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Via Crucis con testi di

Don Primo Mazzolari


Alda Merini
Mario Luzi
Lettore:

Padre mio, mi sono affezionato alla terra


quanto non avrei creduto.
È bella e terribile la terra.
Io ci sono nato quasi di nascosto,
ci sono cresciuto e fatto adulto
in un suo angolo quieto
tra gente povera, amabile e esecrabile.
Mi sono affezionato alle sue strade,
mi sono divenuti cari i poggi e gli uliveti,
le vigne, perfino i deserti.
È solo una stazione per il figlio tuo la terra
ma ora mi addolora lasciarla
e perfino questi uomini e le loro occupazioni,
le loro case e i loro ricoveri
mi dà pena doverli abbandonare.
Il cuore umano è pieno di contraddizioni
ma neppure un istante mi sono allontanato da te.
Ti ho portato perfino dove sembrava che non fossi
o avessi dimenticato di essere stato.
La vita sulla terra è dolorosa,
ma è anche gioiosa: mi sovvengono
i piccoli dell’uomo, gli alberi e gli animali.
Mancano oggi qui su questo poggio che chiamano Calvario.
Congedarmi mi dà angoscia più del giusto.
Sono stato troppo uomo tra gli uomini o troppo poco?
Il terrestre l’ho fatto troppo mio o l’ho rifuggito?
La nostalgia di te è stata continua e forte,
tra non molto saremo ricongiunti nella sede eterna.
Padre, non giudicarlo
questo mio parlarti umano quasi delirante,
accoglilo come un desiderio d’amore,
non guardare alla sua insensatezza.
Sono venuto sulla terra per fare la tua volontà
eppure talvolta l’ho discussa.
Sii indulgente con la mia debolezza, te ne prego.
Quando saremo in cielo ricongiunti
sarà stata una prova grande
ed essa non si perde nella memoria dell’eternità.
Ma da questo stato umano d’abiezione
vengo ora a te, comprendimi, nella mia debolezza.
Mi afferrano, mi alzano alla croce piantata sulla collina,
ahi, Padre, mi inchiodano le mani e i piedi.
Qui termina veramente il cammino.
Il debito dell’iniquità è pagato all’iniquità.
Ma tu sai questo mistero. Tu solo.
[ Mario Luzi – Via Crucis Colosseo 1999]

Sacerdote: Nel nome del Padre, del Figlio, dello Spirito Santo.
Tutti: Amen

Lettore: Seguire la croce stasera è recuperare alla nostra vita il dovere cristiano di “far vedere” Cristo, di rimettere
a fuoco il Vangelo, farlo ridiventare misura e interrogativo della nostra quotidianità. “Se dietro la tradizione o il
comando l'anima non si apre da sé un varco o uno spiraglio verso il Mistero, niente giova, come nel mondo della
carità... ”Quale illusione se “l'aria buona di famiglia e il rispetto ufficiale... vengono giudicati bastevoli a darci un
mondo cristiano.” “Nella Passione non c'è compromesso, non c'è timidezza, non c'è indietreggiare.
L'Agnello c'insegna la fortezza
l'Umiliato ci dà lezione di dignità
il Condannato esalta la giustizia
il Morente conferma la vita
il Crocifisso prepara la gloria.”
(don P. Mazzolari)
1.Getzemani
SAC: Uscito se ne andò, come al solito, al monte degli Ulivi; anche i discepoli lo seguirono. Giunto sul
luogo, disse loro: «Pregate, per non entrare in tentazione». Poi si allontanò da loro quasi un tiro di sasso e,
inginocchiatosi, pregava: «Padre, se vuoi, allontana da me questo calice! Tuttavia non sia fatta la mia, ma
la tua volontà».( LC22, 39-42)

GESU’: (lettore 1)
O Giuda, quel tuo volto parole su parole
pensiero su pensiero labbra su labbra,
il tuo volto è fatto di labbra,
labbra carnali,
labbra che hanno masticato il sogno.
Giuda, tu mi bacerai con le venti labbra del tuo volto
perché con la tua carnalità
hai baciato tutti.
Il bacio, Giuda,
a te non costa niente,
così come non ti costerà niente
voltare le pagine della mia scrittura:
tu volterai le pagine dei Vangeli.
Nessuno poteva prevedere
la mia crocifissione
senza il tuo bacio energico:
è stata una staffilata della carne
e la mia preghiera che dura da secoli
è stata annientata da un bacio.
Io sono esterrefatto, Giuda;
annientare millenni di parole?
Come hai potuto annientare le mie pagine
scritte dai miei sguardi pieni d'amore?

( NARRATORE) -Quando Giuda il traditore seppe che egli era stato condannato, preso da rimorso, riportò ai
sommi sacerdoti e agli anziani le trenta monete d'argento e disse: «Ho peccato tradendo il sangue
innocente!» [Matteo,27.3-4]
Giuda è steso a terra, con le mani aperte, e grida:

GIUDA: (lettore 2)
Hanno portato via il mio Signore, che cosa ho fatto?
Pensavo di essere capace di camminare da solo, ma se nessuno mi guidava, come avrei portato da lui i soldati?
Adesso mi accorgo che lui stesso mi aveva rivelato coi suoi gesti il suo nascondiglio.
Oh, povero cerbiatto indifeso, il mio Signore. Ma io quel palo, quella crocifissione non la volevo, volevo solo
consegnare la sua parola ad altri. Era la sua parola che mi dava fastidio, che mi circolava nel sangue.
L'ho ucciso per gelosia. Lui non mi amava come gli altri discepoli e ha detto pubblicamente che l'avrei tradito; mi
ha svergognato di fronte a tutti, e così ho fatto, l'ho tradito sul serio, ma adesso tutti i secoli mi malediranno.

S: Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo …


T:perché con la tua Santa Croce hai redento il mondo.

T: Signore Gesù, Figlio di Dio, abbi pietà di me peccatore. Pietà di me, o Signore, secondo la tua
misericordia; non guardare ai miei peccati, cancella le mie colpe; crea in me un cuore puro e rinnova in me
uno spirito di fortezza e di santità.

C A N T O ( Getzemani)
Padre Nostro ...

2. Gesù condannato a morte (Luca. 23, 13-14; 20-25)

SAC: Pilato, riuniti i sommi sacerdoti, le autorità e il popolo, disse: «Mi avete portato quest'uomo come
sobillatore del popolo; ecco, l'ho esaminato davanti a voi, ma non ho trovato in lui nessuna colpa di quelle di
cui lo accusate; Pilato parlò loro di nuovo, volendo rilasciare Gesù. Ma essi urlavano: «Crocifiggilo,
crocifiggilo!». Ed egli, per la terza volta, disse loro: «Ma che male ha fatto costui? Non ho trovato nulla in
lui che meriti la morte. Lo castigherò severamente e poi lo rilascerò». Essi però insistevano a gran voce,
chiedendo che venisse crocifisso; e le loro grida crescevano. Pilato allora decise che la loro richiesta fosse
eseguita. Rilasciò colui che era stato messo in carcere per sommossa e omicidio e che essi richiedevano, e
abbandonò Gesù alla loro volontà.

(lettore 1)
PILATO:
Che fastidio questo processo.
Ero afflitto da un gran mal di testa negli ultimi tempi. Come potevo prendere in esame il giudizio di uno che non mi
tocca e non mi interessa? Costui, questo Messia, io non lo considero per niente ma mia moglie è venuta a turbarmi.
Le donne a volte sembrano indemoniate: hanno delle veggenze che turbano i giudici, e soprattutto le comunicano,
disturbano la quiete del giudizio. Donne favorevoli al fato, strane, vociferanti.
Cosa devo dire io di questo Messia che contrista le mie notti? È difficile emettere un verdetto che accontenti il
popolo?. Recentemente ho perso le redini della mia volontà, sono caduto in una profonda malinconia: quanta
malinconia mi danno i profeti, quanti dubbi sulla verità dell'uomo, quanti dubbi sulla verità.
Me lo domando a volte e mi sento un perdigiorno, ma non prenderò mai un chiodo o una frusta contro i deboli.
Voglio guadagnare i voti sulla mia giustizia e sulla celerità del processo: Non voglio che si parli di quest'uomo e
neanche di me. Anche se mi verrà portato davanti non lo guarderò negli occhi, anche perché ho paura del suo
giudizio.
Mi sentirei un miserabile. Farò un processo rapido, in modo che nessuno si accorga che Pilato ha avuto momenti di
ripensamento. Lo farò fustigare, lo mostrerò nudo al popolo. Di più non posso fare: mi sembra di condannare la mia
stessa anima. È un momento particolare per me questo, sento che stiamo toccando un nuovo millennio. Sembrerà
strano, ma quest'uomo è come una montagna, mi fa male al cuore, mi sento polvere, e sento che potrebbe
camminare coi suoi piedi nudi sulla mia polvere . ( A. Merini)

(lettore 2)
La Via Crucis incomincia col Cristo davanti al tribunale degli uomini; la prima stazione della nostra
avventura incomincia con un giudizio su Dio. Il mio egoismo si atteggia a scrutatore dell’amore; il mio
niente mette sotto giudizio l’Onnipotente! Il mio peccato è già consumato. Chi non crede nell’amore è
già giudicato, «perché non ha creduto nel nome dell’Unigenito Figlio di Dio. Vedete come l’arrestano.
Nessun mandato di cattura: semplice operazione di polizia. Un branco di gente raccogliticcia: servi del
sommo sacerdote, con Giuda per guida. Dove lo trovano? Nell’orto degli Ulivi, in ginocchio. Cristo
accetta di vivere sotto la legge, ma sopravanza la legge. Ecco il suo torto. Egli è troppo onesto: pensa
agli altri, viene per gli altri, lavora per gli altri, muore per tutti. Troppo! Si sopporta meglio un meno. A
coloro che sono meno uomini, la legge spesso perdona: ma chi si fa Figlio di Dio non sarà perdonato.

C A N T O ( Gesù condannato a morte)

S:Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo perché con la tua Santa Croce hai redento il mondo.

T: Perdonami Signore! Perdonami se a volte Ti ho offeso con le mie parole irriverenti, di rimprovero e di
non accettazione della Tua Volontà. Perdonami anche per le volte che non ho professato con coraggio e
senza timore la mia fede in Te, o Dio, e nella Tua Chiesa, ma mi sono nascosto dietro l’indifferenza ed ho
avuto timore a dimostrarmi cristiano nella mia vita privata e pubblica.
Padre Nostro ...

3. Gesù caricato della Croce


SAC: -Allora i soldati lo condussero dentro il cortile, cioè nel pretorio, e convocarono tutta la truppa. Lo
vestirono di porpora, intrecciarono una corona di spine e gliela misero attorno al capo. Poi presero a
salutarlo: «Salve, re dei Giudei! ». E gli percuotevano il capo con una canna, gli sputavano addosso e,
piegando le ginocchia, si prostravano davanti a lui. Dopo essersi fatti beffe di lui, lo spogliarono della
porpora e gli fecero indossare le sue vesti, poi lo condussero fuori per crocifiggerlo. (Marco 15,16-20)

C A N T O ( Gesù caricato della Croce)


(lettore 1)
«Se uno vuol venire dietro di me, prenda la sua croce e mi segua».
Pochi gli sono andati dietro: e quando la croce, da parola annunciata, diviene la Croce e il Maestro è
catturato, condannato, caricato, crocifisso, allora anche il minuscolo gruppo dei rimasti si disperde ed egli
rimane solo lungo la via del Calvario. Rimane solo proprio colui che saliva per tutti, portando la croce di tutti.
Il Venerdì Santo è lo sforzo di seguire il Signore, di fare con lui la rinuncia ai nostri diritti onde sopravanzare,
nell’esercizio della carità, i nostri doveri. Dei suoi diritti di Figlio dell’uomo, egli non si valse come nessuno
mai, né prima, né dopo. Egli è andato oltre ogni dovere, con una carità senza limiti. Dire la verità quando
costa la vita è al di là del dovere. Scegliere di essere poveri alla maniera di Gesù è al di là del dovere. Fare del
bene a chi ci fa del male è al di là del dovere. Amare chi ci odia è al di là del dovere.

(lettore 2)
Dare la vita a chi ci fa morire è al di là del dovere, al di là dell’uomo. E’ l’amore fatto uomo, di cui nessuno
potrà misurare “la larghezza, la profondità, la sublimità”.

S:Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo Perché con la tua Santa Croce hai redento il mondo.

T: Ti adoro Gesù, che subisti per mio amore la condanna a morte; per i tuoi meriti ottienimi di essere
liberato dalla condanna della morte eterna.
Padre Nostro ...

4. Gesù cade la prima volta (Isaia 53,4-5)

(lettore 1)
Eppure egli si è caricato delle nostre sofferenze,
si è addossato i nostri dolori;
e noi lo giudicavamo castigato, percosso da Dio e umiliato.
Egli è stato trafitto per le nostre colpe,
schiacciato per le nostre iniquità.
Il castigo che ci dà salvezza si è abbattuto su di lui;
per le sue piaghe noi siamo stati guariti (Isaia 53,4-5)

C A N T O ( Gesù cade la prima volta)


(lettore 2)
Non mi fa meraviglia che Gesù cada: mi fa meraviglia che un uomo, ridotto a quel modo, stia in piedi e riesca
a trascinarsi dietro, per la salita al Calvario, il legno delle Croce. L’amore non ha misura, ma l’adorabile
umanità del Salvatore porta nella sua carne la misura della nostra infermità. Se egli cade, è perché cedono le
sue povere forze fiaccate dall’urto incessante e implacabile della nostra malvagità, la quale vi si accanisce
contro senza ragione e senza utile.
Gesù così, disteso a terra, ne prende possesso. La terra, che riceve Gesù, mostra d’avere un cuore. Poiché mi
sono rifiutato di farlo riposare sul mio cuore, la terra gli offre il suo. Ecco lo scandalo: lo scandalo dell’amore.
L’amore non è amato. L’amore non è capito. L’amore è calpestato. La terra è fredda e fa paura. Eppure se il
grano non marcisce… Nel calice che gli è stato presentato c’è dentro: “Il tuo amore non sarà ricambiato, il
tuo amore non sarà capito; il tuo amore sarà rifiutato; il tuo amore sarà crocifisso”.

S:Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo Perché con la tua Santa Croce hai redento il mondo.
T: Il tuo amore, Signore, è crocifisso. Da chi? Da me, da tutti. Abbi pietà di noi.

Padre Nostro ...

5. Gesù incontra Maria (Luca. 2, 34-35.51)

SAC: Simeone parlò a Maria, sua Madre: “Egli è qui per la rovina e la risurrezione di molti in Israele, segno di
contraddizione perché siano svelati i pensieri di molti cuori. E anche a te una spada trafiggerà l’anima”.
Sua Madre serbava tutte queste cose nel suo cuore.

C A N T O ( Gesù incontra Maria)

(lettore 1)
Fissa i tuoi occhi,
Figlio dell'Uomo,
in quella donna,
che non usò di se stessa
per proprio fine,
che non cerco
tranquillità di affetti,
né blasonati successi,
né glorie mondane.
La sua storia
è una vita
giocata fino in fondo
in un umile assenso.
Guardala, Signore:
e nei tuoi occhi
rivedremo
che la sua storia
non è andata perduta..

(lettore 2)
Alla svolta della strada, appena Gesù leva gli occhi da terra, Maria è là. Gesù guarda la Madre. Chi muore
cerca la mamma.
Cristo ama la Madre in ognuno di noi che dal suo sacrificio veniamo redenti e adottati come «figliuoli di
Maria». Egli non toglie nulla alla Madre: le apre nel cuore una maternità universale, come il suo cuore s’è già
aperto a una fraternità che tutti abbraccia. La Madre e la Croce non sono due beni separati o separabili: sono
l’unico insostituibile manipolo della sua carità.
«Madre, ecco tuo figlio» ,«Giovanni, ecco tua madre».
L’epilogo del dramma viene consumato ai piedi della Croce, ma il suo momento più patetico è
nell’incontro. La Madonna che segue Gesù fin sul Calvario e sta ai piedi della Croce è il folgorante esempio
d’una nuova umanità. La maternità divina della Vergine è un mistero di gioia: la sua maternità umana è un
mistero di dolore.
La Madonna dona con cuore così largo e generoso, che al posto del Figlio accoglie Giuda, Pietro, il cattivo
ladrone, i farisei, i crocifissori, me…

si recita l’Ave Maria

6. Gesù aiutato dal Cireneo

Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo perché con la tua Santa Croce hai redento il mondo.
SAC .-Costrinsero a portare la sua croce una tale che passava, un certo Simone di Cirene, che veniva dalla
campagna, padre di Alessandro e di Rufo. Condussero Gesù al luogo del Gòlgota, che significa «Luogo del
cranio». (Marco 15,21-22)

C A N T O ( Gesù aiutato dal Cireneo)


(lettore 1)
Gli stessi carnefici si avvedono che Gesù non può continuare.
Bisogna aiutare Gesù, bisogna aiutare il povero. Qualcuno gli vada incontro. A chi tocca? «A me», risponde la
coscienza cristiana, che si sente responsabile di tutto e di tutti. «Agli altri» risponde l’eterno Caino, che
sonnecchia in ognuno di noi.
La carità ci compromette contro il nostro mondo e contro noi stessi in maniera paurosa. Senza una carità
folle, chi potrà salvare il mondo? L’amore non conosce barriere o riguardi di persone, non esclude nessuno
dall’amore. Il Cristo che soffre ha tali connotati che nessun pregiudizio li può contraffare.
Bisogna fare ponti sull’uomo. Si deve passare con la carità, che fa vivere tutti e costruire la famiglia, la
patria, la Chiesa.
Chi non ama non ha famiglia, non ha patria, non ha Chiesa…
E non ha gioia, perché la gioia è il riflesso del bene goduto da chi abbiamo saputo accogliere nel nostro cuore.

Padre Nostro ...

7. Gesù seguito dalla Veronica


(lettore 1)
Cercheranno il mio volto,
ricorreranno a me nella loro angoscia.
Ascolta, Signore, la mia voce.
Di te ha detto il mio cuore:
”Cercate il suo volto”;
il tuo volto Signore io cerco.
Non nascondermi il tuo volto.
(Os.5.15 –Sal 27.7-9)

C A N T O ( Gesù seguito dalla Veronica)


(lettore 2)
Nella travolgente brutalità di certe ore, pare quasi che tutto si smarrisca; eppure, basta un po’ d’azzurro,
dietro il cupo lampeggiare dell’uragano, per tenere viva la speranza. Tutto dipende dall’amore. Il demonio ha
un cuore di pietra. Gesù ha toccato il cuore della Veronica, che diventa una fonte d’acqua che sgorga dalla
vita eterna.
La donna perduta, in casa di Simone, si purifica rompendo l’alabastro ai piedi di Cristo; la Veronica si
purifica presentando un lino per il suo volto benedetto e sfigurato. Ambedue sono pronte al richiamo di Colui
che passa. Se chiudiamo il cuore al povero che passa, non avremo sull’anima la ricompensa incancellabile
della carità. Se invece è rimasto in noi un lembo incontaminato di anima, corriamo incontro a Cristo che
passa portando la Croce delle nostre colpe e asciughiamogli il volto benedetto. Forse, dinanzi all’immagine
dolorosa di Lui, impressa nella parte più pura della nostra anima, qualcuno dei fratelli che lo bestemmia
riconoscerà il Signore, e percuotendosi il petto, insieme a noi benedirà il Suo santo nome.

Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo perché con la tua Santa Croce hai redento il mondo.

T:Tutto, tutto l’amore sia per Te, o nostro Redentore.


Aiutaci ad amare in Te e solo per Te chi ci ama, chi ci odia, chi ci combatte.

Padre Nostro ...

8. Gesù cade la seconda volta


(lettore 1)

Dal libro della Lamentazioni. 3, 1-2.9.16

Io sono l’uomo che ha provato la miseria sotto la sferza della sua ira. Egli mi ha guidato, mi ha fatto camminare
nelle tenebre e non nella luce. Ha sbarrato le mie vie con blocchi di pietra, ha ostruito i miei sentieri.
Mi ha spezzato con la sabbia i denti, mi ha steso nella polvere.

Nessuno mi sentirà morire.


Nessuno sentirà il mio respiro di quiete.
Io andrò ben oltre la pastura dell'umano,
andrò nel regno dei cieli,
e nessuno mi vedrà risorgere,
se non quel limbo quieto
dove ci sono le bocche
che spasimano della fame di Dio.
Lascerò una sopraveste di carne,
i miei piedi senza sandali,
i miei piedi totalmente nudi, che non affondano nelle onde,
perché la mia grande prevaricazione non è camminare sulle acque
ma è la volontà di Dio.
Dio mi ha prevaricato col suo amore:
io dall'acqua salirò le montagne.

C A N T O ( Gesù cade la seconda volta)

(lettore 2)
All’indifferenza delle stelle ci si abitua, ma come sopportare l’indifferenza dei cristiani? Dio non ha mani
perché vuole che io gli impresti le mie, non ha piedi perché vuol camminare con i miei verso la casa del
povero, non ha labbra perché vuole le mie parole e i miei baci per chi soffre e chi muore. «Dall’amore che vi
porterete gli uni gli altri, riconosceranno che siete miei discepoli…». E’ un comando di Gesù, un diritto
elementare del cristiano. Se non amo, impedisco al povero di vedere Dio. Il cielo si chiude quando gli uomini
sono cattivi. In terra cristiana quando i cristiani non hanno cuore è molto difficile vedere Dio. L’uomo che
manca all’uomo è ingiusto; il cristiano che manca al cristiano è sacrilego. Mi sei vicino davvero, Signore. Sei
legato alla mia povertà. Eccomi inserito nella tua umanità che ascende perché tu ti sei immedesimato nella
mia umanità che discende. Mi hai preso dal basso, dal più basso di me stesso, ove nessuno mi raggiunge.

S: Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo Perché con la tua Santa Croce hai redento il mondo.

T:Ti adoro, o Gesù, sofferente nella tua caduta; fa' che io non mi lasci mai prendere dalla sfiducia in Dio e
nel prossimo, o dallo scoraggiamento a causa del mio dolore.

Padre Nostro ...

9. Gesù consola le pie di Gerusalemme( Luca. 23, 27-31)


SAC: -Lo seguiva una gran folla di popolo e di donne che si battevano il petto e facevano lamenti su di lui. Ma Gesù,
voltandosi verso le donne, disse: «Figlie di Gerusalemme, non piangete su di me, ma piangete su voi stesse e sui vostri
figli. Ecco, verranno giorni nei quali si dirà: Beate le sterili e i grembi che non hanno generato e le mammelle che
non hanno allattato. Allora cominceranno a dire ai monti: Cadete su di noi! e ai colli: Copriteci! Perché se trattano
così il legno verde, che avverrà del legno secco?».

(lettore 1)
Io Gesù ho saziato tutte le vergini della terra:
le ho rese gravide del mio amore
e in cambio mi hanno partorito il silenzio:
una moltitudine di mani protese verso il mio grembo
che non ha generato nulla se non la mia adesione al Mistero.
Amato e accolto nelle loro mani, sono spirato nel sentimento di Dio,
ma quelle mani mi hanno anche aiutato a risorgere
perché non hanno lasciato morire il mio cuore.
Mani di donne, mani che mi hanno bruciato il cuore.
Queste mani che erano fiaccole accese
hanno bruciato la mia carne per giorni e giorni
e mi hanno spinto verso il Calvario per gratitudine,
per amore.
Ecco che cos'è l'amore: ti spinge verso la Croce
perché tu ringrazi tutta questa catena di occhi, di mani
e di parole che ti vogliono bene.
E tremano le mie mani sul ventre di queste donne
pure che si esaltano della mia morte e sono pronte a edificare
con la loro carne il regno dei cieli.
E non conoscono inganni: ognuna di loro
ha intessuto di notte una rete di piccolo amore
e sono bambine fiordalisi cresciute nell'ombra.
Io ho sempre amato le ombre rifugio del mio pensiero.
Io ho sempre amato il dolce canto delle donne
che assomigliano a mia madre che donò tutta se stessa
e si ritrasse in tempo per non morire sotto la carezza di Dio.
Ah, Maria,
che fu come l'acqua straripante del Nilo che quando si ritrae
lascia il limo della ragione,
Maria, che ha fecondato tutta la terra.
Ma Maria coprì il tempo con tutto il suo amore
e non volle che nessuno lo vedesse prima della mia crocifissione.

C A N T O ( Gesù consola le pie donne)

(lettore 2)
I poveri sono rimasti fedeli a Cristo e glielo hanno testimoniato come hanno potuto. Non possono togliergli la
Croce, ma lo seguono da lontano. Accanto a Gesù c’è il pianto delle donne che, senza difenderlo davanti agli
uomini, riempiono la Sua solitudine di condannato e ne cancellano l’obbrobrio. Gesù parla alle donne che
piangono, mentre s’accontenta di guardare la faccia chiusa dei suoi uomini. Gesù le chiama: «Figlie di
Sion…». Come i profeti: «Rallegrati, figlia di Sion; non piangere, figlia di Sion». Sono le figlie del Suo
popolo, della Sua terra, del Suo Padre. Gesù vede la donna nella luce più bella. Nessuna donna dev’essere
posta in tentazione di dire: «Beate le sterili ...». Guai a chi avvilisce la maternità! Oggi il legno verde, domani
il legno secco. Il povero è trattato come il legno secco. Cristo non taglia da sé il legno secco: lo inserisce nel
legno della sua Croce. Chi ha fede in Lui, fosse pure l’ultimo, diviene capace di portare sulle sue spalle tutto il
dolore del mondo.

S: Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo Perché con la tua Santa Croce hai redento il mondo.

T: Ti adoro, o Gesù, che consoli le donne di Gerusalemme e ti prego di concedermi un


vero dolore dei miei peccati, sola causa della tua dolorosa passione.

Padre Nostro ...

10. Gesù cade la terza volta


(lettore 1)
Se il Signore non fosse il mio aiuto,
in breve io abiterei nel regno del silenzio.
Quando dicevo: «Il mio piede vacilla»,
la tua grazia, Signore, mi ha sostenuto.
Quand'ero oppresso dall'angoscia,
il tuo conforto mi ha consolato. ( Sal. 93, 17-19)

C A N T O ( Gesù cade la terza volta)


(lettore 2)
Abbiamo imparato a valutare il carico massimo di una nave, la portata di un ponte e del cemento armato, il
carico di un cammello e di un cavallo, ma non ci curiamo di sapere fin dove reggono le spalle dei fratelli!
Guardo come Gesù riesce a camminare sotto il peso della Croce. Ogni passo lascia un rigo di sangue. La
flagellazione ne ha divorato le carni delicatissime e ora quel peso è come un torchio.
Una, due, tre volte… eccolo a terra, sotto la Croce.
Gli altri condannati che viaggiavano con lui, portando i loro legni, erano due ladri di strada. Ai crocicchi,
«qualche donna piangeva e metteva lamenti. Una, sfidando quanti gli facevano oltraggio, gli s’appressò e gli
asciugò il volto.
Camminando con Lui e incontrandosi con lo sguardo alle svolte del ripido sentiero, saliva la Madre.
E salivano verso il Calvario, senza uno sguardo, senza una carezza, senza una benedizione.
Se «il nostro peso è il nostro amore», la tua Croce è imponderabile e incommensurabile come la tua carità.
Chi dunque ne potrà misurare l’altezza, la profondità, la larghezza?

S: Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo Perché con la tua Santa Croce hai redento il
mondo.

T: Signore Gesù, sei a terra, perché non c’è limite al tuo portare. Insegnaci a non misurare i nostri
passi, a non contare le ‘cadute’, purché tutto sia amore.

Padre Nostro ...

11. Gesù spogliato delle vesti


(lettore 1)
Disprezzato e reietto dagli uomini,
uomo dei dolori che ben conosce il patire,
come uno davanti al quale ci si copre la faccia,
era disprezzato e non ne avevamo alcuna stima.

Maltrattato, si lasciò umiliare


e non aprì la sua bocca;
era come agnello condotto al macello,
come pecora muta di fronte ai suoi tosatori,
e non aprì la sua bocca. ( Is. 53, 3-7)

C A N T O ( Gesù spogliato delle vesti)


(lettore 2)
Rinuncia a scolparsi, lui, l’innocente.
Rinuncia a difendersi, lui, l’Onnipotente.
Rinuncia alla rappresaglia, lui, il Terribile.
Rinuncia a essere compatito, lui, il Pietoso.
Rinuncia a morire in pace, lui, il Pacifico.
Rinuncia alla vita, lui, il Vivente. Rinuncia al vestito, lui, che veste i gigli del campo e ogni erba del prato.
Cristo spogliato è il Povero, l’uomo senza diritti.
Chi veste gli altri è spogliato, come è nudo chi veste i gigli del campo. Ma la somiglianza non cancella
l’ingiustizia: per questo mi sentirò dire nel giorno della Verità: «Io ero nudo e tu non mi hai vestito». Tu,
sulla croce, sei nudo, sei l’Uomo; noi siamo obbligati a portare la maschera dell’uomo forte, dell’uomo
grande… fin sulla Croce.

S: Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo Perché con la tua Santa Croce hai redento il mondo.
T: Signore, toglici questa maschera: lascia che ci mostriamo come siamo, così da avere almeno pietà gli uni
degli altri. Tu ci hai detto di amarci come tu ci ami. Forse quel giorno è ancora lontano, troppo lontano.

Padre Nostro ...

12. Gesù è inchiodato sulla croce (Giovanni 19, 18-19)


SAC: -Lo crocifissero e con lui altri due, uno da una parte e uno dall’altra, e Gesù in mezzo. Pilato compose anche
l’iscrizione e la fece porre sulla croce; vi era scritto: «Gesù il Nazareno, il re dei Giudei».

(lettore 1)

O uomo, impasto di bene e di male,


leva la luce che è in te, coronala di sacrifici.
Tu, uomo, sei lo spettacolo del giorno:
sorgi al mattino e ti addormenti la sera per il buon riposo.
Ecco, ogni giorno si compie in te l'equinozio della primavera:
c'è un momento in cui fai fiori,
un momento in cui fai stelle,
un momento in cui fai le tenebre.
È in queste ore di tenebre che io ti vengo a cercare.
Ovunque comincia la fuga d'amore tra me e te:
io che entro nel tuo sonno, e quando tu sogni i demoni,
i demoni della tua morte, e ti senti lontano da Dio,
io ti resuscito il giorno.
Bagnatevi gli occhi ogni mattino
e ringraziate Dio perché vedete la luce,
e che questa luce non diventi mai
il fuoco della superbia.
Vi ho lasciato lavorare,
costruire, attendere.
un momento in cui fai le tenebre.
e ringraziate Dio perché vedete la luce,
e che questa luce non diventi mai
il fuoco della superbia.
Voi che siete oppressi ed esaltati nel male
ricordate che eravate violini pronti a suonare
le ragioni del mondo.
Poi qualcuno, un demone assurdo di sacrificio,
vi ha troncato le ultime parole.
Ahimè, poveri vetri infranti che siete finiti in mille pezzi
e non sapete più ricomporvi.
Beati voi che piangete e vi santificate per gli altri
e siete maledettamente storpi nel corpo ma dritti nello spirito.
Non siate servi ma vincitori:
andate oltre l'odio dei vostri nemici, molto oltre,
perché le vostre lacrime hanno preparato le vie del Signore….
C A N T O ( Gesù inchiodato in croce)
(lettore 2)
I Suoi piedi hanno camminato per il Vangelo; le Sue mani hanno guarito, assolto, rialzato, lavorato: mani che
«hanno fatto bene ogni cosa», come quelle del Padre… Credevano, inchiodandogli mani e piedi, di aver reso
impotente l’Onnipotente! Gli uomini credono di poter fermare Dio, spegnere lo Spirito, fermare la verità. Dio
solo è la Roccia. Gesù ha le mani e i piedi crocifissi, ma libero il cuore, libera la testa. Costa l’amare, ma si può
amare; costa il pensiero libero, ma è ancora possibile in uno sforzo supremo. Il cuore glielo lacereranno più
tardi; la testa gliel’hanno già coronata di spine, ma quello che di più suo e di più sacro ha l’uomo, la
personalità, che è fatta di pensiero e di sentimento, nessuno ha osato toccargliela.
C’è un solo punto fermo quaggiù per l’uomo: la Croce.
Bisogna però avere la forza di lasciarsi inchiodare sulla Croce; se no, si muove come un capestro, il capestro
di Giuda.
Mentre tutti portiamo la croce, pochi sono sicuri della Croce, non avendo voluto farsi inchiodare su di essa.
Siamo dei condannati più che dei crocifissi. «Inchiodato sulla croce, non temere! »

S:Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo Perché con la tua Santa Croce hai redento il mondo.

T: Ti adoro, o Gesù, che per mio amore hai voluto subire i tormenti della crocifissione;
fa' che io combatta, per amor tuo, le mie passioni e le configga alla croce.

Padre Nostro ...

13. Gesù muore in croce ( se possibile in ginocchio)


SAC: Dall’ ora sesta fino all’ora nona si fece buio su tutta la terra. Verso l'ora nona Gesù a gran voce gridò: « Elì, Elì,
lemà sabachtanì? » Cioè: «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?»
Alcuni dei presenti, uditolo, dicevano: «Egli chiama Elia» ... Altri dicevano: «Aspetta, vediamo se viene Elia a
salvarlo». Ma Gesù emise di nuovo un forte gridò ed esalò lo spirito. (Matteo, 27, 45-50)

Breve silenzio meditativo

C A N T O ( Gesù muore sulla croce)

(lettore 1)
Lenta la morte come un lago pieno di sogni.
Ma Dio vede al di là delle pietre, vede al di là dei sepolcri.
Per anni creatura di Dio
sono stato chiuso nell'argilla del corpo,
per anni sono stato pietra, ma con tante voci nel cuore.
E come non conosco le pietre dell'universo?
Allungo la mano e sollevo tutto il Calvario, in uno spasimo di luce.
Chi mi ha perseguitato?
Dove sono i miei persecutori?
Dov'è il grembo materno?
E dov'è il fiat di mia madre?
Una pietra.
Il Figlio di Dio ha creato con la resurrezione il cammino degli angeli.
Addio, addio terra infingarda,
le radici di Dio sono nel mio volto:
lo scaveranno e diventerà radioso.
Fuggirò da questo sepolcro
come un angelo calpestato a morte dal sogno,
ma io troverò la frontiera della mia parola.
Addio crocifissione,
in me non c'è mai stato niente:
sono soltanto un uomo risorto.

(lettore 2)
Sul Calvario non si ragiona, si contempla. Con Cristo al mondo si è aggiunta una nuova dimensione: quella di
coloro che danno la vita per ciò che amano. La Croce è l’unità di misura di questa nuova dimensione umana
che sconfina nell’eterno: il Crocifisso è il fermento di questa nuova realtà, senza la quale non si capisce niente
e tutto diventa disumano. Il Calvario «trascina» l’umanità. Che io lo voglia o no, la mia vita è legata al
mio perdermi per coloro che amo. «Chi perde la propria vita, la ritrova». Se riesco a capire che il perdere è
il solo guadagno, non sono il più povero. La povertà non è mancanza né di denaro né di successo, ma
l’impossibilità di spendermi, la mancanza d’amore. Se posso dare, sono ricco. Donando, mi apro a un credito
senza limiti su Dio. Si salva soltanto chi ha fede nell’amore. Sono venuto per vedere e mi trovo inchiodato.

S:Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo Perché con la tua Santa Croce hai redento il mondo.
T: Gesù, questa sera mi dici che io conto più del mondo intero perché c’è una goccia del Tuo sangue sulla mia
anima: fa’ che questa goccia non sia sprecata!

Amen.

14. Gesù deposto dalla croce


SAC:-Giuseppe d'Arimatèa, che era discepolo di Gesù, ma di nascosto per timore dei Giudei, chiese a Pilato
di prendere il corpo di Gesù. Pilato lo concesse. Allora egli andò e prese il corpo di Gesù. ( giovanni 19,38)

(lettore 1)
A differenza degli uomini che la storia chiama grandi, Cristo non ha preso con sé nulla. Giuseppe d’Arimatea
gli presterà il lenzuolo della sepoltura: ma, sulla Croce, il Figlio dell’Uomo, nell’estrema nudità dell’offerta,
può ben dire «Tutto ho dato!».
Accetta la stalla, il fiato degli animali, la greppia, il canto degli angeli, i poveri doni dei pastori, i ricchi doni
dei magi, l’esilio in Egitto, il nascondimento fino a trent’anni a Nazaret. Accetta le premure di Marta, i silenzi
estasiati della Maddalena, il profumo, le lacrime e i baci della peccatrice, il gesto audace della Veronica, il
pianto delle donne lungo il Calvario. Accetta l’Osanna e il Crucifige, il bacio di Giuda, gli sputi, gli schiaffi, le
battiture, la corona di spine, lo straccio di porpora. Accetta la condanna, la croce, le cadute, la spogliazione, i
chiodi... e avrebbe accettato anche gli aromi portati dalle donne il lunedì di Pasqua, se la Vita trionfante non
li avesse resi un omaggio tardivo.

C A N T O ( Gesù deposto dalla croce)

(lettore 2)
Signore, sono io che ti faccio morire, eppure oso guardarti.
Pietro ti guarda e si salva. Il buon ladrone ti guarda e si salva.
Il centurione ti guarda e si salva.
I farisei non hanno guardato…
Giuda ti ha baciato senza guardarti…Io ti faccio morire, ma ti guardo!
Voglio che Tu mi apra la piaga del Tuo cuore perché mi nasconda dentro: che i tuoi angeli dischiodino le tue
braccia perché esse mi sollevino sopra la mia polvere di peccato: che essi distacchino i tuoi piedi benedetti
perché mi conducano lontano da questo mondo che non vuole credere al tuo amore.

Padre Nostro ...

15. Gesù nel sepolcro


Celebrante: Ti adoriamo, Cristo e ti benediciamo,
Tutti: Perché con la Tua Santa Croce hai redento il mondo.

SAC: Giuseppe di Arimatea e Nicodemo presero il corpo di Gesù e lo avvolsero in bende insieme con oli
aromatici, com’è usanza seppellire per i giudei.
Ora, nel luogo dove era stato crocifisso, vi era un giardino e nel giardino un sepolcro nuovo, nel quale
nessuno era stato ancora deposto. Dunque deposero Gesù, a motivo della Preparazione dei Giudei, poiché
quel sepolcro era vicino GV 19,39-42

C A N T O ( Gesù nel Sepolcro )


(lettore 1)
Io non voglio…
. . . che si canti come pena di Dio,
né come esaltazione di un palo
che appartiene solo ai Romani.
Il supplizio della croce non è un dolore vero, ma è una verità,
e questa verità trapela solo attraverso il legno.
Il legno è poroso, è un canto.
E io su questo legno ho scritto i Vangeli.
La croce è scrittura,
l'urlo della croce non è altro
che un'invocazione assoluta dei cieli.

(lettore 2)
«Egli risorgerà… Questa è la nostra fede, la sola che può vincere il mondo!». Egli è il Risorto, io non ho
ragione, ha ragione Lui; e a me non resta che questa uscita di misericordia attraverso le Sue piaghe gloriose.
Cristo è il Risorto, il Suo Vangelo tiene, con neanche uno jota fuori; se non fosse il Risorto, tutto cadrebbe e
diverrebbe folle: anche le parole che pare abbiano un senso.
E cadrebbe anche la gioia, senza l’alleluja, cadrebbe anche la speranza.
Se non dico «credo», non capisco più niente.
Se non riprendo in mano consapevolmente il mio battesimo, brucio.
Battezzato nella tua morte, perdonato nel tuo sangue, confermato nella tua Pasqua… Alleluia! Che festa
tremenda è la Pasqua!
Ma è il giorno, Signore, che è stato fatto da te per me.

Il Sacerdote rivolge la sua parola ai presenti.


Al termine, impartisce la benedizione.

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