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Settimanale di Preghiera Domenica 29 marzo 2020 - 5^ settimana Quaresima anno XXII N° 935

Non di solo Pane

Dal profondo a te grido, o Signore;


Quinta Settimana Signore, ascolta la mia voce.
Siano i tuoi orecchi attenti alla voce
di Quaresima della mia supplica.
Se consideri le colpe, Signore, Si-
gnore, chi ti può resistere?
Ma con te è il perdono: così avremo
il tuo timore.
Io spero, Signore.
(Salmo 129)
Apostolato
della preghiera
A tutti i cercatori del tuo volto, mostrati Signore;
a tutti i pellegrini dell'assoluto, vieni incontro o Signore;
con quanti si mettono in cammino e non sanno dove andare,
Marzo cammina Signore;
Primo Venerdì 06/03 affiancati e cammina con tutti i disperati
sulla strade di Emmaus;
e non offenderti se essi non sanno
Aprile che sei tu ad andare con loro,
Primo Venerdì 03/04 tu che li rendi inquieti
e incendi i loro cuori;
non sanno che ti portano dentro:
con loro fermati poiché si fa sera
e la notte è buia e lunga, Signore.
(David Maria Turoldo)

Il fondamento della fede cristiana è la cosa più nel dolore. Infatti il salmo dell’angoscia
bella che ci sia al mondo: un atto d’amore. Un che Gesù prega sulla croce termina con
amore eterno penetra nel tempo come una goc- un grido:”Mi hai risposto, mi hai esaudi-
cia di fuoco, e divampa. Un uomo nudo, inchio- to” (cfr. Sal 22,22-23). Esaudito non
dato e morente, con le braccia aperte in un ab- nell’evitare la morte, ma nell’attraversarla
braccio che nulla, mai, potrà annullare, da cui e risorgere. Essere in croce è ciò che Dio
nessuno, mai, ci potrà separare. Una croce che deve, nel suo amore, all’uomo che è in
solleva la terra, che avvicina il cielo, che trascina croce. L’amore conosce molti doveri, ma
in alto con sé gli uomini. Perché l’uomo nasce il primo è di essere insieme a colui che
dal cuore trafitto del suo Creatore. L’uomo na- ama. Dio è sulla croce per essere con me
sce da questo disarmato amore. “Quando fu e come me, perché io sia con lui e come
mezzogiorno, si fece buio su tutta la terra. Alle lui.
tre del pomeriggio, Gesù gridò a gran vo- (Ermes Ronchi)
ce:”Eloì, Eloì, lemà sabactàni?”, che significa:”Dio
mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?”. Ma Dio
non l’ha abbandonato. Dio non salva dalla cro-
ce, ma nella croce; non protegge dal dolore, ma

Non di solo pane Tempo di Quaresima - Numero 935 pagina 2


I santi del giorno: Simplicio e Costantino, abati di
Montecassino; san Ludolfo di Ratzeburg, vesco-

L’entusiasmo è il carburante della vita, ti aiuta a


arrivare a destinazione.
Domenica
Marzo
5^ domenica di Quaresima
29
TQ

Il Santo del giorno: san Marco di Aretusa


Parola di Dio
in briciole Una comunità unita è la più efficace testimonianza evangelica agli occhi
del mondo: l'unità fu la primaria preoccupazione di san Marco di Aretu-
sa, che divenne vescovo della città siriana, oggi Er Rastan, ai tempi
dell'imperatore Costantino. Accusato inizialmente di non essere abba-
Meditazione del giorno stanza deciso contro l'arianesimo (forse perché preoccupato proprio del-
la ferita provocata dalla diffusione dell'eresia), nel 360 Marco chiarì la sua
Tendi le tue mani ortodossia e questo fece sparire i “sospetti” su di lui. Nel 361 fu costret-
Tendi le tue mani, o Padre Abra- to a fuggire a causa della presa di potere di Giuliano l'Apostata che vole-
mo. Una volta ancora, o Padre, va restaurare il paganesimo. Tornò, però, quando venne a sapere che la
tendi le tue mani per accogliere il comunità era rimasta priva di guide. Marco aveva fatto distruggere un
povero. Allarga il tuo seno per tempio pagano e questo, al suo ritorno, gli costò l'arresto e le torture, alle
accoglierne un numero più gran- quali sopravvisse. Si dedicò all'evangelizzazione dei pagani fino alla mor-
de. Noi andremo presso coloro te nel 364.
che riposano nel regno di Dio
insieme con Abramo, con Isacco
e con Giacobbe, che invitati a Vangelo: Gv 11,1-45
In quel tempo, le sorelle di Lazzaro mandarono dunque a dire a Gesù:
cena non accamparono scuse. «Signore, ecco, colui che tu ami è malato». All'udire questo, Gesù disse:
Andremo là dove si trova il para- «Questa malattia non porterà alla morte, ma è per la gloria di Dio, affinché
diso di delizie, dove Adamo, che per mezzo di essa il Figlio di Dio venga glorificato». Gesù amava Marta e sua
incappò nei briganti, non ha più sorella e Lazzaro. Quando sentì che era malato, rimase per due giorni nel
ragione di piangere per le sue fe- luogo dove si trovava. Poi disse ai discepoli: «Andiamo di nuovo in Giudea!».
Quando Gesù arrivò, trovò Lazzaro che già da quattro giorni era nel sepol-
rite. Là dove il ladrone stesso si cro. Marta dunque, come udì che veniva Gesù, gli andò incontro; Maria inve-
rallegra, per essere entrato a far ce stava seduta in casa. Marta disse a Gesù: «Signore, se tu fossi stato qui,
parte del regno dei cieli. Là dove mio fratello non sarebbe morto! Ma anche ora so che qualunque cosa tu
non ci sono nubi, né tuoni, né chiederai a Dio, Dio te la concederà». Gesù le disse: «Tuo fratello risorgerà».
lampi. Là dove non ci sono tem- Gli rispose Marta: «So che risorgerà nella risurrezione dell'ultimo giorno».
Gesù le disse: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se
peste di venti, né tenebre, né ve- muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno. Credi que-
spri, dove né l’estate né l’inverno sto?». Gli rispose: «Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio,
muteranno il corso delle stagioni. colui che viene nel mondo». Gesù allora si commosse profondamente e,
Là dove non vi è freddo, né gran- molto turbato, domandò: «Dove lo avete posto?». Gli dissero: «Signore, vieni
a vedere!». Gesù scoppiò in pianto. Dissero allora i Giudei: «Guarda come lo
dine, né pioggia, né ci sarà biso- amava!». Ma alcuni di loro dissero: «Lui, che ha aperto gli occhi al cieco, non
gno di questo sole o di questa poteva anche far sì che costui non morisse?». Allora Gesù, ancora una volta
luna, e non vi saranno i globi del- commosso profondamente, si recò al sepolcro: era una grotta e contro di
le stelle, ma solo brillerà il fulgore essa era posta una pietra. Disse Gesù: «Togliete la pietra!». Gli rispose Marta,
della gloria di Dio, poiché il Si- la sorella del morto: «Signore, manda già cattivo odore: è lì da quattro gior-
ni». Le disse Gesù: «Non ti ho detto che, se crederai, vedrai la gloria di Dio?».
gnore sarà la luce di tutti, e la lu- Tolsero dunque la pietra. Gesù allora alzò gli occhi e disse: «Padre, ti rendo
ce vera che illumina ogni uomo grazie perché mi hai ascoltato. Io sapevo che mi dai sempre ascolto, ma l'ho
risplenderà su tutti. Andremo là detto per la gente che mi sta attorno, perché credano che tu mi hai manda-
dove ai suoi servi il Signore Gesù to». Detto questo, gridò a gran voce: «Lazzaro, vieni fuori!». Il morto uscì, i
piedi e le mani legati con bende, e il viso avvolto da un sudario. Gesù disse
ha preparato molte dimore. loro: «Liberàtelo e lasciàtelo andare». Molti dei Giudei che erano venuti da
(Sant’Ambrogio, Il bene della morte, XII, Maria, alla vista di ciò che egli aveva compiuto, credettero in lui.
53)

Non di solo pane Tempo di Quaresima - Numero 935 pagina 3


Il Dio che sceglie gli ultimi meditazione a cura di don Luciano Vitton Mea

In questa pagina del Vangelo confronti di Marta. Anche proprio un istante prima del
ci viene presentata tutta l'uma- questo miracolo, come gli al- miracolo: “Signore, già manda
nità di Gesù. Uomo tra gli uo- tri, è reso possibile dall'atto di cattivo odore, poiché è di
mini, soffre e piange per ciò fede delle persone. Il sì di quattro giorni”, che ricorda i
che accade ai suoi amici. Il Marta, che ricorda il sì di Ma- numerosi tentennamenti degli
suo sguardo non è rivolto ai ria, rende possibile l'agire di amici di Gesù (ricordate Pie-
potenti delle nazioni, bensì ad Dio. Che bisogno aveva Gesù tro sulle acque del lago di Ti-
un povero “morto di fame”. di chiedere a Marta “Credi beriade?) nel comprendere ciò
Ed è proprio tramite la com- questo?”? Avrebbe certamen- che sta accadendo davanti ai
passione che Dio decide di te potuto compiere ugualmen- loro occhi. Anche questo è
ascoltare il suo Figlio. La me- te il miracolo, così come non estremamente umano e rassi-
raviglia di questa pagina rac- c'era bisogno di chiedere di curante: Dio non ci chiede di
chiude come in un circolo tut- rimuovere la pietra dal sepol- capire tutto, ci chiede solo di
ta la vicenda del Messia: sono cro, avrebbe potuto fare tutto restare saldi nella fede. Non si
infatti presenti i poveri e gli lui con un cenno di mano. Ma arrabbia di fronte alla nostra
ultimi che erano ad adorarlo Dio non ci lascia spettatori incapacità di abbonarci a Lui,
nella mangiatoia ed è presente passivi della sua straordinaria ma teneramente ci accompa-
il sepolcro che chiuderà la sua vicenda, vuole che anche noi gna lungo la strada.
vicenda terrena; il Dio che si viviamo pienamente la Sua
fa storia e sceglie gli ultimi e il storia, che si può svolgere so-
miracolo della Resurrezione. lo attraverso le nostre storie.
Ancora molto interessante è E mi piace anche sottolineare
l'atteggiamento di Gesù nei il tentennamento di Marta

Preghiamo la Contemplo: Il culmine


Parola

Signore, già da ora noi


ci rimettiamo nelle tue
Abbiamo bisogno di tutta la gra- altri. Quando contempliamo nella
mani, neppure anche tu zia dello Spirito Santo per entrare sua purezza il mistero e la procla-
ti turbi e ti commuovi al di là di ogni saggezza umana in mazione della croce, ci sentiamo
profondamente e scop-
pi in pianto perché
questo che è il mistero della croce. mancare il respiro e domandiamo:
Lazzaro è morto: ma L’operare di Dio sulla terra ha il “Signore, dove ci vuoi portare? E
chi sei, Signore? culmine nella croce, nella sconfit- che cosa è il nostro sforzo, a cosa
E perché fremi al se-
polcro? Tu sei la risur- ta, nel fallimento. Noi invece pen- serve? Perchè ci adoperiamo e ci
rezione e la vita e uno siamo sempre istintivamente alla impegniamo? E che senso hanno
che crede, anche se riuscita, al risultato come al metro tutte le nostre fatiche, le nostre
morto, vive:solo ti
chiediamo di credere del nostro operare, e quando non programmazioni?”.
anche noi almeno come abbiamo risposta alle nostre aspet- (C.M. Martini, Briciole, p.102)
Marta e Maria. Amen. tative ci turbiamo, ci allarmiamo,
(David Maria Turoldo)
ci autoaccusiamo e accusiamo gli

Non di solo pane Tempo di Quaresima - Numero 935 pagina 4


Santi del giorno: San Secondo di Asti, martire;
beato Ludovico da Casoria, religioso.

Abbraccia qualcuno, anche virtualmente. Farà


molto bene ad entrambi.
Lunedì
Marzo
5^ settimana di Quaresima
30
TQ

Il Santo del giorno: san Leonardo Murialdo


Parola di Dio
in briciole Il Vangelo è lievito per la società, strumento per cambiare
il destino soprattutto di chi soffre o vive nel bisogno. In
san Leonardo Murialdo, uno dei volti della santità sociale
torinese dell'800, cogliamo l'immagine di una Chiesa che
Il Signore sia sempre la no- va incontro alla persone portando proprio questo messag-
stra guida gio. Nato nel 1828, venne ordinato prete nel 1851, lavo-
Pagina curata da Don Luciano V. M. rando per 14 anni nell'oratorio di San Luigi a Porta Nuo-
“Io muoio innocente”. (Dn 13,1- va. Gran parte del suo ministero lo dedicò ai giovai e agli
9,15-17.19-30.33-62) operai. Nel 1867 diede vita alla confraternita laicale di San
Giuseppe, che si proponeva di dare un sostegno ai ragazzi
Susanna era una donna giusta poveri e abbandonati; nel 1871 fondò l'Unione operai cat-
che venne sporcata dal cattivo tolici. Ebbe anche l'occasione di viaggiare in Europa e co-
desiderio, dalla lussuria di due noscere le realtà assistenziali presenti in città come Parigi.
anziani giudici e fu calunniata. Lavorò alla nascita dell'Associazione della Buona stampa e
Non ebbe vie d’uscita: o pecca- del giornale «La voce dell'operaio». Morì nel 1900.
re facendo quello che volevano
i giudici, o cadere nella vendet-
ta di questi uomini. In questa
situazione Susanna sapeva di Vangelo Gv 8,1-11
andare per la strada oscura che
la portava alla morte, ma il Si- In quel tempo, Gesù si avviò
gnore era con lei, camminava verso il monte degli Ulivi. Ma
con lei come aveva camminato al mattino si recò di nuovo nel
con il popolo, sempre, come tempio e tutto il popolo andava
un padre, come una madre. E’ da lui. Ed egli sedette e si mise
la stessa esperienza che faccia- a insegnare loro. Allora gli scri-
mo anche noi oggi guardando bi e i farisei gli condussero una
tante valli oscure, tante disgra- donna sorpresa in adulterio, la
zie. Quando vediamo tutto posero in mezzo e gli dissero:
questo viene spontaneo chie- «Maestro, questa donna è stata sorpresa in flagrante adulterio. Ora Mo-
dersi: Signore dove sei? Tu sè, nella Legge, ci ha comandato di lapidare donne come questa. Tu
cammini con me?”.Proprio che ne dici?». Dicevano questo per metterlo alla prova e per avere mo-
questo era il sentimento di Su- tivo di accusarlo. Ma Gesù si chinò e si mise a scrivere col dito per ter-
sanna e oggi è anche il nostro. ra. Tuttavia, poiché insistevano nell'interrogarlo, si alzò e disse loro:
Affidiamoci nelle mani del Si- «Chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei». E,
chinatosi di nuovo, scriveva per terra. Quelli, udito ciò, se ne andarono
gnore, affidiamoci alla sua gui-
uno per uno, cominciando dai più anziani. Lo lasciarono solo, e la don-
da anche nei momenti oscuri,
na era là in mezzo. Allora Gesù si alzò e le disse: «Donna, dove sono?
nel momento della morte: io Nessuno ti ha condannata?». Ed ella rispose: «Nessuno, Signore». E
mi affido a Te perché tu non Gesù disse: «Neanch'io ti condanno; va' e d'ora in poi non peccare
deludi mai, tu sei fedele. più».

Non di solo pane Tempo di Quaresima - Numero 935 pagina 5


Accettare e perdonare l’altro accettando noi stessi a cura di don Luciano Vitton Mea

neità e naturalezza spes- ce, quella stessa radice


so giudichiamo, critichia- che ci accomuna. Ci invi-
mo e… mors tua, vita ta a riconoscere le sue
mia. Nel momento in cui difficoltà, i suoi errori, le
giudichiamo, spesso at- sue piccolezze, per accet-
tuiamo un confronto per tarne la possibilità di cre-
noi edificante. Questo ci scita, di elevazione, di
pone su un piano supe- riscatto. Gesù ci invita ad
riore rispetto alla perso- accettare e perdonare
na che giudichiamo. Giu- l'altro accettando e per-
Gesù non condanna ma dicare negativamente gli donando in primo luogo
apre una prospettiva altri spesso ci serve per noi stessi in quanto sia-
nuova a chi sbaglia… differenziarci da loro, mo tutti in cammino nel-
Il quinto comandamento altre volte per giustificar- la stessa direzione e con
ci invita a non uccidere, ci in alcune nostre debo- gli stessi ostacoli da af-
ma non si tratta solo di lezze. Gesù invece ci in- frontare… magari insie-
togliere la vita; si tratta vita ad invertire la pro- me!
anche di togliere la digni- spettiva e ci invita a
tà, il riconoscimento alla comprendere l'altro, an-
persona che con sponta- che peccatore, alla radi-

Preghiamo la
Parola
Contemplo: I fini ultimi
Gesù, tu noi hai mai
giudicato gli uomini, ma
hai sempre avuto un Essere cristiano significa del Signore, aspettiamo la beata
cuore per quelli che si credere, pensare, contemplare la speranza, e tale speranza deve
sentono poveri e mise-
rabili, che sanno di esse- vita eterna, la vita divina. La co- irrobustire l’intera esistenza. Il
re respinti perché pecca- munione con Dio, il Regno, cristiano che non spera si incur-
tori. Tu hai un cuore per
noi poveri uomi- l’essere con Cristo, la Gerusa- va immediatamente sui beni
ni.“Misericordia” lo lemme celeste, sono i fini ultimi presenti, diventando così idola-
chiama la Bibbia. Dona-
mi la tua misericordia, che permettono all’uomo di tra di se stesso, di beni guada-
perché sia misericordio- spaziare al di là dei beni imme- gnati con l’inganno, di forme di
so con me stesso e pos-
sa avere un cuore anche diati e di non diventare idolatra. potere fasulle tanto per arrivare
per quelle persone che E’ importante che noi recupe- a un fasullo successo.
non si accettano, e pos-
sa invitare tutti quelli riamo la funzione di proclamare (C.M. Martini, Briciole, p.96)
intorno a me a guardarsi i beni eterni e definitivi, quelli
con occhi benevoli.
che non ci verranno mai tolti.
Viviamo nell’attesa del ritorno

Non di solo pane Tempo di Quaresima - Numero 935 pagina 6


Santi del giorno: San
Beniamino, diacono e martire;
sant'Agilolfo, vescovo (VIII sec.).

La verità è sempre la scelta migliore. L’onestà


paga.
Martedì
Marzo
5^ settimana di Quaresima
31
TQ

Il santo del giorno: san Guido di Pomposa


Parola di Dio La luce di Dio arriva spesso inaspettata, indicando strade
in briciole che mai avremo pensato di percorrere. Così successe a san
Guido di Pomposa. Nato a Ravenna attorno al 970, si dedi-
cò agli studi, senza pensare a una vita religiosa, ma un gior-
no donò i propri abiti, indossò un saio e andò da pellegrino
Ascoltare la Parola del Si- a Roma. Ricevuta la tonsura si recò in Terra Santa, tornan-
gnore do poi a Ravenna, dove si ritirò a vita eremitica, sotto la
Pagina curata da Don Luciano V. M. guida di Martino, abate di Pomposa. Nei primi anni dell'XI
secolo Guido si trovò alla guida dell'abbazia di San Severo a
“Il nostro Dio viene a salvarci.” Classe e poi, alla morte di Martino, fu scelto come abate di
(Nm 21,4-9) Pomposa. Sotto la sua direzione l'abbazia divenne uno dei
L’episodio del serpente di centri monastici più importanti del nord Italia. L'Imperato-
re Enrico III invitò l'abate santo alla dieta di Pavia, ma Gui-
bronzo ha dei risvolti che de- do si ammalò e si fermò a Borgo San Donnino (oggi Fiden-
vono farci riflettere. Perché za) dove morì il 31 marzo 1046.
Dio non ha eliminato diretta-
mente i rettili velenosi? Perché
invece, ha dato come antidoto
un simulacro? Nella legge mo-
Vangelo Gv 8,21-30
saica, il Dio d’Israele non ha
In quel tempo, Gesù disse ai farisei: «Io vado e voi mi cer-
mai permesso l’adorazione di cherete, ma morirete nel vostro peccato. Dove vado io, voi
idoli o di immagini sacre; per- non potete venire». Dicevano allora i Giudei: «Vuole forse
ché allora questa richiesta? In uccidersi, dal momento che dice: “Dove vado io, voi non
potete venire”?». E diceva loro: «Voi siete di quaggiù, io
realtà ciò che guarisce non è sono di lassù; voi siete di questo mondo, io non sono di
l’immagine in sé, quanto la fe- questo mondo. Vi ho detto che morirete nei vostri peccati;
de che gli Israeliti pongono se infatti non credete che Io Sono, morirete nei vostri pec-
nella parola di Jahwè. La fede cati». Gli dissero allora: «Tu, chi sei?». Gesù disse loro:
«Proprio ciò che io vi dico. Molte cose ho da dire di voi, e
porta guarigione e nuova vita lì da giudicare; ma colui che mi ha mandato è veritiero, e le
dove c’è disobbedienza e man- cose che ho udito da lui, le dico al mondo». Non capirono
canza di fiducia nella Parola di che egli parlava loro del Padre. Disse allora Gesù: «Quando
avrete innalzato il Figlio dell'uomo, allora conoscerete che
Dio. In questa Quaresima Io Sono e che non faccio nulla da me stesso, ma parlo co-
l’ascolto della Parola del Si- me il Padre mi ha insegnato. Colui che mi ha mandato è
gnore può guarirci dai morsi di con me: non mi ha lasciato solo, perché faccio sempre le
cose che gli sono gradite». A queste sue parole, molti cre-
tanti serpenti che ci fanno per-
dettero in lui.
dere la grazia di Dio.

Non di solo pane Tempo di Quaresima - Numero 935 pagina 7


Vedere e contemplare Dio nel suo regno meditazione di don Luciano Vitton Mea

diamo abbastanza. La fede Suo donarsi, e, quindi, si


permette di andare là dove rinchiudono nelle loro si-
egli va. Con queste parole curezze. Ma credere in Ge-
Gesù pronuncia una strana sù è un po’ come quando
sentenza: “Dove vado io, ci si alza ad ammirare il
voi non potete venire”. sorgere dell’alba in riva al
Chi non crede in Dio non mare. Solo le onde fanno
percorre le Sue vie, non rumore, mentre il silenzio
pensa con i Suoi pensieri, t’avvolge e la luce
non ama con il suo cuore, t’abbaglia con il suo splen-
quindi non può neppure dore e i suoi colori che dal
A leggere attentamente il giungere a vedere e con- rosso passano al rosa. Noi
vangelo di Giovanni ci si templare Dio nel Suo re- possiamo avvertire la pre-
sente un po’ smarriti. Vi si gno. Con queste parole senza del sole in molti mo-
addensano molte idee che Gesù scuote i pensieri dei di, ma per quanto lo cerchi
a volte sembrano persino farisei, tanto che poi davanti a te non lo potrai
contraddittorie. Per esem- “molti credettero in lui”. mai neppure sfiorare.
pio Gesù dice:”Dove vado Per altri invece, è incom-
don Luciano
io, voi non potete venire”. prensibile afferrare il Suo
Perché? Perché non cre- mistero, la Sua bellezza, il

Contemplo: La grandezza dell’anima


Essere figli di Dio (H.J.M. Nouwen, Vivere nello Spirito)
Preghiamo la
Parola
Non è il molto quel che si ap- Eppure, se siamo sinceri, a do-
Convertici a te, o Pa- prezza; è il buono. La grandezza minare i nostri giorni è il trop-
dre nostra salvezza, dell’anima non si misura dalla po: invidiato è chi possiede tan-
formaci alla scuola
dimensione del corpo, ma dalla to, chi prevarica con la parola e
della tua sapienza
perché l'impegno qua- nobiltà degli spiriti. Non è la con l’azione, chi incombe con
resimale lasci mole che conta ma l’interiorità; l’immagine e con il successo.
una traccia profonda non è la quantità che dovrebbe Dovremmo, invece, ritrovare la
nella nostra vita.
prevalere, bensì la qualità; non finezza della discrezione, il gu-
Amen sono gli orpelli ma la sostanza sto della riflessione, la dignità
ad assegnare valore a una perso- del comportamento morale.
na o a un’opera; non è (G. Ravasi, Le Parole, pg.58)

l’erudizione a fare lezione ma la


saggezza che guida e illumina.

Non di solo pane Tempo di Quaresima - Numero 935 pagina 8


Santi del giorno: Sant'Ugo
di Grenoble, vescovo; san
Gilberto di Caithness, vescovo.

Credi nella bontà e il mondo cambierà.


Mercoledì
Aprile
5^ settimana di Quaresima
1
TQ

Il santo del giorno: san Lodovico Pavoni


Parola di Dio Da sempre la cura delle nuove generazioni è una prio-
in briciole rità nell’azione pastorale della Chiesa, che intende
questo servizio non solo come accompagnamento
spirituale ma anche come “formazione alla vita” attra-
verso l’istruzione e l’insegnamento professionale. Tra
Porre la vita nelle mani di i testimoni che hanno contribuito a far crescere que-
Dio sta missione c’è anche san Lodovico Pavoni. Era nato
Pagina curata da Don Luciano V. M. nel 1784 a Brescia, divenne prete nel 1807 e fondò un
«Benedetto il Dio di Sadrac, Mesac e oratorio per l’educazione dei più poveri. Segretario
Abdènego, il quale ha mandato il suo del vescovo e canonico del Duomo, lavorò alla nasci-
angelo e ha liberato i servi che hanno confi- ta del “Pio Istituto San Barnaba” per i giovani indi-
dato in lui; hanno trasgredito il comando genti, elaborando anche un moderno metodo educati-
del re e hanno esposto i loro corpi per non vo. Fondò i Figli di Maria Immacolata, i pavoniani, da
servire e per non adorare alcun altro dio
all’infuori del loro Dio». subito impegnati sulle “frontiere” sociali. Pavoni morì
nel 1849 per salvare i suoi ragazzi durante le Dieci
(Dn 3,14-20.46)
giornate di Brescia.
I tre giovani ci insegnano una
qualità davvero rara da trovare
ai nostri giorni. Essi, pur es-
sendo schiavi e per giunta con
una sentenza di morte nei loro Vangelo Gv 8.31-42
confronti, non si piegano In quel tempo, Gesù disse a quei Giudei che gli avevano creduto: «Se
all’idolatria, manifestando una rimanete nella mia parola, siete davvero miei discepoli; conoscerete
grande libertà interiore. Si può la verità e la verità vi farà liberi». Gli risposero: «Noi siamo discen-
essere condizionati da tanti denti di Abramo e non siamo mai stati schiavi di nessuno. Come
fattori, si può persino essere puoi dire: “Diventerete liberi”?». Gesù rispose loro: «In verità, in ve-
limitati dalla malattia o costret- rità io vi dico: chiunque commette il peccato è schiavo del peccato.
ti all’immobilità, ma nessuno Ora, lo schiavo non resta per sempre nella casa; il figlio vi resta per
sempre. Se dunque il Figlio vi farà liberi, sarete liberi davvero. So che
può imprigionare il cuore, se siete discendenti di Abramo. Ma intanto cercate di uccidermi perché
noi non lo permettiamo. Ci la mia parola non trova accoglienza in voi. Io dico quello che ho vi-
sono persone che accettano sto presso il Padre; anche voi dunque fate quello che avete ascoltato
tutto ciò che essi vivono come dal padre vostro». Gli risposero: «Il padre nostro è Abramo». Disse
dono di Dio, persino quando loro Gesù: «Se foste figli di Abramo, fareste le opere di Abramo. Ora
si tratta di disgrazie: essi hanno invece voi cercate di uccidere me, un uomo che vi ha detto la verità
tanta fiducia in lui che nemme- udita da Dio. Questo, Abramo non l’ha fatto. Voi fate le opere del
no la persecuzione può toglie- padre vostro». Gli risposero allora: «Noi non siamo nati da prostitu-
re loro quella libertà interiore zione; abbiamo un solo padre: Dio!». Disse loro Gesù: «Se Dio fosse
che è segno distintivo di tutti vostro padre, mi amereste, perché da Dio sono uscito e vengo; non
coloro che hanno posto la loro sono venuto da me stesso, ma lui mi ha mandato».
vita nelle mani di Dio.

Non di solo pane Tempo di Quaresima - Numero 935 pagina 9


L’amore: ciò che Dio ci chiede pagina curata da don Luciano

tentativi, per esclusioni ne di libertà: essere figli di


consecutive, a darne una Dio. Ci basta veramente
definizione. poco per essere liberi, ma
Ma se proviamo a seguire la tentazione della schiavi-
le parole di Gesù è tutto tù del peccato offusca il
molto più facile: la libertà nostro pensare e il nostro
consiste nel non essere agire. Proviamo a tornare
schiavi del peccato. bambini: quale figlio non
si sente libero con il pro-
Ma per questo abbiamo
prio padre? È questo, in
bisogno del Suo sacrificio.
fondo, ciò che Dio ci
La sua morte ci ha liberati
La pagina di oggi ci mette chiede. L'amore. Amore
dal peccato e ci ha elevati
davanti ad uno dei temi vero come quello tra un
alla dignità di figli.
centrali dell'esistenza padre o una madre ed un
dell'uomo: la libertà. Se Che tenera espressione figlio. Questa è la nostra
ragioniamo con le catego- usa Gesù: il figlio resta, libertà.
rie umane è molto più fa- nella casa, per sempre.
cile dire cosa non è, e Credo che sia proprio
possiamo avvicinarci a questa una bella definizio-

Preghiamo la Contemplo: Camminare pacatamente


Parola

Benedetto sei tu, Si- Altro che lasciarci cullare dai ro stazione. Ecco, allora quella
gnore, Dio dei padri “sogni d’oro” di un procedere patetica rincorsa verso l’ultima
nostri,
benedetto il tuo no- folgorante, altro che essere tra- moda, la cura più sofisticata,
me glorioso e santo. scinati da un’evoluzione avan- l’idea più moderna. Da un lato
Benedetto sei tu nel zante che elide il dolore e ritar- c’è lo scoraggiamento di chi non
tuo tempio santo,
glorioso, da la morte, altro che la fiducia riesce a tenere il passo, dall’altro
benedetto sei tu sul assoluta nella scienza e nella tec- c’è chi si precipita nella rincorsa.
trono del tuo regno. nica! L’uomo e la donna di oggi Proviamo, invece, a camminare
Benedetto sei tu che
penetri con lo sguar- vivono nella tensione perma- pacatamente, avanzando secon-
do gli abissi e siedi nente di essere “scartati, di non do i ritmi della vita verso un
sui cherubini, riuscire ad afferrare lo sportello progresso umano, compatibile e
benedetto sei tu nel
firmamento del cielo. del treno del progresso che si responsabile.
(Daniele 3, 52-56) ferma per pochi istanti nella lo- (G. Ravasi, Le Parole, p.61)

Non di solo pane Tempo di Quaresima - Numero 935 pagina 10


Santi del giorno: Sant'Appiano, martire;
sant'Abbondio, vescovo.

Tutto ciò che possediamo, la morte ce lo prende;


tutto il bene che facciamo, la morte ce lo rende.
Giovedì
Aprile
%5^ settimana di Quaresima
2
TQ

Il santo del giorno: san Francesco da Paola


Parola di Dio
in briciole Saranno i miti e gli umili a insegnare come si governa
il mondo ai “grandi”, perché nel loro cuore agisce l'a-
more di Dio. Lo stesso amore che aveva mosso per
tutta la vita san Francesco da Paola, fondatore
dell'Ordine dei Minimi. Era nato nel 1416 a Paola
Il vero credente (Cosenza) e, sentendosi chiamato alla vita religiosa,
aveva fatto un'esperienza in un convento, ma poi capì
Pagina curata da Don Luciano V. M. che la sua dimensione era quella del romitaggio. Ben
Disse Dio ad Abramo:”Da parte tua devi presto attorno a lui sorse una comunità di persone
osservare la mia alleanza, tu e la tua di- attirate dall'austerità della sua regola di vita. I segni
scendenza dopo di te, di generazione in miracolosi attribuitigli gli valsero l'attenzione del re di
generazione. Francia, Luigi XI, che, ammalato, fece di tutto per far
(Gen 17-3-9) arrivare Francesco a corte. Dovette vincere la ritrosia
del santo, che alla fine, però, rimase per 25 anni Ol-
La vicenda di Abramo dimo- tralpe, aiutando anche a rasserenare i rapporti tra la
stra dopo tutte le vicissitudini Francia e il Papa. Morì nel 1507 a Tours.
vissute, che egli è veramente
amico di Dio. Questo significa
che tra lui e Dio vi è una gran-
de confidenza, rispetto e fidu-
cia reciproca. Ma questo rap- + Vangelo: Gv 8,51-59
porto è basato su una fedeltà In quel tempo, Gesù disse ai Giudei: «In verità, in verità io vi
che spesso è dovuta passare dico: “Se uno osserva la mia parola, non vedrà la morte in
attraverso strade che rasenta- eterno”». Gli dissero allora i Giudei: «Ora sappiamo che sei
vano l’assurdo e che andavano indemoniato. Abramo è morto, come anche i profeti, e tu
al di là di ogni logica umana. dici: “Se uno osserva la mia parola, non sperimenterà la mor-
Per questo Abramo è te in eterno”. Sei tu più grande del nostro padre Abramo,
l’immagine più adatta a descri- che è morto? Anche i profeti sono morti. Chi credi di esse-
vere l’atteggiamento del vero re?». Rispose Gesù: «Se io glorificassi me stesso, la mia gloria
credente. La Quaresima è un sarebbe nulla. Chi mi glorifica è il Padre mio, del quale voi
tempo in cui rivedere la qualità dite: “È nostro Dio!”, e non lo conoscete. Io invece lo cono-
della nostra fede. In fondo sco. Se dicessi che non lo conosco, sarei come voi: un menti-
non ci costa poi tanto aver fi- tore. Ma io lo conosco e osservo la sua parola. Abramo, vo-
ducia in Dio quando tutto va stro padre, esultò nella speranza di vedere il mio giorno; lo
bene e le vicende della nostra vide e fu pieno di gioia». Allora i Giudei gli dissero: «Non hai
vita scorrono secondo i nostri ancora cinquant’anni e hai visto Abramo?». Rispose loro Ge-
desideri. Quali scossoni provo- sù: «In verità, in verità io vi dico: prima che Abramo fosse,
cherebbe un evento inaspetta- Io Sono». Allora raccolsero delle pietre per gettarle contro di
to che mettesse a dura prova lui; ma Gesù si nascose e uscì dal tempio.
la nostra fede? La nostra fidu-
cia in Dio sarebbe ancora sal-
da?

Non di solo pane Tempo di Quaresima - Numero 935 pagina 11


La strada per arrivare a Dio pagina curata da Don Luciano - Parroco di Bovegno

Gesù costituisce l’unico trionfa sulla caducità, è la


vero mediatore, l’unica speranza contro ogni
vera strada per arrivare a speranza.
Dio, l’unico vero tempio, I farisei non capiscono,
in cui si vive la vita di non possono capire; a
Dio, l’unico vero stru- loro manca la fede nella
mento perché la vita di resurrezione, a loro
Dio passi anche alla no- manca l’esperienza di
stra vita, alla nostra quo- una tomba vuota che ri-
«In verità, in verità io vi di-
co: prima che Abramo fosse, tidianità, alla nostra esi- chiama inesorabilmente
Io Sono». Allora raccolsero stenza singola e comuni- ad una spiegazione: Cri-
delle pietre per gettarle contro taria. sto è risorto.
di lui; ma Gesù si nascose e E’ il pane vivo, è l’acqua
uscì dal tempio.
pura, è la porta delle pe-
core, è il sole vivo.
Il concetto di questo
E’ la strada per vincere la
brano è molto chiaro:
morte, è la vita che

Contemplo:
Preghiamo la
Un mondo di meraviglie?
Parola
In generale ho notato che il de- di meraviglia, eppure può tra-
O Dio, che ami l'in- grado è molto più rapido del sformarsi anche in un abisso
nocenza, e la ridoni progresso. E per di più, se il oscuro, pieno di tempesta e di
a chi l'ha perduta, progresso ha dei limiti, il degra- follia. Eppure la stessa libertà
volgi verso di te i
nostri cuori do è illimitato. Questo abisso che ci fa decadere ci può far
e donaci il fervore sembra essere senza fondo, se- scendere verso l’alto; abbruttirsi
del Tuo spirito, gnato com’è da gironi di perver- non è l’unico destino umano,
perché possiamo sione sempre più cupi. Quasi ma anche il riabilitarsi, l’elevarsi,
essere saldi nella fe-
de e operosi nella ogni giorno sui giornali si sco- il nobilitarsi.
carità. prono delitti di volta in volta (G. Ravasi, Le Parole, p.54)
(dalla liturgia) più efferati; si assiste a una de-
cadenza dello stile di vita; si sco-
prono forme nuove di avvili-
mento della dignità umana. Cer-
to, l’uomo è un piccolo mondo

Non di solo pane Tempo di Quaresima - Numero 935 pagina 12


Santi del Giorno: San Riccardo di Chichester,
vescovo; san Luigi Scrosoppi, sacerdote.

Chi parla con il cuore anche un sordo lo sente.


Venerdì
Aprile
5^ settimana di Quaresima
3
TQ
Il Santo del Giorno: san Sisto I
Parola di Dio La cura degli atti liturgici è un'attenzione necessaria e fonda-
in briciole mentale nella vita della Chiesa, lo è da sempre, fin dai primi se-
coli, perché nella celebrazione della fede la comunità dei cre-
denti ritrova la propria fonte, l'origine del suo essere missiona-
ria nel mondo. A san Sisto I, sesto successore di Pietro, Papa
Dio ci farà vedere la luce forse tra il 117 e il 128, è attribuita l'introduzione di alcune im-
della risurrezione portanti norme nella liturgia. Sebbene non tutte le fonti con-
Pagina curata da don Luciano cordino su questo, infatti, a lui si dovrebbe l'introduzione della
Sentivo la calunnia di molti:“Terrore Messa del "Sanctus", l'inno del "tre volte santo" subito dopo il
all’intorno! Si lo denunceremo.” Tutti i prefazio. Originario di Roma, Sisto visse al tempo dell'impera-
miei amici aspettavano la mia cadu- tore Adriano, in un periodo di relativa tolleranza per i cristiani.
ta :”Forse si lascerà trarre in inganno, così
noi prevarremo su di lui, ci prenderemo la Sempre a lui viene attribuita la decisione di permettere solo ai
nostra vendetta.” (Ger 20,10-13) ministri di culto di toccare i vasi sacri (calice e patena) durante
Dove la forza umana finisce e l'Eucaristia.
l’intraprendenza degli uomini
trova il suo limite, interviene la
forza di Dio. Questa è la cer-
tezza del profeta che, di fronte
alla persecuzione, confida fidu-
cioso nell’intervento di Dio e Vangelo Gv 10,31-42
lo loda perché sa che il Signore
In quel tempo, i Giudei raccolsero delle pietre per lapidare Ge-
non lascerà inascoltate le sue
sù. Gesù disse loro: «Vi ho fatto vedere molte opere buone da
preghiere. Gesù ha vissuto la
parte del Padre: per quale di esse volete lapidarmi?». Gli rispo-
stessa angoscia del profeta: sero i Giudei: «Non ti lapidiamo per un’opera buona, ma per
non gli è stato risparmiato nul- una bestemmia: perché tu, che sei uomo, ti fai Dio».
la del rifiuto degli uomini e Disse loro Gesù: «Non è forse scritto nella vostra Legge: “Io
nel Getsèmani ha sperimenta- ho detto: voi siete dèi”? Ora, se essa ha chiamato dèi coloro ai
to anche il dubbio e l’angoscia. quali fu rivolta la parola di Dio – e la Scrittura non può essere
Anche Cristo ha vissuto la pie- annullata –, a colui che il Padre ha consacrato e mandato nel
na e totale disponibilità al pia- mondo voi dite: “Tu bestemmi”, perché ho detto: “Sono Figlio
no di salvezza del Padre, di- di Dio”? Se non compio le opere del Padre mio, non credete-
menticando se stesso e la pro- mi; ma se le compio, anche se non credete a me, credete alle
pria vita. Per questo Dio lo ha opere, perché sappiate e conosciate che il Padre è in me, e io
risuscitato dai morti. La nostra nel Padre». Allora cercarono nuovamente di catturarlo, ma egli
certezza non sta nell’assistenza sfuggì dalle loro mani. Ritornò quindi nuovamente al di là del
degli uomini o nella nostra for- Giordano, nel luogo dove prima Giovanni battezzava, e qui
za, ma nella fiducia in Dio: egli rimase. Molti andarono da lui e dicevano: «Giovanni non ha
ci libererà dal sepolcro e ci farà compiuto nessun segno, ma tutto quello che Giovanni ha detto
vedere la luce della risurrezio- di costui era vero». E in quel luogo molti credettero in lui.
ne.

Non di solo pane Tempo di Quaresima - Numero 935 pagina 13


Ancora ci scandalizziamo di Lui? Meditazione di don Luciano– Parroco di Bovegno

tanti limiti, non per ada- Ci perdiamo in parole


giarci a noi stessi, ma che svolazzano qua e là,
perché è così che Dio ci come tante bolle di sa-
ama ed è perché siamo pone colorate che
così che Gesù, se noi lo d’improvviso si dissolvo-
accettiamo, ci viene in- no nel nulla e non ve-
contro per sanarci. Non diamo la realtà
c’è niente nella nostra dell’amore “più impor-
vita che non sia amore. tante” che sta dietro alla
Qualcuno ha scritto: Siamo noi che compli- “pretesa” di Gesù di es-
”Bisogna lasciare a Dio chiamo le cose, che non sere figlio di Dio: la real-
la possibilità di amarci, di vediamo nulla con fede.” tà dell’amore. E’ l’amore
guarirci. Questo è amo- di Dio l’opera più grande
E’ proprio vero: siamo
re; che Lui possa fare che Gesù ci affida, e noi
noi a complicare le cose,
quel che vuol fare, cioè, ancora ci scandalizzia-
siamo noi che non ap-
il nostro bene. Dobbia- mo?
prezziamo la realtà che
mo accettarci manchevo-
c’è dietro a Gesù.
li, deboli, difettosi, con

Preghiamo la Contemplo:
Parola
Aperti all’altro
C'è buio in me, in Te
invece c'è luce;sono Se voglio che la mia vita abbia un go, dell’apertura. Bisogna che la
solo, ma tu non m'ab- senso per me, bisogna che abbia nostra vita diventi espressione di
bandoni; non ho co-
raggio, ma Tu mi sei un senso per gli altri. Siamo di na- un senso anche per gli altri, sia un
d'aiuto; sono inquieto, tura aperti all’altro, sia esso il crea- segno di luce, si trasformi nel sale,
ma in Te c'è la pace; c'è
amarezza in me, in Te to, oppure il prossimo, o Dio. Una nella fiaccola, nella città posta so-
pazienza; non capisco
le tue vie, ma tu sai grave malattia che purtroppo in- pra il monte. E’ quella che si è so-
qual è la mia strada. fetta non pochi adulti è liti chiamare “testimonianza”,
Padre del cielo, siano
lode e grazie a Te per “l’autismo” spirituale, che nasce l’esatto opposto di certe esistenze,
la quiete della not- dall’egoismo o dalla paura del di- anche di credenti, insipide, ingrigi-
te,siano lode e grazie a
Te per il nuovo giorno. verso, che degenera in patologie te, flaccide, appunto “insignifican-
Signore,qualunque cosa ben più gravi (razzismo, odio, ti”.
rechi questo giorno, il
tuo nome sia lodato! ecc..) L’unica medicina è quella (G. Ravasi, Le parole p.66)
(Dietrich Bonhoeffer) dell’amore, dell’incontro, del dialo-

Non di solo pane Tempo di Quaresima - Numero 935 pagina 14


I santi del giorno: San Platone, abate; san
Benedetto il Moro, religioso.

Le mani che hanno asciugato più lacrime, sono le


Sabato
Aprile
5^ settimana di Quaresima
4
più pure.
TQ

Il santo del giorno: S. Isidoro di Siviglia


Parola di Dio
in briciole Come si deve amare Dio con la contemplazione, così
si deve amare il prossimo con l'azione: in equilibrio
tra queste due dimensioni, come ricordava Benedetto
XVI nel 2008, visse la propria esistenza sant'Isidoro
Vangelo: Gv 11,45-56
di Siviglia, considerato l'ultimo dei Padri cristiani
dell'antichità. Nato attorno al 560, nel 599 Isidoro fu
In quel tempo, molti dei Giudei che
erano venuti da Maria, alla vista di chiamato a succedere al fratello Leandro nella guida
ciò che Gesù aveva compiuto, ossia della comunità di Siviglia. Le sue opere, in particolare
la risurrezione di Làzzaro, credette- le "Etimologie", divennero testi fondamentali per gli
ro in lui. Ma alcuni di loro andarono studiosi lungo tutto il Medioevo. Secondo Ratzinger,
dai farisei e riferirono loro quello Isidoro visse un'intensa dialettica interiore tra
che Gesù aveva fatto. Allora i capi «desiderio di solitudine ed esigenze della carità verso i
dei sacerdoti e i farisei riunirono il fratelli». Ma questo vescovo santo spese molte energie
sinèdrio e dissero: «Che cosa faccia-
mo? Quest’uomo compie molti se-
a rileggere l'eredità degli antichi alla luce della fede
gni. Se lo lasciamo continuare così, cristiana. Amico di papa Gregorio Magno, presiedette
tutti crederanno in lui, verranno i il Concilio di Toledo del 633 e morì nel 636.
Romani e distruggeranno il nostro
tempio e la nostra nazione». Ma uno
di loro, Caifa, che era sommo sacer- Si avvicina il momento più elevato e più difficile della missio-
dote quell’anno, disse loro: «Voi ne di Gesù. Nel sinedrio,ormai, i farisei sono sul piede di guerra
non capite nulla! Non vi rendete contro il Signore. Comprendono che le opere che egli sta com-
conto che è conveniente per voi che piendo avvicinano a lui molta gente, la folla lo cerca, lo osanna,
un solo uomo muoia per il popolo, si accalca intorno a lui per riceve guarigioni, benedizioni, perdo-
e non vada in rovina la nazione in- no. Ogni gesto che Gesù compie, viene visto come un abuso di
tera!». Questo però non lo disse da potere, perché, in realtà aumenta sempre più il numero di perso-
se stesso, ma, essendo sommo sa- ne che credono nella sua parola e diminuisce l'autorità degli scri-
cerdote quell’anno, profetizzò che bi, dei farisei, dei capi. Ecco che, in questo brano, arrivano le
Gesù doveva morire per la nazione; parole profetiche di Caifa, il sommo sacerdote: "meglio che
e non soltanto per la nazione, ma muoia un solo uomo per il popolo e non perisca la nazione inte-
anche per riunire insieme i figli di ra ". Con questa sentenza il sommo sacerdote esprime la volon-
Dio che erano dispersi. Da quel tà di Dio che si compirà nella passione di Gesù: egli è qui per
giorno dunque decisero di uccider- salvare il suo popolo e tutti gli uomini dal peccato e dalla morte,
lo. Gesù dunque non andava più in è qui per donarsi completamente nell'amore, per vincere il male
pubblico tra i Giudei, ma da lì si e far trionfare la vita. La passione di Gesù si avvicina, egli ne è
ritirò nella regione vicina al deserto, consapevole. Prepararsi alla sofferenze non è facile, ma il Mae-
in una città chiamata Èfraim, dove stro sa che è qui per compiere la volontà del Padre. E' da lui e
rimase con i discepoli. Era vicina la da lui soltanto che noi possiamo attingere la forza e la fede che
Pasqua dei Giudei e molti dalla re- ci mancano per vivere secondo il disegno di Dio. Spesso non è
gione salirono a Gerusalemme pri- così semplice adattarsi ad eventi che non vorremmo affrontare,
ma della Pasqua per purificarsi. Essi ma l'amore di Dio non ci lascia mai soli e ci guida sempre sulla
cercavano Gesù e, stando nel tem-
pio, dicevano tra loro: «Che ve ne
strada giusta, basta essere capaci di saperla accettare con fiducia.
pare? Non verrà alla festa?».

Non di solo pane Tempo di Quaresima - Numero 935 pagina 15


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versamento su POSTEPAY
N.5333171080666908
con la causale “contributo spese
stampa Non di Solo Pane”.

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29 marzo 2020 -5^ settimana di Quaresima -

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Settimanale di preghiera per la famiglia

Coordinatrice Anno XXII - n. 935


Fiorella Elmetti Domenica 29 marzo 2020
Anno A - Anno XXII - N° 935

Redazione Chiuso il 23/03/2020


don Luciano Vitton Mea, Numero copie 1350
don Carlo Moro, don Fabio Marini,
Stampato in proprio
don Diego Facchetti, Fiorella Elmetti,
Tiziana Guerini, Cristina Sabatti e Marina Tanfoglio

Grafica e stampa
don Luciano Vitton Mea

Ideato da
don Luciano Vitton Mea