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L’ESPERTO RISPONDE

LA PRATICA DEL FORO STENOPEICO


È lo chassis che supporta il
materiale sensibile. Il rettan-
golo F supporta il materiale
sensibile e va ad adattarsi per-
fettamente nel foro F della fig.
1. Il rettangolo maggiore T
sarà di dimensioni uguali a
quelle del retro della fotoca-
mera (vedi fig. 1), su cui è pra-
ticato il foro F; in tal modo si
realizza la migliore chiusura
possibile.
Una volta caricata la fotoca-
mera - naturalmente in came-
ra oscura - si assicurerà l’impermeabilità alla luce con un anello di fascia d’e-
lastico nero, che possa coprire tutto il contorno.

La tranciatura senza bava del fo-


ro stenopeico viene ottenuta con
un colpo secco di martello sul-
Il cartone ondulato - doppia onda, spessore circa 4.5mm l’assieme di T (un tappo di su-
- si presta assai bene alla realizzazione: è robusto, legge- ghero) e P, che è il punzone vero
ro, e può essere piegato con facilità e precisione, inciden- e proprio.
do leggermente sul retro la superficie, prima della piega- Tirare in piano, con carta vetra-
tura, lungo la direzione delle ondulazioni D. La fotoca- ta, le due superfici del tappo di su-
mera è formata dalle due parti, da incollare sui bordi con ghero ben denso e compatto, infi-
Bostik Superchiaro. Il taglio dei due pezzi, con il taglia- lare nel centro un ago di diame-
balsa, terrà conto dello spessore del cartone ondulato. tro opportuno, spezzato alla due
Il foro stenopeico è collocato in O; F è un’apertura ret- estremità, in modo che presenti
tangolare che corrisponde al formato scelto: dalle sue di- una superficie piatta. Con un bar-
mensioni dipendono tutte le altre. retta abrasiva di carborundum a grana fine si limano i due estremi dell’ago,
La scatola incollata verrà stuccata e passata con carta ve- fino a ottenere una superficie piatta e liscia. Si posi il tappo-punzone su un
trata; al termine si provvederà alla verniciatura con nitro pezzetto di Domopak d’alluminio - preventivamente verniciato in nero opaco
nera opaca. - sostenuto da un foglio di acetato di buono spessore. Un colpo secco di mar-
tello sul complesso produrrà, nell’alluminio, un foro perfetto.

Questa volta non mi riferisco a un particola- sul fondo di una scatola opportunamente quisita la necessaria pratica.
re lettore, ma ai tanti che sollecitano la ri- schermata. La tecnica del foro stenopeico è Il primo problema con cui si ha a che fare è
presa di articoli sul BN: l’argomento di oggi stata recentemente rispolverata; i navigatori la determinazione del tempo di posa, che de-
è dedicato a loro. su Internet consultino il sito <http://www.pho- ve fare i conti con una luminosità decisamente
La lente ideale, quella che non dà luogo ad to.net/photo/pinhole/pinhole.htm> dove tro- bassa. Il valore del diaframma si ottiene di-
alcuna aberrazione, è una lastra piana a fac- veranno un’abbondante documentazione sul- videndo la lunghezza della scatola per il dia-
ce parallele... solo che non è una lente, e quin- l’argomento. metro del foro stenopeico; con una scatola di
di non serve. L’uso delle lenti vere e proprie Forte di queste informazioni e di una buona 250mm un foro del diametro di 0.5mm si-
comporta purtroppo la presenza delle aber- esperienza precedente, ho voluto riprendere gnifica 250/0.5 = 500, cioè f/500, un valore
razioni; il progettista è quindi costretto a uti- il soggetto, con una realizzazione casalinga piuttosto fuori del comune. Per le riprese di
lizzarne molte - tante di più, quanto più cor- più che soddisfacente. Le figure 1, 2 e 3 chia- cui alla figura 4 abbiamo usato la carta Mul-
ta è la lunghezza focale e più luminoso è l’o- riranno l’operazione, anche se è possibile uti- tigrade IV, che permette, con i filtri dedicati,
biettivo - per produrre la migliore immagine lizzare una scatola già fatta, di quelle usate, non solo di modificare il contrasto, ma anche
possibile. che si trovano al supermarket; in tal caso sarà di tagliare le componenti a bassa lunghezza
È però possibile evitare del tutto le lenti usan- però necessario, non solo stuccare spigoli e d’onda - UV e blu - migliorando la nitidez-
do la vecchissima tecnica del foro stenopei- vertici - per evitare infiltrazioni di luce - ma za.
co. Fin dal V secolo A.C. i cinesi avevano anche studiare un pratico sistema di chiusu- Buon lavoro agli amici del BN e della came-
scoperto che la luce viaggia per linee rette: il ra mobile, per la collocazione del foglio sen- ra oscura.
soggetto - passando attraverso un piccolissi- sibile: carta per risparmiare e fare esperien-
mo foro - produce la sua immagine invertita za, pellicola rigida, una volta che si sia ac- Giampaolo Bolognesi
A C

B D

È la sintesi di tutta l’operazione.


A: una ripresa su carta con un foro stenopeico di 1.4mm di diame-
tro, pari a f/180, con una posa di 45s. Il soggetto è ben delineato,
ma la nitidezza è piuttosto scarsa.
B: è stato usato un foro da 1mm di diametro, corrispondente a f/250;
la posa è stata di 90s. Dettaglio migliore di quello della 4 A, ma
non entusiasmante.
C: si è usato un foro da 0.5mm di diametro, pari a un f/500, che ha
richiesto una posa di 4 minuti. Qui le cose sono nettamente migliori,
la nitidezza è ben accettabile, specie in confronto con i due casi pre-
cedenti. Approfittando della multigradazione della Multigrade IV E
Ilford, abbiamo effettuato una ripresa con il filtro 00I (D), sempre
con f/500; la posa è stata incrementata a 8 minuti. Il dettaglio mi-
gliora ancora: si veda l’albero sulla destra e l’apparire dell’an-
tenna TV - in alto, sulla sinistra - non visibile nei tre casi prece-
denti. L’immagine è anche più morbida, grazie al filtro 00.
E: con f/500 e 8 minuti di posa - si è usato il filtro Wratten giallo
n. 8. L’immagine è un po’ più contrastata della precedente, la niti-
dezza è altrettanto buona: anche qui si distingue l’antenna TV in
alto a sinistra.