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INTERNAZIONALE

SITUAZIONISTA
LA COMUNE NON è MORTA
(chi ha paura della Comune?)
1962

DELLA MISERIA DELL’AMBIENTE


STUDENTESCO
Considerata nei suoi aspetti
Economico, politico, psicologico, sessuale e
specialmente intellettuale
E di alcuni mezzi per porvi rimedio
1966

AVVISO AL PROLETARIATO ITALIANO


SULLE POSSIBILITÀ PRESENTI
DELLA RIVOLUZIONE SOCIALE

PRELIMINARE SUI CONSIGLI E


L?ORGANIZZAZIONE CONSILIARE
René Riesel
LA COMUNE NON E' MORTA 2. La Comune è stata la più grande festa del 19° secolo. Alla
base di essa si trova la convinzione degli insorti di essere divenuti
(CHI HA PAURA DELLA COMUNE?) padroni della loro propria storia, non tanto al livello della decisione
politica “ governativa”, quanto invece a livello della vita quotidiana, in
Internazionale Situazionista quella primavera del 1871 (per esempio il gioco di tutti con le armi; il
che significa giocare con il potere). E’ anche in tal senso che bisogna
___________________ capire Marx: “ la più grande misura sociale della Comune è stata la
sua esistenza in atto”.
Il diritto uguale di tutti ai beni e alle gioie di
questo mondo, la distruzione di ogni autorità, la
negazione di ogni freno morale, ecco, se si scende 3. La frase di Engels: “ Considerate la Comune di Parigi. Era
alla radice delle cose, la ragion d’essere la dittatura del proletariato” deve essere presa sul serio, come base per
dell’insurrezione del 18 marzo e il programma mostrare ciò che non é la dittatura del proletariato in quanto regime
della terribile associazione che le ha fornito un
esercito.
politico (le differenti forme di dittatura sul proletariato, in suo nome).
Inchiesta parlamentare sull'insurrezione
del 18 marzo 1871. 4. Tutti hanno potuto muovere delle giuste critiche alle
incoerenze della Comune, alla mancanza palese di un apparato. Ma
Coloro che parlano di rivoluzione e di lotta di poiché noi siamo oggi convinti che il problema degli apparati politici
classe senza riferirsi esplicitamente alla vita
quotidiana, senza comprendere ciò che vi è di sia molto più complesso di quanto non pretendano gli eredi
sovversivo nell’amore e di positivo nel rifiuto dell’apparato di tipo bolscevico, é tempo di considerare la Comune
radicale di tutte le costrizioni, si riempiono la non solo come primitivismo rivoluzionario passato di cui si superano
bocca di un cadavere. tutti gli errori, ma come un’esperienza positiva di cui non si é ancora
Comitato Enragés - Internationale situationniste
ritrovata e compiuta tutta la verità.
Parigi, maggio 1968.

5. La Comune non ha avuto capi. E questo in un periodo

1. Occorre riprendere lo studio del movimento operaio


classico in maniera disingannata, e disingannata, prima
di tutto, per quanto riguarda i suoi eredi politici o
pseudoteorici, poiché essi non possiedono che l’eredità della sua
storico nel quale l’idea che fosse necessario averne dominava
completamente il movimento operaio. Così si spiegano, prima di
tutto, le sue sconfitte e i suoi successi paradossali. Le guide ufficiali
della Comune erano degli incompetenti (se si prende, come
disfatta. Il successo apparente di questo movimento è l’insieme delle
riferimento, il livello di Marx, o anche di Lenin e persino di Blanqui).
sue disfatte fondamentali (il riformismo o l’installazione al potere di
Ma in compenso, gli atti “ irresponsabili” di quel momento sono
una burocrazia statale) e le sue sconfitte (la Comune e la rivolta delle
Asturie) sono, a tutt’oggi, i suoi successi aperti, per noi e per precisamente da rivendicare per il seguito del movimento
rivoluzionario del nostro tempo (anche se le circostanze li hanno
l’avvenire.
limitati quasi tutti allo stadio distruttivo - l’esempio più conosciuto é
l’insorto che dice al borghese sospetto, che afferma di non essersi mai state estremamente nocive a tutti gli effetti (la risurrezione del
occupato di politica: “ E’ proprio per questo che ti uccido”). giacobinismo, la strategia disfattista delle barricate in ricordo del ’48,
ecc.).
6. L’importanza vitale dell’armamento generale del popolo è
manifestata, praticamente e teoricamente, dall’inizio alla fine del 9. La Comune mostra come i difensori del vecchio mondo
movimento. Nell’insieme, non si è rinunciato, in favore di beneficino sempre, per un aspetto o per l’altro, della capacità dei
distaccamenti specializzati, al diritto di imporre con la forza una rivoluzionari; e soprattutto di coloro che pensano la rivoluzione. E
volontà comune. Il valore esemplare di questa autonomia dei gruppi precisamente là dove i rivoluzionari pensano come loro. Il vecchio
armati ha il suo rovescio nella mancanza di coordinazione: il fatto di mondo mantiene così delle basi (l’ideologia, il linguaggio, i costumi, i
non avere, in nessun momento, offensivo o difensivo, della lotta gusti) nello sviluppo dei suoi nemici, e vi si inserisce per riguadagnare
contro Versailles, portato la forza popolare a livello dell’efficacia il terreno perduto. (Solamente il pensiero in atto, naturale per il
militare; ma non si deve dimenticare che in Spagna la rivoluzione, e proletariato rivoluzionario, gli sfugge una volta per tutte: la Corte dei
infine la guerra, sono state perdute in nome della trasformazione in Conti é bruciata). La vera “ quinta colonna” è nello spirito stesso dei
“ esercito repubblicano ”. Si può pensare che la contraddizione tra rivoluzionari.
autonomia e coordinazione dipendesse, in larga misura, dallo sviluppo
tecnologico dell’epoca. 10. L’aneddoto degli incendiari che negli ultimi giorni erano
andati per distruggere Nôtre Dame, e che si erano scontrati con il
7. La Comune rappresenta, fino ad ora, la sola realizzazione di battaglione degli artisti della Comune, é ricco di senso: è un buon
un urbanismo rivoluzionario, poiché essa ha attaccato, nella pratica, i esempio di democrazia diretta. Esso mostra anche, più oltre, i
segni pietrificati dell’organizzazione dominante della vita, problemi ancora irrisolti nella prospettiva del potere dei Consigli dei
riconoscendo lo spazio sociale in termini politici, rifiutandosi di lavoratori. Quegli artisti, unanimi, avevano ragione di difendere una
credere che un monumento possa essere innocente. Coloro che cattedrale in nome di valori estetici permanenti, e in definitiva, in
riconducono questo aspetto ad un nichilismo da sottoproletari, nome dello spirito dei musei, quando altri uomini volevano quel
all’irresponsabilità delle incendiarie, devono, in contropartita, giorno accedere all’espressione di se stessi, traducendo, con la
confessare tutto ciò che essi considerano positivo, da conservare, nella demolizione della chiesa, la propria sfida totale ad una società che,
società dominante (si vedrà che é praticamente tutto). con la sconfitta della Comune, si accingeva a respingere tutta la loro
vita nel nulla e nel silenzio? Gli artisti della Comune, comportandosi
8. Più che dalla forza delle armi, la Comune di Parigi é stata da specialisti, si trovavano già in conflitto con una manifestazione
vinta dalla forza dell’abitudine. L’esempio pratico più scandaloso é il coerentemente estremista della lotta contro l’alienazione. Bisogna
rifiuto di ricorrere al cannone per impadronirsi della Banca di Francia, rimproverare agli uomini della Comune di non aver osato rispondere
mentre c’era un così grande bisogno di denaro. Durante tutto il al terrore totalitario del potere con l’impiego della totalità delle loro
periodo in cui la Comune ha tenuto il potere, la banca é rimasta armi. Tutto induce a credere che i poeti che hanno tradotto in quel
un’enclave versagliese dentro Parigi, difesa da qualche e fucile e dal momento la poesia sospesa nella Comune siano stati fatti sparire .
mito della proprietà e del furto. Le altre abitudini ideologiche sono La massa degli atti incompiuti della Comune fa sì che divengano
“ atrocità”
le azioni abbozzate, e che i ricordi siano censurati. La frase organizzazione sociale le consente e le impone di fare. Ma ancora per
“ coloroche fanno delle rivoluzioni a metà non fanno che scavarsi una poco. Presto, il fantasma che tutti i poteri della Terra, quelli già
tomba” spiega anche il silenzio di Saint-Just. installati e quelli che sperano di esserlo un giorno, cercano con questi
riti di esorcizzare, tornerà a farli tremare. Coloro che si richiamano a
11. I teorici che restituiscono la storia di questo movimento Lenin, a Stalin, a Mao Tse-Tung, parlano oggi in nome della Comune:
adottando il punto di vista onnisciente di Dio, hanno gioco facile nel il 18 marzo 1921, il giorno dopo aver concluso il massacro dei 16.000
mostrare che la Comune era oggettivamente condannata, che essa non marinai e operai del Soviet insorto di Kronstadt con la fucilazione in
aveva possibilità di sbocco. Non bisogna dimenticare che, per coloro massa dei prigionieri, degli ostaggi e di quei Soldati Rossi che si
che hanno vissuto l’avvenimento, lo sbocco era là. erano ammutinati rifiutando di partecipare alla repressione, Trotsky e
Zinoviev celebravano, per lo spettacolo del movimento comunista
12. L’audacia e l’immaginazione della Comune non si mondiale, il 50° anniversario della Comune di Parigi, accusando
misurano, evidentemente, in rapporto alla nostra epoca, ma in Thiers e Gallifet delle stragi compiute contro i Comunardi. Ecco un
rapporto alla banalità di allora nella vita politica, intellettuale, morale. altro fatto che dà da pensare.
In rapporto alla solidarietà di tutte le banalità alle quali la Comune ha Gli stalino-cristiani e i neoleninisti, manipolando il significato
appiccato il fuoco. Così, considerando la solidarietà delle banalità storico della Comune, non possono che deformarne o ignorarne gli
attuali, si può concepire l’ampiezza della creatività che possiamo aspetti più radicali e più veri, ed assimilare, coprendola con la coltre
attenderci da un’esplosione uguale. di noia e di banalità dell’ideologia, la prima Rivoluzione sociale del
proletariato europeo alle rivoluzioni burocratiche e sottosviluppate
13. La guerra sociale di cui la Comune é un momento dura che essi ammirano. Ne va della loro sopravvivenza. Questi militanti,
tuttora (benché le sue condizioni superficiali siano molto cambiate). eredi di una generazione che ha conosciuto tutte le sconfitte e
Per l’opera di “ rendere coscienti le tendenze incoscienti della Comune” consumato tutte le menzogne del periodo della disgregazione del
(Engels), non é stata detta l’ultima parola. movimento operaio rivoluzionario, questi specialisti della gerarchia e
del sacrificio, hanno tutto da temere dalle verità che la Comune ha
Una aggiunta annunciato di fronte al mondo: l’emancipazione dei lavoratori sarà
opera dei lavoratori stessi; la Rivoluzione sarà una festa o non sarà.
Cento anni fa, in Francia, la borghesia riconfermata al potere, La prima grande “ sconfitta” del potere proletario é in realtà una
rivelando di sapere che ogni attacco portato con conseguenza ai sua prima grande vittoria poiché, per la prima volta il proletariato ha
fondamenti di tale potere é un attacco ai fondamenti del cristianesimo affermato la propria capacità storica di dirigere, in maniera libera, tutti
(e viceversa), erigeva, per mezzo di una sottoscrizione nazionale, gli aspetti della vita sociale. Allo stesso modo, la grande “ vittoria”
l’orrendo Sacré Coeur, perché la Nazione espiasse di fronte a Dio i proletaria, la rivoluzione bolscevica, non é in definitiva che la sua
misfatti commessi dai Comunardi. Oggi, il Potere commemora la disfatta più carica di conseguenze.
Comune. Indubbiamente sono fatti che danno da pensare. I segni che già annunciano il secondo e definitivo assalto del
La sinistra, dai riformisti borghesi ai neobolscevichi, fa bene a proletariato internazionale ai bastioni dell’alienazione, dovunque,
celebrare la Comune. E’ tutto ciò che il suo ruolo nella presente annunciano anche il ritorno visibile delle aspirazioni e del programma
che la Comune conteneva essenzialmente: la soppressione di tutto ciò NOTERELLE INTRODUTTIVE SU IL ’68 E L’I.S.
che esiste separatamente dagli individui, la liberazione totale della vita A CURA DELA REDAZIONE DI Vis-à-vis
quotidiana.

Che i recuperatori e i burocrati vengano zittiti! Noi organizziamo solo il detonatore,


Che il proletariato rivoluzionario si riappropri della sua l’esplosione libera dovrà sfuggirci definitivamente
storia nascosta! e sfuggire a qualsiasi altro controllo.
Internationale Situationniste n°. 8, gennaio 1963.
Che storia e coscienza di classe divengano una cosa sola!

Milano, gennaio 1972. Siamo certi che se c’è un testo assolutamente emblematico, per
molteplici e densissimi aspetti, di quello che fu l’ambito esistenziale,
psicologico, culturale e politico del “’68 studentesco”, di quel fenomeno di
massa, cioè, che ha ormai consolidato una valenza prioritariamente
“generazionale”, almeno a livello del deleterio senso comune che le
sedimentazioni mediatiche hanno depositato, lungo il corso del loro
instancabile processo d’intrusione e “legittimazione normativa” della
memoria collettiva, ebbene, quel testo non può che essere: Della miseria
dell’ambiente studentesco, redatto dall’Internazionale Situazionista e dagli
studenti di Strasburgo. Per uno strano ma in fondo comprensibile
paradosso del Grande Spettacolo, questa scelta, invero per noi
laboriosamente “macerata”, può indifferentemente soddisfare un quadro
pressochè illimitato delle più differenti opzioni interpretative riguardanti
quell’anno: <<programmisti televisivi, pubblicitari, opinionisti,
intrattenitori, esperti in “tematiche giovanili” e professori della
neouniversità>> (come dall’elenco invero modesto e da rimpolpare,
riportato da Mario Lippolis nella sua introduzione all’ottima traduzione e
pubblicazione dell’internazionale situazionista 1958-69, Nautilus, Torino,
1994), ma anche semiologi, critici, reduci, psicologi, politologi, futurologi,
sociologi, storici, funzionari di partito, funzionari sindacali, funzionari
dell’intellettualità di massa, fans dell’intellettualità di massa, funzionari del
post-fordismo, fans del post-fordismo, funzionari municipali, fans del
municipalismo, il funzionario Enrico Ghezzi, i fans di Ghezzi, cibernetici,
cybernautici, cybernaufraghi, addetti alle relazioni col personale, addetti
alla selezione del personale, addetti alla radiazione del personale
ecc.ecc.ecc.... insomma un po’ tutti ormai sanno che “i situazionisti c’erano
nel maggio parigino”. Questi autentici “enfants terribles” sono stati fatti
diventare famosi (non è mancato nemmeno il contributo della Sugarco dei potenza, giungendo per un breve ma lunghissimo momento a costringere il
tempi d’oro di Benito, l’eroe di Hammamet, benemerita editrice dell’ultima Potere del capitale in un autentico, paralizzante, annichilito “surplace”. E
fatica di Debord); lo spettacolo li ha macinati e ingurgitati. Resta da di quel sessantotto, di quell’ineguagliabile “joli mai”, l’espressione più alta
vedere se, alla lunga, riuscirà veramente a “digerirli” ... ma poi, li è quell’indefinibile aggregato, quel grumo inafferrabile che si condensò
degraderà metabolizzandoli veramente, o magari li riespellerà maleodoranti quasi in modo impercettibile ma evidentemente “pesante”, sul piano delle
ma sostanzialmente incorrotti? A detta di alcuni degli ultimi “iniziati” ricadute teorico-pratiche, intorno a quella sigla, sibilante come il suo
sopravvissuti <<i situazionisti avrebbero così il dubbio privilegio di essere sarcasmo radicalmente critico, che fu l’“I.S.” (Internationale
tra i primi “classici” decretati dalla cultura puramente spettacolare “iuxta Situationniste). L’I.S. era nel movimento, era la parte marxianamente “più
propria principia” [...]: all’inizio ostentatamente ignorati e taciuti, poi consapevole” del movimento, e morì col movimento del maggio: era al
falsificati e resi incomprensibili, e infine rivestiti d’autorità di una notorietà quartiere latino così come nelle banlieus, era nell’“immota e soffice”
ufficiale ripugnante, confusionista e compromettente [...] un effetto di provincia così come nei Maelström metropolitani, fra gli studenti della
familiarità artificiale al preciso scopo di impedire la conoscenza>> paludata “Ecole supérieure des Hautes Etudes” e fra gli “arrabbiati” di
(Ibidem). Nanterre, fra i metalmeccanici di Billancourt e fra i casseurs delle
Tutto ciò non significa che, improvvisamente, ci siamo ritrovati a periferie... e il suo scandaloso fantasma irridente è diventato una sorta di
rincorrere un “ecumenismo culturalistico” che da sempre abbiamo invariante costitutiva di tutti i successivi momenti di espressione diretta del
aborrito, e a maggior ragione rifuggiremmo, in un’occasione come quella sociale, non ultimo il ’77 italiano, il cui lessico, le cui morfologie
dell’anniversario del “trentennale”: fatidico rituale che già di per sè ci comportamentali, il cui immaginario erano inoppugnabilmente inscritti in
risulta assai ostico, stante il nostro sforzo di una costante riverberazione un universo semantico il cui debito nei confronti dell’I.S. può essere negato
critica della memoria di classe su ogni più piccola tessera di quel mosaico solo per becera mala fede.
ricompositivo che tendiamo, per la nostra parte, a ridefinire, come Ebbene, il documento che abbiamo dunque deciso di ripubblicare,
indispensabile orizzonte di un’opzione comunista finalmente in grado di pur essendo stato stampato e diffuso “in proprio”, nel novembre del 1996,
rilanciare in avanti la sua scommessa. da un gruppetto di studenti dell’allora “marginale cittadina” di Strasburgo
No, le liturgie ci stomacano! Se anche “Vis-à-vis” dedica una (lo stereotipo da depliants turistici: “un ridente e pittoresco borgo tardo
sezione specifica al “’68” è soltanto perchè quell’anno ha effettivamente medioevale, caratteristico della tipologia urbana ed architettonica della
rappresentato un autentico “giro di boa”: quell’anno è l’evento che, in campestre Alsazia”), ha avuto la ventura di rappresentare quello che Marx
Italia, “apre” al “’69”, uno dei due poli di quel biennio inscindibile che avrebbe definito come il classico “canto del gallo francese”! Esso, frutto di
costituisce l’autentica cruna d’ago attraverso cui dovrà saper passare un intenso lavorio di discussione collettiva, in cui fu esplicitamente e
chiunque si approccerà a una rivisitazione storico-critica di questa seconda direttamente coinvolta l’I.S. (contattata dagli studenti durante l’estate di
metà-secolo, e non solo in una prospettiva “italiana”. L’“anomalia” del quello stesso anno), di fatto enucleò e pose in rassegna tutte le basi di quella
nostro paese, infatti, costituisce uno snodo essenziale nella storia generale critica radicale che fu premessa fondamentale e ineludibile del maggio
della classe, nell’articolazione di quel partito storico della classe che Marx francese.
ha individuato come innervazione e sedimento pratico-teorico I suaccennati problemi digestivi di Monsieur le Capital non ci
dell’autopraxis del proletariato universale: essa costituisce uno dei riguardano. A ciascuno i suoi compiti! Se, come qualcuno ha detto,
momenti alti di questo lento, carsico movimento reale della classe, del “eliminando” Marx dalla modernità si ripiomberebbe inevitabilmente
sinusoidale percorso della sua soggettività autonoma nel/al comunismo. nell’Ancien Régime, così eliminando l’I.S. dal ’68 si lobotomizzerebbe quel
Ma se “il” ’69 non può che essere “italiano”, con altrettanta <<moto storico cui essa si legò>> (ib.), riducendolo a mero rigurgito di un
categoricità ci sembra di poter affermare che “il” ’68 può essere “solo goliardismo di maniera, degradante pantomima giovanilistica del
francese”: è in Francia, infatti, che quell’evento si è espresso alla massima grandioso, tragico spettacolo della Politika.
D’altronde, siamo convinti che ciò che si è tentato ed è in parte
riuscito, in termini di “recupero” alla spettacolarizzazione, con La società DELLA MISERIA
dello spettacolo, non potrà mai verificarsi con il testo che qui DELL’AMBIENTE STUDENTESCO
ri/presentiamo. Non è un caso che esso sia assolutamente scomparso dal
mercato editoriale, per antonomasia assolutamente onnivoro! E ciò pur CONSIDERATA NEI SUOI ASPETTI
rimanendo affatto attuale, malgrado l’enfatizzazione di una sorta di ECONOMICO, POLITICO, PSICOLOGICO, SESSUALE E SPECIALMENTE
conformismo “anticonformista-sinistrese” oggi definitivamente soppiantato INTELLETTUALE
dall’universale-generico conformismo tout-court della merce. Troppo E DI ALCUNI M EZZI PER PORVI R IMEDIO
grande la tossicità di questo libello! Troppo amaro l’orrore dell’immagine
che queste pagine riflettono come uno specchio spietatamente fedele della
realtà dell’astratto! Una realtà che è intrisa della concretissima miseria da parte dei membri
quotidiana di una condizione di totale, insopportabile degradazione. Quei
dell’Internazionale Situazionista e degli studenti di Strasburgo*
“giovani”, la cui età Nizan ha stabilito una volta per tutte non essere affatto
la più bella e ai quali è privilegiatamente indirizzato lo scritto, non
potranno mai fingere che piova mentre quelle pagine gli sputano sul viso la ___________________________________________
reale miseria della loro condizione, che ne rende l’esistenza affatto
omogenea a quella dell’intera umanità, costretta nella rassegnazione Rendere la vergogna ancora più
organizzata dallo spettacolo della merce. Lo scandalo di questo esplosivo vergognosa denunciandola
pubblicamente
pamphlet sta nel denunciare la mostruosità dell’evidenza quotidiana: solo
l’evidenza ripugnante dello scandalo dell’esistenza negata potrà forse far
germinare nuovamente un’esistenza eversivamente scandalosa!
Ma questa è già un’altra storia e, comunque, proprio in tale
prospettiva, “Vis-à-vis” sta cercando di volgere i suoi passi anche ridando
la parola al versante più positivamente fecondo di quel “pensiero del
S i può affermare senza paura di sbagliare che in Francia lo
studente è, dopo i poliziotti e i preti, l’essere più
universalmente disprezzato. Le ragioni per cui é
disprezzato sono spesso false ragioni, frutto dell’ideologia dominante,
negativo”, di cui l’I.S., a nostro avviso, rimane espressione insuperata e ma le ragioni per cui é effettivamente disprezzabile e disprezzato dal
imprescindibile. punto di vista della critica rivoluzionaria sono represse e inconfessate.
Un’ultima considerazione, va fatta, in merito al corposo corredo di I paladini della falsa contestazione sanno però riconoscerle e
note inserito dai curatori/traduttori (situazionisti) dell’edizione italiana del riconoscervisi. Essi capovolgono questo disprezzo reale in
documento in questione (la prima in assoluto che comparve in Italia, in
un’ammirazione compiacente: così degli impotenti intellettuali di
apertura del volume: l’estremismo coerente dei situazionisti, Ed. 912,
sinistra (da “Temps Modernes”a l’“Express”) vanno in deliquio
Milano, 1968): tale apporto integrativo é evidentemente dettato
dall’esigenza di “ri/calibrare” il testo, parametrandolo sul livello specifico davanti alla pretesa “avanzata del movimento studentesco” e le
del confronto/scontro politico, interno, allora, al movimento nel nostro organizzazioni burocratiche in disfacimento (dal partito cosiddetto
paese. Ci pare che, grazie anche ad alcune ulteriori mirate (e
contrassegnate) interpolazioni di chi scrive alle suddette note, i riferimenti
*
polemici risultino sufficientemente chiari. Nell’originale francese si legge: <<par des membres de l’Internationale Situationniste et des étudiants
de Strasbourg>>, laddove, evidentemente il “par” sta a indicare la paternità letteraria del testo (come la
M.M. preposizione italiana “di”) ma anche un senso di provenienza (“da”), che fa risultare il tutto come una
sorta di “proclama” dagli autori al mondo.
comunista all’UNEF)1 si contendono gelosamente l’appoggio “morale Lo spettacolo 3 della reificazione che presiede al capitalismo
e materiale” degli studenti. Noi indicheremo le ragioni di questo moderno impone a tutti una parte della passività generalizzata. Lo
interesse per gli studenti e mostreremo come esse partecipino in modo studente non sfugge a questa legge. Il suo é un ruolo provvisorio che
positivo, alimentandola, alla realtà dominante del capitalismo lo prepara al ruolo definitivo di elemento positivo e conservatore nel
sovrasviluppato e le denunceremo una a una: il processo di funzionamento del sistema consumistico. Quella dello studente é
disalienazione passa necessariamente per la strada dell’alienazione. soltanto un’iniziazione che riproduce, magicamente, tutte le
Tutte le analisi finora fatte sulla condizione studentesca hanno caratteristiche dell’iniziazione mitica: é totalmente staccata dalla
tralasciato l’essenziale. Non superano mai il punto di vista delle realtà storica, individuale e sociale. Lo studente é un essere diviso tra
specializzazioni universitarie (psicologia, sociologia, economia) e una condizione presente e una condizione futura nettamente distinte, il
restano quindi fondamentalmente errate, perché commettono quella cui limite sarà superato meccanicamente. La sua coscienza
che Fourier chiamava una leggerezza metodologica “considerando schizofrenica gli permette di isolarsi in una “società di iniziazione”,
solo le questioni elementari” senza considerare la prospettiva globale mistifica il suo avvenire e si incanta davanti all’unità mistica che gli
della società moderna. Il feticismo dei fatti maschera la categoria offre un presente al riparo dalla storia. Il meccanismo di
essenziale e i particolari fanno dimenticare la totalità. Tutto si dice di rovesciamento della verità ufficiale, cioè economica, é estremamente
questa società, salvo quello che effettivamente essa é: società della semplice da smascherare: é duro guardare in faccia la realtà
merce e dello spettacolo. I sociologi Bourderon e Passadieu nella studentesca. In una “società del benessere” la condizione normale
loro inchiesta Gli eredi: gli studenti e la cultura restano disarmati di dello studente oggi é un’estrema povertà. Provenienti per di più
fronte alle poche verità parziali che sono riusciti a dimostrare. dell’80% da strati sociali il cui reddito é superiore a quello di un
Nonostante la buona volontà ricadono nella morale dei professori, operaio, il 90% di essi dispone di un reddito inferiore a quello
nell’inevitabile etica kantiana di una democratizzazione reale per dell’ultimo salariato. La miseria dello studente resta al di qua della
mezzo di una razionalizzazione reale del sistema di insegnamento, misera della società dello spettacolo, della nuova miseria del nuovo
vale a dire di insegnamento del sistema. Mentre i loro discepoli, come proletariato. In un tempo in cui un numero sempre crescente di
Kravetz2 , si illudono di essere in molti a risvegliarsi e compensano la giovani si emancipa via via dai pregiudizi morali e dall’autorità
loro amarezza piccolo-burocratica con il guazzabuglio di una familiare per entrare al più presto nei rapporti di sfruttamento palese,
fraseologia rivoluzionaria sorpassata. lo studente si mantiene a tutti i livelli in uno stato di “minorità
prolungata”, irresponsabile e docile. Se la crisi giovanile tardiva lo
mette in parte in contrasto con la sua famiglia, accetta però volentieri
di essere trattato come un bambino all’interno delle istituzioni che
1
Non diversamente oggi esse cercano di comprare le vedettes della piccola burocrazia che sostiene regolano la sua vita quotidiana4 .
l’immagine del cosiddetto “Movim ento Studentesco”: la campagna-acquisti dell’estate 1968, per
esempio ha portato gente come Capanna e Scalzone nelle scuderie del PCI [n.d.r.: ci si riferisce qui alla
3
campagna per la “scheda rossa/voto al PCI” che si tentò di far passare nel movimento italiano, in vista Ovviamente usiamo termini come spettacolo, ruolo, miseria ecc. secondo il senso che ne danno i
della scadenza elettorale], e metà di “Falcemartello” fra gli stalinisti del PCd’I “Le loro scelte avvengono Situazionisti.
4
sempre fra un racket e un altro” (Della merda nell’ambiente culturale). Quando non gli cagano in bocca, gli pisciano di nascosto nel culo. Così lo studente, sfuggito - così egli
2
I Kravets italiani, i Rostagno e i Bobbio che criticano il “partitismo” mentre rimangono tuttora nel crede - alla logica della famiglia e dello Stato, raggiunge un orgasmo impotente nella ricerca di un
PSIUP, sognando un “partito degli studenti”, si lavano la coscienza parlando del “problema” (malposto “partito rivoluzionario” che possa soddisfare il suo masochismo, di un nuovo padre che lo disprezzi e lo
già in quanto tale) del “collegamento con la classe operaia”, salvo spaventarsi di fronte alla loro comandi. Il cristianesimo maoista gli giustifica ideologicamente il suo sacrificio sull’altare
impotenza e chiedere un ripiegamento tattico sullo “specifico universitario”. dell’“avanguardia del proletariato”.
La colonizzazione dei diversi settori sociali trova nel mondo scalcagnate della società dominante, la ripetizione burlesca dei suoi
studentesco l’espressione più stridente. Il transfert sugli studenti di prodotti alienati.
tutta la cattiva coscienza sociale maschera la miseria e l’asservimento Lo studente francese, in quanto individuo ideologico arriva
di tutti. troppo tardi a tutto6 . I valori e le illusioni che fanno l’orgoglio del
Ma le ragioni su cui si fonda il nostro disprezzo per lo studente suo mondo chiuso sono già condannate come illusioni insostenibili, da
sono di genere completamente diverso. Non riguardano soltanto la lungo tempo ridicolizzate dalla storia.
miseria reale, ma anche la sua compiacenza verso tutte le miserie, la Poiché raccoglie qualche briciola del prestigio dell’università
tendenza morbosa a consumare beatamente l’alienazione nella lo studente é ancora contento di farne parte. Troppo tardi.
speranza di interessare al proprio vuoto particolare in mezzo al vuoto L’insegnamento meccanico e specializzato che riceve é così
generale. Le esigenze del capitalismo moderno impongono alla profondamente degradato (rispetto al vecchio livello della cultura
maggior parte degli studenti la condizione di quadri subordinati (vale generale borghese)7 quanto il suo livello intellettuale al momento in
a dire l’equivalente dell’operaio qualificato del secolo scorso)5 . Di cui vi accede, perché le forze dominanti, cioè il sistema economico,
fronte al carattere miserabile di questo avvenire più o meno prossimo esigono una fabbricazione massiccia di studenti incolti e incapaci di
che lo “risarcirà” della vergognosa miseria del presente, lo studente pensare. Che l’università sia diventata un’organizzazione -
preferisce volgersi alla sua situazione attuale e abbellirla di prestigi istituzionale - dell'ignoranza, che la cosiddetta “alta cultura” si vada
illusori. Ma anche questa compensazione é troppo miseranda perché decomponendo al ritmo della produzione in serie dei professori, che
possa aggrapparvisi: il futuro non si salverà dalla mediocrità tutti questi professori siano degli imbecilli, la maggior parte dei quali
inevitabile. Allora lo studente si rifugia in un presente irrealmente susciterebbe le risa di scherno di qualsiasi pubblico di liceo, lo
vissuto. studente lo ignora e continua ad ascoltare rispettosamente i suoi
Simile allo schiavo stoico, lo studente si crede tanto più libero maestri, con la volontà cosciente di perdere ogni spirito critico per
quanto più strettamente lo legano le catene all’autorità. Come la sua meglio piombare nell’illusione mistica di essere diventato uno
nuova famiglia, l’Università, si considera l’essere sociale più “studente”, uno che si dedica con serietà a farsi un’istruzione con la
“autonomo” mentre dipende direttamente e congiuntamente dai due
sistemi più potenti dell’autorità sociale: la famiglia e lo stato. E’ il 6
Ma lo studente italiano si dimostra in ritardo persino nei confronti degli studenti francesi, colpevoli,
loro bambino educato e riconoscente. Seguendo la stessa logica del secondo lui, di “non aver fatto la rivoluzione” durante il Maggio, poiché lo “spontaneismo” avrebbe
impedito loro di capire la “necessità dell’organizzazione rivoluzionaria”, che per lui è una tautologia del
bambino sottomesso, partecipa a tutti i valori e tutte le mistificazioni “partito marxista-leninista”. Infatti lo studente italiano pensa alla “rivoluzione” come a un golpe, ben
del sistema e le concentra in sé. Le illusioni di un tempo, imposte alla diretto dai colonnelli della falsa contestazione [n.d.r.: in effetti, è ben vero che una delle più diffuse
“tendenze interpretative” del rifluire dell’ondata del “maggio” francese, sotto la risacca delle
categoria dei piccoli funzionari, diventano ideologia interiorizzata e “maggioranze silenziose” mobilitate a Parigi dal Grande Padre della Patria De Gaulle e la lenta ma rigida
trasmessa attraverso la massa dei futuri quadri subordinati. presa di distanze di tutte le confederazioni sindacali, fu anche in Italia (ma la Francia non fece eccezione
con i suoi “maò” della “cause de people”) proprio l’aberrante rieditazione del più becero degli
Se la miseria sociale del passato ha prodotto i sistemi di emmellismi: Brandirali (da molti anni ormai “formigoniano integr alista”) e Meldolesi (ora sulla scia
compensazione più grandiosi (le religioni), la miseria marginale degli “ultraflessibilizzante” dei Brunetta, degli Ichino, e via “confindustrializzando”, ma già e a lungo
craxiano-di-ferro) furono le gloriose avanguardie della maleodorante valanga dei “gruppetti”, staccando
studenti si é trovata come unica consolazione le immagini più tutti di parecchi mesi grazie alla “Forza” loro infusa dai pensierini di Mao e riuscendo a erigere per primi
la loro bella parrocchietta di “Servire il popolo - Unione dei comunisti” ... che bravini!]
7
L’avanzata delle tecniche, che riflette il contenuto rivoluzionario della borghesia, dissolve la Cultura,
5
Ma senza la sua coscienza rivoluzionaria, perché l’operaio non era dominato dall’illusione della preistorica per definizione: della cultura rimane solo una funzione spettacolare sempre più debole. Da
promozione sociale lungo la scala dei consumi spettacolari. Hegel o dagli Enciclopedisti siamo già passati a Levi-Strauss e ai Fratelli Fabbri Editori.
speranza che gli saranno rivelate le verità supreme. E’ la menopausa suo adeguamento ai bisogni del capitalismo moderno. Le università,
dell’intelligenza. Tutto quello che oggi succede nelle aule delle adorne ancora di prestigi anacronistici, si sono trasformate da
facoltà universitarie sarà condannato nella futura società dispensatrici della “cultura generale” al servizio della classe dirigente,
rivoluzionaria come cicaleccio inutile, socialmente dannoso. Ma già in industrie di allevamento accelerato di quadri subordinati e di quadri
fin d’ora lo studente fa ridere. medi. Lungi dal contestare questo processo storico che subordina
Non si rende neanche conto che la storia trasforma il suo direttamente uno degli ultimi settori ancora relativamente autonomi
ridicolo mondo chiuso. La famosa “crisi dell’università”, aspetto di della vita sociale alle esigenze del sistema capitalistico, i nostri
una crisi più generale del capitalismo moderno, rimane oggetto di un progressisti protestano contro i ritardi e i punti deboli della sua
dialogo tra sordi di differenti specializzazioni. Essa traduce soltanto realizzazione. Sono i paladini della futura università cibernetizzata
le difficoltà di un adeguamento tardivo di questo settore particolare che già si annuncia in qualche luogo9 . Il sistema consumistico e i suoi
della produzione a una trasformazione generale dell’apparato moderni servitori, ecco i nemici da combattere.
produttivo. I residui delle vecchie ideologie dell’università liberale Ma questi problemi passano sopra la testa dello studente, nel
borghese si banalizzano nel momento in cui scompare la sua base cielo dei suoi maestri, e a lui sfuggono completamente: la totalità
sociale. E’ stato possibile per l’università considerarsi autonoma della sua vita e a maggior ragione della vita gli sfugge.
nell’epoca del capitalismo liberoscambista e del suo stato liberale che Data la sua situazione economica di estrema povertà, lo
le lasciava una certa libertà marginale. Ma di fatto dipendeva studente é condannato a una condizione di sopravvivenza che non ha
strettamente dai bisogni di quel tipo di società: dare a una minoranza nulla di invidiabile. Ma, sempre soddisfatto di sé, eleva la sua miseria
privilegiata, quella che studiava, la cultura generale appropriata prima banale a “stile di vita” originale: il miserabilismo e la “bohème”. Ora
che tornasse a far parte della classe dirigente da cui proveniva. Sono la “bohème”, lungi dall’essere una soluzione originale, non é mai
perciò ridicoli i professori nostalgici8 , amareggiati per aver perduto autenticamente vissuta che dopo una rottura completa e irreversibile
l’antica funzione di cani da guardia dei futuri padroni, in cambio di con l’ambiente universitario. I suoi sostenitori tra gli studenti (e tutti
quella molto meno nobile di cani da pastore che guidano, secondo i si piccano di esserlo un po’) non fanno altro che attaccarsi a una
bisogni pianificatori del sistema, le sfornate di “colletti bianchi” verso versione artificiale e degradata di quella che é nel migliore dei casi
le rispettive fabbriche e uffici. Essi oppongono i loro arcaismi alla una mediocre soluzione individuale che merita perfino il disprezzo
tecnocratizzazione dell’università e continuano imperturbabili a delle vecchie signore di campagna. Questi “originali” continuano,
spacciare le briciole di una cultura pseudogenerale a futuri specialisti trent’anni dopo l’opera di W. Reich10 , ad avere i comportamenti
che non sapranno che farsene. erotico-amorosi più tradizionali, riproducendo i rapporti generali della
Più seri e perciò più pericolosi sono i progressisti della sinistra
e quelli dell’UNEF diretti dagli “ultras” della FGEL i quali 9
Cfr. “Internationale Situationniste” n. 9, Correspondance avec un cybernéticien e il manifesto
situazionista La tortue dans la vitrine contro il neo-professore A. Moles. Infatti i Moles di tutto il
rivendicano una “riforma di struttura” dell’università, “un mondo, contribuendo alla specializzazione culturale delle tecniche cibernetiche, contribuiscono
reinserimento dell’università nella vita sociale e economica”, cioè il attivamente a conservarle nelle mani dei loro padroni attuali, da cui il proletariato dovrà strapparle per
porre la pietra angolare per l’abolizione di tutte le alienazioni sociali, l’abolizione del lavoro.
10
Vedi le sue opere La rivoluzione sessuale e la Teoria dell’orgasmo, del resto già largamente
recuperate nell’attuale processo spettacolare del Sesso “liberato”, cioè della Castrazione rinforzata dal
8
I docenti di sinistra, da Carlo Bo a Mattalia, non osando appellarsi al liberalismo filisteo, si inventano suo rovesciamento isolato. Per non parlare degli usi culturali: non si era mai vista tanta gente
dei precedenti riscoprendo in nuove edizioni le autonomie scolastiche del Medio Evo, l’epoca della masturbarsi prima che si cominciasse a citare Reich. Gli studenti sono ovviamente all’avanguardia
“democrazia della non-libertà”. anche in questo campo.
società classista nei loro rapporti intersessuali. La predisposizione a inventate. Egli verifica perfettamente le analisi più banali della
diventare un militante purchessia dice molte cose sull’impotenza dello sociologia americana del marketing: consumo ostentato, affermazione
studente. Nel margine di libertà individuale permesso dallo di una differenziazione pubblicitaria tra prodotti identici nella loro
Spettacolo totalitario e malgrado l’uso meschino che egli fa del nullità (Pérec o Robbe-Grillet; Godard o Lelouch).
proprio tempo, lo studente ignora ancora l’avventura e le preferisce E quando gli “dei” che producono o organizzano il suo
uno spazio-tempo quotidiano ristretto, pianificato a suo uso e spettacolo culturale si incarnano sulla scena é il loro principale
consumo dai guardiani dello spettacolo stesso. pubblico e il frequentatore ideale. Assiste in massa alle loro esibizioni
Senza esservi costretto lo studente separa lavoro e più oscene; chi altro riempirebbe le sale quando per esempio i curati
divertimenti, proclamando un ipocrita disprezzo per gli sgobboni e per delle varie parrocchie vengono a propinare pubblicamente i loro
quelli che vogliono far carriera. Sottoscrive tutte le scissioni della dialoghi-fiume (settimana del pensiero cosiddetto marxista, riunioni di
società e va poi a versare lacrime sull’incomunicabilità nei vari circoli intellettuali cattolici) o quando i relitti della letteratura vengono a
religiosi, sportivi, politici o sindacali. E’ così stupido e così constatare la loro impotenza (5000 studenti a “Que peut la
disgraziato che si affida in massa e spontaneamente al controllo littérature”?”)?
parapoliziesco degli psichiatri e psicologi, predisposto a suo beneficio Incapace di passioni reali, lo studente si delizia di polemiche
dall’avanguardia dell’oppressione moderna e esaltato dai suoi prive di passione tra le vedettes dell’Inintelligenza, su falsi problemi
“rappresentanti”, che vedono naturalmente nei Centri di Aiuto la cui funzione é mascherare quelli veri: Althusser - Garaudy - Sartre
Psicologico Universitario (BAPU) una conquista indispensabile e - Barthes - Picard - Lefebvre - Levi Strauss - Halliday - Chatelet -
meritata11 . Antoine. Umanesimo - Esistenzialismo - Strutturalismo - Scientismo
Ma la miseria reale della vita quotidiana dello studente trova - Neocriticismo - Dialetto-naturalismo - Cibernetismo - Pianetismo -
una immediata compensazione fantastica nella sua principale droga: Metafilosofismo.
la merce culturale. Nello spettacolo culturale lo studente ritrova Nel suo zelo si crede all’avanguardia perché ha visto l’ultimo
naturalmente il suo ruolo di discepolo rispettoso; prossimo al luogo Godard, comprato l'ultimo libro “argumentiste”12 , partecipato
della produzione senza potervi penetrare - l’accesso al santuario gli all’ultimo happening di quel coglione di Lapassade. Ignorante com’è
resta vietato - lo studente scopre la “cultura moderna” con prende per novità “rivoluzionarie” garantite da un’etichetta i più
atteggiamento di ammirazione passiva. In un’epoca in cui l’arte é insipidi surrogati di antiche ricerche, effettivamente importanti al loro
morta rimane il principale frequentatore dei teatri e dei cineforum e il tempo, edulcorate ai fini del mercato. Il problema é di preservare
più ghiotto consumatore del suo cadavere congelato e messo in sempre la sua reputazione culturale. Lo studente é fiero di comprare,
circolazione sotto cellophane nei supermercati per le massaie come tutti, le riedizioni economiche di una serie di testi importanti e
dell’abbondanza. Lo studente partecipa a questa giostra senza riserve, difficili che la “cultura di massa” diffonde a ritmi accelerati13 . Ma non
senza secondi finii e senza distacco. E’ il suo elemento naturale. Se sapendo leggere si accontenta di consumarli con lo sguardo.
le “case della cultura” non esistessero, lo studente le avrebbe
12
Aux pubelles de l’histoire è il testo diffuso dall’I.S. nel 1963 sul conto della rivista “ Arguments” e la
11
Non avendo raggiunto il fasto “moderno” della psicanalisi, lo studente italiano ricorre ancora ai sua gang. Mentre in Italia il “marxismo”, immondizia filosofica per tutti gli usi (dall’estetica di
confessori . Mentre la gente normale deve venire costretta ad assistere a prediche e dibattiti, con lo Galvano Della Volpe ai primitivismi di “Lavoro Politico”, via Longo e Pasolini), non ha ancora cessato
studente basta annunciare l’apertura di un nuovo “raggio” di GS o di una nuova cellula di qualcuno dei di essere il migliore preservativo contro il pensiero e la metodologia rivoluzionari di Karl Marx.
13
partiti “comunisti”: egli vi si precipiterà a costo di fare la coda. A questo proposito non si raccomanderà mai abbastanza la soluzione già praticata dai più intelligenti,
La sua lettura preferita resta la stampa specializzata che là, come quegli individui che si definiscono, per una vera malattia
orchestra il consumo delirante dei gadgets culturali; ne accetta dell’inversione pubblicitaria, JCR (Jeunes Communistes
docilmente gli ordini pubblicitari e ne fa il termine di riferimento Révolutionnaires), mentre non sono né giovani né comunisti né
standard dei suoi gusti. Si estasia ancora sull’“Express”e rivoluzionari16 , é per allinearsi allegramente alla parola d’ordine
l’“Observateur”oppure crede che “Le Monde”, il cui stile é già troppo pontificia: Pace nel Vietnam.
difficile per lui, sia veramente un giornale “obiettivo” che riflette Lo studente é fiero di opporsi agli “arcaismi” di De Gaulle, ma
l’attualità. Per approfondire le sue conoscenze generali inghiotte con non si rende conto di seguire così i vecchi errori del passato, i crimini
avidità “Planète”, la rivista magica che cancella le rughe e i punti neri stantii (come lo stalinismo all’epoca di Togliatti - Garaudy - Kruscev
delle vecchie idee14 . E così che crede di partecipare al mondo - Mao)17 e che così la sua gioventù é ancora più arcaica del potere
moderno e di iniziarsi alla politica. che effettivamente dispone di tutto quello che occorre per
Infatti lo studente più di ogni altro é contento di essere amministrare una società moderna.
politicizzato. Ma ignora che partecipa alla politica attraverso lo Ma questo non é l’unico arcaismo dello studente. Egli si
stesso spettacolo generale che presiede alla società. Si appropria crede di avere idee generali su tutto, concezioni coerenti del mondo
ancora di tutti i ridicoli brandelli di una sinistra annientata più di 40 che diano un senso al suo bisogno di agitazione e di promiscuità
anni fa dal riformismo “socialista” e dalla controrivoluzione asessuata. Perciò, vittima delle ultime farneticazioni delle chiese, si
stalinista. Lo studente lo ignora ancora, mentre il Potere lo sa precipita sul rudere cadente della religione per adorare la carogna
benissimo e gli operai in modo confuso. Partecipa con fierezza puzzolente di Dio e si attacca ai rimasugli decomposti delle religioni
risibile alle manifestazioni più ridicole che attirano soltanto lui. La preistoriche che crede degni di sé e del suo tempo. Si ha quasi
falsa coscienza politica si trova in lui allo stato puro e lo studente vergogna a dirlo ma l’ambiente studentesco é, insieme con quello
costituisce la base ideale per le manipolazioni dei burocrati delle delle vecchie di provincia, il settore in cui resiste la maggior
organizzazioni in via di disfacimento (dal Partito cosiddetto percentuale di praticanti e, mentre in qualsiasi posto i preti sono già
Comunista all’UNEF). Queste programmano totalitariamente le sue stati mangiati o cacciati via, resta la migliore “terra di missione” dove
opzioni politiche: ogni impennata o velleità di “indipendenza” rientra
docilmente dopo una parodia di resistenza in un ordine che non é stato l’autogestione della rivoluzione trova confronto solo in quella per la rivoluzione dell’autogestione totale:
mai messo in questione15 . Quando lo studente crede di andare più in cioè della Rivoluzione senz’altro.
16
Cfr. i “nostri” marxisti -leninisti di tutte le parrocchie, per lo più i filo -maoisti, i quali, oltre a non
essere marxisti, non sono nemmeno leninisti . Si vedano in proposito le tesi di Arrigo Cervetto, e del suo
quella di rubarli. Così come uno dei pochi usi oggi possibili del cinema o della televisione è la gruppo Lotta Comunista, il quale, essendo l’unico esponente italiano che sia fedele e coerente
pornografia, malgrado la condanna che i delegati del cristianesimo nord-vietnamita hanno pronunciato al all’ideologia leninista, è quindi anche un demistificatore dell’ideologia sottosviluppata di Mao.
17
I Congresso Culturale dell’Avana, ambiente da cui i nostri patrioti risorgimentali, come Pisacane, Un ottimo esempio della falsa coscienza internazionale dei “nuovi” movimenti studenteschi si può
sarebbero stati cacciati per deviazionismo di sinistra. rilevare dal loro amore pregiudiziale per la menzogna cinese e contemporaneamente dal loro odio
14
Contributi per un catalogo italiano: “Quindici ”, rivista su cui scrivono Andrea Barbato (speaker, formale per Stalin. “La vita di Stalin è stata la vita di un grande marxista-leninista, di un grande
televisivo del PSU), Edoardo Sanguineti (candidato del PCI), Nanni Balestrini (poeta cibernetico), rivoluzionario proletario ... Nel corso della sua vita, Stalin ha commesso gravi errori, ma in paragone le
Filippini (cultore della personalità di Giap), Gaetano Testa (romanziere terremotato); “ Quaderni sue grandi e meritorie gesta, i suoi errori sono secondari ... egli difese la linea di Lenin
Piacentini”, rivista di <<politica e cultura”, di cui, dopo 35 numeri, si ignora ancora la linea politica; sull’industrializzazione dell’Unione Sovietica e sulla collettivizzazione dell’agricoltura. Perseguendo
“ Lavoro Politico”, rivista di ex-democristiani filocinesi, la prima al mondo composta da citazioni di una questa linea, il PCUS ottenne il trionfo del socialismo nell’Unione Sovietica” (dal “Renmin Ribao” del 6
persona sola; il resto è ancora più ridicolo. settembre 1963). La coerenza della miseria ideologica è l’unica coerenza che conoscano questi
15
Cfr. le ultime avventure degli studenti del movimento studentesco, che dopo la piccola festa delle loro “rivoluzionari”, le loro contraddizioni vengono annegate in una pigrizia mentale che impedisce loro
piccole “occupazioni”, stanno tornando a casa: chi non ha già trovato locazione nei partiti costantemente di andare al di là delle chiacchiere culturali correnti. La linea Dutschke-Carmichael-Potere
“rivoluzionari” esistenti (dal PSU al PCR), sta pensando di metterne su qualcun altro. La loro fobia per Operaio è il nuovo tout-se-tient della cretineria elevata alla sua potenza spettacolare.
preti-studenti continuano a sodomizzare senza vergogna migliaia di ad essere contestata c’è una rivolta dei giovani che corrisponde a una
studenti nei loro cessi spirituali18 . critica totale del comportamento studentesco.
Certo tra gli studenti non mancano persone di livello
intellettuale normale. Questi superano senza fatica le miserabili prove Non è sufficiente che il pensiero ricerchi la sua realizzazione,
di capacità previste per i mediocri proprio perché hanno capito il bisogna che la realtà ricerchi il pensiero
sistema, lo disprezzano e si riconoscono suoi nemici. Essi prendono
dal sistema di studi quanto ha di meglio: le borse. Approfittando Dopo un lungo periodo di sonno letargico e di
delle falle del controllo, obbligato dalla sua logica a conservare un controrivoluzione permanente comincia a manifestarsi da qualche
piccolo settore puramente intellettuale, la “ricerca”, portano anno un nuovo periodo di contestazione di cui sembrano essere
tranquillamente lo scompiglio a livello più alto: l’aperto disprezzo per portatori i giovani. Ma la società dello spettacolo, nella
il sistema si accompagna alla lucidità che permette loro appunto di rappresentazione che fa di se stessa e dei suoi nemici, impone la sue
essere più forti dei servi del sistema, principalmente dal punto di vista categorie ideologiche per la comprensione del mondo e della storia.
intellettuale. Le persone di cui parliamo figurano infatti già tra i Essa riconduce ogni processo storico all’ordine naturale delle cose e
teorici del movimento rivoluzionario che sta nascendo e sono chiude le vere verità che annunciano il suo superamento nella cornice
orgogliosi di essere conosciuti solo ora che si sta cominciando a ristretta di una novità illusoria. La rivolta della gioventù contro il
parlare del movimento stesso. Essi non nascondono a nessuno che ciò modo di vivere che le é imposto è il segno precorritore di una
che prendono così facilmente dal “sistema di studi” é utilizzato per la sovversione più vasta che ingloberà l’insieme di coloro che sentono
sua distruzione. Infatti lo studente non può rivoltarsi contro nulla sempre maggiormente l’impossibilità di vivere in queste condizioni, il
senza rivoltarsi contro i suoi studi e la necessità di questa rivolta si fa preludio della prossima epoca rivoluzionaria. L’ideologia dominante
sentire con minore spontaneità che nell’operaio il quale si rivolta e i suoi organi quotidiani secondo i ben noti meccanismi di
naturalmente contro la sua condizione19 . rovesciamento della realtà, riducono questo movimento storico reale a
Ma lo studente è un prodotto della società moderna come una pseudo-categoria socio-naturale la cui caratteristica fondamentale
Godard e la Coca-Cola. La sua estrema alienazione non può essere sarebbe la rivolta: l’Idea della Gioventù. Così si riconduce la nuova
contestata che attraverso la contestazione di tutta la società. Non é gioventù della rivolta all’eterna rivolta della gioventù che rinasce a
possibile limitare questa critica al campo studentesco: lo studente ogni generazione per spegnersi quando il “giovane é preso dalla
come tale si attribuisce uno pseudo-valore che gli impedisce di serietà della produzione e di un’attività volta a fini concreti e reali”.
prendere coscienza della sua spoliazione reale e perciò vive il grado La “rivolta dei giovani” è stata ed è ancora oggetto di una vera
più alto di falsa coscienza. Ma dovunque la società moderna comincia inflazione giornalistica che ne fa lo spettacolo di una “rivolta”
possibile offerta in contemplazione per impedire che la si viva, sfera
18
Tutto ciò è tanto più vero da quando i preti si sono messi a fare la guerriglia e a occupare le cattedrali,
aberrante - già integrata - necessaria al funzionamento del sistema
mentre, coperte da questa illusione populista, le Chiese e le religioni di tutti i paesi continuano a sociale; questa rivolta contro la società rassicura la società perché si
difendere tutti i bastioni dell’alienazione.
19
Continuano ad esserci persone che, citando ad ogni piè sospinto il guevariano “suicidio
presume che resti parziale nell’apartheid dei “problemi della
dell’intellettuale”, pretendono di essersi “negate in quanto studenti” per diventare “militanti gioventù” - come vi sarebbero un problema della donna, un problema
rivoluzionari”: ma la loro vita rimane studentesca, e continuano ad attendere agli studi, senza nemmeno
una modificazione sostanziale dei contenuti, poiché solo essi e i loro professori trovano qualcosa di
negro - e non duri per tutta la vita. E’ vero invece che se c’è un
diverso fra una lezione di morale neo-tomista e un “pensierino” di Mao.
problema dei giovani nella società moderna, questo é dovuto al fatto sono il prodotto negativo spontaneo. I “blousons noirs” sono il
che la crisi profonda di questa società è da loro sentita con maggiore prodotto di tutti gli aspetti dell’ordine attuale: la configurazione
acutezza20 . Tipici prodotti di questa società moderna, i giovani sono urbanistica dei grandi agglomerati cittadini, la decomposizione dei
essi stessi moderni, e possono o integrarvisi incondizionatamente o valori, l’aumento del tempo libero da consumare sempre più
rifiutarla radicalmente. Quel che deve sorprendere non é che i giovani noiosamente, il controllo umanistico-poliziesco esteso in misura
siano ribelli, ma che gli “adulti” siano tanto rassegnati. la spiegazione sempre maggiore a tutta la vita quotidiana, la sopravvivenza della
di questo fatto non é mitologica, ma storica: la generazione cellula familiare priva di ogni significato. Essi disprezzano il lavoro,
precedente ha conosciuto tutte le sconfitte e consumato tutte le ma accettano la merce. Vorrebbero avere tutto quello che la
menzogne del periodo della vergognosa disgregazione del movimento pubblicità esibisce loro, subito e anche se non possono pagarlo.
rivoluzionario. Questa contraddizione fondamentale domina tutta la loro esistenza ed
Considerati in sé i “giovani” sono un mito pubblicitario già é il cerchio che imprigiona il loro tentativo di affermazione nella
profondamente legato al modo di produzione capitalistico, come ricerca di una vera libertà nell’impiego del tempo, l’affermazione
espressione del suo dinamismo. Questo illusorio primato della individuale e la costituzione di una specie di comunità (però le loro
gioventù é stato reso possibile dal rilancio dell’economia dopo la I microcomunità ricompongono ai margini della società sviluppata un
guerra mondiale, in seguito all’ingresso massiccio sul mercato di tutta primitivismo in cui la miseria ricrea ineluttabilmente una gerarchia
una categoria di consumatori più malleabili, ruolo questo che all’interno della banda. Questa gerarchia che si può affermare solo
garantisce un certificato di integrazione nella società dello spettacolo. nella lotta con altre bande isola ogni banda e in ogni banda
Ma l’interpretazione del mondo fornita dall’ideologia dominante si l’individuo). Per uscire da questa contraddizione il blouson noir
trova in contraddizione con la realtà socio-economica (perché in dovrà alla fine lavorare per comprare le merci e a questo punto tutto
ritardo su essa) e sono proprio i giovani che per primi affermano un un settore della produzione é espressamente creato per il suo recupero
irresistibile furore di vivere e insorgono spontaneamente contro la come consumatore (moto, chitarre elettriche, vestiti, dischi, ecc.)
noia quotidiana e il tempo morto che il vecchio mondo continua a oppure deve scontrarsi con le leggi della merce o in modo elementare
secernere attraverso le sue varie modernizzazioni. La frazione ribelle rubandola, o in maniera cosciente elevandosi alla critica
della gioventù esprime il rifiuto puro senza la coscienza di una rivoluzionaria del mondo della merce. Il consumo smussa la carica
prospettiva di superamento, il rifiuto nichilistico. Questa prospettiva rivoluzionaria di questi giovani ribelli e la loro rivolta ricade nel
cerca se stessa e si costituisce dappertutto nel mondo. Ha bisogno di peggiore conformismo. L’unica via di uscita dei blousons noirs è o la
raggiungere la coerenza della critica teorica e l’organizzazione pratica presa di coscienza rivoluzionaria o l’obbedienza cieca nelle fabbriche.
di questa coerenza. I Provos costituiscono la prima forma di superamento
A livello superficiale i “blousons noirs” in tutti i paesi dell’esperienza dei blousons noirs, l’organizzazione della sua prima
esprimono con il massimo della violenza apparente il rifiuto di espressione politica. Sono nati dall’incontro tra i rifiuti dell’arte
integrarsi. Ma il carattere astratto del loro rifiuto non lascia loro decomposta in cerca di successo e una massa di giovani ribelli in
nessuna possibilità di sfuggire alle contraddizioni di un sistema di cui cerca di affermazione. La loro organizzazione ha permesso agli uni e
agli altri di avanzare e di accedere a un nuovo tipo di contestazione.
20
Non solo essi la avvertono, ma la esprimono teoricamente e praticamente con incoerenza ogni giorno
Gli “artisti” hanno portato alcune tendenze al gioco ancora molto
minore e radicalità sempre maggiore.
mistificate, accoppiate a un guazzabuglio ideologico; i giovani ribelli hanno trovato di meglio che denunciare gli “eccessi” e lanciare appelli
dal canto loro non avevano che la violenza della rivolta. Fin pacifisti, rinunciando miseramente al loro programma (che era
dall’inizio della loro organizzazione le due tendenze sono rimaste provocare le autorità per mostrarne il carattere repressivo) e gridando
distinte; la massa senza storia si é trovata di colpo sotto la tutela di per di più che erano provocati dalla polizia. Sono giunti al colmo di
una piccola classe dirigente sospetta di mantenere il “potere” con la fare appello attraverso la radio dei giovani sovversivi perché si
secrezione di una ideologia “provotaria”. Non si é verificato il lasciassero educare dai provos, cioè dai dirigenti che hanno
passaggio della violenza dei blousons noirs sul piano delle idee, nel ampiamente dimostrato che la loro vaga “anarchia” é soltanto
tentativo di superare l’arte, anzi é stato il riformismo neo-artistico che un’ennesima menzogna. La base ribelle dei provos può accedere alla
si é imposto. I provos sono l’espressione dell’ultimo riformismo critica rivoluzionaria soltanto se si rivolta contro i suoi capi, unendosi
prodotto dal capitalismo moderno: quello della vita quotidiana. alle forze rivoluzionarie oggettive del proletariato e sbarazzandosi
Mentre é assolutamente necessaria una rivoluzione ininterrotta per della gente come Constant (artista ufficiale dell’Olanda reale) e De
cambiare la vita, la gerarchia provo crede - come Bernstein credeva di Vries, parlamentare fallito amministratore della polizia inglese.
trasformare il capitalismo in socialismo con le riforme - che sia Allora soltanto i provos potranno raggiungere la contestazione
sufficiente apportare qualche miglioramento per cambiare la vita moderna autentica di cui hanno già una base reale. Se vogliono
quotidiana. I provos scegliendo il frammentario finiscono per veramente trasformare il mondo non sanno che farsene di quelli che
accettare la totalità. Per darsi una base i loro dirigenti hanno inventato vogliono accontentarsi di dipingerlo in bianco.
la ridicola ideologia del “Provotariato” (pasticcio artistico-politico Ribellandosi contro i propri studi gli studenti americani hanno
ingenuamente preparato con i resti ammuffiti di una festa che non con quest’atto stesso messo in questione la società che di tali studi ha
hanno conosciuto), destinata secondo loro a opporsi alla pretesa bisogno. La loro rivolta contro la gerarchia universitaria (a Berkeley e
passività e all’imborghesimento del proletariato, ritornello di tutti gli altrove) si é affermata come rivolta contro tutto il sistema sociale
imbecilli del secolo. basato sulla gerarchia e sulla dittatura economica dello stato.
Disperando di trasformare la totalità, disperano delle sole forze Rifiutandosi di farsi integrare nei settori di produzione a cui li
che sono portatrici della speranza di un superamento di cui esiste destinavano i loro studi specializzati contestano a fondo un sistema di
effettivamente la possibilità. Il proletariato é il motore della società produzione in cui tutte le attività e tutti i prodotti sfuggono
capitalistica e perciò il suo nemico mortale; tutto é fatto per completamente ai produttori. Anche se ancora confusamente e per
reprimerlo (i partiti, i sindacati burocratici, la polizia più spesso diretta tentativi la gioventù americana in rivolta è alla ricerca di una
contro il proletariato che contro i provos, la colonizzazione di tutta la alternativa rivoluzionaria coerente con nella “società del benessere”.
sua vita) perché il proletariato é l’unica forza veramente pericolosa Questi giovani ribelli restano legati in larga misura ai due aspetti
per il sistema. Ma i provos non l’hanno capito affatto e restano relativamente accidentali della crisi americana: il problema negro e il
incapaci di fare la critica del sistema di produzione rimanendo perciò Vietnam; e le piccole organizzazioni che costituiscono la “Nuova
prigionieri di tutto il sistema. Sinistra” ne risentono pesantemente21 . Esse hanno un’autentica
Quando in una sommossa operaia che ha scavalcato i sindacati
la base é passata alla violenza diretta, i dirigenti sono stati 21
Cfr. American Revolution di James Boggs dove per la prima volta emerge in tale ambiente l’esigenza
storica per l’abolizione del lavoro e dei rapporti mercantili; ma lo stesso Boggs, che esalta gli studenti
completamente superati dal movimento e nel loro disorientamento non americani come componente principale del nuovo proletariato, unisce queste verità alle menzogne del
capitalismo negro in nuce di Stokely Carmichael: accusa di fascismo i lavoratori bianchi, mercé una
esigenza di democrazia, ma la debolezza del loro contenuto separati da tutti coloro che sono soggetti all’oppressione e alla
sovversivo le fa ricadere in pericolose contraddizioni. E’ facile schiavitù della merce.
rendere innocua la loro ostilità alla politica tradizionale delle vecchie Anche nell’Europa orientale il totalitarismo burocratico
organizzazioni, perché sono politicamente ignoranti e si nutrono di comincia a produrre le sue forze negative. La rivolta dei giovani é
false opinioni su quanto accade realmente nel mondo. L’ostilità particolarmente violenta anche se noi la conosciamo soltanto
astratta alla loro società li porta ad ammirare e a sostenere i suoi attraverso le denuncie degli organi dell’apparato statale e le misure
nemici più apparenti: le burocrazie dette socialiste, la Cina o Cuba22 . poliziesche adottate per contenerla. Siamo informati che una parte dei
E’ così possibile trovare in un gruppo come “Resurgence Youth giovani non “rispetta” più l’ordine morale e familiare (che esiste nella
Movement” sia la condanna a morte dello stato sia l’esaltazione della sua forma borghese più detestabile), si dà a una vita “dissoluta”,
Rivoluzione Culturale condotta dalla più gigantesca burocrazia dei disprezza il lavoro e non obbedisce più alla polizia del partito. In
tempi moderni: la Cina di Mao23 . D’altronde un’organizzazione semi- URSS è stato nominato un ministro espressamente per combattere
libertaria e non gerarchica come la loro rischia di cadere l’hooliganismo. Parallelamente a questa rivolta generica tenta di farsi
nell’ideologia della “dinamica dei gruppi” o nel mondo chiuso della strada una contestazione più cosciente: gruppi di politici e piccole
setta, per l’evidente mancanza di contenuto. Il consumo di massa di rivolte clandestine appaiono e scompaiono secondo le fluttuazioni
droga esprime una miseria reale e la protesta contro questa miseria: è della repressione poliziesca. L’episodio più importante di questa lotta
la ricerca illusoria di libertà in un mondo senza libertà, critica é stata la pubblicazione della Lettera aperta al Partito Operaio
religiosa di un mondo che ha superato la religione. E’ significativo polacco dei giovani Kuron e Modzelewski. In essa si affermava
che la droga sia specialmente diffusa tra i beatniks (la destra dei chiaramente la necessità dell’abolizione dei rapporti di produzione
giovani ribelli) focolai di rifiuto ideologico e di assurde superstizioni esistenti e la “ineluttabilità di una rivoluzione che la realizzasse”.
come lo Zen, lo spiritismo, il misticismo della “New Church” e altro Gli intellettuali dei paesi dell’Est cercano ora di rendere
marciume del genere: gandhismo e umanesimo... Nella ricerca di un coscienti e formulare chiaramente le ragioni di questa critica che gli
programma rivoluzionario gli studenti americani commettono lo operai hanno già messo in pratica a Berlino-Est, a Varsavia, a
stesso errore dei provos e si proclamano “la classe più sfruttata della Budapest: la critica proletaria al potere della classe burocratica.
società”; è necessario che si rendano conto di non avere interessi Questa rivolta ha lo svantaggio di porsi contemporaneamente i
problemi reali e la loro soluzione.
Mentre negli altri paesi il movimento è possibile, ma il fine
rimane mistificato, nelle burocrazie cosiddette socialiste la
congegnata debolezza di analisi che cela a malapena i suoi usi ideologici, come l’affermazione, cara a
tutti i Marcuse, del ruolo centrale rivoluzionario dei sottosviluppati, Cina alla testa. La dialettica è
contestazione non si fa illusioni e conosce i suoi fini: deve inventare
tornata a camminare sulla testa dei suoi utenti.
22
le forme della sua realizzazione e trovare la strada che vi conduce24 .
Così il grido individuale e collettivo che motiva la ribellione con le reali mancanze di ogni possesso
sulla propria vita e di una vita che è solo possesso della noia e dell’umiliazione quotidiane, diventa,
attraverso i contorti filtri della Cultura ideologica, un “Ho Chi Min” scandito nelle manifestazioni
24
spettacolari della contestazione consolatoria. La verità parziale, cioè la menzogna del Mao-Guevarismo, Si pone il problema della Rivoluzione in ogni luogo, tranne per quei paesi per i quali dovrebbe essere
è ancora quella dell’LSD e delle pratiche psichedeliche. posto innanzitutto: gli Stati Uniti, la Svezia, il Giappone, l’Inghilterra, per non dire dell’Unione Sovietica
23
Vedi più avanti Il punto di esplosione dell’ideologia in Cina e Contributi che servono a rettificare o della Polonia. La ridicola petizione stalinista della “costruzione del socialismo in un solo paese” ha
l’opinione del pubblico sulla rivoluzione dei paesi sottosviluppati [n.d.r.: qui si intende rimandare, sostituito ovunque l’obiettivo rivoluzionario: la società comunista, basata sulla libera creazione delle
evidentemente, ad altri due articoli che sono pubblicati nel medesimo volume da cui “Vis-à-vis” ha tratto situazioni. “Dappertutto rivoluzionari da nessuna parte la Rivoluzione” (Dichiarazione ai rivoluzionari
il presente saggio]. d’Algeria e di tutti i paesi).
La rivolta dei giovani inglesi ha trovato la sua prima simultaneamente e senza illusioni il capitalismo occidentale e la
espressione organizzata nel movimento antiatomico. Questa lotta burocrazia dei paesi falsamente detti socialisti. Raggruppa già alcune
parziale, raccolta intorno al programma generico del Comitato dei migliaia di studenti e di operai organizzati su basi democratiche e
Cento - che arrivò a mobilitare fino a 300.000 manifestanti - ha antigerarchiche e sulla partecipazione di tutti i membri a tutte le
compiuto la sua più bella azione nella primavera del 1963 con lo attività dell’organizzazione. I rivoluzionari giapponesi sono per
scandaloso RSG 625 . Ma la sorte del movimento antiatomico era questa ragione i primi al mondo a condurre grandi lotte organizzate,
segnata: per mancanza di prospettive reali doveva necessariamente con un programma avanzato e larga partecipazione delle masse.
sgonfiarsi, assorbito dai rimasugli della politica tradizionale e dalle Migliaia di operai e di studenti scendono instancabilmente in piazza e
belle anime pacifiste. L’arcaismo del controllo nella vita quotidiana, affrontano con violenza la polizia giapponese. Tuttavia, anche se
tipico dell’Inghilterra, non ha resistito all’assalto del mondo moderno, combatte fermamente i due grandi sistemi che si dividono il mondo, la
e la decomposizione accelerata dei valori tradizionali genera alcune Lega Comunista Rivoluzionaria non li ha ancora completamente e
tendenze profondamente rivoluzionarie nella critica di tutti gli aspetti concretamente spiegati. Sta ancora cercando di definire con esattezza
dell’esistenza quotidiana26 . E’ necessario che le esigenze dei giovani lo sfruttamento burocratico, e non è ancora riuscita a formulare
si allineino con le forze di resistenza di una classe operaia che è tra le esplicitamente i caratteri fondamentali del capitalismo moderno, la
più combattive del mondo, la classe degli shop-stewards e degli critica della vita quotidiana e la critica dello spettacolo. La Lega
scioperi selvaggi; la vittoria verrà loro soltanto da una prospettiva Comunista Rivoluzionaria resta fondamentalmente un’Organizzazione
comune. Il disfacimento della socialdemocrazia al potere fornisce un politica d’avanguardia, erede della migliore organizzazione proletaria
ulteriore probabilità di realizzare un’azione comune. Le esplosioni classica. E’ attualmente il più importante movimento rivoluzionario
che una simile alleanza potrebbero provocare sarebbero di gran lunga del mondo e deve costituire uno dei centri di discussione e di raccolta
più imponenti e grandiose di tutto quello che si è visto ad Amsterdam. della nuova critica rivoluzionaria proletaria del mondo27 .
La sommossa provotaria sarà al confronto un gioco di bambini.
Soltanto così potrà nascere un vero movimento rivoluzionario in cui Creare finalmente la situazione che renda impossibile qualsiasi
avranno trovato posto le esigenze pratiche. ritorno al passato
Tra i paesi industrialmente avanzati il Giappone è l’unico in
cui sia già realizzata la fusione del movimento studentesco con gli 27
Non possiamo dimenticare in questa rassegna l’SDS e la sua ideologia, ammirata da tutti gli studenti e i
operai di avanguardia. culturali più scaltriti. Ciò che colpisce nella “teoria” e nella pratica dell’SDS, che pure sono di quanto
Zengakuren, la famosa organizzazione degli studenti meno repellente sia uscito da ambienti studenteschi prima del Maggio, è la superputrefazione di ciò
che, ai fini “dell’ultima rivoluzione della Preistoria”, è assolut amente secondario, assieme al sistematico
rivoluzionari e la Lega dei giovani lavoratori marxisti sono le due abbandono di ciò che invece è effettivamente importante . Così nei “ saggi” della vedette locale Rudi
importanti organizzazioni ispirate all’orientamento comune della Lega Dutschke possiamo assistere a ridicoli questionamenti su ciò che possiamo fare per la lotta del cosiddetto
Terzo Mondo, mentre nessuna persona seria dubita che l’unica risposta possibile è data come una risposta
Comunista Rivoluzionaria. Questa associazione è già arrivata a porsi ad un’altra domanda : quello che dobbiamo fare per noi stessi. Così la carità cristiana (presa da
il problema dell’organizzazione rivoluzionaria. Essa combatte Sant’Agostino) e lo psicologismo più screditato (preso da Marcuse, quel coglione) gli fanno porre tutti i
problemi tranne quelli che dovrebbero esserlo: l’abolizione del lavoro e della merce, dello Spettacolo e
della Cultura, il potere dei Consigli Proletari.... A tutto questo lo studente Dutschke e i suoi ammiratori
25
Quando i membri del movimento antiatomico scoprirono, rivelarono e poi invasero dei rifugi preferiscono l’ideologia sottoromantica dell’Agnello Guevara, il prete che prima di immolarsi disse ai
antiat omici segretissimi riservati ai membri del governo. giovani “comunisti” cubani: “levate in alto i simboli, che sono i simboli di tutto il popolo cubano: lo
26
Si pensa all’eccellente rivista “ Heatwave” che sembra evolversi verso un radicalismo sempre più studio, il lavoro e il fucile”. La controrivoluzione sottosviluppata-studentesca leva in alto i simboli
rigoroso. preistorici: la Cultura, l’Economia e l’Esercito.
bolscevico è stato in definita soltanto un nuovo travestimento e una
Essere all’avanguardia significa camminare al passo con la figura particolare del vecchio ordine di cose. I risultati della
realtà28 . La critica radicale del mondo moderno deve avere come controrivoluzione russa sono stati: all’interno la costituzione e lo
oggetto e come obiettivo la totalità. Deve anche esercitarsi sul suo sviluppo di un nuovo modo di sfruttamento, il capitalismo
passato reale, su quello che effettivamente esso è e sulle prospettive burocratico di stato, e all’esterno la moltiplicazione delle sezioni
della sua trasformazione. Infatti per poter dire tutta la verità sul dell’Internazionale detta comunista, succursali destinate a difendere e
mondo attuale e a maggior ragione per formulare il progetto del suo a diffondere il suo modello. Il capitalismo nelle sue diverse varianti,
sovvertimento totale, bisogna essere capaci di rivelare tutta la sua burocratiche e borghesi, rifioriva nuovamente sui cadaveri dei marinai
storia nascosta e guardare in maniera totalmente critica la storia del di Kronstadt e dei contadini di Ucraina, degli operai di Berlino, Kiel,
movimento rivoluzionario internazionale, inaugurato più di un secolo Torino, Shangai e più tardi di Barcellona.
fa dal proletariato dei paesi occidentali, le sue sconfitte e le sue La III Internazionale, apparentemente creata dai bolscevichi
vittorie. Questo movimento volto contro l’organizzazione del vecchio per lottare contro i residui della socialdemocrazia riformista della II
mondo è da lungo tempo finito29 , ed é fallito. La sua ultima Internazionale e raggruppare l’avanguardia proletaria nei “partiti
manifestazione storica è stata la sconfitta della rivoluzione proletaria comunisti rivoluzionari”, era troppo strettamente legata ai suoi
in Spagna (a Barcellona nel maggio 1937). Tuttavia le sue “sconfitte” creatori e ai loro interessi per poter realizzare in un paese qualsiasi la
ufficiali, come le sue “vittorie” ufficiali devono essere giudicate alla vera rivoluzione socialista. In effetti la II Internazionale era la verità
luce delle loro conseguenze storiche e la loro verità riscoperta. della III. Ben presto il modello russo si è imposto alle organizzazioni
Possiamo affermare che “ci sono sconfitte che sono vittorie e vittorie operaie dell’Occidente e le loro evoluzioni sono diventate una sola e
più vergognose delle sconfitte” (Karl Liebknecht poco prima di essere medesima cosa. Alla dittatura totalitaria della burocrazia (nuova
assassinato). La prima grande disfatta del potere proletario, la classe dirigente) sul proletariato russo corrisponde in seno a queste
Comune di Parigi, è in realtà la sua prima grande vittoria, perché per organizzazioni il dominio di un ceto di burocrati politici e sindacali
la prima volta il proletariato vi ha affermato la sua capacità di dirigere sulla grande massa dei lavoratori, i cui interessi sono diventati
autonomamente e liberamente tutti gli aspetti della vita sociale. La completamente contraddittori con i loro. Il mostro stalinista ha
sua prima grande vittoria, la rivoluzione bolscevica, non è in ossessionato la coscienza operaia mentre il capitalismo, in via di
definitiva che la sua sconfitta più carica di conseguenze. Il trionfo burocratizzazione e di sovrasviluppo, ha risolto le sue crisi interne e
dell’ordine bolscevico concise con il movimento controrivoluzionario ha affermato trionfalmente la sua nuova vittoria che pretende
internazionale che ebbe inizio con l’annientamento degli Spartachisti permanente. Una stessa configurazione sociale, solo apparentemente
da parte della “socialdemocrazia” tedesca. Il loro comune trionfo fu diversa, si é impadronita del pianeta e i principi del vecchio mondo
più profondo del loro apparente antagonismo e questo ordine continuano a governare il nostro mondo moderno. I morti
ossessionano ancora il cervello dei vivi.
28
29
“ Internationale Situazionniste”” n.8. All’interno di questo mondo alcune organizzazioni che si
“ Internationalle Situationniste” n.7. La ricostruzione del movimento proletario internazionale passa
necessariamente per il riconoscimento della sua prima sconfitta e delle sue cause ancor oggi inaudite.
pretendono rivoluzionarie combattono solo apparentemente, sul suo
Questo è un criterio molto preciso per discriminare i rivoluzionari da coloro che non fanno altro che terreno, il vecchio ordine attraverso le più grandi mistificazioni. Tutte
muovere le immagini putrefatte del vecchio movimento come ombre cinesi sullo sfondo di un nuovo
prolet ariato che solo ora sta uscendo dalla sua passività di prodotto. Si tratta di chi combatte la falsa
si richiamano a ideologie più o meno pietrificate e non fanno in
coscienza reificata nello Spettacolo generale e di chi contribuisce al suo mantenimento.
definitiva che partecipare al consolidamento dell’ordine dominante. I pseudosocialismo burocratico è il più grandioso tra questi
sindacati e i partiti politici creati dalla classe operaia per la propria mascheramenti del vecchio mondo gerarchico del lavoro alienato”32 .
emancipazione sono diventati semplici regolatori del sistema, Il sindacalismo studentesco è soltanto la caricatura di una caricatura,
proprietà privata dei dirigenti che lavorano alla propria emancipazione la ripetizione burlesca e inutile di un sindacalismo degenerato33 .
e trovano un loro posto all’interno della classe dirigente di una società La rivoluzione deve a sua volta rompere definitivamente con la
che si guardano bene dal mettere in discussione. Il programma reale preistoria e trovare la sua poesia soltanto nell’avvenire. I “bolscevichi
di questi sindacati e partiti ripete banalmente la fraseologia risuscitati” che giocano la commedia dell’attivismo nei gruppi
“rivoluzionaria” e applica in realtà le parole d’ordine del riformismo minoritari sinistroidi non sono che il tanfo del passato e non
più edulcorato, poiché il capitalismo stesso si è fatto ufficialmente annunciano l’avvenire. Relitti del grande naufragio della “rivoluzione
riformista. tradita” si presentano come i paladini dell’ortodossia bolscevica; la
Dove hanno potuto impadronirsi del potere - in paesi più difesa dell’URSS é insieme l’espressione di una fedeltà illimitata e di
arretrati della Russia - hanno soltanto riprodotto il modello stalinista una scandalosa rinuncia.
del totalitarismo controrivoluzionario30 . Negli altri paesi sono il Le correnti di sinistra possono mantenere ancora in vita
complemento statico e necessario 31 dell’autoregolazione del qualche illusione solamente nei tanto decantati paesi sottosviluppati
capitalismo burocratizzato, la contraddizione indispensabile per il dove ratificano il sottosviluppo teorico. In tutta la sinistra da
mantenimento del suo umanesimo poliziesco. D’altra parte restano - “Partisans” (organo dello stalinismo34 e del trotzkismo35 riconciliati) a
nei confronti delle masse operaie - i garanti incorruttibili e i difensori tutte le tendenze e semitendenze che si disputano “Trotzkj” all’interno
senza riserve della controrivoluzione burocratica, i docili strumenti e all’esterno della “IV Internazionale”, dominano un’identica
della sua politica estera. In un modo fondamentalmente mistificatore ideologia rivoluzionista e un’identica incapacità pratica e teorica di
sono i portatori della mistificazione più totale e lavorano alla capire i problemi del mondo moderno. Quarant’anni di storia
perpetrazione della dittatura universale dell’Economia e dello Stato. controrivoluzionaria le separano dalla Rivoluzione. Si sbagliano
Come affermano i situazionisti “un modello sociale universalmente perché non siamo più nel 1920, e nel 1920 si sbagliavano già. La
dominante che tende all’autoregolazione totalitaria è solo dissoluzione del gruppo “di estrema sinistra” Socialisme ou Barbarie
apparentemente combattuto da false contestazioni portate sul suo dopo la sua scissione in due frazioni “modernista cardanista” e
stesso terreno, illusioni che al contrario lo rafforzano. Lo “marxista classica” di Pouvoir Ouvrier sta a dimostrare, se ce ne fosse

30 32
Tendono a industrializzare il paese attraverso la classica accumulazione primitiva a spese delle classi La lutte de classe en Algèrie, in “Internationale Situationniste” n.10 e la Dichiarazione ai
rurali, accelerata dal terrore burocratico. Ma mentre nei paesi ex-coloniali gli stalino-castro-maoisti rivoluzionari d’Algeria e di tutti i paesi, qui tradotto [n.d.r.: da intendersi sempre, come per la nota
svolgono ancora una funzione storica progressiva, poiché pongono le premesse per la rivoluzione che li precedente n. 23, come un rinvio a altri scritti situazionisti pubblicati sul medesimo volume da cui stiamo
distruggerà, il mao-guevarismo-leninismo che si attua nei paesi dell’Europa ha una funzione puramente riportando il presente saggio].
33
spettacolare : i suoi paladini vorrebbero infatti fare una “rivoluzione” che la borghesia ha già fatto. La Mentre gli attuali “movimenti studenteschi” finché rimangono tali, cioè separati nella loro miseria
loro ridicolaggine si arresta solo là dove comincia la possibilità che questi gruppi possano diventare un strumentalizzabile da tutte le ideologie burocratiche e da tutte le miserie sotto-leniniste oggi in decorso,
falso “ricambio al vertice”, una soluzione di riserva nel corso dell’insurrezione proletaria, non ancora sono effettivamente putrefazioni di putrefazioni, tanto più inutili quanto più, anziché esprimere
padrona dei suoi obiettivi e dei suoi mezzi. coerentemente e praticamente la modernità del nuovo proletariato rivoluzionario, si fanno recuperare dal
31
Da decenni il partito cosiddetto comunista italiano, “il più forte dell’Occidente”, non ha fatto un passo cadavere di una sconfitta, riverniciato per gli impieghi di tutte le borghesie.
34
avanti verso la presa del potere; lo stesso vale per tutti i paesi avanzati dove non è arrivata l’Armata detta Va da sé, che si sta parlando dello stalinismo in tutte le sue maschere finora inventate, di cui sarebbe
Rossa. C’è ragione di ritenere che i nuovi concorrenti “marxisti-leninisti” sapranno fare anche di peggio, troppo lungo fare l’elenco, ma che il lettore benintenzionato potrà riconoscere facilmente da quanto detto
se non cercheranno di cavalcare il nuovo movimento proletario, mistificando la loro propensione reale finora. Qui se ne tratteranno solo alcune.
35
per tutti i tipi di potere separato. Per fortuna i nostri trotzkisti in Italia hanno un seguito pari alla loro inconsistenza storica.
bisogno, che non ci può essere rivoluzione fuori dalla realtà dai fantasmi che la ossessionavano; la rivoluzione della vita
contemporanea, né pensiero contemporaneo scisso dalla critica quotidiana si trova di fronte ai compiti immensi che deve assolvere.
rivoluzionaria che è da reinventare36 . Tale dissoluzione è significativa La rivoluzione come la vita che essa promette deve essere reinventata.
del fatto che ogni separazione tra questi due aspetti ricade Se il progetto rivoluzionario resta fondamentalmente lo stesso:
inevitabilmente o nel museo della Preistoria rivoluzionaria ormai abolizione della società classista, questo significa che in nessun luogo
esaurita o nella forma contemporanea del potere, vale a dire nella le condizioni della rivoluzione sono state radicalmente trasformate.
controrivoluzione dominante: “Voix ouvrière” o “Arguments”. E’ compito dei rivoluzionari di oggi riprendere il progetto
Quanto ai diversi gruppetti “anarchici” prigionieri tutti quanti rivoluzionario con un radicalismo e una coerenza accresciuti
di questo appellativo, non hanno nient’altro all’infuori di una dall’esperienza del fallimento delle vecchie rivoluzioni, per evitare
ideologia ridotta a una semplice etichetta. che una realizzazione parziale generi una nuova divisione della
L’assurdo “Monde Libertaire” evidentemente redatto da società.
studenti raggiunge il grado più pazzesco di idiozia e di confusione. La lotta tra il potere e il nuovo proletariato si può condurre
Questi individui tollerano effettivamente tutto, dal momento che soltanto sulla totalità, e il futuro movimento rivoluzionario deve
riescono a tollerarsi reciprocamente. perciò abolire nel proprio ambito tutto quello che può riprodurre i
La società dominante che si compiace della sua permanente prodotti alienati del sistema consumistico37 ; deve esserne nello stesso
modernizzazione deve a questo punto trovare un interlocutore, cioè la tempo la critica vivente e la negazione che porta in sé tutti gli
negazione modernizzata da essa stessa prodotta: “Lasciamo che i elementi del superamento possibile. Come esattamente ha visto
morti seppelliscano i morti e li piangano”. Le demistificazioni Lukacs (applicandolo però ad un oggetto che non ne era degno: il
pratiche del movimento storico sgombrano la coscienza rivoluzionaria partito bolscevico), l’organizzazione rivoluzionaria é la mediazione
necessaria tra la teoria dei lavoratori e il proletariato costituito in
36
Vedi l’“Internationale Situationniste” n.9. Ma si dice tutto della situazione italiana e del suo ritardo classe. Le tendenze e le divergenze “teoriche” devono trasformarsi in
quando si pensa che i cardanisti sono da noi totalmente “estremisti” che non esistono nemmeno,
beninteso fra gli studenti e simili, poiché del proletariato italiano (malgrado gli entusiasmi delle signore
problemi di organizzazione se vogliono trovare la strada della
d’avanguardia) si può dire solo che soffre e si consola con il calcio. Quanto a tutti gli operaisti, adoratori realizzazione pratica. La questione dell’organizzazione sarà la prova
di tutte le miserie attuali dei lavoratori, che sono per loro il nec plus ultra del Bello e del Buono, basterà
dire che affermano di combattere il mondo delle merci, ma poi tollerano tutti i suoi prodotti, a cominciare
del fuoco del nuovo movimento rivoluzionario, il tribunale davanti al
dal proletariato medesimo. Essi dalla fabbrica si ritrovano alle scrivanie del “partito”, cfr. “Il Potere quale sarà giudicata la coerenza del suo progetto essenziale: la
Operaio” e i suoi studenti [n.d.r.: Se per un verso ci risulta oscuro l’accenno alle “signore
d’avanguardia”, a meno che non si voglia alludere a svariati “chiaccheratissimi amorazzi” che travolsero realizzazione internazionale del potere assoluto dei Consigli
alcune “gran dame” di salotti più o meno prestigiosamente maleodoranti, in “torbidi amplessi” con Operai, quale si é venuto configurando attraverso le esperienze delle
qualche leaderino frustrato, anzitempo voglioso di verificare quali stupefacenti porte poteva giungere ad
aprirgli la propria già lanciatissima carriera di cripto-professionista della Politika, comunque già
rivoluzioni proletarie di questo secolo. Questa organizzazione deve
approdata alle luci della ribalta mediatica ed a qualche matrona dell’“alta società”, grazie allo slancio ... per prima cosa proporre la critica radicale di tutti i fondamenti della
dell’onda del movimento. Nel secondo caso, crediamo che ci si riferisca al microgrupuscolo cosidetto de
“Il Potere Operaio Pisano”, in cui si “fece le ossa” Sofri da bambino prodigio iscritto alla Normale di
società che essa combatte, cioè: la produzione della merce,
Pisa, prima di spiccare il volo verso i cancelli di Mirafiori, durante l’anno accademico 1968/1969, cioè l’ideologia in tutti i suoi travestimenti, lo Stato e le scissioni che
proprio a cavallo della chiusura in stampa del libro da cui abbiamo tratto questo articolo, il fatidico 1969.
D’altronde, come già accennato, fino agli albori di quest’ultimo anno, era riuscita a prendere forma
impone. La scissione tra teoria e prassi è stato lo scoglio contro il
(invero orrorifica!) solo l’ “Unione marxista-leninista Italiana Servire il Popolo”, dell’ineffabile duo quale si è infranto il vecchio movimento rivoluzionario. Soltanto i
Brandirali/Merdolesi ... dopo l’“estate” stupenda dell’autunno successivo arrivò definitivamente
l’“inondazione” e ci si dovette anche “abituare” all’orrido spettacolino da saltimbanchi improvvisati della
37
gruppettistica!] Che è legato per la vita e per la morte con il dominio del lavoro, dell’attività mercificata.
momenti più alti delle lotte proletarie hanno superato questa scissione limitazione (geografica o di altra natura); gli accomodamenti che
e ritrovato così la loro verità. Nessuna organizzazione ha ancora accetta si trasformano immediatamente in compromessi e in
risolto questo dilemma. L’ideologia per rivoluzionaria che sia é cedimenti. “L’autogestione non deve essere solo il fine, ma il mezzo
sempre al servizio dei padroni, campanello d'allarme che denuncia il stesso della nostra lotta, la posta e la regola del gioco, il soggetto e
nemico nascosto. Per questa ragione la critica dell’ideologia deve l’oggetto dell’azione e non ha bisogno di nessun altro presupposto”.
essere in ultima analisi il problema centrale dell’organizzazione La critica unitaria del mondo è la garanzia della coerenza e
rivoluzionaria. Soltanto la realtà alienata produce la menzogna e della verità dell’autorganizzazione rivoluzionaria. Tollerare in una
questa non può riapparire all’interno di un’organizzazione che parte qualsiasi del mondo l’esistenza di sistemi oppressivi (perché
pretende di portare la verità sociale senza trasformarla in un’ennesima portano la maschera rivoluzionaria, per esempio) significa riconoscere
menzogna di un mondo fondamentalmente mistificatore. la legittimità dell’oppressione. Ugualmente, se si tollera l’alienazione
L’organizzazione rivoluzionaria che si propone di realizzare il di uno degli aspetti della vita sociale, si riconosce la fatalità di tutte le
potere assoluto dei Consigli Operai deve essere il luogo in cui si reificazioni. Non basta essere per il potere astratto dei Consigli
delineano tutti gli aspetti positivi di questo potere. Perciò deve Operai, bisogna dimostrarne il significato concreto: l’eliminazione
condurre una lotta a fondo contro la teoria leninista del partito. La del proletariato e della produzione della merce. La logica della
rivoluzione del 1905 e l’organizzazione spontanea dei lavoratori russi merce è la razionalità prima ed ultima della società attuale, é la base
nei Soviet era già una critica pratica38 di questa nefasta teoria. Ma il della autoregolazione totalitaria di queste società simili a quei giochi
movimento bolscevico persisteva nel credere che la spontaneità di pazienza i cui pezzi, in apparenza completamente diversi l’uno
operaia non avrebbe potuto superare lo stadio sindacalista e che era dall’altro, sono in realtà equivalenti. La reificazione imposta dalla
incapace di comprendere la “totalità”. Il che significava decapitare il società della merce é l’ostacolo fondamentale per una emancipazione
proletariato per permettere al partito di prendere il comando della totale, per la costruzione libera della vita. Nel mondo della
rivoluzione. Non si può contestare, come Lenin ha fatto tanto produzione della merce la prassi non si attua in funzione di un fine
spietatamente, la capacità storica del proletariato di emanciparsi con le determinato in modo autonomo, ma é soggetta alla pressione di poteri
sue forze, senza contestare la sua capacità di gestire totalmente la esterni. Se le leggi dell’economia sembrano diventare leggi naturali
società futura. In una prospettiva di questo genere la parola d’ordine di un tipo particolare è solo perché il loro potere si fonda unicamente
“tutto il potere ai Soviet” equivaleva alla conquista dei Soviet da parte sull’“assenza di coscienza di coloro che vi sono implicati”.
del partito, l’instaurazione dello Stato del partito invece dello “Stato” Il principio della produzione della merce è la perdita di se
destinato a scomparire del proletariato in armi. stessi nella creazione caotica e inconsapevole di un mondo che sfugge
Questa è comunque la parola d’ordine da riprendere in modo totalmente ai suoi creatori. Al contrario il nucleo radicalmente
radicale, liberandola dai secondi fini bolscevichi. O il proletariato si rivoluzionario dell’autogestione a tutti i livelli è la direzione cosciente
assume il gioco della rivoluzione per guadagnare tutto un mondo o dell’insieme della vita da parte di tutti. L’autogestione
esso non è niente. L’unica forma del suo potere, l’autogestione a dell’alienazione della merce ridurrebbe gli uomini a essere soltanto i
tutti i livelli, non può essere divisa con nessun’altra forza. Poiché programmatori della loro sopravvivenza: è il problema della
esso è la dissoluzione reale di tutti i poteri non può tollerare nessuna quadratura del cerchio. Compito dei Consigli Operai non sarà dunque
l’autogestione del mondo esistente, ma la sua trasformazione
38
Dopo la critica teorica di Rosa Luxembourg.
qualitativa ininterrotta: il superamento concreto della merce (in Il problema della rivoluzione è storicamente posto
quanto il processo di produzione della merce non è che il travisamento all’umanità. L’accumulazione sempre più imponente dei mezzi
gigantesco della produzione di sé da parte dell’uomo). materiali e tecnici trova riscontro solo nell’insoddisfazione sempre più
Questo superamento implica ovviamente la soppressione del profonda di tutti. La borghesia, e la sua sorella orientale, la
lavoro e la sua sostituzione con un nuovo tipo di attività libera, burocrazia, non possono realizzare l’impiego razionale dello sviluppo
abolizione quindi di una delle fratture fondamentali della società tecnologico che sarà la base della poesia del futuro, perché entrambe
moderna, quella tra lavoro sempre più reificato e “tempo libero” lavorano al mantenimento del vecchio ordine di cose. Tutt’al più
passivamente consumato. I gruppi minoritari in disfacimento, come detengono il segreto del suo impiego poliziesco. Continuano ad
ad esempio Socialisme ou Barbarie o Pouvoir Ouvrier, anche se accumulare il Capitale e perciò ad accrescere il proletariato;
allineati alla parola d’ordine moderna del Potere Operaio, continuano proletario è chi non ha nessun potere sulla vita e lo sa. La probabilità
a seguire su questo punto centrale il vecchio movimento operaio sulla di successo che la storia offre al nuovo proletariato è quella che deriva
strada del riformismo del lavoro e della sua “umanizzazione”. E’ il dall’essere l’unico erede dell’inutile ricchezza del mondo borghese
lavoro stesso che oggi va messo in questione. La sua abolizione lungi da trasformare e da superare nel senso dell’uomo totale e
dall’essere un’utopia é la condizione preliminare del superamento dell’approvazione totale della natura e della sua propria natura.
effettivo della società dei consumi e dell’abolizione - nella vita Questa realizzazione della natura dell’uomo ha senso solo se si
quotidiana di tutti - della separazione tra “tempo libero” e “tempo di compie attraverso la soddisfazione illimitata e la moltiplicazione
lavoro”, settori complementari di una vita alienata in cui si proietta all’infinito dei desideri reali che lo spettacolo respinge nelle zone
all’infinito la contraddizione interna della merce tra valore d’uso e profonde dell’inconscio rivoluzionario, desideri che esso non é in
valore di scambio. Soltanto superando questa opposizione gli uomini grado di soddisfare se non su un piano fantastico nel delirio onirico
potranno fare dell’attività vitale un prodotto della loro volontà e della pubblicità. La realizzazione effettiva dei desideri reali, vale a
coscienza, e potranno completarsi in un mondo da essi stessi creato. dire l’abolizione di tutti i bisogni e i desideri fittizi che il sistema crea
La democrazia dei Consigli Operai è la soluzione dell’enigma di tutte quotidianamente per perpetuare il suo potere non può verificarsi senza
le scissioni attuali. Essa rende “impossibile tutto quello che esiste l’eliminazione dello spettacolo della società della merce e il suo
fuori degli individui”. superamento positivo.
Il dominio consapevole della storia da parte degli uomini che La liberazione della storia moderna e la libera utilizzazione
ne sono i protagonisti, questo è il progetto rivoluzionario. La storia delle sue molteplici conquiste può venire solo dalle forze che essa
moderna, come pure tutta la storia passata, è il prodotto della prassi reprime: i lavoratori che non hanno nessun potere sulle condizioni, il
sociale, il risultato - inconscio - di tutte le attività umane. All’epoca significato e i prodotti della loro attività. Già nell’ottocento il
del suo dominio totalitario, il capitalismo ha prodotto al sua nuova proletariato era l’erede della filosofia, oggi é diventato anche l’erede
religione: lo spettacolo. Lo spettacolo è la realizzazione profana dell’arte moderna e della prima critica cosciente della vita quotidiana.
dell’ideologia. Il mondo non ha mai camminato così bene sulla testa. Il proletariato non può negarsi senza realizzare nel contempo l’arte e
“E come la “critica della religione”, la critica dello spettacolo è oggi la filosofia. Trasformare il mondo e cambiare la vita sono per il
la condizione primaria di ogni critica”. proletariato la stessa cosa, sono le parole d’ordine inseparabili che
accompagneranno la sua sparizione in quanto classe, la dissoluzione
della società attuale in quanto regno della necessità, e l’accesso
finalmente possibile al regno della libertà. La critica radicale e la
libera ricostruzione di tutti i comportamenti e i valori imposti dalla AVVISO AL PROLETARIATO ITALIANO
società alienata sono il suo programma massimo e la creatività liberata SULLE POSSIBILITÀ PRESENTI
nella costruzione di tutti i momenti e gli avvenimenti della vita é la DELLA RIVOLUZIONE SOCIALE
sola poesia che potrà riconoscere, la poesia fatta da tutti, l’inizio della
festa rivoluzionaria. Le rivoluzioni proletarie saranno delle feste o
non saranno affatto, perché la vita che esse annunciano sarà essa
stessa creata all’insegna della festa. Il gioco é la ratio profonda di Volantino-manifesto - fronte/retro, cm.34,5 × 49,6
questa festa. Le sue uniche regole saranno: vivere senza tempo morto Diffuso a Milano e Torino a cura della sezione italiana dell’I.S.
e godere senza ostacoli.
[Gianluigi Balsebre]

COMPAGNI,

ciò che il proletariato italiano sta facendo nelle


fabbriche e nelle strade non è ancora la rivoluzione, ma
certamente è già rivoluzionario. L’Italia si trova al
centro della crisi che investe dovunque il capitalismo
borghese e burocratico e che lancia il secondo assalto
dei proletari di tutti i paesi contro tutti i poteri. Ma
ancor oggi la verità del movimento che si preannuncia
è conosciuta più dalla paura dei suoi nemici che dalla
volontà affermata dai suoi protagonisti diretti. E’ ormai
un processo inarrestabile a cui manca solo la coscienza
di ciò che ha già fatto in qualche occasione per sapere
ciò che può fare, e per farlo dovunque.

Il ritorno della lotta di classe per la prima volta dopo


molto tempo trova il suo sicuro inizio nel nuovo
movimento spontaneo di rivolte operaie. Il fatto che la
scadenza dei contratti di lavoro e le agitazioni di
sostegno indette dai sindacati negli ultimi mesi abbiano potere esemplare. Con il terrorismo delle falsificazioni
qualche volta fornito un’occasione di più perché si e con il monopolio dei collegamenti, i sindacati isolano
manifestassero dovunque lotte illegali decise dagli ogni lotta da tutte le altre, gli operai dagli operai, e
operai e qua e là degli inizi di sommossa, svela tanto fanno accettare in ogni settore lotte parziali di cui
meglio quanto le condizioni oggettive e soggettive detengono i fini e il controllo poliziesco. Così, essi
fossero già presenti. Il contratto collettivo è stato una vogliono, molto palesemente, addormentare gli operai
conquista del movimento operaio, ma esso non gli è con una serie infinita di lotte che non cambieranno
mai bastato e oggi è per il padronato la garanzia di una niente e cercano di farsi accettare dai lavoratori
tregua sociale, la forma legale della compravendita del accettando a metà, ma senza mai ammetterle, il fatto
lavoro, la catena della classe dei lavoratori alla classe compiuto anche delle azioni più violente. Se il
dei capitalisti e dei suoi funzionari. Ma ormai le lotte movimento operaio vuole vincere oggi su tutto il fronte
reali non hanno più bisogno di rivendicazioni per delle rivendicazioni — ciò che dà per ora una certa
cominciare, perché le rivendicazioni sono dappertutto, forza ai sindacati — è perché, liquidando le illusioni di
perché anzi non è più di rivendicazioni che si tratta ma vent’anni, vuole provare a se stesso di potere andare al
di un movimento profondo che pone la questione di là. E questo contiene già la ragione della disfatta di
sociale nella sua semplice verità e che nessun tutti i sindacati.
provvedimento amministrativo potrà dissolvere.
La situazione è sufficientemente avanzata perché i
Come queste lotte non sono cominciate per il contratto, sindacati siano spesso costretti a non seguire più gli
così nessuno si aspetta veramente che finiscano dopo il operai sul loro terreno, negando semplicemente
suo rinnovo. Esse sono anzi destinate a crescere l’esistenza delle loro azioni, ma non è ancora
quando non sarà più possibile nascondere che esse abbastanza rivoluzionaria perché queste azioni
sono represse prima di tutto dai sindacati che cercano scaccino i sindacati dal loro terreno stesso, negandogli
in ogni modo di mettervi un freno. Nella presente semplicemente ogni credito e ogni potere
situazione, facendo scioperi improvvisi non dichiarati, rappresentativo. Una simile situazione non può in
gli operai si pronunciano già contro i sindacati nessun caso durare ed è davanti all’alternativa di
costringendoli ad un recupero sempre più difficile; e estendersi o sparire (per la forza congiunta della
sanno già che nella loro nuova rivolta devono repressione e dei negoziati liquidatori, fiaccando la
combattere prima di tutto contro di essi. Le azioni maggioranza dei lavoratori con lotte estenuanti e con
radicali compiute — in Italia per la prima volta nella sempre maggiori concessioni, ed eventualmente anche
storia — dagli operai della FIAT e della Pirelli nel con quella di un “governo popolare” sostenuto dal
mese di settembre, le rivolte moderne e distruttive partito cosiddetto comunista: potrà così provare anche
contro la merce e contro il lavoro, sono anche, per ora, lui a difendere il vecchio mondo, se saprà dimostrare
azioni isolate che non si diffondono se non per il loro alla borghesia di esserle fedele). Nella misura in cui è
ancora una situazione precaria di pace, i lavoratori Per la loro azione, i sindacati hanno bisogno
imparano a servirsi dei sindacati come degli Enti di dell’esistenza del capitale e dello Stato mentre
Previdenza sociale, senza illusioni, ma nella misura in l’interesse dei lavoratori è la loro abolizione, perché
cui essa scivola inevitabilmente verso la guerra civile, sono essi i produttori di tutta la ricchezza sociale e
l’iniziativa passa decisamente agli operai. Essi non solo dunque i suoi legittimi padroni. Giocando a fare gli
imparano come è fragile il sistema di produzione “estremisti” di fronte a un movimento ben più
semiautomatizzato ma riscoprono se stessi, la loro estremista di loro, i sindacati possono anche credere di
classe, la loro coscienza, e con la coscienza la loro avere con ciò domandato il massimo che si possa
forza pratica. Una fabbrica dopo l’altra, gli operai esigere dal capitale, ma senza mai metterne in
lanciano il segnale con cui si dichiarano già pronti per discussione l’esistenza. Riformista per sua natura, il
un attacco diretto e generale e cercano alleati nei nuovi sindacato resta il miglior sostegno di un padronato
strati di lavoratori proletarizzati. Poiché sono privati divenuto riformista a sua volta. Le burocrazie politiche
della comunicazione, i proletari si riconoscono e sindacali non sono dunque delle organizzazioni
attraverso le azioni. E le conseguenze delle loro proprie operaie decadute e traditrici, ma un meccanismo di
azioni li spingono avanti. integrazione nella società capitalista, la società della
proprietà privata o statale, della merce e del lavoro
Il senso più profondo delle lotte attuali, nelle quali gli salariato.
operai cercano di scontrarsi apertamente con i loro
nemici ma si trovano il più delle volte di fronte soltanto Il loro programma è di rincorrere la lotta di classe
ai “loro” sindacati, sta nel fatto che esse spezzano offrendone ogni giorno un debole surrogato, e per fare
l’equilibrio da guerra fredda fra i lavoratori e le ciò non possono mai sconfessare troppo apertamente le
burocrazie sindacali. Per perfezionare l’organizzazione iniziative della base, ma selezionarle, appropriarsene e
sociale dell’apparenza di cui i sindacati divengono giocare al rialzo nelle rivendicazioni. In breve essi
nella crisi attuale il miglior sostegno materiale, essi cercano, con una trasformazione apparente delle
chiedono che venga nascosta la presenza condizioni sociali, di corrompere i lavoratori con
“provocatoria” della polizia nei “pacifici conflitti di elemosine mascherate da conquiste, di spezzare la loro
lavoro”. forza rivoluzionaria rendendo momentaneamente il più
possibile tollerabile e comoda la sopravvivenza in
Nei loro sogni, essi si immaginano, insieme al partito questa situazione. Tutto il problema dei sindacati e dei
cosiddetto comunista di “rendere inutile” la polizia per burocrati stalinisti si riduce alla miserabile
divenire poliziotti essi stessi, e vogliono comprare al preoccupazione di mantenere se stessi conservando il
Parlamento, “in nome dei lavoratori”, il disarmo della loro “potere contrattuale”; ma per conservarlo, sono
polizia offrendo in cambio il disarmo del proletariato. costretti ad affrontare ogni rischio pur di potersi
presentare come i “rappresentanti” esclusivi dei
lavoratori, in un momento in cui la base operaia glielo Il pericolo maggiore, che non bisogna mai mancare di
rende sempre più difficile togliendogli l’unica denunciare, e che compare oggi insieme alla
giustificazione. Essi devono constatare che ogni giorno pericolosità delle lotte operaie autonome, è che i
è per loro peggiore del precedente e che devono ormai sindacati alla ricerca di un appoggio ormai incerto, si
preoccuparsi seriamente del proprio avvenire. approprino della tendenza alla democrazia diretta
espressa dalla base, adottandone illusoriamente i
Queste lotte e la loro prospettiva non sono limitate metodi (assemblee che ratificano le decisioni già prese,
all’Italia, ma sono internazionali. Il 30 maggio 1968, referendum, controllo della produzione, etc.). Le
durante il movimento delle occupazioni in Francia, i concessioni che alcuni settori hanno già ottenuto e che
situazionisti hanno scritto un Appello a tutti i gli altri finiranno per ottenere sono intese a frenare il
lavoratori: “quelli che hanno già respinto gli accordi processo della lotta di classe, ma non serviranno in
derisori che soddisfacevano le direzioni sindacali nessun caso a immobilizzarlo (così come non è servita
devono scoprire che possono ‘ottenere’ molto di più la “soluzione globale” proposta negli accordi della
nel quadro dell’economia esistente, ma che possono FIAT-Mirafiori del 26 giugno). Le manovre dei
prendere tutto trasformandone tutte le basi per proprio sindacati in accordo con le direzioni aziendali e la
conto. I padroni non possono forse pagare di più; ma programmazione capitalista per far partecipare i
possono scomparire”. lavoratori al proprio sfruttamento, offrendo loro uno
pseudo-controllo sulla produzione che dovrebbe
Non bisogna né farsi né diffondere delle illusioni sulle aumentare il piacere di produrre di più, sono fallite in
possibilità immediate di un successo completo. Il partenza, perché è la proprietà stessa dei mezzi di
movimento rivoluzionario del proletariato torna dopo produzione che è in causa. Non si tratta per i lavoratori
mezzo secolo di annientamento trovando tutti i suoi di cogestire le imprese insieme ai loro padroni, ma di
nemici ben saldi, burocrati e borghesi. Ma nel autogestire la società e la propria vita senza avere
momento di inizio della lotta rivoluzionaria moderna è padroni. L’“estremismo” e la “democrazia” delle
importante mostrare il massimo a cui essa deve tendere burocrazie sindacali — come quelli dei gruppi
subito, e il terreno a partire dal quale tutto sarà in rivoluzionarismi neobolscevichi che le combattono
gioco. Ora i lavoratori devono arrivare, nelle fabbriche soltanto per sostituirsi ad esse — non inganna neppure
e dovunque, fino a prendere la parola per proprio conto il potere e a maggior ragione non deve ingannare i
e a dire ciò che vogliono. Ma per farlo scoprono presto proletari rivoluzionari. Il proletariato si abbandona
di dover prima creare con la loro azione autonoma le nelle mani dei suoi “capi” solo quando cerca di avere
condizioni concrete, che oggi non esistono, che gli in loro più fiducia di quanta non ne abbia in se stesso.
permettano di parlare e di agire, di dover dunque Il proletariato è rivoluzionario o non è niente: se è
rovesciare le condizioni esistenti. rivoluzionario è la classe che ha l’avvenire nelle sue
mani; ma quando non lo è, diviene un semplice
accessorio delle macchine, una parte del capitale contemporaneamente offre ormai le condizioni per la
costretta a servirlo involontariamente in ogni momento formazione di organizzazioni operaie rivoluzionarie in
della vita quotidiana. seno al proletariato. Il grado di autonomia che i
lavoratori sapranno raggiungere deciderà della sorte del
Il minimo insufficiente che ci si deve ora attendere loro movimento. Un simile processo conduce alla
attivamente non sarà niente di diverso dal far formazione di Consigli dei lavoratori, collegati per
conoscere, sostenere, estendere l’agitazione (non è mezzo di delegati revocabili in ogni momento e che
difficile fornire gli esempi essenziali, né l’emulazione: divengono il solo potere deliberativo ed esecutivo in
insubordinazione contro tutte le gerarchie, sabotaggio tutto il paese. Appena si solleva, il proletariato trova in
delle macchine della merce, esercizi della soggettività se stesso i contenuti e i mezzi della sua emancipazione.
radicale, scioperi selvaggi, organizzazione nelle Il 9 e il 10 aprile, nella loro lotta insurrezionale, i
fabbriche); collegare e radicalizzare le lotte sparse; lavoratori di Battipaglia hanno già sperimentato il
prendere la parola dovunque sia possibile e utile per primo abbozzo di un Consiglio. E durante il
sostenere, diffondere e realizzare tali idee e tali movimento dei Consigli del 1920, a Torino, un
necessità; opporsi coscientemente ai sindacati e ai loro manifesto “agli operai e ai contadini di tutta l’Italia”
tentativi di falsa democrazia e di cogestione operaia diceva già: “La lotta di conquista deve essere condotta
nelle aziende capitalistiche; opporsi a tutti i con armi conquistatrici e non più di sola difesa. Una
recuperatori, intellettuali, preti e studenti, e alle loro organizzazione nuova deve svilupparsi come
ideologie; autorganizzarsi in gruppi autonomi e antagonista diretta degli organi di governo dei padroni;
promuovere la comunicazione di base. E quando solo il essa deve quindi spontaneamente sorgere sul luogo di
massimo sarà sufficiente: occupazione permanente di lavoro, e riunire i lavoratori tutti, in quanto tutti, come
tutte le fabbriche scacciando i sindacalisti e i dirigenti; produttori, sono soggetti a una autorità ad essi estranea
tutto il potere all’assemblea dei lavoratori; organizzare e devono liberarsene. (…) Ecco l’origine per voi della
l’autodifesa; eleggere delegati revocabili che agiscono libertà: l’origine di una formazione sociale la quale,
secondo i mandati dell’assemblea e sono dunque estendendosi rapidamente ed universalmente, vi
responsabili di fronte a lei; appello a tutti i lavoratori; il metterà in grado di eliminare dal campo economico lo
cammino intrapreso e la creatività collettiva faranno il sfruttatore e l’intermediario, di diventare voi i padroni,
resto. i padroni delle vostre macchine, del vostro lavoro, della
vita vostra…” La prospettiva del potere assoluto dei
Compagni, il vero risultato delle lotte spontanee di Consigli di tutti i lavoratori non si colloca alla fine ma
questo periodo non è il successo immediato ma all’inizio del movimento. L’autogestione della lotta è la
l’estensione sempre maggiore della coscienza e premessa indispensabile per l’autogestione della nuova
dell’organizzazione autonoma degli operai. Il livello società. Che tutti i mezzi di produzione e di
raggiunto dalla lotta di classe esprime già l’esigenza e comunicazione siano proprietà collettiva dei lavoratori
organizzati in democrazia diretta, questa è l’unica passività organizzata dei loro militanti la forza
rivendicazione che contiene tutte le altre e l’unica che oppressiva del loro potere illusorio di classe futura.
la borghesia e lo Stato non concederanno mai perché
significa la loro espropriazione totale cioè la fine del I situazionisti non affermano principi ideologici, sui
dominio di classe, e che dunque non può essere quali modellare il movimento del proletariato, e
conquistata che con la rivoluzione sociale. dunque dirigerlo.

I situazionisti sono la corrente più radicale del


movimento proletario di molti paesi, quella che sempre
PROLETARI, NON FERMATEVI QUI. ANCORA UN spinge avanti. Sforzandosi di chiarire e di coordinare le
SFORZO SE VOLETE ESSERE PADRONI DELLA VOSTRA lotte sparse dei proletari rivoluzionari, essi
VITA. contribuiscono a dare ai proletari le loro ragioni.
L’EMANCIPAZIONE DEI LAVORATORI SARA’ OPERA DI Proponendosi di essere il più alto grado della coscienza
LORO STESSI O NON SARA’.
rivoluzionaria internazionale, con la nuova critica
teorica hanno potuto preannunciare dappertutto il
INTERNAZIONALE SITUAZIONISTA
ritorno della rivoluzione moderna.
19 novembre 1969
Essi non hanno interessi distinti dagli interessi del
proletariato nel suo insieme. Si aspettano tutto e non
hanno da temere nulla dai cosiddetti “eccessi” che
segnano contemporaneamente la profondità critica
I situazionisti non si chiamano comunisti solo per non
della nuova epoca e la ricchezza positiva della vita
confondersi con i quadri delle burocrazie antioperaie quotidiana liberata che vi si inaugura.
filosovietiche o filocinesi, relitti del grande fallimento
rivoluzionario destinato ad estendere la dittatura Sull’Italia i rivoluzionari rivolgono oggi specialmente
universale dell’Economia e dello Stato.
la loro attenzione, perché l’Italia è alla vigilia di un
sollevamento generale sulla via della rivoluzione
I situazionisti non costituiscono un partito particolare sociale.
in concorrenza con gli altri partiti sedicenti “operai”.
In tutte le lotte attuali, i situazionisti mettono sempre
I situazionisti rifiutano di riprodurre al loro interno le
avanti la questione dell’abolizione di “tutto ciò che
condizioni gerarchiche del mondo dominante. Essi esiste separatamente dagli individui” come la questione
denunciano dovunque la politica specializzata dei capi
decisiva del movimento di negazione della società
di gruppi e partiti gerarchici, che fondano sulla esistente.
I situazionisti non hanno da nascondere le loro
posizioni e le loro intenzioni. Essi dichiarano
apertamente che il loro unico interesse e unico scopo
non è niente di diverso dal rendere permanente la
rivoluzione sociale sino a che siano concentrati nella
federazione internazionale dei Consigli dei lavoratori
tutti i poteri, il potere di ciascuno su tutti gli aspetti
della vita quotidiana, cioè dell’economia, della società,
della storia. Non può trattarsi dunque di una
trasformazione della proprietà privata o statale, ma
della sua abolizione; non del mitigamento dei contrasti
di classe, ma della abolizione delle classi; non del
“miglioramento” della società attuale, ma della
creazione di una nuova società; non di una
realizzazione parziale che genera una nuova divisione,
ma dell’intolleranza definitiva di ogni nuovo
travestimento del vecchio mondo.

I situazionisti non dubitano che l’unico programma


possibile della rivoluzione moderna passa
inevitabilmente per la formazione dei Consigli di tutti i
lavoratori i quali, sviluppando la chiara coscienza di
tutti i loro nemici, divengono il solo potere.

Supplemento al n.° 1 della rivista “Internazionale


Situazionista”. Tutti i compagni che si trovano in
accordo coerente con ciò che diciamo, che vogliono
ricevere le nostre pubblicazioni, possono scrivere a:
Internazionale Situazionista, C.P. 1532 — Milano.
PRELIMINARE SUI CONSIGLI Da cinquant’anni, da quando i leninisti hanno ridotto il comunismo
all’elettrificazione, la controrivoluzione bolscevica ha innalzato lo
E Stato sovietico sul cadavere del potere dei Soviet e Soviet ha smesso
L’ORGANIZZAZIONE CONSILIARE di significare Consiglio, i rivoluzionari non hanno fatto che lanciare in
faccia ai padroni del Cremino la rivendicazione di Kronstadt: «Tutto
René Riesel ? il potere ai Soviet e non ai partiti». Il notevole persistere della
tendenza reale verso il potere dei Consigli Operai durante questo
mezzo secolo di tentativi, e di annientamenti successivi, del
________ movimento proletario moderno impone ormai alla nuova corrente
«Il governo operaio e contadino ha decretato che Kronstadt e le navi in rivolta devono
sottomettersi immediatamente all’autorità della Repubblica Sovietica Pertanto ordino a tutti
rivoluzionaria i Consigli come la sola forma della dittatura antistatale
coloro che sono insorti contro la patria socialista di posare le armi senza indugi. I del proletariato, come il solo tribunale che potrà pronunciare il
recalcitranti dovranno venire disarmati e consegnati alle autorità sovietiche. I commissari e giudizio sul vecchio mondo ed eseguire esso stesso la sentenza.
gli altri rappresentanti del governo che sono arrestati devono venir rimessi immediatamente
in libertà. Soltanto coloro che si saranno arresi senza condizioni potranno contare su un atto
di grazia da parte della Repubblica Sovietica. Contemporaneamente do l’ordine di preparare Bisogna precisare la nozione di Consiglio, non solo fugando le
la repressione della rivolta e la sottomissione dei marinai da parte delle forze armate. Ogni grossolane falsificazioni accumulate dalla socialdemocrazia, dalla
responsabilità per i danni che a causa di questo fatto potrebbe patire la popolazione pacifica
ricadrà interamente sulla testa degli ammutinati filo-guardie-bianche. burocrazia russa, dal titoismo e dal benbellismo, ma soprattutto
Questo avvertimento è definitivo» riconoscendo le insufficienze verificatesi nelle brevi esperienze
Trotzky, Kamenev pratiche di potere dei Consigli sin qui abbozzatesi e, naturalmente,
“Ultimatum a Kronstadt”
nelle stesse concezioni dei rivoluzionari consiliari. Quello che il
«Noi abbiamo una sola cosa da rispondere a tutto ciò: Tutto il potere ai Soviet! Togliete le Consiglio tende ad essere come totalità è apparso negativamente nei
vostre mani da qui, le vostre mani rosse del sangue dei martiri della libertà che hanno lottato limiti e nelle illusioni che hanno segnato le sue prime manifestazioni e
contro le guardie bianche, i proprietari e la borghesia!»
Izvestia di Kronstadt, n° 6.
che hanno causato la sua sconfitta, tanto quanto la lotta immediata e
senza tregua che normalmente viene ingaggiata contro di esso dalla
classe dominante. Il Consiglio vuol essere la forma dell’unificazione
pratica dei proletari che si danno i mezzi materiali ed intellettuali del
cambiamento di tutte le condizioni esistenti, creando la loro storia in
? modo sovrano. Può e deve essere l’organizzazione in atto della
Il presente saggio è tratto dal fascicolo n. 12 dell’“Internationale
Situationniste”, ora tradotto e pubblicato con la raccolta completa dell’“I.S.” coscienza storica. Ora, per l’appunto, ancora in nessun luogo è
in AA.VV. (a cura di Isabella de Caria e Riccardo d’Este), Internazionale riuscito a dominare le separazioni di cui sono portatrici le
situazionista, Nautilus, Torino, 1994. Libro, questo, di cui “Vis-à-vis” ha già organizzazioni politiche specializzate e le forme di falsa coscienza
avuto modo di parlare molto positivamente nel proprio quaderno n. 6 del ideologiche che esse producono e difendono. Inoltre, se i Consigli,
1998, in cui sono comparsi altri contributi dell’I.S., in parte tratti proprio da
come agenti principali di un movimento rivoluzionario, sono
tale medesimo volume. Il corredo di note è stato integrato con la citazione
dettagliata della fonte, reperibile in lingua italiana, a cura della redazione di normalmente dei Consigli di delegati, in quanto coordinano e
“Vis-à-vis” e grazie all’archivio-biblioteca del Centro di Documentazione federano le decisioni dei Consigli locali, si è fatto evidente che le
per la Critica della Politica e il Soggetto Collettivo.
assemblee generali della base sono state quasi sempre considerate dei partiti politici avevano un’immensa influenza. Qual è l’origine di
come semplici assemblee di elettori, e così il primo grado del questo Soviet? Sembra che questa forma di organizzazione sia stata
“Consiglio” si è trovato al di sopra di loro. Già qui risiede un principio trovata da taluni elementi istruiti politicamente della base operaia e
di separazione, che non può venir superato se non rendendo le che, in quanto a loro, appartenevano essi stessi ad una frazione
assemblee generali locali di tutti i proletari in rivoluzione il Consiglio socialista. Ci pare veramente eccessivo scrivere, come fa Trotzky:
stesso, da cui ogni delegazione deve trarre in ogni momento il suo «Una delle due organizzazioni socialdemocratiche di Pietroburgo
potere. prese l’iniziativa della creazione di un’amministrazione autonoma
Lasciando da parte i tratti preconsiliari che entusiasmarono Marx nella rivoluzionaria operaia» (per di più, quella fra le “due organizzazioni”
Comune di Parigi («la forma politica finalmente scoperta sotto cui che riconobbe immediatamente l’importanza di questa iniziativa degli
l’emancipazione economica del lavoro può essere realizzata») e che, operai fu precisamente quella menscevica). Ma lo sciopero generale
d’altronde, più che nella Comune eletta possono venir rilevati dell’ottobre del 1905 aveva di fatto avuto la sua prima origine a
nell’organizzazione del Comitato Centrale della Guardia nazionale Mosca, il 19 settembre, quando i tipografi della stamperia Sytin si
composto dai delegati del proletariato parigino in armi, fu il famoso misero in sciopero, precipuamente perché volevano che i segni di
“Consiglio dei deputati operai” di San Pietroburgo, il primo abbozzo punteggiatura fossero contati tra i 1.000 caratteri che costituivano
di un’organizzazione del proletariato in un momento rivoluzionario. l’unità di paga del loro diretto salario. La seguirono cinquanta
Secondo le cifre fornite da Trotzky in 190539 , duecentomila operai tipografie e, il 25 settembre, gli stampatori di Mosca costituirono un
avevano inviato dei loro delegati al Soviet di San Pietroburgo, ma la Consiglio. Il 3 ottobre, «l’assemblea dei deputati operai delle
sua influenza si estendeva ben al di là della sua zona, poiché molti corporazioni tipografiche, meccaniche, della falegnameria, del
altri Consigli in Russia si ispiravano alle sue deliberazioni tabacco ed altre adottarono la risoluzione di costituire un consiglio
e decisioni. Direttamente, raggruppava i lavoratori di più di (Soviet) generale degli operai di Mosca»40 . Quindi si vede come
centocinquanta aziende e raccoglieva inoltre i rappresentanti di sedici questa forma apparisse spontaneamente all’inizio del movimento dello
sindacati che vi si erano legati. Il suo primo nucleo si costituì il 13 sciopero. E questo movimento, che nei giorni successivi cominciava a
ottobre e il 17 il Soviet istituiva sopra di esso un Comitato Esecutivo cadere, si rilanciò sino alla crisi storica ben nota, quella del 7 ottobre,
che, dice Trotzky, «gli serviva da ministero». Su un totale di 526 quando i lavoratori delle ferrovie cominciarono spontaneamente, a
delegati, il Comitato Esecutivo contava soltanto su 31 membri, di cui partire da Mosca, ad interrompere il traffico.
22 erano realmente degli operai delegati dall’insieme dei lavoratori Il movimento dei Consigli a Torino, nel marzo-aprile 1920, aveva la
delle oro aziende e 9 rappresentavano 3 partiti rivoluzionari sua radice nel proletariato molto concentrato delle fabbriche Fiat. Tra
(menscevichi, bolscevichi e socialisti rivoluzionari); nondimeno «i l’agosto e il settembre del 1919, il rinnovo degli eletti ad una
rappresentanti dei partiti non avevano voto deliberativo». Si può “commissione interna” - una specie di comitato d’azienda
riconoscere che le assemblee di base erano fedelmente rappresentate collaborazionista, stabilito da un accordo collettivo del 1906, con il
dai loro delegati revocabili, ma questi avevano evidentemente fine di integrare meglio gli operai - diede subito l’occasione, nella
abdicato ad una grande parte del loro potere, in un modo del tutto crisi sociale che allora percorreva l’Italia, ad una trasformazione
parlamentare, in favore di un Comitato Esecutivo in cui i “tecnici” completa del ruolo di questi “commissari”. Cominciarono a federarsi
39 40
Lev Davidovic’ Trockij, 1905, La Nuova Italia, Firenze, 1971. Ibidem.
tra di loro, in quanto rappresentanti diretti dei lavoratori. Nell’ottobre Consiglio di fabbrica come l’inizio storico di un processo che deve
del 1919, trentamila lavoratori erano rappresentati in un’assemblea dei necessariamente condurre alla fondazione dello Stato operaio». Dal
“comitati esecutivi dei Consigli di Fabbrica”, che somigliava più ad canto loro, gli anarchici consiliari gestivano il sindacalismo e
un assemblea di shop-stewards che ad un’organizzazione di consigli pretendevano che i Consigli gli dessero un nuovo impulso.
propriamente detta (sulla base di un commissario eletto da ciascuna Ciò nondimeno, il manifesto lanciato dai consiliari di Torino, il 27 di
officina). Ma l’esempio si espanse a macchia d’olio ed il movimento marzo 1920, “Agli operai ed ai contadini di tutta Italia” per un
si radicalizzò, sostenuto da una frazione del Partito socialista che a Congresso generale dei Consigli (che poi non ebbe luogo) formula
Torino era maggioritaria (con Gramsci) e dagli anarchici piemontesi41 . alcuni punti essenziali del programma dei Consigli: «La lotta di
Il movimento venne combattuto dalla maggioranza del Partito conquista deve venir condotta con delle armi di conquista e non più
socialista e dai sindacati. Il 15 marzo 1920, i Consigli cominciarono lo soltanto di difesa [e questo rivolto ai sindacati, «organismi di
sciopero con occupazione delle fabbriche e ricominciarono la resistenza -…- cristallizzati in una forma burocratica», nota dell’I.S.].
produzione sotto il loro controllo. Il 14 aprile ci fu lo sciopero Una nuova organizzazione si deve sviluppare come diretta antagonista
generale in Piemonte; nei giorni successivi coinvolse una gran parte del governo dei padroni; per ciò deve sorgere spontaneamente sul
del Nord Italia ed in particolare i ferrovieri e gli scaricatori. Il governo luogo di lavoro e riunire tutti i lavoratori, per il fatto che, in quanto
dovette impiegare delle navi da guerra per far sbarcare a Genova le produttori, tutti sono assoggettat
truppe che faceva marciare su Torino. Se il programma dei Consigli ad un’autorità che è loro estranea e devono liberarsene. […] Ecco per
doveva venir successivamente approvato dall’Unione Anarchica voi l’origine della libertà: l’originarsi di una formazione sociale che,
Italiana, riunita a Congresso a Bologna il 1° luglio, si sa che il Partito estendendosi rapidamente ed universalmente, vi metterà in condizione
socialista ed i sindacati riuscirono a sabotare lo sciopero di eliminare dal campo economico lo sfruttatore e l’intermediario e di
mantenendolo nell’isolamento: il giornale del partito, “Avanti!”, si diventare voi stessi i padroni, i padroni delle vostre macchine, del
rifiutò di stampare l’appello della sezione socialista di Torino, mentre vostro lavoro, della vostra vita».
la città era invasa da 20.000 soldati e poliziotti42 . Lo sciopero, che Si sa che più semplicemente i Consigli di operai nella Germania del
avrebbe evidentemente consentito un’insurrezione proletaria vittoriosa 1918-1919 in maggioranza erano rimasti dominati dalla burocrazia
in tutto il paese, venne vinto il 24 aprile. Il seguito è ben noto. socialdemocratica o vittime delle sue manovre. Tolleravano il governo
Nonostante certi aspetti notevolmente avanzati di questa esperienza “socialista” di Ebert che era appoggiato principalmente dallo Stato
poco citata (una gran massa di gauchistes crede che le occupazioni di maggiore e dai corpi franchi. I “sette punti di Amburgo” (sulla
fabbrica siano cominciate in Francia nel 1936), è necessario notare liquidazione immediata del vecchio esercito), presentati da
che ha portato con se delle gravi ambiguità, anche tra i suoi partigiani Dorrenbach e votati a forte maggioranza dal Congresso dei Consigli
e teorici. Gramsci scriveva su “Ordine Nuovo”43 : «Noi concepiamo il dei soldati apertosi il 16 dicembre a Berlino, non vennero applicati dai
“commissari del Popolo”. I Consigli tollerarono questa sfida e le
41
elezioni legislative fissate in tutta fretta per il 19 gennaio, l’attacco
Cfr. Pier Carlo Masini, Anarchici e comunisti nel movimento dei Consigli a
lanciato contro i marinai di Dorrenbach e poi l’annientamento
Torino, “Quaderni di studi anarchici”, n. 3, 1970, Firenze.
42
Ibidem. dell’insurrezione spartachista, proprio alla vigilia di quelle elezioni.
43
Antonio Gramsci (non firmato), Il consiglio di fabbrica, su “L’Ordine
Nuovo”, II anno, n. 4, 5/6/1920, in Antonio Gramsci, Opere - L’Ordine Nuovo, 1919-1920, Vol. 9°, Einaudi, Torino, 1970, pp. 123-131,
Nel 1956, il Consiglio Operaio Centrale della Grande Budapest, conoscano e padroneggino questo problema. In questo caso, la teoria
costituito il 14 novembre e che si dichiarava deciso a difendere esso consiliare e l’esistenza di autentiche organizzazioni consiliari hanno
stesso il socialismo, mentre esigeva «il ritiro di tutti i partiti politici una grande importanza. In esse appaiono già taluni elementi essenziali
dalle fabbriche», si pronunciava anche per il ritorno di Nagy al potere che saranno messi in gioco nei Consigli, nonché nella loro interazione
e per delle libere elezioni in un lasso di tempo limitato. Senza dubbio con i Consigli stessi.
in quel momento esso faceva continuare lo sciopero generale mentre Tutta la storia rivoluzionaria mostra l’importanza avuta, nello scacco
le truppe russe avevano già schiacciato la resistenza armata. Ma ancor subìto dai Consigli, dall’apparizione di un’ideologia consiliarista. La
prima del secondo intervento russo, i Consigli ungheresi avevano facilità con cui l’organizzazione spontanea del proletariato in lotta si
richiesto delle elezioni parlamentari, come a dire che essi stessi assicura le prime vittorie spesso annuncia una seconda fase, nella
cercavano di ritornare ad una situazione di doppio potere, quando, di quale la riconquista si opera dall’interno, dove il movimento lascia
fatto, era il solo potere andare la sua realtà per l’ombra della sua sconfitta. Il consiliarismo è
effettivo in Ungheria, di fronte ai russi. La coscienza di ciò che il così la nuova giovinezza del vecchio mondo.
potere dei Consigli è e deve essere nasce dalla pratica stessa di questo I socialdemocratici e i bolscevichi hanno in comune la volontà di non
potere. Ma, ad uno stadio di difficoltà di questo potere, essa può vedere nei Consigli che un organismo ausiliario del Partito e dello
essere assai differente da quel che pensa isolatamente questo o quel Stato. Nel 1902, Kautsky, preoccupato per il discredito che, nello
lavoratore membro di un Consiglio o anche da quel che pensa la spirito dei lavoratori, colpiva i sindacati, si augurava che, in certi rami
totalità di un Consiglio. L’ideologia si oppone alla verità in atto che dell’industria, gli operai eleggessero «dei delegati che formassero una
ha il suo campo nel sistema dei Consigli; e questa ideologia si specie di parlamento che abbia come missione quella di regolare il
manifesta non soltanto sotto forma di ideologie ostili, o sotto forma di lavoro e di controllare l’amministrazione burocratica»44 . L’idea di una
ideologie sui Consigli elaborate da forze politiche che vogliono rappresentanza operaia gerarchizzata che culminasse in un parlamento
assoggettarli, ma anche sotto forma di un’ideologia favorevole al verrà applicata con molta convinzione da Ebert, Noske e
potere dei Consigli, che ne restringe e reifica la teoria e la prassi Scheidemann. Il modo con cui questo tipo di consiliarismo tratta i
totale. Alla fine, un puro consiliarismo sarebbe esso stesso, per forza, Consigli è stato magistralmente sperimentato - e per l’edificazione
nemico della realtà dei Consigli. definitiva di tutti coloro che non hanno della merda al posto del
Una simile ideologia, con una formulazione più o meno conseguente, cervello - dal 9 novembre 1918 quando, per combattere sul suo stesso
rischia di venir portata avanti dalle organizzazioni rivoluzionarie che terreno l’organizzazione spontanea dei Consigli, i socialdemocratici
in via di principio sono orientate verso il potere dei Consigli. Questo fondano negli uffici del Vorwaerts un “Consiglio degli operai e dei
potere, che è esso stesso l’organizzazione della società soldati di Berlino” formato da 12 uomini di fiducia delle fabbriche, da
rivoluzionaria e la cui coerenza viene oggettivamente definita dalle funzionari e da leaders socialdemocratici.
necessità pratiche di questo compito storico scoperto come un Il consiliarismo bolscevico non ha né l’ingenuità di Kautsky, né la
insieme, non può in nessun caso sfuggire al problema pratico delle grossolanità di Ebert. Salta dalla base più radicale, “Tutto il potere ai
organizzazioni particolari, nemiche del Consiglio o più o meno Soviet”, per ricascare sulle sue zampe, dall’altro lato di Kronstadt. In I
veridicamente filo-consiliari, che interverranno in ogni modo nel suo compiti immediati del potere dei Soviet, nell’aprile del 1918, Lenin
funzionamento. Bisogna che le masse organizzate in Consigli
44
Karl Kautsky, La rivoluzione sociale.
aggiunge degli enzimi alla lisciva di Kautsky: «I parlamenti borghesi, unione delle officine di un’industria, unione degli stabilimenti di una
anche quello della miglior - dal punto di vista democratico - città, unione degli organismi produttivi dell’industria meccanica ed
repubblica capitalistica del mondo, non verranno mai considerati dai agricola di un distretto, di una provincia, di una regione, della
poveri come delle istituzioni “loro” e positive per loro. […] E’ proprio nazione, del mondo) di cui i Consigli ed il sistema dei Consigli
il contatto dei Soviet con il popolo dei lavoratori che crea delle forme rappresentano il potere e la direzione sociale»46 . Ridotti i consigli allo
particolari di controllo al basso - revocabilità dei deputati eccetera -, stato di frammenti economico-sociali che preparano una «futura
forme che noi oggi dobbiamo applicarci a sviluppare con uno zelo repubblica sovietica», va da sé che il Partito, questo “Principe dei
particolare. Così, questi consigli di istruzione pubblica che sono le tempi moderni”, appaia come l’indispensabile legame politico, come
conferenze periodiche degli elettori sovietici e dei loro delegati, riuniti il Dio meccanico preesistente e preoccupato di assicurarsi l’esistenza
per discutere e controllare l’attività delle autorità sovietiche su questo futura: «Il partito comunista è lo strumento e la forma storica del
piano, meritano tutta la nostra simpatia e tutto il nostro appoggio. processo di liberazione interna grazie al quale degli operai, degli
Nulla sarebbe più sciocco che trasformare i soviet in un qualcosa di esecutori diventano iniziatori, delle masse diventano capi e guide ,
fossilizzato, di fine in sé. Più risolutamente dobbiamo dichiararci oggi delle braccia si trasformano in cervelli e volontà»47 .
per un potere forte ed impietoso, per la dittatura personale in tale Cambia il motivo ma la canzone del consiliarismo resta la stessa:
processo lavorativo, in un tale momento dell’esercizio delle funzioni Consigli, Partito, Stato. Trattare i Consigli in modo frammentario
puramente esecutive, e più variati devono essere le forme ed i mezzi (potere economico, potere sociale, potere politico), come si impegna a
di controllo dal basso, al fine di paralizzare ogni ombra di possibilità afre il cretinismo consiliarista del gruppo Révolution Internationale48
di deformazione del potere dei Soviet, al fine di estirpare ancora e di Tolosa, significa credere che stringendo le chiappe ci si faccia
sempre la mala pianta burocratica»45 . Per Lenin, i Consigli, dunque, inculare a metà. L’austromarxismo, dopo il 1918, nel solco della lenta
devono diventare, come delle leghe benefiche, dei gruppi di pressione evoluzione riformista che preconizzava, ha anch’esso costruito una
che correggono l’inevitabile burocrazia dello Stato nelle sue funzioni sua propria ideologia consiliarista. Max Adler, per esempio, nel suo
politiche ed economiche, assicurate rispettivamente dal Partito e dai libro Democrazia e Consigli Operai, vede bene nel Consiglio lo
sindacati. I consigli sono la parte sociale che bisogna, come l’anima di strumento dell’autoeducazione dei lavoratori, la possibile fine della
Cartesio, appendere da qualche parte. separazione tra esecutori e dirigenti, la costituzione di un popolo
Gramsci stesso non fa altro che ripulire Lenin in un bagno di buona
creanza democratica: «I commissari di fabbrica sono i soli e veri 46
Antonio Gramsci (non firmato), Il programma dei commissari di
rappresentanti sociali (economici e politici) della classe operaia,
reparto, su “L’Ordine Nuovo”, I anno, n. 25, 8/11/1919, in Op.Cit., pp. 192-
poiché sono stati eletti attraverso il suffragio universale da tutti i 199.
47
lavoratori sul luogo di lavoro stesso. Ai diversi gradi della loro A. Gramsci (non firmato), Il partito comunista, su “L’Ordine Nuovo”, II
gerarchia, i commissari rappresentano l’unione di tutti i lavoratori così anno, n. 15, 4/9/1920, in Op.Cit., pp. 154-158.
48
come si realizza negli organismi di produzione (squadre, reparti, [Qui evidentemente si fa accenno ad uno dei tanti groupuscoules, contro i
quali l’I.S. fu solita scatenare con puntigliosa meticolosità critica la propria
violentissima vis polemica. Va detto, per quanto ci riguarda, che questa
45
Vladimir Ilic Ulanov Lenin, I compiti immediati del potere sovietico, in assolutamente ricercata mancanza di bon-ton salottiero, tipica dei
Vladimir Ilic Lenin, Opere Scelte, Editori Riuniti, Roma, 1971, pp. 1087- compagni dell’I.S., rappresenta uno dei tanti titolo di merito che “Vis-à-vis”
1120 riconosce loro. N.d.r.]
omogeneo che potrà realizzare la democrazia socialista. Ma riconosce ipotesi e ricordando le esigenze fondamentali del movimento
anche che il fatto che dei Consigli dei lavoratori detengano un potere rivoluzionario, questo articolo, che dovrà venir seguìto da un certo
non basta affatto a garantire loro un fine rivoluzionario coerente: per numero di altri, intende aprire un dibattito egualitario e reale. Ne
questo bisogna che i lavoratori membri dei Consigli vogliano saranno esclusi soltanto coloro ce si rifiuteranno di porlo in questi
esplicitamente trasformare la società e realizzare il socialismo. termini, coloro che attualmente si dichiarano avversari di qualsiasi
Siccome Adler è un teorico del doppio potere legalizzato, vale a dire forma di organizzazione, in nome di uno spontaneismo
di un’assurdità che sarà per forza incapace di conservarsi sottoanarchico, e che non fanno che riprodurre le tare e la confusione
avvicinandosi gradualmente alla coscienza rivoluzionaria e del vecchio movimento: questi mistici della non organizzazione,
preparando giudiziosamente una rivoluzione per più tardi, si trova operai scoraggiati per essere rimasti troppo a lungo mescolati nelle
privato del solo elemento veramente fondamentale all’autoeducazione sette trotzkiste o studenti prigionieri della loro povera condizione, che
del proletariato: la rivoluzione stessa. Per sostituire questo sono incapaci di sfuggire agli schemi organizzativi bolscevichi.
insostituibile terreno dell’omogeneizzazione proletaria, e questo solo I situazionisti sono evidentemente partigiani dell’organizzazione:
modo di selezione per la stessa formazione dei Consigli, come per la l’esistenza dell’organizzazione situazionista lo testimonia. Coloro che
formazione delle idee e dei modi di attività coerenti nei Consigli, proclamano il loro accordo con le nostre tesi, accreditando un vago
Adler non riesce ad immaginare delle vie di uscita se non in questa spontaneismo all’I.S., ebbene costoro semplicemente non sanno
aberrazione: «Il diritto di voto per l’elezione dei Consigli operai deve leggere.
basarsi sull’appartenenza ad un’organizzazione socialista»49 . Proprio perché l’organizzazione non è tutto e non consente di salvare
Si può affermare che al di là dell’ideologia sui Consigli dei tutto o di guadagnare tutto, è indispensabile. All’opposto di quello che
socialdemocratici e dei bolscevichi che, da Berlino a Kronstadt, aveva diceva il macellaio Noske (in Von Kiel bis Kapp) a proposito della
sempre un Noske o un Trotzky d’anticipo, l’ideologia consiliarista giornata del 6 gennaio 1919, non è perché avevano dei «bei parlatori»
stessa, quella delle organizzazioni consiliariste passate e di alcune al posto di «capi decisi» che le folle non furono «padrone di Berlino
attuali, ha sempre qualche assemblea generale e qualche mandato in quella giornata, verso mezzogiorno», ma perché la forma di
imperativo di ritardo: tutti i consigli esistiti sinora, ad eccezione delle organizzazione autonoma dei consigli di fabbrica non era giunta ad
collettività agrarie dell’Aragona, erano come idea semplicemente dei uno stadio di autonomia tale che le folle potessero fare a meno di
“consigli democraticamente eletti”, anche quando i momenti più alti «capi decisi» e di un’organizzazione separata per garantire le relazioni
della loro pratica smentivano questa limitazione e vedevano tutte le tra di loro. Il vergognoso esempio di Barcellona nel maggio 1937 ne è
decisioni prese dalle Assemblee Generali sovrane come mandato di un'altra prova: che le armi saltino fuori così in fretta in risposta alla
delegati revocabili. provocazione stalinista, ma anche che l’ordine di restituzione lanciato
Soltanto la pratica storica, in cui la classe operaia dovrà scoprire e dai ministri anarchici sia così velocemente eseguito, la dice lunga
realizzare tutte le sue possibilità, indicherà le forme organizzative sulle immense capacità di autonomia delle masse catalane e su quel
precise del potere dei Consigli. In cambio, è compito immediato dei che di autonomia ancora mancava loro per vincere. Anche nel
rivoluzionari stabilire i principi fondamentali delle organizzazioni futuro, sarà il grado di autonomia dei lavoratori, che deciderà la nostra
consiliari che stanno per nascere in tutti i paesi. Formulando delle sorte.
49
Max Adler, Democrazia e Consigli Operai, De Donato, Bari, 1970
Le organizzazioni consiliari che ora si formeranno non mancheranno Poiché il loro compito sarà quello di preparare il potere dei Consigli,
quindi di riconoscere e riprendere, effettivamente come un minimo, esso stesso incompatibile con qualsiasi altra forma di potere, sapranno
per conto loro, la Definizione minima delle organizzazioni che un accordo astratto dato a questa definizione le condanna senza
rivoluzionarie adottata dalla VII Conferenza dell’I.S.50 . appello e a non essere nulla; è perché il loro accordo reale si
determinerà praticamente nei rapporti non gerarchici all’interno dei
50
gruppi o sezioni che le costituiranno, nei rapporti tra questi gruppi,
Cfr., con tale titolo, la definizione adottata dalla 7^ Conferenza dell’I.S.,
come nei rapporti con gli altri gruppi od organizzazioni autonome;
riportata sul fascicolo n. 11 dell’“Internationale Situationniste”, ora in
AA.VV.(a cura di Isabella de Caria e Riccardo d’Este), Internazionale nello sviluppo della teoria rivoluzionaria e della critica unitaria della
Situazionista 1958-69, Nautilus, Torino, 1994. Pp. 55-56 del fascicolo n società dominante, come nella critica permanente della loro stessa
11), di cui ci pare utile riportare qui il testo: pratica. Rifiutando la vecchia compartimentazione del movimento
«Considerando che il solo fine di un’organizzazione rivoluzionaria è operaio in organizzazioni separate, partiti e sindacati, queste
l’abolizione delle classi esistenti attraverso una strada che non organizzazioni affermeranno il loro programma e la loro pratica
conduca ad una nuova divisione della società, definiamo rivoluzionaria
ogni organizzazione che persegua di conseguenza la realizzazione unitaria. A dispetto della bella storia dei Consigli, tutte le
internazionale del potere assoluto dei Consigli Operai, come sono stati organizzazioni consiliariste del passato, che hanno avuto una parte
abbozzati dall’esperienza delle rivoluzioni proletarie di questo secolo. importante nelle lotte di classe, hanno consacrato la separazione nei
Un’organizzazione di questo tipo o presenta una critica unitaria del settori politico, economico e sociale. Uno dei rari antichi partiti
mondo, o non è nulla. Per critica unitaria, intendiamo una critica
meritevoli di analisi, il Kommunistische Arbeiter Partei Deutschlands
espressa globalmente contro tutte le zone geografiche dove sono
installate forme diverse di poteri separati socioeconomici, ed anche (KAPD, Partito comunista operaio tedesco), adottando i Consigli
elaborata globalmentecontro tutti gli aspetti della vita. Una tale come programma, ma dandosi come suoi soli compiti essenziali la
organizzazione riconosce l’inizio e la fine del suo programma nella propaganda e la discussione teorica, “l’educazione politica delle
decolonizzazione totale della vita quotidiana; non mira quindi masse”, lasciava all’Allgemeine Arbeiter Union Deutschlands
all’autogestione del mondo esistente da parte delle masse, ma alla sua
(AAUD, Unione generale dei lavoratori tedeschi) il ruolo di federare
ininterrotta trasformazione. Sostiene la critica radicale dell’economia
politica, il superamento della merce e del lavoro salariato. Una tale le organizzazioni rivoluzionarie delle fabbriche, concezione poco
organizzazione rifiuta al suo interno ogni riproduzione delle condizioni lontana dal sindacalismo tradizionale. Sebbene il KAPD respingesse
gerarchiche del mondo dominante. Il solo limite della partecipazione alla sua sia il parlamentarismo ed il sindacalismo di un KPD (Kommunistische
democrazia totale, è il riconoscimento e l’autoappropriazione da parte di tutti Partei Deutshlands, partito Comunista tedesco), sia l’idea leninista del
i suoi membri della coerenza della sua critica: questa coerenza deve
partito di massa, e preferisse raggruppare i lavoratori coscienti,
essere nella teoria critica propriamente detta, e nel rapporto tra questa
teoria e l’attività pratica. Essa critica in maniera radicale ogni ideologia in restava tuttavia legato al vecchio modello gerarchico del partito
quanto potere separato delle idee e idee del potere separato. Così è nello d’avanguardia: professionisti della Rivoluzione e redattori salariati. Il
stesso tempo la negazione di ogni forma di sopravvivenza della religione, e
dell’attuale spettacolo sociale che, dall’informazione alla cultura massificate,
monopolizza ogni comunicazione degli uomini attorno ad una ricezione sopra della vita reale proletarizzata. Poiché la categoria della totalità è il
unilaterale delle immagini della loro attività alienata. Essa dissolve ogni giudizio definitivo dell’organizzazione rivoluzionaria moderna, questa è
“ideologia rivoluzionaria” smascherandola come firma dell’insuccesso dunque una critica della politica. Essa deve mirare esplicitamente, nella sua
del processo rivoluzionario, come proprietà privata di nuovi specialisti del vittoria, alla propria fine in quanto organizzazione separata».
potere, come impostura di una nuova rappresentazione che si innalza al di
rifiuto di questo modello, soprattutto il rifiuto di un’organizzazione comunisti tedeschi). Organizzazione minoritaria cosciente di esserlo,
politica separata dalle organizzazioni rivoluzionarie di fabbrica, nel la KAUD fu anche la sola di tutto il movimento per i Consigli in
1920 portò alla scissione di una parte dei membri dell’AAUD, che Germania a non pretendere di assumere l’organizzazione economica
fondarono l’AAUD-E (Allgemeine Arbeiter Union Deutschlands - (economico-politica nel caso dell’AAUD-E) futura della società.
Einheitsorganisation, Unione generale dei lavoratori tedeschi - Chiamò gli operai a formare dei gruppi autonomi e ad assicurare essi
Organizzazione unificata). La nuova organizzazione unitaria avrebbe stessi i legami fra questi gruppi. Ma in Germania la KAUD veniva
compiuto, attraverso il semplice gioco della sua democrazia interna, il davvero troppo tardi. Nel 1931, il movimento rivoluzionario era morto
lavoro di educazione sino ad allora delegato al KAPD, e come da circa dieci anni.
compito contemporaneo si assegnava il coordinamento delle lotte: le Non foss’altro che per farli berciare, ricordiamo ai ritardati della
organizzazioni di fabbrica che federava si sarebbero trasformate in disputa anarcomarxista, che la CNT-FAI, messo da parte il peso morto
Consigli, nel momento rivoluzionario, ed avrebbero assicurato la dell’ideologia anarchica, ma con una maggiore pratica
gestione della Società. La parola d’ordine moderna di Consiglio dell’immaginazione libertaria51 , si collocò sullo stesso piano, nelle sue
operaio lì era ancora mescolata ai ricordi messianici dell’antico disposizioni organizzative, del marxista KAPD-AAUD. Nello stesso
sindacalismo rivoluzionario: le organizzazioni di fabbrica sarebbero modo del Partito comunista operaio tedesco, la Federazione anarchica
diventate magicamente dei Consigli quando tutti gli operai ne iberica vuole essere l’organizzazione politica dei lavoratori spagnoli
avessero fatto parte. coscienti, mentre la sua AAUD, cioè la CNT, si assume l’incarico
della gestione della società futura. I militanti della FAI, élite del
Tutto ciò condusse là dove ciò poteva condurre. Dopo proletariato, diffondo l’idea anarchica fra le masse; la CNT organizza
l’annientamento dell’insurrezione del 1921 e la repressione del praticamente i lavoratori nei suoi sindacati. Tuttavia ci sono due
movimento, gli operai, scoraggiati per l’allontanarsi della prospettiva differenze essenziali, di cui una, ideologica, produrrà ciò che ci si
rivoluzionaria, lasciarono in grande numero le organizzazioni di poteva aspettare: la FAI non vuole prendere il potere e si accontenta di
fabbrica, che andarono a rotoli mentre cessavano di essere gli influenzare la condotta della CNT nel suo complesso; d’altra parte la
organismi di una lotta reale. L’AAUD era un altro nome del KAPD, e CNT rappresenta realmente la classe operaia spagnola. Il primo
l’AAUD-E vedeva la rivoluzione allontanarsi alla stessa velocità con maggio 1936, nel congresso della CNT a Saragozza, due mesi prima
cui diminuivano i suoi effettivi. Esse non erano ormai altro che le dell’esplosione rivoluzionaria, venne adottato uno dei più bei
portatrici di un’ideologia consiliarista sempre più separata dalla programmi mai avanzati da un’organizzazione rivoluzionaria del
realtà. passato, che si vedrà parzialmente applicato dalle masse
L’evoluzione terrorista del KAPD, l’appoggio dato in seguito alle anarcosindacaliste, mentre i loro capi sprofonderanno nel
rivendicazioni “alimentari” dall’AAUD, portarono, nel 1929, alla ministerialismo e nella collaborazione di classe. Con i prosseneti delle
scissione tra l’organizzazione di fabbrica e il suo partito. Corpi morti, masse Garcia Oliver, Secundo Blanco ecc. e la sottotenutaria
l’AAUD e l’AAUD-E si fusero risibilmente, e senza principi, nel
1931, contro l’avanzata del nazismo. Gli elementi rivoluzionari delle 51
[Non ci è stato possibile controllare il testo originale francese, ma abbiamo
due organizzazioni si riunirono per formare la KAUD lo stesso ritenuto opportuno cambiare il termine di “liberatrice” usato dai
(Kommunistische Arbeiter Union Deutschlands, Unione dei lavoratori curatori/traduttori della raccolta completa dell’“I.S.” già citata, in quello
secondo noi più congruo di “libertaria”. N.d.r.]
Montseny, il movimento libertario antistatale, che aveva già Questi individui non sanno nulla dell’ideologia, come si pensa, visto
appoggiato il principe anarchico-delle-trincee Kropotkin, trovava che la loro ideologia si distingue da quelle più formate soltanto per un
infine il coronamento storico del suo assolutismo ideologico: gli eclettismo invertebrato. Ma hanno sentito dire (forse in Marx, forse
anarchici-di-governo. soltanto dall’I.S.) che l’ideologia è diventata una cattiva cosa.
Nell’ultima battaglia storica che scatenò, l’anarchismo si vide Ne approfittano per tentare di far credere che ogni lavoro teorico, da
ricadere sulla sua stessa faccia tutta la salsa ideologica che costituiva cui essi si astengono come dal peccato, è un’ideologia, fra i
il suo essere: Stato, Libertà, Individuo ed altri aromi maiuscoli situazionisti esattamente come nel PSU. Ma il loro valoroso ricorso
svaporati; e questo mentre i miliziani, gli operai ed i contadini libertari alla “dialettica” ed al “concetto”, che ormai ornano il loro
salvavano il suo onore, apportavano il più grande contributo vocabolario, non li salva affatto dall’ideologia imbecille di cui questa
pratico al movimento proletario internazionale, bruciavano le chiese, solo frase è testimone sufficiente.
combattevano su tutti i fronti la borghesia, il fascismo e lo stalinismo Se si conta soltanto, da idealisti, sul “concetto” di Consiglio o, cosa
e cominciavano a realizzare la società comunista. ancora più euforica, sull’inattività pratica di ICO per «escludere ogni
Attualmente esistono delle organizzazioni che pretendono ideologia» nei Consigli reali, ci si deve aspettare il peggio: si è visto
subdolamente di non essere tali. Questa trovata consente loro di che l’esperienza storica non giustifica alcun ottimismo di questo
evitare nello stesso tempo di curarsi della più semplice chiarificazione genere. Il superamento della forma primitiva dei Consigli non potrà
delle basi su cui possono riunire chicchessia (etichettandolo giungere che dalle lotte che divengono più coscienti e dalle lotte per
magicamente come “lavoratore”), di non rendere conto alcuno ai loro una maggiore coscienza.
semimembri della direzione informale che detiene le leve di L’immagine meccanicistica di ICO sulla perfetta risposta automatica
comando, di dire qualsiasi cosa e soprattutto di condannare, del comitato di sciopero alle “necessità”, che fa vedere che il
amalgamandoli, qualsiasi altra organizzazione possibile e qualsiasi Consiglio sorgerà da solo al momento giusto, soprattutto a
enunciato teorico, maledetto in anticipo. E’ così che il gruppo condizione che non se parli, disprezza completamente l’esperienza
Informations Correspondance delle rivoluzioni del nostro secolo, che mostra che la “situazione
Ouvrières scrive in un recente bollettino52 : «i consigli sono la stessa” è altrettanto pronta a far scomparire i Consigli, o a farli captare
trasformazione dei comitati di sciopero sotto l’influenza della e recuperare, come a farli sorgere.
situazione stessa ed in risposta alle necessità medesime della lotta, Lasciamo questa ideologia contemplativa, surrogato assai degradato
nella dialettica stessa di questa lotta. Ogni altro tentativo di formulare delle scienze naturali, che vorrebbe osservare più o meno come
in un qualsivoglia momento di una lotta la necessità di creare dei un’eruzione solare l’apparire di una rivoluzione proletaria. Si
consigli operai discende da un’ideologia consiliarista come la si può formeranno delle organizzazioni consiliari, benché esse debbano
vedere, in forme diverse, in certi sindacati, nel PSU o fra i essere l’esatto contrario di uno Stato Maggiore capace di far sorgere
situazionisti. Il concetto stesso di consiglio esclude ogni ideologia». su suo ordine i Consigli. Nonostante il periodo di una nuova crisi
sociale aperta in cui siamo entrati dopo il movimento delle
52 occupazioni, e l’incoraggiamento che prodiga la situazione qui e là,
Cfr. “ICO”, n. 84, agosto, 1969. [Qui ed oltre il saggio che proponiamo fa
di nuovo riferimento a collettivi redazionali o da veri e propri gruppi politici dall’Italia all’Urss, è molto probabile che delle vere organizzazioni
presenti all’epoca, nel panorama politico della “estrema sinistra” francese. consiliari ci metteranno ancora un bel po' di tempo a costituirsi e che
N.d.r.]
si verificheranno degli altri momenti rivoluzionari importanti prima membri di essere tutti belli, intelligenti e di vivere bene, bensì lo
che esse siano in gradi di intervenirvi ad un livello importante. saranno le loro attitudini reali a diventare più belli, più intelligenti ed
Non bisogna giocare con l’organizzazione consiliare, lanciando o a vivere meglio, sviluppandosi liberamente nel solo gioco che
sostenendo delle parodie premature. Ma è fuori di dubbio che i valga la pena: la distruzione del vecchio mondo.
consigli avranno maggiori possibilità di conservarsi come solo potere, Nei movimenti sociali che si estenderanno, i consiliari rifiuteranno di
se in quell’occasione ci saranno dei consiliari coscienti ed un reale lasciarsi eleggere nei comitati di sciopero. Al contrario, il loro
impadronirsi della teoria consiliare. compito sarà di agire in modo chetutti gli operai si organizzino alla
Al contrario del Consiglio come permanente unità di base (che base in assemblee generali che decidano la conduzione della lotta.
costituisce e modifica incessantemente, partendo da sé, dei Consigli di Bisognerà bene che si cominci a capire che l’assurda rivendicazione di
delegati), assemblea a cui devono partecipare tutti i lavoratori di un “comitato centrale di sciopero”, lanciata da alcuni ingenui durante
un’azienda (consigli di officina, di fabbrica) e tutti gli abitanti di un il movimento delle occupazioni, avrebbe, se fosse andata a buon fine,
settore urbano che aderiscono alla rivoluzione (consigli di strada, di sabotato ancor più velocemente il movimento verso l’autonomia delle
quartiere), l’organizzazione consiliare, per garantire la sua coerenza e masse, dato che quasi tutti i comitati di sciopero erano controllati
l’esercizio effettivo della sua democrazia interna, dovrà scegliere i dagli stalinisti.
suoi membri, secondo quello che essi vogliono espressamente e Dato che non ci compete forgiare un piano valido per tutti i tempi
secondo quello che possono effettivamente fare. La coerenza dei futuri e che un passo in avanti del movimento reale dei Consigli varrà
Consigli, in quanto a lei, è garantita dal solo fatto che essi sono il più di dodici programmi consiliari, è difficile avanzare delle ipotesi
potere, che eliminano ogni altro potere e decidono di tutto. Questa precise riguardo al rapporto tra le organizzazioni consiliari ed i
esperienza pratica è il terreno in cui gli uomini acquisiscono Consigli nel momento rivoluzionario. L’organizzazione consiliare,
l’intelligenza della loro propria azione, “realizzano la filosofia”. Va da che si sa separata dal proletariato, dovrà cessare di esistere in quanto
sé che le loro maggioranze rischiano così di accumulare degli errori organizzazione separata nel momento che abolisce le separazioni53 , e
passeggeri e di non avere più il tempo ed i mezzi per rettificarli. Ma ciò anche se la completa libertà di associazione garantita dal potere
non possono dubitare che la loro sorte non sia il vero prodotto delle dei Consigli lascia sopravvivere diversi partiti ed organizzazioni
loro decisioni e che la loro stessa esistenza sarà giocoforza annientata nemici di questo potere. Tuttavia si può dubitare che la dissoluzione
dal contraccolpo dei loro errori non dominati. immediata di tutte le organizzazioni consiliari dal momento in cui
Nell’organizzazione consiliare, l’uguaglianza reale di tutti nelle appaiono i Consigli, come voleva Pannekoek, sia una misura
decisioni e nella loro esecuzione non sarà un vuoto slogan, una praticabile. I consiliari parleranno in quanto tali all’interno del
rivendicazione astratta. Certo, tutti i membri di un’organizzazione non Consiglio e non dovranno affermare una dissoluzione esemplare delle
avranno le stesse capacità ed è evidente che un operaio scriverà loro organizzazioni per riunirsi a parte e svolgere il ruolo di gruppi di
sempre meglio di uno studente. Ma affinché l’organizzazione abbia pressione sull’assemblea generale. Così sarà loro più facile e legittimo
globalmente tutte le capacità necessarie, bisogna, in modo combattere e denunciare l’inevitabile presenza di burocrati, di spie e
complementare, che nessuna gerarchia delle capacità individuali scalzi
la democrazia. Non è l’adesione ad un’organizzazione consiliare, né la 53
[Tale momento, se lo si traspone nel lessico più proprio di “Vis-à-vis”,
dichiarazione di un’uguaglianza ideale, che consentiranno ai suoi corrisponde di fatto a quello della fusione collettiva, dell’autopoiesi del
soggetto collettivo rivoluzionario. N.d.r.]
di vecchi crumiri che si infiltreranno qui e là. Dovranno altrettanto esistente della società e la forza indispensabile per reinventarne tutte
lottare contro i Consigli fittizi o fondamentalmente reazionari le basi. D’altro lato, benché l’organizzazione consiliare non debba
(Consigli di poliziotti) che non mancheranno di apparire. Agiranno in evidentemente separare da sé altre categorie di salariati, e soprattutto
modo tale che il potere unificato dei Consigli non riconosca questi di intellettuali, è importante in ogni caso che questi ultimi vedano
organismi né i loro delegati. Perché l’infiltrazione di altre severamente limitata l’importanza sospetta che potrebbero assumere,
organizzazioni è per l’appunto contraria ai fini che esse perseguono e non soltanto verificando, con l’esame di tutti gli aspetti della loro vita,
perché rifiutano qualsiasi incoerenza al loro interno, le organizzazioni se sono effettivamente dei rivoluzionari consiliari, ma anche facendo
consiliari vietano la doppia appartenenza. Lo abbiamo detto: tutti i in modo che siano, nell’organizzazione, i meno numerosi possibile.
lavoratori di una fabbrica devono far parte del Consiglio, almeno L’organizzazione consiliare non accetterà di parlare alla pari con altre
quelli che accettano le regole del gioco. Si troverà soltanto una organizzazioni se esse non sono, in modo conseguente, partigiane
soluzione pratica al problema di sapere se si accetterà di veder dell’autonomia del proletariato, così come i Consigli dovranno
figurare nel Consiglio «coloro che sono stati fatti uscire ieri dalla disfarsi non solo di una gestione da parte di partiti e sindacati, ma
fabbrica pistola alla mano» (Barth). altrettanto di ogni tendenza mirante a riconoscere loro una funzione ed
Infine, l’organizzazione consiliare non sarà giudicata che per la a trattare con loro da potenza a potenza. I Consigli sono la sola
coerenza della sua teoria e della sua azione e per la sua lotta per la potenza, o non sono nulla. I mezzi della loro vittoria sono già la loro
scomparsa completa di ogni potere rimasto esterno ai Consigli o che vittoria. Con la leva dei Consigli e il punto di appoggio di una
tentasse di autonomizzarsi rispetto ad essi. Ma, per semplificare subito negazione totale della società mercantil-spettacolare, si può sollevare
la discussione, rifiutando anche di prendere in considerazione una la Terra.
quantità di pseudoorganizzazioni consiliari che potranno venir La vittoria dei Consigli non si pone alla fine, bensì dall’inizio della
simulate da studenti o da gente ossessionata dal militantismo rivoluzione.
professionale, diciamo che non ci sembra che si possa riconoscere
come consiliare un’organizzazione che non abbia in sé almeno i due
terzi di operai. Siccome questa proporzione potrebbe forse passare
come una concessione, aggiungiamo che ci sembra indispensabile
correggerla con questa regola: bisognerebbe che, in ogni delegazione
inviata a conferenze centrali dove possono venir prese delle decisioni
non previste da un mandato imperativo, gli operai costituissero i tre
quarti dei partecipanti. Insomma, la proporzione inversa dei primi
congressi del “Partito operaio socialdemocratico russo”.
Si sa che noi non abbiamo alcuna propensione verso l’operaismo,
sotto qualsiasi forma esso si presenti. In questo caso, si tratta di operai
“divenuti dialettici”, come dovranno diventarlo in massa nell’esercizio
del potere dei Consigli. Ma, da un lato, gli operai si trovano ad essere,
ancora e sempre, la forza centrale che può bloccare il funzionamento