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SIMONE MAYR (MARIUS)

E BALDASSARRE CAPRA

N ella matricola degli Artisti dello Studio di Padova


sotto l'anno I60I, troviamo notato il nome di Simone
Mayr, o Mayer, o Marius di Guntzenhausen, città della
Franco.nia. Era uno dei tanti giovani tedeschi o di altre
·nazioni che accorrevano in quel famoso ateneo e si iscri·
vevano alle varie matricole ; parecchi di loro furorio sco-
lari di Galileo durante il suo soggiornò in Padova. Il
Mayr era stato n1andato in quello stesso anno dal suo ·
Principe, margravìo di Ansbach-Brandeburg a studiare
a Praga. da Ticonè Brahe e Keplero e poi a Padova, per
seguirvi gli studi di medicina e quindi anche discepolo
. di Galileo, benché soltanto di sei anni piú giovane di
l
lui. Durante il soggiorno in Padova, che si protrasse
l
fino al 1605, Marius fu consigliere della nazione aleman-
l
na nello Studio di Padovaed esercitò funzioni ·di privato
insegnante. Fra i suoi scolari ebbe Baldassarre Capra,
milanese, venuto a studiare medicina ed astronomia, la
prima piú dal punto di vista empirico, tanto da acqui-
starsi una certa fama per alcuni segreti che egli avrebbe
posseduto e per i _quali, oltre che come discepolo entrò
tn relazioni piú strette con Galileo. Questi dapprima

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7 - ,Amici e nemici di Galileo.
ebbe stima del Capra per le conoscenze di astronomia . zione di Cassiopea; e, secondo lui, era notevole il fatto
e astrologia giudiziaria che questo dimostrava, una ben che fra le due apparizioni corresse un intervallo di tem-
presto doveva essere deluso : e fu per le divergenze sor- po uguale all'età di Nostro Signore. Certo ambedue
te fra lui e il Capra in occasione della comparsa della dovevano essere situate nella parte piú alta dell'univer-
famosa stella nuova del 1604 e ,del plagio, sempre ad so, nell'ottava sfera, e dovevano essere annunziatrici di
opera dello stesso, del compasso geometrico e militare.. qualche mirabile evento universale. Si sarebbe tentati
Nella sua « Considerazione astronomica circa la nova a dar ragione al Capra pensando alla rivoluzione di
e portentosa stella », il Capra racconta, come trovandosi pensiero che avvenne in quegli anni ed al trionfale cam-
la sera del IO ottobre ad osservare, secondo il suo costu- mino dell'astronomia dopo l'invenzione del canocchiale.
me, le steile erranti, cioè i pianeti, e quelle fisse, per il Subito Galileo non rispose, anzi impedi che una let-
desiderio di apprendere l' astronomia sotto la guida di tera in forma di apologia, scritta da un suo scolaro, ve-
« Simone Mario alemanno», avesse scoperto insieme con nisse pubblicata, ma se ne ricordò tre anni dopo, quando
lui una stella nuova, in colore e grandezza in tutto si- dovette scrivere la sua « Difesa contro alla calunnia ed
mile a Marte. E a questo punto egli comincia a contro- impostura di Baldassar Capra » per il plagio del com-
battere le osservazioni e le ipotesi fatte da Galileo sull'ar- passo, cominciando in essa a discutere sulla stella nuo-
gomento, e raccolte in tre lezioni tenute dal Maestro nel- va, a vero dire con argomenti poco probanti rispetto a
lo Studio di Padova ad una folla di studenti e di ascol- quelli mossi dal Capra.
tatori, ansiosi di apprendere dalla viva voce dçl Mae- Nel I6o6 Galileo pubblicava a Padova le sue « Ope-
stro che cosa veramente fosse questo nuovo astro. La razioni del compasso geometrico e militare », in cui de-
fama di queste lezioni, di cui non ci restano disgrazia- scriveva l'uso di questo strumento da lui notevolmente
tamente che dei frammenti, doveva evidentemente aver perfezionato qualche anno prima su modelli simili, ita-
reso invidioso il Capra, il quale fu fra i primi a vedere liani e stranieri. Lo strumento serviva come un moderno
la nuova stella, almeno a giudicare dai rimproveri da regolo calcolatore o come le tavole logaritmiche, a fa-
lui mossi a Galileo, perché questi non aveva fatta la cilitare una quantità di operazioni aritmetiche e geome-
scoperta per primo. Galileo si dorrà di questi rimpro- triche, specialmente per gli ingegneri civili e militari.
veri dicendo che non si poteva pretendere che lui se ne N elle abili mani di Galileo l'uso del compasso, che nella
. stesse ad osservare tutta la notte per dare la caccia a sua forma rudimentale era già conosciuto, venne esteso
qualche stella nuova l ad un numero sempre maggiore di operazioni, con l'ag-
Si decise cosi il Capra, pare ad istigazione del Ma- giunta e il miglioramento delle divisioni, linee ed indi-
rius, ad attaccare Galileo nella sua «Considerazione», cazioni incise sulle due aste dello stesso. N elle sue ope-
specialmente per quanto riguardava la priorità della sco- razioni » Galileo descrive minutamente lo strumento e
perta, la posizione della nuova stella e ·la sua parallasse, come si possa, per esempio, col suo uso, dividere una
cioè la distanza dalla terra. Aggiungeva nella conclu- retta in parti uguali prendendo di queste il numero che
sione che questa nuova stella poteva paragonarsi a quel- si vuole; ridurre un disegno da una scala a un'altra; ri-
la altrettanto famosa del I 572, apparsa nella costella- solvere la regola del tre diretta ed inversa; calcolare gli

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interessi; estrarre la radice quadrata e via dicendo. I Riformatori dello Studio. Fu istituito una specie di pro-
compassi costruiti da Galileo nella sua stessa casa con cesso nel quale venne chiamato in giudizio, come si .è
l'aiuto di un meccanico, ebbero grandissima diffusione accennato, anche Fra' Paolo Sarpi. Questi fu anche pre-
cosi che a mala pena, come egli racconta, poteva soddi- sente coi patrizi veneti Agostino da Mula e Sebastiano
sfare i Principi e i Signori di diversi Stati, e pochi erano Veniero ad un confronto, voluto da Galileo, fra lui e il
i paesi europei nei quali non fossero stati portati dai Capra; dopo aver dato in questo confronto evidente pro-
suoi scolari. Baldassarre Capra, da poco arrivato a Pa- va della sua malafede ed incapacità, il Capra lasciò in-
dova con suo padre quando Galileo cominciò ad occu- tendere che si sarebbe volentieri ritirato dando ogni sod-
parsi del compasso; ebbe da questo tutte le istruzioni disfazione all'offeso, ma questi respingeva l'offerta pre-
per il suo uso, non solo, ma se ne fece prestare anche tendendo il giudizio dei ~iformatori• Cosi fu decisa la
un esemplare con l' intendimento di studiarlo e fabbri- soppressione del libro del capra, cl;le «a suon di troinba
carlo per conto suo. Un anno dopo la pubblicazione del- nell'ora della maggior frequenza degli scolari » doveva
le « Operazioni », ed anche in questo caso forse per isti- venire annunciata nello studio di Padova. Poiché già
gazione del Marius, il Capra pubblicava un opuscolo diverse copie dell'opuscolo avevano varcato i confini d'I-
intitolato: Usus et fabrica circini cuiusdam proportionis, talia e non si potevano piu rintracciare, Galileo fu in-
il quale non è altro che una ripetizione mal fatta delle dotto a scrivere la sua « Difesa » alla quale diede larga
istruzioni date da Galileo sul suo compasso geometrico diffusione. ·
e militare, con l'aggiunta di grossolani errori. Di piu il
Cosi finisce con la piena vittoria galileiana questo epi-
Capra, non solo si appropria l'invenzione dello strumen-
sodio, dopo il quale poche notizie si hanno del Capra
to, ma giunge ad accusare Galileo di plagio. Stampato il
emigrato a Milano dove continuò ad occuparsi del com-
libretto, il Capra padre e figlio, Io inviavano in omaggio
passo. È probabile <;he egli fosse uno strumento in mano
al gentiluomo veneziano Giacomo Alvise Cornaro, il
del Marius o di altre persone, considerando l'infelicis-
quale, come loro patrono li aveva aiutati per quanto vo-
sima figura fatta dal Capra nel pubblico dibattito, men-
levano ottenere ed avevano ottenuto da Galileo. Il (or-
tre risulta che il Marius doveva avere ben altre cono-
naro, riconoscendo chi era il vero plagiario, ne scrisse
scenze e capacità per preparare il plagio. Tale era l'opi-
subito sdegnato a Galileo, dichiarandosi pronto ad aiu-
tarlo nelle pratiche che egli avesse creduto di fare, per nione di Galileo, il quale nel « Saggiatore » si scaglia
smascherare il Capra, al quale intanto rimandava l'opu- contro il Marius accusandolo di aver tradotto le sue
scolo. Non mancano, scrive il Comaro, anche coloro che istruzioni sul compasso in lingua latina, facendole stam-
vorrebbero tenere dalla « parte caprina » essendovi al- pare sotto il nome del Capra, e allontanandosi poi da
lora abbondanza di « caproni e di bufali » e che il meglio Padova quando le cose cominciavano a mettersi male.
sarebbe stato di ricorrere ai Riformatori per scacciare È noto quale corrente di contrarietà e di dubbi avesse
da Padova il «caprone e il capretto» ambedue colpevoli. sollevato la scoperta dei pianeti medicei e quale fatica
Galileo infatti si reca, nelle vacanze pasquali del 1007, dovesse sopportare Galileo per convincere oppositori
a Venezia per porgere querela contro il Capra presso ed avversari sulla esistenza di questi .pianeti. Con una let- ·

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tera scritta nella primavera del 161 I a Monsignore Piero neanche due anni dopo la sua scoperta. Anzi probabil-
Dini, arcivescovo di Fermo, Galileo rispondeva con mol- mente il Mayr non li aveva mai osservati.
ta chiarezza alle obiezioni dei suoi avversari. Ma in quel Tanta era la fama acquistata dal Sidereus Ntmcius,
tempo usciva alla luce un libro che voleva addirittura mentre d'altra parte cosi poco conosciuto era il Mundus
contestargli la priorità della scoperta: era il Mmtdtcs l ovialis, che quasi nessuno pensò a defraudare Galileo
lovialis di Marius. In questo opuscolo, pubblicato a No- della sua scoperta ed a sospettare che Galileo avesse esa-
rimberga nel 1614, Marius racconta come avesse incon- gerato nella sua accusa. Gian Domenico Cassini, succes-
trato sei anni prima, col suo amico ~ patrono Ftlippo sore del Cavalieri a Bologna, chiamato poi dal Re dj
Fuchs, alla fiera autunnale di Francoforte, un belga che Francia a dirigere l'osservatorio di Parigi, il quale di-
mostrò loro un canocchiale e avesse provato invano dj scusse le osservazioni de~ satelliti di Giove e compose
ricostruirlo. Piu tardj ne potevano ricevere uno dal- le prime tavole dei loro moti, prendendo in esame anche
l'Olanda e con esso cominciavano ad osservare il cielo. quelle del Marius, facilmente si accorse che il metodo
Potevano cosf vedere le piccole stelle attorno a Giove, da questi usato e· l'esattezza raggiunta non potevano in
la Via Lattea, le Pleiadi, Orione. Un susseguirsi di os- alcun modo essere inventate. Di piu, in tempi relativa-
servazioni, che troppo ricorda quelle che fece Galileo mente recenti, essendo di nuovo riportata all'ordine del
non appena ebbe diretto il canocchiale al cielo. Pur de- giorno la questione del plagio e della priorità, si sono
siderando di non djminuire ·la gloria di Galileo, il quale avute altre interessanti ricerche di astronomi e di sto-
in modo indiscusso doveva averla fra gli italiani, Marius rici della scienza, dalle quali si possono trarre alcune ·lo-
desiderava far sapere di aver scoperto ed osservato i giche conseguenze.
satelliti dì Giove in Germania allo stesso tempo di ~a­
È certo che il Marius all'incirca nello stesso tempo in
lileo, anzi un poco prima. Rendeva grazie a Galileo per
cui Galileo ricostruiva il tubo olandese, avendo avuto
la pubblicazione del suo N1mcius Sidereus e quando que-
sti avesse ricevuto il suo opuscolo sperava che lo accet- la possibilità di attenerne uno, lo rivolse allo studio del
tasse con lo stesso spirito col quale egli lo aveva scritto. cielo. Osservatore capace, lasciò delle buone osserva-
zioni che si possono confrontare con quelle di Galileo,
Lo spirito col quale lo lesse Galileo fu, come ben si
comprende, ben djverso, e subito egli ricorreva al Prin- dedusse i periodi dj rivoluzione attorno a Giove dei quat-
cipe Federico Cesi, fondatore dell'Accademia dei Lincei, tro satelliti e notò particolarità che allo stesso Galileo
·. perché questa prendesse le sue difese. Cesi ed altri lincei era.no sfuggite. T olta l'accusa di falso alle osservazioni
decidevano di scrivere a Keplero, ma non risulta · che del Marius mossa da Galileo, resta da vedere se Marius
sia stata fatta nessuna pubblica azione fino a che Ga- abbia realmente osservato i pianeti medicei in una da-
lileo stesso nove anni dopo, nel « Saggiatore », accu- ta antecedente a quella riferita nel Ntmcius, e se abbia
sando il Marius per il plagio del compasso, lo attacca compreso con la rapidità e genialità di Galileo che si
violentemente anche per il Mtmdus l ovialis dicendo, che trattava di quattro lune aggirantesi attorno a Giove.
soltanto non è vero che il Marius abbia ·osservato i pia- Si tratta, quindj, di capire se egli abbia fatto la sco-
neti medìcei prima dj lui, ma che non li ha osservati perta indipendentemente o se ne abbia avuta prima no-
tizia dal « Messaggero celeste». Infine se le accuse a prende dal manoscritto consen ,ato nella Biblioteca na-
lui rivolte nel « Saggiatore » siano giustificate. zionale di Firenze, già dopo quattro sere dall'inizio delle
Uno dei primi documenti a noi pervenuti sull'argo- sue osservazioni di Giove (gennaio 16ro), affermava che
mento, in cui il Mayr parla delle sue osservazioni, è apparivano intorno ad esso «altre tre stelle erranti in-
una lettera riprodotta da K eplero nella sua Dioptrice visibili ad ognuno sino a questo tempo»,. il Marius com-
(pubblicata nel 16rr), nella quale egli racconta di aver prese il fenomeno soltanto verso la fine di quell'anno,
osservato V enere e i nuovi pianeti attorno a Giove, e dopo aver saputo della scoperta di Galileo, benché le os-
di avere determinato i periodi di questi pianeti. La Dio- servazioni da lui condotte possano essere state contem-
ptrice sembra provare che le osservazioni del Marius poranee a quelle· del Nuncius.
sulle fasi di Venere furono indipendenti da quelle di D'altra parte è giusto osse_rvare che il brano del « Sag-
Galileo e che vennero fatte in una data ( I I dicembre giatore », scritto da Galileo contro il Marius per accu-
1610) scritta sulla lettera di questi a Giuliano de' Me- sarlo di falso e plagio, in un momento di sdegno, oltre-
dici, ambasciatore granducale a Praga, e contenente il . passa i limiti .di un giudizio sereno. In esso è dichia-
ben noto anagramma. Quantoai satelliti di Giove, il Ma- rato non essere vero che le orbite dei pianeti medicei
rius non specifica quando egli sia pervenuto alla sua sco- sono inclinate sul piano dell'eclittica, come credeva il
perta. D'altra parte sappiamo che appena pubblicato il Marius. Infatti il Marius aveva osservato come questi
Nuncius nel marzo 1610, Galileo ne aveva dato larga pianeti assumessero latitudini boreali ed australi rispet-
diffusione in Italia ed all'estero; il Keplero fu uno dei to a Giove, nei loro moto di rivoluzione attorno ad
primi a riceverlo pubblicando con grande rapidità la esso. In questo caso per quanto la spiegazione data dal
sua Dissertatio e la sua N ar-ratio nelle quali il nome del Marius al fenomeno si possa considerare non del tutto
Mayr non compare mai. Si deve ragionevolmente con- esatta, pure egli aveva ragione; e si dimostra cosi an-
cludere che fino alla data della pubblicazione della Nar- che la veridicità e l'accuratezza delle sue osservazioni.
ratio nel settembre I6Io, il Keplero non aveva avuto In conclusione non si può dare eccessivi meriti al
alcuna notizia delle scoperte astronomiche del Marius; Marius, o dividere la scoperta dei satelliti di Giove fra
il quale d'altra parte è molto probabile che non avesse Galileo e questo o far questione di priorità di date, ma
conoscenza del Nuncius, o almeno della Dissertatio. Se si deve riconoscere che il Marius sapeva far buon uso
cosi non fosse stato egli non avrebbe certo aspettato del canocchiale, portando un contributo molto utile per
tanto a comunicare al Keplero la sua scoperta. Pur am- la riuscita delle prime osservazioni. Anche questa volta
mettendo che egli non fosse a conoscenza degli scritti di la mirabile intuizione di· Galileo lo aveva portato a pre-
Galileo e del Keplero e che abbia veramente eseguite cedere i suoi competitori, benché, egli, con la sua vivace
le osservazioni descritte nella Praefatio ad candidum. /e- e fiera polemica, li colpisse più di quanto fosse ragio-
ctorem nel suo Mundus, ne segue logicamente che fino nevolmente necessario. ·
alla data della pubblicazione della Narratio, il Marius Un anno dopo la ,pubblicazione del « Saggiatore » il
non era riuscito a comprendere che cosa fossero vera- Marius moriva in Ansbach.
mente i satelliti di Giove. Mentre Galileo, come si ap-

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