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Sensini LT_a 2005 def.

qxd 17-06-2011 10:41 Pagina 1

Questo volume sprovvisto del talloncino a fronte (o opportunamente punzona-

A ori sul te 2-3


to o altrimenti contrassegnato) è da considerarsi copia di saggio-campionegra-

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tuito, fuori commercio (vendita e altri atti di disposizione vietati art. 17, c. 2 L.

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Marcello Sensini La lingua e i testi


N U lab ssio ua 7-2
633/1941). Esente da I.V.A. (D.P.R. 26-10-1072, n.633, art. 2, lett. d).
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NUOVA
La lingua e i testi EDIZIONE
Marcello Sensini
I suoni delle parole: La lingua e i testi

Prove d’ingresso - Verifiche formative e sommative - Recupero


1 la fonologia

La formazione La riflessione sulla lingua


a 2 e il significato delle parole
a
La riflessione 3
La forma delle parole:
la morfologia
a
VA
sulla lingua O
NU IONE

La riflessione sulla lingua


4
I rapporti tra le parole:
la sintassi della frase semplice E D I Z
I rapporti tra le proposizioni:
5 la sintassi della frase complessa

I due volumi indivisibili www.pianetascuola.it


Euro 27,30
www.mondadoriscuola.it Arnoldo Mondadori Scuola
*Prime pagine•p I-XII 9-06-2011 10:25 Pagina I

Marcello Sensini

La lingua e i testi
La riflessione sulla lingua

Arnoldo Mondadori Scuola


*Prime pagine•p I-XII 9-06-2011 10:25 Pagina II

© 2005 by Arnoldo Mondadori Scuola, Milano


Edumond Le Monnier Spa
Tutti i diritti riservati

www.pianetascuola.it
www.mondadoriscuola.it

Prima edizione: marzo 2002


Seconda edizione: marzo 2005

Edizioni:
3 4 5 6 7 8 9 10
2006 2007 2008 2009

QUESTO VOLUME È STATO STAMPATO


PRESSO ROTOLITO LOMBARDA
PIOLTELLO (MI)

Stampato in Italia - Printed in Italy

Nel presentare questo testo, l’autore sente di dover ringraziare anzitutto i colleghi insegnanti che,
dall’interno della scuola, hanno contribuito al concepimento e allo sviluppo dell’oper a con i loro
suggerimenti e le loro indicazioni. Un ringraziamento particolare va anche a Federico Roncoroni
che, come sempr e, ha ela borato il pr ogetto didattico dell’oper a, a Mar gherita Sboarina e Ambra
Garancini, che sono state ricc he di stimoli e di idee sui vari tipi di testo e sulla metodolo gia di
produzione testuale, a Daniele Porro, Luisa Corradi, Anna Favalli, Lia Sabbadini e Mirella Zocchi
che hanno contribuito a costruir e, ciascuno nei settori di lor o competenza, gli eser cizi e a Mar co
Manzi che li ha controllati uno per uno. Claretta Agostoni, coordinando pazientemente il lavoro di
ognuno, ha rivisto con la perizia che le è pr opria l’intera opera, Ivana Kerecki ha trasferito i testi
su supporto elettr onico, Donatella Ascorti e P aola P aoletti hanno impa ginato il tutto , Laur a
Scarpelli si è occupata dell’ottimizzazione dei risultati. Anche a loro va la gratitudine dell’autore.

Copertina
ORMA

Progetto grafico
Studio Paola Paoletti - Brescia

Redazione
Claretta Agostoni, Antonio Maldera, Marco Manzi

“Per migliorare il tuo lessico” a cura di Daniele Porro e Margherita Sboarina

Impaginazione
Donatella Ascorti, Studio Paola Paoletti - Brescia

Disegni
Paolo Ghirardi, Daniel Conci
*Prime pagine•p I-XII 9-06-2011 10:25 Pagina III

Presentazione
La lingua e i testi è stato concepito e costruito per andare incontro alle esigen-
ze di quanti – insegnanti e studenti – vogliono avere a disposizione un “libro di
grammatica” che sia al tempo stesso:
ᔡ totalmente affidabile sul piano scientifico e didattico;
ᔡ completo, e quindi capace di f ar fronte a tutti i biso gni connessi con l’edu-
cazione linguistica, sia nelle sue implicazioni pratiche sia nelle sue f inalità
formative;
ᔡ essenziale, cioè non dispersivo sul piano delle informazioni e delle nozioni;
ᔡ stimolante, in quanto ricco di proposte di attività produttive, soprattutto
nel campo della scrittura e nel campo della costruzione di ipertesti;
ᔡ operativo, cioè dotato di un v asto e articolato materiale di lavoro per il
consolidamento, l’approfondimento, la verifica, il sostegno e il recupero.
L’opera è divisa in due parti, strutturate in moduli e perfettamente inte grate
l’una all’altra:
La riflessione sulla lingua
La lingua e i testi
I laboratori testuali

La prima par te – La riflessione sulla lingua – contiene una descrizione e


un’analisi della g rammatica – fonologia, lessico, semantica, morfolo gia e sin-
tassi – che mirano a mettere in e videnza gli elementi irrinunciabili su cui si
basano la conoscenza e l’uso della lingua par lata e scritta. In pratica, pre-
senta all’attenzione dello studente tutto ciò che gli è utile per or ganizzare e
controllare in modo adeguato la lingua.
La seconda parte – I laboratori testuali – contiene, oltre a una chiara esposizio-
ne della teoria della comunicazione e della teoria del testo, una “guida pratica”
alla conquista e al controllo delle abilità linguistiche: cinque Laboratori te-
stuali – Ascoltare, Esporre oralmente, Leggere, Scrivere e Costruire ipertesti –
che suggeriscono allo studente, coin volgendolo in precise attività produttive, le
tecniche più utili per comunicare oralmente o per iscritto mediante o gni tipo
di testo e in ogni situazione comunicativa.
Molto utile è anche la r ubrica Per migliorare il tuo lessico, che si propone, attra-
verso numerose schede lessicali, di andare incontro a un biso gno sentito da sem-
pre dagli insegnanti di ogni materia: quello di arricchire il lessico degli studenti,
in modo da metterli in grado sia di capire veramente ciò che leggono o ascoltano,
sia di parlare e di scrivere con il giusto livello di competenza lessicale.
Il punto di forza di un’opera come questa, che punta sulla chiarezza, sul-
l’essenzialità e quindi sulla significatività del momento dell’insegnamento /
apprendimento, è costituito, come è ovvio, anche dall’estrema quantità e varie-
tà di esercizi che presenta: esercizi diversi per tipologia (individuazione, clas-
sificazione, completamento, trasformazione, riscrittura, riflessione teorica,
produzione guidata, produzione creativa ecc.) funzione (verifica formativa,
sintesi, verifica sommativa, sostegno e recupero) e livello (di base, medio,
alto), ma tutti in linea con lo scopo formativo che l’intera opera si propone.
*Prime pagine•p I-XII 9-06-2011 10:25 Pagina IV

La riflessione sulla lingua


I suoni delle parole: 1 I suoni e le lettere della lingua italiana
1 la fonologia 2 La punteggiatura e le maiuscole

2 La formazione e 1 La formazione delle parole

il significato delle parole 2 Il significato delle parole

1 L’articolo
2 Il nome

3 L’aggettivo

4 Il pronome

3 La forma delle parole: 5 Il verbo


la morfologia
6 L’avverbio
7 La preposizione

8 La congiunzione

9 L’interiezione

1 La frase semplice o proposizione


I rapporti tra le parole: 2 Il soggetto e il predicato
4 la sintassi della frase
3 L’attributo e l’apposizione
semplice
4 I complementi

1 La frase complessa o periodo

I rapporti tra le 2 La proposizione principale indipendente

5 proposizioni: la sintassi 3 La coordinazione


della frase complessa 4 La subordinazione
5 Il discorso diretto e indiretto
*Prime pagine•p I-XII 9-06-2011 10:25 Pagina V

Sommario
Prove d’ingresso
1. La conoscenza del tipo di scuola scelto e le preferenze disciplinari, XIII
2. Le abitudini sociolinguistiche e culturali, XV 3. La competenza logico-
testuale, XVII 4. La competenza ortografica: l’ortografia, la punteggiatura
e le maiuscole, XIX 5. La competenza logico-lessicale: il lessico e la
semantica, XXI 6. La competenza morfologica: l’articolo, il nome, l’aggettivo
e il pronome, XXIII 7. La competenza morfologica: il verbo, l’avverbio,
la preposizione e la congiunzione, XXV 8. La competenza sintattica: la frase
semplice e la frase complessa, XXVII

Modulo 1 I suoni delle parole:


la fonologia
Unità 1 I suoni e le lettere della lingua italiana
1 Suoni e lettere della lingua 2
2 L’alfabeto italiano 2
3 I fonemi dell’italiano 3
3.1 Le vocali, 3 3.2 Le consonanti, 4 3.3 I digrammi
e i trigrammi, 7 3.4 I dittonghi e i trittonghi, 7
3.5 Lo iato, 8 3.6 Le lettere straniere, 8
4 La sillaba 9
5 L’accento 10
5.1 I tipi di accento, 10 5.2 L’uso dell’accento, 11
6 I fenomeni fonetici di collegamento 12
6.1 L’elisione, 12 6.2 Il troncamento, 14
Esercizi 15-28

Unità 2 La punteggiatura e le maiuscole


1 La punteggiatura 29
1.1 Il punto, 29 1.2 La virgola, 29 1.3 Il punto e virgola, 30
1.4 I due punti, 31 1.5 Il punto interrogativo, 31
1.6 Il punto esclamativo, 31 1.7 I puntini di sospensione, 31
1.8 Il trattino, 32 1.9 Le virgolette, 32 1.10 Le lineette, 33
2 Le maiuscole 33
Esercizi 35-39

Per migliorare il tuo lessico: Alimentazione 40


Per migliorare il tuo lessico: Ecologia 43
*Prime pagine•p I-XII 9-06-2011 10:25 Pagina VI

VI

Modulo 2 La formazione e il
significato delle parole
Unità 1 La formazione delle parole
1 La struttura delle parole: radice e desinenza 48
2 La formazione delle parole 50
3 La formazione delle parole per derivazione 50
3.1 La derivazione mediante suffissi, 50 3.2 La derivazione
mediante prefissi, 52 3.3 La derivazione mediante suffissi
e prefissi contemporaneamente, 53
4 La formazione delle parole per composizione 54
4.1 Le parole composte, 55 4.2 Le parole composte
mediante prefissoidi e suffissoidi, 55 4.3 I conglomerati, 57
4.4 Le “parole-frase”, 58 4.5 Le “parole macedonia”, 58
4.6 Le unità lessicali, 58
5 La formazione delle parole per abbreviazione 58
6 Le famiglie di parole 59
Esercizi 60-72

Unità 2 Il significato delle parole


1 Che cos’è il signif icato 73
2 La struttura del signif icato 74
2.1 Parole piene e parole vuote, 74 2.2 I tratti semantici, 74
3 I diversi tipi di signif icato 75
3.1 Significato denotativo e significato connotativo, 75
3.2 Il significato figurato, 77 3.3 Parole che hanno
più significati: la polisemìa, 79
4 La lingua è una rete di signif icati 81
4.1 I campi semantici, 81
5 Altri tipi di rapporto di signif icato tra le parole 84
5.1 Parole che hanno (quasi) lo stesso significato:
i sinònimi, 84 5.2 Parole che hanno significato opposto:
gli antònimi o contrari, 86 5.3 Parole che hanno
un significato più ampio o più ristretto: gli iperònimi
e gli ipònimi, 87 5.4 Le parole che possono combinarsi
insieme: la solidarietà semantica, 88 5.5 Parole che
presentano la medesima forma ma diverso significato:
gli omònimi, 89
Esercizi 91-106

Per migliorare il tuo lessico: Salute 107


*Prime pagine•p I-XII 9-06-2011 10:25 Pagina VII

VII

Modulo 3 La forma delle parole:


la morfologia
Unità 1 L’articolo
1 L’articolo determinativo 115
2 L’articolo indeterminativo 116
3 L’articolo partitivo 117
Esercizi 120-125

Unità 2 Il nome
1 I nomi e il loro signif icato 126
1.1 I nomi comuni e i nomi propri, 126 1.2 I nomi
concreti e i nomi astratti, 127 1.3 I nomi individuali
e i nomi collettivi, 127
2 I nomi e le loro for me 127
2.1 Il genere del nome: maschile e femminile, 127
2.2 Il numero del nome: singolare e plurale, 131
3 I nomi e la loro str uttura 134
3.1 I nomi primitivi, 134 3.2 I nomi derivati, 135
3.3 I nomi alterati, 135 3.4 I nomi composti, 135
Esercizi 138-157

Unità 3 L’aggettivo
1 L’aggettivo qualificativo 158
1.1 Le forme dell’aggettivo qualificativo: il genere e il numero, 158
1.2 La concordanza dell’aggettivo qualificativo, 160 1.3 Il posto
dell’aggettivo qualificativo, 160 1.4 L’aggettivo sostantivato, 161
1.5 L’aggettivo con funzione avverbiale, 161 1.6 La struttura degli
aggettivi qualificativi, 161 1.7 I gradi dell’aggettivo qualificativo, 162
2 Gli aggettivi determinativi o indicativi 164
2.1 Gli aggettivi possessivi, 164 2.2 Gli aggettivi dimostrativi, 166
2.3 Gli aggettivi identificativi, 166 2.4 Gli aggettivi indefiniti, 167
2.5 Gli aggettivi numerali, 167 2.6 Gli aggettivi interrogativi, 170
2.7 Gli aggettivi esclamativi, 170
Esercizi 171-194

Unità 4 Il pronome
1 I pronomi personali 196
1.1 I pronomi personali soggetto, 196 1.2 I pronomi
personali complemento, 197 1.3 I pronomi personali
riflessivi, 199
*Prime pagine•p I-XII 9-06-2011 10:25 Pagina VIII

VIII

2 I pronomi possessivi 200


3 I pronomi dimostrativi 201
3.1 I pronomi identificativi, 201
4 I pronomi indef initi 201
5 I pronomi relativi 203
6 I pronomi misti 204
7 I pronomi interrogativi 204
8 I pronomi esclamativi 205
Esercizi 206-220

Unità 5 Il verbo
1 Il verbo e la sua struttura: le “variabili” del verbo 221
1.1 La persona e il numero, 222 1.2 Il modo, 222 1.3 Il tempo, 223
1.4 L’aspetto, 223
2 Uso dei modi e dei tempi 224
2.1 Il modo indicativo e i suoi tempi, 224 2.2 Il modo congiuntivo e i
suoi tempi, 226 2.3 Il modo condizionale e i suoi tempi, 227 2.4 Il modo
imperativo e i suoi tempi, 228 2.5 L’infinito e i suoi tempi, 229
2.6 Il participio e i suoi tempi, 229 2.7 Il gerundio e i suoi tempi, 230
3 Il verbo secondo il significato: il genere e la forma 231
3.1 Il genere dei verbi: transitivi e intransitivi, 231 3.2 La forma
del verbo: attiva, passiva e riflessiva, 234 3.3 I verbi impersonali, 238
4 Il verbo secondo la funzione: i verbi di “servizio” 240
4.1 I verbi ausiliari, 240 4.2 I verbi servili, 241
4.3 I verbi aspettuali, 242 4.4 I verbi causativi, 242
5 Il verbo secondo la flessione: le coniugazioni 243
5.1 La coniugazione dei verbi ausiliari, 243
5.2 Coniugazioni regolari e irregolari, 244
5.3 La coniugazione attiva, 245 5.4 La coniugazione
passiva, 249 5.5 La coniugazione riflessiva, 249
5.6 I verbi sovrabbondanti, 251 5.7 I verbi difettivi, 251
5.8 I verbi irregolari, 252
Esercizi 260-295

Unità 6 L’avverbio o modificante


1 Gli avverbi qualificativi 296
2 Gli avverbi determinativi 297
2.1 Gli avverbi di tempo, 297 2.2 Gli avverbi di luogo, 297
2.3 Gli avverbi di quantità, 298 2.4 Gli avverbi di
valutazione, 299 2.5 Gli avverbi interrogativi ed
esclamativi, 299 2.6 Altri avverbi, 300
3 Gradi e alterazione degli avverbi 300
4 Le locuzioni avverbiali 301
Esercizi 303-312
*Prime pagine•p I-XII 9-06-2011 10:25 Pagina IX

IX

Unità 7 La preposizione o funzionale subordinante


1 Le preposizioni proprie 313
2 Le preposizioni improprie 314
3 Le locuzioni prepositive 315
Esercizi 318-322

La congiunzione o funzionale coordinante


Unità 8 e subordinante
1 Le congiunzioni coordinanti 324
2 Le congiunzioni subordinanti 325
Esercizi 327-332

Unità 9 L’interiezione o esclamazione


1 Le interiezioni proprie 333
2 Le interiezioni improprie e le locuzioni interietti ve 334
3 Le voci onomatopeiche 334
Esercizi 335-336

Per migliorare il tuo lessico: Spettacolo 337


Per migliorare il tuo lessico: Informazione 343
Per migliorare il tuo lessico: Beni culturali 348

Modulo 4 I rapporti tra le parole:


la sintassi della frase
semplice
Unità 1 La frase semplice o proposizione
1 La frase 352
2 La frase semplice e la frase complessa 352
3 La frase semplice 353
3.1 Il nucleo della frase semplice: la frase minima o frase
nucleare, 353 3.2 L’espansione della frase minima, 355
4 I diversi tipi di frase semplice 356
Esercizi 359-363
*Prime pagine•p I-XII 9-06-2011 10:25 Pagina X

Gli elementi essenziali della proposizione:


Unità 2 il soggetto e il predicato
1 Il soggetto 364
1.1 Il gruppo del soggetto, 364 1.2 Il posto del soggetto, 365
1.3 Il soggetto partitivo, 366 1.4 Il soggetto può essere
sottinteso, 366 1.5 Il soggetto può mancare del tutto, 366
2 Il predicato 367
2.1 Il predicato verbale, 368 2.2 Il predicato nominale, 368
2.3 Il predicato può essere sottinteso: la frase nominale, 370
Esercizi 371-377

Gli altri elementi della proposizione:


Unità 3 l’attributo e l’apposizione
1 L’attributo 378
2 L’apposizione 379
Esercizi 380-383

Gli altri elementi della proposizione:


Unità 4 i complementi
1 Il complemento diretto 384
1.1 Il complemento oggetto, 384
2 I complementi indiretti 386
2.1 Il complemento di specificazione, 386 2.2 Il complemento
partitivo, 387 2.3 Il complemento di denominazione, 387
2.4 Il complemento di termine, 387 2.5 I complementi d’agente
e di causa efficiente, 388 2.6 Il complemento di causa, 388
2.7 Il complemento di fine o scopo, 388 2.8 Il complemento di mezzo
o strumento, 389 2.9 Il complemento di compagnia, 389
2.10 Il complemento di rapporto, 389 2.11 Il complemento
di unione, 390 2.12 Il complemento di modo o maniera, 390
2.13 I complementi di luogo, 390 2.14 Il complemento di allontanamento
o separazione, 392 2.15 Il complemento di origine o provenienza, 392
2.16 I complementi di tempo, 393 2.17 Il complemento
di limitazione, 394 2.18 Il complemento di paragone, 394
2.19 Il complemento di età, 394 2.20 Il complemento di argomento, 394
2.21 Il complemento di qualità, 395 2.22 Il complemento di materia, 395
2.23 Il complemento di peso o misura, 396 2.24 Il complemento
di estensione, 396 2.25 Il complemento di distanza, 396
2.26 Il complemento di stima, 396 2.27 Il complemento di prezzo, 397
2.28 I complementi di abbondanza e di privazione, 397
2.29 Il complemento di colpa, 398 2.30 Il complemento di pena, 398
2.31 I complementi di vantaggio e di svantaggio, 398
*Prime pagine•p I-XII 9-06-2011 10:25 Pagina XI

XI

2.32 Il complemento distributivo, 399


2.33 Il complemento di esclusione, 399 2.34 Il complemento
eccettuativo, 399 2.35 Il complemento aggiuntivo, 399
2.36 Il complemento di sostituzione o scambio, 400 2.37 Il complemento
concessivo, 400 2.38 Il complemento vocativo, 401
2.39 Il complemento esclamativo, 401
Esercizi 402-426

Modulo 5 I rapporti tra le proposizioni:


la sintassi della frase
complessa o periodo
Unità 1 La frase complessa o periodo
1 La frase complessa o periodo 428
1.1 La struttura del periodo: proposizioni principali,
proposizioni coordinate e subordinate, 429
Esercizi 430-431

Unità 2 La proposizione principale


1 Le caratteristiche della proposizione principale 432
2 I vari tipi di proposizione principale 432
3 La proposizione incidentale 434
Esercizi 435-437

Unità 3 La coordinazione
1 Le diverse forme di coordinazione 438
2 Le proposizioni coordinate 439
3 I diversi tipi di proposizione coordinata 439
Esercizi 440-442

Unità 4 La subordinazione
1 Le proposizioni subordinate 443
1.1 La forma delle proposizioni subordinate: subordinate
esplicite e implicite, 446 1.2 I diversi tipi
di subordinazione, 446
*Prime pagine•p I-XII 9-06-2011 10:25 Pagina XII

XII

2 Le subordinate completive 446


2.1 La proposizione soggettiva, 447 2.2 La proposizione
oggettiva, 448 2.3 La proposizione dichiarativa, 449
2.4 La proposizione interrogativa indiretta, 450
3 Le subordinate relative 451
3.1 La proposizione relativa propria, 452 3.2 La proposizione
relativa impropria o circostanziale, 453
4 Le subordinate circostanziali 453
4.1 La proposizione finale, 454 4.2 La proposizione
causale, 454 4.3 La proposizione consecutiva, 455
4.4 La proposizione temporale, 455 4.5 La proposizione
locativa, 456 4.6 La proposizione modale, 456
4.7 La proposizione strumentale, 456 4.8 La proposizione
concessiva, 457 4.9 La proposizione condizionale
e il periodo ipotetico, 458 4.10 La proposizione
eccettuativa, 460 4.11 La proposizione esclusiva, 460
4.12 La proposizione aggiuntiva, 461 4.13 La proposizione
limitativa, 461 4.14 La proposizione comparativa, 461
4.15 La proposizione avversativa, 462
Esercizi 464-485

Unità 5 Il discorso diretto e indiretto


1 Il discorso diretto 486
2 Il discorso indiretto 486
3 Il discorso indiretto libero 488
Esercizi 489-490

Esercizi di verifica sommativa


La fonologia, 491 La formazione e il significato delle
parole, 492 La morfologia, 493 La sintassi della frase
semplice, 499 La sintassi della frase complessa, 503

Esercizi di sostegno e di recupero


La fonologia, 508 La formazione e il signif icato delle
parole, 510 La morfologia, 511 La sintassi della frase
semplice, 519 La sintassi della frase complessa, 523

Indice analitico 527


•Prove d'in•p XIII-XXVIII_ok 9-06-2011 10:38 Pagina XIII

La conoscenza del tipo di scuola scelto


Prova d’ingresso n. 1 e le preferenze disciplinari

Alunno ———————————————————— classe ————————— data ————————


1 Ti diamo qui sotto l’elenco delle materie insegnate nei vari bienni della scuola italiana. Individua e con-
trassegna con una crocetta le materie che sono oggetto di insegnamento nella tua scuola.
Italiano Diritto ed Economia
Latino Economia aziendale e statistica
Greco Elementi di psicologia, sociologia
Lingua straniera 1 Economia aziendale e statistica
Lingua straniera 2 Arte
Matematica (e Informatica) Musica
Fisica e laboratorio Disegno
Biologia Tecnologia del disegno
Scienza della materia Pedagogia
Scienze della Terra Laboratorio trattamento testi
Scienze della natura Tecnica professionale
Storia Educazione fisica
Geografia Religione

Trascrivi qui sotto le materie oggetto di insegnamento quest’anno nella tua scuola. Poi, numerandole in ordi-
ne di preferenza, indica quali sono le materie che preferisci.

Motiva brevemente le ragioni per cui, tra tutte le materie, la tua preferita è
Tra tutte le materie preferisco perché

Al secondo posto, in ordine di preferenza, ho messo perché

Al terzo posto, infine, ho messo perché

Motiva brevemente le ragioni per cui, tra tutte le materie, hai messo all’ultimo posto
Tra tutte le materie, ho messo all’ultimo posto perché

•Prove d'in•p XIII-XXVIII_ok 9-06-2011 10:38 Pagina XIV

XIV

2 Riguardo alle singole materie, la scuola, tramite i suoi docenti, che cosa dovrebbe dare agli studenti?
Indicalo, numerando in ordine progressivo dal più importante i seguenti punti:
un metodo di studio in linea con la materia una serie di competenze e abilità
una serie di strumenti che permettano di approfondire poche cose e pochi concetti ma buoni
le materie, se necessario, anche per conto proprio una visione completa della materia
un’ampia serie di notizie, dati e informazioni sulla materia le linee essenziali della materia
una serie di conoscenze

3 Spiega brevemente con parole tue che cosa è un metodo di studio.

Ritieni che avere un metodo di studio sia, ai fini della tua formazione culturale e professionale,
importante secondario utile inutile
Ritieni di avere un metodo di studio?
sì, un metodo valido per tutte le materie
sì, ma solo limitatamente a materie come
no
non so
Ritieni opportuno che ogni insegnante preveda di suggerire e illustrare un metodo di studio adeguato alla sua
materia?
sì no non so
Questo lavoro è già stato fatto da qualcuno dei tuoi attuali insegnanti?
sì, dagli insegnanti di , ,
no non so

4 Ritieni opportuno che, all’inizio dell’anno scolastico, ogni insegnante provveda a illustrare le linee essen-
ziali del programma che intende svolgere riguardo alla sua materia?
sì, perché
no, perché

5 Le linee essenziali del proprio programma che ogni insegnante potrebbe illustrare agli studenti dovrebbe-
ro essere articolate nei seguenti punti:
 obiettivi dell’insegnamento della materia in questione
 contenuti della materia oggetto di insegnamento
 metodo che l’insegnante intende seguire nell’attività di insegnamento
 strumenti di cui l’insegnante intende servirsi nello svolgimento delle sue attività
 criteri cui l’insegnante intende attenersi nella verifica e nella valutazione dei risultati del suo insegnamento
Quale o quali di questi elementi vorresti che ti fossero illustrati adeguatamente dall’insegnante?
(Attenzione: la risposta “giusta” è una sola! E comincia per t…)

6 Quali insegnanti hanno già provveduto a illustrare le linee essenziali del loro programma di lavoro?

Quali hanno intenzione di farlo appena possibile?



•Prove d'in•p XIII-XXVIII_ok 9-06-2011 10:38 Pagina XV

Le abitudini sociolinguistiche
Prova d’ingresso n. 2 e culturali

Alunno ———————————————————— classe ————————— data ————————


1 Come giudichi le tue capacità espressive? Ti ritieni:
una persona che, nel complesso, parla in modo corretto, chiaro e scorrevole
una persona che incontra qualche difficoltà espressiva
per timidezza
per problemi linguistici
per mancanza di argomenti
per incapacità di organizzare il discorso
Con chi ti riesce più facile conversare?
con tua madre con gli amici con i nonni
con tuo padre con un amico con un insegnante
con i tuoi fratelli o sorelle con un’amica
Quando parli con i tuoi familiari, qualcuno ti corregge?
sempre qualche volta mai
se commetti un errore di pronuncia
se usi una parola sbagliata
se sbagli una forma grammaticale
In casa, di solito, parli:
italiano dialetto dialetto solo con alcuni familiari un’altra lingua
Il dialetto che parli o capisci è quello:
della regione o zona in cui abiti di un’altra regione o zona
Conosci una o più lingue straniere?
sì. Quale/quali? no
A che livello? sufficiente buono ottimo

2 Nella tua famiglia entrano quotidiani e riviste? (Puoi dare anche più risposte.)
un quotidiano nessun quotidiano un settimanale o un mensile
due quotidiani un quotidiano sportivo nessun tipo di rivista
Leggi il giornale?
sempre spesso raramente mai
Leggi, anche solo saltuariamente, un settimanale?
sì. Quale? no
Se leggi un giornale o un settimanale, quali argomenti preferisci?
attualità cronaca nera sport
politica interna cronaca rosa moda
politica estera inserti letterari musica
pagina culturale inserti scientifici programmi televisivi


Leggi i libri?
sì, uno all’anno sì, tre all’anno sì, più di tre all’anno no
•Prove d'in•p XIII-XXVIII_ok 9-06-2011 10:38 Pagina XVI

XVI

Dove trovi i libri che leggi?


in casa te li prestano in biblioteca
li compri in libreria te li regalano nella biblioteca della scuola
Quale genere di libri preferisci?
romanzi d’avventura racconti e novelle biografie di personaggi famosi
romanzi di fantascienza romanzi storici libri di attualità
romanzi horror romanzi d’amore libri di divulgazione scientifica
romanzi gialli fiabe libri di viaggi

Cita l’autore e il titolo dell’ultimo libro che hai letto:


Cita l’autore e il titolo di un libro che ti è piaciuto particolarmente:

3 Quante ore al giorno oltre la scuola dedichi allo studio?


da 1 a 2 ore da 2 a 3 ore da 3 a 4 ore
In ordine di importanza, quali delle seguenti occupazioni preferisci?
studiare guardare la televisione praticare uno sport
leggere un libro ascoltare musica giocare all’aria aperta
leggere un giornale o i fumetti usare il computer giocare in casa con un amico

4 Quante ore al giorno trascorri davanti alla televisione


ore di cui: ore da solo ore in compagnia
Quale tipo di programmi televisivi preferisci?
film spettacoli musicali rubriche culturali e scientifiche
telefilm spettacoli di varietà documentari
sceneggiati telequiz programmi sportivi
cartoni animati notiziari di informazione
Segui il telegiornale?
sempre qualche volta mai

5 Sai usare il computer?


sì no
Che tipo di computer usi?
Il computer che usi è:
il tuo di famiglia di un amico della scuola
A quale scopo usi principalmente il computer? (Puoi numerare le risposte in ordine di importanza)
usare programmi di videoscrittura navigare in Internet
giocare altro:
Se navighi in Internet, quali sono i tuoi siti preferiti?

Perché?

Hai una casella di posta elettronica?


sì e la uso quotidianamente sì, ma la uso solo saltuariamente no

•Prove d'in•p XIII-XXVIII_ok 9-06-2011 10:38 Pagina XVII

La competenza logico-testuale
Prova d’ingresso n. 3
Alunno ———————————————————— classe ————————— data ————————
1 Completa le affermazioni oppure rispondi alle domande, barrando con una crocetta la casella opportuna.
Se un animale barrisce, è un elefante. Quindi:
può essere o non essere un elefante
è sicuramente un elefante
non può essere un elefante
Luca nuota meglio di Paolo. Marco nuota peggio di Paolo. Chi dei tre nuota meglio?
Luca
Paolo
Marco
Tutte le X sono W. Tutte le Y sono W. Quindi:
tutte le X sono Y
tutte le W sono X
X e Y sono entrambe W

2 Paolo, Silvia, Laura e Luca sono quattro amici di età diversa: Paolo ha 17 anni, Silvia ha 13 anni, Laura ha
15 anni e Luca ha 14 anni. Indica quali delle seguenti affermazioni sono vere e quali sono false.
1. Silvia è nata prima di Laura. V F
2. Prima di tutti è nato Paolo. V F
3. Nessuno è nato dopo Silvia. V F
4. Luca è nato prima di Silvia e dopo Laura. V F
5. Laura è nata prima di Paolo e dopo Luca. V F
6. L’ultimo nato è Luca. V F

3 Nelle seguenti coppie di frasi specifica se le espressioni in corsivo indicano la causa C o lo scopo S di
ciò che viene detto.
1. Per gli esami non potrò andare in vacanza prima di metà luglio. C S
Per gli esami ho studiato moltissimo. C S
2. Questi scarponcini sono molto indicati per la neve. C S
La partita è stata rinviata per la neve. C S
3. Ho acquistato due biglietti per il concerto di domani sera. C S
Per il concerto di stasera le vie intorno allo stadio saranno chiuse al traffico. C S
4. Tutto è pronto per la partenza. C S
Sono triste per la partenza di Laura. C S

4 Metti in ordine logico le parole di ogni riga, in modo tale da ricostruire altrettante frasi di senso compiuto.
1. passato Paolo computer ha la a sera giocare al tutta .
2. classe Nell’ dieci ultimo in ho frase una sbagliato su compito .
3. scacchi Luca bravissimo degli Mio gioco cugino nel è .
4. telefonino dove Non mio avessi ricordavo il lasciato .


5. cilindrata Marco una di ha grossa comprato moto .


•Prove d'in•p XIII-XXVIII_ok 9-06-2011 10:38 Pagina XVIII

XVIII

5 Nel passo che segue, i concetti e/o i fatti sono disposti in blocchi messi alla rinfusa. Riordina tu il passo,
numerando i blocchi secondo il corretto ordine logico in modo che il passo formi un testo.
Ma domani andrò al mare con i miei amici.
Mi sono già messa d’accordo con Simona e Valentina.
Oggi devo studiare tutto il pomeriggio.
Io, invece, parto alle 11.
Ti ripeto: prima delle 10.
I miei genitori partono alle 12.
Se vuoi salutarmi, telefonami prima delle 10.

6 Il seguente breve racconto è incomprensibile perché i vari paragrafi che lo compongono sono stati me-
scolati tra loro e anche il titolo e il nome dell’autore sono finiti fuori posto. Ricostruisci la forma originaria del
testo, scrivendo nei quadratini il numero progressivo opportuno.
Una mattina prese la strada e disse che andava dai carabinieri per denunciare una farfalla gialla.
La gallina non ne poteva più e per la rabbia non dormiva di notte.
La farfalla e la gallina
Una farfalla gialla infastidiva una gallina: le svolazzava intorno quando questa usciva dal pollaio, le si andava a
posare sulla cresta.
LUIGI MALERBA
La gallina ritornò indietro e da quel giorno non si lamentò più quando la farfalla le svolazzava intorno.
Una compagna le disse allora che la farfalla le girava intorno perché l’aveva scambiata per un fiore.


•Prove d'in•p XIII-XXVIII_ok 9-06-2011 10:38 Pagina XIX

La competenza ortografica: l’ortografia,


Prova d’ingresso n. 4 la punteggiatura e le maiuscole

Alunno ———————————————————— classe ————————— data ————————


1 Nelle seguenti coppie di parole, cancella la parola scritta in modo errato.
1. sufficiente/sufficente; 2. squotere/scuotere; 3. igiene/igene; 4. efficienza/efficenza; 5. carroziere/carrozziere;
6. eccezionale/eccezzionale; 7. davero/davvero; 8. accelerare/accellerare; 9. contradizione/contraddizione;
10. dispiacere/dispiaciere.

2 Scrivi li oppure gli negli spazi vuoti.


1. La finale di Champions League è stata seguita da mi oni di telespettatori. 2. Scusa, mi puoi passare l’o era?
3. Laura e Anna si somi ano tanto che molti le scambiano per sorelle. 4. Solo Paolo ha seguito il consi o?
5. Cavallo e cava ere scomparvero all’orizzonte.

3 Scrivi gn, gni oppure ni negli spazi vuoti.


1. O uno dica pure liberamente ciò che pensa. 2. Spesso so amo a occhi aperti. 3. Paolo abita nel condo-
mi o di fronte alla stazione. 4. Il papà di Luca è uno stimato inge ere. 5. Che idea ge ale!

4 Scrivi sce oppure scie negli spazi vuoti.


1. Chi ha vinto la di sa libera di ieri? 2. Luca è un appassionato lettore di fanta nza. 3.Ti sono molto rico-
no ente. 4. Avventurarsi su un ghiacciaio senza una guida esperta è da veri inco nti. 5. Mi è entrato un
mo rino in un occhio.

5 Scrivi cu, qu oppure cqu negli spazi vuoti.


1. La maglia rosa si è aggiudicata la tappa con un cospi o vantaggio sui primi inseguitori. 2. Gli zii hanno in
salotto un magnifico a ario. 3. Un vento impetuoso s oteva le chiome dei faggi. 4. Spero di trovare
qual no in casa. 5. L’e ipaggio della nave si salvò a nuoto.

6 Nelle seguenti frasi è stata dimenticata la lettera h per ben 10 volte. Aggiungila tu dove è necessario.
1. Ieri sera o inviato una e-mail a Silvia, ma non mi a ancora risposto.
2. Domani andrò a scuola a piedi perché mi anno rubato la bicicletta.
3. Paolo e Laura non anno ancora deciso se passare le vacanze al mare o in montagna.
4. Che fine a fatto Marco? Sarà un anno che non si fa più sentire.
5. Perché non ai dato ascolto ai suoi consigli?
6. O promesso alla zia di andarla a trovare prima di Natale.
7. Luca è rimasto a casa perché a un po’ di febbre.
8. Non riesco a trovare il mio ombrello: forse l’o dimenticato sul treno.
9. Possiamo venire a casa tua a giocare con il computer?
10. ai prestato a qualcuno il mio dizionario?

7 Dividi le seguenti parole in sillabe mediante barrette verticali.


1. nascondere 5. lasciare 9. applauso 13. bianco
2. passaporto 6. paura 10. sveglia 14. giustizia


3. allacciare 7. cespuglio 11. biblioteca 15. dischetto


4. stampante 8. aereo 12. suoi 16. ferroviario
•Prove d'in•p XIII-XXVIII_ok 9-06-2011 10:38 Pagina XX

XX

8 Nelle seguenti frasi metti l’accento dove è necessario.


1. No, Paolo qui non c’e: deve essere giu in giardino.
2. Il re in persona sali a cavallo e guido la carica della cavalleria.
3. Respiri a fondo e poi dica trentatre.
4. Oggi fa molto caldo: sembra gia estate.
5. Fidati di me: non te ne pentirai.
6. Andro a parlargli di persona.

9 Nelle seguenti frasi non ci sono né troncamenti né elisioni. Individua dove occorre praticarli e scrivi a
lato la forma corretta.
1. La classe sarà accompagnata in gita dal professore Ravasi.
2. Ciascuno partecipante dovrà ritirare il numero di gara
una ora prima della gara.
3. La estate scorsa siamo stati in vacanza a Rimini.
4. Quello ragazzo è tutto altro che simpatico.
5. Non ci era motivo per essere così severo!
6. È proprio un bello tipo quel tuo amico Carlo!

10 Nelle seguenti frasi inserisci le virgole dove ti sembrano necessarie.


1. La mia macchina fotografica è piuttosto vecchia ma funziona ancora benissimo.
2. Se non mi trovi a casa telefonami sul cellulare.
3. Silvia la sorella di Paolo si è iscritta alla facoltà di architettura.
4. Cristina per favore puoi tacere un momento?
5. Magliette felpe dischi giornaletti palle da tennis: la tua camera è un disastro!

11 Colloca nelle caselle il corretto segno di interpunzione.


1. Muovetevi Siamo in ritardo
2. Avremmo sciato anche nel pomeriggio se non ci fosse stato tanto vento
3. Quel vestito non è adatto alla cerimonia è troppo vistoso
4. Se potessi partire con voi
5. Che piacere rivederti Quando sei arrivata
6. Sì quello è il motorino di Paolo lo riconosco dall’adesivo di Snoopy
7. Potresti per favore prestarmi il tuo walkman
8. Che rabbia
9. Quando verrai a trovarmi
10. In quel negozio vendono di tutto libri dolci dischi e persino fiori

12 Nelle seguenti frasi inserisci le lettere maiuscole quando è necessario.


1. L’avvocato rossi ha il proprio studio in un antico palazzo di piazza dante.
2. I monti pirenei dividono la francia dalla spagna.
3. Mio cugino possiede un bel cane lupo di nome max.
4. Il ticino è un affluente del po.
5. Ho appena finito di leggere se questo è un uomo di primo levi.
6. Trascorreremo le vacanze di natale in una baita nei pressi di bormio.
7. La distanza media tra la terra e il sole è di circa 150 milioni di chilometri.


8. Appena mi ha visto, mario ha gridato: “ha vinto l’inter!”


•Prove d'in•p XIII-XXVIII_ok 9-06-2011 10:38 Pagina XXI

La competenza logico-lessicale:
Prova d’ingresso n. 5 il lessico e la semantica

Alunno ———————————————————— classe ————————— data ————————


1 Accanto a ognuno dei seguenti nomi derivati scrivi il corrispondente nome primitivo.

1. orario 4. fanteria 7. pizzeria


2. libreria 5. giornale 8. instabilità
3. pianista 6. legnaia 9. fioritura

2 Le parole di ciascuno dei seguenti gruppi contengono tutte il medesimo prefisso. Sottolinealo e spiega
quale significato esso ha barrando la casella opportuna.
1. sfortuna, svista, sfiducia
in queste parole il prefisso s- significa: simile a maggiore senza
2. incompetente, incontrollato, indeciso
in queste parole il prefisso in- significa: dentro non senza
3. infondere, includere, infliggere
in queste parole il prefisso in- significa: dentro non senza
4. ridare, riscrivere, rivedere
in queste parole il prefisso ri- significa: di nuovo dietro sopra

3 Indica quale relazione esiste tra le seguenti coppie di parole. Puoi scegliere tra le relazioni: contiene; è il
nome di un; è il contrario di; ha quasi lo stesso significato di; è contenuta nel.
1. magro grasso 4. benzina serbatoio
2. damigiana vino 5. pollice dito
3. abete albero 6. spaventato impaurito

4 Nelle frasi seguenti sottolinea in blu la causa e in rosso la conseguenza.


1. Oggi non siamo usciti in barca perché il mare era troppo agitato. 2. Abbiamo perso per uno sfortunato autogol. 3. Mi
sono dimenticato di allacciare la cintura di sicurezza e sono stato multato. 4. Per una brutta influenza sono rimasto a
casa da scuola una settimana. 5.Ti lascio il mio gattino da curare, perché parto per le vacanze. 6. Sono stanco e perciò
vado a dormire. 7. Le piante sono morte per mancanza di luce. 8. Il treno partirà tra due ore e quindi possiamo pranza-
re con calma. 9. Con tutto questo rumore non riesco a studiare. 10.Ti è andata male perché non hai studiato.

5 In ognuno dei seguenti gruppi di parole c’è una parola che “non c’entra”, cioè una parola che non ha al-
cun rapporto, di forma o di significato, con le altre. Individuala e cancellala.
1. pettirosso, allodola, tordo, falco, cornacchia, aquila, fringuello, merlo, zanzara
2. ettogrammo, grammo, metro, chilo, milligrammo, tonnellata, decigrammo
3. autostrada, maremoto, cassaforte, bassorilievo, matita, aspirapolvere
4. orchidea, viola, tulipano, giglio, iris, rosa, ciclamino, mela
5. scrivere, studiare, correre, perdere, bere, cogliere, cadere
6. geografia, pera, agricoltura, teorema, vacanza, vasca, finestra

6 In ognuno dei seguenti gruppi di parole c’è una parola che include nel suo significato il significato di tut-
te le altre. Individuala e sottolineala.
1. cannolo, dolce, panettone, bignè, pandoro, cassata 4. corvetta, nave, dragamine, galeone, vascello, incrociatore


2. oro, bronzo, ferro, metallo, rame, platino, argento 5. gatto, tigre, felino, leone, ghepardo, leopardo
3. tennis, sport, ciclismo, nuoto, calcio, sci 6. gonna, pantaloni, maglietta, indumento, camicia, giacca
•Prove d'in•p XIII-XXVIII_ok 9-06-2011 10:38 Pagina XXII

XXII

7 Ogni parola della prima colonna è seguita da altre tre parole, una delle quali è un suo sinonimo, cioè una
parola che ha il suo stesso significato. Individuala, barrando la casella opportuna.
1. stupore stanchezza meraviglia ingenuità
2. biasimo rimprovero elogio raccomandazione
3. prodigo astuto prodigioso generoso
4. provetto estraneo prodotto esperto
5. maroso onda marinaio marea
6. limitrofo limitato adiacente esiguo

8 Ogni parola della prima colonna è seguita da altre tre parole, una delle quali è il suo contrario. Individua-
la, barrando la casella opportuna.
1. modico esiguo eccessivo trasandato
2. tristezza malinconia sconforto allegria
3. zelante svogliato sollecito premuroso
4. luminosità oscurità lucentezza chiarore
5. pacchiano volgare grossolano elegante
6. fugace breve passeggero perpetuo

9 Collega con una freccia ciascun nome della prima colonna con l’aggettivo della seconda colonna che si
adatta per significato.
acqua irresponsabile
poltrona chilometrica
conferenza fragrante
comportamento potabile
pane abbondante
coda comoda
vigile avventuroso
pasto simpatico
viaggio severo
scherzo interessante

10 Ti diamo un elenco di nomi e un elenco di verbi. Abbina con una freccia a ogni nome il verbo più adatto,
tenendo conto del significato.
Il cane insegna
La nave guida
Il tuono recita
La radio cucina
L’attore cancella
Il vento salpa
Il pilota abbaia
La gomma trasmette
Il maestro rimbomba
La cuoca soffia

11 Accanto a ciascuna delle seguenti espressioni, scrivi il corrispondente nome alterato.


1. Un brutto libro libraccio 6. Un medico incapace
2. Una brutta giornata 7. Un piccolo camino
3. Un piccolo ponte 8. Un lavoro facile e breve


4. Della gente spregevole 9. Un piccolo fiume


5. Un piccolo fiore 10. Una faccia grossa e simpatica
•Prove d'in•p XIII-XXVIII_ok 9-06-2011 10:38 Pagina XXIII

La competenza morfologica: l’articolo,


Prova d’ingresso n. 6 il nome, l’aggettivo e il pronome

Alunno ———————————————————— classe ————————— data ————————


1 Scegli per ogni nome l’articolo determinativo adatto, barrando la casella opportuna.
il lo la i gli le
1. zaino
2. sciatori
3. vocabolario
4. lampadine
5. canarini
6. gnocchi
7. stanza
8. poeta
9. ossa
10. psicologi

2 Nelle seguenti frasi inserisci il tipo di articolo, determinativo o indeterminativo, che ritieni più corretto in
base al significato della frase.
1. Mi potresti rendere libro che ti ho prestato mese scorso? 2. pubblico ha tributato all’attore protagoni-
sta applauso convinto. 3. Che ne diresti di fare bella nuotata? 4. Grazie! È miglior regalo che mi potessi
fare! 5. A pochi metri dalla nostra casa scorre torrente; quando torrente si ingrossa, mio padre si preoccupa
molto. 6. Andremo a visitare città medievale. 7. Qual è città italiana con il maggior numero di abitanti? 8. Hai
già studiato capitolo di storia per domani?

3 Scrivi il femminile dei seguenti nomi.


1. il lupo 6. l’operaio
2. il padre 7. l’orso
3. il presentatore 8. il pediatra
4. il giornalista 9. il gallo
5. il duca 10. il marito

4 Volgi al plurale i seguenti nomi.


1. il tavolo 6. l’ospite
2. l’uovo 7. la banca
3. la valigia 8. lo specchio
4. la bicicletta 9. il dentista
5. il sindaco 10. la piega

5 Nelle seguenti frasi sottolinea in blu gli aggettivi e in rosso i pronomi.


1. Questa sera andiamo in discoteca. Vuoi venire anche tu? 2. Quando sono arrivato io, non c’era ancora nessuno.
3. Credimi: questa giacca ti sta molto meglio di quella. 4. Pochi di noi erano al corrente della tua decisione. 5. Mi baste-
ranno pochi minuti per completare questo esercizio. 6. Ho incontrato Paolo e Laura e ho detto loro la verità. 7. Valentina


ha raccolto da terra le foglie e le ha infilate in un sacco della spazzatura. 8. La mia biro non scrive più. Mi presti la tua?
9. Oggi vieni con me alla partita di pallavolo? 10. Penso che questo libro sia bellissimo: lo vuoi? Te lo presto volentieri.
•Prove d'in•p XIII-XXVIII_ok 9-06-2011 10:38 Pagina XXIV

XXIV

6 Nelle seguenti frasi barra la casella corrispondente alla forma corretta.

egli
1. Luca è il mio migliore amico: con esso mi trovo sempre a mio agio.
lui

te
2. Per favore, chiudi tu la finestra.
a te

gli
3. Mio padre in questo momento non c’è: appena rientra, le riferirò il suo messaggio.
ci

le
4. Signora, gli dispiace aspettare un attimo?
ci

li
5. Paolo e Laura sono tornati ieri dalle vacanze: gli ho incontrati per caso in stazione.
ci


6. Vincenzo è un vero egoista: si preoccupa solo per lui
egli

7 Concorda opportunamente le parole contenute nelle seguenti frasi.


1. Marta e Silvia sono uscit per andare in palestra. 2. Ho comperat un paio di scarpe ner e un paio di guan-
ti giall . 3. La tu ipotesi è pars a tutti molto convincente. 4. Anna ha telefonat in ufficio per avvertire
che sarebbe arrivat con un po’ di ritardo. 5. Durante la mia ultima vacanza ho scattat alcun splendid
fotografie. 6. Un’atleta della squadra olimpica è stat trovat positiv al controllo antidoping. 7. Ivana e
Valentina sono sempre allegr . 8. Paolo e Laura si sono iscritt a un corso di spagnolo. 9. Come si chiama tu
sorella? E tu fratello? 10. Sono venut a trovarci Laura e Andrea, ma non si sono fermat molto.

8 Nelle seguenti frasi barra la casella corrispondente alla forma corretta.


con cui
1. Questo è il romanzo da cui è stato tratto il film vincitore del premio Oscar.
che

che
2. Ci sono giorni i quali non riesco proprio a studiare.
in cui

che
3. Non mi lascerò sfuggire l’occasione a cui mi è stata offerta.
in cui

che
4. Ti dirò subito il motivo il quale sono venuto da te.
per cui

in cui


5. Questa è la soluzione che sono giunta.


alla quale
•Prove d'in•p XIII-XXVIII_ok 9-06-2011 10:38 Pagina XXV

La competenza morfologica:
Prova d’ingresso n. 7 il verbo, l’avverbio, la preposizione
e la congiunzione
Alunno ———————————————————— classe ————————— data ————————
1 Nelle seguenti frasi coniuga opportunamente il verbo indicato tra parentesi.

1. Se Paolo (allenarsi) con regolarità, diventerebbe un campione. 2. La Rivoluzione francese


(scoppiare) nel 1789. 3. (Tacere) ! Non ti sopporto più. 4. La prossima esta-
te (andare) in vacanza in campeggio. 5. Se desidera informazioni più dettagliate, signora, (rivol-
gersi) a quello sportello. 6. Quando (accorgersi) dello scherzo, lo zio si
arrabbiò molto. 7. Oh, come vorrei che (nevicare) ! 8. I suoi genitori fanno di tutto perché egli
(essere) contento. 9. Il volo (provenire) da Londra è stato cancellato.
10.Temo che oggi Sergio non (stare) troppo bene.

2 Nelle seguenti frasi (attenzione: non in tutte!) ci sono degli errori nell’uso degli ausiliari essere e avere.
Individua gli errori e scrivi accanto a ciascuna frase l’ausiliare giusto.
1. Luca, ti hai ricordato di restituire il libro della biblioteca?
2. Laura ha vinto il primo premio della lotteria.
3. Verrò da te, non appena sarò finito di fare i compiti.
4. Dopo tante lezioni, ho finalmente riuscito a imparare a nuotare.
5. Il nostro aiuto non ha servito a nulla.
6. Paolo ha uscito con Silvia.
7. Ieri siamo arrivati a scuola in ritardo.

3 Completa le seguenti frasi, scegliendo la forma verbale corretta fra quelle proposte.
valghino
1. Non credo che quei ragazzi vagliano più di noi a pallacanestro.
valgano

2. E lei vadi subito fuori di qui!


vada

steste
3. Credevo che voi stesse ancora studiando.
staste

daste
4. Come vorrei che Luca mi dasse ascolto!
desse

4 Completa le seguenti frasi, scegliendo le forme verbali più adatte tra quelle indicate.

1. Saresti contento se (venissi, verrei) a trovarti?


2. Se non ti spiace, (partivo, parta, partirei) anch’io con te.
3. Se (saprei, sapessi) il suo numero di telefono, la chiamerei.


4. Laura ha promesso che (fece, farà, ha fatto) tutto il possibile per arrivare in orario.
5. Sono stato espulso per (commettere, aver commesso) un brutto fallo di reazione.
•Prove d'in•p XIII-XXVIII_ok 9-06-2011 10:38 Pagina XXVI

XXVI

5 Completa le seguenti frasi inserendo la preposizione (di, a, da, in, con, su, per, tra, fra) che ti sembra più
adatta al significato di ciascuna frase.
1. Questo romanzo racconta la storia due amici alla ricerca di un tesoro. 2. Ho passato tutto il pomeriggio
casa a studiare. 3. Che cosa vuoi che ti regali il tuo compleanno? 4. Il fratello di Paolo si è laureato chimi-
ca industriale. 5. In questa stanza piena fumo manca il respiro. 6. I rapinatori furono fermati un’auto della
polizia. 7. Per lunedì dobbiamo preparare una ricerca Giulio Cesare. 8.Tornerò un’ora. 9. Solitamente vado
a scuola il tram. 10. Il treno proveniente Roma è in ritardo.

6 Indica la risposta corretta, barrando la casella opportuna.


1. Luca passa parecchio tempo al computer.
un aggettivo
parecchio è
un avverbio

2. Non preoccuparti: sono solo un po’ stanco.


un aggettivo
solo è
un avverbio

3. Ahimè, oggi mi è andato tutto storto.


una congiunzione
Ahimè è
una interiezione

4. Hai torto, dunque è inutile che ti lamenti.


una congiunzione
dunque è
un avverbio

5. I nostri avversari hanno accettato serenamente la sconfitta.


una congiunzione
serenamente è
un avverbio

6. Non c’è molto tempo: affrettiamoci.


un avverbio
molto è
un aggettivo

7 Completa le seguenti frasi inserendo nello spazio vuoto la congiunzione che ti sembra più adatta. Puoi
scegliere la congiunzione tra le seguenti: altrimenti, come, cioè, o, se, né … né, ma, perché, sia … sia, che.
1. la vidi, le corsi incontro a braccia aperte.
2. esci in moto, mettiti il casco!
3. Sono molto preoccupato, perché il mio gattino non vuole mangiare bere.
4. Domani sarò interrogato in storia in matematica.
5. Ti telefonerò ti invierò una e-mail.
6. Dobbiamo affrettarci, perderemo il treno.
7. Questo è un pentagono, un poligono di cinque lati.
8. Guida con prudenza c’é molta nebbia.
9. Il mio motorino è un po’ vecchio, è ancora in ottimo stato.


10. Ero così stanco mi sono addormentato subito.


•Prove d'in•p XIII-XXVIII_ok 9-06-2011 10:38 Pagina XXVII

La competenza sintattica:
Prova d’ingresso n. 8 la frase semplice e la frase complessa

Alunno ———————————————————— classe ————————— data ————————


1 Hai qui un elenco di soggetti e uno di predicati. Collega con una freccia ciascun soggetto al predicato op-
portuno, in modo da formare frasi di senso compiuto e grammaticalmente corrette.
Chi è appena decollato.
L’aereo è stata promossa.
Paolo nitriscono.
Laura stiamo studiando.
Anna e Silvia sono esauriti.
Tu mi ha cercato?
I cavalli si sono addormentate.
Io e Luca sono state appianate.
I biglietti sembra furbo.
Tutte le difficoltà non vuoi capire.

2 Riduci le seguenti proposizioni a frasi minime, cancellando tutti gli elementi in più rispetto al verbo e agli
argomenti necessari.
1. Mio fratello Davide ha appena comprato un libro di fantascienza. 2. Sabato scorso Lucia ha riordinato con cura la
sua stanza. 3. Dal fondo della sala il cameriere ci raggiunse con il carrello dei dolci. 4. Il cane dei miei vicini, un cuc-
ciolo di dalmata, abbaia a ogni rumore. 5. Dopo le piogge intense della settimana scorsa il fiume ha rotto gli argini.
6. Il convegno “Cinema e letteratura” è finito oggi dopo tre giorni di interessanti conferenze e accesi dibattiti. 7. Forse
Cristina presterà il computer a Roberto per le vacanze estive. 8. Oggi piove a catinelle. 9. Nell’angolo più caldo del
giardino è cresciuto spontaneamente un arbusto di more.

3 Nelle seguenti frasi inserisci, riferendolo al nome in corsivo, l’attributo opportuno, scegliendo fra i se-
guenti: tuo, troppi, piacevole, due, quanti.
1. libri! Li hai letti tutti?
2. Mi faresti provare il motorino?
3. Nel tuo compito ci sono errori di ortografia.
4. Abbiamo passato davvero una serata.
5. Valentina ha pappagallini.

4 Segna la risposta corretta barrando con una crocetta la casella opportuna.


1. Nella frase: “Luca ha una vera passione per le moto da corsa”, da corsa è:
compl. di mezzo
compl. di fine
compl. di modo
2. Nella frase: “Vuoi del gelato alla fragola?”, del gelato è:
compl. di specificazione
compl. di argomento
compl. oggetto partitivo
3. Nella frase: “Improvvisamente Laura è impallidita dalla paura”, dalla paura è:
compl. di causa


compl. di causa efficiente


compl. di modo
•Prove d'in•p XIII-XXVIII_ok 9-06-2011 10:38 Pagina XXVIII

XXVIII

4. Nella frase “Napoleone fu relegato nell’isola d’Elba”, d’Elba è


compl. di specificazione
compl. di stato in luogo
compl. di denominazione
5. Nella frase “Chi di voi ha parlato”, di voi è
compl. di specificazione
compl. di possesso
compl. partitivo
6. Nella frase: “Non è certo un problema di facile soluzione”, di facile soluzione è:
compl. di specificazione
compl. di modo
compl. di qualità

5 Le seguenti frasi sono frasi complesse o periodi. Individua le proposizioni che le compongono separando-
le mediante barrette verticali e sottolinea la principale.
1. Le vie del centro storico sono così intricate che ci siamo persi malgrado disponessimo di una mappa della città.
2. Non appena ho saputo che Laura era rientrata dalle vacanze, le ho telefonato per invitarla a cena.
3. Il professore di matematica non vuole assolutamente rimandare il compito in classe, perché dice che abbiamo avuto
il tempo necessario per prepararci.

6 Nei seguenti periodi sottolinea in rosso le proposizioni coordinate e in blu le proposizioni subordinate.
1. Nonostante abbia disputato una buona partita, anche oggi la mia squadra è stata sconfitta.
2. Appena arrivati in vetta, abbiamo posato lo zaino e ci siamo tolti gli scarponi.
3. Sono convinto che la tua proposta sia vantaggiosa, tuttavia voglio pensarci ancora un po’.
4. Silvia si sente più bella perché ha cambiato pettinatura.
5. La presentatrice ha annunciato che i programmi riprenderanno tra breve.

7 Nelle seguenti frasi trasforma i complementi in corsivo in proposizioni subordinate di corrispondente va-
lore e significato.
1. Stiamo lavorando da due giorni per la preparazione della festa di domenica.
2. Aspettiamo con ansia il tuo ritorno a casa.
3. Prima dell’inizio della gara, ero emozionatissimo.
4. Si prevede un forte aumento della temperatura nei prossimi giorni.
5. Laura sta preparando una torta secondo le istruzioni della nonna.
6. È necessario l’acquisto di uno scaldabagno nuovo.
7. Sono molto felice per la tua pronta guarigione.
8. Malgrado la paura, il gioielliere tenne testa ai rapinatori.

8 Nei seguenti periodi, inserisci le opportune congiunzioni subordinanti e poi indica che tipo di proposizio-
ne ciascuna introduce.
1. ti fossi spalmato le spalle con la crema protettiva, non ti saresti scottato. prop.
2. Non capisco tu ti sia comportato in modo tanto scortese. prop.
3. Non sa ancora partirà in treno o in aereo. prop.
4. A me pare un film molto bello, sia stato stroncato dalla critica. prop.
5. Comportati si deve. prop.
6. Il suo travestimento era così accurato nessuno lo riconobbe. prop.


7. sarò pronto, ti avvertirò. prop.


_Apertura MODULO 1•pag. 1 9-06-2011 10:40 Pagina 1

Modulo I suoni delle parole:


la fonologia
1 La fonologia è la parte della grammatica che studia i suoni della
lingua italiana dal punto di vista della loro funzione e del loro orga-
nizzarsi in parole e, quindi, insegna a pronunciare (ortoepìa) e scri-
vere correttamente le parole (ortografìa). In questo modulo ci occu-
piamo dunque di quello che è un aspetto basilare della conoscenza
di una lingua. Conoscere le regole della corretta pronuncia e
della corretta grafìa di una lingua è, infatti, il prerequisito di
ogni attività di comunicazione, parlata e scritta.

Sapere Saper fare

Unità 1 I suoni e le lettere della lingua italiana


I suoni e le lettere che li trascrivono. L’alfabeto. Riconoscere la corrispondenza tra suoni e lettere.
Pronunciare e scrivere correttamente i suoni della lingua.
Le regole dell’ortografia. Riconoscere ed evitare gli errori di ortografia.
La divisione delle parole in sillabe. Dividere le parole in sillabe e andare correttamente
a capo.
L’accento. L’elisione e il troncamento. Usare correttamente l’accento, l’elisione
e il troncamento.

Unità 2 La punteggiatura e le maiuscole


I diversi segni di punteggiatura e la loro funzione. Usare la punteggiatura e le maiuscole in modo logico e a
Le maiuscole e le minuscole. scopo espressivo.

Scheda delle particolarità ortografiche: pp. 5-6


Strumenti Scheda sulla divisione delle parole in sillabe: pp. 9-10
U.1 I suoni e le let• A p 2-14 9-06-2011 10:53 Pagina 2

2 Modulo 1 FONOLOGIA

I suoni e le lettere
1 della lingua italiana

Ogni lingua è, in primo luogo, un fatto orale e, quindi, è costituita da fonemi o


suoni prodotti dall’apparato fonatorio. I suoni possono poi essere rappresenta-
ti con simboli grafici, detti grafemi o lettere, che danno luogo alla lingua scrit-
ta e costituiscono l’alfabeto.

1 Suoni e lettere della lingua


I suoni che l’uomo può articolare mediante gli organi vocali sono molto nume-
rosi: se si tiene conto di tutte le v arianti prodotte da un parlante quando è stan-
co, irritato o raffreddato o ha un difetto di pronuncia, essi assommano a circa
un centinaio. Ma quelli che costituiscono l’insieme di base del sistema fonolo-
gico di una lingua – sono le più piccole unità in cui una lingua è scomponibile
– e v engono utilizzati per parlare sono soltanto una trentina. Essi sono detti
fonemi (dal greco phoné, ‘voce, suono’) o, più semplicemente, suoni e servo-
no per comunicare oralmente. P ossono però anche essere scritti, cioè rappre-
sentati g raficamente mediante speciali simboli che si chiamano grafemi (dal
greco gráphein, ‘scrivere’) o più semplicemente lettere e che nel loro insieme
costituiscono l’alfabeto.

2 L’alfabeto italiano
L’alfabeto italiano è composto di 21 lettere – 5 vocali, 15 consonanti e la let-
tera muta h – cui vanno aggiunte le 5 lettere j, k, w, x, y che servono per tra-
scrivere suoni di lettere straniere. Queste lettere, che possono essere scritte con
caratteri minuscoli o maiuscoli, sono disposte secondo un ordine con venzio-
nale che è detto ordine alfabetico e che è uni versalmente utilizzato per re gi-
strare liste come elenchi di parole o di nomi, schedari, v oci di dizionari ecc.:

aA bB cC dD eE fF gG hH iI jJ kK lL mM
a bi ci di e effe gi acca i i lunga cappa elle emme

nN oO pP qQ rR sS tT uU vV wW xX yY zZ
enne o pi qu erre esse ti u vu doppia vu ics ipsilon o i greca zeta
U.1 I suoni e le let• A p 2-14 9-06-2011 10:53 Pagina 3

I SUONI E LE LETTERE DELLA LINGUA ITALIANA Unità 1 3

3 I fonemi dell’italiano
I suoni o fonemi della lingua italiana vengono tradizionalmente distinti in due
gruppi: le vocali e le consonanti.

3.1 Le vocali
Le vocali sono, come dice il loro nome, suoni f atti di pura “v oce” e costitui-
scono gli elementi di base della pronuncia: sono i suoni intor no ai quali si
aggregano, per essere pronunciati, gli altri suoni della lingua.
In italiano, le vocali o, meglio, i grafemi vocalici sono cinque:
a e i o u
ma i suoni o fonemi vocalici sono sette, come risulta dalla seguente tabella:
grafema suono trascrizione esempio
o lettera fonetica

a aperto /a/ cara


aperto /3/ pètali
e
chiuso /e/ céra
i chiuso /i/ micio
aperto /$ / stòria
o
chiuso /o/ amóre
u chiuso /u/ uva

Le vocali a, i e u, come si v ede, non danno luo go a prob lemi: la prima ha un


suono sempre aper to e le altre due hanno sempre un suono chiuso. In vece, le
vocali e e o, quando sono toniche, cioè sono colpite dall’accento, possono
avere sia un suono aperto sia un suono chiuso e, quindi, una pronuncia aper ta
e una pronuncia chiusa, distinte g raficamente dall’accento g rave ( ` ) e dal-
l’accento acuto ( ´ ):
suono aperto suono chiuso

pètali, sènza, pènsiero céra, casétta, avére

òro, stòria, ventòtto erróre, amóre, bisógno

La distinzione tra la pronuncia aper ta o chiusa delle v ocali e e o toniche è, essen-


zialmente, un fatto di proprietà espressiva. In genere, solo i toscani (in par ticolare
i f iorentini), che la sentono istinti vamente, e coloro che l’apprendono v olontaria-
mente (per esempio gli attori) la rispettano. La maggior parte degli italiani, invece,
usa un tipo di pronuncia che, risentendo di caratteristiche foniche re gionali, tende
a ignorarla. La cosa, anche se produce un ine vitabile impoverimento della nostra
lingua, nella maggior parte dei casi non è grave, perché rientra nelle tendenze livel-
latrici e omologatrici dell’uso linguistico.
La distinzione tra i due suoni, però, è impor tante, e quindi va rispettata, nei casi in
cui costituisce un tratto distintivo, serve cioè a distinguere l’una dall’altra due paro-
le che si scrivono allo stesso modo (sono omògrafe), ma hanno signif icato diverso
U.1 I suoni e le let• A p 2-14 9-06-2011 10:53 Pagina 4

4 Modulo 1 FONOLOGIA
a seconda che contengano una v ocale aperta o chiusa. È il caso di parole come la
pésca (dei pesci)/la pèsca (frutto), vénti (il numero 20)/ vènti (plurale di v ento),
l’accétta (la scure)/egli accètta e di parole come la bótte/le bòtte (le percosse), il
fóro (buco)/il fòro (piazza, tribunale), rósa (participio di rodere)/la ròsa, il vólgo/io
vòlgo (da volgere) e il vólto/vòlto (participio di volgere).
Il contesto, ovviamente, può aiutare a distinguere, v olta per volta, l’esatto signif i-
cato dei v ari omòg rafi. Il dizionario, comunque, li re gistra tutti, distinguendoli
l’uno dall’altro attraverso l’accento.

3.2 Le consonanti
Le consonanti sono suoni che, di versamente dalle v ocali, v engono prodotti
creando all’aria che esce dai polmoni uno o più ostacoli in uno o più punti del
canale fonatorio. In italiano, esse, che, come dice il loro nome, “suonano solo
con” l’aiuto delle v ocali e quindi non possono for mare sillabe da sole, sono
quindici (+ la lettera h che non ha valore fonetico proprio):
b c d f g l m n p q r s t v z
La differenza di suono che le contraddistingue l’una dalle altre è deter minata
dalla concor renza di tre elementi: il modo di ar ticolazione, cioè l’entità del
restringimento del canale fonatorio, che può essere più o meno grande; il luogo
di articolazione, cioè il punto del canale fonatorio con cui v engono articolate
(con le labbra, con i denti, con la lingua appoggiata agli alveoli oppure al pala-
to oppure con la lingua ritratta v erso il v elopendulo); il grado di vibr azione
delle corde vocali che provocano e che può essere nullo come nelle cosiddette
sorde o elevato come nelle cosiddette sonore.
La tabella che se gue le classif ica tutte, insieme ai dig rammi e ai trig rammi
(vedi p. 7) cui danno luogo per rendere suoni che non hanno corrispondenti pre-
cisi in un singolo fonema:
Le consonanti
occlusive semiocclusive
o esplosive o affricate costrittive o continue
o momentanee

liquide
modo di articolazione orali nasali spiranti sibilanti
laterali vibranti

grado di vibrazione sorde sonore sonore sorde sonore sorde sonore sorde sonore sonore

labiali p /p/ b /b/ m /m/


labiodentali f /f/ v /v/
dentali t /t/ d /d/ n/ n/
luogo di articolazione

alveolari
z /ts/ z /dz/ s /s/ s /z/ l /l/ r /r/
(di danza) (di zero) (di seta) (di rosa)

alveolopalatali c /t1/ g /d^/ sc /1/


o prepalatali (di cera) (di gelo) (di sciame)
palatali
mediopalatali
gn /V/ gl /y/
(di gnomo) (di egli)
c /k/ g /g/
(di cane)
velari
q (di gatto)
(di quattro)
U.1 I suoni e le let• A p 2-14 9-06-2011 10:53 Pagina 5

I SUONI E LE LETTERE DELLA LINGUA ITALIANA Unità 1 5


Particolarità nella pronuncia e nella grafìa delle consonanti Come risulta dalla tabella, le
consonanti b, d, f, l, m, n, p, r, t, v non danno luogo a nessun problema, perché
in esse c’è una perfetta coincidenza tra suono e lettere. Le lettere delle conso-
nanti c, g, q, s e z invece vengono usate ciascuna per indicare dei suoni diversi.
c g Le consonanti c e g, infatti, hanno:
 un suono duro o velare o gutturale /k/ e /g/ da vanti alle v ocali a, o, u,
davanti a un’altra consonante, davanti ad h o in fine di parola: cane, corvo, crudo,
chiesa, basic; gatto, gufo, ghianda, grave. Spesso, da vanti alla v ocale u la c dura
viene scritta q come in quota, quattro ecc., ma altrettanto spesso viene scritta c,
come in cuoco, taccuino ecc. I suoni rappresentati da q + u + vocale e da c + u +
vocale sono infatti identici e l’unico modo per non sbagliare è consultare un dizio-
nario.
 un suono dolce o palatale /t1/ e /d^/ davanti alle vocali e ed i: cena, cilie-
s z gia; giro, gelato.
Le consonanti s e z, invece, hanno:
 un suono aspro o sordo /s/ e /ts/, come in “sole”, “sfera”, “polso”, “rosso” e
come in “lezione”, “costanza”, “frequenza”, “pazza”;
 un suono dolce o sonoro /z/ e /dz/, come in “rosa”, “disdire”, “mese”, “stasi”
h o come in “zero”, “azoto”, “nazionalizzare”.
La lettera h, inf ine, che non ha alcun suono e quindi non si pronuncia, viene
usata solo come segno grafico:
 per indicare che le consonanti g e c hanno suono duro anche se sono se guite
dalle vocali e e i: “cherubino”, “chilo”; “margherita”, “ghiotto”;
 per distinguere le voci del verbo avere “ho, hai, ha, hanno” dalle parole che
si pronunciano allo stesso modo “o, ai, a, anno”;
 per suggerire l’idea del prolungamento del suono di una vocale nelle interie-
zioni: “ah, oh, uh, aihmè” ecc.;
 per trascrivere alcune parole latine (“ habitat”, “ homo sapiens”) o straniere
(“hotel”, “hamburger”, “hostess”).
Le consonanti doppie
Le consonanti doppie o geminate e quindi scritte due v olte
sono una caratteristica dell’italiano e cor rispondono a suoni ef fettivamente raf-
forzati nella pronuncia. Per esempio: in tatto, tra t semplice all’inizio della paro-
la e tt doppia nella par te centrale la dif ferenza è molta. La doppia consonante,
tra l’altro, ha valore distinti vo, per mette cioè di distinguere due parole che
hanno tutti gli altri suoni identici: ca ro/carro; pala/palla; cane/canne. Se non si

PER NON SBAGLIARE


Le più frequenti difficoltà ortografiche I gruppi ce/cie e ge/gie. Le forme corrette sono quel-
le in ce e ge, perché la c e la g davanti alla vocale e
La corretta scrittura delle parole – cioè l’ortografia (dal sono di per sé dolci e quindi non hanno bisogno della i:
greco orthós, ‘corretto’, e graphé, ‘scrittura’) – presenta dolce, luce, gelo, faggeto. Però, si scrivono -cie e -gie
in italiano non poche difficoltà. con la i:
 i nomi in -cìa e -gìa al plurale: farmacìe, bugìe, allergìe;
I gruppi sce/scie. Si scrive sempre sce (scena, scendere,
scegliere, scelta, discesa), tranne che nelle parole scienza  i nomi in -cia e -gia, al plurale, ma solo quando -cia e -
e coscienza e nei loro derivati (scientifico, scienziato, co- gia sono preceduti da vocale: camicie, socie, valigie, ci-
scienzioso, cosciente), nella parola uscière (raro uscere) e liegie (ma sono corrette anche le forme valige, ciliege);
naturalmente in scìe (plurale di scìa).  i nomi cielo e cieco;
segue
U.1 I suoni e le let• A p 2-14 9-06-2011 10:53 Pagina 6

6 Modulo 1 FONOLOGIA

PER NON SBAGLIARE


Si usa qua, que, qui quando i gruppi ua, ue e ui formano
 i nomi, per lo più di origine latina, superficie, specie, effi-
dittongo: qui, que-sto, qua-dro.
cienza, deficienza, sufficienza, effigie, igiene e i loro derivati;
I gruppi cq/qq. Il raddoppiamento del suono qu si scrive
 i nomi in -iere e -iera: artificiere, pasticciere (ma anche
cqu: acqua (e tutti i suoi derivati e composti: acquazzone,
pasticcere), crociera, raggiera (raro raggera).
acquedotto, acquitrino, annacquare e simili), acquisto e
I gruppi li-/gli-. Si usa li-: derivati, nacque. Fa eccezione solo soqquadro, che rad-
 all’inizio di parola: lieto, liana, liocorno, liuto (le uniche doppia in qqu.
eccezioni sono costituite dall’articolo gli e dai pronomi I gruppi gu/qu. Non bisogna confondere le parole scrit-
gliene, glielo, gliela, glieli); te con il gruppo gu con quelle scritte con qu: guida, guit-
 quando la l suona doppia: allietare, allievo, cancelliere, to, guinzaglio, guidare, guancia, sguardo, uguaglianza e
idillio, sollievo; quinto, qualità, quaderno, quadro, quinterno. Si vedano
 nelle parole in cui l’accento cade sulla i e nei loro deri- soprattutto le coppie guanto/quanto e guizzo/quiz.
vati: malìa (ammaliare, maliarda), regalìa e simili;
 in alcune parole che conservano la grafia originaria la- La lettera h. La lettera h è detta muta, perché non ha al-
tina, perché sono arrivate in italiano non attraverso la cun suono e non si pronuncia. Viene usata solo come se-
lingua parlata, ma attraverso recuperi dotti, o che, co- gno grafico:
munque, riproducono la grafia latina come ciliegia, conci-  per indicare che le consonanti c e g hanno suono duro
lio, cavaliere, esilio, mobilio, olio, milione, miliardo, petro- anche se sono seguite dalle vocali e e i: cherubino, chilo,
lio, vigilia e simili. Tra i nomi propri, i nomi di persona si margherita, ghiotto;
scrivono tutti con li- (Emilio, Amelio, Virgilio), tranne Gu-  per distinguere le voci del verbo avere ho, hai, ha, han-
glielmo; tra i nomi geografici alcuni si scrivono con li- no da parole che si pronunciano allo stesso modo (o, ai,
(Italia, Sicilia, Versilia), mentre altri si scrivono con il a, anno);
gruppo gli- (Marsiglia, Siviglia).  nelle interiezioni esclamative, per suggerire l’idea del
Si usa -gli in tutti gli altri casi: bagaglio, consiglio, figlio, prolungamento del suono: ah, oh, uh, deh, ohimè ecc.
foglio, giglio, luglio, famiglia, vaglia, voglia ecc. Il derivato La lettera h, inoltre, compare (h etimologica) come lette-
di famiglia: famigliare, si può scrivere anche familiare. ra iniziale di varie parole latine (habitat, homo, humus) e
straniere (hotel, hamburger, hobby, hostess).
I gruppi mb/mp. Davanti alle lettere p e b si usa sem-
pre la nasale m e mai la nasale n: bambola, gamba, cam- La lettera z. La lettera z non viene mai raddoppiata:
po, imporre, comportamento.  nei nomi terminanti in -ione: azione, informazione, in-
teriezione, stazione ecc.;
I gruppi ni/gn. Si usa la nasale n seguita da i in parole  nei nomi terminanti in -zia, -zie, -zio (polizia, giudizio,
che conservano o riproducono la grafia originaria latina, ospizio ecc.) e nei loro derivati: poliziesco, giudizioso
per lo più perché sono di origine dotta, come colonia, ecc. Fanno eccezione i nomi derivanti da nomi con z dop-
scrutinio, genio, niente o simili. pia (pazzia, da ‘pazzo’) e di origine straniera (razzia).
In tutti gli altri casi si usa gn: degno, bagno, gnomo,
gnocco, ingegno, pegno, segno, vigna, compagno, campa- Gli accenti. Per l’uso degli accenti, per esempio sui mo-
gna, ognuno e simili. nosillabi sui quali l’accento deve essere segnato per di-
stinguerli da altri monosillabi (è/e, sé/se ecc.) o sui mo-
I gruppi gn/gni. Dopo il suono gn la i non si mette mai nosillabi come qui e qua su cui non deve essere mai usa-
(ingegnere, cagna, ognuno, campagna ecc.), tranne nei rari to, vedi alle pp. 11–12.
casi in cui la i è accentata (compagnìa) e nella desinenza
della 1a pers. plurale dell’indicativo presente e nella 1a e L’apostrofo. Sull’uso dell’apostrofo – da evitare soprat-
2a pers. plurale del congiuntivo presente dei verbi in -gna- tutto l’errore, frequentissimo, di apostrofare l’articolo in-
re: disegniamo, che voi bagniate (ma si vanno affermando determinativo un – vedi alle pp.12 ss.
anche le forme senza i: disegnamo, che voi bagnate). Il troncamento. Sul troncamento – soprattutto quello
I gruppi cuo/quo. Si usa cuo nelle parole derivate da degli aggettivi bello, grande, santo, quello – vedi a p. 14.
parole latine contenenti la sillaba co: cuoco, scuola, cuo- La divisione in sillabe. Sulla divisione delle parole
re, cuoio, proficuo, innocuo, cospicuo, arcuato, percuote- in sillabe – e in particolare sul modo di spezzare le pa-
re e simili. role in fine di riga per andare a capo – vedi alle pp. 9-10.
Si usa quo nelle parole che per lo più avevano quo anche
L’uso delle maiuscole. Sull’uso delle maiuscole all’i-
in latino: quota, quotare, quotazione, quoziente, quotidia-
nizio dei nomi propri e dei nomi comuni usati come
no, iniquo, liquore.
nomi propri, nonché all’inizio di un testo o dopo un se-
I gruppi cua, cue, cui/qua, que, qui. Si usa cua, cue, gno di punteggiatura forte, vedi alle pp. 33-34.
cui quando i gruppi ua, ue e ui non formano dittongo: la-
cu-a-le, cu-i, in-no-cu-e, ar-cu-a-to.
U.1 I suoni e le let• A p 2-14 9-06-2011 10:53 Pagina 7

I SUONI E LE LETTERE DELLA LINGUA ITALIANA Unità 1 7


dà rilievo alla consonante doppia, tanto nello scritto quanto nel parlato, si pos-
sono generare equivoci: “Nella minestra c’è un ca ppello!”.
U.1 I suoni e le let• A p 2-14 9-06-2011 10:53 Pagina 8

8 Modulo 1 FONOLOGIA

3.3 I digrammi e i trigrammi PER NON SBAGLIARE


Nella lingua italiana alcuni suoni (sc /1/ di scena, gn /V/ I dittonghi e i trittonghi sono
di gnomo, gl /y/ di figlio ecc.) non hanno un corrispon- inseparabili
dente in una lettera precisa e, quindi, per trascri verli
bisogna ricor rere a gruppi di due o tr e letter e detti Le vocali di un dittongo o di un trit-
rispettivamente digrammi (cioè “doppie lettere”) e tri- tongo formano una sola sillaba e
quindi non devono mai essere sepa-
grammi (cioè “triple lettere”). In par ticolare: rate quando si divide una parola in
 sono digrammi:
sillabe: piaz-za, fiu-me, buoi, a-iuo-la.

 gl + vocale i: egli, figli, degli. Ma in parole come gli-


cine, glicerina, negligenza il gruppo gl non forma digramma e le due consonan-
ti conservano i loro due suoni distinti come nelle parole in cui sono se guite da
vocali diverse da i: gladiatore, gleba, gloria, glucosio;
 gn + vocale: gnomo, vergogna, agnello, bagnino, ognuno;
 sc + vocali e e i: scena, scivolo, scelta. Il gruppo sc non forma però digram-
ma e le due consonanti conservano i loro due suoni distinti quando sono segui-
te dalle vocali a, o e u: scarpa, scopa, oscuro;
 ch + vocali e ed i: oche, chimica, chilo;
 gh + vocali e ed i: streghe, ghette, ghiro, laghi;
 ci + vocali a, o, u: camicia, ciocca, ciuffo;
 gi + vocali a, o, u: giacca, giudice;
 sono trigrammi:
 gli + vocale: figlia, moglie, coniglio;
 sci + vocale: sciarpa, sciocco, sciupare.

3.4 I dittonghi e i trittonghi


I dittonghi e i trittonghi sono gruppi indivisibili di due o tre lettere v ocaliche
che vengono pronunciate con una sola emissione di v oce e quindi costituisco-
no una sola sillaba
piazza, fiume, pneumatico, buoi, miei.
In particolare:
 i dittonghi sono formati dall’unione di una i o di una u con una qualsiasi altra
vocale per lo più accentata, oppure dall’unione di i e u tra loro:
ia, ie, io, iu: chiàve, bandièra, sbandieràre, fiòre, fiorìsta, piùma;
ua, ue, ui, uo: uguàle, duèllo, duellànte, guìda, buòno;
ai, ei, oi, ui: farài, sèi, vòi, lùi;
au, eu: càusa, nèutro, neutróne, eufemìsmo.
Le semiconsonanti e le semivocali dei dittonghi. Le vocali i e u che co-
stituiscono i dittonghi hanno un suono intermedio tra quello vocalico e quello con-
sonantico: per questo motivo sono dette semiconsonanti quando, nel dittongo,
precedono le altre vocali e semivocali quando invece le seguono.
I dittonghi mobili. I dittonghi ie e uo sono detti dittonghi mobili perché ten-
dono a perdere la i o la u, riducendosi alle vocali e ed o, nelle parole derivate:
– quando il dittongo non è più accentato: piéde → pedèstre, pedóne, (ma cfr. i com-
posti piedistallo, piedipiatti); suòno → sonòro, sonàta; scuòla → scòlaro, scolàsti-
co; muòvere → moviménto; ma si vedano fièno → fienile, pieno → pienezza ecc.
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I SUONI E LE LETTERE DELLA LINGUA ITALIANA Unità 1 9


– quando il dittongo, pur essendo accentato, si tro va in sillaba chiusa, cioè ter mi-
nante per consonante: muòvere → mòsso; cuòcere → còtto.

PER NON SBAGLIARE


Come si dividono le parole in sillabe grammi) non si dividono mai e fanno sillaba con la vo-
cale che li chiude: fi-gli, ghian-da, gnoc-co, sce-na sca-
Saper dividere le parole in sillabe è utile a tutti coloro
la, ba-chi, fi-glia-stro, bi-scia, scien-za. Di conseguen-
che scrivono e che, quando si trovano alla fine di una riga,
za non si dividono ma formano una sola sillaba anche i
devono spezzare una parola e andare a capo. In questi casi,
gruppi cia, cie, cio, ciu e gia, gie, gio, giu, nei quali la i
i dubbi sono frequenti e assalgono un po’ tutti. Si scriverà: non accentata non si pronuncia: cia-o, cie-lo, coc-cio,
os-te oppure o-ste? ma-e-stro oppure mae-stro? ciu-co, gia-cin-to, gio-co, giu-gno. Se invece la i è ac-
Per risolvere questi problemi, esistono alcune regole centata e quindi si pronuncia, essa forma iato con la
precise che aiutano a non commettere errori. Eccole: vocale seguente e fa sillaba a sé: far-ma-cì-a, bu-gì-a
ecc.;
 una vocale o un dittongo iniziali di parola seguiti da
 i gruppi di due o più consonanti diverse formano silla-
una consonante costituiscono da soli una sillaba: a-mi- ba con la vocale seguente se insieme costituiscono una
ci-zia, au-gu-ri; sillaba che può trovarsi all’inizio di una parola: de-sti-
 una consonante semplice fa sillaba con la vocale o il no, di-ma-gri-re, o-ste;
dittongo che la seguono: pa-lo, a-mo-re, cau-sa;  i gruppi formati da due o più consonanti diverse si di-
 le consonanti doppie, compreso il gruppo cq, si divido- vidono se, con la vocale seguente, non costituiscono un
no sempre tra due sillabe: sas-so, car-ret-tie-re, ac-qua; gruppo che può trovarsi all’inizio di parola: cal-do, al-to,
tung-ste-no (non esistono, in italiano, parole che inizia-
 i gruppi di lettere che corrispondono a un solo suo- no con ldo, lto o ngste);
no come gl, ch, gh, gn, sc (digrammi) e gli, sci (tri- segue
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10 Modulo 1 FONOLOGIA

 la s seguita da una o più consonanti (la cosiddetta s Come “si spezza” una parola apostrofata
preconsonantica) forma sillaba con la vocale che segue: in fin di riga
ri-spo-sta, pa-sto-re;
Come ci si comporta quando ci si trova a fine riga e bi-
 le vocali dei dittonghi e dei trittonghi non si dividono sogna spezzare una parola apostrofata? Mettiamo il
mai: pie-de, u-ra-nio, a-iuo-la; caso di dover scrivere La visita dell’amico lo rese felice
 le vocali di uno iato si dividono in due sillabe diver- e di dover andare a capo proprio dopo dell’. Come fare?
se: ma-e-stro, e-ro-e, vi-a, vi-a-le, far-ma-ci-a, bu-gi-a, Secondo la grammatica, non si può lasciare l’apostro-
ri-u-ni-re; fo a fine riga e, perciò, si deve scrivere dello/amico op-
 nelle parole composte con un prefisso come dis-, in-, pure spezzare la parola e scrivere del-/l’amico. La pri-
trans-/tras-, si hanno due possibilità: o si conserva in- ma soluzione è poco elegante. Meglio, allora, spezzare
tatto il prefisso o si divide la parola secondo le regole regolarmente la parola e scrivere del-/l’amico, anche se
sopra esposte. Si può pertanto avere: tras-por-ta- niente impedisce di seguire l’esempio dei giornali che
re/tra-spor-ta-re; dis-o-no-re/di-so-no-re; in-a-ni-ma- vanno a capo, lasciando l’apostrofo in fine di riga:
to/i-na-ni-ma-to; trans-o-ce-a-ni-co/tran-so-ce-a-ni-co. dell’/amico. Oggi, per altro, nella videoscrittura il pro-
La tendenza prevalente è però quella di rispettare le re- gramma del computer risolve automaticamente il pro-
gole generali e sillabare: tra-spor-ta-re, di-so-no-re blema degli a capo – di tutti gli a capo – dividendo cor-
ecc. rettamente le parole o evitando di spezzarle.

 i trittonghi sono formati dall’unione delle vocali i e u o dall’unione di due i


non accentate con un’altra vocale, di solito accentata:
iài, ièi: copiài, mièi;
uài, uòi: guài, buòi;
iuò: aiuòla.

3.5 Lo iato
Quando due vocali, pur essendo contigue nel cor po di una parola, non v engono
pronunciate con una sola emissione di voce e quindi non formano dittongo, si ha
uno iato (dal latino hiatum, ‘apertura, fenditura’). In questo caso, le due vocali si
pronunciano separatamente, con due suoni distinti e formano due sillabe diverse:
pa-e-se, v i-a, pro-f i-cu-o.
Lo iato si verifica:
 quando si incontrano tra loro le vocali a, e, o: te-a-tro, a-e-re-o, bo-a-to, mal-
le-o-lo;
 quando le vocali i e u accentate si incontrano con una delle altre v ocali: vì-
a, zì-o, sù-o, pa-ù-ra. Lo iato si mantiene anche nelle parole derivate o compo-
ste in cui le vocali i ed u non sono più accentate: vi-à-le, pa-u-rò-so;
 nelle parole composte con il pref isso ri- e i pref issoidi bi- e tri-: ri-a-ve-re,
ri-u-ni-re, bi-en-na-le, tri-an-go-lo;
 in parole come in-no-cu-o, pro-fi-cu-o.

3.6 Le lettere straniere


Concludiamo l’esame dei suoni dell’italiano analizzando le cinque letter e
estranee all’alf abeto italiano originario che sono state introdotte per moti vi
U.1 I suoni e le let• A p 2-14 9-06-2011 10:53 Pagina 11

I SUONI E LE LETTERE DELLA LINGUA ITALIANA Unità 1 11


grafici (la j) o per trascri vere parole di origine g reca e latina o, per lo più,
parole straniere. Esse sono:
 j J (i lunga): un tempo era usata in italiano per indicare la i semiconsonan-
tica (jeri) o la doppia i delle desinenze plurali ( vizj) e v eniva pronunciata a
tutti gli effetti come una i. Anche oggi, nei rari nomi propri in cui è stata con-
servata, la j mantiene il suono di una i: Jugoslavia, Jolanda. Invece, nelle
parole di origine straniera mantiene il valore consonantico della lingua d’ori-
gine. Nelle parole inglesi, per esempio, la j (= gei) si pronuncia come una g
palatale (dolce): jeans (= gins), jet (= get). Di fatto, quando le parole stranie-
re che la contengono vengono italianizzate, la j si trascrive come una g pala-
tale: jungla → giungla;
 k K (cappa): si pronuncia come una c velare (dura). Si usa nelle abbre via-
zioni come km (chilometro) e kg (chilogrammo) e, soprattutto, in parole di
origine straniera: poker (= pocher), koala (= coala). Quando le parole stra-
niere che la contengono v engono italianizzate, la k si trascrive con la lettera
c velare davanti alle vocali a, o, u, e con il digramma ch davanti alle vocali e
e i: polka → polca; kimono → chimono;

ché (congiunzione = perché) che (pronome e congiunzione)


dà (verbo) da (preposizione)
dì (nome = giorno) di (preposizione)
è (verbo) e (congiunzione)
là (avverbio) la (articolo e pronome)
lì (avverbio) li (pronome)
né (congiunzione) ne (pronome e avverbio)
sé (pronome) se (congiunzione)
sì (avverbio) si (pronome)
tè (nome) te (pronome)

lèggere leggère
àmbito ambìto
àncora ancóra
circùito circuìto
fòrmica formìca
sùbito subìto
àltero altèro
nòcciolo nocciòlo

àgito agìto agitò


ìntimo intìmo intimò
càpitano capitàno capitanò
càpito capìto capitò
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12 Modulo 1 FONOLOGIA
In queste parole, tuttavia, l’accento ormai non viene più segnato, perché di solito
il contesto in cui sono inserite per mette di capire di quale parola si tratta: “P er
migliorare devi studiare ancora.”/ “La nave ha levato l’ancora.”;
 sui plurali dei nomi in -io, per distinguerli dai plurali di altri nomi simili per
grafia: così si può scri vere princìpi (plurale di principio) e prìncipi (plurale di
principe). Anche in questi casi, però, si preferisce or mai lasciare al contesto il
compito di chiarire il significato della parola;
 sulle forme dò, dài, dànno del verbo dare per distinguerle da do (nota musi-
cale), dai (preposizione articolata) e danno (nome);
 tutte le volte che si vuole indicare la cor retta pronuncia di una parola rara o
difficile: ecchìmosi, rubrìca, prosèliti, streptomicìna.

PER NON §SBAGLIARE


Il dizionario e l’accento delle parole Qui e qua

Si dice rùbrica o rubrìca? Édile o edìle? Persuàdere o Gli avverbi di luogo qui e qua non vogliono mai l’ac-
persuadére? Spesso siamo incerti tra la pronuncia cento.
piana e la pronuncia sdrucciola di una parola. Cosa
si può fare per evitare errori? Basta consultare il di- Sé stesso o se stesso?
zionario che su ciascuna parola segna:
 l’accento grafico che permette di stabilire su Il pronome sé può perdere l’accento quando è segui-
quale sillaba cade l’accento della parola: rubrìca, to da stesso: se stesso. Nell’italiano contemporaneo,
edìle, persuadére, baùle; ciò avviene comunemente, ma i grammatici suggeri-
 l’accento fonico che permette di stabilire se una scono di conservare l’accento nelle forme plurali,
e o una o sono aperte o chiuse: pèsca/pésca; perché se stessi e se stesse potrebbero essere confu-
vòlto/vólto; vènti/vénti. si con se (io) stessi e se (egli) stesse.

6 I fenomeni fonetici di collegamento


Quando parliamo, non pronunciamo le parole staccando le une dalle altre, ma
le pronunciamo l’una dietro l’altra colle gandole più o meno strettamente in
gruppi abbastanza compatti. Il contatto tra le parole produce, a li vello foneti-
co, dei fenomeni particolari di adattamento che prendono il nome di fenomeni
fonetici di contatto o di collegamento. Tra essi, i più impor tanti, nella lingua
italiana, sono l’elisione e il troncamento.

6.1 L’elisione
L’elisione consiste nella caduta della v ocale f inale atona di una parola da vanti
alla vocale iniziale della parola se guente. Graf icamente l’elisione è indicata
dalla presenza, al posto della vocale caduta, del segno dell’apostrofo:
lo amico → l’amico (nella pronuncia: lamìco)
L’elisione è obbligatoria:
 con gli ar ticoli lo e la e le preposizioni composte con tali ar ticoli: l’uomo,
l’uva, dell’amico, all’antica, sull’opera ecc.;
 con l’aggettivo dimostrativo quello/a: quell’inverno, a quell’epoca; ma al
femminile le forme non elise ( quella ipoteca) tendono a prevalere su quelle
elise (quell’ipoteca);
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I SUONI E LE LETTERE DELLA LINGUA ITALIANA Unità 1 13

 con gli aggettivi bello/a e santo/a: bell’e fatto, bell’amica, sant’Agostino,


sant’Agata; ma al femminile le for me non elise (bella opera, santa Elisabetta)
tendono a prevalere sulle forme elise (bell’opera, sant’Elisabetta);
 con l’avverbio ci davanti a voci verbali comincianti per e: c’è, c’erano,
c’entra;
 con la congiunzione anche seguita dai pronomi personali io, egli, essa, esso,
essi, esse: anch’io (raro anche io);
 in alcune formule fisse come senz’altro, tutt’al più, mezz’ora, tutt’altro, nes-
sun’altra, alcun’altra, l’altr’anno, a quattr’occhi, pover’uomo, buon’anima,
quand’anche, d’ora in poi, d’altronde, fin d’allora.

L’elisione, che è anche un fatto soggettivo, legato a scelte espressive e stilistiche


di tipo personale, è facoltativa:
 con l’articolo maschile plurale gli e le preposizioni ar ticolate composte con
esso e con l’aggettivo dimostrativo quegli, quando la parola se guente inizia
con i: gl’italiani oppure gli italiani (forma oggi più usata);
 con l’articolo indeterminativo una: un’amica oppure una amica;
 con il pronome personale maschile complemento di ter mine gli (= “a lui” e
oggi anche “a loro”), quando le parole se guenti iniziano con i: gl’intimai op-
pure gli intimai;
 con l’aggettivo dimostrativo questo/a: quest’anello oppure questo anello;
quest’amica oppure questa amica;
 con i pronomi personali lo e la, ma solo se non sussiste dubbio circa il gene-
re maschile o femminile: l’invitai oppure lo invitai, la invitai;
 con le particelle pronominali mi, ti, ci, si, vi, ne: m’avvicinai oppure mi av-
vicinai; non t’importa oppure non ti importa;
 con l’avverbio e congiunzione come: com’è oppure come è;
 con la preposizione di: uno sguardo d’intesa oppure di intesa.

L’elisione, infine, è proibita:


 con gli ar ticoli, gli aggettivi e le preposizioni se guiti da parole comincianti
con i semiconsonantica: lo Ionio, di ieri, questa iattanza;
 con il pronome personale femminile le singolare (= “a lei”, e quindi comple-
mento di ter mine) e plurale (= “esse”, “loro” e quindi complemento o ggetto):
le annunciai, le avvertii;
 con il pronome personale maschile plurale li: li invitai;
 con la particella pronominale ci quando è seguita da vocale diversa dalle vo-
cali e ed i (c’invitò, c’esortò), perché la c elisa assumerebbe un suono v elare:
ci occorse non può essere eliso perché c’occorse dovrebbe essere pronunciato
coccorse;
 con la preposizione da, tranne che in poche locuzioni come d’ora in poi e
d’ora innanzi, per evitare la confusione con la preposizione di: provenire da
Agrigento, appartamento da affittare;
 con le parole che, in una sequenza di più parole, pro vocano già l’elisione
della parola precedente: un’altra amica è preferibile a un’altr’amica; ma si
veda quest’altr’anno.
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14 Modulo 1 FONOLOGIA

6.2 Il troncamento
Il troncamento è la caduta della v ocale finale atona o dell’intera sillaba f inale
di una parola davanti alla vocale o alla consonante iniziale della parola seguente:
un uomo, qual è, un gran fracasso.
Il troncamento è obbligatorio:
 con l’articolo indeterminativo uno: un amico, un cane;
 con gli aggettivi indef initi alcuno, nessuno, ciascuno, usati al maschile sin-
golare: alcun sollievo, nessun uomo, ciascun partecipante;
 con l’aggettivo buono: buon uomo, buon gusto;
 con gli aggettivi bello, santo e quello ma solo davanti a parole maschili sin-
golari inizianti per consonante: bel tipo, san Pietro, quel libro;
 con i nomi indicanti posizione sociale o atti vità professionale come
signore, professore, dottore, ingegnere, cavaliere, frate e suora seguiti da
un nome proprio: il signor Antonio, il professor Rossi, il dottor Bianchi, l’in-
gegner Consolandi, fra Cristoforo, suor Angela. Con questi nomi, il tronca-
mento avviene anche davanti a s preconsonantica: l’ingegner Scotti, il dottor
Sperandini.
Il troncamento, invece, è facoltativo, legato a scelte stilistiche personali:
 con l’aggettivo grande: si può infatti dire sia una grande dama sia una gran
dama e, con una lieve differenza di signif icato, sia un gran delinquente sia un
grande delinquente;
 con gli aggettivi indefiniti tale e quale usati al maschile e femminile singo-
lare: si può inf atti dire sia un tale personaggio sia un tal personaggio. Con
quale, tranne che in forme come qual è e la qual cosa, dove è oramai conside-
rato obbligatorio, è però preferibile usare la forma piena: quale amico;
 in alcune locuzioni verbali come aver sonno, aver fame, voler bene, voler
parlare, saper tacere, son tornato, son partiti.
 in alcune espressioni ormai cristallizzate come: amor proprio, ben bene, ben
detto, ben fatto, fior di soldi , fior di farina , in fin dei
conti, fin qui, mal di testa, mal di mare, ecc. PER NON SBAGLIARE
Il troncamento, infine, è vietato: Elisione o troncamento?
 davanti alle parole inizianti per s preconsonantica, x, z,
ps, gn: uno sciocco, uno zero, un bello zero, uno psicolo- L’elisione implica l’uso dell’apo-
go, un buono psicolo go, un buono stipendio , il mio bello strofo mentre il troncamento, tran-
ne poche eccezioni facilmente me-
zaino, quello strano individuo, uno gnomo, santo Stefano. morizzabili (po’, mo’, be’, da’, di’ e si-
Ma si dice san Zeno e san Stanislao, ingegner Stefani e mili), non richiede l’apostrofo:
commendator Zanzi. Sempre più spesso nel parlato si come si fa a stabilire se si tratta del-
dice anche un psicologo, un buon psicologo, un buon sti- l’una cosa o dell’altra e, quindi, se
occorre mettere l’apostrofo oppure
pendio e un bel zero, forme che però sono da evitare. no? Un semplice espediente pratico
Il troncamento con l’apostrofo. Il troncamento si può togliere d’impaccio: si ha tron-
camento e, quindi, non ci vuole l’a-
distingue dall’elisione perché la parola che lo subisce postrofo, quando la parola che ha
non ha l’apostrofo. Fanno eccezione: po’ (= poco): “Un perduto la vocale finale può stare
po’ di pane”; be’ (= bene): “ Be’, ne parleremo”; mo’ anche davanti a una parola che co-
(= modo): “A mo’ di esempio; to’ (= togli, nell’antico si- mincia per consonante; in caso con-
gnificato di “prendere”): “To’, prendi”. trario, si ha elisione e quindi ci vuole
l’apostrofo. Così, buon uomo non si
Spesso vengono apostrofati anche gli imperativi tronchi apostrofa (è un troncamento) per-
da’ (= dai), di’ (= dici), fa’ (= fai), sta’ (= stai) e va’ (= ché si può dire anche buon pane; in-
vai) anche se sarebbe me glio riservare l’apostrofo solo a vece pover’uomo si apostrofa (è
da’ e a di’, che altrimenti potrebbero essere confusi con le un’elisione) perché non si può dire
preposizioni da e di, e scrivere invece fa, sta e va senza pover ragazzo.
apostrofo né accenti.
•EXE m1•01•Suoni_let•p 15-28 A 9-06-2011 10:58 Pagina 15

Esercizi
L’alfabeto
1 riordinamento Riscrivi sul quaderno i seguenti nomi propri disponendoli in ordine
alfabetico.
Roberto, Zita, Cecilia, Antonio, Dario, Simone, Ottavia, Valentina, Federico, Ilaria, Umberto, Harry, Marcello, Nicola,
Paola, Bianca, Quirino, Enrico, Lucia, Tullio, Gaetano.

2 completamento Riempi lo spazio vuoto tra le seguenti lettere con la lettera opportuna,
secondo l’ordine alfabetico.
1. C D E 3. U Z 5. F H 7. P R
2. H L 4. B D 6. T V

3 riordinamento Riscrivi sul quaderno le seguenti parole disponendole in ordine alfabetico.

gonna, maschera, corallo, zona, lanterna, giornata, quaderno, sinistra, maschio, valzer, furia, sonno, pepita, harem, net-
tare, armadio, sandalo, destra, lamento, borchia, arancia, zanna, lamentoso, giacca, quattro, lana, rivista, zona, hot dog.

I fonemi dell’italiano
4 completamento A partire dai seguenti gruppi di consonanti, ricostruisci le parole origina-
rie inserendo le vocali che sono state tolte. Accanto a ciascuna parola trovi la corrispondente
definizione.

1. frn farina (è il principale ingrediente del pane); 2. ss (formano lo scheletro); 3. gnrl


(alta carica dell’esercito); 4. pgn (formano i libri); 5. ps
(testo in versi); 6. stt (lo è di solito la volpe); 7. vcnz
(sono lunghe quelle estive); 8. mtmtc (una delle materie scolastiche); 9. rbtr
(non fa parte della squadra ma corre in campo); 10. rcchtt (può essere da
tennis o da pingpong).

5 gioco linguistico Eccoti una serie di lettere in ordine alfabetico. Con ciascun gruppo puoi
formare due parole: della prima hai la definizione, la seconda trovala tu. Questo gioco lingui-
stico si chiama “anagramma”.
1. aimnor ramino (gioco di carte) marino

2. eimpro (lo si riceve dopo una vittoria)


3. enort (voce del verbo entrare)
4. aairstt (rigata)
5. aeiglnor (abita in Algeria)
•EXE m1•01•Suoni_let•p 15-28 A 9-06-2011 10:58 Pagina 16

16 Modulo 1 FONOLOGIA

Le vocali
6 completamento Completa i gruppi di consonanti con le vocali che mancano per formare
delle parole. Attenzione: non puoi cambiare l’ordine delle consonanti.
1. scl Sicilia scuola scala

2. fng
3. sr
4. mn
5. lr
6. dr
7. nd

7 trasformazione Sostituisci alle parole che seguono la vocale in corsivo per formare delle
parole nuove.

1. luna Lina, lana, lena ; 2. tono ; 3. falla ; 4. malto ;


5. piano ; 6. pazza ; 7. nono ; 8. castello
; 9. orrore .

8 individuazione Con l’aiuto del dizionario segna sulle e toniche delle seguenti parole
l’accento acuto (se la e si pronuncia chiusa) oppure l’accento grave (se la e si pronuncia
aperta). [Gli accenti acuti sono 4 e quelli gravi 6.]
spavento spavènto , carrello, seta, verza, nespola, metodo, gente, sette, cadere, nero.

9 individuazione Con l’aiuto del dizionario segna sulle o toniche delle seguenti parole
l’accento acuto (se la o si pronuncia chiusa) oppure l’accento grave (se la o si pronuncia
aperta). [Gli accenti acuti sono 5 e quelli gravi altrettanti.]
orologio orològio , frode, dove, ombra, porta, opera, polipo, nipote, monte, nervoso.

10 gioco linguistico Le parole come aiuole sono dette panvocaliche perché contengono tutte e
cinque le vocali. Trova le parole panvocaliche corrispondenti alle seguenti definizioni.
1. Allegra, entusiasta euforica 4. Sinonimo di comprerò
2. Vende patate e carote 5. Grado dell’aggettivo
3. Lo sono le abitudini 6. Assicura la tenuta di un
di ogni giorno recipiente o di un tubo

11 gioco linguistico Eseguite in classe il seguente gioco di gruppo sotto la guida dell’inse-
gnante.
La classe si divide in gruppi di 4 o 5 studenti. Ciascun gruppo in un tempo stabilito dall’insegnante dovrà trovare il mag-
gior numero di parole monovocaliche, cioè parole che contengono una sola vocale ripetuta più volte. Il gioco potrà
cominciare con parole come cascata, merende, orso, ispidi, tutù.
•EXE m1•01•Suoni_let•p 15-28 A 9-06-2011 10:58 Pagina 17

I SUONI E LE LETTERE DELLA LINGUA ITALIANA Unità 1 17

12 produzione A partire dalla frase data, scrivi sul quaderno dei lipogrammi, cioè delle frasi
di senso compiuto che assolutamente non contengano, a turno, una delle cinque vocali.
Alle otto, come tutte le mattine, la scuola si affolla di ragazzi, ragazze e professori che si preparano per le lezioni.
Es.: lipogramma in a: Ogni giorno, verso le otto, gli studenti e i professori giungono nelle scuole per le lezioni.

Le consonanti
13 produzione Le parole come babbo, coccio, tatto sono dette monoconsonantiche perché
contengono una sola consonante ripetuta più volte. Scrivi sul quaderno tutte le parole mono-
consonantiche che riesci a ricordare.

14 completamento A ciascuno dei seguenti gruppi di lettere premetti una consonante in modo
da ottenere più parole di significato diverso.
t ono aggio ello otto anto
d ono aggio ello otto anto
ono aggio ello otto anto

15 trasformazione Ricostruisci le seguenti parole di cui abbiamo scritto in due gruppi diversi le
consonanti e le vocali.

1. lc / ieo liceo 5. sbb / aia


2. mbnt / aiee 6. dmr /ioa
3. sltdn / oiuie 7. mnfst /aieo
4. mscl / aiuoa 8. srrtr / eaua

16 trasformazione Togli una lettera dalle seguenti parole in modo da formare una parola di
forma e significato diversi. Indica poi se hai tolto una vocale V o una consonante C . Questo
tipo di trasformazione si chiama “scarto”.

1. manto mano V C 5. lampione V C


2. bianco V C 6. scarpa V C
3. furori V C 7. saluti V C
4. mistico V C 8. sponda V C

17 gioco linguistico Aggiungi una lettera alle seguenti parole in modo da formare una parola di
forma e significato diversi. Indica poi se hai aggiunto una vocale V o una consonante C .
Questo tipo di trasformazione si chiama “zeppa”.

1. costa crosta V C 5. prati V C


2. libro V C 6. mastro V C
3. orso V C 7. tesa V C
4. pesare V C 8. arte V C
•EXE m1•01•Suoni_let•p 15-28 A 9-06-2011 10:58 Pagina 18

18 Modulo 1 FONOLOGIA

18 gioco linguistico Esegui il classico gioco di enigmistica chiamato “bersaglio”.

Parti dalla parola contrassegnata dalla freccia e


EOLA
raggiungi quella che si trova nel centro, eliminando CR AC
CEST E
mano a mano tutte le parole. O

TO
Le parola da eliminare deve essere collegata
ERO

O
alla precedente in uno dei seguenti modi: AC

ACER

L
CETO
– sostituendo una lettera con un’altra lettera (cambio);

LISCE
BISCHE

STIL
– togliendo o aggiungendo una lettera (scarto o zeppa);

LE

LES
– cambiando l’ordine delle lettere (anagramma). STO

TO
E
LISCH
Es.: radio > rado > darò > dado.
E
LIST
Ricordati che puoi saltare da un cerchio all’altro e che
devi eliminare ad una ad una tutte le parole.

Fonemi, grafemi e problemi di ortografia*


* Tutti gli esercizi di questa sezione mirano a verificare la competenza ortografica.

19 produzione Assegna la parola corretta alle seguenti definizioni, tenendo presente che
le parole da inserire devono contenere il gruppo scie o il gruppo sce. [Ci sono 5 parole con il
gruppo sce e 3 parole con il gruppo scie.]

1. Lo era Galileo. scienziato 2. Lo squalo più famoso. 3. La salita vista dalla direzione oppo-
sta. 4. Lo è la fisica. 5.Vigilava sui villaggi del West.
6.Vi recitano gli attori. 7. Il genere cinematografico di 2001: Odissea nello spazio e di Guerre stel-
lari. 8. È necessaria di fronte a due o più alternative.

20 completamento Nelle parole lasciate incomplete delle seguenti espressioni inserisci a


seconda dei casi il gruppo cie o il gruppo ce. [Dovrai inserire 7 volte il gruppo cie e 5 volte il grup-
po ce.]

1. Edificio in ce mento armato. 2. Un lo limpido e sereno. 3. La pa tra i popoli. 4. Fare da pa re


tra due litiganti. 5. La rtezza di vin re. 6. La superfi di un rchio. 7. Una strada ca.
8. Una preparazione insuffi nte. 9. Un’organizzazione effi nte. 10. Una spe in via di estinzione.

21 completamento Nelle parole lasciate incomplete delle seguenti espressioni inserisci a


seconda dei casi il gruppo gie o il gruppo ge. [Dovrai inserire 3 volte il gruppo gie e 5 volte il
gruppo ge.]

1. Un ge sto impulsivo. 2. Una corretta i ne. 3. La firma di un nitore. 4. L’effi dell’imperatore.


5. Una coppetta di lato. 6. I petali disposti a rag ra. 7. Le sta degli antichi eroi. 8. Pian re
sul latte versato.
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I SUONI E LE LETTERE DELLA LINGUA ITALIANA Unità 1 19

22 produzione Scrivi i plurali dei seguenti nomi, facendo attenzione ai gruppi ce/cie,
ge/gie, scia/scie. Attenzione: se sono accettate due forme, scrivile entrambe.

1. ascia asce 2. miccia 3. farmacia 4. antologia


5. angoscia 6. camicia 7. provincia 8. scia
9. valigia 10. spiaggia

23 completamento Nelle parole lasciate incomplete delle seguenti frasi inserisci, a seconda dei
casi, i gruppi gli/li/lli. [Le parole con il gruppo gli sono 5, quelle con il gruppo li 3 e quelle con il
gruppo lli 3.]

1. Non era un cocktail: era un miscu gli o di bevande senza sapore. 2. Francesca, vedendo il meravi oso regalo
di Marco, andò in visibi o. 3. Emi o e Gu elmo sono cugini di primo grado. 4. Appena sve o,
ho pensato con so evo che era domenica. 5. La vigi a di un esame è un giorno di grande tensione.
6. Lo scalatore ha perso l’appi o ed è scivolato. 7. A neati in fila per due, i piccoli a evi della scuo-
la materna attraversano il cortile.

24 correzione Nelle seguenti frasi sono evidenziate in corsivo parole che contengono i
gruppi ni/gn/gni. Se sono corrette, sottolineale; se sono errate, cancellale e riscrivile nella
forma corretta nello spazio apposito. [Le parole corrette sono 6 e quelle errate 7.]

1. Andrea è un vero gegnio in disegno e in matematica. ( genio ) 2. La facoltà di ingenieria offre specializzazioni assai
differenti. ( ) 3. Alla morte del padre, il patrimonio sarà diviso tra i figli. ( )
4. I nonni di Annalisa sono originari di un piccolo paese della Campagnia. ( ) 5. Per gniente al
mondo rinuncerei alla compagnia dei miei amici. ( ) 6. Quando fece la sua prima comparsa, la bici-
cletta sembrò a tutti un’invenzione molto ingeniosa. ( ). 7. La bomba era collegata ad un congenio
a orologeria. ( ) 8. Al centro del giardino hanno piantato una magnifica magnolia.
( ) 9. Il mese di giunio è atteso con ansia da studenti e insegnanti. ( )

25 completamento Nelle parole lasciate incomplete delle seguenti frasi inserisci, a seconda dei
casi, i gruppi qu/cqu/cu. [Le parole con il gruppo qu sono 6, quelle con il gruppo cqu 4 e quelle
con il gruppo cu 4.]

1. Gli Appennini fanno da spartia cqu e fra il versante orientale e quello occidentale della penisola italiana. 2. La borsa
che ho appena a istato non ha ancora perso l’odore di oio. 3. Francesco ha compiuto arant’anni
ieri ed è stato festeggiato da tutta la famiglia. 4. L’A ario di Genova è diventato una delle mete più visitate della
città. 5. La cintura di si rezza è ormai un’abitudine per tutti gli automobilisti. 6. Da un banale e ivoco
na un vero dramma. 7. Gli s ali sono più inno i di anto si possa pensare. 8. La s ola
del artiere è un edificio a pianta adrata.

26 correzione In ciascuna delle seguenti frasi c’è una parola contenente il gruppo
qu/cqu/cu/qqu scritta in modo errato. Individuala, cancellala e riscrivila nelle forma corretta.

1. Chiuncue abbia visto Parigi ne rimane conquistato. ( Chiunque ) 2. Alquni di voi hanno sbagliato completamente il test
d’inglese. ( ) 3. La pittura ad aquerello è adatta soprattutto per i paesaggi. ( )
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20 Modulo 1 FONOLOGIA

4. La polizia ha messo a soccuadro l’intero edificio per scovare i malviventi. ( ) 5. Le zone laqustri a
volte possono sembrare alquanto malinconiche. ( ) 6. Il contadino continuava a perquotere la pian-
ta per far cadere i frutti. ( ) 7. Quando mai Luigi è stato così locuace? ( )
8. Il corso di recupero di matematica si è rivelato profiquo per tutti gli studenti. ( )

27 correzione Talvolta i gruppi qu/cqu/cu/qqu vengono confusi con il suono gu. Nelle
seguenti frasi cancella, tra le parole date in alternativa contenenti tali gruppi, quelle scritte in
forma scorretta.
1. Il forte fu lasciato sguarnito/squarnito e i nemici fecero irruzione nella città. 2. Lo squilibrio/sguilibrio economico
mondiale sembra un problema irrisolvibile. 3. I pinquini/pinguini vivono al polo Sud. 4. Alberto ultimamente è diven-
tato un po’ troppo pingue/pinque. 5. Fu aqqusato/ accusato ingiustamente di avere sottratto dei cuadri/quadri/guadri
dalla pinacoteca pubblica. 6. Quello/Guello dell’incuinamento/inquinamento agustico/acustico è un problema troppo
spesso sottovalutato.

28 completamento Nelle seguenti frasi inserisci la lettera h dove è necessario. [Le parole in cui
è necessario aggiungere la lettera h sono 13.]

1. Non ti o mai visto così contento! Non ti ho mai visto così contento! 2. Enrico non a ancora telefonato ai suoi amici
per avvisarli del suo arrivo. 3. Ai raggiunto facilmente casa di Carlo o le indicazioni che ti anno dato erano confu-
se? 4. Anno speso tutti i loro risparmi in un favoloso viaggio a San Francisco. 5. Ieri Marta a chiesto come regalo
di compleanno ai suoi genitori un lettore CD portatile e loro sono andati subito a comprarlo. 6. A, finalmente ti anno
tolto il gesso alla caviglia! 7. Sono loro in terribile ritardo, o siamo noi in anticipo? 8. Non o ascoltato la segrete-
ria telefonica, per cui non so se qualcuno a lasciato qualche messaggio. 9. L’anno scorso Franco e Laura non anno
fatto neppure un giorno di vacanza. 10. Aimè - a pensato il signor Nicosia uscendo da casa - mi attende una gior-
nata terribilmente pesante.

29 correzione Nelle seguenti frasi cancella, tra le parole date in alternativa con o senza la
lettera h, quelle che di volta in volta risultano scorrette.
1. Il film che anno / hanno trasmesso ieri su Rai Uno ha / a me è piaciuto moltissimo. 2. O / Ho finalmente scelto l’ar-
gomento della prossima ricerca di storia. 3. Michele e Elisabetta sono andati a / ha prendere la loro bambina a / ha scuo-
la. 4. Ah / Ha, se potessi uscire sabato sera! 5. Giorgio ha / a preso un brutta influenza, proprio mentre sua moglie ha
/ a ripreso il lavoro dopo una breve malattia. 6. Come hanno / anno fatto ha / a tornare così presto se hanno / anno perso
il treno? 7. Hai / ai preparato i panini per la gita di domani o / ho te ne sei dimenticato? 8. L’ anno / hanno scorso di que-
sti giorni eravamo a Napoli a / ha trovare i nonni.

30 individuaz./correzione Nelle seguenti frasi individua le parole che richiedono l’aggiunta di una h e
trascrivile in forma corretta nello spazio apposito.

1. I cani di razza usky sono originari dei paesi nordici. ( husky )


2. Nicola ha preso in affitto un’ouse boat sui canali della Loira. ( )
3. Il tecnico ha riparato un grave guasto nell’ardware del mio computer. ( )
4. Spesso a scrittori e poeti viene conferita una laurea onoris causa in Lettere. ( )
5. L’aereo è appena uscito dall’angar in cui era stato sottoposto a una serie di controlli. ( )
6. L’inaugurazione della mostra si è trasformata in un vero e proprio appening. ( )
7. I film di genere orror riscuotono sempre grande successo tra i giovani. ( )
8. L’ockey su ghiaccio è uno sport che esige forza, equilibrio e rapidità. ( )
9. Sandro non perde mai la it-parade del sabato sulle frequenze della sua radio preferita. ( )
10. È stata costituita una nuova olding con sede a Zurigo. ( )
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I SUONI E LE LETTERE DELLA LINGUA ITALIANA Unità 1 21

31 completamento Completa le seguenti frasi con le parole mancanti, scegliendo la forma cor-
retta tra quelle date in alternativa facendo attenzione all’uso della lettera z.

1. Antonella ci ha raccontato di aver conosciuto in vacanza un tipo davvero eccezionale (eccezzionale/eccezionale).


2. La piazza era controllata da (poliziotti/polizziotti) in borghese.
3. Le (lezioni/lezzioni) di fisica si tengono in un’aula speciale.
4. Un vasto pubblico era presente all’ (esibizione/ esibizzione) del coro degli alpini.
5. La signora Bianchi ha chiamato un (tappeziere/tappezziere) per rinnovare la sala.
6. Il piccolo Michele ha appena imparato le (addizzioni/addizioni).
7. Ieri la TV ha trasmesso un programma davvero interessante sull’integrazione (raziale/razzia-
le) nelle maggiori città italiane.
8. Simona è una persona metodica e ordinata e non ha mai fatto una (pazzia/pazia) in vita sua.

I digrammi e i trigrammi
32 individuaz./classificazione Nelle parole delle seguenti frasi individua e sottolinea in rosso i digrammi e
in blu i trigrammi.
Attenzione: non tutte le frasi contengono parole con digrammi o trigrammi. [I digrammi sono 14
e i trigrammi 5.]
1. Margherita sceglierà domani il vestito per il suo matrimonio. 2. Le saghe nordiche spesso sono animate da gnomi ed
elfi. 3. Uno sciame di api si è posato sul glicine del giardino. 4. Svegliatosi in piena notte, Giacomo non è più riuscito
a prendere sonno. 5. Il film Il gladiatore ha riscosso un grande successo in tutto il mondo. 6. Gli spaghetti conditi con
aglio e prezzemolo sono ottimi. 7. Giovanni si è molto meravigliato della giornata di sole a dispetto delle previsioni di
ieri. 8. Non ho mai mangiato delle ciambelle così squisite.

33 individuazione Individua e sottolinea i digrammi e i trigrammi presenti nel testo delle


seguenti vignette.

(da “Linus”, n. 10, ottobre 2001)


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22 Modulo 1 FONOLOGIA

34 produzione Ti diamo qui di seguito alcuni digrammi e trigrammi seguiti da vocale; con
ciascuno di essi scrivi sul quaderno almeno due parole.
1. gl + vocale i; 2. gn + vocale o; 3. sc + vocale e; 4. ch + vocale e; 5. gh + vocale i; 6. ci + vocale a; 7. gi + vocale u;
8. gli + vocale a; 9. sci+ vocale o.

35 controllo ortog./complet. Inserisci i digrammi o i trigrammi opportuni nelle parole incomplete delle
seguenti frasi, scegliendoli fra i gruppi proposti.

1. Un camion a rimor chio è u sci to di strada. (cio / chio; sci / schi). 2. O uno faccia attenzione al proprio
baga (gni / gn; glio / glo). 3. La Società Autostrade aumenterà il mese prossimo il pedag (gio / ghio).
4. I canarini si nutrono di mi (glio / glo ). 5. Lucia è portata soprattutto per gli studi ntifici (scie / sce).
6. Cerca di non pare questa occasione per colpa del tuo orgo (sciu / schiu; glio / glo). 7. di voi sa
re bene? (Ci / Chi; scia / schia) 8. I signori Fabbri non hanno né parenti né cono nti in Pu . (sce /
scie; glia / gla).

Dittonghi, trittonghi e iati


36 individuaz./classificazione Nelle seguenti frasi individua e sottolinea in rosso i dittonghi, in blu
i trittonghi e in verde gli iati. [I dittonghi sono 14, i trittonghi 3 e gli iati 10.]
1. Edoardo e Eleonora si sentono ogni sera alle dieci. 2. Il misterioso suono proveniva dall’ultimo piano. 3. I tuoi geni-
tori sono già tornati dal loro viaggio a Vienna? 4. Il cinema “Maestoso” si trova poco lontano da casa mia. 5. Laura mi
ha confessato il suo amore per Andrea. 6. La maestra oggi farà lezione di aritmetica. 7.Vuoi festeggiare con noi il com-
pleanno di Sara sabato prossimo? 8. Gli atti del processo saranno presto riesaminati. 9. L’azienda ha in previsione un
cospicuo investimento nelle telecomunicazioni. 10. I Carabinieri in alta uniforme hanno sguainato la sciabola davanti
al Presidente della Repubblica.

37 individuazione Nelle seguenti coppie di parole, contenenti gli stessi gruppi di vocali eviden-
ziati in corsivo, individua e sottolinea le parole che contengono un dittongo.

1. pigliare piano 6. Giulietta Guglielmo


2. tiglio fiore 7. proprietà malattie
3. siamese mania 8. sfiorare sciogliere
4. grigio stazione 9. triglia fiato
5. occhiali sciare 10. Catania passeggiata

38 individuaz./classificazione Indica, barrando la casella corrispondente, se le i e le u evidenziate in corsi-


vo delle seguenti parole vanno considerate vocali vere e proprie V oppure semiconsonanti
S . [Le semiconsonanti sono 5.]

1. piano V S 4. tuo V S 7. nuovo V S


2. tuorlo V S 5. rituale V S 8. bestiale V S
3. maturo V S 6. via V S 9. urlo V S
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I SUONI E LE LETTERE DELLA LINGUA ITALIANA Unità 1 23

Le lettere straniere
39 produzione Scrivi accanto a ciascuna definizione la corrispondente parola, che contiene
o inizia per la lettera straniera indicata. In caso di necessità consulta il dizionario.

1.Tipo di biscotto fatto con cialde wafer (w) 2. Arte marziale. (k) 3. Auto adatta per fuoristra-
da. (j) 4. Strumento musicale a percussione. (x) 5. Derivato dal latte dal
sapore aspro. (y) 6. Lotta libera diffusa negli Stati Uniti. (w) 7. Fine set-
timana. (w)

40 produzione Scrivi almeno due parole straniere che abbiano come iniziali le seguenti
lettere:
1. J 3. W
2. K 4. Y

La sillaba
41 controllo ortografico Dividi in sillabe le seguenti parole.

1. avere a-ve-re 6. guidatore 11. trascinare


2. tramonto 7. elemento 12. acquatico
3. escluso 8. idioma 13. caotico
4. nave 9. sia 14. malinteso
5. Tommaso 10. biennale 15. fogliame

42 controllo ortog./correzione Le seguenti parole sono state divise in sillabe, ma in alcuni casi la divisione
è stata eseguita in modo scorretto. Individua gli errori e correggili. [Gli errori sono 8.]

1. ap - ri -re a - pri -re 7. flo- rea – le


2. ves - ti - to 8. as - sal - to
3. ra - u - ce - di - ne 9. tes - to
4. ag - lio 10. ori - glia - re
5. des - i - de - ri - o 11. e - met - te - re
6. am - ba - scia - to - re 12. li - qui - do

43 individuazione Per ciascuna delle seguenti sillabe sono indicate 5 parole, ma una per ogni
serie non contiene la sillaba data: individua e cancella tali parole.
1. - ce - macete, cercare, merce, cenere, torcere. 4. - gli - migliore, tagli, glicine, imbrogli, figli.
2. - chi - chioccia, chirurgo, taschino, tacchi, tacchino. 5. - zi - Zita, negozi, vizi, zimarra, zinco.
3. - per - permuta, peripezia, apertura, perché, pervinca. 6. - ri - ricordi, marito, Valeria, ristorante, deridere.
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24 Modulo 1 FONOLOGIA

44 gioco linguistico Da ciascuna delle seguenti parole ricavane almeno un’altra, togliendo una
sillaba all’inizio, all’interno o alla fine della parola data.

1. maestro mastro, estro 4. amore 7. questore


2. finestra 5. graffiato 8. fermaglio
3. confetti 6. lucide 9. padrone

45 gioco linguistico Da ciascuna delle seguenti parole ricavane un’altra, aggiungendo all’inizio,
all’interno o alla fine della parola data una sillaba, che dovrai scegliere opportunamente fra
quelle riportate qui di seguito: so, mi, ro, fu, po, ge, af, stra, per.

1. seria miseria 4. mare 7. fresco


2. nero 5. radio 8. pazzo
3. corsi 6. riso 9. pala

46 gioco linguistico Risolvi il seguente cruciverba, rispondendo alle definizioni e inserendo una
sillaba per casella.
1 2 3 4 5
LI
1 6 7
MA LI
8 3 9 4 10
NE
2 11 12 5
STO
13 3 14 4 15
SCA

Orizzontali Verticali
1. È il cerchio più ampio della terra. 2. Hanno i lati uguali.
4. Andatura velica che permette di andare controvento. 3. La portano i magistrati.
6. Macchina che serve per scavare il fondo di fiumi e mari. 4. Distese di alberi.
7. Tutti gli uomini… escluse le femmine. 5. Stato.
8. Lo sono gli angoli di 90 gradi. 7. Distingue le squadre.
9. Misura per indumenti. 8. Serpenti e dinosauri.
10. Contiene i caratteri ereditari. 9. Toccare.
11. Capo. 10. Amministratore.
12. Rapido, veloce.
13. Spina dei pesci.
14. Lo si riceve quando si paga… troppo.
15. Si usano in barca.

47 gioco linguistico Dividi in sillabe le seguenti parole, poi utilizza ogni sillaba come elemento
iniziale di una nuova parola che dividerai anch’essa in sillabe. Osserva attentamente l’esempio
in cui viene utilizzata la parola maschera: sul quaderno ricava degli schemi simili anche per le
altre parole.
Es.: maschera 1. merenda; 2. lineare; 3. verticale; 4. sommossa; 5. acquoso.
MA SCHE RA
RIT LE PI
TI TRO DO
MO
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I SUONI E LE LETTERE DELLA LINGUA ITALIANA Unità 1 25

48 classificazione Indica, barrando la casella corrispondente, se le seguenti parole sono mono-


sillabi M , bisillabi B , trisillabi T o plurisillabi P . [I monosillabi sono 2, i bisillabi 4, i tri-
sillabi 5 e i plurisillabi 4.]

1. astronave M B T P 6. alto M B T P 11. mestiere M B T P


2. gnu M B T P 7. giglio M B T P 12. nuotatore M B T P
3. ilare M B T P 8. mia M B T P 13. massiccio M B T P
4. geografia M B T P 9. leale M B T P 14. Raffaele M B T P
5. nonno M B T P 10. rettile M B T P 15. mai M B T P

L’accento*
*Tutti gli esercizi di questa sezione mirano a verificare la competenza ortografica.

49 individuaz./classificazione Segna l’accento sulle seguenti parole, poi indica, barrando la casella corri-
spondente, se sono tronche T , piane P , sdrucciole S o bisdrucciole B . Attenzione:
sulle lettere non sono stati segnati neppure gli accenti grafici che normalmente devono essere
scritti. [Le parole tronche sono 4, quelle piane 7, quelle sdrucciole 5 e quelle bisdrucciole 2.]
1. limite T P S B 7. angelo T P S B 13. sorridere T P S B
2. novita T P S B 8. rendimelo T P S B 14. cioe T P S B
3. sedia T P S B 9. temere T P S B 15. eccessivo T P S B
4. matematica T P S B 10. dateglielo T P S B 16. giornale T P S B
5. lealta T P S B 11. sottile T P S B 17. tuono T P S B
6. benche T P S B 12. fanatico T P S B 18. entusiasmo T P S B

50 controllo della pronuncia Esercitati a pronunciare correttamente le seguenti parole, nelle quali la
vocale accentata è stata scritta in corsivo.
antipodi, paranoia, frivolo, satira, imperterrito, savio, celibe, efelide, gratuito, obice, satrapo, nodulo, perborato, muliebre,
quartiere, rinsavire, spiegamelo, editoria.

51 controllo della pronuncia Nelle seguenti coppie di parole, individua quella con l’accento corretto e
cancella l’altra. Scrivi poi nello spazio apposito se, nella sua forma esatta, la parola è piana o
sdrucciola. In caso dubbio consulta il dizionario. [Le parole piane sono 6 e quelle sdrucciole 2.]

1. rùbrica / rubrìca piana 2. appèndice / appendìce 3. edìle / èdile


4. salùbre / sàlubre 5. leccòrnia / leccornìa
6. cosmopòlita / cosmopolìta 7. autodròmo / autòdromo
8. gòmena / gomèna

52 controllo della pronuncia Segna sulle seguenti parole l’accento tonico. In caso di dubbio, consulta il
dizionario.
1. monologo; 2. persuadere; 3. inedia; 4. leccornia; 5. motoscafo; 6. microbo; 7. arteriosclerosi.
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26 Modulo 1 FONOLOGIA

53 individuazione Nelle seguenti frasi inserisci l’accento grafico dove è necessario.


[Gli accenti da inserire sono 15.]
1. Temo che Marco non dirà mai la verità su quello che è successo ieri a scuola 2. La velocita eccessiva e spesso
causa di gravi incidenti. 3. L’altalena andava su e giu molto velocemente, ma la piccola Mariu non sembrava preoccu-
pata. 4. La particolarita di quel videogame consiste nella grafica assai sofisticata. 5. Giuseppe ha compiuto ieri tren-
tatre anni e ha gia visto mezzo mondo. 6. Potete riposarvi qui, piu tardi potrete venire con me a visitare la citta. 7. Non
partiro se prima non avro salutato Nicolo.

54 individuazione Nelle seguenti frasi inserisci l’accento grafico dove è necessario.


Attenzione alle parole che cambiano di significato a seconda che abbiano o no l’accento.
[Gli accenti da inserire sono 12.]
1. Sara sta leggendo un libro sdraiata sul sofà . 2. Sara il caso che mi metta a dieta. 3. Questa primavera il pero era
carico di fiori, pero non ha prodotto molti frutti. 4. Con un gesto teatrale il pittore mostro la sua ultima opera al pub-
blico. 5. La leggenda del mostro di Loch Ness suscita la curiosita di turisti e scienziati. 6. Marta suono il campanello
tre volte, ma nessuno lo senti perche erano tutti in giardino. 7. Il concerto non mi e affatto piaciuto: in verita non amo
molto la musica jazz. 8. Il centravanti tiro con forza la palla e centro in pieno la rete.

55 individuazione Nelle seguenti frasi i monosillabi sono tutti privi di accento: individua quel-
li che lo richiedono e aggiungilo. [Gli accenti da aggiungere sono 15.]
1. “Domani pomeriggio verresti con me a pattinare?” “Si, volentieri.” 2. Bobby saltava qua e la dimenando la coda, per-
ché aveva riconosciuto la voce del suo padrone. 3. A te non piace nulla di cio che piace a me: ne ascoltare musica, ne
leggere, ne andare al cinema. 4. In estate il di e piu lungo della notte. 5. Chi fa per se fa per tre. 6. “Preferisci te o
caffè?” “Te, grazie, ne prenderei volentieri una tazza.” 7. Quando c’e da fare, Elisa da sempre una mano volentieri.
8. Vedi quei ragazzi? Li vediamo tutte le mattine, li allo stesso posto, ma non sappiamo chi sono.

56 correzione Nelle seguenti frasi ci sono alcune scorrettezze nell’uso degli accenti.
Individua e cancella le parole scorrette e scrivi nello spazio apposito le forme corrette.
[Gli errori sono 13.]
1. Chi gradirebbe un te? Lo sto preparando per mè. tè, me
2. Ieri sono rincasato piu o meno alle ventitre.
3. Il tempo e incerto oggi: non piove, ne c’e un bel sole.
4. Giorgio a tè da sempre ragione, a mè sempre torto.
5. Non stare di la tutto solo: vieni qui con noi!
6. Non trovi che Lorenzo si dimostri un po’ troppo sicuro di se?
7. Ci siamo conosciuti tre anni fà.

57 correzione Nelle seguenti frasi scegli in base al contesto la parola con l’accento
corretto fra le due date in alternativa, cancellando la forma scorretta. Attenzione: dovrai
scegliere tra due parole omografe ma non omofone, cioè tra due parole che si scrivono allo
stesso modo, ma che si pronunciano in modo diverso.
1. Il regista ha ricevuto l’àmbito / ambìto riconoscimento fra gli applausi del pubblico. 2. Nell’àmbito / ambìto della ricerca
scientifica, le biotecnologie sono un settore in continuo sviluppo. 3. Che cosa desìderi / desidèri per cena? 4. Che cosa
c’è in cima ai tuoi desìderi / desidèri? 5. Un portàle / pòrtale Internet permette di accedere rapidamente a siti differenti.
6. Portàle / pòrtale un mazzo di fiori: è sempre un gesto gradito. 7. Un rivestimento di formìca / fòrmica è meno costoso
che uno in marmo. 8. Conoscete la favola della cicala e della formìca / fòrmica? 9. Il nocciòlo / nòcciolo della pesca
è contenuto in un guscio legnoso. 10. Il nocciòlo / nòcciolo è una pianta molto diffusa in Italia.
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I SUONI E LE LETTERE DELLA LINGUA ITALIANA Unità 1 27

58 produzione Scrivi sul quaderno delle frasi usando opportunamente le seguenti coppie di
parole omografe ma non omofone, cioè parole che si scrivono nello stesso modo, ma che si
pronunciano in modo diverso.
1. sùbito / subìto 2. intùito / intuìto 3. rubìno / rùbino 4. séguito / seguìto 5. bàlia / balìa 6. prìncipi / princìpi
7. càpitano / capitàno

59 gioco linguistico Sotto la guida dell’insegnante eseguite il seguente gioco individuale.

Scopo del gioco è comporre il maggior numero di frasi che contengano una coppia di parole omografe, ma non omofone
(come àncora / ancóra, suòno / suonò). Attenzione: le frasi dovranno contenere entrambe le parole. A turno, secondo un
ordine stabilito, uno studente propone una coppia di parole allo studente successivo. Questo, entro un tempo determinato,
comporrà la frase e proporrà a sua volta un’altra coppia di parole a un altro studente, e così via. Viene eliminato chi non
riesce a proporre la coppia di parole o non riesce a comporre la frase. Vince chi rimane in gara dopo che tutti gli altri
sono stati eliminati.

I fenomeni fonetici di collegamento


L’elisione e il troncamento*
*Tutti gli esercizi di questa sezione mirano a verificare la competenza ortografica.

60 individuazione Nelle seguenti frasi non c’è alcuna elisione: praticala tu dove è necessario.
[L’elisione deve essere praticata in 13 casi.]
1. A quella ora non ci è più in giro nessuno. 2. Massimo senza altro andrà in campeggio la prossima estate. 3. Marcello
ha promesso che da ora in poi sarà più gentile con tutti . 4. Santo Andrea si festeggia il 30 novembre. 5. Anche io vado
in piscina una volta alla settimana. 6. Non puoi ricordarti della alluvione del 1987: a quella epoca tu non eri ancora nato.
7. Lo antico orologio della torre suona ogni mezza ora. 8. La iota è una lettera dello alfabeto greco. 9. È entrato un gio-
vane di bello aspetto e tutti si sono voltati a guardarlo. 10. Alessandro e Margherita si sono parlati a quattro occhi e
hanno chiarito ogni malinteso.

61 competenza semantica Nelle seguenti frasi sono proposte in alternativa parole con e senza elisione.
Scegli di volta in volta la forma che ritieni più corretta, cancellando l’altra.
1. Lara / L’ara non è un nome molto diffuso. 2. Lara / L’ara di Augusto è un monumento celebrativo di epoca romana.
3. Credetemi: io non c’entro / centro con quel brutto pasticcio! 4. Manuela è imbattibile a freccette: fa sempre c’entro
/ centro al primo colpo. 5. A scuola oggi per via dello sciopero dei trasporti non c’era / cera quasi nessuno. 6. Non a
tutti piace il profumo della c’era / cera. 7. I miei genitori preferiscono che all’ora / allora di cena siamo tutti a casa.
8. Sono già le otto? All’ora / Allora dobbiamo affrettare il passo o arriveremo in ritardo.

62 individuazione Nelle seguenti frasi non è stato praticato alcun troncamento: praticalo tu
dove è necessario. [Il troncamento deve essere praticato in 14 casi.]
1. Il professore Micheli purtroppo non ha ottenuto nessuno riconoscimento speciale per i suoi studi. 2. Gli auguri di
buono anno si ricevono sempre volentieri. 3. Uno allievo della II C ha vinto quattro medaglie d’oro ai campionati stu-
denteschi di nuoto. 4. Quale è stata l’ultima volta che hai incontrato l’ingegnere Gagliardi? 5. Quello computer deve
essere riparato al più presto. 6. Il dottore Rustici è davvero uno buono uomo: sempre gentile e affidabile. 7. Nessuno
altro ti ha invitato al cinema sabato sera, vero? 8. Suora Amalia è la maestra del coro parrocchiale. 9. Fra Diavolo è un
divertentissimo film di Stanlio e Olio. 10. Il mio fratellino rappresenta sempre nei suoi disegni un’ochetta e uno orset-
to.
•EXE m1•01•Suoni_let•p 15-28 A 9-06-2011 10:58 Pagina 28

28 Modulo 1 FONOLOGIA

63 individuaz./classificazione Nelle seguenti frasi sottolinea in rosso le elisioni e in blu i troncamenti.


[Le elisioni sono 8 e i troncamenti 14.]
1. Buon giorno, ragazzi! Qual è la novità di oggi? 2. Il professor Gattavari mi ha interrogato e non mi ha chiesto nien-
t’altro che l’ultimo argomento. 3. Sull’onda del primo successo quel giovane cantante ha inciso un nuovo CD. 4. Marina
si comporta come se fosse una gran diva, ma è solo un’annunciatrice di una televisione locale. 5. Dice di aver agito a
fin di bene, ma con il suo intervento Marco ha combinato un gran disastro. 6. Sant’Anna e san Carlo sono molto vene-
rati nella nostra zona. 7. Nell’atrio della stazione si è tenuta un’animata assemblea di protesta. 8. Ciascun membro
della giuria ha diritto a un solo voto. 9. Paolo ha preso un antidolorifico, ma il mal di testa gli è tutt’altro che passato.

64 correzione Nelle seguenti frasi ci sono delle scorrettezze nell’uso delle elisioni e dei
troncamenti. Individua e cancella gli errori, poi scrivi accanto a ciascuna frase le forme
corrette. [Gli errori da correggere sono 12.]

1. Dario ha comperato un’altro lettore di CD: è il quinto! un altro 2. D’Ancona partono parecchi traghetti per la costa
orientale dell’Adriatico. 3. Il signore Gennari è infermiere professionale nello ospedale
pediatrico. 4. Quando sei rientrato, la mia bicicletta ci era ancora?
5. Qual’è il suo nome? Non l’ho ben capito. 6. Il cavaliere Rattazzi è tutto orgo-
glioso del suo titolo 7. Dov è il giornalaio più vicino?
8. Lucia, Giovanni e Luca hanno deciso d’andare al bowling questa sera 9. Non cì è chie-
sa più grande al mondo della Basilica di Santo Pietro 10. L’yogurt è originario della
Bulgaria.

65 completamento Il testo seguente contiene le raccomandazioni rivolte da Paola, che sta


uscendo, alla sorella minore Giulia. Inserisci negli spazi vuoti i monosillabi mancanti,
scegliendoli fra quelli riportati nel riquadro e facendo attenzione alla presenza o meno
dell’accento e dell’apostrofo.

da da’ di’ fa sta va

A tutti quelli che mi cercano che sono Michele. Mi raccomando, lontana dalla mia stanza e
attenzione ai miei CD: se li ascolti, poi rimettili a posto. Ogni tanto un’occhiata in giardino: guarda che
Black non faccia disastri. Ora a finire i compiti e ricordati tutto quello che ti ho detto.
U.2 La punteggiatura•p 29-34 A 9-06-2011 11:00 Pagina 29

La punteggiatura
2 e le maiuscole
Per completare il quadro dei fenomeni colle gati alla pronuncia e alla trascri-
zione grafica dei suoni della lingua, biso gna analizzare due altri aspetti: la
punteggiatura e l’uso delle lettere maiuscole.

1 La punteggiatura
La punteggiatura o interpunzione è l’insieme dei segni convenzionali che
servono a regolare e a scandire, nella pagina scritta, il flusso delle parole, delle
frasi e dei periodi, in modo da riprodur re il più fedelmente possibile le intona-
zioni espressive del parlato.
Vediamo quali sono questi segni e come si usano.

1.1 Il punto .

Il punto o punto fermo è il segno di punteggiatura più forte. Indica una pausa
lunga o uno stacco netto e quindi si pone alla f ine di una frase di senso com-
piuto o di un periodo:
Era una bella giornata di luglio. Il sole brillava alto nel cielo e Pao-
lo aveva deciso di uscire con Laura. Fin dalla sera precedente aveva
preparato la bicicletta e tutto il necessario per stare fuori f ino al tra-
monto. (G. Brancacci)
Il punto si usa anche: nelle abbreviazioni: ecc., ‘eccetera’, seg. o s., ‘seguen-
te’, pag. o p., ‘pagina’, pagg. o pp., ‘pagine’, cfr., ‘confronta’, e nelle
sigle: C.C., ‘Cor po Consolare’, D.L., ‘Decreto Legge’, d.d.l., ‘disegno di leg-
ge’. Nel caso di alcune sigle molto dif fuse il punto viene ommesso: CONI,
‘Comitato Olimpico Nazionale Italiano’, CONSOB , ‘Commissione Nazionale
per le Società e la Borsa’.

1.2 La virgola ,

La virgola indica una pausa breve. Di solito si usa:


 nelle enumerazioni e nelle descrizioni, tranne che per l’ultimo elemento del-
l’elenco o della descrizione che è preceduto non dalla vir gola ma dalla con-
giunzione e: “Ho bisogno di pane, burro, olio e frutta”;
U.2 La punteggiatura•p 29-34 A 9-06-2011 11:00 Pagina 30

30 Modulo 1 FONOLOGIA

 nelle frasi coordinate per asindeto, cioè senza l’uso PER NON SBAGLIARE
della congiunzione e: “Il nonno è originario di Roma,
la nonna in vece è nata a Napoli”. Anche in questo Quando non si deve usare
caso, se le frasi collegate per asindeto sono più di due, la virgola
l’ultima è preceduta dalla congiunzione e: “Si alzò, si La virgola non deve mai essere usata:
lavò in fretta, si tr uccò il viso, fece una rapida cola-  tra soggetto e verbo (non si può
zione e uscì”; scrivere: “Paolo, uscì di corsa”);

 quando ci si ri volge a qualcuno inter pellandolo:  tra il verbo e il suo complemento


“Paolo, ricordati di andare a tro vare la zia”; oggetto (non si può dire: “Ada man-
gia, una mela”);
“Ricordati, P aolo, di andare a tro vare la zia”;
 tra proposizione principale e propo-
 prima e dopo un inciso: “Ber nardo, lo zio di Laura, sizione soggettiva, oggettiva o inter-
è ingegnere”; “L’uomo, preoccupato e teso per l’incer- rogativa indiretta (non si può scrive-
re: “È evidente, che ha ragione
tezza della situazione, non riusciva a spiccare parola”; Paolo”; e neppure: “Fammi sapere,
“Quel locale, dicono, è piuttosto malf amato”; quando verrai”).

 per separare una proposizione da una coordinata La virgola inoltre non si mette, di
preferenza:
introdotta dalle congiunzioni ma, però, tuttavia, anzi:
“Non sto bene, ma de vo par tire lo stesso”; “Non ho  davanti alla congiunzione copulati-
notizie di Paolo, anzi non lo sento da due settimane”; va negativa né e alle congiunzioni
disgiuntive o, oppure quando sono
usate in una elencazione: “Non
 per separare dalla proposizione re ggente una frase vuole né mangiare né dormire”;
subordinata introdotta da benché, sebbene, anche se,
 davanti alla seconda congiunzione
per quanto, poiché, giacché, quando, mentre, se (con di una correlazione: “Sia tu sia io
valore ipotetico): “T i ho preparato un bel re galo, parliamo lo spagnolo”.
anche se non te lo meriti”. Con le altre congiunzioni
subordinanti, la virgola tra reggente e subordinata, un
tempo normale, oggi non è più in uso. Le interrogati-
ve indirette e le proposizioni so ggettive e o ggettive, poi, la rif iutano decisa-
mente. In taluni casi, con le subordinate relati ve, la vir gola svolge una par ti-
colare funzione distintiva e, quindi, la sua assenza o presenza può modif icare
sostanzialmente il senso di una frase: “I ragazzi che non lo conosce vano sono
stati conquistati dalla sua simpatia (= non tutti i ragazzi, ma solo quelli che non
lo conoscevano)”; “I ragazzi, che non lo conosce vano, sono stati conquistati
dalla sua simpatia (= nessuno dei ragazzi presenti lo conosce va)”.

1.3 Il punto e virgola ;

Il punto e virgola segna una pausa meno for te del punto e più for te della vir-
gola. Si usa:
 in alternativa al punto, per separare due o più frasi o periodi colle gati da una
continuità di contenuto:
Come il cane che scor ta una mandra di porci cor re or qua or là a
quei che si sbandano; ne addenta uno per un orecchio, e lo tira in
ischiera; ne spinge un altro col muso; abbaia a un altro che esce di
fila in quel momento; così il pelle grino acciuffa un di coloro, che
già toccava la soglia, e lo strappa indietro; caccia indietro col bor-
done uno e un altro che s’a vviavan da quella par te; grida agli altri
che corron qua e là, senza saper dove; tanto che li raccozzò tutti nel
mezzo del cortiletto. (A. Manzoni)
U.2 La punteggiatura•p 29-34 A 9-06-2011 11:00 Pagina 31

LA PUNTEGGIATURA E LE MAIUSCOLE Unità 2 31

 in alternativa alla vir gola, nelle enumerazioni e ne gli elenchi, quando i sin-
goli elementi sono accompagnati da un’apposizione o da un’espansione più o
meno lunga:
Nel buio, l’uomo scorse un bambino, alto e robusto per la sua età;
una donna vestita malamente di stracci; una ragazzina che pote va
avere sì e no quindici anni; e, inf ine, un vecchio, che pareva il dia-
volo in persona. (M. Paolino)

1.4 I due punti :

I due punti indicano che le parole che se guono sono una conse guenza o una
spiegazione di quello che è stato detto prima. P erciò si
usano:
PER NON SBAGLIARE
 per introdurre un elenco: “Paolo legge di tutto: novel-
le, racconti, romanzi, saggi e anche fumetti”; Quando è proibito usare
i due punti
 per introdurre un esempio o una citazione: in questa I due punti non si possono usare
funzione i due punti sono spesso usati in questo libro; tra il predicato verbale e il suo com-
plemento oggetto, anche nel caso
 per introdurre un discorso diretto: «La donna allora in cui questo sia costituito da un
ribatté: “Noi non sappiamo nulla!”»; elenco di oggetti o di persone. Per-
ciò non si deve scrivere “Paolo leg-
 per introdur re una precisazione o una spie gazione: ge: novelle, racconti, romanzi, saggi
“Sognava una sola cosa: viaggiare per il mondo”; “I e anche fumetti”, ma “Paolo legge
novelle, racconti, romanzi, saggi e
primi arrivati corsero alla por ta della chiesa: era ser ra- anche fumetti”.
ta”. (A. Manzoni)

1.5 Il punto interrogativo ?


Il punto interrogativo indica il tono ascendente della v oce tipico delle frasi
che esprimono una domanda diretta: “Chi sei?”.

1.6 Il punto esclamativo !


Il punto interrogativo e il punto
Il punto esclamativo indica l’intonazione discendente esclamativo possono essere usati
della voce nelle frasi esclamati ve: “Che bella sor pre- insieme per esprimere stupore o in-
sa!”; “Quanto tempo è passato!”. Se gna anche un or- credulità: “Laura è andata al cinema
con Antonio?!”.
dine o una esor tazione: “Vieni qui!”; “Ubbidisci alla
mamma!”. Inf ine, si usa dopo le interiezioni: “Ahi-
mè!”, “Uffa!”.

1.7 I puntini di sospensione ...

I puntini di sospensione si usano, nel numero fisso di tre, per indicare:


 l’interruzione di un discorso che viene lasciato in sospeso, per imbarazzo, per
reticenza o per convenienza: “Non vorrei dire, ma quel ragazzo...”; “Un modo
ci sarebbe, se tu fossi d’accordo...”;
 l’interruzione di una enumerazione che potrebbe continuare, ma che si ritie-
U.2 La punteggiatura•p 29-34 A 9-06-2011 11:00 Pagina 32

32 Modulo 1 FONOLOGIA
ne inutile completare:
L’uomo era v estito come se do vesse andare al P olo. Una v olta al
caldo, decise di spogliarsi: si levò i guanti, il berretto di lana, il para-
orecchi, la sciarpa, il cappotto.... (A. Consolandi)
I puntini di sospensione si usano anche nelle citazioni per indicare l’omissione
di un passo. Per evitare equivoci, i puntini vengono per lo più messi tra paren-
tesi tonde o quadre: (...) oppure [...]:
Alessandro Manzoni, nel Capitolo secondo del romanzo, delinea un
rapido ritratto dell’aspetto f isico e dell’abbigliamento di Lucia.
Scrive, infatti, Manzoni: «I neri e gio vanili capelli, spar titi sopra la
fronte, con una bianca e sottile dirizzatura, si ra vvolgean, dietro il
capo, in cerchi molteplici di trecce, trapassate da lunghi spilli d’ar-
gento, che si dividevano all’intorno [...] Intor no al collo aveva un
vezzo di g ranati alternati con bottoni d’oro a f iligrana: portava un
bel busto di broccato a f iori; [...] una cor ta gonnella [...] due calze
vermiglie, due pianelle di seta [...]». (A. Serristori)

1.8 Il trattino -

Il trattino si usa:
 per collegare due parole che vengono accostate tra loro ma che non formano
un composto stabile: l’aereo Milano-Roma; la partita Inter-Milan; una soluzio-
ne anti-crisi;
 per indicare, come se gno dell’a capo, l’inter ruzione di una parola a f ine di
riga (nei testi scritti a mano il trattino è raddoppiato: /= /).

1.9 Le virgolette «» “” ‘’
PER NON SBAGLIARE
Le virgolette – basse /« »/, alte /“ ”/ o semplici (apici)
/‘ ’/ – si usano, sempre in coppia: Come si scrivono i titoli
delle opere letterarie, musicali
 per delimitare un discorso diretto: e artistiche
L’uomo allora disse: “Non ne posso più. I nomi – le testate – di giornali e rivi-
Pensateci voi”; ste si scrivono tra virgolette: «La ri-
vista “Il remo” ha cessato le pubbli-
 per delimitare una citazione in cui si ripor tano le cazioni». I titoli delle opere lettera-
parole precise di qualcuno: rie, delle opere musicali, delle opere
pittoriche e scultoree e dei film si
Manzoni scrive che Don Abbondio non era scrivono invece sottolineati e, a
un “cuor di leone”; stampa, figurano in corsivo: “Il ro-
manzo I promessi sposi di A. Man-
 per introdurre in un testo il nome – la testata – di un zoni fu presto imitato da molti scrit-
tori”; “Il Michelangelo che lavora
giornale o di una rivista o il nome proprio di una nave: alla Pietà Rondanini è ormai un
Il bando di concorso è pubb licato anche sul- uomo diverso da quello che scolpì il
David”; “La Nona di Beethoven ha un
la “Gazzetta dello Spor t”. La turbona ve coro finale”; “Federico Fellini girò La
“Michelangelo” è salpata per una crociera; dolce vita nel 1960”.

 per mettere in e videnza che una parola o un g ruppo


di parole sono usati in un signif icato particolare, per esempio in senso ironico o
allusivo o metaforico:
U.2 La punteggiatura•p 29-34 A 9-06-2011 11:00 Pagina 33

LA PUNTEGGIATURA E LE MAIUSCOLE Unità 2 33

Grazie, ma dei tuoi “ser vizi” faccio volentieri a meno.

1.10 Le lineette ––

Le lineette si usano, talora, al posto delle vir golette, per introdur re il discorso
diretto quando è scandito in battute di dialogo:
– Come va? – chiese l’uomo.
– Abbastanza bene – rispose il nuovo arrivato.
Si usano anche in sostituzione della vir gola e delle parentesi, per delimitare un
inciso: “Se vai a trovare il nonno – e sarebbe ora – passa a prendere anche me”.

2 Le maiuscole
Le lettere maiuscole si usano, in vece delle minuscole, all’ inizio di una
parola:
 per segnalare l’inizio di un testo e dopo un se gno di punteggiatura forte;
Si usa pertanto la maiuscola:
– all’inizio di un periodo e dopo un punto fer mo: “L’uomo bussò, ma nessuno gli
rispose. Allora si voltò, scese lentamente le scale e uscì nella strada.”;
– dopo un punto inter rogativo o un punto esclamati vo: “Che cosa ne dici? Fammi
sapere qualcosa al più presto”; “Che bella idea! Potremmo partire domani stesso”.
Se si succedono più domande o esclamazioni, quelle successi ve alla prima posso-
no iniziare con la minuscola: “P erché ti disperi così? perché vuoi rinunciare a tut-
to? perché, piuttosto, non prendi tu l’iniziativa?”;
– all’inizio di un discorso diretto: «Allora Laura concluse: “ Passo a prender ti do-
mani alle otto”».
 con i nomi propri o per promuovere a nomi propri taluni nomi comuni;
In particolare, si scrivono con la maiuscola:
– i nomi propri di persona e di animali, i co gnomi, i soprannomi e gli appellati vi:
Paolo Bianchi, i Bianchi, Angelo Beolco detto il Ruzante, Lorenzo il Magnifico, il
cane Fido;
– il nome Dio, quando è usato per indicare la di vinità di una religione monoteisti-
ca, e i nomi, i pronomi e gli aggetti vi sostantivati che si riferiscono a Dio (“l’ On-
nipotente”; “Dio è buono: Egli ci aiuterà”), ai personaggi sacri (“la Madonna,
l’Immacolata”), ai simboli e agli o ggetti del culto (“il Credo”, “la Croce”). Ciò
vale, ovviamente, per le divinità e gli oggetti di culto di tutte le religioni ( Zeus,
Giove, Allah, Brahma, Siva, Visnù ecc.);
– i nomi propri geografici: Milano, Francia, Asia, Tamigi, Pirenei. A proposito dei
nomi geografici, parole come monte, lago, fiume di norma non richiedono la
maiuscola perché sono nomi comuni: “I monti Pirenei separano la F rancia dalla
Spagna”; “la città di Firenze”; “il fiume Trebbia”. Esse, però, richiedono la maiu-
scola quando costituiscono par te integrante di un nome proprio geo grafico: il
Lago Maggiore, il Fiume Rosso, il Monte Rosa, il Mar Rosso, Città del Capo;
– i nomi propri dei cor pi celesti: Marte, Aldebaran, Sirio ecc. I nomi ter ra, sole e
luna hanno l’iniziale maiuscola solo quando sono usati in senso astronomico, in
contesti scientifici: “La Terra gira intorno al Sole”. Negli altri casi hanno l’iniziale
minuscola: “Il sole era appena spuntato, quando...”;
– i nomi di festività religiose e civili: Pasqua, Natale, il Primo Maggio;
– i nomi indicanti istituzioni, enti, associazioni, par titi, squadre spor tive: lo Stato,
la Chiesa, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, la Croce Rossa, il Milan e
U.2 La punteggiatura•p 29-34 A 9-06-2011 11:00 Pagina 34

34 Modulo 1 FONOLOGIA
la Juventus. I nomi come stato, chiesa, parlamento richiedono l’iniziale maiuscola
solo quando indicano ef fettivamente un’istituzione (“La Chiesa per lunghi secoli
ha costituito l’unica fonte di autorità”), non quando sono usati in un’altra accezio-
ne, cioè con un altro significato (“La chiesa di San Nereo è molto antica”);
– i numerali cardinali sostanti vati che indicano i secoli e i nomi che indicano pe-
riodi storico-culturali o a vvenimenti storico-politici di g rande importanza: il Tre-
cento, l’Ottocento, il Rinascimento, l’Illuminismo, i Vespri siciliani, la Rivoluzio-
ne francese;
– la prima parola dei titoli di libri, f ilm, opere f igurative, opere musicali, giornali e
riviste, giacché un titolo può essere considerato un nome proprio di tipo particolare:
Storia della letteratura italiana; Le baruffe chiozzotte; Il barbiere di Siviglia; la
Pietà di Michelangelo; Prendi i soldi e scappa . Talvolta l’iniziale maiuscola coin-
volge più parole: così accanto a Divina commedia si ha anche Divina Commedia,
accanto a I promessi sposi si ha I Promessi Sposi e accanto a Orlando furioso si ha
Orlando Furioso;
– i nomi che indicano gli abitanti di uno stato, di una città o di una regione: gli Ita-
liani, i Francesi, gli Svizzeri (gli aggettivi corrispondenti si scrivono invece con
l’iniziale minuscola: i cittadini italiani, i libri francesi). Ormai, però, in conseguen-
za dell’uso imposto dai gior nali, questi nomi si scri vono con l’iniziale minuscola
(“I milanesi si lamentano del traf fico”) e l’iniziale maiuscola rimane solo ai nomi
dei popoli primitivi (i Galli, gli Unni); in questo caso, tra l’altro, l’iniziale maiu-
scola distingue i popoli antichi da quelli moder ni che por tano lo stesso nome: per
esempio, i Romani di un tempo dai romani di oggi;
– i nomi che indicano cariche politiche o pubb liche, se indicano con precisione
la persona che riveste la carica: “Il Papa è par tito per un viaggio in Africa”,
“Alla riunione era presente il Sindaco”. Se invece il nome indica la carica in sé o è
accompagnato dal nome proprio di chi la riveste, si usa l’iniziale minuscola: “papa
Giovanni”, “Mio zio è sindaco di un paesino in provincia di Palermo”;
– i nomi di uf fici, ditte, associazioni: l’ Ufficio di igiene, l’ Amministrazione pro-
vinciale (inutile la maiuscola nell’aggetti vo), il Liceo classico “A. Volta”, la Rina-
scente, gli Amici dei musei;
– i nomi est, ovest, sud, nord, oriente, occidente e simili, quando sono usati per in-
dicare non i punti cardinali, ma zone geopolitiche: “I paesi dell’ Est europeo si ri-
uniranno domani a convegno”;
– i nomi personificati, sia che si tratti di nomi comuni, per lo più astratti, promossi
a livello di concetti densi di signif icato o di valori ideali o spirituali (la Libertà, la
Patria, la Vita), sia che si tratti di nomi comuni di animali umanizzati (“il Gatto e
la Volpe si allontanarono ridendo”), sia che si tratti di nomi comuni di persone o
di cose considerate come i rappresentanti per eccellenza del loro genere (il Libro,
cioè la Bibbia, il libro per eccellenza);
– le sigle, sia quando sono usate come tali ( Onu, Asl) sia quando sono sv olte (Or-
ganizzazione delle Nazioni Unite, Azienda Sanitaria Locale), sia quando sono tra-
sformate in nomi (la Cigielle). Sempre meno frequente è la grafia a tutto maiusco-
lo: ONU, ASL.
 per esprimere ossequio nelle for mule di cortesia.
In questo caso, si usa l’iniziale maiuscola nei pronomi e ne gli aggettivi possessivi
di 3 a persona singolare o di 2 a persona plurale che si riferiscono al destinatario di
una lettera cui ci si rivolge con il lei o con il voi di cortesia: “Egregio signor Rossi,
abbiamo ricevuto la Sua lettera del 10 u.s. e siamo contenti di a vvertirLa che...”;
“In risposta alla spettabile Vostra del 10 u.s., Vi comunichiamo che...”.
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Esercizi
La punteggiatura
1 inserimento Nel testo che segue sono stati tolti cinque punti fermi. Reinseriscili, sosti-
tuendo di conseguenza le iniziali minuscole con le opportune maiuscole.
L’Islanda è una terra in cui aria, acqua, terra, fuoco creano paesaggi sempre nuovi e incontaminati un viaggio in Islanda
comincia solitamente dalla capitale, Reykjavik una città moderna in cui la vita vibra sia di notte sia di giorno le vere sor-
prese arrivano non appena si lascia il centro abitato i campi di lava ricoperti di muschio e il silenzio, rotto solo dal
rumore del vento, avvertono il turista che il viaggio è davvero iniziato sembra quasi di rivivere le avventure di Jules
Verne che fa iniziare il suo Viaggio al centro delle Terra proprio in un vulcano vicino a Reykjavik chi ama la natura in
Islanda trova senz’altro ciò che cerca: cascate, vulcani, parchi nazionali, animali.
(adattamento da “I viaggi di Repubblica”, 26 luglio 2001)

2 inserimento Nelle seguenti frasi mancano del tutto le virgole: inseriscile tu. Accanto a
ogni frase è indicato quante devono essere.

1. Le auto sportive come è ovvio consumano più benzina delle utilitarie. (2) Le auto sportive, come è ovvio, consumano
più benzina delle utilitarie 2. Nel suo zaino Paolo tiene di tutto: il cellulare i libri i quaderni e i suoi CD preferiti (2).
3. Rischi di prendere un raffreddore se esci con questo freddo. (1) 4. Ho invitato Filippo a studiare da me ma non è
potuto venire. (1) 5. Massimo di cui vi ho appena mostrato le foto arriverà fra poco. (2) 6. Professore vorremmo chie-
derle se è possibile rimandare la verifica di domani. (1) 7. Tommaso ogni giorno esce di casa acquista il giornale si
avvia alla fermata dell’autobus attende per non più di qualche minuto sale e finalmente si gode la lettura. (4) 8. Fate
attenzione ragazzi a questo esercizio: è più difficile degli altri. (2) 9. Alessia la sorella della mia migliore amica ha una
vera passione per i braccialetti indiani. (2) 10. Ho deciso che quest’anno passerò le vacanze al mare ma non so anco-
ra dove. (1)

3 individuaz./correzione In ciascuna delle seguenti frasi cancella con una crocetta la virgola collo-
cata nel posto sbagliato e inseriscine un’altra al posto giusto in modo che la frase abbia un
senso.
1. Dopo aver salito, la scala ripida respirava affannosamente. 2. Paolo, se avesse preso, un pesce l’avrebbe ributtato
nel fiume. 3. Mentre Chiara si prepara, un toast pensa a quello che dovrà fare più tardi. 4. Dal momento che non trovò,
la sua rivista preferita ne prese un’altra sullo stesso argomento. 5. Luca quando racconta, quello che gli è successo,
non smetterebbe mai.

4 analisi semantica Confronta le seguenti coppie di frasi e spiega sul quaderno quale differenza
di significato determina la presenza o l’assenza della virgola prima del pronome relativo.
1. a) Le foto, che Marco ha ordinato nei raccoglitori, sono in bianco e nero.
b) Le foto che Marco ha ordinato nei raccoglitori sono in bianco e nero.
2. a) Se ti fa piacere, ti presterò gli album degli U2 che ho appena acquistato.
b) Se ti fa piacere, ti presterò gli album degli U2, che ho appena acquistato.
3. a) Gli affreschi, che risalgono alla fine del Cinquecento, sono in restauro.
b) Gli affreschi che risalgono alla fine del Cinquecento sono in restauro.
4. a) I computer della scuola, che sono stati acquistati un anno fa, appaiono già datati.
b) I computer della scuola che sono stati acquistati un anno fa appaiono già datati.
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36 Modulo 1 FONOLOGIA

5 inserimento/correzione Nelle seguenti frasi cancella con una crocetta le quattro virgole di troppo,
aggiungi le cinque virgole mancanti e cambia la posizione di altre cinque virgole che non corri-
spondono a una corretta punteggiatura.
1. Il videogame, che ho appena provato a casa di Giacomo è davvero sensazionale. 2. Francesca non ti stai dimenti-
cando il cellulare? 3. Assai stanca la maestra disse ai suoi alunni, che potevano disegnare. 4. L’elicottero, è atterrato
nello spazio appositamente attrezzato. 5. I pazienti si chiedevano quando il dottor Giani avrebbe cominciato, le visite.
6. La piazza che nel frattempo, si era riempita di gente, era sferzata da un vento gelido. 7. Anche se avete intenzione
di tornare presto portatevi le chiavi di casa ma non perdetele. 8. Marina ricordati, che ti mancano ancora il diario un
blocco, per gli appunti e una matita. 9. Per mezz’ora Marco ha aspettato, i genitori fuori dalla scuola quindi si è incam-
minato a piedi verso casa. 10. Non sappiamo, che cosa abbia spaventato il nostro cane né perché abbia abbaiato tutta
notte. 11. Chi fa per sé dice il proverbio fa per tre.

6 correzione Nelle seguenti frasi sottolinea in rosso i punti fermi e in blu le virgole che
è bene sostituire con il punto e virgola. [I punti fermi da sostituire sono 4 e le virgole 6.]
1. Al n° 3 di via Garibaldi vivono tre famiglie: i signori Bianchi che sono originari di Mantova, i signori Grosso che risie-
dono lì da sempre, i signori Fabbri che presto si trasferiranno in una casa più ampia lasciando libero l’appartamento.
2. L’ago è uno strumento apparentemente banale, eppure ha una storia lunga quanto il mondo. Nasce in epoca preisto-
rica, quando non era che un osso bucato nel centro e si evolve fino ai nostri giorni per adattarsi alle macchine per cuci-
re meccaniche. 3. La matematica non le piace perché è troppo arida, la chimica non le piace perché ha troppe formule,
l’educazione fisica non le piace perché è troppo faticosa: Marta è davvero incontentabile. 4. La colazione è un pasto
importante, ma spesso sottovalutata. In un regime alimentare corretto dovrebbe fornire da sola una parte considerevo-
le delle calorie necessarie ogni giorno. 5. Monica è davvero una donna eccezionale. Lavora in una clinica privata in cui
è responsabile del reparto di pediatria, ha due bambini per cui inventa sempre nuovi giochi e attività, è un’ospite gene-
rosa con gli amici che invita spesso a cena. 6. Spesso gli antichi abitanti della penisola italica si sono stabiliti sulle
colline. Qui hanno trovato un clima mite e la possibilità di difendersi dagli attacchi di eventuali nemici.

7 completamento Da ciascuna delle seguenti frasi è stato tolto il segno dei due punti.
Inseriscilo tu dove lo ritieni necessario.
1. Gli strumenti musicali per Marco non hanno segreti suona la chitarra, la tastiera e il flauto. 2. Dopo una estenuante
discussione con il collega, la signora Tacchi è uscita con la solita frase “Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire”.
3. Mescola acqua, poco succo di limone, una punta di zucchero e una di sale avrai una bevanda perfetta per combatte-
re il caldo. 4. Chiamare Enrico sul cellulare è del tutto inutile lo tiene sempre spento. 5. Oggi sono finalmente rilassa-
ta non ho più l’incubo dell’interrogazione di matematica. 6. Ai grandi magazzini si trova davvero di tutto alimentari,
vestiti, giocattoli, libri, oggetti per la casa. 7. Angelo di punto in bianco ha chiesto “Qualcuno si ricorda quando è il
compleanno dello zio?” 8. Se fosse per mio padre, si dovrebbero ascoltare solo due gruppi musicali i Beatles e i Police.

8 completamento In corrispondenza dello spazio fra parentesi inserisci opportunamente nelle


battute del seguente dialogo il punto esclamativo o il punto interrogativo.
Francesca Mamma, posso andare al cinema con Gianluca questa sera ( )
Mamma Ma, non saprei… Hai finito i compiti per domani ( )
Francesca Sì, mamma, e domani non ho verifiche né interrogazioni. Dai, mamma, posso ( )
Mamma Non essere insistente ( ) Piuttosto, dimmi: che cosa andreste a vedere ( )
Francesca Al cineforum danno Scoprendo Forrester. Io non l’ho ancora visto.
Mamma Scoprendo Forrester ( ) È un film davvero piacevole. ( ) Devi vederlo assolutamente. ( ) Telefona subi-
to a Gianluca e digli che tua mamma è d’accordo. Anzi quasi quasi verrei anch’io…
Francesca Oh, no, mamma ( )
Mamma Come ( ) Non dirmi che non ti farebbe piacere ( ) Allora, chiama Gianluca e digli che si prepari per le
nove meno un quarto. Vi porto io ( )
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LA PUNTEGGIATURA E LE MAIUSCOLE Unità 2 37

9 completamento Dal testo delle seguenti vignette sono stati tolti complessivamente 4 punti
esclamativi e 4 punti interrogativi. Inseriscili tu in modo opportuno.

(da “Linus”, n. 11, novembre 2001)

10 inserimento Inserisci gli opportuni segni di interpunzione nelle seguenti frasi, sosti-
tuendo quando necessario le minuscole con le maiuscole.
1. A causa della siccità e del vento impetuoso questa notte si sono verificati incendi in diverse località i pompieri sono
dovuti intervenire sia via terra sia via mare e solo verso la mattina le fiamme sono state domate. 2. La focaccia è appena
sfornata allora me ne dia tre pezzi per favore. 3. Domani abbiamo tutte le materie più pesanti matematica latino storia
e due ore di italiano chissà se usciremo vivi. 4. Sul cartello c’era scritto avete trovato un cucciolo nero di piccola taglia
con una macchia bianca sul muso mettetevi in contatto con Paola al numero 7 di via Roma. 5. Sulle coste di laghi e
stagni vivono molte specie animali e vegetali possiamo trovare tra l’altro canne palustri e salici anatre selvatiche e rane
carpe e lucci. 6. Il prossimo anno dice l’oroscopo sarà particolarmente propizio per i nati sotto il segno della Bilancia
faranno incontri interessanti avranno successo nel lavoro e godranno di ottima salute. 7. Credo che se non fa troppo
freddo andrò in centro a piedi è così difficile trovare parcheggio e un po’ di moto mi farà bene.

11 riflessione teorica Indica, barrando la casella corrispondente, se nelle seguenti frasi il segno
di interpunzione evidenziato è corretto C o scorretto S . [I segni di interpunzione corretti
sono 4 e quelli scorretti 5.]

1. I Rossi [,] hanno invitato i vicini di casa a bere il caffè. C S 2. Signora, è sua [,] questa borsa? C S 3. Oggi
vorrei leggere, ascoltare un po’ di musica, guardare le vecchie foto [ : ] in una parola, rilassarmi. C S 4. Che freddo
questa mattina [!] C S 5.Ti sembra che faccia più freddo del solito questa mattina [?] C S 6. Mi chiedo perché
mai tu non sia a giocare a calcio come tutte le altre domeniche [?] C S 7. Ieri […] ho saltato il pasto di mezzogiorno
e sono stato meglio tutta la giornata. C S 8. Giulia vorrebbe proprio cambiare qualcosa nella sua vita, ma non sa da
dove cominciare: il lavoro, la casa, il colore dei capelli. […] C S 9. Mi ha chiesto a bruciapelo: [“] Dov’eri ieri mattina
alle 11? [”] C S
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38 Modulo 1 FONOLOGIA

12 inserimento Nel seguente brano le barrette ti segnalano dove vanno inseriti i segni di
interpunzione, ma devi decidere tu, di volta in volta, quale segno sarà opportuno usare.
Ricordati di sostituire, quando serve, le minuscole con le maiuscole.
L’uomo primitivo ha cominciato a esprimersi a gesti / che / per chi gli stava accanto / sono diventati segni / tipici
dell’uomo e del linguaggio orale / i segni gestuali precisano la parola / la enfatizzano e spesso la sostituiscono / il
corpo parla al di là della parole e della scrittura / consente all’uomo di esprimere i suoi sentimenti e di comunicare con
i suoi simili / il linguaggio del corpo costituisce la forma prima del linguaggio / i piccoli dell’uomo / i neonati / ben
prima di aver imparato a parlare / si esprimono con il corpo e con varie manifestazioni fonetiche / strilli / pianti / gemiti
e risa / tuttavia il piccolo di pochi mesi sta quasi sempre coricato e / non ancora consapevole di essere un animale a
stazione eretta / non sa usare il proprio corpo per farsi capire / per chi li deve interpretare i suoi segnali sono solo
indizi / a poco a poco / però / il bambino imparerà non solo il sistema di suoni vocali che costituisce la sua lingua
madre / ma anche il linguaggio somatico / cioè del corpo.
(liberamente tratta da Georges Jean, Il linguaggio dei segni, la scrittura e il suo doppio, Electa/Gallimard)

13 inserimento Dal seguente brano sono stati eliminati tutti i segni di interpunzione.
Inseriscili tu dove ti sembra necessario e sostituisci, quando serve, le iniziali minuscole con le
maiuscole. Il testo è l’inizio del romanzo Aria di tempesta di P.G. Wodehouse, scrittore inglese
e sottile umorista.
Il sole aveva squarciato la nebbia che avviluppava Londra i suoi raggi erano scesi per Fleet Street avevano girato a
destra si erano fermati di fronte alla sede della Casa Editrice Mammoth e attraverso una finestra dei piani superiori
sorridevano ora a Lord Tilbury fondatore e proprietario di quella grande fabbrica di letteratura popolare intento a leg-
gere il pacco di riviste che la segretaria gli aveva posato sulla scrivania tra i segreti del successo di quel grand’uomo
c’era l’abitudine di esaminare personalmente tutti i prodotti della ditta considerando la piacevole rarità che i raggi del
sole costituiscono a Londra ci si sarebbe potuto aspettare che l’uomo dietro la scrivania ricambiasse il sorriso invece
Lord Tilbury si limitò a premere un bottone la segreteria apparve Lord Tilbury puntò silenziosamente l’indice la segre-
taria abbassò la tapparella e il sole che non aveva l’appuntamento rimase fuori mi scusi Lord Tilbury sì una certa Lady
Julia Fish ha appena telefonato sì dice che la vorrebbe vedere questa mattina Lord Tilbury corrugò la fronte si ram-
mentava di Lady Julia Fish come di una gradevole persona incontrata in albergo durante le sue ultime vacanze a Biarritz
ma questa era Tilbury House e a Tilbury House non desiderava la compagnia di persone incontrate in albergo per quan-
to gradevoli ha detto che cosa vuole no Lord Tilbury va bene la segreteria uscì Lord Tilbury tornò alla sua lettera.
(P.G. Wodehouse, Aria di tempesta, Guanda)

Le maiuscole
14 riscrittura Nelle seguenti frasi mancano tutte le maiuscole. Riscrivi le frasi sul quader-
no, inserendo le lettere maiuscole dove lo ritieni opportuno.

1. a pasqua giorgio e michela andranno a napoli a trovare lo zio giuseppe. A Pasqua Giorgio e Michela andranno a Napoli
a trovare lo zio Giuseppe . 2. hai saputo che cosa è accaduto a beatrice? ha vinto il primo premio della lotteria di
monza. 3. studiare gli egizi è sempre affascinante: come dimenticare personaggi come ramses e monumenti come la
piramide di cheope? 4. la cappella sistina di michelangelo è stata riportata al primitivo splendore da un sapiente
restauro. 5. dopo aver collaborato con la fao, da qualche mese marta lavora a ginevra presso il commissariato per i rifu-
giati politici dell’onu. 6. il dialogo sopra i due massimi sistemi di galileo galilei, capolavoro delle letteratura italiana
del seicento, fu condannato dalla chiesa perché in esso si sosteneva che la terra girasse attorno al sole. 7. seduti al
tavolo del mac donald’s, filippo e pietro cercavano di studiare la rivoluzione francese davanti a due enormi bicchieri di
coca-cola. 8. gentile signora, siamo lieti di informarla che la richiesta di risarcimento da lei avanzata è stata accolta.
quanto prima pertanto riceverà al suo domicilio un assegno circolare di 1000 euro. restiamo sempre a sua disposizione per
eventuali chiarimenti e le porgiamo cordiali saluti.
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LA PUNTEGGIATURA E LE MAIUSCOLE Unità 2 39

15 riscrittura Trascrivi le seguenti espressioni, sostituendo l’iniziale minuscola con la


maiuscola, dove lo ritieni necessario.

1. i colli euganei
2. la città di parigi
3. il dirigente scolastico
4. il monte cervino
5. la rivista panorama
6. il monte rosa
7. la gazzetta dello sport
8. la biennale di venezia
9. l’orso yoghi
10. il fiume giallo
11. il corso vittorio emanuele II

16 sostituzione Nel seguente testo sostituisci le minuscole con le maiuscole dove ti sembra
necessario.
carl barks, l’inventore di paperone, è nato nel 1901 nell’oregon, negli stati uniti, ma le sue radici sono europee. All’età
di ventisette anni vende le sue prime vignette e qualche anno dopo risponde con successo a un’inserzione della walt
disney che sta cercando un disegnatore per biancaneve e i sette nani. Con la seconda guerra mondiale, però, egli abban-
dona la disney, impegnata in quel periodo soprattutto nella realizzazione di film patriottici. Nel 1947 torna a collabora-
re con disney e, ispirandosi al famoso racconto di dickens un canto di natale, inventa il personaggio di scrooge mc duck,
il paperon de’ paperoni che tutti conosciamo. Dopo aver regalato agli appassionati di mezzo secolo infinite storie e
disegni, barks si spegne il 25 agosto del 2000, all’età di 99 anni.

17 produzione Con ciascuna delle seguenti coppie di parole scrivi due frasi diverse,
scegliendo quando usare la forma con la lettera maiuscola e quando l’altra.

1. a) Provincia
b) provincia

2. a) Stato
b) stato

3. a) Luna
b) luna

4. a) Occidente
b) occidente
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Esercizi
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Esercizi
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PER MIGLIORARE IL TUO LESSICO


ECOLOGIA
L’ecologia è la scienza che studia i rapporti tra gli organi- 1. L’AMBIENTE
smi viventi – l’uomo, gli animali e i vegetali – e l’ambiente
in cui viviamo. Essa spiega, per esempio, come le piante 2. L’IMPATTO AMBIENTALE
dipendano, per vivere, dalla luce del sole, dalle sostanze
minerali presenti nel terreno, dall’acqua che scioglie que- a. L’inquinamento
dell’acqua o idrico
ste sostanze; come gli animali dipendano, per nutrirsi, dal- b. L’inquinamento
le piante o da altri animali e come l’esistenza dell’umanità dell’aria o atmosferico
dipenda dall’insieme di tutte queste cose. Ci dice insomma c. L’inquinamento
che sulla Terra ogni cosa dipende da tutte le altre, per cui del suolo
danneggiarne anche una sola, potrebbe significare la rottu- d. Altre forme di impatto
ambientale
ra di un delicato equilibrio che può comportare conseguen-
ze anche gravi. Comunemente però l’aggettivo “ecologico” 3. IL MOVIMENTO ECOLOGISTA
viene usato per indicare genericamente qualsiasi cosa che E LE POLITICHE AMBIENTALI
sia “in sintonia con la natura”. L’ecologia, intesa come
comportamento che tende a contrastare gli effetti negativi
dell’azione dell’uomo sull’ambiente, più che essere una
scienza diventa un impegno civile.
Imparare il lessico – cioè le parole – dell’ecologia è molto
importante per conoscere gli aspetti dell’ambiente in cui
vivi, per comprendere i problemi dell’inquinamento e dun-
que contribuire a risolverli.

parte superficiale della crosta ter- foresta delle zone temperate, la pra-
1. L’AMBIENTE restre. Il termine biosfera è usato teria, la savana, la foresta tropicale
L’ambiente è la Terra nel suo in- anche per indicare l’insieme degli e la foresta equatoriale;
sieme, dove si sono create e man- esseri viventi; ● habitat: ambiente di vita proprio
tenute le condizioni che consen- ● ecosistema: l’insieme degli or- di una specie animale o vegetale;
tono la vita. Gli scienziati consi- ganismi viventi – animali e vegetali ● flora: l’insieme delle specie ve-
derano l’intero pianeta come un – e degli elementi fisici (acqua, getali esistenti in un determinato
unico, grande sistema – il sistema suolo, rocce ecc.) di una determi- ambiente;
Terra o geosistema –, le cui com- nata area. Può essere grande come ● fauna: l’insieme delle specie
ponenti sono legate da una stret- una foresta o un oceano o piccolo animali esistenti in un determinato
ta rete di interrelazioni. Per que- come un albero o una pozzanghera, ambiente;
sto, la scomparsa, per esempio, di ma deve comunque possedere gli ● biòtopo: area in cui vive una de-
una foresta equatoriale non può “ingredienti” (acqua, aria, terra, terminata specie animale o vegetale;
non avere conseguenze anche per animali e piante) che consentono ● specie: categoria di organismi
coloro che abitano a latitudini l’instaurarsi e il mantenimento del- animali o vegetali molto simili tra
molto lontane. la vita; loro che sono in grado di riprodursi
● bioma: l’insieme delle comunità dando vita ad animali o piante al-
Ecco i termini più importanti per animali e vegetali che, in una vasta trettanto simili. La somiglianza tra
comprendere l’ambiente naturale: area geografica, hanno raggiunto individui della stessa specie è qua-
● biosfera: tutto lo spazio della una relativa stabilità, mantenuta si sempre evidente (appaiono fatti
Terra che può ospitare la vita e dalle condizioni climatiche. I prin- tutti nello stesso modo), ma altre
quindi l’atmosfera, cioè l’aria, il mi- cipali biomi terrestri sono: la taiga volte lo è meno: un San Bernardo è
scuglio di gas che avvolge il piane- (foresta di conifere), la tundra (ter- ben diverso da un chihuaua, ma en-
ta; l’idrosfera, cioè l’insieme delle reno tipico delle regioni artiche, trambi sono a tutti gli effetti dei
acque (fiumi, laghi, oceani e mari) con una flora molto povera, limita- cani, cioè appartengono alla stessa
presenti sulla Terra; il suolo, la ta a muschi e licheni), il deserto, la specie;
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44 Lessico

PER MIGLIORARE IL TUO LESSICO


● biodiversità: coesistenza in un grandi petroliere oppure in seguito inquinamento, provocando gravi
medesimo ecosistema – piccolo al lavaggio in mare aperto delle ci- danni su boschi, foreste e campi
come uno stagno o grande come sterne delle stesse petroliere oppu- coltivati;
l’intera Terra – di differenti specie re ancora durante la trivellazione dei ● buco nell’ozono: rarefazione
animali e vegetali, tale da garantire pozzi off-shore (“lontani dalla co- progressiva, per effetto dell’inqui-
nel tempo un equilibrio attraverso sta”, cioè di giacimenti sottomarini); namento chimico, dello strato di
una fitta rete di selezione interna. ● domestico: inquinamento dovu- ozono atmosferico, cioè dello stra-
● adattamento: serie di trasfor- to allo scarico delle fogne urbane to di gas che ha la proprietà di as-
mazioni attraverso le quali animali che raccolgono i liquami: residui sorbire i raggi ultravioletti emessi
e piante si adattano all’ambiente in organici, saponi, detersivi e rifiuti dal Sole e dannosi per le forme di
cui vivono, sviluppano cioè nel di natura varia. La grande concen- vita. Tra i principali responsabili del
tempo organi e strutture del corpo trazione in ambiente acquatico di buco nell’ozono sono i CFC (cloro-
idonei alle nuove condizioni am- sostanze chimiche come quelle fluorocarburi), composti chimici
bientali. La capacità di adattamen- presenti nei detersivi per lavatrici utilizzati – per fortuna sempre
to delle varie specie è enorme, ma può determinare il fenomeno del- meno – negli impianti di refrigera-
forme eccessive di intervento del- l’eutrofizzazione (cioè l’eccessivo zione e nelle bombolette spray.
l’uomo nell’ambiente in cui le varie sviluppo di piccole alghe che intor-
specie vivono possono causare bidano l’acqua e ne consumano
mutamenti fatali per tali specie. l’ossigeno che vi è disciolto, soffo- c. L’inquinamento del suolo
cando così ogni altra forma di vita). Deriva dalle attività dell’uomo che
2. L’IMPATTO AMBIENTALE producono enormi quantità di rifiu-
b. L’inquinamento dell’aria ti. I rifiuti solidi delle nostre città
Con questa espressione si inten-
contengono, oltre a prodotti biode-
de genericamente qualsiasi in- o atmosferico gradabili (che si decompongono in
fluenza negativa che l’attività
un periodo abbastanza breve, come
dell’uomo può avere sull’ambien- È la forma di inquinamento meno per esempio la carta e i residui ali-
te. L’uomo può incidere negativa- appariscente ma più grave per mentari), anche elementi non bio-
mente sull’ambiente innanzi tutto l’ambiente e soprattutto per la sa- degradabili (che permangono a lun-
disperdendo sostanze pericolose lute dell’uomo: go, anche parecchi anni, nell’am-
nell’acqua, nell’aria e nel suolo, ● smog: insieme di nebbia, fumo e biente), come plastica e lattine, o
ma anche innescando agenti che residui di combustione che inqui- anche particolarmente pericolosi,
alterano profondamente gli eco- nano l’atmosfera; come oli, sostanze chimiche e vele-
sistemi. ● polveri sottili: polveri immesse ni di vario genere. Tali rifiuti non
nell’atmosfera dai processi di com- devono quindi venire eliminati indi-
a. L’inquinamento dell’acqua o idrico bustione e dunque dai fumi delle scriminatamente, ma occorre, per
fabbriche, dagli impianti di riscal- esempio, convogliare in appositi
L’uomo inquina fiumi, laghi e mari damento e dagli scarichi delle auto. contenitori i rifiuti “speciali”, come
immettendovi prodotti di diverso Se sospese nell’aria in grande con- pile esauste e medicinali scaduti.
tipo. L’inquinamento può essere: centrazione, sono molto dannose Attualmente, i materiali di risulta
● industriale: inquinamento dovu- per l’apparato respiratorio; dell’edilizia (cioè i residui di una
to all’immissione di prodotti di ● effetto serra: aumento della demolizione) vengono accumulati
scarto delle industrie, soprattutto temperatura sulla superficie terre- nelle discariche dove talvolta ri-
sostanze chimiche non biodegrada- stre causato dall’eccessiva con- mangono a cielo aperto (non rico-
bili, sostanze cioè che non si de- centrazione di anidride carbonica perti dal terreno). Nelle discariche
compongono a opera dei microrga- nell’atmosfera. Molti scienziati in- finiscono anche materiali di scarto
nismi presenti nell’acqua; dividuano in questo fenomeno la delle lavorazioni industriali e rifiuti
● agricolo: inquinamento provoca- causa di eventi meteorologici estre- solidi urbani, che tuttavia in misura
to dall’uso indiscriminato di conci- mi come, da una parte, alluvioni ca- sempre maggiore vengono invece
mi chimici (prodotti chimici usati tastrofiche e, dall’altra, lunghi pe- recuperati o bruciati in appositi im-
per fertilizzare il terreno) e di pesti- riodi di siccità che possono trasfor- pianti detti inceneritori.
cidi (prodotti usati per proteggere mare terreni fertili in deserto;
le colture agricole da insetti, ● piogge acide: fenomeno che si
parassiti ecc.). Residui di questi verifica quando l’acqua piovana, d. Altre forme di impatto ambientale
prodotti vengono raccolti dalle ac- che normalmente è priva di sostan-
que piovane e da quelle di irriga- ze minerali, contiene invece, di- ● inquinamento termico: inqui-
zione, finendo poi per confluire in sciolte, le sostanze inquinanti so- namento dovuto all’acqua calda
fiumi, torrenti e falde acquifere; spese nell’atmosfera. L’acqua può usata come liquido di raffredda-
● da idrocarburi: inquinamento raggiungere allora un’acidità pari a mento che gli impianti industriali,
delle acque marine per la disper- quella del succo di limone e cadere le centrali termoelettriche e termo-
sione di petrolio o di altri idrocar- sotto forma di pioggia anche in nucleari scaricano nei fiumi e nei
buri in occasione dei naufragi di luoghi molto lontani dalla fonte di torrenti, provocando un rialzo della
03_Lessico_Ecologia_4pp 43-46 9-06-2011 11:13 Pagina 45

Ecologia 45

PER MIGLIORARE IL TUO LESSICO


temperatura. L’ecosistema viene tra acque e conformazione geologi- sulla difesa dell’ambiente naturale;
così alterato perché le mutate con- ca di un territorio. Risultato di atti- ● animalismo: movimento per la
dizioni fisiche favoriscono la vita di vità umane incontrollate (come di- difesa degli animali dalle violenze
alcuni organismi a danno di altri; boscamenti e cementificazioni), è e dalle torture (tra cui la caccia e la
● inquinamento acustico: consi- all’origine di frane, piene e alluvio- vivisezione) inflitte dall’uomo;
ste nell’eccesso di rumorosità. I ni che spesso devastano grandi ● verde: appartenente o simpatiz-
rumori del traffico intenso delle aree abitate. zante di un gruppo politico o di
grandi città, quelli degli aeroplani opinione che si batte per la tutela
in fase di decollo o atterraggio e 3. IL MOVIMENTO ECOLOGISTA dell’ambiente, del paesaggio e del-
quelli di alcune attività produttive E LE POLITICHE AMBIENTALI la natura.
causano non solo fastidio ma veri e
propri danni all’uomo, come atte- Negli ultimi decenni si è fatta b. Le politiche ambientali
stano i dati sull’aumento delle ne- sempre più viva la consapevolez-
vrosi nelle aree metropolitane; za dei rischi derivanti dagli squi- ● sviluppo sostenibile: strategia
● inquinamento elettromagneti- libri ambientali e della improcra- di sviluppo socio-economico com-
co o elettrosmog: inquinamento stinabile necessità di porvi rime- patibile con la disponibilità di risor-
prodotto dalle sorgenti di campi dio. La diffusione di una vera e se e il rispetto dell’ambiente. L’e-
elettromagnetici come le linee ad propria coscienza ambientale, da spressione si è affermata con la
alta tensione, i ripetitori, i radar, un lato, si è tradotta nel prolife- pubblicazione, nel 1988, del rappor-
ma anche i telefoni cellulari e gli rare delle associazioni ecologi- to conclusivo di una commissione
elettrodomestici. Secondo alcuni ste e, dall’altro lato, si è concre- di saggi nominata dalle Nazioni
studi, l’esposizione ai campi ma- tizzata nell’adozione di specifici Unite per fornire indicazioni sulle
gnetici, specie a quelli più intensi, provvedimenti in sede politica, grandi emergenze planetarie. In
provocherebbe danni alla salute soprattutto a livello locale e na- quel rapporto veniva definito “so-
(riduzione della fertilità, perdita zionale. Per essere davvero effi- stenibile” quel modello di sviluppo
della memoria, tumori); caci, tuttavia, le politiche am- che fosse in grado di “soddisfare i
● disboscamento o deforesta- bientali devono svilupparsi su bisogni dell’attuale generazione
zione: abbattimento indiscriminato scala mondiale, inscrivendosi in senza compromettere la capacità di
degli alberi per ricavarne legname una coerente strategia di gestio- quelle future di rispondere ai loro”;
oppure per fare posto a terreni agri- ne delle risorse del pianeta. ● protocollo di Kyoto: accordo
coli, pascoli, insediamenti umani. internazionale firmato nel 1997 a
La distruzione delle foreste aggra- a. Il movimento ecologista Kyoto sulla riduzione dei gas che
va l’effetto serra (con la fotosintesi provocano l’effetto serra;
alberi e piante assorbono infatti ● ecologista: persona che si im- ● politica energetica: insieme
anidride carbonica, liberando ossi- pegna in campagne e iniziative per dei provvedimenti messi in atto
geno nell’atmosfera), riduce la bio- salvaguardare l’ambiente. Le prin- dai singoli governi per assicurare
diversità (particolarmente dannosa cipali associazioni ecologiste mon- l’energia necessaria al sistema
è la distruzione delle foreste tropi- diali, con sedi anche in Italia sono: produttivo dei rispettivi paesi (fab-
cali che costituiscono l’habitat di – WWF (World Wildlife Fund, bisogno energetico). Le scelte di
oltre la metà di tutte le specie ani- cioè “Fondo mondiale per la politica energetica sono fonda-
mali e vegetali), diminuisce la sta- natura”): organizzazione fonda- mentali per la realizzazione di un
bilità dei suoli, favorendo frane e ta nel 1961 e con sezioni in diver- modello di sviluppo sostenibile.
smottamenti (le radici svolgono in- si paesi del mondo. Oltre a svol- L’autorità politica, infatti, soprat-
fatti una fondamentale funzione di gere attività di sensibilizzazione tutto con lo strumento fiscale, da
consolidamento del terreno); sui problemi ambientali gestisce un lato può orientare la domanda
● desertificazione: progressiva direttamente numerose oasi na- verso consumi più razionali e ri-
trasformazione di un’area fertile in turalistiche, aree protette in cui spettosi dell’ambiente, incentivan-
deserto. Oltre che dai cambiamenti viene tutelato l’habitat naturale do il risparmio energetico e pena-
climatici, può essere causata dal- di specie animali e vegetali rare; lizzando l’utilizzo delle energie più
l’eccessivo sfruttamento dei pasco- – Greenpeace (“Pace verde”): inquinanti; dall’altro può incenti-
li, da una cattiva conduzione dell’a- associazione ecologista e pacifi- vare la ricerca di energie alternative
gricoltura, dalla deforestazione; sta, nata nel 1971, che organizza (eolica, solare, idrica ecc.), a mino-
● cementificazione: eccesso di azioni dimostrative spesso spet- re impatto ambientale rispetto a
costruzioni edilizie che deturpa il tacolari. quelle più tradizionali derivanti dai
paesaggio e accentua i fenomeni di Tra le associazioni ecologiste italia- combustibili fossili (carbone, pe-
erosione e dissesto del territorio. ne, le più note sono Legambiente, Ita- trolio ecc.);
Spesso si verifica in aperta viola- lia Nostra, FAI (Fondo per l’Ambien- ● tassa ecologica o ecotassa:
zione di leggi e regolamenti edilizi te Italiano), LIPU (Lega Italiana Pro- ogni imposta che miri a salvaguar-
(abusivismo edilizio); tezione Uccelli), Amici della Terra. dare l’ambiente penalizzando le
● dissesto idrogeologico: insie- ● ambientalismo: tendenza o emissioni inquinanti. Ne è un
me delle alterazioni dell’equilibrio movimento di opinione che si basa esempio la cosiddetta carbon tax,
03_Lessico_Ecologia_4pp 43-46 9-06-2011 11:13 Pagina 46

46 Lessico

PER MIGLIORARE IL TUO LESSICO


ovvero una tassa posta sull’impie- logia avanzata, i rifiuti non ricicla- zazione alla realizzazione dei singo-
go di combustibili fossili (carbone, bili vengono bruciati e il calore del- li progetti;
petrolio, gas naturali), recente- la combustione è utilizzato per atti- ● blocco della circolazione: di-
mente introdotta anche in Italia. vare una turbina e quindi produrre vieto di circolazione dei veicoli pri-
L’aumento dei costi per le singole energia elettrica; vati deciso dall’autorità comunale
aziende si traduce in uno stimolo ● dry farming o aridocoltura: si- quando il tasso di inquinamento
per la ricerca di tecnologie alterna- stema di coltivazione che prevede dell’aria supera i livelli di allarme.
tive, più compatibili con l’ambiente; una serie di operazioni finalizzate Di solito, il blocco viene deciso in
● raccolta differenziata: raccol- a utilizzare al massimo la poca ac- corrispondenza della giornata festi-
ta dei rifiuti, specialmente urbani, qua a disposizione; va e le associazioni ecologiste ne
suddivisi per tipologie (vetro, car- ● Valutazione di Impatto Am- approfittano per organizzare attivi-
ta, plastica ecc.) al fine di consen- bientale (VIA): valutazione preli- tà di sensibilizzazione dell’opinione
tire un più efficace smaltimento e, minare degli effetti che un’opera pubblica sui problemi dell’ambien-
quando possibile, il riciclaggio, (impianto industriale, centrale ener- te, perciò queste giornate sono an-
cioè il riutilizzo dei rifiuti, dopo op- getica, elettrodotto, strada, ferrovia che dette domeniche ecologiche;
portuni trattamenti; ecc.) può avere sull’ambiente natu- ● parco o riserva naturale: zona
● recupero energetico: processo rale nel quale dovrebbe inserirsi. La più o meno estesa di un territorio
attraverso il quale si produce ener- legislazione di molti Stati (Italia nazionale, tutelata da apposite leg-
gia da materiali non più utilizzabili compresa) impone questo giudizio gi che mirano alla conservazione
altrimenti. Nei termovalorizzatori, di compatibilità ambientale come del patrimonio faunistico e delle
impianti di incenerimento a tecno- condizione necessaria per l’autoriz- specie vegetali.

ESERCIZI
1 Scegli le parole dall’elenco in fondo co ha deciso il per tutte le auto
all’esercizio e completa le seguenti frasi nella giornata di domenica prossima. 6. Nel cortile
(Attenzione: l’elenco ha un numero
superiore di parole.) del condominio in cui abito ci sono alcuni cassonetti
di diverso colore per la dei
1. Viene definito quel modello rifiuti. 7. All’insieme degli organismi viventi che
di sviluppo capace di soddisfare i bisogni del pre- popolano la Terra, ma anche dei luoghi del pianeta
sente senza compromettere le capacità delle genera- che ospitano la vita, è stato dato il nome di
zioni future di soddisfare i propri. 2. I risultati di . 8. Il della
alcune ricerche scientifiche sembrano attestare l’ef- Camargue, nel sud della Francia, è un vero e proprio
fettiva nocività dei prodotti paradiso per aironi e fenicotteri rosa.
dalle linee ad alta tensione. 3. A causa dell’alterazio-
ne degli habitat naturali la si sta biodiversità parco naturale sostenibile
riducendo sempre più: si calcola che un quarto delle eutrofizzazione biosfera biotopo
polveri sottili campi elettromagnetici
specie animali e vegetali del pianeta sia ormai a raggi ultravioletti raccolta differenziata
rischio di estinzione. 4. I clorofluorocarburi (CFC) blocco della circolazione buco nell’ozono
sono tra i principali responsabili del
, cioè della rarefazione dello strato
di gas che ha il potere di assorbire i Spiega in un breve testo quali sono i
emessi dal Sole. 5. A causa dell’aumento della con-
2
problemi ambientali che riguardano più
centrazione nell’aria delle , il sinda- da vicino la città o la zona in cui vivi.
_Apertura MODULO 2•pag. 47 A 9-06-2011 11:15 Pagina 47

Modulo La formazione e il
significato delle parole
2 La lingua italiana, come tutte le lingue, è fatta di parole, cioè di
segni linguistici che, come tutti i segni, hanno una forma, ossia un
significante, e un significato. In questo modulo ci occuperemo delle
parole investigando le caratteristiche della loro forma, soprattutto
in rapporto ai procedimenti formativi e analizzando i rapporti di
significato che esse intrattengono nel lessico della lingua.
Conoscere le proprietà del lessico sul piano della forma e del
significato significa accrescere le proprie competenze linguistiche
e le proprie capacità di comunicare e sapersi esprimere in modo
consapevole, corretto e adeguato.

Sapere Saper fare

Unità 1 La formazione delle parole


Il concetto di segno linguistico. La convenzionalità del Riflettere sul valore convenzionale del segno linguistico.
rapporto tra significante e significato e tra significato e
referente.
La struttura delle parole: radice e desinenza. Le parole Padroneggiare e utilizzare i meccanismi di formazione
primitive. I procedimenti di formazione della parola: delle parole per arricchire il proprio lessico attivo e passivo.
derivazione (prefissi e suffissi) e alterazione, Ricostruire, per induzione, il significato di parole
composizione, abbreviazione. sconosciute.
Le famiglie di parole. Usare il dizionario in modo produttivo.

Unità 2 Il significato delle parole


Il concetto di segno linguistico. La convenzionalità del Riflettere sul valore convenzionale del segno linguistico.
rapporto tra significante e significato e tra significato e
referente.
Il lessico come sistema. I campi semantici. Catalogare e selezionare le parole in base al significato.
Denotazione e connotazione. Il significato figurato. La po- Cogliere la differenza tra significato proprio, significato
lisemia. “aggiunto” e significato figurato: apprezzare lo scarto
espressivo.
Le relazioni di significato tra le parole: sinònimi, antònimi, Usare i sinònimi e gli antònimi per esprimersi con precisione.
iperònimi e ipònimi. Usare gli iperònimi per generalizzare e gli ipònimi per
precisare.
La solidarietà semantica. Combinare le parole in modo accettabile dal punto di vista
del significato.
Omònimi e omògrafi. Riconoscere e distinguere le parole omònime e omògrafe.
Accrescere le proprie competenze linguistiche e
le proprie capacità comunicative attraverso la riflessio-
ne sul significato delle parole.

Modellino di famiglia di parole: p. 59


Strumenti Modellino di campo semantico: p. 83
U.1 La formaz par•p 48-59 A 9-06-2011 11:20 Pagina 48

48 Modulo 2 FORMAZIONE E SIGNIFICATO DELLE PAROLE

La formazione
1 delle parole

Le parole della lingua – di tutte le lingue – sono costituite da due elementi


strettamente connessi l’uno all’altro come le facce di una medaglia:
– un elemento materiale e concreto: percettibile attraverso i sensi e costituito
da una successione di suoni e, nel testo scritto, di lettere, questo elemento è la
forma della parola ed è detto significante;
– un elemento concettuale: elaborato dalla mente, questo elemento esprime il
contenuto della parola, cioè il suo significato.
Così nella parola gatto coesistono una forma o significante (i suoni e le lette-
re g / a / t / t / o ) e un contenuto o significato (il concetto di “gatto”), tenuti in-
sieme da una convenzione linguistica, cioè dalla decisione, del tutto arbitraria,
dei parlanti di dare a quella sequenza di suoni quel contenuto e non un altro.
La forma (o significante), in quanto elemento concreto for mato da una catena
di suoni e di lettere, si presta f acilmente a essere descritta e analizzata. E descri-
verla e analizzarla è importante e utile per capire come le parole sono fatte, come
si formano e come, tutte insieme, vanno a costituire il lessico della nostra lingua.

1 La struttura delle parole: radice e desinenza


Dal punto di vista della forma, cioè del significante, tutte le parole possono
essere scomposte in sillabe e, più minutamente, anche nei singoli suoni di cui
sono costituite.

parole sillabe suoni

ragazzo ra-gaz-zo r-a-g-a-z-z-o


albero al-be-ro a-l-b-e-r-o
bontà bon-tà b-o-n-t-à
ridere ri-de-re r-i-d-e-re

I “pezzi” così ottenuti sono del tutto pri vi di signif icato: sono semplici fone-
mi, cioè semplici suoni, o, nella lingua scritta, semplici grafemi, cioè lettere.
U.1 La formaz par•p 48-59 A 9-06-2011 11:20 Pagina 49

LA FORMAZIONE DELLE PAROLE Unità 1 49


La maggior parte delle parole – tutte quelle cosiddette variabili – possono
però anche essere divise in par ti che, pur non potendo essere usate separata-
mente, sono in g rado di trasmettere ciascuna deter minate informazioni. Le
parti di cui le parole sono for mate, e che costituiscono altrettante sotto-unità
linguistiche dotate di signif icato, si chiamano morfemi (dal greco morphé,
‘forma’) e a seconda della funzione che svolgono nella frase si distinguono in:
ᔡ morfemi lessicali o radici, che esprimono il v alore semantico delle parole,
cioè il loro significato;
ᔡ morfemi morfologici o desinenze, che indicano le caratteristiche morfologiche
o grammaticali delle parole, cioè il numero e il genere nei nomi, ne gli aggettivi e
anche in alcuni pronomi, e il modo, il tempo, la persona e il numero nei verbi:

La radice, in quanto por tatrice del signif icato di base delle parole, rimane f is-
sa. La desinenza, invece, in quanto por tatrice delle infor mazioni di carattere
grammaticale, può variare per indicare, v olta per volta, il genere e il numero
della parola:

Le parole formate solo dalla radice e dalla desinenza si chiamano parole primi-
tive, perché non derivano da nessun’altra parola della lingua di cui f anno parte:
ragazz-o, fior-e, dorm-ire.

PER SAPERNE DI PIÙ


Parole variabili e parole parole come i nomi (ragazzo, ragazza, ché) e delle interiezioni (oh, ehi), che
invariabili ragazzi, ragazze; paese, paesi), gli ar- appartengono tutte alle cosiddette
ticoli (lo, la, le), gli aggettivi (bello, parti invariabili del discorso.
Dal punto di vista della forma, le pa- bella, belli, belle; questo, questa, que- Anche tra le cosiddette parti varia-
role si possono distinguere in varia- sti, queste), i pronomi (esso, essa, bili del discorso, ci sono parole inva-
essi, esse) e i verbi (amo, ami, ama,
bili e invariabili. Le parole variabili riabili, perché prive di desinenza: è il
amiamo, amate, amano).
sono quelle che presentano, oltre Le parole invariabili, invece, sono caso di nomi come libertà, bar, gru,
alla radice (o morfema lessicale), quelle che, essendo prive di desinen- città, di aggettivi come blu, pari, ogni
una desinenza (o morfema morfolo- za, non mutano mai la loro forma: è il e di pronomi come chiunque, niente.
gico) variabile, per indicare le carat- caso degli avverbi (bene, oggi, qui), Le parole invariabili, naturalmente,
teristiche morfologiche (singolare, delle preposizioni (con, sopra, sotto), non possono essere divise in radice
plurale, maschile ecc.): è il caso di delle congiunzioni (e, o, perché, affin- e desinenza.
U.1 La formaz par•p 48-59 A 9-06-2011 11:20 Pagina 50

50 Modulo 2 FORMAZIONE E SIGNIFICATO DELLE PAROLE

2 La formazione delle parole


Le parole primitive – formate solo da radice e desinenza – costituiscono il nu-
cleo originale della nostra lingua e sono il punto di partenza per la formazione
di nuove parole. La formazione di nuove parole avviene in tre modi:
ᔡ per derivazione: le parole formate mediante derivazione si chiamano parole
derivate. Esse si ottengono mediante l’aggiunta alla radice della parola-base di
un morfema modificante o affisso che può essere un suffisso (libr-eri-a) o un
prefisso (in-capac-e);
ᔡ per composizione: le parole formate mediante composizione, cioè median-
te l’unione, la congiunzione o la fusione di più parole (por tare + lettere →
portalettere), si chiamano parole composte;
ᔡ per abbreviazione: le parole for mate per abbreviazione, cioè per riduzione
di una parola primitiva, si chiamano parole abbreviate: professore → prof,
subacqueo → sub ecc.

3 La formazione delle parole per derivazione


La derivazione mediante l’aggiunta di affissi (suffissi e prefissi) è il procedi-
mento più diffuso e più produttivo per la formazione delle parole.

3.1 La derivazione mediante suffissi


La derivazione mediante suff issi (o suffissazione) consente di ottenere una
parola nuova mediante l’aggiunta di particolari elementi modificanti, detti suf-
fissi, alla fine della radice di un’altra parola (nome, aggettivo, verbo):

La derivazione mediante suffissi dà origine a una par ola nuova che ha un si-
gnificato diverso dalla parola-base, anche se continua ad appar tenere alla stessa
famiglia di parole (vedi p. 59), cioè a muoversi nello stesso ambito di significato:
libro → libreria = luogo dove si vendono libri.
La derivazione mediante suffissi riguarda nomi, aggettivi e verbi e produce
sia parole che appar tengono alla stessa cate goria delle parole di par tenza sia
parole che appar tengono a categorie diverse. Così da un nome ( mare) si può
ottenere sia un altro nome di signif icato diverso (mareggiata oppure marinaio) sia
un aggettivo (marino). Allo stesso modo da un aggetti vo (celebre) si può ottenere
sia un nome (celebrità) sia un verbo (celebrare) e così via.
U.1 La formaz par•p 48-59 A 9-06-2011 11:21 Pagina 51

LA FORMAZIONE DELLE PAROLE Unità 1 51


Parole che modificano la forma davanti al
suffisso. Talvolta il passaggio dalla parola-base a Il significato dei suffissi
quella derivata per suffissazione comporta la modifi-
ca della radice. In molti casi, ciò succede perché la I suffissi, pur non avendo di per sé un
valore autonomo, sono portatori ciascu-
parola derivata si forma su una radice diversa da quel- no di un particolare significato. Così,
la usuale della parola-base: accendere → accensione; il suffisso -aglia esprime l’idea di “insie-
opprimere → oppressore; permettere → permissivo. me di” (per lo più in senso spregiativo):
In altri casi, invece, la differenza è dovuta al gioco del anticaglia, gentaglia. Il suffisso -iera, in-
cosiddetto dittongo mobile (c uocere → cottura; lieto vece, forma nomi derivati che indicano
→ letizia) o all’alter nanza tra il suono dolce e il suo- “un oggetto atto a contenere qualcosa”:
fruttiera, saliera. Il suffisso -abile indica
no duro di c e g (sferica → sfericità; astrolo go → “attitudine, possibilità” e significa “che
astrologia). Talora, la necessità di conser vare il suono può essere”: abitabile, amabile. Il suffis-
dolce o il suono duro por ta all’inserimento di una i o so -uto significa “fornito di”: baffuto,
di una h tra radice e suf fisso: dolce → dolciume; im- panciuto. Taluni suffissi sono polisemi-
biancare → imbianchino. Spesso, la differenza di ci, hanno, cioè, più di un significato.
forma tra una parola-base, per lo più un nome, e il Così, il suffisso -aio può significare
suo derivato, per lo più un aggetti vo, è dovuta al fatto tanto “luogo destinato a contenere o a
raccogliere qualcosa ”(come in granaio,
che il derivato è costr uito non par tendo dalla parola- pollaio), quanto “una persona che at-
base italiana ma, per via dotta, dalla cor rispondente tende a un mestiere o a una professio-
voce latina: è il caso, per esempio, di magistrale, che ne” (come in operaio, fornaio, fioraio).
è costruito sul latino magistrum e non su maestro. Per conoscere il significato o i signifi-
cati dei vari suffissi, basta consultare il
Derivazione senza suffisso o a “suffisso dizionario, che li registra tutti.
zero”. Alcuni nomi derivano da verbi senza l’ausilio di
alcun suffisso (deverbali a “suffisso zero”), attraverso la
semplice sostituzione della desinenza dell’inf inito con la desinenza -o (-a, per il fem-
minile): domandare → domanda; arrestare → arresto; guidare → guida.

Un tipo particolare di derivazione mediante suffissi: l’alterazione Tra i suffissi ce ne


sono alcuni che non modif icano completamente il signif icato delle parole cui
si aggiungono, ma si limitano ad alterarlo lievemente portandolo a esprimere
particolari sfumature in ordine alla dimensione (piccolo/g rande) o alle sue ca-
ratteristiche (positive/negative):

I suffissi di questo tipo sono detti suffissi alterativi e le parole for mate con
essi si chiamano parole alterate.
A seconda della sfumatura di signif icato che esprimono, i suf fissi alterati-
vi, e di conseguenza le parole che essi formano, sono di quattro tipi:
ᔡ diminutivi: quelli che comportano l’idea di piccolezza: gatt-in-o;
ᔡ vezzeggiativi: quelli che attribuiscono al signif icato della parola-base un
tono affettuoso: gatt-ucci-o;
ᔡ accrescitivi: quelli che comportano l’idea della grandezza: gatt-on-e;
ᔡ peggiorativi o dispregiativi: quelli che imprimono alla parola un senso ne-
gativo o spregiativo non senza talvolta sfumature affettuose: gatt-acci-o.
U.1 La formaz par•p 48-59 A 9-06-2011 11:21 Pagina 52

52 Modulo 2 FORMAZIONE E SIGNIFICATO DELLE PAROLE


L’alterazione può modificare il genere. Talvolta, l’alterazione modif ica il
genere della parola-base: la tigre → il tigrotto.
Gli alterati diventati indipendenti. Molti nomi alterati hanno assunto,
con l’uso, un significato proprio, staccandosi completamente dal nome originario:
canna → cannone; fumo → fumetto; rosso → rossetto.
I falsi alterati. Alcuni nomi presentano ter minazioni simili a quelle dei nomi
alterati, ma non lo sono affatto: le loro sillabe f inali, infatti, non sono suffissi alte-
rativi, ma fanno parte della radice della parola. Così, il bottone e il bottino non
hanno niente a che f are con la botte; il postino non è un “piccolo posto” e il lam-
pone non è un “grande lampo”. Questi nomi sono detti falsi alterati (vedi p. 135).

3.2 La derivazione mediante prefissi


La derivazione mediante prefissi (o prefissazione) consente di ottenere una
nuova parola premettendo alla radice di un’altra parola par ticolari elementi
detti prefissi, che ne modificano il significato:

Per lo più la prefissazione non comporta il passaggio della par ola derivata
da una categoria grammaticale a un’altra. In genere, infatti, dopo l’aggiun-
ta del pref isso, un nome rimane nome (onore → disonore), un aggettivo rima-
ne aggettivo (legale → illegale) e un verbo rimane verbo (fare → disfare).
La pref issazione, inoltre, come la suf fissazione, produce parole nuove che
hanno un significato diverso da quello della par ola-base, ma strettamente
legato a esso da una precisa relazione semantica: il deri vato, per esempio, ha
un signif icato opposto alla parola-base ( leggibile → illeggibile) oppure indica
un’accentuazione o una diminuzione del signif icato della parola-base: pieno
→ strapieno, vedente → ipovedente.

Il significato dei prefissi. I prefissi sono molto numerosi e ognuno di essi, pur non
avendo da solo un signif icato autonomo, è por tatore di un signif icato partico-
lare. Per esempio:
ᔡ i prefissi a- (an-), in- (il-, im-, ir-), dis- e s- rovesciano il significato della
parola-base perché hanno v alore negativo: a-morale, an-alfabeta, in-capace, il-
legale, im-paziente, ir-responsabile, dis-attento, dis-onore, s-fiducia;
ᔡ i prefissi ultra-, iper-, sur- e stra- amplificano il significato della parola-base
perché hanno valore intensivo: ultra-sottile, iper-sensibile, sur-gelato, stra-cotto;
ᔡ i prefissi ipo- e sub-, che signif icano “sotto”, attenuano il significato della
parola-base perché indicano una quantità inferiore al nor male (ipo-calorico,
ipo-tensione, sub-sonico) oppure lo limitano in senso spaziale o gerarchico:
ipo-derma, sub-acqueo, sub-ordinato.
U.1 La formaz par•p 48-59 A 9-06-2011 11:21 Pagina 53

LA FORMAZIONE DELLE PAROLE Unità 1 53


Prefissi con più significati. Alcuni prefissi, pur avendo
una forma identica, hanno origini e, quindi, significati PER NON SBAGLIARE
diversi. Per esempio:
Non sempre quello che sta
ᔡ il prefisso in- indica negazione, quando deriva dal prima è un prefisso
prefisso latino in-, come nelle parole in-abile, in-capa- Alcune parole sembrano formate
ce, in-esatto ecc., oppure introduzione, quando deriva con un prefisso, ma in realtà sono
dalla preposizione latina in, come nelle parole in-fon- parole, primitive o derivate, la cui sil-
dere, im-mettere, im-portare ecc.; laba iniziale è parte integrante della
radice della parola. Così parole come
ᔡ il prefisso a- indica negazione o mancanza quando disguido, disonore e disapprovare
deriva dal prefisso greco a-, detto alfa privativo, come sono senz’altro formate con il prefis-
so dis- che ha valore di negazione
nelle parole a-fono, a-cefalo, an-alfabeta, oppure av- (dis-attento) o di separazione (dis-
vicinamento e aggiunta quando deriva dalla preposi- giungere), ma parole come discepolo
zione latina ad, come nelle parole ac-correre, at-tri- e dischetto non contengono alcun
buire; prefisso. Così antenna non ha nulla a
che fare con antenati (formato con il
ᔡ il prefisso anti- significa “contro, contrario”, quan- prefisso ante-, che significa ‘prima,
do deriva dal g reco antí, ‘contro’, come nelle parole avanti’). E proletario non ha alcun
rapporto con le parole formate con il
anti-aereo, anti-economico ecc., oppure “prima di, da- prefisso pro-, ‘invece di, facente fun-
vanti a”, quando deriva dal latino ante, ‘davanti’, come zione di’, come pronome e prorettore.
nelle parole anti-camera, ante-porre, ante-fatto;
ᔡ il prefisso bis- significa “due volte”, quando deriva
dal numerale latino bis, ‘due volte’, come nelle parole bis-nonno, bi-settimana-
le, bis-cotto, oppure ha significato peggiorativo quando deriva dal prefisso lati-
no bis-, come nelle parole bis-trattare, bis-lungo.

Nel linguaggio della pubblicità e nel linguaggio di


livello familiare, alcuni pref issi vengono sempre più spesso usati da soli con
un signif icato autonomo e in funzione di aggetti vi o di nomi. Così, da parole
come superuomo si è staccato il pref isso super che viene usato come aggetti-
vo con il signif icato di “bellissimo, eccezionale”: “Questo disco di musica
classica è super”. Allo stesso modo, da parole come extravergine si è staccato il
prefisso extra che viene usato come aggettivo con il signif icato di “molto f ine,
pregiato”: “È un caffè di qualità extra”.
Valore di pref isso negativo ha assunto in epoca recente l’a vverbio non che si
è rilevato molto produttivo con nomi e aggettivi. Il derivato che esso forma, tal-
volta, è un v ero prefissato, scritto tutto di se guito: nonsenso. In altri casi, in ve-
ce, i due elementi sono scritti staccati: non vedente, non belligeranza, non inter-
vento, non violento. Si vedano anche gli anglismi non-stop e non-smoker.
Il dizionario, naturalmente, registra tutti i prefissi, e i suffissi, della lingua ita-
liana, spiegando di ciascuno sia il signif icato sia l’origine.

3.3 La derivazione mediante suffissi e prefissi


contemporaneamente
La derivazione mediante suff issi e pr efissi contempor aneamente consiste
nel por re un elemento modif icante sia prima ( prefisso) sia dopo ( suffisso) la
radice di una parola:
U.1 La formaz par•p 48-59 A 9-06-2011 11:21 Pagina 54

54 Modulo 2 FORMAZIONE E SIGNIFICATO DELLE PAROLE

I derivati mediante l’affissione contemporanea di un suffisso e di un pref isso


sono detti parasintetici. Essi sono nomi, aggetti vi e, soprattutto, verbi. Anzi, i
verbi parasintetici costituiscono un settore del lessico in espansione: appar tengo-
no alla 1 a e alla 3 a coniugazione e derivano da nomi e aggetti vi: ad-dolc-ire,
di-rott-are, de-caffein-are, im-burr-are, in-sapor-ire, il-languid-ire, s-macchi-are,
s-barc-are, s-pennell-are, tras-bord-are ecc.

4 La formazione delle parole per composizione


La composizione è un procedimento che consiste nell’unire due o più parole
già esistenti a formarne una nuova che si chiama parola composta:
capo + squadra = caposquadra;
lava + piatti = lavapiatti;
sempre + verde = sempreverde.
La creazione di parole per composizione costituisce un mezzo di ar ricchimento
del lessico molto economico, perché per mette di formare parole nuove utiliz-
zando quelle già esistenti e, soprattutto, semplificando le strutture morfologiche
della lingua: invece di dire “capo della squadra”, possiamo dire caposquadra;
invece di dire “schiuma per fare il bagno”, possiamo dire bagnoschiuma ecc.
A seconda del diverso tipo di rapporto che si stabilisce tra le parole che entrano
in composizione, le parole composte si distinguono in:
ᔡ parole composte propriamente dette;

ᔡ parole composte con prefissoidi e suffissoidi;

ᔡ conglomerati;

ᔡ “parole-frase”;

ᔡ “parole macedonia”;

ᔡ unità lessicali.

Secondo alcuni linguisti, i conglomerati, le “parole-frase” e le unità lessicali ri-


entrano tutti nella più v asta categoria delle cosiddette polirematiche, categoria
in cui rientrerebbero anche espressioni del tipo vedere rosso (per adirarsi, infu-
riarsi), rendersi conto ecc., le locuzioni preposizionali, congiuntive e avverbiali
(prima di, in mezzo a, in modo tale c he, a patto che, in effetti, a rotta di collo,
fra poco, d’ora in poi ecc.), espressioni accomunate tutte dal f atto di essere co-
U.1 La formaz par•p 48-59 A 9-06-2011 11:21 Pagina 55

LA FORMAZIONE DELLE PAROLE Unità 1 55


stituite da g ruppi di parole or mai cristallizzate che hanno un signif icato unita-
rio, per lo più non desumibile da quello delle singole parole che le compongo-
no. Secondo altri linguisti, in vece, la def inizione di polirematiche de ve essere
riservata solo alle unità lessicali.

4.1 Le parole composte


Le parole composte propriamente dette sono parole che nascono dall’unione di
due o più parole della lingua italiana che hanno una loro esistenza autonoma
ma che si uniscono a formare una nuova parola dotata di un proprio significato:
cassaforte, soprannome, arcobaleno.
Per quanto riguarda la for mazione, queste parole nascono dall’unione di paro-
le della lingua italiana appar tenenti a tutte le categorie grammaticali:
ᔡ nome + nome: con il primo nome che fa da complemento, per lo più di spe-
cificazione, del secondo: “delle ter re moto” → terremoto; con il secondo ele-
mento che fa da complemento, per lo più di specif icazione, del primo: “capo
della squadra” → caposquadra; con il secondo elemento che fa da apposizione
al primo: “pesce cane” → pescecane;
ᔡ nome + aggettivo: cassa + forte → cassaforte;
ᔡ aggettivo + nome: bianco + spino → biancospino;
ᔡ verbo + nome: aspira + polvere → aspirapolvere;
ᔡ verbo + avverbio: posa + piano → posapiano;
ᔡ preposizione + nome: sopra + nome → soprannome;
ᔡ avverbio + verbo: bene + stare → benestare;
ᔡ aggettivo + aggettivo: sacro + santo → sacrosanto;
ᔡ avverbio + aggettivo: sempre + verde → sempreverde;
ᔡ nome + verbo: capo + volgere → capovolgere.
Per quello che riguarda il modo in cui le parole composte for mano il plurale si
veda alle pp. 135 ss. se il composto è un nome e alla p. 162 se il composto è
un aggettivo.

4.2 Le parole composte mediante prefissoidi e suffissoidi


Parole composte sono anche le parole for mate utilizzando, in funzione di pre-
fissi e di suffissi, elementi linguistici che derivano da parole greche o latine
dotate di un loro preciso signif icato:
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56 Modulo 2 FORMAZIONE E SIGNIFICATO DELLE PAROLE


Questi elementi che for mano parole composte in cui il signif icato dell’una si
fonde con quello dell’altra a dar vita a un significato nuovo, poiché svolgono la
stessa funzione di prefissi e suffissi, sono detti prefissoidi quando occupano la
prima parte di una parola e suffissoidi quando ne occupano la parte finale. I più
importanti, perché più produttivi, sono:

prefissoidi

aero- (dal greco aér, ‘aria’) = “aria”: aerometro, aerofagìa;


antropo- (dal greco ánthropos, ‘uomo’) = “uomo”: antropologia, antropofago;
auto- (dal greco autós, ‘se stesso’) = “da sé”: autoadesivo, automobile;
bio- (dal greco bíos, ‘vita’) = “vita”: biologo, biosfera;
demo- (dal greco dêmos, ‘popolo’) = “del popolo”: democrazia, demoscopia;
fil(o)- (dal greco phílos, ‘amico’) = “amico di”: filantropo, filoamericano;
geo- (dal greco gê, ‘terra’) = “terra”: geografia, geometria;
multi- (dal latino multus, ‘molto’) = “di molti”: multiforme, multicolore;
(dal greco odón, odóntos, ‘dente’) = “dente”: odontoiatra,
odonto-
odontotecnico;
poli- (dal greco polýs, ‘molti’) = “di molti”: polifonia, polisillaba;
tele- (dal greco têle, ‘lontano’) = “da lontano”: telefono, televisione;

suffissoidi

-algìa (dal greco álgos, ‘dolore’) = “dolore”: nevralgia;


-antropo (dal greco ánthropos, ‘uomo’) = “uomo”: filantropo;
(dal latino cultura, ‘coltivazione, educazione’) = “coltivazione,
-coltura
educazione”: agricoltura, puericoltura;
-crazìa (dal greco kratía, ‘potere’) = “potere”: demo crazia, teocrazia;
-fago (dal greco phagéin, ‘mangiare’) = “che mangia”: antropofago, aerofago;
-grafìa (dal greco graphía, ‘scrittura, descrizione’) = “descrizione”: geografia;
-iatra (dal greco iatrós, ‘medico’) = “medico”: odonto iatra;
-logo (dal greco lógos, ‘parola, studio’) = “studio”: archeo logo;

La formazione di parole mediante questi elementi è chiaramente una for ma-


zione di tipo dotto. Di f atto, essa è propria dei linguaggi specialistici delle
scienze e delle tecniche, ma molte delle parole così for mate sono poi entrate
anche nella lingua comune. Dal punto di vista lessicale, questo tipo di for ma-
zione può avvenire in due modi:
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LA FORMAZIONE DELLE PAROLE Unità 1 57

ᔡ attraverso la combinazione di un prefissoide e un suffissoide omogenei,


cioè derivati da parole della stessa lingua. È il caso, oltre che delle già citate
biblioteca e filantropo, di parole come geografia, formata da geo- (dal greco
gê, ‘terra’) e -grafia (dal greco graphía, ‘descrizione’) ecc.;
ᔡ attraverso la combinazione di un prefissoide o di un suffissoide con un
elemento appartenente a una lingua di versa da quella del pref issoide o del
suffissoide. È il caso di parole come televisione, formata da tele- (dal g reco
têle, ‘lontano’) e - visione (dal latino video, ‘vedo’ o addirittura dall’italiano
‘visione’), paninoteca, formata dall’italiano panino e da -teca (dal greco
théke, ‘scatola’) ecc.

I falsi prefissoidi. Alcune parole sembrano formate con un prefissoide, ma in


realtà sono parole, primiti ve o derivate, le cui sillabe iniziali sono par te inte-
grante del morfema lessicale o radice della parola. Così, parole come demo-
crazia e demagogia sono senz’altro for mate con il pref issoide demo-, ‘popo-
lo’, ma parole come demonio, demoniaco, demandare, demanio, demodulato-
re, demoralizzare, demordere non hanno proprio niente a che f are con il pre-
fissoide demo-. Per non sbagliare, se si hanno dei dubbi, basta controllare sul
dizionario, che, oltre al significato esatto della parola, reca anche la sua etimo-
logia, cioè indica con precisione da dove la parola deriva.

Talvolta i pref issoidi perdono il loro signif icato origi-


nario e ne assumono uno nuo vo, dedotto da quello di una parola di cui costi-
tuiscono l’elemento iniziale o finale. Così, il prefissoide auto- originariamente
significa “se stesso, di se stesso, da sé” (dal g reco autós, ‘se stesso’) e, come
tale, ha formato parole del tipo autobiografia, autografo e altre come automo-
bile, autocritica, autolesionista, autoadesivo. Poi, la grande fortuna di una pa-
rola composta con auto- come automobile (= ‘che si muove da sé’) ha portato
al distacco del pref issoide auto- da automobile e al suo uso come pref issoide
non più con il signif icato di “di se stesso, da sé”, ma con quello nuo vo di “re-
lativo all’automobile”. Sono nate così parole come autoambulanza,
autoblindo, autocisterna, autopattuglia, autoradio, autostop, autotrasporto e
simili. Allo stesso modo, il pref issoide foto-, che originariamente signif ica
“luce” ( fotografia, fotofobia, fotosintesi), ha dato luo go, staccandosi da foto-
grafia, al prefissoide foto- che non significa più “luce”, ma è una semplice ab-
breviazione di fotografia che significa “relativo alla fotografia” e come tale ha
formato nuove parole: fotoamatore, fotoromanzo e simili.

4.3 I conglomerati
I conglomerati sono gruppi di parole costituite da for me verbali o contenenti
una forma verbale che, a causa dell’uso continuo, si sono saldate in unità a co-
stituire dei nomi:
fuggifuggi, saliscendi, tiramisù, viavai.
Alcuni conglomerati possono essere scritti sia separando le v arie parole che li
compongono sia congiungendole l’una all’altra: un non so che/un nonsoché; il
non ti scordar di me /il nontiscordardimé; un tira e molla /un tiramolla. In altri
casi, invece, i conglomerati si presentano solo in g rafia staccata: “Il testimone
si è trincerato dietro una lunga serie di ‘ non ricordo’ ”.
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58 Modulo 2 FORMAZIONE E SIGNIFICATO DELLE PAROLE

4.4 Le “parole-frase”
Le “parole-frase” sono espressioni che nascono dalla giustapposizione di
nomi comuni che coesistono l’uno accanto all’altro senza fondersi a dar vita,
come nei nomi composti, a un unico nome:
guerra lampo , buono sconto , cane poliziotto , busta pa ga, par ola
chiave, vagone ristorante, treno merci, romanzo fiume, carro bestiame,
ragazzo prodigio, donna cannone.
Frutto di una forma di composizione tipica di lingue come l’inglese, il tedesco
e il francese, le “parole-frase” sono così chiamate, in quanto riassumono in sé
un’intera frase:
cane poliziotto = “un cane addestrato per aiutare i repar ti di polizia
nella ricerca di malfattori”.
Quanto alla grafia, i due nomi che le compongono vengono scritti staccati l’uno
dall’altro, collegati o meno da una lineetta: guerra lampo oppure guerra-lampo.
Se sono usate al plurale, modif icano di nor ma solo il primo elemento: cane
poliziotto/cani poliziotto; buono sconto /buoni sconto.

4.5 Le “parole macedonia”


Le “parole macedonia” sono parole che nascono dalla fusione in una sola di
“pezzi di parole” differenti:
fanta(sia) + scienza = fantascienza;
cant(ante) + autore = cantautore;
auto(mobilistico) + (ferro)viario + tranviario = autoferrotranviario.

4.6 Le unità lessicali


Le unità lessicali, o unità lessicali superiori o polirematiche, sono un insie-
me di parole usate come parole singole per indicare una cosa sola:
occhiali da sole, cucina a gas, camera da letto.
Esse non sono v ere e proprie parole composte, perché gli elementi che le for-
mano rimangono nettamente separati gli uni dagli altri, ma costituiscono dei
blocchi semantici (cioè di significato) compatti: solo insieme, tali elementi pos-
sono esprimere il signif icato che rimanda all’oggetto cui si riferiscono.

5 La formazione delle parole per abbreviazione


L’abbreviazione è un procedimento che consiste nel for mare parole nuove at-
traverso la riduzione di parole già esistenti:
automobile → auto cinematografo → cinema subacqueo → sub
Parole nate per abbreviazione sono anche quelle che risultano dalla trasfor ma-
zione in nomi di sigle o acronimi, cioè di parole costituite dalle lettere iniziali
di più parole:
Comitato Olimpico Nazionale Italiano → C.O.N.I. → Coni
Tomografia Assiale Computerizzata → T.A.C. → Tac
In taluni casi il procedimento è stato talmente assimilato dalla lingua dell’uso che
quasi nessuno ricorda che tali nomi erano originariamente sigle. È il caso di Rai
(= Radio Audizioni Italiane) e di Fiat (= Fabbrica Italiana Automobili Torino).
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LA FORMAZIONE DELLE PAROLE Unità 1 59

6 Le famiglie di parole
L’insieme delle parole che nascono dalla medesima radice (o morfema lessica-
le) mediante i processi di deri vazione, alterazione, composizione e abbre via-
zione si chiama famiglia lessicale o famiglia di parole.
Al centro di tale f amiglia si colloca la parola base, cioè la parola primiti va,
costituita soltanto dalla radice e dalla desinenza. Poi, intorno a essa, si colloca-
no tutte le parole da essa formate attraverso tali meccanismi. Così, appartengo-
no alla stessa f amiglia lessicale parole come casa, accasarsi, rincasare, casa-
linga, casupola, casetta, caseggiato e simili.
Il quadro seguente rappresenta la famiglia lessicale della radice cart-, che
ha al centro la parola primitiva “carta” e tutt’intorno le parole che ne derivano:
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Esercizi
La struttura delle parole: radice e desinenza
1 completamento Ti diamo qui di seguito alcune radici: completale inserendo tutte le possibi-
li desinenze come nei due esempi.

maestr - o scend - a alber - quest - ragazz - alt - zi - celebr -


- a - - - - - - -
- i - - - - - - -
- e - e - - - - - -

2 completamento Completa con le desinenze opportune le parole che ne sono prive nella fila-
strocca di Marcello Argilli, riportata qui di seguito.
Vorrei tanto trovare Vorrei tanto trovare
un cos bell da amare: Un cos bell da amare,
essere frizzante che non rallegr me solamente,
come un copp di spumant , ma tutt l gent .
allegra come un petard , Cerchiamola insieme:
un’impazzit pall di biliard , chi viene?
sicura come un missil che invest
l volt celest .

3 completamento Ancora una filastrocca, l’autrice è Lia Fenici Piazza: questa volta prova a
completarla indovinando la radice delle parole di cui ti viene data solo la lettera iniziale e la
desinenza. Attenzione: ad ogni trattino corrisponde una lettera.
È una pozzanghera strana. E guazza, diguazza nel fondo
Vi regna sovrana Che è tutto il suo m_ _ _o.
Una r_ _a Non è che una povera
Che fa da p_ _ _ _ _a p_ _ _ _ _ _ _ _ _a nera,
Ed intona ma a s_ _a
Nel l_ _o sommerso laggiù, proprio in quella
Il suo v_ _ _o si specchia sognando
Loquace, una s_ _ _ _a
tenace.

4 individuaz./comp. lessicale I seguenti gruppi contengono parole nelle quali è presente la medesima
radice. In ciascun gruppo individua e sottolinea la parola primitiva che contiene la radice di
base di tutte le altre.
1. legislazione, legiferare, illegale, legislatore, legge. 4. ciclismo, ciclista, ciclabile, ciclo, bicicletta.
2. elettricità, elettricista, elettrauto, elettrico, elettrificare. 5. fertile, fertilità, fertilizzare, fertilizzante.
3. cavalleria, cavaliere, cavalcare, cavallo, cavallone. 6. giorno, giornale, giornalista, giornalistico, giornalaio.
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LA FORMAZIONE DELLE PAROLE Unità 1 61

5 gioco linguistico Individua la radice delle parole che seguono e trascrivila in senso orizzon-
tale nello schema riportato a lato. Nella colonna evidenziata comparirà una parola invariabile
cui dovrai aggiungere l’accento.
1. libro
L I B R
2. mistero
3. albero
4. sereno
5. prato
6. patto
7. squadra 7.

La formazione delle parole per derivazione


La formazione delle parole mediante suffissi
6 individuaz./comp. lessicale In ciascuno dei seguenti gruppi trovi una parola primitiva e alcune parole da
essa derivate.Tra queste ultime, individua e sottolinea quelle derivate per suffissazione, cioè
mediante l’aggiunta di un elemento modificante solo alla fine della radice. [Le parole derivate
per suffissazione sono in tutto 15.]
parola primitiva parola derivata
1. ragione ragionevole, ragioniere, ragionevolezza, irragionevole
2. fuoco infuocato, focoso, focolare, fochista
3. dolore addolorare, doloroso, dolorifico, antidolorifico
4. leggero alleggerire, leggerezza
5. allegro allegria, allegrezza, rallegrare, rallegramento
6. tono intonato, stonare, tonico, tonificare
7. dispetto dispettoso, indispettire
8. ordine ordinato, disordine, riordinare

7 analisi/comp. lessicale Le parole che seguono sono tutte derivate mediante suffissazione: trascrivi-
le separando radice, suffisso, desinenza e indica accanto a ciascuna parola derivata la cor-
rispondente parola primitiva.
parola derivata radice - suffisso - desinenza parola primitiva

1. aranceto aranc- -et- -o arancio


2. ballerino
3. pineta
4. giornalista
5. certezza
6. fienile
7. presentatore
8. pizzeria
9. fogliame
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62 Modulo 2 FORMAZIONE E SIGNIFICATO DELLE PAROLE

8 produz./comp. lessicale In base alle definizioni, scrivi nello spazio apposito la parola che deriva
per suffissazione da quella scritta in corsivo.

1. La qualità di chi è veloce. ( velocità ) 2. Si dice di chi ama studiare. ( ) 3. Ha il compito di misurare
con il cronometro il tempo dei concorrenti in una competizione sportiva. ( ) 4. Infiammazione
dell’appendice. ( ) 5. Si dice di chi è nato e vive in Spagna. ( ) 6. Colui che
pratica lo sci. ( ) 7. Di colore quasi bianco. ( ) 8. Conduce una gondola.
( ) 9. Chi ha una folta barba. ( )

9 manipolaz./comp. lessicale Da ciascuna delle seguenti parole primitive, ricava una parola derivata uti-
lizzando il suffisso di volta in volta indicato.
parola primitiva suffisso parola derivata

1. latte - eri(a) latteria


2. zucchero - ier(a)
3. gentile - mente
4. studiare - acchi(are)
5. fumo - aiol(o)
6. sapore - it(o)
7. vendere - itor(e)
8. fama - os(o)
9. dormire - itori(o)
10. cane - il(e)

10 manipolaz./comp. lessicale Da ciascuno dei seguenti nomi primitivi fai derivare, mediante un suffisso
appropriato, un altro nome. Precisa poi quale suffisso hai usato.
nome primitivo nome derivato suffisso usato

1. fiore fiorista - ista


2. libro
3. magazzino
4. nuoto
5. vela
6. gioco
7. vetro
8. pollo
9. collo
10. macchina

11 manipolaz./comp. lessicale Scrivi sul quaderno un aggettivo e un verbo che derivino da ciascuno dei
seguenti nomi primitivi mediante un suffisso appropriato.

1. studio studioso studiacchiare ; 2. onda; 3. amore; 4. sonno; 5. vitamina.


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LA FORMAZIONE DELLE PAROLE Unità 1 63

12 manipolaz./comp. lessicale Utilizzando i suffissi riportati nella colonna centrale forma delle parole
derivate a tua scelta: nella colonna di sinistra scriverai la parola primitiva con cui vuoi for-
mare quella derivata, nella colonna di destra la parola derivata.
parola primitiva suffisso parola derivata parola primitiva suffisso parola derivata

1. porta -ier(e) portiere 6. -abil(e)


2. -ai(a) 7. -evol(o)
3. -es(e) 8. -tric(e)
4. -istic(a) 9. -ezz(a)
5. -os(o) 10. -zion(e)

13 manipolaz./comp. semantica Le seguenti frasi sono prive di significato: per renderle di senso compiuto
sarà sufficiente sostituire la parola primitiva in corsivo con un suo derivato per suffissazione.

1. Ho comprato uno zucchero una zuccheriera d’argento come dono di nozze per Marco e Silvia. 2. Il bagaglio
della macchina è pieno: dove metterai la tua valigia? 3. Lucia si è fidanzata con il
pane di via S. Stefano. 4. Ieri in televisione hanno trasmesso un interessante docu-
mentario sulla fauna equatoriale firmato da un famoso giornale. 5. Un tempo la
Sicilia era considerata il grano d’Italia. 6. Giovanni è stato assunto come magazzino
da una grande ditta. 7. La zia Elvira, che vive in campagna, possiede una dozzina di gal-
line nel suo pollo. 8. Dietro casa di Luca c’è un pino
dove i bambini possono giocare o andare in bicicletta. 9. Marco, che lavora all’ufficio postale, è uno stato.
10. Vela è colui che pratica lo sport della vela.

14 produz./comp. lessicale Ricorrendo eventualmente al dizionario, ricava e scrivi sul quaderno il mag-
gior numero possibile di derivati per suffissazione dalla radice delle seguenti parole.
1. fiore: fiorista, fiorente, fioriera, fioritura, fiorire . 2. bocca; 3. carta; 4. poeta; 5. scuola; 6. mare; 7. pane; 8. notte.

15 individuaz./comp. semantica Da una parola-base possono derivare parole simili nella forma, ma non di
uguale significato. Nelle seguenti frasi individua e cancella, tra le parole derivate che ti ven-
gono proposte, quelle non coerenti con il contesto.
1. Dopo averli lavati con cura, la mamma ha riposto i bicchieri nella cristalliera/cristalleria. 2. Mio fratello, che frequenta
la scuola primaria, è un alunno molto disciplinare/disciplinato. 3. Alice, che lavora in banca come cassiera, è una ban-
chiera/bancaria. 4. In tavola è quasi tutto pronto per la colazione, manca soltanto la lattiera/latteria. 5. Lo zio di
Giovanni è professore ordinario/ordinato presso l’Università di Bologna. 6. L’imputato è accusato di omicidio colpo-
so/colpevole. 7. Lucia ha disposto le piante nella fioriera/fioraia. 8. Nello spettacolo di varietà trasmesso in TV
abbiamo ammirato un fantasista/fantasioso che ha eseguito delle imitazioni sorprendenti.

16 comp. lessico-semantica Ti diamo qui una serie di coppie parola primitiva/parola derivata
per suffissazione. In alcuni casi, però, la seconda parola della coppia non è derivata dalla
prima. Individua e cancella gli abbinamenti errati. [Gli abbinamenti errati sono 7.]
1. caso/casuale 2. caso/causale 3. casa/casacca 4. casa/casale 5. carta/cartello 6. corte/cortile 7. pollo/polline
8. amico/amicizia 9. collo/collare 10. collo/collina 11. pane/panico 12. pista/pistacchio 13. macchina/macchinista
14. negozio/negoziante 15. mulo/mulino
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64 Modulo 2 FORMAZIONE E SIGNIFICATO DELLE PAROLE

17 individuaz./classificazione Tra le seguenti parole derivate individua e sottolinea i nomi alterati e poi,
sul quaderno, classificali, a seconda dei suffissi alterativi, in accrescitivi, diminutivi,
vezzeggiativi, dispregiativi. [I nomi alterati sono in tutto 10.]

1. cagnolino: nome alterato, diminutivo. 2. barcone; 3. operaio; 4. canile; 5. palazzone; 6. pietruzza; 7. regista;
8. filmaccio; 9. popolazione; 10. libretto; 11. abitino; 12. saliera; 13. febbrone; 14. ragazzaccio; 15. gentaglia.

18 manipolaz./comp. lessicale Nelle seguenti frasi sono presenti dei falsi alterati non coerenti con il conte-
sto: individuali e sottolineali, poi, negli spazi appositi, sostituiscili con un’espressione adeguata.

1. Arriverò tardi alla conferenza. Puoi tenermi un postino? ( posticino ) 2. Mio padre, che è un vero intenditore, ha
acquistato un bottone di chianti. ( ) 3. L’altra notte, durante il temporale, dei lamponi
squarciavano il cielo. ( ) 4. Siamo saliti sul torrone del castello per ammirare il panorama.
( ) 5. Lo spettacolo della scuola si è concluso con un cantone finale. (
) 6. Un merletto saltellava qua e là nel giardino. ( ) 7. Dopo aver litigato con
Filippo, Valentina è scoppiata in un piantone. ( ) 8. Per riparare l’armadio, il falegname si è
servito di un limone. ( ) 9. Da piccola, mia sorella aveva sempre una pettinatura con una
lunga frangia per nascondere il suo frontone. ( ) 10. L’esame di ammissione al corso di spa-
gnolo mi sembra una provetta davvero ridicola. ( )

19 individuaz./comp. lessicale Nelle seguenti parole derivate individua e sottolinea il suffisso, specifican-
done poi, sul quaderno, il significato. Puoi utilmente ricorrere al dizionario per lo svolgimento
dell’esercizio.
1. sterpaglia: suffisso – aglia; suffisso che significa “insieme di”. 2. barcaiolo; 3. orologiaio; 4. fogliame; 5. cucchiaiata;
6. gioielleria; 7. droghiere; 8. impressionismo; 9. querceto; 10. panciuto; 11. bagagliaio; 12. fruttiera; 13. schiaffeg-
giare; 14. miliardario; 15. vocabolario.

20 produzione/gioco di classe La classe si divide in gruppi. Ogni gruppo deve trovare il maggior numero
di parole (parole astratte, professioni o mestieri, aggettivi derivati) formate con i suffissi
proposti di seguito: vince il gruppo che, allo scadere del tempo prefissato, avrà trovato più
parole.
1. –ismo; 2. –ato; 3. –aio; 4. –aceo; 5. –età; 6.–ico; 7. –ità; 8. –igno; 9. –ista; 10. –iere.

La derivazione mediante prefissi


21 individuazione Nelle seguenti frasi individua e sottolinea le parole formate mediante un
prefisso e cerchia il prefisso. [Le parole formate mediante un prefisso sono 13.]
1. Ho acquistato una scatola di biscotti al cioccolato per la festa di Giacomo. 2. Filippo si è licenziato dopo aver dato
un preavviso di due mesi. 3. L’elicottero volava sopra la montagna alla ricerca di due alpinisti dispersi. 4. Non posso
non disapprovare la tua abitudine di spendere a dismisura per comprare i regali di Natale. 5. L’Equatore divide la Terra
in due emisferi: boreale e australe. 6. Simone sostiene di avere tra i suoi antenati un conte. 7. Dopo aver pensato a
lungo, Giovanni ha disdetto il viaggio alle Maldive. 8. Contro i dolori articolari il nonno ha iniziato delle applicazioni
locali di ultrasuoni. 9. In Giappone quasi tutti gli edifici sono costruiti con criteri antisismici. 10. La prozia di Laura è
un’arzilla signora ultraottantenne.
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LA FORMAZIONE DELLE PAROLE Unità 1 65

22 completamento Nelle seguenti frasi ad alcune parole è stato tolto il prefisso: inseriscilo tu,
facendo attenzione che le parole così ottenute siano coerenti con il resto della frase.

1. La tua patente è ormai s caduta: devi con validarla entro la fine del mese. 2. I paesi dell’ terra ligure mi piac-
ciono di più di quelli che si trovano sulla costa. 3. Da qualche giorno Lucia soffre di appetenza. 4. Il processo di
boscamento ha prodotto gravi danni, soprattutto nelle zone appenniniche. 5. Se potessi, in questo periodo par-
tirei per un viaggio planetario! 6. Dopo la gara, gli atleti sono stati sottoposti a severi controlli doping.
7. Giovanni ha modernato il suo appartamento. 8. Le auto sono colonnate da oltre un’ora all’incrocio.
9. Tanto per cambiare, Michele è anche oggi in ritardo: quanto a puntualità è davvero affidabile. 10. In una sala
del museo archeologico si può ammirare una costruzione in scala ridotta di un imponente altare ellenistico.

23 produz./comp. semantica Scrivi il contrario dei seguenti termini utilizzando solo dei prefissi. In caso
di difficoltà consulta il dizionario.
1. garbato sgarbato 4. esportare 7. critico
2. civile 5. fedele 8. immigrare
3. incolpare 6. sismico 9. comodo

24 produz./comp. semantica Scrivi il nome derivato di significato contrario a quello dei seguenti termini.

1. tesi antitesi 4. amicizia 7. legalità


2. felicità 5. conformismo 8. approvazione
3. armonia 6. orientamento 9. ubbidienza

25 identificaz./comp. semantica Ogni prefisso è portatore di un proprio significato. Alcuni prefissi, però, pur
avendo una forma identica, hanno origini diverse e quindi significati diversi. Indica, barrando la
casella corrispondente, quale valore hanno i vari prefissi nei seguenti gruppi di parole.

1. Il prefisso ri_ in rivedere, riaprire, rifare indica: negazione ripetizione allontanamento


2. Il prefisso in in infilare, inscatolare, iniettare indica: opposizione negazione introduzione
3. Il prefisso a- in acefalo, acritico, amorale indica: aggiunta privazione negazione
4. Il prefisso bis in bisillabo, bisnonno, biennale significa: due volte peggio contro
5. Il prefisso anti- in anticamera, antipasto, antimeridiano significa: contro prima senza
6. Il prefisso anti in – antiabbaglianti, antincendio, antiorario significa: davanti prima contro

26 analisi/comp. semantica Nelle seguenti parole derivate individua e sottolinea il prefisso, specifican-
done poi, sul quaderno, il significato. Se necessario, ricorri al dizionario.
1. antidiluviano; anti = prima 2. antiparassitario; 3. inafferrabile; 4. antefatto; 5. deviare; 6. postbellico; 7. disimpe-
gnare; 8. scomporre; 9. incorrere; 10. rincorrere; 11. reinserire; 12. stravincere.

27 produz./comp. lessicale Scrivi sul quaderno una o più parole derivate per prefissazione dalla radi-
ce delle seguenti parole.
1. mettere immettere, emettere, sottomettere ; 2. fluire; 3. porre; 4. portare; 5. calorico; 6. proprio; 7. contento.
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66 Modulo 2 FORMAZIONE E SIGNIFICATO DELLE PAROLE

28 comp. semantica Nel seguente schema scrivi accanto ad ogni definizione la parola prefissata
corrispondente o, viceversa, accanto alla parola prefissata la propria definizione.
definizione parola prefissata

1. alimento che si può conservare a bassa temperatura per surgelato


moltissimo tempo.
2. segnale che precede quello di un allarme vero e proprio
3. subacqueo
4. privare delle armi
5. abbracciare
6. chi rivede e controlla il lavoro altrui
7. iperattivo
8. antefatto
9. fare più di quanto sia necessario ed opportuno
10. annotare

29 produz./comp. semantica Scrivi sul quaderno almeno due parole con ciascuno dei seguenti prefissi e
poi spiega il significato di ciascuno di essi.
1. a- 2. ante- 3. ri- 4. in- 5. inter- 6. de- 7. semi- 8. ultra- 9. stra-

30 gioco linguistico Risolvi il seguente cruciverba inserendo in senso orizzontale le parole


prefissate corrispondenti alle singole definizioni. Tieni presente che le lettere del prefisso
vanno inserite nelle caselle più scure.
1. Nel gioco del calcio sottrarsi alla marcatura degli avversari.
S M A R C A R S I
2. Ridurre l’accelerazione di un veicolo in movimento. D C
3. Periodo di due anni.
4. Mancanza di accordo.
P E
5. Chi è stato scelto di preferenza tra tanti.
T
6. Apporre una data posteriore a quella effettiva.
7. T
7. Vincere di gran lunga. 8. D
8. Vecchissimo, antiquato. 9. N T P
9. Avvenimento di poca gravità, che genera però un impedimento.

31 analisi/comp. lessicale Talvolta la parte iniziale di una parola assomiglia a un prefisso, ma non lo è.
Per esempio, post- è un prefisso nella parola postbellico, mentre in posta costituisce la radice
della parola. Nelle seguenti coppie di parole sottolinea quella che costituisce un prefissato,
cioè una parola derivata per prefissazione, e cancella l’altra, che è invece un “falso prefissato”.
Attenzione, però: in una coppia, entrambe le parole sono dei prefissati e in un’altra non lo è
nessuna delle due.
1. descrivere / deliziare; 2. ridere / ridire; 3. bisturi / bislungo; 4. apice / abate; 5. precario / preconcetto; 6. amore /
amovibile; 7. democrazia / deflusso; 8. reagire / recingere.
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LA FORMAZIONE DELLE PAROLE Unità 1 67

La derivazione mediante suffissi e prefissi contemporaneamente


32 individuazione Nelle seguenti frasi individua e sottolinea le parole parasintetiche, cioè
suffissate e prefissate al tempo stesso. [Le parole parasintetiche sono in tutto 10.]
1. L’unica soluzione possibile è provvedere a desalinizzare l’acqua del mare. 2. Il vestito che Giulia portava alla festa
aveva una lunga abbottonatura sulla schiena 3. Che prodotto è stato usato per insaporire questi cibi precotti? 4. Per
disincagliare il traghetto è stato necessario l’intervento di quattro rimorchiatori. 5. Quel tuo compagno, credimi, è pro-
prio uno sfacciato. 6. Se non trovi lo smacchiatore giusto, la gonna è da buttare. 7. Le dichiarazioni del ministro hanno
provocato l’irrigidimento dei sindacati nelle loro posizioni. 8. Il suo tentativo di depistaggio è stato del tutto infruttuo-
so. 9. Il giardiniere sta usando il diserbante per togliere le erbacce. 10. Lo zio di Giovanni è arcimiliardario.

33 analisi/produzione Le seguenti parole sono tutte parasintetiche, cioè formate con l’aggiunta sia
di un prefisso sia di un suffisso. Sul quaderno scomponile, dividendole nei componenti: prefisso
– radice – suffisso/desinenza. Poi scrivi la parola primitiva da cui derivano.
p. parasintetica scomposizione p. primitiva p. parasintetica scomposizione p. primitiva

1. destabilizzare de-stabil-izz-are stabile 6. allattamento


2. ringiovanimento rin-giovan(i)-ment-o giovane 7. rianimazione
3. allargamento 8. spietato
4. rimodernare 9. accorpamento
5. sbucciare 10.trasbordare

La formazione delle parole per composizione


Le parole composte
34 individuazione Nelle seguenti frasi individua e sottolinea le parole composte.

1. Lucia deve rientrare prima della mezzanotte. 2. È appena arrivato il tecnico per riparare la lavapiatti. 3. Giovanna ha
preparato un piatto di spaghetti al pomodoro. 4. Non so nuotare: non posso entrare in acqua senza il salvagente! 5. Dove
hai messo il cavatappi? 6. Ho regalato alla mamma alcuni rami di biancospino per il suo compleanno. 7. Ieri notte sono
entrati dei ladri in casa di Matteo, ma per fortuna non hanno trovato la cassaforte! 8. Questo braccialetto è il mio por-
tafortuna! 9. Simona sta imparando a suonare il pianoforte. 10. Giovanni ha consegnato il manoscritto in tipografia la
settimana scorsa.

35 completamento Abbina a ciascuna delle seguenti definizioni il nome composto corrispon-


dente, scegliendolo fra quelli riportati nel riquadro.
soprannome dopobarba pescespada grattacielo compravendita
cavatappi bassorilievo palcoscenico parafango

1. Edificio altissimo, con molti piani. ( grattacielo ) 2. Si usa sulla pelle dopo la rasatura. ( ) 3. Un
pesce “armato”. ( ) 4. Atto con il quale un compratore e un venditore realizzano lo scambio di un
bene con una somma di denaro. ( ) 5. Scultura nella quale le figure emergono dal fondo con poco
rilievo. ( ) 6. Parte della carrozzeria di un autoveicolo che copre le ruote. ( )
7. Serve per aprire le bottiglie. ( ) 8. Nome che si sostituisce al nome proprio per meglio indivi-
duare una persona. ( ) 9. La parte del teatro dove recitano gli attori. ( )
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68 Modulo 2 FORMAZIONE E SIGNIFICATO DELLE PAROLE

36 produz./comp. lessicale Scrivi sul quaderno tutte le parole composte che puoi utilizzando ciascuno
dei seguenti termini come primo elemento. Controlla poi sul dizionario se ne esistono altre.
1. porta; 2. copri; 3. mezzo; 4. sopra; 5. terra; 6. basso; 7. guarda; 8. asciuga.

37 produz./comp. lessicale Scrivi sul quaderno tutte le parole composte che puoi utilizzando ciascuno
dei seguenti termini come secondo elemento.
1. lavoro; 2. lettere; 3. porto; 4. cuore; 5. forte; 6. strada; 7. notte; 8. vento.

38 classificazione Le parole composte possono essere molto varie per quanto riguarda la
categoria grammaticale degli elementi con cui vengono formate. Scrivi sul quaderno le seguen-
ti parole e indica di quali elementi ciascuna di esse è composta.

Es.: pellerossa: nome + aggettivo


1. cacciavite; 2. passaporto; 3. capoluogo; 4. spremiagrumi; 5. benedire; 6. gentiluomo; 7. acquamarina; 8. sottove-
ste; 9. ferrovia; 10. caffellatte; 11. grancassa; 12. piattaforma; 13. tritacarne.

39 individuaz./produzione Nel linguaggio della pubblicità talora vengono utilizzati dei nomi composti,
ad esempio caldobagno, scioglicalcare ecc. Trovane almeno tre e componi con essi degli slogan
di tua invenzione.

Le parole composte mediante prefissoidi e suffissoidi


40 complet./comp. semantica Nelle parole incomplete delle seguenti frasi inserisci i prefissoidi e i
suffissoidi opportuni, scegliendoli fra quelli riportati nel riquadro con le loro “traduzioni”.
aero- = aria, cielo idro- = acqua auto- = che fa da sé
crono- = tempo -fono = suono mega- = grande
-metro = misura micro- = piccolo pseudo- = non autentico
mono- = uno solo -logo = studioso di

1. Di ritorno dalla Grecia, a causa della nebbia sono atterrata all’ aero porto di Orio al Serio, invece che a Malpensa.
2. Al dibattito televisivo dell’altra sera ha preso parte un noto socio . 3. Italo Svevo è lo nimo di
Ettore Schmitz. 4. Il pubblico fischiò a lungo il difensore che aveva fatto un goal. 5. I liti sono enor-
mi blocchi di pietra, infissi nel terreno, risalenti all’età del rame e del bronzo. 6. Il professore di biologia ha predisposto
un semplice esperimento basato sull’utilizzo del scopio. 7. A causa di un guasto al micro non
abbiamo sentito neanche una parola del tuo discorso. 8. L’allenatore ha misurato con il metro i tempi degli
atleti impegnati nella gara di corsa. 9. Durante il famoso logo di Amleto Filippo si è addormentato.
10. In questo periodo il termo ha registrato temperature bassissime.
11. – Sembra che funzioni davvero,
quella cera repellente.

(da “La Settimana Enigmistica”, 1 dicembre 2001)


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LA FORMAZIONE DELLE PAROLE Unità 1 69

41 competenza semantica Con l’aiuto del “vocabolarietto” di prefissoidi e suffissoidi dell’esercizio


40, ed eventualmente del dizionario, spiega il significato dei seguenti termini completando
opportunamente le definizioni.

1. L’aeronautica è la scienza o tecnica . 2. Il microscopio è uno strumento che


. 3. Il megafono serve a . 4. Il monopattino è
formato . 5. Il perimetro è . 6. La cronologia è
la scienza che studia . 7. La democrazia è una forma di governo nella quale
. 8. Psicologo è colui che studia .

42 individuaz./comp. semantica Ti diamo qui di seguito alcuni gruppi di parole in cui è presente il medesimo
prefissoide. Individualo, sottolinealo e indicane il significato scegliendolo fra quelli proposti,
controllando sul dizionario in caso di dubbio.

1. Il prefissoide di piromane, pirofila, pirotecnica significa: luce fuoco raggio


2. Il prefissoide di biblioteca, bibliografia, bibliomane significa: libro doppio uguale
3. Il prefissoide di omonimo, omografo, omogeneo significa: diverso utile uguale
4. Il prefissoide di polisportiva, politeismo, poligono significa: città uno solo molti
5. Il prefissoide di idroelettrico, idraulico, idrante significa: misura acqua fuoco

43 individuaz./comp. semantica Ti diamo qui di seguito alcuni gruppi di parole in cui è presente il medesimo
suffissoide. Individualo, sottolinealo e indicane il significato scegliendolo fra quelli proposti,
controllando sul dizionario in caso di dubbio.

1. Il suffissoide di erbivoro, carnivoro, onnivoro significa: che mangia che produce che dice
2. Il suffissoide di lacrimogeno, fumogeno, elettrogeno significa: che consuma che uccide che produce
3. Il suffissoide di idrofobia, claustrofobia, agorafobia significa: amore paura dolore
4. Il suffissoide di psicologia, sociologia, cronologia significa: amore odio studio
5. Il suffissoide di telescopio, microscopio, stereoscopio significa: osservazione passione misura

44 individuaz./comp. semantica Il prefissoide auto- esprime in alcuni casi il suo significato originario, “da
sé”; in altri casi, invece, è l’abbreviazione della parola “automobile”. Nelle seguenti parole indi-
ca, barrando la casella opportuna, se auto- conserva il suo significato originario O [6 casi]
oppure è l’abbreviazione di “automobile” A [4 casi]. In caso di dubbio, ricorri al dizionario.

1. autocritica O A 2. autoblindato O A 3. autocarro O A 4. autocombustione O A 5. autobiografia


O A 6. autoambulanza O A 7. autografo O A 8. autogol O A 9. autodifesa O A 10. autogrill O A

45 identif./comp. semantica Il prefissoide tele- esprime in alcuni casi il suo significato originario di “lon-
tano”; in altri, invece, è l’abbreviazione della parola “televisione”. Nelle seguenti parole indica,
barrando la casella opportuna, se tele- conserva il suo significato originario O [6 casi] oppure
è l’abbreviazione di “televisione” T [4 casi]. In caso di dubbio, ricorri al dizionario.

1. telescopio O T 2. telecomunicazione O T 3. telecronaca O T 4. telefono O T 5. telegenico O T

6. telepatia O T 7. telegrafo O T 8. telescrivente O T 9. telespettatore O T 10. teleromanzo O T


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70 Modulo 2 FORMAZIONE E SIGNIFICATO DELLE PAROLE

46 individuaz./comp. semantica Il prefissoide foto- esprime in alcuni casi il suo significato originario di
“luce”, in altri invece è l’abbreviazione della parola “fotografia”. Nelle seguenti parole indica,
barrando la casella opportuna, se foto- conserva il suo significato originario O [5 casi] oppu-
re è l’abbreviazione di “fotografia” F [5 casi]. In caso di dubbio, ricorri al dizionario.

1. fotogenico O F 2. fotogramma O F 3. fotorecettore O F 4. fotosensibile O F 5. fotosintesi O F

6. fototerapia O F 7. fotoromanzo O F 8. fotoreporter O F 9. fotofobia O F 10. fotoamatore O F

47 manipolazione della lingua Alcune parole risultano interamente formate da elementi che possono fun-
gere da prefissoidi e/o suffissoidi. Analizza i seguenti termini e scrivi sul quaderno quante
più parole ti è possibile, combinando variamente gli elementi che le compongono. Per aiutarti,
i termini sono già scanditi nei loro componenti.
Es.: geo-grafia crono-logia: geo-logia
filo-sofia geo-grafia crono-logia termo-metro macro-cosmo mono-logo micro-scopio biblio-teca.

48 individuaz./comp. lessicale Alcune parole sembrano formate con un prefissoide, ma in realtà sono
parole, primitive o derivate, le cui sillabe iniziali sono parte integrante della loro radice.
Aiutandoti con il dizionario, individua e sottolinea tra le seguenti parole quelle veramente for-
mate con un prefissoide [sono 8].
misoginia, demagogia, biografia, misura, filosofo, biologia, filologo, filone, megera, filatura, democrazia, filare, deman-
dare, demoniaco, biondo, megafono.

Conglomerati, “parole-frase”, “parole macedonia”, unità lessicali


49 individuazione Nelle seguenti frasi individua e sottolinea i conglomerati, cioè i gruppi di
parole, tra cui almeno una forma verbale, che si sono saldate assieme nell’uso.
1. Giulia ha acquistato un mazzolino di primule e nontiscordardimé, i suoi fiori preferiti. 2. Il tiramisù è un dolce pre-
parato con mascarpone, uova, biscotti e caffè. 3.Tutte le volte che incontro la ragazza spagnola del piano di sotto provo
un certo nonsoché. 4. Alle prime gocce di pioggia c’è stato un fuggifuggi generale. 5. Filippo è sempre il solito con i
suoi tira e molla! 6. In lontananza, in mezzo alla nebbia, echeggiò il “fermi o sparo” della sentinella. 7. Per trasferirti
in un’altra scuola devi richiedere il nullaosta in segreteria. 8. In vista di un accordo di pace è stato finalmente ordina-
to il “cessate il fuoco”.

50 individuaz./comp. semantica Nelle seguenti frasi sottolinea le espressioni che, a tuo parere, potrebbero
essere sostituite da una “parola-frase” e scrivi poi tale parola-frase a lato di ciascuna frase.

1. Ho appena letto sul giornale di oggi una notizia che ha l’effetto di una bomba. notizia-bomba . 2. Per la signora
Filippini suo figlio è un ragazzo talmente eccezionale da essere considerato un prodigio.
3. Per il viaggio di ritorno ho prenotato un posto nel vagone dove si può dormire.
4. Come cani addestrati per aiutare i reparti di polizia i più utilizzati sono i pastori tedeschi.
5. In una conferenza riservata ai rappresentanti della stampa il questore ha comunicato la cattura dei responsabili della
rapina alla banca. 6. Puoi fermarti a dormire da noi: in soggiorno c’è un divano che si può
trasformare in letto. 7. Quella di Giulia agli zii è stata una visita breve come un lampo.
8. Questo mese abbiamo ricevuto un aumento inaspettato nella busta che contiene lo
stipendio mensile.
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LA FORMAZIONE DELLE PAROLE Unità 1 71

51 combinaz./manip. della lingua Forma delle “parole-frase” abbinando opportunamente le parole della
colonna di sinistra a quelle della colonna di destra.
donna radar
uomini record
vagone lampo
buono giochi
treno sconto
guerra cannone
cifra ristorante
parco merci

52 individuaz./analisi Nelle seguenti frasi individua e sottolinea le “parole macedonia”. Scrivi poi
nello spazio apposito i termini completi che le compongono.

1. Il film di Stanley Kubrick 2001 Odissea nello spazio è un capolavoro della fantascienza. fantasia + scienza 2. Il corso di
informatica, a cui mi sono iscritto, durerà sei mesi. 3. Per domani è stato indetto lo scio-
pero dei postelegrafonici. 4. Domani al palasport si terrà un concerto rock che non voglio
assolutamente perdere. 5. Se vuoi della frutta, puoi scegliere fra banane, arance e manda-
ranci. 6. Qual è il tuo cantautore preferito? 7. Ieri sera siamo
stati fermati da una pattuglia della Polstrada. 8. Ho regalato a Giulia per il suo com-
pleanno un paio di pantacollant rossi.

53 creatività linguistica La pubblicità inventa spesso “parole macedonia” per sintetizzare effica-
cemente le caratteristiche di un prodotto. Prova a farlo anche tu: indica per esempio come
potrebbero chiamarsi gli oggetti descritti nelle seguenti frasi.

1. Un fanatico del cellulare . 2. Una matita con la gomma incorporata .


3. Una sciarpa che serve anche da cappuccio . 4. Un phon con il pettine incorporato
. 5. Un libro che serva anche da quaderno degli esercizi .

54 combinaz./manip. della lingua Le unità lessicali sono gruppi di parole usate insieme per designare un
unico oggetto. Abbina opportunamente le parole della colonna di sinistra alle espressioni della
colonna di destra in modo da formare delle unità lessicali.
riscaldamento da tennis
cucina da barba
calcio a schiera
sala da notte
camicia da sole
occhiali a gas
giacca a metano
scarpe da tè
villette d’angolo
schiuma a vento
•EXE m2•01•Forma par•p 60-72 A 9-06-2011 11:23 Pagina 72

72 Modulo 2 FORMAZIONE E SIGNIFICATO DELLE PAROLE

55 individuaz./classificazione Analizza le seguenti parole e indica, barrando la casella opportuna, se si


tratta di conglomerati C [2 casi], parole-frase PF [5 casi], parole macedonia PM
[2 casi], unità lessicali UL [3 casi].

1. parola chiave C PF PM UL 2. berretto a sonagli C PF PM UL 3. camera da letto C PF PM UL

4. autoferrotranviari C PF PM UL 5. viavai C PF PM UL 6. polvere da sparo C PF PM UL 7. buono

omaggio C PF PM UL 8. si salvi chi può C PF PM UL 9. treno merci C PF PM UL 10. confindu-


stria C PF PM UL 11. villaggio vacanze C PF PM UL 12. pausa caffè C PF PM UL

La formazione delle parole per abbreviazione


56 manipolazione In ciascuna delle seguenti frasi scrivi nello spazio apposito la forma abbre-
viata corrispondente alle parole evidenziate in corsivo.

1. Filippo non sopporta la professoressa di filosofia: la trova noiosa. ( prof ) 2. Giovanni ci ha fatto fare un giro sulla sua
nuova automobile. ( ) 3. Ho perso l’autobus e sono arrivata a scuola in ritardo. ( ) 4. Stasera
preferisco guardare la televisione: trasmettono il film che ho perso al cinema l’anno scorso. ( ) 5. Per com-
battere l’inquinamento delle grandi città, sarebbe opportuno spostarsi di più in bicicletta. ( ) 6. Dopo aver
frequentato il corso, Giacomo ha ottenuto il brevetto di subacqueo. ( )

Le famiglie di parole
57 comp. lessicale Le parole riportate di seguito appartengono a un’unica famiglia lessicale,
si sono formate cioè sulla base del medesimo morfema lessicale o radice. Individualo e sot-
tolinealo in tutti i termini dell’elenco e infine trascrivilo nello spazio sottostante.
numeroso, innumerevole, numerare, soprannumero, rinumerare, numerale, numerico, numerabile.
Il morfema lessicale è

58 analisi/classificazione Ti diamo qui la famiglia lessicale (o meglio, le parole più note e usate della
famiglia lessicale) della parola “terra”. Classifica opportunamente i termini dell’elenco secon-
do le categorie individuate.
terracotta, atterrare, terriero, terraferma, territorio, atterraggio, terriccio, terrestre, sterrato, terreno, atterramento.

derivati per suffissazione derivati per prefissazione e suffissazione


derivati per suffissazione multipla parole formate per composizione
alterati

59 analisi/individuazione Tra le parole seguenti individua e cancella quelle che non appartengono alla
famiglia lessicale di “casa”. In caso di dubbio, consulta il dizionario. [I termini che non appar-
tengono alla famiglia semantica di “casa” sono 4.]
casale, casalingo, casamatta, casamento, casaccio, casetta, casato, casacca, casereccio, caseario, casello, casella,
accasarsi, casupola, casuale.
U.2 Le parole e il •p 73-90 A 9-06-2011 11:29 Pagina 73

IL SIGNIFICATO DELLE PAROLE Unità 2 73

Il significato
2 delle parole

Le parole, in quanto se gni linguistici, non hanno soltanto un signif icante,


cioè una forma: hanno anche un significato, cioè un contenuto, e quindi
“vogliono dire qualcosa” o, meglio, trasmettono delle informazioni.

1 Che cos’è il significato


Il significato è l’altra faccia del signif icante, cioè della for ma, delle paro-
le: è il contenuto della for ma o, meglio, il concetto v eicolato dalla succes-
sione di suoni (fonemi) e di lettere ( grafemi) che compongono la parola.
La maggior par te delle parole – la quasi totalità – hanno un significato.
Esse, quindi, indicano tutte qualcosa che esiste o è esistito o è pensato come
esistente: un gatto, un dinosauro o un cavallo alato. Il significato delle paro-
le, però, non ha nulla a che f are con quello che i linguisti chiamano refe-
rente, cioè con le cose cui si riferiscono – per esempio un gatto o un dino-
sauro reali. Il significato, infatti, è solo l’immagine mentale che chi parla
o scrive ha di tali cose – per esempio del gatto in generale o anche di un
gatto in particolare, ma sempre e soltanto una immagine mentale.
Il significato di una parola, insomma, è un’entità concettuale costruita
dai parlanti per le loro esigenze comunicati ve: sulla base del loro modo di
vedere le cose e di rappor tarsi ad esse.
Perciò, studiare il signif icato delle par ole non
vuol dire inter rogarsi sul perché una cer ta cosa è La scienza del significato
stata chiamata in un modo piuttosto che in un altro.
E non vuole neanche dire spiegare “che cosa signifi- La disciplina che studia il lessico
di una lingua, cioè l’insieme delle
ca” questa o quella parola: per questo c’è il diziona- parole che costituiscono una lin-
rio che contiene e “spiega” tutte le parole. Studiare il gua, dal punto di vista del signifi-
significato delle parole vuole dire, più propriamen- cato si chiama semantica (dal
te e anche più semplicemente, indi viduare gli ele- greco semáinein, ‘significare’) ed è
una branca fondamentale della
menti mentali che concor rono a dare consistenza al linguistica.
significato e analizzare il signif icato delle v arie
parole nell’ambito dei rapporti che esse intratten-
gono tra loro nel sistema della lingua: sia nell’ambito del lessico, cioè del
vasto insieme che esse costituiscono, sia nella realtà dei v ari testi, parlati e
scritti, in cui vengono quotidianamente usate.
U.2 Le parole e il •p 73-90 A 9-06-2011 11:29 Pagina 74

74 Modulo 2 FORMAZIONE E SIGNIFICATO DELLE PAROLE


Attualmente, infatti, i linguisti ritengono che il significato di una parola,
di una frase o di un testo dipenda proprio dalla relazione che essi hanno
con altre parole, frasi e testi e dal contesto in cui sono usati , cioè dalla
situazione concreta in cui chi parla o scrive opera le sue scelte linguistiche.

2 La struttura del significato


Il significato, in quanto entità concettuale e non for ma materiale e concre-
ta, non è facilmente descrivibile. In linea generale, però, è possibile distin-
guere tra parole dotate di significato e parole prive di significato e indi-
viduare le componenti strutturali di quelle dotate di signif icato.

2.1 Parole piene e parole vuote


Dal punto di vista del signif icato, le parole del lessico si distinguono in:
 parole che hanno di per sé un senso compiuto, cioè un significato auto-
nomo (significato lessicale) e che perciò sono dette parole piene. Esse si
riferiscono tutte a “cose” concrete ( zia, ragazzo, cane, sedia, margherita,
sasso ecc.), a concetti astratti ( giustizia, pace ecc.), a qualità (bello, lungo,
rosso ecc.) o ad azioni ( correre, saltare, nitrire ecc.) e fanno parte delle
grandi categorie grammaticali dei nomi, dei v erbi, degli aggettivi e della
maggior parte degli avverbi;
 parole che di per sé non hanno un significato autonomo (un significato
“proprio” ce l’hanno, perché se non l’a vessero potrebbero essere usate l’una
al posto dell’altra senza conse guenze, cosa che invece non succede), ma solo
un significato grammaticale o funzionale o contestuale che si attiva quando
sono usate insieme ad altre parole nell’ambito di un testo e che sono dette pa-
role vuote: in pratica si tratta di parole che servono a collegare tra loro o a so-
stituire le parole piene della frase. È il caso di parole come gli ar ticoli (il, la,
uno ecc.), dei pronomi (io, tu, egli; quello, chi, quale ecc.), delle preposizioni
(per, con, a ecc.) e delle congiunzioni ( e, ma, o ecc.). Gli articoli (il, lo, la,
uno ecc.), infatti, non hanno di per sé alcun signif icato e ne acquistano uno
quando introducono un nome: il gatto, una casa. Allo stesso modo, i pronomi
personali (io, tu, egli ecc.) acquistano un signif icato quando sostituiscono il
nome di persone precise di una comunicazione. Anche le preposizioni ( per,
con, a ecc.) e le congiunzioni ( e, ma, o ecc.) acquistano un signif icato solo
quando sono usate per collegare altre parole.
La comunicazione verbale, parlata e scritta, si fonda essenzialmente sulle
parole piene, ma senza l’aiuto delle parole vuote essa non può funzionare
o per lo meno funziona molto malamente: “T reno 7.40 partirà ora ritardo.”
→ “(Il) treno (delle) 7.40 partirà (con un’) ora (di) ritardo.”

2.2 I tratti semantici


Il significato di una parola non è un blocco unico e compatto, ma il frutto
della sintesi mentale di più elementi minimi che si chiamano tratti (o
componenti) semantici e che sono delle v ere e proprie “unità por tatrici di
significato”.
U.2 Le parole e il •p 73-90 A 9-06-2011 11:29 Pagina 75

IL SIGNIFICATO DELLE PAROLE Unità 2 75


Così, la parola donna, che dal punto di vista del significato si può defini-
re “essere vivente della specie umana, di sesso femminile e di età adulta”,
è la somma di quattro elementi concettuali molto generali che costituisco-
no i seguenti tratti semantici: essere vivente, umano, femmina, adulto. La
presenza (+) o l’assenza (–) di questi stessi tratti semantici ci permettono di
definire anche altre parole, come uomo, ragazzo, ragazza:
essere vivente umano femmina adulto

donna + + + +
uomo + + – +
ragazzo + + – –
ragazza + + + –

Le quattro parole, come risulta dalla tabella, hanno alcuni tratti semantici
in comune e altri, invece, che le distinguono l’una dall’altra. Ciò spiega per-
ché i parlanti le riconoscono come unite da un significato comune – si trat-
ta in tutti e quattro i casi di esseri vi venti del genere umano –, ma poi ne
colgano anche le differenze. I tratti semantici, inf atti, da una par te concor-
rono a formare il signif icato di una parola (sono pertinenti) e dall’altra lo
differenziano da quello di altre parole (sono diversificanti).

3 I diversi tipi di significato


Il signif icato di una parola può essere di più tipi – denotativo, connotati-
vo e figurato – e quasi tutte le parole possono a vere più significati.

3.1 Significato denotativo e significato connotativo


Ogni parola della lingua ha un significato di base , preciso e oggettivo.
Fissato in modo uni voco dal codice della lingua e condi viso da tutti i par-
lanti, questo signif icato identif ica e def inisce l’oggetto per quello che è, e
viene chiamato significato denotati vo in quanto “denota”, cioè indica
chiaramente, qualcosa.
Così, per esempio, la parola casetta nel suo significato di base indica sempli-
cemente “una casa piccola” in opposizione a una casa g rande:
U.2 Le parole e il •p 73-90 A 9-06-2011 11:29 Pagina 76

76 Modulo 2 FORMAZIONE E SIGNIFICATO DELLE PAROLE


La maggior parte delle parole, però, oltre che per indicare qualcosa in modo
oggettivo e neutro, può essere usata anche per esprimere qualcosa di più:
qualcosa che, pur continuando a essere le gato al signif icato di base, carica
le parole di una serie più o meno ricca di v alori personali, affettivi, ironici
o critici che trasmettono particolari sensazioni ed emozioni in chi ascolta o
legge. In questo modo, il signif icato di base della parola si ar ricchisce di
tutta una serie di elementi supplementari che portano appunto la parola
ad avere un significato che va al di là di quello puramente informativo e
che costituisce il significato connotativo della parola.
Così, la parola casetta accanto al signif icato denotativo di “piccola casa”
può significare “la casa dei miei sogni”, “il mio rifugio”, “il luogo dove trovo
finalmente un po’di riposo”, “il luogo dei miei affetti privati” ed evocare sen-
sazioni di calore e di protezione e sentimenti di pace, di serenità e di gioia:

Di tipo connotati vo è anche il signif icato di casetta in senso scherzoso,


usato cioè per indicare una casa g rande, spaziosa e luminosa:

La portata connotativa delle parole è estremamente vasta, ma ha un valore sog-


gettivo e personale. Alla parola casetta qualcuno può associare anziché v aluta-
zioni di tipo positi vo (serenità, liber tà, af fetti) implicazioni di tipo ne gativo
(povertà, malinconia, litigiosità, claustrofobia). Infatti, in quanto valore aggiun-
to, il signif icato connotativo è sempre il fr utto di scelte che dipendono dalle
esperienze indi viduali dei parlanti e dalla loro cultura. Numerosissime, però,
sono le parole che hanno, accanto al significato di base, un significato connota-
tivo universalmente noto e condi viso, magari con sfumature di verse da tutti i
parlanti. In molti casi il lessico mette addirittura a disposizione del parlante
parole di per sé connotative rispetto a parole che hanno il medesimo signif icato
ma di tipo puramente denotati vo. È il caso di “micio” rispetto a “gatto”, di
“papà” rispetto a “padre” e di “tr ucidare” o “massacrare” rispetto a “uccidere”.
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IL SIGNIFICATO DELLE PAROLE Unità 2 77


La denotazione, per la sua precisione e uni vocità, è propria delle comu-
nicazioni quotidiane di tipo neutro e dei testi, parlati o scritti, che mirano
ad essere o ggettivi, chiari e precisi: per esempio i testi descritti vi e infor-
mativi (le voci di una enciclopedia, un testo di grammatica, i testi di scien-
za e di tecnica) o i testi regolativi (un verbale, un regolamento, una serie di
istruzioni per l’uso, un decreto o una le gge).
La connotazione, invece, è tipica delle situazioni comunicati ve e dei testi
che coinvolgono emotivamente chi parla e scri ve e v ogliono emotivamente
coinvolgere chi ascolta o le gge. Poiché dà vi vacità, freschezza e immedia-
tezza al discorso, è molto frequente nella realtà delle nostre comunicazioni
quotidiane, specialmente nelle situazioni infor mali: noi tutti la usiamo, più
o meno consapevolmente, per rendere la lingua più nostra.Ma essa è propria
in particolare dei testi espressi vo-emotivi (le lettere pri vate, i diari, le con-
versazioni familiari, amicali o af fettive) ed è l’elemento por tante della lin-
gua poetica nella quale dà vita a immagini intense e suggesti ve.

3.2 Il significato figurato


La connotazione, in quanto signif icato o somma di signif icati “aggiunti”
rispetto al signif icato “normale” delle parole, è alla base di tutti i trasferi-
menti di significato che portano le parole ad acquisire un significato figu-
rato o, appunto, traslato (“trasferito”). Si v edano, per esempio, i signif i-
cati della parola volpe:

I significati figurati, in quanto fr utto di un trasferimento di signif icato dal


piano denotativo a quello connotativo, sono facilmente riconoscibili perché
lasciano sempre trasparire lo scar to di signif icato rispetto a quello che è
l’uso normale della parola. Nel loro insieme essi danno luogo a figure (cioè
immagini, modi della lingua di presentarsi) diverse, che già gli antichi, sulla
base del tipo di relazione che intrattengono con la parola di partenza, hanno
distinto in tre tipi fondamentali: metàfora, metonìmia e antonomàsia.

La metàfora La metàfora determina uno spostamento del signif icato basato


su una relazione di somiglianza: in luogo di una parola se ne usa un’altra
che presenta un signif icato simile. Così nella frase
Il fianco sinistro della collina è franato completamente.
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78 Modulo 2 FORMAZIONE E SIGNIFICATO DELLE PAROLE


in luogo di una parola propria ( pendio) se ne usa un’altra ( fianco) che ha un
significato simile. In questo modo il significato della parola fianco viene tra-
sferito dal suo significato normale (“parte del corpo umano”) a un signif ica-
to figurato fondato, appunto, sulla somiglianza: il pendio di una collina ha la
stessa posizione e funzione di sostegno che il f ianco ha nel corpo umano.
La metàfora è un espediente molto ef ficace della lingua che se ne a vvale
a tutti i li velli. Nella comunicazione quotidiana, per esempio, viene utiliz-
zata di continuo. Il più delle volte il parlante non se ne rende conto, perché
molte di esse sono or mai cristallizzate in espressioni di uso comune:
le gambe del tavolo, un pizzico di fortuna, nel cuore della notte, un
cielo imbronciato, un uomo di polso, un mare di lacrime.
In altre occasioni, invece, le metafore sono più fresche e originali e v engo-
no usate, più o meno consape volmente, per rendere il discorso più vi vace,
attraverso le immagini che producono, e anche più personale:
Quell’oca di mia cugina.
Esse, poi, rappresentano uno degli elementi costitutivi del linguaggio della
poesia.

La metonìmia La metonìmia implica uno spostamento del signif icato basato


su una relazione di contiguità : consiste inf atti nell’indicare una cosa non
con il suo nome abituale ma con il nome di un’altra cosa le gata ad essa da
una affinità materiale o logica, come:
 il contenente per il contenuto: “P er ubriacarmi mi basta un bicchiere
(= una quantità di vino pari a quella contenuta in un bicchiere)”;
 la parte per il tutto: “La po veretta ha sette bocche (= sette persone) da
sfamare”;
 il tutto per la par te: “Odio le borse di coccodrillo (= di pelle di cocco-
drillo)”;
 la causa per l’ef fetto: “Mi hanno sv egliato le campane (= il suono delle
campane)”;
 l’effetto per la causa: “Quello che ho me lo sono guadagnato con il sudore
(= con un lavoro faticoso che ha fatto sudare)”;
 la materia per l’o ggetto: “La nonna non esce mai senza i suoi ori
(= i suoi gioielli d’oro)”;
 l’autore per l’opera: “ Ad Amsterdam si possono ammirare molti
van Gogh (= molti quadri del pittore Vincent van Gogh)”;
 il produttore o la marca per il prodotto: “Il suo so gno è comprarsi una
Ferrari (= un’automobile prodotta dalla Ferrari o di marca Ferrari)”;
 l’astratto per il concreto: “Che cosa c’è di più spensierato della gioventù
(= dei giovani)?”;
 il concreto per l’astratto: “ Antonio non ha orecchio (= sensibilità per la
musica, capacità di gustarla o di riprodurla)”;
 il luogo in cui una persona si tro va per la persona stessa: “La sostituzione
del centra vanti è stata una decisione impro vvisa della panchina
(= dell’allenatore della squadra che durante la partita è seduto in panchina)”.
L’antonomàsia L’antonomàsia implica uno spostamento di signif icato basato
su una relazione di compar atività: consiste inf atti nella riduzione del
significato di un nome proprio di un personaggio (o di un luo go) a nome
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IL SIGNIFICATO DELLE PAROLE Unità 2 79


comune usato per indicare una persona (o un luo go) che ne presenta le
caratteristiche, i pregi o i limiti:
Sei un casanova (= un g rande seduttore, come il celebre a vven-
turiero Giacomo Casano va); Questa stanza è una siberia (= un
luogo molto freddo come la Siberia)
o l’elevazione del significato di un nome comune a nome proprio di perso-
ne celebri:
l’Urbinate (= Raffaello Sanzio, nato a Urbino).

3.3 Parole che hanno più significati: la polisemìa


Alcune parole della lingua hanno un solo signif icato: sono cioè monose-
miche (“fornite di un solo signif icato”):
alga, cioccolato, cipria, sismografo.
Si tratta, come si vede, di parole che indicano “cose” uniche o di termini del
linguaggio scientif ico e tecnolo gico che, per loro natura, de vono avere un
significato univoco, definito e costante, di tipo esclusivamente denotativo.
La maggior par te delle parole, però, può a vere più signif icati: sono cioè
polisemiche (“fornite di più significati”). Prendiamo, per esempio, la paro-
la operazione. Essa presenta ben quattro signif icati, tutti denotativi:

significati contestualizzazione

azione che si prefigge uno scopo “L’accordo è il frutto di un’abile


preciso operazione diplomatica.”
intervento chirurgico “Il nonno ha subìto un’ operazione al
menisco.”
insieme di attività militari o di polizia “L’operazione di sgombero è stata
condotta con l’intervento dei mezzi
corazzati.”
procedimento che da uno o più dati “La sottrazione è una delle quattro
noti permette di trarne un altro operazioni fondamentali della
matematica.”

Solo il contesto può chiarire volta per volta quello che è il significato con cui
il signif icante operazione è usato: il contesto linguistico, cioè quello costi-
tuito dalle altre parole in cui la parola in questione è inserita e/o il contesto
situazionale, cioè la particolare situazione (ambiente, circostanze, destinata-
ri ed emittenti del messaggio o del testo) in cui la parola viene usata. Così
nella frase: “L’operazione di sgombero è stata condotta con l’inter vento di
mezzi corazzati” può bastare il contesto linguistico, cioè le parole “di
sgombero” e “di mezzi corazzati”, per capire che la parola operazione è
usata per indicare un’azione militare o di polizia e non un inter vento chi-
rurgico. Ma nella frase “Come è andata l’operazione?” solo chi conosce la
situazione in cui viene pronunciata può capire se si tratta di un’operazione
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80 Modulo 2 FORMAZIONE E SIGNIFICATO DELLE PAROLE


chirurgica, bancaria o militare. Allo stesso modo, solo il contesto situazio-
nale può togliere ambiguità alla frase:
caffè? (sì, in un bar o in un ristorante)
Ecco il mio espresso.
treno? (sì, in una stazione ferroviaria)

La polisemìa è una risorsa impor tante della lingua: è un espediente di cui


essa si è servita e continuamente si serve per arricchire il proprio patrimo-
nio lessicale in modo economico. Infatti, per indicare “cose” nuove (oggetti,
idee, concetti ecc.) la lingua, anziché coniare parole nuo ve o utilizzare paro-
le straniere, utilizza parole già esistenti che, pur continuando a conser vare il
loro significato originario, assumono anche significati nuovi.

Si vedano, tra le parole che hanno da tempo più significati, parole come fascia e indice:

fascia: 1. Striscia di tessuto usata per indice: 1. Secondo dito della mano, tra
avvolgere o ornare 2. Territorio esteso in pollice e medio 2. Lineetta che, negli
lunghezza e non in profondità (fascia smi- strumenti di misurazione, indica sul qua-
litarizzata) 3. Gruppo, settore, categoria drante i valori della grandezza misurata
(le diverse fasce di contribuenti) 4. Nel lin- 3. Elenco ordinato dei capitoli di un libro
guaggio medico, la membrana fibrosa 4. Catalogo, elenco: l’indice dei libri proi-
che riveste i muscoli 5. Nel linguaggio biti 5. Indizio, segno: l’inappetenza è indi-
dell’architettura, tipo di cornice stretta e ce di malattia 6. Nel linguaggio della sta-
piatta 6. Nel linguaggio sportivo, ciascu- tistica, misura della quantità valutabile
na delle due zone che corrono lungo le di un certo fenomeno: l’indice di ascolto
linee laterali del campo di calcio. di questa trasmissione è alto.

Invece, tra le parole che acquistano nuovi significati per tenere dietro all’invenzione o
alla scoperta di cose nuove si vedono parole come cellulare (dal significato di “for-
mato di celle” o “diviso in celle” a quelli di “furgone attrezzato per il trasporto di
detenuti” e di “telefono cellulare”), banda (dal significato di “striscia di colore o di
tessuto” a quello di “serie di onde elettromagnetiche di una certa frequenza”, come
nell’espressione “banda cittadina”, o a quello di “strato di materiale magnetico”,
come nell’espressione “banda magnetica”).

I diversi significati di una parola sono sempre collegati da uno stretto rap-
porto di contiguità tra loro, perché si rifanno a un nucleo semantico (cioè
di signif icato) ben preciso e f acilmente distinguibile. Così all’origine dei
diversi signif icati di operazione c’è l’idea di “azione, procedimento” e
all’origine dei diversi significati di espresso c’è l’idea di “veloce” che vale
tanto per un caffè (‘preparato immediatamente su richiesta’) quanto per un
treno (‘più celere di altri’). Quanto, inf ine, ai processi linguistici che stan-
no alla base delle moltiplicazioni dei signif icati di una parola, essi sono
fondamentalmente di due tipi:
 la specializzazione, che por ta una parola ad acquisire signif icati diversi
a seconda del par ticolare settore specialistico in cui viene usata: è il caso
della parola operazione che, come abbiamo visto, ha signif icati diversi a
seconda che sia usata nel linguaggio della medicina, in quello militare, in
quello economico-finanziario o in quello della matematica;
 il trasferimento del significato di una parola da quello proprio a quello
figurato: è il caso della parola gru, che è usata nel signif icato di macchina
per sollevare e traspor tare carichi o di car rello mobile per le riprese cine-
matografiche perché queste macchine ricordano il g rande uccello migrato-
re che porta tale nome.
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IL SIGNIFICATO DELLE PAROLE Unità 2 81


Quest’ultimo meccanismo è indubbiamente quello che maggior mente con-
tribuisce ad arricchire di significati le parole della lingua. Esso, inf atti, è il
meccanismo che presiede a tutti gli usi connotativi delle parole e quindi
anche al loro uso in senso f igurato: ne abbiamo parlato descri vendo la
metàfora, la metonìmia e l’antonomàsia.

4 La lingua è una rete di significati


Il lessico della lingua è costituito da un g randissimo numero di parole. Un
buon dizionario ne re gistra circa 100 000, per un totale di oltre 300 000
accezioni, cioè significati, e ogni individuo ne conosce e ne usa un numero
più o meno cospicuo che varia da persona a persona perché è condizionato
da diversi fattori (cultura, educazione, classe sociale di appar tenenza, pro-
fessione, ambiente di lavoro, aspirazioni personali ecc.).
Un ragazzo di quindici-sedici anni, per esempio, nor malmente conosce all’incirca
2000-5000 parole e ne usa in tutto non più di un migliaio. Un uomo di buona cultu-
ra di solito non utilizza più di 2000-3000 parole delle 10 000-20 000 che conosce.
Tante o poche che siano, queste parole non esistono, nella mente di chi le
usa, isolate l’una dall’altra e neanche ammassate l’una sull’altra in un g ro-
viglio inestricabile. Il lessico, inf atti, non è un ammasso caotico e confuso,
ma un sistema ordinato e compatto in cui ciascuna parola è in relazione
con altre in un fitto intreccio di rapporti di significato.
Non è cer to un caso che quando pensiamo o sentiamo una parola, più o
meno automaticamente ce ne vengono in mente altre che ad essa sono col-
legate sul piano del signif icato e della for ma e ciascuna di esse richiama a
sua volta altre parole, a creare una vasta trama di idee, di concetti e di cose.
Così la parola paraurti, oltre che ripor tarci al concetto di “paraur ti”, ci
richiama la parola automobile, di cui il paraur ti è una par te, la parola
ammaccatura, di cui il paraur ti può essere o ggetto, e poi magari le parole
incidente, scontro, assicurazione e carrozzeria o le parole strada, guidare,
patente e queste a loro volta altre.
Questo intreccio di relazioni di parole e di signif icati altro non è che il
riflesso concettuale dell’intreccio di relazioni che caratterizza la realtà così
come la concepiamo, la vi viamo o la immaginiamo ed è tanto più ricco e
vario quanto più ricche e v arie sono le nostre conoscenze, le nostre espe-
rienze, la nostra capacità intellettuale e naturalmente il nostro lessico. Ed è
in questa rete di relazioni di parole e di signif icati che ogni parola trova il
suo significato e nello stesso tempo dà significato alle altre parole che sono
in rapporto con essa.

4.1 I campi semantici


L’insieme delle parole che in questo gioco di relazioni ruotano intorno a una
parola o a un g ruppo di parole colle gate tra loro da un signif icato comune
si chiama campo semantico , cioè “campo, area di signif icato”. I campi
semantici sono estremamente numerosi e vari. Alcuni, almeno in linea teo-
rica, sono semplici, nel senso che contengono un numero relati vamente
basso di parole e coprono un’area di significato piuttosto ristretta. È il caso,
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82 Modulo 2 FORMAZIONE E SIGNIFICATO DELLE PAROLE


per esempio, degli insiemi di parole che indicano “cose” appartenenti a pre-
cise categorie, come quelle che indicano:
 le parentele: padre, madre, figlio, nonno, zio, cugino, nipote, cognato,
nuora, suocera ecc.;
 i colori: bianco, rosso, verde, giallo, azzurro, blu, nero ecc.;
 i venti: grecale, libeccio, maestrale, scirocco, tramontana ecc.
Altri in vece sono v astissimi, perché coprono aree di signif icato molto
ampie. È il caso, per esempio, de gli insiemi di parole che indicano gli ani-
mali, le piante e i f iori.
Ma tutti i campi semantici, anche quelli apparentemente semplici, sono
sempre qualcosa di estremamente complesso e, soprattutto, di estremamen-
te v ariabile. I campi semantici, inf atti, non sono mai sistemi chiusi nel-
l’ambito più o meno vasto delle categorie che individuano. Essi sono insie-
mi aperti: sia nel senso che accolgono sempre parole e signif icati nuovi
relativamente alla loro categoria, sia nel senso che sono tutti intrecciati tra
loro, sia e soprattutto nel senso che o gni loro componente – o gni parola di
ciascun campo semantico – è l’elemento base di un campo semantico che
si estende e coinvolge una quantità enor me di parole, i cui signif icati sono
connessi da una rete f ittissima di rapporti.
Consideriamo per esempio la parola cavallo. Essa, che indica e individua
l’idea mentale di un animale ben noto, f a parte del campo semantico “ani-
mali” o, analizzando le cose da un altro punto di vista, del campo semanti-
co “quadr upedi” o “erbi vori” o “equini” o, se si preferisce, di tutti questi
campi semantici insieme. Tuttavia, quando la usiamo o la pensiamo, maga-
ri guardando un ca vallo, essa richiama non solo l’idea di altri equini o di
altri erbivori o quadrupedi ma rievoca automaticamente anche una serie di
parole che nella mente di ciascuno sono colle gate per il loro signif icato
all’idea di cavallo e che vengono alla mente, le une piuttosto che le altre, a
seconda della direzione che intraprendono il nostro discorso o la nostra
riflessione. La parola cavallo diventa insomma la parola-guida di un
campo semantico costituito da parole le gate ad essa da più o meno sottili
rapporti di signif icato:
 parole che sono tutte deri vate dalla parola cavallo, per suffissazione,
prefissazione, alterazione o composizione e sono quindi legate ad essa non
solo per il signif icato ma anche per il signif icante, cioè la for ma:
cavallino, cavalluccio, cavallone, cavalleresco, cavalcioni, cavaliere, ca-
vallerizza, cavalleggeri, cavalletto, cavallaio, accavallare, caciocavallo
ecc. Questo insieme di parole costituisce, come sappiamo, una famiglia di
parole, la famiglia della parola cavallo;
 parole che indicano il cavallo in particolari fasi della sua vita ( puledro, stal-
lone), in rapporto al sesso ( cavalla, giumenta), al suo tipo di mantello ( baio,
sauro, morello, pezzato ecc.), alla sua razza ( pony, arabo, mustang ecc.) o al-
l’uso cui è destinato (da corsa, da sella, da tiro ecc; cavallo a dondolo ecc.);
 parole che indicano il ca vallo con particolari sfumature valutative: broc-
co, ronzino, purosangue ecc.;
 parole che indicano il ca vallo in registri linguistici di li vello letterario:
destriero, palafreno ecc.;
 parole che indicano le v arie parti del cor po del cavallo (criniera, collo,
pettorale, garrese, groppa, garretti, zoccoli ecc.) o cose che hanno a che
fare con esso ( sella, finimenti, morso, redini, briglie, fieno, biada, striglia
ecc.) o la sua andatura (passo, ambio, trotto, galoppo);
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IL SIGNIFICATO DELLE PAROLE Unità 2 83

 parole che indicano persone che hanno a che f are con il ca vallo:
cavaliere, cavallerizza, amazzone, cocchiere, fantino, driver, stalliere, ma-
niscalco, mozzo di stalla ecc.;
 parole che indicano oggetti o luoghi che hanno a che f are con il cavallo:
stalla, pascolo, ippodromo, siepe, circo, equitazione ecc.;
 parole che indicano azioni del cavallo o ad esso riferibili: correre, trotta-
re, galoppare, caracollare, saltare, scalpitare, scalciare, recalcitrare, di-
sarcionare, imbizzarrirsi, nitrire, pascolare; sellare, domare, ferrare, ca-
valcare, strigliare ecc.
 parole che indicano qualità del ca vallo: bello, elegante, bizzoso, genero-
so, ombroso;
 parole che possono parere lontane dal signif icato della parola cavallo
ma che l’immagine del ca vallo può suscitare: cow-boy, prateria, indiani,
Far West, Giubbe Rosse ecc.;
 parole che indicano immagini, valori, emozioni o sentimenti evocati dal-
l’immagine del cavallo: eleganza, generosità, velocità, libertà, potenza,
amicizia, avventura ecc.

E l’elenco delle parole le gate alla parola cavallo sul piano del signif icato
potrebbe essere anche più ampio e v ario perché, come abbiamo detto, una
caratteristica dei campi semantici è quella di essere aper ti a ogni possibile
sviluppo.
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84 Modulo 2 FORMAZIONE E SIGNIFICATO DELLE PAROLE


La par ticolare str uttura del lessico che v ede le parole colle gate tra loro
attraverso varie relazioni di signif icato in vasti campi semantici non è una
caratteristica “teorica” della lingua, ma è un elemento di g rande importan-
za ai f ini del suo uso pratico. Inf atti, quando parliamo o scri viamo, è pro-
prio la r ete di r elazioni che colleg ano i signif icati delle par ole che ci
permette di costruire frasi e periodi in modo rapido e agevole: facendo-
ci seguire i “f ili” che uniscono i v ari significati, essa ci consente di passa-
re da una parola a un’altra a essa colle gata sul piano del signif icato e, di
passaggio in passaggio, attraverso le sue maglie, di elaborare testi di forma
organica e di senso compiuto.

5 Altri tipi di rapporto di significato tra le parole


Le parole della lingua, oltre che dalla appar tenenza a campi omo genei di
significato, sono legate tra loro anche da relazioni più puntuali: relazioni
che in vestono aspetti par ticolari del loro signif icato e contribuiscono
anch’esse a strutturare logicamente il lessico, cioè a f arne un sistema ordi-
nato, collegato da precisi “f ili” logici.
Questi particolari tipi di relazioni semantiche individuano cinque tipi di
rapporti:
 rapporto di somiglianza: collega parole che hanno (quasi) lo stesso si-
gnificato (sinònimi);
 rapporto di opposizione: collega parole che hanno signif icati opposti
(antònimi o contrari);
 rapporto di inclusione: collega parole il cui signif icato più ampio e più
generico (iperònimi) include quello di altre parole di significato più ristret-
to e puntuale (ipònimi);
 rapporto di solidarietà o combinazione: collega parole che “stanno
bene insieme” dal punto di vista del signif icato e tendono a combinarsi
l’una all’altra nelle frasi;
 rapporto di omonimìa: collega parole che hanno la stessa for ma, e spes-
so la stessa pronuncia, ma significati diversi (omònimi).

5.1 Parole che hanno (quasi) lo stesso significato: i sinònimi


Il rapporto più semplice che le parole possono intrattenere tra loro è quello
di somiglianza. È il caso di parole come:
pantaloni / calzoni;
inghiottire / ingerire;
calo / abbassamento.
Le parole di ciascuna coppia, infatti, hanno più o meno lo stesso significato e,
quindi, possono essere impiegate indifferentemente l’una al posto dell’altra:
Paolo si è rotto i pantaloni / i calzoni.
Il mio fratellino ha inghiottito / ingerito un bottone.
Il malato ha avuto un calo / un abbassamento della pressione.
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IL SIGNIFICATO DELLE PAROLE Unità 2 85


Le parole le gate da un rappor to di somiglianza di signif icato sono dette
sinònimi (cioè “parole dallo stesso nome”: dal greco syn, ‘insieme’ e quin-
di ‘identico’, e ónyma, ‘nome’).
La perfetta identità di signif icato tra due o più parole, però, è molto rara.
La lingua, inf atti, non può per mettersi di avere nel suo lessico inutili dop-
pioni: quando presenta due parole per indicare la stessa cosa, vuol dire che
tra di esse c’è una sfumatura di signif icato che le rende entrambe necessa-
rie. Tra di esse, insomma, c’è un nucleo semantico comune che le rende
intercambiabili in molti contesti, ma ci sono anche delle aree di non sovrap-
posizione che ne impediscono l’interscambiabilità totale. Così, ampio e
vasto funzionano spesso come sinònimi, sostituendosi a vicenda:
Lo spazio a disposizione è molto ampio / vasto.
È scoppiato un incendio di vaste / ampie proporzioni.
I due aggettivi, però, non sono sinònimi perfetti: hanno in comune una pre-
cisa area di signif icato – quella di “g rande” –, ma ampio ha anche il signi-
ficato di “largo” che vasto non ha e quindi non può essere ad esso sostitui-
to in una frase come: “V orrei una b lusa ampia e comoda” → “Vorrei una
blusa vasta (?!) e comoda”.
Allo stesso modo, parole come infelice, triste, mesto, malinconico, scon-
tento, avvilito, abbattuto e depresso sono molto vicine tra loro per signif i-
cato e possono essere considerate dei sinònimi. Se però le esaminiamo con
un po’ di attenzione, scopriamo che tutte hanno un nucleo di signif icato in
comune – che r uota intorno all’idea di “infelicità” –, ma o gnuna presenta
una sfumatura di signif icato che la rende diversa dalle altre.
Sinònimi denotativi e connotativi. La non sostituibilità assoluta tra due
sinònimi dipende talora dal fatto che un termine ha un significato denotativo e
un altro invece ha un significato connotativo. Così micio è certamente un sinò-
nimo di gatto, ma è carico di elementi af fettivi e soggettivi di tipo connotativo
che non consentono di usarlo in sostituzione di gatto in un testo di zoolo gia o
in una descrizione oggettiva.
Sinònimi appartenenti a registri diversi della lingua. Spesso due o
più parole hanno lo stesso signif icato e, quindi, sono sinònimi, ma non sono
totalmente intercambiabili perché appar tengono a re gistri diversi della lingua.
Così, insegnante e docente sono indubbiamente sinònimi, ma il primo appartie-
ne al livello medio della lingua (“Oggi ho incontrato il tuo insegnante di mate-
matica”), mentre il secondo appartiene a un livello più elevato (“Il Collegio dei
docenti si riunirà domani per approvare l’orario def initivo delle lezioni”).
Sinònimi specialistici. La differenza tra due sinònimi può essere deter mi-
nata dal f atto che uno appar tiene alla lingua comune e l’altro, in vece, al lessico
specialistico di una professione o di un mestiere. È il caso di coppie sinònimiche
come raffreddore / rinite, pelle / cute, domanda / istanza, inquilino / conduttore.
Sinònimi eufemistici. In taluni casi, l’esistenza di sinònimi di di verso
livello linguistico è do vuta a moti vi eufemistici, cioè al biso gno di esprimere
qualcosa in modo meno diretto e meno cr udo di quanto non f accia una parola
di uso normale: infatti, l’eufemìsmo (dal greco êu, ‘bene’, e phemí, ‘dire, par-
lare’: “dico parole di buon augurio”) è una figura retorica che permette di atte-
nuare l’asprezza di un’espressione usando parole o espressioni meno marcate.
Così, invece di morire, si usano, a seconda delle situazioni, sinònimi eufemi-
stici come mancare, venir meno , spirare, passare a miglior vita e simili.
Sinònimi eufemistici sono anche quelli che si usano per e vitare la br utalità di
parole indicanti svantaggi fisici (non vedente rispetto a cieco) o per nobilitare
mestieri ritenuti umili (operatore ecologico rispetto a netturbino o spazzino).
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86 Modulo 2 FORMAZIONE E SIGNIFICATO DELLE PAROLE

USARE IL DIZIONARIO
Il dizionario e i sinònimi parola o del suo particolare registro sinònimi e spesso anche i contrari
linguistico o della sua origine, per- delle parole più importanti. Si veda-
Il dizionario, registra sotto ogni mette di individuare il vocabolo più no, per esempio, i seguenti dizionari:
parola un certo numero di sinònimi adatto a seconda delle diverse G. Pittàno, Sinonimi e contrari,
e attraverso la definizione delle situazioni espressive. Per una ricer- Zanichelli, Bologna; D. Cinti, Dizio-
varie parole permette di cogliere ca più approfondita, invece, si può nario dei sinonimi e dei contrari, De
agevolmente le eventuali diversità di far ricorso ai veri e propri dizionari Agostini, Novara; B. M. Quartu,
significato. Inoltre, attraverso l’indi- dei sinònimi, cioè a dizionari dove, Dizionario dei sinonimi e dei contrari,
cazione dell’ambito d’uso della sotto i vari lemmi, sono registrati i Rizzoli, Milano.

Sinònimi appartenenti a momenti diversi della storia della lingua.


Talora i sinònimi sono costituiti da parole che si dif ferenziano perché appar-
tengono a momenti di versi della storia della lingua. Così, donzella, giovinetta
e ragazza sono indubbiamente sinònimi, ma donzella e giovinetta appartengo-
no a una fase diversa della lingua e oggi sono usati al posto di ragazza solo con
intenti scherzosi: “Do ve sono andate le donzelle della II B?”; “Oh, che bella
giovinetta si è fatta sua f iglia!”.

Sinònimi regionalistici. Molti sinònimi, infine, sono dovuti alla diffusione


a livello nazionale di regionalismi o di dialettismi che si sono ormai affiancati a
pieno titolo a parole della lingua. È il caso di sinònimi come fidanzato / moroso;
strofinaccio / canovaccio / straccio / cencio; acquaio / lavandino / lavello; ecc.
In questa cate goria rientrano anche i sinònimi che v edono coesistere parole
straniere e parole italiane: relax / riposo; week-end / fine settimana; chèque /
assegno, computer / calcolatore).

5.2 Parole che hanno significato opposto: gli antònimi o contrari


Un altro tipo di rappor to di signif icato molto usuale tra le parole è quello
fondato sull’ opposizione. Due parole, inf atti, possono a vere signif icati
opposti l’uno all’altro:
presente / assente; partire / restare; alto / basso; bello / brutto.
La prima parola di ciascuna coppia esprime un signif icato che è l’opposto
della seconda. Infatti, se in una frase sostituiamo una delle due parole con
l’altra, otteniamo una frase di signif icato opposto:
Paolo o ggi è presente. / P aolo o ggi è Le forme degli antònimi
assente. Molti antònimi sono costituiti da due
Ho deciso di partire. / Ho deciso di parole diverse: vivo / morto; ricco /
restare. povero; giovane / vecchio; dolce / amaro.
Questo sgabello è troppo alto. / Questo Nella maggior parte dei casi, però, gli
sgabello è troppo basso. antònimi si formano per derivazione da
una parola cui viene aggiunto un pre-
Antonio è bello. / Antonio è brutto. fisso come a-, an-, de-, dis-, in-, ne-, s-:
tipico/atipico; alcolico/analcolico; one-
Le parole che esprimono signif icati opposti si stà / disonestà; certo / incerto; lecito /
chiamano antònimi (“di nome contrario”, dal illecito; vestire / svestire ecc.
greco antí, ‘contro’, e ónyma, ‘nome’) o contrari.
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IL SIGNIFICATO DELLE PAROLE Unità 2 87


Una parola con più significati ha più antònimi. Una parola che pre-
senta più significati ha un contrario per ognuno di tali significati. Così, l’ag-
gettivo acuto ha cinque tipi di antònimi, secondo i suoi cinque signif icati:
nel senso di “acuminato, appuntito” ha come contrario arrotondato;
nel senso di “lancinante, intenso” ha come contrario lieve;
acuto nel senso di “perspicace, astuto, sveglio” ha come contrario tardo;
nel senso di “angolo acuto” ha come contrario ottuso;
nel senso di “suono acuto” ha come contrario grave.

Non tutte le parole hanno un antònimo. Diversamente da quello che si


può pensare, non tutte le parole hanno un antònimo. Non ammettono, per esem-
pio, un contrario i nomi e gli aggetti vi indicanti colore e for ma: rosso non ha un
opposto (solo in taluni codici visivi il “rosso” ha, per convenzione, come contrario
il “v erde”: si pensi al semaforo), anche se esistono naturalmente colori di versi
(verde, azzurro ecc.) e, allo stesso modo, rettangolare non ha un opposto, anche se,
come è ovvio, esistono forme diverse (rotondo, quadrato ecc.). Non ammettono un
contrario neanche le parole che indicano nazionalità, pro venienza regionale o cre-
denza religiosa, come italiano, francese, siciliano, musulmano ecc. Naturalmente,
tutte queste parole possono essere ne gate con l’a vverbio non, ma le for me come
non rosso, non quadrato, non italiano, non cristiano e simili non sono antònimi di
rosso, quadrato, italiano e cristiano. Infatti, con non rosso ci limitiamo a ne gare,
cioè a escludere il colore rosso, a vantaggio di tutti gli altri colori: “Vorrei una stof-
fa non rossa”, quindi, significa che vorrei una stoffa verde, blu, azzurra ecc.

5.3 Parole che hanno un significato più ampio o più ristretto:


gli iperònimi e gli ipònimi
Sempre sul piano del signif icato, un altro tipo di rappor to che colle ga tra
loro le parole è il rapporto di inclusione, che or ganizza le parole di un
certo campo di signif icato in ordine gerarchico. Ci sono inf atti parole il
cui signif icato “include” il signif icato di altre parole, il signif icato delle
quali è, a sua volta, “incluso” nel loro:
animale > cane; mobile > armadio; pianta > larice.
In ciascuna di queste coppie, la prima parola ha un signif icato più ampio e
più generale della seconda, che in vece ha un signif icato più ristretto e più
specifico.
Così, la parola animale è un termine generico, mentre la parola cane indica un
tipo particolare di animale: il signif icato della parola animale include in sé il
significato della parola cane, perché il cane, di f atto, è un animale e, vice ver-
sa, il significato della parola cane è incluso nel significato della parola anima-
le. Lo stesso discorso v ale per mobile che include in sé armadio, perché l’ar-
madio è un mobile, e per pianta che include in sé larice, perché il larice è una
delle tante piante esistenti.

Le parole che hanno un signif icato più ampio e più generale di altre si chia-
mano parole g enerali o iperònimi (“nomi che stanno sopra”, dal g reco
hypér, ‘sopra’, e ónyma, ‘nome’); le parole che, invece, hanno un signif icato
più ristretto e più particolare di altre si chiamano parole particolari o ipòni-
mi (“nomi che stanno sotto”, dal g reco hypó, ‘sotto’, e ónyma, ‘nome’).
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88 Modulo 2 FORMAZIONE E SIGNIFICATO DELLE PAROLE


Il rappor to di inclusione può or ganizzare in for ma gerarchica anche più
parole, come risulta dalla seguente serie, in cui ogni ipònimo è a sua volta
iperònimo rispetto al termine che lo segue e viceversa:

C
animale mammif C
ero carnivor C Cg attoC
o f elino siamese
M M M M M
Un iperònimo, cioè una parola di signif icato generale, può includere più
ipònimi, cioè più parole di significato più ristretto le quali a loro volta pos-
sono includere altri ipònimi.

Gli ipònimi permettono di indicare con precisione un oggetto o un’azio-


ne. Gli iperònimi invece mirano a generalizzare. Perciò, nell’uso prati-
co della lingua, è molto impor tante saper sfr uttare i rappor ti di inclusio-
ne. Infatti, la possibilità di passare da una parola di signif icato più gene-
rale a una di signif icato più ristretto per mette di precisare me glio il pro-
prio pensiero:
L’aereo che ci ha portati in vacanza era un bimotore.
Invece la possibilità di passare da una parola di signif icato specifico a una
di significato più generale permette di spiegarsi meglio:
Il mastino è un cane da guardia.
Inoltre, quando si parla o scri ve, la possibilità di passare da una parola di
significato specif ico a una di signif icato più generale per mette di e vitare
inutili ripetizioni:
Finalmente scorsi il gatto che, secondo mia sorella, a vrei dovuto
prendere e por tare a casa. L ’animale era beatamente sdraiato in
mezzo al giardino.

5.4 Le parole che possono combinarsi insieme:


la solidarietà semantica
Ogni parola, in base al suo signif icato, ha precise affinità e altrettanto preci-
se avversioni: ognuna, infatti, seleziona una o più parole con cui combinarsi
a formare un’espressione dotata di signif icato e ne esclude altre.
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IL SIGNIFICATO DELLE PAROLE Unità 2 89


Così la parola cane si combina con la parola abbaiare ma non con la parola
miagolare o nitrire che invece si combinano rispetti vamente con le parole
gatto e cavallo:
Il cane abbaia. Il gatto miagola. Il cavallo nitrisce .
Così si può dire “Il bambino mangia la mela” e anche “Il leone mangia la
preda” ma non si può dire “La sedia mangia la mela” e neppure “Il bambi-
no mangia il ta volo”. Il signif icato di mangiare, inf atti, seleziona come
compatibili solo parole che indicano esseri animati che possono compiere
l’azione di mangiare come so ggetti ( bambino, leone, uomo ecc.) e solo
parole indicanti prodotti commestibili (mela, preda, pane, carne ecc.) come
oggetti. Rifiuta invece tutte le parole che non presentino queste caratteristi-
che dal punto di vista del signif icato. Allo stesso modo la parola mano può
combinarsi esclusi vamente con parole indicanti esseri umani e la parola
zampa esclusivamente con parole indicanti animali. Il v erbo regalare che
ha una v alenza positi va si combina con parole indicanti cose positi ve
(“regalare un f iore, un libro, un CD” ecc.), ma non con parole indicanti
cose negative (“regalare una pedata”).
L’affinità di signif icato che per mette a due o più parole di unirsi l’una
all’altra nello stesso contesto e dare luo go a un messaggio accettabile si
chiama solidarietà semantica , cioè solidarietà di signif icato. In linea di
massima, si può dire che due o più parole si combinano insieme tutte le
volte che si riferiscono a “cose” (azioni, fatti, oggetti, qualità ecc.) che stan-
no insieme o possono stare insieme nella realtà quotidiana.
Il principio della solidarietà semantica come condizione fondamentale
per la combinazione o l’accostamento delle parole non ha però valore asso-
luto. Esso, inf atti, viene spesso violato, soprattutto nell’ambito dell’ uso
figurato della lingua. Nella lingua comune, infatti, è possibile dire con par-
ticolari scopi espressivi:
Lo zio è così affamato che mangerebbe anche le gambe del tavolo.
L’intruso miagolò una scusa e scappò via.
Giovanni si beve tutte le bugie di Donatella.
In campo letterario, nelle f iabe, nelle f avole, nei racconti f antastici e in
quelli di fantascienza, è poi normale che animali o oggetti parlino, ridano e
simili. In poesia, inf ine, la lingua af fida una par te fondamentale dei suoi
effetti espressi vi proprio all’accostamento inedito di parole che nor mal-
mente non sono né af fini né solidali dal punto di vista del signif icato. Si
pensi in proposito a espressioni come:
la voce del silenzio , un’amara dolcezza, un tacito tumulto , una
calma disperazione.

5.5 Parole che presentano la medesima forma ma diverso


significato: gli omònimi
Ci sono, in italiano, parole che presentano la stessa forma (cioè lo stesso
significante), ma hanno significati diversi:
la lira = unità monetaria
la lira = antico strumento musicale
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90 Modulo 2 FORMAZIONE E SIGNIFICATO DELLE PAROLE


Due o più parole che hanno la stessa for ma, ma di versi signif icati, sono
dette omònimi (“dal nome uguale”, dal g reco homós, ‘uguale, simile’, e
ónyma, ‘nome’).
Gli omònimi possono essere di due tipi:
Negli omònimi, l’identità di forma è  omònimi costituiti da parole che appar tengono
soltanto apparente. Originariamen- alla medesima categoria grammaticale:
te, infatti, gli omònimi avevano forme
diverse, ma poi i mutamenti fonetici
e grafici cui sono andati incontro nel
il miglio = unità di misura = nome
tempo li hanno portati ad assumere il miglio = graminacea = nome
la stessa forma. Così, la parola lira
che significa unità monetaria deriva
dal latino libra(m), ‘libbra, cosa dal  omònimi costituiti da parole che appar tengono a
peso di una libbra’; invece la parola categorie grammaticali diverse:
lira che indica lo strumento musicale,
deriva dal greco lýra, ‘lira’. fine = sottile, delicato = aggettivo
fine = il fine, lo scopo = nome

amo = (l’) amo = nome


amo = (io) amo = verbo

ora = (l’) ora = nome


ora = ora (adesso) = avverbio

Gli omònimi di entrambe le categorie sono omònimi totali: essi, infatti, oltre
a essere omògrafi (“dalla scrittura identica”), in quanto presentano la mede-
sima forma grafica, sono anche omòfoni (“dal medesimo suono”), in quanto
sono pronunciati allo stesso modo. Questa totalità di somiglianza può inge-
nerare confusione, specialmente in frasi bre vi e isolate, ma nella realtà della
comunicazione il rischio di fraintendimento è minimo, perché il contesto in
cui la parola è inserita consente di capire in quale dei suoi signif icati è usata.
Non sono propriamente omònimi le parole che presentano la stessa for ma gra-
fica (si scrivono cioè allo stesso modo) ma sono pronunciate in modo di verso:
 perché hanno un diverso accento tonico: àncora / ancóra; fòrmica / formìca;
sùbito / subìto;
 perché hanno un diverso accento fonico, cioè accento che distingue le v oca-
li o ed e in aper te e chiuse: (la) pésca / (la) pèsca ; vénti / (i) vènti ; (la)
bótte / (le) bòtte; (il) vólto / vòlto.
Esse tra l’altro non danno luogo ad alcun fraintendimento, perché il contesto in
cui sono inserite per mette di capire che cosa v ogliono dire anche se non sono
indicati gli accenti che li differenziano: “Come è andata la pesca oggi?” / “Vuoi
una pesca o un’albicocca?”.
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Esercizi
La struttura del significato
Parole piene e parole vuote
1 individuazione Nella seguente storiella sottolinea tutte le parole piene, cioè quelle che
sono portatrici di un significato autonomo in quanto indicano realtà ben precise, si tratti di
azioni, fatti, oggetti, concetti astratti, persone ecc.
Il professor Grammaticus, nel rincasare, sbagliò strada. Venne perciò a trovarsi in una strada sbagliata. Difatti, dopo
pochi passi, notò l’insegna di un negozio su cui si leggeva: “Cugine economiche”.
“Strani parenti” – osservò il professore. – “Si lasciano vendere così, a poco prezzo. Chissà poi se vendono solo cugine
o anche zie, cognate, nipoti e sorellastre.”
Una strana strada davvero, ma ve l’ho detto: era una strada sbagliata. Per il resto aveva tutto: un calzolaio che vanta-
va le sue “scarpe fatte a nano”, un fornaio che vendeva “pane e basta” e una splendida, modernissima “panca”.
Qui il professore scoppiò a ridere tanto forte che il direttore della “panca” si affacciò a vedere cosa mai stesse succe-
dendo.
“Rido” – spiegò Grammaticus – “domandandomi dove li tenete i quattrini: sopra la panca, insieme con la capra che
campa, o sotto la panca, insieme con la capra che crepa?” (da G. Rodari, Il libro degli errori, Einaudi)

2 completamento Nelle battute che accompagnano le seguenti vignette sono state tolte alcune
parole vuote. Prova a inserirle tu, tenendo conto che a ogni trattino corrisponde una lettera.
– Carletto, questi signori sono – Ora basta _ _ _ _ _ sor-
qui _ _ _ sapere qualcosa di più prese! _ _ prossimo anno,
_ _ _ tuo tema “ Che cosa fa _ _ _ _ diremo noi, _ _ nostri
mio papà _ _ _ vivere”. genitori, cosa vogliamo
_ _ _ Natale!

(da “La Settimana Enigmistica”, 29 dicembre 2001)

I tratti semantici
3 analisi semantica Il significato di ogni parola è costituito dalla combinazione di diversi tratti
semantici, cioè di diverse unità portatrici di significato. Ti diamo qui alcune parole: inse-
rendo nello schema il segno + o – a seconda che la parola considerata presenti o no il tratto
semantico in questione, individua la caratteristica o le caratteristiche comuni a tutte le parole
del gruppo. Se sei in dubbio sul significato di alcuni termini, consulta il dizionario.
sport individuale di squadra invernale acquatico olimpionico

1. sci + – + + +
2. nuoto
3. calcio
4. pallanuoto
5. pallavolo
6. rugby
7. scherma
8. ciclismo
•EXE m2•02•Sign parole•p 91-106 9-06-2011 11:32 Pagina 92

92 Modulo 2 FORMAZIONE E SIGNIFICATO DELLE PAROLE

4 analisi semantica Esegui con le seguenti parole la stessa operazione indicata nell’esercizio 3.

mezzo di trasporto via aria con motore senza motore di oggi del passato

1. deltaplano + – + + –
2. elicottero
3. mongolfiera
4. aliante
5. jet
6. idrovolante
7. bombardiere
8. bimotore

5 produz./analisi semantica Ti diamo una tabella come quella degli esercizi precedenti: questa volta,
però, devi trovare tu quattro parole che abbiano in comune almeno due dei tratti semantici
indicati.
animali a quattro zampe mammifero che vive in Africa carnivoro
1.
2.
3.
4.

6 produz./analisi semantica Per ciascuna delle seguenti coppie di tratti semantici scrivi almeno tre
parole che li presentino. In caso di necessità, consulta il dizionario.
1. alimento /di origine vegetale
2. albero / sempreverde
3. strumento musicale / a percussione
4. capo d’abbigliamento / per il mare
5. locale pubblico / dove si ascolta musica
6. facoltà universitaria / di area umanistica
7. bevanda / analcolica
8. gioco / di società

7 analisi semantica Individua il tratto semantico comune a tutte le parole di ciascuno dei
seguenti gruppi.
1. mare, lago, stagno, fiume, ruscello, palude, laguna. distesa d’acqua
2. palafitta, igloo, capanna, villa, baita, grattacielo, dacia.
3. ananas, banana, mango, kiwi, papaia, cocco.
4. novembre, ottobre, dicembre, giugno, agosto, settembre.
5. ristorante, bar, taverna, osteria, trattoria, locanda, autogrill.
6. rosmarino, salvia, origano, timo, maggiorana.
7. panettone, pandoro, tiramisù, crostata, torta di mele, gelato.
8. ruota, carrozzeria, fanale, marmitta, batteria, freno, motore.
•EXE m2•02•Sign parole•p 91-106 9-06-2011 11:32 Pagina 93

IL SIGNIFICATO DELLE PAROLE Unità 2 93

I diversi tipi di significato


Significato denotativo e connotativo
8 individuaz./classificazione In ciascuna delle seguenti coppie di frasi trovi la medesima parola: indica di
volta in volta, barrando la casella corrispondente, se essa è usata in senso denotativo D
oppure in senso connotativo C .
1. a) Avendo vinto la gara, Filippo è diventato campione regionale di discesa libera. D C
b) Mio fratello è un vero campione nel riuscire sempre a ottenere ciò che vuole. D C
2. a) Per non rispondergli male, mi sono morsicato la lingua. D C
b) Durante quel gelido inverno, la lingua del ghiacciaio scese fino in fondo alla vallata. D C
3. a) Tra Filippo e Giorgio, che erano fino a poco tempo fa amici inseparabili, si è creato un muro di incomprensioni. D C
b) Un muro altissimo circondava il giardino della vecchia casa. D C
4. a) Ho smarrito il tuo numero di telefono. D C
b) Quella ragazza ha davvero tanti numeri per riuscire nella vita. D C
5. a) Dalla radice del ginseng si ricavano prodotti ricostituenti e corroboranti. D C
b) Le radici della Prima guerra mondiale vanno ricercate nei nazionalismi che dividevano le potenze europee. D C
6. a) L’alchermes è un liquore dolce, poco alcolico. D C
b) Giovanna ha un carattere davvero dolce e mansueto. D C

9 trasformazione Nelle seguenti frasi le parole usate in senso connotativo sono evidenziate
in corsivo. Traducile sul quaderno con un’espressione denotativa, come nell’esempio. Se sei
in dubbio sul significato di alcuni termini, consulta il dizionario.

1. Simone ieri si è confidato con me, aprendomi il suo cuore. svelandomi i suoi sentimenti più intimi. 2. Giovanni non mi
sembra davvero un casanova. 3. A causa della sua imprudenza, Filippo si è ritrovato in un mare di guai. 4. Anche Milano,
come molte altre grandi città, si sta trasformando in una giungla di auto e cemento. 5. Ieri il professore di matematica
ci ha spiegato Euclide. 6. Appena Matteo si è reso conto di quanto fosse tardi si è fiondato a casa senza nemmeno salu-
tare. 7. La loro amicizia si è ormai incrinata. 8. Siamo giunti finalmente al nocciolo della questione.

10 produzione Con ciascuna delle seguenti parole scrivi due frasi, utilizzando la parola pro-
posta una volta in senso denotativo e una volta in senso connotativo.

1. nascere a) Ieri notte è nato il mio primo nipotino: si chiama Stefano.


b) Tra i giocatori della squadra è nata un’accesa discussione sulla tattica da adottare nel prossimo incontro.
2. bruciare a)
b)
3. fiume a)
b)
4. seminare a)
b)
5. asino a)
b)
6. pozzo a)
b)
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94 Modulo 2 FORMAZIONE E SIGNIFICATO DELLE PAROLE

Il significato figurato
11 individuazione In ciascuna delle seguenti frasi individua e sottolinea le metafore presenti.

1. Al concerto di ieri sera erano presenti tutte le stelle della musica leggera italiana. 2. Sull’onda del successo, la scrit-
trice inglese di cui ti ho parlato ha pubblicato altri tre romanzi molto apprezzati dalla critica. 3. Nel marcare l’avversa-
rio, Giorgio è un vero mastino. 4. Dalla terrazza della casa si vedeva la cresta imbiancata delle montagne. 5. Ormai lon-
tani dall’inferno del traffico cittadino, ci siamo goduti la quiete della campagna. 6. Per tutta la serata Simona ha bril-
lato con il suo fascino e la sua simpatia. 7. La protesta è divampata per tutta la città con manifestazioni di violenza.
8. Interrogato dal professor Rossi, Giacomo rispose con un filo di voce. 9. Una sottile falce di luna rischiarava il buio
della notte. 10. Incaricato di tirare il calcio di rigore, l’attaccante ha sparato la palla all’incrocio dei pali.

12 analisi semantica Spiega sul quaderno il significato delle metafore individuate nell’esercizio
11, ricavando uno schema sul modello di quello che segue.
espressione significato significato relazione di somiglianza
metaforica normale figurato

stelle corpi celesti celebrità le stelle brillano nel cielo per la loro luce come le celebrità
spiccano per la loro fama.

13 produzione Nella comunicazione quotidiana utilizziamo frequentemente metafore,


senza che ce ne rendiamo conto. Scrivi sul quaderno una frase utilizzando ciascuna delle
seguenti espressioni metaforiche di uso comune.
1. mano di vernice; 2. collo della bottiglia; 3. cuore della notte; 4. pozzo di scienza; 5. fiume di parole.

14 individ./analisi semantica Le metafore rappresentano uno degli elementi costitutivi del linguaggio
poetico. Individua e sottolinea le metafore presenti nei versi che seguono, poi spiegane sul
quaderno il significato.
1. Mare amico, nido dei venti, 3. Vennero i freddi
eterno tumulto di fuoco e di schiuma… Con bianchi pennacchi e azzurre spade
G. Sejtanov Spopolarono le contrade.
Attilio Bertolucci
2. Nel mezzo del cammin di nostra vita…
D. Alighieri 4. Il dolore è un grigio taciturno postino.
Attila Jozef

15 individuazione In ciascuna delle seguenti frasi individua e sottolinea le metonìmie


presenti.
1. Di ritorno dalla palestra, Luca ha divorato due piatti di pasta. 2. Con l’ultima vittoria i giallorossi si sono aggiudicati il
titolo di “campioni d’inverno”. 3. All’orizzonte comparve una vela. 4. Il nonno ripete spesso con orgoglio di essersi man-
tenuto con il sudore della sua fronte. 5. La platea applaudì con entusiasmo gli attori al termine dello spettacolo.
6. Ormai i negozi sono chiusi: ci accontenteremo di due scatolette. 7. Nella pinacoteca di Brera è esposto un Caravaggio.
8. Il Quirinale si è pronunciato con un comunicato ufficiale alla stampa. 9. Ieri il professore d’italiano ha spiegato Foscolo.

16 analisi/produzione La metonìmia consiste nell’indicare una cosa non con il suo nome abituale,
ma con il nome di un’altra cosa a essa legata da una relazione di contiguità (parte per il tutto,
tutto per la parte, causa per l’effetto ecc.). Specifica sul quaderno tale relazione per ciascuna
delle metonìmie individuate nell’esercizio 15.
Es.: due piatti: contenente per il contenuto.
•EXE m2•02•Sign parole•p 91-106 9-06-2011 11:32 Pagina 95

IL SIGNIFICATO DELLE PAROLE Unità 2 95

17 produzione Scrivi sul quaderno cinque frasi che contengano una metonìmia. Spiega
poi, per ogni metonìmia, qual è il tipo di relazione di contiguità su cui essa si basa.

18 individuazione Individua e sottolinea le antonomàsie presenti nelle seguenti frasi.

1. Lo zio di Alessandro, da vero mecenate, ha finanziato la stagione del piccolo teatro Giuseppe Verdi. 2. Quel dongio-
vanni di Filippo ci ha presentato la sua nuova fidanzata. 3. L’introduzione dell’euro ha scatenato le solite cassandre che
preannunciano crisi economiche e svalutazione della moneta. 4. La Signora del calcio italiano ha acquistato un giova-
ne attaccante brasiliano, la rivelazione del momento. 5. Le opere del Sommo poeta sono la passione del mio profes-
sore di italiano. 6. Giovanna non è davvero una venere! 7. Giacomo è il solito donchisciotte, che si batte per le cause
perse! 8. Domenica ho rivisto il film di Zeffirelli dedicato al Poverello d’Assisi.

19 analisi semantica Spiega l’origine e il significato delle antonomàsie individuate nell’esercizio


18. In caso di necessità, consulta il dizionario.

Es.: mecenate: protettore delle arti; da Mecenate, uomo politico e letterato dell’antica Roma, protettore di poeti.

20 competenza semantica Collega le antonomàsie della colonna di sinistra con le definizioni corri-
spondenti della colonna di destra. In caso di necessità, consulta il dizionario.

1. casanova guida turistica


2. cicerone San Tommaso d’Aquino
3. lo Stagirita un bell’uomo
4. un adone Aristotele
5. l’Aquinate uomo alto e robusto
6. un marcantonio chi ha successo con le donne

Parole che hanno più significati: la polisemìa


21 analisi semantica Ciascuno dei seguenti gruppi di frasi contiene, scritta in corsivo, una parola
polisemica, cioè una parola che presenta più significati. Scrivi a lato di ciascuna frase il signifi-
cato che la parola esprime nel contesto in cui si trova. In caso di necessità, consulta il dizionario.
1. a) Mio padre per Natale mi ha regalato un’enciclopedia degli animali in quattro volumi. ( libri )
b) Gli inserti settimanali hanno aumentato di molto il volume delle vendite dei quotidiani. ( )
c) Abbassa il volume della radio: sto cercando di studiare! ( )
2. a) Il professore invitò lo studente a tornare al suo banco. ( )
b) Il venditore espose la merce sul banco. ( )
c) Il croupier, che teneva il banco, invitò i giocatori a fare le loro puntate. ( )
d) Banchi di nebbia hanno notevolmente rallentato il traffico autostradale. ( )
3. a) Se domenica farà bel tempo, andremo in montagna. ( )
b) Non ho tempo neppure per rispondere al telefono. ( )
c) Durante il secondo tempo del film Filippo si è addormentato. ( )
d) Suonerebbe bene se riuscisse ad andare a tempo. ( )
e) Ragazzi, è tempo di tornare a casa. ( )
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96 Modulo 2 FORMAZIONE E SIGNIFICATO DELLE PAROLE

22 competenza semantica Per ciascuno dei seguenti gruppi di significati trova la parola polisemica
corrispondente.

 
1. operazione aritmetica 1. uccello dalle piume nere

 
2. nell’esercito, grande unità tattica col becco giallo
divisione
fondamentale 2. rialzo in muratura che sormonta
3. settore di una grande azienda le mura dei castelli

1. coraggio, eroismo
1. sostanza di un corpo
2. entità preziosa
2. argomento, soggetto
3. titolo di credito
3. disciplina, oggetto di studio
4. significato, validità, funzione
5. ideale, elemento di riferimento
per un giudizio

23 produzione Scegli due delle parole polisemiche individuate nell’esercizio 22 e scrivi sul
quaderno una frase per ciascuno dei suoi significati.

24 confronto A parole polisemiche in italiano non sempre corrispondono parole polise-


miche nelle altre lingue. Se studi l’inglese e/o il francese, scrivi a quale significato delle
seguenti parole polisemiche italiane corrispondono le parole straniere indicate. Se non cono-
sci il significato di alcuni termini, consulta il dizionario bilingue.
inglese francese
ora
  

  

a) time a) neveu
1. tempo 4. nipote
b) weather tempo atmosferico b) petit-fils

a) to let out a) chair


2. affittare 5. carne
b) to rent b) viande

a) old a) reviser
3. vecchio b) stale 6. ripassare
c) worn-out b) repasser

25 analisi semantica Le parole polisemiche sono caratterizzate dal fatto che assumono signifi-
cati diversi a seconda del particolare ambito in cui sono utilizzate. Chiarisci il significato dei
seguenti termini negli ambiti indicati. In caso di necessità, consulta il dizionario.
1. spalla significa: 3. concentrazione significa:
a) per un giornalista a) per uno studente
b) per un salumiere b) per un chimico
c) per uno spettatore a teatro c) per chi sta organizzando una
2. asse significa: manifestazione di piazza
a) per un ottico 4. radice significa:
b) per un falegname a) per un grammatico
c) per un geografo b) per un botanico
c) per un dentista
d) per un matematico
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IL SIGNIFICATO DELLE PAROLE Unità 2 97

26 uso del dizionario/produz. Ricorrendo al dizionario, individua i diversi significati delle seguenti parole
polisemiche: bacino, giraffa, tavola. Poi, scegli una di queste parole e scrivi sul quaderno una
frase per ciascuno dei significati individuati.

La lingua è una rete di significati


I campi semantici
27 individuazione Nel seguente brano individua e sottolinea tutte le parole che ti sembrano
riconducibili al campo semantico di navigazione. Se non conosci il significato di alcuni termini,
consulta il dizionario.
Era una giornata splendida di sole; e il mare tranquillo. Stefano, che non era mai stato sulla nave, girava felice in
coperta, ammirando le complicate manovre delle vele. E chiedeva di questo e di quello ai marinai che, sorridendo, gli
davano tutte le spiegazioni. Come fu giunto in poppa, il ragazzo si fermò, incuriosito, a osservare una cosa che spun-
tava a intermittenza in superficie, a distanza di due - trecento metri, in corrispondenza della scia della nave. Benché
il bastimento già volasse, portato da un magnifico vento al giardinetto, quella cosa manteneva sempre la distanza…
Il padre, non vedendo più in giro Stefano, dopo aver chiamato a gran voce invano, scese dalla plancia e andò a cer-
carlo. (da D. Buzzati, La boutique del mistero, Mondadori)

28 individuazione Nel seguente brano individua e sottolinea tutte le parole che ti sembrano
riconducibili al campo semantico di tempesta. Se non conosci il significato di alcuni termini,
consulta il dizionario.
Il vento, rapidamente, crebbe fino ad ululare, le onde sbatterono insieme le creste; la raffica muggì, si biforcò e crepitò
intorno a noi… Invano chiamammo altre lance. Urlare ai vividi carboni, giù dal camino di una fornace fiammeggiante,
sarebbe stata la stessa cosa che chiamare quelle lance in un simile uragano. Frattanto la pioggia battente, i nembi e le
nubi diventavano più foschi col sopraggiungere delle ombre notturne: non potevamo scorgere alcun segno della nave.
Il mare in burrasca ci impediva ogni tentativo di svuotare la barca. (da H. Melville, Moby Dick, Mondadori)

29 analisi semantica Indica a quale campo semantico sono riconducibili i seguenti gruppi di
parole.
1. inquadratura, regia, attori, fotografia, luci, produttore, sala cinematografica, costumi,
sceneggiatura, sceneggiatore, scenografia, comparse, ripresa, ciak; CAMPO SEMANTICO

2. avverbio, analisi logica, polisemia, fonologia, nomi, proposizioni, complementi,


soggetto, accento, campi semantici, omonimi, articolo, verbo, morfologia; CAMPO SEMANTICO
3. vela, nuoto, costa, battigia, spiaggia, marinaio, porto, macchia mediterranea,
sale, acqua, blu, transatlantico, crociera, maremoto, onda, navigazione. CAMPO SEMANTICO

30 produzione Scrivi sul quaderno almeno quattro parole riconducibili a ciascuno dei
campi semantici indicati.
1. fumetti; 2. montagna; 3. musica; 4. vestiti; 5. vacanza.

31 gioco linguistico Dividete la classe in cinque squadre. Ogni squadra deve costruire il campo
semantico di palestra e moda. Vince la squadra che costruisce il campo semantico più ricco.
turismo:
moda:
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98 Modulo 2 FORMAZIONE E SIGNIFICATO DELLE PAROLE

32 analisi semantica Ti diamo qui di seguito alla rinfusa venti parole, appartenenti a quattro
differenti campi semantici. Trascrivi ciascuna parola nella colonna del proprio campo di
appartenenza della seguente tabella. [Ogni campo semantico indicato contiene 5 parole.]
macrobiotica, automobile, pilota, tela, vacanze, circuito, pentola, corsa, mostra, telenovela, cameramen, griglia, presenta-
tore, pomodoro, pinacoteca, Monza, falsario, nouvelle cousine, telequiz, tempera, pubblicità.
televisione cucina automobilismo pittura

33 analisi semantica Spesso una parola appartiene a più campi semantici. La parola cinema, per
esempio, può essere riconducibile sia al campo semantico di divertimento sia a quello di arte
sia a quello di immagine ecc. Completa gli schemi seguenti, indicando, come nell’esempio, due
possibili campi semantici di appartenenza per ciascuno dei termini indicati.

montagna
o
o or o
it a rc od ot
ba pa po
m nu
casa

a ia
at gl ne lo
os
t t a al
cr ba
t ca gi

Altri tipi di rapporto di significato tra le parole


Parole che hanno (quasi) lo stesso significato: i sinònimi
34 individuazione Per ciascuna delle seguenti parole individua un sinònimo, scegliendolo tra
le parole proposte a fianco. Una volta che l’avrai individuato, sottolinealo. Se non conosci il
significato di alcuni termini, consulta il dizionario.
1. encomio elogio, rimprovero, vanto
2. elucubrare litigare, pensare, studiare
3. pernicioso relativo a una pernice, vantaggioso, nocivo
4. alterco ubriaco, litigio, alternativo
5. rammentare rattristare, ricordare, cucire
6. abolizione soppressione, inaugurazione, modificazione
7. frugale sobrio, che produce frutti, furtivo
8. ingerire intromettersi, inghiottire, amministrare
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IL SIGNIFICATO DELLE PAROLE Unità 2 99

35 individuazione Esamina le seguenti coppie di parole e sottolinea solo la coppia costituita da


sinònimi, cioè da termini che esprimono all’incirca lo stesso significato. Se sei in dubbio sul
significato di alcuni termini, consulta il dizionario. [Le coppie di sinònimi sono 10.]
1. debitore/creditore; 8. spesso/sovente 15. avaria/tirchieria
2. procrastinare/rimandare 9. ceruleo/azzurro 16. braccio/gomito
3. vagone/treno 10. dietro/davanti 17. pelle/cute
4. calorifero/termosifone 11. nembo/nuvola 18. assentarsi/approvare
5. costoso/conveniente 12. costruire/distruggere 19. stolido/sciocco
6. attribuire/attuare 13. chiunque/qualcuno 20. respingere/bocciare
7. limpido/terso 14. attempato/anziano 21. subdolo/franco

36 competenza semantica Ti diamo qui, alla rinfusa, 25 parole: selezionale in modo da riunirle in cinque
gruppi formati da cinque sinònimi ciascuno, che trascriverai sul quaderno.
notare, operare, alloggio, trastullo, guardare, svago, residenza, passatempo, austero, gioco, osservare, severo, agire,
eseguire, dimora, rigoroso, fissare, domicilio, serio, abitazione, contemplare, produrre, divertimento, realizzare, grave.

37 produzione Le seguenti parole appartengono tutte a un registro linguistico elevato: scrivi


accanto a ciascuna un sinònimo di uso più corrente. Se non conosci il significato di alcuni
termini, consulta il dizionario.
1. avaria guasto 6. probo
2. interferire 7. peculiarità
3. collisione 8. perseverare
4. vicissitudine 9. magione
5. escoriazione 10. refrigeratore

38 individuazione Le parole che formano le seguenti coppie sono sostanzialmente dei sinònimi,
ma un termine è più forte, cioè più espressivo, dell’altro: individualo e sottolinealo.
1. lontano/remoto 5. malvagio/cattivo 9. fracasso/rumore
2. grasso/obeso 6. sgradevole/ripugnante 10. spendere/sperperare
3. pregare/supplicare 7. gioioso/felice 11. magro/emaciato
4. stupendo/bello 8. rancore/odio 12. sporco/lurido

39 competenza semantica A seconda del contesto la medesima parola può assumere significati diver-
si. Nei seguenti gruppi di frasi trova il sinònimo che può sostituire, nello specifico contesto di
ciascuna frase, la parola evidenziata in corsivo e scrivilo nello spazio fra le parentesi.
1. a) Stamattina il mare mi sembra mosso. ( agitato )
c) Peccato! Ho fatto sviluppare le foto e sono venute mosse. ( )
d) Lucia ha dei bellissimi capelli mossi. ( )
2. a) Mi sono fatto un taglio al pollice. ( )
b) Per risparmiare soldi questo mese dovremo operare qualche taglio alle nostre spese. ( )
f) La giacca era di taglio semplice ma elegante. ( )
3. a) Filippo era immerso in un sonno talmente pesante che nessuno riusciva a svegliarlo. ( )
b) I piatti preparati da Franco sono di solito molto gustosi, ma risultano un po’ pesanti. ( )
c) Durante la discussione Giacomo gli ha rivolto un’accusa davvero pesante. ( )
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100 Modulo 2 FORMAZIONE E SIGNIFICATO DELLE PAROLE

40 sostituzione È sempre più diffusa l’abitudine di utilizzare parole straniere, soprattutto


anglo-americane, al posto dei corrispondenti termini italiani. Trova un sinònimo in italiano per
ciascuna delle parole straniere evidenziate in corsivo nelle seguenti frasi.

1. Giacomo si ferma volentieri al bar per un drink prima di tornare a casa. ( aperitivo ) 2. Sei libero il prossimo week-end?
Potremmo andare al mare. ( ) 3. Ormai quello è diventato uno spettacolo cult per molti giovani.
( ) 4. In quel grande magazzino i prezzi erano molto convenienti, ma c’erano solo taglie extra large.
( ) 5. La stanza di Giorgio è off-limits per i suoi genitori. ( ) 6. Non ricordo
dove ho messo il floppy disk. ( ) 7. Da una settimana continuano le ricerche del killer che ha com-
messo diversi omicidi sulla costa ligure. ( ) 8. Donatella ha appena trovato un’occupazione part-
time. ( ) 9. La trasmissione televisiva che seguo ogni domenica pomeriggio è condotta da un famo-
so anchorman. ( )

41 completamento Nelle seguenti frasi sostituisci il verbo fare con un opportuno sinònimo,
scegliendolo fra quelli riportati nel riquadro.

causare agire servire preparare commettere finire risolvere rivolgere


frequentare confezionare praticare nominare

1. L’incendio di origine dolosa ha fatto molti danni. ( ha causato ) 2. I soci del circolo cittadino lo hanno fatto presiden-
te nelle ultime elezioni. ( ) 3. La mamma ci ha fatto le lasagne stasera. ( )
4. Filippo, applicando al problema il teorema di Pitagora, ha fatto un grave errore. ( ) 5. Lucia sta
facendo l’istituto per il turismo. ( ) 6. Una pietra mi ha fatto da sedile. ( )
7. La sarta mi ha fatto questa gonna per la festa. ( ) 8. Sei riuscito a fare il cruciverba?
( ) 9. Giovanni ha sempre fatto molti sport. ( ) 10. Hai fatto i compiti per
domani? ( ) 11. Il professore di storia mi ha fatto delle domande tropo complesse.
( ) 12. Lorenzo fa sempre di testa sua.

42 sostituzione In ciascuna delle seguenti frasi sostituisci l’aggettivo grande con il sinònimo
opportuno, scegliendolo fra quelli riportati nel riquadro.

nobile ampio profondo famoso epocale vasto

1. La caduta del muro di Berlino è stato un avvenimento di grande portata. ( epocale ) 2. In giardino hanno scavato una gran-
de buca. ( ) 3. La villa era circondata da un grande parco. ( ) 4. Preferisco le gonne grandi a quel-
le attillate. ( ) 5. Suo padre è un uomo di grandi sentimenti. ( ) 6. Leopardi è un grande poeta.
( )

43 competenza semantica Un tipo particolare di sinonimi è costituito dagli eufemismi, parole o


espressioni di tono “attenuato” che vengono usate al posto di termini ritenuti troppo crudi e
diretti. Ti diamo qui di seguito una serie di espressioni eufemistiche: spiega sul quaderno il
significato “reale” di ciascuna di esse.
Es.: I suoi modi lasciano a desiderare I suoi modi sono scortesi e irritanti.
1. non è una volpe; 2. non è più tra noi; 3. le sue conoscenze devono consolidarsi; 4. abbiamo consumato diverse bevan-
de alcoliche; 5. è mancato; 6. non è sempre pronto; 7. non risulta particolarmente brillante.
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IL SIGNIFICATO DELLE PAROLE Unità 2 101

Parole che hanno significato opposto: gli antònimi o contrari

44 individuazione Ciascuna delle seguenti frasi contiene una o più coppie di antònimi, cioè di
termini che esprimono ciascuno un significato opposto rispetto all’altro. Individua e sottolinea
tali coppie di antònimi. [Le coppie di antònimi sono 8.]
1. La formula del matrimonio dice che gli sposi devono restare uniti per tutta la vita, nella buona e nella cattiva sorte,
nella salute e nella malattia. 2. Per prepararmi all’esame di diritto privato ho studiato giorno e notte. 3. Giochiamo a
pari e dispari. 4. Da scapolo usciva tutte le sere, ora che è sposato resta sempre a casa. 5. Dopo un film così noioso,
ho proprio voglia di andare in un posto divertente per rianimare la serata. 6. Lucia ora ha i capelli scuri, con riflessi più
chiari. 7. Smetti di dire bugie e per una volta confessa la verità!

45 produzione Scrivi il contrario o antònimo delle seguenti parole, utilizzando in alcuni


casi termini che hanno la stessa radice della parola proposta, in altri casi termini con radice dif-
ferente.

1. accordo disaccordo 6. successo 11. parlare


2. spesso raramente 7. vendere 12. ascendere
3. felice 8. docente 13. semplice
4. cortese 9. civile 14. pettinare
5. tutti 10. obbedire 15. colto

46 individuazione Individua e sottolinea, fra le tre parole di volta in volta proposte, il contrario
o antònimo delle parole di partenza. Se sei in dubbio sul significato, consulta il dizionario.
1. celibe: famoso, sposato, non sposato 5. scaldare: appassionarsi, raffreddare, intiepidire
2. mai: sempre, spesso, talora 6. condanna: sentenza, assoluzione, castigo
3. fugace: caduco, duraturo, fallace 7. aggiungere: unire, sommare, togliere
4. salato: dolce, saporito, insipido 8. libertà: schiavitù, autonomia, indipendenza

47 classificazione Ti diamo qui una serie di coppie di parole. Indica, barrando la casella oppor-
tuna, se si tratta di sinònimi S oppure di antònimi A . [Le coppie di sinònimi sono 6 e quelle
di antònimi altrettante.]
1. soleggiato/assolato S A 2. rozzo/raffinato S A 3. equilibrare/sbilanciare S A 4. pigro/indolente S A
5. fastidioso/importuno S A 6. licenziare/assumere S A 7. credito/debito S A 8. vivace/brioso S A
9. solerzia/diligenza S A 10. adiacenza/prossimità S A 11. interno/esterno S A 12. mai/sempre S A

48 competenza semantica Ti diamo qui, alla rinfusa, 32 parole: riscrivile opportunamente nelle due
colonne della seguente tabella, distribuendole in otto coppie di sinònimi e otto di antònimi.
ingenuo, carnagione, ottimo, imparziale, concavo, imparare, vietare, casuale, celere, caparbietà, ruvido, riflettere, pur-
troppo, levante, ricordare, caparra, accorto, incarnato, pessimo, equo, convesso, apprendere, permettere, lento, fortui-
to, liscio, fortunatamente, dimenticare, anticipo, ponderare, oriente, ostinazione.
sinònimi antònimi
1. 5. 1. 5.
2. 6. 2. 6.
3. 7. 3. 7.
4. 8. 4. 8.
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102 Modulo 2 FORMAZIONE E SIGNIFICATO DELLE PAROLE

49 individuaz./trasformazione Le seguenti frasi sono assurde perché in ciascuna, al posto di una parola, è
stato messo un suo antònimo. Individua il termine “sbagliato” e sostituiscilo con il suo con-
trario in modo da rendere logica la frase.

1. Il telegiornale ha smentito lo sciopero dei controllori di volo: domani saranno sospesi tutti i voli. ( ha confermato )
2. Giovanni è celibe: sua moglie si chiama Anna. ( ) 3. Ludovico è una persona bugiarda, perciò io
gli credo sempre. ( ) 4. I superiori hanno apprezzato il suo operato e l’hanno licenziato.
( ) 5. Oggi si è verificato un clamoroso rialzo dei titoli in borsa tanto che molti investitori sono
stati presi dal panico. ( ) 6. Grazie alle temperature miti di questo inverno molte piante del mio
giardino sono morte. ( ) 7. Avendo vinto la partita, Filippo è stato eliminato dal torneo.
( ) 8. Al termine del processo l’imputato è stato ritenuto innocente ed è stato condannato a dieci
anni di reclusione. ( )

50 produzione Nelle seguenti frasi scrivi nello spazio fra parentesi un antònimo per ognu-
na delle parole in corsivo, ponendo attenzione al significato specifico che la parola esprime nel
contesto in cui è collocata.

1. Ho acquistato il mio appartamento a un buon prezzo. ( elevato ) 2. La strada per raggiungere la baita mi sembra
buona. ( ) 3. Giovanni è considerato un buon tecnico. ( ) 4. Lucia ha una
scrittura pulita. ( ) 5. Simone si è cambiato e ora indossa una tuta pulita. ( )
6. Nel mio albergo c’erano ancora molte stanze libere. ( ) 7. La frequenza al laboratorio teatrale è
libera. ( ) 8. Laura non ama passare troppo tempo a tavola e predilige i piatti semplici.
(___________) 9. Il professor Bianchi ci ha assegnato un compito semplice. ( ) 10. Nonostante tutti
i vestiti che ho portato con me, la mia valigia è stranamente leggera. ( ) 11. Prima di cenare vorrei
come aperitivo un vino leggero. ( )

51 produzione/completamento Ti diamo qui alcune coppie di antònimi incompatibili (o totali). Tra l’uno e
l’altro elemento della coppia inserisci il maggior numero possibile di gradazioni.

1. sempre, spesso, talora, raramente, mai 5. minuscolo gigantesco


2. frastuono silenzio 6. amare odiare
3. dolore felicità 7. meraviglioso orrendo
4. trionfo fallimento 8. gelido torrido

Parole che hanno un significato più ampio o più ristretto: gli iperònomi e gli ipònimi
52 individuazione Nelle seguenti coppie di parole individua e sottolinea l’iperònimo, cioè la
parola che ha un significato più generale e dunque include in sé il significato dell’altro termine.
1. mela/frutto 7. larice/albero
2. nuoto/sport 8. fiore/rosa
3. fare/operare 9. musica/rock
4. sussurrare/dire 10. arte/pittura
5. induismo/religione 11. Po/fiume
6. cappotto/vestiario 12. calzatura/sandalo
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IL SIGNIFICATO DELLE PAROLE Unità 2 103

53 completamento Completa il seguente schema inserendo a seconda dei casi un termine dal
significato più generale (iperònimo) oppure uno dal significato più specifico (ipònimo).
iperònimi ipònimi iperònimi ipònimi

1. elettrodomestico frigorifero 10. rum


2. bevanda 11. giornale
3. farfalla 12. trapano
4. limone 13. spettacolo
5. arma 14. mobile
6. sport 15. geografia
7. tigre 16. bicicletta
8. seta 17. contenitore
9. rettile 18. liquido

54 manipolaz./comp. semantica Con ognuno dei seguenti gruppi di parole costruisci, sul quaderno, una serie
in cui ciascun termine risulti iperònimo rispetto a quello che lo segue e ipònimo rispetto a
quello che lo precede.
1. grappa, liquido, alcolico, bevanda. liquido, bevanda, alcolico, grappa 2. uomo, sciatore, discesista, atleta. 3. vegeta-
le, lattuga, insalata, ortaggio. 4. lepidottero, insetto, vanessa, farfalla. 5. animale, felino, mammifero, tigre. 6. donna,
artista, violinista, musicista. 7. italiano, europeo, padovano, veneto.

55 completamento Inserisci negli spazi vuoti di ciascuna frase gli iperònimi adatti al contesto.

1. Alcuni rettili come il serpente a sonagli, il mocassino e il ferro-di-lancia sono pericolosi. 2. Gli
mi piacciono tutti, ma in particolare seguo il calcio e il basket. 3. Mia sorella ama molto i , soprat-
tutto le rose e i gigli. 4. In questa regione si coltivano , come il grano, l’avena, il granoturco. 5. Tra
i prediligo il rosso e il blu. 6. C’è una svendita di : tu hai bisogno di un paio
di stivali. 7. Per spostarmi da una città all’altra degli Stati Uniti, prendo solitamente un , più preci-
samente un jet. 8. La cucina indiana è ricca di , come zenzero, peperoncino, curry. 9. In famiglia
compriamo diversi : quotidiani, riviste, fumetti. 10. La mamma si è espressa con chiarezza: dopo la
tartaruga, il criceto, il cane e il gatto non vuole altri in casa.

56 gioco linguistico Ti diamo qui sotto alcune parole di significato generale (iperònimi). Per cia-
scuna di esse, come nell’esempio, trova degli ipònimi che contengano ciascuno una lettera
dell’iperònimo.
colore, fiore, animale, verdura, sport, mestieri. Es.:
B M A V
I G A Z E
A I R Z R
N R A R U D
C O L O R E
O S L N R
S O E O
O
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104 Modulo 2 FORMAZIONE E SIGNIFICATO DELLE PAROLE

57 analisi/completamento Un iperònimo può includere più ipònimi, che a loro volta possono include-
re altri ipònimi. Con le parole riportate nel riquadro completa il seguente schema, collocando
opportunamente iperònimi e ipònimi.
nuoto sport pesante sollevamento pesi atletica corsa stile libero leggera
marcia dorso salto delfino rana lotta

58 combinazione Come nell’esempio, collega le parole della prima, della seconda e della terza
colonna in modo che ogni termine includa il successivo, sia cioè iperònimo di quello succes-
sivo (il quale sarà ipònimo del precedente).
città felino aranciata
animale bibita riso
alimento imbarcazione basco
stampa capitale grano
vegetale carboidrato nave
indumento giornale Stoccolma
mezzo di trasporto copricapo quotidiano
liquido cereale gatto

59 sostituzione Spesso usiamo degli iperònimi, cioè parole di significato generico, invece
degli ipònimi, cioè parole di significato più specifico, adatte al contesto e dunque più efficaci
sul piano espressivo. Nelle seguenti frasi sostituisci l’iperònimo dire con gli ipònimi che potrai
scegliere fra quelli riportati nel riquadro.

raccontare ripetere esprimere esclamare consigliare recitare suggerire chiedere annunciare ricordare

1. Michela, dimmi ancora una volta il tuo indirizzo, così ti spedisco una cartolina dal Marocco. (ricordami) 2. L’esperienza
mi dice che non finiremo prima di mezzanotte. 3. Filippo mi ha detto per filo e per segno la trama del romanzo. 4. Quante
volte ti devo dire di mettere a posto la tua camera! 5. Con un po’ di emozione Giacomo disse di essersi fidanzato con
Anna. 6. Il medico mi ha detto di fare una lastra. 7. Durante la festa i bambini hanno detto una lunga filastrocca dinan-
zi ai genitori commossi. 8. Non stavo chiacchierando! Ho solamente risposto a Giovanni che mi ha detto se sapevo l’ora.
9.Tutti i presenti furono invitati a dire la loro opinione. 10. “Che magnifica giornata!”, disse Laura guardando fuori della
finestra.
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IL SIGNIFICATO DELLE PAROLE Unità 2 105

Le parole che possono combinarsi insieme: la solidarietà semantica


60 completamento Soltanto alcuni nomi possono fungere da soggetto per determinati verbi, in
base all’affinità di significato o solidarietà semantica che li unisce. Per ciascuno dei seguen-
ti verbi scrivi i possibili soggetti.

1. frinire cicala 4. germogliare 7. sbandare


2. nitrire 5. officiare 8. attraccare
3. decollare 6. straripare 9. deragliare

61 produzione I seguenti aggettivi possono essere riferiti solo a un ristretto gruppo di nomi
o a un solo nome, in base al legame di solidarietà semantica che essi instaurano. Scrivi sul
quaderno una frase per ogni aggettivo proposto. Se sei in dubbio sul significato di alcuni
termini, consulta il dizionario.
1. afoso; 2. attempato; 3. aquilino; 4. ceruleo; 5. brizzolato; 6. navigabile; 7. gassoso.

62 produzione La solidarietà semantica fra le parole viene spesso violata in un contesto


di uso figurato della lingua. Per ciascuna delle seguenti parole scrivi sul quaderno una frase
in cui essa sia usata in modo figurato. In caso di necessità, consulta il dizionario.
1. sbocciare; 2. abbaiare; 3. fiorire; 4. tempestoso; 5. appollaiarsi; 6. amaro; 7. morire.

Parole che presentano la medesima forma ma diverso significato: gli omònimi


63 individuaz./classificazione Nelle seguenti coppie di frasi sono contenuti degli omònimi totali, cioè
delle parole che presentano la medesima forma e vengono pronunciate nello stesso modo, ma
hanno un significato diverso. Individua la categoria grammaticale di ciascun termine e sot-
tolinea in rosso le coppie di omònimi che appartengono alla stessa categoria grammaticale
[sono 4], in blu le coppie che appartengono a categorie grammaticali diverse [sono 4].
1. a) Mi balena il sospetto di non aver fatto un buon affare, acquistando il tuo motorino.
b) La balena è un gigantesco cetaceo che vive nelle fredde acque oceaniche.
2. a) A quella battuta non riuscimmo a trattenere il riso.
b) La mamma sta preparando un’insalata di riso.
3. a) Il corteo nuziale si snodò con grande pompa.
b) Si è sgonfiata la gomma della bicicletta. Dove hai messo la pompa?
4. a) Ho riposto i piatti nella vecchia credenza della nonna.
b) Che un gatto nero possa portare sfortuna è una credenza popolare.
5. a) La divisa dei carabinieri presenta una caratteristica banda rossa sui pantaloni.
b) Durante l’inaugurazione del nuovo municipio suonerà la banda comunale.
6. a) Grosse nuvole scure avanzavano lente nel cielo, preannunciando un brutto temporale.
b) Per leggere la tua calligrafia, occorre una lente d’ingrandimento!
7. a) Ti porto io a scuola, ma vestiti in fretta.
b) Il porto di Ancona è sede di un turismo di transito: da qui partono infatti molte crociere dirette nel Mediterraneo
orientale.
8. a) Cadendo dal motorino, Giacomo si è tagliato il mento.
b) Io non mento mai!
•EXE m2•02•Sign parole•p 91-106 9-06-2011 11:32 Pagina 106

106 Modulo 2 FORMAZIONE E SIGNIFICATO DELLE PAROLE

64 gioco linguistico Completa il seguente schema inserendo in senso orizzontale sette omònimi
totali, in base alle definizioni date.
1. Pianta erbacea delle violacee. / Strumento musicale a corde.
2. C’è quella a idromassaggio. / La “si fa” passeggiando.
3. Cibo per canarini. / Unità di misura.
4. Sport molto popolare in Italia. / Elemento chimico.
5. Ci sono quelle delle finestre. / Ci sono quelle che bisogna pagare.
6. Città principale di uno Stato. / Somma di denaro che frutta interessi.
7. Ufficio di rappresentanza dello Stato all’estero. / Sinonimo di “confortato”.

65 produzione Nelle seguenti frasi trovi evidenziate in corsivo parole che hanno un omònimo
totale: utilizzalo in una frase inventata da te, che scriverai sul quaderno.
1. Il giardiniere ha abbattuto il vecchio tiglio a colpi di scure. 2. Dopo aver giocato a tennis, avevo una sete incredibile.
3. I nostri hanno vinto una partita che ormai sembrava persa. 4. Dopo averci offerto il pranzo, Filippo è rimasto senza
una lira. 5. Lo stagno è un metallo usato in molte leghe. 6. La banca ci ha comunicato che ha abbassato il tasso di inte-
resse. 7. Mi ha punto uno strano insetto. 8. Giacomo non toglie mai i suoi occhiali da sole.

66 produzione Ti diamo qui alcune coppie di omonimi omògrafi (si scrivono nello stesso
modo) ma non omòfoni (si pronunciano infatti in modo diverso per la diversa collocazione del-
l’accento tonico). Scrivi sul quaderno altrettante coppie di frasi in cui compaiano gli omònimi
omògrafi del seguente elenco.
1. fòrmica (nome) / formìca (nome)
2. sùbito (avverbio) / subìto (verbo, participio passato)
3. tènere (aggettivo) / tenére (verbo, infinito)
a
4. càpitano (verbo, ind. pres. 3 pers. pl.) / capitàno (nome)
5. còmpito (nome) / compìto (aggettivo)
6. tèndine (nome) / tendìne (nome)

67 comp. lessicale e semantica Metti tu il corretto accento tonico sulle parole scritte in corsivo nelle seguen-
ti frasi, in modo che non possano essere confuse con i rispettivi omònimi non omòfoni.
1. L’incarico ottenuto da Lucia era ambito da molti suoi colleghi. 2. Nell’ambito del giornalismo sportivo Giovanni è con-
siderato un vero professionista. 3. Amo molto leggere romanzi gialli e d’avventura. 4. Ti conviene mettere in valigia
magliette leggere e bermuda perché troverai molto caldo. 5. Giulia si era addormentata sull’erba, all’ombra del noccio-
lo. 6. Finalmente sei arrivato al nocciolo della questione! 7. Paolo e Luca di tanto in tanto ricordano con un sorriso
quando da bambini facevano a botte. 8. Il nonno tiene il suo vino preferito in una grande botte nella sua cantina.

68 produzione Ti diamo ora alcune coppie di omònimi che si pronunciano in modo diverso
per la diversa collocazione dell’accento fonico. Scrivi sul quaderno altrettante coppie di frasi
in cui compaiano gli omònimi omògrafi ma non omòfoni del seguente elenco.
1. vènti (nome) / vénti (aggettivo) 4. lègge (verbo) / légge (nome)
2. bòtte (nome) / bótte (nome) 5. fòsse (nome) / fósse (verbo)
3. accétta (nome) / accètta (verbo) 6. vólto (nome) / vòlto (verbo)
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PER MIGLIORARE IL TUO LESSICO


SALUTE: MEDICINA, IGIENE E PREVENZIONE
La salute è un bene prezioso. Conoscere il lessico che si riferisce ad essa è importante per molti
motivi. Per esempio, per comprendere le indicazioni dei medici, per utilizzare correttamente i far-
maci, per rivolgersi alle strutture che si occupano della cura e del benessere dei cittadini.

1. LA MALATTIA 4. LE STRUTTURE E IL PERSONALE MEDICO


a. Tipi di malattia a. Luoghi di prevenzione e di cura
b. Nomi delle malattie b. Personale medico e paramedico
c. Cause, sintomi e stati patologici
d. Fasi 5. IL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE
2. LA PREVENZIONE
Igiene e profilissi
3. LA CURA DELLE MALATTIE
a. Esami clinici
b. Farmaci e terapie
c. Medicine alternative

rio e quindi le capacità di difesa di in cui la malattia è stata individua-


1. LA MALATTIA un organismo; ta; altre ancora dagli effetti che la
Alterazione, per le cause più di- ● malattia professionale: malat- malattia produce sull’organismo.
verse, della funzione di un orga- tia che si contrae per cause ineren- Ricordiamo che:
no o di tutto l’organismo. Sinoni- ti al tipo di lavoro e all’ambiente in – il suffisso -patia indica gene-
mo di “malattia” è morbo. cui questo si svolge. Per esempio, ralmente sofferenza di un orga-
la silicosi dei minatori; no;
● malattia psichica o mentale: – il suffisso -ite indica in genera-
a. Tipi di malattie malattia che comporta una altera- le uno stato infiammatorio;
● malattia ereditaria (o geneti- zione delle funzioni della mente. – il suffisso -osi indica una ma-
ca): malattia trasmessa ai figli dai Disturbi psichici sono le nevrosi lattia degenerativa, che compor-
loro progenitori (genitori, nonni, bi- (caratterizzate da stati d’ansia, fo- ta l’alterazione della normale
snonni ecc.) perché legata a un di- bie, disturbi comportamentali) e le struttura e funzionalità di cellule,
fetto genetico; psicosi (caratterizzate dalla com- tessuti, organi;
● malattia congenita: malattia promissione del rapporto con la – il suffisso -plasia indica general-
presente già alla nascita e causata realtà: a differenza del nevrotico, lo mente una alterazione dei tessuti;
da anomalie dello sviluppo del feto; psicotico non ha consapevolezza – il suffisso -oma indica general-
● malattia infettiva: malattia del proprio stato); mente “tumefazione”, “tumore”.
causata da batteri e virus, che può ● malattia psicosomatica: ma- Elenchiamo i nomi di alcune delle
trasmettersi da un individuo a un lattia determinata da fattori psichi- malattie più comuni.
altro per contatto diretto o indiret- ci, che produce effetti negativi sul- ● cardiopatia: malattia del cuore;
to, per esempio attraverso le goc- l’organismo. Per esempio, alcune ● polmonite: infiammazione del
cioline emesse con lo starnuto; forme di dermatite e di disturbi tessuto polmonare;
● malattia epidemica: malattia dell’apparato digerente. ● artrite: infiammazione delle ar-
che può diffondersi rapidamente in ticolazioni;
un elevato numero di persone di b. Nomi delle malattie ● artrosi: degenerazione che col-
una determinata area geografica, pisce le articolazioni compromet-
per esempio il colera. Può diventa- La denominazione delle malattie tendone la funzionalità;
re endemica; non segue regole fisse: alcune allu- ● sclerosi multipla: malattia gene-
● malattia endemica: malattia dono al nome dell’organo prevalen- tica degenerativa, che comporta
presente in modo costante presso temente colpito, a cui viene aggiun- principalmente diminuzione progres-
una popolazione; to un suffisso; altre sono contras- siva di forza e sensibilità negli arti;
● malattia immunitaria: malattia segnate dal nome di chi le ha stu- ● neoplasia o tumore o cancro:
che coinvolge il sistema immunita- diate o descritte, altre dalla località massa abnorme prodotta dalla
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108 Lessico

PER MIGLIORARE IL TUO LESSICO


eccessiva moltiplicazione delle ● cause infettive: cause determi- ta e di solito dolorosa, di parti dei
cellule di un tessuto. Un tumore è nate da agenti infettivi; muscoli;
benigno quando resta circoscritto ● infiammazione: complessa rea- ● collasso: indebolimento fisico
al punto in cui si è sviluppato e ri- zione dell’organismo in risposta al- generale, grave e improvviso, con
sulta asportabile; è invece maligno l’azione di un microrgansimo, di forte diminuzione della pressione
quando invade altri tessuti, produ- una sostanza tossica o di un paras- arteriosa e della portata cardiaca,
cendo nuove formazioni tumorali sita; per lo più locale, si manifesta sintomo di grave stato morboso;
(metastasi); con tumefazione dell’organo colpi- ● coma: stato patologico simile a
● linfoma: degenerazione di tipo to, dolore ed eventuale riduzione un sonno profondo caratterizzato
tumorale degli organi linfatici (re- della funzionalità; da perdita prolungata della co-
sponsabili della produzione della ● sepsi o setticemia: infezione scienza, della sensibilità e della
linfa e dei linfociti); generale dell’organismo, accompa- mobilità, mentre l’organismo con-
● leucemia: è una forma di neopla- gnata da febbre; serva le funzioni vegetative (respi-
sia caratterizzata dal notevole au- ● ascesso: raccolta di pus in una razione, circolazione e simili);
mento di globuli bianchi nel sangue; cavità determinata del corpo, pro- ● ictus: improvvisa e grave altera-
● anemia: malattia del sangue ca- dotta da una infiammazione; zione nella funzionalità di un orga-
ratterizzata da un’alterazione del ● pus: fluido giallastro che può no. Per esempio, emorragia cere-
numero, della forma o delle dimen- formarsi in zone del corpo in cui vi brale a cui fa spesso seguito uno
sioni dei globuli rossi. Tra i vari tipi sia infezione; stato di coma;
di anemia, la anemia mediterranea ● necrosi: morte di una parte più o ● ipertensione: aumento eccessi-
(o talassemia) è una malattia eredi- meno diffusa di tessuto, non essen- vo della pressione arteriosa san-
taria, caratterizzata da una altera- ziale alla vita dell’intero organismo; guigna e condizione patologica da
zione dei globuli rossi che hanno ● intossicazione: stato morboso tale aumento determinata;
volume inferiore al normale, fre- provocato dall’azione di sostanze ● ipotensione: diminuzione della
quente tra gli abitanti delle coste nocive, per lo più ingerite o inalate; pressione arteriosa sanguigna;
mediterranee; ● lesione traumatica: alterazione ● paralisi: alterazione della fun-
● morbo di Parkinson: malattia strutturale o funzionale di un tes- zione nervosa, che produce la per-
degenerativa del sistema nervoso suto o di un organo dovuta a una dita totale o parziale della sensibi-
che colpisce soggetti anziani pro- causa fisica. Esempi di lesioni lità e del moto volontario;
vocando rigidità muscolare e tre- traumatiche sono la frattura (rottu- ● paresi: forma incompleta di
mori involontari; ra di un osso), la lussazione (spo- paralisi;
● morbo di Alzheimer: malattia stamento reciproco dei due ele- ● shock: stato morboso dovuto a
degenerativa del sistema nervoso menti ossei mobili che formano una grave insufficienza circolatoria
caratterizzata dall’indebolimento un’articolazione), la distorsione e caratterizzato da prostrazione fi-
della memoria e dalla perdita della (lesione di un’articolazione con sti- sica generale, brusco abbassa-
facoltà intellettiva. ramento o rottura dei legamenti, mento della pressione arteriosa,
senza lesioni delle componenti os- torpore mentale, sudorazione;
c. Cause, sintomi e stati patologici see), la lacerazione (rottura di un ● sintomatologia: complesso dei
tessuto o di un organo), l’abrasione sintomi di una malattia o di un
Le cause delle malattie, i sintomi o escoriazione (lesione superficiale gruppo di malattie;
(cioè gli indizi, i segni) con cui si della pelle per sfregamento). Si ● febbre: aumento della tempera-
manifestano e gli effetti che produ- considera lesione traumatica an- tura del corpo con accelerazione
cono sull’organismo sono vari: che l’ustione (lesione locale dei del battito cardiaco e della respira-
● agenti infettivi: agenti capaci tessuti determinata dal contatto zione. Nel linguaggio scientifico è
di provocare infezione (batteri e vi- con la fiamma, con corpi roventi, detta anche piressia. Non è di per
rus, funghi e protozoi unicellulari); con l’acqua bollente oppure dall’a- sé una malattia, ma una risposta
● infezione: infiltrazione di un zione di sostanze chimiche, scari- dell’organismo;
agente patogeno (cioè capace di che elettriche o radiazioni); ● nevralgia: dolore dovuto all’in-
provocare malattia) in un organi- ● allergia: reazione dell’organismo fiammazione di un nervo. Il suffis-
smo. Può verificarsi per vie diverse provocata dal contatto con partico- so -algia indica dolore circoscritto
(orale, cutanea, respiratoria, ecc. ) lari sostanze. Per esempio: allergia a una parte del corpo.
e colpire un’area circoscritta oppu- al polline, alla polvere o a un farma-
re estendersi in tutto il corpo (infe- co. L’allergia si manifesta con orti-
zione sistemica). Essa stimola nel- caria, lacrimazione, starnuti, gonfio-
d. Fasi
l’organismo una reazione infiam- re improvviso di alcune parti del Ogni malattia ha un proprio anda-
matoria e attiva le difese immuni- corpo. Nei casi più gravi può porta- mento (o decorso clinico). Ecco al-
tarie; re allo shock anafilattico che com- cune delle parole più usate, relati-
● eziologia: ricerca e studio delle porta l’alterazione di molte funzioni ve al decorso clinico:
cause che determinano le malattie; dell’organismo e può essere letale; ● incubazione: periodo di tempo,
● stato patologico o stato mor- ● spasmo o crampo: stato di più o meno lungo, che intercorre
boso: condizione di malattia; contrazione involontaria, prolunga- tra il momento in cui una malattia
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Salute 109

PER MIGLIORARE IL TUO LESSICO


infettiva viene contratta e la com- dursi solo all’interno di una cellula tia. Prognosi riservata: prognosi so-
parsa dei primi sintomi. ospite (batterica, animale o vege- spesa o rinviata per la gravità del
● fase acuta: periodo di tempo in tale) che esso danneggia causan- caso clinico. Prognosi benigna:
cui le alterazioni causate dalla ma- done l’alterazione o la morte e così prognosi che prevede la guarigione
lattia raggiungono il livello più alto; provocando l’insorgenza di malat- del malato;
● convalescenza: stato interme- tie. Resistente agli antibiotici, è ● referto: relazione scritta dal
dio tra l’uscita dalla fase acuta di causa di malattie di diversa gravi- medico sullo stato di salute del pa-
una malattia e la completa guari- tà, come l’influenza e l’AIDS (pro- ziente;
gione; vocata dal virus HIV); ● radiografia: tecnica diagnostica
● ricaduta o recidiva: riacutizza- ● batterio: organismo microscopi- che consente di riprodurre parti in-
zione di una malattia che sembrava co composto da una sola cellula. I terne del corpo su una particolare
ormai superata; batteri possono vivere liberi nel- pellicola fotografica impressionata
● isolamento: periodo di tempo in l’ambiente o essere parassiti di ve- con raggi X;
cui chi ha avuto una malattia non getali e animali e causare malattie ● ecografia: esame diagnostico
può frequentare la comunità; di varia gravità. Possono essere di un organo interno mediante ul-
● riabilitazione: rieducazione di combattuti con gli antibiotici. Alcu- trasuoni;
un arto o recupero di una funzione; ni batteri sono utilizzati dall’uomo, ● TC (Tomografia Computeriz-
● guarigione: recupero di una per esempio per produrre il vino, lo zata) o TAC (Tomografia assia-
condizione fisica normale. yogurt, nella lievitazione del pane o le computerizzata): esame radio-
nella depurazione delle acque; logico ad alta precisione che si
● tossina: sostanza velenosa pro- basa sulla trasmissione di raggi X
2. La prevenzione dotta da batteri, vegetali o animali; attraverso l’organismo e permette
● anticorpo: molecola proteica di ottenere immagini di sezioni tra-
La salute si tutela non solo con prodotta dal sistema immunitario sversali degli organi esaminati;
la cura delle malattie, ma anche e per contrastare e neutralizzare ● elettrocardiogramma: esame
soprattutto con l’igiene e la pre- batteri, tossine ecc. diagnostico basato sulla registra-
venzione. ● immunità: resistenza di un or- zione grafica dell’attività elettrica
ganismo nei confronti di malattie del cuore;
infettive o sostanze tossiche; ● elettroencefalogramma: esa-
Igiene e profilassi ● NAS (Nucleo Anti-Sofistica- me diagnostico basato sulla regi-
La promozione della salute del sin- zioni): corpo dei Carabinieri impe- strazione grafica dell’attività elet-
golo individuo e della comunità è lo gnato nella tutela della salute. trica del cervello;
scopo principale dell’igiene: Agisce in particolare contro l’adul- ● PET (tomografia a emissione
● profilassi: insieme di precau- terazione degli alimenti in com- di positroni): esame radiologico
zioni volte a prevenire l’insorgere o mercio e contro il mancato rispetto che fa uso di sostanze radioattive
il diffondersi di una malattia; dell’igiene nei locali pubblici. inoculate nel paziente. Permette di
● screening: indagine sulla popo- ottenere immagini di sezioni di
lazione volta a individuare la fre- 3. La cura delle malattie organi evidenziando soprattutto
quenza di una determinata caratte- possibili masse tumorali e partico-
ristica (per esempio, una malattia Alla varietà delle malattie corri- lari processi metabolici in atto nel
o un’anomalia genetica); spondono esami clinici, farmaci e tessuto esaminato;
● igiene: ramo della medicina che metodi di cura (terapie) diversi. ● risonanza magnetica (MRI):
studia e applica i modi più opportu- tecnica radiologica basata sull’uti-
ni per conservare e migliorare la lizzo di campi magnetici, generati
salute sia dei singoli individui sia
a. Esami clinici nella parte del corpo in esame.
della collettività, operando special- Le metodologie utilizzate per dia- Permette di ottenere immagini in
mente in termini di prevenzione; gnosticare le malattie sono di di- sezione e tridimensionali con un
● vaccino: preparato che viene in- verso tipo: maggiore dettaglio anatomico ri-
trodotto nell’organismo per stimolar- ● anamnesi: indagine con la qua- spetto alla PET;
lo a produrre anticorpi specifici e ac- le il medico raccoglie notizie relati- ● endoscopia: esame di cavità
quisire così l’immunità rispetto alla ve alle abitudini di vita e alle malat- interne del corpo (come, per
malattia provocata dal virus o batte- tie contratte in passato del pazien- esempio, l’intestino e lo stomaco)
rio utilizzato nel preparato stesso; te e della sua famiglia, allo scopo attraverso una sonda che trasmet-
● vaccinazione: somministrazio- di fare una diagnosi corretta; te l’immagine su uno schermo.
ne di un vaccino per rendere un in- ● diagnosi: inquadramento e defi- Può essere usata anche durante
dividuo resistente a determinati nizione di una malattia attraverso l’esecuzione di interventi chirurgi-
microrganismi o virus; l’analisi dei sintomi, la visita del ci. Il suffisso -scopia indica, in
● virus: agente infettivo molto malato e gli esami strumentali e di generale, l’esame di un organo, at-
piccolo e semplice, formato da un laboratorio; traverso la sua osservazione. Per
involucro di proteine e una moleco- ● prognosi: previsione circa il de- esempio, epatoscopia è l’esame
la di materiale genetico. Può ripro- corso o l’esito clinico di una malat- del fegato;
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110 Lessico

PER MIGLIORARE IL TUO LESSICO


● esame istologico: esame della ta in particolare alla cura di alcuni nitaria, nel quale si provvede al ri-
struttura microscopica e ultrami- tipi di tumori; covero e alla cura dei malati;
croscopica dei tessuti organici, ● terapia con ultrasuoni: terapia ● reparto: ogni parte, dotata di
allo scopo di individuare eventuali basata sul ricorso a ultrasuoni uti- struttura e funzione propria, in cui è
formazioni tumorali. lizzati per la loro proprietà di gene- suddiviso un ospedale. Per esem-
rare calore (per esempio per la pio, reparto di maternità, reparto di
b. Farmaci e terapie frantumazione dei calcoli renali); neurologia, reparto di geriatria ecc.
● operazione chirurgica: inter- ● clinica: settore ospedaliero spe-
Numerose sono le sostanze con vento condotto su paziente non cu- cializzato in un ramo. Per esempio,
proprietà curative e le terapie uti- rabile con metodi farmacologici o clinica ortopedica, clinica chirurgi-
lizzate nella cura dei pazienti: terapie alternative. Viene effettuata ca. Comunemente, il termine indica
● farmaco: sostanza naturale o di da medici specialisti (chirurghi e un istituto ospedaliero privato;
sintesi che, grazie alle sue proprie- anestesisti) in sala operatoria, con ● ambulatorio: locale attrezzato
tà chimiche e fisiche, è in grado di ricorso ad anestesia generale (che per cure mediche che non richieda-
produrre effetti sull’organismo; comporta la perdita di conoscenza no una degenza ospedaliera;
● antibiotico: farmaco che uccide del paziente), locale (che interessa ● laboratorio di analisi: luogo at-
i batteri patogeni o ne impedisce la cioè solo una parte del corpo, come trezzato per eseguire analisi medi-
moltiplicazione; quella spinale, effettuata con una che (per esempio, del sangue, delle
● antiallergico: farmaco che com- iniezione a livello del midollo spi- urine);
batte o previene le reazioni allergi- nale) o con sedazione leggera (per ● pronto soccorso: reparto ospe-
che; semplici interventi di breve durata). daliero in cui si prestano le prime e
● antipiretico: farmaco che com- più urgenti cure;
batte la febbre; ● day hospital: struttura sanita-
● anestetico: farmaco che produ-
c. Medicine alternative ria in cui il paziente è trattenuto
ce l’abolizione parziale o totale Si tratta di metodi di cura diversi solo nelle ore diurne;
della sensibilità, generalmente uti- dalla medicina tradizionale, che la ● ambulanza: autoveicolo attrez-
lizzato per eseguire interventi chi- sostituiscono o che si affiancano zato per il trasporto e il primo soc-
rurgici; ad essa. I più conosciuti sono: corso di feriti e ammalati. L’elicot-
● posologia: indicazione delle dosi ● agopuntura: antico metodo te- tero attrezzato per simili presta-
e delle modalità di somministrazio- rapeutico cinese caratterizzato zioni si dice eliambulanza;
ne di un farmaco. dall’infissione di aghi sottili nel ● centro di riabilitazione: luogo
● indicazioni terapeutiche: indica- corpo in punti prestabiliti; in cui, con varie metodologie, si
zioni riguardanti l’uso di un farmaco. ● omeopatia: indirizzo terapeutico aiutano i pazienti a recuperare fun-
● controindicazioni: indicazione secondo il quale le malattie sono zioni o arti compromessi dalla ma-
della inopportunità o della perico- curabili somministrando ai malati lattia.
losità di un farmaco in situazioni e dosi minime di sostanze che nell’uo-
condizioni particolari; mo sano determinano sintomi simili; b. Personale medico e paramedico
● placebo: preparato di sostanze ● medicina olistica: indirizzo te-
inattive, utilizzato in sostituzione rapeutico che, valorizzando l'inte- ● medico di medicina generale
di un farmaco. È somministrato a razione tra il corpo e lo spirito, cer- o medico di base: medico con-
gruppi di individui, durante test per ca di mettere in armonia le dimen- venzionato con il Servizio Sanita-
sperimentare un nuovo farmaco, sioni emotive, sociali, fisiche e spi- rio Nazionale le cui prestazioni
per verificare eventuali differenze rituali della persona per stimolare sono pagate dallo Stato (nel lin-
con il gruppo a cui si somministra il processo di guarigione del pa- guaggio comune è detto medico
il nuovo preparato; ziente; della mutua o medico di famiglia);
● chemioterapia: cura, in partico- ● fitoterapia: cura che si basa sui ● pediatra di base: medico con-
lare dei tumori, basata su farmaci principi attivi contenuti nelle piante. venzionato con il Servizio Sanita-
che bloccano o rallentano la molti- rio Nazionale, che si occupa dei
plicazione cellulare; controlli periodici e della salute dei
4. Le strutture bambini dalla nascita all’adole-
● fisioterapia: terapia realizzata
mediante l’uso di mezzi fisici come
e il personale medico scenza;
calore, elettricità, ultrasuoni, mas- La crescente specializzazione ● medico del lavoro: medico che
saggi, con un fine generalmente ri- della medicina moderna ha com- si occupa di malattie connesse al
abilitativo; portato una divisione di ruoli tra lavoro e all’ambiente di lavoro, cer-
● psicoterapia: cura dei disturbi le persone addette alla cura delle cando, tra l’altro, di prevenire il
mentali e delle malattie psicoso- varie malattie. Queste persone loro insorgere.
matiche fondata sull’uso di tecni- (medici e paramedici) operano in ● medico fiscale: medico incarica-
che psichiche come la psicanalisi e luoghi e strutture diversi. to di controllare le malattie denun-
l’ipnosi; ciate da chi si assenta dal lavoro;
● radioterapia: terapia fondata ● ospedale: istituto pubblico o ● medico di guardia: medico che
sull'impiego di radiazioni, applica- privato destinato all’assistenza sa- effettua i turni – per esempio di
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Salute 111

PER MIGLIORARE IL TUO LESSICO


notte – per i servizi urgenti in ● tecnico di laboratorio: tecnico e programmazione in materia di
ospedali o ambulatori; paramedico che effettua le analisi assistenza sanitaria e di norme re-
● medico legale: medico che uti- del sangue, delle urine ecc. lative alla tutela della salute dei
lizza le sue conoscenze mediche ● tecnico radiologo: tecnico para- cittadini. È costituito da un com-
per reperire elementi utili a fini giu- medico che effettua le radiografie; plesso di funzionari e da un Mini-
ridici, specialmente in caso di mor- ● odontotecnico: tecnico specia- stro che li coordina.
ti violente o per cause sospette; lizzato nella costruzione di protesi ● Azienda Sanitaria Locale
● medico ospedaliero: medico dentarie; (ASL): struttura dipendente dalla
che esercita la propria professione ● infermiere: persona che assiste Regione di appartenenza, che
in un ospedale; il medico nella cura dei malati, in provvede ad assicurare l’assisten-
● chirurgo: medico che compie ospedali o in altri luoghi di cura. za sanitaria ai cittadini nel proprio
interventi chirurgici; Molto recente è la figura del dotto- ambito territoriale.
● medico specialista: medico re in scienze infermieristiche, auto- ● distretto sanitario: ciascuna
che presta il proprio servizio in un rizzato a praticare vere e proprie delle strutture in cui è suddivisa
determinato ramo della medicina. cure al paziente; ogni ASL.
Esempi: cardiologo, ginecologo, ● ostetrica: infermiera specializ- ● Azienda ospedaliera: ospeda-
oncologo, anestesista, ortopedico, zata nell’assistenza alle partorienti; le di rilievo nazionale o regionale,
radiologo, psichiatra ecc; ● capo sala: responsabile del la- costituito in azienda.
● odontoiatra: medico speciali- voro infermieristico in un reparto ● consultorio familiare: struttu-
sta in odontoiatria o dottore in ospedaliero. ra del distretto sanitario, dove è
odontoiatria, comunemente detto possibile effettuare gratuitamente
dentista; 5. Il Servizio Sanitario visite mediche e ricevere consigli
● primario: medico che dirige un relativi alla sessualità.
Nazionale
reparto ospedaliero; ● servizio tossicodipendenza
● direttore sanitario: soggetto Lo Stato Italiano tutela la salute (SerT): servizio pubblico specia-
preposto alla direzione di una dei cittadini attraverso enti e or- lizzato nella diagnosi, cura e riabi-
struttura sanitaria (ASL o Azien- gani di diverso livello, che com- litazione di persone con problemi
da ospedaliera); pongono il Servizio Sanitario Na- di tossicodipendenza.
● fisioterapista: tecnico parame- zionale. ● 118: numero telefonico gratuito
dico che cura i pazienti attraverso con il quale, in Italia, è possibile
le tecniche della riabilitazione fisi- ● Ministero della Salute: mini- chiedere un intervento urgente di
ca (ginnastica, massaggi ecc.); stero che svolge il ruolo di indirizzo mezzi di soccorso.

ESERCIZI
1 Scegli le parole dall’elenco completa le 2 Abbina le definizioni della prima colon-
seguenti frasi (Attenzione: l’elenco ha na con i termini della seconda.
un numero superiore di parole.)
Definizioni Termini
intossicazione, distorsione, ecografia, day hospital,
•raccolta di notizie sulle abitudini
medico fiscale, vaccinazioni, ricaduta, ambulanza, di vita del paziente e sulle malattie •profilassi
fisioterapista, NAS, ASL da lui contratte in passato
1. Per le occorre ri volgersi all’Uf ficio •ricerca e studio delle cause che •ecografia
Igiene che si tro va al primo piano della sede della provocano le malattie
. 2. Un intervento così lieve non richiede il •insieme di precauzioni che hanno
ricovero: lo si ef fettua in . 3. Franco, in •anamnesi
lo scopo di evitare l’insorgere
malattia per una f astidiosa influenza, ha rice vuto oggi la o il diffondersi di una malattia
visita del . 4. Per completare la riabilita- •posologia
zione dopo una br utta frattura, ho prenotato un ciclo di •previsione sul decorso di una malattia
sedute dal . 5. Dopo il rico vero di alcuni •indicazione delle dosi e delle modalità
clienti per da cibi guasti, quel ristorante è di somministrazione di un f armaco •prognosi
stato ispezionato da una squadra dei . 6. •esame diagnostico di un organo
Franco sembrava del tutto guarito dalla bronchite, ma ha interno effettuato con ultrasuoni •eziologia
avuto una . 7. Giocando a calcio, mi sono
procurato una alla caviglia sinistra. •molecola prodotta dall’organismo
per contrastare batteri e tossine •anticorpo
_Apertura MODULO 3•p 112-113 9-06-2011 11:36 Pagina 112

Modulo La forma delle parole:


la morfologia
3 La morfologia è la disciplina che descrive e analizza la forma delle
parole e le sue variazioni in rapporto alla funzione che esse svolgo-
no nel discorso. Tradizionalmente, le parole della lingua italiana,
come oggetto della morfologia, sono divise in nove categorie gram-
maticali, dette parti del discorso; cinque variabili nelle desinenze
(articoli, nomi, aggettivi, pronomi, verbi ) e quattro invariabili (avver-
bi, preposizioni, congiunzioni, interiezioni ). Conoscere la morfologia
e le norme che la regolano, significa saper analizzare e usare ade-
guatamente le parole per esprimersi in modo corretto.

Sapere Saper fare

Unità 1 L’articolo
Gli articoli: determinativi, indeterminativi, partitivi. Riconoscere le funzioni dell’articolo come determinante e
come marca del nome.
Forme. Usi. Usare correttamente gli articoli sul piano della forma (il, lo,
i, gli, uno/un ecc.) e delle funzioni logiche (per individuare,
precisare, generalizzare ecc.).

Unità 2 Il nome
I nomi: comuni e propri, concreti e astratti, individuali Analizzare e usare correttamente il nome in rapporto al
e collettivi. suo significato.
Il genere: maschile e femminile. Dal maschile al femminile. Usare correttamente i nomi, modificandone la forma in
Il numero: singolare e plurale. Dal singolare al plurale. rapporto al genere e al numero.
Nomi invariabili, difettivi e sovrabbondanti.
La formazione: nomi primitivi, derivati, alterati e composti. Manipolare, a scopo espressivo, la forma dei nomi
attraverso la derivazione, l’alterazione e la composizione.

Unità 3 L’aggettivo
Gli aggettivi qualificativi: forma, genere e numero; Usare opportunatamente gli aggettivi qualificativi per
concordanza con il nome, funzione e posizione. arricchire o precisare il significato del nome.
Aggettivi primitivi, derivati, alterati e composti. Manipolare la forma degli aggettivi per modificarne, preci-
sarne o ampliarne il significato.
I gradi dell’aggettivo: positivo, comparativo e Fare paragoni esprimendo uguaglianza, inferiorità,
superlativo. priorità, superiorità ecc.
Gli aggettivi determinativi: possessivi, dimostrativi, Usare opportunamente gli aggettivi determinativi per
identificativi, indefiniti, numerali, interrogativi ed esprimere le relazioni di possesso (mio, tuo, suo ecc.),
esclamativi. Forme e usi. posizione (questo, quello, codesto ecc.), quantità (poco,
molto, nessuno ecc.) e simili.

Unità 4 Il pronome
Il pronome o sostituente. Utilizzare adeguatamente i pronomi come sostituenti e
come elementi di collegamento all’interno del testo e come
determinanti.
I pronomi personali soggetto, complemento e riflessivi. Riconoscere i vari tipi di pronome e usarli correttamente
I pronomi possessivi, dimostrativi, identificativi, indefiniti, nelle loro diverse funzioni.
relativi e misti, interrogativi ed esclamativi. Individuare, correggere ed evitare errori nell’uso dei
pronomi personali (tu/te, egli/lui/esso, gli/loro ecc.),
indefiniti (alcuno, nessuno ecc.) e simili.
_Apertura MODULO 3•p 112-113 9-06-2011 11:36 Pagina 113

Sapere Saper fare

Unità 5 Il verbo
La flessione del verbo: persona, numero, tempo, modo, Riconoscere le informazioni che il verbo fornisce
aspetto. attraverso la sua flessione e usarle al meglio.
I modi e i tempi: indicativo, congiuntivo, condizionale e Distinguere il valore dei modi e tempi verbali e usarli
imperativo. adeguatamente: per esprimere realtà e certezza, possibilità
I modi e i tempi: infinito, participio e gerundio. e dubbio, supposizione e possibilità condizionata, ordini e
divieti. Usare correttamente le forme verbali indefinite,
con particolare riferimento al gerundio.
Il verbo secondo il significato: gli “argomenti” del verbo, i Analizzare e utilizzare correttamente i verbi dal punto di
verbi transitivi e intransitivi; la forma attiva, passiva e vista del funzionamento (transitivo o intransitivo) e della
riflessiva; i verbi impersonali. forma (attiva, passiva, riflessiva).

Gli ausiliari essere e avere. Usare correttamente i verbi ausiliari,


I verbi servili. I verbi fraseologici. servili e fraseologici.
Le tre coniugazioni regolari. Usare correttamente le forme verbali regolari e irregolari.
I verbi difettivi e sovrabbondanti. Consultare il dizionario per evitare errori
I verbi irregolari. nell’uso dei verbi.

Unità 6 L’avverbio
Gli avverbi e le locuzioni avverbiali. Riconoscere gli avverbi e la loro funzione testuale di
modificanti.
Gli avverbi di modo (bene, male ecc.), di tempo (ora, Usare gli avverbi per modificare, qualificandolo e determi-
sempre ecc.), di luogo (qui, là ecc.), di quantità nandolo, il significato di verbi e aggettivi. Usare adeguata-
(abbastanza, poco ecc.), di valutazione (certo, non, mente gli avverbi come connettivi testuali.
neppure ecc.) e di domanda (come? quando? ecc.)
I gradi dell’avverbio. L’alterazione dell’avverbio.

Unità 7 La preposizione
Le preposizioni come funzionali. Riconoscere le preposizioni e il loro ruolo di funzionali
relazionali e subordinanti.
Le preposizioni proprie (di, a, da ecc.) e improprie (sopra, Usare adeguatamente le preposizioni per mettere in
sotto ecc.). relazione le parole della frase o le frasi di un periodo
Le locuzioni prepositive (di fronte a ecc.). secondo precisi rapporti logici.

Unità 8 La congiunzione
Le congiunzioni come funzionali. Riconoscere le congiunzioni, il loro ruolo di funzionali e il
loro valore logico.
Le congiunzioni coordinanti (e, ma, o ecc.) Usare adeguatamente le congiunzioni per mettere in
Le congiunzioni subordinanti (perché, quando, se ecc.). relazione le parole nella frase e le frasi nel periodo.
Usare le congiunzioni come connettivi testuali.

Unità 9 L’interiezione
Le interiezioni e i loro diversi significati (ah, oh, ehi ecc.) Riconoscere le interiezioni e usarle adeguatamente
a scopo espressivo: per esprimere emozioni, sentimenti,
stati d’animo.

Come si fa l’analisi grammaticale: p. 114


Strumenti Tavole dei verbi irregolari: pp. 252 ss.
U.1 L'articolo•p 114-119 A 9-06-2011 11:37 Pagina 114

COME SI FA L’ANALISI GRAMMATICALE


Di particolare aiuto, nello studio delle parole come “par ti del discorso”, è l’ analisi
grammaticale (o analisi morfologica). Essa consiste:
 nel classificare le varie parole assegnando ciascuna di esse a una delle nove parti del
discorso;
 nell’indicare per ciascuna parola così classif icata tutte le sue caratteristiche morfolo gi-
che, cioè di for ma: genere, numero, tipo e simili per il nome, per l’aggetti vo ecc.; coniu-
gazione, modo, tempo, persona, numero, genere e simili per il verbo, e via dicendo.

Alla f ine dell’analisi di o gni parte del discorso se gnaleremo come si de ve fare l’analisi
grammaticale di ciascuna. Tieni però presente che:
 le forme verbali composte (per esempio: ho lodato, sarò lodato, sono stato lodato, è
partito) sono considerate, per l’analisi grammaticale, una sola parola;
 i comparativi degli aggettivi e degli avverbi formati con l’avverbio più (per esempio:
più comodo, più comodamente) sono considerati una sola parola;
 le preposizioni ar ticolate si considerano una sola parola sia che si presentino distinte
nelle loro componenti (preposizioni e ar ticolo: per i, tra le), sia che si presentino con le
loro componenti fuse insieme (allo, agli, delle ecc.);
 le particelle enclitiche unite ai v erbi vanno separate dal v erbo e analizzate separata-
mente da esso: amami = ama (verbo) e mi (pronome).

Ma ecco un esempio di analisi grammaticale:


Gli abitanti delle grandi città respirano spesso un’aria malsana e dannosa ai loro polmoni.

Gli articolo determinativo, maschile, plurale;


abitanti nome comune di persona, maschile, plurale, concreto;
delle preposizione articolata (formata da di + le);
grandi aggettivo qualificativo, femminile, plurale;
città nome comune di cosa, femminile, invariabile, concreto;

respirano verbo 1a coniugazione, modo indicativo, tempo presente,


3a persona plurale, transitivo, attivo.
spesso avverbio di tempo;
un’ articolo indeterminativo, femminile, singolare;
aria nome comune di cosa, femminile, singolare, concreto;
malsana aggettivo qualificativo, femminile, singolare;
e congiunzione coordinante copulativa;
dannosa aggettivo qualificativo, femminile, singolare;
ai preposizione articolata (formata da a + i);
loro aggettivo possessivo, maschile, plurale;
polmoni nome comune di cosa, maschile, plurale, concreto.
U.1 L'articolo•p 114-119 A 9-06-2011 11:37 Pagina 115

L’ARTICOLO Unità 1 115

1 L’articolo
L’articolo è la parte variabile del discorso che si premette al nome allo sco-
po di individuarlo e di inserirlo nel discorso:
Non trovo più il micio.

Funzioni. L’articolo, oltre a individuare e introdurre il nome, svolge altre funzio-


ni importanti:
 marca il genere e il numero del nome cui si accompagna, ribadendoli o se-
gnalandoli. Li ribadisce quando il nome già ri vela con la sua desinenza nume-
ro e genere: il lupo / i lupi; la lupa / le lupe. Li segnala, invece, quando il nome
non ha desinenza per esprimere genere e numero: il nipote / la nipote; il go-
rilla / i gorilla;
 permette di stabilire se la persona o la cosa indicate dal nome siano da in-
tendersi in senso preciso (“Ho chiamato il medico”) o in senso generico (“Ho
chiamato un medico”);
 premesso alle altre parti del discorso fa loro acquistare la funzione di nome:
“Tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare”; “Il domani è incerto”.
Classificazione. La lingua italiana presenta tre tipi di ar ticoli: gli articoli determina-
tivi, gli articoli indeterminativi e gli articoli partitivi.

1 L’articolo determinativo
L’articolo determinativo si premette a un nome per se gnalare che indica una
persona o una cosa ben precisa, distinta da tutte le altre:
Ho chiamato il medico.
Esso perciò si usa:
 per indicare qualcosa di ben noto a chi parla e a chi ascolta: “Hai visto il cane?”;
 per indicare qualcosa di cui si è parlato in precedenza: “Il nonno ha compera-
to una casa in collina, vicino a Torino. La casa è molto ampia e spaziosa”;
 con i nomi che indicano un’intera specie, classe o cate goria: “Il triangolo è
un poligono con tre lati e tre angoli”;
U.1 L'articolo•p 114-119 A 9-06-2011 11:37 Pagina 116

116 Modulo 3 MORFOLOGIA

 per indicare esseri o cose che sono unici: “ L’equatore taglia in due la sfera ter-
restre”; “Il sole brilla alto nel cielo”; “Il Piemonte confina a ovest con la Francia”.
L’articolo determinativo si accorda in genere e numero con il nome cui si rife-
risce e presenta forme diverse a seconda di come inizia la parola che lo se gue,
anche se non é il nome cui si riferisce ma, per esempio, l’aggetti vo che qualif i-
ca il nome (“lo zio, il bravo zio”)
maschile femminile

singolare il, lo la
plurale i, gli le
In particolare:
 per il maschile singolare e plurale si usano:
 le forme il e i davanti a parole che cominciano per consonante (eccetto x, y, z e
i gruppi consonantici gn, pn, ps, s + consonante): il cane, i cani;
 le forme lo e gli davanti a parole che cominciano:
– per vocale: in questo caso lo si apostrofa in l’ (l’albero); gli, invece, ormai
non si apostrofa più (“gli italiani” è certamente preferibile a “gl’italiani”);
– per h: anche in questo caso lo si apostrofa in l’, l’hotel, gli hotel;
– per s + consonante: lo straccio, gli stracci;
– per x e y: lo xilofono, gli xilofoni; lo yogurt, gli yogurt;
– per gn: lo gnomo, gli gnomi;
– per z: lo zaino, gli zaini;
– per pn e ps: lo pneumatico, gli pneumatici; lo psicologo, gli psicologi. Nel-
l’uso vivo della lingua, però, sono or mai entrate anche le for me “il pneumati-
co” e “i pneumatici”;
– per i + vocale (cioè per i semiconsonante): lo Ionio; lo iettatore, gli iettatori;
lo iugoslavo, gli iugoslavi;
 per il femminile singolare e plurale rispettivamente le forme la e le davanti
a tutte le parole: la ragazza, le ragazze. La forma la si apostrofa in l’ davanti a
parole che iniziano per v ocale, ma non davanti a i + vocale: l’amica, l’eredità,
l’isola; la ionosfera, la Iugoslavia. La forma le, invece, non si elide or mai più:
le isole, le erbe.

2 L’articolo indeterminativo
L’articolo indeterminativo introduce il nome cui si riferisce lasciandolo su un
piano di genericità e di indeterminatezza:
Ho chiamato un medico.
Esso perciò si usa:
 per indicare una persona o una cosa che vengono nominate per la prima vol-
ta: “C’era una volta un re, che viveva in un castello. Un giorno il re ricevette la
visita di un cavaliere”;
 per indicare una persona o una cosa qualsiasi, una fra tante, che non ser ve
precisare: “Prendi una racchetta e vieni a giocare con me”;
 per indicare una persona o una cosa che chi parla non intende ulterior mente
precisare o qualificare: “Vado al cinema con un amico”;
 per indicare sia una intera specie sia un singolo elemento di quella
specie:“Uno squalo (= non uno dei tanti squali, ma tutti gli animali di tale spe-
U.1 L'articolo•p 114-119 A 9-06-2011 11:37 Pagina 117

L’ARTICOLO Unità 1 117


cie) non si può addomesticare”; “ Al largo dell’isola è stato a vvistato uno
squalo (= un esemplare di squalo)”.
L’articolo indeterminativo ha soltanto il singolare, maschile e femminile, e
presenta forme diverse a seconda di come inizia la parola che lo segue:
maschile femminile

singolare un, uno una


In particolare:
 per il maschile singolare si usa:
PER NON SBAGLIARE
 la forma un davanti a parole inizianti con una voca-
le o con una consonante di versa da x, y, z e dai grup- Un errore da evitare
pi gn, pn, ps, s + consonante: un allievo, un cane, un Come abbiamo precisato trattando
ottimo strumento; dell’elisione e del troncamento, l’ar-
ticolo indeterminativo maschile sin-
 la forma uno davanti a parole inizianti per x, y, z, golare un rappresenta una forma
per i g ruppi consonantici gn, pn, ps, s + consonante tronca e non la forma elisa di uno. Di
conseguenza un non deve mai es-
o per i + vocale : uno sceicco, uno pneumatico, uno sere apostrofato: “un anno (non:
psichiatra, uno gnomo, uno zio, uno strumento, uno un’anno)”; “un altro ragazzo” (non:
iettatore. Ormai, però, accanto a “uno pneumatico” si un’altro ragazzo).
è diffusa anche la forma “un pneumatico”;
 per il femminile singolare si usa:
 la forma una davanti a tutte le parole: una ragazza, una scena, una iena. Se è
seguito da v ocale, una può essere eliso in un’ (un’inchiesta, un’amica), ma è
sempre più frequente la for ma senza elisione (una inchiesta, una amica).
L’articolo indeterminativo, per la sua stessa natura di deri vato del numerale
uno, non ha il plurale. Al plurale lo sostituiscono l’aggettivo indefinito plura-
le “alcuni/alcune” oppure il plurale de gli articoli partitivi “dei/degli/delle” op-
pure l’ “articolo zero”cioé l’assenza dell’articolo:

Ho comprato alcuni giornali e alcune riviste.


Ho comprato un giornale e una rivista Ho comprato dei giornali e delle riviste.
Ho comprato giornali e riviste.

3 L’articolo partitivo
L’articolo partitivo indica una par te imprecisata dell’entità (cosa o g ruppo
di individui, animali o cose) designata dal nome:
Nel parco abbiamo visto un leone e degli elefanti.
Esso è formato dall’unione della preposizione di con l’articolo determinativo:
maschile femminile

singolare del, dello della


plurale dei, degli delle

Al singolare equivale a “un po’ di”:


In cucina è rimasto solo del latte (= un po’ di latte).
U.1 L'articolo•p 114-119 A 9-06-2011 11:37 Pagina 118

118 Modulo 3 MORFOLOGIA


Al plurale, invece, equivale a “alcuni, alcune, qualche” e sostituisce il plurale
dell’articolo indeterminativo “un” che non esiste:
Ho fatto dei brutti sogni (= alcuni brutti sogni).
L’articolo partitivo è ritenuto da alcuni g rammatici una forma non del tutto cor ret-
ta, perché ricalca una costruzione della lingua francese. Al suo posto, essi suggeri-
scono di usare:
 il nome da solo (o ar ticolo zero): “Sul tavolo del soggiorno ci sono panini e
biscotti” (invece che “dei panini e dei biscotti”);
 un aggettivo indef inito: “Dalla strada alcuni ragazzi chiamano Andrea” (invece
che “dei ragazzi”);
 un’opportuna espressione sostitutiva: “C’è ancora un po’ di aranciata?” (inve-
ce che “dell’aranciata?”).
In particolare, il partitivo è senz’altro da e vitare quando il nome è introdotto dalle
preposizioni a, con, per, su. Così, invece di: “Ho parlato di te a degli amici”, è op-
portuno dire: “Ho parlato di te ad alcuni amici”.

Usi particolari dell’articolo


L’articolo con i nomi propri contrato i Rossi” (= la famiglia Rossi a taluni discriminanti nei confronti
e i cognomi oppure i coniugi Rossi). delle donne, perché i cognomi ma-
schili normalmente sono citati senza
Di norma, i nomi propri rifiutano
L’articolo con i cognomi articolo e senza nome.
l’articolo: “Carlo ha litigato con Ma- di personaggi famosi
ria”; “Fido dorme nella sua cuccia”. L’articolo con i titoli onorifici e
Nelle parlate regionali dell’Italia set- Con i cognomi di illustri personag-
gi della letteratura, della storia, del- professionali seguiti da un nome
tentrionale, i nomi propri, special- proprio
mente femminili, vengono fatti prece- l’arte, della scienza e dello spettaco-
dere dall’articolo determinativo: “Ho lo, le modalità consacrate dall’uso
hanno per lo più imposto l’articolo: “il Con i titoli onorifici e professionali
incontrato la Paola”; “Telefona al-
Petronio, l’Ariosto, il Cellini, il Gali- seguiti da un nome proprio, l’articolo è:
l’Antonio”. Si tratta, comunque, di un
lei, il Brunelleschi”. La tendenza at-
uso che deve essere limitato al lin-
tuale, invece, è quella di omettere  obbligatorio con titoli come signo-
guaggio familiare. re, signora, dottore, professore, inge-
I nomi propri, però, richiedono l’arti- l’articolo per i personaggi novecente-
schi e contemporanei (“Moravia, gnere, avvocato, principe, regina: “il
colo quando sono preceduti da un signor Bianchi, l’ingegner Antonio
nome comune indicante titolo nobi- Sciascia, Morandi, Guttuso, Fleming,
Maradona, Tabucchi, Eco”) e, sempre Consolandi, il principe William”;
liare o professionale (“il principe
Carlo”, “il dottor Antonio”) o da un più spesso, anche per i personaggi  facoltativo con titoli come re, pa-
aggettivo (“Il pestifero Pierino ha dei secoli passati: “Petrarca, Ariosto, dre, papa: “papa Giovanni XXIII / il
colpito ancora”). Cellini, Manzoni, Garibaldi, Verga, papa Giovanni XXIII; padre Cristofo-
Hugo, Balzac, Dickens, Verdi”. ro / il padre Cristoforo”;
Con i cognomi l’articolo:
L’articolo è sentito come necessario  assente con i titoli come san, san-
 si omette, di norma, se il cognome davanti al cognome delle donne, to, don, donna, fra, suora: “san Fran-
indica un uomo: “Ieri, al bar, ho incon- italiane e straniere, in funzione di de- cesco, don Abbondio, fra Cristoforo,
trato Bianchi”; terminante del sesso della persona: donna Assunta, suor Vincenza”;
“La Morante (= la scrittrice Elsa Mo-
 tradizionalmente, si usa quando il
rante) ha scritto anche fiabe”; “La  assente con i titoli onorifici com-
cognome si riferisce a una donna, per
Nannini (= la cantante Gianna Nanni- posti da un aggettivo possessivo e
segnalare che si tratta appunto di
ni) ha tenuto un concerto a Bologna”. un nome al singolare: “Sua Santità,
una donna e non di un uomo: “Come
Invece dell’articolo, per far capire che Vostra Eccellenza, Sua Signoria, Vo-
insegnante di matematica abbiamo la
si parla di una donna, si può premet- stra Altezza Reale”. L’articolo inve-
Moretti” (ma vedi il punto seguente);
tere al cognome il nome (“Elsa Mo- ce è necessario quando questi titoli
 si usa quando il cognome indica rante ha scritto anche fiabe”). En- sono usati al plurale: “Le Loro Altez-
un’intera famiglia: “Nell’atrio ho in- trambe le soluzioni, però, sono parse ze Reali, Le Loro Signorie”.
segue
U.1 L'articolo•p 114-119 A 9-06-2011 11:37 Pagina 119

L’ARTICOLO Unità 1 119

L’articolo con i nomi di con lo stesso suono. Perciò, per de- derata come una v e quindi si è ormai
parentela cidere quale articolo premettere al diffusa la forma “il whisky, il western, il
nome straniero, bisogna tener conto week-end”. Con l’articolo indetermina-
Davanti ai nomi indicanti parentela non della grafia del nome ma della tivo, poi, le forme “un whisky, un we-
l’articolo determinativo e l’articolo sua pronuncia. Così, si dice “lo cha- stern, un week-end” sono normali.
indeterminativo si usano normalmen- let, uno champagne, lo show, lo
te come davanti a tutti i nomi comuni: shampoo” (come “lo sciame”), ma “il I casi di omissione dell’articolo
“il padre, una madre, gli zii, la zia, il chador” (come “il ciarlatano”) e “il
cognato”. L’articolo determinativo, jet, il jazz” (come “il giallo”).
però, in genere non si usa quando i L’articolo, determinativo o indeter-
Con le parole inizianti per h bisogna minativo, non si usa:
nomi di parentela sono preceduti da
un aggettivo possessivo al singo- distinguere:
 nelle enumerazioni, soprattutto se
lare: “mio padre”, “tua madre”, “sua  in quelle francesi e spagnole l’h si vuole rendere più rapido il discor-
sorella”, “nostro cognato”, “vostra iniziale è per lo più muta come in ita- so: “L’aereo sorvola città, laghi,
zia”. Tuttavia esso si usa: liano e quindi non riserva sorprese: monti, mari e isole”;
 se il nome di parentela è al plura- “l’hidalgo”; “l’hotel / gli hotel”);
le: “i miei zii”;  nelle frasi negative: “Non c’è più
 in quelle inglesi e tedesche l’h ini-
vino”;
 se il nome di parentela è precedu- ziale è una vera e propria consonante
to dal possessivo loro: “la loro zia”; aspirata: perciò bisognerebbe scrive-  in molte espressioni indicanti luo-
re e dire “lo humour, lo hobby, lo han- go: “stare in casa”, “vivere in cam-
 se il nome di parentela è precedu- dicap”, anche se ormai sono più dif- pagna”, “andare a teatro” ecc.
to da un aggettivo qualificativo: “la fuse la grafia e la pronuncia italianiz-
mia cara zia”; zate “l’ humour, l’ hobby, l’ handicap”.  in molte espressioni indicanti
 se il nome di parentela è un nome modo o mezzo: “a piedi”, “in bici-
Anche con le parole inizianti per w cletta”, “in treno”, “senza fretta”,
composto con prefisso o suffisso: “il bisogna distinguere:
tuo bisnonno”, “la nostra sorellastra”; “in fretta”, “di corsa”, “con calma”,
 in quelle tedesche, la w iniziale “con appetito” ecc.;
 se i nomi di parentela sono di tipo corrisponde, nella pronuncia, alla
affettivo o sono dei diminutivi: “il nostra v e quindi si dice “il würstel /  nelle espressioni in cui il signifi-
mio babbo”, “la mia mamma”; “il mio un würstel; cato di un nome è limitato da quello
fratellino”. di un altro: “abito da cerimonia”,
 in quelle inglesi, invece, la w iniziale “camera da letto”;
L’articolo con i nomi stranieri è una semiconsonante corrispondente
alla nostra u di “uomo” e “uova” e  in talune espressioni formate da un
Con i nomi stranieri si usa, in gene- quindi si dovrebbe scrivere e dire verbo e da un nome strettamente uni-
rale, l’articolo che si userebbe da- “l’whisky, l’western, l’week-end”; essa, ti: “avere sonno”, “avere sete”,
vanti a un nome italiano iniziante però, in italiano viene per lo più consi- “prendere congedo”, “fare pietà” ecc.

ANALISI GRAMMATICALE: L’ARTICOLO


Fare l’analisi grammaticale dell’articolo significa stabilirne:
1 la funzione: determinativo, indeterminativo o partitivo;
2 il genere: maschile o femminile;
3 il numero: singolare o plurale.

Ho letto il libro di Paolo.


il articolo determinativo, maschile, singolare.

Ho fatto dei brutti sogni.


dei articolo partitivo, maschile, plurale, composto dalla preposizione di e dall’articolo i.

Ho letto una bella fiaba.


una articolo indeterminativo, femminile, singolare.
•EXE m3•01•Articolo•p 120-125 9-06-2011 11:39 Pagina 120

Esercizi
L’articolo determinativo e indeterminativo: le forme
1 individuazione Nelle seguenti frasi individua tutti gli articoli, sottolineando in rosso i
determinativi e in blu gli indeterminativi. Attenzione: una frase non contiene articoli!
[Gli articoli determinativi sono 12 e quelli indeterminativi 6.]
1. Da quest’anno, anche la nostra scuola è dotata di un accogliente bar interno. 2. L’appuntamento è per le otto di
domani sera, in piazza Roma: non lo dimenticare. 3. La sorella di Andrea è una ragazza davvero simpatica. 4. Non le
ho ancora detto niente, ma sono sicuro che accetterà con entusiasmo la mia proposta. 5. Il fandango è una tipica danza
andalusa che si esegue con l’accompagnamento di chitarra e nacchere. 6. Se vuoi avere la possibilità di collegarti a
Internet, devi acquistare un modem nuovo. 7. Quella di ieri sera è stata una delle partite più appassionanti cui abbia
mai assistito. 8. Anche oggi non ho sentito la sveglia e ho dovuto fare una gran corsa per riuscire ad arrivare in orario.
9. Le abbondanti nevicate dei giorni scorsi hanno causato la chiusura di alcuni passi alpini. 10. Alla festa di stasera
andrei volentieri in jeans e maglietta, ma la mamma insiste perché indossi un abito più elegante.

2 individuazione Nel seguente brano individua tutti gli articoli, sottolineando in rosso i
determinativi e in blu gli indeterminativi. [Gli articoli determinativi sono 6 e quelli indetermi-
nativi 4.]
Anche quel giorno, nel tardo pomeriggio, Walter si incamminò per il viale in salita. Quando ebbe raggiunto l’Hotel
Excelsior andò a sedersi come sempre a un tavolino del caffè e vi rimase a lungo contemplando ora il panorama, ora
l’ambiente che lo circondava. Non lontano dal porto, gli dava tuttavia le spalle con indifferenza, e quelle salette rivestite
di damasco, quell’ampia terrazza dalla balaustra di marmo sembravano a Walter l’avamposto di un mondo più nobile e
sereno, per sua natura sottratto a qualsiasi preoccupazione materiale. Signori del luogo, turisti, ufficiali di vascello,
splendidi nelle loro uniformi, sorseggiavano chi un liquore, chi una tazza di tè. (da P. Capriolo, Il nocchiero, Feltrinelli)

3 inserimento Premetti ai seguenti nomi l’articolo determinativo opportuno.

1. Io zucchero; 2. bosco; 3. sconto; 4. esperienza; 5. iodio; 6. elicottero;


7. onore; 8. strada; 9. psicologo; 10. specchio; 11. scelta; 12. alba;
13. scolaro; 14. zoo; 15. sgabello.

4 inserimento Premetti ai seguenti nomi l’articolo indeterminativo opportuno.

1. l’ automobile; 2. orso; 3. psicodramma; 4. scoglio; 5. emozione; 6. ordi-


ne; 7. attesa; 8. aereo; 9. tasto; 10. aquila; 11. gnu; 12. xenofobo;
13. zia; 14. anguria; 15. svantaggio.

5 inserimento Premetti ai seguenti nomi l’articolo opportuno, scegliendolo tra quelli pro-
posti fra parentesi.
1. (il, lo) zainetto; 2. (i, gli) esperimenti; 3. (i, gli) pennarelli; 4. (un, un’) istantanea; 5. (un, un’) amplificatore;
6. (la, l’) aranciata; 7. (la, l’) iella; 8. (il, lo) psichiatra; 9. (il, lo) yogurt; 10. (un, uno) strumento; 11. (un, un’) assem-
blea; 12. (il, lo) gnomo; 13. (il, lo) graffio; 14. (un, uno) scatolone; 15. (un, un’) artigiano.
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L’ARTICOLO Unità 1 121

6 correzione Le seguenti frasi (attenzione: non tutte!) presentano scorrettezze o impro-


prietà nell’uso degli articoli. Individua gli errori e scrivi la forma corretta.

1. La professoressa Conti è un insegnante molto precisa. un’insegnante 2. Lo iodio è un elemento chimico presen-
te nelle acque marine. 3. Lo zio è un’esperto di computer. 4. Il cliente insistette
per ottenere un sconto maggiore. 5. Luca vuol fare il stopper, non l’ala destra. 6.
È stata un interrogazione molto impegnativa. 7. Vedrò di chiarirtelo con un’esempio.
8. Il scudo era un elemento fondamentale nell’armatura dei cavalieri medievali.
9. Andrea vorrebbe un’altro gelato. 10. Lo incidente è stato causato da un’imprudenza.

7 produzione Scrivi sul quaderno: a) due frasi contenenti un articolo determinativo cia-
scuna; b) due frasi contenenti due articoli determinativi ciascuna; c) una frase contenente due
articoli determinativi e un articolo indeterminativo.

8 produzione Scrivi sul quaderno: a) due frasi contenenti un articolo indeterminativo


ciascuna; b) due frasi contenenti due articoli indeterminativi ciascuna; c) una frase contenen-
te due articoli indeterminativi e un articolo determinativo.

L’articolo determinativo e indeterminativo: la funzione


9 competenza semantica Chi scrive sceglie l’articolo determinativo o l’articolo indeterminativo a
seconda di ciò che vuole dire e dell’effetto che si propone di ottenere. Nel seguente brano gli
articoli determinativi e indeterminativi sono stati evidenziati in corsivo: spiega oralmente
perché l’autore ha usato ora gli uni ora gli altri.
Una volta c’era una povera vedova che aveva un figlio maschio, e andavano in cerca di lavoro. Per strada, il figlio tirava
pietre agli uccelli, e ne prendeva. Alla sera, si fece scuro vicino a una montagna. Il figlio accese il fuoco e disse alla
madre: “State qui e cuocete questi uccelli, che io vado a vedere se ne prendo qualcun altro”. S’allontanò per la campa-
gna ed arrivò in un posto dove c’era una statua. Questa statua aveva in mano una corda, e sotto i piedi aveva delle let-
tere che dicevano: “Chi piglierà questa corda e se la metterà alla cintola, avrà una forza che nessuno lo vincerà mai”. Il
ragazzo prese la corda e se la legò alla cintola. Subito si sentì addosso una forza tale che afferrò un albero e lo strap-
pò con le radici e tutto. (da Fiabe italiane raccolte e trascritte da I. Calvino, Einaudi)

10 individ./comp. semantica Esegui le stesse operazioni dell’esercizio 9 su questo articolo di giornale.


Prima, però, dovrai individuare da solo gli articoli determinativi e indeterminativi presenti
nel brano. [Gli articoli determinativi sono 7 e quelli indeterminativi 3.]
Brutta avventura lunedì scorso per due pescatori di Jesi. I due uomini erano intenti a trasportare a strascico un gros-
so tonno appena pescato quando si sono accorti che vicino alla loro barca si aggirava uno squalo bianco lungo circa sei
metri. Dopo un primo momento di incertezza, i due pescatori hanno cercato di allontanare lo squalo con forti colpi di
remi, ma il pescecane ha reagito attaccando furiosamente la barca. A quel punto i due uomini si sono dati alla fuga
verso la costa. (da “Corriere della Sera”, 2 agosto 2001)
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122 Modulo 3 MORFOLOGIA

11 competenza semantica In ciascuna delle seguenti frasi è stato evidenziato in corsivo un articolo.
Spiega oralmente perché, volta per volta, è stato usato proprio l’articolo determinativo e non
quello indeterminativo o viceversa.
1. Sabato prossimo Laura partirà per una vacanza studio in Inghilterra. 2. Sabato prossimo Laura partirà per la vacan-
za studio organizzata dalla scuola. 3. Il portiere ha chiamato per avvisare che è arrivata una raccomandata: scendi tu
a ritirarla? 4. Finalmente è arrivata la raccomandata che tanto aspettavo! 5. Ho studiato tutto il pomeriggio con un
ragazzo della III E. 6. Andrò in vacanza con il ragazzo che ti ho presentato ieri. 7. Luca ha prestato a Giorgia un CD di
musica classica. 8. Luca ha prestato a Giorgia il CD che gli aveva richiesto. 9. Salvare un file non è certo un’opera-
zione difficile. 10. Ricordati sempre di salvare il file che stai usando, prima di chiuderlo.

12 competenza semantica Nelle seguenti frasi gli articoli determinativi sono stati evidenziati in cor-
sivo. Spiega oralmente perché, volta per volta, è stato usato proprio l’articolo determinativo e
non quello indeterminativo.
1. Il signore distinto che abbiamo appena incrociato è il papà di Simone. 2. Il preside ha concesso la sua autorizzazio-
ne per la festa di fine anno. 3. La betulla è un albero facilmente riconoscibile per la caratteristica corteccia bianca.
4. Paolo mi ha restituito il CD che gli ho prestato la settimana scorsa. 5. La cattedrale di Chartres è famosa per le sue
magnifiche vetrate. 6. Marco ha iniziato un corso per imparare a guidare il deltaplano. 7. La Polizia è stata avvertita da
alcuni passanti. 8. Lucia non ha ancora ricevuto la cartolina che le ho spedito dal mare. 9. Oslo è la capitale della
Norvegia. 10. Ricordati che per andare in motorino è indispensabile il casco.

13 competenza semantica Nelle seguenti frasi gli articoli indeterminativi sono stati evidenziati in
corsivo. Spiega oralmente perché, volta per volta, è stato usato proprio l’articolo indetermina-
tivo e non quello determinativo.
1. Ti andrebbe un gelato? 2. Dopo cena Franco non guarda mai la televisione: preferisce incontrarsi con gli amici o leg-
gere un buon libro. 3. È vero: sono uscito con una ragazza della III E, ma non era Claudia. 4. Per le prossime vacanze
sto pensando a una meta esotica. 5. Dopo l’ennesimo furto il papà ha deciso di acquistare un cane. 6. Andrea sa usci-
re dalle situazioni più imbarazzanti con una semplice battuta di spirito. 7. Tutankamon fu un grande faraone egiziano.
8. Questa sera ho un impegno, ma domani sono libero. 9. Prendi una sedia e siediti qui, accanto a me. 10. Nel giardino
della villa si poteva ammirare una quercia secolare.

14 produzione Per ognuna delle seguenti coppie di frasi, inventa e scrivi sul quaderno un
contesto adeguato.
1. Ho visto un film./Ho visto il film. Ieri sera non sono uscito e ho visto un film alla televisione./Non ho letto il libro,
ma ho visto il film che ne è stato tratto. 2. Luca ha appena finito l’esercizio./Luca ha appena finito un esercizio. 3. Non

dimenticare di portare il maglione./Non dimenticare di portare un maglione. 4. Nel piazzale è parcheggiata l’auto./Nel
piazzale è parcheggiata un’auto. 5. Laura ha prestato il romanzo./Laura ha prestato un romanzo. 6. Volevo comprare il
regalo./Volevo comprare un regalo. 7. I bambini giocano con il pallone./I bambini giocano con un pallone. 8. Per vener-
dì è previsto lo sciopero./Per venerdì è previsto uno sciopero. 9. Ho appena stilato la lista./Ho appena stilato una lista.

15 completamento Dal seguente brano sono stati eliminati tutti gli articoli. Reinseriscili, stan-
do attento a scegliere quelli (determinativi o indeterminativi) più opportuni. [Gli articoli
determinativi sono 8 e quelli indeterminativi 6.]

Quando fu in cima alla salita, si fermò un attimo a prendere fiato e a guardarsi intorno. Non si vedeva anima viva: tutto
era tranquillo e immobile. Persino neve che cadeva dava certa impressione di immobilità. Guardò in
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L’ARTICOLO Unità 1 123


fondo alla strada a tutto quel bianco intatto e poi guardò propri piedi affondare nella neve e sentì lieve
scricchiolio dei passi. Si voltò a guardare proprie impronte. Affascinanti. Era primo che percorreva quel-
la strada oggi. Non c’era neppure impronta di cane o di scoiattolo o segno di
uccello. Proseguì su quella soffice e silenziosa neve e senso di pace cominciò a invaderlo rendendogli
passo più leggero e più facile. (da H. Selby Jr., Canto della neve silenziosa, Feltrinelli)

16 produzione Scrivi sul quaderno una frase per ciascuno dei seguenti casi.

1. Una frase in cui l’articolo fa capire che la cosa indicata dal nome è da considerarsi in senso preciso e non generico.
Non ho ancora svolto la ricerca che mi è stata assegnata.
2. Una frase in cui l’articolo fa capire che l’animale indicato dal nome è da considerarsi in senso generico.
3. Una frase in cui l’articolo serve a indicare una persona che non si intende ulteriormente precisare.
4. Una frase in cui l’articolo serve a ribadire il genere del nome cui si accompagna.
5. Una frase in cui l’articolo serve a ribadire il numero del nome cui si accompagna.
6. Una frase in cui l’articolo serve a segnalare il genere del nome cui si accompagna perché la desinenza di quest’ul-
timo non permette di farlo.

L’articolo partitivo
17 individuazione Nelle seguenti frasi sottolinea tutti gli articoli partitivi. [Gli articoli partitivi
sono 13.]
1. Sono ancora disponibili dei biglietti per la finale del torneo di Wimbledon. 2. Per ottenere un rinvio dell’assemblea
di domani, occorrono dei validi motivi. 3.Tra le rovine del castello spuntavano dei fiori di intenso colore. 4. Quando vai
al supermercato, compra anche del formaggio fresco e del prosciutto cotto. 5. Da Filippo mi sarei aspettata un inco-
raggiamento, non delle critiche immotivate. 6. In molti mi hanno chiesto delle informazioni su di te. 7. Solo quando ha
visto uscire del fumo dalla cucina, Valeria si è ricordata dell’arrosto. 8. Se hai ancora fame, guarda nello zaino del papà:
dovrebbero essere rimasti dei panini e del cioccolato. 9. In gita abbiamo conosciuto dei ragazzi molto simpatici. 10. Ci
vorrà del tempo per poter rilevare dei miglioramenti significativi.

18 individuazione Nel seguente brano sottolinea tutti gli articoli partitivi. [Gli articoli partitivi
sono 5.]
In una giornata d’inverno, delle formiche stavano facendo asciugare dei chicchi di grano che si erano bagnati. Una cicala
affamata venne a chiedere del cibo. E le formiche risposero: “Perché durante l’estate non hai fatto delle provviste?”.
“Non avevo tempo” rispose la cicala, “dovevo cantare le mie canzoni”. Quelle allora le risero in faccia. “Ebbene” le dis-
sero, “se d’estate hai cantato, adesso che è inverno, balla!”. La favola mostra che in qualsivoglia situazione chi vuole
evitare dei rischi non deve essere negligente. (da Esopo, Le più belle favole, Mondadori)

19 completamento Completa le seguenti frasi, inserendo negli spazi vuoti l’articolo partitivo
opportuno.

1. Ieri, in gelateria, ho incontrato degli amici di Luca. 2. Marta, per favore, vai a chiedere gesso al bidello.
3. Devono esserci errori: i conti non tornano. 4. Poco prima di arrivare al rifugio, abbiamo avvistato uno
stambecco e marmotte. 5. Se avete dubbi, non esitate a chiedere chiarimenti. 6. Ci vuole
coraggio per tuffarsi dal trampolino più alto. 7. Come dolce, abbiamo cassata e
mousse al cioccolato. 8. Ogni mattina faccio lunghe passeggiate in riva al mare. 9. Per domani abbiamo
solo frasi di inglese e un problema di geometria. 10. Se hai sete, in frigo c’è ancora aranciata.
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124 Modulo 3 MORFOLOGIA

20 riscrittura Riscrivi le frasi dell’esercizio 19, modificandole in modo da non utilizzare più
l’articolo partitivo.
Es.: Ieri, in gelateria, ho incontrato alcuni amici di Luca.

21 produzione Scrivi sul quaderno una frase per ognuno dei seguenti nomi: ogni nome deve
essere preceduto da un articolo partitivo.

1. cartoline Guarda sul tavolo: ci sono delle cartoline per te. ; 2. latte; 3. soldi; 4. cantanti; 5. caffè; 6. magliette;
7. tempo; 8. messaggi; 9. problemi; 10. peperoncino.

22 competenza semantica In un negozio di dischi entrano sette clienti e ciascuno di essi esprime in
modo diverso la sua richiesta al commesso. Leggi attentamente le diverse richieste e spiega
oralmente il significato di ciascuna di esse, illustrando le intenzioni di ciascun cliente.
1. Vorrei un CD. 2. Vorrei il CD. 3. Vorrei dei CD. 4. Vorrei questo CD. 5. Vorrei i CD. 6. Vorrei CD e musicassette.
7. Vorrei il mio CD.

23 gioco linguistico Rintraccia ed evidenzia nel seguente schema tutti gli articoli presenti. [Sono
presenti: un, uno, una, la, lo, le, gli, del, dei.]

Usi particolari dell’articolo


24 correzione Nelle seguenti frasi individua e cancella la forma che contiene un uso scor-
retto o improprio dell’articolo.
1. Anche quest’anno andremo in vacanza con i Molteni/con Molteni: sono un famiglia davvero simpatica. 2. Il
Paolo/Paolo è stato nominato capitano della squadra di calcio della scuola. 3. Ieri sera sono andato al cinema con la
Claudia/Claudia. 4. Il piccolo Matteo/Piccolo Matteo è un bel bambino dagli occhi azzurri. 5. Il dottor Sormani/Dottor
Sormani è il nostro nuovo medico di famiglia. 6. Il don Sergio/Don Sergio è partito ieri con i ragazzi dell’oratorio per un
campeggio in Valtellina. 7. La regina Vittoria/Regina Vittoria regnò sull’Inghilterra per oltre sessant’anni. 8. L’architetto
Ronzoni/Architetto Ronzoni ha presentato il suo progetto per il nuovo palazzo comunale. 9. Il Franco/Franco e la
Silvia/Silvia si sono offerti volontari per l’interrogazione di domani.

25 correzione Nelle seguenti frasi individua e cancella la forma che contiene un uso scor-
retto dell’articolo.
1. Luca va spesso allo stadio con il suo zio/con suo zio. 2. Salutami il tuo fratello/tuo fratello. 3. A settembre il mio fra-
tellino/mio fratellino inizierà ad andare alla scuola materna. 4. Marco mi ha presentato la sua bisnonna/sua bisnonna.
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L’ARTICOLO Unità 1 125


5. I miei zii/Miei zii possiedono una bella casa nella campagna toscana. 6. Ha forse telefonato la mia sorella/mia sorel-
la? 7. Prima di partire per le vacanze, Anna e Paolo sono passati a salutare la loro nonna/loro nonna. 8. Ho scoperto
solo ieri che il tuo padre/tuo padre e il mio sono colleghi. 9. La mia zia/Mia zia abita nell’appartamento sopra il nostro.
10. La mia cara zia/Mia cara zia mi fa sempre tanti regali.

26 completamento Osserva la seguente vignetta e inserisci l’articolo mancante.

“E se quando eliminano
smog non ci piace
quello che vediamo?”

(da “La Settimana Enigmistica”, 30 giugno 2001)

27 completamento Completa le seguenti frasi inserendo l’articolo opportuno (determinativo


o indeterminativo).

1. Ho ordinato un hamburger e delle patatine fritte. 2. Prima di uscire, mi farò shampoo. 3. Luca ama
jazz. 4. Non dimenticare di acquistare champagne per la festa di stasera. 5. hall dell’albergo era molto
affollata. 6. Questo non è certo habitat adeguato per un orso polare. 7. Mi presteresti walkman?
8. A gennaio passerò sicuramente weekend in montagna. 9. hotel di Venezia sono in genere molto cari.

28 competenza semantica Nelle seguenti frasi: a) inserisci un articolo determinativo, se lo ritieni


necessario; b) colloca tra parentesi l’articolo, se pensi che potrebbe essere tralasciato; c) barra
con una crocetta lo spazio vuoto, se, a tuo giudizio, la presenza dell’articolo è scorretta.

1. Tra quelli studiati finora, il poeta che preferisco è sicuramente X Montale. 2. Non c’è più caffè: bisogna
ricordarsi di andarlo a comprare. 3. re Luigi XIV è passato alla storia con il nome di “Re Sole”. 4. mio
zio è ingegnere. 5. Arrivati al rifugio, Paola e Carlo hanno mangiato con appetito un piatto di polenta e funghi.
6. Bianchi sono una coppia molto affiatata. 7. Petrarca ha avuto molti imitatori. 8. Levi
Montalcini è nata nel 1909 a Torino e ha ottenuto il premio Nobel per la medicina nel 1986. 9. dottor Anselmi è
atteso in sala riunioni. 10. Ho incrociato Rossi all’ingresso e mi è sembrato molto stanco.

29 produzione In taluni casi l’articolo davanti al nome deve essere necessariamente omes-
so: scrivi una frase per ciascuno dei casi di omissione dell’articolo.

1. Nomi che si uniscono strettamente al verbo formando un’espressione unica.

I bambini avevano sete e volevano un’aranciata.

2. Enumerazioni o elenchi.

3. Frasi negative.
U.2 Il nome•p 126-137 A 9-06-2011 11:42 Pagina 126

126 Modulo 3 MORFOLOGIA 126

2 Il nome
Il nome o sostantivo è la parte del discorso con la quale si designano esseri
animati, cose, idee, concetti, stati d’animo, azioni o fatti:
Il gatto di Laura fa sempre le fusa.
Funzioni. Il nome è, insieme al v erbo, uno dei due elementi costituti vi di ogni
frase. Inoltre esso è il centro di o gni sintàgma nominale, cioè l’elemento por-
tante del g ruppo del nome, quello a cui si appo ggiano tutti gli elementi che lo
accompagnano – l’ar ticolo e gli eventuali aggettivi – e con cui si accordano
nel genere e nel numero: “le mie care sorelle”.

Classificazione. I nomi possono essere classif icati e analizzati in base al signifi-


cato, in base alla forma e in base alla struttura.

1 I nomi e il loro significato


In base al significato, cioè dal punto di vista semantico, i nomi si dividono in:
nomi comuni e propri, nomi concreti e astratti, nomi individuali e collettivi.

1.1 I nomi comuni e i nomi propri


I nomi, tradizionalmente, si distinguono in comuni e propri:
ᔡ i nomi comuni indicano una persona, un animale o una cosa in modo generico,
designandola come individuo o elemento qualsiasi di una medesima categoria:
ragazzo, dottore, cane, fiume, città, zia;
ᔡ i nomi propri, invece, indicano una par ticolare persona o cosa, distinguen-
dola con un nome che le è “proprio” dalle altre della stessa categoria:
Paolo, Rossi, Fido, Adige, Palermo, Maria.
Come appare dagli esempi, i nomi comuni hanno la lettera iniziale minuscola,
i nomi propri maiuscola. Tuttavia, poiché talvolta i nomi propri possono esse-
re usati come comuni e viceversa:
ᔡ i nomi propri si scri vono con l’iniziale minuscola quando sono usati come
nomi comuni, per indicare non più un indi viduo, ma un tipo umano: “Sei un
giuda (= un traditore)”; “Mi sento un ercole (= un tipo forzuto)”;
U.2 Il nome•p 126-137 A 9-06-2011 11:42 Pagina 127

IL NOME Unità 2 127


ᔡ i nomi comuni si scri vono con l’iniziale maiuscola quando sono usati come
nomi propri. Per esempio, per indicare animali o cose personif icate: “Il Gatto
e la Volpe si scambiarono un’occhiata d’intesa”.
Concreto o astratto?
1.2 I nomi concreti e i nomi astratti
Distinguere il concreto dall’astratto
I nomi comuni possono essere distinti in concreti e non è sempre facile. Il nome corsa, per
astratti: esempio, è considerato da alcuni un
nome concreto, perché indica un’azione
ᔡ i nomi concreti indicano esseri o cose reali, che si che si può percepire con i sensi. Secon-
percepiscono attraverso i sensi, si possono cioè v e- do altri, invece, è un nome astratto, per-
ché noi vediamo una persona o un ani-
dere, udire, toccare, annusare, gustare: male che corre, ma non la corsa in sé.
bambino, leone, casa, profumo, rumore; Inoltre, vi sono nomi che in un contesto
sono concreti, e in un altro sono astrat-
ᔡ i nomi astratti, invece, indicano idee e concetti che
ti. Per esempio, nella frase “Gianni si è
rotto il naso”, il nome naso è concreto;
non hanno consistenza f isica e, quindi, non si perce- invece, nella frase “Gianni ha buon
piscono con i sensi, ma sono un prodotto del pensiero naso”, lo stesso nome ha il significato
o dell’immaginazione. Indicano concetti, sentimenti, astratto di intuito, spirito critico.
qualità, esperienze:
bellezza, speranza, maturità, lealtà, giustizia.

1.3 I nomi individuali e i nomi collettivi


I nomi comuni si dividono anche in individuali e collettivi:
ᔡ i nomi individuali indicano una sola persona, un solo animale o una sola
cosa all’interno di una stessa specie:
uomo, pecora, pino;
ᔡi nomi collettivi, pur essendo di numero singolare, indicano una pluralità di
persone, di animali o di cose della stessa specie:
folla, gregge, pineta.

2 I nomi e le loro forme


Dal punto di vista della forma, cioè dal punto di vista morfolo gico, il nome
presenta, di solito, forme diverse per esprimere due tratti molto impor tanti: il
genere (maschile/femminile) e il numero (singolare/plurale):
gatto/gatta, gatto/gatti, gatta/gatte.

2.1 Il genere del nome: maschile e femminile


Tutti i nomi hanno un genere grammaticale che, in italiano, può essere ma-
schile o femminile.
Nel caso dei nomi di cosa , cioè dei nomi che indicano o ggetti, concetti
astratti o azioni, la distinzione tra genere maschile e femminile è convenzio-
nale: il genere del nome non ha alcun le game con le caratteristiche della cosa
cui si riferisce, ma è fissato dall’uso:
la sedia, il libro.
U.2 Il nome•p 126-137 A 9-06-2011 11:42 Pagina 128

128 Modulo 3 MORFOLOGIA


Nel caso di nomi che indicano esseri animati, il genere coincide con il genere
naturale, cioè con il sesso: sono di genere maschile i nomi di persone e animali
di sesso maschile ( il padre, il sarto, il lupo) e sono di genere femminili i nomi
di persone e animali di sesso femminile (la madre, la sarta, la lupa).
In alcuni casi, però, il genere di un nome risulta opposto al sesso della persona
cui si riferisce. Così, nomi come la spia, la guardia, la recluta, la sentinella sono
di genere femminile, ma di solito si riferiscono a uomini. Al contrario, nomi
come il soprano e il contralto sono maschili, ma designano cantanti donne. Dire-
mo perciò: “Maria Callas è stata uno splendido soprano”.
Vediamo come i nomi di esseri animati esprimono il genere, maschile e
femminile.
I nomi mobili La maggior par te dei nomi di esseri animati sono mobili, cioè di-
stinguono il maschile dal femminile mediante la variazione della desinenza o
l’aggiunta di un suffisso al tema. In particolare:
ᔡ i nomi che al maschile ter minano in -o formano di norma il femminile assu-
mendo la desinenza -a:
lo zio/la zia il maestro/la maestra;
ᔡ i nomi che al maschile ter minano in -a formano di nor ma il femminile ag-
giungendo al tema il suffisso -essa:
il poeta/la poetessa il duca/la duchessa;
ᔡ i nomi che al maschile ter minano in -e formano il femminile in due modi
diversi. Alcuni mutano la desinenza -e in -a:
l’infermiere/l’infermiera il cassiere/la cassiera;

PER IMPARARE A ESPRIMERSI MEGLIO


Il vigile e la vigilessa: uomo quanto una donna, come il pre- rettrice, come femminile di direttore,
il femminile dei nomi side/la preside; altri nomi sono stati si sta sempre più diffondendo per in-
indicanti cariche e professioni volti al femminile secondo le consue- dicare una donna che dirige un gior-
te norme grammaticali e sono entrati nale o una rivista, una biblioteca, un
L’accesso da parte delle donne a ca- nell’uso, come dottoressa, professo- ufficio, una banca o un carcere). In ta-
riche e a professioni a lungo appan- ressa, ispettrice o senatrice. Ma in altri luni casi, poi, si può premettere il
naggio quasi esclusivo degli uomini casi, la “femminilizzazione” dei nomi nome donna al nome maschile: così
ha posto un piccolo problema lingui- maschili ha portato a creare nomi donna poliziotto e donna soldato sono
stico: come si devono indicare le don- che, oltre a suonare sgradevoli, sem- preferite, nell’uso, a poliziotta e sol-
ne che praticano tali professioni o ri- brano essere usati in senso ironico o datessa.
vestono tali cariche? In alcuni casi, il dispregiativo. Si pensi a parole come Da qualche tempo, infine, una pro-
problema non sussiste: taluni nomi si vigilessa, medichessa, giudichessa, av- posta della Commissione nazionale
usano bene per indicare tanto un vocatessa e simili. Che cosa si può per la parità uomo-donna volta a favo-
fare in casi come questi? Secondo i rire “un uso non sessista della lingua
linguisti, la cosa migliore è usare il italiana”, cioè un uso della lingua che
nome maschile anche per la donna, non discrimina tra uomo e donna, ha
lasciando al senso della frase o al suggerito l’uso di forme come l’avvo-
nome proprio che segue la qualifica il cata (non l’avvocato, l’avvocatessa o la
compito di eliminare ogni possibile donna avvocato), la notaia, la magistra-
dubbio. Così, si dirà: “Il vigile Carla ta, la prefetta, l’amministratrice dele-
Bianchi”; “L’amministratore delegato gata, la consigliera comunale, la giudi-
della società, ingegner Luisa Rossi”; ce, la ministra e, anche, la studente (in-
“Maria de Antoni, il nuovo direttore vece che la studentessa). Ma la cosa
del quotidiano della nostra città” (di- non ha avuto molto seguito.
U.2 Il nome•p 126-137 A 9-06-2011 11:42 Pagina 129

IL NOME Unità 2 129


altri – per lo più nomi indicanti professioni, cariche o titoli nobiliari e nomi di
animali – aggiungono al tema il suf fisso -essa:
l’oste/l’ostessa
il principe/la principessa;
ᔡ i nomi che al maschile terminano in -tore – i cosiddetti nomi di agente – for-
mano per lo più il femminile in -trice:
lo scrittore/la scrittrice
il traduttore/la traduttrice;
alcuni, invece, formano il femminile assumendo la desinenza -tora:
il pastore/la pastora
il tintore/la tintora;
ᔡ alcuni nomi, poi, for mano il femminile al di fuori de gli schemi sopra re gi-
strati o modif icando sostanzialmente la radice:
il dio/la dea l’eroe/l’eroina
il re/la regina lo zar/la zarina
il cane/la cagna il gallo/la gallina.

I nomi indipendenti Alcuni nomi presentano forme completamente diverse per il


maschile e per il femminile e sono perciò detti nomi indipendenti:
l’uomo/la donna il padre/la madre
il babbo o il papà/la mamma il maschio/la femmina
il marito/la moglie il fratello/la sorella
il montone/la pecora il porco/la scrofa.

I nomi di genere comune Alcuni nomi presentano un’ uni- Maschile o femminile?
ca forma valida per il maschile e per il femminile e
sono perciò detti nomi di g enere com une. Con i nomi di genere comune, solo il
contesto (l’articolo o la desinenza
Appartengono a questa categoria: degli aggettivi e dei participi passati
che li accompagnano) permette di
ᔡ alcuni nomi in -e: capire se ci si riferisce a un essere di
il nipote/la nipote genere maschile o femminile: “Mi ha
il custode/la custode; scritto una lontana parente”; “L’omi-
cida è stata condannata”.
ᔡ i nomi che rappresentano la for ma sostanti vata di
participi presenti:
il cantante/la cantante
un insegnante/un’insegnante;
ᔡ alcuni nomi in -a, per lo più di origine g reca:
un ipocrita/un’ipocrita
il pediatra/la pediatra;
ᔡ i nomi in -ista e in -cida:
un artista/un’artista Maschio o femmina?
il giornalista/la giornalista.
Se è necessario precisare il sesso di un
animale, con i nomi di genere promiscuo,
I nomi di genere promiscuo Tra i nomi di animali, alcuni si ricorre a espressioni come: un leopardo
maschio, un leopardo femmina, oppure il
si compor tano come nomi mobili ( orso/orsa; maschio della volpe, la femmina della volpe.
leone/leonessa) mentre altri sono nomi indipendenti
U.2 Il nome•p 126-137 A 9-06-2011 11:42 Pagina 130

130 Modulo 3 MORFOLOGIA

(fuco/ape; toro/vacca). La maggior par te, però, sono di genere promiscuo,


hanno cioè un’unica forma, o maschile o femminile, che serve a designare sia
il maschio sia la femmina:
il leopardo, l’usignolo, lo scorpione, la balena, l’aquila, la lucertola .

PER NON SBAGLIARE


I nomi che sembrano avere un doppio genere: il busto (parte superiore la busta (involucro per
i falsi cambi di genere del tronco umano) lettera)
Alcuni nomi di cose presentano una opposizione -o/-a nelle
desinenze come se fossero l’uno la forma maschile e l’altro il collo (parte del corpo) la colla (adesivo)
la forma femminile della stessa parola: il panno/la panna, il
collo/la colla. In realtà quella che sembra una coppia ma- il colpo (urto, percossa) la colpa (mancanza)
schile/femminile è, invece, costituita da nomi diversi, con
significati diversi. Il fenomeno si presenta in vari modi. il limo (fango) la lima (utensile)
1. In taluni casi, le due forme appartengono chiaramente
alla stessa radice e altro non sono che la conseguenza di il pianto (versare lacrime) la pianta (albero; mappa)
una differenziazione di forma e di significato che ha portato
i due nomi derivanti dalla stessa radice a specializzarsi, con
desinenze diverse, per indicare due cose più o meno diver- il pizzo (barbetta a punta; la pizza (focaccia)
se. È il caso, per esempio, di nomi come: sommità di una montagna;
merletto; somma estorta da una
il buco (foro) la buca (fossa) organizzazione mafiosa)

il cerchio (circonferenza) la cerchia (degli amici) il pollo (animale) la polla (sorgente


d’acqua)
il cero (grossa candela) la cera (prodotta dalle api)
il torto (sopruso; colpa) la torta (dolce)
il corso (flusso; strada) la corsa (atto del correre)
3. Alcuni nomi, poi, presentano addirittura due forme per-
il gambo (stelo di un fiore) la gamba (arto inferiore) fettamente uguali (uguali, cioè, anche nella desinenza),
una di genere maschile e una di genere femminile, con si-
il manico (impugnatura) la manica (parte dell’abito) gnificati completamente diversi. Si tratta dei cosiddetti
omòfoni, di cui abbiamo già avuto occasione di parlare
il palmo (della mano) la palma (albero) (vedi p. 90)

il palo (elemento fisso nel la pala (attrezzo) il boa (serpente) la boa (galleggiante)
terreno)
il capitale (patrimonio) la capitale (città più
importante)
il panno (stoffa) la panna (del latte)
il fine (scopo) la fine (termine)
il pezzo (piccola parte) la pezza (stoffa)

lo spillo (oggetto appuntito) la spilla (oggetto ornamentale) il fronte (linea di combat- la fronte (parte del viso)
timento)
il suolo (terra) la suola (della scarpa)
il lama (animale) la lama (oggetto tagliente)

2. In altri casi, invece, le due forme hanno anche un’origine


completamente diversa: l’uguaglianza delle loro radici è il pianeta (corpo celeste) la pianeta (paramento
solo apparente e le due forme, quella maschile e quella fem- sacerdotale)
minile, hanno un significato completamente diverso. È il
caso di nomi che, proprio per questo, sono spesso usati nei 4. Altri nomi hanno due forme di genere diverso, una ma-
giochi di parole: schile e una femminile, ma senza sostanziale differenza
di significato: il secchio/la secchia; l’orecchio/l’orecchia; il
l’arco (arma primitiva) l’arca (scrigno, forziere) tavolo/la tavola; il trave/la trave.
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IL NOME Unità 2 131

2.2 Il numero del nome: singolare e plurale


Rispetto al numero, la maggior par te dei nomi hanno due for me: il singolare
e il plurale. In particolare, un nome è:
ᔡ di numero singolare quando indica un solo essere o una sola cosa: la ma-
dre, un cavallo, una casa;
ᔡ di numero plurale quando indica più esseri o più cose: le madri, due
cavalli, alcune case.
Vediamo come i di versi nomi esprimono, mediante le desinenze, il numero e,
soprattutto, il passaggio da quello singolare a quello plurale.
Nomi che variano la desinenza (nomi variabili) La maggior par te dei nomi esprimono
il numero attraverso la desinenza o meglio attraverso la variazione della desi-
nenza. In particolare:
ᔡ i nomi che al singolare ter minano in -a (nomi classe singolare plurale
della 1ª classe) formano il plurale:
nomi in -a maschile → in -i
– in -i se sono maschili: il problema/i problemi; 1a femminile → in -e
– in -e se sono femminili: la rosa/le rose;
ᔡ i nomi maschili che al singolare ter minano in -o
2a nomi in -o maschile → in -i
(nomi della 2ª classe) for mano il plurale in -i: il ta-
volo/i tavoli; il neologismo “euro” rimane invariato:
l’euro/gli euro; nomi in -e maschile e
3a femminile → in -i
ᔡ i nomi, maschili e femminili, che al singolare
terminano in -e (nomi della 3ª classe) for mano il
plurale in -i: il piede/i piedi; la legge/le leggi.
Forme particolari di plurale La variazione delle desinenze produce, talvol-
ta, degli adattamenti grafici nella parte finale della radice. In particolare:
ᔡ i nomi che terminano in -ca e -ga formano il plurale:
– in -chi e -ghi se sono maschili: il duca/i duchi;
– in -che e -ghe se sono femminili: la piega/le pieghe;
ᔡ i nomi femminili in -cìa e -gìa (con la i accentata) formano il plurale regolarmente
in -cìe e -gìe: la farmacìa/le farmacìe; la bugìa/le bugìe;
ᔡ i nomi femminili in -cia e -gia (con la i non accentata) formano il plurale:
– in -ce e -ge, perdendo la i se -cia e -gia sono precedute da consonante: la marcia/le
marce; la frangia/le frange;
– in -cie e -gie, conservando la i se -cia e -gia sono precedute da vocale. Nella lin-
gua comune, però, si tende a far cadere la i anche in questo caso: la valigia/le valigie
o le valige; la ciliegia/le ciliegie o le ciliege. La i si conserva quando può essere utile
per evitare equivoci con altre parole. Così, camicia, audacia e ferocia fanno al plura-
le camicie, audacie e ferocie per evitare la confusione con il nome singolare càmice
e con gli aggettivi audace e feroce;
ᔡ i nomi in -co e -go formano il plurale:
– in -chi e -ghi se sono piani, cioè accentati sulla penultima sillaba: il saltimbàn co/i
saltimbànchi; l’albèrgo/gli albèrghi. Fanno eccezione: amìco/amìci; nemìco/nemìci;
Grèco/Grèci; pòrco/pòrci. Per il plurale di chirùrgo la forma chirùrgi è altrettanto
usata di chirùrghi;
– in -ci e -gi se sono sdruccioli, cioè accentati sulla terzultima sillaba: il sìnda co/i sìnda-
ci; l’aspàra go/gli aspàra gi. F anno eccezione: càrico/càrichi; epìlogo/epìloghi;
incàrico/incàrichi; òbbligo/òbblighi; pìzzico/pìzzichi; pròfugo/pròfughi; vàlico/vàlichi;
U.2 Il nome•p 126-137 A 9-06-2011 11:42 Pagina 132

132 Modulo 3 MORFOLOGIA

ᔡ i nomi in -logo formano il plurale:


– in -logi se indicano persone: lo psicologo/gli psicologi; l’astrologo/gli astrologi;
– in -loghi se indicano cose: il dialogo/i dialoghi; il catalogo/i cataloghi;
ᔡ i nomi in -io formano il plurale:
– in -ìi se la i è accentata: lo zìo/gli zìi; il rinvìo/i rinvìi;
– in -i se la i non è accentata: il cambio/i cambi; il figlio/i figli.
ᔡ Alcuni nomi di genere maschile in -o, inoltre, diventano al plurale di genere
femminile con la desinenza -a:
il paio/le paia il riso (= ridere)/le risa
l’uovo/le uova il centinaio/le centinaia
il migliaio/le migliaia il miglio/le miglia.
ᔡ Alcuni nomi, infine, hanno la forma del plurale irregolare:

l’uomo/gli uomini l’ala/le ali


il dio/gli dei l’arma/le armi
il tempio/i templi il bue/i buoi.
Il nome eco, che al singolare può essere femminile o maschile, for ma il plurale in
echi (maschile).
Nomi con la medesima forma al singolare e al plurale (nomi invariabili) Molti nomi hanno
un’unica forma, valida per il singolare e per il plurale, e sono perciò detti invaria-
bili (o indeclinabili). Sono:
ᔡ i nomi monosillabi: il re/i re; lo sci/gli sci;
ᔡ i nomi terminanti in vocale accentata: il caffè/i caffè; la virtù/le virtù; la cit-
tà/le città; l’età/le età;
ᔡ i nomi stranieri diventati di uso comune in italiano: il goal/i goal; il film/i film;
ᔡ i nomi in -i, per lo più femminili: l’analisi/le analisi; la crisi/le crisi;
ᔡ alcuni nomi maschili ter minanti in -a come: il boia/i boia; il cinema/i cine-
ma; il capoccia/i capoccia; il gorilla/i gorilla;
ᔡ quasi tutti i nomi femminili che terminano in -o: l’auto/le auto; la foto/le foto.
Il nome mano, però, forma il plurale in mani;
ᔡ il neologismo maschile in -o “euro”: l’euro/gli euro;
ᔡ i nomi che terminano in -ie, tutti femminili: la specie/le specie; la serie/le serie.
I nomi moglie, effigie e superficie, però, formano il plurale in -i: mogli, effigi,
superfici.
Nomi privi di singolare o di plurale (nomi difettivi) Alcuni nomi mancano del singola-
re o del plur ale: sono i cosiddetti nomi difettivi, cioè mancanti di una delle
due forme.
Sono privi del plurale, e quindi sono nor malmente usati solo al singolare, i
nomi che non sono numerabili, cioè tutti quei nomi che indicano cose o con-
cetti che non possono essere oggetto di numerazione (per esempio, burro e co-
raggio sono nomi non numerabili perché non si può dire “V oglio due burri” o
“Ho tre coraggi”). Rientrano in questa categoria:
ᔡ la maggior par te dei nomi astratti: la pietà, la dolcezza, il valore. Alcuni di
questi nomi usati al plurale assumono un significato diverso, trasformandosi in
nomi concreti: “Ho por tato in banca i miei valori (= oggetti di valore)”; “As-
saggia queste dolcezze (= dolci, pasticcini molto gustosi)”;
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IL NOME Unità 2 133

ᔡ i nomi di metalli o di elementi chimici: il ferro, il petrolio, l’idrogeno, il


bronzo. Alcuni di questi nomi si possono tro vare al plurale, ma con un signif i-
cato diverso: i bronzi di Riace (= le statue di bronzo rinvenute nei pressi di Ri-
ace); i ferri del mestiere (= gli str umenti necessari per esercitare un mestiere,
anche in senso metaforico); gli ori di famiglia (= i gioielli, gli o ggetti d’oro di
famiglia);
ᔡ i nomi dei mesi: gennaio, febbraio, marzo, aprile
ecc.;
PER NON SBAGLIARE
ᔡ alcuni nomi di cibi e be vande: il latte , il miele ,
il pepe, il riso, il grano, il cacao; Il resto e i resti
ᔡ alcuni nomi di malattie: il morbillo, la rosolia, la Alcuni nomi presentano un diverso
lebbra, il vaiolo, la peste, il tifo; significato a seconda che siano usati
al singolare o al plurale:
ᔡ altri nomi come: l’aria, la fame, la sete, il sangue, il fie- ᔡ il grano (= il cereale) → i grani (= i
le. Il nome aria è usato al plurale solo in espressioni come chicchi, i granelli): “Il grano fu colti-
“darsi delle arie” oppure nel senso di “pezzo d’opera”. vato fin dall’antichità”; “Questa ricet-
ta richiede alcuni grani di pepe”;
Sono invece privi del singolare e quindi usati solo al ᔡ la gente (= le persone) → le genti (= i
plurale: popoli): “Alla cerimonia c’era molta
gente”; “Alcuni miti sono simili presso
ᔡ i nomi di o ggetti formati da due componenti uguali: tutte le genti”;
gli occhiali, le molle (del camino), le redini, le bretelle, ᔡ il resto (= parte restante di un tutto)
le forbici, le tenaglie, le cesoie, le mutande, i calzoni; → i resti (= le macerie; le testimonian-
ze del passato: “Non uscirò più per il
ᔡ alcuni nomi che indicano un insieme di cose dello resto della giornata”; “Abbiamo visi-
tato i resti di una necropoli”.
stesso genere: le stoviglie, le sàrtie, le vettovaglie, i vi-
veri, le viscere (i visceri), i dintorni;
ᔡ alcuni nomi di origine latina: le nozze, le esequie, le
ferie, le vestigia, i posteri, le tenebre.
Nomi sovrabbondanti
Alcuni nomi presentano una doppia for ma di plurale e
sono perciò detti sovrabbondanti.
In alcuni casi, le due for me di plurale, una di genere maschile e una di gene-
re femminile, hanno lo stesso significato:
i ginocchi i sopraccigli
il ginocchio il sopracciglio
le ginocchia le sopracciglia

In al-
i bracci (di un fiume, di una gru ecc.) i cigli (di un burrone, di un fosso)
il braccio
le braccia (del corpo umano) il ciglio t r i le ciglia (dell’occhio)
casi,
invece, le due for me di
i budelli (vie strette, cunicoli) plurale i corni (strumenti musicali)
il budello il corno
le budella (gli intestini) hanno si- le corna (degli animali)
gnif icati
diversi:
il cervello i cervelli (in senso metaforico) i diti (distinti l’uno dall’altro)
il dito
le cervella (materia cerebrale) le dita (della mano, prese nell’insieme)

i fili (dell’erba, della luce ecc.)


i labbri (di una ferita, di una tazza ecc.)
il filo le fila (di una congiura, del formaggio il labbro
le labbra (della bocca)
fuso)
U.2 Il nome•p 126-137 A 9-06-2011 11:42 Pagina 134

134 Modulo 3 MORFOLOGIA

i membri (della famiglia, del Parlamento


il fondamento i fondamenti (di una scienza) il membro ecc.)
le fondamenta (di un edificio) le membra (del corpo)

il fuso i fusi (i rocchetti per filare, i fusi orari) i muri (di una costruzione)
le fusa (nella locuzione “fare le fusa”) il muro
le mura (della città)

i gesti (i movimenti) gli ossi (di un animale macellato)


il gesto l’osso
le gesta (le imprese) le ossa (l’ossatura di un essere vivente)

i gridi (degli animali) gli urli (dell’uomo e degli animali)


il grido l’urlo
le grida (degli esseri umani) le urla (solo dell’uomo)

Un ristretto numero di nomi, inf ine, presenta una doppia forma sia al plurale
sia al singolare:
l’orecchio/l’orecchia, gli orecchi/le orecchie;
il frutto (= il prodotto di un albero oppure, in senso figurato, il risultato
di qualcosa)/la frutta (= l’insieme dei frutti da tavola), i frutti/le frutta;
il legno (= parte del tronco e dei rami degli alberi)/la legna (= da arde-
re), i legni/le legna.

3 I nomi e la loro struttura


Dal punto di vista della str uttura, cioè del modo in cui sono for mati, i nomi si
distinguono in: primitivi, derivati, alterati, composti.

3.1 I nomi primitivi


I nomi sono detti primitivi quando non deri vano da nessun’altra parola della
lingua italiana:
fiore, uomo, pagina.
I nomi primitivi sono costituiti soltanto dalla radice (o morfema lessicale), che in
ogni parola è la par te portatrice del signif icato (fior-, uom-, pagin-), e dalla desi-
nenza (o morfema grammaticale), che indica le caratteristiche g rammaticali del
nome, precisandone il genere e il numero (- e, -o, -a).
I nomi primitivi sono il nucleo originale dei nomi di una lingua. Sulla formazione delle
Come “pezzi base” della lingua, essi sono stati e sono il punto di parole in generale, vedi
partenza per la formazione, sempre in atto, di un g ran numero di le pp. 48 ss.
nomi nuovi: i nomi derivati, i nomi alterati e i nomi composti.
U.2 Il nome•p 126-137 A 9-06-2011 11:42 Pagina 135

IL NOME Unità 2 135

3.2 I nomi derivati


I nomi derivati sono nomi che si sono for mati dalla radice di altri nomi:
fioraio, fioriera, fioritura.
La derivazione di un nome da un altro a vviene mediante l’aggiunta alla radi-
ce del nome primiti vo di par ticolari elementi linguistici, i cosiddetti morfemi
modificanti:
ᔡ se tale elemento è posto davanti al nome, si chiama prefisso, come in “dis-
onore” e “in-coscienza”;
ᔡ se invece è posto dopo la r adice si chiama suffisso, come in “f ior-iera” e
“fior-aio”.
Alcuni nomi deri vati presentano sia un suf fisso sia un pref isso, come in “ in-
fior-escenza”.
I vari suffissi e pref issi sono por tatori ciascuno di un proprio signif icato e
determinano un cambiamento di signif icato del nome che modif icano. Per
conoscere i signif icati dei vari suffissi e pref issi basta consultare il dizionario,
che li registra tutti.

3.3 I nomi alterati


I nomi alterati sono nomi che, per ef fetto di appositi
suffissi, esprimono par ticolari sfumature qualitati ve PER NON SBAGLIARE
del significato del nome da cui derivano: I falsi alterati
ragazzino, ragazzone, ragazzaccio. Molti nomi presentano terminazioni
uguali a quelle dei nomi alterati, ma
I nomi alterati, a seconda dei suf fissi che li modif ica- sono dei falsi alterati (falsi diminu-
no e, quindi, della sfumatura qualif icativa che espri- tivi, falsi accrescitivi ecc.): le loro
mono, si dividono in: sillabe finali, infatti, non sono suf-
– diminutivi (tavolino, libretto); fissi alterativi, ma fanno parte della
radice della parola. Così, “il botto-
– vezzeggiativi (cavalluccio, bambinello); ne” e “il bottino” non hanno niente a
– accrescitivi (librone, omaccione); che fare con “la botte” e “il tacchi-
no” non è “un piccolo tacco”.
– peggiorativi (libraccio, medicastro, poetucolo). Nella tabella seguente riportiamo
alcuni falsi alterati accostandoli ai
nomi da cui sembrano derivare:
3.4 I nomi composti falsi alterati

I nomi composti sono nomi formati dall’unione di due matto


burro
mattone
burrone
o più parole: foca focaccia
mulo mulino
pescespada, francobollo, portalettere. lampo lampone
rapa rapina
Ciascuna delle parole che si uniscono ha un signif ica- lima limone
to proprio, ma il risultato della loro unione por ta alla torre torrone
fusione dei loro signif icati. posto postino
Le possibilità di combinazione che por tano alla for- tifo tifone
mazione dei nomi composti sono varie e possono coin-
volgere parole di tutte le cate gorie g rammaticali. Le
elenchiamo qui di se guito specif icando, caso per caso, come i nomi composti
che ne risultano formano il plurale:
U.2 Il nome•p 126-137 A 9-06-2011 11:42 Pagina 136

136 Modulo 3 MORFOLOGIA

ᔡ nome + nome: pesce + cane = il pescecane.

Di solito formano il plurale mutando la desinenza f inale se entrambi i nomi sono maschili,
come nell’esempio (i pescecani.) o femminili (l’ autostrada/le autostrade). Se i nomi sono

ᔡ nome + aggettivo: cassa + forte = la cassaforte.

ᔡ aggettivo + nome: basso + rilievo = il bassorilievo.

Di solito for mano il plurale mutando solo la desinenza del nome: i bassorilievi; il franco-
bollo/i francobolli; la piattaforma/le piattaforme. Fanno eccezione il purosangue che resta
invariato (i purosangue) e i composti in cui il primo elemento è costituito dall’aggetti vo
“mezzo”, i quali per lo più prendono il plurale in entrambi gli elementi: il mezzolitro/ i

ᔡ verbo + nome: porta + cenere = il portacenere.

Generalmente restano invariati al plurale quando, come nell’esempio, il nome che se gue il
verbo è femminile singolare: i portacenere. Se però il nome che se gue il verbo è maschile

ᔡ verbo + verbo: dormi + veglia = il dormiveglia.

Resta invariato al plurale: i dormiveglia.

ᔡ verbo + avverbio: posa + piano = il posapiano.

Resta invariato al plurale: i posapiano.

ᔡ preposizione + nome: sopra + nome = il soprannome.

Quando, come nell’esempio, il nome che segue la preposizione è maschile for ma il plurale
mutando la desinenza finale: i soprannomi. Se, invece, il nome che segue la preposizione è
femminile, il composto rimane invariato: il dopocena/i dopocena. Le eccezioni, però, sono

ᔡ avverbio + aggettivo: sempre + verde = il sempreverde.

Forma il plurale mutando la desinenza finale: i sempreverdi.

ᔡ avverbio + verbo: bene + stare = il benestare.

Resta invariato al plurale: i benestare.

ᔡ nome + preposizione + nome: fico + di + India = il ficodindia.

Molti nomi composti presentano al plurale più for me possibili: le cassapan-


che/le cassepanche, i pellerossa/i pellirosse, le mezzanotti/le mezzenotti, il sal-
vagente/i salva genti ecc. Inoltre, tutte le “re gole” date qui sopra pre vedono,
come è o vvio, delle “eccezioni”, do vute all’uso. P erciò, in caso di dubbio è
sempre meglio consultare il dizionario, che registra il plurale (o i plurali) di tutti
i nomi composti.
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IL NOME Unità 2 137


I composti e I composti capo + nome formano il plurale in maniera
diversa a seconda del diverso ruolo che nelle parole ha il termine capo:
ᔡ i composti che, in qualche modo, sono or mai sentiti come nomi primiti vi
formano il plurale come dei nor mali nomi primitivi, cioè modif icando solo la
desinenza finale:
il capolavoro/i capolavori il capoverso/i capoversi
il capodanno/i capodanni il capoluogo/i capoluoghi
il capogiro/i capogiri il capostipite/i capostipiti;
ᔡ i composti in cui l’elemento capo significa “colui che è a capo di...” e quindi
designa una persona formano il plurale modificando la desinenza dell’elemen-
to capo:
il caposquadra/i capisquadra il capostazione/i capistazione
il capoufficio/i capiufficio il capoclasse/i capiclasse
il capofamiglia/i capifamiglia il capofila/i capifila.
Alcuni di questi composti, però, possono modificare, oltre che la desinenza di
capo, anche quella del secondo elemento, oppure, in taluni casi, solo la desi-
nenza finale, soluzione che va sempre più diffondendosi nell’italiano contem-
poraneo: il capocuoco/i capicuoco oppure i capicuochi oppure i capocuochi;
il capocomico/i capicomico oppure i capicomici oppure i capocomici; il ca-
potreno/i capitreno oppure i capotreni; il caporedattore/i capiredattore oppu-
re i capiredattori; il capomastro/i capimastro oppure i capimastri oppure i
capomastri.
ᔡ i composti di genere femminile, cioè quelli in cui l’elemento capo si riferisce a
una donna, rimangono invariabili se significano “colei che è a capo di...”:
la capoclasse/le capoclasse la caposala/le caposala
la capolista/le capolista la capoufficio/le capoufficio;
ma se l’elemento capo ha la funzione di semplice attrib uto formano il plurale
modificando la desinenza del secondo elemento:
la capocuoca/le capocuoche la capocronista/le capocroniste.

ANALISI GRAMMATICALE: IL NOME


Fare l’analisi grammaticale del nome significa stabilirne:
1 la specie generica: nome di persona, di animale o di cosa;
2 la specie in rapporto al signif icato: nome comune o proprio, concreto o astratto,
individuale o collettivo;
3 il genere: maschile o femminile;
4 il numero: singolare o plurale, difettivo, sovrabbondante;
5 la struttura: primitivo, derivato, composto o alterato.
Paolo è partito ieri.
Paolo nome proprio di persona, concreto, maschile, singolare, primitivo.
Chi dorme nel lettino?
lettino nome comune di cosa, concreto, maschile, singolare, alterato diminutivo.
Laura possiede molte virtù.
virtù nome comune di cosa, astratto, femminile, plurale, primitivo.
•EXE m3•02•Nome•p 138-157 9-06-2011 11:45 Pagina 138

Esercizi
I nomi e il loro significato
1 individuazione Nelle seguenti frasi sottolinea i nomi. [I nomi sono 33.]

1. Alla festa di compleanno di Luca c’erano tutti i suoi compagni di classe e alcuni amici conosciuti al mare. 2. La
mostra sull’arte etrusca resterà aperta tutto il mese di maggio. 3. Con le foto delle ultime vacanze ho riempito un inte-
ro album. 4. Lo zio è bravissimo nel gioco degli scacchi. 5. Chi vuol essere interrogato alzi la mano. 6. La macelleria di
via Dante vende solo carne di cavallo. 7. I giornali parlano di un prossimo aumento del prezzo della benzina. 8. Un
rumore così intenso e continuo darebbe fastidio a chiunque. 9. La prossima settimana Luigi inizierà il corso di nuoto.

2 trasform./comp. semantica Completa le seguenti frasi con il nome opportuno, scegliendolo fra quelli
riportati nel riquadro.
ghiacciaio microscopio dentista termometro discoteca zia formicaio chitarrista emicrania ghiacciolo

1. Laura ha conosciuto Paolo in discoteca . 2. Passeremo il prossimo week-end a casa della .


3. La band di Davide sta cercando un nuovo . 4. Domani faremo un’escursione sul del
Monte Bianco. 5. Vorrei un alla menta. 6. Claudia ha sempre avuto una gran paura del .
7. In giardino, proprio sotto il salice, c’è un enorme . 8. Oggi il segna ben 35 gradi.
9. La nonna soffre di una dolorosa . 10. Oggi, nel laboratorio di scienze, abbiamo compiuto alcune
osservazioni al .

I nomi comuni e i nomi propri


3 individuaz./correzione Nel seguente brano individua i nomi propri e metti a ciascuno di essi l’ini-
ziale maiuscola. [I nomi propri sono 13.]
Il preferito tra tutti i parenti (quarantadue tra primo e secondo grado) era zio luigi. Scapolo, amante dei cavalli, bel-
l’uomo, spendaccione: aveva fatto mille mestieri, amato cento donne e girato ogni parte del mondo. Era stato due volte
in america, a chicago, nella città di al capone. Il suo stile di vita era il seguente: un lavoro qualsiasi per cinque o sei
mesi, tipo pubbliche relazioni per un negozio di via toledo, agente teatrale di una sciantosa o aiuto bookmaker ad agna-
no; quindi dimissioni improvvise e una sola settimana all’estero, tra belle donne e alberghi di lusso, a parigi, vienna, lon-
dra, venezia. Dopo la fuga, tornava a napoli con la coda tra le gambe e si metteva a cercare un altro lavoro. Io lo aspet-
tavo con ansia per conoscere le sue ultime avventure. Alla domanda “che vuoi fare da grande?” rispondevo sempre
“quello che fa zio luigi”, e mio padre si arrabbiava moltissimo.
(da L. De Crescenzo, Vita di Luciano De Crescenzo, scritta da lui medesimo, Mondadori)

4 competenza semantica I seguenti nomi propri appartengono a personaggi o luoghi famosi e di cia-
scuno ti illustriamo le qualità o le caratteristiche che li hanno resi tali. Accanto a ognuno di essi
scrivi il suo significato quando viene usato come nome comune.
1. Atlante: mitico gigante condannato a reggere il mondo sulle proprie spalle.
atlante: raccolta di carte geografiche rilegate in volume.
2. Casanova: avventuriero veneziano del Settecento.
casanova:
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IL NOME Unità 2 139


3. Biro: inventore della penna a sfera.
biro:
4. Sandwich: uomo politico inglese che era solito farsi servire panini imbottiti al tavolo da gioco per non interrompere
le partite.
sandwich:
5. Bikini: un atollo dell’Oceano Pacifico.
bikini:
6. Dedalo: mitico architetto ateniese costruttore del labirinto di Cnosso a Creta.
dedalo:

5 complet./comp. semantica Completa il seguente schema scrivendo accanto ai nomi propri un nome
comune adeguato e viceversa.
proprio comune proprio comune

1. Eugenio Montale poeta 11. Napoli


2. calciatore 12. nazione
3. Asia 13. Giovanni Paolo II
4. cantante 14. cavallo
5. Tevere 15. Atlantico
6. cane 16. scienziato
7. Fiat Punto 17. Elisabetta II
8. regista 18. uomo politico
9. Lombardia 19. Etna
10. pittore 20. motorino

6 competenza semantica I seguenti nomi sono propri, ma possono essere usati anche come nomi
comuni. Scrivi accanto a ciascuno che cosa significano come nomi comuni e, nella riga sotto-
stante, spiega con parole tue l’origine di questo significato. In caso di dubbio consulta il dizio-
nario.
1. perpetua significa: domestica di un sacerdote.

dal nome proprio della governante di don Abbondio, personaggio dei “Promessi sposi” di A. Manzoni.

2. vandalo significa:
dal nome proprio
3. calvario significa:
dal nome proprio
4. maciste significa:
dal nome proprio
5. sosia significa:
dal nome proprio
6. maratona significa:
dal nome proprio
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140 Modulo 3 MORFOLOGIA

7 produzione Scrivi sul quaderno due frasi per ognuna delle seguenti coppie di nomi. Dal
contesto di ogni frase si dovrà capire perché una volta il nome è usato con l’iniziale maiusco-
la e una volta con l’iniziale minuscola.
Es.: Mecenate: Il poeta Virgilio fu accolto e protetto a Roma da Mecenate, potente consigliere di Augusto.

mecenate: Il restauro di quell’affresco è stato possibile grazie al finanziamento di un ricco mecenate.


1. Venere, venere; 2. Cicerone, cicerone; 4. Giuda, giuda; 5. Babele, babele; 6. Odissea, odissea; 7. Colonia, colonia.

8 produzione Scrivi sul quaderno una frase per ciascuno dei seguenti casi.

1. Una frase che contenga un nome proprio di persona.


2. Una frase che contenga un nome comune di persona.
3. Una frase che contenga un nome proprio di animale.
4. Una frase che contenga un nome comune di animale.
5. Una frase che contenga un nome proprio di città.
6. Una frase che contenga un nome comune di cosa.

I nomi concreti e i nomi astratti


9 classificazione Indica se il nome in corsivo è concreto C o astratto A , barrando la
casella corrispondente. [I nomi concreti sono 11 e quelli astratti 10.]

1. Mio cugino C A possiede una moto C A molto potente, ma guida sempre con prudenza C A . 2. Per svolgere
bene questo esercizio C A , occorrono calma C A e concentrazione C A . 3.Tommy si è finalmente procurato tutti
i documenti C A necessari a ottenere la cittadinanza C A italiana. 4. I fiori C A che mi hai regalato hanno un pro-
fumo C A delizioso. 5. Per la sua lealtà C A e correttezza C A Paolo gode della stima C A di tutti. 6. La labo-
riosità C A di api C A e formiche C A è proverbiale. 7. Come secondo, ci è stato portato un arrosto C A dal
sapore C A molto delicato. 8. Massimo ha l’abitudine C A di alzarsi sempre prestissimo. 9. Riascoltare quella vec-
chia canzone C A mi ha messo un po’ di malinconia C A .

10 trasformaz./comp. lessicale Per ciascuno dei seguenti nomi concreti trova i corrispondenti nomi astratti.

1. biologo biologia 4. schiavo 7. artista


2. scienziato 5. giardiniere 8. amico
3. parente 6. amministratore 9. madre

11 trasformaz./comp. lessicale Ricava dai seguenti verbi il nome corrispondente e precisa poi se tale nome
è concreto C o astratto A , barrando la casella corrispondente [I nomi concreti sono 7 e
quelli astratti 5.]

1. scegliere scelta C A 5. ammirare C A 9. cantare C A

2. martellare C A 6. gioire C A 10. fiorire C A

3. profumare C A 7. telefonare C A 11. zuccherare C A

4. dipingere C A 8. sperare C A 12. amare C A


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IL NOME Unità 2 141

12 trasformaz./comp. lessicale Ricava dai seguenti aggettivi il corrispondente nome astratto.

1. bello bellezza 6. preciso 11. allegro


2. facile 7. giusto 12. maturo
3. debole 8. sincero 13. prudente
4. onesto 9. deluso 14. serio
5. triste 10. fiducioso 15. antipatico

13 competenza semantica Talvolta uno stesso nome può avere valore di nome concreto o astratto a
seconda del senso in cui è usato e del contesto in cui è inserito. Nelle seguenti frasi conside-
ra attentamente i nomi in corsivo e indica, barrando la casella, se ritieni che essi siano usati
come nomi concreti C o astratti A .

1. Nella fotografia C A di classe, io sono il primo in alto a sinistra. 2. La fotografia C A è ormai considerata una
vera forma d’arte. 3. È stata una vera fortuna C A trovare ancora un biglietto per lo spettacolo di stasera. 4. Questa
automobile mi è costata una vera fortuna C A . 5. Il ministro ha tracciato un quadro C A sintetico degli ultimi avve-
nimenti. 6. Il quadro C A che hai di fronte è un Van Gogh. 7. L’inquinamento atmosferico rappresenta una grave
minaccia per le sorti dell’intera umanità C A . 8. In quella occasione Marco si è dimostrato del tutto privo di umani-
tà C A . 9. Claudia ha una grande passione per il teatro C A . 10. La rappresentazione ha pienamente soddisfatto
il pubblico che affollava il teatro C A .

14 produz./comp. semantica Per ciascuno dei seguenti nomi scrivi sul quaderno due brevi frasi: una in cui il
nome venga utilizzato come nome concreto e una in cui venga utilizzato come nome astratto.
Es.: medicina
concreto Questa medicina è troppo amara.

astratto Negli ultimi anni la medicina ha compiuto passi da gigante.


1. cinema; 2. filo; 3. male; 4. nocciolo; 5. fegato; 6. rosa; 7. succo; 8. testa; 9. celebrità.

I nomi individuali e i nomi collettivi


15 classificazione Indica, barrando la casella corrispondente, se il nome in corsivo nelle
seguenti frasi è individuale I o collettivo C . [I nomi individuali sono 8 e quelli collettivi 11.]

1. Non pensavo che l’equipaggio I C di un traghetto I C fosse così numeroso. 2. La squadra I C di Paola si è
qualificata per la finale I C del torneo di pallavolo. 3. Il nonno ricorda che, negli inverni più rigidi, poteva capitare
che un branco I C di lupi si spingesse fino alle prime case del paese. 4. Nel giorno della festa patronale, la banda
I C ha suonato in piazza I C fino a tarda sera. 5. Se vai dal cartolaio, comprami una risma I C di fogli per la
fotocopiatrice I C . 6. La giuria I C del Festival di Locarno ha premiato un film I C che anche il pubblico I
C in sala aveva molto apprezzato. 7. Grazie alla loro flotta I C , gli antichi Cretesi dominarono a lungo il
Mediterraneo orientale. 8. Il pinguino I C è un tipico rappresentante della fauna I C antartica. 9. Nel pomerig-
gio faremo una passeggiata I C in pineta I C : venite anche voi? 10. Sul luogo dell’incidente I C si radunò pre-
sto una folla I C di curiosi.
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142 Modulo 3 MORFOLOGIA

16 complet./comp. semantica Nelle seguenti frasi inserisci il nome collettivo opportuno, scegliendolo fra
quelli riportati nel riquadro.
stormo frutteto condominio comitiva sciame repertorio mandria arcipelago costellazione collezione

1. Sui sentieri di montagna non è difficile incontrare una mandria di mucche al pascolo. 2. Al nostro avvicinarsi, uno
di gabbiani si levò verso il mare. 3. L’ delle Azzorre è formato da nove isole di origine vul-
canica. 4. Queste magnifiche pesche provengono dal dello zio di Giovanni. 5. Il famoso tenore eseguirà i
brani più famosi del suo . 6. Nella stanza successiva potrete ammirare una preziosa di
stampe d’epoca. 7. A Ferragosto, nelle vie del centro, si poteva incontrare solo qualche di turisti stranie-
ri. 8. Laura abita al terzo piano del di fronte alla stazione. 9. Domenica, durante il picnic, Filippo è stato
assalito da uno di vespe. 10. Sirio, la stella più brillante del cielo notturno, appartiene alla
del Cane Maggiore.

17 competenza semantica Per ognuno dei seguenti nomi collettivi indica di quali persone, animali o
cose esso costituisce un insieme. Poiché alcuni tra i nomi proposti non sono di uso comune, ti
sarà utile consultare il dizionario.
1. vasellame assortimento di vasi, piatti e altre stoviglie
2. ciurma
3. battaglione
4. scatolame
5. pinacoteca
6. ciarpame
7. biancheria
8. orda

18 competenza semantica Accanto a ciascuno dei seguenti nomi, scrivi un nome collettivo adeguato.
Attenzione: in alcuni casi le soluzioni possibili sono più di una.
1. giudici giuria 6. navi 11. musicisti
2. scolari 7. soldati 12. colonne
3. viti 8. bufali 13. pecore
4. lupi 9. stelle 14. vespe
5. pini 10. mobili 15. tasti

19 gioco linguistico Rispondi alle definizioni del seguente acrostico e nella colonna evidenziata
potrai leggere un nome collettivo a te familiare.
1. Un gruppo di turisti.
2. Le raccoglie un epistolario.
3. Vi si raccolgono fotografie o francobolli.
4. Un insieme di api o vespe.
5. Per farla occorrono undici calciatori.
6. Il personale a bordo di una nave o di un aereo.
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IL NOME Unità 2 143

20 produzione Scrivi una frase per ciascuno dei seguenti nomi collettivi.

1. cucciolata
2. foresta
3. famiglia
4. coro
5. biblioteca

I nomi e le loro forme


I nomi maschili e femminili
21 individuaz./classificazione Individua tutti i nomi comuni contenuti nel seguente brano, sottolineando in
rosso i nomi maschili e in blu i nomi femminili. [I nomi maschili sono 24 e quelli femminili 15.]
Un giorno, quando siamo usciti da scuola, ho invitato Guido a mangiare da me. Lui è rimasto incerto qualche secondo,
prima di accettare. Ho telefonato a mia madre da un bar per avvertirla; si è fatta prendere dal panico all’idea di aver così
poco preavviso, ma non le ho lasciato il tempo di dirmelo: ho messo giù. Siamo arrivati a casa, e appena dentro il por-
tone mi sono riempito di dubbi. Guido registrava nel suo modo implacabile ogni dettaglio: i marmi grigi dell’atrio e le
piante da sottoscala, la scatola di vetro del custode, l’argentatura dell’ascensore. Mia madre ha aperto, tutta apprensi-
va, e ha cominciato a scusarsi per come la casa non era in ordine. Le ho presentato Guido, e lui le ha baciato la mano.
Era un baciamano perfetto, come non mi era mai capitato di vedere: né un salamelecco melenso, né un gesto mecca-
nico da burattino, né un accenno stilizzato. Ha preso la mano di mia madre e gliel’ha baciata, come se fosse la cosa più
naturale del mondo, e mia madre, per un attimo, si è illuminata di pura gioia. (da A. De Carlo, Due di due, Mondadori)

22 classificazione Indica il genere, maschile M o femminile F , dei seguenti nomi, barrando


la casella opportuna.

1. cognato M F 7. fiera M F 13. biglia M F


2. stemma M F 8. sponsor M F 14. caucciù M F
3. falò M F 9. norma M F 15. bagnino M F
4. pressione M F 10. complotto M F 16. pipa M F
5. ape M F 11. elefante M F 17. arena M F
6. toast M F 12. stress M F 18. reame M F

23 inserimento/individuazione Segnala il genere grammaticale dei seguenti nomi, premettendo a ciascu-


no l’articolo indeterminativo un, uno oppure un’, una. Alcuni tra i nomi proposti non sono di uso
comune: in caso di dubbio, consulta il dizionario.

1. un programma; 2. filtro; 3. temporale; 4. automobile; 5. damigiana; 6. igua-


na; 7. tribù; 8. ananas; 9. radio; 10. salice; 11. bontà; 12. indagine;
13. eczema; 14. genero; 15. esposizione; 16. prognosi; 17. saetta; 18.
paese; 19. casualità; 20. calamita; 21. intonaco; 22. dinamo; 23. euforia;
24. sestante; 25. batteria; 26. stasi; 27. emù; 28. barile.
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144 Modulo 3 MORFOLOGIA

24 classificazione Suddividi i nomi riportati nel riquadro nelle tre colonne della tabella a secon-
da che si usino per indicare solo esseri maschili [sono 4], solo esseri femminili [sono 3], o
esseri sia maschili sia femminili [sono 8].
pilota suocero erede pecora spia pioniere pediatra sarta ciclista
sultano gallo cliente guida collega suora

solo esseri maschili solo esseri femminili esseri sia maschili


sia femminili

pilota

25 gioco linguistico Il seguente schema contiene una serie di nomi maschili e femminili.
Individuali tutti, aggiungendo alle sillabe già presenti nello schema quelle elencate a lato.
ca, ca, co, cu, de, du, fron, lo, mi,
no, po, ra, ra, ra, stie, ta, ta, ta, to

La formazione del femminile


26 individuaz./trasformazione Nelle seguenti frasi sottolinea tutti i nomi comuni femminili. Poi, copiali
sul quaderno e di ciascuno scrivi, quando possibile, il corrispondente nome maschile. [I nomi
femminili sono 29 e quelli che hanno un corrispondente maschile 14.]
1. Dopo una lunga serie di sconfitte, la nostra squadra di pallavolo ha cambiato allenatrice. 2. Ti ricordi la simpatica
cameriera che ci ha servito sabato sera in paninoteca? Era la cugina di Angela. 3. La professoressa ci ha avvertiti che
l’ora di martedì sarà interamente dedicata alle interrogazioni. 4. Non fare entrare la gatta in cucina: sto preparando la
cena. 5. La cartella di Valeria è identica a quella della sua compagna di banco. 6. Laura lavora come istruttrice di nuoto
alla piscina comunale. 7. Gli studenti che avessero bisogno di fotocopie dovranno rivolgersi alla bidella del primo
piano. 8. Al ricevimento dell’ambasciata erano presenti anche la regina di Olanda e la principessa di Svezia. 9. L’eroina
di questo romanzo è una ragazza coraggiosa. 10. Mia nonna, che vive in campagna, possiede diverse galline.

27 trasformazione Scrivi il femminile di ciascuno dei seguenti nomi.

1. studente studentessa 5. ragazzo 9. presentatore


2. leone 6. fioraio 10. cane
3. eroe 7. sciatore 11. panettiere
4. cuoco 8. re 12. scrittore
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IL NOME Unità 2 145

28 trasformazione Scrivi il maschile di ciascuno dei seguenti nomi.

1. gatta gatto 4. infermiera 7. dea


2. zarina 5. bibliotecaria 8. gallina
3. contessa 6. attrice 9. strega

29 riscrittura Riscrivi sul quaderno le seguenti frasi, volgendo al femminile i nomi in cor-
sivo. Naturalmente dovrai ogni volta modificare anche gli altri elementi delle frasi (articoli,
aggettivi e participi passati) riferiti al nome.
1. Il mio migliore amico è un ragazzo di nome Francesco. La mia migliore amica è una ragazza di nome Francesca . 2. La
corsa campestre è stata vinta da uno studente del nostro liceo. 3. Oggi, in spiaggia, abbiamo conosciuto alcuni sim-
patici ragazzi stranieri. 4. Non sapevo che il tuo professore di educazione fisica fosse stato campione italiano di salto
in lungo. 5. Il leone scappato ieri dal circo è stato avvistato nei pressi del vecchio mulino. 6. Mio cugino ha passato
l’estate lavorando come animatore in un villaggio turistico. 7. Quell’arzillo vecchietto in bicicletta che abbiamo appe-
na incrociato è il nonno di Paolo. 8. Sei anche tu un appassionato lettore di fumetti?

30 riscrittura Riscrivi sul quaderno le seguenti frasi, volgendo al maschile i nomi in cor-
sivo. Naturalmente dovrai ogni volta modificare anche gli altri elementi delle frasi (articoli,
aggettivi e participi passati) riferiti al nome.
1. Quando ti deciderai a presentarci la tua nuova ragazza? Quando ti deciderai a presentarci il tuo nuovo ragazzo?
2. Dicono che sia una bravissima parrucchiera: le sue clienti ne sono addirittura entusiaste. 3. Non tutti sanno che quel-
la nota poetessa è anche un’apprezzata pittrice. 4. Mia cugina lavora come programmatrice informatica. 5. La signora
con cui stai parlando è la zia di Luca. 6. È una narratrice straordinaria: starei ad ascoltarla per ore. 7. Quella famosa
scienziata è stata nominata senatrice a vita. 8. I nostri vicini di casa hanno una bambina vivacissima.

31 complet./comp. semantica Completa la tabella, inserendo i nomi di piante e i nomi di frutto che
mancano.
pianta frutto pianta frutto
il castagno la castagna il pero
il pino la pesca
l’arancia la banana
l’amareno la vite
il dattero l’oliva

I nomi mobili, di genere comune, indipendenti e promiscui


32 individuaz./classificazione Nelle seguenti frasi sottolinea in rosso i nomi mobili, in blu i nomi di genere
comune, in verde i nomi indipendenti e cerchia i nomi promiscui. [I nomi mobili sono 7,
i nomi indipendenti 3, i nomi di genere comune 5 e i nomi promiscui 2.]
1. All’acquario abbiamo ammirato uno splendido delfino. 2.Tutte le mattine il nonno fa una lunga passeggiata al parco
con il suo cane. 3. Mia sorella andrà in vacanza con una sua collega di ufficio. 4. Non fare l’ipocrita! 5. Nel 1791
Leopoldo I, granduca di Toscana, assunse il titolo di imperatore di Germania. 6. Mio fratello è un pittore molto apprez-
zato all’estero. 7. Quella famosa atleta è allenata dal marito. 8. Da grande, il mio amico Franco vorrebbe fare il gior-
nalista. 9. Guarda, là in alto: un’aquila! 10. Il professor Bianchi è il nostro nuovo insegnante di biologia.
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146 Modulo 3 MORFOLOGIA

33 completamento Nelle seguenti frasi poni davanti ai nomi di genere comune gli articoli
maschili il o un oppure gli articoli femminili la, una o un’, a seconda che, sulla base del conte-
sto, tali nomi siano usati al maschile oppure al femminile.

1. La nostra squadra ha bisogno di un attaccante più incisivo. 2. Papà, c’è tua collega al telefono. 3. A quei
rumori sospetti custode è subito accorso. 4. chitarrista di quel complesso non è solo brava: è anche
molto carina. 5. testimone della rapina è stato a lungo interrogato dalla polizia. 6. Liliana Cavani è
apprezzata regista cinematografica. 7. Quella vecchia signora ha lasciato tutto il suo patrimonio a unico erede.
8. ospite dell’albergo si è lamentato con la direzione per il cattivo servizio. 9. Laura fa farmacista.
10. Nessuno immaginava che quella donna potesse essere omicida.

34 combinazione Collega con una freccia la forma maschile a quella femminile di ciascuno dei
seguenti nomi indipendenti.
padre femmina
fuco giumenta
genero madre
montone pecora
maschio moglie
maiale ape
cavallo nuora
marito scrofa

35 produzione Scrivi sul quaderno una frase per ciascuno dei seguenti casi.

1. Una frase che contenga tre nomi mobili.


2. Una frase che contenga due nomi promiscui.
3. Una frase che contenga due nomi di genere comune.
4. Una frase che contenga due nomi indipendenti.
5. Una frase che contenga un nome di genere comune e un nome indipendente.

I falsi cambiamenti di genere


36 complet./comp. semantica Completa le seguenti frasi scegliendo l’espressione corretta tra quelle
proposte fra parentesi. Tieni presente che i nomi di ciascuna coppia non sono il maschile e il
femminile dello stesso nome, ma due nomi di significato completamente diverso.

1. Domani c’è lezione di disegno: hai già finito (il tavolo/la tavola) la tavola che dobbiamo consegnare? 2. Il film era
talmente noioso che siamo usciti prima (del fine/della fine) . 3. Questo sentiero conduce (al cappel-
lo/alla cappella) della Madonna degli alpini. 4. La pena deve essere proporzionata (al colpo/alla
colpa) . 5. L’offensiva nemica ha causato lo sfondamento della linea (del fronte/della fronte)
. 6. Il consiglio di amministrazione ha deciso un aumento (del capitale/della capitale)
sociale. 7. Queste notizie mi sono state fornite da (un fonte/una fonte) inattendi-
bile. 8. (Il tasso/La tassa) d’inquinamento ha raggiunto livelli insostenibili. 9. Quello sbarramento
che vedi serve a deviare (il corso/la corsa) del fiume.
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IL NOME Unità 2 147

37 correzione Le seguenti frasi sono evidentemente assurde. Per rimettere a posto le cose,
però, è necessario modificare il genere di un nome (ed, eventualmente, dei relativi articoli,
preposizioni articolate e participi passati) di ciascuna frase.

1. Alla casella autostradale si era formata una fila di alcuni chilometri. ( casello ) 2. Su questo documento va applica-
ta una marca da bolla. ( ) 3. Questa sera mangerei volentieri un pizzo. ( ) 4. Per spedire
questa fotografia senza doverla piegare, è necessario usare un busto più grande. ( ) 5. La fine di questa
iniziativa è lodevole. ( ) 6. Il fronte del vecchio era solcato da profonde rughe. ( ) 7. Non
vuoi ammetterlo, ma sei dalla parte della torta. ( ) 8. Mi pare impossibile che tu non abbia notato la car-
tella di divieto di sosta. ( ) 9. La manica di questa scopa deve essere sostituita. ( )

38 complet./comp. semantica Completa le seguenti frasi scegliendo il nome opportuno (accompagnato


dall’articolo, determinativo o indeterminativo) fra le coppie riportate nel riquadro.
porto/porta tappo/tappa pezzo/pezza baleno/balena costo/costa
(il/un) pianeta/(la/una) pianeta tribuno/tribuna (il/un) lama/(la/una) lama testo/testa

1. Aspettami: sarò pronta in un baleno . 2. Quando esci, ricordati di chiudere . 3. Venere non è una
stella, ma . 4. bretone è ricca di incantevoli insenature. 5. Quest’anno il giro
d’Italia si concluderà con a cronometro. 6. è un animale tipico della regione andi-
na. 7. Gli ospiti d’onore hanno assistito alla partita in . 8. Mi potresti procurare di
quella canzone? 9. Per rivestire quel divano, occorre di stoffa più grande.

39 individuaz./completamento Nelle seguenti frasi riconosci dal contesto l’esatto genere dei nomi in cor-
sivo; poi inserisci l’articolo (determinativo o indeterminativo) e concorda gli aggettivi e i parti-
cipi passati riferiti a tali nomi.

1. Paolo è un ginnasta di livello nazionale. È infatti arrivat o second o ai recenti campionati italiani. 2. Finalmente
abbiamo trovato nuov batterista per il nostro gruppo: si chiama Luca ed è alunn della IV
A. 3. La professoressa Bianchi è insegnante molto stimat . 4. boa è collocat a circa 60
metri dalla spiaggia. 5. Dopo una lunga indagine, spia nemic venne identificat e arrestat .
6. Il sacerdote indossava pianeta riccamente ornat . 7. fine delle lezioni è segnalat dal
suono della campanella. 8. Paolo ha sposato su collega.

40 produz./comp. semantica Scrivi accanto a ciascuno dei nomi delle seguenti coppie le rispettive defi-
nizioni.
1. il boa grosso serpente 5. il suolo
la boa galleggiante ancorato al fondale la suola
2. il corso 6. il buco
la corsa la buca
3. lo spillo 7. il cerchio
la spilla la cerchia
4. l’arco 8. il collo
l’arca la colla
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148 Modulo 3 MORFOLOGIA

41 produz./comp. semantica Scrivi sul quaderno una breve frase per ciascuno dei nomi delle seguenti
coppie.
1. il radio: Paolo, cadendo dal motorino, si è fratturato il radio. la radio: Per favore, abbassa la radio: non riesco a studiare.
2. il filo, la fila; 3. il palo, la pala; 4. il panno, la panna; 5. il capitale, la capitale; 6. il caso, la casa; 7. il cero, la cera;
8. il velo, la vela.

Il numero del nome: singolare e plurale


42 individuaz./classificazione Individua tutti i nomi comuni contenuti nel seguente brano, sottolineando in
rosso i nomi singolari e in blu i nomi plurali. [I nomi singolari sono 18 e quelli plurali 7.]
Da quando Konradin era stato a casa mia, mi aspettavo che ricambiasse l’invito, ma i giorni e le settimane passavano
senza che questo avvenisse. Indugiavamo sempre, davanti al cancello sormontato da due grifoni che reggevano lo
stemma degli Hohenfels, fino al momento in cui mi salutava e, aprendo il pesante cancello, risaliva il vialetto odoroso,
bordato di oleandri, che portava al portico e all’ingresso principale. Bussava piano all’enorme portone nero, che si apri-
va silenziosamente, e spariva, come se non dovesse mai più ricomparire. Di tanto in tanto, io restavo ad aspettare per
qualche istante, nella speranza che Sesamo si aprisse di nuovo e che Konradin riemergesse, facendomi cenno di entra-
re. Ma la mia speranza non si avverava mai e la porta incombeva minacciosa quanto i due grifoni che mi scrutavano, cru-
deli e impietosi, con gli artigli acuminati e le lingue biforcute a forma di falce, pronti a strapparmi il cuore.
(da F. Uhlman, L’amico ritrovato, Feltrinelli)

43 trasformazione Volgi al plurale i nomi del seguente elenco.

1. fatica fatiche 6. magia 11. duca


2. denuncia 7. camicia 12. tazza
3. collega 8. fascia 13. cartella
4. doccia 9. arancia 14. poeta
5. coperta 10. accusa 15. pioggia

44 completamento Completa la seguente tabella, collocando la forma plurale accanto alla rela-
tiva forma singolare e viceversa.
singolare plurale singolare plurale
farmacia farmacie sedie
donna coscia
rocce maglie
socie tracce
monarca sega
targa manica
bilance strisce
nevralgia oche
fionda fotografia
scrivanie poltrona
barche streghe
mancia laurea
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IL NOME Unità 2 149

45 completamento Completa la seguente tabella, collocando la forma plurale accanto alla rela-
tiva forma singolare e viceversa.
singolare plurale singolare plurale
albergo alberghi echi
zio amici
aghi addio
incarichi valico
dialogo armi
paio risa
chirurghi epilogo
buoi bacio
sarcofago teologi
tempio cataloghi
psicologi traffico
sindaci dio
politico archi
migliaio ali
parco scoglio

46 correzione Le seguenti frasi (attenzione: non tutte!) presentano alcune scorrettezze


nella formazione del plurale. Individua e correggi gli errori. [Gli errori sono 8.]
1. Laura indossa sempre camice coloratissime. camicie

2. Per favore, comprami sei uovi e due etti di prosciutto cotto.


3. Le gocce sono sempre più fitte: è meglio ripararci sotto quei portici.
4. Al dibattito di stasera interverranno alcuni psicologhi.
5. Mi spiace, le focaccie sono finite: se vuoi, abbiamo ancora delle pizzette.
6. Questi continui rinvi sono del tutto inaccettabili.
7. Non dirmi che anche tu credi in maghi e astrologhi.
8. Mio nonno è un appassionato giocatore di bocce.
9. Il sentiero è segnalato da freccie gialle.
10. Migliaia di profugi abbandonarono la zona di guerra.

47 gioco linguistico Trova le parole corrispondenti alle seguenti definizioni; quindi cancella dallo
schema sillabico qui sotto le sillabe che compongono le parole trovate: le sillabe rimaste ti
daranno il nome che indica gli specialisti che studiano il passato... scavando.

1. Il maschile di “duchesse”.
2. Vi si vendono le medicine.
3. In biblioteca ve ne sono per autore,
per titolo e per soggetto.
4. Frutti del ciliegio.
5. Compagne di lavoro.
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150 Modulo 3 MORFOLOGIA

I nomi invariabili al plurale, i nomi difettivi e i nomi sovrabbondanti


48 individuaz./classificazione Nelle seguenti frasi individua e sottolinea tutti i plurali e poi classificali a
seconda che siano invariabili, difettivi o sovrabbondanti. [I nomi invariabili sono 9, i difetti-
vi 7 e quelli sovrabbondanti 5.]
1. I bermuda sono pantaloncini che arrivano fino alle ginocchia. 2. Nel centro storico è vietato l’accesso alle auto pri-
vate. 3. Luca pranza sempre nei fast-food. 4. Non vedo l’ora di provare gli sci nuovi. 5. Dalle analisi eseguite risulta
un tasso di colesterolo troppo elevato. 6. Per potare la siepe, devi usare le cesoie, non le forbici! 7. Hai forse visto i
miei occhiali da sole? 8. Non guardo mai i film alla televisione perché non sopporto l’interruzione degli spot pubblici-
tari. 9. Gianni indossa sempre un paio di vistose bretelle rosse. 10. Domani, in aula magna, si terrà una conferenza sui
fondamenti della fisica contemporanea. 11. Le città medievali erano in genere cinte da una robusta cerchia di mura.
12. Di quell’antico palazzo non restano che le fondamenta e una parte dei muri perimetrali. 13. Vicino alla spiaggia, c’è
un’area attrezzata per camper e roulotte. 14. Nessuna delle ipotesi formulate ha finora trovato conferma.
nomi invariabili al plurale nomi difettivi nomi sovrabbondanti

bermuda

49 classificazione Completa la seguente tabella inserendo nelle tre colonne i nomi riportati nel
riquadro. [I nomi difettivi del singolare sono 6, quelli difettivi del plurale 8 e quelli invariabili 8.]

pazienza specie buio tenaglie rosolia nozze gas sport dintorni azoto viveri
brindisi caffè sete tesi ferie mutande sosia allegria varicella oasi burro

nomi difettivi nomi difettivi nomi invariabili


del singolare del plurale

pazienza

50 complet./comp. semantica Completa ciascuna delle seguenti frasi con la forma plurale adeguata al
contesto, scegliendola fra le coppie di nomi sovrabbondanti riportate nel riquadro.

gesti/gesta i fili/le fila i corni/le corna i bracci/le braccia sui labbri/sulle labbra i gesti/le gesta
gli ossi rotti/le ossa rotte i cigli/le ciglia i diti sporchi/le dita sporche alcuni muri/alcune mura

1. Le corna del cervo hanno una caratteristica forma ramificata. 2. Laura si trucca pochissimo: si mette solo un po’
di rossetto . 3. Non sono più abituato a sciare così a lungo: mi sento .
4. Ho di grasso perché ho sistemato la catena della bici. 5. L’edificio è stato ristrutturato abbat-
tendo . 6. Guarda! Tra di quella ragnatela è rimasta impigliata una farfalla.
7. Al rivederla, la strinse forte tra . 8. I tifosi si assiepavano lungo della
strada, attendendo il passaggio dei corridori. 9. Non potendo parlare, Luca ha cercato di spiegarmelo a
. 10. Nell’Iliade si narrano degli eroi che combatterono la guerra di Troia.
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IL NOME Unità 2 151

51 gioco linguistico Risolvi i seguenti rebus e otterrai altrettanti nomi difettivi.

1. occhiali

2.

3.

4.

52 correzione Le frasi seguenti (tranne una!) presentano scorrettezze o improprietà nell’u-


so dei nomi difettivi e sovrabbondanti. Individuale e correggile.

1. Come primo, vorrei un risotto con le ossa buche. ( gli ossi buchi ) 2. L’esercito invasore restò a corto di vivero.
( ) 3. Non vedo l’ora di andare in feria! ( ) 4. Nel dintorno di Atene ci sono
diverse altre mete turistiche interessanti. ( ) 5. Giunto a valle, il fiume si biforca in due braccia.
( ) 6. Quando lo accarezzo, il mio gatto fa le fusa. ( ) 7. La foresta risuonava
delle grida di innumerevoli uccelli notturni. ( ) 8. Con quel pantalone ti starebbe benissimo la giac-
ca blu. ( ) 9. I labbri della ferita si sono ormai perfettamente richiusi. ( )
10. La montatura del tuo occhiale è davvero originale. ( )

53 produzione Scrivi sul quaderno una frase per ciascuno dei nomi difettivi individuati
nell’esercizio 52.

I nomi e la loro struttura


I nomi primitivi e i nomi derivati
54 classificazione Nelle seguenti frasi stabilisci, barrando la casella opportuna, se i nomi in
corsivo sono primitivi P o derivati D . [I nomi primitivi sono 6 e quelli derivati 10.]

1. Controlla sull’orario P D quando parte il primo treno P D per Trieste. 2. Quando hai finito di usare il computer,
ricordati di coprire la tastiera P D . 3. Ci vediamo in paninoteca P D stasera? 4. Laura usa la calcolatrice P D
anche per le somme P D più semplici. 5.Tutte le mattine, a quest’ora, la mamma esce a comprare il pane P D , il
latte P D e il giornale P D . 6. Luca non si preoccupava di nascondere il proprio completo disinteresse P D per
il mio racconto. 7. L’orologio P D del campanile P D è fermo da alcuni giorni P D . 8. Nella caduta, ho rotto il
manubrio P D della bicicletta. 9. Se vuoi avere quel libro P D in prestito, rivolgiti al bibliotecario P D .
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152 Modulo 3 MORFOLOGIA

55 combinaz./comp. lessicale La prima colonna raggruppa nomi primitivi, la seconda nomi derivati.
Collega ogni nome primitivo della prima colonna al nome derivato della seconda.
spalla giardiniere
porta vetrata
vetro spalliera
impegno frutteto
giardino portiere
frutto disimpegno

56 trasformaz./comp. lessicale Per ognuno dei seguenti nomi derivati, scrivi il nome primitivo corrispon-
dente.
1. bracciale braccio 5. batterista 9. parentela
2. videata 6. cacciatore 10. dentista
3. panificio 7. zuccherificio 11. musicalità
4. acquario 8. caffettiera 12. disaccordo

57 trasformaz./comp. lessicale Per ognuno dei seguenti nomi primitivi, scrivi almeno un nome derivato.
Per trovarne di più, aiutati eventualmente con il dizionario.
1. latte latteria, lattante, lattiera 5. piede
2. camera 6. legno
3. strada 7. occhio
4. foglia 8. ombra

58 complet./comp. lessicale Completa le seguenti frasi inserendo un adeguato nome derivato da quello
riportato fra parentesi.

1. Ricordati di comprare un (collo) collare antipulci per Bobby. 2. Luca non si abbottona mai il (collo)
della camicia. 3. Se ti servono delle marche da bollo, le potrai acquistare dal (tabacco) in fondo alla via.
4. In questa sala del museo sono esposte alcune preziose (tabacco) di fine Settecento. 5. Con l’alta
(mare) quel promontorio si trasforma in un’isola. 6. L’equipaggio era composto dal comandante e da
altri dieci (mare) . 7.Tra gli oggetti rinvenuti nella tomba etrusca spiccavano una coppa e due (braccio)
in oro finemente lavorati. 8. A Simone, abilissimo nuotatore, sono bastate poche (braccio)
per raggiungere la riva.

I nomi alterati
59 individuazione Nelle seguenti frasi sottolinea i nomi alterati. [I nomi alterati sono 10.]

1. Il rifugio si trovava sulla riva di un grazioso laghetto alpino. 2. Questa sera ci troveremo al campetto dell’oratorio
per una partitella tra amici. 3. Paolo si atteggia a divo del cinema, ma in realtà non è che un attorucolo. 4. Devo anda-
re a letto presto perché domani mi aspetta una levataccia. 5. Hai un febbrone da cavallo: mettiti subito a letto!
6. Seduti! Non è ancora suonata la campanella. 7. Non riesco più a trovare la mia agendina. 8. Per attraversare il tor-
rente, c’è un ponticello poco più a valle. 9. Che ne diresti di una passeggiata in riva al mare fino al porticciolo?
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IL NOME Unità 2 153

60 trasformaz./comp. lessicale Accanto a ciascuna delle seguenti espressioni scrivi il nome alterato cor-
rispondente.

1. una bassa collina: collinetta ; 2. un fiume piccolo e con poca acqua: ; 3. uno scrittore di scarso
talento: ; 4. una donna alta e robusta: ; 5. una famiglia piccola e simpatica:
; 6. un cane antipatico e aggressivo: ; 7. una finestra piccola e graziosa:
; 8. una parola brutta e volgare: ; 9. un piccolo campo: ; 10. un
grosso tavolo: .

61 trasformaz./comp. lessicale Completa le seguenti frasi, definendo opportunamente i nomi alterati in


esse contenuti.
1. Un paesino è un piccolo paese 6. Una canzonaccia è
2. Un poetastro è 7. Una festicciola è
3. Una gonnellina è 8. Un omone è
4. Un torrentello è 9. Un terrazzino è
5. Un lupacchiotto è 10. Un romanzetto è

62 trasformaz./comp. lessicale Completa la seguente tabella formando, di ciascun nome primitivo propo-
sto, i suoi alterati.
primitivo accrescitivo diminutivo vezzeggiativo peggiorativo

1. cavallo cavallone cavallino cavalluccio cavallaccio


2. ragazza
3. strada
4. cane
5. fratello
6. libro
7. gatto
8. cappello
9. bocca

63 trasformaz./comp. lessicale Scrivi tutti i possibili alterati dei seguenti nomi.

1. paese paesino, paesone, paesotto, paesello, paesuccio, paesaccio


2. dottore
3. tavolo
4. ragazzo
5. donna
6. lago
7. tipo
8. lavoro
9. albero
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154 Modulo 3 MORFOLOGIA

64 competenza semantica Le seguenti parole erano, in origine, nomi alterati, ma ormai sono considerate
parole derivate, cioè parole autonome. Accanto a ciascuna di esse, registra il nome primitivo
da cui deriva e il significato che attualmente ha: potrai così verificare la differenza di significato
che ormai divide la parola primitiva da quella derivata.
1. ombrello deriva da ombra e significa oggetto che serve a ripararsi dalla pioggia
2. forchetta deriva da e significa
3. copertina deriva da e significa
4. cartone deriva da e significa
5. boccone deriva da e significa
6. lancetta deriva da e significa
7. cannone deriva da e significa
8. cartina deriva da e significa
9. vetrina deriva da e significa
10. fumetto deriva da e significa

65 comp. lessicale e semantica I falsi alterati sono nomi che presentano sillabe finali uguali a quelle dei
nomi alterati: queste sillabe, però, non sono suffissi alterativi, ma fanno parte della radice della
parola (per esempio, bottone non deriva da botte, né mulino da mulo). Completa le seguenti
definizioni inserendo il falso alterato richiesto.

1. Non è una grossa lima, ma un agrume: limone . 2. Non è un grande lampo, ma un frutto di colore rosso:
. 3. Non è una grossa torre, ma un dolce a base di mandorle: . 4. Non è un piccolo posto,
ma la persona addetta alla distribuzione della posta: . 5. Non è un grande viso, ma un piccolo mammife-
ro noto per la sua pelliccia: . 6. Non è un piccolo matto, ma la prima parte del giorno: .
7. Non è un piccolo e grazioso naso, ma un pesce di mare: . 8. Non è una brutta foca, ma una pietanza
fatta di pane schiacciato e condito con olio: . 9. Non è un piccolo tacco, ma un grosso uccello da corti-
le di origine americana . 10. Non è una piccola gola, ma un veliero a due alberi: .

66 individuaz./produzione In ciascuna delle seguenti vignette si fa riferimento a un falso alterato.


Individualo e componi una breve frase che lo contenga.
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IL NOME Unità 2 155

67 gioco linguistico Un gioco linguistico che si ritrova spesso nelle riviste di enigmistica è quel-
lo dei falsi alterati. In esso vengono date le definizioni di due nomi, di cui uno è il falso alte-
rato dell’altro e il lettore deve indovinare entrambi. Eccoti due esempi.
1. Il primo nome è di cinque lettere; il secondo nome è un falso vezzeggiativo del primo ed è di otto lettere.
“Con un di lana ho ben pulito
il solare e il risultato
ottenuto è il rendimento aumentato.”
2. Il primo nome è di cinque lettere; il secondo nome è un falso diminutivo del primo ed è di sette lettere.
“Forse è un il mio vicino?
Suona e canta a squarciagola
alle quattro del .” (da “La Settimana Enigmistica”, 16 giugno 2001)

68 produzione Scrivi sul quaderno una frase per ciascuno dei seguenti casi.

1. Una frase che contenga un diminutivo.


2. Una frase che contenga un vezzeggiativo.
3. Una frase che contenga un accrescitivo.
4. Una frase che contenga un peggiorativo.
5. Una frase che contenga un falso alterato.

I nomi composti
69 individuazione Nelle seguenti frasi sottolinea i nomi composti. [I nomi composti sono 14.]

1. La gara inizierà dopo la discesa dell’ultimo apripista. 2. Quel portatelevisore ha un ripiano apposito per il videore-
gistratore. 3. Mi presteresti il tuo lucidalabbra? 4. Il caposquadra consegnerà alla giuria i nomi dei partecipanti a ogni
singola gara. 5. C’è stato un contrordine: il portavoce del ministro della difesa ha comunicato la sospensione delle ope-
razioni. 6. Il mio motorino ha il contachilometri guasto. 7. Il tradizionale concerto di capodanno inizierà a mezzogior-
no. 8. Oggi fa molto freddo: se proprio non vuoi rinunciare al tuo solito giro in bici, almeno mettiti la calzamaglia e il
passamontagna di lana. 9. Il sottopassaggio della stazione viene chiuso a mezzanotte.

70 competenza lessicale Riprendi in esame i nomi composti che hai individuato nell’esercizio 69 e
separa con una barretta verticale gli elementi che le compongono.
Es.: apripista: apri/pista

71 competenza lessicale Precisa da quali tipi di parole (nomi, aggettivi, verbi ecc.) sono formati i
seguenti nomi composti.
1. portafoglio verbo + nome 7. mezzaluna
2. pescecane 8. sordomuto
3. altopiano 9. sottoscala
4. saliscendi 10. paraurti
5. pianoforte 11. porcospino
6. cassapanca 12. dormiveglia
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156 Modulo 3 MORFOLOGIA

72 trasform./uso del dizionario Volgi al plurale i nomi composti dell’esercizio 71 (attenzione: quattro di
essi sono invariabili!). Controlla poi sul dizionario se hai lavorato bene.
Es.: portafoglio: portafogli

73 combinaz./comp. lessicale Collega con una freccia i vocaboli delle due colonne che possono unirsi a for-
mare una nome composto.
posa classe
dopo legna
fuori bandiera
alza scuola
caccia placito
taglia cenere
franco vite
bene bollo

74 gioco linguistico Inventa nuovi nomi composti che abbiano lo stesso significato delle
seguenti parole.
1. martello piantachiodi 6. portiere
2. ventaglio 7. calcolatrice
3. pilota 8. calzolaio
4. diario 9. armadio
5. caffettiera 10. lampadario

75 produz./uso del dizionario Forma un nome composto utilizzando le seguenti coppie di elementi.
Forma, poi, il plurale di ogni nome composto ottenuto.
1. nome + aggettivo cassaforte/casseforti 6. avverbio + verbo
2. aggettivo + nome 7. verbo + nome
3. nome + nome 8. verbo + verbo
4. verbo + nome 9. aggettivo + nome
5. nome + aggettivo 10. nome + nome

76 trasform./uso del dizionario I nomi composti con la parola capo si comportano in modo del tutto parti-
colare nella formazione del plurale. Volgi al plurale i seguenti nomi composti, ricorrendo even-
tualmente al dizionario.
1. il capolavoro i capolavori 8. il capostazione
2. il capolinea 9. il capolista
3. il capostipite 10. il capobanda
4. il capoclasse 11. il capofila
5. il capogiro 12. il capoverso
6. la capocuoca 13. il capocomico
7. la caposala 14. la caporedattrice
•EXE m3•02•Nome•p 138-157 9-06-2011 11:45 Pagina 157

IL NOME Unità 2 157

77 individuaz./trasformazione In ciascuna delle seguenti vignette è presente un nome composto: indivi-


dualo e volgilo al plurale.
– Vuole davvero indietro il
tosaerba che mi ha prestato
alcuni mesi fa?

– Potrebbero anche avvertire, quelli


del piano di sopra, quando devono
usare quel dannato aspirapolvere!
(da “La Settimana Enigmistica”, 30 giugno 2001)

78 comp. lessicale e semantica Completa le seguenti definizioni, inserendo il nome composto opportuno,
scegliendolo fra quelli riportati nel riquadro.
retromarcia benefattore spazzaneve bagnasciuga rompighiaccio
cassaforte scolapasta cantautore saliscendi banconota

1. Chi canta canzoni che egli stesso compone: cantautore . 2. Un biglietto di banca usato con valore di moneta lega-
le: . 3. Recipiente bucherellato che serve per scolare la pasta: . 4. La marcia indie-
tro di un veicolo: . 5. Chi fa del bene al prossimo: . 6. Alternanza di salite e disce-
se: . 7.Veicolo che libera le strade dalla neve: . 8. La parte di spiaggia dove si rom-
pono le onde e che appare perciò ora asciutta ora bagnata: . 9. Vi si ripongono denaro e oggetti pre-
ziosi: . 10. Nave attrezzata per rompere la crosta di ghiaccio che si forma sui mari delle regioni più
fredde: .

79 gioco linguistico Completa il seguente schema scrivendo i nomi composti di cui ti diamo le
definizioni nelle righe orizzontali. Nella colonna evidenziata apparirà un altro nome composto.
1. Area pianeggiante in alta quota.
2. Strumento musicale che può essere verticale o a coda.
3. L’“arco” luminoso che spesso segue il temporale.
4. La parte del teatro dove si esibiscono gli attori.
5. Serve a riporre giornali e riviste.
6. Documento scritto a mano.
7. Un tempo... non buono.
8. Chi è senza casa.
9. Nomignolo.

80 produzione Scrivi sul quaderno cinque frasi contenenti ciascuna un nome composto.
U.3 L'aggettivo•p 158-170 A 9-06-2011 11:48 Pagina 158

158 Modulo 3 MORFOLOGIA

3 L’aggettivo
L’aggettivo è la parte variabile del discorso che si “aggiunge” a un nome per
attribuirgli una qualità o per determinarlo in modo più preciso:
il libro illustrato; quel libro; il tuo libro.

Funzioni. In rapporto al nome cui si riferisce, l’aggetti vo ha due funzioni fon-


damentali:
 una funzione attributiva: quando l’aggetti vo si unisce direttamente al
nome, di cui è un attributo:
Il cielo azzurro mi mette allegria.
 una funzione predicativa: quando l’aggettivo si unisce al nome non diretta-
mente ma mediante una v oce del verbo essere in funzione copulativa o di un
verbo usato come copulativo e funge da parte nominale di un predicato:
Il cielo è azzurro. Il cielo sembra azzurro.
Classificazione. Gli aggettivi si dividono in due categorie fondamentali: aggettivi
qualificativi e aggettivi determinativi (o indicativi).

1 L’aggettivo qualificativo
Gli aggettivi qualificativi indicano le qualità o le caratteristiche di una perso-
na, di un animale o di una cosa. Essi, quindi, espandono il signif icato del
nome cui si riferiscono, ar ricchendolo di elementi distinti vi o individuandolo,
attraverso alcuni particolari, in mezzo ad altri simili:
un gatto bianco / un gatto nero.

1.1 Le forme dell’aggettivo qualificativo: il genere e il numero


Gli aggettivi qualificativi, come i nomi, variano generalmente le desinenze in
rapporto al genere – maschile o femminile – e al numero – singolare o plura-
le. In particolare:
 gli aggettivi che al maschile singolare ter minano in -o variano sia nel genere
sia nel numero e presentano perciò quattro forme diverse:
U.3 L'aggettivo•p 158-170 A 9-06-2011 11:48 Pagina 159

L’AGGETTIVO Unità 3 159


singolare plurale

maschile nuov-o nuov-i


femminile nuov-a nuov-e

 gli aggettivi che al maschile singolare ter minano in -ista presentano tre
forme: un’unica for ma per il maschile e il femminile singolare e due for me
distinte per il plurale:
singolare plurale

maschile egoist-i
egoist-a
femminile egoist-e

 gli aggettivi che al maschile singolare ter minano in -e presentano due forme,
una per il singolare e una per il plurale, e quindi non distinguono il genere:
singolare plurale

maschile
gentil-e gentil-i
femminile

 alcuni aggettivi, inf ine, hanno un’unica forma valida per entrambi i generi
e i numeri e sono quindi invariabili:
singolare plurale

maschile
par-i
femminile

Quest’ultimo gruppo di aggettivi comprende:


– l’aggettivo pari e i suoi derivati, impari e dispari;
– gli aggettivi indicanti colore che deri vano da nomi, come rosa, ocra, viola,
nocciola, marrone;
– gli aggettivi usati in coppia ( grigio scuro, azzurro pal-
lido) o gli aggettivi seguiti da un sostantivo (verde botti- PER NON SBAGLIARE
glia, rosso fuoco) usati per indicare gradazioni di colore; Gli aggettivi bello, grande,
– l’aggettivo arrosto; santo, buono
– le locuzioni avverbiali usate come aggettivi: perbene,
dabbene, dappoco; Questi quattro aggettivi presentano
più forme di singolare e di plurale, for-
– alcuni aggettivi di recente for mazione composti da me che variano a seconda della lette-
anti- e un sostantivo: antinebbia, antiruggine, antifurto. ra iniziale del nome cui l’aggettivo si
riferisce. Così, si dice “un bello spa-
Forme particolari di plurale. Gli aggettivi in -co zio” ma “un bel gatto”; “dei bei tavoli-
(femm. -ca) formano il plurale: ni” ma “dei begli uomini”; “un grande
– in -chi (femm. -che) se sono piani, cioè accentati sulla amico” e “un grande spazio” ma “un
gran signore”; “sant’Antonio” e “santo
penultima sillaba: biànco, biànchi (biànche). Eccezioni: Stefano” ma “san Carlo”; “un buono
amìco, nemì co e g rèco fanno amì ci, nemì ci e g rèci scolaro” ma “un buon amico” e “un
(amìche, nemìche e grèche); buon padre”. L’uso, di solito, suggeri-
– in -ci (femm. -che) se sono sdr uccioli, cioè accentati sce la forma esatta. Nel dubbio, si
sulla terzultima sillaba: pacìf ico, pacìf ici (pacìfiche). può consultare il dizionario.
Eccezioni: càrico e diméntico fanno càrichi e diméntichi;
U.3 L'aggettivo•p 158-170 A 9-06-2011 11:48 Pagina 160

160 Modulo 3 MORFOLOGIA


Gli aggettivi in -go (femm. -ga) formano il plurale in -ghi (femm. -ghe): largo,
larghi; larga, larghe. Fanno eccezione le for me in -logo e -fago che al plurale ma-
schile hanno la forma in -logi e -fagi: antropologo/antopologi/antropologhe; antro-
pofago/antropofagi/antropofaghe.
Gli aggettivi in -io formano il plurale maschile con una sola -i se la -i- del gruppo
-io non è accentata: ser io, seri (femm. seria, serie); con la doppia -i se la -i- del
gruppo -ìo è accentata: natìo, natìi (femm. natìa, natìe).

1.2 La concordanza dell’aggettivo qualificativo


L’aggettivo qualif icativo concorda in genere e numero con il nome cui si ri-
ferisce:
Un papavero rosso brillava in mezzo alle spighe dorate.
Quando però l’aggettivo si riferisce a più nomi, bisogna distinguere:
 se i nomi sono tutti dello stesso genere, l’aggetti vo concorda con essi per il
genere e assume il numero plurale:
La zia ha comperato un divano e un tappeto antichi.
La donna sfoggiava una camicetta e una gonna nuove.
 se i nomi sono di genere di verso, singolari o plurali, l’aggetti vo assume il
numero plurale e di preferenza il genere maschile:
Ho bisogno di un cappotto e di una giacca nuovi.
Questa norma vale sempre quando l’aggetti vo si riferisce a nomi indicanti es-
seri animati (“ Al mare ho conosciuto un ragazzo e una ragazza molto
simpatici”). Invece, quando si riferisce a nomi indicanti cose, l’aggetti vo può
anche concordare, al plurale, con il genere del nome più vicino:
In salotto vorrei mettere una poltrona e un tavolo rossi.
In salotto vorrei mettere un tavolo e delle sedie rosse.

1.3 Il posto dell’aggettivo qualificativo


L’aggettivo qualificativo può stare sia prima sia dopo il nome cui si riferisce:
Un ampio fossato circondava tutta la foresta.
Un muretto basso chiudeva il giardino.
Spesso, però, la di versa posizione dà all’aggetti vo sfumature di signif icato di-
verse o produce addirittura cambiamenti di significato.
ri-
 In generale, l’aggettivo posto davanti al nome ha posizione effetto
lievo minore e quello posto dopo il nome ha rilievo agg. + nome risalto al nome
maggiore:
nome + agg. risalto all’aggettivo
Paolo ha una graziosa sorella.
Paolo ha una sorella graziosa.
 A volte l’aggettivo posto davanti al nome ha solo va- posizione effetto
lore descrittivo, cioè puramente denotativo, mentre agg. + nome valore descrittivo
posto dopo il nome acquista un significato distintivo:
nome + agg. valore distintivo
L’uomo si presentò con la sua bella figlia.
L’uomo si presentò con la sua figlia bella.
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L’AGGETTIVO Unità 3 161

 In alcuni casi, la dif ferente collocazione dell’aggetti- posizione effetto

vo determina un totale cambiamento di signif icato nome + agg. significato originale


dell’aggettivo stesso:
agg.+ nome significato traslato
Il nostro vicino è un uomo povero.
Il nostro vicino è un pover’uomo.
Nella prima frase “povero” significa “non ricco”, nella seconda “meschino”.
 Alcuni aggettivi, poi, vengono usati sempre dopo il nome . Si tratta dei co-
siddetti aggettivi relazionali, aggettivi cioè che hanno un valore eminentemen-
te distintivo: per esempio, quelli di nazionalità o indicanti appar tenenza a una
determinata categoria (“un ragazzo cinese”; “il par tito democratico”); quelli
che indicano for ma, materia e colore (“una piastrella rettangolare”; “un ter re-
no sabbioso”); quelli che indicano luogo o posizione (“il lato destro della stra-
da”) e quelli che indicano una caratteristica materiale o f isica (“un vestito at-
tillato”; “un topino cieco”).

1.4 L’aggettivo sostantivato


L’aggettivo qualificativo può venire ricategorizzato e funzionare da nome.
Ciò succede quando l’aggettivo viene sostantivato dall’articolo:
i poveri = gli uomini poveri; una straniera = una donna straniera;
i mondiali = i campionati mondiali.

1.5 L’aggettivo con funzione avverbiale


L’aggettivo qualif icativo, al maschile singolare, può essere riferito, anziché a
un nome, a un verbo:
Parlate chiaro. Mangiate piano. Abbiamo visto giusto.
In questo caso, l’aggettivo acquista valore di avverbio: “parlare chiaro” signi-
fica, infatti, “parlare chiaramente (in modo chiaro)”.

1.6 La struttura degli aggettivi qualificativi


Dal punto di vista della struttura, gli aggettivi qualificativi, come i nomi, pos-
sono essere:
 primitivi, se sono formati solo da una radice (o morfema lessicale) e da una
desinenza (o morfema g rammaticale) e quindi non deri vano da nessun’altra
parola: bianc-o, alt-o, semplic-e;
 derivati, se sono for mati da altre parole mediante l’aggiunta alla radice
di prefissi o suffissi (morfemi modif icanti) rispettivamente prima o dopo la
radice: in-degn-o, mis-credent-e, pre-alpin-o; sol-ar-e, baff-ut-o, am-abil-e;
 alterati, se dopo le radici presentano dei suffissi, che ne modif icano il
significato in senso diminutivo (-ino, -etto, -ello, -erello), vezzeggiativo
(-uccio, - etto, - ello), accrescitivo (-one, -acc hione), peggiorativo o
dispregiativo (-accio, -astro) e attenuativo (-astro, -iccio, -ognolo): furb-in-o,
furb-ett-o, furb-on-e, furb-acchion-e, furb-astr-o;
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162 Modulo 3 MORFOLOGIA

 composti, se sono formati dall’unione di due aggettivi: grigioverde, bianco-


nero, agrodolce.
Di norma, i due elementi dell’aggetti vo composto costituiscono un’unica parola:
sacrosanto, rossonero. Talvolta, però, i due elementi sono di visi da un trattino:
“scambi commerciali italo-cinesi”, “guerra russo-afghana”, “corsi teorico-pratici”. In
entrambi i casi, gli aggetti vi composti for mano il femminile e il plurale solo nel se-
condo elemento: “parete variopinta, pareti variopinte”; “soldato anglo-americano,
soldati anglo-americani”.

1.7 I gradi dell’aggettivo qualificativo


L’aggettivo, oltre a esprimere la qualità di una persona o di una cosa, può an-
che precisare in quale grado o misura tale qualità è posseduta. L’aggettivo,
infatti, ha tre gradi:

Il comparativo
L’aggettivo è di g rado comparativo quando esprime la qualità
stabilendo un confronto tra due ter mini, solitamente due nomi, detti
primo e secondo termine di paragone. Il comparativo può essere di tre tipi:
 comparativo di maggioranza, che si for ma premettendo all’aggettivo l’av-
verbio più:
Roberta è più alta di Giovanna.
 comparativo di uguaglianza, in cui l’aggettivo è in- I termini di paragone
trodotto da tanto o così, per lo più sottintesi:
La comparazione, oltre che tra due
Roberta è (tanto) alta quanto Daniela. nomi, può avvenire tra:
Roberta è (così) alta come Daniela.  due aggettivi: “Antonio è più intel-
 comparativo di minoranza, che si for ma premetten- ligente che studioso”;
do all’aggettivo l’avverbio meno:  due verbi: “Studiare è meno diver-
tente che giocare”;
Roberta è meno alta di Francesca.
 due avverbi: “Ti sei comportato più
Il secondo ter mine di paragone è introdotto da di nel stupidamente che maldestramente”.
comparativo di maggioranza e di minoranza (“Mio In questi casi, come risulta dagli
fratello è più g rande di me”) e da come o quanto in esempi, il secondo termine di para-
quello di uguaglianza (“ Anna è simpatica come [o gone è introdotto da che.
quanto] Laura”).
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L’AGGETTIVO Unità 3 163


Il superlativo L’aggettivo è di grado superlativo quando indica che una deter mi-
nata qualità è posseduta da qualcuno o da qualcosa al massimo livello. Il grado
superlativo può essere di due tipi:
 superlativo relativo: quando indica che una qualità è posseduta al massimo
grado o al minimo grado relativamente a un gruppo di persone o cose:
Francesca è la più alta di noi. Daniela è la meno alta di tutti.
Il superlativo relativo si for ma premettendo il più o il meno all’aggettivo. Il
gruppo di persone o cose, relativamente al quale una di esse possiede al massi-
mo o al minimo g rado una qualità, può essere introdotto dalle preposizioni di,
tra o fra: “Paolo è il più vecchio dei fratelli”; oppure può essere sottinteso:
“Abbiamo visitato solo le città più importanti”;
 superlativo assoluto: quando l’aggettivo indica che una qualità è posseduta
al massimo grado o in misura ele vatissima indipendentemente da ogni con-
fronto e da ogni termine di riferimento:
Sandra è altissima.
Il superlativo assoluto di solito si forma:
 aggiungendo all’aggettivo di g rado positivo, privato della desinenza morfo-
logica, il suffisso -issimo (-a, -i, -e): alto/altissimo;
 premettendo all’aggettivo di grado positivo un avverbio che ne rafforza il si-
gnificato, come molto, assai, decisamente, incredibilmente, estremamente:
“Gli amici ti hanno trovato molto simpatico”;
 premettendo all’aggettivo di grado positivo prefissi come arci-, ultra-, stra-,
extra-, sovra-, super-, iper-: “Sono arcistufo delle tue lamentele”;
 ripetendo due volte l’aggettivo di grado positivo: “Nella cesta c’è un gatto
piccolo piccolo”; “Se ne andò via zitto zitto”;
 rafforzando l’aggettivo positivo con un altro aggettivo di significato analo-
go: “Sono stanco morto”; “Quest’auto è nuova fiammante”.

Comparativi e superlativi particolari


I superlativi in -errimo Le forme speciali di comparativo e superlativo

Alcuni aggettivi presentano il superlativo assoluto in Gli aggettivi buono, cattivo, grande e piccolo presentano,
-errimo (-a, -i, -e): acre → acerrimo, aspro → asperrimo assieme alle forme normali di comparativo e superlativo
(o asprissimo), celebre → celeberrimo, integro → integer- più buono, buonissimo ecc., anche forme speciali che
rimo, misero → miserrimo, salubre → saluberrimo. derivano dalle corrispondenti forme latine:
positivo comparativo superlativo
I superlativi in -entissimo assoluto

buono migliore ottimo


Gli aggettivi che terminano in -dico, -fico e -volo forma-
no il superlativo in -entissimo (-a, -i, -e): munifico/mu- cattivo peggiore pessimo
nificentissimo, benevolo/benevolentissimo. Ma nell’uso
corrente c’è la tendenza a sostituire questi superlativi grande maggiore massimo
assoluti con espressioni di significato equivalente:
“Questo giudizio mi sembra molto malevolo”. piccolo minore minimo
segue
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164 Modulo 3 MORFOLOGIA

Comparativi e superlativi particolari


Forme speciali di comparativo e di superlativo sono “Un albergo di infima (= bassissima) categoria”; “Uno
anche le seguenti, pure esse di origine latina: studioso di sommo (= altissimo) ingegno”; “Le tue capa-
cità sono superiori (= più alte) alle mie”; “Il guadagno è
positivo comparativo superlativo
assoluto stato inferiore (= più basso) al previsto”.

alto superiore supremo Il migliore non è mai il più migliore


o sommo
basso inferiore infimo Migliore, peggiore, maggiore e minore sono già di per sé
forme di comparativo di maggioranza e quindi non devo-
no mai essere usate con l’aggiunta di più. Forme come
interno interiore intimo più migliore di, più peggiore di, il più migliore sono deci-
samente errate. Allo stesso modo, essendo già ottimo,
pessimo, massimo e minimo superlativi assoluti, sono
esterno esteriore estremo gravemente scorrette forme come: ottimissimo, molto
pessimo, più pessimo ecc.

2 Gli aggettivi determinativi o indicativi


Gli aggettivi determinativi o indicativi aggiungono al nome cui si riferiscono
una particolare precisazione o deter minazione. A seconda del tipo di deter mi-
nazione che esprimono, essi si distinguono in: possessivi, dimostrativi, identi-
ficativi, indefiniti, numerali, interrogativi e esclamativi.

2.1 Gli aggettivi possessivi


L’aggettivo possessivo precisa a chi appar tiene la persona, l’animale o la cosa
indicati dal nome cui è riferito:
Il mio computer è guasto. I vostri quaderni sono sulla cattedra.
Gli aggettivi possessivi sono:

Aggettivi possessivi
Persona Pronome personale
Singolare Plurale
maschile femminile maschile femminile

1 sing.
a
io mio mia miei mie
2a sing. tu tuo tua tuoi tue
3a sing. egli, lui, esso suo sua suoi sue
ella, lei, essa
1a plur. noi nostro nostra nostri nostre
2a plur. voi vostro vostra vostri vostre
3a plur. essi, esse, loro loro loro loro loro

Gli aggettivi possessivi concordano sempre in genere e in numero con il so-


stantivo cui si riferiscono, cioè con la cosa (persona, animale o o ggetto) pos-
seduta: “il mio libro; i tuoi esami; la sua amica; le sue penne; il nostro inse-
gnante; le vostre case”.
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L’AGGETTIVO Unità 3 165


Gli aggettivi di terza persona singolare e plurale, poi, si regolano anche sul
sostantivo che indica il possessore. In particolare, si deve usare le forme suo,
sua, suoi e sue quando il possessore è uno solo: “P aolo mi ha prestato il suo
giradischi”; “Paolo mi ha prestato i suoi appunti”; “Laura è v enuta con le sue
amiche”. Invece, si deve usare le for me loro (invariabile) quando i possessori
sono due o più: “P aolo e Antonio mi hanno prestato il loro lettore di CD”; “I
giocatori italiani sono partiti senza le loro divise”.

PER NON SBAGLIARE


Uso dell’articolo con i possessivi qualificativo o da un complemento l’aggettivo possessivo di terza
di specificazione (“il mio caro fra- persona singolare (forma di corte-
Gli aggettivi possessivi, di solito, tello”; “il mio cugino di Napoli”); e, sia) invece che quello di seconda
vogliono davanti a sé l’articolo: infine, con il possessivo loro (“Il persona singolare.
“Questa è la mia casa”; “Antonio è loro padre lavora all’estero”). L’ar- Così, a un amico con cui si è in con-
un nostro amico”; “Partiremo do- ticolo si omette anche tutte le vol- fidenza si dice: “Come sta tua so-
mani con i vostri amici”. te che l’aggettivo è posposto al rella?”. Invece, a un superiore o a
Rifiutano però l’articolo quando nome cui si riferisce, come nelle una persona con cui si hanno solo
accompagnano un nome indicante espressioni esclamative o vocative rapporti formali si dice: “Come sta
parentela, come padre, madre, fi- (“Figlio mio!”; “Ragazzi miei, qui bi- sua sorella?”. Nel linguaggio buro-
glio, fratello, sorella, zio, zia, sogna sbrigarsi”) o nelle espres- cratico e in quello commerciale,
cugino, cognato, nonno, nonna, sioni del tipo “da parte mia”, “a
suocero, nipote: “Mio fratello fre- come forma più spersonalizzata
casa mia”, “per colpa tua”. che di cortesia, si usa il possessivo
quenta il liceo”; “Abbiamo incon-
trato vostra madre”. Ma anche da- di seconda persona plurale, per lo
vanti a nomi di parentela, vi sono La forma di cortesia più con l’iniziale maiuscola: “In ri-
casi in cui l’articolo non si omette: sposta alla Vostra lettera del 10 lu-
quando i nomi sono usati al plurale Quando ci si rivolge, a voce o per glio u.s., Vi comunichiamo che sia-
(“I suoi fratelli sono simpatici”); iscritto, a una persona con cui non mo ora in grado di evadere la Vostra
quando sono alterati (“Il suo fratel- si è in particolare confidenza o con richiesta in quanto la merce è stata
lino è una peste”); quando sono cui si hanno solo rapporti di carat- sdoganata e potrà esserVi spedita
accompagnati da un aggettivo tere professionale, si usa sempre entro un paio di giorni”.

Oltre a mio, tuo, suo ecc., esistono altre due forme di aggettivi possessivi:
 proprio (propria, propri, proprie) esprime l’idea di possesso in modo net-
to e preciso e si usa in sostituzione de gli aggettivi di terza persona suo e loro
quando il soggetto e il possessore sono la medesima persona:
Carlo ha molta cura della propria auto.
Questa sostituzione è obbligatoria:
– nelle frasi con v erbo impersonale: “Si de ve fare il proprio dovere”; “È difficile
saper ammettere i propri errori”;
– quando è necessario e vitare ambiguità di signif icato: in questo caso, l’aggetti vo
proprio chiarisce che il possessore è il so ggetto della proposizione. Per esempio,
nella frase: “Piero ha chiesto a Massimo i suoi pattini”, non è chiaro se i pattini
siano di Piero o di Massimo. Si dirà, perciò: “Piero ha chiesto a Massimo i suoi
pattini”, se i pattini sono di Massimo. Si dirà, invece: “Piero ha chiesto a Massimo
i propri pattini”, se i pattini appartengono a Piero.
 altrui, invariabile, indica un possessore non def inito. Come signif icato cor-
risponde alle espressioni “di un altro, di un’altra, di altri, de gli altri” e si usa
solo in riferimento a persona: “Impara a rispettare le opinioni altrui (= degli
altri)”; “Non bisogna impicciarsi degli affari altrui (= di altri)”.
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166 Modulo 3 MORFOLOGIA

.
2.2 Gli aggettivi dimostrativi
Gli aggettivi dimostrativi indicano la posizione del nome cui si riferiscono ri-
spetto a chi parla o a chi ascolta:
Riponi questo martello e passami quella pinza.
Essi sono tre:
Singolare Plurale

maschile femminile maschile femminile

questo questa questi queste

codesto codesta codesti codeste

quello, quel quella quegli, quei quelle

 questo (-a, -i, -e), usato per indicare persona o cosa Al maschile e al femminile singolare,
vicina, nello spazio e nel tempo, a chi parla o scrive: questo si può elidere davanti a parole
inizianti per vocale, ma nell’italiano at-
Di chi è questo vocabolario? tuale l’elisione è sempre meno fre-
Quest’estate farò una lunga vacanza. quente: “quest’anno” o “questo anno”;
Non capisco questo tuo atteggiamento. “quest’arma” o “questa arma”.

 codesto (-a, -i, -e), usato ormai solo nella parlata to-
scana e nel linguaggio b urocratico per indicare persona o cosa vicina a chi
ascolta o legge:
Portami subito codesto foglio.
Nella lingua dell’uso è sostituito da quello: “Portami
subito quel foglio.” Oltre che per il genere e il numero, il
dimostrativo quello ha forme diverse a
 quello (quel, quella, quegli, quei, quelle), usato per seconda dell’iniziale del nome che lo
indicare persona o cosa lontana, nello spazio e nel tem- segue. Si comporta, a questo proposi-
po, sia da chi parla o scrive sia da chi ascolta o legge: to, come l’articolo determinativo. Si
dirà: “quello zaino” e “quell’albero”,
Arriveremo fino a quel torrente in fondo ma “quel tavolo”; “quegli psichiatri” e
alla valle. “quegli alberi”, ma “quei tavoli”.

Quell’anno al mare siamo stati proprio bene.


Parlerò io con quei ragazzi.

2.3 Gli aggettivi identificativi


Gli aggettivi identificativi (o dimostrativi di identità) indicano identità, ugua-
glianza o cor rispondenza tra persone o cose. Variabili nel genere e nel numero,
sono stesso (-a, -i, -e) e medesimo (-a, -i, -e), che hanno appunto il signif icato
di “uguale, identico”:
Paolo e Laura frequentano la stessa scuola.
Marco dice sempre le medesime cose.
Talvolta stesso e medesimo vengono usati per raf forzare il nome o il pronome
cui si riferiscono e dargli maggior risalto: in questo caso si pongono preferibil-
mente dopo il nome e signif icano “perf ino, proprio lui, lui in persona”: “Io
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L’AGGETTIVO Unità 3 167


stessa (= perfino io) ammetto di aver sbagliato”; “Il sindaco stesso (= il sinda-
co in persona) ha consegnato le medaglie ai vincitori”.

Singolare Plurale
maschile femminile maschile femminile
poco poca pochi poche
alquanto alquanta alquanti alquante
vario varia vari varie
1) aggettivi indefiniti diverso diversa diversi diverse
che indicano quantità parecchio parecchia parecchi parecchie
tanto tanta tanti tante
indeterminata (limitata, altrettanti altrettante
altrettanto altrettanta
scarsa, abbondante molto molta molti molte
o eccessiva) troppo troppa troppi troppe
alcuni alcune
più più
meno meno
2) aggettivi indefiniti tutto tutta tutti tutte
che indicano totalità nessuno nessuna
indeterminata alcuno alcuna
ogni
qualche
3) aggettivi indefiniti ciascuno ciascuna
che indicano unità certo certa certi certe
o molteplicità tale tali
indeterminate taluni talune
(certuno) (cer tuna) certuni certune
altro altra altri altre
4) aggettivi indefiniti qualunque
che indicano qualità qualsiasi
indeterminata qualsivoglia
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168 Modulo 3 MORFOLOGIA

2.4 Gli aggettivi indefiniti


Gli aggettivi indefiniti indicano in maniera imprecisa, generica o v aga la
quantità, l’identità o la qualità del nome cui si riferiscono:
Molti ragazzi parteciperanno alla gita. P aolo si è trasferito in
un’altra scuola. Prendete un foglio qualsiasi.
A seconda
Agge