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REGIONE LIGURIA

SERVIZIO POLITICHE DEL TERRITORIO

“Analisi dei quadri lesivi strutturali di manufatti in


relazione a problematiche di dissesti del suolo”

Genova, 15 – 17 novembre 2005

PARTE I
RICHIAMI DI MECCANICA E TECNICA DELLE
COSTRUZIONI

Dott. Ing. Alessandro De Cristofori

Parte I-a 1
ELEMENTI
DI STATICA DELLE
MURATURE

Parte I-a 2
Introduzione

Le deformazioni del suolo sono,forse le cause più frequenti dei


dissesti nelle costruzioni e ciò non deve stupire se si pensa che il
suolo è estremamente più deformabile della struttura.

Queste deformazioni sono in genere caratterizzate da una


componente differita nel tempo in numerosi casi più pericolosa sia
perché è di entità maggiore di quella istantanea e sia perché
interviene quando la costruzione è terminata.

Parte I-a 3
Le cause possono essere non solo interne all’insieme terreno –
struttura, legate cioè alle caratteristiche delle fondazioni in
rapporto alle proprietà meccaniche dei terreni, ma anche esterne
alla struttura dipendenti cioè dalle alterazioni che il suolo può
subire, indipendentemente dalla costruzione, per la variazione
delle proprietà fisico meccaniche dovute, ad esempio, alla
variazione del livello della falda, per l’allentamento dovuto
all’esecuzione degli scavi e gallerie, per le variazioni dello stato
tensionale dovuto all’ esecuzione degli scavi di sbancamento, alla
costruzione di nuove costruzioni o di rilevati posti nelle zone
limitrofe, all’instabilità dei pendii.

Parte I-a 4
La ricerca della causa o delle cause della disfunzione di una
fondazione è la prima indagine da condurre quando ci si trova di
fronte ad una costruzione caratterizzata da un quadro fessurativo
indicativo di un comportamento statico anomalo.

Si tratta di una indagine non facile da condurre il cui esito dipende


dalla sensibilità e dalla esperienza del Tecnico.

Sensibilità che gli deriva sia dalla conoscenza di eventi simili sia dalla
conoscenza della scienza e della tecnica delle costruzioni, della
meccanica dei terreni e della tecnica delle fondazioni.

Parte I-a 5
Si consideri inoltre che il comportamento di una costruzione alle
sollecitazioni esterne dipende dalla sua tipologia strutturale.

L’ Italia è caratterizzata da un patrimonio edilizio enormemente


variegato sia per quanto riguarda la natura dei materiali utilizzati
sia per quanto attiene alle regole dell’arte della messa in opera
degli stessi ma che sostanzialmente possiamo classificare in due
tipologie :

-strutture a setti portanti


-strutture intelaiate

Parte I-a 6
Nella prima classe rientrano tutti quegli edifici in cui le
funzioni sono demandate ad un complesso strutturale
costituito da setti e pareti più o meno efficacemente
ammorsate tra loro, e da elementi a piastra
orizzontali che conferiscono all’organismo un
comportamento a scatola.

La seconda classe è quella degli edifici intelaiati, costituiti


da elementi in cui la lunghezza è la dimensione prevalente
rispetto alle altre due dimensioni che ne definiscono la
sezione.

Parte I-a 7
Utilizzando questa elementare caratterizzazione che tiene conto
di una differenziazione di funzionamento statico, legata
all’elemento base che costituisce la struttura, le costruzioni
possono distinguersi a seconda che appartengano alle seguenti
grandi famiglie di fabbricati:

Edifici in muratura
Edifici intelaiati in cemento armato
Edifici intelaiati in acciaio

Parte I-a 8
EDIFICI IN MURATURA

Rientrano in questa classe tutti quegli organismi


strutturali cui l’elemento portante elementare è costituito
dal setto murario.

Il setto murario è un elemento strutturale realizzato


dall’assemblaggio di blocchi lapidei artificiali o naturali
legati da malta costituita da acqua, legante ed inerti.

Parte I-a 9
ELEMENTI COSTITUENTI LA MURATURA

PIETRA
NATURALI TUFO
Blocchi ARGILLA CRUDA
Lapidei
LATERIZIO PIENO
ARTIFICIALI LATERIZIO FORATO
BLOCCHI CLS FORATI
CLS ALVEOLARE

CEMENTO
Legante MATERIALI CALCE IDRATA

POZZOLANA

Parte I-a 10
Altri elementi salienti che caratterizzano la
muratura sono:

-le modalità di posa degli elementi lapidei


distinte in relazione alla tipologia della
tessiture dei paramenti e della sezione
trasversale;

-la sezione trasversale della muratura.

Parte I-a 11
BLOCCHI LAPIDEI NATURALI

Ogni sito ogni vallata è caratterizzato per l’uso del materiale


lapideo naturale locale, più immediatamente reperibile al quale
vengono adeguate le caratteristiche delle murature quale ad
esempio lo spessore.

Soltanto alcune di formazioni rocciose si prestano ad essere


lavorate in maniera tale da essere trasformate in blocchi squadrati
utili per la formazione del piano di posa.

Per cui il ricorso frequente all’uso delle scaglie o della malta


sopperisce alla carenza delle regolarità dimensionale dei blocchi
disponibili.

Parte I-a 12
La tipologia di posa degli elementi lapidei naturali che caratterizzano le
murature degli edifici esistenti varia da zona a zona in base alla disponibilità
della formazione rocciosa presente:

Posa casuale
Posa degli elementi lapidei del tutto
casuale sia in termini di pezzatura che di
disposizione; la malta, se presente,svolge
anche la funzione di riempimento.
La presenza di una componente elevata della
malta comporta, in assenza di intonaco, un
elemento di maggior vulnerabilità del
paramento murario in relazione alle
condizioni ambientali che riducono nel
tempo le caratteristiche meccaniche della
malta producendo un’accelerazione nel
processo di disgregazione della muratura.
Per contro la carenza di malta ne pregiudica
la monoliticità.

Parte I-a 13
Posa orizzontale

Tale tecnica di posa viene utilizzata


con il materiale lapideo formato da
lastre di varia pezzatura.
Organizzando in modo sapiente i
piani di posa si sopperisce alle ridotte
caratteristiche meccaniche del
materiale lapideo utilizzato.
Spesso poi per sopperire all’assenza di Muratura con posa orizzontale irregolare
materiale lapideo idoneo alla
formazione di piani orizzontali si
sfruttano materiali lapidei artificiali
quali mattoni o coppi, organizzati in
vari modi con ricorsi o listature del
paramento murario, tipici delle varie
aree geografiche, ma tutti rivolti a
sopperire all’assenza del pietrame
squadrato.

Muratura con posa orizzontale


Parte I-a 14