sensibili e


Supporto di paesaggi naturali, agrari e insediativi di
Ricarica di acquiferi critici Produzione di deflussi di erosione del suolo, aggravati dalla pressione
valore
insediativa

Supporto di paesaggi naturali di valore e


Alta produttività agricola Alta produzione di deflussi, instabilità dei versanti Consumo di suolo accentuato dalle attività estrattive
assorbimento di deflussi superficiali

Supporto di paesaggi agrari e insediativi di valore, Alta produzione di deflussi e instabilità dei versanti, Rischio di impoverimento e/o contaminazione di
Alta produttività agricola e ricarica di acquiferi critici
assorbimento di deflussi superficiali aggravate dagli abbandoni dei sistemi rurali acquiferi sensibili

Alta produzione di deflussi, rischio di erosione del Rischio di impoverimento e contaminazione di


Supporto di paesaggi naturali di valore Supporto di paesaggi agrari e insediativi di valore
suolo e presenza di calanchi obliterati acquiferi sensibili a causa dell’attività estrattiva

Supporto di paesaggi naturali di valore; ricarica di Rischio di impoverimento e/o contaminazione di


Elevato consumo di suolo
acquiferi critici acquiferi sensibili e rischio di erosione del suolo

Elevato consumo di suolo e rischio strutturale di


esondazione
p. 26
piano paesaggistico
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livello d’ambito

colline di siena
meni erosivi, e il contenimento della produzione di deflusso, dominanti e della Collina su depositi neo-quaternari a livelli
nei sistemi della Collina dei bacini neo-quaternari ad argille resistenti, debbono essere incoraggiate le pratiche atte a
dominanti e a litologie alternate richiede i provvedimenti contenere l’erosione del suolo, in particolare il contenimento
tipici di questi sistemi, e in particolare: dello sviluppo delle unità colturali nel senso della pendenza
• per le aree interessate da forti dinamiche erosive, la crea- e la massima copertura del suolo nelle colture permanenti.
zione di fasce di rispetto, interdette ad ogni edificazione e I sistemi forestali dell’ambito hanno, in genere, caratteri tali
apertura di strade e riservate ad attività a basso impatto, da richiedere una gestione di tipo conservativo, con parti-
come il pascolo regimato, la coltura del tartufo, la ripro- colare attenzione alla prevenzione dei rischi di incendio e di
duzione della fauna selvatica, gli oliveti gestiti a fini pa- denudamento del suolo. Da incoraggiare le pratiche volte

I caratteri idro-geo-morfologici dei bacini idrografici e dei sistemi morfogenetici


esaggistici e conservativi; tutti gli interventi comportanti ad aumentare la maturità e la stabilità dei sistemi forestali
movimento terra, anche se a fini agricoli, dovrebbero es- in fase di recupero dall’eccessivo sfruttamento a ceduo.
sere considerati strettamente come tali, ed in particolare
non ammessi a sostegni finanziari;
• per le aree coltivate, il sostegno alle pratiche conserva-
tive, quali la riduzione dello sviluppo delle unità colturali
nel senso della pendenza, la massima copertura del suo-
lo negli avvicendamenti, il mantenimento di appropriati
sistemi di gestione delle acque di deflusso; nelle aree
critiche, individuate negli impluvi a fondo arrotondato,
senza corso d’acqua e ripidi, da incoraggiare l’istituzione
di strisce erbose permanenti o altre forme di copertura
stabile.
In generale, in questi sistemi la politica infrastrutturale deve
tener conto delle dinamiche naturali, adattandosi all’evolu-
zione delle forme.
Nei sistemi della Collina dei bacini neo-quaternari a sabbie

Invarianti strutturali
3.1

Cave di Travertini nei pressi di Rapolano Terme (Foto alessandro a. - Licenza CC BY-ND) p. 27
colline di siena
Descrizione strutturale A ovest la Montagnola Senese e i rilievi della parte set- agricole tradizionali immerse nelle matrici forestali e per la
3.2 I caratteri ecosistemici Dal punto di vista naturalistico l’ambito in oggetto si divi- tentrionale delle Colline metallifere sono prevalentemente riduzione dei castagneti da frutto, ciò con particolare rife-
del paesaggio de sostanzialmente in tre aree: un vasto territorio centrale coperti da boschi, con relittuali aree aperte e agricole di rimento alla Montagnola Senese. La presenza di importanti
prevalentemente agricolo situato in pianura alluvionale o particolare interesse paesaggistico e naturalistico, risultan- risorse naturalistiche ha consentito lo sviluppo di un artico-
in ambito collinare; la porzione meridionale del Chianti e do attraversati da corsi d’acqua di valore conservazionistico lato sistema di Siti Natura 2000 e di Aree protette, con una
i rilievi al limite orientale dell’ambito con mosaici di aree quali i fiumi Merse e Farma e i suoi affluenti. Boschi di la- gestione conservativa incentrata in particolare sulle impor-
forestali, seminativi e diffusi vigneti; infine un sistema colli- tifoglie, castagneti, rimboschimenti, boschi di sclerofille e tanti Riserve Naturali Provinciali Alto Merse e Basso Merse e
nare e alto collinare densamente boscato ed attraversato da macchie e importanti ecosistemi ripariali dominano questa sulla Riserva Statale di Tocchi.
un importante sistema fluviale e torrentizio nella porzione ampia area collinare, ove emerge la particolare morfologia La porzione centro occidentale dell’ambito ha visto invece
occidentale. della Montagnola Senese, con i suoi complessi carsici super- l’affermarsi di prevalenti dinamiche di artificializzazione del
La prima area comprende le pianure alluvionali della Piana di ficiali e ipogei. paesaggio legate alla storica diffusione della monocoltura
Rosia, del Torrente Arbia e dell’alto corso del Fiume Ombro- cerealicola nelle colline plioceniche delle valli del Fiume Om-
criteri metodologici (LINK)
ne, oltre ai caratteristici sistemi collinari pliocenici dominati Dinamiche di trasformazione brone e del T. Arbia, ai processi di intensificazione agricola
dal paesaggio delle crete senesi. Questa zona vede un pre- Il territorio dell’ambito è interessato da opposte dinamiche nei versanti meridionali del Chianti (per diffusione dei vigne-
valente paesaggio agricolo a dominanza di seminativi ove di trasformazione tra il settore occidentale delle valli del si- ti specializzati) e allo sviluppo dell’urbanizzato residenziale
risultano però ancora presenti aree naturali e seminaturali, stema fluviale Farma-Merse e il settore centro orientale delle e artigianale/industriale nelle pianure alluvionali e lungo gli
nuclei boscati mosaicati negli agroecosistemi, vegetazione colline plioceniche e della porzione meridionale del Chianti. assi infrastrutturali principali (in particolare lungo la strada
ripariale lungo gli impluvi e le tipiche forme delle biancane, Il primo settore è caratterizzato per un generale aumento Siena-Bettolle, la Cassia, la Siena-Grosseto o lungo la SP 73
quali peculiari emergenze geomorfologiche e naturalistiche dei livelli di naturalità, con un progressivo aumento della verso Rosia). Ulteriori dinamiche di trasformazione hanno
(interne a Siti Natura 2000). superficie forestale, un miglioramento della qualità degli visto lo sviluppo di aree vocate alla risicoltura (nella pianura
ll settore meridionale del Chianti e i rilievi al confine con ecosistemi fluviali e la conservazione dei paesaggi agro- alluvionale del Fiume Merse, con sottrazione di acqua al fiu-
l’adiacente Val di Chiana presentano estese superfici fore- pastorali tradizionali, con particolare riferimento a quelli di me nel periodo primaverile estivo), la creazione di economie
stali con caratteristica presenza di paesaggi viticoli nella Pian di Feccia e di Chiusdino. L’aumento dei livelli di natu- legate ai circuiti golfistici (Tenuta di Bagnaia) o all’industria
zona tra San Gusmè e San Felice, e nei versanti dominanti ralità, dovuto anche all’abbandono delle aree alto collinari e farmaceutica (zona di Bellaria).
Colture cerealicole e dominante matrice forestale di latifoglie termofile Rapolano. montane, ha comportato anche conseguenze negative sul- Tali dinamiche hanno comportato una riduzione degli am-
(cerrete) nei versanti collinari presso San Galgano
la biodiversità per la riduzione e perdita delle piccole aree bienti agricoli tradizionali e dei caratteristici mosaici con le
I caratteri ecosistemici del paesaggio

(foto M. Giunti, archivio NEMO)


Invarianti strutturali

Grandi alberi camporili di specie quercine (prevalentemente cerro e rove-


rella) nel relittuale paesaggio agricolo di Monticiano
(foto M. Giunti, archivio NEMO)

Matrici forestali di latifoglie termofile ed agroecosistemi tradizionali nei Vegetazione ripariale arborea e dense coperture forestali di latifoglie
Matrici agricole collinari e di pianura, con caratteristica presenza di elementi vegetali lineari, presso Monteriggioni
versanti sud-orientali della Montagnola Senese, presso Cetinale mesofile (nodo forestale primario) in Val di Farma
(foto L. Lombardi, archivio NEMO)
p. 28 (foto L. Lombardi, archivio NEMO) (foto L. Lombardi, archivio NEMO)
piano paesaggistico
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livello d’ambito

colline di siena
peculiare emergenze geomorfologiche delle crete e delle
biancane, oltre alla perdita di naturalità delle aree di per-
tinenza fluviale e un aumento dell’effetto di barriera eco-
logica conseguente alla presenza, o nuova previsione, di
importanti assi viari.

Dinamiche comuni ad entrambi i settori sono riferite allo


sviluppo dell’industria estrattiva, con particolare riferimento
alla realizzazione dei vasti bacini estrattivi marmiferi della
Montagnola Senese, a quelli di travertino di Rapolano, e
alla diffusa presenza di siti estrattivi di materiale alluvionale
Boschi di sclerofille (leccete) e latifoglie (cerrete) nei rilievi circostanti il nelle aree di pertinenza fluviale, spesso con rilevanti pro-
Castello di Capraia, presso il Fiume Merse, già nodo forestale primario ed
area classificata Sito Natura 2000 (foto L. Lombardi, archivio NEMO) blematiche di compatibilità ambientale, soprattutto per i siti
estrattivi interni al Sistema Natura 2000.
Agli ecosistemi forestali, così caratterizzanti il settore oc-
cidentale, sono associabili complementari fenomeni di au-
mento delle superfici e di non ottimale qualità ecologica, ciò
con particolare riferimento alle proprietà private e ai territori
esterni alle riserve naturali. Tali dinamiche sono legate alla
recente ed intensa ripresa delle utilizzazioni forestali e del
governo a ceduo.

Valori
Matrici agricole della pianura alluvionale del Fiume Merse interne al Sito Ecosistemi forestali
Natura 2000 Alto Merse con rilievi collinari boscati interni alla omonima Gli ecosistemi forestali costituiscono una componente do-
Riserva Naturale e quali componenti del vasto nodo forestale primario. Paesaggio agricolo delle colline plioceniche presso Isola d’Arbia, con relittuali ambienti pastorali (nodo degli agroecosistemi) immersi nelle matrici agrico-
minante nel paesaggio vegetale della porzione occidenta-

I caratteri ecosistemici del paesaggio


(foto M. Giunti, archivio NEMO) le intensive della monocoltura cerealicola (foto L. Lombardi, archivio NEMO)

Invarianti strutturali
le dell’ambito (Montagnola Senese, rilievi di Monticiano e
alta valle del Fiume Merse), ove risulta presente una estesa ciano (ad es. nella Riserva statale di Tocchi), gli elementi di pastorali delle crete di Camposodo e di Monte Oliveto Mag-
matrice forestale con importanti nodi forestali primari e se- maggiore interesse sono presenti nei boschi misti di conife- giore) a costituire importanti nodi degli agroecosistemi.
condari. Minoritaria risulta invece la copertura forestale nel re e latifoglie o sclerofille. Gran parte delle aree agricole immerse nel paesaggio fore-
rimanente territorio dell’ambito, significativamente presente A tali valori si associa anche l’importante continuità degli stale della Montagnola senese o dei rilievi di Monticiano e
nei rilievi di confine con il territorio della val di Chiana, o a ecosistemi forestali e lo scarso disturbo antropico, soprat- Chiusdino sono attribuibili ai nodi della rete ecologica, per
costituire elementi relittuali nei vasti paesaggi agricoli delle tutto per le aree interne alle Riserve Naturali. la presenza di seminativi e pascoli con elevata presenza di
colline plioceniche. La matrice forestale ad alta connettività è prevalentemente elementi vegetali lineari e puntuali (siepi, siepi alberate, bo-
I nodi forestali primari e secondari si localizzano nella Mon- costituita da leccete, macchie, boschi di latifoglie termofile schetti, alberi camporili, vegetazione ripariale, ecc.) o con
tagnola senese e soprattutto nei vasti territori boscati della (cerrete e querceti di roverella) e boschi misti con conifere, oliveti e colture promiscue presso i piccoli centri abitati. Nel-
Val di Merse e Farma, ove sono presenti castagneti, boschi quale elemento attribuibile al target regionale dei boschi di le zone montane e alto collinari una parte significativa dei
Piana di Rosia presso Ponte allo Spino, con ambienti agricoli di pianura mesofili misti e pinete. Tali formazioni, in gran parte attri- sclerofille e latifoglie termofile. Nell’ambito della matrice gli relittuali ambienti agricoli è costituita da importanti agroe-
alluvionale ricchi di elementi vegetali lineari (lungo il reticolo idrografico
minore) ed alberi camporili (foto L. Lombardi, archivio NEMO)
buibili al target regionale dei boschi di latifoglie mesofile, elementi di maggiore interesse naturalistico sono legati alle cosistemi frammentati attivi o in abbandono, con particolare
vedono gli elementi di maggiore interesse naturalistico nei cerrete e leccete più evolute (ad esempio di Poggio Lecceto) riferimento alla Montagnola senese, alla zona di Frosini, di
castagneti da frutto (in particolare quelli della Montagnola ed alle sugherete (già habitat di interesse comunitario). Monticiano e di Solaia e Scalvaia (piccoli oliveti, colture orti-
Senese), nei boschi misti di castagno, cerro e rovere (ad es. Elementi forestali isolati, prevalentemente costituiti da cer- cole e seminativi, colture promiscue).
nella Riserva Naturale Alto Merse) e nei boschi mesofili e di rete, si localizzano nell’ambito del paesaggio agricolo colli- Rilevante risulta il valore degli agroecosistemi presenti nelle
forra ricchissimi di specie anche a carattere relittuale, spes- nare tra Buonconvento e Asciano. zone delle crete senesi, con particolare riferimento alla zona
so in contatto con i boschi planiziali (ad es. piccoli nuclei di interna o limitrofa al Sito Natura 2000 di “Monte Oliveto
farnia Quercus robur in loc. casa Ferriera, boschi planiziali Ecosistemi agropastorali Maggiore e Crete di Asciano”, con la presenza di seminativi
nell’ansa morta della Merse in loc. Pian di Rocca) e ripariali
(con importanti habitat a dominanza pioppi, salici arborei e
Il paesaggio agricolo costituisce sicuramente l’elemento più
caratterizzante di gran parte del territorio dell’ambito, pre-
e pascoli mosaicati con le formazioni forestali e con il ca-
ratteristico habitat di interesse regionale delle biancane del
3.2
arbustivi, oltre a Alnus glutinosa e Fraxinus oxycarpa) pre- sentando estese monocolture cerealicole nelle colline plio- senese, quale tipico risultato della particolare natura geo-
senti nei fondovalle e lungo le sponde dei Fiumi Merse e ceniche ma anche interessanti valenze naturalistiche. Que- morfologica dei luoghi e di storiche attività pascolive. Nodi
Paesaggio agro-pastorale di Campora, presso Monticiano, con elevata Farma e del reticolo idrografico minore. ste ultime sono presenti soprattutto nel settore occidentale agricoli sono presenti anche nelle Crete di Camposodo, an-
presenza di elementi vegetali lineari, alberi camporili e vicina presenza della
Per le pinete, ampiamente presenti nel territorio di Monti- (Pian di Feccia e alta Valle del F. Merse) e nei paesaggi agro- che se caratterizzate dalla prevalenza di colture cerealicole
vegetazione ripariale del Fiume Merse (foto M. Giunti, archivio NEMO) p. 29
colline di siena
Densità delle specie di interesse Densità degli habitat di interesse
Aree protette e Sistema Natura 2000
conservazionistico conservazionistico

Fiume Merse presso Brenna, nell’ambito della Riserva Naturale Alto


Merse, con tipica vegetazione ripariale arborea ed arbustiva (ontanete,
saliceti e pioppete) e importanti ecosistemi fluviali e fauna ittica
(foto L. Lombardi, archivio NEMO)

e dalla natura relittuale delle biancane. A tali paesaggi sono naturalistico e funzionale. A tale sistema è associato il tar- Tra le numerose aree umide di interesse associate al reti- interesse comunitario, dai ginepreti di ginepro comune Juni-
associate anche importanti e rare specie di uccelli nidificanti get degli ecosistemi fluviali presente nell’ambito con impor- colo idrografico è da evidenziare l’emergenza vegetazionale perus communis su prati calcarei della Montagnola Senese,
legati agli ambienti aperti e specie vegetali di interesse con- tanti eccellenze naturalistiche. del repertorio naturalistico toscano individuata dalla Fitoce- ali ginepreti a ginepro rosso Juniperus oxycedrus delle gari-
servazionistico, quali Artemisia cretacea, specie vegetale Nella porzione occidentale dell’ambito l’elemento dominante nosi a Cladium mariscus del Mulino di Tifo (Val di Farma), ghe ofiolitiche presenti nella Riserva Naturale Basso Merse.
endemica delle aree calanchive e delle biancane. del paesaggio fluviale è costituito dai fiumi Merse e Farma. quale raro esempio di paludi calcaree (habitat di interesse
I nodi degli agroecosistemi, assieme agli agroecosistemi Si tratta di due corsi d’acqua di alto valore naturalistico e a comunitario) delle colline interne della Toscana. Ecosistemi rupestri e calanchivi
frammentati attivi o in abbandono e agli altri elementi non valenza regionale, in parte interni a strumenti di Area pro- Gli ecosistemi rupestri corrispondono integralmente al tar-
agricoli mosaicati con essi (biancane e piccoli nuclei boscati) tetta (in particolare con uno sviluppato sistema di Riserve Ecosistemi arbustivi e macchie get degli Ambienti rocciosi montani e collinari a cui si asso-
I caratteri ecosistemici del paesaggio
Invarianti strutturali

costituiscono complessivamente le Aree agricole di alto va- Naturali Provinciali) o a Siti Natura 2000, con formazioni Relativamente al ruolo funzionale degli arbusteti e delle cia la presenza di ambienti calanchivi, crete e biancane.
lore naturale (High Nature Value Farmland HNVF) quale im- ripariali ben conservate (numerosi habitat di interesse co- macchie, queste tipologie sono state inserite nell’ambito
portante target della Strategia regionale per la biodiversità. munitario), importanti ecosistemi fluviali e fauna ittica, oltre della rete degli ecosistemi forestali (in particolare le mac- Nell’ambito in oggetto gli ambienti rupestri risultano una
Nell’ambito contribuiscono alla individuazione delle HNVF che uno degli ultimi siti di presenza in Toscana della lontra chie quali stadi di degradazione forestale) e degli ecosiste- presenza sporadica ma localmente molto caratteristica, con
anche le ridotte superfici di praterie secondarie di gramina- (estinta negli anni ’90). mi agropastorali (in particolare gli arbusteti quali stadi di particolare riferimento alle pareti rocciose calcaree della
cee dei suoli calcarei (habitat di interesse comunitario pre- Nel settore occidentale emergono anche per importanza il ricolonizzazione di ex coltivi e pascoli). Ciò consente una Montagnola senese (anche quali ex fronti di cava) o agli
sente soprattutto nella Montagnola Senese) e i caratteristici fiume Feccia (con vegetazione ripariale arborea e terrazzi migliore lettura dei processi dinamici in atto nel paesaggio affioramenti ofiolitici del basso Merse (Poggio La Croce).
agroecosistemi di pianura alluvionale dell’Elsa, ma soprat- alluvionali con garighe) e il torrente Gonna (tributari del forestale e agropastorale, pur mantenendo la lettura del va- Su questi ultimi affioramenti rocciosi si localizzano impor-
tutto della Piana di Rosia e di Pian del Lago, con agroecosi- Fiume Merse), oltre ai torrenti Seggi, Faule, Ricausa, Asso e lore naturalistico legato a tali formazioni, spesso presenti in tanti habitat e specie vegetali endemiche, con la presen-
stemi a dominanza di seminativi, ma con un alta densità del Farmulla, quest’ultimo nell’alto bacino del Fiume Farma. Nel mosaici con le aree aperte o quelle forestali. za di Alyssum bertolonii, Thymus acicularis var. ofioliticus,
reticolo idrografico e degli elementi vegetali lineari. settore occidentale rivestono un discreto interesse anche Tale ecosistema è inserito nel Target regionale delle Mac- Centaurea aplolepa ssp. caureliana, Euphorbia nicaeensis
La matrice agroecosistemica collinare presenta spesso una il Fiume Elsa, e il vasto sistema idrografico della Piana di chie basse, stadi di degradazione arbustiva, garighe e prati ssp. prostrata, oltre che ha tipiche garighe a Juniperus oxy-
estesa dominanza dei seminativi con forte riduzione dei Rosia, con lo stesso torrente Rosia, il Fosso Serpenna e altri xerici e temporanei. Si tratta in gran parte di formazioni cedrus.
pascoli, degli elementi forestali e delle biancane; ove tali ancora, e del vicino Pian del Lago, a cui corrispondo impor- secondarie di degradazione della vegetazione forestale di Gli ambienti calanchivi, ma soprattutto le formazioni delle
elementi ancora permangono, anche se in modo relittuale, tante falde acquifere sotterranee. sclerofille o di ricolonizzazione di ex coltivi e pascoli. Mac- crete e delle biancane rappresentano una presenza carat-
anche la matrice agricola assume interessanti valori natu- Il settore centro orientale dell’ambito vede altresì la carat- chie mediterranee, spesso in mosaico con leccete o pinete, teristica e ampiamente diffusa nel paesaggio agricolo delle
ralistici. teristica presenza del Fiume Ombrone, e della sua continua si localizzano nell’ambito delle matrici e dei nodi forestali colline plioceniche, soprattutto all’interno delle aree agricole
Oltre alla monocoltura cerealicola sono presenti attività agri- vegetazione ripariale, e del torrente Arbia, oltre ai numerosi della zona di Monticiano o dei rilievi circostanti Casciano e classificate come nodi e in particolare nei Siti Natura 2000
cole intensive legate ai vigneti specializzati (in particolare affluenti quali il torrente Crevole, il Fosso Rigagliano e il t. Vescovado di Murlo. Per la zona di Monticiano tali formazioni delle Crete di Camposodo e di Leonina e a Monte Oliveto
nel Chianti meridionale) o alle risaie, quest’ultime presenti Sorra. costituiscono uno stadio di ricolonizzazione post incendio maggiore e crete di Asciano. Tali formazioni costituiscono
nella pianura alluvionale del Fiume Merse. Aree umide naturali o artificiali (ad es. ex cave) presenti delle pinete di pino marittimo. In tali condizioni, ma an- un prezioso habitat di interesse regionale (Biancane del se-
lungo le sponde dei corsi d’acqua e i piccoli invasi, per usi che sulle rocce silicee del Verrucano, si sviluppano dense nese) e ospitano interessanti specie vegetali e animali tra
Ecosistemi fluviali e aree umide agricoli o come punti di abbeveraggio, costituiscono ele- brughiere con interessanti ericeti e calluneti; questi ultimi cui l’endemismo Artemisia cretacea.
La rete ecologica regionale individua il reticolo idrografico, menti di interesse naturalistico soprattutto per la tutela di a costituire habitat di interesse fitogeografico (brughiere a Al target sono associabili importanti affioramenti di traverti-
gli ecosistemi fluviali, la vegetazione ripariale, come ele- importanti popolazioni di anfibi e per le rare specie vegetali calluna più meridionali d’Italia). no e interessanti emergenze geotermali, con relativi habitat
p. 30 menti di una complessiva rete ecologica di elevato valore igrofile. I mosaici arbustivi presentano nell’ambito diversi habitat di e specie di interesse conservazionistico (ad esempio l’habi-
piano paesaggistico
logo REGIONE TOSCANA
livello d’ambito

colline di siena
tat delle Sorgenti pietrificanti con formazione di travertino), e la frammentazione delle superfici forestali, prima interrotti e aeroporto di Ampugnano), una vasta pianura agricola
presenti ad esempio nell’area termale di Petriolo o nella zona da colture a maggiore permeabilità ecologica o da incolti e di particolare interesse per le risorse naturalistiche, pae-
di Rapolano (tra Rapolano terme e Serre di Rapolano). prati pascolo. saggistiche e idriche. Dinamiche di sviluppo residenziale e
L’ambito ospita inoltre interessanti ambienti ipogei, con In particolare, per quanto concerne le risaie, la criticità prin- industriale sono presenti anche lungo gli assi stradali della
particolare riferimento agli ambienti carsici e ipogei della cipale è legata all’approvvigionamento idrico necessario alla Siena – Bettolle (in particolare tra Siena e la stazione di
Montagnola Senese, ma anche legati a passate attività mi- coltura nel periodo primaverile ed estivo e all’impatto che Castelnuovo B.ga) e della Cassia (in particolare tra Siena
nerarie (ad esempio per il sistema di gallerie delle miniere in termini qualitativi la coltivazione esercita sulla falda ac- e Monteroni d’Arbia e a Buonconvento), anche in queste
di Murlo). quifera aree con tendenza alla loro saldatura o al riempimento degli
L’intensificazione delle attività agricole costituisce una forte spazi interclusi tra varie infrastrutture lineari, con elevato
Aree di valore conservazionistico criticità anche quando si realizza in aree agricole con resi- consumo di suolo agricolo e l’aumento dell’effetto di barrie-
Gli ecosistemi fluviali e i mosaici di ambienti agro-silvo- duali funzioni di connettività ecologica tra nuclei o matri- ra ecologica.
pastorali tradizionali costituiscono le principali emergenze ci forestali, con particolare riferimento ai paesaggi agricoli Particolarmente rilevanti risultano i processi di espansione
naturalistiche dell’ambito. dell’alta Valle del Fiume Ombrone, tra Asciano e Rapolano residenziale lungo gli assi stradali in uscita dalla città di Sie-
Le aree di maggiore valore conservazionistico sono concen- Terme (collegamento tra le matrici forestali collinari di Ra- na, con perdita di ambienti agricoli periurbani, per le zone
trate nel settore occidentale dell’ambito e in gran parte ri- polano e gli elementi forestali mosaicati nelle colline plioce- agricole tra Asciano e Rapolano, e per le zone di Badesse e
Ex laghi ad uso irriguo rinaturalizzati e con tipica vegetazione arborea
ed erbacea palustre (biotopi di notevole interesse per la fauna anfibia) ferite ai bacini dei fiumi Merse e Farma. In tale contesto il niche) o tra Buonconvento e le colline di Befa (di collega- Castellina Scalo, area importante di collegamento ecologico
immersi nel paesaggio forestale tra Monticiano e San Galgano. sistema di Siti Natura 2000 e di Aree protette ben evidenzia mento con le matrici forestali di Murlo). tra i boschi della Montagnola senese e quelli del Chianti.
(foto M. Giunti, archivio NEMO)
i valori dell’area, con i Siti Natura 2000 della Montagnola Nelle colline circostanti Siena, nella Piana di Rosia e nelle Relativamente alle infrastrutture stradali un negativo effet-
Senese, dell’Alto e Basso Merse, e della Farma, a cui corri- pianure circostanti la SS Siena-Bettolle e la SS Cassia il terri- to barriera è realizzato dalla Superstrada Firenze – Siena e
spondono le Riserve Naturali Provinciali Basso Merse, Alto torio agricolo subisce invece processi di consumo di suolo e relativa tangenziale, dalla SS 73 Siena-Bettolle, dalla SR 2
Merse, La Pietra e Farma, e la Riserva Statale di Tocchi. di urbanizzazione di tipo residenziale, commerciale/artigia- Cassia (interessata dalla realizzazione di un nuovo asse di
A tali valori riconosciuti devono essere associate anche le nale e in parte anche industriale. Nella zona a sud-ovest di scorrimento veloce), ma soprattutto dalla SS 223 Siena –
zone della val di Feccia, alto Merse e il territorio di Chiu- Siena sono presenti intensi processi di urbanizzazione lungo Grosseto (interessata dai lavori per il raddoppio dell’asse
sdino, caratterizzate da importanti agroecosistemi e dalla la SP 73 ad opera di zone industriali, con tendenza alla loro stradale con adeguamento a 4 corsie), con uno sviluppo
presenza di una elevata concentrazione di specie vegetali e saldatura, e lo sviluppo del settore industriale farmaceuti- parallelo al corso del Fiume Merse e con nuove previsioni
animali di interesse conservazionistico. co e aeroportuale nella Pianura di Rosia (zona di Bellaria urbanistiche situate nelle aree interessate da nuovi svincoli

I caratteri ecosistemici del paesaggio


Invarianti strutturali
Nel settore centro orientale, maggiormente condizionato
dalle monocolture cerealicole, emergono le aree interne ai
Siti Natura 2000 delle Crete di Camposodo e Crete di Leo-
nina e di Monte Oliveto Maggiore e Crete di Asciano, con
la caratteristica presenza, soprattutto in questo ultimo sito
delle caratteristiche formazioni delle biancane.

Criticità
Nell’ambito del paesaggio agricolo, che così fortemente ca-
ratterizza la parte centro-orientale dell’area in oggetto, la
principale criticità è legata ai processi di intensificazione del-
le attività agricole con la riduzione degli elementi vegetali
relittuali, quali boschetti, siepi, filari alberati, e l’alterazione
delle caratteristiche crete e biancane.
La modifica delle pratiche colturali, la riduzione delle atti-
vità di pascolo, l’aumento dei seminativi e gli interventi di
rimodellamento morfologico e di sistemazione dei versanti
hanno infatti fortemente ridotto la superficie interessata da
queste peculiari emergenze geomorfologiche e naturalisti-
che (habitat di interesse regionale), che costituiscono anche
un elemento tipico del paesaggio delle crete senesi.
I processi di intensificazione delle attività agricole sono le-
3.2
gati anche alla presenza di risaie nella pianura alluvionale
del Fiume Merse e di vigneti specializzati nel Chianti me-
ridionale (zona di San Gusmè e San Felice), con la conse-
Alto corso del Fiume Farma nell’ambito del Sito Natura 2000 Farma, Artificializzazione del paesaggio agricolo alla periferia meridionale di Siena con sviluppo di edificato residenziale e industriale lungo gli assi stradali
guente riduzione degli agroecosistemi di valore naturalistico
presso Scalvaia (foto L. Lombardi, archivio NEMO) principali: Zona industriale di Cerchiaia lungo l’asse infrastrutturale della SS 78 di Paganico (foto L. Lombardi, archivio NEMO) p. 31
colline di siena
(ad es. nella pianura di San Lorenzo a Merse). del ceduo, rischio di incendi, elevata presenza di rimboschi- • asse infrastrutturale SI-GR e Piana di Rosia: area inte-
Ulteriori processi di consumo di suolo agricolo sono legati menti di conifere (particolarmente negativi su aree ofioliti- ressata dall’adeguamento della strada statale di Pagani-
all’ampliamento dei centri abitati minori o alla realizzazione che), frammentazione delle formazioni forestali nel paesag- co SS 223, con la realizzazione di nuovi svincoli e locali
di strutture turistiche e/o golfistiche (ad es. a Bagnaia). gio agricolo intensivo delle colline plioceniche e con negativi incrementi urbanistici in aree di pertinenza fluviale del
La non ottimale qualità delle acque, l’alterazione della vege- processi di abbandono dei castagneti da frutto anche per la Fiume Merse e affluenti. Presenza di risaie e siti estrattivi
tazione ripariale e del continum trasversale e longitudinale diffusione di fitopatologie. lungo il corso del Fiume e processi di perdita di ambienti
costituiscono le principali criticità per gli ecosistemi fluviali, Nell’ambito della Montagnola Senese rilevante risulta la cri- agricoli tradizionali nella piana di Rosia e aree limitrofe
legate alla incompleta depurazione degli scarichi, allo svi- ticità legata alle attività estrattive marmifere e ai relativi (Bagnaia);
luppo delle attività agricole anche intensive (ad es. le risaie) impianti di lavorazione, con vasti fronti di cava, strade di • crete di Arbia: Area interna al Sito Natura 2000 ma inte-
in aree di pertinenza fluviale, alla realizzazione di periodiche arroccamento e discariche di cava. Tali presenze risultano ressata da processi di intensificazione delle attività agri-
Paesaggio agro-silvo-pastorale presso San Galgano (nodo degli agroeco- attività di “pulizia” delle sponde o alla presenza di attività significative anche nelle aree di pertinenza fluviale (cave di cole, con diffusa presenza della monocoltura cerealicola
sistemi) con perdita di aree agricole per la realizzazione di una vasta area estrattive di materiale alluvionale, di discariche di cava e di inerti), con presenza di siti estrattivi anche in aree di elevato e perdita delle caratteristiche biancane;
attrezzata per la sosta di autoveicoli e camper lungo via di S. Galgano
(foto L. Lombardi, archivio NEMO) miniera (anche con fenomeni di inquinamento della Merse interesse naturalistico e paesaggistico (ad esempio cava di • montagnola senese: Caratteristico rilievo calcareo di in-
da antiche discariche minerarie). Tali criticità sono presenti Brenna sulle sponde del Fiume Merse) e per gli affioramenti teresse naturalistico, già Sito Natura 2000, interessato da
lungo i fiumi Arbia e Ombrone, ma anche relativamente al di travertino della zona di Rapolano. numerosi bacini estrattivi marmiferi attivi e abbandonati.
Fiume Merse e al reticolo idrografico della Piana di Rosia, Per le risorse geotermali lo sfruttamento turistico (ad es. a Riduzione degli ambienti agricoli tradizionali e dei casta-
quest’ultima area caratterizzata da importanti risorse idri- Petriolo), oltre a essere una importante risorsa economica gneti da frutto per negativi processi di abbandono.
che sotterranee. per l’area, costituisce un elemento di criticità per la capta-
Nella Montagnola Senese e negli ambienti alto collinari della zione di sorgenti, la riduzione delle loro portate e l’altera- Indirizzi per le politiche
Val di Merse opposti processi di abbandono delle attività zione di aree geotermali caratterizzate da importanti habitat Per l’ambito costituiscono obiettivi strategici la conservazio-
agricole costituiscono una delle principali criticità ambien- ed ecosistemi, anche compromettendo le risorse idrotermali ne degli ambienti agropastorali tradizionali e delle caratteri-
tali, con riduzione del mosaico ambientale e della biodiver- necessarie al mantenimento delle sorgenti pietrificanti con stiche crete e biancane, la tutela degli importanti ecosistemi
sità. formazioni di travertino (Cratoneurion). fluviali e dei paesaggi forestali.
Altre criticità sono legate alla matrice forestale, di elevata A tal fine gli indirizzi sono finalizzati a mitigare e limitare gli
estensione ma talora di scarsa qualità ecologica, con eleva- Tra le aree critiche per la funzionalità della rete ecologica effetti dei negativi processi di intensificazione delle attività
Vasto sito estrattivo marmifero nell’ambito del territorio della Montagnola
to carico di ungulati, elevati prelievi legnosi ed estensione sono state individuate le seguenti: agricole o di aumento dei livelli di urbanizzazione e artifi-
I caratteri ecosistemici del paesaggio

senese (foto L. Lombardi, archivio NEMO)


Invarianti strutturali

cializzazione dei paesaggi agricoli e delle aree di pertinenza


fluviale, a migliorare la gestione forestale e i livelli di soste-
nibilità delle attività estrattive.
Per l’ambito risulta prioritaria la conservazione dei paesaggi
agricoli tradizionali, mitigando gli impatti legati ai processi
di intensificazione delle attività agricole (vigneti specializza-
ti o monocoltura cerealicola) e impedendo la realizzazione
di nuovi vigneti e seminativi ai danni di aree di pascolo,
oliveti, incolti e delle aree di pertinenza fluviale (evitando
in tali aree anche l’estensione delle risaie). Sono inoltre da
vietare le attività di rimodellamento morfologico e di messa
Interessamento dell’ecosistema torrentizio del Fosso del Rivivo (bacino a coltura, o di trasformazione in altra destinazione, delle
del Fiume Merse) nell’ambito del taglio forestale nei boschi del Poggio del
Casino, presso Monticiano (foto M.Giunti, archivio NEMO)
caratteristiche emergenze geomorfologiche e naturalistiche
dei calanchi, delle crete e delle biancane.
Per i paesaggi agricoli intensivi della viticoltura o della mo-
nocoltura cerealicola oltre al rispetto degli indirizzi di cui
sopra, sarebbe auspicabile il miglioramento delle dotazioni
ecologiche, anche attraverso la realizzazione di siepi, di zone
tampone rispetto al reticolo idrografico o mediante l’impian-
to di aree boscate di latifoglie autoctone su ex seminativi,
di collegamento tra nuclei forestali relittuali. Tali indirizzi di
riqualificazione o di mantenimento del paesaggio agrario
risultano prioritari per gli agroecosistemi aventi funzioni re-
siduali di connettività ecologica tra nuclei e matrici forestali,
individuati come “Direttrici di connettività da riqualificare” .
Monocolture cerealicole nell’ambito del paesaggio agricolo delle colline plio- Cava di marmo giallo nell’ambito del paesaggio forestale (castagneti da frutto) della Montagnola Senese, già Sito Natura 2000
Il mantenimento dei paesaggi agricoli tradizionali e la ri-
p. 32 ceniche di Monteroni d’Arbia (foto M.Giunti, archivio NEMO) (foto L. Lombardi, archivio NEMO)
piano paesaggistico
logo REGIONE TOSCANA
livello d’ambito

colline di siena
infrastrutturali (in particolare per le aree di pertinenza flu-
viale del Fiume Merse e dei suoi affluenti).
Prioritaria risulta inoltre una gestione delle fasce ripariali e
dei terrazzi ghiaiosi finalizzata al miglioramento del continu-
um ecologico degli ecosistemi fluviali, anche attuando inter-
venti di riqualificazione e di ricostituzione delle vegetazione
ripariale la dove interrotta (con priorità per le aree classifi-
cate come corridoi ecologici fluviali da riqualificare), miglio-
rando la gestione della vegetazione ripariale a fini idraulici,
o attraverso l’individuazione di idonee fascie di mobilità flu-
Lavori per la realizzazione del nuovo asse stradale a 4 corsie SI-GR: per viale da destinare alla dinamica naturale. Nei terrazzi fluviali
le infrastrutture stradali esistenti o in corso di ammodernamento l’indiriz- risulta importante il miglioramento dei livelli di sostenibilità
zo è finalizzato ad una mitigazione dell’effetto di barriera ecologica
(foto M. Giunti, archivio NEMO) dei siti estrattivi esistenti, vietando la realizzazione di nuovi
siti estrattivi o di altri interventi in grado di alterare gli as-
setti morfologici ed ecosistemici. Sono altresì da sottoporre
a interventi di riqualificazione ambientale le aree interessate
da ex bacini estrattivi.
Per gli ecosistemi fluviali risulta inoltre strategico il migliora-
mento dei livelli qualitativi e quantitativi delle risorse idriche,
con particolare riferimento al fiume Ombrone, alla Merse e
alle importanti risorse idriche superficiali e profonde della
Piana di Rosia e di Pian del Lago.
Per il patrimonio forestale l’obiettivo è il miglioramento della
gestione selvicolturale finalizzandola all’aumento dei livelli
Pianura alluvionale della Merse interessata dalla presenza di estese risaie: di maturità e di valore ecologico delle matrici forestali e
elemento di criticità per la conservazione della qualità delle acque e degli Monocolture cerealicole delle colline di Buonconvento con dotazioni ecologiche (boschetti, siepi, filari alberati, ecc.)
dei boschi isolati, alla tutela dagli incendi estivi, anche con

I caratteri ecosistemici del paesaggio


ecosistemi fluviali del Fiume Merse (foto M. Giunti, archivio NEMO) da mantenere e ricostituire (foto M. Giunti, archivio NEMO)

Invarianti strutturali
particolare riferimento alle estese pinete dei rilievi di Mon-
qualificazione di quelli a bassa dotazione ecologica, avviene ticiano. Per il sistema di nodi forestali primari e secondari Per l’area un indirizzo strategico importante è legato alla
anche attraverso il mantenimento delle attività agricole alto l’obiettivo è il mantenimento e miglioramento dei livelli di valorizzazione e tutela del sistema di Riserve Naturali Pro-
collinari e montane, ostacolando i processi di abbandono (in maturità dei boschi e la conservazione degli importanti ha- vinciali e del Sistema di Siti Natura 2000.
particolare nella Montagnola Senese e nei rilievi di Monticia- bitat forestali mesofili e dei castagneti da frutto.
no), la riduzione delle espansioni residenziali o artigianali/
industriali o di quelle turistico-alberghiere e golfistiche. Nell’ambito della Montagnola Senese un obiettivo strategico
Per le pianure alluvionali e le basse colline l’indirizzo è quel- è legato alla razionalizzazione e al miglioramento dei livelli
lo di limitare i processi di urbanizzazione e consumo di suolo di sostenibilità ambientale delle attività estrattive marmifere
agricolo, con particolare riferimento alla Piana di Rosia e di e dei relativi impianti di lavorazione, valorizzando le produ-
Pian del Lago e alle aree di pertinenza fluviale dei fiumi Mer- zioni marmifere di pregio, evitando la realizzazione di nuove
se, Ombrone e Arbia, alle zone agricole tra Asciano e Ra- attività estrattive e recuperando i siti estrattivi dismessi e
polano, evitando la saldatura dell’urbanizzato lungo gli assi le vaste aree di discarica. Tali obiettivi sono prioritari anche
infrastrutturali e mantenendo gli attuali varchi inedificati (in per i vasti bacini estrattivi di travertino della zona di Rapo-
particolare lungo la Superstrada FI-SI, la Siena-Bettolle, la lano e per le cave situate nelle aree di pertinenza fluviale.
Cassia o lungo la SP 73 evitando la saldatura tra le zone Nelle aree caratterizzate da importanti risorse geotermali
industriali). risulta importante realizzare forme di valorizzazione turistica
Per le infrastrutture stradali esistenti o in corso di ammoder- sostenibile garantendo la permanenza delle risorse geoter-
namento (ad es. nuovo asse a 4 corsie SI-GR e nuova Cas- mali necessarie alla conservazione dei caratteristici habitat
sia) l’indirizzo è finalizzato ad una mitigazione dell’effetto ed ecosistemi geotermali. Per le aree carsiche risulta prio-
barriera, ciò con particolare riferimento per le “barriere in-
frastrutturali principali da mitigare” e per le aree interessate
ritaria la tutela degli importanti fenomeni carsici superficiali
e profondi, ed in particolare del sistema di grotte e cavità
3.2
da “direttrici di connettività da riqualificare o ricostituire” della Montagnola senese, mentre per le aree ofiolitiche l’in-
(ad esempio tra i boschi della Montagnola Senese e quelli dirizzo è quello della tutela dei rari habitat e specie serpen-
del Chianti), evitando nuovi processi di urbanizzazione e ar- tinicoli evitando la “chiusura” della vegetazione e l’impianto
tificializzazione delle pianure alluvionali contermini agli assi di conifere.
p. 33
colline di siena
legenda
Rete degli ecosistemi
I caratteri ecosistemici del paesaggio
Invarianti strutturali

link: www.paesaggiotoscana.it/schede/AMB14-3II_eco.pdf
p. 34
piano paesaggistico
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livello d’ambito

colline di siena

I caratteri ecosistemici del paesaggio


Invarianti strutturali
3.2

p. 35
colline di siena
Estratto della carta dei morfotipi insediativi
3.3 Il carattere policentrico e
reticolare dei sistemi insediativi,
urbani e infrastrutturali
Il carattere policentrico e reticolare dei sistemi insediativi, urbani e infrastrutturali

criteri metodologici (LINK)

Siena e le sue colline – (Foto di Claudio Pedrazzi-www.panoramio.com)


Invarianti strutturali

scala originale 1:250.000

Descrizione strutturale dall’Italia all’Europa e successivamente principale percorso Da Siena dipartono con struttura radiocentrica i percorsi di
La struttura insediativa dell’ambito è caratterizzata preva- dal nord Italia verso Roma, è l’asse generatore del sistema connessione che innervano il territorio, localizzati prevalen-
lentemente dal morfotipo n. 5. “Morfotipo insediativo po- insediativo e il principale stimolo per lo sviluppo urbano ed temente sui crinali sabbiosi, lungo il cui tracciato si sono
licentrico a maglia del paesaggio storico collinare ” (Arti- economico-politico di Siena, dei borghi di origine medievale sviluppati insediamenti a presidio delle diverse viabilità:
Monteriggioni (photo © Andrea Barghi/VARDA)
colazione territoriale 5.9 “Colline di Siena”; e 5.11 “Crete (Monteriggioni, Monteroni d’Arbia, Buonconvento) e delle • il percorso di connessione con la Montagnola (SP 101 di
senesi”). stazioni di posta localizzate lungo questo importante asse Montemaggio);
Il sistema insediativo è imperniato sulla polarità urbana di viario, che talvolta ha anche guidato la forma degli inse- • la strada di connessione Arezzo-Siena (SS73bis Senese-
Siena, fulcro centrale dell’ambito e elemento di raccordo diamenti, come nel caso di Siena (a Siena la Francigena Aretina), localizzata sui margini del Pian di Rosia , con gli
tra le colline sabbiose del Chianti, la Montagnola, le masse incontra un antico percorso di origine etrusca determinando insediamenti di Sovicille e Rosia;
del Berardenga e le Crete. La città si è formata e svilupata la forma dell’insediamento ad Y rovesciata disposta sui ver- • la strada di connessione Siena-Grosseto (via Grosseta-
sulla via Francigena, ora via Cassia, che percorre il territorio santi sabbiosi). na-ex SS223 di Paganico), che percorre la valle del Merse
dell’ambito da Monteriggioni (borgo medioevale posto sul- Il singolare profilo di Siena, che conserva tutt’ora ben rico- con gli insediamenti di Sant’Andrea a Montecchio e San
la sommità di un colle come avamposto senese a Firenze) noscibili l’espansioni lineari di impianto storico, emerge dal Rocco a Pilli;
fino a Buonconvento, collocandosi a nord sui crinali delle paesaggio a sottolineare l’importanza che la città ha stori- • la Lauretana (SP438) in direzione del territorio delle Crete
colline sabbisoe e dopo Siena sui primi rilievi che affacciano camente rivestito quale centro di potere e di dominio di un Senesi, che ha origine dalla ex SS73 Senese-Aretina nel
lungo la valle del torrente Arbia. La Francigena, per seco- vasto territorio (contado senese) e che tuttora svolge quale centro abitato di Taverne d’Arbia, attraversa il territorio
Sovicille - Ancaiano - Centinale centro culturale ed economico. delle crete incontrando Asciano e San Gimignanello e si
li principale via di comunicazione per mercanti e pellegrini
p. 36 (Foto di Blue Cap – licenza CC-BY-ND)
piano paesaggistico
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livello d’ambito

colline di siena
innesta infine sulla strada statale 715 Siena-Bettolle; all’apertura della strada per Paganico); dall’altro diventa La valle dell’Arbia invece è contraddistinta dal passaggio
5. MORFOTIPO INSEDIATIVO POLICENTRICO A
MAGLIA DEL PAESAGGIO STORICO COLLINARE • l’ex SS326 di Rapolano in direzione di Chiusi (ora parte SP441 Massetana che, dopo essersi staccata dalla ex ss della Via Francigena (poi Regia Romana e oggi Cassia), prin-
della nuova strada Siena-Bettolle); 73 lasciando a sinistra una diramazione per l’abbazia di cipale matrice insediativa e guida per la complessificazione
Il sistema insediativo policen- • la SP484 per Castelnuovo Berardenga,   che ha origine San Galgano, percorre l’alta valle del fiume Merse e, in- del sistema insediativo dell’ambito. Lungo l’insieme di per-
trico a maglia del paesaggio dalla  SP73bis Senese- Aretina  nei pressi dello snodo di crociando la strada per Chiusdino, connette Siena a Mas- corsi costituenti la Francigena (si possono distinguere due
storico collinare è costituito da
insediamenti collinari di origine Colonna del Grillo e prosegue in direzione nord-ovest sa Marittima. percorsi, uno di fondovalle e più deviazioni sui crinali) sono
medievale che si posizionano raggiungendo Castelnuovo Berardenga; I principali insediamenti della Montagnola senese e la valle sorti complessi religiosi, spedali, stazioni di posta, e i borghi
lungo la viabilità di crinale longi-
• la SP408 di Montevarchi, che uscita da Siena raggiunge del Merse si appoggiano principalmente sulla fascia pede- di origine medievale di Isola d’Arbia, Ponte a Tressa, Cuna,

Il carattere policentrico e reticolare dei sistemi insediativi, urbani e infrastrutturali


tudinale che segue l’andamento
morfologico nord-ovest/sud-est e risale il corso del torrente Arbia prima e del torrente collinare che affaccia sulla valle del Merse (dove troviamo in Monteroni d’Arbia (insediamento che costituisce, dal punto
delle colline plioceniche. Questi
Massello poi, in direzione del Chianti senese; successione i centri di Sovicille, Rosia, Torri, Stigliano, Bren- di vista geografico e storico, la porta di ingresso sud della
centri sono relazionati tra loro
da una viabilità trasversale prin- • la SR 222 via Chiantigiana che tocca la località Quercia- na, Orgia, San Lorenzo a Merse) e sui rilievi della Montagno- provincia senese), Lucignano d’Arbia, Ponte d’Arbia e Buon-
cipale e da rapporti reciproci di grossa e, passando per Castellina e Greve in Chianti, la dove erano presenti numerose cave per l’estrazione dei convento (centro che si estende sul versante più gentile del-
intervisibilità. Le relazioni con il
sistema agrario circostante sono connette Siena a Firenze. marmi, con centri di crinale lungo i percorsi di connessione le Crete Senesi, nel punto di confluenza del torrente Arbia
assicurate dal sistema delle ville Immediatamente fuori dal centro di Siena si trovano le Mas- (Frassini-Chiusdino-Ciciano; Montinciano). con il fiume Ombrone). Da esso diparte la viabilità trasver-
fattoria.
se di Siena, la fascia di contado senese più prossima alle Altrove borghi di modeste dimensioni, castelli e abbazie sale verso Asciano, che prosegue fino a Rapolano Terme e
ARTICOLAZIONE TERRITORIALE 5.9 - 5.11 mura articolata originariamente nelle Masse del Terzo di testimoniano l’importanza strategica avuta in passato da alla direttrice per Chiusi (la Siena–Bettolle - ex SS326), che
Città, Masse del Terzo di S.Martino e Masse del Terzo di Ca- questa parte del territorio senese, dovuta al passaggio di lambisce il sistema ad est. La direttrice per Arezzo delimita
mollia (relativamente ai tre nuclei originari della città di Ca- importanti vie di comunicazione (passaggio della Via fran- il sistema a nord. Asciano, collocato al centro delle crete
stelvecchio, Castel Montone e Castello del Poggio Malavolti, cigena tra San Gimignano, Colle Val d’Elsa, Monteriggioni senesi, rappresenta il crocevia tra il sistema a pettine sulla
poi inglobati nel comune di Siena), costituite da borghi, ville a Siena – passaggio dell’antica Massetana – principale per- Cassia e il sistema radiale di Siena, che risulta collegata alle
e casolari, con poderi circondati da orti e altre coltivazioni . corso di connessione con Siena e la costa) e costituiscono, crete tramite la cosiddetta “via Lauretana” (SP 438).
La Berardenga era invece la contea che si estendeva dalle assieme al sistema poderale di fattorie (talvolta fortificate) -
sorgenti del torrente Bozzone fino all’Ambra al confine con i poderi e mulini (la possibilità di sfruttare l’energia del fiume Dinamiche di trasformazione
territori di Arezzo e Firenze, impostata su un centro princi- fece nascere numerosi mulini da grano a servizio delle mag- Dal confronto della struttura insediativa storica con quella
pale, Castelnuovo Berardenga, sorto su un colle tra il tor- giori Abbazie e della città di Siena), il sistema insediativo di attuale (Confronto della periodizzazione dell’edificato e del-
rente Malena e il fiume Ombrone, con funzione di controllo lunga durata di questa parte del territorio senese. le infrastrutture a tre soglie: 800 –Carta Topografica della

Invarianti strutturali
in favore della Repubblica Senese. Sui rilievi della Montagnola sono presenti cave ed attività Toscana dell’ Inghirami; 1954 - IGM; 2011- CTR) emergono
estrattive (comune dMurlo- lignite, manganese, calcopiri- dinamiche di trasformazione ed espansione urbana che da
Ad ovest del capoluogo si sviluppa il sistema insediativo del- te, gesso, serpentina) alcune già esistenti in passato, altre Siena dilagano nei territori circostanti, dovute anche al po-
la Montagnola senese e la valle del Merse, attraversata dai contemporanee tenziamento di alcune infrastrutture di trasporto (raccordo
5.9 - Colline di Siena | figure componenti percorsi di connessione che da a radiale dalla città di Siena Le Crete senesi sono contraddistinte da suoli poco adatti stradale Firenze-Siena, la Grossetana attualmente in fase di
risalgono a pettine sui rilievi collinari posti ad ovest e sud- all’edificazione che hanno portato ad una modesta entità adeguamento a strada di grande comunicazione, ed il rac-
ovest del capoluogo, che possono essere raggrupati in tre dei processi di urbanizzazione, strutturata su 2 assi viari, cordo autostradale in direzione di Bettolle-Arezzo). I nuclei
tipi: localizzati accortamente sui dossi arrotondati: rurali e gli aggregati ai margini al capoluogo, strutturati sul-
• i percorsi che risalgono le pendici della Montagno- • la Siena–Bettolle (ex SS326 di Rapolano declassata e at- le viabilità di impianto storico e le aree limitrofe alle uscite
la (SP101 di Montemaggio e la Strada Provinciale della tualmente sottoposta a potenziamento con ruolo strate- delle strade di scorrimento, sono le zone più investite dal-
Montagnola Senese); gico), localizzata sui rilievi collinari argillosi lungo i quali la pressione insediativa. La struttura insediativa è alterata
• la strada di connessione tra Siena e Grosseto (ex SS223 sono situati i centri abitati di Rapolano e di Serre di Ra- da un’intensa attività edilizia che ha causato la dispersione
# Sistema radio centrico di
di Paganico - principale corridoio stradale della parte cen- polano; lineare lungo i più importanti collegamenti stradali e i ver-
Siena
trale della regione), che partendo a nord di Grosseto en- • la Lauretana (oggi sp. 438) che da Porta Pispini di Siena santi collinari, un inurbamento verso il centro della Pianura
tra nel senese presso i Bagni di Petriolo, dove attraversa conduce in Val di Chiana, attraversando Arbia e Asciano. di Sovicille e la dislocazione degli insediamenti produttivi
5.11 - Crete senesi | figure componenti la valle del Farma, per proseguire verso nord percorrendo Anche l’insediamento rurale è caratterizzato da un assetto vicino agli svincoli della Superstrada (Badesse).
la valle del Merse; poderale rarefatto, secondo il tipico ordine del “latifondo L’espansione urbana ha riguardato da prima i centri urbani
• la strada di connessione Arezzo-Siena (SS73bis Senese- mezzadrile”: insediamenti collinari, strutturati lungo fila- limitrofi di Taverne, Monterioni, Sovicille, Rosia, San Rocco
Aretina), che struttura i rilievi di Chiusino e Monticiano menti viari di crinale (arricchiti da emergenze storiche quali a Pilli e Castenuovo Berardenga, poi con il potenziamento
biforcandosi in due percorsi di connessione molto impor- castelli, pievi, o borghi agricoli), sorti in prossimità di ville- dell’E78 la pressione insediativa ha investito il territorio a
tanti: da un lato continua come SS73bis Senese-Aretina
e si inoltra nell’alto bacino dei fiumi Farma e Merse at-
fattorie e poderi localizzati con accuratezza sul colmo dei
poggi per motivi di stabilità, e connessi ad una rada maglia
nord di Siena con forti espansioni residenziali localizzate a
Fornacelle, Tognazza e Uopini, espansioni miste a Castellina
3.3
traversando Monticiano, in un paesaggio boschivo e so- di case sparse e al sistema insediativo di fondovalle con for- Scalo, e produttive a Rigoni, Gabricce, Casone e Badesse.
litario in direzione dell’alta Maremma (tale collegamento tificazioni e mulini fortificati ubicati preferibilmente in luoghi Successivamente con il potenziamento del tratto a Sud Sie-
# Sistema reticolare ha costituito la più importante via di comunicazione fra ove si controllavano i valichi o direttrici importanti, come il na-Bettolle, l’espansione insediativa si è spostata in direzio-
collinare delle Crete senesi la costa maremmana e le zone interne della Toscana fino collegamento tra Asciano e Chiusi. ne della Val di Chiana investendo i centri di Arbia, Taverne
p. 37
colline di siena
d’Arbia e Rapolano. Grillo e Castelnuovo Berardenga sulla SP484; Monteliscai,
I processi di trasformazione in atto sono: San Giovanni a Cerreto e san Giovanni sulla SP408 di
• espansione residenziale di Siena, diffusa lungo la viabilità Montevarchi, Querciagrossa sulla SR 222 via Chiantigia-
di crinale, con tendenza alla dispersione a partire dal na); nonchè i percorsi di connessione che risalgono i
centro urbano e conseguente saldatura lungostrada; rilievi collinari della Montagnola e attraversano la valle
• espansione delle frazioni e dei nuclei urbani posti a co- del Merse, lungo i quali lungo i quali si sono allineati i
rona intorno al capoluogo, sia con edifici ad uso resi- principali borghi di origine medievale (San Rocco a Pilli,
denziale, che con strutture di servizio e aree produttive San Lorenzo a Merse sulla Siena-Grosseto - ex SS223 di
Il carattere policentrico e reticolare dei sistemi insediativi, urbani e infrastrutturali

e commerciali, particolarmente accentuata lungo l’asse Paganico; Chiusino e Monticiano sulla strada di connes-
Siena-Firenze in direzione Monteriggioni, lungo il poten- sione Arezzo-Siena -SS73bis Senese-Aretina;
ziamento della Siena-Bettolle in direzione Castelnuovo • il Sistema reticolare collinare delle Crete senesi, imper-
Berardenga e lungo la Cassia in direzione Monteroni, niato sulla direttrice di fondovalle Via Cassia/Francige-
hanno determinato l’insediamento di attività produttive Siena dalle Crete Senesi (photo © Andrea Barghi/VARDA) na, lungo il cui percorso si snodano i borghi medievali di
commerciali, con sfrangiamento dei margini urbani e ten- Isola d’Arbia, Ponte a Tressa, Cuna, Monteroni d’Arbia,
denza alla dispersione insediativa verso le aree collinari Lucignano d’Arbia, Ponte d’Arbia e Buonconvento, che si
circostanti; colloca in posizione strategica alla confluenza del torrente
1830 • espansione residenziale e produttiva dei centri abitati del- Arbia con il fiume Ombrone.
la valle del Merse, con tessuti privi di struttura morfologi- Nello specifico, rappresentano un valore i sistemi di beni,
ca e di integrazione con il contesto paesaggistico. In par- quali:
ticolare sono investiti da tale fenomeno i centri localizzati • il sistema urbano di Siena e dei suoi filamenti urbani di
lungo la viabilità principale che si appoggia sulla linea che impianto storico;
fisicamente unisce la pianura con i rilievi (la parte occci- • i centri, i nuclei e gli aggregati storici strutturati lungo
dentale del Pian di Rosia è lambita dalla strada statale filamenti viari di crinale o localizzati sui poggi (come ad
per Paganico), attualmente sottoposta ad adeguamento esempio Montalcinello, Frassini, Ciciano, Chiusdino, Mon-
(strada di grande comunicazione Fano-Grosseto) e carat- tinciano, Lama e San Lorenzo a Merse sulla Montagnola -
terizzati da sfrangiamento dei margini urbani e tendenza Rapolano e Asciano sulle Crete - Castelnuovo Berarden-
Invarianti strutturali

alla dispersione insediativa; ga e San Gusmè nella Berardenga – e Monteriggioni) con


• urbanizzazione produttiva artigianale e commerciale nei e le relative aree di pertinenza paesistica, arricchiti da
fondovalle e negli impluvi limitrofi al centro urbano di emergenze storiche quali castelli, pievi, o borghi agricoli
Siena e alle grandi infrastrutture viarie (soprattutto lungo (come ad esempio l’Abbazia di San Galgano, la pieve di
il fondovalle del torrente Tressa adiacente alla Firenze- Montesiepi, pieve di Ponte vallo Spino, Abbazia benedet-
Siena, nella zona industriale di Rapolano limitrofa al rac- tina di Monte Oliveto Maggiore);
cordo autostradale Siena – Bettolle, lungo il fondovalle • i centri, i nuclei e gli aggregati storici di fondovalle (Isola
1954 del torrente Arbia adiacente alla via Grossetana, a Rosia d’Arbia, Ponte a Tressa, Cuna, Monteroni d’Arbia, Luci-
con il polo industriale-farmaceutico, localizzato lungo la gnano d’Arbia, Ponte d’Arbia e Buonconvento), che in-
SS73bis Senese-Aretina, dagli insediamenti produttivi di tegravano il sistema insediativo di crinale da un punto
Bellaria, La Macchia e Pian di Mori ). di vista economico, ambientale e difensivo, arricchiti da
fortificazioni e mulini fortificati ubicati preferibilmente in
Valori Abbazia di San Galgano – Chiusdino (Foto di Cops62 - licenza CC-BY-SA) luoghi ove si controllavano i valichi o direttrici importan-
• il Sistema radiocentrico di Siena e le Masse del Berar- ti;
denga, costituito dai percorsi a raggiera di in uscita da • il sistema a pettine delle ville fattoria costituito dalla via-
Siena, che collegano il capoluogo al suo contado (Mas- bilità di crinale sulla quale si posiziona la villa e da una
se-Beradenga, Montagnola-Val di Merse, Crete e Valdor- viabilità secondaria di contro crinale che la collega al po-
cia) e alle principali polarità regionali (Arezzo, Firenze, dere e al mulino sottostante; in particolare la fitta rete di
Grosseto), lungo i quali si sono allineati i principali borghi poderi, casali e fattorie presente sul territorio ha rappre-
di origine medievale (Monteriggioni, Monteroni d’Arbia, sentato un’importante risorsa per improntare un model-
Buonconvento sulla Francigena/Cassia; Sovicille e Rosia lo di turismo locale (per lo più agriturismo) alla ricerca
sulla strada di connessione Arezzo-Siena (SS73bis Sene- di strutture ricettive più economiche e con un migliore
se-Aretina); Sant’Andrea a Montecchio e San Rocco a Pilli rapporto con la natura e le tradizioni in grado di limitare
sulla strada di connessione Siena-Grosseto (via Grosse- l’impatto più negativo prodotto sulle città d’arte proprio
2011 tana-ex SS223 di Paganico); Taverne d’Arbia, Asciano e dai flussi turistici;
San Gimignanello sulla Lauretana (SP438); Colonna del Monteoliveto (Foto di Riccardo T - licenza CC-BY) • la rete della viabilità storica ed in particolare la Cassia, la
p. 38 Evoluzione dell’edificato
piano paesaggistico
logo REGIONE TOSCANA
livello d’ambito

colline di siena
Siena-Grosseto e la Arezzo-Siena, e la fitta rete di viabili- le, l’espansione residenziale ai piedi del centro storico di la viabilità principale e secondaria (con particolare atten-
tà minore e poderale ancora perfettamente riconoscibile, Serre di Rapolano, con tendenza alla dispersione ai piedi zione all’asse Siena-Firenze in direzione di Monteriggioni,
sia nelle dimensioni delle carreggiate, (delle quali alcune dei rilievi collinari di argille, la saldatura urbana lungo la alla Siena-Bettole in direzione Castelnuovo Berardenga e
lastricate), che per la presenza di muri a secco che le pianura dell’Arbia dovuta alle espansioni edilizie diffuse, alla Cassia verso Monteroni d’Arbia; nonchè ai tessuti resi-
delimitano e con i manufatti che ne costituiscono annessi l’espansioni residenziali e miste lungo la Cassia e lungo la denziali isolati lungo le strade provinciali di Montevarchi e
ed elementi di arredo. parte occcidentale del Pian di Rosia è lambita dalla strada Monteaperti quali Ponte a Bozzone, San Giovanni a Cerreto,
statale per Paganico; Pianella, San Piero): definendo e riqualificando i margini
Criticità • l’espansione produttive lungo il raccordo autostradale urbani, mantendendo i varchi inedificati, salvaguardando,

Il carattere policentrico e reticolare dei sistemi insediativi, urbani e infrastrutturali


Le criticità dell’ambito sono legate principalmente alla pres- della Firenze-Siena, della Siena Bettolle, e lungo la Cas- riqualificando e valorizzando gli spazi agricoli periurbani. È
sione insediativa che parte dalla città di Siena e si irradia sia, con aree industriali e produttive concentrate nelle necessario, altresì, garantire che le nuove trasformazioni
al territorio circostante lungo la viabilità e all’adeguamen- zone pianeggianti di fondovalle caratterizzate da bassa non alterino i caratteri percettivi dell’insediamento storico e
to delle infrastrutture di trasporto (raccordi autostradale e qualità architettonica e morfologica, assenza di equipag- del suo intorno paesaggistico ma si pongano in continuità e
strade di grande comunicazione), con conseguenti processi giamento vegetale, e totale etraneazione dal contesto; coerenza con essi (skyline urbano, trame agrarie e poderali,
di urbanizzazione (residenziale e mista) e industrializzazione • gli adeguamenti della viabilità principale (Cassia - Siena- filari alberati).
con modalità che alterano la struttura del paesaggio, intro- Bettolle) e gli elettrodotti aerei sono fattori di criticità pe- Nelle Crete Senesi, è prioritario tutelare l’integrità morfolo-
ducendo nuove forme insediative carenti di effettiva corri- asaggistica e visuale, con effetti di fuori scala difficilmen- gica e percettiva del sistema insediativo storico, costituito
spondenza con il contesto. Monteroni d’Arbia, espansione urbana (fonte AGEA-RT, 2010) te mitigabili quando sono inseriti nel paesaggio collinare da centri, nuclei, complessi di valore architettonico-testi-
Le principali criticità legate a queste dinamiche sono: dalla forte impronta storica. moniale (Asciano, San Giovanni d’Asso, Rapolano, Lucigna-
• perdita della riconoscibilità e visibilità del centro di Siena Oltre a ciò sono da segnare le: no d’Arbia, Buonconvento, i complessi di matrice rurale di
e dei suoi filamenti storici, • la dismissione delle attività estrattive, non opportuna- Serravalle, della fattoria Piana, della villa-fattoria Chigi-Sa-
• concentrazione dei fenomeni di urbanizzazione e di in- mente valutate, monitorate e riqualificate al momento racini, l’abbazia di Monte Oliveto Maggiore e la Grancia di
dustrializzazione nelle zone pianeggianti di fondovalle e della cessazione con fenomeni conseguenti di abbandono Cuna), nonché il loro intorno paesaggistico e gli elementi
negli impluvi limitrofi a Siena e alle grandi infrastrutture e incuria delle cave dismesse e forte impatto al paesag- di corredo arboreo che ne esaltano la rilevanza percettiva
viarie; gio; processi di profonde alterazioni; (filari alberati che circondano un’emergenza architettonica
• espansione urbana delle frazioni e dei nuclei urbani po- • la forte vocazione turistica dei centri storici e del paesag- o costeggiano un percorso matrice di crinale). Vanno salva-
sti a corona intorno al capoluogo, con tessuti misti (re- gio delle Crete presenta alti rischi di alterazione del pae- guardate, inoltre, le visuali panoramiche che traguardano

Invarianti strutturali
sidenziali e produttivi) in direzione della Val d’Elsa e in saggio, dovuti alla diffusione di strutture turistico ricettive tali insediamenti e i rapporti di reciproca intervisibilità.
direzione della Val d’Arbia, con tendenza alla saldatura (ospitalità alberghiera, agrituristica e sportiva) invasive e Nei fondovalle è necessario evitare la saldatura delle co-
delle aree urbanizzate in particolare lungo l’asse in Siena- talvolta omologate, accompagnate da frequenti episodi di nurbazioni lineari lungo i principali assi infrastrutturali (con
Badesse-Monteriggioni; banalizzazione (propagazione di filari di cipressi, cancelli, particolare attenzione alle urbanizzazioni nella valle dell’Ar-
• espansione urbana di Castelnuovo Berardenga con ca- muretti per le recinzioni, ecc.) del paesaggio. bia/Ombrone lungo la via Cassia, quali isola d’Arbia, Ponte
pannoni in Colonna del Grillo in direzione del raccordo a Tressa, Cuna, Monteroni d’Arbia e Buonconvento), man-
autostradale, di Rapolano Terme, con tessuti che si sfran- Indirizzi per le politiche tenendo i varchi inedificati e le visuali verso le emergenze
giano in direzione del raccordo autostradale Siena-Bettol- Gli indirizzi per le politiche dell’ambito sono finalizzati priori- paesaggistiche circostanti.
Chiusdino, espansione residenziale (fonte AGEA-RT, 2010)
tariamente a salvaguardare l’identità paesaggistica di Siena Per quanto riguarda il sistema insediativo rurale, è necessa-
e l’impianto viario radiocentrico ramificato che la relaziona rio tutelare la maglia rada della struttura insediativa storica
storicamente al suo contado e ai sistemi territoriali ad essa caratteristica del sistema mezzadrile e le relazioni morfolo-
connessi (Masse-Berardenga, Montagnola-Val di Merse, giche, percettive e, ove possibile, funzionali fra manufatti
Crete e Val d’Orcia). rurali e paesaggio agrario, evitando la separazione fra edifi-
In particolare, va tutelata: (i) l’integrità percettiva e morfo- cio e fondo agricolo e privilegiandone il riuso in funzione di
logica della città di Siena quale fulcro territoriale di eccezio- attività connesse all’agricoltura.
nale valenza paesistica, per la sua collocazione dominante Indirizzo strategico per questi contesti è, inoltre, la tutela
di crinale e per le sue strette relazioni visuali e funzionali e valorizzazione del patrimonio connettivo storico costitu-
con il territorio rurale circostante; (ii) la sua struttura in- ito dalla viabilità matrice e dalle ferrovie, anche nell’ottica
sediativa d’impianto storico che si snoda lungo i percorsi a di una loro integrazione con una rete della mobilità dolce
raggiera, localizzati prevalentemente sui crinali sabbiosi, in per la fruizione delle risorse paesaggistiche dell’ambito; con
direzione dei territori del contado e delle principali polarità
esterne all’ambito (Arezzo, Firenze, Grosseto); (iii) le rela-
particolare riferimento alla ferrovia storica Asciano-Monte
Antico e le connesse stazioni.
3.3
zioni capillari con la fitta maglia rurale storica circostante,
punteggiata da numerose ville-fattoria e case coloniche.
Al tal fine è necessario evitare ulteriori processi di urba-
Monteroni d’Arbia, silos Monticiano, espansione residenziale (fonte AGEA-RT, 2010) nizzazione diffusi e concentrati nel territorio rurale e lungo
p. 39
colline di siena

Territorio Urbanizzato
Il carattere policentrico e reticolare dei sistemi insediativi, urbani e infrastrutturali
Invarianti strutturali

link: www.paesaggiotoscana.it/schede/AMB02-3III_insed.pdf scala originale 1:50.000


p. 40
piano paesaggistico
logo REGIONE TOSCANA
livello d’ambito

colline di siena
legenda estratto della carta del Territorio Urbanizzato in scala 1:50.000

Classificazione dei morfotipi urbani:


i tessuti della città contemporanea

TESSUTI URBANI A PREVALENTE FUNZIONE


RESIDENZIALE E MISTA
T.R.1. Tessuto ad isolati chiusi o semichiusi

Il carattere policentrico e reticolare dei sistemi insediativi, urbani e infrastrutturali


T.R.2. Tessuto ad isolati aperti e lotti residenziali isolati
T.R.3. Tessuto ad isolati aperti e blocchi prevalentemente
residenziali
T.R.4 Tessuto ad isolati aperti e blocchi prevalentemente
residenziali di edilizia pianificata
T.R.5. Tessuto puntiforme
T.R.6. Tessuto a tipologie miste
T.R.7. Tessuto sfrangiato di margine

TESSUTI URBANI o EXTRAURBANI A PREVALENTE


FUNZIONE RESIDENZIALE E MISTA - Frangie periurbane
e città diffusa
T.R.8 Tessuto lineare (a pettine o ramificato) aggregazioni
T.R.9 Tessuto reticolare o diffuso

TESSUTI EXTRAURBANI A PREVALENTE FUNZIONE


RESIDENZIALE E MISTA
T.R.10 Campagna abitata
T.R.11. Campagna urbanizzata
T.R.12 Piccoli agglomerati extraurbani

TESSUTI DELLA CITTA’ PRODUTTIVA E SPECIALISTICA


T.P.S.1. Tessuto a proliferazione produttiva lineare
T.P.S.2 Tessuto a piattaforme produttive – commerciali –
direzionali
T.P.S.3. Insule specializzate

Invarianti strutturali
T.P.S.4 Tessuto a piattaforme residenziale e turistico-ricettiva

La Carta del Territorio Urbanizzato rappresenta una ipotesi di


perimetrazione delle aree urbanizzate utilizzando un modello geo-
statistico per la illustrazione del quale si rimanda al capitolo relativo
alla metodologia generale della 3a Invariante a livello regionale.
Allo stesso capitolo si rinvia per le specificazioni normative relative
alla applicazione del metodo per la perimetrazione del territorio
urbanizzato a livello comunale.

3.3

link: criteri metodologici


p. 41
colline di siena
Descrizione strutturale come l’Abbazia di Monte Oliveto Maggiore e la Grancia di mente equipaggiati di corredo vegetazionale (morfotipi 11
3.4 I caratteri morfotipologici L’ambito comprende un territorio piuttosto diversificato nel Cuna. Nel territorio di Asciano e San Giovanni d’Asso, carat- e 15 nei pressi di Monteriggioni, Sensano, Abbadia a Isola,
dei sistemi agro ambientali quale è possibile riconoscere tre strutture paesistiche: la terizzato da una maggiore acclività dei versanti, importanti Toiano, Trecciano, Stigliano, Le Reniere).
prima coincide grossomodo con la Montagnola Senese e la processi erosivi hanno prodotto fenomeni di grande valore Le Crete senesi (morfotipo 5) hanno subito negli ultimi de-
dei paesaggi rurali Valle della Merse ed è definita dal corso del fiume e dal scenico e geologico come balze, calanchi, biancane, oggi in cenni un complesso di trasformazioni che hanno determina-
grande contrafforte montano della dorsale Monticiano-Roc- gran parte spianati a scopi agricoli. Generalmente debole to la perdita di alcuni elementi storicamente caratterizzanti.
castrada; la seconda è rappresentata dall’estesa area colli- l’infrastrutturazione paesaggistica ed ecologica, costituita In particolare la meccanizzazione dell’agricoltura ha com-
nare delle Crete Senesi, delimitata a ovest dalle propaggini dalle formazioni riparie presenti negli impluvi, dalle “bandi- portato semplificazione ed estensione della maglia agraria
della dorsale di Montalcino e a est dalla dorsale Rapolano- telle” (isole di bosco nel tessuto dei seminativi generalmen- legate da un lato alla rimozione di elementi della rete sco-
Monte Cetona; la terza struttura paesistica è costituita dal te collocate sui terreni a più forte pendenza), da siepi e filari lante resa possibile dall’approfondimento delle lavorazioni e
territorio delle colline di Siena e delle Masse della Berarden- posti a corredo di alcuni tratti viari. dal conseguente aumento della ritenuta d’acqua nei suoli,
ga, caratterizzato da aspetti tipici del paesaggio tradizionale Il tessuto paesistico tipico delle Crete si estende senza solu- dall’altro all’eliminazione di parti del corredo vegetazionale
criteri metodologici (LINK)
I caratteri morfotipologici dei sistemi agro ambientali dei paesaggi rurali

delle colture legnose. zione di continuità verso sud, nelle Valli dell’Orcia e dell’As- di strade, fossi, impluvi principali e delle tessere di coltivi
La Valle della Merse e la Montagnola Senese coincidono con so, simili per forma del rilievo e composizione geologica; promiscui che storicamente interrompevano la continuità
un territorio in gran parte dominato dal bosco, sporadica- mentre incontra significative discontinuità geomorfologiche dei seminativi estensivi. Sempre per favorire le lavorazioni
mente interrotto da isole coltivate a prevalenza di seminativi e colturali sugli altri lati, ovvero nelle dorsali di Montalcino, meccaniche dei terreni agricoli, biancane, calanchi e altri
tendenti alla rinaturalizzazione (morfotipo 3) o da mosaici di Rapolano-Monte Cetona e nelle colline di Siena e della fenomeni erosivi di grande valore paesistico sono stati pro-
complessi di assetto tradizionale (morfotipo 21), in genere Berardenga, caratterizzate queste ultime dalla prevalenza gressivamente spianati. Alla crisi della mezzadria degli anni
disposti attorno a piccoli borghi rurali isolati e compatti. Il delle colture legnose, in particolare degli oliveti, ora asso- sessanta si deve la riconversione di numerosi seminativi in
tessuto dei coltivi si fa più continuo ed esteso sui rilievi ciati ai seminativi (morfotipo 16), ora ai vigneti (morfotipo pascoli, che ha comportato la realizzazione di annessi e vo-
compresi tra la dorsale di Monticiano-Roccastrada e il con- 18). Qui il paesaggio mostra un’intelaiatura evidentemente lumetrie di servizio (stalle, fienili), non di rado impattanti
fine occidentale dell’ambito, dove le colline si addolciscono differente rispetto a quella delle Crete e della Montagnola: il sull’equilibrio percettivo del paesaggio.
nettamente e ospitano campi chiusi a seminativo e a prato sistema insediativo è denso e ramificato poiché storicamen- Nelle colline circostanti Siena e Castelnuovo Berardenga
(morfotipi 9 e 10), seminativi e oliveti tradizionali (morfotipo te legato a forme di sfruttamento agricolo del territorio più sono chiaramente riconoscibili due dinamiche diverse: l’in-
16), seminativi nudi estensivi sui suoli meno acclivi (morfo- simili alla mezzadria “classica” (non a caso nei dintorni di tera corona di coltivi che circonda Siena mostra un buon
Siena dalle Crete Senesi (photo © Andrea Barghi/VARDA) tipo 5). Nei fondovalle dei fiumi Feccia e Merse i seminativi, Siena e nel territorio comunale di Castelnuovo Berardenga grado di permanenza della maglia agraria storica, fitta e
Invarianti strutturali

salvo pochi tessuti a maglia fitta come quelli presenti in par- si concentra il maggior numero di ville), e la maglia agraria riccamente equipaggiata da elementi di corredo vegetazio-
te del Piano di Rosia (morfotipo 7), sono per lo più esito di appare ancora fitta o medio-fitta e riccamente equipaggiata nale, rete viaria minore, lembi di colture promiscue e con
processi di semplificazione della maglia agraria (morfotipo dal punto di vista del corredo vegetazionale, della rete della una prevalenza di oliveti associati ora ai seminativi (morfo-
6); in certe situazioni – per esempio verso Sovicille - sono viabilità poderale e interpoderale, in alcuni casi di quella tipo 16), ora ai vigneti (morfotipo 18). Nel territorio circo-
associati a espansione edilizia anche a carattere industriale. delle sistemazioni idraulico-agrarie di versante. stante Castelnuovo Berardenga la trasformazione del tes-
Mosaici a prevalenza di oliveto e vigneto (morfotipo 18) e Le aree di fondovalle della Merse, dell’Arbia e dell’Ombrone suto colturale ha teso a rimuovere, in più casi, elementi e
impianti di viticoltura specializzata associati a seminativi che sono occupate da seminativi semplificati dal punto di vista tratti strutturanti: prevalgono grandi impianti di viticoltura
rimpiazzano le colture promiscue tradizionali (morfotipo 15) della maglia agraria e della rete ecologica (morfotipo 6) e specializzata alternati a oliveti (morfotipo 18), organizzati
raccordano i fondovalle con i versanti collinari e le sommità sono talvolta interessate da processi di urbanizzazione ed all’interno di una maglia agraria ampia o medio-ampia, che
della Montagnola. espansione edilizia. hanno dato luogo a semplificazione del paesaggio e del
La dorsale di Montalcino a ovest e quella di Rapolano-Monte grado di connettività ecologica.
Cetona a est delimitano l’estesa compagine delle colline ar- Dinamiche di trasformazione Le aree di fondovalle presentano le dinamiche che com-
Le colline di Siena viste dal Chianti (Photo © Alex MacLean) gillose, occupate da seminativi estensivi a maglia medio- I rilievi collinari e montani compresi nel sistema della Valle portano le criticità maggiori: semplificazione della trama
ampia di impronta tradizionale (morfotipo 5), relazionati della Merse e della Montagnola Senese sono interessati da colturale (morfotipo 6) ed espansione edilizia a carattere
a un sistema insediativo rarefatto i cui elementi principali dinamiche di trasformazione eterogenee. Un primo fenome- residenziale, artigianale e produttivo, che producono erosio-
sono collocati prevalentemente in posizione di crinale o sul no è rappresentato dall’esaurimento delle pratiche agricole ne del territorio agricolo e compromissioni delle sue qualità
colmo dei poggi. Case sparse ed episodi edilizi minori sono e di manutenzione del bosco, che comporta espansione del- morfologiche e ambientali.
distribuiti nel paesaggio agrario secondo la maglia definita la vegetazione spontanea sui terreni abbandonati con rela-
dall’organizzazione del latifondo mezzadrile, che corrisponde tiva perdita di diversificazione paesistica ed ecologica. Tale Valori
a un appoderamento di tipo estensivo nell’ambito di grosse dinamica riguarda soprattutto le isole coltivate della Mon- La Valle della Merse e la Montagnola Senese presentano
concentrazioni fondiarie. Di grande valore estetico-percetti- tagnola e della dorsale montuosa Monticiano-Roccastrada aspetti di valore nelle piccole isole di coltivi per lo più di
vo la relazione tra tessuti coltivati a seminativo su morfolo- (morfotipi 3, 4 e 21). Le fasce di pedecolle che definiscono impianto tradizionale che interrompono la continuità del
gie per lo più addolcite e il profilo nettamente definito di in- il raccordo tra la Montagnola e le aree pianeggianti del Pian manto boschivo (morfotipo 21 nei pressi di Tegoia, Scalvaia,
sediamenti storici come Lucignano d’Arbia e Buonconvento, di Rosia e dei fondovalle della Merse e dell’Elsa, vedono una Lama, Il Palazzo, Cerbaia, Solaia) e in alcuni tessuti agricoli
aggregati rurali come quelli di Serravalle, della fattoria Piana consistente riconversione di colture tradizionali in vigneti a prevalenza di colture legnose posti a corona di nuclei sto-
Le “Crete Senesi” tra Taverne d’Arbia e Asciano
o della villa-fattoria Chigi-Saracini, complessi monumentali specializzati, alcuni dei quali disposti a rittochino e scarsa- rici come Chiusdino (morfotipo 16), Ciciano, Stigliano, San
p. 42 (Foto cisko66 - Licenza CC BY)
piano paesaggistico
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livello d’ambito

colline di siena
Lorenzo a Merse (morfotipo 12). Notevole, come elemento falde acquifere. Il primo fenomeno è concentrato soprat- in primo luogo al mantenimento dell’integrità del sistema
qualificante il paesaggio rurale, la presenza di emergenze tutto sulla dorsale Monticiano-Roccastrada e su quella della insediativo - composto da pochi nuclei accentrati collocati
storico-architettoniche come Monteriggioni, l’Abbazia di San Montagnola, territori marginali evidentemente caratterizzati sui supporti più stabili all’interno dei suoli argillosi - e del-
Galgano, la Pieve di San Giovanni a Sovicille. da spopolamento e scarsa redditività dei terreni, dovuta alla la scansione a maglia rada dell’edilizia rurale, impressa dal
Il territorio delle Crete rappresenta uno tra i paesaggi di loro difficile accessibilità e alla difficoltà di attuare una ge- latifondo mezzadrile. Notevolmente caratterizzante, all’in-
maggiore valore estetico-percettivo della regione, contrad- stione meccanizzata. La riconversione di coltivi tradizionali terno dell’orizzonte uniforme dei seminativi estensivi, è la
distinto da morfologie addolcite – in qualche caso brusca- in vigneti specializzati investe invece in particolare la fa- presenza delle corone di colture legnose che contornano
mente interrotte da spettacolari fenomeni erosivi (Asciano, scia pedemontana della Montagnola Senese (Monteriggioni, alcuni dei nuclei storici, che pertanto andrebbero mantenu-
San Giovanni d’Asso) – sulle quali si adagiano seminativi Sensano, Abbadia a Isola, Toiano, Trecciano, Stigliano, Le te. Processi di intensivizzazione colturale sia verso ulteriori
nudi a maglia medio-ampia, scarsamente equipaggiati dal Reniere) e le propaggini della dorsale di Montalcino, lungo monocolture cerealicole che verso la viticoltura specializza-
punto di vista del corredo vegetazionale, e sporadicamente il limite meridionale dell’ambito (tra Montepescini e Cam- ta andranno limitati, poiché alterano sensibilmente l’imma-
punteggiati da insediamenti storici come Lucignano d’Arbia polungo). È inoltre largamente presente nelle colline della gine del territorio delle Crete, comportano rimodellamenti

I caratteri morfotipologici dei sistemi agro ambientali dei paesaggi rurali


e Buonconvento, aggregati rurali come Serravalle, la fattoria Berardenga, al confine con il Chianti. dei terreni e delle importanti emergenze geomorfologiche
Piana o la villa-fattoria Chigi-Saracini, complessi monumen- Nel territorio delle Crete (morfotipo 5) le criticità maggio- (calanchi e biancane) che li caratterizzano, provocano sem-
tali come l’Abbazia di Monte Oliveto Maggiore e la Grancia ri dipendono da una gestione meccanizzata dell’agricoltura plificazione della maglia agraria e paesaggistica con la ri-
di Cuna. Nell’orizzonte ampio e aperto delle Crete spiccano, che ha teso a rimuovere alcuni elementi strutturanti il pa- mozione di siepi, boschetti (“banditelle”), tessere residue
come elementi strutturanti il paesaggio, i filari arborati che esaggio spianando calanchi, balze e biancane, rimuovendo di colture promiscue. Nel territorio di Siena e delle Masse
corrono lungo alcuni percorsi storici, le piccole corone di parti della rete scolante e del corredo vegetazionale della della Berardenga, più simile quanto a struttura paesistica e
colture legnose che circondano i nuclei edilizi rurali, le lin- trama dei coltivi e provocandone l’allargamento e la sem- tessuto colturale al confinante Chianti, gli orientamenti fon-
gue di vegetazione riparia presenti negli impluvi, le isole di plificazione. damentali saranno di preservare la leggibilità della relazione
bosco (“banditelle”) sparse nel tessuto dei seminativi. L’intero territorio collinare dell’ambito è inoltre sottoposto tra sistema insediativo storico e paesaggio agrario, attra-
Attorno a Siena si concentrano paesaggi agrari di grande a un’elevata pressione turistica e alla messa in atto di in- verso la tutela dell’integrità morfologica degli insediamenti
valore percettivo, testimoniale, ambientale, caratterizzati da terventi che non di rado danno luogo a effetti di criticità storici, la conservazione di una fascia di oliveti o di altre
una relazione stretta e strutturante tra sistema insediativo sul piano morfologico e ambientale: realizzazione di cam- colture d’impronta tradizionale nel loro intorno paesistico e
storico e tessuto dei coltivi, leggibile a più scale: da quella pi da golf (La Bagnaia, tra Sovicille e Monteroni d’Arbia) e lungo la viabilità di crinale, la manutenzione e, nel caso di
del grande nodo urbano che ha proiettato le proprie risorse di imponenti volumetrie ricettive, riconversione di elemen- ristrutturazioni agricole e fondiarie, la creazione di un mo-

Invarianti strutturali
economiche e culturali nel contado (Siena e i suoi contorni ti del patrimonio edilizio rurale in residenze a uso turistico saico agrario morfologicamente articolato e complesso. Le
coltivati), a quella delle numerosissime ville-fattoria presenti con conseguente separazione della proprietà dei terreni da colture d’impronta tradizionale andrebbero sostenute, come
in questa parte del territorio senese - e in quello di Caste- quella dei manufatti architettonici. pure la realizzazione di una maglia agraria media, ben in-
lnuovo Berardenga - come fulcri organizzatori del paesag- I fondovalle sono interessati da criticità tipiche di queste frastrutturata sul piano morfologico ed ecologico, nelle ri-
gio agrario, a quella delle case coloniche collocate ognuna aree: semplificazione e allargamento della maglia dei se- strutturazioni agricole. Tale indirizzo sarà fondamentale per
sul proprio podere. Densa e riccamente infrastrutturata la minativi (morfotipo 6), consumo di suolo agricolo dovuto i reimpianti viticoli o per nuovi vigneti specializzati.
maglia agraria, articolata in un mosaico di appezzamenti di alla realizzazione di nuove aree artigianali e industriali prive
piccola e media dimensione occupati da seminativi, oliveti, di una coerente integrazione con il contesto (insediamenti
piccoli vigneti (morfotipi 16 e 18). produttivi di Bellaria, La Macchia, Pian di Mori), e all’espan-
Nelle aree di fondovalle, interessate da fenomeni di sempli- sione urbana, come nel caso degli abitati di Rosia, Sovicille,
ficazione ecologica e paesaggistica, costituiscono elemento San Rocco a Pilli, Volte Basse e Carpineto.
di valore i tessuti colturali a maglia fitta ancora presenti in
certe parti dell’ambito (morfotipo 7 nei pressi del Piano di Indirizzi per le politiche
Rosia). Il paesaggio dell’ambito si presenta notevolmente diversifi-
cato, sia sul piano dell’immagine paesistica, che dei valori
Criticità e delle criticità legati a ogni specifico assetto territoriale.
Due le principali criticità che riguardano il territorio della Per la porzione sud-occidentale (coincidente con la Mon-
Montagnola Senese e della Valle della Merse: l’espansione tagnola Senese e la valle della Merse) gli indirizzi saranno
della vegetazione spontanea e del bosco sulle isole coltivate fondamentalmente finalizzati ad arginare i processi di ab-
immerse nel bosco (morfotipi 3, 4 e 21), e la realizzazio- bandono delle attività agrosilvopastorali e a conservare gli
ne di grandi impianti di vigneti specializzati inseriti all’in-
terno di tessuti monocolturali (morfotipo 11), associati a
importanti sistemi colturali tradizionali presenti. Un’oculata
gestione forestale dovrà tutelare i boschi di valore patrimo-
3.4
oliveti (morfotipo 18) o a seminativi (morfotipo 15), che niale e contrastare l’espansione delle successioni seconda-
possono produrre allargamento della maglia agraria, sem- rie sui terreni in stato di abbandono. Il sistema territoriale
plificazione ecologica e paesaggistica, rischio erosivo e di delle Crete rappresenta un’eccellenza paesaggistica uni-
dilavamento dei versanti, in alcuni casi inquinamento delle versalmente riconosciuta. Qui gli indirizzi dovranno mirare
p. 43
colline di siena
05. morfotipo dei
morfotipi delle colture seminativi semplici a
Morfotipi rurali erbacee maglia medio-ampia di
impronta tradizionale

03. morfotipo dei


seminativi tendenti alla
rinaturalizzazione in
contesti marginali
I caratteri morfotipologici dei sistemi agro ambientali dei paesaggi rurali

Questo tipo di paesaggio è ca-


ratterizzato dalla predominan-
za del seminativo semplice e
del prato da foraggio, da una
maglia agraria ampia di tipo
Il morfotipo è contraddistinto tradizionale e dalla presen-
dalla prevalenza di seminativi za di un sistema insediativo
interessati da processi di rina- a maglia rada. Ha un grande
turalizzazione e posti in contesti valore estetico-percettivo dato
marginali, per lo più montani e dall’associazione tra morfologie
collinari. Il paesaggio mostra i addolcite, orizzonti molto estesi
segni sia dell’allargamento o coltivati a seminativo, valori lu-
della cancellazione della maglia ministici prodotti dal particolare
agraria preesistente sia quel- cromatismo dei suoli, episodi
li di un abbandono colturale edilizi isolati.
avanzato, riconoscibile nella
presenza di alberi sparsi, ve-
getazione arbustiva e boscaglia
che ricolonizzano i terreni.
Invarianti strutturali

04. morfotipo dei


seminativi semplificati in 06. morfotipo dei
aree a bassa pressione seminativi semplificati di
insediativa pianura o fondovalle

Il morfotipo è contraddistinto Il morfotipo è caratterizzato da


dalla prevalenza di seminativi una maglia agraria di dimensione
a maglia semplificata in medio-ampia o ampia esito di
contesti montani e collinari operazioni di ristrutturazione
periferici rispetto alle grandi agricola. Rispetto alla maglia
trasformazioni insediative tradizionale, presenta caratteri
e paesaggistiche. Nella di semplificazione sia ecologica
maggioranza dei casi, siamo che paesaggistica. Il livello di
in presenza di un’agricoltura infrastrutturazione ecologica è
ancora vitale tipica di certi generalmente basso. È spesso
contesti collinari in cui la associato a insediamenti
relativamente contenuta di recente realizzazione,
semplificazione paesaggistica localizzati in maniera incongrua
non si è associata, se non rispetto alle regole storiche del
occasionalmente, a ingenti paesaggio.
fenomeni di diffusione
insediativa ed erosione dello
spazio rurale.
link: www.paesaggiotoscana.it/schede/AMB14-3IV_morfo.pdf
p. 44
piano paesaggistico
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livello d’ambito

colline di siena
10. morfotipo dei campi 20. morfotipo del mosaico
07. morfotipo dei chiusi a seminativo e a 16. Morfotipo del colturale complesso a
seminativi a maglia fitta di prato di pianura e delle 12 morfotipo seminativo e oliveto maglia fitta di pianura e
pianura o fondovalle prime pendici collinari dell’olivicoltura prevalenti di collina delle prime pendici collinari

I caratteri morfotipologici dei sistemi agro ambientali dei paesaggi rurali


Il morfotipo è caratterizzato Il morfotipo è caratterizzato da Il morfotipo copre generalmente Il morfotipo è tipico delle aree Il morfotipo è caratterizzato
dalla presenza quasi esclusiva una maglia agraria ben leggibile, versanti e sommità delle colline collinari ed è caratterizzato dall’associazione di colture
di colture erbacee e da una scandita dalla presenza di siepi mentre, nei contesti montani, è dall’alternanza di oliveti e legnose ed erbacee in
maglia agraria regolare e fitta, che si dispongono, nell’assetto presente solo sulle pendici delle seminativi. Talvolta vigneti appezzamenti di piccola
con appezzamenti di superficie originario, lungo i confini dei dorsali secondarie. A seconda di dimensione variabile si o media dimensione che
contenuta di forma allungata campi. Questa particolare del tipo di impianto, i paesaggi inframmettono tra le colture configurano situazioni di
e stretta e spesso orientati se- configurazione può essere sia dell’olivicoltura si distinguono prevalenti. La maglia agraria mosaico agricolo. Conservano
condo le giaciture storiche che espressione di una modalità in olivicoltura tradizionale è medio-fitta e articolata, con un’impronta tradizionale nella
consentivano un efficace smalti- di sfruttamento agricolo terrazzata, olivicoltura campi di dimensione contenuta densità della maglia che è fitta
mento delle acque. Può trovarsi del territorio storicamente tradizionale non terrazzata e confini tra gli appezzamenti o medio-fitta, mentre i coltivi
associato ad assetti insediativi consolidata, sia esito di in genere caratterizzata piuttosto morbidi. Il bosco, storici possono essere stati
poco trasformati o all’interno di fenomeni di rinaturalizzazione da condizioni che rendono sia in forma di macchie che di sostituiti da colture moderne
contesti caratterizzati da note- derivanti dall’espansione di siepi possibile la meccanizzazione, e formazioni lineari, diversifica (piccoli vigneti, frutteti, colture
vole diffusione insediativa. ed elementi vegetazionali su olivicoltura moderna intensiva. significativamente il tessuto dei orticole). I tessuti interessati da
terreni in stato di abbandono. coltivi. questo morfotipo sono tra le
tipologie di paesaggio agrario
che caratterizzano gli ambiti
periurbani.

Invarianti strutturali
09. morfotipo dei campi 21. morfotipo del mosaico
chiusi a seminativo e morfotipi specializzati 15. morfotipo 18. morfotipo del mosaico colturale e particellare
a prato di collina e di delle colture arboree dell’associazione tra collinare a oliveto e complesso di assetto
montagna seminativo e vigneto vigneto prevalenti tradizionale di collina e di
montagna

11. morfotipo della


viticoltura

Il morfotipo è dato dalla combi- Il morfotipo è presente su Il morfotipo è presente per


nazione tra aree a seminativo e morfologie collinari addolcite o lo più in ambiti collinari ed è Il morfotipo è costituito da isole
a prato-pascolo in cui è leggibi- su superfici pianeggianti ed è caratterizzato dall’alternanza di coltivi tradizionali disposte at-
le l’organizzazione della maglia caratterizzato dall’associazione tra vigneti e oliveti, variamente torno ai nuclei abitati e immerse
a “campi chiusi” con filari, siepi, tra colture a seminativo e a vi- inframmezzati da superfici nel bosco in contesti montani o
boschi poderali e alberi isolati. Si tratta di zone specializzate a gneto, esito di processi recenti boscate. Si distinguono alto-collinari. L’aspetto caratte-
Può essere sia espressione di vigneto, nella quasi totalità dei di ristrutturazione agricola e infatti situazioni in cui la rizzante è la stretta connessio-
una modalità di utilizzazione casi esito di recenti operazioni paesaggistica. Le tessere colti- maglia agraria è fitta, con ne tra nucleo storico insediato e
agricola del territorio conso- di ristrutturazione fondiaria e vate si alternano in una maglia appezzamenti di dimensione intorno coltivato che appaiono
lidata, sia esito di fenomeni agricola. La maglia degli ap- di dimensione medio-ampia o contenuta, e situazioni in cui la reciprocamente dimensionati
di rinaturalizzazione derivanti pezzamenti è ampia e, in certi ampia nella quale i vigneti sono maglia è media o anche ampia. e interrompono la continuità
dall’espansione di siepi ed ele-
menti vegetazionali su terreni
in stato di abbandono.
casi, equipaggiata da un cor-
redo vegetale. Nei casi in cui
l’infrastrutturazione ecologica è
sempre di impianto recente e
hanno rimpiazzato le colture
tradizionali.
I confini tra gli appezzamenti
sono in genere articolati e
morbidi e seguono le sinuosità
del manto boschivo. La ma-
glia agraria è fitta e articolata
e spesso equipaggiata di siste-
3.4
assente sono presenti notevoli del terreno. Possono essere mazioni idraulico-agrarie.
criticità dal punto di vista della presenti sia appezzamenti
biodiversità e della connettività condotti in maniera tradizionale
ecologica, oltre che degli aspet- che sistemi colturali moderni.
ti morfologici e idrogeologici.
link: abaco regionale dei morfotipi rurali
p. 45
colline di siena
Variazioni dell’uso del suolo fra 1830 e 1960 Variazioni dell’uso del suolo fra 1960 e 2006
I caratteri morfotipologici dei sistemi agro ambientali dei paesaggi rurali

uso del suolo 1960 uso del suolo 2006


Invarianti strutturali

differenza di percentuale sulla superficie di ciascuna sezio-


ne catastale, per classi di coltura fra la copertura dell’uso
del suolo fra i dati del Catasto Generale della Toscana e
quelli della carta CNR/TCI

p. 46
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piano paesaggistico
REGIONE TOSCANA ambito 14
livello d’ambito colline di siena

Interpretazione di sintesi 4
colline di siena
dagli ampi orizzonti dei seminativi estensivi tipici dei suoli nessione (Frassini-Chiusdino-Ciciano; Montinciano). Piccoli la dorsale Rapolano-Monte Cetona e che prosegue fino alla
4.1 Patrimonio territoriale argillosi, da un sistema insediativo a maglia rada che com- borghi, castelli, abbazie scandiscono la rete della viabilità direttrice per Chiusi (la Siena–Bettolle - ex SS326). Nel
e paesaggistico prende elementi di grande valore storico ed estetico-percet- storica (Via francigena tra San Gimignano, Colle Val d’El- cuore delle Crete, compreso tra il fondovalle dell’Arbia e le
tivo, e da fenomeni erosivi talvolta spettacolari (calanchi, sa, Monteriggioni a Siena; passaggio dell’antica Massetana, colline di Castelnuovo Berardenga-Rapolano, l’insediamen-
balze). Il territorio delle Colline di Siena e delle Masse della principale percorso di connessione con Siena e la costa). Il to rurale è molto rarefatto, con episodi edilizi posti preva-
Berardenga definisce il terzo tipo di paesaggio, all’interno patrimonio territoriale di questa parte dell’ambito è arric- lentemente sul colmo dei poggi o dei crinaletti secondari,
del quale un mosaico agricolo a prevalenza di colture le- chito anche dalla particolare morfologia e dagli interessanti secondo il tipico ordine impresso dal latifondo mezzadrile
gnose in parte d’impronta tradizionale, si combina con un complessi carsici superficiali e ipogei tipici della Montagnola (appoderamento di tipo estensivo nell’ambito di grosse con-
sistema insediativo denso e ramificato, punteggiato di ville Senese (cui si associano importanti habitat e specie vegetali centrazioni fondiarie). Di grande valore estetico-percettivo e
e case coloniche e dominato dalla straordinaria emergenza endemiche): le grotte di “Buca dei Campacci”, “Buca del testimoniale la relazione tra tessuti agro-pascolivi a maglia
storico-architettonica ed estetico-percettiva di Siena. Borro”, “Grotta dell’Ugola”, “Chioma di Berenice”, “Grotta ampia e il profilo netto e definito di alcuni insediamenti sto-
del Balcone” e “Grotta dei Pozzoni”. rici (Lucignano d’Arbia e Buonconvento), degli aggregati ru-
criteri metodologici (LINK)
Il tratto caratterizzante il paesaggio della Montagnola rali (Serravalle, fattoria Piana, villa-fattoria Chigi-Saracini) e
Senese e della Valle della Merse è la predominanza del- La seconda struttura paesistica che è possibile riconosce- dei complessi monumentali (Abbazia di Monte Oliveto Mag-
la copertura boschiva, composta da latifoglie, castagneti, re chiaramente nell’ambito comprende l’estesa compagine giore, la Grancia di Cuna). Notevoli sono pure le valenze
rimboschimenti, sclerofille e macchie, e talvolta interrotta collinare delle Crete Senesi, delimitata a ovest dalle colline naturalistiche comprese in parte del territorio delle Crete, in
da residue aree aperte e agricole di particolare interesse di Murlo e a est dalla dorsale Rapolano-Monte Cetona. Il particolare in corrispondenza dei nodi degli agroecosistemi
paesaggistico e naturalistico. Un nodo forestale primario territorio delle Crete rappresenta uno dei paesaggi di mag- della zona interna o limitrofa al Sito Natura 2000 di “Monte
molto esteso occupa gran parte della dorsale Monticiano- giore pregio dell’intera regione, in special modo dal punto Oliveto Maggiore e Crete di Asciano” (con la presenza di
Roccastrada, mentre nodi secondari di dimensioni più ridot- di vista estetico-percettivo. I suoli argillosi che costituiscono seminativi e pascoli mosaicati con formazioni forestali e con
Il patrimonio territoriale e paesaggistico è dato dall’insieme
te sono localizzati sulla Montagnola Senese. Boschi mesofili il supporto geomorfologico prevalente in quest’area, ma- il caratteristico habitat di interesse regionale delle biancane
delle strutture di lunga durata prodotte dalla coevoluzione
e di forra ricchissimi di specie anche a carattere relittuale si teriali quasi impermeabili e facilmente erodibili, hanno con- del senese) e nelle Crete di Camposodo (anche se caratte-
fra ambiente naturale e insediamenti umani. L’individuazio-
saldano spesso con formazioni boschive planiziali e ripariali formato colline di modesta estensione e rilievo, dalle forme rizzate dalla prevalenza di colture cerealicole e dalla natura
ne dei caratteri patrimoniali scaturisce dall’esame della con-
interpretazione di sintesi

presenti nei fondovalle e lungo le sponde dei Fiumi Merse alquanto arrotondate, inserite in una trama data dal reticolo relittuale delle biancane).
sistenza e dei rapporti strutturali e paesaggistici intercor-
e Farma e del reticolo idrografico minore. Le accentuate idrografico, molto denso e fortemente gerarchizzato in un
renti fra le quattro invarianti: il sistema insediativo storico, il
Patrimonio territoriale e paesaggistico

pendenze, i suoli poco fertili e la rocciosità di quest’area modello dendritico. Sfavorevoli alle colture arboree, le ar- Il territorio delle Colline di Siena e delle Masse della Berar-
supporto idrogeomorfologico, quello ecologico e il territorio
le conferiscono l’aspetto di una grande quinta boscosa, in gille hanno ospitato storicamente cereali e pascoli che de- denga definisce significative discontinuità di natura geomor-
agroforestale. Esito di questo processo è la “rappresentazio-
certi punti insediata e coltivata, e che contrasta nettamente finiscono orizzonti uniformi estremamente ampi ed estesi, fologica, colturale, insediativa rispetto a quello delle Crete e
ne valoriale” dell’ambito da cui emergono elementi e strut-
con il paesaggio del bacino pliocenico senese. Il tessuto dei solo raramente interrotti da elementi vegetazionali di ori- della Montagnola Senese. Un complesso sistema radiale di
ture complesse di particolare pregio, che svolgono un ruolo
coltivi si presenta più continuo ed esteso nella parte più gine naturale o antropica (formazioni riparie presenti negli percorsi, che uscendo da Siena la collegavano storicamente
determinante per il mantenimento e la riproduzione dei ca-
occidentale dell’ambito, al confine con le Colline Metallifere impluvi, isole di bosco dette “banditelle” collocate sui terreni al suo contado (Masse-Beradenga, Montagnola-Val di Merse,
ratteri fondativi del territorio. La descrizione del patrimonio
(rilievi di Monticiano e Chiusdino), dove i suoli si addolcisco- a più forte pendenza, filari arborati posti a corredo di alcuni Crete eValdorcia) e alle principali polarità regionali (Arezzo,
territoriale e paesaggistico dell’ambito mette a sistema gli
no nettamente e ospitano qualche insediamento storico e tratti viari, siepi arbustive e arboree a segnare il confine Firenze, Grosseto), innerva il territorio. Lungo queste strade
elementi strutturali e valoriali delle quattro invarianti.
aree agricole dalle elevate valenze naturalistiche, attribuibili degli appezzamenti, piccole corone di colture legnose poste si trovano allineati i principali borghi di origine medievale:
ai nodi della rete ecologica per la presenza di seminativi attorno ai nuclei edilizi rurali). Fenomeni erosivi talvolta di Monteriggioni; Sovicille e Rosia, sulla strada di connessione
Il territorio dell’ambito racchiude paesaggi estremamente
e pascoli riccamente equipaggiati da una rete di elementi grande effetto scenografico (balze e calanchi) interrompono Arezzo-Siena (SS n.73 bis Senese-Aretina); Sant’Andrea a
diversificati relativamente agli aspetti geomorfologici, alla
vegetali lineari e puntuali (siepi, siepi alberate, boschetti, bruscamente le morfologie addolcite delle Crete, come nel Montecchio e San Rocco a Pilli, sulla strada di connessione
forma e alla scansione del sistema insediativo, alla preva-
alberi camporili, vegetazione ripariale, ecc.). Oliveti e coltivi territorio di Asciano e San Giovanni d’Asso, caratterizzato da Siena-Grosseto (via Grossetana-ex SS n. 223 di Paganico);
lenza della copertura forestale o di tessuti agricoli, al tipo
promiscui sono più rari e in genere disposti a corona di una maggiore acclività dei versanti. Alcune di queste forma- Colonna del Grillo e Castelnuovo Berardenga, sulla SP n.
di colture caratterizzanti, alla presenza di una rete di infra-
piccoli borghi storici isolati e compatti (Chiusdino, Ciciano, zioni sono inserite all’interno di Siti Natura 2000 (“Crete di 484; Monteliscai, San Giovanni a Cerreto e San Giovanni,
strutturazione rurale più o meno articolata. Le relazioni che
Stigliano, San Lorenzo a Merse). Nelle zone montane e alto Camposodo e di Leonina”, “Monte Oliveto maggiore”, “Crete sulla SP n. 408 di Montevarchi; Querciagrossa sulla SR n.
legano reciprocamente questi aspetti hanno dato luogo a
collinari della Montagnola Senese sono frequenti ambienti di Asciano”) e caratterizzate da preziosi habitat di interesse 222 via Chiantigiana. Suoli caratterizzati da elevata fertilità
strutture paesistiche dotate di una notevole coerenza inter-
agricoli in via di rinaturalizzazione mentre più in basso, sulle regionale per le importanti specie vegetali e animali presenti combinati con morfologie piuttosto acclivi hanno permesso
na, che le rende riconoscibili ancora oggi malgrado il portato
aree che raccordano versanti collinari e fondovalle, vigneti (“Biancane del senese”). La natura geomorfologica dei suoli lo sviluppo di un sistema fortemente orientato alle colture
delle modificazioni occorse. La prima struttura coincide con
specializzati – alternati a oliveti e seminativi a maglia ampia e la scarsità di risorse idriche hanno limitato notevolmen- arboree e promiscue, in particolare oliveti, ora associati ai
la Montagnola Senese e con parte della Valle della Merse, e
– tendono a rimpiazzare le colture tradizionali. Il sistema te le opportunità di insediamento. I centri principali (Isola seminativi ora ai vigneti. L’intelaiatura del paesaggio rurale
definisce un territorio densamente boscato, sporadicamen-
insediativo vede la gran parte dei nuclei principali disporsi d’Arbia, Ponte a Tressa, Cuna, Monteroni d’Arbia, Lucignano si contraddistingue per una maglia agraria ancora fitta o
te interrotto da tessuti agro-pascolivi, attraversato da un
nella fascia pedecollinare che affaccia sulla valle del fiume d’Arbia, Ponte d’Arbia e Buonconvento) sono sorti in epoca medio-fitta, riccamente equipaggiata dal punto di vista del
importante sistema fluviale e torrentizio costituito dai fiumi
Merse (Sovicille, Rosia, Torri, Stigliano, Brenna, Orgia, San medievale lungo il percorso matrice che si è sviluppato nel corredo vegetazionale, della rete della viabilità poderale e
Merse, Farma e dai loro affluenti. La seconda struttura pa-
Lorenzo a Merse), mentre sui rilievi più occidentali e su fondovalle dell’Arbia, che ha accolto anche importanti com- interpoderale, e, in alcuni casi, di quella delle sistemazioni
esaggistica è l’estesa area collinare delle Crete Senesi, de-
quelli della Montagnola Senese trovano storicamente col- plessi religiosi, ospedali, stazioni di posta. Da esso si diparte idraulico-agrarie di versante. Il sistema insediativo rurale è
limitata a ovest dalle propaggini della dorsale di Montalcino
locazione centri di crinale localizzati lungo i percorsi di con- un sistema di viabilità trasversale disposta a pettine verso denso e ramificato, poiché storicamente legato a forme di
p. 48 e a est dalla dorsale Rapolano-Monte Cetona, caratterizzata
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sfruttamento agricolo del territorio più simili alla mezzadria
“classica”. Da segnalare, attorno alla città Siena, il sistema
di paesaggi agrari di straordinario valore percettivo, testi-
moniale e ambientale caratterizzato da una relazione stretta
e strutturante tra sistema insediativo storico e tessuto dei
coltivi. Tale relazione è leggibile non solo alla scala del gran-
de nodo urbano (Siena e i suoi contorni coltivati), ma anche
con riferimento alle numerosissime ville-fattoria presenti in
questa parte del territorio senese e in quello di Castelnuovo
Berardenga, e alla rete delle case coloniche collocate ognu-
na sul proprio podere.

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Patrimonio territoriale e paesaggistico
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link: www.paesaggiotoscana.it/schede/AMB14-4I_patrim.pdf
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in vigneti specializzati (inseriti all’interno di tessuti mono- re (particolarmente negativi su aree ofiolitiche); processi principali infrastrutture viarie, spesso con tendenza alla sal-
4.2 Criticità colturali o associati a oliveti e seminativi), dinamica parti- di frammentazione delle formazioni forestali nel paesaggio datura o alla saturazione degli spazi interclusi: la SS Siena
colarmente intensa lungo la fascia pedemontana della Mon- agricolo intensivo delle colline plioceniche; ripercussioni – Bettolle (tra Siena e la stazione di Castelnuovo B.ga), la
tagnola Senese (Monteriggioni, Sensano, Abbadia a Isola, negative sul livello di biodiversità per riduzione e perdita SR n. 2 Cassia (tra Siena e Monteroni d’Arbia e presso Buon-
Toiano, Trecciano, Stigliano, Le Reniere), le propaggini della delle piccole aree agricole tradizionali immerse nelle matrici convento). Consistenti dinamiche di crescita urbana (con
dorsale di Montalcino, le aree pianeggianti del Pian di Ro- forestali (dorsale montuosa Monticiano-Roccastrada) e per tendenza alla saldatura) sono rilevabili, inoltre, lungo la SP
sia e dei fondovalle della Merse e dell’Elsa, lungo il limite l’abbandono di castagneti da frutto (Montagnola Senese). n. 73 (zona a sud-ovest di Siena), ad opera di piattaforme
meridionale dell’ambito (tra Montepescini e Campolungo), industriali (soprattutto del settore farmaceutico) e al polo
nelle colline della Berardenga (al confine con il Chianti). Di Spostando l’attenzione verso la risorsa acqua (in particolare, aeroportuale, ad interessare la Pianura di Rosia, una vasta
minor entità, la seconda tipologia di riconversione, da semi- gli ecosistemi fluviali) le principali criticità sono rappresen- area agricola di particolare interesse per le risorse naturali-
nativi a pascoli, con diffusione e realizzazione di annessi e tate da una generale scarsità di risorse idriche, dalla ridotta stiche, paesaggistiche e idriche. Come spesso accade, allo
volumetrie di servizio (stalle, fienili), non di rado impattanti qualità delle acque, dallo sviluppo di attività agricole (anche sviluppo delle infrastrutture stradali va poi a sommarsi il ne-
criteri metodologici (LINK)
sull’equilibrio percettivo del paesaggio. intensive) in aree di pertinenza fluviale (risaie), dall’altera- gativo “effetto barriera” causato, nel caso in oggetto, dalla
zione della vegetazione ripariale e del continuum trasver- Superstrada Firenze–Siena (e relativa tangenziale), dalla SS
Le criticità sono intese come le dinamiche o le pressioni che Riconversione di coltivi tradizionali in vigneti specializzati si- sale e longitudinale dei corsi d’acqua, dalla realizzazione di n. 73 Siena-Bettolle, dalla SR n. 2 Cassia (realizzazione di
alterano le qualità e le relazioni del patrimonio territoria- gnifica, a sua volta, incremento della gestione meccanizzata periodiche attività di pulizia delle sponde, dalla presenza di un nuovo asse di scorrimento veloce) e, soprattutto, dalla
le pregiudicandone la riproducibilità. Individuate mediante dell’agricoltura, principale causa di rimozione di importanti attività estrattive, di discariche di cava e di miniera. Criticità SS n. 223 Siena–Grosseto (interessata dai lavori per il rad-
l’esame dei rapporti strutturali intercorrenti fra le quattro in- elementi storicamente strutturanti il paesaggio: crete, balze presenti, soprattutto, lungo i fiumi Arbia, Ombrone, Merse doppio dell’asse stradale a 4 corsie). Di una certa entità,
varianti in linea con la definizione di patrimonio territoriale, e biancane, di straordinario valore paesistico ed identitario, e nel reticolo idrografico della Piana di Rosia (caratterizzata infine, i processi di espansione urbana delle frazioni e dei
sono formulate, generalmente, come relazioni tra il sistema risultano progressivamente e sistematicamente, spianate. da importanti risorse idriche sotterranee). nuclei posti a corona di Siena (con tessuti misti - residenziali
insediativo storico, il supporto idrogeomorfologico, quello La meccanizzazione dell’agricoltura ha contribuito, inoltre, e produttivi - sviluppati lungo gli assi stradali in uscita dal
ecologico e il territorio agroforestale. Le criticità dell’ambito ad una notevole semplificazione/estensione della maglia Il quadro di criticità (soprattutto per quel che riguarda i con- capoluogo), principale causa della scomparsa di importanti
completano quelle contenute negli abachi, validi per tutto il agraria legata, da un lato, alla rimozione di elementi della testi collinari e fluviali) risulta ulteriormente aggravato da paesaggi agricoli periurbani (tra Asciano e Rapolano e per
interpretazione di sintesi

territorio regionale, e integrano gli ‘indirizzi’ contenuti nella rete scolante (resa possibile dall’approfondimento delle la- pressioni dovute allo sviluppo dell’industria estrattiva, con le zone di Badesse e Castellina Scalo - area strategica anche
scheda d’ambito, relativi a ciascuna invariante. vorazioni e dal conseguente aumento della ritenuta d’acqua la presenza di ampi bacini marmiferi (Montagnola Senese) per il collegamento ecologico tra i boschi della Montagnola
nei suoli), dall’altro all’eliminazione di parti del corredo ve- e di travertino (Rapolano), oltre che diffusi siti estrattivi di senese e quelli del Chianti).
Dinamiche di trasformazione eterogenee, con fenomeni che getazionale di strade, fossi, impluvi principali e delle tesse- materiale alluvionale (cave di inerti) nelle aree di pertinenza
si muovono - spesso - in direzioni opposte, caratterizzano re di coltivi promiscui, che storicamente interrompevano la fluviale (ad interessare, perfino, siti di interesse naturalisti-
buona parte dell’ambito delle Colline di Siena. Un complesso continuità dei seminativi estensivi. co e paesaggistico), con pesanti ripercussioni ambientali (si
ed articolato sistema di criticità riconducibile ad una serie di veda, ad esempio, il caso della cava di Brenna sulle sponde
fenomeni, così sintetizzabile. Il sistema di calanchi, balze e biancane è leggibile (anche) del fiume Merse).
in termini di criticità, e ci pone di fronte ad una questione
In primo luogo, modifica e intensificazione delle attività agri- fondamentale, che prende la forma di un “conflitto” tra esi- Fenomeno di un certo peso, con - non di rado – significative
cole, processi legati, soprattutto, alla diffusione di impianti di genze diverse. Da un lato, quella di tutelare forme caratte- ripercussioni sul piano morfologico e ambientale, è ricon-
vigneti specializzati, con conseguenze dirette e significative ristiche e straordinarie, dall’altro la necessità di contenere ducibile alla crescente pressione turistica che caratterizza
sul sistema di emergenze geomorfologiche e naturalistiche i processi di erosione del suolo (l’intera area del Bacino se- l’ambito. Da segnalarsi, in particolare: la realizzazione di
di eccezionale pregio (crete e biancane). Ripercussioni (per nese e dei bacini limitrofi è particolarmente soggetta a tale campi da golf (La Bagnaia, tra Sovicille e Monteroni d’Ar-
Criticità

semplificazione, perdita, frammentazione), altresì, sulla rete rischio), allo scopo di conservare la risorsa e di non sovrac- bia) con annesse volumetrie ricettive, la riconversione di
di elementi vegetali relittuali, sugli agroecosistemi di pregio, caricare un sistema idrologico con aspetti di criticità. elementi del patrimonio edilizio rurale in residenze a uso
sulle superfici forestali (prima interrotte da colture a mag- turistico, con conseguente separazione della proprietà dei
giore permeabilità ecologica o da incolti e prati pascolo). Il repertorio delle criticità comprende, inoltre, fenomeni terreni da quella dei manufatti architettonici.
Una criticità di particolare peso anche quando si realizza di espansione della superficie boschiva e della vegetazio-
in aree agricole con residuali funzioni di connettività ecolo- ne spontanea, dinamiche concentrate soprattutto lungo la Il significativo tasso di consumo di suolo, dovuto prevalen-
gica tra nuclei o zone forestali, con riferimento soprattutto dorsale della Montagnola e su quella di Monticiano-Rocca- temente allo sviluppo dell’urbanizzato residenziale (Rosia,
ai paesaggi agricoli dell’alta Valle del fiume Ombrone, tra strada, territori ad elevato rischio spopolamento in quanto Sovicille, San Rocco a Pilli, Volte Basse e Carpineto) e ar-
Asciano e Rapolano Terme (collegamento tra le superfici bo- marginali e di scarsa redditività (difficile accessibilità, diffi- tigianale/industriale (insediamenti di Bellaria, La Macchia,
schive collinari di Rapolano e gli elementi forestali mosaicati coltà ad attuare una gestione meccanizzata dei terreni). Pur Pian di Mori), rappresenta la principale criticità dei territori
nelle colline plioceniche) o tra Buonconvento e le colline di riscontrando un sensibile aumento dei livelli di naturalità, la di fondovalle. Tale dinamica ha determinato la riduzione/
Befa (di collegamento con le aree forestali di Murlo). progressiva crescita della superficie forestale comporta una semplificazione degli ambienti agricoli tradizionali e dei ca-
serie di problematiche, così sintetizzabile: perdita di diver- ratteristici mosaici, l’allargamento della maglia dei semina-
Modifica e intensificazione delle attività agricole significa, sificazione paesistica ed ecologica delle aree alto collinari tivi, la perdita di naturalità delle aree di pertinenza fluviale.
sempre più di frequente, riconversione di coltivi tradizionali e montane; elevata presenza di rimboschimenti di conife- Sono da segnalare, altresì, intense urbanizzazioni lungo le
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Criticità
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REGIONE TOSCANA ambito 14
livello d’ambito colline di siena

Disciplina d’uso 5
colline di siena
delle principali polarità (Arezzo, Firenze, Grosseto) e dei interpoderale, corredo vegetazionale, sistemazioni idraulico- rispetto ai valori storici di riferimento;
5.1 Obiettivi di qualità territori del contado (Masse-Berardenga, Montagnola-Val agrarie) in termini di integrità e continuità e favorire la • salvaguardando le visuali panoramiche che traguardano
e direttive di Merse, Crete e Val d’Orcia), nonché la continuità tra conservazione delle colture d’impronta tradizionale; gli insediamenti storici, i rapporti di reciproca intervisibili-
l’insediamento, le aree coltivate situate nelle valli inter- tà e le valenze percettive legate alla presenza di elementi
poste e adiacenti al circuito murario, e il tessuto agricolo 1.6 - favorire nei nuovi impianti e per i reimpianti di viticoltura di corredo arboreo attorno a emergenze storico-architet-
circostante articolato in un mosaico di appezzamenti oc- specializzata (con particolare riferimento al territorio di toniche e lungo tratti di viabilità fondativa.
cupati da seminativi, oliveti e piccoli vigneti e punteggia- Castelnuovo Berardenga), la creazione di una maglia agraria
to da numerose ville-fattoria e case coloniche; e paesaggistica di scala media articolata e diversificata, 2.2 - tutelare la maglia rada della struttura insediativa
• evitando i processi di urbanizzazione concentrati e diffu- attraverso il mantenimento e la riqualificazione di una rete storica caratteristica del latifondo mezzadrile e le relazioni
si lungo la viabilità principale (con particolare attenzione di infrastrutturazione rurale continua (data dal sistema morfologiche, percettive e, ove possibile, funzionali fra
all’asse Siena-Firenze in direzione di Monteriggioni, alla della viabilità di servizio e dal corredo vegetazionale), la manufatti rurali e paesaggio agrario, contenendo i processi
Siena-Bettole in direzione Castelnuovo Berardenga e alla realizzazione ove possibile di confini degli appezzamenti di deruralizzazione dell’edilizia storica e di dispersione delle
criteri metodologici (LINK)
Cassia verso Monteroni d’Arbia) e secondaria (con riferi- che assecondano le curve di livello e il contenimento di volumetrie connesse agli agriturismi e, fermo restando
mento ai tessuti residenziali isolati lungo le strade provin- fenomeni erosivi; le esigenze funzionali, perseguendo modalità di corretto
Gli obiettivi di qualità, indicati di seguito, riguardano la tutela ciali di Montevarchi e Monteaperti quali Ponte a Bozzone, inserimento paesaggistico dei manufatti di servizio all’attività
e la riproduzione del patrimonio territoriale dell’ambito. Gli San Giovanni a Cerreto, Pianella, San Piero), evitando lo 1.7 - tutelare e valorizzare la rete dei percorsi e delle agricola;
obiettivi di ambito sono individuati mediante l’esame dei sfrangiamento del tessuto urbano, anche attraverso la infrastrutture storiche anche prevedendo la sua integrazione
rapporti strutturali intercorrenti fra le quattro invarianti, riqualificazione del margine della città e il mantenimento con una rete di mobilità dolce per la fruizione delle risorse 2.3 - preservare, per il loro valore fortemente identitario nel
in linea con la definizione di patrimonio territoriale: sono, dei varchi inedificati esistenti, e contrastando interven- paesaggistiche dell’ambito. contesto dell’ambito, la permanenza dei seminativi nudi e
perciò, formulati, generalmente, come relazioni tra il ti edilizi che possano ostacolare la fruizione visiva da e di calanchi, crete e biancane, e delle residue isole di bosco
sistema insediativo storico, il supporto idrogeomorfologico, verso Siena; storicamente note come “banditelle”, limitando gli effetti
quello ecologico e il territorio agroforestale; completano gli Obiettivo 2 negativi dei processi di intensificazione delle attività agricole
obiettivi contenuti negli abachi, validi per tutto il territorio 1.2 - mantenere la leggibilità della struttura insediativa di Tutelare i caratteri strutturanti il attraverso:
regionale, e integrano gli ‘indirizzi’ contenuti nella scheda, crinale, evitando nuove espansioni che alterino l’integri- paesaggio delle Crete Senesi connotato da • la tutela integrale delle residue forme erosive (partico-
relativi a ciascuna invariante. tà morfologica e percettiva dei centri e nuclei storici (con straordinari valori estetico-percettivi dati larmente rilevanti nel territorio di Asciano e San Giovan-
particolare riferimento a Castelnuovo Berardenga), nonché dall’associazione tra morfologie addolcite, ni d’Asso), l’interdizione di interventi di rimodellamento
la loro relazione con il supporto geomorfologico; tutelare, uniformità dei seminativi nudi, rarefazione morfologico (anche se a fini agricoli), messa a coltura o
Obiettivo 1 altresì, le visuali panoramiche che traguardano tali insedia- del sistema insediativo, nonché da trasformazione in altra destinazione di calanchi e bianca-
Tutelare i valori paesaggistici della città di importanti testimonianze storico-culturali e
Obiettivi di qualità e direttive

menti e i rapporti di reciproca intervisibilità; ne, la creazione di fasce di rispetto destinate ad attività
Siena, del suo territorio e delle Masse della da significative emergenze geomorfologiche a basso impatto;
disciplina d’uso

Berardenga, costituiti dalle relazioni tra un 1.3 - tutelare l’integrità morfologica e architettonica degli e naturalistiche • l’interdizione alla creazione e all’ampliamento di campi da
sistema insediativo denso e ramificato di aggregati minori e dei manufatti edilizi di valore storico/ golf, al fine di evitare imponenti rimodellamenti dei suoli
centri, nuclei ed emergenze storico-culturali testimoniale o di carattere tradizionale (pievi, borghi e Direttive correlate che alterano l’identità dei luoghi e gli equilibri idrogeo-
disposti sui crinali, il mosaico tradizionale fortificazioni, ville-fattoria, case coloniche) e la relazione tra Gli enti territoriali e i soggetti pubblici, negli strumenti della morfologici;
delle colture arboree improntato questi e il loro intorno territoriale; pianificazione, negli atti del governo del territorio e nei piani • l’introduzione di elementi di diversificazione paesaggi-
dall’ordinamento mezzadrile e un di settore, ciascuno per propria competenza, provvedono a: stica ed ecologica (corredo vegetazionale della maglia
complesso sistema di valori geomorfologici 1.4 - tutelare le relazioni fra viabilità storica e supporto agraria, zone tampone rispetto al reticolo idrografico,
ed ecologici geomorfologico, assicurando che eventuali modifiche del 2.1 - tutelare l’integrità morfologica e percettiva del sistema “banditelle”) con particolare riferimento alle direttrici di
tracciato stradale posto sulle dorsali mantengano una insediativo storico, costituito da centri, nuclei, complessi di connettività da ricostituire e da riqualificare (individuate
Direttive correlate posizione di crinale e si adattino alla morfologia del terreno. valore architettonico-testimoniale (Asciano, San Giovanni nella Carta della rete ecologica), alle aree di pertinenza
Gli enti territoriali e i soggetti pubblici, negli strumenti della Tutelare e riqualificare le relazioni tra viabilità storica e d’Asso, Rapolano, Lucignano d’Arbia, Buonconvento, i fluviale e ai terrazzi ghiaiosi con particolare riferimento
pianificazione, negli atti del governo del territorio e nei piani territorio agricolo mediante la conservazione o ricostituzione complessi di matrice rurale di Serravalle, della fattoria Piana, alle aree classificate come corridoi ecologici fluviali da
di settore, ciascuno per propria competenza, provvedono a: del corredo arboreo, dei manufatti minori, delle opere di della villa-fattoria Chigi-Saracini, l’abbazia di Monte Oliveto riqualificare (individuati nella Carta della rete ecologica);
sostegno; Maggiore e la Grancia di Cuna):
1.1 - tutelare l’integrità percettiva e morfologica della città • evitando nuove espansioni al di fuori del territorio urba- 2.4 - sostenere, nelle aree coltivate delle Colline dei bacini
di Siena quale fulcro territoriale di eccezionale valenza 1.5 - tutelare la complessità della maglia agraria d’impronta nizzato, sui versanti e nelle aree di fondovalle, contrastan- neo-quaternari ad argille dominanti e a litologie alternate
paesistica ed esempio paradigmatico della regola storica mezzadrile, riqualificare i contesti interessati da fenomeni do la saldatura lungo gli assi infrastrutturali (con partico- (individuate nella Carta dei sistemi morfogenetici), pratiche
dei centri di crinale strettamente connessi con il paesaggio di semplificazione, banalizzazione e perdita degli assetti lare attenzione alle urbanizzazioni nella valle dell’Arbia/ conservative dei suoli rispetto ai fenomeni erosivi, quali
rurale: paesaggistici tradizionali, mantenere e promuovere la Ombrone lungo la via Cassia, quali isola d’Arbia, Ponte a la riduzione dello sviluppo delle unità colturali nel senso
• preservando la struttura insediativa d’impianto storico diversificazione colturale data dall’alternanza tra oliveti, Tressa, Cuna, Monteroni d’Arbia e Buonconvento) e pre- della pendenza, la massima copertura del suolo negli
che si snoda lungo i percorsi a raggiera in uscita, loca- vigneti, seminativi e macchie di bosco, conservare disponendo forme di riqualificazione degli interventi edi- avvicendamenti, il mantenimento di appropriati sistemi di
lizzati prevalentemente sui crinali sabbiosi, in direzione l’infrastruttura rurale storica (viabilità poderale e lizi non correttamente inseriti nel contesto o dissonanti gestione delle acque di deflusso;
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colline di siena
2.5 - tutelare le aree tartufigene per il valore agricolo, anche sviluppando politiche per la riattivazione di economie Obiettivo 5
economico e storico-culturale di questa produzione di agrosilvopastorali; Razionalizzare e migliorare i livelli di
eccellenza, tradizionalmente legata ad alcuni contesti, anche sostenibilità ambientale delle attività
preservando i paesaggi naturali nei quali sono inserite. 3.4 - preservare le aree boscate a prevalenza di castagneti, estrattive marmifere e dei relativi impianti
boschi mesofili misti e pinete con particolare riferimento di lavorazione nella Montagnola Senese,
ai nodi primari e secondari della rete ecologica forestale dei vasti bacini estrattivi di travertino della
Obiettivo 3 individuati nella carta della rete ecologica (comprensivi delle zona di Rapolano e delle cave situate nelle
Tutelare l’elevato valore paesistico, Riserve Naturali Tocchi e dellAlto Merse) anche attraverso il aree di pertinenza fluviale
naturalistico e idrogeologico del territorio mantenimento e il miglioramento dei livelli di maturità delle
della Montagnola, dei rilievi di Monticiano matrici forestali e la conservazione dei castagneti da frutto; 5.1 - valorizzare le produzioni marmifere di pregio ed evitare
e dell’alta valle del Merse, attraversato la realizzazione di nuove attività estrattive, recuperando i
dall’importante sistema idrografico dei fiumi 3.5 - preservare i valori paesistici e storico-culturali di siti dismessi e le aree di discarica e favorendo la graduale
Merse e Farma, e favorire il mantenimento significative emergenze culturali quali l’Abbazia di San chiusura delle cave situate all’interno di Aree protette o Siti
del mosaico di coltivi e pascoli che Galgano, Monteriggioni, la Pieve di San Giovanni a Sovicille natura 2000.
interrompono la copertura forestale e dei nuclei storici di Chiusdino, Ciciano, Stigliano, San
Lorenzo a Merse contornati da piccole isole di coltivi per lo
Direttive correlate più di impianto tradizionale che interrompono la continuità
Gli enti territoriali e i soggetti pubblici, negli strumenti della del manto boschivo;
pianificazione, negli atti del governo del territorio e nei piani
di settore, ciascuno per propria competenza, provvedono a: 3.6 - contenere i processi di urbanizzazione e consumo
di suolo al di fuori del territorio urbanizzato nelle aree di
3.1 - Tutelare il sistema di aree carsiche della Montagnola pertinenza fluviale del fiume Merse, nella pianura di Pian di
(Collina Calcarea individuata nella carta dei Sistemi Rosia e nella relativa fascia pedecollinare, limitando ulteriori
Morfogenetici), a cui soggiace un sistema di acquiferi di espansioni degli insediamenti residenziali e produttivi
importanza strategica a livello regionale, attraverso: (anche attraverso la loro riconversione in “aree produttive
• la prevenzione dei processi di impermeabilizzazione delle ecologicamente attrezzate”) e salvaguardando i varchi
superfici di ricarica delle falde; inedificati.
• la gestione dei sistemi di drenaggio delle aree urbaniz-

Obiettivi di qualità e direttive


zate;
Obiettivo 4

disciplina d’uso
• la tutela delle superfici boscate, pascolive e di quellle col-
tivate a bassa intensità; Garantire la permanenza e la riproduzione
• il miglioramento della sostenibilità delle attività estratti- delle risorse geotermali, nonché la
ve; preservazione dei valori estetico-percettivi
ad esse legate
3.2 - migliorare la qualità ecosistemica complessiva degli
ambienti fluviali e il loro grado di continuità ecologica 4.1 - salvaguardare i valori scenografici dei numerosi
trasversale e longitudinale, riducendo i processi di affioramenti presenti con particolare riferimento a Rapolano
artificializzazione degli alvei, delle sponde e delle aree e Petriolo, anche attraverso una corretta gestione del ciclo
di pertinenza fluviale, con priorità per l’area classificata delle acque dalle sorgenti agli stabilimenti termali e agli
come corridoio ecologico fluviale da riqualificare nella impluvi naturali;
Carta della rete ecologica, e migliorando la compatibilità
ambientale degli interventi di gestione della vegetazione 4.2 - individuare zone di rispetto delle sorgenti termali
ripariale; migliorare, altresì, per gli ecosistemi fluviali, i livelli ove limitare gli emungimenti; programmare forme di
qualitativi e quantitativi delle risorse idriche, con particolare valorizzazione turistica sostenibile e predisporre piani di
riferimento al fiume Ombrone e alla Merse; gestione complessiva delle attività termali in grado di
tutelare anche le importanti emergenze geomorfologiche e
3.3 - arginare i processi di abbandono e rinaturalizzazione naturalistiche legate alle risorse geotermali.
del mosaico agrosilvopastorale composto da semimativi e
pascoli a campi chiusi, riccamente infrastrutturati dal punto
di vista paesistico ed ecologico, che costituiscono il vasto 5.1
nodo della rete degli agroecosistemi compreso tra Chiusdino
e Monticiano (individuato nella Carta della rete ecologica), p. 59
disciplina d’uso

p. 60
Norme figurate (esemplificazioni con valore indicativo)

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livello d’ambito

colline di siena
legenda
Beni paesaggistici

disciplina d’uso
Beni paesaggistici
5.3
link: SCHEDE DI VINCOLO REGIONALI
p. 61