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BAUKUH CASA DELLA MEMORIA

BAUKUH CASA DELLA MEMORIA

FOTOGRAFIE DI /
PHOTOGRAPHS BY

STEFANO GRAZIANI

A+MBOOKSTORE
La Casa della memoria è il segno architettonico di The House of Memory is the architectural symbol of a
una consapevolezza storica e civile che è sempre historical and civil consciousness that has always been
stata propria di Milano. Milano non dimentica. Mai. characteristic of Milan. Milan does not forget. Ever. For
Nel bene e nel male la memoria è un dato collettivo good or ill remembering is a collective act that unites
che unisce la comunità ambrosiana nella sua volontà the city’s community in its determination to look to the
di guardare al futuro senza ripetere gli errori del future without repeating the mistakes of the past. The
passato. L’edificio rosso all’ombra del nuovo skyline red building in the shadow of the new skyline of Porta
di Porta Nuova è nato volutamente come una Nuova was created deliberately as a house in which to
casa dove coltivare questo futuro. Gli spazi aperti, cultivate this future. Its open spaces, intended primarily
destinati anzitutto al confronto e al lavoro delle as places in which people can meet and work, are
persone, sono pensati come spazi di democrazia, conceived as spaces of democracy, available for study,
aperti allo studio, alla condivisione, al dibattito. sharing and debate. Even memory needs innovation:
Anche la memoria necessita di innovazione: la the Resistance, the fight against terrorism, the conflict
Resistenza, la lotta contro il terrorismo, il contrasto with organized crime should not be fossilized in the
alle mafie, non devono essere ingessati nella dimension of a museum. They ought on the contrary
dimensione museale. Devono al contrario essere to be living phenomena, whose memory is built on
fenomeni vivi, la cui memoria si edifica sul lavoro e the work and the study of each generation that enters
sullo studio delle generazioni che si affacciano alla public life. The building in the Isola district provides a
vita pubblica. A tutto questo dà accoglienza l’edificio home for all this: the book documents with care and
del Quartiere Isola: il libro ne documenta con enthusiasm its genesis, design and construction. It is
attenzione e passione la genesi, la progettazione up to us now to make more and more alive a House of
e la realizzazione. Sta a noi ora rendere sempre Memory that belongs to everyone and is for everyone.
sempre viva una Casa che è di tutti e per tutti. For it is a memory that we wish to remain at the heart
Per una memoria che vogliamo rimanga il cuore of our understanding and to act as a stimulus of our
dei nostri intendimenti e lo stimolo delle nostre future prospects.
prospettive.

Giuseppe Sala Giuseppe Sala


Sindaco di Milano Mayor of Milan

In copertina: Casa della memoria, facciata sud.


In quarta di copertina: Casa della memoria, facciata nord.
Cover illustration: House of Memory, south elevation.
Backcover: House of Memory, north elevation.
Indice / Contents

Filippo Del Corno 9


Premessa / Foreword

Ada Lucia De Cesaris 11


Come abbiamo costruito la Casa della
memoria / How We Built the House of
Memory

David Bidussa 15
La Casa della memoria e il racconto della
storia / The House of Memory and the
Narration of History

Davide Desiderio 23
Una casa di mattoni / A Brick House

baukuh 27
Disegni / Drawings

Howard Burns 55
Memoria storica, memoria architettonica /
Historical Memory, Architectural Memory

Jean-Louis Cohen 61
Il caso della memoria / Il caso della
memoria

Kersten Geers 67
Quasi tutto / Almost Everything

Stefano Graziani 73
Fotografie / Photographs

Associazioni / Associations 113

Giovanna Silva 116


Fotografie / Photographs
28 29
30 31
34 35
42 43
Memoria storica, memoria architettonica
Howard Burns

27 36-37 48-49 La Casa della memoria è una risposta efficace e inventiva al programma
baukuh, Casa della memoria, cartiglio baukuh, Casa della memoria, pianta baukuh, Casa della memoria, facciata presentato dal bando di concorso pubblicato nel 2011 per architetti con
baukuh, House of Memory, title block primo piano, scala 1:120 ovest, scala 1:120 meno di 40 anni. Il programma definiva gli spazi, il sito e le funzioni: “un
baukuh, House of Memory, first-floor plan, baukuh, House of Memory, west façade, edificio pubblico, avente una superficie utile pari a circa 2.000 mq, de-
28-29 scale 1:120 scale 1:120 stinato ad ospitare le sedi di alcune delle associazioni che conservano la
Piante del piano terra di Orsanmichele, memoria della conquista della libertà e della democrazia nel nostro Paese
Firenze; Scuola di Santa Maria della 38-39 50-51 oltre a spazi dedicati al quartiere Isola”.1 Le associazioni coinvolte nel pro-
Misericordia, Venezia; Scuola Grande di baukuh, Casa della memoria, pianta baukuh, Casa della memoria, facciate getto e ora collocate all’interno dell’edificio sono importanti custodi della
San Rocco, Venezia e Kornhaus, Berna secondo piano, scala 1:120 nord e sud, scala 1:120 memoria, e svolgono questa funzione con le loro attività e attraverso le
Ground-floor plans of Orsanmichele, baukuh, House of Memory, second-floor baukuh, House of Memory, north and pubblicazioni, le biblioteche e gli archivi ospitati nell’edificio. Il concorso
Florence; Scuola di Santa Maria della plan, scale 1:120 south façades, scale 1:120 venne vinto da baukuh; la costruzione è stata completata ad aprile 2015.
Misericordia, Venice; Scuola Grande di Le risorse a disposizione per il progetto di baukuh erano limitate, im-
San Rocco, Venice and Kornhaus, Bern 40-41 52 ponendo così soluzioni e materiali semplici, una necessità di cui baukuh
baukuh, Casa della memoria, pianta terzo baukuh, Casa della memoria, dettaglio ha fatto virtù, attribuendo forza, semplicità e coerenza alle strutture e alle
30-31 piano, scala 1:120 della facciata, scala 1:100 superfici.
baukuh, Casa della memoria, progetto di baukuh, House of Memory, third-floor baukuh, House of Memory, detail of the Il progetto, oltre ad accogliere le associazioni e a fornire spazi per
concorso (2011), scala 1:500 plan, scale 1:120 façade, scale 1:100 incontri pubblici, conferenze, rappresentazioni e mostre, si cala con gran-
baukuh, House of Memory, competition de attenzione nel contesto. L’edificio accetta l’obbligato allineamento con
design (2011), scale 1:500 42-43 53 la struttura urbana di via Confalonieri e delle strade attigue, con i loro
baukuh, Casa della memoria, sezione baukuh, Casa della memoria, schema di palazzi residenziali del tardo Ottocento e primo Novecento alternati a
32 longitudinale, scala 1:120 posa per la realizzazione delle immagini generici edifici del dopoguerra. Verso sud si trova un giardino pubblico
baukuh, Casa della memoria, baukuh, House of Memory, longitudinal di facciata e a ovest nuove strutture di grande impatto, tra cui l’iconico Bosco Verti-
cronoprogramma section, scale 1:120 baukuh, House of Memory, scheme used cale progettato da Stefano Boeri per COIMA SGR. La presenza di questi
baukuh, House of Memory, calendar to lay the images of the façade vicini significava che la nuova arrivata avrebbe dovuto manifestare il suo
44-45 carattere pubblico e speciale, usando l’architettura e il trattamento delle
33 baukuh, Casa della memoria, sezioni facciate per esprimere la propria identità e per rendersi allo stesso tempo
baukuh, Casa della memoria, pianta del trasversali, scala 1:120 visivamente compatibile con il contesto. Inoltre, lo spazio aperto a sud
contesto baukuh, House of Memory, cross- attribuisce all’edificio un’ampia visibilità, consentendogli di essere visto da
baukuh, House of Memory, site plan sections, scale 1:120 lontano come un tutto, come un palazzo rinascimentale su una piazza.
La spiccata personalità della Casa della memoria e il suo ruolo di cen-
34-35 46-47 tro aperto al pubblico, monumento dimesso e testimonianza sono chia-
baukuh, Casa della memoria, pianta baukuh, Casa della memoria, facciata est, ramente annunciati dalle sue facciate. L’edificio è una semplice scatola di
piano terra, scala 1:120 scala 1:120 20 x 35 m, alto 17,5 m. La sua altezza si mette in relazione con i vecchi edi-
baukuh, House of Memory, ground-floor baukuh, House of Memory, east façade, fici residenziali lungo le strade adiacenti. Il coronamento funziona visiva-
plan, scale 1:120 scale 1:120 mente come una specie di cornice inversa, inclinata all’interno invece che
aggettante all’esterno, che riprende le convenzionali cornici degli edifici 1 http://www.zonaisola.it/file/
storici presenti nell’area. Le facciate si articolano in lisce bande verticali e bando-di-concorso-per-la-casa-della-
orizzontali. Gli elementi orizzontali echeggiano le fughe prospettiche del- memoria.

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le cornici e le suddivisioni orizzontali degli edifici storici vicini. Le paraste il visitatore dell’edificio ai tre livelli che accolgono gli uffici, la sala lettura e
e le trabeazioni semplificate della Casa della memoria ricordano l’artico- i depositi dell’archivio, ma aggiunge un ulteriore livello di monumentalità
lazione astratta del Palazzo Alberini di Raffaello a Roma, l’esterno della all’interno, richiamando attenzione e intensificando le qualità dello spazio.
Biblioteca Laurenziana di Michelangelo, la Loggia dei Banchi di Vignola a La Casa della memoria è interessante in quanto edificio che contiene
Bologna, la biblioteca del Trinity College disegnata da Wren a Cambridge – in maniera efficace e accogliente – documenti che mantengono viva la
e anche il lavoro di Mies van der Rohe all’IIT. Questi paralleli con facciate memoria e organizzazioni che studiano un momento chiave nel passato
rinascimentali e neoclassiche sembrano essere il risultato di un’affinità di italiano (e anche europeo e globale). Per questo motivo la Casa della me-
intenti formali e di sensibilità, piuttosto che di un esplicito programma moria è per definizione un monumento, una struttura che rammemora.
d’imitazione. Lungo la base delle facciate corre un “podio” decorato con Ma l’edificio svolge tale compito in maniera non retorica: non è un mo-
motivi astratti, analogo al podio a pannelli ispirati all’opus reticolatum nel- derno martyrium, né un cenotafio, né un tentativo di evocare emozioni
la facciata del Palazzo Rucellai di Alberti. Le “paraste” e le “trabeazioni” forti attraverso forme architettoniche, come i monumenti e i musei de-
servono a inquadrare pannelli figurativi, con ritratti e intere scene legate Michelangelo Buonarroti, Biblioteca dicati all’Olocausto commentati da Jean-Louis Cohen in questo volume.
alla storia milanese della Resistenza e del dopoguerra, analoghi alle scene Laurenziana, Firenze, 1519-1534, vista Al contrario dichiara con originalità di essere uno speciale tipo di edificio,
dipinte sulle facciate rinascimentali. dal cortile / Michelangelo Buonarroti, per cui non ci sono tipologie di riferimento: una casa della memoria. Con
Queste immagini, basate su fotografie contemporanee, usano mat- Biblioteca Laurenziana, Florence, 1519- immagini esposte all’esterno, inquadrate da elementi architettonici, è for-
toni di differenti colori come pixels; i materiali costruttivi elementari coin- 1534, view from the courtyard se più vicina, nello spirito se non nella forma, ad antiche strutture egizie
cidono così con il medium artistico. L’immagine generale dell’edificio è con rilievi storici o agli archi trionfali, alle colonne monumentali romane
contemporanea, e questa impressione è rafforzata dall’uso di finestre di o all’Ara Pacis (anch’essa articolata da paraste) – tutte strutture della me-
dimensioni differenti e distribuite asimmetricamente, in base alle esigen- moria, non tombe o mausolei. È interessante che due grandi architetti
ze di luce all’interno. L’origine tradizionale delle facciate decorate con – Michelangelo e Wren – usarono semplici paraste senza capitelli per
scene figurative, paragonabile (come osserva Jean-Louis Cohen) all’uso scandire l’esterno delle loro biblioteche, che come tutte le biblioteche
di immagini-manifesto sulla facciata della Casa del Fascio, marca la dif- sono naturalmente case della memoria, scegliendo, come baukuh, una
ferenza tra la Casa della memoria e gli edifici circostanti, e produce così monumentalità combinata all’economia e alla semplicità.
interesse e curiosità. Le immagini annunciano l’edificio come deposito e Un’ultima osservazione. La Casa della memoria non è solo la casa del-
monito di memoria, che contiene documenti e archivi; l’edificio ad ogni la memoria della Resistenza e della Liberazione. É una casa, consciamente
modo non cerca di usare l’architettura per evocare direttamente gli or- e inconsciamente, di memoria architettonica. I suoi abili e colti progettisti
rori, l’eroismo e la liberazione finale del periodo che celebra. L’interno, ci dicono di essere stati incoraggiati nel loro lavoro da Orsanmichele, dal-
come sottolineato dagli stessi architetti, fa un uso esplicito e pertinente la Scuola di San Rocco e dalla scala bramantesca del Belvedere. E anche
di forme e strategie architettoniche del passato. L’idea di una grande sala se forse non hanno mai esplicitamente pensato alla Biblioteca Laurenzia-
aperta al piano terra richiama quella delle Scuole veneziane – confrater- na, all’Ara Pacis e a Palazzo Rucellai, questi edifici devono certamente aver
nite paragonabili al Rotary club o simili organizzazioni contemporanee, avuto parte nella loro immaginazione. L’architettura, come la letteratura,
tanto per le funzioni caritatevoli quanto per la capacità di stabilire reti di considerata come vocabolario, tipologia, principi, strategie e anche sem-
relazioni. Questi edifici estremamente costosi avevano una grande aula al plici soluzioni o predilezioni, è un’arte e una cultura unitaria, in cui passato
piano terra; lo spazio destinato al gruppo dirigente era sopra, collegato e presente si incontrano e collaborano continuamente. Il linguaggio, la
da una scala monumentale. Un altro parallelo suggerito da baukuh è con grammatica e i generi di ogni periodo sono presenti nelle nostre menti
Orsanmichele a Firenze, una grande loggia pubblica al livello della strada, in entrambi i campi, consciamente o inconsciamente, a volte come chiari
originariamente usata come mercato delle granaglie, con un altare mo- ricordi di lavori visti o letti, a volte come impressioni rammentate a metà, a
numentale e al di sopra due livelli destinati a immagazzinare il grano della volte semplicemente come echi di echi, dove la fonte originaria non è più
città. È interessante notare che nel 1569 il livello più in alto fu adattato per a fuoco. Cercare di fare o di fare esperienza delle architetture oggi come
ospitare l’archivio notarile pubblico. Il piano terra di Orsanmichele, come se non avessero – o non dovessero avere – nulla a che fare con quelle
quello della Casa della memoria, è diviso in sei settori quadrati definiti del passato sarebbe svilente e assurdo. Scoraggerebbe o impedirebbe la
dalla posizione dei pilastri che reggono il solaio. creazione di lavori così originali, contemporanei e ricchi di memoria come
In un angolo, sottolineata dall’uso della vernice gialla, c’è la scala prin- la Casa della memoria di baukuh.
cipale, che sale a spirale avvitandosi attorno alla colonna dell’ascensore.
Questo sorprendente elemento dinamico, una specie di cavatappi infila-
to in un vano rettangolare in contrasto con il suo ambiente ortogonale,
ha anch’esso un chiaro precedente rinascimentale, la rampa elicoidale di
Bramante nel Cortile del Belvedere in Vaticano. Non solo la scala conduce

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Historical Memory, Architectural Memory cession of cornices and horizontal divisions on the nearby older apartment
Howard Burns buildings. The House of Memory’s simplified pilasters and entablatures re-
call the abstract articulation of Raphael’s Palazzo Alberini in Rome, the exte-
rior of Michelangelo’s Biblioteca Laurenziana, Vignola’s Loggia dei Banchi in
Bologna, Wren’s Library at Trinity College in Cambridge and even Mies van
der Rohe’s work at IIT. These parallels with Renaissance and neo-classicising
façades seem to be the result of a similarity in visual intention and sensibility
rather than of an explicit programme of imitation. A lower ‘podium’ zone is
established on the façades, decorated with abstract patterns and resembling
the podium with panels imitating opus reticulatum on the façade of Alberti’s Christopher Wren, Biblioteca del
The House of Memory is an imaginative and effective response to the pro- Palazzo Rucellai. The ‘pilasters’ and ‘entablatures’ serve to frame figural pan- Trinity College, Cambridge, 1676-1695
gramme set out in the documentation governing the competition of 2011, els, with portraits and entire scenes relating to the Resistance and Milanese vista dal cortile / Christopher Wren,
open to architects aged forty or under. The programme defined the space, post-war history, analogous to the paintings on Renaissance façades. These Library at Trinity College, Cambridge,
the site and the function: ‘a public building, with functional spaces equal to images are based on contemporary photographs using bricks of different 1676-95, detail of the façade
about 2,000 square metres, to accommodate the headquarters of associ- colours as pixels; basic building material and artistic medium are thus the
ations which conserve the memory of the conquest of liberty and democ- same. The overall appearance of the building is contemporary, and this im-
racy in our country in addition to spaces dedicated to the Isola quarter’1 of pression is reinforced by the use of different sizes of asymmetrically placed
Milan. The associations involved, now installed in the building, are important windows, located in relation to interior lighting needs.
conservators of memory, exercising this function with their members, their The traditional roots of the building’s articulated façades with their fig-
activities, publications, libraries and archives, in and from the space provided urative decoration, comparable (as Jean-Louis Cohen notes) to the use of
in the building. The competition was won by baukuh; construction of the poster-like images on the façade of the Casa del Fascio, defines the building
House of Memory was completed in April 2015. as different from those around it, arousing interest and curiosity. The images
The budget was limited in baukuh’s design, imposing simplicity of solu- announce the building as a preserver and reminder of memory, containing
tions and materials, a necessity which baukuh transformed into a virtue, giv- records and archives; the building, however, does not in itself seek to use ar-
ing strength, simplicity and coherence to structure and surfaces. chitecture directly to evoke the horrors and heroism and ultimate liberation
In addition to the need to house the associations and provide space for of the period it recalls.
public gatherings, lectures, performances or exhibitions, the design showed The interior, as the architects themselves point out, also makes explic-
a sensitivity to the site. This required an alignment with the urban grid and it, pertinent use of historical architectural forms and strategies. The idea
with Via Confalonieri and neighbouring streets with their late 19th-/early of a large open hall at ground level is comparable to that of the Venetian
20th-century residential palazzi, interspersed with undistinguished post- Scuole, which were confraternities, comparable to Rotary clubs and simi-
war buildings. Towards the south there is a public garden and to the west lar organisations today in both their networking and charitable roles. These
some very prominent new structures including the eye-catching Bosco Ver- very costly buildings had a large lower hall; the committee room was above,
ticale designed by Stefano Boeri for COIMA SGR. The House of Memory’s reached by monumental stairs. Another parallel which baukuh mentions is
architectural neighbours meant that this new arrival needed to assert its with Orsanmichele in Florence; a great public loggia below, originally used
own public and particular character, using architecture and the treatment as the grain market, containing a monumental altar, while the city’s grain was
of the façade to declare its distinctness at the same time as achieving vi- stored on the two floors above. It is an interesting coincidence that the vast
sual compatibility with its surroundings. The open green area to the south uppermost level was in 1569 adapted to house the public Notarial Archives!
moreover gives the building high visibility, enabling it to be viewed from a The ground level of Orsanmichele, like the House of Memory, is also divided
distance and as a whole, like a Renaissance palazzo on a piazza. into six square sectors, defined by the placing of the piers which support
The distinct personality of the House of Memory and its character as the vault.
a centre open to the public, a low-profile monument and an affirmation of In a corner sector, and emphasized by the use of yellow paint, are the
memory is clearly announced on its façades. The building is a simple box, main stairs, which spiral upwards around the lift shaft. This dynamic, surpris-
measuring 20 x 35 m, with a height of 17.5 m. Its height relates it to the older ing element, a corkscrew in a squarish cork, in contrast with its orthogonal
apartment buildings on neighbouring streets. The treatment of the top of context, also has a clear Renaissance precedent, Bramante’s spiral ramp in
the building functions visually as a sort of reversed cornice, sloping inwards the Cortile del Belvedere of the Vatican. Not only do these stairs lift the
rather than projecting outwards, but reflecting the conventional cornices of 1 http://www.zonaisola.it/file/bando- visitor or user of the building to the three upper levels which house offices,
older structures in the area. The façades are articulated by smooth vertical di-concorso-per-la-casa-della- a study room and archival storage, but they add a further level of monumen-
and horizontal bands. The horizontal elements echo the perspectival re- memoria. tality to the interior, enhancing and calling attention to its spatial qualities.

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The House of Memory is notable as a building which is a functional and Il caso della memoria
welcoming container of organisations and records which maintain memory Jean-Louis Cohen
and research relating to a key moment in the past of Italy (and Europe and
the world). It is furthermore in itself a monument, a structure which com-
memorates. But it does so in an unrhetorical way: it is not a modern martyri-
um, nor a cenotaph, nor an attempt to evoke strong emotions through ar-
chitectural forms, as in the holocaust monuments and museums mentioned
by Jean-Louis Cohen. It instead declares, clearly and originally, that it is a dis-
tinct sort of building, for which no clear typology exists: a house of memory.
With images displayed on the exterior, framed by architectural elements, it
is perhaps closest in spirit if not in form to ancient Egyptian structures with “Architettura e memoria”: in un breve testo pubblicato trent’anni fa
historical reliefs or to Roman triumphal arches, monumental columns or the su VIA, il Journal of the Graduate School of Fine Arts della University of
Ara Pacis (also articulated with pilasters) – all of them memory structures, Pennsylvania, Umberto Eco si interrogava su questo binomio. Ricordava
not tombs or mausoleums. It is interesting that two great architects – Mi- la frequenza di metafore spaziali nel linguaggio psicologico, dove figu-
chelangelo and Wren – used simple pilaster strips without capitals to articu- rano tra l’altro “‘tracce mnestiche’, la costruzione e la lettura di ‘percorsi
late the exterior of their libraries, which like all libraries are of course houses mnestici’, o ancora l’ipotesi di legami che connettono tra di loro i ‘cen-
of memory, opting like baukuh for monumentality combined with low cost tri’ del cervello”, e affermava: “le memorie sono costruite come sono
and simplicity. costruite le città”.1 Per di più sottolineava quanto l’architettura fosse
A last observation. The House of Memory is not only the house of the servita da metafora per la costruzione del ragionamento filosofico. E la
memory of the Resistance and Liberation. It is a house, consciously and sua conclusione non manca di echi del tutto contemporanei: “forse che
subconsciously, of architectural memory. Its skilful and knowledgeable de- l’architettura ha sempre voluto essere un teatro di memoria? È il caso
signers tell us that they were encouraged in their work by Orsanmichele, del Louvre, ma anche della Trump Tower. Tutto dipende da quello di cui
the Scuola di San Rocco and Bramante’s spiral ramp in the Belvedere. And vi volete ricordare”.2 
though perhaps they never explicitly thought of the Biblioteca Laurenziana, Questo opus parvum dell’eminente semiologo e romanziere milanese
the Ara Pacis and Palazzo Rucellai, these buildings must certainly have en- si iscrive in un’ampia famiglia di considerazioni sull’intreccio tra memoria
tered their imagination. Architecture, like literature, considered as vocab- e architettura, che contraddistinguono ad esempio Le sette lampade di
ulary, typology, principles, strategies or simple moves or preferences, is a John Ruskin, di cui la sesta era quella della “memory”. Scriveva Ruskin a
unified art and culture where past and present continually meet and collab- proposito dell’architettura: “senza di essa si può vivere, e si può anche
orate. Language and grammar and genres from all periods are present in pregare, ma non si può ricordare”.3 Quanto allo storico dell’arte viennese
our minds in both fields, consciously and unconsciously, sometimes as clear Alois Riegl, egli fa della questione della memoria uno degli assi portan-
memories of works seen or read, sometimes as half-remembered impres- ti della sua teoria del monumento moderno, accordando un’importanza 1 Umberto Eco, “Architecture and
sions, sometimes merely as echoes of echoes, where the original source is primordiale all’Erinnerungswert, o valore rammemorativo, che associa gli Memory”, in VIA, 1986, n. 8, p. 89.
no longer in focus. To seek to make or experience architecture today as if it edifici alla memoria di un evento particolare, riconnettendosi così alla 2 Ivi, p. 94.
had – or should have – nothing to do with the architecture of the past would nozione antica di monumentum.4 Il carattere topico del ricordo indivi- 3 John Ruskin, “La lampada della
be impoverishing and absurd. It would discourage or prevent the creation duale o collettivo è stato lungamente e finemente analizzato da Maurice memoria”, in Le sette lampade
of works as original, contemporary and rich in memory as baukuh’s House Halbwachs nel suo ultimo libro La memoria collettiva, di cui preparava dell’architettura, Jaca Book, Milano
of Memory. l’edizione nel 1944, poco prima di essere arrestato dalla polizia di Vichy 1982, p. 211.
e poi deportato a Buchenwald, da dove non sarebbe mai più tornato.5 È 4 Alois Riegl, Der moderne
noto quanto questo lavoro semileggendario abbia influenzato architetti Denkmalkultus, sein Wesen und seine
come Aldo Rossi. Entstehung, W. Braumüller, Vienna-
L’edificio in via Confalonieri affronta la questione della memoria Lipsia 1903. Trad. it. Il culto moderno
da un duplice punto di vista, associando quella – esplicita e fondatri- dei monumenti, Abscondita, Milano
ce del suo stesso programma – dell’antifascismo e della Resistenza in 2011.
Lombardia e più in generale in Italia a quella – implicita e più diffusa – 5 Maurice Halbwachs, La mémoire
dell’architettura come disciplina nel suo rapporto con la politica e l’im- collective, a c. di Jeanne Alexandre,
magine. Per restare solamente a questo registro, bisogna sottolineare Presses universitaires de France,
da subito l’attenzione con cui baukuh ha cercato di evitare tutto il kitsch Parigi 1950. Trad. it. La memoria
della memoria, a differenza della maggioranza dei musei o dei centri di collettiva, Unicopli, Milano 2001.

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documentazione dedicati al ricordo della guerra, delle occupazioni e La relazione tra architettura e memoria è dunque iscritta tanto nel 6 baukuh, “Le promesse non
delle deportazioni. programma quanto nella struttura e nell’ornamento dell’istituzione mi- mantenute di L’Architettura della città”,
Senza dubbio la modestia delle risorse economiche spiega la scelta lanese, mostrando fino a che punto baukuh ha saputo attribuire forza in Due saggi sull’architettura, Sagep,
dei materiali a vista e il rifiuto di qualsiasi rivestimento. Niente da sparti- propulsiva a una storia disciplinare concentrata su modelli che, finora, Genova 2012, p. 61-119.
re, a tale riguardo, con la discutibile imitazione delle baracche dei campi sono stati più che altro un pretesto per la nostalgia postmoderna. Dop- 7 Aldo Rossi, L’architettura della città,
in cui, utilizzando mattoni industriali ed elementi d’acciaio dipinti in gri- piamente milanese nella sua trama esterna in mattoni allo stesso tempo Marsilio, Padova 1966, p. 151.
gio, si è perduto il Museo dell’Olocausto di James Ingo Freed a Washin- tettonici e iconografici – nel primo senso del termine, quello della scrit-
gton, o con il mutismo oppressivo del Museo Ebraico di Daniel Libeskind tura per immagini – la Casa è un tentativo coraggioso di mantenersi
a Berlino. fedeli alle “promesse non mantenute” di Aldo Rossi, che baukuh evo-
Agli antipodi di questo pathos, baukuh ha avuto il coraggio di affron- ca in uno dei suoi testi più incisivi.6 Tra tali promesse figurava quella di
tare la questione dell’immagine con metodi rigorosamente architettonici, intendere la memoria come “il filo conduttore dell’intera e complessa
piuttosto che delegarla a opere pittoriche o scultoree i cui codici sareb- struttura [della città]”.7 Non riuscendo a materializzare questa smisurata
bero entrati in collisione con la struttura dell’edificio. La trasposizione in ambizione, la Casa ne fornisce un’interpretazione realista e accattivante,
mattoni delle immagini fotografiche sulle facciate introduce una dimen- all’interno di un teatro di memoria privo della magniloquenza evocata da
sione narrativa che, anziché contraddirla, rafforza la tettonica dell’edificio. Umberto Eco.
L’interesse di baukuh per gli edifici del Rinascimento milanese, a comincia-
re da quelli di Bramante, che contende a Giorgio Grassi il ruolo di maître-
à-penser del gruppo, traspare chiaramente. Ma è un parallelo con un’altra
casa, quasi contemporanea questa volta, a sorgere spontaneo: quello che
lega la Casa di Milano alla Casa del Fascio di Giuseppe Terragni a Como,
parallelo che non sembra essere stato in alcun modo cosciente.
Niente in comune, con molta evidenza, tra i programmi politici op-
posti delle due istituzioni – l’una votata a ospitare e celebrare le attività
del partito fascista e l’altra a testimoniare le persecuzioni e la Resistenza
e a conservare i documenti che permettono di scriverne la storia. Ma la
chiarezza del volume esterno e la razionalità della distribuzione interna
sono indice di un pensiero altrettanto rigoroso. Si è tentati di mettere in
relazione la griglia ortogonale del telaio delle facciate e il ricorso alle para-
ste da una parte, e la disposizione dei componenti del programma attorno
a un atrio, che la scala gialla dell’edificio milanese viene senza dubbio a
marcare con forza.
Un ulteriore elemento in comune è l’utilizzo dell’involucro dell’edificio
come cornice per il dispiegamento di messaggi visivi. È innegabile che la
prospettiva politica e i media utilizzati non potrebbero essere più opposti,
tra la composizione fotografica trionfale concepita da Marcello Nizzoli a
Como e la sequenza narrativa pixelata di Milano. Una specie di inversione
di rapporto tra la narrazione figurativa e l’architettura appare anche nella
facciata della Casa della memoria che dà su via Volturno, dove le finestre
vengono a bucare come un mosaico di rettangoli un muro integralmente
coperto di immagini.
Un altro confronto illuminante tra i due edifici è quello relativo ai ma-
teriali di rivestimento con cui cercano di farsi riconoscere come monu-
mento. Marmo a Como e mattoni a Milano, che rivestono in entrambi i
casi un’ossatura in cemento armato. Se l’allusione all’eternità delle costru-
zioni romane non può non essere percepita a Como, l’uso del materiale
costitutivo delle officine e delle abitazioni della Milano industriale e popo-
lare denota le origini della Resistenza, di cui le associazioni ospitate nella
Casa della memoria si dedicano a conservare la storia.

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Il caso della memoria There can be no doubt that the modesty of the financial resources avail-
Jean-Louis Cohen able explains the choice to leave the construction materials in view and the
rejection of any kind of facing. Nothing in common, here, with James Ingo
Freed’s questionable decision to imitate the huts in concentration camps
through the use of industrial bricks and grey-painted steel in the Museum
of the Holocaust in Washington, or with the oppressive silence of Daniel
Libeskind’s Jewish Museum in Berlin.
At the opposite pole to this pathos, baukuh has had the courage to
wrestle with the question of image by strictly architectural means, rather
than delegating the task to works of painting or sculpture whose codes
‘Architecture and Memory’: in a short article published thirty years ago in would have clashed with the structure of the building. The transposition of
VIA, the Journal of the Graduate School of Fine Arts of the University of photographic images into brick on the façade introduces a dimension of
Pennsylvania, Umberto Eco wondered about this coupling. Eco pointed storytelling that strengthens the structural character of the building instead
out the frequent use of spatial metaphors in the language of psychology, of contradicting it. Baukuh’s interest in Milan’s Renaissance buildings, com-
where we find, among other expressions, ‘mnesic traces’, the construction mencing with those of Bramante, who vies with Giorgio Grassi for the role
and interpretation of ‘mnesic paths’ or the suggestion of links connecting of the studio’s maître-à-penser is plain to see. But it is a parallel with another
the ‘cerebral centres’ of the brain. He went on to say: ‘Memories are built house, almost contemporary this time, that springs to mind: the one linking
as a city is built.’1 Moreover he stressed the extent to which architecture the Casa della Memoria in Milan with Giuseppe Terragni’s Casa del Fascio
had served as a metaphor for the construction of philosophical reasoning. in Como, although it is one that does not seem to have been drawn in any
And his conclusion does not lack echoes of contemporary events: ‘and conscious way.
perhaps architecture has always wanted to be a theater of memory? The Nor, quite obviously, is it possible to compare the contrasting politi-
Louvre is that. And so is the Trump Tower... It all depends on what you want cal programmes of the two institutions – one intended to house the local
to remember.’2 branch of the Fascist party and celebrate its activity and the other on the
This parvum opus of the eminent Milanese semiologist and novelist contrary to bear witness to the persecution for which that party was re-
falls within a wide range of reflections on the intertwining of memory and 1 Umberto Eco, ‘Architecture and sponsible and to the Resistance against it and to preserve the documents
architecture, such as the ones to be found in John Ruskin’s Seven Lamps, Memory’, VIA, 8 (1986), 89. that allow us to write its history. But the clarity of the external volume and
the sixth of which was the ‘lamp of memory’. Ruskin wrote of architecture: 2 Ibid., 94. the rationality of the internal layout are indications of an equally rigorous
‘We may live without her, and worship without her, but we cannot remem- 3 John Ruskin, ‘The Lamp of Memory’, approach. It is tempting to make a connection between, on the one hand,
ber without her.’3 As for the Viennese art historian Aloïs Riegl, he makes in The Seven Lamps of Architecture the orthogonal grid framing the façades and the resort to pilasters and,
the question of memory one of the main planks of his theory of the mod- [1849]. Reprinted in The Complete on the other, the arrangement of the programme’s components around an
ern monument, assigning primordial importance to Erinnerungswert, or Works of John Ruskin (London-New atrium, undoubtedly something that is forcefully underlined by the yellow
commemorative value, which associates buildings with the memory of a York: Longmans, Green and Co., 1903), staircase of the building in Milan.
particular event, thereby harking back to the ancient notion of monumen- 224. Another element in common is the use of the building’s shell as a frame
tum.4 The localized character of the individual or collective recollection was 4 Alois Riegl, Der moderne for the display of visual messages. It is undeniable that there could not be
analysed at length and in detail by Maurice Halbwachs in his last book, On Denkmalkultus, sein Wesen und a greater contrast in political outlook and in media utilized between the
Collective Memory, which he was preparing for publication in 1944, shortly seine Entstehung (Vienna-Leipzig: W. triumphal photomontage created by Marcello Nizzoli in Como and the pix-
before being arrested by the Vichy police and deported to Buchenwald, Braumüller, 1903). Trans. into English elated narrative sequence in Milan. A sort of inversion of the relationship
from where he was never to return.5 The extent to which this semi-legend- by K.W. Forster and D. Ghirardo as between figurative narration and architecture can also be seen on the front
ary work influenced architects like Aldo Rossi is well-known. ‘The Modern Cult of Monuments: Its of the House of Memory that faces onto Via Volturno, where the windows
The building on Via Confalonieri tackles the question of memory from Character and Origin’, Oppositions, 25 are set like a mosaic of rectangles in a wall covered entirely with images.
two different points of view, associating the explicit one of anti-fascism (1982), 20-51. Another telling comparison between the two buildings relates to the
and the Resistance in Lombardy and in Italy in general – the basis of its 5 Maurice Halbwachs, La mémoire facing materials that are used to make them recognizable as monuments.
programme – with the implicit and broader one of the relationship of the collective, ed. Jeanne Alexandre- Marble in Como and brick in Milan, in both cases used to clad a skeleton of
discipline of architecture with politics and imagery. On this level alone, it Halbwachs (Paris: Presses reinforced concrete. While the allusion to the eternity of Roman construc-
should be stressed straightaway that baukuh has taken great care to avoid Universitaires de France, 1950). English tions is self-evident in Como, the utilization of the material typical of the
the more kitsch aspects of memory, unlike the majority of museums or doc- ed., On Collective Memory, ed. and industrial workshops and working-class housing of Milan is a reference to
umentation centres devoted to commemoration of the war, the occupation trans. L.A. Coser (Chicago-London: the origins of the Resistance, whose history the associations housed in the
and the deportation. University of Chicago Press, 1992). building are committed to preserving.

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Thus the relationship between architecture and memory is embedded 6 baukuh, ‘The Broken Promises of The Quasi tutto
in the programme, the structure and the ornamentation of the Milanese in- Architecture of the City,’ in Two Essays Kersten Geers
stitution, showing the extent to which baukuh has been able to instil a dyna- on Architecture [2012], trans. H. Evans
mism into a disciplinary history that has hitherto focused on models which (Zurich: Kommode Verlag, 2013), 61-
have mainly been a pretext for post-modern nostalgia. Doubly Milanese in 119.
its external facing of bricks that are at once structural and iconographic – 7 Aldo Rossi, The Architecture of
in the original sense of the term, that of writing in images – the House of the City [1966], trans. D. Ghirardo
Memory is a courageous attempt to keep faith with the ‘broken promises’ (Cambridge, Mass.: MIT Press, 1982),
of Aldo Rossi that baukuh refers to in one of its most incisive essays.6 One 130.
of these promises was to see memory as ‘the guiding thread of the entire
complex urban structure’ of the city.7 Unable to realize such a boundless È difficile immaginare di attribuire a un edificio più intenzioni di quante ne
ambition, the House of Memory offers a realistic and fascinating interpreta- ha messe baukuh nella Casa della memoria. L’edificio sembra contenere
tion of it, within a theatre of memory devoid of the grandiloquence evoked tutto. Letteralmente, è una casa per cinque associazioni, tutte dedite alla
by Umberto Eco. loro battaglia per la libertà e la democrazia, ognuna diversa nel suo sco-
po particolare ma bisognosa come le altre di spazi e di servizi. Metten-
dosi assieme, ciascuna diventa “proprietaria” di un edificio decisamente
più grande di quanto non si sarebbe potuta altrimenti permettere. Come
un diagramma di Venn tradotto in materia, l’edificio raccoglie le associa-
zioni che hanno quale obiettivo comune la conservazione della “memoria
della conquista della libertà e della democrazia in Italia”. Così il tempio
appartiene a tutte. E con la scusa della molteplicità degli utenti, dei si-
gnificati e dei desideri, baukuh ha fatto un edificio che è un monumento
a qualcosa d’altro.
Nel suo Medieval Modern Alexander Nagel sviluppa un parallelo tra
i “Non-Sites” di Robert Smithson e uno dei tanti reliquiari conservati in
Vaticano. Queste scatole contengono testimonianze della Terra Santa:
schegge di legno e rocce di diversi luoghi della Palestina tradizionalmen-
te legati agli eventi associati alla crocifissione di Cristo. La provocatoria
associazione con i Non-Sites – fondamentalmente delle casse piene di
detriti di alcuni posti del New Jersey – suggerisce come il minimalismo
apparentemente radicale di Robert Smithson affondi le radici in antiche
pratiche religiose. Ma ancor più rilevante per la nostra questione è l’ana-
lisi dettagliata dello stesso reliquiario. La scatola, sostiene Nagel, è tanto
un contenitore quanto la rappresentazione del suo contenuto. Nella sua
formulazione, le “mute” pietre compongono “l’immagine logica” dei luo-
ghi, come letterali frammenti di materiale raccolto là. Non c’è transizione,
ma, attraverso l’atto di rimuovere e collezionare, il materiale acquista un
significato, seppure difficile da decifrare. Ad ogni modo, la scatola è de-
corata con una serie di immagini miniate sulla sua superficie interna. Le
pitture stabiliscono un dialogo con le rocce e i detriti, ma appartengono
al contenitore, non al contenuto. Ogni miniatura rappresenta una scena
della vita di Cristo che si mette in relazione, più o meno direttamente, con
uno degli oggetti contenuti nella scatola. Sono, per citare Nagel, “un ulte- Scatola con pietre della Terra Santa,
riore apparato di testi e immagini” che completa le mute pietre e che “fun- VI-VII secolo d.C., Museo Sacro,
ziona come segno”. I piccoli dipinti hanno tutti un carattere decisamente Musei Vaticani, Città del Vaticano /
spaziale e illustrano un luogo associato alle pietre. Nagel sostiene che i Box with Stones from the Holy Land,
dipinti svolgono una funzione equivalente alle fotografie e alle mappe che VI-VII century a.C., Vatican Museums,
completano i Non-Sites di Smithson. Sia le istallazioni di Smithson che il Vatican Museum,

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reliquiario sono sostanzialmente capsule temporali che contrabbandano fotografie ingigantite, riprodotte in forma di mosaici di pixels realizzati in
materiale “logico” – cose e immagini, spazi e prospettive – nel territorio mattoni. Raffigurano importanti momenti scelti da un comitato formato
straniero del museo o della galleria. dalle associazioni in collaborazione con gli architetti. La fascia più in bas-
La Casa della memoria è una scatola che contiene tutto quello che so presenta ritratti di persone che hanno preso parte a questi eventi. La
baukuh considera ancora rilevante per l’architettura della città: alcuni fascia superiore espone invece momenti storici nello spazio della città:
frammenti di architettura, alcuni temi architettonici, alcuni elementi, al- facciate urbane, piazze… Come rappresentazioni delle “immagini logiche”
cuni spazi. Dentro troviamo una gigantesca rampa gialla che si avvita at- all’interno, le figure della facciata contestualizzano e interpretano il “con-
torno a una colonna gialla contenente il vano dell’ascensore. Questo ibri- tenuto muto” dell’edificio. In un mare di indifferenza ci ricordano la vera
do ascensore-rampa sembra decisamente troppo grande per lo spazio, funzione della Casa della memoria come deposito che offre protezione a
ma la sua presenza è ineludibile. Troviamo anche una struttura a forma di tutto ciò che conta per l’architettura della città. L’edificio è una scatola di
scaffale, con una facciata composta da aperture estremamente regolari. reliquie urbane – una descrizione della città com’era, certamente di come
Sembra quasi un eccesso di atteggiamenti urbani, eppure l’insieme ottie- dovrebbe essere. È un ibrido e una collezione casuale di formule irripe-
ne un preciso effetto. L’interno comprende anche uno spartano edificio tibili per possibili architetture, una collezione profondamente personale
multipiano – una maison Dom-ino ingrandita di scala – con elaborate co- che mostra tutto quello che conta per gli architetti che l’hanno assembla-
lonne. Tutti questi elementi sono attentamente incastrati in una scatola di ta. Mostra una storia alternativa della cultura architettonica, una cultura
dimensioni relativamente modeste. Eppure visivamente c’è molto spazio complessa nel mettere in relazione l’architettura del passato, l’architettu-
tra gli oggetti. Tutto è allo stesso tempo compresso e visibile. ra stupida, il calcio e la politica. Nella sua semplicità mostra quasi tutto, di
La costellazione di spazi allude – consapevolmente – a magazzini ur- più sarebbe stato autoindulgenza.
bani e luoghi di assemblea di un’epoca passata. Baukuh cita Orsanmichele
a Firenze, il Kornhaus di Berna e la Scuola di San Rocco a Venezia; che tali
pretese ci convincano o meno, le ambizioni sono comunque significative.
Le dimensioni dello spazio lasciato vuoto rendono tutto questo visibile.
Il contenitore ha un rapporto intimo con il contenuto. Ognuno degli ele-
menti qui raccolti porta con sé una serie di riferimenti diretti, come se fos-
se stato accuratamente preso da un altro contesto per essere collocato
nella scatola.
La grande rampa a spirale è una copia flagrante delle rampe dello
stadio di San Siro. L’archivio – la struttura a forma di scaffale – è un’incar-
nazione di una qualsiasi facciata urbana progettata tra il 1870 e il 1930. Le
colonne della struttura a solai sovrapposti sembrano della famiglia di – se
non prese direttamente da – Auguste Perret. Nel loro complesso que-
sti elementi formano un conciso insieme di reliquie dell’architettura, che
suggeriscono ipotesi e riflessioni. La loro genealogia è lasciata all’inter-
pretazione. Eppure, a parte tutte le ambiguità, gli elementi raccolti com-
pongono una grammatica enfaticamente urbana. Rappresentando espli-
citamente l’esterno dell’architettura (per quanto questo effettivamente
esista), ciascuno è raccolto e protetto nella Casa della memoria.
La Casa della memoria sorge ai margini di uno dei più discutibili inter-
venti di rinnovamento urbano della storia recente di Milano – uno schema
emerso come un frammento centrale di “territorio uniformemente coper-
to”. In questo quartiere popolato da edifici più occupati ad autorappresen-
tarsi – e a rappresentare il loro presunto (eco)radicalismo – che a fornire
una vera struttura urbana, il luogo diventa irrilevante.
La Casa della memoria è una grande scatola che sembra sopravvivere
nell’ambiente piuttosto ostile della cultura urbanistica del laissez-faire e si
comporta come una testa di ponte della città che fu. Evocando edifici del-
la tradizione lombarda, il suo telaio di lesene in mattoni divide la superficie
in una serie di scene che annunciano il contenuto dell’edificio. Si tratta di

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Almost Everything The House of Memory is a box that assembles everything baukuh con-
Kersten Geers siders still of relevance to the architecture of the city: a few fragments of
architecture, a few architectural themes, a few elements, a few spaces.
Inside we find a gigantic yellow spiral ramp circling around a yellow column
that houses a lift shaft. The ramp-lift hybrid seems much too big for the
space, but its presence is undeniable. We also find a shelf-like structure
with a façade composed of very regular window openings. It seems like an
overdose of urban posturing, but makes the point. The box also contains a
spartan multi-storey building – an oversize Maison Dom-ino – with articu-
lated columns. All these elements are carefully squeezed together inside a
It is hard to imagine investing more intentions in a building than baukuh has brick box of pragmatic dimensions. Despite this tightness, there is visually a
in its House of Memory. It is a container of everything. In the literal sense, it is lot of space left between these objects. Everything is squeezed but visible.
a receptacle for five associations, each involved with their own fight for free- The spatial constellation alludes – consciously – to urban storehouses
dom and democracy, each quite different in scope but with related needs and meeting places of another time. Baukuh cites Orsanmichele in Flor-
in terms of space and infrastructure. In bringing them together, each be- ence, the Kornhaus in Bern and the Scuola di San Rocco in Venice; whether
comes the ‘owner’ of a building considerably larger than it might otherwise or not we are persuaded, the ambitions are significant. The dimensions of
afford: the sum being greater than the parts. Like the materialisation of a the left-over space make the point visible. The container has an intimate
Venn diagram, the building collects these associations whose common aim relationship with the content. Each ‘element’ collected in the storehouse
is the preservation of ‘the memory of the achievement of freedom and de- carries a set of direct references, as if it had been carefully extracted from
mocracy in Italy’. The temple belongs to all. And with the alibi of many users, another context to be placed in the box. The big spiral ramp is a flagrant
many meanings, many desires, baukuh has made a building that is a monu- copy of the circulation ramps of Milan’s San Siro Stadium. The archive tow-
ment to something else. er – the shelf-like structure – is an incarnation of any number of urban
In his book, Medieval Modern, Alexander Nagel draws a parallel be- façades designed between the 1870s and 1930s. The columns of the util-
tween Robert Smithson’s Non-sites and one of the many reliquaries housed itarian floor structure seem related to – if not directly taken from – one of
at the Vatican. These boxes contain relics from the Holy Land: splinters of August Perret’s projects. Together they form a concise set of architectural
wood and rock taken from different locations in Palestine and supposedly relics, inviting hypothesis and extrapolation. Pedigree is based on inter-
related to one of the events surrounding Christ’s crucifixion. The provocative pretation. And yet, all ambiguities aside, the collected elements constitute
association with Smithson’s Non-site ‘sculptures’ – essentially containers an emphatically urban grammar. Decisively representing the ‘outside’ of
filled with rubble from locations in New Jersey – suggests that Smithson’s architecture (to the extent that such a thing exists), each is collected and
seemingly radical minimalism is rooted in ancient religious practice. But of protected in the House of Memory.
more relevance to the present question is Nagel’s close analysis of the rel- The building stands on the edge of one of the most questionable ur-
iquary itself. This, he argues, is both a container and the representation of ban renewal projects of Milan’s recent history – a development that has
its contents. As he puts it, the ‘mute’ stones describe a ‘logical picture’ of emerged as a central fragment of the ‘even covering of the field’. In this
the different sites, being literal fragments of material gathered there. There district populated by buildings more concerned with representing them-
is no translation, but through the acts of removal and collection, the mate- selves – and their supposed (eco-)radicalism – than providing a proper
rial acquires a meaning, albeit one difficult to decipher. However, the box is urban framework, location becomes irrelevant.
adorned with miniature paintings applied to its inner surface. They engage The House of Memory is a big box that weathers the hostile environ-
in a dialogue with the rocks and rubble but belong to the container, not the ment of this laissez-faire planning culture and acts as a bridgehead to the
content. Each miniature depicts a scene from the life of Christ, which relates, city that was. Evoking buildings in the Lombard tradition, its brick pilaster
in more or less direct fashion, to one of the artefacts the box contains. To framework divides the surface into a series of scenes that advertise the
quote Nagel, they are ‘an extra apparatus of text and images’ supplement- building’s contents. These are essentially blown-up photographs, repro-
ing the mute stones, which ‘function as signs’. Each small painting is highly duced in pixelated form with a brick mosaic technique. They depict im-
spatial in character, depicting a location associated with the stones. Nagel portant moments selected by the committee formed by the associations
argues they serve an equivalent function to the photographs and maps that in collaboration with the architects. The bottom row shows portraits of fig-
form part of Smithson’s Non-site installations. Both installation and box of ures who took part in those events. The top row depicts historic moments
relics are essentially time capsules smuggling ‘logical’ material – things and in the city: urban façades, squares... As representations of the ‘logical pic-
images, spaces and perspectives – into the foreign territory of the museum Robert Smithson, Gypsum Non site tures’ inside, they contextualise and interpret the building’s mute contents.
or gallery. Benton, California, 1968 Facing a sea of indifference, the images signal the House of Memory’s real

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function as a vessel offering protection to everything of relevance to the
architecture of the city. The building is a box of urban relics – a description
of the city as it was, certainly as it should be. It is a hybrid and haphaz-
ard collection of idiosyncratic tropes of possible architectures, a deeply
personal collection showing everything of relevance to the particular ar-
chitects who assembled it. It shows an alternative history of architectural
culture, one that is complex in its accommodation of very old architecture,
stupid architecture, football and politics. In its simplicity it shows almost
everything; any more would have been self-indulgence.

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Le Associazioni della Casa della memoria The Associations of the House of Memory

Associazione Italiana Vittime del Terrorismo Associazione Italiana Vittime del Terrorismo
L’Associazione Italia Vittime del Terrorismo e dell’eversione The Associazione Italia Vittime del Terrorismo e dell’Eversione
contro l’ordinamento dello Stato (AIVITER) è nata il 20 contro l’Ordinamento Costituzionale dello Stato (AIVITER,
marzo 1985. Ha diffusione nazionale e sede legale e sociale ‘Italian Association of Victims of Terrorism and of Subversion
a Torino. L’associazione ha lo scopo di ricordare, capire e of the Constitutional Order of the State’) was set up on
raccontare le vicende del terrorismo in Italia contribuendo 20 March 1985. AIVITER has national coverage and its
così alla costruzione di una memoria intersoggettiva. headquarters is in Turin. The purpose of the association is
AIVITER svolge un’azione di promozione dei diritti delle to record, understand and tell the story of terrorism in Italy,
vittime, degli invalidi e dei familiari dei caduti, e inoltre thereby contributing to the construction of an intersubjective
un’azione didattica e divulgativa, promuovendo incontri con memory. The association carries out activities promoting the
studenti e conservando un archivio di atti, pubblicazioni e rights of victims, those disabled in attacks and family members
ricerche. AIVITER collabora in Italia e in Europa con altre of those killed. AIVITER also undertakes educational and
associazioni ed enti e organizza iniziative per scongiurare informational activities, holds meetings with students and
il naufragio della memoria collettiva e per promuovere maintains an archive of records, publications and research
un’idea di società ispirata a criteri di verità e giustizia. papers. AIVITER collaborates with other associations and
bodies in Italy and Europe and organizes initiatives to counter
the loss of collective memory and to promote an idea of
society based on principles of truth and justice.

ANED ANED
L’Associazione Nazionale Ex deportati nei Campi Nazisti è The Associazione Nazionale Ex Deportati nei Campi Nazisti
un’associazione senza fini di lucro, democratica e apartitica (‘National Association of Former Deportees to the Nazi
che afferma e persegue i valori dell’antifascismo, della Concentration Camps’) is a non-profit, democratic and
lotta di Liberazione e della Costituzione, ovvero gli ideali non-party association that affirms and upholds the values
perenni di libertà, giustizia e pace. I suoi aderenti sono i of anti-fascism, of the struggle for Liberation and of the
sopravvissuti allo sterminio nazista, i familiari dei deportati Constitution, in other words the perennial ideals of liberty,
e coloro che intendono studiare e divulgare, soprattutto justice and peace. Its members are survivors of the Nazi
tra i giovani, la storia del fascismo, della Resistenza e delle death camps, relatives of deportees and people who wish to
deportazioni nei Lager. La presidenza nazionale ha sede a study and promote awareness, especially among the young,
Milano. L’associazione è attiva in diverse regioni attraverso of the history of fascism, the Resistance and the deportations
26 sezioni territoriali. Grazie all’impegno dei suoi soci to the Nazi concentration camps. The office of the national
volontari l’ANED realizza ogni anno oltre 800 iniziative che presidency is in Milan. The association is active in many parts
coinvolgono quasi 100.000 persone, di cui circa la metà of the country through its 26 regional sections. Thanks to the
studenti. voluntary efforts of its members the ANED carries out over
800 initiatives every year that involve almost 100,000 people,
around half of them students.

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ANPI ANPI
L’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia è stata costituita The Associazione Nazionale Partigiani d’Italia (‘National
il 6 giugno 1944 a Roma, per decisione del Comitato Association of Italian Partisans’) was set up in Rome on
di Liberazione Nazionale. Il 5 aprile 1945, con decreto 6 June 1944 by the National Liberation Committee. On 5
luogotenenziale, l’ANPI viene riconosciuta Ente morale. April 1945 the ANPI was recognized as an ente morale or
Il compito che l’ANPI, coscienza critica della società, sta non-profit organization by viceregal decree. The function
svolgendo, consiste nel richiamo ai valori della Resistenza performed by the ANPI, as critical conscience of society,
e agli ideali sanciti dalla Costituzione repubblicana, ai quali consists in an appeal to the values of the Resistance and the
va restituito il primato nella vita politica e sociale. Sono i ideals sanctioned by the Republican Constitution, which it
principi di una democrazia fondata sulla partecipazione, believes should be restored to pre-eminence in political and
sulla divisione dei poteri, sul rispetto della persona umana, social life. They are the principles of a democracy founded
sulla solidarietà. L’ANPI provinciale di Milano, con le sue 110 on participation, on the separation of powers, on respect for
sezioni, si prefigge di promuovere, soprattutto nei confronti human dignity and on solidarity. The provincial ANPI of Milan,
delle giovani generazioni, iniziative di carattere culturale e with its 110 sections, has set itself the goal of promoting,
storico sui temi dell’antifascismo, della Resistenza italiana especially among the younger generations, initiatives of a
ed europea e della pace. cultural and historical character on the themes of anti-fascism,
the Italian and European Resistance movements and peace.

Associazione Piazza Fontana 12 dicembre 1969 Associazione Piazza Fontana 12 dicembre 1969
L’Associazione Piazza Fontana 12 dicembre 1969 ha il The purpose of the Piazza Fontana 12 December 1969
compito di ricordare la strage avvenuta il 12 dicembre 1969 Association is to commemorate the terrorist attack that
alle ore 16.37 all’interno della Banca Nazionale dell’Agricoltura occurred at 4:37 pm on that date inside the Banca Nazionale
in Piazza Fontana a Milano, quando l’esplosione di una dell’Agricoltura in Milan’s Piazza Fontana, when the explosion
bomba causò la morte di 17 persone e il ferimento di of a bomb killed 17 people and wounded 87 others. The
87. L’associazione si propone di tenere viva la memoria association works to keep the memory of the event alive and
dell’accaduto e di trasmetterla alle nuove generazioni e pass it on to new generations and to civil society, asserting the
alla società civile, affermando la verità storica e quindi la historical truth and therefore the responsibility of the Neo-
responsabilità del gruppo neofascista “Ordine Nuovo”, nelle Fascist group ‘Ordine Nuovo’, in the persons of Franco Freda
persone di Franco Freda e Giovanni Ventura, nonostante non and Giovanni Ventura, even though no guilt has yet been legally
esista ancora una verità giudiziaria. I due responsabili infatti determined. In fact the two men responsible have not been
non sono stati condannati in quanto precedentemente assolti convicted as they were previously acquitted in another trial for
in un altro processo per il medesimo fatto. the same crime.

INSMLI INSMLI
L’Istituto Nazionale per la Storia del Movimento di The Istituto Nazionale per la Storia del Movimento di
Liberazione in Italia è stato fondato a Milano nel 1949 con Liberazione in Italia (‘National Institute for the History of the
l’obiettivo iniziale di raccogliere, conservare e studiare i Liberation Movement in Italy’) was founded in Milan in 1949
documenti prodotti dalle organizzazioni della Resistenza, with the initial objective of compiling, preserving and studying
ed è oggi un’associazione di diritto privato senza scopo di documents produced by the organizations that made up
lucro, sostenuta dalle istituzioni pubbliche, che coordina the Resistance. Today it is a legally constituted non-profit
una rete di 65 istituti storici attivi in tutta Italia. La rete organization, supported by public institutions, that coordinates
INSMLI fonda la propria attività sui valori ispiratori della a network of 65 historical institutes active all over Italy. The
Resistenza ed espressi nella Costituzione repubblicana, activity of the INSMLI network is founded on the values that
e si propone di conservare e valorizzare il patrimonio inspired the Resistance and are expressed in the Republican
documentario relativo alla storia del Novecento, di Constitution and its aim is to preserve and make use of
promuovere la ricerca sulla storia contemporanea e sulle documentation relating to the history of the 20th century,
sue memorie, di diffondere la conoscenza della storia, a to promote research into contemporary history and its baukuh, targa informativa con fonti delle immagini rappresentate sulle facciate /
partire dal mondo della scuola. memories and to spread the knowledge and understanding of baukuh, explanatory plaque with sources of the images represented on the façades
history, from the world of the school upwards.

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baukuh Ringraziamenti / Acknowledgements
Casa della memoria ARUP Italia, Alberico Belgiojoso, Elisa Bellavita, Francesca
Benedetto, Valentina Bigaran, Marco Bizzarri, Gianni Boccia,
A cura di / Editing Stefano Boeri, Marco Brega, Giuseppe Broggi, Antonio
Pier Paolo Tamburelli Buonsante, Luca Buzzoni, James Campbell, Roberto Carella,
Manfredi Catella, Roberto Cenati, Luca Colomban, Antonio
Testi/ Texts Contini, Anna De Benedetto, Adriano Crotti, Deerns
David Bidussa, Howard Burns, Jean-Louis Cohen, Ada Italia, dotdotdot, Bianca Fabbri, Riccardo Farroni, Gabriele
Lucia De Cesaris, Filippo Del Corno, Davide Desiderio, Ferrario, Roberto Fioravanzi, Maria Fratelli, Alessandra Galli,
Kersten Geers e Giuseppe Sala Antonio Iosa, Nicola Iracà, Lorenzo Laura, Martina Magnani,
Gianluigi Marcon, Gianfranco Maris, Valeria Migliori, Adolfo
Copyediting Mignemi, Andrej Mikuz, Monica Moschella, Valerio Onida,
Huw Evans, Cristina Marasti Ardemia Oriani, Walter Panont, Elisabetta Passera, Saverio
Pesapane, Pietro Perelli Rocco, Pietro Pezzani, Giuseppe
Traduzioni / Translations Pirovano, Giuliano Pisapia, Carmelo Munafò, Kelly Russell,
Huw Evans Alberto Saibene, Pietro Salamone, Irénée Scalbert, Giacomo
Scimonelli, Claudio Silingardi, Paolo Silva, Alessandra Spada,
Progetto grafico / Graphic design Giancarlo Tancredi, Nadir Tedeschi, Guido Tesio, Benedetta
pupilla grafik Tobagi, Carlo Valsecchi, Fonderia Valtorta, Dario Venegoni,
Jacopo Veronelli, YellowOffice, Andrea Zola.
Tipografia / Typeface
Recta (Aldo Novarese, 1958)
Con il patrocinio di / Under the patronage of the
Fotografie / Photography Comune di Milano
Stefano Graziani, Giovanna Silva

Carta / Paper
Fedrigoni Arcoprint Milk, 115 gr, Fedrigoni Symbol
Tatami, 135 gr, Fedrigoni Sirio dark blue 140 gr

Pubblicato da / Published by
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Distribuzione / Distribution
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Stampato nel mese di dicembre 2016 da /


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Intergrafica, Verona, Italy

ISBN 9788887071665