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LAURENT AUBERT Le culture musicali del mondo: tradizioni ¢ trasformazioni 7 Benché in apparenza non tisponda ad alcuna necessita biclogica, ad al: ‘manifesto istinto di sopravvivenza, la musica sembra far parte dei bi i fondamentali dell’ umanita. Eco dell’ essa esprime insieme una sezion2 del mondo e un reppotte Sou Gis, 380, € un segno udibile della so- fi. In cuanto tale, include le tracce del passato, selezionate nel corso del secondo i fondamenti di una tradizione ¢ gli imprevisti della sua sto- fia; le sue forme esprimono sempre le caratteristiche di una cultura, di in'epoca e di una situazione determinate. L'impiego di tali forme, in cui ‘fonsiste l'arte della musica, mostra un insieme di regole ¢ suscita una serie di specifiche applicazioni. Tuttavia, contrariamente alle tradizioni religio- ‘we spititali le cui finalita comprendono anche gli strumenti della propria Wealizzazione, la musica é essenzialmente un mezzo, sviluppato per rispon- Were a esigenze o aspirazioni diverse, ma esterne alla sfera propriamente Inusicale. Tl presente saggio non potra dar conto di tutte le culture musicali del ‘Mondo: non @ questo, d’altra parte, il suo intendimento. Mira piuttosto, iartendo da una valutazione per quanto possibile ampia della realt’, a co- lieve le grincipali correnti musicali che esistono oggi sul nostro pianeta € ‘ordinark: secondo una classificazione capace di darne un panorama d’in- ‘Meme per quanto possibile esaustivo. L’intitolazione stessa di questo pro- {to implica il riconoscimento dei suoi limiti, tanto complessa ¢ inestrica- ‘appare la matassa delle “musiche del mondo”. La constatazione dell: Jono inesauribile diversita presuppone lapplicazione di seelte inevitubil- Mente soggettive, che son parse tuttavia necessarie per la chiarezza del ‘Quanto al sottotitolo, «tradizioni ¢ trasformazioni», potrebbe quasi ‘Wiibrare una tautologia, se & vero che il processo di ogni tradizione é ne- ‘(Mariamente evolutivo. Implica il suo 1¢ tinnovarsi in funzione de- i \nnumerevoli anelli della sua catena di trasmissione, A questo riguardo, Wjptessione generica di “musiche tradizionali”, certo comoda e corrente- ‘Wente usata, pare tuttavia inadeguata a definire il proprio oggetto per il ‘Wo carat-ere esclusivo e per l’impossibilita di tracciare confini netti fra i 10 deriverebbe da una tradizione ¢ quanto invece se ne discosterebbe. it econdo quali criteri una musica potrebbe venir tacciata di esse- J I 6 Le musiche tradizionali nel mondo re nontradizionale? Viceversa, all’interno di una determinata cultura, 3 partie da quale fase di sviluppo o d'ingereriza straniera le sue manifesta i cesserebbero di rispondete ai criteri della sua tradizione ? In ogni tem oe in ogni luogo, le musiche del mondo si sono nutrite di prestti, di me- ficciati e d'innovazioni. Tutto percid diventa pit chiaro se si rovesciano i termini, ¢ si parla di “tradizioni musicali”, espressione che qui sari ee per designare le culture musicali nella loro dimensione diacronica. In effet- ti, una tradizione, nella misura in cui 2 viva, genera le proprie trasformazi nj, ma senza che queste necessariamente si oppongano ai principi, alle ca- ‘tegorie e ai ctiteri costitutivi della sua identita, condivisi dalla comunita oe ete mastinc numero possibile di “culture musicali del monde” trovi spazio nell'esposizione che segue, e anche per mettere in nlevo le d verse reti di affinita che esistono fra esse, tali culture sono state suddivise in dieci grandi aree, dieci grandi “famiglie” cui corrispondono ate paragrafi di questo studio: 1) Africa sahatiana e subsahariana; 2) la civil 1 islamica; 3) l'India e|’Asia meridionale; 4) "Himalaya e le steppe mon- ic, 3st ove; 6 Asa dain, continental nul ‘Oceania; 8) le civlth circumpolari€ amerinde; 9) i meticiati americs aw oro ig ee costitutivi; e infine 10) "Europa, dagli Urali ar ‘Oces: no Atlantico, dal Mediterraneo al Circolo polare. Onde facilitare 3 ee cca di informazioni supplementari, dopo una sezione dedicata a problemi di ‘carattere generale, la bibliografia ¢ stata ordinata secondo questi dieci raz arent. : Siar non essendo del rutto sodadsfacente, tale suddivisione offre peral. tro vantaggo di una certachiarezza;tende «un vsione glabale del cam po musicale attraverso la descrizione delle sue correnti principali e delle lo- ro manifestazioni significative. Di fronte a una materia cos{ multiforme, ¢ stato necessatio variare le prospettive dell’ analisi per adattarle alle pecu: Tiarita di ogni cultura musicale. Alcune sono state affrontate in manieta es senzialmente storica, altre invece dal punto di vista etnografico, altre par tendo dalla loro teosia musicale o dalla Toro organcogi, are ancora me diante Panalisi - per quanto sommaria - delle loro componenti tecniche. S b cosi @ stato possibile raccoglicre la sfida di un argomento tanto ves evitare la trappola costituta dall'applicazione sistematica di una metodo Jogia unica ¢ falsamente universale. 1. L'Africa sabariana e subsabariana. x.x, Caratteri genera. in i lista Certi pregiudizi ereditati dal darwinismo ¢ dalla mentalitA colonia (sstOretmi hhanno contribuito a ereare unimmagine fallace delle musi Aubert Le culture masicali del mondo 7 ‘the africane. Di certo dotati di un'innata predisposizione per il ritmo ¢ la ‘danza (cfr. tav. 12) gli afticani sarebbero rimasti a uno stadio primitivo di icne musicale, o comunque reputato inferiore a quello raggiunto da- li occidentali nella stessa epoca. Basata su di un approccio tendenzioso € Ptzale a ceree manifestarion! musical afticane, tale semplicisienopinio, fhe stata per fortuna definitivamente superata dalla scoperta di una realta pititicca e diversa, a cui hanno ampiamente contribuito i recent stu- i etnomusicologici. ‘Occorze prima di tutto osservare che la musica africana nel suo com- flesso non presenta un carattere unitario piti di quanto non ne most la Musica europea o Ta musica asiatica. AT massimo vi si possono scorgere al- ‘uni aspettilargamente condivisi e abbastanza ricorrenti. Il primo & che il ta stesso di musica come l'intendiamo noi non esiste in quanto tale ~ wagaior parte delle socleta atricane, perché non vi € considerato ad m londefinire 'immensa quantita di pratiche,individualio collettive, che i-| fottono alla voce cantata efo al suono di tno o pi strument In Attica, strutture musicali e strutture sociali sono in effetti organica- ute legate; essenzialmente. Dattivita musicale s'inscrive in un ol eco 980 che ne costituisce la cornice € ne fornisce ]’inc nubile griglia interpretativa. Assai spesso una musica si esegue soltan- ope particolare, al di fuori della quale perderebbe ogni lento, ogni ragion d’essere: certe musiche sono le component necessa- i rit. e cerimonie, altre accompagnano i lavori quotidiani degli uomini_ filelle conne, altre ancora fungono da agenti sonori della memoria colle da mezzi di comunicazione, come i famosi “tamburi parlanti” che, in ieechie regioni del continente, avevano suscitato lo stupore dei primi Ying occidentali. Diversi osservatori hanno pure notato che in Afri- Wil canto sembra essere un’attivita prevalentemente femminile, laddove ‘Hilare uno strumento, a eccezione forse dei tamburi, ¢ pitt generalmente oe degli uomini. Ma un tale modello di ripartizione sessuale cono- In questo continente tante eccezioni quante se ne trovano nel esto del fn, Unascl incontestable inves Fonnipreens dela music, de Manes e del canto nella maggioranza delle societa africane, circostanza ‘WH Horprendente trattandosi di civilt& che fino a tempi recenti trasmette- ‘Wie Wii {loro saperi senza il supporto della serittura, A prima vista, qualsiasi approccio al fenomeno musicale nel continente vane deve confrontarsi con la sua estrema frammentazione e con la plu- IW delle sue manifestazioni. Tale pluralita si manifesta a tutti i iivell di Jeservtvione: sul piano organologico si constata che vi si incontrano prati- ferme le cateporc di srumenticlasifcae da Homose e Sac | ya Verrqmiite-concerne la ripartizione sociale della musica e lo status’ cista, vi si trovano tanto espressioni collettive quanto musiche ri- ‘# na determinata categoria sociale (classe d’et&, sesso, casta o grup- wy 5 8 ‘Le music tadizional nel mondo ti attivita o da un’appartenenza comune, ece.); altre ancora ri- gles dn ici aspen come ee ta di professionisti come i grio dell’Africa occidentale, gli exmari etiopict interpreti del moet gabonese. Quanto ale forme, alle strutture ¢ agli su musial, sono anc’ esi cltremodo divers: dalle Iineari monodi ae ‘compagnate che s’incontrano presso i pastori nomadi delle segionlsshato- saheliane alle forme piti complesse di polifonia edi poliritmia cosi ben ana lizzate nell’ Africa centrale da Simha Arom é dal suo gruppo di ricerca [r985]- 1.2. Le grandi regioni musicali, | eis Per tentare di raccapezzarsi in questo mosaico immenso, si pud pes porre una divisione del continente in un certo numero di ea aay 6 zone musical, {cui limiti eoincidono solo in parte con quelli che pud fornire una divisione del continente africano secondo criteri eae etic, linguistic, religioso politic. Tralaceremo in questa sede il Non ‘Africa che, rcollegandosi culturalmente pit all' Oriente arabo-musulme no che non all Alvin propriamente detta, sar trattato pi avant. Pe cid, secondo quanto ha proposto Gilbert Rouget, in Africa si possono stinguere sibilith musia}, una espeimentesi nella conddetta musica dela forest, fa 4 riamare la musica della savana; oppure si possono con- (Satire thane 8 or nme, aarti Tiseo,p. 336 non tenendo necessariamente conto dell'insieme delle culture mu- sie dal continent, questa dstinione soxtline aun tempo importa. 2a dela dimensione storia, speso trascurata per I Alsi, quella del fa ‘ori climatici nello sviluppo di pratiche ¢ comportamenti musicali parti- a prima grande regione & l’Africa saharo-saheliana 0 uxciente a orient, podiede una’ ceria omogrneia. Caraterizaate da ) Bere intdlamene ldlamico, nea eredtaro parecchiecaraterstiche che mescolandosi alle presistenti, hanno prodottoun'estetica musicale relat ‘vamente omogenea. Vi si nota cosf la predominanza delle monodie vocali, i i yuelli di origine pura: fccompagnate da una panoplia di strumenti in cui q gine pure ricana, ie xilofoni, arpe, -liuto © convivono « ae tetente imponta gust il eevee, le twombe metaliche oi ate nu ciet Y eae di questi stru- ‘Nelle numerose societa dell’ Africa occidentale, gran parte di que enti €delrepertorio musicale zestano appannaggio quasi eschsiv dell casta dei griot (chiamati djeli presso i Malinké ei Bambara, gewel reso Wolof, gzwlo presso i Peul, diare pressoi Soninké, ecc.). A prescindere ‘rapporre una mug indizettamente, I ‘Aubert Le culture musical del monda ° fio ruolo di musicista ¢ di animatore delle feste, il giot@ il custode della Wemoria colletiva, in particolare della cronaca e della genealogia della fa- lis da cui dipende; tradizionalmente, ogni griot&(o era) legato aun “no- di cui & anche il confidente e il portavoce in occasione di un nego- ‘Histo matrimonial, dell accoglienza di un dignitario, di una guerra o di qual- il po seveskean im if di pastori nomadi come i Mauri e i'Peul a occidente, i Tuareg sl centro e i Tubu @ oriente del Sahara hanno in comune taluni aspetti co- he la poesia orale ¢ la natura spesso effimera dei loro strumenti [Borel, Woliol Queste caratteristiche li distinguono dai gruppi sedentari di agti- lorie artigiani, Ia cui struttura sociale, spesso nettamente compatti- lata, ha prodotto lo sviluppo di una musica di corte essai rafinata, pa- i ‘ pratiche comuni di natura cerimoniale, legate in particolare lwwociazioni religiose o ai grandi rti iniziatici e funerati. Nell’Africa centrale si incontra un’analoga distinzione: aun ato‘ Pig slella foresta equatoriale e dallaltro le popolazioni di li tu, che i questa regione. Raccoglitori-eacciatori, quel- uniamo Pigmei condividono con i Khoisan del deserto del Ka- | (Ottentorti e Boscimani) la particolarta ~ oltre alla piccola statura — lere dai presuntiabitatori autoctoni dell Africa, in seguito respinti Joto vicini nelle zone pis inospitali del continente; gi uni nella foresta, sli nel deserto. TI termine “pigmeo” viene dal greco pyemaios, lette- me “alto un cubito”, in origine attribuito a un popolo che sarebbe vis i lla regione dell'alto Nilo, e poi esteso per assimilazione alle etnie di fil sura dell Africa equatoriale. Si noti che i loro rappresentantiri- io a buon dito questa denominezion, da esi cosiderata dispre ive. Anche le loro musiche presentano sorprendenti somiglianze, le pit en delle quali sono le splendide polifonie vocali e la quasi totale as- ae {umept vere props, salvo ato musical il fachittoefcem ida caviglia Me sociera dell’Aftica nera abitant i territori che si estendono dal Ga- on alt xegione dei Grandi Laghi hanno anch’essi una tradirione polifoni- ‘# ponticolarmente rieca. Le celebri orchestre comm del ntco rego del ( sono tra le manifestazioni piti famose e, anche se oggi l'avorio & Wwito da tronchi d’albero cavi o da tubi fatti'con strisce arrotolate di ‘ep leecia la loro musica & rimasta ’una bellezza impressionante, con le sue ‘Welodie frammentate, come in un boquetus medievale, con le sue sovrap- [pul fortementepolsmiche, comprendent sino a ven parti indivi I stinte, Oltre a xilofoni, membranofoni e tamburi a fenditura, am- ‘awiente diffusi in tutta !’Aftica, anche nel bacino del Congo si incontra- ‘ fiumerosi stcumenti di debole volume sonoro destinati a un repertorio Wililatic, per diletto o sollievo della solitudine, Tra questi si possono ri- ‘date il pluriarco, parecchi tipi di arpa, o ancora il piccolo lamellofono co- ) ) 10 ‘Le musiche tradizionali nel mondo nosciuto con i piti diffusi nomi dialettali di samza e di dikembe, che accom- ‘pagna per esempio i “canti per pensare”, studiati da Vincent Dehoux [2986] presso i Gbaya dell’ Aftica centrale. "Africa australe rageruppa schematicamente le region situate a sud del fiume Zatbesi. Oltre ai Khoisan git menzionati, 1a sua popolazione com prende un certo numero di etnie bantu, che hanno numerosi aspetti comu- ni con quelle dell’ Africa centrale, a livello di organizzazione tanto sociale ‘quanto musicale. Fra queste, gli Zulu ¢ i Xhosa, prevalenti nell’ Africa me tidionale, coltivano in patticolare la pratica del canto corale ¢ della danza, i cui recenti sviluppi urbani godono oggi di nototiet& mondiale. I canti col lettivi delle donne xhosa si segnalano per la presenza di tecniche difoniche che evocano quelle dei bardi mongolici. Pid a oriente, si incontrano pra tiche strumentali come quella del amellofono ~ denominato mbira presso sli Shona dello Zimbabwe, e ilimba presso i Wagogo e i Nkonde della Tan: ania ~ oppure gllspettacolari complessi di xilofonisimbila dei Chopi del Mozambico che, con le loro scale equipentatoniche ela loro organizzazio ne contrappuntistca, sllevano linterrogativo crea antichi contati con le civilta malesi-indonesiane. Un analogo interrogativo si pone per il Mad: cui condizione insulate ha prodotto i persistere di caratteri ceologc, ethic e cultural uni ci in Africa, nonché una relativa omogeneita nelle pratiche musiali dell sue diciotto etnie. Nell'ambito di un’organologia particolarmente ricca c originale, segnaliamo specialmente la presenza di numerose cetre come la valiba, tubolare, e il marovany, a cassa, di cui esistono equivalenti in Indo: nesia, oppure il jejo, cetra a bastone con risonatore, simile a quelle che si Yrovano nel"india del nord col nomi di Bare i enter. ‘Quanto all'Aftica orientale, essa comprende un’ampia fascia teritoria 4 le ches estende dal nord del Mozambico al Sudan e all Eritrea; a es co steggia I'Oceano Indiano e il Mar Rosso, a ovest una vasta catena montuo: sae i Grandi Laghi equatoriali. La sua popolazione, estremamente eteroge nea, pudesteresuddivisa in te grandi pruppi:i popoli di tradiione nomad € pastorale originari del Commo d’ Africa, i pit noti dei quali sono i Masti del Kenya e della Tanzania; gli agricoltori sedentari, Nilotici a nord e Ban- a sud; cinfine le etnie di lingua cuscta, specialmente gli Amara c ‘Tigrini dell’Etiopia ¢ della Somalia, Sul piano culturale, gli antichi rappor- ti commerciali e politici con il mondo semitico e asiatico, e pit di recente Pinsediamento coloniale e missionatio europeo, hanno contribuito a pla smareleespression musicall della fascia costera dell Altea orientale, Una tusica come quella del genere éamab a Zanzibar ben dimostralafusione di questi diversi influssi. T tertitoridellinterno sono simastiinvece pif fedeli a musiche mers mente africane. Per esempio, wna caratteristica organologica dell Africa orientale @ I'ampia diffusione della lira (begannae krar in Etiopia, thom othie tu i Aubert Le culture musicali del mondo cas eshangar nel Sudan, kisir in Nubia, kissar in Uganda, nyatitipresso iLuo | Kenya, ec), uno strumento forse di origine amarie, le cui numerose f sloni intervengono nei pit vati repertori: cerimoniali,ricreativi o lr bbuto del dio Thot presso gli Egizi e del re Davide presso gli ebrei, la [pf ttestaca nel civil meditecrane sin dalla pi remota antic, ela wesenza nella penisola arabica rimane legata ai riti di mance Polationi di stirpe africana. eee ie uence: 4.3. Trasformazioni. In tutto il continente africano, parallelamente ai movimenti di decolo- ltwucione e alla creazione dei nuovi stati nazionali, I'epoca contempora- lia ¢ carattcrizzata dall'irruzione di generi musicali moderni ¢ specifica- White urbani, in gran parte legati all'influenza delle musiche afroameri- Mie (clr. tav. 8). Cosi, fin dall'inizio del xx secolo, il jazz si sviluppato Wwll’Mrica meridionale in una originalisima forma propria chiamata marabi, ‘Appure lo highlife, genere popolare urbano della Costa d’Oro, @ divenuto ‘Apuitite dagli anni Venti un simbolo della resistenza e dell indipendenza weve, Correnti simili nacquero poi nella maggior parte delle metropoli ne e si diffusero rapidamente grazie all'introduzione della radio e del- lustria discografica. Gli anni Sessanta e Setanta sono caratterizzati dal ‘iecio sviluppo delle nuove musiche afticane, che mescolano in propor- Be iifcens 'e fonti ctniche - ¢ talora gli strumenti tradizionali ~ agli Wiel rock, della salsa, del reggae o del rap. Fra le pid important si pos- rieordare il chimurenga dello Zimbabwe, Ia rumba e il soukous congo- iairo-bect il jdjd nigeriani, lo mbalax senegalese, 0 ancora il makossa Jame la cui nororieta ha di gran lunga superato i rispettivi confini lngli anni Ottanta, V'internazionalizzazione delle musiche afticane lWlitie 51 amplia in modo spettacolare, al punto che esse inondano il mer. {Hie sutopeo cin minor misura, quello nordamericano. Questa ondata di pele ha prodotto lo sviluppo di un’estetica che deve corrispondere ai | ella world music internazionale (cfr. D, Pacini Hernandez, World MWlee world beat, al vol. 1 di questa Enciclopedia, pp. 1194-206}: ritmi bi- [filsloleti so quelli techno e dance, omogeneizzazione dei timbri e delle Inelodiche, uso del campionamento e di tutta I'attrezzatura clettroni- [filjenpocea. Tale commecializzarione dela parte pi esprtaile del Wsluisione africana ha fatto temere la scomparsa, a scadenza piti o me- elle forme musicali tradizionali. Ma bisogna constatare che, a 1\o delle trasformazioni del loro ambiente sociale, del crescente de- ert. ‘el continene della sfida della lobalzzazione, queste re lovo complesso estremamente vital, adattandosi rapidamente ‘v9 cel mondo modemno, pur continuando a rispondere appieno ai epi ilelle comunita cui sirivolgono. a beac \1 2 ‘Le masiche tradizionali nel mondo 2, Laciviltdislamica 2.1. Caratteti generali, Nel complesso delle culture di lingua araba, turca e persiana, comprese le oro ditamazion! nel Nord Africae nell’ Asia centrale, le tradiioni mu sicali sono rette da un certo numero di principi comuni, il pit evidente dei {quali 2 quello del maqam. Questo concetto ¢ le sue applicazioni si sono dif fusi nel corso def SEcoIT 3a un territorio assai vasto, che approssimativa- mente coincide con I'area di espansione dell'Islam ¢ della sua civilta nelle stesse regioni. Polisemico, il termine arabo magam letteralmente significa ‘eposizione» 0 «sosta». Nel lessico del sufismo, la mistica islamica, si ap- ly ruale plica a una fase di svilugpo spirale dellindividuo la cui acquisizione t considerata stable, in contrapposizione 4 guinea, pi 0 prodotto, come é noto, dalla partecipazione ai riti 0 | al- mento pase c |) Inpatbe eda arclte dea musica Nella terminologia musicale, la parca ‘magi designa nella sua accezione corrente Sua ace stra no ce vacatterimata dau’ organizazione dello spazio melodico che EE Bio prio. Per estensione, in particolare nei repertori colti dell’ ‘Iraq, del Cauca- 's0 e dell’ Asia centrale, si applica anche a una suite musicale costruita sullo sviluppo di un determinato modo. ad i Tin dai primi secoli dell'Egirs, i grandi teorci della musica “orientale erano indifferentemente di otigine araba ‘come al-Kindi (ca. 790-874) € gli Thwin af-Safa’ (i «Fratelli della Purezza», seconda meta del x sec.), turca come-al-Fardbi (ca. 870-950) € Safi-ad-Din (x230 ca. - 1294), 0 persiaiia co- Sori Eal Fara allsahact (mort nel 9671 Iba Sina Avicenna, 980-1037) ‘Benché si riferiscano costantemente agli inset dell antichita grecs petssiana, quest auton, flosofl e matematic della musica, rconorcono in Vetatounanime il primato della voce umana, especialmente della cantilla nod onan eG cicicé dla msc, sacra oprofana col popolase A dispetto dei mutamenti storici e di importanti peculiar aera e regional tale preminenza del modellocoranico&percepibilen tu section del magi, econtebuisce ala coerenza e alla lativa omoge neita delle sue manifestazioni. Essa autorizza a ‘considerarle come ramifi raat aii ana stesea grande tradizione musicale, © comunque come culture Ja cui essenza unica ¢ facilmente identificabile. ‘ i Si pud inoltre osservare come, forse a causa delle polemiche sulla Ticeiti della musica nell'Islam, che hanno a lungo contrapposto fra loro eruditic Ste dela lege, i musicist attvi alle corti det calif, degli emir e dei oSrenimusulmani Frovenisero Tanto dalle commlicabraiche, citiane (w Imani ic (eh bbizantina, grece, ecc.) e zoroastriane (in Iran ¢ in Asia centrale) quan te dala comune lamin (rnd Aubert Le culture musicli del mondo B 2.2. La musica dell'Islam dal punto di vista storico. Unrapido panorama storico consentira d’ilustrare le correnti principa- Hehe hanno contrassegnato il contesto politico culturale del mondo del , € di vedere come si siano costituite le sue forme prevalent, anti- attuali. In effetti, a partire dal rx secolo la presenza di document scrit- fulla musica araba permette di seguirne lo sviluppo con una relativa esat- We essenzial. f primo periodo identificabile ¢ quello che i musulmani chiamano jbilyya, ‘iempo cosiddetto dell’“ignoranza” precedente l’avvento dell’ Islam. ‘Be utslsponde alle epoche di grandezza e decadenza delle civiltA dell’ Orien- W antico (cgizia, mesopotamica, babilonese, persiana, ittita, ebraica, areca, we sulle quali non & possibile dilungarsi in questa sede. La penisola ara. almeno per quanto concerne la sua componente colta, e di coglierne fr. popolata «que tempt da beduinl nomad, not pe: I loo ablita ln poesia cantata, Trovatore ¢ indovino, il personaggio dello sar rima- ‘Wwemplematico di queita societa dt deserto, con le sue lunghe poesie im- Wovvinate, declamate a voce sola o accompagnate dal rubab (viella mono- loft, tav. 7). I suo repertorio& incentrato sulla qasida, una forma pra- Wi fino ai giorni nostri, che viene considerata il modello di tutta l'erte ss oraba. A quell’epoca, le donne partecipano anch’esse ala vita musi- , jpecialmente se cantanti e cortigiane chiamate ga’ ind, insediate nelle centri carovanieri, secoli del!'Islam susciteranno lo sviluppo di una societa conqui- urbana, Se la rapidita dell'espansione della nuova religione ha in lujvearattere prodigioso, ugualmente straordinaria é quella con cui i guer- ‘unbi assimilano le conoscenze delle civilta che convertono. Facendo la propria capitale, la dinastia degli Omayyadi (650-76a) en- In contatto con le antiche culture greca e persiana, la cui influenza & jivinante per la fioritura delle arti ¢ delle scienze. Gli arabi adottano principt teotici e speculativi dei greci, mentre I'apporto dei persia- Mibdirpondersne inci che sguarda 'oremoloia le stature musical ihe, ‘A inoth dell'vir secolo il ealiffato si sposta a Baghdad e, sotto i primi i sblasidi (762-805), le nozioni musicali maturano un progresso de- iv) Grazie all’impulso di grandi musicisti quali Ibrahim al-Mawsili, suo 1 g We Ub spots, destnaa a sispondere in opn czcosanze alle necesita I corte Il Ws secolo & segnato da un avvenimento di portata pressoché mitica, e ‘Wiique decisiva per la storia della musica araba: la partenza per Cordo- 4.¢ suo nipote Ya'qub, si introducono nuovi generi musical, for- niche inedite, nonché una codificazione delle scale e dei repertori. jmeste innovazioni trovano impiego in una musica aristocratica al ser- } i 4 ‘Le masiche tradizionali nel mondo vva del famoso Zitya, dotatissimo allievo d’Ishitg al-Mawsili, costretto \ Sec rela ‘musulmana per non fare ombra al maestro. Riceva to alla corte dell'emiro omayyade ‘Abd ar-Rahmin IT nell’890, il giovane poeta, musicista e filosofo, intriso degli insegnamenti neoplatonici di al- ) Kind, ¢ considerat lfondatore del sistema musicale araboandalso, wr oggi nel Maghreb. Rifacendosi a una concezione simbolica ¢ te epeutien det modi mune Ta teen che el coral bare dele ve tiguattro “nuba” (nawbad) o suites musical, una per ogni ora del giorno, che ‘ne costituivano il repertorio. ane ‘Tigpecalo segnelafne della ypremazia abun Oneneeininio e Virradiarsi della civilta persiana (cfr. tv. 1), Sid “gusto persiano’ V Cie ci di Isfahan, Buchaa e Samarcanda divengono importanti centri ‘cultural, ove si formano i maggiori artiste scienziati dell epoca. La liute tia raggiunge allora un grado elevatissimo di raffinatezza, che permette di diversificare notevolmente le potenzialit sonore ed espressive di ogni stru mento, e che fa di alcuni di essi delle vere opere d’arte. Alla fine dellxr se colo, {archi soppiantano i petsian, cla dnastia dt Selgiuchidi fonda un ‘yasto impero che comprende tutto 'Oriente musulmano, fino al Turkestan, sf confi dela Cina salad etenionale 12 patie dal say seca, i Timuridi posero le basi dell”impero \ cont? 5p ia presa di Costantinopol ad opera del sltane Mame I Sgémonia dellimpero ottoman, che durera sino allinizio del x. sera clit araba vive un completo declno, che non ssparmia la Sp fa con lngres ci Granada nl ag. i epamente degli occupanti mu Sulmani felP Africa seffentrionale. La musica araba conosce allora un perio do di stagnazione, mentre quella dei turchi, incoraggiata dal sultanato ot ‘tomano, ha uno sviluppo senza precedenti. Non sono soltanto le orchestre dicorte a fiorire, ma anche quelle militati dei giannizzeri¢ le musiche del le confraternite mistiche come quella dei celebri dervisci rotanti Mevlevi. Dalla fine del xvi secolo, 'Egitto vive un'autentica rinascita cultura le, la nabda, che produce anche Pavvento di una musica a un tempo creati vac sncorate alla grande tradizione araha. Ma, sin dal primo Novecento, c precisamente dal Congresso del Cairo del 1952, andra quasi scomparendo bet lasciare il posto a un'espressione alla moda, caratterizzata da orchestra ioni di tipo europeo. Ha inizio I’era dei grandi divi della canzone popola re ataba, che si svluppa parallelamente alla fioritura del cinema egiziaro | sum Kulsium (3908-73) ine ? probabilmente la rappresentante pisi nota A) alee ippo sara frenato soltanto dallo sboeciare di musiche moderne, lt id significativa delle quali @ forse il rai algerino, prodotto dalla. fusione di forme antiche quali il madbitn, il. peter dei Jaybat, ¢ di tecniche mu ‘uate dalla musica leggera internazionale. ca ‘Questa breve sintesi storica dovrebbe permetterci di collocare le prin cipali espressioni musicali contemporance del mondo islamico. La grand: Aubert Le culture musical del mondo 15 a classica per eccellenza, essenzialmente urbana e storicamente legata fasto delle corti & quella della “suite orientale”, vocale e strumentale, che trova praticamente in tutto il mondo del magdm. Basata sul sistematico luppo di un modo iniziale e organizzata in un grande ciclo melodico-ri , essa implica ovunque le medesime caratteristiche generali: predomi: fhanza ella woce ¢ del.testa leterario, ceca jet besa eseetcal se (aioni sirumentali pure, concatenamento i dal ritmo ora libero, ora andio-dale percussion} importanss dal eterofonta della vasiazione, one, Ein) Emer SRI wipes eae auiata Z@PPTdagli arabi, la pic stra urbana presenta nel Me- io Oriente numerose varianti regionali, ma generalmente costiuita da Jun ridotto numero di strumenti ove predominano i cordofoni (liti, viele ‘cette, il flauto di canna ndy e i membranofoni, in particolare il tamburo fu tela e il tamburo a calice. Solo di recente, stl modello delle formazio- Iiisinfoniche occidental, si sono costituiti un po’ ovunque grandi insiemi strumentali dall'esteticaibrida. Fralle principali tradizioni della suife, una delle pi note & quella della Basie endolasidel Maghreb, ove cascuno dei grand cent ha conscrvato Uina porzione dell’eredita arabo-andalusa: le scuole gamafi di Tlemgen in [gers c i Ouida in Maroceo, derivante, come indie il nome, dalla cit Mii Granada; aa (marocchina di Feze di Tetuan) esan'a (Algerie infine le verse varianti ma’ che si incontrano a Costantina, in Tunisia e in Lt ‘Ognuna di queste tradizioni & caratterizzata dalla'sua orgenizzazione Mella “ube” (nasobq), dallinsieme dei suoi strumenti e dal suo repertorio. ito ia Andalusia, il muoaifab (letteralmente «ricamato»), la principale poetica della natvba, ha anch’esso prodotto numerose elaborazioni Intisicai nell‘ Oriente arsbo. grande ciclo della musica ottomana, elaborato a Istanbul ¢ a Konia, & ‘thiamato fasil. Repertorio e strumentazione non sono obbligati, ma il fasid sempre un ordine rigoroso, che ha inizio con un preludio strumenta- Hilpesren, seguito da parecchie sezioni cantate (ark, bev, semadi, ece.), € Wins con un bang strumental (saz sma. La oul Aleppo, in Sica Wie riprende gli aspetti principali, ma congegnati in modo pit libero e adat- wii all sensibilita araba. A Baghdad, il maga al-‘igi® invece prodotto van piccolo gruppo chiamato éalgi bagdad, costituito da un cantore © da wentisti che suonano la viella ad arco jdré, i saterio santizr e due tam- af il tabla, La tradizione colta dell’Iran si fonda invece sul radif, repertorio cano- ‘leo cestruito su uno dei dodic sistemi modali tradizionali (sette dastgab Vue ged) Og versione deadifappariene dla suols dun grande mac ‘Mio, ¢ a sua interpretazione attinge alla riserva di motivi melodici chiama- Ui _uié, che ne costituiscono la firma. Vicina, per la sua estetica, alla musi- 6 “Le masiche tradizionali nel mondo capersiana, quella dell Azerbsigan si fonda sll arte del maaan ts AT ¢a.bersana fed forme relativamente Libera, sempre interoretata 15.6 composto da un cantore che s'accompagna col tambure telaio dof, ttio comport di Hato fare un suonatore di villa Reminte. Nell Asia cor a sige sedi pi important della suite orientale sono Bukass, om il Jai magim di tradizione tagiko-uzbekea, e Kashgat, nell’attuale provincia au- tonoma dello Xinjiang (Turkestan cinese), con /9f iki mugiim vigszo. Nel coppia di tamburi. Le musiche del mondo mosulmang hanno sempre mantenuto lean ocivilegat con iL sufismo: in tale tradizione mistice, Ye ‘musica & infatti ( ‘mezzo goon ee salVestasi. Ogni confraternita o ordine sufi (ariga) rsrdsri metodi etecniche spiritual, le pid important dec \S 2 re ee del diky(winvocazione, ricordo») quello del sey (s PMlone,asolton). dig eonsiste nella ripetiione dun nome CO 0, di corre aula coranica, in modo silenzioso o vocaliazato,talora Hime dai un er aad pud avere forme differenti, dai grandi rituali danza dei tamu delle Tutchia ale pratiche che portano ala tance deglt Aisewt © MEGli Gnawa del Marocco, owvero allascolto devoto di poem mistici can dea pat, con un appropsiato accompagnamento strumentalc. Specakmente in Anatoli, nel Kurdistan e nell Azerbalain, tali bardi so- 0 a meme i apt (dal arabo ‘a7, «amanten). Spess sono ‘cunt al po.n0t eos snta degli Alev,considerata dssdente dll ortodossia nic deco uccompagnano con un lnto a manico lung (zz, balla, tanbur, ogi ece), eantano le opere i poeti suf, fre jquali Yur ‘Emre, Kara obits e Pir Sultan Abdal sono i pit venerati Anche nelle tradizioni del- naggio del bardo ® importantissimo, specialmente -f Rarghish li Uzbek, i Tagikie iTurkmeni, ove & chiara. Presi, nome di origine mongolia legato alla sua antica, presunit fun: ‘1 ispongona di un ampio re- ‘errorie epic, i dese, cu roi eponimi sono Goroals pret, i Turkmeni, sronann presto gli Uzbeki, o ancora Manas presso i Kinghis. metlao Paper [arte dei professionisti, ogni regione, ogni comunity hha sluppato tradizioni propric di musica popolare, che. ccorrispondono al Je sue necessit e ai suoi particolaricararteri. Qu servos atestano la confiuenza di due dstinte ereditl, quella del deserto quella del mare: Puna propriamente araba, «pid in ‘particolare beduina sufi sala danza e sulla poesia eantata; alten & fratto dell nesra2 ors fonda ith arabae le culture cixcostanti (africans, iranica, indian, fre dado modalita estremamente diverse. Non ¢'infatt alcun rapporto fra second esta del musics balad (ecampagnolin), profssionist iinesan ¥ ‘Aubert Le culture musicali del mondo 17 ti che si incontrano in Egitto, in Libs iri , ontra in Libano e in Siria, e le impressionanti Mone vocal di psctr di el del Golfo Perio, epee ofc tal dle donne arabe, eneramentrsmat deltas ae affine 4 af pa pe sawt, la poesia cantata delle citt& costie- lannto +b (cfr. tav. 6), le sue innumerevoli musiche popolari eee eens eh ay dita andalusa, e forme propriamente arabe ne traducono le variant detain cpresioni i rural come le musiche di feta del panure che apie il Mterrneo in usban esemiclansiche come il malin oa Bp Dates toc ap vig mean Sb una feta simbiosi con icici natural, tog preci orm asco tl eorbs See Sarat cheat tAdante rhrocehino® ua dele manifestasoni pi spttaclar cae 3. LiIndia el’Asia meridionale. 3.1. Introduzione. La radizione musicale del subcontinente indiano, profondamente origi foe asa divest manifesta una visione pute del mondo eek no peso olrata una sensual insieme generosa este. in dalla Pesta cpansione della cv indiana supers ampiemente gi atual fof ; Parcheologia, la inguisticn a storia delle religion! Bodine frerce tenet tana lnc corer con Pvc in ‘particolare indo greco ¢ mediterraneo, cosf cor i Beret, pi ed con in civileainlamien, leu ise Neate _ bay ee le del subcontinente dal xvr al x1x secolo. ( imi india di presenze musiali nel subcontinente indiano risalgo Parodi Hentooa nt acnle Pekan enn sal ct he Harappi, nell attuale Pakistan, hanno mostrato Vesistenza di plciea ee pce pg oman cee inertia Pm india, considerati come rivelati dagli dei ai te eee sanseritaeprakrta i qua ‘canonici sono il Rig- Vd See Vale Aame Voda Ea Sartbce alerting tipetee (Monte, della recitazione (pata), del pbinaya), del canto ita) edei es rar eee sha ide ha ae ae eee Bee lap thoy oe 1 ln a ‘Wfumentale (vddya) ela danza (nritya), designati eee s 8 Le musiche tradizionali nel mondo Sangita si manifesta in due aspett, che corrispondono alla teoria (sangita fa rt ingita kala) di arti. % ia) ;essoappare nel x seeolo neg sri del teorico Mauange, 1 Ghats nell'zo musicale corrente slfanto sf secoli dopo, per G Aubert Le culture masicali del mondo tmosfera emozionale, la “colorazione del Jbinacicne di note e di abbellimenti specifici, che s'inscrivono in un olare modo melodico. Ogni niga ® contraddistinto da una seala ascendente @ una scala discendente spesso differenti, da una gerarchia dei loro gradi e ‘da una serie di specifici abbellimenti. Inoltre, nel Nord i raga sono assegnati luna ceterminata ora del giomo o della notte, talota anche a ua petiodo "anno 0 a una cizcostanza particolare. Il termine éala, che significa letteralmente «palmo (della meno)», si ri- fevisce all'aspetto metrico della musica indiana; designa una struttura rit- thica ripetitiva definita da un numero fisso di unita di tempo (mind) sud ilivise in parecchie sezioni, dalla presenza di tempi forti (sali) e di tempi de- holio vaoti (ebd/:), nonché da una formula mnemotecnica fissa (thekd), che Iw il ruolo di “firma” di un determinato sala [La musica carnatica testa profondamente legata alla cultura dravidica Well'Incia meridionale, special ite dei Tamil, in misura minore alla sua ipansione nello Sri Lanka. Classificati secondo un sistema di settantadue ile modali o méla, i naga carnatici sono alla base di un. importante insieme ti composizioni vocal e strumentali(vamana,kriti, niggm, tinam, pallai, fee). GL i piti stimati sono Tyagaraja (1767-1847), 5 ra Set "| se ¢ Muttuswamy_ itar (776-1835), Te Cul mighaia di sublimi ope- ‘font 16 il setolo Coro” jusica carnatica. ‘a tradizione indostana, pet parte sua, si svi ippata nel Nord dell’In- tlt, nel Bangladesh, nel Pakistan, e pi tardi nel Nepal ein Afghanistan, La . jasmissione avviene all’interno di scuole chiamate ghdrana, ognuna del- ‘quali si caratterizza per uno stile segnato dalla personalita di un grande Hwestro. La musica indostana presenta un certo numero di forme vocali e Miumentali, dallsustero dérepad all'esuberante Aaya, opi il cz hi in India come all’estero, passando attraverso la poesia cantata (¢humeri, dadra, ecc.), spesso definiti come generi “semiclassici” 0 “classici leg- orl”, Contrariamente a quella del Sud, la musica dell" India settentrionale cn per 'importanza dell'improvvisazione, vocale ¢ strumentale. ‘thayal contemporaneo, ove essa & preponderante, niga ¢ tila cast ‘oho una cornice melodico-ritmica che ogni intexprete pud esplorare se- Sjulo le proprie capacita tecniche, lo stile personale e l'ispirazione del mo- weno, Va sottolineata la ricchezza della liuteria indiana contemporanea, tan- {a é riuscita a sviluppare le qualita timbriche e le possibilita espressive strumenti fino alla raffinatezza estrema. Nel Natya-Sastra appare per na volta una classficazione degh strumenti musicali in quattro prandi tie (oadya), secondo criteri distintivi corrispondenti a queli adottati teechi secoli dopo dall’organologia occidentale contemporanea: gli idiofo- Wh yn wilprcoaso}, imembranofoni (avanaddha: «il, » e «iL chiu- J) ll serofoni (uina: «il cave, 1 tubo») = eardotont Vale «fl teso»). Peiserotont (sulin: «il a Seieistont fee sli i) » ima” prodorta da una data com- { arti f | ‘L'India possiede attuelmente innumerevoli tipi di strumenti, taluni rima- sti praticamente identict a quell che si possono osservare nelle scultare © nelle pitture antiche, altri invece risultanti da adattamenti relativamente recenti ai diversi generi musicali. et F " Poco usati nella musica colta, gli idiofoni (piccolipiatti ecampanelli da caviglia) sono usati soprattutto la dove questa ® aecompagnata con la dan za; nella musica carnatica ¢ da ear tuttavia La presenza di yeas ta percosto chiamato ghatam, le cui vatianti si ritrovano . che popelari del Nord-est del subcontinente (Rajasthan, Sindh, Kashmir). T membranofoni sono invece numerosissimi: pit utilizzati sono le tabla il pakbavaj il dbolak nel Nord, il mdangam, la kanjird ei avil nel Sud, gli aerofoni, i principali sono il flauto traverso, attributo del dio sna esr el Nord el Nepal, pnd Su Vas psy a ny nagasolram; eft. tav. 9), apparsi pis tard. Ma a categoria pit rappre- Sea) ‘specialmente nella musica invostana, & quella dei cadcboa, spesso ddotati di corde di simpatia che creano una sorta di alone armonico assai ca- ratteristico. Il Sud ha due principal tipi di lui, la Sarasvatt vind il gottu- {{ oadyam, e il Nord tte, il sitar, il surbahar ¢ il sarod; le vielle appaiono solo nel Nord ele principali som sarangi , di cui esistono numerose varianti nel- le musiche popolari, nonché l’esvaj e il dilruba, originari del Bengala ¢ ‘meno diffusi. Si incontrano pure nella musica indostana due tipi molto diversi di cetra: lacetra a bastone bin o Rudra vind, strumento prediletto del dhrupad, con a sua variante vicitrd vind, equivalente indostano | del gottuend yan, il santir,salterio a corde percosse dotato di cassa armonica, il modello kash- ‘miro di uno strumento diffuso in Iran, nell’ Asia centrale e persino in Euro- pa. Si pud ancora segnalare che il vioino e ’rmonium portativo di origine ‘europea sono oggi largamente diffust in tutto il subcontinente. 3.3. Le altze manifestazioni musical. re queste due grandi tradizioniclassche, India e paes limitrofi co Be na ee ec Ginatura populace, tipiche diuna regione, di una caste o di una particolare ‘comunita etnica (cfr. tav. 13). Nell’induismo, Ja maggior parte delle prati- cche rituali@ di competenza delle caste braminiche, garanti della loro za formale. I bramini sono cosf i soli autorizzati a recitare i Veda, ad assu- ‘"\ est ‘parte musicale delle grandi opere teatralio, come nel Kerala, a suo ‘nare i tamburi sacri nel recinto dei templi in occasione ‘delle feste religiose; ‘questa pratica si diffusa durante la diaspora, specialmente nello Sri Lanks, nelle isole della Réunion ¢ nelle Antille. I canto religioso in lingua vernaco- Jaéd'altronde comune sia presso gli ind (bhajana, Rirtana) sia pressoi gia nist, i sikh ei musulmani; questi ultimi conoscono specialmente il gawwal, genere vocale mistico interpretato da professionisti, tradizionalmente col: egati alle confraternite sufi indopakistane. ‘Aubert Le culture musicali del mondo 2 Su scala pit ampia, la poesia cantata ® assai apprezzata dalla popolazio- Hie he, suo complesso. In certe regioni essa 2 appannaggio di comunita di ar- inti professionisti, ballerini e bardi mistici che, come i galandar del Beluci- Ann, | langa e i manghaniyar del Rajasthan o i baul del Bengala, trasmetto- 9 ln-oro arte di generazione in generazione. I grandi pocmi d'amore come I) Git Govinda di Jayadeva o le ballate di Vidyapati, incentrate sulle gesta Mi Radha e di Krishna, rimangono per gli indi una fonte d'ispirazione co- ‘ante, specialmente nel Bengala, nell’Orissa e in rutto il Nord-est del sub- ‘ntinente, Nelle regioni segnate dalla cultura islamica, la principale forma Poetica & invece nere litico di origine persiana il cui influsso & Muto pteponderante nel sviluppo della musica da film, oggi divenuta un rea sé stant. Lacelebrazione delle grandi feste del calendario e degli a ti che ‘ynano il ciclo della vita individuale & una componente significativa della ‘Vila musicale di cited e villaggi. Fra le comunita indi profondamente segna- Ws lal sistema delle caste ~ anche se, in via teorica, esso 2 stato abolito — le {iiipstenze musical di ciascuna sono definite con precisonee, per una sor. ill compensazione, spesso sono i membri delle caste pti basse ad avere le Invloni musicali pit: importanti in occasione delle feste. Cosi, presso i ie del Nepal, i sarti suonano oboe e gli agricoltor il flauto durante Welebrazioni religiose, con un repertorio specifico per ogni occasione, Wenkre sono i macelai a officiate, come suonatori di corno, nelle cerimo. Whe fonebri, Attribuzioni simili si ritrovano ovungue, specialmente nell'Ut- Pe Pres, ve ono le caste di arian, lavandai,llevatori, lta o por ri d’acqua ad assumersi le maggiori responsabilita musical nel corso del- Ws calico cna ‘Taune popolazioni autoctone o adivdi? sopravvivono ancora, relativa- We isolate, in diverse regioni dell"India, del Pakistan e del Bangladesh, iliscendenti dei pit antichi abitanti della penisola, questi “fuori {is tess vivono ancora di cacia, ci racolt, oppure di allevamento edi tysleokura. Non corsispondono a un solo gruppo etnicu, ata si dividono in HWimerose comunita relegate ai margini della societa. I criter linguistici per- ‘We\tono di suddividerli sommariamente in tre gruppi princi i, Munda ¢ i Tibeto-Birmani, a cui si aggiungono comunita pit ridotte co. fhe | Mon-Khmer dell’ Assam e del Bangladesh, Strettamente legate alla vi- W otidiana, le espressioni musicali di questi popoli mostrano tradizioni lass delle quali si trovano equivalenti nella maggior parte delle societ ‘esiatori-taccoglitori: predominio della dimensione rituale della musi- 1) specialmente in relazione con la caceia e la raccolta; fede nel suo pote. 1; nifestata da pratiche come V'invocazione della pioggia o i cantitera- Writicl: importanza del racconto mitologico che conserva il legame fra il ‘onde degli antenati e quello dei vivi. 1 Le musiche tradizionali ne! mondo 4. L’Himalaya e le steppe mongolicke. Le culture himalayane ¢ altaiche hanno in comune numerosi aspetti portanti, in particolare le tradizioni spirituali trasmesse dalle correnti sca manistiche e buddhiste, cos{ come le pratiche musicali che ne derivano. Pa- rallelamente allo sviluppo del buddhismo, lo sciamanismo & rimasto vivo sia nel Tibet ~ in una forma specifica chiamata Bdn ~ sia in Mongolia e nelle regia dell’ Asia centrale, che sono di cultura simile, ‘Eveline Lot-Falk ha osservato che la parola «sciamano» deriva dalla ra- dice altaica sams-, che «comprende da un Jato l’idea di danza ¢ di salto e dal- Paltro di turbamento e di azitazione» (ct. in Rouget 1980, trad. it. p. 174] ) Incentrate su tecniche di estasi e di possessione mirant comunicare con le forze dell'Invisibile, le pratiche musicali legate allo sciamanismo consi- stono sostanzialmente in ineantesimi volti a provocare o accompagnare la ‘trance del celebrante, uomo o donna che sia, che entra cosf in contatto con ali spiriti dei mondi superiori o inferiori. Gli scopi di tai sedute sono ge- heralmente di ordine terapeutico 0 divinatorio, Mescolando parole decla- fate o cantate, fischi, ansitie versi di animali, gli scongiuri dello sciamano sono proferiti con F'accompagnamento di un tamburo a telaio, Arricchito Gal tintinnio dei campanelii, il swono del tamburo ritma e sottolinea gli epi ‘odi di quello che la letteratura etnografica definisce “viaggio sciamanico” Il buddhismo Mahayana, introdotto dall'India nel vit secolo, si svi- luppato nel Tibet (cfr. tavv. 4€ 5), nel Ladakh, in una parte del Nepal, nel Sikkim e nel Bhutan assumendo una forma particolate,talora impropriamen- te chiamata “lamaismo”, secondo Ia quale ' autor spiritualee il potere tem- porale sono detensti dalla medesima gerarchia monastica. Dal Tibet il bud- Ghismo si & propagato in Mongolia in due ondate successive, nel 2am e nel xut secolo. $i altresé diramato in Siberia, nella parte orientale della Bu- razia e in Manciuria, mentre lo sciamanismo & timasto preponderante so- prattutto presso gli Jakuti, i Tungusi, i Tuva, eli Oirai ei Calmuechi, mal- grado la pressione del cristianesimo. L’Iolam si & invece diffuso fino al ‘Turkestan orientale, 'attuale provincia cinese dello Xinjiang, presso gli Ui gori, i Kazaki ei Kirghisi di cui sié trattato in precedenza. L’ideologia co ‘munista aveva tentato di livellare talidifferenze, ma senza mai giungete a stadieare le peculiarita cultural religiose che ogi tisorgono con vigore in ‘questa parte del mondo, Lannessione del Tibet da parte della Cina nel x951 la fuga in India del Dalai Lama nel 1959 hanno provocato un massiccio esodo di rifugiatitibetani in India, in Nepal e in Occidente, ove si sono sforzati di ricomporre i caratteri della loro identitA minacciata rit buddhisti consistono in un insieme di pratiche lirurgiche destina tealle molteplici circostanze della vita monastica e del suo influsso sulla co tmunita laica. Malgrado le differenze, i quattro principali ordini del buddhi ‘Aubert Le culture musicali del 3 fo himalayano - Nyingmapa, Sakyapa, Kagyupa e Gelugpa ~ mostrant luna grande of ‘ita per quanto concerne le dottrine e aro, La meg flor parte delle loro cerimonie ~ quelle della ‘nd ae come {quelle delle feste e di particolari commemorazioni - hanno luogo all’inter- po diun ‘tempio, in un edificio consacrato a tale uso. I monaci celebranti si ongono gli uni di fronte agli altri, su due file (o pit, se necessatio) secon- tle una precisa disposizione gerarchica. Solo i grandi riti pubblici, e special- Ihente Ia magsior parte di quelli che ricorrono a spettacolari danze ritual in Maschera (cham in tibetano, tsam in mongolo) si tengono di solit crea come ‘un'offerta musicale rivolta a una di erimonia buddhista alterna recitazione di testi sacri e suono degli stru- ‘hent:. L'emissione della voce é particolarmente impressionante: = au. era © monocorde, cvidenzia oceasionalmente un fascio d'armonic, secondo na tecnica che si ritrova usata al massimo delle sue possibilita nel canto Jjofmo dei bardi di Tuva e della Mongolia. Quanto agli strumenti, ognt- He interviene nel rituale secondo il ruolo che gli @ assegnato ¢ che viene de- ‘Ieininato in base a criteri di ordine funzionale e simbolico: strumenti d’ap- ato (trombe lunghe e oboi), strumenti di attenzione (campanelli, gong ¢ ‘onchiglic) strumenti che scandiscono il tempo (tamburo a cornice, Piatti) ye rituali con funzione sonora o attributi degli dai (campane, tam- ‘clessidra, tromba piccola) [Helffer 1994] ‘ Nel Tibet, la musica profana é di pid generi, tutti contraddistinti dalla Jeslominanza della voce: prima di tutto la musica di cotte in tibetano: ge), yssialmente destinata ai cerimoniali del seguito del Dalai Lama. Essa slut a strumenti da esterno: oboi e timpani, a volte anche trombe e piat- Hl genere detto aristocratico (nang-ma)& tradizionalmente destinato agli ‘wuhlenti colt; il gruppo che accompagna le vac richiede strumenti dal suo- ‘We dolee come ito, Ja viella, la cetra ¢ il flauto traverso. Le diverse ti- pe del canto popolare (lu 0 sbye) restano legate alla vita quotidiana ¢ vith consuete: cant di lavoro, cat amore, lament, brindle, , specialisti dell’epica, cantano senza accompagnamento un ampit Fepertoro deivato da caghe, come ad cocmpio quelle di Gesare Jang, | Vibetani conoscono anche una forma di teatro musicale e danzato assai ieolare, Vache Haamo (letteralmente: edee sorelle»), ove gli attori pro- ono da tutti gli strati della popolazione. La sua tematica attinge i ‘Wien all'antico repertorio dei Jataka, fiabe buddhiste di origine indiana a pace: oneal e cases bellezza dei costumi, fatti di ricchi broc- she comprencono una cuffia o una maschera piatta dai colori vivacl Dhovrea c scerdeneacncse, Bea ses Sik — i peel sid, Ja musica profana é soprattutto vocale, mentre le femsioni strumentali pure sono relativamente. sviluppate, Fie lnitzione dl canr. La Monga ix Burin ¢ Ture prenca Gd. ‘WWerhi specialmente, protagonista della vita musicale @ il bardo, custode 4 ‘Le musiche tradizionali nel mondo i dell’epoca di Gengis Khan, ma anche specialista del hate nce Uo det ul tan predic’ caval, inseparable compe io. at popol dl eadsione oma, lc eigen hoe ncipale strumento musicale mongolico, 1a famosa viella-cavallo (worn) & dc corde it a samen son {la obata ude, hire la cetra yatga. oe Soo spent spice you del bardi mong ela oe atatio perl oro singolarit atenzione del oservatri strane; Ec gezion fata pe il anto breve (in lingua mongolia bogio dy, silabico, dal imo vivacee marcato, essa poplar tai Mongol, il canto Ingo (urtyn duu), caratterizeato da ampie melodie melismatiche eseguite a vo jena su di un ritmo non misurato, la tecnica pid specifica e pi spettaco- Fite quella del canto deta di fringe (eb, noo in letteratare come canta “aifonico” o“armonico”. Consist nelemisione imultanes, da par te dell stesso cantore, di due sun! distin: un bordone grav eric alteza reatvamente costante, € ano dei sul armonic,chamati sito lonboieh (etterlnesce: «voce di fants) in un ambi che varia tr yuintae la tredicesima. La produzione di questi armonici ottenuta modi- feando a forma ei volume della cevits orl, in aggiunta aun particolare lavoro sul fiato e sulle corde vocali che non ha equivalenti in alcuna parte del mondo. 5. L’Asia orientale. 5.1. Carateri general, f La Cina @ la culla di una delle pit antiche ci eee oa no ore non ano quella della Cina contemporane, ma pure, ralgad gelfiatveflerengs, quale della Corea, del Giapone cdl Vietnam, Pa Jando della Cina e della sua cultura, ci ui ieee re ll Gi vith Han, eilodendo quelle del popallsrcomongaibetosbirmant ed altre minoranze incluse nei confini politici dell’ rtuale Repul | ca popola- recinese. In ambito musicale, i princip! acustici, rituali ed se at tura imperiale sono stati tramandati attraverso le opere classiche ane ] sero confuciano compilare durante la dinastia Han (206 «.C. - 220d) I Yueji («Memorie sulla musica»), il Liji («Memorie sui iti») eee ee («Riti dei Zhou») in effetti si rifanno tutti a insegnamenti piti antichi, ct dha coming dla dian Zon Wos0-assaG) OO ‘Nel pensiero cinese. i as) ie are) accostata ai ete an la: : ope dininguere ta inferior il superior, mente fine della ms ca di unire gli uomini, stabilire ¢ manifestare T’armonia fra ee terra, imcrocoms€ crogoio, Tale sone del mando expres dll mus: sitiscontra anche nella pittura, nella poesia e nella calligrafia che, ciascuna Aubert Le culture musicali de] mondo a5 eondo i propri mezzi, testimoniano una certa intimita con la natura — spes- fo tesa esplicita dai titoli delle opere ~ che trova i suoi fondamenti sells ipali tradizioni filosofiche ¢ spitituali dell’ Asia orientale. Secondo ali Witori cinesi, l'originalita dell’artista non. consiste tanto nel carattere inno- Witivo del suo procedimento, quanto piuttosto nella finezza allusiva della Mu preduzione, nel modo in cui essa attesta la sua concordanaa con le leg. Wi chll'universo, Serena e i ione dei i HWostalgica © patetica se si tratta della separazione degli amanti o della par- Wein del guerriero, infine marziale pet le scene di battaglia, la musics ot ‘ite & spesso considerata ‘come descrittiva, ¢ in quanto tale denota: una men- talitd essenzialmente contemplativa, Worganologia attesta l'irradiarsi della. ivilta cinese nell’ Asia orientale. Host evident la parentela fail listo cinese salon: Cured ne #8 lungo, e i suoi corrispondenti: lo shamisen giapponese o il dan tam viet- ‘Hwmiita; fra le cetre zheng della ina, kayagum della Corea, koto del Giap- We di tranb del Vietnam, cui si pud agaiungere la cetra yaiga della Mon, ancora tra i flauti a fessura xiao della Cina, éanso della Corea, whachi del Giappone e tiéu del Vietnam. Inoltre, é nella Cina classica Yengono enunciati i principt del sistema detto delle “otto sonorita” \iwve: bayin, coreano: pal un), clasifcazione basata sul materiale peinel inte utilizzato nella fabbricazione degli strumenti musicali: la Pietra Alitofoni ging, il metallo per le campane zhong, la seta per i cordofont le cetre gin se, il bambi per gli aerofoni come i flaut xiao ecb ali idiofoni come la “scatola sonora” zhu, a pelle per i membra- Hale il tamburo gu, la zucca Junga per la zampogna sheng ¢ yu, ¢ in- Wnereta per l'ocarina xun [Goormaghtigh 1990, p. 26]. Sa. Cina. Secondo i musicologi cinesi contemporanei, la musica cinese comprende Hiujwe categorie principal. lean (nin'ge), opera (xigu)sihegn. raativo an oshuochang) Tea musica Sune har een ane ome pote 4-5]. Ma questa classificazione 8 ar- th, piacché non tiene conto delle connotazioni ritual di certe ais tel contesto storicoe sociale in cui si sono sviluppat i differenti ge. fal eas © rurali,o ancora del grado di raffinamento della loro esteticn, e piti appropriato distinguere, da un lato, i diversi generi della musi- slepante (aye, corrtpondente al coreano ad l giapponese gage al Humita nha mbac) e dall’altro la pluralita delle musiche popolari, o Sper di cui in Cina esistono pi di trecento vatianti regional (cfr teow Hm), le musiche di carattere religioso, di natura assai differenziats, na i templi - confuciani, taoisti o buddhisti - sono luoghi ove cul. {We piritualita si incontrano, 1 sinologi hanno da gran tempo constata. 26 [Le musiche tradizionali nel mondo ct ina religione non é in Cina necessariamente esclu- Baca Pesto prope cere l provebio secondo l quale lee ato & confuciano quando lavora, taoista quando riposa e buddhista quan: de reer ey confuciana 2 una dell pi antiche epresion della cxlaza Josie Dinter, ‘ptiva di ogni virtuosismp, essa richiede la par pazione della voce e delle “otto sonorita” strumentali durante lunghe cerimonie volte ad armonizzare il microcosmo umano con i prineipi dell'uni \verso. La musica dei rituali taoisti ¢ invece dotata di un’energia tutta po- \ ‘bolase e; se pure suo interpreti sono di regola seguaci del tacismo, non so hho necessariamente dei sacerdoti; tale musica & contrassegnata dalla pre dominanza delle percussioni (pelli e metalli), il cui effetto contrasta in modo sorprendente con la flosofia taoista, fondata sulle nozioni di distacco, di ‘uot e di non-azione. Le liturgie dei monasteri buddhisti sono incentrate sulla salmodia dei testi canonici in una forma corale chiamata fanbai, acy ‘compagnata da un gruppo strumentale analogo allo shomydgiapponese ¢ ai dbyang tibetani. = Pee 1 jaye comprende una vasta gamma di generi derivati dall’an See ae eredita i circoli letterari hanno tramandato fino ai giorni nostri una parte. Parallelamente ai grandi gruppi strumenta i delle cerimonie imperiali come il Jongebui, ove si mescolano voei, per- cussioni, fiatie corde, in Cina s'incontrano numerose forme pit intimiste, come Ia musica delicata e raffinata dei ritrovi letterari o delle sale da Gus setae bambyi),destnat al into (pipe, alle cetre (gino zene) « ai faut ico 0 dizi), 0 ancora 'arte cortse del nanguan o «musica del Sud>, derivato dalle ianghe balla della dinastia Song (960-1278), che si canta con un accompagnamento strumentale di estrema sobrieta e conc ae ae yciae musica rimasta assai vitale in tutte le province cinesi, ein Poa pore ‘che meno delle citta hanno subito 1’ influsse normativo delle associazioni musicali ufficiali. Individuale 0 cole) to ® manifestazione assui apprezzata in ogni circostansa; cizea la musica iseaneaalaraime praticata da gruppi costituiti da obo e escuston, cu si aggiungono talora ali organi» boecs, i flautitraversi oj lute le ville ‘Adata al aria apera, la musica strumentale sisting in due gene i marzale ei cvile, Ma all'intern delle grand tradisioni del Nord ¢ del Su coesistono parecchi stili regionali, e i confini tra musica liturgica, colta ¢ popolate sono tutt’altro che rigid. 5.3. Corea. om La musica coreana si basa su un linguaggio profondamente originale anche se 'influsso cinese comungue attestato fin dal vit secolo. E carat terizzata da un'organizzazione ritmica di potenza espressiva unica nel suo 7 ‘Aubert Le culture musicali de! mondo 7 enere, che si manifesta specialmente nella presenza di ritmi ternari. A tite dal periodo denominato Silla unificato (668-936), che corrispon- fawn dei tre regni di Kogury6, Silla e Packche, i canoni del- [tica musicale coreana sono retti da un’unica istituzione, che so- [pvisiate a ete ivoluzioni social atraertate dal pese so ru- ‘emu un tempo di detetminare la paste musicale delle cerimonie di corte; ‘iyjisi@ trasformata in Scuola nazionale di musica, con il compito di tra- Hnilace i gence’ musical tradizionali ed incoragiae lo svituppo di nuo- Yelorme. I voreani sucdividono ufficialmente le loro raccolte musical in cinque [it categoris: la musica di corte (ak), che comprende la musica r- quella delle processioni reali e quella destinata ai banchetti; 2) Parte ‘Werle, nella sua forma colta (kagoh),liica(sjo) © narrativa (kasa); 3) la mu Wo del rti etigiosi, buddhisti (yombud, recitazione dei sutra, e pomp'ae, HWilto volenne) e sciamanici (in particolare quella dei rituali ssikim-kut) Inmusica popolare (minsogak), i cui generi principali sono il canto epico Wor a rausica ci scena, la msica strumentale dimprovvisanione. so, i (sanjo) 0 collettiva (sinawi e samulnari)-, e quella dei gruppi rurali i); 5) Pultima categoria classificata & quella delle composizioni nuo- ‘W the contribuiscono ad aggiornare l'estetica musicale coreana. 54, Giappone. _, Licollocazione geografica del Giappone, insieme insulate e vicina al con- We, gli ha conferito una posizione particolare nell’ambito delle civiltA leh, La sua storia & fatta del succedersi di periodi di assimilazione e Hiplegamento, come attesta la sua cultura musicale, il cui particolare ta. Pate essenzialmente risiedere nell’arte di adattare gli apporti ester. Wer trasformacli “nipponizzandoli” in modo subito riconoscibile. Le sea. asimmetriche della musica giapponese si differenziano pereid uinma cinese pentatonica, cos{ come lestetica dei timbri vocal e stru- ey molto it seca di conrasi in Gippone che non in Cina Hnilusso della Cina & tuttavia preponderante nello sviluppo della rau- ponese. La musica elegante cinese, approdata in Giappone attraver- Jp ten ero segnaro non slo il apc, la musica orchestral dl ‘Hite Imperiale (cfr. tavv. 23, 28 e 29), ma anche parecchi altri generi all, compresa Ia musica delle sale da té ¢ quella di riti danzati kagura, loqati alla tadizione religiosa propriamente giapponese dello scin. J jrandi generi della musica colta spesso si sono sviluppati parallela- fl teatro e alla danza. Cost & per il gagaku, legato alle coreografie del Ik aiche pet a msia a oe att pe outa scat th hit omata el kabuls, Deere acts amet ee, Hohionve pit imitate, quali il canto epico, accompagnato soltanto dal \ 28 ‘Le musiche tradizionali nel mondo Piste bios, 0 Vassolo di fs | fesura aac entrain ovgie in terpretati da monaci buddist ciechie itineranti, Per quanto riguarda la mu- sica da camer, la su formazione classical sontyobu, oe Honamene comprends In cera fof, i no shemibor ela villa ho itu sbakubachi 2 “Po Gingpone oc deri con la sexesone Mei (6), che segn Tepertur del pues al mondo estero, Notevole suo ifs go sla music, nella misrain cui suit, nel confronto con !Ocsdente, la mesa in disusione dei prinept di una tradisone che va irigidendos prrimancansadiriamovamento, Detar una dupliceformasione musics , giapponese e occidentale, il primo compositore che si segn eso raven aden et cad eee soe lames semen conegntnes del Gippone Me compa "or slappones sono oga ela maggranza crientatl verso un espressone desta incerantnal, specimens eletroacstiy ti cone ‘Tero Takemiteu nel suo faroso November Sipe pe bios, shakubach e oc éhestra sinfonie (i967), cereane ances dl ffermae un nguaggio sicale che amalgami materiali autoctoni e procedimenti compostiv portazione, 5.5. Vietnam, ce Contratiament ali li pas del Asa sudrietale, i Vietnam 2 con trasegnato anche dal forte infusso dela civ cinese, che vi si escola con quella del India deli cra sesants minoranze che popolano le mon tage lala’ vietnam In generale, nel Vietnam si pessono distin gostei and poogie musical: quella dei centr urban, quella det vl Tagg, e quella delle montagne. I generi diversi che coesis elt vamente aii a quel col trovano nels Coa meio sebene teora musicale ¢lstramentarionevietamitecomprendano numero ele ment distin, come una propria conczion dei modi melodic, model ella dell Indi ; ‘**fstelsviluppata¢ pers, sopratato nel Sud del pase, nee sue duc forme principal. oper classic hi di a sua controparte sate ¢po polar, i Ai of, La tradiione musicale dell anticacapitale Hu com: Brendel dai nba 0 «musica grande», generecerimonile basa sl suono di gong del tambu ilu nbac, musica piccolan, whi nba, sams elegant, per corde, Haute pecusin,eintine es Ha, gener iio fant coeglo da ua canard on plclo gruppo snamenae i fri di Hanoi, ad eso paagonaile, se ne dstnguetattava pe i som Ello a ranico lngo déw dd, e pote sofsicatetecniche vocal ce sono propti, Ne Sud del Vietnam s 2 perpen sopatrtto letra ne del dom tai tw, arte strumentale d’intrattenimento dallestetica raffina tissima. ‘Aubert Le culture musical del mondo 6. L’Asia sudorientale. 6.1, Caratteri generali. Dai primi secoli della nostra tra, la civilta dell'India si¢ diffusa nell’Asia ‘Wilorientale fino all’Indonesia e alle Filippine. Ma l’influsso indd si man- to assai pit evidente nella danza e nel teatro ~ specialmente quanto Hetia ¢ al zepertorio, per lo pi basato sulladattamento delle grand lel Mahabhirata ¢ del Ramayana - che non nella musica propria, Me detta. Una caratteristica organologica comune alle musiche dell- Acts wientale, tanto continentale quanto insulare, @ la presenza dei gong. hase di tale constatazione, Mantle Hood ha usato, riferendosi 1 iesione gon chine cultures, ossia aculture dei complessi di gong» ie 1 fone di bronzo, e talora anche d’ottone o di ferro (e pit in generale i tli sono in effeti assai diffusi, tanto nelle prestigiose oxchestre he corti reali di Giava o di Bali, comprendenti fino a oltre sex, " i i modesti gruppi paesani. Le serie di gong a bul- bonang a Giava, reyons € frompong a Ba- , sono difattura analoge, ma a qualita del bron A shingue il timbro degli serumenti, possono variare considerevolmente, jiteaza delle rifiniture, cosi come le sculture e le pitture della loro cor- lgnea, ne f4nno valora delle vere opered’arte. Le sonorita ample ¢ «lei gong e dei metallofoni si fondor (niloton ¢ Iii atm ome lzzazione musicale, sovente complessa di questi gruppi rispon- gr incipio di «stratificazione polifonica, secondo la definizione di Wid, che consiste in una sorta di eterofonia realizzata con le eo, isione di strati melodico-ritmici, ciascuno dei quali & caratteriazato slensita dei suoi eveuti sonori, Per esempio, un grande gong dalla so- fave produce un suono solo, mentre uno strumento pi aeuto, bat. ong 0 lamellofono che sia, ne da un numero elevate. Il gruppo si ps secondo una struttura modale comune, determinata dall aconrda- Kyl strumenti ad alteaze fise, a cui le voi, le vielle oi flauti possono were finissimi coloriti microtonali. La dinamica del gruppo é irrobu- IWeltre dalla funzione esclusivamente ritmica di tambusi¢ pat, ad ws ndeterminata di suono. ‘wale melodiche dell’ Asia sudocientale sono assai differenziate, da tre lle note a seconda dei casi, e determinano l'accordatura degli strumen, iH Won fisso. Le pit frequentemente usate sono Te scale a cinque ea set- ‘1 Hole pressoché equidistanti; tali scale sono dette equipentatoniche ed cer: mo spesso con quelle di altri idiofo- piatt), di aerofoni (Llauti e oboi), di cordofoni (vielle,liuti ¢ ‘membranofoni, per produrre un tessuto sonoto assai denso, dai ES Le musiche tradizioali nel mondo muieptatoniche. E il caso dei gruppi di corte thai ¢ dei grandi gamelan di fle dell’interno di Giava, che comprendono due orchestre distinte, ac- Perdace Puna sulla scala pentatonica slendro e V'altra sulla scala eptatoni ca pelog. 6.2. Birmania, Cambogia, Thailandia ¢ Laos. Le musiche di Birmania, Cambogia, Teilandia ¢ Laos mostrano nume rose affinith, pur distinguendosi per importantisfumacure. Rimasta relat Tos tate isolatae refrataria ali influ! stranieri a Birmania ha conserva Touna culture musicale abbastanza omogenea. Le musiche dei regni khmer di Cambogia ¢ thai di Tailandia sono discretamente simili, anche se la pri- ‘ma mostra una sobrieta ¢ una ieraticita ereditate ‘dall"India braminica - di ‘cui sono testimonianza i bassorilievi di. ‘Vat -, mentre la seconda ha Sin aspetto pit brillant, che attesta le sue afinita con la Cina meridions Je. La musica del Laos occupa dal canto suo un posto alquanto marginale nell’ambito dell’ Asia meridionale; poco segnata dall’influsso indd, rima- fa infati ben attaccata alle proprie radii. E T maestti dell'antica musica di corte mén della Birmania dividevano gli strumenti in due gruppi: quelli dal suono potente, destinati alle cerimonic SF aperto, e quelli dal timbro pis delicato per la musica da interno. Ai pri ‘ni corrisponde ogg! il Asaingwoaing, il grande gruppo di gong, oboi c tamb le cui musica piena di contrast, di fratture e d'improvvisazioni apparen Ti guste girenate, &dl uno splendore insieme matzile e ieratico. Quanto sacral in partcolare il auto, lo xlofono e arpa ~ esi sono al servi Jo di una raffinata musica da camera, che si esegue in assolo, in duo o in rio, La famosa ving gawk, stramento di origine indiana che oggi ¢ sc caeRTS otinaT dat sabsontinente, ha unmportaiza speciale pe py PBintuni& lo strumento-archetipo, il punto di siferimento da cui si ela (borat ata nor cor mnie ndeme wy sino del us el 1 fuusiche reall della Cambogia e della Tailanidia possono essere sid divise in tre generi principali, ognuno dei quali richiede un’orchestra pro nia simile allo bsaing weuing birmano, il primo 8 denominaro pinpeat in ‘Cambogia ¢ pi phat in Tailandia; destinato ‘ad accompagnare il balletto rea |e, il teatro d’ombre e talune cerimonic dicorte, ¢ costituito da quattro ca tegorie di strumenti: battera di gong, metallofoni e xilofoni, obot, tam buti e piatti. II gruppo riservato ai divertimenti musicali ¢ ai riti d’intro- nizzazione delle corti reali khmer e thai é il ‘mobéri, che comprende uno) ighonos due tpi di villa, un Hut, una cetea, un laut ealcuni tamu i quali spesso si accompagna un coro. La terza formazione é il phleng bre qebeulano col suo corrspondente chai, i Kbrdang sa, i cui strumenti so no Poboe, il flauto, la viella, il liuto ei tamburi; esso ha funzioni sociali di poke in cccasione di matrimoni, rit ane edi ance, e serve pure ad c ‘compagnare il canto ¢ la danza. a Aubert Le culture musicali del mondo Py __ Lo strumento pitt popolare del Laos é la zampogna khaen, cui i Laotiani Wweciano numerose. pene ‘Viene suonata tanto da sola, quanto accom- ita dalla viella ¢ dalle percussioni, da canti antifonali o danze. La zam- na é altresi diffusa in tutta I"Asia sudorientale, comprese 1a Malaysia ¢ lone del Kalimantan, e si trova in Cina, Corea e Giappone. Di misu- He forma assai varie, questo strumento policalamo é costituito da un fe velo di eanne di bambé ics steel a diciotto per il khaen laotiano, sei I kaeng dei Miso, per il mbuat mnong del Vietnam ¢ per il Kbung del We indiano, cinque per il naw degli Akha e dei Lahu, da quattro a sei Aeledi dayako del Kalimantan, ec.) cascuna munita di un'ancia li- i, © montata su un'imboccatura di legno, di bambi, di zucca piti o me- Hvoluminosa, che ha pure la funzione di serbatoio d’ aria. Ogni canna pre- Ww uo piccolo foro laterals scons quando i foro & oturato da un dito Gontinentale ¢ insulare insieme, la Malaysia costituisce una sorta di Utsleclrureindocines,specainent le atancene cqulle celfarcine ‘indlonesiano. Tale situazione @ particolarmente percepibile nella peni- tli Malacca, da sempre passaggio obbligato delle rotte marittime fra ine la Cina; la musica, la danza e il teatro si presentano in forme in- lie fra quelle della Talandia, di Giava e delle Flippine. is original sono invece le espressioni dei popoli cosiddetti “della fo- luviale” abitanti nell'isola del Borneo, il Nord della quale @ unito al- “ (stati di Sarawak ¢ di Sabah) ¢ al piccolo sultanato del Brunei, (Kalimantan) all’Indonesia. L’etnia pi importante & quella dei suddivisa in pis di quattrocento gruppi che, sebbene in maggioranza ‘Pipeliezatio islamizzati, hanno conservato numerose usanze cultural le- Alla loro tradizione animista. Questa si manifesta specialmente in oc- di cetimonie funebri o cultuali in onore degli antenati, nelle quali oso al canto, alla musica strumentalee alle danza, Uno del pi \menti mu ayaki @ il liuto sapeb a tre corde, che accor danze presso i Dayak di etnia Kayan e Kenyah. ree Hp, Indonesia Hon le sue tremila isole abitate, I'Indonesia presenta una rilevante di- ‘Wiiiliewsione musicale. La “cultura del gong” ‘i indubbiamente alg In modo spettacolare a Giava e a Bali, i cui famosi gamelan sono tra wloni orchestrali pii raffinate al mondo; essa é pure presente, in aspet- fe meno colti, ma assai vari, in numerose altre isole quali Sumatra, Ma~ Nulawesi o Lombok, mentre le espressioni musical di Flores e di To- iio essenzialmente vocali. Have pr Hy Vemble tlelle corti di Giakartae ‘urakarta, nel centro dell'isola, ne sono 3 [Le musiche tradisionali nel mondo ‘un'esemplare manifestazione. Talora accompagnate alla danza, al teatro o ai teatrini delle ombre e delle marionette, le loro composzioni orchestral, da Tarchitettura sonora lenta e maestosa, testimoniano un perfetto equilibrio fra timbri celestiali dei lamellofoni, le profonde sonoritA dei gong, i colpi sordi dei tamburi ele tirate acute delle vielle, delle cetre, dei flautie delle vvoci. La regione prospiciente lo Stretto della Sonda, nell’occidente delliso la, @ invece patria di una musica da camera dal pronunciato carattere mo- dale chiamata fembang Sunda; tale poesia cantata con I'accompagnamento cdi due cetre Aacapi e di un flauto suling o d’una viella rabab & di una dol: cezza e din intimismo rari ‘A Bali tutto il sapore dell'universo sonoro sembta invece regolato dal: la legge degli opposti: brusche fratture del tempo, silenzi inattest, violenti contrasti timbrici tra un flauto asprigno e una sezione di metallofoni sfer- raglianti... Si potrebbe dire che la musica di Bali stia a quella me la trance sta all’estasi, come il fuoco all'acifia. Con vigore e variet& no tevoli,questa musica capace di rinnovarsi piPconservando la propria spe: cificith, malgrado il deleterio influsso di un turismo di massa sempre pit invadente. Da gruppi arcaici come il gamelan selunding oil gamelan gambars, alle espressioni pi moderne quali le brillant e virtuosistiche composizio ni del gong kebyar, dalle forme musicali legate ai teatri rituali calonarang ¢ gambub a quelle che accompagnano opera comica aja, dalle sonora lanci ‘anti dei gigenteschi xilofoni di bambi jegog alle ozchestrine di scacciapen sieri gamelan genggong, la musica di Bali attesta, insieme con le sue forme teatrali, coreografiche, pittoriche e plastiche, una creativith costantemente rinnovata (cfr. tav. 27). ‘La cultura musicale dei Batak di Sumatra merita una speciale attenzio ne in quanto si segnala per originalit, vitalita ¢ caldo clima sonoro, Av vvincente contrasto di timbri fra gli slanci delP oboe, le vibrazioni profonde del gong ¢ il calpestio acuto dei piccoli tamburi dalla pelle tesissima nella ‘musica cerimoniale dei Batak Karo settentrionali; afascinante virtuosismo delle improvvisazioni nella musica rituale, umorismo delle combinazioni timbriche nella eva controparte profana presso i Taba meridinnali; i stibiiritmi dei tamburi ad altezza determinata presso i Simalungun dell Est la vitalita di questa musica contrasta in maniera singolare con lestetica so brie stilizzata dei gamelan giavanesi. ‘Benché in modo meno spettacolare che non a Giava e a Bali, anche le Filippine appartengono alla cultura del gong per la presenza del kulintan, ‘gruppo musicale basato sul suono degli otto gong omonimi, accompagnata dda grandi gong sospesi e da tambuti. Introdotto fin dal xvi secolo fra la po: polazione urbana degli antichi sultanati, il kulitang & Vorchestra caratteri stica del Sud dell’arcipelago. Lo si incontra presso le etnie Magindanaon ¢ ‘Maranao delfisola di Mindanao, nonché nell’arcipelago delle Sulu. Nelle {sole montuose del Nord vivono invece numerose minoranze chiamate col Aubert Le culture musicali del mondo 3 Hivamente Igorot, la cui principale attvita di sussistenza é la coltivazio- Wedel so. La pid importante lenin Kelingye, peso quae one a Jivestti ci un particolate prestigio sociale. Di forma piatta e sprowvist! lhe centrale, essi vengono suonati individualmente, a mani nude o con Wihete di legno, per accompagnare adanza, Gitar! srument! musica ‘wo tituale oricreativo, sono per la maggior parte in bambi: tubi per. fi nt nasa, aud Pan, seacciapensie cet holed } “Oceania. +) +, Caratteri general. WOceania, formata da un numero di isole abitate compreso fra Wilke diecimila, presenta ogi una situazione culturale aks ceacge slella varieta delle migrazioni che hanno contrassegnato il suo popo- Mo, € delle modalitA secondo cui la tradizione preeuropea ha pottto sia partie dall’epoca colonial. Si distinguono quattro granci sud. ni peografiche, che non sempre coincidono con tnita politiche, et- Yo cultural: prima di vutto ‘Australia; poi la Melanesia, che comprende Ws Guinea (Irian Barat indonesiano e Papuasia indipendente), Par. delle Bismarck, le isole Trobriand, Salomone e Figi, Ia Nuova Ca- le Vanuatu; la Polinesia, con la Nuova Zelanda, la Polinesia fran I ivole di Cook, Tonga, Samoa ¢ Hawai; c infine la Micronesia, i cul laghi principali sono le isole Caroline, Marianne, Marshall e Kisibat W) wenerale, le pratiche musical tradizionali dell’ Gceania sono caratte- We dlla predominanza della voce; con qualche eccezione, lo stumen- Ai limita ad alcuni idiofoni e aerofoni in legno e in bambd, ai quali si W aggitngere le percussion corporee, destinate soprattutto ad ac- ure la danza. Musica e danza si manifestano spesso durante rit *erimoniali qual il corroboree degli Aborigeni australian, il sing-sing js della Nuova Guinea (cf. 'illustrazione ci copetina, il pil de la Nuova Caledonia, oppure il meke degli abitanti delle isole Figi, Hnttibuiscono al mantenimento o al risorgere d'identita culturali rese Pigment mi dag teri congiuni dla colonizasionee dell ei itn nella Plinesi, gid nel 003 Victor Sgalen vi constatava lus, i prestit, Je imitazioni furono precocie itrimediabili. A ie nell’ arcipelago della Societa bastarono alcuni anni per estinguere i ‘wiginali; per santificare, mediante i salmi, le bocche pagane. Mal- Hi paral recupero delle indipendenze national che caretesing Ia In meth del xx secolo, linflusso occidentale @ rimasto onnipresente ‘pivssioni musicali del Sud Pacifico vi persist in due mocualita ins itinomiche e complementari: la vasta diffusione del canto corale cri 4 Le musiche tradizionali nel mondo stiano, il cui incontro con le estetiche tradizionali ha prodotto, specialmente in Polinesia, un genere sincretistico chiamato bimsene o himeni; ¢ la diffu sione di strumenti di origine europea, in particolare la chitarra e le sue de rivazioni (chitarra hawaiana, ukulele), che ha contribuito allo sviluppo del Ja musica denominata Pan-Pacifie Pop, oggi assai popolare. Solo dalla fine degli anni Quaranta si & manifestato un certo interesse pet le tradizioni musicali autoctone dell’Oceania: dapprima da parte della comunitd scientificae specialmente degli icologi, preoccupat di con: servarne la memoria; poi da parte degli ambienti artistici, che ne hanno trat to numerosi spunti; einfine del mondo politico, che ne ha utilizzato alew ne caratteristiche per creare emblem atti a rappresentare le nuove unit nx ionali. Il didjeridu & divenuto cosilo strumento-feticcio di tutta Australia, e il suo impiego si diffuso non solo in rievocazioni o sviluppi moderni de! la musica aborigena, ma anche in tutto il mondo, integrato nella tavolozza sonora della world music. Similmente, le danze cantate baka dei Maori so no divenute simbolo nazionale della Nuova Zelanda, anche se l’antica ci: vilta polinesiana @ cola praticamente estinta. ‘Si pud ancora ricordare la creazione, nel 1972, del Festival delle Arti del Sud Pacifico, che si svolge di volta in volta in una localita in unaltra di {questa immensa regione. Per le competizioni che suscita c il sentimento di solidarieta che se ne sprigiona, tale festival riveste un ruolo importante nell'esaltare il sentimento d’identita, che stimola in pit Iuoghi il ritorno a musiche e danze minacciate di estinzione. Ma la sua azione s"inserisce ine vvitabilmente in un orientamento revivalista¢ folklorico, caratterizzato dal: Pidealizzazione della forma artistica a scapito della sostanza e del contest tradizionale delle pratiche che rappresenta. 7.2. Musica degli Aborigeni. Le culture aborigene dell’ Australia sono tutt’altro che omogenee. Fino 4 oggi sono sopravvissute pit di duecento lingue, ed esistono significative differenze fra le tradizioni del Nord e quelle del Sud. E ne] Queensland « fella Terra di Arnhem, la parte pit settentrionale del Territorio del Nord, che la musica aborigena & rimasta pid viva, specialmente nella pratica del didjeridu. Decorato talora da motivi simbolici dipinti, questo aerofono ot tenuto da un ramo di eucalipto reso cavo dall'azione delle termiti, ba alla sua estremita pid stretta un'imboccatura orlata di cera d’api o di cauccit Associando la tecnica del corno quella del kazoo, il suonatore sicorre al procedimento della respirazione citcolare, la quale permette di produrre wna sorta di bordone grave e continuo, abbellito da suoni collaterali, come squit tio ululati che si presume rievochino il verso di mitici animal. ‘Di rado impiegato da solo, il didjeridu & tradizionalmente associato a titmo dei bastoni battuti fra loro per accompagnare le danze ¢ i cicli di can ti rituali durante i corroboree. Tali canti hanno perticolare importanza nel ‘ei Te societa aborigene, poiché grazie ad essi si trast i i rigene, poiché grazie ad es smettono numerosi inse- fic tradizionali relaivi ai rapporti fra l'individuo, la colletivita, Ia un ‘Aubert Le culture musicali del mondo 33 il mondo soprannaturale, Taluni cant no esclusivamens clin, «una stifpeo a un individuo, e impleano un significa races he song stat sivelat in sono da uno spit ai loro deposit li in- }on0 di dominio pubblico, come quelli che ano un aspetto gio- (0 0 satiico,eche sono soli cantieimenteprotan 73+ Melanesia. |, lit Melanesia s’incontra la maggior varieta organologica dell’ i fumento astldffus il tenburo a anus onisentle Sites Inolto variabili (certuni possono rageiungere i sette metri di lunghez- | E presente in tutta la meta papua della Nuova Guinea, specialmente hnacino de fiume Sepik, cosf come nelle isle Selomone, nelle Vanuata My misura minore, nella Nuova Caledoni liceme Wlalhero svuotato, a volte & provvisto ‘forma di testa d’ ‘tmembranofono della Melanesia é un tamburo tubolare, it a cli clessidra, che esiste anche in forme diverse nella Naga Guisene ieipelago delle Bismarck. La sua cassa, armata di una pele di varano Wesrolaprovvst dun manico lateral, & encaimente decorate a seomettici ¢ animali finemente scolpiti, oppure incisi e poi dipinti Bee ctnic abicanti nelle region! cosiere della Nuova Guinea Barca sempre intrattenuto rapporti via mare con i vicini e, dopo la colo- ine, con i navigatori europei, diversa é la situazione dei popoli de- Wiplani, rimasti isolati assai pit a lungo. I Melpa ¢ gli Huli, per esem- sluegruppi linguistici che vivono al centro dell isola nei press del mon. jet, sono noti per la sontuosita delle loro danze collettive effettuate ie le cerimonie di scambio rituale dei beni o, anticamente, in prepara- alla guetra (sing sing in pidgin English, moka in lingua melpa, mali foa us huli). Addobbati con copricapi e sontuose collane, visoe corpo di Wolori vivaci, le donne o gli uomini ~a seconda delle circostanze - sf Uitanghio in ila indiana, ritmando Ie loro evoluzioni col martellamento Pl ul solo o con a petcussone dei ambus dei Baton atti fra lv conoscono: anche Pratiche musicali pid private, legate al corteggia- Hal semplice divertimento, i cui strumenti principali sono Parco mu- (in particolare presso gli Huli), lo scacciapensieri e vari tipi di flauti. elle ole Salomone, tutti li strumenti, a eccezione del tamburo a fes- ‘sono farti di bambi; gli 'Are'are di Malaita distinguono i bambd per- (tubia percussione ¢ atco musicale) dai bambi soffiati (flauti obliqui, sl, fessura, policalami e soprattutto flauti di Pan). L’importanza det 36 ‘Le musiche tradizionali nel mondo guppi di flauti di Pan & stata ampiamente illustrata dagli studi di Hugo ‘Zemp, che hanno rivelato non solo la ricchezza delle loro polifonie stru- ‘mentali, ma anche Pesistenza di un pensiero musicale elaboratissimo che sinscrive in una visione cosmologica preservata sino a poco tempo fa gra- zie al loro isolamento [De Coppet e Zemp r978; Zemp 1995]. Nelle Vanuatu, le pid importanti occasioni di musica e di danza sono le srandi cerimonie d’iniziazione e di uccisione rituale del maiale, durante le «quali risuonano le conchigliee i tamburi a fessura, Presso i Kanak della Nuo- ‘va Caledonia la musica é soprattutto vocale, spesso accompagnata da idiofo- ni petcossi, quali mestoli di corteccia e tubi a percussione, specialmente per saccompagnare la danza; molto influenzata dai cori cristiani nelle Isole del In Lealta, 'estetica musicale sembra aver meglio resistito all‘assimilazione sulla Terta Grande, ove i canti ae-ae e ayoii ancora tramandano gli antichi titi e i racconti storici [Ammann 1997]. 7-4- Polinesia e Micronesia. In Polinesia c in Micronesia la musica & soprattutto vocale e collettiva, spesso polifonica e legata alla danza. Nella Polinesia francese, il repertorio pit caratteristico & oggi quello degli himene d’influsso evangelico, le cui due forme principali sono gli bimene tarava, dalle complesse policitmie e dal tem po vivace, ¢ gli himene ru’au, pit lenti e generalmente omoritmici. In ge nerale, sono rare le espressioni che non siano state modificate in un modo 6 nellaltro da innesti occidentali e dal meticciato da essi prodotto. Alle ‘Hawaii, i Polinesiani non rappresentano piti dell’: per cento della popola sion, 20 pet cento a mlapena se i comprendono anche gi aitant stitpe mista; dal? arrivo dei primi missionari protestanti nel 1820, le anti dhedinne strane lc ol hl ck ctrl gpa tun genere vocale armonizzato all'occidentale, caratterizzato dall’occasio- nale presenza di uno yodel, che evoca ’antica tecnica locale del falsetto chia mata leo ki’eki’e. La chitarra, la sua variante hawaiiana, lukulelee il tam buro #ini - fatto con un fusto da cherosene ~ hanno sostituito la maggior parte deali strumenti tradizionali polinesiani fra i quali i pi diffusi erano il tambuto a fessura, la conchiglia marina, lo scacciapensieri e vari tipi