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1.

LE LINGUE NELLˈUNIONE EUROPEA

LˈUNIONE EUROPEA – è unˈalleanza di carattere economico e politico tra 28 paesi membri


indipendenti e democratici del continente Europeo. La costruzione europea è nata sulle
rovine della II Guerra mondiale per promuovere la collaborazione economica tra i paesi che
riduce i conflitti tra loro. Ogni paese dellˈUnione Europea ha la sua lingua ufficiale, cioè l
ˈUnione Europea riconosce come proprie lingue ufficiali tutte le lingue ufficiali dei suoi stati
membri più alcune altre. Dal 2013 lˈUnione Europea ha 24 lingue ufficiali. Circa 50 del 320
milioni di abitanti parlano una lingua diversa della lingua ufficiale di loro stato. Nel 1958 è
stata creata la Comunità economica europea (CEE), che ha intensificato la collaborazione
economica tra sei paesi: Belgio, Germania, Francia, Italia, Lussemburgo e Paesi Bassi.

LA LINGUAPHOBIA – è il fenomeno di temere la diversità linguistica. Si tratta della nascita di


un movimento di difendere lˈinglese dallˈattaco di altre lingue. (in particolare dallo
spagnolo, “hispanophobia”)

Si dice che una lingua è morta quando non esiste più una comunità di parlanti che la parla
come lingua materna o quando muore l`ultimo dei suoi parlanti. Una lingua è morta quando
nessun parlante nativo può più usarla con un altro parlante. Esistono 2 tipi di morte:

1. MORTE ASSOLUTA – quando una lingua smette di avere parlanti in qualsiasi paese (il
dalmatico con morte di A.Udina)
2. MORTE RELATIVA:
 quando una lingua smette di essere parlata in una certa comunità, ma
continua ad essere parlata in un altro posto
 quando una lingua smette di essere parlata come tale e si evolve in uno o più
lingue differenti

I LIVELLI DI VITALITÀ DI UNA LINGUA

1. VITALE – una lingua con una numerosa e prospera comunità di parlanti


2. VITALE RIDOTTA - una lingua con una comunità non molto numerosa, ma posta in
condizioni di sicurezza e con forte senso di identità storica, culturale e linguistica
3. POTENZIALMENTE MINACCIATA - una lingua con una comunità di parlanti non
numerosa, non tutelata e inserita in un contesto socio-culturale
4. MINACCIATA - una lingua con una comunità di parlanti dalle dimensioni ridotte, non
tutelata, i bambini la comprendono ma non la parlano
5. FORTEMENTE MINACCIATA - una lingua con solo parlanti adulti
6. MORIBONDA - una lingua con pochissimi parlanti e quasi esclusivamente anziani
7. ESTINTA - una lingua senza parlanti nativi

I FATTORI che possono determinare la morte delle lingue sono:

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1. ECONOMICI - può essere necessario per i membri di una comunità linguistica
minoritaria apprendere la lingua della maggioranza al fine di ottenere un posto di
lavoro
2. ANTROPOLOGICI - se la comunità linguistica minoritaria non ha una forte identità e
non percepisce quindi la propria lingua come un elemento unificatore
3. SOCIALI - la lingua della maggioranza può godere di un grande prestigio anche per la
minoranza che decide consapevolmente di abbandonare la propria lingua madre a
favore di quella maggioritaria
4. DEMOGRAFICI - se la comunità linguistica minoritaria è costituita da pochi parlanti,
questi, possono preferire integrarsi (non difendere la propria identità), e confondersi,
con la società ospitante
5. STORICI - da quanto più tempo una comunità linguistica minoritaria sopravvive a
contatto con una maggioritaria, tanto più numerose sono le sue possibilità di
sopravvivenza e viceversa
6. LINGUISTICI - la distanza tipologica e filologica tra la lingua della minoranza e quella
della maggioranza

LA MINORANZA LINGUISTICA - gruppi di popolazione che parlano una lingua materna


diversa da quella di una maggioranza

LA LINGUA MINORITARIA – è la lingua delle minoranze etniche protetta dallo stato dove
esiste questa minoranza. (in Francia non sono ufficialmente riconosciute)

LINGUE UFFICIALI:

AUSTRIA - La lingua ufficiale è tedesco.

BELGIO - Le lingue ufficiali sono: fiammingo (nederlandese) e francese.

DANIMARCA - La lingua ufficiale è danese.

FINLANDIA - La lingua ufficiale è filandese.

FRANCIA - La lingua ufficiale è francese.

GERMANIA - La lingua ufficiale è tedesco.

GRECIA - La lingua ufficiale è greco.

IRLANDA - Le lingue ufficiali sono inglese ed irlandese.

LUSSEMBURGO - Le tre lingue nazionali sono il francese, il tedesco e il lussemburghese. Il


francese è la lingua della legislazione.

PAESI BASSI – La lingua ufficiale è nederlandese.

PORTOGALLO - La lingua ufficiale è portoghese.

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REGNO UNITO - La lingua ufficiale è inglese.

SPAGNA - La lingua ufficiale è spagnolo (catalano).

SVEZIA - La lingua ufficiale è svedese.

CROAZIA - La lingua ufficale è croato, lingua indoeuropea della famiglia slava. Le lingue
minoritarie sono: italiano, serbo, rumeno, ungherese, tedesco, slovacco e ceco. Serbo è
parlato nella Croazia orientale, in Slavonia e l’italiano nella Croazia occidentale in Istria. La
città con il maggior numero dei parlanti della lingua serbo è Vukovar. Ungherese e tedesco
sono parlati nella Croazia settentrionale, ma anche rumeno, slovaccco e ceco.

ITALIA - La lingua ufficale è italiano, la lingua indoeuropea della famiglia neolatina. Le lingue
minoritarie parlate sono dodici: albanese, catalano, greco, occitano, croato, francese
(parlato alla Valle d'Aosta), francoprovenzale (Trieste), friulano, ladino, sardo, tedesco
(provincia autonoma di Bolzano) e sloveno (Friuli Venezia Giulia).

BULGARIA - La lingua ufficale è bulgaro.

SLOVENIA - La lingua ufficale è sloveno. La lingua italiana e ungheresa sono ufficiali in alcune
province.

ROMANIA - La lingua ufficale è rumeno.

REPUBBLICA CECA - La lingua ufficale è ceco.

ESTONIA - La lingua ufficale è estone.

MALTA - Le lingue ufficali sono il maltese e lˈinglese, ma lˈitaliano era una lingua ufficale fino
al 1934.

POLONIA – La lingua ufficale è polacco.

LITUANIA - La lingua ufficale è lituano.

LETTONIA - La lingua ufficale è lettone.

CIPRO - Le lingue ufficali sono greco (nel sud) e turco (nel nord).

UNGHERIA - La lingua ufficale è ungherese.

SLOVACCHIA - La lingua ufficale è slovacco.

2.IL CONTATTO LINGUISTICO

è una situazione diffusa e molto comune, ogni volta che una popolazione di una lingua si
trova ad aver rapporti con una popolazione di un’altra lingua si ha infatti una situazione di
contatto linguistico.

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LA TEORIA DELLˈACCOMODAMENTO – L'accomodamento è un termine che ha luogo quando
una persona modifica il proprio modo di parlare per avvicinarlo o allontanarlo da quello dell
ˈinterlocutore.

Convergenza (quando noi cambiavamo il modo di parlare rispetto a interlocutore);


Divergenza (interlocutore cambia a noi)

Le cause di questo fenomeno sono: interne (si riferiscono a lingua) ed esterne (lˈevento
comunicativo). Alle interne cause appartiene il problema dellˈintelligibilità per cui sˈintende
la possibilità di comunicazione attraverso codici diversi. Essa può essere mutua o univoca.
La prima si sviluppa quando gli interlocutori possono comprendere tutto ciò che si dice e l
ˈaltra si sviluppa quando solo un interlocutore ha il dominio dellˈintera communicazione. Il
grado d’intelligibilità tra i partecipanti all’evento linguistico cresce con l’aumentare
dell’accomodamento convergente.

Le interferenze si manifestano attraverso la comparsa ed adozione di forestierismi che


possono essere di due tipi: i prestiti e i calchi.

I PRESTITI – l'introduzione in una lingua x di un significante e di un significato da una lingua


y. (una parola presa da una lingua in unˈaltra)

1. PRESTITI DIRETTI – quando una forma linguistica di una lingua y entra a far parte di
una lingua x attraverso il contatto diretto tra le due lingue, senza mediazione
(smog, computer, rock)

2. PRESTITI INDIRETTI – quando una forma linguistica di una lingua y entra a far parte di
una lingua x attraverso la mediazione di una lingua z. (dal latino attraverso l’inglese:
bicicletta, bus)

3. PRESTITI DI RITORNO – quando una forma linguistica di una lingua y entra a far
parte di una lingua x e da questa fa poi ritorno alla lingua y di origine. (l'italiano
ginepro è entrato in inglese e ridotto a gin ha cominciato a indicare la bevanda
alcolica ricavata dalla pianta ed è quindi rientrato in italiano con questo significato)

sulla base dell'analisi diacronica (la loro presenza nella lingua ricevente): PRESTITI
STORICI:integrati (quando non sono riconoscibili come foriesterismi: albergo, rocca, zuppa);
non integrati (quando sono riconoscibili come foriesterismi: blitz,paella); PRESTITI RECENTI –
per lo più non sono integrati

I FALSI PRESTITI – è una categoria di interferenza, per esmpio chat è un prestitio vero e
proprio, e chattare è un falso prestito.

IL CALCO - è un'interferenza linguistica che si manifesta mediante parole già presenti nella
lingua x, ma sono reimpiegate sul modello di un’altra lingua y per traduzione : calco
semantico: quando una parola cambia il significato sul modello di un’altra lingua.(il

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significato di "rendersi conto" sul modello dell’inglese to realise); calco di traduzione:
quando vengono formati nuovi composti con materiale autoctono ma sul modello di un’altra
lingua.(dall’inglese: pallacanestro da basketball); calco omonimico; calco sinonimico

LE LINGUE DEL SOSTRATO - sono le lingue che si parlavano nelle province dell’Impero
Romano prima che il latino vi fosse stato introdotto. Esse formano una specie di base sulla
quale poi si sviluppo il latino. (la lingua etrusca, la lingua veneto)

LE LINGUE DEL SUPERSTRATO - sono le lingue che si diffusero nell’Impero Romano dopo il
latino.

LA LINGUA ADSTRATA - è un idioma che viene affiancato a un altro nel repertorio linguistico
di una comunità di parlanti e che gode di uguale prestigio.

Le principali lingue di contatto temporanee sono:

1. mammese: si riferisce alla varietà di lingua impiegata dagli adulti quando si rivolgono ai
bambini: a) fonologico, b) morfosintattico (fasi brevi), c) lessicale (uso di diminutivi,
linguaggio infantile, uso di parole astratte, ecc.)

2. interlingua: è un continuum di sistemi linguistici provvisori, personali e parziali che


comprende le competenze caratterizzate dall’interferenza della lingua materna.

3. Foreigner talk: è considerato il contraltare dell’interlingua realizzato dai parlanti nativi di


una lingua quando comunicano con stranieri con limitata competenza linguistica.

LA LINGUA FRANCA – è una lingua impiegata da individui e comunità le cui lingue materne
sono differenti, allo scopo di facilitare la comunicazione tra di loro.Le lingue franche possono
essere raggrupate in: lingue commerciali (swahili); lingue pianificate o ausiliare (esperanto);
lingue internazionali (inglese); lingue di contatto (pidgin e creoli)

I PIDGIN - lingua parlata di parlanti nativi, si riferisce ad una lingua di contatto che si sviluppa
quando parlanti di lingue diverse tentano di comunicare regolarmente nella vita quotidiana.
Ha una gammatica limitata con lessico dal colonizzatori, grammatica dal indigeni.

I CREOLI – significa sviluppo di un pidgin, quando un pidgin diventa lingua materna di un


gruppo di parlanti; in tutte interazioni comunicative quotidiane

3.PSICOLOGIA E LINGUAGGIO (cijela ova je bila u kolokviju)

Solo ili linguaggio umano può: riferirsi a eventi lontani nello spazio e nel tempo; generare e
comprendere espressioni che non erano state utilizzate in precedenza; combinare nel suo
vocabolario, in maniera sempre diversa, un numero di suoni distinti. Il sistema fonatorio dell
ˈuomo (per esempio la laringe) è unico.

Nel caso dellˈuomo la comunicazione linguistica è anzitutto verbale (il canale fonetico-
acustico). Ma si utilizza anche il canale grafico-visivo. I ciechi usano il metodo Braille
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(configurazione spaziale di punti letta col tatto), mentre i sordomudi usano il linguaggio
mimico-gestuale (canale motorio-visivo).

Lˈuomo può comunicare usando parole che valgono a designare categorie di grado sempre
più elevato. Può servirsi di parole astratte. Un uomo adulto di cultura medio-superiore può
usare anche più di 200 000 parole. Le parole sono collegate tra loro da regole di grammatica
– sintassi.

Le funzioni più semplici del linguaggio sono:

1. ESPRESSIVA – come mezzo per segnalare stati dˈanimo o intenzioni dellˈemittente

2. EVOCATIVA – per influenzare il ricevente: il pianto del neonato

3. RAPPRESENTATIVA – come mezzo di comunicazione del pensiero astratto, per


informare su eventi lontani nel tempo e nello spazio

4. INTRAINDIVIDUALE – per pensare meglio, per avere un libero scambio dˈinformazioni

Il pianto della nascita è la prima manifestazione fonatoria. Allˈinizio rappresenta lo stato di


panico determinato dal cambiamento delle condizioni di vita del feto. In seguito rappresenta
un disagio interno (fame, sonno...), invocazione dˈaiuto, reazione di protesta...

Dalla nascita a 6 mesi si può emettere solo grida, borbottii o vari tipi di pianto. I suoni non
sono linguaggio, ma i fonemi si transformano in sillabe. Dopo il primo mese può reagire con
un sorriso quando sente la voce materna. A 3 mesi distingue differenti intonazioni emotive
della voce (ira, gioia...) e voci diverse.

Da 6 a 9 mesi emette un repertorio di suoni che comprende tutta la gamma posseduta dall
ˈuomo. In questa fase tutti i bambini del mondo usano uno stesso linguaggio.Ripetizione di
una sillaba allˈ associazione fra la sillaba e ciò chˈessa significa.

Da 9 mesi a 1 anno la gamma dei suoni si restringe e viene delimitandosi alle intonazioni del
proprio ambiente di vita. A 10 mesi comprende le prime parole.

Dallˈetà di 1 anno inizia la capacità di emettere una successione di suoni differenziati, per
comporre una parola(per esempio ʺpappaʺ sta per ʺho fameʺ o ʺnon ho più fameʺ). La
parola non ha regola grammaticale.

Allˈ età di 18 mesi può comporre due parole in una frase, anche se vi sono bambini che
iniziano a parlare solo a 2-3 anni (poi recuperano facilmente il tempo perduto).

A 2 anni compone frasi sempre diverse, con un numero sempre maggiore di parole. Inizia ad
adottare regole grammaticali e sintattiche.

Allˈetà di 4 anni ha un lessico ampio, appropriato e organizzato secondo delle regole (non
comprendono le ʺeccezioniʺ della grammatica).

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La presenza di una naturale predisposizione al linguaggio è permessa necessaria ma non
sufficiente a farlo maturare, deve essere comunicata.

Il linguaggio ha 3 basi: biologica (a livello anatomo-fisiologico), Intelletiva ( che porta alla


conoscenza),ambientale (che offre un mondo linguistico già compiuto).

COMUNITÀ LINGUISTICA – un insieme di persone che condividano le varietà di una lingua e


che siano unite in qualche forma di aggregazione socio-politica.

REPERTORIO LINGUISTICO - è una o più lingue o dialetti il cui uso è regalato dalla comunità
linguistica.

VARIETÀ DI LINGUA è un concetto molto neutro e generale. È un termine per designare tutte
le forme in cui si realizzano le lingue. Dimensioni delle variazioni linguistiche: DIACRONIA e
SINCRONIA (DIAMESIA la variazione della lingua attraverso il mezzo di comunicazione, che
può essere parlato o scritto;DIAFASIA la variazione della lingua attraverso le situazioni
comunicative, registri, sottocodici; DIASTRATIA la variazione della lingua attraverso i gruppi
sociali, età, sesso, gruppo etnico;DIATOPIA la variazione della lingua attraverso lo spazio)

REGISTRI - sono le varietà diafasiche dipendenti dal carattere dellˈinterazione e dal ruolo da
parlante e destinatario.

SOTTOCODICI – sono le varietà diafasiche dipendenti dallˈargomento del discorso e dall


ˈambito esperienziale di riferimento.

4.LE MINORANZE LINGUISTICHE IN ITALIA

MINORANZE LINGUISTICHE – hanno come lingua materna una varietà linguistica diversa
dalla nazionale (5%). Monolinguismo in Italia esiste solo in Toscana.

Le lingue registrate in Italia sono 31, di cui una (il latino delle scritture) è estinta.

TIPI DI CLASSIFICAZIONE SU BASI LINGUISTICHE

1. LINGUE DI TIPO ROMANZO – sardo, catalano, occitano (o provenzale), franco-


provenzale, ladino e friulano

2. LINGUE DI TIPO GERMANICO - dialetti tirolesi, alemannico e cimbrico

3. LINGUE DI TIPO SLAVO – sloveno e croato

4. LINGUE DI TIPO ALBANESE – albanese

5. LINGUE DI TIPO GRECO – grico e grecanico

6. LINGUE DI TIPO ZINGARICO – romanes

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LE MINORANZE LINGUISTICHE IN ITALIA ANTICHE (piu di 3 generazioni): SARDO E CATALANO
(Alghera)(Sardegna); OCCITANO, PROVENZALE E FRANCO-PROVENZALE (ovest del Piemonte:
diglossia provenzale – italiano/francese; diglossia franco-provenzale – piemontese – francese
˃ italiano); LADINO (Trentino Alto Adige, tutelato in Bolzano);TEDESCO( confini settentrionali
d'Italia, Valle d'Aosta, bilinguismo, trilinguismo; tedescofoni fanno una maggioranza nella
provincia di Bolzano, ma hanno un obbligo di conoscere anche l'italiano, diglossia); LA
LINGUA FRIULANA ( occupa il territorio a nord-est d'Italia, bilinguismo con diglossia; SLOVENI
(di Trieste, di Gorizia e di Udine, bilinguismo collettivo; CROATI ( bilinguismo con diglossia);
ALBANESI (Puglia, Arbaresh –varieta di albanese; bilinguismo,trilinguismo); GRECI (diglossia
senza bilinguismo), ZINGARI (tutti conoscono italiano)

LE MINORANZE RECENTI: arabofoni, vietnamiti, cambogini, cinesi, eritrei…

MULTILINGUISMO – è la presenza di un`altra lingua in un area geografica. Barcellona


(catalano; castigliano)

LA MINORANZA-persone; MINORITARIA - lingua

60 milioni abitanti in Italia, 12 lingue di minoranza

Ufficale: francese (Valle d'Aosta), tedesco (Alto Adige)

5.L'ITALIANO FUORI D'ITALIA

l’italiano si parla adesso come lingua ufficiale nei seguenti paesi: nella Repubblica di San
Marino, Città del Vaticano, Svizzera Italiana

L’italiano si parla anche in paesi territorialmente vicini all’Italia (limitrofi) per ragioni sia di
vicinanza sia di un passato ricco di scambi commerciali e culturali: In Corsica, Istria, Nizza,
Principato di Monaco, Malta

L’italiano coloniale: In Somalia, Albania, Libia

L’italiano e i dialetti italiani sono parlati ancora da alcuni milioni d’italiani emigrati all’estero
e dai loro discendenti che hanno mantenuto la nazionalità italiana. Loro parlano dialetto. Si
usa nelle relazioni internazionali.

Due tipi d'italiano nell'estero: degli stranieri(standard); degli emigranti e loro discendenti
(dialetto).

6.CROATO MOLISANO (sve)

La minoranza etnolinguistica in Molise, Abruzzo, Puglia --- arrivarono nel XV secolo

Arrivati dalla valle di Neretva e si sono chiamati Schiavoni

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I croati molisani sono bilingui. Lingua na našo basato sul dialetto ikavo- stokavo con grande
influenza delle varieta dell'italiano. La gramatica e piu vicina agli idiomi romanzi che al croato
standard.

Fondazione Agostina Piccoli protegge la cultura e le lingue di croati molisani. Dal 1999 i
governi della Croazia e dell'Italia riconoscono croati molisani come la minoranza croata in
Italia. Il mininstero dell'instruzione della Croazia paga insegnante dell'croato.

Simile sono: kruh, vuk, mačka; differente: funeštra (prozor)

7.IL BILINGUISMO (cijela ova jer je bilo dosta pitanja)

Secondo quanti codici usiamo distinguiamo: monolinguismo, bilinguismo, multilinguismo.

Il bilinguismo - avere competenza in due o più lingue diverse,si riferisce a individui che
possiedono più di due codici come nativi o a qualsiasi parlante con un grado di competenza
in una lingua diversa dalla madre lingua.

Bilinguismo (condizione sociale) ≠ bilinguità (condizione psicologica)

Bilinguismo primario - codici linguistici acquisiti come lingue madre in età da 0 a 3 anni,
senza istruzione formale. Bilinguismo secondario - codici linguistici acquisiti più tardi con
istruzione formale.

Il bilinguismo individuale - si riferisce al singolo parlante. Il bilinguismo sociale - si riferisce


alle comunità sociali

Plurilinguismo di diritto (Belgio, Svizzera)- paesi ufficalmente multilingui.Plurilinguismo di


fatto (Italia)- ufficalmente monolingue, ma ha molte lingue di minoranze.

Il bilinguismo monocomunitario - la compresenza di due lingue è diffusa in tutta la


comunità. (Alsazia) Il bilinguismo bicomunitario - due comunità linguistiche nello stesso
territorio riconosciute in tutti gli ambiti d’uso. (Belgio)

L’acquisizione del bilinguismo primario: il bambino costruisce la lista di parole, costituisce le


frasi, traduca da una lingua all’altra, separazione completa delle lingue

LE CAUSE DEL BILINGUISMO: politici, religiosi, culturali, educativi, economici, disastri naturali

Alloglossia: la presenza di una lingua diversa da quella ufficiale, in uno stato, parlata da una
minoranza della popolazione. Le alloglossie di I ordine - quelle che derivano direttamente da
lingue tetto (in Italia - il tedesco in Alto Adige, lo sloveno in Friuli Venezia Giulia). Le
alloglossie di II ordine - queste lingue che sono distanti dai paesi dove sono lingue
maggioritarie (il croato in Campobasso).

La diglossia è l’uso socio-funzionalmente differenziato di diversi codici linguistici o di diverse


varietà di uno stesso codice all’interno di una comunità di parlanti. La varietà alta(A)

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(standardizzata è trasmessa dalla scuola ed è usata nello scritto e nei contesti formali (la
liturgia, l’università, l’amministrazione, buona parte dei mezzi di comunicazione), e la varietà
bassa (B) (viene acquisita spontaneamente come lingua prima ed è usata nella
conversazione ordinaria e in tutti i contesti informali)

Oggi in Veneto negli uffici statali e comunali spesso si ricorre all’italiano solo se si ha a che
fare con degli stranieri, provenienti da altre regioni, altri più usano il dialetto.--- dilalìa, in cui
il ruolo dominante a livello di competenza produttiva e ricettiva è svolto dalla lingua
nazionale, ma in cui entrambi i codici possono venire impiegati in un gran numero di
situazioni comunicative.

Lombardia il dialetto è impiegato per lo più nelle zone rurali e quasi esclusivamente in
situazioni famigliari. Nelle altre situazione comunicative la lingua d’uso più comune è una
forma d’italiano semistandard.--- diglossia tra italiano semistandard indebolito(A) e dialetto
(B)

La dilalìa è un principio che meglio spiegherebbe il rapporto tra lingua standard e dialetto.

8.LIVELLI D'ANALISI LINGUISTICA

Fonetica è lo studio dei suoni prodotti dai parlanti di una lingua. Fonologia studia
l'organizazzione e il funzionamento dei suoni nel sistemo linguistico. Fono è la realizzazione
concreta di un suono del linguaggio. Fonema è una classe astratta di foni, di valore distintivo.
Allofoni sono realizzazioni foneticamente diverse di uno stesso fonema. (zia, grazie)

Morfologia si occupa di forma, la struttura della parola. Parola è la minima combinazione di


morfemi. Morfema è unità portatrice di un significato ( amico-- maschile, singolare). Morfo è
forma di morfema. Allomorfo è la forma diverse in cui si può realizzare uno stesso morfema
(amico, amichevole).

Sintassi si occupa della struttura di frasi. Le frase è il costrutto che fà da unità di misura per la
sintassi. Sintagma è la minima combinazione di parole. (Principe azzuro)Semantica si occupa
dei fenomeni di linguaggio guardando la loro significato.

Il singificato denotativo è quello inteso nel senso oggettivo, mentre connotativo nel senso
soggettivo. Il significato linguistico è la somma di singificato di un segno, mentre sociale è el
significato che un segno ha in relazione ai rapporti fra i parlanti. Il significato lessicale si
riferisce agli concetti della realtà extralinguistica, mentre grammaticale che esprimono
rapporti interni al sistema o alla struttura dei segni.

Pragmatica si occupa dell'uso dell'segno, della lingua. Analisi del discorso si occupa dal testo.
Analisi conversazionale si occupa dal scambio tra l'interlocutore.

Naučite šta su registri, sottocodici i to jer je to nama dala a nema ovdje.

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